I laghi di Torena e i segni della preistoria

L’aereo spalto erboso ove è annidato il Lago Nero di Torena 2036 m, è una località assai suggestiva, di grande bellezza paesaggistica e di notevole interesse storico dal momento che le rocce attorno alle sponde del lago recano numerose incisioni rupestri attribuibili all’uomo preistorico. Probabilmente gruppi di cacciatori si spingevano fin quassù inseguendo le prede, magari per costringerle nella naturale trappola della vicina conca del Lago Verde. La presenza di coppelle e di affilatoi testimonia come il luogo sia stato frequentato per moltissimi anni ed anche per periodi piuttosto lunghi. Probabilmente scavando nei pressi del lago si potrebbero trovare tracce di qualche accampamento del tipo di quelli scoperti pochi anni or sono in Val Chiavenna, sul Piano dei Cavalli. Alcuni simboli solari e fori di allineamento (se ne trovano ai due estremi del Lago Nero e al Lago Verde) fanno pensare anche ad un uso rituale di questo località, che senza dubbio colpì moltissimo la fantasia dei nostri antenati. Su tutto domina l’imponete mole del Monte Torena, come una sorta di presenza divina severa eppure bonaria. Nelle vicinanze, con poca fatica si può arrivare al Lago Lavazza, splendida gemma nascosta fra le pieghe della montagna. Qui, chi non se la sentisse può interrompere la passeggiata e tornare sui suoi passi. Il proseguimento per il Lago della Cima è infatti assai più faticoso e privo di sentiero. Lungo il percorso avrete modo di ammirare le splendide fioriture degli alpeggi e notevoli esemplari di larici e abeti. Fra il Lago Nero e quello Verde abita una numerosa colonia di marmotte e sulle creste d’alta quota non sarà difficile scorgere il camoscio.

DIFFICOLTÀ ITINERARIO

E

Itinerario Escursionistico
Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate.
Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc).
Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati.

ALTRE INFORMAZIONI:
Località di partenza: Palazzina Falk della diga di Frera, in Val Belviso 1380 m circa.
Quota massima: 2131 mt
Dislivello di salita: 750 m fino al Lago Lavazza; 1050 m il giro dei laghi. Cento metri in più con la variante B che passa per la vetta sovrastante il Lago Lavazza.
Tempo di salita: 5-6 ore per l’intero giro
Segnaletica: buona
Periodo consigliato: da Luglio a Ottobre
Particolarità: naturalistiche-paesaggistiche-storiche

ITINERARIO

Pochi metri prima della Palazzina della Falk prendere sulla destra una bella stradicciola che sale alle spalle dell’edificio (segnaletica n° 7). Dopo alcuni tornanti e un lungo tratto obliquo, la strada lambisce un poggio da cui si scorge la sottostante diga di Frera ed il Lago Belviso. Poco dopo si deve prestare attenzione per imboccare sulla destra un sentierino che, abbandonata la larga stradina, s’inerpica nel bosco (segnaletica). Con molti tornanti si guadagna rapidamente quota fino a sbucare nella verdeggiante radura dove sorge la Malga Fraitina 1698 m, balcone panoramico sulla Val Belviso. Qui il tracciato sale ripido e diretto fino al soprastante limite del bosco, poi volge a destra (Nord) e prosegue fino a lambire le Cascine di Caccia 1916 m. Con vedute sempre più aperte, fra magnifiche radure e rado bosco di grandi larici ed abeti, il sentiero piega ora a sinistra e con un lunghissimo traverso si riporta quasi sulla verticale di Malga Fraitina. In questo punto bellissima è la vista dell’imponente Monte Torena, ai cui piedi sembrano sgorgare le cascate che invece si originano dal terrazzo glaciale sottostante, dove sorge la Malga Torena. 

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Nel rado bosco si raggiungere la stupenda vallecola dove scorre il torrente che genera le cascate appena descritte e la si percorre fino ad un roccione che sembra sbarrare il proseguimento. Il sentiero taglia a destra sotto le rocce e quindi sbuca nella magnifica conca nascosta dove si trovano la Malga Torena ed il limpidissimo Lago Nero. Raggiunta la malga si imbocca una traccia che inizia alla sua sinistra e con percorso intricato traversa una zona di grossi blocchi abitata da numerose marmotte. In circa venti minuti di ginnastica su e giù fra i macigni si giunge infine al Lago Verde di Torena in cui si specchia il versante settentrionale del Monte Torena. Tornati sui nostri passi imbocchiamo, poco sotto la malga, il sentiero che percorre la sponda sinistra del Lago Nero (segnavia n° 2) allontanandosi verso Nord. Con un lungo percorso a mezza costa passiamo a monte di una torbiera che separa il Lago Nero da un bacino molto più piccolo posto a 2049 m. Il tratto pianeggiante termina in corrispondenza di due tornanti che ci fanno perdere un po’ di quota, per poi riprendere fino alla base di uno sperone roccioso dove alcuni cartelli indicano le varie direzioni. Seguendo l’itinerario principale, largo e comodo si continuerebbe fino alla Malga Lavazza e a Carona; viceversa salendo a sinistra si percorre un ripidissimo pendio dove esistono poche tracce di passaggio. Tuttavia senza difficoltà si arriva al termine della salita dove si apre la minuscola conca nascosta che ospita lo stupendo Lago Lavazza 2131 m (ore 0,40 dal Lago Nero). Da qui si torna all’auto lungo il percorso appena compiuto.

Fonte: permontagne.ch

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