La leggenda del Turriglion


Tra le morene alla base della Vedretta di Cancian e del Pizzo Scalino, in versante svizzero, gli alpigiani grigioni dell’Alpe Cancian, di Quadrada, del Palù Grand sanno di non avvicinarsi soli nelle notti di maltempo al Turriglion, monolite roccioso di forme turrite.
Potrebbero staccarsi delle pietre e colpirli mortalmente.
All’epoca delle calate delle orde barbariche dei Lanzichenecchi un armigero disertore, fuggendo, risalì la valle di Cancian.
Giunto all’alpe rapì una giovane pastora intenta ad accudire le pecore e la trascinò sul Turriglion.
Sorpreso nel sonno il barbaro fu incatenato a lassù morì di stenti, mentre la pastora liberata tornò felice all’Alpe Cancian.
Nelle cupe notti di maltempo l’inquieto spirito del barbaro, imprigionato sul monolite roccioso, si vendica facendo rotolare pietre su chi si avventura verso quello che ancor oggi è chiamato il Turriglion, guglia rocciosa in luogo dominante.
Fonte: http://leggendedellavaltellina.blogspot.it

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