Passo del Muretto: il passaggio tra la Valmalenco ed Engadina

Il Passo del Muretto è una profonda incisione nello spartiacque principale alpino che si apre a segnare il punto d’incontro fra il granitico massiccio del Masino-Bregaglia a Ovest e il gruppo del Bernina ad Est. L’ampia sella è divisa in due depressioni da una piccola emergenza, quotata 2628 m, ed il valico vero e proprio è situato nella depressione orientale. Il toponimo è piuttosto incerto e potrebbe derivare dalla radice preindoeuropea mor che indica un cumulo di pietre, un risalto, forse ad intendere la sopra citata emergenza.

Salita al Passo del Muretto

Come tutti i punti d’incontro fra differenti aree geologiche, tutta la zona è ricca di minerali fra cui la vesuvianite, il diopside verde, i granati rossi. Antico valico commerciale fra Valmalenco, Engadina e Svizzera interna (attraverso i passi del Settimo e dello Julier) il Passo del Muretto era attraversato da una larga mulattiera percorsa da carovane someggiate recanti in Svizzera e nella Mitteleuropa i vini valtellinesi e le pregiate piode per tetti della Valmalenco.

Il passo acquisì sempre maggiore importanza allorché con l’avvento della “piccola età glaciale” (1450-1850 circa) divennero meno agibili i valichi posti a quote più elevate, ma prima preferiti perché più diretti, come il Passo delle Tre Mogge e il vicino Passo di Fora. Nel 1618 lungo la strada del Muretto venne tradotto a Coira, nei Grigioni, Nicolò Rusca, l’arciprete cattolico di Sondrio inviso ai riformati scesi in città per la stessa via. Questo episodio fu la scintilla che fece scoppiare la rivolta dei valtellinesi sfociata, nel 1620, con il celebre “Saco Macello”, ondata di violenze in cui furono massacrati circa 400 ignari ed inermi protestanti valtellinesi. Persa la sua antica importanza il Muretto venne ancora a lungo utilizzato dagli abitanti della valle per recarsi in Svizzera in cerca di lavoro e per il contrabbando attività questa che non conosceva soste neppure nella stagione invernale. Oggi la strada, ancora ben conservata per circa due terzi del percorso, si presta ad una splendida gita alla portata di tutti.

Una serie di varietà di fiori al Passo del Muretto

DIFFICOLTÀ ITINERARIO

E

Itinerario Escursionistico
Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate.
Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc).
Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati.

ALTRE INFORMAZIONI:
Località di partenza: Chiareggio (1612 m)
Quota massima: 2628 mt
Dislivello di salita: 950 m 
Tempo di salita: 3 ore per la sola salita
Segnaletica: buona
Periodo consigliato: da Luglio a Ottobre
Particolarità: naturalistiche-paesaggistiche-storiche

ITINERARIO

Da Chiareggio è possibile proseguire ancora un poco in auto lungo una sterrata che più avanti si biforca. A sinistra scende verso il Pian del Lupo, portandosi al punto di confluenza fra le valli Ventina, Sissone e Muretto, a destra sale ora più stretta e dissestata verso il Passo del Muretto (il tracciato, che comunque ricalca la vecchia mulattiera, è in realtà una ben più recente strada militare costruita negli anni ’30). A questo punto è conveniente lasciare l’auto per iniziare la salita a piedi che porta subito ad un bel poggio (località Belvedere 1735 m) sovrastante il Pian del Lupo, da cui di gode una magnifica vista sulla glaciale parete Nord del Monte Disgrazia e sul tormentato ghiacciaio ai suoi piedi. Ora la stradetta prende a salire con più decisione e inizia una serie di tornanti nel bosco che, dopo una breve interruzione pianeggiante, riprende portandosi poco sotto i prati dell’Alpe dell’ Oro 2010 m. È consigliabile la breve deviazione verso destra che in pochi passi porta all’alpeggio, per poterne ammirare le vecchie baite e la splendida localizzazione. 

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Ritornati sulla stradetta principale ci si inoltra ora verso Nord, nella Valle del Muretto, dominata verso Nord-ovest dalla bella punta del Monte del Forno 3214 m. Ci si avvicina così al greto del torrente finché, verso i 2300 m, la strada si perde fra i detriti. Non ci sono tuttavia problemi di sorta: risalendo due successivi valloncelli detritici (qui è possibile anche rinvenire interessanti campioni di minerali) si giunge al valico che è posto in quella di destra di due selle separate da un cocuzzolo di sfasciumi.

Fonte: permontagne.ch

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