Rifugio Antonio Omio

Sorge a 2100 m. quasi al centro dell’anfiteatro della Valle dell’Oro, è punto tappa del Sentiero Roma che in questo settore si chiama invero Sentiero Risari. Accanto all’edificio sorge il bivacco invernale Silvio Saglio: 9 posti letto.

Gruppo Montuoso: Masino – Bregaglia (Italia)
Valle: Val Masino

DIFFICOLTÀ

E

Itinerario Escursionistico 
Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati.

ALTRE INFORMAZIONI
Località di partenza: Bagni di Masino
Quota di partenza:  1172 m  |  Dislivello: 928 m  |  Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti
Periodo di Apertura: Dal 1 Luglio al 15 Settembre
Posti letto: 46 posti + 9 posti del bivacco invernale
Gestione:  Dino Fiorelli
Tel. +39 0342 641078



COME SI RAGGIUNGE


Il rifugio, in Valle dell’Oro, è raggiungibile partendo dai Bagni del Masino, antica sede termale tuttora amata dai turisti, posta a 1172 metri di quota nel comune di Valmasino. (S.Martino). Per accedere innanzitutto sin qui occorre risalire per intero la Valmasino sino a giungere a S.Martino, ultimo abitato, e da qui svoltati a sinistra, si raggiungono i Bagni dopo un totale di 14 km da Ardenno. Parcheggiata l’automobile comincia l’escursione a piedi. Il primo tratto lo si percorre in un fresco ma ripido bosco di abeti e faggi fino a raggiungere, dopo un’ora, gli ampi spazi del pascolo che da Maggio ospita capre e mucche dei contadini della zona. Dopo poco si comincia a scorgere la sagoma del rifugio e lo si raggiunge respirando l’aria fresca dell’alpeggio della Valle dell’Oro e godendo della vista magnifica delle cime che ad arco lo circondano: si possono distinguere da occidente le Punte Fiorelli e Medaccio, il Pizzo Ligoncio (m. 3033) e la Punta Sfinge (m. 2800), verso nord il Pizzo dell’Oro (m. 2714), la Punta Milano (m. 2610) e la Costiera del Barbacan; ad oriente il Monte Boris (m. 2497) e più lontano la Cima di Cavalcorto (m. 2765). La sagoma del Disgrazia e la sua cima (m. 3676) in lontananza allietano la vista degli alpinisti. Guardando in basso, invece, si scorge la strada che porta ai bagni e parte dell’abitato di S.Martino; sullo sfondo più a sud la catena delle Alpi Orobie. Esso è dedicato ad Antonio Omio che nel settembre del 1935 perì insieme ad altri 5 escursionisti durante un’escursione a Punta Rasica. Due anni dopo sorse il rifugio… Il tempo di percorrenza è calcolato in circa due ore di cammino. Il rifugio è stato recentemente ampliato: nel 1997 nella parte anteriore con la costruzione di un balcone con una splendida tettoia, nel 2002 altre importanti modifiche lo hanno reso perfettamente accogliente dopo 65 anni dalla sua costruzione. Accanto al rifugio c’è il bivacco S.Saglio che serve da locale invernale. Esso è punto di partenza opzionale per chi vuole percorrere il sentiero Roma tralasciando il tratto che passa in Val Codera. Importante e prestigiosa vetrina sportiva, che passa davanti al rifugio nel mese di Agosto, è il “trofeo Kima”, una corsa lunga 48 km attraverso il sentiero Roma, dedicata alla guida Pierangelo Marchetti.
Fonte: waltellina.com  |   Autore: R. Moiola

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