Otto morti in 17 giorni. Il Monte Bianco presenta il conto | www.montagnenostre.net

Otto morti in 17 giorni. Solo fatalità? La morte di un fuoriclasse svizzero dell’alpinismo precipitato mentre si allenava in Himalaya ha fatto scorrere sul web fiumi di bit. Tutti (o quasi) increduli che ciò sia potuto accadere a un campione del suo stampo. Ma non va dimenticata quest’altra triste realtà che accomuna tanti esseri umani ai quali non basta la vita di tutti i giorni: persone irrequiete, forse irrisolte come sospetta qualcuno. E’ Gege Agazzi a segnalare in Facebook un articolo in proposito apparso nell’edizione dell’Alta Savoia del quotidiano Dauphine Liberé insieme con la foto diffusa dal PGHM di Chamonix che qui riprendiamo. “Ogni disgrazia fa storia a se”, scrive il quotidiano francese, “ma questi ultimi incidenti mortali nel massiccio del Monte Bianco hanno un denominatore comune: l’estrema inclinazione dei costoni in cui si sono consumati, in particolare dall’11 al 23 aprile 2017”. La constatazione è attribuita all’ufficiale Stephane Bozon, comandante delle unità di Chamonix e dell’Alta Savoia della gendarmeria di alta montagna (PGHM). “I soccorritori”, spiega l’ufficiale, “sono stati enormemente impegnati dall’inizio di aprile per le cadute mortali. Il moltiplicarsi di questi incidenti si spiega con la diffusione dello sci ripido. In particolare il canalone dei Cosmiques, frequentatissimo, è diventato una specie di pista. Peccato che non ci sia scampo al minimo errore, al minimo imprevisto…”. Prendere o lasciare, gente: il ripido va di moda, è la grande tentazione del momento.(Ser)

Fonte: mountcity.it