Rifugio Trona Soliva

E’ situato a 1907 m. all’interno del Parco delle Orobie Valtellinesi ed è un punto panoramico per ammirare le varie fasce della flora in base all’altitudine.
La Val Gerola è una zona di produzione del formaggio Bitto Storico, vicino al Rifugio Trona si possono ancora ammirare i Calècc, ancora in uso dai pastori.

Gruppo Montuoso: Alpi Orobie (Italia)
Valle:  Val Gerola – Valle della Pietra


DIFFICOLTÀ

[mks_highlight color=”#ffff66"]E – Itinerario Escursionistico[/[/mks_highlight]span>
Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate.
Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc).
Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati.

ALTRE INFORMAZIONI

Località di partenza: Laveggiolo
Quota di partenza:  1571 m | Dislivello: 440 m | Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti
Periodo di Apertura: dal 1 maggio al 28 ottobre 2012 sabato e domenica, dal 10 giugno
Posti letto: 30 posti
Gestione:  Elisa Montani
Tel. +39 340 3433090

COME SI RAGGIUNGE

Al rifugio Trona Soliva, ex Casera di Trona, si accede attraverso ben quattro vie. La più breve è quella che parte da Laveggiolo (m. 1471), frazione di Gerola. Questo pittoresco paesino si raggiunge tramite la Statale 405 della Val Gerola, che si imbocca nei pressi della contrada S. Rocco a Morbegno. Giunti a Gerola, nei pressi del cimitero, oltre il paese, prendiamo sulla destra la strada, asfaltata fino ad un chilometro prima di Laveggiolo, e poi diviene sterrata, ma comunque ben transitabile. Parcheggiamo l’auto e mettiamoci in cammino. La pendenza è lieve. Giungiamo ben presto ad un bivio. Una scritta ci indica che possiamo proseguire diritti con la sterrata, impiegando ore 1.30 per arrivare al rifugio, oppure possiamo deviare a sinistra e imboccare un sentiero che ci farà risparmiare 15 minuti. La sterrata prosegue, sempre in lieve salita addentrandosi nella val Vadrano, dove si supera un torrente su alcune assi di legno, per poi uscirne sull’altro versante, disegnando una “V” rovesciata. Il sentiero, invece, alternando tratti in piano ad altri con lieve dislivello, scende ad attraversare il torrente di val Vedrano in un punto più basso, dove troviamo una piccola area da picnic. Superato il corso d’acqua su di un ponticello di legno, si sale ripidamente fino ad immettersi sull’altro percorso. Proseguiamo ora fino a trovare un cartello che segnala una mulattiera che si stacca dalla strada sulla sinistra e sale attraverso un bosco di larici. Superato questo deciso strappo, si esce dal bosco nei pressi di un tavolo con panche che invita ad una breve sosta e si prosegue a mezza costa. Sul versante opposto si possono vedere le due dighe che chiudono a valle i laghi di Pescegallo e di Trona. Si passa sotto un traliccio dell’alta tensione e si incontra il sentiero che sale ripido da Gerola. Poi raggiungiamo un torrente e, dopo averlo seguito per pochi metri, lo superiamo, giungendo in breve alla meta. La seconda via comincia subito oltre Gerola Alta (m.1053), dove, nei pressi della centrale idroelettrica, si abbandona l’auto e ci si incammina lungo la mulattiera che percorre la Valle della Pietra. Il percorso sale dapprima gradualmente, poi in modo più deciso. Ignorata la deviazione per il Lago artificiale di Trona, proseguiamo diritti su terreno ripido per giungere alla nostra meta in un totale di 2 ore e 15 minuti. Il rifugio può essere raggiunto anche da Pescegallo (m.1454), frazione di Gerola, in 2 ore 30, o da Premana, in Valsassina, in 4 ore 15 minuti. E’ degno di nota che Andrea Savonitto, gestore del rifugio e Guida Alpina, ha attrezzato negli ultimi anni in zona delle vie d’arrampicata. Teniamo presente, per concludere, che qui si incrociano due importanti sentieri. Al rifugio arriva, infatti, la terza tappa e dal rifugio parte la quarta tappa del Sentiero Andrea Paniga; al rifugio, poi, arriva la seconda tappa e dal rifugio parte la terza tappa della Via del Bitto. Ricordiamo, infine, che il rifugio
Fonte: waltellina.com – Autore: R. Moiola


ESCURSIONI
Diga di Trona | Lago di Zancone

ASCENSIONI
Pizzo Tre Signori | Pizzo Melasc

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