Capanna del Forno CAS

Sorge a 2574 m. su una terrazza panoramica in Val Forno, al di sopra di Majola (cantone dei Grigioni, CH) – al confine tra l’Alta Engadina e Val Bregaglia. È anche punto di partenza per numerose escursioni e tour, sia in estate che in inverno.

Gruppo Montuoso: Masino – Bregaglia (Svizzera)
Valle: Valle del Forno



DIFFICOLTÀ

EE

Itinerario Escursionistico per esperti
Itinerario generalmente segnalato ma che richiede capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervi e infido (pendii ripidi, scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, roccia, detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Restano esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci. Necessita di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbrago, ecc).

ALTRE INFORMAZIONI

Località di partenza: Passo del Majola
Quota di partenza:  1815 m  |  Dislivello: 759 m  |  Tempo di percorrenza: 4 ore
Periodo di Apertura: Metà Marzo – Metà Ottobre
Posti letto: 104 posti
Gestione:  Loretan Fritz
Tel. +41 81 8243182
Itinerario Sintetico: 1. Malojapass (m 1815) | 2. Lago Cavloc (m 1907) | 3. Plan Canin (m 1982) | 4. Fronte del ghiacciaio del Forno (m 2250 circa) | 5. Rifugio Capanna del Forno (m 2574)

COME SI RAGGIUNGE


Per questa struttura, che si trova in val Bregaglia (Svizzera), vengono proposti 2 itinerari: uno con partenza dalla Svizzera ed un secondo, più spettacolare, dalla Valmalenco, in Italia. Il primo è quello che dal Passo del Maloja si addentra nella valle del Forno, nella quale un imponente ghiacciaio, lungo molti chilometri, contribuisce ad alimentare il fiume “chiavennasco” Mera (o Maira, come si chiama in Val Bregaglia). Da Chiavenna, dopo aver valicato il confine di stato presso Castasegna, si arriva in circa un’ora scarsa al Malojapass (m.1815). Appena prima del Passo, giunti all’ultimo tornante, si lascia sulla sinistra la strada statale, che prosegue poi per S. Moritz, e si entra in una strada proibita al traffico veicolare lungo la Valle del Forno, tenendone la sinistra orografica. Parcheggiato l’automezzo, si prosegue a piedi per questa carrozzabile, incontrando il Lago da Cavloc (m.1907) e l’omonima alpe presso la quale termina la strada sterrata, ma non il tracciato pianeggiante, che continua, infatti, per sentiero fino alle baite di Plan Canin (m.1982), dove, a distanza di pochi metri, ci si congiunge con il secondo itinerario prima accennato, con partenza dalla Valmalenco. Facciamo quindi una piccola pausa ed andiamo a vedere come si giunge fino a qui da Chiareggio, per poi continuare lungo l’ultimo tratto del tragitto verso il Rifugio del Forno, nel panoramico tratto su ghacciaio.
Abbiamo detto che la partenza è fissata a Chiareggio (m.1612), paesino all’estremità settentrionale della Valmalenco, a 14 km dall’abitato di Chiesa in Valmalenco ed a 28 km da Sondrio. Da qui si percorre l’antica carrozzabile (verso ovest, poi a nord), che portava carri, milizie o contrabbandieri fino al passo del Muretto (m.2562), confine tra le due nazioni. Il passo è raggiungibile con una seconda via che evita la strada sterrata del primo tratto: sempre da Chiareggio, si raggiunge (verso est) la località La Corte (m.1638), lungo un ripido bosco, per arrivare al sentiero dell’Alta Via della Valmalenco, poi l’Alpe dell’Oro e ritornare, a mezza costa, alla carrozzabile stessa. Il passo del Muretto è raggiungibile dopo circa 2 ore di cammino; da qui si scende lungo un ripido canalino e poi per placche lungo la Val Muretto. Dopo un’ora di discesa, eccoci di nuovo a pochi passi da Plan Canin, per continuare con l’itinerario dal Passo del Maloja. Il rifugio è a circa 2 ore di cammino. Si risale il muraglione di una diga artificiale, si passa sulla sinistra orografica della Val Forno e si prosegue, fiancheggiando dall’alto un impetuoso torrente, lungo la morena, con leggera salita, fino all’imponente fronte della Vedretta del Forno. Da questo punto in poi (siamo a circa m. 2200), si percorre un tratto pressoché pianeggiante e molto spettacolare sulla morena (accessibile a tutti; attenzione, però, a non infilarsi in qualche “gola”). Dopo aver tagliato il ghiacciaio lungo il versante opposto e camminato per circa 2 km, si arriva ai piedi del Monte del Forno, ove è ben visibile, in alto il rifugio. Lasciando la vedretta sulla destra, si risale, per detriti, un tratto ripido, ben attrezzato, nei punti più difficoltosi, con alcune corde e funi metalliche, e, dopo tanta fatica, si raggiunge la meta e si può godere lo splendido panorama! La via del ritorno, per chi deve rientrare in Italia e quindi a Chiareggio, può risultare estenuante, se non si ha un buon allenamento: bisogna, infatti, ancora salire ai 2775 metri della Sella del Forno (30 minuti), dove uno splendido panorama raggiunge le lontane Orobie. Da qui si scende in Val Bona (di nuovo in Italia), si raggiunge l’Alpe di Vazzeda (m.2033) e, costeggiando, il fiume Mallero, si torna, dopo circa un’ora e 30 minuti, alla sospirata Chiareggio. Chi rientra al passo del Maloja deve invece percorrere a ritroso la via dell’andata.
Fonte: waltellina.com | Autore: R. Moiola

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