Rifugio Monzino Franco

Si trova a 2590 m. in ottima posizione sulla cresta rocciosa che divide il ghiacciaio del Brouillard dal ghiacciaio del Freney. È intitolato a Franco Monzino, figlio di Guido,che ne ha curato la costruzione e lo ha donato alla Società Guide Alpine Courmayeur.

Gruppo Montuoso: Monte Bianco (Italia)
Valle:  Val Veny


DIFFICOLTÀ

[mks_highlight color=”#ffff66″]EE – Itinerario Escursionistico per esperti[/mks_highlight]
Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata.

ALTRE INFORMAZIONI

Località di partenza: Plan Veny
Quota di partenza:  1565 m | Dislivello: 1015 m | Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti
Periodo di Apertura: Dal 15 Giugno al 20 Settembre
Posti letto: 55 posti
Gestione:  Soc. Guide di Courmayeur
Tel. +39 0165 809553

COME SI RAGGIUNGE

Avvicinamento in auto
dalla Strada Statale 26, in direzione Tunnel del Monte Bianco, oltrepassare la rotonda di Courmayeur, dopo 2 km svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Veny. Proseguire per 5 km circa fino all’Area Pic Nic situata nei pressi del Bar Pramotton. Il parcheggio si trova sulla destra poco oltre.

Il Sentiero
Dal parcheggio (1565m) si prosegue a piedi lungo la comoda strada pianeggiante che conduce ai casolari del Freney. Dopo aver attraversato i due ponti che permettono di attraversare la Dora di Veny e il torrente del Miage si devia a sinistra seguendo il sentiero 16 (cartello Rifugio Monzino).
Ci si innalza nel bosco fino all’attraversamento del ponticello sul torrente di Freney. Poco oltre si abbandona il sentiero che conduce al Lago delle Marmotte svoltando a destra. Da qui il rifugio e ben visibile in cima alla seconda barra rocciosa. Il sentiero conduce in breve al primo facile tratto di via ferrata.

La Via Ferrata
Riattrezzata completamente nel 2008 con materiale in acciaio Inox, la via ferrata si può suddividere in tre sezioni: la prima parte supera alcuni corti risalti rocciosi, è molto semplice e permette di prendere confidenza con il terreno e l’attrezzatura. Dopodiché si riprende il sentiero per alcune centinaia di metri di dislivello, fino ad arrivara alla seconda parte di ferrata, quella più impegnativa. Questa sezione, ottimamente attrezzata, (foto) permette di superare una barra rocciosa alta un centinaio di metri. Il primo tratto offre due possibilità di salita, quella di sinistra (consigliata in discesa) ricalca il vecchio tracciato, mentre quella di destra (consigliata in salita) sale in modo più diretto.
Una volta usciti da questo tratto di ferrata si riprende il comodo sentiero che aggira a sinistra la seconda barra rocciosa, superando i restanti corti tratti rocciosi che caratterizzano l’ultima parte della via ferrata. Da qui si prosegue per il sentiero lungo lo spallone dello Châtelet fino al Rifugio Monzino (2561m).
Fonte: rifugiomonzino.com


TRAVERSATE
Bivacco Giuseppe Lampugnani | Bivacco Marco Crippa | Bivacco Piero Craveri | Col des Chasseurs | Bivacco Borelli

ASCENSIONI
Aiguille Noire de Peuterey | Aiguille Blanche de Peuterey | Aiguille Croux | Dames Anglaises | Monte Bianco | Punta Innominata

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