L’eterno tormento dei Cunfinàa | www.montagnenostre.net

Non tutte le anime vanno in Paradiso, e nemmeno all’Inferno: alcune di queste, particolarmente odiose, rimangono sulla Terra per scontare in eterno la loro pena. Sono i Cunfinàa, anime in esilio che, nel corso della loro condanna, talvolta si manifestano per infastidire i viventi…

La Valtellina non è solo popolata da diavoli e streghe, ma anche da anime tormentate (non ci facciamo mancare nulla!): nello specifico si parla di confinati (cunfinàa in dialetto), spiriti che sono stati respinti sia dal Paradiso che dall’Inferno perché condannati a trascorrere l’eternità sulla Terra. Ma trascorrerla come? Spesso svolgendo lavori faticosissimi e senza scopo, dal trasportare pietre enormi al muovere carichi di metalli preziosi, per poi lanciarli da un dirupo. A volte queste pene seguono una dantesca legge del contrappasso (chissà che orrore, per gli avari, gettare giù per un burrone l’oro guadagnato dopo notti e notti di duro lavoro!), ma per la maggior parte delle volte sono prive di senso, rendendo ancora più tormentosa la condanna.

Ma i cunfinàa sono veramente costretti a rimanere sulla Terra per sempre? Ci sono diverse teorie: secondo alcuni, il mondo dei vivi non è altro che un purgatorio dove espiare le proprie colpe e continuare poi il proprio cammino verso l’Aldilà; secondo altri, invece, i confinati sono destinati a rimanere bloccati sulla Terra per sempre. Non dovremmo quindi stupirci del fatto che, per cercare un po’ di “intrattenimento” durante la loro faticosa quotidianità, queste anime si mettano a tormentare un po’ i vivi.

Infatti spesso i cunfinàa turbano la quiete dei montanari terrorizzandoli con le loro urla, o anche peggio: può capitare che blocchino le vie di transito con i massi che sono costretti a trasportare da un luogo all’altro, o addirittura che mettano a soqquadro le case nelle vicinanze. A volte è possibile sentirli mentre lavorano e riuscire quindi a tenersi a distanza, ma può anche capitare che evitarli sia impossibile: in questo caso l’unica “arma” a disposizione dei vivi è farsi il segno della croce, capace di allontanare i confinati. Per esiliarli definitivamente dalle zone abitate, invece, è necessario un esorcismo.

Ricordatevi, però: se vi capita di avvistare i cunfinàa (riconoscibili anche dal berretto verde che indossano), non parlatene con nessuno. Infatti, se racconterete a qualcuno di questo insolito incontro, verrete condannati anche voi, una volta morti, ad essere dei confinati! E non auguriamo a nessuno di trasportare dei massi pesantissimi per l’eternità…

Fonte: pescegallovalgerola.it – Testi a cura di Varan Vanessa