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È una tradizione affascinante, che unisce natura, pazienza e spirito di avventura. Ma non bisogna dimenticare che l’ambiente montano, anche nei percorsi più noti, può nascondere insidie. Il Soccorso Alpino lancia un appello alla prudenza, condividendo alcuni consigli fondamentali per vivere questa esperienza in sicurezza. ##### **Preparazione prima dell’escursione** Prima di partire, è importante informarsi bene sul percorso scelto e sulle condizioni meteorologiche. Indossare abbigliamento adeguato e scarpe da trekking è essenziale per affrontare terreni umidi, scivolosi o irregolari. Portare con sé una mappa cartacea o un GPS (meglio entrambi), una torcia e un telefono cellulare con batteria carica può fare la differenza in caso di emergenza. ##### Non andare mai da soli Anche se si conosce bene la zona, è sempre consigliabile andare a cercare funghi in compagnia. In caso di caduta o smarrimento, avere qualcuno accanto può accelerare i soccorsi e limitare i rischi. Inoltre, è buona norma avvisare sempre un familiare o un amico del proprio itinerario e dell’orario previsto per il rientro. ##### Occhio all’orientamento Seguire sentieri tracciati ed evitare di inoltrarsi in zone sconosciute è una regola d’oro. Spesso, l’euforia della raccolta può far perdere l’orientamento. È utile fare attenzione a punti di riferimento visivi lungo il cammino e, in caso di dubbio, tornare subito sui propri passi. ##### Raccolta responsabile Oltre alla sicurezza personale, è importante rispettare le regole sulla raccolta dei funghi: informarsi sulle normative locali, evitare la raccolta indiscriminata e utilizzare cestini in vimini (non sacchetti di plastica), che permettono alle spore di disperdersi e contribuire così alla riproduzione dei funghi. ##### In caso di emergenza Se ci si perde o si assiste a un incidente, è fondamentale mantenere la calma e contattare il numero unico per le emergenze, **112**, fornendo indicazioni chiare sul punto in cui ci si trova. Il Soccorso Alpino raccomanda di non tentare manovre azzardate per “rientrare da soli” a tutti i costi. L’invito, quindi, è semplice ma vitale: godersi la natura, ma con responsabilità. Ogni anno, purtroppo, si verificano decine di interventi per cercatori di funghi in difficoltà. Un pizzico di attenzione in più può evitare conseguenze gravi e garantire che la raccolta sia solo fonte di piacere… e di ottimi piatti in cucina. **[QUI LA GUIDA COMPLETA CURATA DA CAI E SOCCORSO ALPINO](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/07/QUI-LA-GUIDA-COMPLETA-CURATA-DA-CAI-E-SOCCORSO-ALPINO.pdf)** **Categorie:** In Montagna **Tag:** funghi porcini, raccolta funghi, sicurezza in montagna, soccorso alpino --- ### [Rifugio Bresciadega: nel cuore della selvaggia Val Codera](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bresciadega/) **Published:** Aprile 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio Bresciadega, sulle Alpi Retiche, è situato a 1214 metri di altezza, nel cuore della Val Codera comune di Novate Mezzola. Aperto dal luglio 1986, è un rifugio privato convenzionato CAI, gestito da Nonini Tarcisio, conosciuto nella valle come “Tarcia” e la figlia Marisa.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi retiche (Italia) **Valle: [Val Codera](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) Località di partenza:** Frazione di Mezzolpiano **Quota di partenza:** 316 m | **Dislivello:** 950 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Apertura estiva **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** Tarcisio e Marisa Nonnini **Tel.** +39 0343 44499 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 883 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 166 m Distance: 8.80 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-rifugio-bresciadega-30381772)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Guardando da **Novate Mezzola**, lo stretto intaglio delimita l’inizio della **Val Codera**. Sembra impossibile che nella sua estensione superiore esistano alpeggi, alcuni abitati tutto l’anno. Invece questa bella vallata alpina offre uno sviluppo pianeggiante con ampi pascoli e una corona finale di vette granitiche. È anche il tratto iniziale del famoso **sentiero Roma**, che prosegue poi in **[Valmasino](https://www.montagnenostre.net/tag/valmasino/)**. L’accesso avviene dalla frazione di **Mezzolpiano (316 metri)**. Essa è situata nella parte alta della Valchiavenna, nei pressi di un ampio parcheggio. Il sentiero sale rapidamente lungo la destra idrografica, con numerosi tornanti e centinaia di gradini in pietra. Si è immersi in un ambiente singolare di vegetazione mediterranea. Questo è possibile grazie all’esposizione a sud e al riparo dalle gelide correnti invernali da nord. Man mano che si guadagna quota compare verso meridione il **lago di Novate** dominato dal **Monte Legnone** che fa la guardia all’imbocco della Valtellina. La traccia non presenta particolari difficoltà, bisogna solamente prestare attenzione a dei brevi tratti un po’ esposti, protetti comunque da solidi ripari. La pista si fa meno dura quando raggiunge **Avedee (790 metri 1:00 ora)**, primo nucleo abitato della vallata, molto caratteristico con le sue costruzioni tutte in pietra su cui spicca la piccola chiesetta a lato del sentiero. Ora il percorso si abbassa e si sviluppa anche all’interno di alcuni tunnel artificiali che lo proteggono dalle pietre e dalle slavine che cadono dai ripidi costoni superiori. In lontananza, in mezzo al bosco di castagni, si intravede il paese di **Codera**, posto a 825 metri, che si raggiunge dopo un breve tragitto (ore 1:20). È il centro principale della vallata, una volta abitato tutto l’anno da diverse famiglie, tanto da giustificare la presenza di una scuola elementare, un oratorio, un’ampia chiesa e due strutture ricettive: **[La Locanda](https://www.montagnenostre.net/rifugio-la-locanda-di-codera/)** e l’**[Osteria Alpina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-osteria-alpina/)**. La prima si trova lungo il sentiero, all’inizio del paese, proprio di fronte alla chiesa. Nella stessa struttura è ospitato l’interessante museo etnografico che conserva numerose testimonianze del passato di questa vallata. Vi sono stati ricostruiti una cucina ed una camera da letto con tutti gli utensili e gli attrezzi da lavoro antichi. Inoltre vi è una sezione dedicata alla flora e alla fauna, una alla mineralogia ed un’altra ancora alla storia della Val Codera. L’Osteria Alpina si trova invece nella parte alta del maggengo ma si raggiunge facilmente attraverso gli stretti vicoli che si sviluppano tra le case in pietra. Oltre che con l’itinerario appena descritto, Codera può essere raggiunto anche con un’altra strada meno frequentata, ma allo stesso tempo molto bella. Dalla frazione di Mezzoalpiano si attraversa il torrente fino a giungere nei pressi di una cava oltre la quale inizia una mulattiera. Si sale sulla sinistra idrografica del torrente Codera, sempre grazie a gradini e tornati, fino a raggiungere l’abitato di **San Giorgio (748 metri ore 1:00)**. Esso è situato in una conca lungo il crinale che fa da spartiacque tra il Vallone di Ravellaso e la Val de Munt e presenta un’interessante caratteristica: l’avello celtico, un sepolcro completamente scavato in un blocco di granito a testimonianza dell’antichissima colonizzazione della valle. Ripreso il cammino, dopo una breve salita, si incontra il **“tracciolino”(900 metri)**: antica pista pianeggiante, una volta percorsa da binari su cui scorrevano i carrelli di servizio della presa idrica in Val Codera. Si segue questo tracciato fino ad incrociare la deviazione per l’**alpeggio di Cii** (850 metri ore 1:30). Il tragitto si abbassa e nel fondovalle supera il torrente con un bellissimo ponte ad arco costruito in pietra e sospeso per quaranta metri. Con una breve risalita si raggiunge Codera (ore 1:45). Inoltrandosi nella valle ora si è costretti a camminare su una scomoda e inopportuna strada sterrata, costruita non si sa per quale motivo, visto che inizia improvvisamente a 800 metri e finisce a 1300, ma non scende verso la bassa valle! Si incontrano i nuclei di Saline (1054 metri) e il sovrastante seminascosto Piazzo, dove numerose abitazioni sono state ristrutturate e vengono utilizzate come residenza per la villeggiatura. Passato il ridente torrente, il tracciato prosegue fino agli abitati di **Stoppadura** (1190 metri) e **Bresciadega** (1210 metri ore 2:00) dove sorge l’omonimo rifugio. Circondata da ampissimi pascoli e disseminata da molteplici casette costruite in granito locale, quest’alpe ospita numerosi capi di bestiame nel periodo estivo. Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Mezzolpiano, Sentiero Roma, Val Codera, Val Masino --- ### [Rifugio Luigi Brasca: sinfonia di boschi, cascate e silenzi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-brasca/) **Published:** Aprile 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### All’Alpe Coeder, in val Codera a quota 1304 metri. Raggiungere il Rifugio Luigi Brasca richiede ben 4 ore di cammino e molta energia. Inoltre, questo itinerario è uno dei più entusiasmanti e gratificanti della zona. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso: Valchiavenna (Italia) Valle: [Val Codera](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) Località di partenza:** Frazione di Mezzolpiano **Quota di partenza:** 316 m | **Dislivello:** 1024 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da Giugno a Settembre; su richiesta apertura anche nei fine settimana **Posti letto:** 48 posti **Gestione:** Luigi Biavaschi **Tel.** +39 0343 63077 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 894 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 168 m Distance: 10.83 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Guardando da Novate Mezzola lo stretto intaglio che delimita l’inizio della **Val Codera** sembra impossibile che nella sua estensione superiore ci possano essere degli alpeggi, alcuni abitati anche tutto l’anno. Invece questa bella vallata alpina contrappone all’aspro imbocco, uno sviluppo pianeggiante con ampi pascoli e una corona finale di bellissime vette granitiche. Si tratta anche del tratto iniziale del famoso **sentiero Roma** che prosegue poi in Val Masino. L’accesso avviene dalla frazione di Mezzolpiano (316 metri), nella parte alta della Valchiavenna. È situato vicino a un ampio parcheggio. Il sentiero sale sulla destra idrografica molto rapidamente. Questo avviene grazie a tornanti e a centinaia di gradini in pietra. L’ambiente è singolare per la vegetazione mediterranea, dovuto all’esposizione a sud. Inoltre è al riparo dalle gelide correnti invernali provenienti dal nord. Man mano che si guadagna quota, compare il lago di Novate verso meridione. Il monte Legnone fa la guardia all’imbocco della Valtellina. La traccia non presenta particolari difficoltà. Occorre prestare attenzione ai brevi tratti esposti. Sono protetti da solidi ripari. La pista si fa meno dura quando raggiunge Avedee (790 metri, 1:00 ora). È il primo nucleo abitato della vallata, molto caratteristico, con costruzioni tutte in pietra. Sulla strada spicca la piccola chiesetta a lato del sentiero. Ora il percorso si abbassa e si sviluppa anche all’interno di tunnel artificiali. Questi lo proteggono dalle pietre e dalle slavine che cadono dai ripidi costoni superiori. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Tracciatodelstiero-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Tracciatodelstiero.webp)Tratto del sentiero per il rifugio Luigi Brasca scattato nel periodo autunnaleIn lontananza, in mezzo al bosco di castagni, si intravede il paese di Codera, posto a 825 metri, che si raggiunge dopo un breve tragitto (ore 1:20). È il centro principale della vallata, una volta abitato tutto l’anno da diverse famiglie, tanto da giustificare la presenza di una scuola elementare, un oratorio, un’ampia chiesa e due strutture ricettive: La Locanda e l’Osteria Alpina. La prima si trova lungo il sentiero, all’inizio del paese, proprio di fronte alla chiesa. Nella stessa struttura è ospitato l’interessante museo etnografico che conserva numerose testimonianze del passato di questa vallata. Vi sono stati ricostruiti una cucina ed una camera da letto con tutti gli utensili e gli attrezzi da lavoro antichi. Inoltre vi è una sezione dedicata alla flora e alla fauna, una alla mineralogia ed un’altra ancora alla storia della Val Codera. L’Osteria Alpina si trova invece nella parte alta del maggengo ma si raggiunge facilmente attraverso gli stretti vicoli che si sviluppano tra le case in pietra. Oltre che con l’itinerario appena descritto, Codera può essere raggiunto anche con un’altra strada meno frequentata, ma allo stesso tempo molto bella. Dalla frazione di Mezzoalpiano si attraversa il torrente fino a giungere nei pressi di una cava oltre la quale inizia una mulattiera. Si sale sulla sinistra idrografica del torrente Codera, sempre grazie a gradini e tornati, fino a raggiungere l’abitato di San Giorgio (748 metri ore 1:00). Esso è situato in una conca lungo il crinale che fa da spartiacque tra il Vallone di Ravellaso e la Val de Munt e presenta un’interessante caratteristica: l’avello celtico, un sepolcro completamente scavato in un blocco di granito a testimonianza dell’antichissima colonizzazione della valle. Ripreso il cammino, dopo una breve salita, si incontra il “tracciolino”(900 metri): antica pista pianeggiante, una volta percorsa da binari su cui scorrevano i carrelli di servizio della presa idrica in Val Codera. Si segue questo tracciato fino ad incrociare la deviazione per l’**alpeggio di Cii** (850 metri ore 1:30). Il tragitto si abbassa e nel fondovalle supera il torrente con un bellissimo ponte ad arco costruito in pietra e sospeso per quaranta metri. Con una breve risalita si raggiunge **Codera** (ore 1:45). Inoltrandosi nella valle, si è costretti a camminare su una scomoda strada sterrata. Inoltre, non si conosce il motivo, poiché inizia improvvisamente a 800 metri e arriva a 1300. Si incontrano i nuclei di Saline (1054 metri) e Piazzo. In seguito, il Piazzo, sovrastante e semi-nascosto, ospita abitazioni ristrutturate per villeggiatura. Passato il ridente torrente, il tracciato prosegue fino agli abitati di Stoppadura (1190 metri). Poi arriva Bresciadega (1210 metri ore 2:00), dove sorge l’omonimo rifugio. Circondata da ampissimi pascoli, l’alpe è disseminata da casette in granito locale. Inoltre, ospita numerosi capi di bestiame nel periodo estivo. La conca si conclude con l’**Alpe Coeder** (1330 metri). L’alpeggio sorge alla confluenza delle valli Averta e Arnasco. Qui si trova il **rifugio Brasca**, ottimo punto d’appoggio per scalatori e escursionisti. Chi punta alle pareti granitiche della Sfinge, del Pizzo Ligoncio e del Gavazzo può proseguire via Passo del Barbacan o Passo della Trubinasca. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Vistapanoramicadalrifugio-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Vistapanoramicadalrifugio.webp)Vista panoramica dal Rifugio Luigi Brasca[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Alpe Coeder, Mezzolpiano, Pizzo Ligoncio, Val Codera --- ### [Rifugio Camanin: tra le montagne della Valchiavenna](https://www.montagnenostre.net/rifugio-camanin/) **Published:** Aprile 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Rifugio Canin è situato in località Andossi, sopra Madesimo. Rifugio Canin è raggiungibile anche in auto in assenza di neve. La strada si stacca sulla destra dalla statale 36, a 1740 metri, tra Madesimo e il lago di Montespluga. Dettagli itinerario > ### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Vallespluga](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Rifugio Camanin **Quota di partenza:** 1800 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** Raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Apertura estiva (Luglio – Agosto) **Posti letto:** 45 posti **Gestione:** Igilda Digoncelli **Tel.** +39 0343 53326 **MAPPA DEL PERCORSO** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_1 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_1", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.3542,46.4422\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 17 }) }); addControls2Map(map\_ol3js\_1,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_1, "map\_ol3js\_1"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_1); **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** In auto, in assenza di neve, è raggiungibile anche in auto con una stradina che si stacca sulla destra dalla statale 36 (m. 1740) nel tratto tra Madesimo e il lago di Montespluga. Inoltre, Saliamo con poca pendenza, superiamo alcune case e poi lasciamo a sinistra una pista per: Cava, Lago Nero, Montespluga, Passo Spluga. Dopo una curva a sinistra raggiungiamo altre abitazioni in località Andossi. Inoltre, A sinistra c’è il Ristoro Pasini. Successivamente, Un cartello indica il Rifugio Mai Tardi 200 metri più avanti e, in leggera discesa, lo raggiungiamo (m. 1780). Continuiamo in discesa verso La Baitella e il Canin, entrambi già visibili. Infine, Raggiungiamo un bivio nei pressi di una fontana con vasca in cemento (m. 1740). Inoltre, I segnavia indicano diritto: sentiero C9, Mottaccio a ore 0.25, Scalcoggia a ore 1; a sinistra: Madesimo a ore 0.30. Altri cartelli segnalano diritto l’Osteria Baitella e a sinistra il Rifugio Canin. La strada prosegue dapprima con il fondo in cemento e successivamente su sterrato. Pertanto, non disponendo di un fuoristrada, potrebbe essere opportuno continuare a piedi. Scendiamo dunque verso sinistra, superiamo una fontana con vasca e alcuni battelli tra i prati. Inoltre, continuiamo poi su sterrato, troviamo una freccia che indica il percorso C8 a destra. Raggiungiamo una sterrata. Qui i segnavia indicano la destra. Mottaccio è alle 0.15, Scalcoggia alle 0.40 e Madesimo centro alle 1. Andiamo invece a sinistra in leggera discesa. Poco dopo raggiungiamo il rifugio. DA MADESIMO (segnavia C7) Salendo verso il Passo Spluga, lasciamo la statale 36 al km. 137.3 per deviare a destra e attraversare la galleria che conduce a Madesimo. Superiamo il lago e, giunti al bivio all’inizio del paese, andiamo a sinistra (Via degli Argini). Seguiamo questa strada ignorando una prima deviazione a sinistra per gli Andossi. Prima che la strada cominci a salire con alcuni tornanti, parcheggiamo la macchina in uno slargo sterrato sulla destra accanto al torrente (m. 1560). Un cartello indica a sinistra le Passeggiate degli Andossi-Teggiate. Seguendo dei bolli bianco-rossi con il segnavia C7 ci incamminiamo lungo l’asfalto e superiamo i primi due tornanti. Il terzo tornante invece possiamo tagliarlo con un sentiero che sale sulla destra. Poco dopo la strada asfaltata termina e continuiamo con un percorso più stretto con il fondo in cemento (m. 1575). Superiamo alcune case e, giunti ad un bivio, andiamo diritto in salita su fondo sterrato. Al bivio successivo, seguendo bandierine di colore rosso-bianco-rosso a strisce orizzontali con il numero 7, prendiamo una mulattiera che sale a sinistra tra prati e radi alberi. Poco dopo ci immettiamo su di un’altra mulattiera che arriva da destra. Accanto ad una casa, un cartello indica di proseguire per gli Andossi, i Rifugi e la Pista Ciclabile. Su un masso ci sono anche delle frecce rosse. Inoltre, raggiungiamo poi una fontana con una vasca in legno per la raccolta dell’acqua (m. 1640). Inoltre, la pendenza aumenta. In seguito lasciamo a sinistra un rudere. Quindi ci avviciniamo ad un ruscello. E camminiamo per un po’ alla sua sinistra. Poi superiamo una casa. Poco dopo un sentiero arriva da destra. Sulla pietra una freccia indica il Rifugio Canin. Saliamo alcuni gradini e raggiungiamo una sterrata (m. 1680). Una palina segnavia indica a sinistra: Mottaccio a ore 0.45, Scalcoggia a ore 1.25 e Madesimo centro a ore 1.30. Ci incamminiamo verso sinistra in piano. Inoltre, di fronte su un dosso è ben visibile La Baitella. Procediamo con passo regolare, osservando i segni del sentiero e la vegetazione circostante. Il percorso rimane agevole e chiaro. Un rivolo incanalato passa sotto la sterrata. In alto a destra, oltre i prati, c’è una grande croce. L’aria è fresca e il profilo del paesaggio cambia lentamente. La traccia segue una lieve salita verso i prati. Percorriamo un tratto in leggera discesa passando a valle del Rifugio Mai Tardi. Inoltre, continuiamo quasi in piano, superiamo due vecchi battelli e poi, in leggera salita, raggiungiamo il rifugio. Tempo impiegato: ore 0.20. Dislivello: m. 120. Fonte: diska.it Il tempo indicato si riferisce all’andata. **ESCURSIONI** [Rifugio Mai Tardi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mai-tardi/) | [Rifugio Bertacchi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bertacchi/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Andossi, Mottaggio, Rifugio Mai Tardi, Scaloggia --- ### [Rifugio Castellaccio: sulla Colmanetta tra le dighe di Montespluga](https://www.montagnenostre.net/rifugio-castellaccio/) **Published:** Aprile 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Castellaccio è situato a 1932 m. sul promontorio della Colmanetta tra le due dighe che chiudono a valle il Lago di Montespluga. Dal rifugio la vista oltre il lago abbraccia una catena di montagne che comprende, partendo dalla destra: Pizzo d’Emet (m. 3209), Spadolazzo (m. 2720), Ursaregls (m. 2835) e Pizzo Suretta (m. 3027) davanti al quale in piccolo si distingue il Bivacco Suretta (m. 2748) su di un dosso che sembra dividerne il ghiacciaio.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T** – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Vallespluga](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Rifugio Castellaccio **Quota di partenza:** 1932 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** Raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** previo ritiro chiavi presso Gruppo Guide Alpine Valchiavenna **Posti letto:** 17 posti **Gestione:** Gruppo Guide Alpine Valchiavenna **Tel.** +39 0343 35068 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio si trova su di un dosso situato tra le due dighe che chiudono a valle il **lago di Montespluga**. E’ pertanto facilmente raggiungibile dalla statale 36. Poco oltre il **rifugio Stuetta** ed ormai in vista delle dighe, prendiamo a sinistra la sterrata che sale fino alla casa del guardiano. Qui, lasciata l’auto, con pochi passi verso sinistra, siamo al rifugio. Sarebbe anche possibile arrivare direttamente dalla statale per il camminamento sopra le dighe, qualora fosse aperto il cancello che chiude il passaggio verso la strada. Il rifugio è anche raggiungibile con il tracciato romano del Cardinello, vale a dire la vecchia strada di collegamento con il passo Spluga. In questo caso partiamo da Isola (m. 1260), raggiungibile staccandosi verso sinistra dalla statale 36 a Campodolcino o più avanti, a Pianazzo. Ad Isola prediamo una sterrata (segnavia C 18). Tenendoci alla destra del torrente superiamo la centrale dell’Enel e arriviamo a Torni (m. 1351). Ora la strada diviene sentiero e ci addentriamo nella valle del Liro. Dopo una svolta a destra, inizia la parte più suggestiva del percorso. A tratti il sentiero è scavato nella roccia ed è a picco sul fondovalle, ove rumoreggia il torrente. Superate le **strette gole del Cardinello**, arriviamo infine nei pressi delle dighe e quindi al rifugio. *Fonte: waltellina.com | Autore: D. Discacciati* **ESCURSIONI** [Rifugio Stuetta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-stuetta/) | [Rifugio Bertacchi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bertacchi/) | [Bivacco Cecchini](https://www.montagnenostre.net/bivacco-val-loga-ex-cecchini/) | [Bivacco Suretta](http://www.montagnenostre.net/bivacco-suretta/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Colmanetta, Lago Montespluga, Rifugio Stuetta, Valle Spluga --- ### [Rifugio Carlo Emilio: tra le alte quote della Valle del Drogo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-emilio/) **Published:** Aprile 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio si trova a 2.150 m, sulle rive del piccolo Lago Nero, poco sopra il bacino del Truzzo, in un ambiente isolato e selvaggio. Costruito nel 1911, è un rifugio centenario dedicato a Carlo Piatti ed Emilio Castelli. Attualmente è chiuso e, per accedervi, è necessario contattare telefonicamente i gestori per procurarsi le chiavi.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Valle del Drogo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** S. Bernardo **Quota di partenza:** 1242 m | **Dislivello:** 1000 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Richiedere chiavi ai gestori **Posti letto:** 16 posti **Gestione:** Geronimi Ivo – Prosto di Piuro oppure Geronimi Pierino – Chiavenna **Tel.** +39 0343 34540 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1964 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 902 m Distance: 6.84 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-carlo-emilio-30364012)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Per raggiungere il **Rifugio Carlo Emilio** presso il **bacino del Truzzo** è necessario seguire il percorso. Questo costituisce la prima tappa del **Trekking Valle Spluga**. La partenza a piedi è fissata appena oltrepassato Olmo. È prima di **S. Bernardo**, un piccolo abitato. È raggiungibile in automobile tramite una strada asfaltata che si stacca sulla sinistra. Nei pressi di **S. Giacomo Filippo (m.522)** si trova il punto d accesso. È a 3 km da Chiavenna, lungo la Strada Statale n.36 dello Spluga. Dopo circa otto chilometri di salita ripida, troviamo sulla sinistra un ampio parcheggio. Si trova nei pressi dell’edificio di una centrale idroelettrica. Qui lasciamo l’auto e cominciamo la nostra escursione. Per gli amanti dei numeri siamo a un’altezza di 1070 metri. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/LagodelTruzzo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/LagodelTruzzo.webp)Lago del Truzzo e il promontorio del rifugioIl sentiero costeggia il lato destro della centrale e sale ripidissimo. Quasi a spezzare il fiato all’escursionista, passa poi un ponte. Sotto il ponte corre il canale proveniente dalla diga. Dopo alcuni minuti diviene pianeggiante e ampia la mulattiera. Percorriamo questo dolce tratto di avvicinamento all’estremità della **valle del Drogo**. Tenendoci sul versante sinistro orografico ascoltiamo il torrente. Ad un certo punto la mulattiera si divide vicino a un bivio. Prendiamo a sinistra ed uscendo dal bosco incontriamo il piccolo abitato di S. Antonio (m.1250). Rientrati nel bosco saliamo per breve tratto e immetterci nel **sentiero C25** proveniente da **Scanabecco**. Subito dopo siamo nel bel mezzo di un secondo abitato noto come **Caurga (m.1294)**, al limite del quale il nostro percorso cambia decisamente aspetto, perché la pendenza si fa estremamente ripida. Un bellissimo lastricato, infatti, seppur molto agevole, ci fa prendere presto quota grazie a numerosi tornanti, inizialmente nel bel mezzo del bosco e poi via via siamo sempre più esposti al sole, con il bosco che si riduce a pochi alberi isolati. Cominciamo ad incontrare enormi macigni a lato del nostro sentiero, successivamente incontriamo una baita sulla quale un cartello ci dà il benvenuto a “**Cor De Lavaz**”, località a circa 1750 metri, ove possiamo prendere un attimo fiato nell’ammirare da vicino la morfologia della valle del Drogo e la curiosa località di Lendine, sul versante opposto della valle. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/RifugioCarloEmilio-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/RifugioCarloEmilio.webp)Rifugio Carlo Emilio ed il lago del TruzzoPiù lontano, invece, cominciamo già a vedere l’abitato di Chiavenna e le maggiori cime della Val Codera e della Bassa Valtellina. Risalendo di nuovo la nostra mulattiera, incontriamo ad un certo punto il luogo destinato ad ospitare gli elicotteri e la struttura ove risiedono probabilmente i custodi della diga (che vengono erroneamente indicati come coloro che possiedono le chiavi del rifugio). Da qui, grazie wo interamente, fino a portarci sulla sponda sinistra; siamo a 2088 metri di dislivello. L’ultima fatica consiste nel percorrere a mezzacosta un sentiero che corre sulla sinistra del lago fino ad aggirare, con un tratto un po’ esposto, un promontorio, dietro al quale si nascondono un secondo piccolo laghetto (**lago Nero m.2140**) ed il rifugio (m.2150). Per accedere all’interno di esso occorre munirsi preventivamente delle chiavi. Il rifugio venne costruito nel 1911, come riporta un’incisione all’entrata principale. Recentemente (1997) è stato ristrutturato il reparto notte (vi sono, con disposizione letti a castello su 4 piani, con 4 materassi per ciascun piano), poi (1999) è stato rifatto il tetto. *Fonte: waltellina.com | Autore: R. Moiola* **ESCURSIONI** [Bivacco Passo del Servizio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-passo-del-servizio/) | [Bivacco Cà Bianca](https://www.montagnenostre.net/bivacco-ca-bianca/) | Lago del Forato | Lago Croce | Lago del Fermo **ALPINISMO** Motto Alto | Pizzo Quadro | Pizzo del Torto | Pizzo Pombi [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Bacino del Truzza, Lago Nero, Pizzo Pombi, S. Bernardo --- ### [Rifugio Chiavenna: nel cuore selvaggio dell’Alpe Angeloga](https://www.montagnenostre.net/rifugio-chiavenna/) **Published:** Aprile 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ### Sorge a 2042 m. Sorge a 2042 m. Nella stupenda e amena conca dell’Alpe Angeloga si estende un bellissimo lago. Questo scenario è contraddistinto dall’ambiente d’alta montagna offerto dal vicino Pizzo Stella. Ideale meta o punto di partenza per indimenticabili giornate immerse nella natura e tranquillità. Inoltre offre ospitalità dal sapore famigliare, coccolando i suoi ospiti con i gusti della cucina locale. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val San Giacomo – Val di Lei](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Fraciscio **Quota di partenza:** 1341 m | **Dislivello:** 971 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da Giugno a Settembre **Posti letto:** 46 posti **Gestione:** Mortarotti Monica – CAI Sezione di Chiavenna **Tel.** +39 0343 50490 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 09/11/2018, 12:45 Duration: 01:22:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 641 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 12 m Distance: 3.01 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-al-rifugio-chiavenna-30376060)** Inoltre, il rifugio Chiavenna si trova all’Alpe Angeloga (m.2042), nel comune di Campodolcino. Vi si può accedere percorrendo principalmente due vie: **Primo Itinerario: da Fraciscio-Le Soste (segnavia C 3)** Con la statale 36 arriviamo fino a Campodolcino (m. 1071) dove prendiamo a destra per Francisco (m. 1341) e proseguiamo fino in località Le Soste (m. 1440). Qui la strada termina e c’è spazio per parcheggiare. Ci incamminiamo su un’ampia mulattiera in salita e ben presto superiamo l’ampio letto di un torrente in secca. Dopo un tratto in piano riprendiamo a salire; alla nostra sinistra c’è un bosco di larici e a destra il torrente Rabbiosa. Più avanti, dopo una breve salita, raggiungiamo uno slargo; ora la mulattiera si restringe e la pendenza aumenta. Superiamo alcuni gradini di pietra e troviamo un cartello che indica l’Alpe Angeloga davanti a noi. Il percorso si restringe ulteriormente. Saliamo con alcuni tornanti verso un monolite di roccia accanto al quale troviamo un crocefisso di legno (m. 1600). Continuiamo in salita, a volte agevolati da alcuni gradini di roccia. Poi superiamo un torrente e, dopo un tratto quasi in piano, riprendiamo a salire. Il sentiero piega a sinistra (freccia rossa). Continuiamo seguendo i segnavia (bandierine bianco-rosse e triangoli rossi). Stiamo per affrontare la parte più faticosa; dovremo infatti risalire la montagna davanti a noi, volgendo le spalle al torrente Rabbiosa. In piano oltrepassiamo un torrente in secca e subito riprendiamo a salire. Alla nostra destra già si vede la vetta del Pizzo Stella. Percorriamo ancora pochi passi in piano, poi iniziamo a salire ripidamente. La serie di corti tornanti è lunga e faticosa. Passiamo accanto a una piccola cascata (m. 1870). Poi raggiungiamo una targa che ricorda un giovane ventenne deceduto. Una scalinata ci conduce verso un varco tra la roccia (m. 1915) dove troviamo una piccola croce di ferro. Continuiamo con un breve tratto in piano durante il quale superiamo due rivoli d’acqua che scendono dalla montagna formando delle piccole cascate. Torniamo a salire e poi percorriamo pochi passi in piano avvicinandoci ad un torrente. Raggiuntolo, riprendiamo a salire al suo fianco. Troviamo una scritta in rosso che indica il Rifugio Chiavenna a dieci minuti. Seguendo il torrente entriamo in una valletta fra pareti rocciose. Il sentiero ora è allagato da alcuni rivoli d’acqua. Procediamo dapprima in leggera salita poi superiamo alcuni massi e roccette abbastanza ripidamente. La fatica ormai è terminata; davanti a noi ci sono i prati dell’Alpe Angeloga. Aggirato un dosso sulla cui sommità un cippo ricorda i caduti delle guerre, raggiungiamo il lago e il rifugio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Lago_Angeloga-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Lago_Angeloga.webp)Lago Angeloga ed il rifugio Chiavenna in lontananza**Secondo Itinerario: da Madesimo-Motta (segnavia C 10) – EE** Con la statale 36 arriviamo a Madesimo. Superato il tunnel e lasciato a sinistra il lago, prendiamo la deviazione sulla destra che porta all’Alpe Motta. Qua giunti, dopo la stazione a valle di una seggiovia, giriamo a sinistra e parcheggiamo la macchina di fronte all’albergo Bucaneve (m. 1730). In alto è già visibile la grande statua dorata della Nostra Signora d’Europa. Saliamo nel prato davanti a noi, con un piccolo sentiero, fino ad incontrare una stradina inerbita (m. 1755). Giriamo a sinistra e, poco più avanti, passiamo sotto i cavi della seggiovia (m. 1785). La pendenza aumenta. Con un sentiero realizzato con cubetti di cemento, arriviamo alla fine del prato dove troviamo uno steccato (m. 1800). Passiamo attraverso una apertura e proseguiamo con minore pendenza su di un ampio sterrato. Raggiungiamo una strada asfaltata. Alla sinistra c’è una fontana con una grande vasca. Un cartello informa che siamo arrivati a Motta Alta (m. 1850). Per abbreviare il cammino e anche per poter visitare la grande statua, lasciamo subito la strada per prendere un tratturo inerbito sulla destra, chiuso con due massi allo scopo di impedirne l’accesso ai veicoli. Dopo un tratto con poca pendenza, superiamo una griglia in ferro e riprendiamo a salire. Passiamo in una apertura tra delle reti utilizzate d’inverno per la protezione degli sciatori (m. 1895). In leggera salita raggiungiamo la seggiovia alla sinistra della quale c’è un battello di servizio (m. 1915). Di fronte abbiamo la grande statua della Nostra Signora d’Europa. L’opera, realizzata dallo scultore Egidio Casagrande è in rame sbalzato ed è laminata d’oro. È alta m. 13.50 oltre a m. 6.50 di basamento. Prima di raggiungerla giriamo a sinistra e proseguiamo quasi in piano su di una stradina sterrata, mantenendoci alla destra della seggiovia. Poi in leggera salita raggiungiamo la stazione di arrivo dell’impianto di risalita (m. 1953). Poco più avanti troviamo un grande tabellone con la descrizione delle varie piste da sci. Continuiamo con la stradina sterrata in leggera discesa tra i prati fino ad una curva a sinistra dove, lasciata a destra una fontana con vasca, prendiamo un sentiero tra l’erba che prosegue diritto e va ad immettersi poco più avanti sul sentiero C10 (m. 1940) che ci condurrà al Rifugio Chiavenna contornando la Costa di Fortezza. Camminiamo quasi in piano e vediamo i primi bolli bianco-rossi e il segnavia C10. Davanti già si impone la maestosa vista del Pizzo Stella che ci accompagnerà lungo tutto il cammino. Passiamo accanto ad una palina nei prati (m. 1955) e subito riprendiamo a salire con alcuni zig-zag abbastanza ripidi, a tratti agevolati da alcuni rudimentali gradini. Proseguiamo poi in leggerissima salita camminando su alcune pietre franate (m. 2025). Poco dopo torniamo a salire in modo abbastanza ripido. Troviamo altri gradini di pietra (m. 2040). Superiamo un tratto in leggera salita un po’ esposto. Qui troviamo un pezzo di catena che è quanto rimane di un manufatto caduto (m. 2060). Riprendiamo a salire. Troviamo dei segnavia a bandierina e C10. Quasi in piano percorriamo una curva a sinistra subito seguita da un’altra a destra e proseguiamo in leggera salita, a mezza costa con alcuni gradini. Torniamo poi a salire ancora agevolati da gradini di pietra (m. 2090). Passiamo tra due massi e proseguiamo in leggera salita (m. 2110). Attraversiamo una piccola colata di pietre e riprendiamo a salire con dei rudimentali gradini. Continuiamo con minore pendenza in una zona con varie pietre sparse tra erba e rododendri (m. 2145). Attraversiamo un’altra colata di pietre mentre il sentiero alla destra precipita ripidamente (m. 2165). Riprendiamo a salire con alcuni gradini. In questo punto il sentiero è più largo ma ben presto torna come prima (m. 2175). Saliamo in modo abbastanza ripido dapprima con dei gradini e poi su dei frammenti di pietrisco un po’ scivolosi. Volgendo lo sguardo dietro di noi ancora vediamo la grande statua della Nostra Signora d’Europa. Dopo due passi in leggera discesa (m. 2260) riprendiamo subito a salire in modo deciso e ancora su briciole di pietre. Proseguiamo in piano. Il sentiero alla destra precipita ripidamente. Una breve salita seguita da una altrettanto breve lievissima discesa ci conducono alla prima catena, seguita da un cavo metallico, assicurati dai quali saliamo alcuni gradini (m. 2210). Proseguiamo poi senza alcun aiuto ma il sentiero è ancora esposto. Dopo una breve discesa e un tratto quasi in piano arriviamo ad una curva verso sinistra e riprendiamo a salire. Percorriamo un’altra curva a sinistra in corrispondenza del punto dove alla destra sale un piccolo contrafforte. Dopo un tratto quasi in piano, in leggera salita arriviamo alla seconda catena. Qui c’è anche una protezione a valle realizzata con dei paletti di ferro che reggono due cavi. Percorriamo questo tratto inizialmente in salita e poi in piano (m. 2230). Continuiamo poi in leggerissima discesa. Superata una curva a sinistra e una breve discesa passiamo su delle rocce franate. Percorriamo poi una curva a destra e, quasi in piano, arriviamo alla terza catena. Dopo la catena proseguiamo in leggera discesa. Poi, quasi in piano, attraversiamo una zona di massi franati (m. 2210). Alterniamo leggera salita e piano e poi riprendiamo a salire con alcuni gradini (m. 2220). La parte esposta del percorso è praticamente terminata. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Chiavenna-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Chiavenna.webp)Rifugio Chiavenna all'Alpe AngelogaAttraversiamo una zona interessata da una vecchia frana. Le pietre sono ben sistemate e possiamo camminarci sopra agevolmente. Su di un masso vediamo una freccia rossa. Più avanti, dapprima in leggera salita, e poi quasi in piano, passiamo tra altre pietre, più grandi delle precedenti. Più avanti continuiamo a mezza costa, alternando piano e leggera discesa, tra erba e pietre. Cespugli di rododendro e altre pietre entrano nel percorso. Iniziamo ora la discesa verso l’Alpe Angeloga. Su una pietra vediamo il segnavia C10. Guadiamo un piccolo corso d’acqua che scende dalla sinistra (m. 2205). Poi la pendenza aumenta e per un po’ scendiamo ripidamente (m. 2190). In seguito la pendenza diventa meno accentuata. Il sentiero si sdoppia e possiamo passare, a nostra scelta, a sinistra su roccia o a destra tra l’erba (m. 2160). Più sotto il sentiero torna ad unirsi e qui il segnavia C10 indica, a chi sale, la seconda soluzione. Proseguiamo alternando leggera discesa e piano (m. 2145). Nuovamente in salita vediamo un altro segnavia C10 e una freccia mentre camminiamo tra grosse rocce, erba e cespugli di rododendro. Poi quasi in piano raggiungiamo i ruderi di una funivia mai completata (m. 2150). Ancora pochi passi in leggera salita, ecco apparire in basso il Lago Angeloga verso destra. Poi a sinistra le baite dell’alpeggio e il Rifugio Chiavenna. In discesa passiamo accanto dapprima alla base di un pilone e poi ad un ometto. Li lasciamo entrambi a destra (m. 2135). Proseguiamo in leggera discesa tra l’erba e alcune pietre sparse. Poi, con un ultimo tratto in discesa, raggiungiamo i prati che precedono l’alpeggio. Li attraversiamo in piano e arriviamo al rifugio. **ESCURSIONI** Lago Nero | Passo Angeloga | Lago Ballone | [Rifugio Baita del Capriolo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-baita-del-capriolo/) **TRAVERSATE** [Bivacco Pian del Nido](https://www.montagnenostre.net/bivacco-pian-del-nido/) | [Bivacco Chiara e Walter](http://www.montagnenostre.net/bivacco-chiara-e-walter/) **ALPINISMO** Pizzo Stella [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Alpe Angeloga, Lago Nero, Val di Lei, Val S. Giacomo --- ### [Rifugio Curti: escursione nella Valle dei Ratti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-curti/) **Published:** Aprile 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio sorge a 1855 m. tra le baite dell’Alpe Cusone, nella testata terminale della Val Starleggia. Inoltre è posto sul tracciato del “Trekking della Vallespluga”. Dal rifugio è possibile raggiungere ai Bivacchi Cà Bianca, Cecchini e Passo del Servizio.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val San Giacomo – Val di Lei](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Starleggia **Quota di partenza:** 1565 m | **Dislivello:** 300 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** da Giugno a Settembre **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Maria Curti **Tel.** +39 0343 24279 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 08/11/2018, 18:04 Duration: 37:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 333 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 12 m Distance: 2.28 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-rifugio-curti-30362123)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio sorge tra le baite dell’**Alpe Cusone**, nella testata terminale della **Val Starleggia**. Per raggiungerlo partiamo da Campodolcino sulla statale 36 dello Spluga, dove prendiamo la strada nuova per Madesimo. Dopo alcune centinaia di metri attraversiamo il Liro su di un ponte a sinistra e con una buona carrozzabile asfaltata saliamo nel bosco, con vari tornanti, fino ad arrivare a Starleggia (m. 1565). Lasciata l’auto, troviamo il segnavia che ci indica la mulattiera che sale a monte del paese (C20 : S. Sisto 0.30 / Passo Servizio 2.50 – C21: Piano Cavalli e Lago Bianco 2.45). Tra le case ignoriamo la freccia a destra per **Frondaglio** e seguiamo invece l’altra che ci indica S.Sisto. Oltre l’abitato saliamo ripidamente tra i prati, godendo di una buona vista panoramica sul **Pizzo Groppera** alle nostre spalle e sull’abitato di Campodolcino nel fondovalle. Più avanti, quando si entra nel bosco, la mulattiera diviene una scalinata che agevola non poco il cammino. A quota 1780 si esce dal bosco nel pressi di una cappellina votiva e di un’antica torre campanaria. Poco oltre troviamo l’abitato di S. Sisto posto all’inizio della vasta piana della Val Starleggia in fondo alla quale, ai piedi dei monti che la chiudono, già si intravedono le baite dell’Alpe Cusone. Alle nostre spalle giganteggiano il **Pizzo Groppera** e il **Pizzo Stella**. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Rifugio_Curti_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Rifugio_Curti_2.jpg)Alpe Morone ed il rifugio CurtiAppena oltre l’abitato di S. Sisto troviamo alcune indicazioni: a destra il sentiero C20 per il Pian dei Cavalli e il lago Bianco (ore 2.15) e a sinistra C21 per l’Alpe Morone, il passo del Servizio (ore 2.20) e il lago del Truzzo (ore 3.40). Prendiamo quest’ultimo. La stradina piega quasi subito a destra e, passando tra gli alberi, arriva ad una cava abbandonata. Poco oltre oltrepassiamo il torrente su di un ponticello di legno. Da S. Sisto a qui abbiamo camminato in piano; ora si riprende a salire. La nostra stradina termina immettendosi su un sentiero che prendiamo verso destra. Più avanti troviamo sulla sinistra le baite dell’Alpe Morone, mentre noi tiriamo diritto e ripassiamo il torrente su di un altro ponticello di legno. Da qui in breve, per prati, raggiungiamo la nostra meta. Troviamo però una sorpresa: il **rifugio Curti** ora si è trasformato nell’**agriturismo Baita dei Fiori**. *Fonte: waltellina.com | Autore: D. Discacciati* **TRAVERSATE** [Bivacco Passo del Servizio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-passo-del-servizio/) | [Bivacco Cecchini Giovanni](https://www.montagnenostre.net/bivacco-val-loga-ex-cecchini/) | [Bivacco Ca’ Bianca](https://www.montagnenostre.net/bivacco-ca-bianca/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Alpe Cusopne, Lago Bianco, Pizzo Groppera, Val Starleggia --- ### [Rifugio Chianova: escursione nella Valle Spluga](https://www.montagnenostre.net/rifugio-chianova/) **Published:** Aprile 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Chianova è situato tra le case di Foppaccia a 1045 m., frazione di Verceia, sul versante sinistro idrografico della Valle dei Ratti, con bella vista panoramica sul sottostante Lago di Mezzola e sulla piana di Chiavenna. Sulla destra si distinguono nettamente, a mezza costa, i borghi di Codera e Frasnedo, sormontati dalle montagne delle rispettive vallate, tra le quali spicca il Sasso Manduino (m. 2888). Dietro al rifugio si elevano i Monti Bassetta (m. 1746) e Culmine (m. 1818).** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val dei Ratti](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Predello **Quota di partenza:** 520 m | **Dislivello:** 525 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura su richiesta **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Bruno Benaglio **Tel.** +39 0343 44342 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 08/11/2018, 18:32 Duration: 01:36:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1310 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 506 m Distance: 5.95 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](ttps://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-chianova-30363675)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Con la Strada Statale 36 dello Spluga arriviamo fino a Verceia. Superata la galleria che precede il paese, al km 102,2 prendiamo sulla destra la strada che conduce alla chiesa di S. Fedele e prosegue verso il cimitero. Dopo il cimitero giriamo a destra e iniziamo a salire. Prima di arrivare all’inizio del tratto sterrato troviamo sulla destra dapprima una fontana e poi una rientranza dove c’è spazio per parcheggiare tre autovetture (m 655). Poco dopo incontriamo un tornante destrorso, all’esterno del quale è possibile lasciare altre due autovetture. Poi la strada diventa sterrata e, da questo punto, il transito non è più consentito (m 670). Lasciata la macchina, ci incamminiamo lungo la sterrata, che sale con poca pendenza, attorniata da castagni, faggi e betulle. Alcune canaline per lo scolo dell’acqua attraversano la strada. Sulla sinistra vediamo una colonnina antincendio e alcune case tra gli alberi. Percorriamo un ampio tornante sinistrorso, all’inizio del quale, sulla destra, c’è un terreno recintato dove pascolano alcune mucche, e passiamo sotto i cavi dell’alta tensione (m 720). Presso una curva a destra notiamo una strada che prosegue diritto e conduce verso alcuni ruderi. Di fronte ai ruderi ci sono una madonnina degli Alpini e una fontana (m 750). Più avanti superiamo un tornante sinistrorso, all’esterno del quale ci sono un muro a secco e i massi di una vecchia frana (m 765). Troviamo poi altri massi franati alla destra della strada. Poco prima di arrivare a un tornante destrorso, un sentiero sale sulla destra. Su un masso, una freccia bianca e una scritta indicano Foppaccia (m 790). Lasciamo pertanto la strada e prendiamo il sentiero. D’ora in avanti seguiamo i segnavia bianco-rossi e i bolli rotondi bianchi oppure rossi. Un cavo di teleferica parte sulla destra e sale verso l’alto. Un cartello appeso a un albero recita: «Alla località Foppaccia per il sentiero della Motta». Iniziamo a salire in modo abbastanza ripido, con alcuni zigzag. Poi la pendenza diminuisce un poco e arriviamo a un bivio (m 830), dove altri cartelli indicano a sinistra, quasi in piano, la prosecuzione verso Foppaccia e a destra, in salita, verso Motta. Andiamo a sinistra e, tra gli alberi, riusciamo a intravedere il sottostante Lago di Mezzola. Dopo un tratto in salita proseguiamo quasi in piano. In basso, sulla sinistra, vediamo ancora la sterrata. Proseguiamo con poca pendenza e torniamo a vedere il lago (m 865). Ignoriamo una traccia che sale a destra e, seguendo un bollo bianco, continuiamo diritto, quasi in piano. Dopo due passi in discesa riprendiamo a salire e poi proseguiamo quasi in piano. Più in basso vediamo la sterrata compiere un tornante destrorso. Dopo altri due passi in discesa assecondiamo una curva della montagna, piegando a sinistra, e riprendiamo a salire (m 880). Poco dopo, a un bivio, ignoriamo il sentiero che a sinistra scende alla sterrata e andiamo a destra, tornando a salire zigzagando in modo abbastanza ripido. Di tanto in tanto alcuni rudimentali gradini agevolano il cammino. Un breve tratto in leggera salita spezza l’ascesa, ma subito riprendiamo a salire (m 905). Percorriamo un tornante sinistrorso, poi la pendenza diminuisce un poco. Sulla sinistra vediamo i pali che fanno da sostegno alla teleferica, il cui cavo passa sopra il sentiero. Sotto un masso vediamo un quadretto raffigurante una Madonna (m 940). Percorriamo alcuni passi in piano e passiamo sotto i cavi dell’alta tensione. In questo punto l’assenza di alberi consente un’ampia vista sul lago. Dopo una breve salita proseguiamo quasi in piano. Risalendo alcuni gradini di pietra sbuchiamo sulla sterrata (m 975). La attraversiamo e riprendiamo a salire lungo altri gradini. In alto, sulla destra, cominciamo a vedere parte del campanile della chiesa di S. Anna. Percorriamo pochi passi in piano, ignorando un piccolo sentiero che scende a sinistra. Dopo una curva a destra saliamo in modo abbastanza ripido e passiamo sotto un cavo. Superata un’altra curva, la pendenza aumenta ancora. Giunti in cima alla salita, sulla destra vediamo anche la chiesa (m 1010). Poco dopo raggiungiamo un altro sentiero, di fronte a una recinzione. Sulla sinistra c’è una piccola croce. Andiamo a destra. Con un ultimo tratto gradinato raggiungiamo la chiesa dedicata a S. Anna (m 1025), davanti alla quale ci sono delle panche in pietra. Sulla destra c’è il campanile, staccato dal resto della costruzione. È un bel punto panoramico sulla vallata e sui monti circostanti. Pieghiamo poi a sinistra e, lungo una stradina inerbita e rinforzata da un bordo di cemento sulla sinistra, ci avviamo verso le case. Sulla destra c’è una bacheca con una cartina della zona e alcuni avvisi. Il rifugio si trova nel centro dell’abitato, sulla destra, ed è riconoscibile dalla bandiera e da una fontana con vasca collocata davanti all’ingresso. **ESCURSIONI** [Rifugio Volta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-volta/) | [Bivacco Primalpia](https://www.montagnenostre.net/bivacco-primalpia/) | Monte Culmine | Monte Brusada **ALPINISMO** Monte Bassetta [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Lago Mezzola, Valle dei Ratti, Verceia, Zoppaccia --- ### [Rifugio Frasnedo: escursione nella Valle dei Ratti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-frasnedo/) **Published:** Aprile 16, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Rifugio Frasnedo si trova a 1.287 metri di altitudine nella suggestiva Val dei Ratti, nel comune di Verce, in provincia di Sondrio. Questa valle, ancora oggi accessibile solo a piedi o con veicoli autorizzati, conserva un fascino autentico, lontano dalle rotte turistiche più battute. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Valle dei Ratti](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Verceia **Quota di partenza:** 600 m | **Dislivello:** 700 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** da Maggio a Ottobre e tutti i fine settimana su richiesta nel periodo invernale **Posti letto:** 12 posti (+9 nel bivacco) **Gestione:** Giorgio Marelli e Chiara Sironi **Tel.** +39 346 0136271 **Itinerario Sintetico:** 1. Verceia (m 200) | 2. Diga di Moledana (m 900) | 3. Rifugio Frasnedo (m 1287) **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 08/11/2018, 16:45 Duration: 03:12:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1108 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 81 m Distance: 4.94 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-frasnedo-30360822)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Per raggiungerlo, arrivati nell’abitato di Verceia e superata la prima galleria (per chi proviene da N. Olonio), presso il Bar Frog ` possibile acquistare il permesso di transito per la località Motta/Frasnedo, il nostro punto di partenza. Acquistato il permesso si prosegue sulla provinciale per circa 500 metri, dopo un ponte si prende sulla destra una strada che entra nel paese; dopo uno stop davanti a noi parte la strada a pagamento che dopo circa 4 km ci porta a 600 metri di quota dove parcheggiamo. Qui per ora finisce l’asfalto ma è in ultimazione un secondo tronco che in futuro ci farà risparmiare almeno 20 minuti di salita. Il sentiero ben segnalato taglia alcuni tornanti, si passa da una piccola cappella degli Alpini per arrivare dopo poco ad incrociare **il Tracciolino** (m 900, 45 minuti). Vale la pena con deviazione a destra raggiungere la splendida **diga di Moledana** (10 min.) che, se si è fortunati si può incontrare uno speciale guardiano, il **grande alpinista e scrittore Oreste Forno**. Seguendo il tracciolino nella parte opposta invece, tra splendidi panorami sul Pian di Spagna, lago Mezzola , Valchiavenna e gallerie scavate nella roccia si arriva a San Giorgio e in Val Codera. Noi continuiamo a salire, si passa dal **borgo di Casten** arrivando ad un balcone con cappella dove si apre ai nostri occhi tutta la vallata. Il senteiro prosegue ben segnalato, si evita una deviazione verso la diga e dopo circa 1 ora si arriva al paese di Frasnedo. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/BorgodiCasten-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/BorgodiCasten.webp)Borgo di CastenPassando tra le case ben tenute e ristrutturate si arriva nei pressi della teleferica dove è situato il nostro rifugio. A fianco della struttura è aperto da gennaio 2010 anche l’omonimo bivacco, splendido, dotato di tutti i confort, luce, cucina con vettovaglie, stufa, acqua, 8/10 posti letto e servizi interni. *Fonte: waltellina.com | Autore: A. Viganò* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Frasnedo1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Frasnedo1.webp)Rifugio Frasnedo **"MTB...ALLA CONQUISTA DELLA VALLE DEI RATTI"** Da un po di tempo mi girava per la testa l' idea di far conoscere la valle dei ratti al mondo della MTB. In questi anni si è lavorato molto per la sistemazione dei sentieri e per tanto credo che questo posto meriti di essere pedalato. La zona è piena di sentieri, tutti uniti tra loro che permettono un giro completo della valle, passando la maggior parte nel sottobosco, con salite, discese e innumerevoli piccoli ostacoli da superare. Il rifugio naturalmente offre un ottimo punto di ristoro dopo le fatiche. Si raccomanda l' attenzione soprattutto nella discesa in quanto battutta anche da escursionisti a piedi. **PERCORSO IN MTB** Per raggiungere la Valle dei Ratti ed il rifugio frasnedo in **MTB** ci si mette circa 2,00 h (con un buon allenamento). Lasciando la macchina a Verceia si imbocca la strada che segna per la valle dei ratti per la maggior parte asfaltata e l'ultimo tratto sterrata. Un tragitto di circa 13 km in salita, passando dalla abitato di Vico ( piccolo nucleo di case sopra Verceia) ed addentrandosi sempre più nella vegetazione, fino ad arrivare alla fine dell' asfalto proseguiamo sul tratto sterrato fino ad arrivare al Tracciolino (percorso con i binari). Teniamoci a destra del tracciolino dove troveremo una sbarra oltrepassiamola fino ad arrivare alla bella diga di Moledana che dovrà essere attraversata scendendo dalla MTB. Proseguiamo oltre seguendo i cartelli con segnato "Rifugio Frasnedo" e passeremo oltre ad un gruppo di case (Moledana bassa),subito dopo ne raggiungeremo un' altro (Moledana alta) quest'ultimo con prima un ponticello di cemento da attraversare. Ora proseguiamo diritti stando sempre sul sentiero principale senza prendere scorciatoie o sentieri secondari ed arriveremo ad un piccolo alpeggio chiamato Corveggia. Da qui ci portiamo sulla strada principale sterrata seguendo la segnaletica che a sinistra ci porterà verso il rifugio Frasnedo (dove è possibili pranzare e dormire) ed il paese stesso, mentre se decidiamo di andare a destra ci si addentra ancor di più nella valle con numerosissimi sentieri da intraprendere. Per la discesa rifacciamo lo stesso percorso. *Fonte: dal Gestore del Rifugio Frasnedo* **ELEMENTI DI INTERESSE** I boschi di castano | La Diga di Moledana | Il Tracciolino **ESCURSIONI** Sentiero Italia | [Bivacco Primalpia ](https://www.montagnenostre.net/bivacco-primalpia/)| [Rifugio Volta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-volta/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Casten, Diga di Maledana, Val dei Ratti, Verceia --- ### [Rifugio La Locanda di Codera: escursione in Val Codera](https://www.montagnenostre.net/rifugio-la-locanda-di-codera/) **Published:** Aprile 17, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ## La Locanda di Codera si trova all’inizio dell’omonimo abitato, a 825 m di altitudine, nella piazza della chiesa, vi si può salire in qualsiasi stagione dell’anno arrivando a piedi da Novate Mezzola (So) o da Verceia percorrendo il tracciolino a piedi o in mountain bike. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso: Masino – Bregaglia (Italia) Valle: [Val Codera](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) Località di partenza:** Frazione di Mezzolpiano **Quota di partenza:** 316 m | **Dislivello:** 500 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Tutto l’anno **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** Associazione Amici della Val Codera ONLUS **Tel.** +39 0343 62037 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 08/11/2018, 16:07 Duration: 01:53:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 809 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 302 m Distance: 3.53 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-la-locanda-di-codera-30359795)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Guardando da Novate Mezzola lo stretto intaglio che delimita l’inizio della Val Codera sembra impossibile che nella sua estensione superiore ci possano essere degli alpeggi, alcuni abitati anche tutto l’anno. Invece questa bella vallata alpina contrappone all’aspro imbocco, uno sviluppo pianeggiante con ampi pascoli e una corona finale di bellissime vette granitiche. Si tratta anche del tratto iniziale del famoso **sentiero Roma** che prosegue poi in Valmasino. L’accesso avviene dalla frazione di **Mezzolpiano (316 metri)** situata nella parte alta del piccolo paese della **Valchiavenna**, nei pressi di un ampio parcheggio. Il sentiero sale sulla destra idrografica molto rapidamente, grazie all’aiuto di numerosi tornanti e centinaia di gradini in pietra. Si è immersi in un ambiente singolare di vegetazione mediterranea, dovuto al fatto di essere esposto a sud ed essere al riparo dalle gelide correnti invernali da nord. Man mano che si guadagna quota compare verso meridione il lago di Novate dominato dal Monte Legnone che fa la guardia all’imbocco della **Valtellina**. La traccia non presenta particolari difficoltà, bisogna solamente prestare attenzione a dei brevi tratti un po’ esposti, protetti comunque da solidi ripari. La pista si fa meno dura quando raggiunge **Avedee (790 metri 1:00 ora)**, primo nucleo abitato della vallata, molto caratteristico con le sue costruzioni tutte in pietra su cui spicca la piccola chiesetta a lato del sentiero. Ora il percorso si abbassa e si sviluppa anche all’interno di alcuni tunnel artificiali che lo proteggono dalle pietre e dalle slavine che cadono dai ripidi costoni superiori. In lontananza, in mezzo al bosco di castagni, si intravede il paese di **Codera**, posto a 825 metri, che si raggiunge dopo un breve tragitto (ore 1:20). È il centro principale della vallata, una volta abitato tutto l’anno da diverse famiglie, tanto da giustificare la presenza di una scuola elementare, un oratorio, un’ampia chiesa e due strutture ricettive: **La Locanda** e **[l’Osteria Alpina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-osteria-alpina/)**. La Locanda si trova lungo il sentiero, all’inizio del paese, proprio di fronte alla chiesa. Il Rifugio La Locanda di Codera è una delle due strutture ricettive presenti in valle. Nella stessa struttura è ospitato l’interessante museo etnografico che conserva numerose testimonianze del passato di questa vallata. Vi sono state ricostruiti una cucina ed una camera da letto con tutti gli utensili e gli attrezzi da lavoro antichi. Inoltre vi è una sezione dedicata alla flora e alla fauna, una alla mineralogia ed un’altra ancora alla storia della Val Codera. L’Osteria Alpina si trova nella parte alta del maggengo, ma si raggiunge facilmente attraverso gli stretti vicoli che si sviluppano tra le case in pietra. Oltre che con l’itinerario appena descritto, Codera può essere raggiunto anche con un’altra strada meno frequentata, ma allo stesso tempo molto bella. Dalla frazione di Mezzolpiano si attraversa il torrente fino a giungere nei pressi di una cava oltre la quale inizia una mulattiera. Si sale sulla sinistra idrografica del torrente Codera, sempre grazie a gradini e tornanti, fino a raggiungere l’abitato di **San Giorgio (748 metri ore 1:00)**. Esso è situato in una conca sul crinale che divide il Vallone di Ravellaso dalla Val de Munt e mostra l’avello celtico, sepolcro scavato in granito. Ripreso il cammino, dopo una breve salita, si incontra il “tracciolino” (900 metri), antica pista pianeggiante che una volta ospitava i binari della presa idrica in Val Codera. Si segue questo tracciato fino all’incrocio con la deviazione per l’alpeggio di Cii (850 metri, ore 1:30). Il percorso si abbassa e nel fondovalle supera il torrente con un bel ponte ad arco costruito in pietra, sospeso per quaranta metri. Con una breve risalita si raggiunge Codera (ore 1:45). [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Mezzolpiano, San Giorgio, Sentiero Roma, Val Bregaglia, Val Codera, Val Masino --- ### [Rifugio Il Biondo: gioiello alpestre ai piedi del Pizzo di Prata](https://www.montagnenostre.net/rifugio-il-biondo/) **Published:** Aprile 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge in località Sotto il Pizzo-Pra Baffone, a quota 1350 s.l.m., ubicato in destra orografica del torrente Schiesone ,in territorio del Comune di Prata Camportaccio. La denominazione del rifugio potrebbe far pensare ad un clima scherzoso, ma in realtà rimanda ad un evento tragico. Il Biondo fu infatti Luigi Viganò, alpinista del CAI di Barzanò tragicamente scomparso nel 1994, mentre tentava di salire la parete nord del pizzo di Prata.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val Schiesone](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Lotteno **Quota di partenza:** 654 m | **Dislivello:** 668 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** previo richiesta chiavi agli esercizi sotto menzionati **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Consorzio forestale di Prata Camportaccio e CAI di Barzanò **Tel.** +39 0343 37369 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 08/11/2018, 15:16 Duration: 03:16:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1062 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 527 m Distance: 7.92 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-rifugio-il-biondo-30358574)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Tuttavia, la denominazione del Rifugio Il Biondo potrebbe far pensare a un clima scherzoso, ma in realtà rimanda ad un evento tragico. Il Biondo fu **Luigi Viganò**, alpinista del CAI di Barzanò tragicamente scomparso nel 1994, mentre tentava di salire la parete nord del pizzo di Prata. Inoltre, di tanti lutti ha segnato la storia dell’alpinismo ed è circonfusa di un alone di paura e mistero. Lo stesso primo probabile scalatore, don Buzzetti, scomparve misteriosamente dopo la sua solitaria impresa nel 1920. Tornava dalla Val Masino alla Val Chiavenna. Il rifugio, frutto degli sforzi congiunti del CAI di Barzanò e del Consorzio Forestale di Prata Camportaccio, è stato aperto il 23 settembre 2001. È dunque dedicato alla memoria dello sfortunato scalatore. Lo si può raggiungere in due modi, sempre partendo da Prata Camportaccio. **1-** Inoltre, oltre la chiesa del paese si può salire, senza attraversare il ponte e quindi rimanendo sul lato sinistro (per chi sale) della valle, sulla strada che, poco prima di Uschione, è chiusa da una sbarra. Prima di raggiungere la sbarra una deviazione a destra conduce a Lòtteno, a 654 metri. Di qui una carrareccia sale al maggengo di Pradotti. Sfruttando un sentiero che taglia il lato settentrionale (destro idrografico) della val Schiesone si raggiungono poi i maggenghi di Mondanacia e Corleggia. Dopo un ultimo tratto, esposto in alcuni punti, si giunge finalmente, dopo circa due ore, all’alpe Pra’ Baffone, dove è posto il Rifugio Il Biondo, a 1322 metri. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Pradella-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Pradella.webp)Il bel maggengo di Alpe Pradella**2-** Più breve è l’itinerario che parte dal bel **maggengo di Pradella di Prata** (m. 1000, vedi foto a destra), raggiungibile anche in automobile acquistando il permesso di transito presso il Bar Nandino o il negozio di alimentari Calori-Guidi a Prata. Un sentiero si stacca dalle ultime baite inoltrandosi nel Bosco Gualdo. Ignorando ad un bivio le segnalazioni bianco-rosse che, ad un certo punto, scendono verso la forra della valle, si prosegue a destra (segnali blu o blu e rossi). Il sentiero, intorno a quota 1100, sale per circa 200 metri un ripido dosso, poi riprende la sua diagonale, raggiungendo la riva del torrente Schiesone, attraversato il quale ci si ritrova, in breve, a **Pra’ Baffone** ed al rifugio, dominato dalla parete settentrionale del **pizzo di Prata (m. 2727)**. *Fonte: [paesidivaltellina.it](https://www.paesidivaltellina.eu/) | Autore: M. Dei Cas* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_IlBiondo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_IlBiondo.webp)Il rifugio Il Biondo[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Pra Baffone, Pradella di Prata, Val Masino, Val Schiesone --- ### [Rifugio Mai Tardi: percorso, difficoltà e trekking spettacolare](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mai-tardi/) **Published:** Aprile 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio Mai Tardi è il luogo ideale dove passare un piacevolissimo soggiorno fuori dal comune tra le cime delle Alpi! A 2000 metri di altitudine, in località Andossi, il rifugio Mai Tardi offre numerose opportunità estive ed invernali.** Situato sulle piste da sci di Madesimo, d’inverno è un punto di partenza ideale per splendide escursioni in alta quota a piedi, in motoslitta o con le ciaspole. L’atmosfera silenziosa e i panorami invernali invitano a scoprire la natura in sicurezza, magari dopo una giornata sulle piste. D’estate è possibile divertirsi con splendide passeggiate su comodi sentieri a piedi o in mountain bike. In questa stagione la zona offre escursioni facili, panorami aperti e momenti di relax al riparo dalle temperature più elevate, con servizi pensati per visitatori. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T** – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Vallespluga](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Rifugio Mai Tardi **Quota di partenza:** 1870 m | **Dislivello:** 300 m | **Tempo di percorrenza:** 45 minuti a piedi – Raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l’anno **Posti letto:** 70 posti **Gestione:** Carmen e Massi **Tel.** +39 0343 54434 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 05/08/2019, 13:05 Duration: 55:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 248 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 31 m Distance: 3.66 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Percorso a piedi: Partenza da Madesimo. Il sentiero inizia dalla località di Madesimo (circa 1560 m slm). Sentiero degli Andossi: Segui il sentiero CAI n. C8, noto come «Sentiero degli Andossi». Attraversamento del bosco: Prosegui attraverso un bosco di pini, godendo della tranquillità e della bellezza naturale. Prato panoramico: Il sentiero emerge in un prato con massi isolati, offrendo splendide viste panoramiche. Arrivo al Rifugio Mai Tardi: il rifugio si trova sulla sinistra, accogliente e panoramico. Il percorso è ben segnalato con cartelli escursionistici e segnavia bianchi e rossi, rendendo difficile perdersi. È adatto a escursionisti con una preparazione fisica media. In inverno, il rifugio è raggiungibile anche in motoslitta. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Mai_Tardi-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Mai_Tardi.webp)Rifugio Mai TardiDurante la stagione estiva è possibile raggiungere il Rifugio Mai Tardi in auto o in moto dalla località Andossi, percorrendo la strada che conduce al Passo Spluga. Il tragitto offre viste panoramiche sulla valle e sulle cime circostanti, con soste consigliate per fotografare il paesaggio. In inverno, il rifugio offre un servizio di motoslitta per i clienti in pensione, facilitando l'arrivo anche quando la neve è abbondante e la strada è chiusa. Gli equipaggi assicurano sicurezza e orari adattabili alle condizioni, con possibilità di godere di un primo ristoro una volta giunti. Il Rifugio Mai Tardi è una meta ideale per una pausa rilassante immersi nella natura, con la possibilità di gustare piatti tipici e godere di un panorama mozzafiato. Gli ospiti trovano accoglienza in un ambiente curato e tranquillo, ideale anche per chi cerca silenzio e pace dopo escursioni. [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Andossi, Madesimo, Passo Spluga --- ### [Rifugio Osteria Alpina: trekking mozzafiato tra paesaggi autentici](https://www.montagnenostre.net/rifugio-osteria-alpina/) **Published:** Aprile 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **L’Osteria Alpina è un accogliente rifugio situato a 850 metri di altezza nel cuore della Val Codera, in provincia di Sondrio. Il rifugio si trova nel suggestivo borgo di Codera, al centro di una valle incontaminata, priva da sempre di strade carrozzabili e perciò raggiungibile soltanto a piedi**. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso: Valchiavenna (Italia) Valle: [Val Codera](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) Località di partenza:** Frazione di Mezzolpiano **Quota di partenza:** 316 m | **Dislivello:** 580 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l’anno (giorno di chiusura settimanale: Lunedì) **Posti letto:** 17 posti **Gestione:** Associazione Amici della Val Codera ONLUS **Tel.** +39 0343 62037 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 492 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 111 m Distance: 3.56 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Guardando da **Novate Mezzola** lo stretto intaglio che delimita l’inizio della **Val Codera** sembra impossibile che nella sua estensione superiore ci possano essere degli alpeggi, alcuni abitati anche tutto l’anno. Invece questa bella vallata alpina contrappone all’aspro imbocco, uno sviluppo pianeggiante con ampi pascoli e una corona finale di bellissime vette granitiche. Si tratta anche del tratto iniziale del famoso **sentiero Roma** che prosegue poi in **Val Masino**. L’accesso avviene dalla frazione di **Mezzolpiano** (316 metri) situata nella parte alta del piccolo paese della **Valchiavenna**, nei pressi di un ampio parcheggio. Il sentiero sale sulla destra idrografica molto rapidamente, grazie all’aiuto di numerosi tornanti e centinaia di gradini in pietra. Si è immersi in un ambiente singolare di vegetazione mediterranea, dovuto al fatto di essere esposto a sud ed essere al riparo dalle gelide correnti invernali da nord. Man mano che si guadagna quota compare verso meridione il lago di Novate dominato dal Monte Legnone che fa la guardia all’imbocco della Valtellina. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Sentiero_ValCodera1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Sentiero_ValCodera1.webp)Sentiero della Val CoderaLa traccia non presenta particolari difficoltà, bisogna solamente prestare attenzione a dei brevi tratti un po’ esposti, protetti comunque da solidi ripari. La pista si fa meno dura quando raggiunge Avedee (790 metri 1:00 ora), primo nucleo abitato della vallata, molto caratteristico con le sue costruzioni tutte in pietra su cui spicca la piccola chiesetta a lato del sentiero. Ora il percorso si abbassa e si sviluppa anche all’interno di alcuni tunnel artificiali che lo proteggono dalle pietre e dalle slavine che cadono dai ripidi costoni superiori. In lontananza, in mezzo al bosco di castagni, si intravede il paese di Codera, posto a 825 metri, che si raggiunge dopo un breve tragitto (ore 1:20). E’ il centro principale della vallata, una volta abitato tutto l’anno da diverse famiglie, tanto da giustificare la presenza di una scuola elementare, un oratorio, un’ampia chiesa e due strutture ricettive: La Locanda e l’Osteria Alpina. La prima si trova lungo il sentiero, all’inizio del paese, proprio di fronte alla chiesa. Nella stessa struttura è ospitato l’interessante museo etnografico che conserva numerose testimonianze del passato di questa vallata. Vi sono stati ricostruiti una cucina ed una camera da letto con tutti gli utensili e gli attrezzi da lavoro antichi. Inoltre vi è una sezione dedicata alla flora e alla fauna, una alla mineralogia ed un’altra ancora alla storia della Val Codera. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/SegnaleticaCAI_Codera-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/SegnaleticaCAI_Codera.webp)Codera, segnaletica CAI[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Codera-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Codera.webp)Codera, Novate MezzolaL’Osteria Alpina si trova invece nella parte alta del maggengo ma si raggiunge facilmente attraverso gli stretti vicoli che si sviluppano tra le case in pietra. Oltre che con l’itinerario appena descritto, Codera può essere raggiunto anche con un’altra strada meno frequentata, ma allo stesso tempo molto bella. Dalla frazione di Mezzolpiano si attraversa il torrente fino a giungere nei pressi di una cava oltre la quale inizia una mulattiera. Si sale sulla sinistra idrografica del torrente Codera, sempre grazie a gradini e tornati, fino a raggiungere l’abitato di San Giorgio (748 metri ore 1:00). Esso è situato in una conca lungo il crinale che fa da spartiacque tra il Vallone di Ravellaso e la Val de Munt e presenta un’interessante caratteristica: l’avello celtico, un sepolcro completamente scavato in un blocco di granito a testimonianza dell’antichissima colonizzazione della valle. Ripreso il cammino, dopo una breve salita, si incontra il “tracciolino”(900 metri): antica pista pianeggiante, una volta percorsa da binari su cui scorrevano i carrelli di servizio della presa idrica in Val Codera. Si segue questo tracciato fino ad incrociare la deviazione per l’alpeggio di Cii (850 metri ore 1:30). Il tragitto si abbassa e nel fondovalle supera il torrente con un bellissimo ponte ad arco costruito in pietra e sospeso per quaranta metri. Con una breve risalita si raggiunge Codera (ore 1:45). *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valchiavenna_vallespluga/rifugio_osteria_alpina_valcodera/rifugio_osteria_alpina_valcodera.html) | Autore: Luciano Bruseghini* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Entrata_OsteriaAlpina-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Entrata_OsteriaAlpina.webp)Ingresso del rifugio Osteria Alpina[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Mezzolpiano, Sentiero Roma, Val Codera, Valchiavenna --- ### [Rifugio Savogno: trekking spettacolare tra cascate e scalinate](https://www.montagnenostre.net/rifugio-savogno/) **Published:** Aprile 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 932 m. nell’antico abitato di Savogno, sul versante destro orografico della Val Bregaglia italiana. Lo storico nucleo abitato, di notevole interesse architettonico, unico nel suo genere, con la Valle dell’Acquafraggia, sono l’incantevole cornice del Rifugio Savogno.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val Bregaglia Italiana](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Borgonovo di Piuro **Quota di partenza:** 400 m | **Dislivello:** 530 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 15 minuti **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l’anno **Posti letto:** 45 posti **Gestione:** Stucchi Luigi Antonio **Tel.** +39 0343 34699 ##### **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 30/05/2025, 12:10 Duration: 52:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 564 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 62 m Distance: 1.74 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-savogno-30318430)** ##### DESCRIZIONE DEL PERCORSO Passando per la statale del Maloja, poco dopo Chiavenna, rallentate per ammirare le cascate gemelle dell’Acquafraggia sulla sinistra. Questa tappa offre bellezza naturale e spunti per una breve sosta. Non tutti notano però quel campanile e quel borgo abbarbicato lassù oltre le cascate: Rifugio Savogno. Inoltre, non ci sono strade per arrivarci ma diversi sentieri. Ne descriveremo qui di seguito alcuni tra i più noti e frequentati. Dal Borgonovo di Piuro (m. 403) si impiega circa un’ora e dieci minuti lungo la mulattiera a gradini. Dal parcheggio ai piedi delle cascate, seguiamo verso destra il sentiero che conduce a Sarlone. In seguito, sulla sinistra, troviamo l’imbocco della mulattiera per Savogno. Si tratta di un percorso ampio, gradinato e a pendenza costante. Circondati dapprima da ciliegi, che poi lasceranno il posto ai castagni. Iniziamo la salita. Ora non voglio spaventarvi, ma i gradini sono 2886. Provate a contarli. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Cascate_Acquafraggia-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Cascate_Acquafraggia.webp)Cascate di AcquafraggiaGiunti in **località Stalle Ronchi** una sosta s’impone. Osserviamo la caratteristica fontana a tre vasche scavate nella pietra e poi, con una piccola deviazione, raggiungiamo una casa interamente in pietra, diversa dalle altre. Qui è custodito un torchio per l’uva, risalente al 1706 e dotato di un braccio di legno lungo ben 12 metri. Ripreso il cammino, proseguiamo fino ad arrivare al muro antistante la chiesa di Savogno. Piegando a sinistra troviamo il rifugio. Alle ore 1.10 prendiamo il sentiero B 31 verso S. Abbondio, piccola frazione vicino alle cascate. Qui possiamo visitare il museo che conserva i reperti dell’antica Piuro, sepolta sotto cumuli di sassi franati dalla montagna nel 1618. Ripreso il percorso, dopo alcuni tornanti, arriviamo a uno spiazzo dove termina la stradina. Parcheggiamo l’auto nello spiazzo. Qui inizia la mulattiera costeggiando il torrente e penetrando nella Val Crana, tra ippocastani. Dopo una svolta a destra arriviamo al crotto Canoa, dove si possono ammirare i 14 tavoli in pietra con relative panche. L’itinerario prosegue verso Rifugio Savogno, la meta prevista. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Savogno-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Savogno.webp)Savogno con il rifugio Savogno– da Villa di Chiavenna (m. 630): ore 1.20, si percorre il sentiero B 23. Dopo aver oltrepassato la Casa Comunale nel centro di Villa, troviamo sulla sinistra una cappelletta. Al fianco della cappelletta inizia la mulattiera per Savogno (segnavia manina con l’indice puntato). La mulattiera, dopo un primo tratto, s’innesta su una sterrata che seguiamo verso sinistra. Proseguendo, raggiungiamo il campo sportivo e i crotti di Motta. Da qui possiamo continuare per la stessa via o, in alternativa, riprendere la mulattiera che fiancheggia la sinistra, tra muretti a secco e vecchi cascinali. Più avanti i due itinerari si riuniscono e proseguono sulla sterrata fino a un bivio, dove prendiamo a destra. Poco oltre ritroviamo il sentiero. Saliamo nel bosco di betulle e castagni, alternando tratti quasi in piano a alcuni strappi decisi. Nei tratti più ripidi la mulattiera è ben gradinata e si può procedere senza difficoltà. Più avanti passiamo in una zona con grossi massi caduti da tempo, attorniati dagli alberi. Sulla sinistra incontriamo il sentiero B 24 che sale da S. Croce. Infine, passata una cappelletta votiva dedicata al Sacro Cuore, in leggera discesa, giungiamo a Rifugio Savogno. Attraversato tutto l’abitato, proseguiamo. Giunti alla meta, dopo una sosta ristoratrice presso il rifugio, è opportuno vagare un po’ per quelle strette viuzze tra vecchie case ormai quasi tutte disabitate. Potremo cominciare dalla chiesa, di fronte alla quale un busto bronzeo ci ricorda che qui fu curato don Luigi Guanella. Dopo aver ammirato lo splendido panorama sulla sottostante Piuro e sulla valle Aurosina di fronte a noi, riprendiamo a camminare tra i vicoli rendendoci conto di quanto doveva essere genuina ma faticosa la vita quassù. Il nostro viaggio indietro nel tempo può proseguire fino a Basile (m. 1032), venti minuti più a monte. Qui le case sono più modeste ma tutto è così in ordine che sembra che il borgo sia stato abbandonato non dagli anni sessanta ma da pochi giorni. Vale la pena di ricordare che i due paesi sono stati divisi, nei secoli, da una fiera rivalità, cui è legata anche una storia che rimanda al terribile periodo della peste nel secolo XVII. **TRAVERSATE** [Bivacco Chiara e Walter](https://www.montagnenostre.net/bivacco-chiara-e-walter/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Acqua Fraggia, Sarlone, Stalle Ronchi, Val Bregaglia --- ### [Rifugio Stuetta, rifugio alpino di charme sulla statale storica](https://www.montagnenostre.net/rifugio-stuetta/) **Published:** Aprile 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Alberghetto con denominazione di rifugio, sorge a fianco della SS 36 dello Spluga a 1870 m., sul lato destro per chi sale, poco prima della diga di Montespluga. Per gli amanti delle escursioni dal rifugio troviamo dei percorsi interessanti: le Gole del Cardinello e gli Andossi da Madesimo. E’ possibile fermarsi a mangiare dei pizzocheri bianchi della valchiavenna.** DETTAGLI ITINERARIO > #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val San Giacomo – Val di Lei](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Rifugio Stuetta **Quota di partenza:** 1870 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** Raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Da Aprile ad Ottobre. Consigliabile informarsi per eventuale apertura invernale. **Posti letto:** 26 posti **Gestione:** Palma Ciabarri **Tel.** +39 0343 54207 | +39 0343 50248 #### MAPPA DEL PERCORSO [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_2 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_2", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.3500,46.4681\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 16 }) }); addControls2Map(map\_ol3js\_2,1,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_2, "map\_ol3js\_2"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_2); #### DESCRIZIONE DEL PERCORSO Il Rifugio Stuetta è una meta ideale per gli appassionati di escursionismo. Si trova a 1870 m di altitudine, lungo la SS36 dello Spluga. Poco prima della diga del Lago di Montespluga. Inoltre, è raggiungibile sia in auto che a piedi, offrendo diverse opzioni di percorso. Il percorso da Isola, frazione di Madesimo, è particolarmente suggestivo, attraversando le Gole del Cardinello, un antico tracciato romano che collega la Val San Giacomo al Passo dello Spluga. Il percorso offre panorami spettacolari e presenta alcuni tratti attrezzati con funi. È consigliato percorrerlo in salita, prestando attenzione alle condizioni del terreno, soprattutto in caso di umidità o ghiaccio. Percorso da Macolini (frazione di Madesimo). Partendo da Macolini, il sentiero attraversa la località degli Andossi, una dorsale che separa la Val San Giacomo dall’Alta Val Chiavenna. Il percorso è caratterizzato da saliscendi tra pascoli e baite, offrendo un’esperienza escursionistica più tranquilla e panoramica. È una scelta ideale per chi cerca una camminata più rilassata immersa nella natura. Percorso da Montespluga. Per chi preferisce un’escursione più breve, è possibile partire direttamente da Montespluga, percorrendo la SS36 fino a questa meta. Questa opzione è particolarmente adatta a famiglie o a chi desidera godersi una passeggiata tranquilla con vista sul lago e sulle montagne circostanti. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Stuetta-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Stuetta-1.webp)Rifugio Stuetta[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Panoramica_RifugioStuetta-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Panoramica_RifugioStuetta.webp)Rifugio Stuetta e la diga del lago di Montespluga[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Panoramica-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Panoramica.webp)Vista panoramica con Rifugio Stuetta e la diga del lago di Montespluga **TRAVERSATE** [Rifugio Bertacchi Giovanni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bertacchi/) | [Bivacco Suretta](http://www.montagnenostre.net/bivacco-suretta/) **ALPINISMO** Pizzo Tambò [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Cardinello, Montespluga, Pizzo Tambò, Val Bondasca, Val di Lei --- ### [Rifugio Volta, l’ultimo avamposto nella Val dei Ratti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-volta/) **Published:** Aprile 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 2212 m. in centro all`alta Val dei Ratti, in un luogo selvaggio e solitario. Gli fanno da corona le cime che separano questa valle dalla Val Codera e dalla Val Masino. Partendo da sinistra (ovest) vediamo: il Sasso Manduino (2888 m.), la Punta Magnaghi (2871 m.), le Cime di Gaiazzo (2597 m. e 2920 m.), la Bocchetta di Spassato (2820 m.), il Pizzo Ligoncio (3032 m.), il Pizzo della Vedretta (2907 m.), la Cima del Calvo (2967 m.), il Passo di Primalpia (2476 m.), il M. Spluga o Cima di** Orsenigo **(2845 m.).** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Valle dei Ratti](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Verceia, Contrada La Motta **Quota di partenza:** 468 m | **Dislivello:** 1827 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** A richiesta **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** CAI Sezione di Como **Per richiesta chiavi:** Fam. Oregioni | Tel. +39 0343 39641 **Tel.** +39 031 264177 ##### **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 11/04/2019, 15:56 Duration: 01:42:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1797 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 226 m Distance: 8.81 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-al-rifugio-volta-35096375)** ##### DESCRIZIONE DEL PERCORSO Buona volontà e molta motivazione sostengono questa escursione. Pur non essendo tecnicamente impegnativa, è molto lunga. Per oltre cinque ore e trenta di camminata, necessarie per superare un dislivello di circa 2000 metri, si può raggiungere tale rifugio e godere della vista offerta dalle prime vette granitiche del gruppo Masino-Bregaglia. Davanti imponenti si ergono a ovest Sasso Manduino (m.2888), a nord Pizzo Ligoncio (m.3032) e a nord-est Pizzo della Vedretta (m.2907) e Cima del Calvo (m.2967). Passiamo ora al percorso per arrivare a questa capanna alpina. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Volta_SassoManduino-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Volta_SassoManduino.webp)Rifugio Volta e Sasso ManduinoSi abbandona l’auto a S. Fedele di Verceia (m.200). Si prosegue a piedi verso Est lungo una mulattiera piuttosto ripida, attraverso la quale si raggiunge la località Piazzo (600 metri). Esiste anche la possibilità di guadagnare oltre duecento metri (e quindi mezzora di cammino) percorrendo con l’automobile, fino al punto in cui è consentito, la strada asfaltata che si conclude proprio in tale località. Dal Piazzo, con una serie di tornanti, si guadagna presto quota. Si taglia il Tracciolino e si giunge infine a lambire il piccolo abitato estivo di Càsten (m.975). Dal Tracciolino in poi il cammino coincide con un tratto del Sentiero Italia – Lombardia Nord 3. Si trascura a destra la deviazione che scende al bacino artificiale della Sondel. Proseguendo lungo il tracciato sempre molto ripido, si giunge a Frasnedo (m.1287), paesino che d’estate si anima di gente orgogliosa delle sue radici. Conserva un fortissimo sapore d’antico legato al fatto che non è raggiungibile con l’automobile. Dal paese si scende per un tratto, attraversando un valloncello e si raggiungono le baite di Corveggia (m.1221). Passando per Tabiate (m.1253) ed una fascia boscosa ci si innalza, lasciando sulla destra la deviazione per il Bivacco Primalpia (m.1980), fino a Camera (m.1792), caratterizzata da una bella pianura erbosa, dove si apre la parte orientale della testata della valle, con le vette dal Pizzo Ligoncio a Nord fino al Monte Spluga più a Sud: uno spettacolo superbo, rallegrato da alcune cascate fragorose. Il sentiero si fa più pianeggiante fino a raggiungere un bivio dove, imboccando la via a sinistra (ma bisogna prestare attenzione: la deviazione non è molto evidente), si ricomincia a salire fino all’Alpe di Talamucca (m.2080). La salita continua ancora per alcune centinaia di metri lungo i quali si attraversano numerosi ruscelletti arrivando così infine al rifugio. Invece di salire a sinistra, dall’alpe Camera si può proseguire fino al centro del salto roccioso finale della valle, passando dal lato destro idrografico a quello destro, per salire poi lungo un valloncello, piegare a sinistra e raggiungere da est l’alpe Talamucca. Attraversata l’alpe verso ovest, si raggiunge facilmente il rifugio. Questa seconda possibilità allunga il cammino di 30-45 minuti, ma ha il pregio di rimanere fedele al tracciato del Sentiero Italia. Fonte: diska.it **TRAVERSATE** [Rifugio Omio Antonio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-antonio-omio/) | [Bivacco Valli Carlo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-valli/) | [Bivacco Casorate Sempione](http://www.montagnenostre.net/bivacco-casorate-sempione/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Alpe Talamicca, Masino-Bregaglia, Sentiero Italia, Valle dei Ratti --- ### [Capanna da l'Albigna: porta d’accesso al granito della Bregaglia](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albigna/) **Published:** Aprile 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge in bella posizione a 2340 m. ed è incastonata fra le catene montuose della Val d’Albigna, una valle laterale della Bregaglia, e si trova poco sopra il lago dell’Albigna. Dal rifugio si gode di una vista travolgente sulle pareti di granito frastagliato del gruppo di Sciora e dello Spazzacaldeira, nonché sul “Lägh da l’Albigna” (lago dell’Albigna). Rifugio invernale sempre aperto.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Svizzera) **Valle:** [Vallespluga](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Stazione funivia di Albigna **Quota di partenza:** 1170 m | **Dislivello:** 1100 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Metà Giugno – Inizio Ottobre **Posti letto:** 84 posti **Gestione:** Annamaria Crameri e Martin Ruggli **Tel.** +39 081 8221405 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 03/08/2019, 14:13 Duration: 04:53:04 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 198 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1109 m Distance: 8.51 km Scarica questo percorso da Wikiloc. Per accedere al rifugio, chiamato Chamanna in Svizzera, da l’Albigna partiamo da Chiavenna. Dobbiamo proseguire verso il confine Italia-Svizzera per raggiungere la dogana di Villa di Chiavenna. Inoltre, da qui proseguiamo lungo la Val Bregaglia per circa 10 km. Arrivati a Vicopisano, terzo paese dopo Bondo e Stampa, proseguiamo circa due chilometri lungo la strada. La strada sale verso il passo del Maloja e quindi St. Moritz. Troviamo un primo tornante che svolta a destra e ci fermiamo nel parcheggio vicino a un secondo tornante. L’impianto di risalita si distingue di fronte a noi, portando i più temerari fino alla diga dell’Albigna senza sforzo. La funivia è in funzione nei mesi estivi e arriva ai piedi del muraglione della diga, a circa 2200 metri. Orari: 7.00 – 11.30 e 13.15 – 16.45, costo A/R Fra. 18, tempo: 11 minuti, dislivello: 900 m. Questa località, anche se nessun cartello lo indica, è “**Pranzaira**”: lo capiamo meglio leggendo il nome dell’albergo che possiamo notare sulla sinistra appena dopo il tornante di cui parlavamo poc’anzi. Per chi avesse deciso di salire a piedi avviso subito con grande gioia che siamo qui a 1250 metri di dislivello e che ne mancano circa 1.100 ! Dalla funivia proseguiamo per circa 200 metri lungo la statale asfaltata, fino a trovare sulla destra una strada sterrata che si addentra nel bosco (un cartello indica chiaramente il divieto di circolazione ai mezzi a motore). Dopo circa 10 minuti di percorso pianeggiante, attraversiamo sopra una palancola il **fiume Albigna**, che discende dalla valle che noi cominciamo a salire appena di là di quest’ultimo. A m.1400 circa incontriamo un secondo sentiero (parte da Vico Soprano), che si congiunge al nostro, deviamo a sinistra e continuiamo a salire per il sentiero ben tracciato; non sarà raro però trovare spaventosi sfasciumi di alberi crollati in seguito a slavine, che ci faranno esibire in divertenti passaggi fuori programma! Il bosco finirà solamente dopo circa 2 ore o poco più di cammino, quando sbuchiamo (siamo a circa 2000 metri) in una larga spianata, dove arrivava probabilmente una vecchia funivia che portava sin qui materiale per la costruzione della diga. Da qui, infatti, parte un’ampia strada sterrata che conduce sotto il muraglione della diga, ove incontriamo l’arrivo della funivia, e poi risale a destra e a sinistra, fino a raggiungere i 2200 metri del muraglione. Da qui il panorama che si apre agli occhi è veramente di rara bellezza. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Albigna_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Albigna_2.jpg)Capanna da l'Albigna[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Albigna_3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Albigna_3.jpg)Capanna da l'Albigna e la digaScorgiamo il rifugio adagiato su di uno sperone a sinistra del bacino, quasi protetto da un’imponente cima alle sue spalle: la maestosa Punta da l’Albigna. I restanti metri li percorriamo a mezza costa in circa 15 minuti, per un totale di 3 ore o poco più (ben 2 ore almeno ci serviranno per tornare alla macchina). Il vecchio rifugio fu costruito nel fondovalle nell’anno 1910, ove ora risiede il lago artificiale, poi evidentemente distrutto a causa della costruzione della diga nel 1956 e nello stesso anno rifatto nella posizione attuale. *Fonte: [diska.it](http://www.diska.it) | R. Moiola* **TRAVERSATE** [Rifugio Capanna del Forno](https://www.montagnenostre.net/capanna-del-forno-cas/) | [Rifugio Sciora](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sciora/) | [Rifugio Allievi-Bonacossa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-allievi-bonacossa/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Pranzaira, Svizzera, Val Bregaglia, Valle Spluga --- ### [Rifugio Bonetta: terrazza alpina tra Gavia e Livigno](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bonetta/) **Published:** Febbraio 26, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### Situato sul Passo Gavia (2652 m), offre panorama sul Parco Nazionale dello Stelvio e sui gruppi Ortles-Cevedale e Adamello-Presena. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche | Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** Valle di Gavia **Località di partenza:** Passo del Gavia **Quota di partenza:** 2618 m. | **Dislivello:** 0 m. | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Da Maggio ad Ottobre (a seconda delle condizioni meteorologiche) **Posti letto:** 22 posti **Gestione:** Rifugio Bonetta, gestito dai Fratelli Bonetta. **Contatti**: Tel. +39 0364 91806 | Cell. +39 338 8491621 È possibile chiedere disponibilità e informazioni logistiche direttamente al gestore. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** È raggiungibile direttamente in automobile lungo la SS 300 del Gavia. La strada collega la Valtellina alla Valcamonica. Attraversa il Passo reso celebre dalle tappe del Giro d’Italia. Il tracciato offre panorami tipici della regione. È una via di accesso privilegiata per i visitatori. Dista 13 km da S. Caterina Valfurva. E 26 km da Bormio lungo la SS 300 del Gavia. Questi riferimenti facilitano la pianificazione degli itinerari. Questa informazione è utile per chi arriva da fuori. Consente di pianificare soste e tempi di percorrenza in modo accurato. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Rifugio_Bonetta-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Rifugio_Bonetta.webp)Rifugio Bonetta al Passo Gavia **ESCURSIONI** Bivacco Btg. Monte Ortles – Cima Val Umbrina | Pizzo Tresero | Punta Pedranzini | Punta S.Matteo | Corno dei Tre Signori | Monte Gavia | Cima di Gavia | Monte Gaviola [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DI GAVIA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valdigavia_rifugi/) **Categorie:** Val di Gavia **Tag:** Alpi Retiche, Parco Nazionale dello Stelvio, Passo di Gavia, valtellina --- ### [Il Rifugio Valmalza, gemma nascosta della Valle delle Messi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-valmalza/) **Published:** Marzo 13, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### Rifugio Valmalza è un luogo accogliente gestito dal C.A.I. Pezzo-Pontedilegno, nel cuore del parco dello Stelvio, nella Valle delle Messi, a 1998 m. Raggiungibile con una passeggiata varia di circa un’ora e mezza, non disturbata dai mezzi motorizzati, è percorribile anche in mountain bike o a cavallo. Inoltre, si organizzano gite per bambini con asini. **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche | Ortles – Cevedale (Italia). **Valle:** Valle delle Messi. **Località di partenza:** S. Apollonia – Ponte di Legno (BS). **Quota di partenza:** 1580 m. **Dislivello:** 420 m. **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti. **Periodo di Apertura:** Sempre aperto da Giugno a Settembre. Inoltre, è aperto solo weekend nei mesi di Maggio ed Ottobre. Questi orari riflettono la finestra stagionale di utilizzo. Si consiglia di verificare in anticipo per eventuali cambiamenti. **Posti letto:** 19 posti. **Gestione:** Daniela Toloni. Tel. +39 348 7962766 | cellulare. 3473811645. Per contatti e informazioni aggiuntive, si prega di utilizzare i numeri indicati. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 12/04/2019, 13:39 Duration: 01:32:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 387 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 16 m Distance: 4.65 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-valmalza-35120662)** Dal paese per raggiungere il **Rifugio Valmalza** bisogna seguire le indicazioni del Passo Gavia, in circa 5 Km di strada si arriva alla località S.Apollonia. Qui si prosegue entrando nella Valle lungo la strada piana, lasciando alla destra l’inizio della strada del **Passo Gavia**, si arriva ad un’area picnic con ampio parcheggio dove poter lasciare la macchina. Ora inizia la vostra passeggiata su una strada sterrata di facile percorrenza, seguendo il segnavia CAI n° 58, dopo circa un’ora e mezza di cammino arriverete al Rifugio Valmalza. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/03/Rifugio_Valmalza-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/03/Rifugio_Valmalza.webp)Vista panoramica dal rifugio ValmalzaA quaranta minuti, sopra il Rifugio Valmalza, passa il sentiero n° 2 **Alta Via Camuna**, che parte dalla zona industriale del paese di Ponte di Legno, dove passando per il **rifugio Bozzi** e il Passo Gavia arriva all’abitato di Vezza d'Oglio. ## Destinazioni e accessi Inoltre esistono diversi itinerari per arrivare al rifugio. **SENTIERO C.A.I. n° 58 S. Apollonia – Rif.Valmalza** Dalla località di S. Apollonia si intraprende la strada sterrata che entra lungo la valle, seguendo il segnavia n° 58. In circa un’ora e mezza su un percorso, lungo 3,8 km con 420 m di dislivello, agibile a tutti si arriva al Rif. Valmalza. **SENTIERO C.A.I. n° 2/58 Passo Gavia – Lago Nero – bivacco Linge – Rif. Valmalza** Partendo dal Lago Nero, situato sulla strada del Passo Gavia, si cammina lungo il sentiero n° 2. Inoltre, si arriva al bivacco Linge e si scende lungo il sentiero n°58. Il percorso dura circa due ore. Presenta alcuni tratti esposti. **SENTIERO C.A.I. n° 64/58 Villa Dalegno –** Malosco **– Monticelli – Bivacco Linge – Rif. Valmalza** Partendo in cima all’abitato di Villa Dalegno, frazione di Temù, si segue il segnavia C.A.I. n° 64, si raggiunge la malga Malosco e quindi poi i laghetti di Monticelli e il Bivacco Linge. Percorso lungo e di media difficoltà. Dal bivacco si scende dal sentiero n°58 e si raggiunge il Rifugio Valmalza. **SENTIERO C.A.I. n° 64A/64/58 S.Apollonia – Monticelli – bivacco Linge – Rif. Valmalza** Partendo da S.Apollonia lungo il percorso che porta verso il Rif.Valmalza (n° 58) si trova un bivio su un ponte sulla sinistra a circa quindici minuti di cammino (dopo località Case degli orti), si prende questo sentiero che sale alla malga Monticelli poi prosegue verso il bivacco Linge. Dal bivacco si scende dal sentiero n°58 e si raggiunge il Rifugio Valmalza. *Fonte: [rifugiovalmalza.it](http://www.rifugiovalmalza.it)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/03/Rifugio_Valmalza2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/03/Rifugio_Valmalza2.webp)Rifugio Valmalza visto dall'alto **ESCURSIONI** Rifugio Bozzi | Passo Gavia | Bivacco Linge [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DI GAVIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valdigavia_rifugi/) **Categorie:** Val di Gavia **Tag:** bambini in montagna, Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio --- ### [Rifugio Berni Arnaldo: balcone alpino sul Passo Gavia](https://www.montagnenostre.net/rifugio-berni-arnaldo/) **Published:** Febbraio 26, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### ****Il Rifugio Berni Arnaldo** è una meta imperdibile per escursionisti, ciclisti e amanti della montagna che desiderano scoprire la **Valle di Gavia**, tra le maestose cime del **Parco Nazionale dello Stelvio**. Situato a **2.541 metri di altitudine**, questo rifugio offre accoglienza, panorami mozzafiato e autentica cucina valtellinese.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche, in Italia. **Valle:** Valle di Gavia. **Località di partenza:** è la SS 300 del Gavia. **Quota di partenza:** 2541 m. **Dislivello**: 0 m. **Tempo di percorrenza**: 0 m. Si raggiunge in auto. **Periodo di apertura:** da Luglio a Settembre. **Posti letto:** 60. Rifugio Berni Arnaldo è un riferimento nella stessa zona. **Gestione:** CAI Sezione. di Brescia – Guida Alpina Mario Bonetta. **Tel.:** +39 0342 935456 (nel periodo di apertura) o +39 0342 945589 (nel periodo invernale). **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Inoltre, il Rifugio Berni Arnaldo si trova vicino alla Strada Statale 300 del Gavia ed è facilmente raggiungibile in auto. Può essere raggiunto da Bormio in Valtellina dopo circa 23 km. Oppure dalla Val Camonica passando per Edolo e Ponte di Legno, per circa 17 km. Si trova a nord del Passo (m. 2621), sui pianori sottostanti. Inoltre, il Rifugio Berni Arnaldo nasce nel lontano 1933 grazie a un valoroso Capitano degli Alpini, Arnaldo Berni. Arnaldo Berni perse sul monte S.Matteo il 3 settembre 1918. In questo modo, le sue spoglie, unite a quelle di molti alpini, giacciono ancora insepolte sui ghiacciai. Da Bormio (m.1222) si seguono le indicazioni verso la Valfurva. Tuttavia attraversiamo Uzza, San Nicolò e S. Antonio (frazioni di Valfurva). Tenendo alla destra il torrente Rodolfo. Dopo circa otto chilometri da Bormio siamo nella parte superiore della valle. A S. Caterina Valfurva, nei pressi delle prime abitazioni, incontriamo un bivio. Sulla sinistra una strada ci conduce nella Valle dei Forni. Prendiamo a destra, superiamo il torrente e ci addentriamo nel paese. Da qui prendiamo quota grazie a una decina di tornanti all’ombra di un bosco. Nei pressi di un tornante si trova una deviazione per accedere al Rifugio Paradiso. Percorriamo la Valle del Gavia, tanto selvaggia quanto affascinante. Sono circa 5 km di strada asfaltata, ma un poco stretta, e siamo presto al Rifugio Berni Arnaldo. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Rifugio_Arnaldo_Berni-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Rifugio_Arnaldo_Berni.webp)Campo fiorito con il rifugio Berni Arnaldo in lontananza[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Rifugio_Arnaldo_Berni2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Rifugio_Arnaldo_Berni2.webp)Valle di Gavia e il rifugio Berni[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Rifugio_Arnaldo_Berni3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Rifugio_Arnaldo_Berni3.webp)Il rifugio Berni Arnaldo e la chiesetta dedicata ai caduti della Grande GuerraDal qui, deviando lo sguardo verso l’altro lato della strada, notiamo un monumento ai caduti della Grande Guerra e più verso Est la sagoma del vecchio Rifugio Gavia, adibito oggi a ricovero di fortuna; accanto al rifugio sorge invece una graziosa cappella. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/115/rifugio-berni-arnaldo/2/) – Autore: R. Moiola* **ESCURSIONI** Bivacco non custodito Battaglione di Ortles | Bivacco Seveso | Agriturismo La Baita | Cima Vallumbrina | Punta Segnale | Sentiero naturalistico della Sforzellina | Punta Sforzellina **TRAVERSATE** Traversata 4 cime Tesero , Pedranzini, Dosegù, San Matteo **ASCENSIONI** Corno Tre Signori | Pizzo Tesero | Punta Pedranzini | Punta S.Matteo | Monte Gavia | Cima di Gavia | Monte Gaviola [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DI GAVIA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valdigavia_rifugi/) **Categorie:** Val di Gavia **Tag:** Alpi Retiche, Parco Nazionale dello Stelvio, Passo di Gavia, val camonica, valtellina --- ### [Rifugio Guido Corsi: itinerario nell’anfiteatro dello Jôf Fuart](https://www.montagnenostre.net/rifugio-guido-corsi/) **Published:** Luglio 6, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Sorge in bella posizione a 1874 m. su un terrazzo erboso, al centro di un anfiteatro coronato dalle pareti meridionali del Jôf Fuart, Madri dei Camosci, Cima di Riofreddo. Il panorama a meridione è invece aperto sul gruppo del Canin.** Il Rifugio Corsi è il rifugio più alto delle Alpi Giulie: costituisce un’ottima base di partenza per numerose escursioni sul gruppo dello Jȏf Fuart. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Rio del Lago](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/friuli-venezia-giulia-rifugi/alpi-giulie-rifugi/) **Località di partenza:** Sella Nevea **Quota di partenza:** 1175 m | **Dislivello:** 850 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Dal 1 Giugno al 1 Ottobre **Posti letto:** 42 posti letto (4 posti letto rifugio invernale) **Gestione:** Società Alpina delle Giulie – Custode: Martucci Cristiano **Tel.** +39 0428 68113 | +39 040 630464 **Palestra di roccia:** Sulle pareti dell’Ago di Villaco, che fronteggia il rifugio sono state attrezzati alcuni monotiri e un paio di vie di 3-4 tiri, con difficoltà fino al 6b. **NOTE: Chiuso in attesa di ristrutturazione** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 06/04/2026, 09:56 Duration: 05:34:18 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 899 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 899 m Distance: 10.71 km **E' consigliabile prendere il sentiero n° 625 che parte da Sella Nevea, il quale vi permetterà di godere non solo del panorama mozzafiato ma anche di frequenti incontri con branchi di stambecchi e camosci.** **Da Sella Nivea - Segnavia N. 625** L’imbocco del sentiero è situato dietro la recinzione della casermetta della Guardia di Finanza di **Sella Nevea** (1175 m) a fianco del Condominio Bila Pec. Si entra in un magnifico bosco di abeti, attraverso il quale si sale con moderata pendenza per una mulattiera molto agevole. Dopo circa 30-45 minuti si esce in terreno aperto poco prima delle [**Casere Cregnedul**](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpino-casere-cregnedul-di-sopra/), che si lasciano sulla sinistra. Qui si giunge in una carrareccia dall’Altopiano del Montasio, che passa per le **Casere Parte di Mezzo** e le **Casere Larice** (segnavia N°624 ) con splendida vista sulla catena del Canin. La mulattiera risale l’ampio vallone erboso e giunge ad alcuni ruderi di guerra(1610 m). Si continua verso destra e poi con dolce salita si aggirano le pendici del monte fino ad oltrepassare un costone, ed entrare nell’ampio **Vallone di Cregnedul**. [![Vecchia postazione militare sotto la Parete delle Gocce](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/Vecchia_Post_militare_ParetedelleGocce.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/Vecchia_Post_militare_ParetedelleGocce.webp)Vecchia postazione militare sotto la Parete delle GocceUna serie di ampie serpentine porta al **Passo degli Scalini** («I S’cialins» – 2022 m). Si apre il panorama stupendo verso il Gruppo del Jóf Fuart, mentre più a destra spicca il maestoso **Mangart**. Dal Passo si scende brevemente attraversando orizzontalmente il vallone (Lis Plagnis) che scende dalla Forcella Lavinal dell’Orso. Lasciare a destra ( segnavia n° 628 ) la mulattiera che sale dalla **Malga Grant Agar** e attraversare le cenge sotto la Parete delle Gocce e lo spigolo dell’Ago di Villaco, per arrivare così al **Rifugio Guido Corsi** (1874 m). **Dal Rio Grantagar - Segnavia N. 628** Nella **Valle Rio del Lago**, sulla strada che va da Sella Nevea verso Cave del Predil (circa 3 Km) , a 50 m prima del ponte sul Rio Torto,sulla sinistra inizia il sentiero.Si parte dai resti di una polveriera situata a 1016 m, per circa 1.20 ore si percorre nel bosco una strada forestale (vietata agli automezzi civili), che sale fino alla **Malga Grant Agar** 1530 m. Là finalmente si apre il paesaggio e si vede il rifugio mentre a sinistra c’è la teleferica per il trasporto carichi al rifugio. Si prosegue sulla mulattiera che facilmente supera la bella conca soprastante; girare poi a destra passando sotto la nerastra Parete delle Gocce e ai piedi dell’Ago di Villaco e scendere infine al rifugio. [![Jof Fuart e ricovero invernale](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/JofFuart_ricoveroinvernale.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/JofFuart_ricoveroinvernale.webp)Jof Fuart e ricovero invernale*Fonte: [rifugiocorsi.wordpress.com](https://rifugiocorsi.wordpress.com)* Per le altre alternative di percorsi consultate sul sito del [rifugio Guido Corsi](https://rifugiocorsi.wordpress.com/come-arrivare/) **TRAVERSATE** Bivacco CAI Gorizia | [Rifugio Pellegrini Luigi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-l-pellarini/) | [Ricovero Re di Sassonia (Ex Brunner)](http://www.montagnenostre.net/capanna-brunner/) | Lago del Predil | [Rifugio F.lli Grego](http://www.montagnenostre.net/rifugio-fratelli-grego/) | [Bivacco D. Mazzeni](http://www.montagnenostre.net/bivacco-mazzeni-dario/) **ASCENSIONI** sentiero attrezzato "A. Goitan" per Jôf Fuart e Cima Castrein | Via normale (Cime Castrein, Campanile di Villacco, Madri dei camosci, Cima di Riofreddo, Vallone, Alta di Riobianco) | sentiero del "Centenario CAI Gorizia" [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/friuli-venezia-giulia-rifugi/alpi-giulie-rifugi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Carniche, Sella Nevea, Val Rio del Lago --- ### [Rifugio Casati: avamposto alpino tra giganti dell’Ortles-Cevedale](https://www.montagnenostre.net/rifugio-casati/) **Published:** Giugno 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Casati è situato a 3269 metri di quota nel gruppo Ortles Cevedale. Il rifugio si trova in una posizione spettacolare, dominata dai 3859 metri del Gran Zebrù, nel cuore selvaggio del Parco Nazionale dello Stelvio. Il rifugio si trova in una posizione strategica per le vie alpinistiche del gruppo Ortles Cevedale. Un tempo qui c’era anche uno skilft per la pratica dello sci estivo. Qui si è combattuta la Grande Guerra e tre cannoni dell’epoca, a pochi metri dal rifugio, fanno da testimoni di quei tempi terribili.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta – Val Cedec](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Località di partenza:** Rifugio Pizzini-Frattola (Possibilità di trasporto in jeep con partenza dall`Albergo-Rifugio Ghiacciaio dei Forni, fino ai laghetti di Cedec) **Quota di partenza:** 2076 m | **Dislivello:** 552 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Rifugio chiuso per ristrutturazione – Resta aperto il ricovero d’emergenza Guasti **Posti letto:** 180 posti **Gestione:** CAI Sezione di Milano **Tel.** +39 0342 935507 | **Cell.** +39 339 4889791 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 12/04/2019, 12:55 Duration: 03:52:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1200 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 107 m Distance: 8.44 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/salita-al-rifugio-casati-guasti-35119562)** Raggiunta la SS 300 a Santa Caterina Valfurva (m 1734) nel Parco Nazionale dello Stelvio, seguite la strada principale fino al parcheggio nei pressi dell’Albergo dei Forni (m 2178). Come riferimento, il Rifugio Casati si trova nelle vicinanze e offre punti di riferimento utili per orientarsi lungo il tragitto. Dall’estate 2015 la strada è soggetta al pagamento di un pedaggio. Il pedaggio si paga lungo la tratta tra Santa Caterina Valfurva e l’Albergo dei Forni, lungo la via di accesso al comprensorio. Da qui, a piedi, si raggiunge il rifugio Pizzini-Frattola (ore 1,30). Inoltre, Rifugio Casati è una tappa di riferimento per chi esplora questa zona, offrendo un punto di riferimento comodo per orientarsi lungo l itinerario. Il tragitto permette di ammirare panorami tipici delle montagne circostanti e di valutare eventuali soste lungo il percorso. A disposizione di chi non volesse camminare, c’è un servizio navetta. Parte dall’albergo dei Forni fino al Rifugio Pizzini, quota 2706 metri, offrendo una soluzione pratica per chi preferisce ridurre la salita. Il servizio è programmato in corrispondenza degli orari di apertura e permette di pianificare la giornata in modo comodo. La strada continua lungo itinerari panoramici, offrendo viste sui valloni e sulle cime vicine. In condizioni meteorologiche favorevoli, si arriva all’impianto della teleferica a quota 2832 metri (ore 1,50). [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/06/Rifugio_Casati-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/06/Rifugio_Casati.webp)Rifugio Casati - GuastiSi procede ora sul sentiero n. 28, prendendo come direzione il rifugio Alessandro Guasti, ben visibile in alto sul Passo del Cevedale. Dopo un primo tratto non inclinato, il sentiero sale ripido. Superati alcuni resti della Grande Guerra giunge al Passo del Cevedale (m 3266) ed al Rifugio (ore 1,20 e 3,10). Fonte: rifugiocasati.it. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/06/Rifugio_CasatieCevedale-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/06/Rifugio_CasatieCevedale.webp)Rifugio Casati ed il Cevedale **TRAVERSATE** [Rifugio Città di Milano - Schaubach Hütte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-milano/) | [Rifugio Corsi Nino - Zufall Hütte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-guido-corsi/) | Rifugio Quinto Alpini-Genesio Bertarelli | Rifugio Larcher Guido | Rifugio Vioz - Mantova **ASCENSIONI** Monte Cevedale - Cima Solda | Gran Zebrù | Cima delle Pale Rosse Nord-sud | Cima Zebrù - Passo Zebrù | Cima e Monte dei Forni | Monte Confinale - Cima Manzina | Monte Pasquale | Cima Branca | Palon de la Mare | Monte Vioz | Punta Taviela | Cime di Pejo | Punta Cadini | Monte Giumella | Punta San Matteo | Cima Dosegù - Punta Pedranzini | Pizzo Tresero | Cima San Giacomo - Punta Cerena [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL VENOSTA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** Val Cedec, VAL VENOSTA **Tag:** alpi venoste, Ortles-Cevedale, Val Martello --- ### [Rifugio Bellavista Plagherà: tramonti indimenticabili in un’oasi di silenzio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bellavista-plaghera/) **Published:** Dicembre 9, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Il rifugio è situato a 2077 m. Sulle alture delle pendici nord del monte Sobretta, a S. Caterina Valfurva, si trova in località Plagherà. Incastonato tra le meraviglie naturali del Parco Nazionale dello Stelvio, il Rifugio Bellavista Plagherà (Rifugio Bellavista Plaghera) accoglie escursionisti, famiglie e amanti della montagna. Inoltre, si trova in un contesto di rara bellezza: la Val Cedec. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Cedec](https://www.montagnenostre.net/rifugio-branca-cesare/) **Località di partenza:** Rifugio Bellavista Plaghèra **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** +39 0342 935488 **TUTTO SUL RIFUGIO** Situato a quota 2077 m., il Rifugio Bellavista Plaghera è facilmente raggiungibile da Santa Caterina Valfurva, anche con passeggiate adatte a tutti. Inoltre, d’estate è la base ideale per escursioni verso il Rifugio Pizzini, la Forni o le vette glaciali del Gran Zebrù e del Monte Cevedale. In inverno, diventa un punto strategico per ciaspolate e scialpinismo, immersi nella magia della neve. Il nome “Bellavista” non è casuale: dal rifugio lo sguardo si perde tra cime maestose e cieli cristallini. La terrazza panoramica offre tramonti indimenticabili e un silenzio che sa parlare all’anima. All’interno, un’atmosfera calda e familiare: legno, pietra e profumi di cucina tipica valtellinese. Dai pizzoccheri alla polenta con i formaggi locali, ogni piatto racconta una storia di tradizione e autenticità. Che tu venga per una sosta ristoratrice, per un’escursione in alta quota o per ritrovare il tuo ritmo lontano dalla frenesia. Inoltre, Il Rifugio Bellavista Plagherà in Val Cedec ti aspetta con semplicità, calore e un’accoglienza che viene dal cuore. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il **rifugio Bellavista** è situato sulle alture di S. Caterina Valfurva, in località detta Le Priore. Da Bormio (m.1222) si seguono le indicazioni che ci portano verso la Valfurva. Oltrepassiamo in sequenza le località Uzza, San Nicolò e S.Antonio (frazioni di Valfurva) sempre tenendo alla nostra destra il torrente Frodolfo. Dopo circa 8 km da Bormio si è nella parte superiore della valle, in particolare a S.Caterina Valfurva, ove nei pressi delle prime abitazioni incontriamo un bivio: sulla sinistra una strada ci conduce nella Valle dei Forni. Noi prendiamo sulla destra, superiamo il torrente, addentrandoci nel paese e da qui prendiamo quota grazie ad alcuni tornanti, presso uno dei quali incontriamo sulla destra la deviazione per accedere al rifugio, che incontriamo a pochi passi. In alternativa vi è un sentiero che parte direttamente in prossimità delle prime abitazioni di S.Caterina e che sale in parte costeggiando la Strada Statale. Nella stagione invernale è al centro della attività sciistica di Santa Caterina Valfurva. A pochi passi da questo Rifugio Ristoro troviamo il rifugio Paradiso. *Fonte: waltellina.com | Autore: R. Moiola* **RIFUGI NELLE VICINANZE:** [Rifugio Paradiso](https://www.montagnenostre.net/rifugio-paradiso/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL CEDEC »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valcedec-rifugi/) **Categorie:** Val Cedec **Tag:** Ortles-Cevedale, Santa Caterina Valfurva, valtellina --- ### [Rifugio Pizzini Frattola: sentiero mozzafiato tra panorami incontaminati](https://www.montagnenostre.net/rifugio-pizzini-frattola/) **Published:** Dicembre 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge, a 2706 m., alla testata della Valle Cedèc su uno sperone erboso in uno splendido circo glaciale racchiuso a Nord dalla mole del Gran Zebrù, a Est dal Ghiacciaio del Cevedale ed a Ovest verso l’elegante piramide del Pizzo Tresero.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Cedec](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/val-cedec-rifugi/) **Località di partenza:** Albergo Ghiacciaio dei Forni raggiungibile per carrozzabile (6 km) da S. Caterina Valfurva (S. Caterina è sita a 13 km da Bormio sulla SS 300 del Gavia). **Quota di partenza:** 2170 m | **Dislivello:** 530 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** metà Giugno-metà Settembre **Posti letto:** 52 posti **Gestione:** Claudio Compagnoni – CAI Sezione di Milano **Tel.** +39 0342 935513 | **Cell.** +39 340 8946284 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 699 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 151 m Distance: 4.71 km **[](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-al-rifugio-pizzini-frattola-35100523)[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/verso-il-rifugio-ca-runcasch-30342416)** Il Rifugio Pizzini Frattola sorge all'inizio della testata della Val Cedec, dominato dalla magnifica ed austera vetta del Gran Zebrù (m.3859). E dall'opposta parte si eleva la vetta del Monte Pasquale (m.3553). Per l'accesso, il sentiero parte dal rifugio Albergo Forni (m.2176). È raggiungibile tramite la strada carrozzabile che sale da Santa Caterina Valfurva. La salita dura 5 km in direzione della Valle dei Forni, a 13 km da Bormio. Dal parcheggio limitrofo al rifugio si imbocca la via che procede lungo la costa destra idrografica della Val Cedec, passando per un bacino artificiale e per il ponte che ci permette di attraversare il torrente Cedec; si comincia quindi a salire alcuni tornanti e si guadagna presto quota. Lungo questo tratto in salita è possibile ammirare la "colata" del Ghiacciaio del Forno con l'imponente Punta S.Matteo (m.3684) ed il M.Vioz (m.3645), oltre ad altre vette appartenenti alle famose **Tredici Cime del gruppo Ortles-Cevedale**. La camminata prosegue attraverso la Val Cedec, dove il sentiero si fa più dolce; un'ultima breve salita porta infine alla costruzione, situata in un'incantevole posizione panoramica, dove emerge l'attacco alla parete sud del Gran Zebrù. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Pizzini-Frattola2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Pizzini-Frattola2.webp)Vista panoramica dal Rifugio Pizzini-FrattolaL'escursione prevede circa un'ora e 30 di cammino. Sempre dall'Albergo dei Forni parte un secondo itinerario, di carattere storico, che conduce alla nostra meta, parallelo al primo, ma più in quota. Dal parcheggio dell'albergo ci si inoltra nella strada sterrata che, attraverso alcuni tornanti, guadagna quota lungo il versante destro orografico della valle. Dopo 10 minuti si imbocca una mulattiera militare che conduce alle **Baite dei Forni** (m.2389), lungo la quale è possibile ammirare ruderi di vecchie fortificazioni militari e quel che resta di una caserma (m.2547), tutte opere militari costruite dagli italiani nel corso della prima guerra mondiale. Sul versante opposto si aprono invece alla vista grandi ghiacciai e maestose vette. Si procede in direzione Nord, si passa lungo un magro pascolo e, dopo aver attraversato il corso d'acqua del Rio Grande, si perde leggermente quota, raggiungendo in breve il rifugio. Questo secondo itinerario, più lungo ma assai più bello del precedente, richiede circa 2 ore di marcia. *Fonte: waltellina.com - Autore: R. Mov*iola [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Pizzini-Frattola3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Pizzini-Frattola3.webp)Rifugio Pizzini-Frattola in inverno **TRAVERSATE** Rifugio Quinto Alpini-Genesio Bertarelli | [Rifugio Branca Cesare-Martinelli Luigi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-branca-cesare/) | [Rifugio Casati-Guasti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-casati/) **ASCENSIONI** Gran Zebrù [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL CEDEC »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valcedec-rifugi/) **Categorie:** Val Cedec **Tag:** Ghiacciaio del Cevedale, Gran Zebrù, Ortles-Cevedale, Valle dei Forni --- ### [Rifugio Forni: base perfetta per avventure sportive tra valli](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albergo-ghiacciaio-dei-forni/) **Published:** Dicembre 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Forni situato nel parco nazionale dello Stelvio a quota 2176 m. ed è un’ ottima base di arrivo – partenza per le tante attività sportive che si possono svolgere fra le valli dei Forni e Cedec; dispone di una ventina di camere panoramiche, solarium con parco giochi per i bimbi, servizio bar tea room, un ottimo ristorante con menù alla carta ricco di piatti valtellinesi ed ampio parcheggio.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T** – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Cedec](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/val-cedec-rifugi/) **Località di partenza:** Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** da Marzo a Settembre **Posti letto:** 66 posti **Gestione:** Grazia Colturi **Tel.** +39 0342 935365 | **Cell.** 329 8920668 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio Albergo Forni (m. 2176), raggiungibile attraverso la strada carrozzabile che sale da Santa Caterina Valfurva per 5 km (13 Km in totale da Bormio), si trova in località Forni, sopra il parcheggio alla fine della strada. Da qui, per gli amanti della comodità, parte il servizio navetta che, mediante jeep, porta al rifugio Pizzini, lungo la Val Cedec. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_GhiacciaiodeiForni1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_GhiacciaiodeiForni1.webp)Rifugio Ghiacciaio dei Forni Dalla parte opposta ci si inoltra invece nella valle che fa da culla all’imponente Ghiacciaio dei Forni, il più grande ghiacciaio alpino di tipo Himalayano, con tre imponenti bacini che si uniscono in un’unica lingua glaciale. Il rifugio (ex Albergo dei Forni) venne eretto nei primi del ‘900 come approdo per tutti i turisti che venivano ad ammirare lo spettacolo della natura che il ghiacciaio dei Forni offriva, arrivando fin sotto il rifugio con la sua colata glaciale. Purtroppo l’arretramento mondiale dei ghiacciai ha colpito pesantemente anche il “Forni”, che in 150 anni ha perso circa 2 chilometri del suo fronte. *Fonte: waltellina.com – Autore: R. Moiola* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_GhiacciaioForni2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_GhiacciaioForni2.webp)Parco Nazionale dello Stelvio ed il rifugio Ghiacciaio dei Forni visto nella pineta **ESCURSIONI** Sentiero Glaciologico Ghiacciaio dei Forni **ASCENSIONI** Pizzo Tresero | Monte Confinale [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL CEDEC »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valcedec-rifugi/) **Categorie:** Val Cedec **Tag:** Ghiacciaio dei Forni, Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio, valtellina --- ### [Rifugio Branca, baluardo alpino tra Ortles e Cevedale](https://www.montagnenostre.net/rifugio-branca-cesare/) **Published:** Dicembre 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Immerso nello spettacolare paesaggio del Parco Nazionale dello Stelvio, a 2.487 metri di altitudine, il **Rifugio Cesare Branca** è molto più di una semplice meta alpina: è un punto d’incontro tra natura, storia e passione per la montagna.** DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Cedec](https://www.montagnenostre.net/rifugio-branca-cesare/) **Località di partenza:** Parcheggio dei Forni raggiungibile per carrozzabile (6 km) da S. Caterina Valfurva. **Quota di partenza:** 2170 m | **Dislivello:** 309 m | **Tempo di percorrenza:** 1h 30min – 2h **Periodo di Apertura:** da metà giugno a fine settembre **Posti letto:** 90 posti (8 posti rifugio invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Milano | **Custode:** Eugenio Alberti **Tel.** +39 0342 935501 **TUTTO SUL RIFUGIO** **Una porta sui ghiacciai** Situato in alta Valfurva, in provincia di Sondrio, il rifugio sorge ai piedi della Vedretta dei Forni, uno dei più estesi ghiacciai delle Alpi italiane. Da qui partono numerose escursioni, dalle più accessibili alle alte vie glaciali che conducono a cime come il **Monte Cevedale**, il **San Matteo**, la **Palòn de la Mare** e il **Vioz**. È anche tappa strategica per chi compie il famoso **Giro del Confinale**. **Storia e tradizione** Costruito nel 1934 e intitolato a **Cesare Branca**, alpinista e benefattore milanese, il rifugio è da decenni un punto di riferimento per escursionisti, scialpinisti e amanti dell’alta montagna. Gestito con passione e competenza, offre accoglienza calorosa e piatti tipici valtellinesi, capaci di riscaldare anche le giornate più fredde. **Natura ed emozione** Il panorama dal Branca è un abbraccio di ghiacci e roccia, silenzio e luce. Qui si respira l’aria pura dell’alta quota, si osservano stambecchi, aquile e marmotte, e si assiste ai colori mozzafiato dell’alba e del tramonto che incendiano le vette. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Branca_Cesare1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Branca_Cesare1.webp)Rifugio Branca Cesare**DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 22/03/2015, 10:11 Duration: 04:40:34 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 406 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 406 m Distance: 6.31 km Dal parcheggio, seguire le indicazioni per il Rifugio Branca Cesare (segnavia CAI 528). Il sentiero inizia su strada sterrata e prosegue con pendenza costante, attraversando pascoli e morene glaciali. In questa fase si costeggia per un tratto il Torrente dei Forni, con vista sul maestoso Ghiacciaio dei Forni, uno dei più grandi d’Italia. Dopo circa 30–40 minuti, si supera un ponte in legno e si inizia un tratto più ripido su sentiero lastricato. L’ultimo tratto, più panoramico, offre splendide viste su cime come il San Matteo e la Cima Dosegù. In circa 1h 30min – 2h di cammino, si raggiunge il rifugio, situato su un ampio pianoro erboso ai piedi del ghiacciaio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/SentieroGlaciologicoAlto-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/SentieroGlaciologicoAlto.webp)Laghetto glaciale sul sentiero glaciologico alto e sullo sfondo il rifugio Branca Cesare **TRAVERSATE** [Rifugio Pizzini-Frattola](https://www.montagnenostre.net/rifugio-pizzini-frattola/) **ASCENSIONI** Palon de la Mare | Punta San Matteo | Pizzo Tresero **SCIALPINISMO** Cima Branca | Monte Pasquale | Monte Cevedale Cima Solda | Palon de la Mare | Monte Vioz | Punta Tavella | Punta Cadini | Monte Giumella | Punta San Matteo | Cima Dosegù Punta Pedranzini | Pizzo Tresero Cima San Giacomo Punta Cerena | L'Isola Persa | Monte Confinale Cima Manzina | Cima dei Forni | Passo Zebru | Cima Zebrù | Cima Pale Rosse | Gran Zebrù [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL CEDEC »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valcedec-rifugi/) **Categorie:** Val Cedec **Tag:** Ghiacciaio dei Forni, Gran Zebrù, Ortles-Cevedale, Santa Caterina Valfurva --- ### [Rifugio Stella Alpina: tra ghiacciai eterni e silenzi maestosi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-stella-alpina/) **Published:** Dicembre 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Immerso nella suggestiva cornice della Val Cedec, a pochi passi dal ghiacciaio del Gran Zebrù, il Rifugio Stella Alpina rappresenta una meta ideale per escursionisti, alpinisti e amanti della montagna in cerca di tranquillità, natura e panorami mozzafiato. TUTTO SUL RIFUGIO Situato a 2.061 metri di altitudine, il Rifugio Stella Alpina è facilmente raggiungibile da Santa Caterina Valfurva. L’escursione è di circa un’ora e mezza lungo un sentiero che attraversa boschi di larici, ruscelli e pascoli fioriti, offrendo panorami incantevoli. Lungo il percorso si può osservare marmotte, aquile reali e camosci, presenti spesso tra rocce e vegetazione. Questi incontri contribuiscono a un’esperienza naturalistica molto apprezzata dai visitatori. È consigliabile partire con abbigliamento adeguato e scarpe comode per un’escursione sicura e piacevole. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Stella_Alpina-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Stella_Alpina.webp)Rifugio Stella Alpina in estateIl rifugio, accogliente e ben gestito, offre ospitalità familiare e cucina tipica valtellinese. Ha una posizione strategica per escursioni di varia difficoltà, tra cui: 1- la salita al **Rifugio Pizzini** e alla **Cima del Gran Zebrù** (con guida alpina) 2- il percorso ad anello tra la **Val Cedec** e la **Val Zebrù** 3- itinerari di trekking per famiglie con vista sulle vette del gruppo Ortles-Cevedale Aperto durante la stagione estiva, il Rifugio Stella Alpina è anche punto di partenza ideale per chi desidera pernottare in quota. Godersi l’alba sulle montagne, respirando l’aria pura e il silenzio incontaminato del Parco Nazionale dello Stelvio, è possibile durante la visita. Un luogo autentico, dove il tempo sembra rallentare, regala emozioni semplici e profonde a ogni passo. Un luogo autentico, dove il tempo sembra rallentare regala emozioni autentiche e profonde a ogni passo. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Cedec](https://www.montagnenostre.net/rifugio-stella-alpina/a%20href=) **Località di partenza:** S. Caterina Valfurva (13 km da Bormio sulla SS 300 del Gavia) **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Tutto l’anno **Posti letto:** 27 posti **Gestione:** Del Cas Andrea **Tel.** +39 0342 925272 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal centro di Santa Caterina Valfurva si imbocca la strada asfaltata (SP29) in direzione del Rifugio Forni. Dopo circa 3 km si arriva a un parcheggio (Loc. Forni), dove si può lasciare l’auto. Da qui parte il sentiero n.28 per il Rifugio Stella Alpina. Il percorso si sviluppa inizialmente su una strada sterrata in leggera salita. Inoltre, si inoltra nel cuore della Val Cedec. La vista si apre subito su ampi prati e pascoli alpini, verso Rifugio Stella Alpina e scorci sul massiccio dell’Ortles-Cevedale. Dopo circa 30 minuti di cammino, si attraversa un ponticello in legno che supera un torrente glaciale. Da qui il sentiero si fa un po’ più ripido, ma sempre ben tracciato. Inoltre, sale con ampie curve verso il fondovalle, circondato da larici secolari e ricca vegetazione alpina. Nell’ultimo tratto, si incontra un bivio. Tenendo la destra si raggiunge in breve il Rifugio Stella Alpina, situato su un poggio panoramico che domina la valle e offre una vista spettacolare sul ghiacciaio del Gran Zebrù. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Stella_Alpina_inverno-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Stella_Alpina_inverno.webp)Rifugio Stella Alpina in inverno **ESCURSIONI** [Rifugio Pizzini-Frattola](https://www.montagnenostre.net/rifugio-pizzini-frattola/) | [Rifugio Branca Cesare](https://www.montagnenostre.net/rifugio-pizzini-frattola/) | [Bivacco Del Piero Giampaolo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-del-piero-giampaolo/) **SCIALPINISMO** Gruppo Cevedale | San Matteo | Pizzo Tresero **ASCENSIONI** Cima dei Forni | Cima della Manzina | Monte Confinale [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL CEDEC »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valcedec-rifugi/) **Categorie:** Val Cedec **Tag:** Ortles-Cevedale, Santa Caterina Valfurva, Valle dei Forni --- ### [Rifugio Paradiso: percorso suggestivo tra montagne e quiete](https://www.montagnenostre.net/rifugio-paradiso/) **Published:** Gennaio 11, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Situato sulle pendici settentrionali del Monte Sobretta, a 2.013 metri di quota, l’Albergo Rifugio Paradiso si trova a Malga Plaghera, nel cuore dell’Alta Valtellina e del Parco Nazionale dello Stelvio. Immerso nello splendido scenario della Val Cedec, è una meta ideale per escursionisti, alpinisti e amanti della natura, da cui partire alla scoperta dei suggestivi paesaggi di alta montagna. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Cedec](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valcedec-rifugi/ "VAL CEDEC") **Località di partenza:** Loc. Le Priore **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** dai primi di Luglio ai primi di Settembre e da Dicembre a Maggio **Posti letto:** 24 posti **Gestione:** Armando Cola **Tel.** +39 0342 935417 **TUTTO SUL RIFUGIO** Circondato da pascoli d’alta quota, ghiaioni e cieli limpidi che sembrano vicinissimi, il rifugio si affaccia su un paesaggio maestoso dominato dal gruppo dell’Ortles-Cevedale. Da qui partono alcuni dei percorsi più emozionanti dell’intera area, come l’ascesa verso il **Monte Cevedale**, tra i più amati dalle cordate estive. Il Rifugio Paradiso, con la sua struttura in pietra e legno, unisce semplicità e accoglienza. Gli interni raccolti e la cucina casalinga invitano a casa. Inoltre, la gentilezza dei gestori e l’altitudine quasi 2000 metri rendono l’atmosfera unica. I piatti tipici valtellinesi sono un premio per il corpo. Pizzoccheri, polenta taragna, spezzatino e torte fatte in casa accompagnano il cammino. Ma ciò che rende davvero unico il Rifugio Paradiso è la sua posizione: lontano da strade e rumori, immerso in una valle silenziosa, dove il tempo rallenta e il contatto con la natura diventa totale. Al tramonto, quando la luce tinge le cime di rosa e il vento si fa più leggero, si comprende il vero significato del suo nome: **un angolo di paradiso in Val Cedec**, da vivere con rispetto e meraviglia. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Paradiso-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Paradiso.webp)I pascoli ed il Rifugio ParadisoDESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio Paradiso si trova sulle alture di S. Caterina Valfurva, in località Le Priore. Da Bormio, a quota 1222 m, si seguono indicazioni che conducono verso la Valfurva. Oltrepassiamo in sequenza Uzza, San Nicolò e S. Antonio, tenendo a destra il torrente Frodolfo. Dopo circa otto chilometri da Bormio, raggiungiamo S. Caterina Valfurva. Nei pressi delle prime abitazioni incontriamo un bivio. A sinistra una strada conduce nella Valle dei Forni. Noi prendiamo sulla destra, superiamo il torrente e ci addentriamo nel paese. Da qui prendiamo quota grazie a tornanti; presso uno di essi incontriamo sulla destra la deviazione per accedere al rifugio. La carrozzabile, in breve, 500 metri, ci porta alla nostra meta, immersa in un bosco di conifere. In alternativa vi è un sentiero che parte direttamente dalle prime abitazioni di S. Caterina e sale parallelo all’impianto di risalita, circa 30 minuti di cammino. Nella stagione invernale è al centro dell’attività sciistica di Santa Caterina Valfurva. Fonte: waltellina.com – Autore: R. Moiola **ASCENSIONI** Monte Cevedale [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL CEDEC »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valcedec-rifugi/) **Categorie:** Val Cedec **Tag:** Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio, Santa Caterina Valfurva --- ### [Bignami, sentinella d’alta quota tra Fellaria e morene](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/) **Published:** Marzo 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ### Situato a 2385 m su un promontorio affacciato sul lago artificiale di Gera. Rifugio Bignami si trova alla testata della Valle di Campo Moro e all’imbocco della Val Fellaria. Inoltre è la tappa più suggestiva del Tour del Bernina. E’ un’ottima base d’appoggio per numerosi sport di montagna. Tra questi ci sono lo sci alpinismo, l’alpinismo classico, l’arrampicata sportiva, il canyoning, il trekking e la mountain bike. Facilmente raggiungibile agli amanti di montagna di ogni età. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/ "Valmalenco") **Località di partenza:** Diga di Gera **Quota di partenza:** 2070 m | Dislivello: 300 m **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Luglio/Agosto + week end metà Settembre **Posti letto:** 60 posti (5 posti nel periodo invernale) **Gestione:** CAI – Sezione di Milano (MI) **Tel.** +39 0342 451178 **Itinerario Sintetico:** 1. Campo Moro (1978 m) | 2. Lago di Campo Gera (2000 m) | 3. Alpe Fellaria / Rifugio Bignami (2400 m) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 377 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 14 m Distance: 3.14 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-rifugio-bignami-33083646)** Salendo da Lanzada, lungo la strada che conduce ai bacini di Campo Moro e Gera si incontra l’agglomerato di Franscia, piccola frazione abitata soprattutto nei mesi estivi. Proseguendo per altri 6 Km circa, dopo aver transitato per otto gallerie, si accede all’ampia area di sosta a Campo Moro (1978 metri). Chi vuole raggiungere il **[Rifugio Zoia](https://www.montagnenostre.net/rifugio-zoia-2/)** lascia qui l’automobile e si incammina per l’ampia mulattiera che in 3, si proprio 3, minuti porta all’agognata meta. Dispone di 40 posti letto ed è aperto da marzo a maggio per gli sci alpinisti e poi da giugno a fine settembre. Situato in una pineta di larici e gembri, il rifugio Zoia domina dall’alto il bacino artificiale di Campo Moro. Da qui è possibile proseguire con un comodo sentiero per l’**Alpe Campagneda** e visitare i suoi bellissimi laghetti oppure continuare per l’ascesa al **Pizzo Scalino**. ![Rifugio Bignami](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Bignami_ok.webp)Rifugio BignamiPer approdare al **Rifugio Bignami** bisogna invece transitare lungo la strada sterrata fino alla diga di Alpe Gera. Lasciata l’automobile nell’ampio posteggio, si sale in direzione della casa dei guardiani o utilizzando la strada sterrata, chiusa al traffico oppure il ripido sentiero che si sviluppa proprio ai piedi del promontorio roccioso che ospita l’**edificio dell’Enel (2000 metri)**. Arrivati al basamento del muro di contenimento, lo si risale utilizzando l’aerea passerella e una volta in cima ci si rende conto dell’enorme quantità di acqua intrappolata per usi idroelettrici. Si percorre l’intero camminamento della diga fino a raggiungere il sentiero che si sviluppa lungo le pendici del **Sasso Moro**. ![Lago glaciale del ghiacciaio Fellaria](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Lago_glaciale_Fellaria.webp)Lago glaciale del ghiacciaio FellariaIl tracciato, che si snoda parallelo al bacino, tra pascoli di alta quota e pietraie, con l’aiuto di diversi tornanti, sale fino all’Alpe Fellaria. Inoltre sorge il Rifugio Bignami (2400 metri, 2:00 ore). Posto su un dosso a picco sul lago artificiale, dispone di 45 posti letto ed è aperto da metà giugno a fine settembre. Un tempo utilizzato come base di appoggio per le escursioni nel gruppo del Bernina, oggi è sfruttato soprattutto dai turisti che vogliono fare una breve scampagnata. ![Lago di Gera visibile dal giro del lago](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Lago_di_Gera_giro.webp)Lago di Gera ben visibile facendo il giro del lagoDa qui parte anche il **sentiero glaciologico “Luigi Marson”**che permette di conoscere le varie posizioni del ghiacciaio di Fellaria da fine ottocento ad oggi e scoprire come il ghiaccio abbia inciso profondamente sul paesaggio circostante. Per il ritorno è possibile scendere, oltre che lungo il sentiero utilizzato per la salita, anche per un altro tracciato molto bello che, passando per gli alpeggi di Gembrè e Poschiavino, consente di fare il periplo al lago artificiale. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* **ESCURSIONI NELLE VICINANZE** [Rifugio Carate](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) | [Rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) | [Rifugio Marco e Rosa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marco-e-rosa/) | [Rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/) **ESCURSIONI** Sentiero Glaciologico Luigi Marson | Bocchetta di Caspoggio | Alpe Gembrè | Giro del Lago di Gera **ALPINISMO** Salita al Pizzo Palù | Le Belleviste | Pizzo Varuna | Sasso Moro **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alpe Gera, Alta Via della Valmalenco, Campo Franscia, Campo Moro, Ghiacciaio Fellaria, Pizzo Scalino --- ### [Rifugio Tschierva: balcone alpino sulla Val Roseg selvaggia](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tschierva/) **Published:** Marzo 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ### Sorge a 2583 m sul lato meridionale del Vadret da Tschierva. Di fronte alla grandiosa triade del Pizzo Roseg, del Monte Scerscen e del Pizzo Bernina, è possibile imbattersi in marmotte e camosci vicino al Rifugio Tschierva. DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Svizzera) **Valle:** [Val Roseg](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **Località di partenza:** Pontresina **Quota di partenza:** 1774 m | **Dislivello:** 809 m **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Da Marzo a Maggio e da Luglio a Settembre **Posti letto:** 100 posti (30 posti nel periodo invernale) **Gestione:** Arnold Amstutz CH – 7504 Pontresina **Tel.** +41 81 8426391 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 19/02/2019, 15:22 Duration: 02:26:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 899 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 85 m Distance: 12.10 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/dalla-val-roseg-al-rifugio-tschierva-33292598)** Dalla stazione di **Pontresina**, a 1774 m, si imbocca e si segue costantemente la strada sterrata della Val Roseg. Il tracciato è interdetto al traffico, ma è possibile avvalersi del servizio di trasporto mediante carrozza a cavalli. Appena prima del ponte che attraversa il torrente di fondovalle e conduce al vicino Hotel Roseg, si prende il sentiero che si stacca sulla sinistra. Dopo aver percorso per un tratto il fondovalle, sale prima in lenta diagonale e poi con alcuni tornanti, guadagnando quota fino al Margun Misaun, 2245 m, dove volge a SW. La salita continua in modo dolce, avvicinandosi alla morena laterale destra dell'Vadret da Tschierva che si costeggia. In seguito, lungo il percorso, si arriva al Rifugio Tschierva, punto di riferimento per gli escursionisti e base per le esplorazioni successive. Solo negli ultimi metri il percorso spiana e dopo aver superato un piattaforma rocciosa dove atterrano gli elicotteri per i rifornimenti, si raggiunge il rifugio, da cui possiamo ammirare in tutta la sua bellezza il **Pizzo Bernina** con in primo piano la mitica Biancograt, il **Pizzo Roseg**, e tutti gli altri ghiacciai che ci circondano come il Scerscen. ![Il panorama con il Rifugio Tschierva](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Panoramma_rifTschierva.webp)Il panorama con il Rifugio Tschierva![Il retro del rifugio Tschierva](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Retro_rifugioTschierva.webp)Il retro del rifugio Tschierva![Sentiero che porta al rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Sentiero_per_rifugioTschierva.webp)Sentiero che porta al rifugio e la magnifica triade del Pizzo Roseg, Monte Scerscen e Pizzo Bernina **ESCURSIONI NELLE VICINANZE** [Chamanna](http://www.montagnenostre.net/chamanna-da-boval/)[ ](https://www.montagnenostre.net/chamanna-da-boval/ " ")[Boval](http://www.montagnenostre.net/chamanna-da-boval/) | [Chamanna Coaz](http://www.montagnenostre.net/chamanna-coaz/) **ALPINISMO** Pizzo Bernina | Pizzo Roseg | Pizzo Morteratsch | Monte Scerscen | Pizzo Tschierva **[VEDI TUTTI I RIFUGI ](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)[DELLA](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)[ VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Ghiacciai di Scerscen, Morteratsch, Pizzo Bernina, Svizzera, trekking in Svizzera, Val Roseg --- ### [Rifugio Carlo Bosio: Segreto alpino della Val Torreggio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/) **Published:** Marzo 25, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 2086 m. su un affioramento roccioso nella bellissima e suggestiva conca verdeggiante dell’alta Val Torreggio. Il rifugio è punto di partenza della seconda tappa dell’alta via della Valmalenco, e punto di arrivo dell’ultima tappa del sentiero Roma.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **Località di partenza:** Località Musci **Quota di partenza:** 969 m | **Dislivello:** 1117 m **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Inizio Giugno – fine Settembre **Posti letto:** 50 posti **Gestione:** CAI – Sezione di Desio (MI) **Tel.** +39 0342 451655 | +39 347 3626862 **Sito internet:** [https://www.caidesio.net](https://www.caidesio.net/) **Per prenotazioni chiedere a:** **Itinerario Sintetico:** 1. Ciappanico (m 1000) | 2. Alpeggio Son (m 1350) | 3. Alpeggio dell’Acquabianca (m 1570) | 4. rifugio Bosio (m 2086) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1758 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1316 m Distance: 12.80 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/fra-boschi-e-prati-verdi-trekking-al-rifugio-bosio-33292797)** Il **Rifugio Bosio** è uno dei due rifugi che si trovano in Val Airale, laterale della Valmalenco, solcata dal torrente Torreggio, alimentato dal **ghiacciaio del Cassandra**. Vi sono diversi sentieri che conducono alle suddette strutture, ma la traccia più classica è quella che segue la prima tappa dell'**[Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/)** con partenza dalla **Frazione Ciappanico (1000 metri)** nel comune di Torre S. Maria. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/778985273_2562836444129642_2120004863226508015_n-copia-1024x768.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/778985273_2562836444129642_2120004863226508015_n-copia.jpg)La pista parte dal posteggio nei pressi della parte alta della frazione Malenco e si immerge subito in un bellissimo bosco di latifoglie, interrotto ogni tanto da prati e piccole stalle. Salendo ulteriormente si costeggia un'imponente frana, situata sul versante opposto del torrente, ricordo della tremenda alluvione del 1987. ![Cappella del rifugio Bosio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Cappella-1.webp)La piccola cappella nelle vicinanze del rifugio BosioIl primo alpeggio che si incontra è quello di Son (1350m, ore 0:30) posizionato su un dosso prativo con molte baite ristrutturate e utilizzate come seconda casa nel periodo estivo. Ci troviamo di fronte a un bivio: le indicazioni per il **Rifugio Bosio** (2086 metri, 2:00 ore) ci indirizzano verso destra, mentre il sentiero che si abbassa a sinistra verso il fondovalle si dirige invece al **maggengo dei Piasci** dove si trova il **[Rifugio Cometti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cometti/)** (1800 metri, 1:30 ore). ![Corso del Torrente ](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Torrente_Bosio.webp)Il magnifico corso del torrente vicino al rifugio![Il retro del Rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Carlo_Bosio_retro.webp)Il retro del rifugio Carlo BosioSeguiamo le il sentiero che si inerpica sulla destra conduce all'Alpeggio'**Alpeggio dell'Acquabianca** (1570 m), poco sopra quest'alpe il sentiero si ricongiunge con il più comodo e pianeggiante sentiero proveniente dall'Alpe Lago. Seguendo questo tracciato si giunge comodamente al Rifugio Bosio. **Altri itinerari** permettono di raggiungere il rifugio partendo dall'**Alpe Piasci (1:40 ore)** oppure dall'Alpe Lago la quale si trova sopra Chiesa Valmalenco salendo da **Primolo**. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* **ESCURSIONI NELLE VICINANZE** [Rifugio Cometti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cometti/) | [Rifugio Ponti in Valmasino](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-ponti/) | [Ex Rifugio Desio](http://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-desio/) **ESCURSIONI** Lago d'Arcoglio | Sasso Bianco | Passo di Cornarossa **ALPINISMO** Salita ai Corni Bruciati **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alpe Giumello, Alpe Pirlo, Alta Via della Valmalenco, Corni Bruciati, Monte Disgrazia, Sentiero Roma, Torrasco, Valmalenco --- ### [Rifugio Gerli Porro, tra morene e ghiacci della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/) **Published:** Marzo 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Rifugio Gerli Porro sorge al limite settentrionale dell’Alpe Ventina a 1960 m. Inoltre è luogo ideale per corsi di arrampicata e per l’avvicinamento alla montagna, con palestra naturale su roccia. È anche base di partenza per escursioni, alpinismo e scialpinismo. DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco"). **Località di partenza:** Chiareggio. **Quota di partenza:** 1612 m. **Dislivello:** 350 m. **Tempo di percorrenza:** 1 ora. **Periodo di Apertura:** Giugno/Settembre. Aprile, Maggio e Ottobre solo week-end. **Posti letto:** 92 posti. **Gestione:** Giuseppe Della Rodolfa (Guida Alpina). **Contatti:** Tel. +39 0342 1856212 – Cell. 347 5200146 | Email: **Sito ufficiale:** **Itinerario Sintetico:** 1. Chiareggio (m 1612) | 2. Rifugio Gerli Porro (m 1965). **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1969 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 5 m Distance: 3.23 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-al-rifugio-gerli-porro-33083470)** I rifugi Porro-Gerli e Ventina si raggiungono facilmente dalla località di Chiareggio, nel comune di Chiesa Valmalenco, utilizzando una comoda mulattiera. In particolare, si arriva al rifugio omonimo. La pista parte sulla sinistra della piccola chiesetta dedicata a Sant’Anna, nel centro della frazione. Inoltre, ci si abbassa al torrente Mallero e lo si supera con un ampio ponte di legno. Al bivio si prende a destra e si prosegue in direzione SO lungo l’ampio tracciato. ![Ultimo tratto del sentiero per il rifugio Gerli Porro](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Sentiero_Passodelmuretto.webp)Ultimo tratto del sentiero per il rifugio Gerli Porro ed il passo del MurettoÈ un sentiero percorribile anche in mountain bike fino a un centinaio di metri dai rifugi, dove si fa più verticale e il fondo diventa dissestato. Si viene costantemente accompagnati sulla destra, lungo la salita, dal torrente che man mano che si guadagna quota si abbassa sempre più. Si è immersi in un profumatissimo bosco di abeti e larici, interrotto qua e là da piccole vallette che nel periodo invernale fanno da scivolo ad ingenti quantità di neve proveniente dai pendii sovrastanti. ![Rifugio Gerli Porro](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Gerli_Porro_3.webp)Rifugio Gerli Porro e la segnaletica dei percorsiDopo circa due ore la mulattiera si ferma e lascia il passo ad un sentiero sassoso e un po’ impervio. Si è già in vista del caratteristico tetto rosso del **rifugio Porro-Gerli(1965 metri)** che si raggiunge dopo breve. Di proprietà del CAI, è aperto da metà giugno a metà settembre e nei week end di aprile e maggio. ![Rifugio Gerli Porro in primavera](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Gerli_Porro_2.webp)Rifugio Gerli Porro in primaveraSiamo all’inizio dell’ampio pianoro dell’Alpe Ventina, racchiuso a sinistra dalle **cime del Duca, Rachele, Sassersa, Giumellini e Cassandra**, di fronte dall’imponente mole del Monte Disgrazia, mentre a sinistra completano il semicerchio la Punta Kennedy e il Pizzo Ventina. Inoltrandosi nel pascolo si perviene facilmente anche al [**Rifugio Ventina**](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/) (1975 metri), struttura di proprietà privata che dispone di 46 posti letto e garantisce l’apertura nei medesimi periodi della sopra descritta capanna. Questi rifugi possono essere utilizzati come punto di arrivo di una tranquilla passeggiata oppure come base di appoggio per la salita alle innumerevoli cime circostanti. ![Segnaletica del percorso per il Larice millerario](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Larice_Millenario.webp)Segnaletica del percorso per il [Larice ](https://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-lalbero-piu-vecchio-ditalia/)millenario nelle vicinanze del rifugio Gerli PorroUn’interessante escursione, utilizzando il **sentiero glaciologico Vittorio Sella**, permette di ammirare da vicino le imponenti morene della **vedretta del Ventina** e di conoscere le varie fasi di arretramento del ghiacciaio dal 1895 ai giorni nostri, attraverso delle targhe posizionate lungo i vari gradini del disastroso scioglimento del ghiacciaio. La via del rientro avviene per la medesima strada utilizzata per la salita oppure si può prendere una variante che permette di cogliere un piacevole scorcio della Val Sissone. Ridisceso il sentiero fino al secondo tornante, si incontra un bivio: ci si immette a sinistra dove è collocato il cartello indicatore per l’Alpe Forbicina. Ci si abbassa rapidamente nel bosco fino a raggiungere un ponticello sul torrente Ventina e si prosegue in direzione N puntando al torrente Sissone che si attraversa facilmente grazie ad un altro ponte in legno. In breve si accede alle baite di Forbicina (1640 metri, 1:00 ora): da qui inizia la vallata, vero regno della mineralogia. Andando a sinistra si può salire al [**rifugio Del Grande-Camerini**](https://www.montagnenostre.net/rifugio-del-grande-camerini/), prendendo a destra si va in direzione di Chiareggio, con la possibilità di sostare al [**rifugio Tartaglione**](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tartaglione-crispo/), nascosto nella pineta, a pochi minuti di cammino. La chiesetta del centro abitato si raggiunge in trenta minuti con una passeggiata che si sviluppa in un vasto pianoro disseminato di conifere e rallegrato da pianticelle di mirtilli e fragole. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* **ESCURSIONI NELLE VICINANZE** [Rifugio Ventina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tartaglione-crispo/) | [Rifugio Tartaglione per l'Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tartaglione-crispo/) **ESCURSIONI** [Lago Pirola](https://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-alla-scoperta-del-lago-pirola/) | Alpe Zocca e Sentieri | Passo Ventina | Sentiero glaciologico Vittorio Sella **ALPINISMO** Tutte le salite al: Monte Disgrazia | Punta Kennedy | Pizzo Ventina | Pizzo Cassandra | Pizzo Rachele **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Chiareggio, Lago Pirola, Monte Disgrazia, Val Sissone --- ### [Rifugio Barchi, l’angolo appartato della Valmalenco da riscoprire](https://www.montagnenostre.net/rifugio-barchi/) **Published:** Marzo 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Rifugio Barchi è situato a quota 1750 m. Inoltre, si trova nell’omonima località, vicino alle piste che scendono dal Monte Motta. Da San Giuseppe è raggiungibile tramite un itinerario botanico con targhette sulle specie vegetali presenti in quest’angolo di Valmalenco. DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T – Itinerario Turistico** **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia. **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **Località di partenza:** Loc. San Giuseppe. **Quota di partenza:** 1530 m. **Dislivello:** 220 m. **Tempo di percorrenza:** 30 minuti. **Periodo di apertura:** comprende la stagione estiva e quella invernale. **Gestione:** Fam. Bricalli **Contatto telefonico:** +39 0342 452201. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio Barchi si trova in località Barchi di S.Giuseppe, alcuni km dopo Chiesa in direzione Chiareggio. Inoltre, nel comune di Chiesa in Valmalenco, è possibile raggiungerlo anche in automobile da S.Giuseppe in circa 10 minuti. Da qui vale la pena salire a piedi. La passeggiata dura circa un’ora ed è di interesse culturale. Lungo il tragitto c’è un itinerario botanico che illustra le specie di vegetazione presenti. ![Ingresso del rifugio Barchi](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Ingresso_Rifugio_Barchi.webp)Ingresso al Rifugio BarchiInnanzitutto, al rifugio si accede sempre a piedi. Il sentiero parte da Campo Franscia (m.1598) e conduce all’Alpe Campolungo. Prosegue all’omonimo Passo (m.2167) e attraversa le piste da sci. Dal Lago Palù si raggiunge facilmente la località Barchi in tre ore. Inoltre, una terza via d’accesso è lungo il sentiero dall’arrivo della funivia Chiesa Valmalenco-Palù. Essa richiede circa un’ora di discesa. Suggeriamo però una quarta possibilità. Essa è assai interessante perché poco praticata ma molto panoramica. ![Tracciato del sentiero Botanico verso il rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Sentiero_Botanico_Barchi.webp)Tracciato del sentiero Botanico verso il rifugio BarchiLasciata l’automobile nella frazione del Curlo, a Chiesa in Valmalenco, si imbocca un sentiero verso Albareda. Successivamente, oltre Albareda si raggiungono cave di serpentino, che il sentiero a monte aggira tra rocce e il torrente Mallero. Il sentiero entra in un bel bosco di conifere. Da lì si esce in corrispondenza delle piste di sci, dove si raggiunge facilmente Rifugio Barchi. ![Fiori dell'alpeggio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Fiori_alpeggio_Barchi.webp)Fiori dell’alpeggio **ESCURSIONI** [Rifugio Lago Palù](http://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) | [Rifugio Motta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-motta/) **ALPINISMO** Lago Palù con diversi itinerari **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Lago Palù, Pizzo Scalino, S. Giuseppe --- ### [Rifugio Carate Brianza: i Sette Sospiri verso il Bernina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) **Published:** Marzo 29, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ### Rifugio Carate Brianza Il rifugio omonimo si trova a 2636 m. È situato vicino alla Bocchetta delle Forbici e lungo il sentiero di accesso al rifugio Marinelli-Bombardieri. Il rifugio è raggiungibile a piedi da diversi sentieri in ogni punto cardinale. Questo consente una varietà di paesaggi ed escursioni con vari gradi di difficoltà. DETTAGLI ITINERARIO** > #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Diga di Campo Moro **Quota di partenza:** 2000 m | **Dislivello:** 740 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Metà Giugno/Metà Settembre **Posti letto:** 32 posti **Gestione:** Alessandro Schenatti **Tel.** +39 0342 452560 | **Cell.** +39 349 6340781 E-mail: **Itinerario Sintetico:** 1. Diga di Campo Moro (2000 m) | 2. Casa dei Guardiani (2000 m) | 3. I Sette Sospiri (2300 m) | 4. Rifugio Carate Brianza (2636 m) DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1108 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 442 m Distance: 5.09 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-al-rifugio-gerli-porro-33083470)** Il **Rifugio Carate Brianza** si trova alla Bocchetta delle Forbici (m. 2650), nel comune di Lanzada, raggiungibile salendo da Lanzada verso **Campo Moro**, con strada asfaltata fino a Campo Franscia, poi in parte sterrata fino alla diga. Dal muraglione del bacino di Campo Moro, che si raggiunge scendendo brevemente dal parcheggio automobili vicino al rifugio Zoia, parte il sentiero che risale ripido il fianco meridionale del Sasso Moro, attraverso l’alta Alpe Musella e porta al rifugio in circa due ore, dopo un tratto denominato dei “**Sette Sospiri**” per la particolare ripidità del tracciato, con continui cambi di pendenza. ![Rifugio Carate Brianza visto all'arrivo](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Carate_Brianza_3.webp)Rifugio Carate Brianza visto all'arrivoSe però si ha più tempo a disposizione, si può partire da Campo Franscia, salire all’Alpe Musella e raggiungere il rifugio in circa tre ore. Una volta arrivati, basta fare altri 10 metri di salita e scoprire un panorama molto-raro, dominato dai giganti della catena del Bernina: Sassa d’Entova (m.3329), Pizzo Malenco (m.3438), Pizzo Tremoggia (m.3441), Piz Gluschaint (m.3594), La Sella (m.3584), I Gemelli (m.3497), Piz Roseg (m.3920), Piz Scerscen (m.3971), Pizzo Bernina (m.4049, ancora però nascosto allo sguardo). ![Bocchette delle Forbici](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Bocchette_delle_Forbici.webp)Bocchette delle Forbici ed il ghiacciaio Scerscen![Testata del gruppo Bernina](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Gruppo_Bernina_vista_dalla_bocchette.webp)Testata del gruppo Bernina vista dalle Bocchette delle ForbiciQui in circa 45 minuti è possibile raggiungere il rifugio Marinelli. Si può scendere al rifugio Bignami dopo Bocchetta di Caspoggio, innevata, ma luglio accessibile ai non temerari, purché allenati e muniti di corda e ramponi. *Fonte: [sondrioevalmalenco.it](https://www.sondrioevalmalenco.it/)* ![Panorama con il rifugio Carate Brianza](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Carate_Brianza_2.webp)Panorama con il rifugio Carate Brianza![Segnaletica di itinerari dal Rifugio Carate Brianza](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Carate_Brianza_5.webp)Segnaletica di itinerari dal Rifugio Carate Brianza **ESCURSIONI NELLE VICINANZE** [Rifugio Bignami](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/) | [Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) | [Rifugio Zoia](https://www.montagnenostre.net/rifugio-zoia/ "Rifugio Zoia, Valmalenco | Base ideale per trekking e escursioni") | [Rifugio Musella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-mitta/) | [Rifugio Cesare Mitta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-mitta/) **ESCURSIONI** Monte Forbici | Vallone dello Scerscen | Cimitero degli Alpini | Monumento degli Alpini | Grotte dello Scerscen | Passo Marinelli | Bocchetta di Fellaria **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/ "VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »")** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Campo Franscia, Campo Moro, Pizzo Bernina --- ### [Rifugio Marinelli Bombardieri: sentinella del Bernina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) **Published:** Marzo 31, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 2813 m. su una grande rupe affacciata sull’alto Vallone di Scerscen, di fronte ai versanti settentrionali delle Cime di Musella. Inoltre è considerato come base e tappa di salite al Bernina, al pizzo Roseg, al pizzo Palù o alle Belleviste, l’Alta Via della Valmalenco.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **Località di partenza:** Diga di Campo Moro **Quota di partenza:** 2000 m | **Dislivello:** 860 m **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Aprile/Maggio – Metà Giugno/Metà Settembre **Posti letto:** 210 posti **Gestione:** CAI – Sezione Valtellinese Sondrio **Tel.** +39 0342 452833 **Itinerario Sintetico:** 1. Diga di Campo Moro (2000 m) | 2. Casa dei Guardiani (2000 m) | 3. I Sette Sospiri (2300 m) | 4. Rifugio Carate Brianza (2636 m) | 5. Bocchetta delle Forbici (2650 m) | 7. Rifugio Marinelli Bombardieri (2813 m) DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1410 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 619 m Distance: 7.85 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-al-rifugio-marinelli-bombardieri-32820475)** Rifugio Marinelli Bombardieri, situato sulle Alpi Retiche nella Valmalenco, si trova a 2813 metri di altezza nel gruppo del Bernina, nel comune di Lanzada. Raggiungerlo offre una vista panoramica sull’intera parte italiana del Bernina ed è una meta molto amata dagli escursionisti. È tra i più belli dell’intera Valtellina, grazie alla sua imponenza e alla posizione che permette una visuale perfetta sull’intero massiccio. È stato il primo a essere costruito sulle Alpi lombarde dal C.A.I. ![Lo stambecco e le bocchette di Caspoggio dal piazzale del rifugio Marinelli](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Stambecco_BocchettediCaspoggio_Marinelli.webp)Lo stambecco e le bocchette di Caspoggio dal piazzale del rifugio MarinelliIl sentiero Italia e l’Alta Via della Valmalenco sono due degli itinerari programmati che portano gli alpinisti a passare da questo Rifugio Marinelli Bombardieri. Fu inaugurato nel 1880 con il nome di rifugio Scerscen, dal nome del ghiacciaio che si prolunga alle sue spalle, colando dal Bernina e dal Roseg. Due anni dopo venne nominato rifugio Marinelli; in seguito fu aggiunto un altro cognome eccellente. ![Il rifugio Marinelli Bombardieri in inverno](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifurio_Marinelli_Bombardieri.webp)Il rifugio Marinelli Bombardieri in inverno e il BerninaIl rifugio è raggiungibile provenendo dal **[rifugio Carate Brianza](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/)** (m.2636) a cui rimandiamo per l’itinerario sin lì. Dalla Carate, in 45 minuti, attraverso la Bocchetta delle Forbici, si raggiungono i piedi della vedretta di Caspoggio con un sentiero pianeggiante, innevato fino a Luglio. Da qui in 20 minuti si risale lo sperone roccioso al culmine del quale è posto il rifugio. Non raramente nei pressi di esso si fanno piacevoli incontri con stambecchi parecchio amichevoli. *Fonte: sondrioevalmalenco.it* **ESCURSIONI** [Rifugio Bignami](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/) | Vallone dello Scerscen | [Rifugio Carate Brianza](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) | [Rifugio Marco e Rosa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marco-e-rosa/) **ASCENSIONI** Cime del Bernina | Piz Gluschaint (m.3594) | I Gemelli (m.3497) | La Sella (m.3584) | Piz Roseg (m.3920) | Piz Scerscen (m.3971) | Pizzo Bernina (m.4049) | Piz d’Argient (m.3945) | Piz Zupò (m.3995) | Piz Palù (m.3905) **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Campo Franscia, Campo Moro, Pizzo Bernina --- ### [Rifugio Cristina, balcone alpino sull’incanto dell’Alpe Prabello](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/) **Published:** Aprile 2, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### È situato nella conca di Prabello a 2287 metri, in idillica posizione dominata alle spalle dalla piramide del Pizzo Scalino. Facile da raggiungere. Inoltre, meta molto richiesta dagli appassionati della montagna, dagli amanti della natura e da chi fugge dalla città cercando pace e tranquillità. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Diga di Campo Moro **Quota di partenza:** 2000 m | **Dislivello:** 290 m **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Periodo Estivo: Metà Giugno/Metà Settembre Periodo invernale: Tutti i giorni dal 28 Dicembre al 6 Gennaio e successivamente tutti i sabati e domenica fino a Pasqua (meteo permettendo). **Posti letto:** 24 posti letto suddivisi in camere da 4 e da 6 con letti a castello. I letti sono già fatti con lenzuola e coperte quindi non c’è il bisogno di sacco a pelo o sacco lenzuolo. Cucina casalinga. **Gestione:** Negrini Vania e Negrini Valentina **Tel.** +39 0342 452398 | **Cell.** +39 339 3574221 **Prezzi:** Mezza Pensione **€ 37,00** a persona. **Nota:** Non ci sono sconti CAI perchè si tratta di un rifugio privato. **Itinerario Sintetico:** 1. Campo Moro (m 1965) | 2. Alpe Campascio (m 2078) | 3. Alpe Prabello | 4. Rifugio Cristina (m 2287) **CONTATTI** **Rifugio Cristina:** Località Alpe Prabello – 23020 Lanzada (SO) 2287 m. s.l.m. **E-mail:** [rifugio.cristina@tiscali.it ](mailto:rifugio.cristina@tiscali.it) **Tel.** +39 0342 452398 | **Cell.** +39 339 3574221 **Pagina FB:** [Rifugio Cristina in Valmalenco](https://www.facebook.com/rifugiocristina/#) DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 24/03/2025, 13:52 Duration: 01:33:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 309 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 26 m Distance: 3.01 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/unescursione-in-valmalenco-al-rifugio-cristina-32819225)** Salendo da Lanzada, lungo la strada che conduce ai bacini di Campo Moro e Gera si incontra l’abitato di Franscia, piccola frazione sfruttata soprattutto nei mesi estivi. Proseguendo per altri 5 Km circa, dopo aver transitato per due gallerie, si incrocia una diramazione sulla destra nei pressi di un piccolo parcheggio (1950 metri). Da qui ha inizio il tracciato che conduce ai rifugi Cà Runcasch, all’Alpe Campagneda, e Rifugio Cristina, all’Alpe Prabello. ![Alpe Prabello](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Prabello.webp)Alpe PrabelloIn realtà il primo tratto si svolge ancora su strada, prima asfaltata e poi sterrata, ma utilizzabile solamente dai caricatori degli alpeggi. Superata la sbarra che ne delimita l’accesso, si segue il tratturo che si sviluppa tra radi larici e membri a simboleggiare l’alta quota. Dopo poco si incontra l’Alpe Campascio (2078 metri, ore 0:30). È annidata in un’ampia conca a pascolo, caricata da allevatori di Caspoggio. Qui ci si presenta un bivio. Proseguendo lungo strada sterrata si va verso Cà Runcasch, ma si può prendere il sentiero che si stacca sulla destra per dirigersi al Rifugio Cristina. Proseguendo quindi sulla destra, lungo un comodo sentiero, è un po’ ripido nella prima parte, ma poi diventa meno impegnativo e conduce all’Alpe Prabello. Il percorso si sviluppa tra piccole vallette e torbiere, rallegrate dalla presenza del cotone locale, l’erioforo di Scheuchzer, e di altri fiori. Rododendri, arnica, erba edera e primule vivificano il paesaggio con colori sgargianti. ![L'erioforo di Scheuchzer](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/erioforo_di_Scheuchzer.webp)L'Erioforo di ScheuchzerL’alpeggio appare improvvisamente dietro un dosso roccioso. Si riconosce subito la sagoma del Rifugio Cristina, che domina dall’alto di un piccolo promontorio (2287 metri, ore 1:00). È di proprietà privata. È dotato di 30 posti letto ed è aperto da metà giugno a fine settembre. Tutto l’alpeggio appartiene al comune di Caspoggio. Anche se ci troviamo nel territorio di Lanzada, un tempo era diffusa l’usanza di cedere terreni in quota ai comuni con meno pascolo utile per il bestiame. È un alpeggio molto bello, fotografato in ogni angolo dai numerosi turisti. Lo frequentano sia per le caratteristiche baite, sia per la piccola chiesetta posizionata su un enorme roccione, ma soprattutto per la particolare posizione ai piedi del piccolo Cervino malenco: il Pizzo Scalino. ![Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Pizzo_Scalino.webp)Pizzo ScalinoI principali utilizzatori della struttura ricettiva sono gli escursionisti. Intendono salire lo Scalino dal ghiacciaio o lungo il sentiero che passa per il passo degli Ometti (2758 metri). Altra tipica escursione è quella che conduce ai laghetti di Campagneda, piccoli specchi di acqua ai piedi del Monte Spondascia, tra 2250 e 2500 metri di quota. Il rifugio Cristina è anche l’ultimo posto tappa del sentiero dell’Alta Via della Valmalenco, prima che quest’ultimo termini a Caspoggio. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* ![Fontanella dell'Alpe Prabello](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Fontanella_Rifugio_Cristina.webp)Fontanella dell'Alpe Prabello ed il rifugio Cristina in lontananza![Santuario Madonna della Pace](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Santuario_Madonna_della-_Pace.webp)Santuario Madonna della Pace dell'Alpe Prabello **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Cà Runcasch](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ca-runcasch/) **ESCURSIONI** Passo di Campagneda | Alpe Acquanera | Lago di Mufulè **ALPINISMO** [Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-pizzo-scalino/) | Cima Giovanni Paolo II **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Campagneda, Campo Moro, Lanzada, Pizzo Scalino --- ### [Rifugio Cometti: nel cuore della Val Airale in Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cometti/) **Published:** Marzo 31, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge sull’alpeggio di Prà Piasci a 1780 m. Inoltre è uno dei rifugi che si trovano in Val Airale, laterale della Valmalenco, solcata dal torrente Torreggio, alimentato dal ghiacciaio del Cassandra.** Dal 2016 non è più gestito come rifugio pubblico o aperto tradizionalmente al pubblico, ma risulta convertito a **casa privat**a. DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Località Musci **Quota di partenza:** 969 m | **Dislivello:** 811 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Luglio/Agosto **Posti letto:** 30 posti **Gestione:** Famiglia Cometti (Vittorio/Marino Cometti) **Tel.** +39 0342 452833 **Itinerario Sintetico:** 1. Ciappanico (m 1000) | 2. Alpeggio Son (m 1300) | 3. Alpe Piascio | 4. Rifugio Cometti (m 1800) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 986 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 205 m Distance: 3.86 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-al-rifugio-cometti-32819579)** Il Rifugio Cometti è uno dei due rifugi che si trovano in Val Airale, laterale della Valmalenco, solcata dal torrente Torreggio, alimentato dal **ghiacciaio del Cassandra**. Vi sono diversi sentieri che conducono alle suddette strutture, ma la traccia più classica è quella che segue la prima tappa dell’**[Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/)** con partenza dalla **Frazione Ciappanico (1000 metri)** nel comune di Torre S. Maria. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/134470905Master-1024x768.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/134470905Master.jpg)Alpe Piasci con segnaletica per rifugio Bosio![Rifugio Cometti in lontananza](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/10/Rifugio_Cometti_inlomntananza.webp)Rifugio Cometti in lontananzaLa pista parte dal posteggio nei pressi della parte alta della frazione Malenco e si immerge subito in un bellissimo bosco di latifoglie. Inoltre, l’itinerario è intervallato da prati e da piccole stalle. Salendo ulteriormente si costeggia una frana imponente sul versante opposto del torrente. È un ricordo della tremenda alluvione del 1987. Il primo alpeggio è Son (1300m, ore 0:30) sui prati con molte baite ristrutturate. È posizionato su un dosso prativo. Il bivio mostra due sentieri. La destra va all’Alpeggio dell’Acquabianca. Poi va al Rifugio Bosio (2086 metri, 2:00 ore). La sinistra scende verso il fondovalle e mira al maggengo dei Piasci. Qui si trova il Rifugio Cometti (1800 metri, 1:30 ore). ![Panorama dell'Alpe Prà Piasci](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Panorama_AlpePra%CC%80_dalrifugio.webp)Panorama dell'Alpe Prà PiasciSuperato il Torreggio con un ponticello in legno, il tracciato riprende a salire, con diversi tornanti, inserito in un bosco di conifere. Inoltre, si incontrano delle strutture in cemento: contengono i sensori per monitorare i movimenti della grande frana vista in precedenza. Grazie alla scarsa pendenza, questo tratto di strada si percorre con poca fatica e in breve si raggiunge l’ampia spianata dell’alpeggio. Infine, Il rifugio Cometti, situato nella parte alta nei pressi di una chiesetta, appartiene a privati, dispone di 30 posti letto ed è aperto da metà giugno a metà settembre. ![Chiesetta dell'Alpe Prà Piasci](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Chiesetta_AlpePra%CC%80.webp)Chiesetta dell'Alpe Prà PiasciDal Rifugio Cometti parte una bella escursione verso il Lago di Arcoglio. Inoltre, incontriamo il sentiero che parte accanto alla struttura ricettiva e saliamo verso Arcoglio Inferiore (1976 metri). Si prosegue fino ad Arcoglio Superiore (2123 metri), punto panoramico sul Bernina. Inoltre, la salita dura circa 0:45 ore e arriva all’alpeggio di Arcoglio Inferiore. Inoltre, si continua per Arcoglio Superiore, 1:30 ore complessive, e si gode del panorama. Infine, durante il percorso si incontrano panorami sul gruppo del Bernina e si gode della quiete alpina. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/) | [Ex Rifugio Desio](https://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-desio/) **ESCURSIONI** Lago d'Arcoglio | Lago Zana **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Val Airale, Valmalenco --- ### [Rifugio Marco e Rosa: alpinismo estremo sul Bernina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marco-e-rosa/) **Published:** Aprile 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ### Il Rifugio Marco e Rosa è la struttura ricettiva più alta della Lombardia. Inoltre è moderno e di recente costruzione, e grazie a una gestione attenta è un gioiello incastonato tra i ghiacci a quota 3609 metri. È meta ambita da tutti gli alpinisti e base di partenza per affrontare il Bernina. DETTAGLI ITINERARIO** #### **EEA** – Itinerario escursionistico per esperti con attrezzatura **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/) **Località di partenza:** [Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) **Quota di partenza:** 2813 m | **Dislivello:** 790 m (1700 m dalla Diga di Campo Moro) **Tempo di percorrenza:** 3/4 ore **Periodo di Apertura:** Luglio/Settembre **Posti letto:** 48 posti **Gestione:** Giancarlo “Bianco” Lenatti **Tel.** +39 0342 454053 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 05/02/2019, 10:04 Duration: 01:28:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 878 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 118 m Distance: 4.42 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-marco-e-rosa-32819071)** Per avventurarsi al Rifugio Marco e Rosa (3600 metri), la struttura più alta della Valmalenco, si parte dal Rifugio Marinelli. Questo punto è raggiungibile partendo dalla diga di Campo Moro, in circa tre ore. Dopo aver lasciato l’automobile nell’ampio posteggio di Campo Moro, ci si dirige verso il lago artificiale. Si attraversa il muro di contenimento fino alla casa dei guardiani. Si scende sulla sinistra, seguendo la strada sterrata che conduce ai piedi dell’invaso. Qui si diparte sulla destra un sentiero. Passando lungo gli intagli del serpentino del Sasso Moro, conduce ai rifugi Carate e Marinelli. ![Arrivo al rifugio Marco e Rosa](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Marco_e_Rosa_arrivo.webp)Arrivo al rifugio Marco e RosaIl sentiero inizia con una prima parte molto ripida, che sale in mezzo al bosco. Dopo circa mezzora di salita il sentiero comincia a spianare e si procede per un lungo tratto quasi pianeggiante al termine del quale gli arbusti sono ormai rarefatti. Ora inizia un tratto faticoso: bisogna infatti superare diversi dossi, meglio noti come **“I sette sospiri”**, che sembrano non voler far mai approdare all’agognata meta. Con diversi tornanti e diagonali tra pascoli di alta quota e pietraie, finalmente si raggiunge il **[Rifugio Carate](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/)** (2662 metri, ore 1:30 ). Lo spettacolo più bello si ha quando si supera la sovrastante bocchetta e ci si abbassa verso sinistra, in direzione di un piccolo laghetto. Appare infatti il gruppo del Bernina in tutta la sua maestosità, specchiato nella piccola pozza: da sinistra si riconoscono le cime di **Roseg, Scerscen, Bernina, Cresta Guzza e Argent**. ![Rifugio Marco e Rosa e il Monte Disgrazia](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Marco_e_Rosa_MonteDisgrazia.webp)Rifugio Marco e Rosa e il Monte DisgraziaIl sentiero che conduce al **[Rifugio Marinelli](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/)** parte dal passo e si sviluppa inizialmente pianeggiante, passando sotto le pareti rocciose delle **Cime di Musella**, fino a raggiungere il torrente che scende dalla piccola **Vedretta di Caspoggio**. È molto triste pensare che solamente una trentina di anni fa, il ghiacciaio arrivasse fino a dove ora c’è un piccolo ponticello in legno che facilita il superamento del corso d’acqua. Ora la strada inizia a salire, sviluppandosi su pietraia, fino a raggiungere la sommità del dosso roccioso che ospita la capanna (2813 metri, ore 1:30 dalla Carate). È sicuramente la struttura più famosa della Valmalenco e anche una delle prime ad essere stata costruita, nel lontano 1880. ![Pizzo Bernina e rifugio Marco e Rosa](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/PizzoBernina_rifugio.webp)Pizzo Bernina e rifugio Marco e RosaPer avventurarsi al **Rifugio Marco e Rosa** (3600 metri), dal rifugio Marinelli si segue il sentiero che sale su pietraia , alle spalle della capanna. Visto l’itinerario principalmente su ghiacciaio, **è consigliabile una guida alpina**. Giunti al passo Marinelli Occidentale, inizia il ghiacciaio di Scerscen Superiore, che va superato diagonalmente in direzione nord fino a raggiungere lo sperone roccioso che ospita la capanna. Vi sono due possibilità per vincere quest’ultima asperità: seguire il canale nevoso con forte pendenza oppure affidarsi alla più solida ferrata che segue la balza rocciosa. Entrambe terminano davanti alla struttura ricettiva (3600 metri, ore 3:00 dalla Marinelli). Il rifugio Marco e Rosa conta di due costruzioni: quella bassa è la vecchia capanna, ora utilizzata come dormitorio supplementare, mentre quella a monte è di nuovissima costruzione e dispone di ogni conforto. ![Cresta del Pizzo Bernina](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Cresta_PizzoBernina.webp)Cresta del Pizzo BerninaGestita dalla guida alpina Giancarlo Lenatti (Bianco), dispone di circa 100 posti letto, ed è utilizzata principalmente dagli alpinisti che salgono al **Bernina** per la via normale. La via di discesa avviene lungo il percorso di salita, oppure attraverso il **giro delle Belleviste**, lungo itinerario, di ampio respiro, che permette di gustare la maggior parte delle vette del gruppo e conduce a valle presso il **[Rifugio Bignami](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/)**, sopra la diga di Campo Gera. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) | [Rifugio Carate Brianza](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) **ALPINISMO** Pizzo Bernina | Giro delle Belleviste | Ghiacciaio dello Scerscen Superiore **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alpinismo, Bernina, Trekking in Lombardia --- ### [Rifugio Lago Palù: trekking iconico in Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) **Published:** Aprile 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge all’Alpe Palù a 1965 m. presso l’omonimo lago.** È **posto su una tappa dell’Alta via della Valmalenco, è anche un passaggio del Sentiero Italia e è un’ottima sosta per chi proviene dalla Svizzera da Poschiavo o dal Passo del Maloya.** DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T** – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Località Barchi **Quota di partenza:** 1698 m | **Dislivello:** 250 m **Tempo di percorrenza:** 30 minuti **Periodo di Apertura:** periodo natalizio, stagione invernale solo week-end, giugno-ottobre **Posti letto:** 45 posti **Gestione:** Giuseppe Dell’Andrino **Tel.** +39 0342 452201 **Itinerario Sintetico:** 1. Rifugio Barchi (1750 m) | 2. Rifugio Lago Palù (1965 m) DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 227 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 22 m Distance: 1.69 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-al-rifugio-palu-in-valmalenco-32678074)** Posizionato sulle rive dell’omonimo lago, è una struttura privata aperta quasi tutto l’anno. Solamente nei mesi di novembre e maggio resta chiuso. È facilmente raggiungibile in diversi modi. Il più comodo è quello di utilizzare la funivia che da Chiesa Valmalenco sale fino ai 2100 metri delle piste del comprensorio del Palù. Da qui, prima con un comodo trenino, poi con una facile passeggiata in discesa si raggiunge l’ampia conca che ospita lo specchio d’acqua. Verso il lato settentrionale del lago, grazie al suo caratteristico tetto rosso che sbuca tra gli abeti, si riconosce la struttura del rifugio (1965 metri, ore 1:00 dalla funivia). ![Rifugio Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Lago_Palu.webp)Rifugio Lago Palù e il finale del sentieroDispone di una ventina di posti letto: anche se più che di un rifugio si tratta di un ristorante rinomato per la cucina tipica valtellinese e per gli amari preparati dal gestore Beppe, in particolare la grappa alla vipera! La capanna è raggiungibile anche **dalla località Barchi** (1700 metri), alpeggio poco sopra San Giuseppe, nel comune di Chiesa Valmalenco. Qui dove si lascia l’automobile sorge il **[Rifugio Barchi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-barchi/)**, gestito dal grande sciatore estremo Giancarlo Lenatti, detto Bianco. Purtroppo, ormai, vista la facilità con cui si raggiunge, questa struttura è da considerare più un albergo che un vero rifugio. Lasciata l’automobile, ci si incammina dapprima lungo una pista da sci, poi dopo poche centinaia di metri, si prende la mulattiera che si stacca sulla sinistra. Salendo dolcemente in un verdeggiante bosco di abeti e larici, con alcuni tornanti e diversi falsopiani, si raggiunge la conca che ospita il lago. A cinque minuti sorge la struttura del **Rifugio Palù** (1965 metri, 1:20). ![Lago Palù visto dal rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Lago_Palu_dalrifugio.webp)Lago Palù visto dal rifugioPartendo da questa capanna, la **[salita al Sasso Nero](https://www.montagnenostre.net/giro-del-sasso-nero-in-valmalenco/ "Giro del Sasso Nero in Valmalenco")** è una classica escursione. Utilizzando il sentiero alle spalle della costruzione, si punta all’alpe Loggione (2000 metri, 0:20 minuti). Si tratta del **Bocchel del Torno** (2203 metri) che si raggiunge in mezz’ora. Ora si prosegue lungo le piste da sci fino ad arrivare alla stazione a monte della seggiovia (2400 metri, ore 1:30). Inoltre, da qui si gode uno splendido panorama sulla conca del **Rifugio Lago Palù** e sul Monte Disgrazia. Proseguendo lungo il sentierino che si sviluppa tra pascoli di alta quota e pietraie, si superano diversi gradini rocciosi e si perviene al vasto pianoro che anticipa la vetta. Il Sasso Nero (2920 metri, ore 2:30) è considerato il balcone della Valmalenco, perché essendo posizionato al centro della vallata, permette di vedere tutte le vette che la racchiudono: dal Disgrazia, al gruppo del Bernina, al pizzo Scalino, fino alle Orobie che delimitano la bergamasca. L’itinerario di discesa ricalca quello effettuato in salita. ![Il retro del rifugio Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Retro_rifugio_Lago_Palu%CC%80.webp)Il retro del rifugio Lago Palù e l'omonimo lago![Rifugio Lago Palù in inverno](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Lago_Palu%CC%80_inverno.webp)Rifugio Lago Palù in inverno **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Motta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-motta/) **ESCURSIONI** Bocchel del Torno | Monte Roggione | [Sasso Nero](https://www.montagnenostre.net/giro-del-sasso-nero-in-valmalenco/) | Sasso Alto **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** bambini in montagna, Rifugio Motta, Sasso Nero, Trekking in Lombardia --- ### [Rifugio Del Grande Camerini: Trekking, Cime e Ghiacciai](https://www.montagnenostre.net/rifugio-del-grande-camerini/) **Published:** Aprile 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato a 2.580m presso la Bocchetta Piattè di Vazzeda, sullo spartiacque tra Val Sissone e Val Bona in alta Valmalenco sopra Chiareggio (SO), offre la migliore vista della spettacolare parete nord del Monte Disgrazia e del suo ghiacciaio. Circondato da alte montagne di confine, la sua posizione elevata permette allo sguardo di spaziare a 360 gradi dal Disgrazia al Ventina, dall’inconfondibile Pizzo Scalino alla Sassa d’Entova ed al Monte dell’Oro, dal Monte Forno alla Cima di Valbona, alla Vazzeda, al Sissone, alle Cime di Chiareggio ed al Passo di Mello.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Chiareggio **Quota di partenza:** 1612 m | **Dislivello:** 970 m **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Luglio/Agosto + Weekend metà Settembre **Posti letto:** 14 posti (8 posti per ospiti e 4 per gestori) **Gestione:** CAI – Sezione di Sovico (MI) **Tel.** +39 0342 556010 **Itinerario Sintetico:** 1. Chiareggio (m 1612) | 2. Ponte sul Torrente Muretto | 3. Alpeggio di Vazzeda Inferiore (m 1832) | 4. Alpe Vazzeda Superiore (m 2033) | 5. Rifugio Del Grande-Camerini (m 2580) DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1143 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1095 m Distance: 7.85 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-al-rifugio-del-grande-camerini-31051236)** Rifugio Del Grande Camerini, posto ai piedi della piramide quasi perfetta della Cima di Vazzeda, è un ottimo punto panoramico. Può essere raggiunto da **Chiareggio**, nel comune di Chiesa Valmalenco, da tre comodi sentieri. Si parte dall’ampio posteggio lungo il greto del torrente Mallero. Imboccando lungo il fondovalle il tracciato sterrato, in inverno viene usato come pista da sci di fondo. Superato il torrente che scende dalla valle del Muretto, s’incontra un primo bivio. Proseguendo diritto ci si immette in Val Sissone, da dove partono due delle tracce che conducono al rifugio. Prendendo invece a destra si sale utilizzando il terzo percorso. Descriveremo prima quest’ultima opzione. ![Alpe Vazzeda Inferiore](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Vazzeda_Inferiore.webp)Alpe Vazzeda InferioreIl sentiero guadagna subito quota immerso in una verdissima flora con abeti e latifoglie. Attraversato un rigoglioso torrente, si raggiunge l’**alpeggio di Vazzeda Inferiore** (1832 metri, 1:30 ora), caricato ancora oggi nel periodo estivo. Il tracciato procede sulla sinistra al limitare del bosco e risale utilizzando diversi tornanti, tra “maloss”(ontani) e rododendri. Superato un piccolo dosso roccioso si giunge all’**alpe Vazzeda Superiore** (2033 metri, 2:00 ore), ormai non più utilizzata e con le baite diroccate. Ci troviamo di fronte a un nuovo bivio: prendendo a destra si accede al passo del Forno che conduce in Svizzera, proseguendo invece verso N si va nella direzione del rifugio. ![Alpe Vazzeda Superiore](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Vazzeda_Superiore.webp)Alpe Vazzeda SuperioreIl percorso si innalza rapidamente fino a raggiungere il margine degli alberi, poi piega verso sinistra lungo il «falso» altopiano, rigato da innumerevoli ruscelli. Successivamente si attraversa una diagonale attraverso pascoli di alta quota e pietraie, offrendo una vista ampia. Si raggiunge il Rifugio Del Grande Camerini (2550 metri, ore 3:00), situato sullo spartiacque tra la Val Sissone e la Valle del Muretto. Da qui domina dall’alto Chiareggio e l’alta Valmalenco. ![Monte Disgrazia](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Monte-Disgrazia.webp)Monte Disgrazia**Gli altri due sentieri** che conducono alla capanna alpina hanno un primo tratto in comune. Dal ponte sul torrente Muretto, si prosegue nel fondovalle attraversando gli **alpeggio di Forbicina** prima e **Laresin** dopo. Superato quest’ultimo maggengo ci si para davanti un bivio: entrambi i sentieri conducono alla nostra meta finale, uno in maniera diretta, l’altro con un percorso più lungo, ma meno faticoso. Prendendo a destra la pista inizia subito a salire nel bosco, senza concedere un attimo di tregua. La traccia si fa sempre più esigua, ma comunque ben segnalata. Risale un ripido canale incassato fra le rocce e sbuca improvvisamente all’**alpe Sissone** (2290 metri, ore 2:30 da Chiareggio). Procedendo su pascoli ormai abbandonati si raggiunge un bastione roccioso che si vince facilmente con l’aiuto di solide catene. È l’ultimo ostacolo, siamo in dirittura di arrivo al rifugio Del Grande-Camerini (2550 metri, ore 3:15). ![Rifugio Del Grande Camerini](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Del_Grande.webp)Rifugio Del Grande CameriniTornando al bivio di Laresin, proseguendo diritti verso la testata della valle, il sentiero sale dolcemente tra larici. Interrotto spesso da ampie vallette senza piante, il percorso segue il profilo della valle. Con l’imponente parete nord del Disgrazia che domina dall’alto, il panorama resta imponente. Inoltre, con l’aiuto di tornanti tra pietraie e pascoli si guadagna quota fino all’altopiano. Infine, ai piedi delle cime Sissone e Monte Rosso si distingue la balza rocciosa che ospita il rifugio. Così, ora l’ultimo tratto è in comune con il sentiero descritto in precedenza. Con le catene si supera l’ostacolo finale. Rifugio Del Grande Camerini è la meta raggiunta. Pertanto, per il rientro, è consigliabile utilizzare una strada differente. Così si scoprono ulteriori magnifici scorci della Valmalenco. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Tartaglione](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tartaglione-crispo/) | [Rifugio Gerli Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/) | [Rifugio Ventina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/) **ESCURSIONI** Val Sissone | Passo di Vazzeda **ALPINISMO** Cima di Rosso | Cima di Vazzeda | Cima di Valbona **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Chiareggio, Pian del Lupo, Valmalenco --- ### [Rifugio Longoni in Valmalenco: panorami spettacolari d’alta quota](https://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/) **Published:** Aprile 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ### Sorge a 2450 m, tra pareti di serpentino, il Rifugio Longoni, su una balconata affacciata sulla Valmalenco. Inoltre è base di partenza per vette della Sassa di Fora, Pizzo Tremogge, Pizzo Malenco, Sassa Entova, Piz Gluschaint. Collegamenti includono traversate in Val di Fex, fino al Rifugio Marinelli passando per il Ghiacciaio dello Scerscen info. Per chi arriva al Rifugio per la prima volta, consigliata è la salita da Chiareggio passando per l’Alpe Fora e la Piana di Fora. Un ambiente tra i più spettacolari della Valmalenco e della Provincia di Sondrio. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Chiareggio **Quota di partenza:** 1612 m | **Dislivello:** 838 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti oppure 3 ore **Periodo di Apertura:** Metà Giugno/Fine Giugno (solo weekend) – Luglio/Metà Settembre **Posti letto:** 39 posti **Gestione:** CAI – Sezione di Seregno (MI) – Eugenio Pedrotti **Tel.** +39 0342 451120 **Tel. Mobile** +39 340 2315994 **Itinerario Sintetico:** 1. Chiareggio (m 1612) | 2. Alpe Fora (m 2053) | 3. Piana di Fora (m 2302) | 4. Rifugio Longoni (m 2450) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 851 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 29 m Distance: 4.69 km Il **rifugio Longoni (2450 metri)** si trova lungo la cresta rocciosa che scende dalla **Sassa d’Entova** verso il fondovalle. È facilmente raggiungibile con due comodi itinerari, uno da Chiareggio e l’altro da San Giuseppe, entrambi agglomerati di Chiesa in Valmalenco. [![Segnaletica per il rifugio Longoni a Chiareggio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Segnaletica_rifugioLongoni.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Segnaletica_rifugioLongoni.webp)Segnaletica per il rifugio Longoni a ChiareggioLa sua posizione particolare, sopra una balza rocciosa, permette un panorama a 360 gradi: verso sud l’alta Valmalenco fino a Caspoggio, verso O si ha in primo piano l’imponente mole del **Monte Disgrazia**, verso N la cresta di confine con la Svizzera dal Monte del Forno alla Cima di Monte Rosso, infine verso E incombono le vette del **Pizzo Tremoggia, Malenco ed Entova**. [![Monte Disgrazia visto dal rifugio Longoni](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Disgrazia_Longoni.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Disgrazia_Longoni.webp)Monte Disgrazia visto dal rifugio LongoniL’**itinerario che sale da Chiareggio** prende il via all’inizio del paese, nei pressi della località La Corte, meglio conosciuta come il luogo delle marmotte, a causa della famiglia di marmotte che vive nei pressi e si lascia avvicinare da chiunque porti loro del cibo. Qui si trova anche il parco geologico, che attraverso pannelli illustrativi e vari tipi di rocce spiega la differente geologia della valle. Oltrepassato il torrente Vasco, il sentiero inizia a guadagnare quota grazie a numerosi tornanti, all’interno di un fitto bosco di abeti. Controllate con attenzione i bordi del sentiero, potreste trovare anche dei profumatissimi porcini! Dopo un’ora di cammino si esce dal bosco e si incontrano i pascoli dell’**Alpe Fora** (2053 metri), alpeggio ancora oggi caricato nei mesi estivi. Allungando lo sguardo verso S si possono scorgere delle grandi cave: qui si estrae il miglior serpentinoscisto di tutta la Valmalenco, molto adatto alla fabbricazione delle “**piode**“, materiale per la copertura dei tetti. [![Piani di Fora con vista paronamica al Monte Disgrazia](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/PianidiFora.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/PianidiFora.webp)Piani di Fora con vista panoramica al Monte Disgrazia[![Fioritura primaverile ai Piani di Fora](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Fioritura_pianidiforapng.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Fioritura_pianidiforapng.webp)Fioritura primaverile ai Piani di ForaDa Fora si risale un verticale dosso prato che conduce ad un altipiano dominato da rocce squadrate e perpendicolari, simili a mura poste a difesa di vecchie città. Questi enormi massi sembrano essere stati posizionati da giganti durante i loro giochi, in realtà sono stati intagliati da antiche frane, causate dal movimento del ghiaccio, che hanno creato così questo strano effetto scenico. A rendere ancora più spettacolare il luogo ci pensano anche numerose cascatelle ed un bellissimo **laghetto in cui si specchia il Disgrazia**. Ormai siamo in vista della capanna, bisogna solamente superare una piccola pietraia per giungere al rifugio Longoni (2450 metri, 2:30 ore). [![Cascate dei Piani di Fora](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Cascate_Longoni.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Cascate_Longoni.webp)Cascate dei Piani di ForaL’**itinerario che parte da San Giuseppe** ha maggior lunghezza, ma presenta pendenze più addolcite. Si lascia l’automobile nei pressi dell’**alpeggio di Bracciascia**, perché la strada sterrata che prosegue è chiusa da una sbarra: solamente chi utilizza gli alpeggi superiori o i mezzi di cantiere della cava di Fora ha il permesso di transitare. Purtroppo nel primo tratto bisogna seguire la carrareccia, unica consolazione è lo scarso passaggio di veicoli. Il percorso si sviluppa in un bosco di aghifoglie, in particolare di tek, pianta dal legno morbido, molto apprezzato dai picchi. Con l’aiuto di diversi tornanti ci si innalza rapidamente fino a raggiungere l’altopiano dove è collocato l’**alpeggio di Entova** (1917 metri, 1:00 ore). Posizionato sotto la strada e nascosto dagli alberi si trova il **lago d’Entova**, piccolo specchio d’acqua, quasi più palude, alimentato dalle acque che discendono dal ghiacciaio di Scerscen Inferiore. Dall’alpeggio si può proseguire lungo la strada sterrata oppure utilizzare il sentiero ben segnalato che diparte a O delle baite. Ora le aghifoglie predominanti sono i pini mughi con la loro particolare forma “a ciotola”, tra i quali è meglio non inoltrarsi, perché i rami, incrociandosi fra loro, creano un valico quasi insuperabile. A 2100 metri (ore 1:30), la traccia si riimmette nella strada sterrata, ma qui è talmente dissestata, che solamente il gestore del rifugio la percorre in jeep per portare i viveri in quota. Nei pressi di un grosso masso, da dove parte anche una piccola teleferica, si stacca nuovamente un sentiero che sale all’agognata meta. Questo è il tratto un po’ più impegnativo di tutto il percorso, perché si sviluppa su ripida pietraia. Vinto anche quest’ultimo ostacolo si raggiunge il rifugio Longoni (2450 metri, 3:00 ore). [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Longoni_panorama.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Longoni_panorama.webp)Rifugio Longoni visto dall'altoDotato di 37 posti letto, è aperto da metà giugno a fine settembre. Il panorama che si gode dalla sua terrazza ripaga comunque di tutte le fatiche compiute per arrivare fin qui. Oltre che come posto tappa dell’**[Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/lalta-via-della-valmalenco-tra-natura-e-benessere/ "L’Alta Via della Valmalenco, trekking tra natura e benessere")**, il rifugio è utilizzato anche come base di appoggio per gli escursionisti che puntano alle cime del Tramoggia, del Malenco e della Sassa d’Entova e dagli studenti delle facoltà di geologia e mineralogia per l’abbondante presenza in sito di minerali di diverse tipologie. Consiglio di tornare a valle lungo l’itinerario di salita, perché non esistono sentieri che colleghino direttamente Chiareggio con San Giuseppe. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Palù](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) per l’[Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) | [Ex-rifugio Scerscen](https://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-scerscen/) **ESCURSIONI** Passo Tremoggia | Lago Scarolda per la Forca d’Entova **ALPINISMO** Sassa d’Entova | Pizzo Malenco | Pizzo Tremoggia ed arrampicata sportiva nei pressi del rifugio. **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/ "Valmalenco")** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alpe Fora, Alta Via della Valmalenco, Monte Disgrazia, Trekking in Lombardia, Valmalenco --- ### [Rifugio Cesare Mitta: il percorso tra boschi e panorami alpini](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-mitta/) **Published:** Aprile 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 2021 m. affiancato al rifugio Musella, su un affioramento roccioso fra larici e abeti, al margine occidentale della conca dell’Alpe Musella. Sono una delle mete escursionistiche più frequentate della Valmalenco.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **Località di partenza:** Campo Franscia **Quota di partenza:** 1598 m | **Dislivello:** 523 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** dai primi di Giugno a fine Settembre **Posti letto:** 50 posti **Gestione:** Francesca Dell’Avo **Tel.** +39 0342 452579 **Itinerario Sintetico:** 1. Campo Franscia (m 1598) | 2. Alpe Foppa (m1880) | 3. Piano di Musella | 4. Rifugio Mitta (m 2021) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 03/12/2018, 18:46 Duration: 02:01:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 785 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 266 m Distance: 4.72 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-mitta-da-campo-franscia-31051130)** La gita al Rifugio Cesare Mitta richiede meno di 2 ore di cammino. A prescindere dall’itinerario scelto tra i tre, è consigliato seguire sia il primo che il secondo. Innanzitutto dobbiamo raggiungere Campo Franscia (m.1598) in auto, salendo da Lanzada per circa dieci chilometri. In totale sono circa 25 km da Sondrio. Ad un certo punto la strada sbuca da una galleria, raggiungendo i due alberghi e l’ampio parcheggio del paese. A quel punto svoltare subito alla sinistra del primo albergo. Proseguire su strada asfaltata in leggera salita, passando i torrenti Cormor e Scerscen. ![Alpe Musella](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Musella_Rifugio_Mitta.webp)Alpe Musella con il rifugio Mitta in lontananzaQui comincia il **primo itinerario**. Nei pressi di questo ponte lasciamo l’automobile e prendiamo un sentiero ben segnalato, che parte alla destra del fiume. Si sale ripidamente, aggirando il promontorio che divide i due corsi d’acqua, e si continua a camminare all’ombra di un fresco bosco. Superato il crinale boscoso, grazie a vari tornanti si giunge alle baite dell’Alpe Foppa (m.1880), dove il sentiero comincia a salire più dolcemente, con comodi tornanti. Incontriamo ad un certo punto un bivio e prendiamo a sinistra (a destra si va verso le dighe di Campo Moro, in ore 0.45), fino ad arrivare al Piano di Musella. Si prosegue verso il centro della conca ricordo di antiche glaciazioni, sul cui margine sinistro sorge il rifugio, circondato da larici e abeti. Vicino alla nostra meta sorge anche il rifugio Musella. Il percorso richiede circa un’ora e mezza di cammino, per superare 450 metri circa di dislivello. Il **secondo itinerario** passa per l’**[ex rifugio Scerscen](https://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-scerscen/)**, al quale rimandiamo per la prima parte del tracciato (fino a qui impieghiamo poco più di 30 minuti). L’Alpe Musella è segnalata qui a circa 40 minuti, sarebbe meglio però parlare di un’ora. Occorre proseguire per il sentiero che ci ha portato sin qui e che ora devia verso ovest ed incontra ben presto la deviazione per i rifugi [Motta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-motta/) e [Palù](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/). Ovviamente noi non seguiamo queste indicazioni, ma andiamo in direzione nord e ci immettiamo in un bosco di abeti che ci porta, pianeggiante, fino al limite sud dell’Alpe Campascio (m.1844). Prestiamo attenzione appena notiamo sulla sinistra il torrente Scerscen che scende a valle, in quanto dobbiamo attraversarlo su di un lungo ponte che si nasconde sulla nostra destra. Si tiene sempre la destra dell’alpeggio, si passa un secondo ponticello e si arriva al limite nord della piana fino ad una baita dove, sulla destra, prosegue il nostro itinerario per vincere gli ultimi 200 metri che ci dividono dall’Alpe Musella, grazie ad un ripido sentiero completamente nel bosco. Il tutto in poco meno di 2 ore. ![Segnaletica dell'Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Segnaletica_alta_via.webp)Segnaletica dell'Alta Via della ValmalencoIl terzo itinerario, alternativo, è un percorso più breve che parte da Campo Moro. Parcheggiata l’auto nei pressi del lago o nel piazzale sottostante il Rifugio Zoia, ci incamminiamo verso la diga, la attraversiamo e, sull’altra sponda, scendiamo fin ai piedi della stessa con una sterrata. Qui giunti, ignorato sulla destra il ripido sentiero per il Rifugio Carate. Successivamente proseguiamo in discesa per alcune centinaia di metri, fino al termine della strada. Siamo ora a quota 1900 circa, il punto più basso del nostro itinerario. Iniziamo quindi a salire verso destra e ben presto incontriamo la mulattiera che sale da Franscia descritta nel primo itinerario (cartello indicatore: Musella 0.45). Il nostro percorso sale alternando tratti quasi in piano ad un paio di decisi strappetti. Lungo il cammino al fresco della pineta possiamo ammirare la splendida fioritura estiva di rododendri, genzianelle e ranuncoli. Il dislivello da superare è di soli 120 metri. Pertanto si tratta di una passeggiata alla portata anche dei più pigri. Il Rifugio Cesare Mitta si trova lungo la quinta tappa dell’Alta Via della Valmalenco. *Fonte: waltellina.com | Autore: R. Moiola* **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Musella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-musella/ "Rifugio Musella: tra pini, abeti e orizzonti montani") | [Rifugio Carate Brianza](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) | [Rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) **ESCURSIONI** Bocchetta delle Forbici | Bocchetta di Fellaria | Interessante discesa per Campo Franscia per l’Alpe Campascio ed il Dosso dei Vetti | [Rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) | [Rifugio Carate Brianza](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) | Miniere d'amianto | Cimitero degli Alpini | Giro della Val di Scerscen **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Campo Franscia, Campo Moro --- ### [Rifugio Musella: tra pini, abeti e orizzonti montani](https://www.montagnenostre.net/rifugio-musella/) **Published:** Aprile 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Sorge a 2021 m. affiancato al rifugio Mitta, su un affioramento roccioso fra larici e abeti, al margine occidentale della conca dell’Alpe Musella. E’ una delle mete escursionistiche più frequentate della Valmalenco ed è facilmente raggiungibile dalle famiglie. ### DETTAGLI ITINERARIO **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Campo Franscia **Quota di partenza:** 1598 m | **Dislivello:** 523 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** dai primi di Giugno a fine Settembre **Posti letto:** 77 posti **Gestione:** Daniele Mitta **Tel.** +39 0342 452579 **Itinerario Sintetico:** 1. Campo Franscia (m 1598) | 2. Alpe Foppa (m1880) | 3. Piano di Musella | 4. Rifugio Musella (m 2021) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 03/12/2018, 18:21 Duration: 01:38:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 675 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 154 m Distance: 4.12 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-musella-da-campo-franscia-31050368)** La gita al Rifugio Musella richiede meno di 2 ore di cammino, a prescindere dall’itinerario che si intende seguire tra i tre che ora illustreremo. L’itinerario proposto offre opzioni diverse in base al livello di impegno, alle condizioni del sentiero e al tempo disponibile, permettendo una scelta degli accessi più sensibili al contesto. È comunque consigliato seguire sia il primo che il secondo percorso, uno a salire e l’altro a scendere. In presenza di condizioni variabili o di stagioni meno favorevoli, valutare l’uso alternato delle due direzioni può facilitare la gestione dell’andatura e la sicurezza durante l’escursione. ![Alpe Musella vista dall'alto](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Musella_dallalto.webp)Alpe Musella vista dall'altoInnanzitutto dobbiamo arrivare con l’automobile fino alla località Campo Franscia (m.1598), salendo da Lanzada per circa dieci km, per 25 km da Sondrio. Ad un certo punto la strada sbuca da una galleria, raggiungendo i due alberghi e l’ampio parcheggio del paese. Noi dobbiamo svoltare subito alla sinistra del primo albergo e continuare su strada asfaltata in leggera salita, passando in successione i torrenti Cormor e Scerscen. Questo itinerario può interessare anche al Rifugio Musella. Dopo l’imbocco della curva, la strada resta asfaltata e invita ad una guida prudente. Qui comincia il primo itinerario. Nei pressi di questo ponte lasciamo l’automobile e prendiamo un sentiero ben segnalato, che parte alla destra del fiume. Si sale ripidamente, aggirando il promontorio che divide i due corsi d’acqua, e si continua a camminare all’ombra di un fresco bosco. Superato il crinale boscoso, grazie a vari tornanti si giunge alle baite dell’Alpe Foppa (m.1880), dove il sentiero comincia a salire più dolcemente, con comodi tornanti. Incontriamo ad un certo punto un bivio e prendiamo a sinistra (a destra si va verso le dighe di Campo Moro, in ore 0.45), fino ad arrivare al Piano di Musella. Si prosegue verso il centro della conca ricordo di antiche glaciazioni, sul cui margine sinistro sorge il Rifugio Musella, circondato da larici e abeti. Il percorso richiede circa un’ora e mezza di cammino, per superare 450 metri circa di dislivello. ![La segnaletica ed il rifugio Musella](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Musella_cartello.webp)La segnaletica ed il rifugio MusellaIl secondo itinerario passa per l’ex rifugio Scerscen, al quale rimandiamo per la prima parte del tracciato (fino a qui impieghiamo poco più di 30 minuti). L’Alpe Musella è segnalata qui a circa 40 minuti; sarebbe meglio però parlare di un’ora. Occorre proseguire per il sentiero che ci ha portato sin qui e che ora devia verso ovest ed incontra ben presto la deviazione per i rifugi Motta e Palù. Ovviamente non seguiamo queste indicazioni, ma andiamo in direzione nord ed entriamo in un bosco di abeti che ci porta, pianeggiante, fino al limite sud dell’Alpe Campascio (m.1844). Prestiamo attenzione al torrente Scerscen sulla sinistra, che scende a valle, poiché dobbiamo attraversarlo su un lungo ponte nascosto sulla nostra destra. Si tiene sempre la destra dell’alpeggio, si passa un secondo ponticello e si arriva al limite nord della piana fino ad una baita dove, sulla destra, prosegue il nostro itinerario per vincere gli ultimi 200 metri che ci dividono dall’Alpe Musella, grazie ad un ripido sentiero completamente nel bosco. Il tutto in poco meno di 2 ore. ![Alpe Musella](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Musella.webp)Alpe MusellaIl terzo itinerario, “alternativo”, è un percorso più breve che parte da Campo Moro. Parcheggiata l’auto nei pressi del lago o nel piazzale sottostante il Rifugio Zoia, ci incamminiamo verso la diga, la attraversiamo e, sull’altro lato, scendiamo fino ai piedi della stessa con una sterrata. Qui giunti, ignorato sulla destra il ripido sentiero per il Rifugio Carate, proseguiamo in discesa per alcune centinaia di metri, fino al termine della strada. Siamo ora a quota 1900 circa, il punto più basso del nostro itinerario. Iniziamo quindi a salire verso destra e incontriamo la mulattiera che sale da Franscia descritta nel primo itinerario (cartello indicatore: Musella 0.45). Il percorso alterna tratti quasi in piano a brevi strappi. Lungo il cammino, al fresco della pineta, è possibile notare la fioritura estiva di rododendri, genzianelle e ranuncoli. Il dislivello da superare è di 120 metri, quindi è una passeggiata anche per chi è meno allenato. Rifugio Musella è situato lungo la quinta tappa dell’Alta Via della Valmalenco. ![il piccolo torrente dell'alpe musella](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/piccolotorrente_musella.webp)il piccolo torrente dell'alpe Musella*Fonte: waltellina.com | Autore: R. Moiola* **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Cesare Mitta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-mitta/) | [Rifugio Carate Brianza](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/ "Rifugio Carate Brianza") | [Rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) **ESCURSIONI** Bocchetta delle Forbici | Bocchetta di Fellaria | Interessante discesa per Campo Franscia per l’Alpe Campascio ed il Dosso dei Vetti | [Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) | [Rifugio Carate Brianza](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) | Miniere d'amianto | Cimitero degli Alpini | Giro della Val di Scerscen **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Lanzada, Pizzo Bernina, trekking lombardia, Valmalenco --- ### [Rifugio Ponte: itinerario alpino panoramico in Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ponte/) **Published:** Aprile 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Rifugio Ponte: panorama e sapori Il rifugio sorge all’Alpe Ponte, incantevole pascolo di montagna situato a 1528 m. È a una manciata di chilometri dal centro di Lanzada. Facilmente raggiungibile a piedi grazie alla posizione privilegiata; inoltre, offre ai suoi ospiti un panorama unico sulla Valmalenco. Immersi in un ambiente famigliare, potete gustare le specialità della cucina tipica valtellinese ed ammirare le bellezze della natura circostante. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T – Itinerario turistico** **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Lanzada – Dall’ultimo tornante della strada che da Lanzada sale a Franscia **Quota di partenza:** 1300 m | **Dislivello:** 221 m **Tempo di percorrenza:** 45 minuti **Periodo di Apertura:** Giugno/Settembre; contattare il gestore se serve apertura su richiesta. **Posti letto:** 70 posti **Gestione:** Angelo Ottavio Marangoni **Tel.** +39 339 2850220 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 03/12/2018, 13:27 Duration: 01:02:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 310 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 77 m Distance: 1.90 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-ponte-31043480)** L’itinerario verso il Rifugio Ponte parte dall’ultimo tornante della strada che da Lanzada sale verso Franscia, a circa 1.300 metri di quota. A sinistra si imbocca una stradina che conduce verso l’Alpe Ponte. I posti auto disponibili sono limitati; quindi si consiglia di fare attenzione al parcheggio e di non ostacolare il passaggio. ![Vista panoramica dell'Alpe Ponte](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Vista_Alpe_Ponte.webp)Vista panoramica dell'Alpe Ponte con il rifugioIl percorso è breve, ma è caratterizzato da una salita iniziale abbastanza ripida. Nonostante un cartello indichi circa un’ora di cammino, il rifugio può richiedere meno tempo. Questo dipende dal passo personale e dalle condizioni del sentiero. La stradina sale progressivamente fino a raggiungere l’abitato di Ponte. Una volta attraversato il piccolo nucleo montano, si prosegue fino in fondo. Si arriva così alla destinazione. Il Rifugio Ponte si trova a circa 1.528 metri di quota, immerso nell’ambiente suggestivo dell’**Alpe Ponte**. Da qui si apre un piacevole panorama sulla Valmalenco, che accompagna l’escursionista durante la breve salita e rende la meta particolarmente interessante per una semplice escursione in montagna. ![Rifugio Ponte](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Ponte_davicino.webp)Rifugio Ponte**Un’alternativa da Curlo** Per chi desidera affrontare un itinerario più lungo, è possibile raggiungere il Rifugio Ponte anche partendo dalla frazione Curlo di Chiesa. Dal parcheggio, al termine della strada, si imbocca il sentiero sulla destra. Il percorso attraversa inizialmente i resti di una vecchia frana e prosegue nel bosco, aggirando un caratteristico masso erratico. Si raggiunge quindi una baita e, continuando lungo un crinale morenico, si arriva all’Alpe Ponte dopo circa un’ora e mezza di cammino. Questa seconda soluzione permette di vivere maggiormente l’ambiente naturale della Valmalenco e di trasformare la visita al Rifugio Ponte in una piacevole escursione immersa nel bosco e nei paesaggi alpini. **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Motta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) | [Rifugio Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Lago Palù, Lanzada, Trekking in Lombardia, Valmalenco --- ### [Rifugio Motta: charme alpino e vedute straordinarie](https://www.montagnenostre.net/rifugio-motta/) **Published:** Aprile 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ## Posizionato sul crestone occidentale del Monte Motta a 2180 m. DETTAGLI ITINERARIO** > #### E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** San Giuseppe oppure Dalla Funivia Snow Eagle **Quota di partenza:** 1530 m o 2045 m (funivia) | **Dislivello:** 650 m o 130 m (dalla funivia) **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti oppure dalla funivia 30 minuti **Periodo di Apertura:** Stagione invernale e Stagione estiva **Posti letto:** 25 posti **Gestione:** Pedrolini Paola **Tel.** +39 0342 451406 **Itinerario Sintetico:** 1. San Giuseppe (m 1530) | 2. Rifugio Barchi (m 1750) | 3. Scuola di Sci (m 2000) | 4. Rifugio Motta (m 2180) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 03/12/2018, 13:43 Duration: 01:37:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 452 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 40 m Distance: 4.12 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-motta-da-san-giuseppe-31043846)** Il rifugio si trova nei pressi dell’ **Alpe Motta (m. 2180)**, nel comune di Chiesa Valmalenco. È raggiungibile partendo da diverse località. **1.** Da **S.Giuseppe** si segue un sentiero che devia dalla località “Barchi” e segue da qui piste da sci e sentiero segnalato (ore 2.30). Dall’arrivo della funivia Chiesa Valmalenco-Palù si scende al Rifugio Motta in 30 minuti. Inoltre, si segue la pista “Blu” che scende dal Monte Motta-Sasso Alto. **2.** Da Campo Franscia, nel comune di Lanzada, si segue un sentiero segnalato. Inoltre, il sentiero corre a sud del monte Motta (ore 2.30). ![L'ingresso del rifugio Motta](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Motta_Ingresso.webp)L'ingresso del rifugio Motta**3.** Da **Campo Franscia**, nel comune di Lanzada, si segue un sentiero segnalato che si snoda a Sud del monte Motta (ore 2.30). **4.** Dalla strada da Lanzada a Franscia si stacca una sterrata a 1300 metri, segnalata Ponte - Cima Sassa. Inoltre, lascia la macchina in corrispondenza di questo tornante e si prosegue su tale strada fino a Ponte, corde fisse. Da qui si devia ad est verso cima Sassa (m.1721) e poi nord-ovest, con traversata nel bosco e roccette esposte. **5.** Un altro itinerario che passa dal **[Rifugio Ponte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ponte/)** è quello che parte dalla frazione Curlo di Chiesa. Dal parcheggio, alla fine della strada, si prende un sentiero sulla destra che attraversa i resti di una vecchia frana e, aggirato un masso erratico, prosegue nel bosco fino ad una baita, oltre la quale, lungo un crinale morenico, in poco tempo si giunge a Ponte (ore 1.30). Da qui un’altra ora ci porta al rifugio Motta. ![Lago Palù visto dal rifugio Motta](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Lago_Palu_Motta.webp)Lago Palù visto dal rifugio Motta**6.** Dal **Lago Palù**, in 30 minuti circa, con direzione sud, si raggiunge il rifugio su sentiero segnalato. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Palù](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ponte/) | [Rifugio Barchi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ponte/) | [Rifugio Ponte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ponte/) **ESCURSIONI** Lago Palù | Sasso Alto **ELEMENTI DI INTERESSE** Nei pressi del rifugio si può praticare l’arrampicata su strutture e falesie, e spesso si effettuano corsi di roccia. **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Lago Palù, Trekking in Lombardia, Valmalenco --- ### [Rifugio Tartaglione Crispo: esperienza emozionante nella Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tartaglione-crispo/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Tartaglione Crispo, 1800 m., è immerso in un bosco situato in una posizione panoramica all’inizio della Val Sissone, di fronte al Monte Disgrazia. Passeggiata tranquilla per tutte le età: adatta sia a bambini che anziani, perchè dista solo 45 minuti a piedi da Chiareggio lungo un pianeggiante sentiero con un breve tratto ripido.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **Località di partenza:** Chiareggio **Quota di partenza:** 1612 m | **Dislivello:** 188 m **Tempo di percorrenza:** 45 minuti **Periodo di Apertura:** Giugno/Settembre **Posti letto:** 19 posti **Gestione:** Tecla Fanoni **Tel.** +39 347 8508896 **Itinerario Sintetico:** 1. Chiareggio (m 1612) | 2. Pian del Lupo | 3. Alpe Forbicina (m 1656) | 4. Alpe Laresin (m 1710) | 5. Rifugio Tartaglione Crispo (m 1800) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 251 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 43 m Distance: 1.94 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/camminata-per-il-rifugio-tartaglione-crispo-31043126)** Per raggiungere il rifugio occorrono solo 45 minuti, per cui, nella bella stagione, si tratta di una gita alla portata di tutti. Si sale in auto fino a **Chiareggio** (m. 1612) in Valmalenco, dove, oltrepassato il paese, si può parcheggiare nei pressi del torrente Màllero. Ci si incammina verso un’abetaia e si arriva al **Pian del Lupo**, punto di confluenza delle valli Ventina, Muretto e Sissone. Si prosegue per quest’ultima, verso le baite dell’**Alpe Forbicina** (m.1656) e dell’**Alpe Laresin**(m.1710), percorrendo, per breve tratto, la terza tappa dell’Alta Via della Valmalenco, quindi si devia a destra e, con un ultimo tratto ripido, si giunge alla meta, immersa in un fresco bosco. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmalenco/rifugio_tartaglione_crispo/rifugio_tartaglione_crispo.html) | Autore: R. Moiola* ![Baite abbandonate nei pressi del rifugio Tartaglione](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Baite_vicinanze_tartaglione.webp)Baite abbandonate nei pressi del rifugio Tartaglione![Scultura nel tronco trovatasi lungo il percorso](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Scultura_lungoil-percorso.webp)Scultura nel tronco trovatasi lungo il percorso per il rifugio Tartaglione![Rifugio Tartaglione visto dall'alto](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Tartaglione_visto_dallalto.webp)Rifugio Tartaglione visto dall'alto**NOTE:** La recente ristrutturazione permette di pernottare comodamente in graziose camere dotate di ogni confort. La cucina casalinga offre una moltitudine di **piatti tipici valtellinesi**. La tradizione che da sempre accompagna il rifugio, le **famose frittelle pomeridiane**, offre golose opportunità per una gustosa merenda. **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Del Grande Camerini](http://www.montagnenostre.net/rifugio-del-grande-camerini/) | [Rifugio Gerli Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/) | [Rifugio Ventina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/) | [Capanna del Forno](https://www.montagnenostre.net/capanna-del-forno-cas/) | Ruderi del Rifugio Santo all'Alpe Zocca **ESCURSIONI** Val Sissone | [Lago Pirola](https://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-alla-scoperta-del-lago-pirola/) | [Passo del Muretto](https://www.montagnenostre.net/passo-del-muretto-il-passaggio-tra-la-valmalenco-ed-engadina/) | [Rifugio Longoni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/) | Passo del Forno **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** bambini in montagna, Chiareggio, Marmotte, trekking per bambini, Val Sissone --- ### [Rifugio Ventina: trekking avventuroso verso il ghiacciaio Ventina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 1975 m. poco oltre il rifugio Gerli-Porro, sul margine sinistro dell’Alpe Ventina. Il rifugio è inoltre una base ideale per varie passeggiate ed escursioni o per ascensioni sulle cime del gruppo del Monte Disgrazia.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **Località di partenza:** Chiareggio **Quota di partenza:** 1612 m | **Dislivello:** 363 m **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 15 minuti **Periodo di Apertura:** Giugno/Settembre. In Aprile, Maggio e Ottobre solo nei weekend **Posti letto:** 46 posti **Gestione:** Diego Lenatti **Tel.** +39 0342 451458 | 0342 1890232 (in caso di malfunzionamento del primo recapito) **Itinerario Sintetico:** 1. Chiareggio (m 1612) | 2. Rifugio Gerli Porro (m 1965) | 3. Rifugio Ventina (m 1975) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1969 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 5 m Distance: 3.23 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-rifugio-ventina-32046051)** I rifugi [**Porro-Gerli** ](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/)e [Ventina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/) si raggiungono facilmente dalla località di Chiareggio, nel comune di Chiesa Valmalenco, utilizzando una comoda mulattiera. La pista parte sulla sinistra della piccola chiesetta dedicata a Sant’Anna, nel centro della frazione. Ci si abbassa al torrente Mallero e lo si supera con un ampio ponte di legno. Al bivio si prende a destra e si prosegue in direzione SO lungo l’ampio tracciato. E’ un sentiero percorribile anche in mountainbike fino a u n centinaio di metri dai rifugi, dove si fa più verticale e il fondo diventa dissestato. ![Alpe Ventina con segnaletica](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Ventina_con_segnaletica.webp)Alpe Ventina con la segnaleticaSi viene costantemente accompagnati sulla destra, lungo la salita, dal torrente che man mano che si guadagna quota si abbassa sempre più. Si è immersi in un profumatissimo bosco di abeti e larici, interrotto qua e là da piccole vallettine che nel periodo invernale fanno da scivolo ad ingenti quantità di neve proveniente dai pendii sovrastanti. Dopo circa un'ora la mulattiera si ferma e lascia il passo ad un sentiero sassoso e un po’ impervio. Si è già in vista del caratteristico tetto rosso del **[rifugio Porro-Gerli (1965 metri)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/)** che si raggiunge entro 15 minuti. Di proprietà del CAI, è aperto da metà giugno a metà settembre e nei week end di aprile e maggio. Siamo all’inizio dell’ampio pianoro dell’Alpe Ventina, racchiuso a sinistra dalle **cime del Duca, Rachele, Sassersa, Giumellini e Cassandra**, di fronte dall’imponente mole del Monte Disgrazia, mentre a sinistra completano il semicerchio la Punta Kennedy e il Pizzo Ventina. Inoltrandosi nel pascolo si perviene facilmente anche al **Rifugio Ventina** (1975 metri), struttura di proprietà privata che dispone di 46 posti letto e garantisce l’apertura nei medesimi periodi della sopra descritta capanna. Questi rifugi possono essere utilizzati come punto di arrivo di una tranquilla passeggiata oppure come base di appoggio per la salita alle innumerevoli cime circostanti. ![Veduta panoramica dell'alpe Ventina con il rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Ventina_Vallata.webp)Veduta panoramica dell'alpe Ventina con il rifugioUn’interessante escursione, utilizzando il **sentiero glaciologico Vittorio Sella**, permette di ammirare da vicino le imponenti morene della **vedretta del Ventina** e di conoscere le varie fasi di arretramento del ghiacciaio dal 1895 ai giorni nostri, attraverso delle targhe posizionate lungo i vari gradini del disastroso scioglimento del ghiacciaio. La via del rientro avviene per la medesima strada utilizzata per la salita oppure si può prendere una variante che permette di cogliere un piacevole scorcio della **Val Sissone**. Ridisceso il sentiero fino al secondo tornante, si incontra un bivio: ci si immette a sinistra dove è collocato il cartello indicatore per l’Alpe Forbicina. Ci si abbassa rapidamente nel bosco fino a raggiungere un ponticello sul torrente Ventina e si prosegue in direzione N puntando al torrente Sissone che si attraversa facilmente grazie ad un altro ponte in legno. In breve si accede alle baite di Forbicina (1640 metri, 1:00 ora): da qui inizia la vallata, vero regno della mineralogia. ![Ghiacciaio Ventina](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Ghiacciaio_Ventina.webp)Ghiacciaio VentinaAndando a sinistra si può salire al **[rifugio Del Grande-Camerini](http://www.montagnenostre.net/rifugio-del-grande-camerini/)**, prendendo a destra si va in direzione di Chiareggio, con la possibilità di sostare al **[rifugio Tartaglione](http://www.montagnenostre.net/rifugio-tartaglione-crispo/)**, nascosto nella pineta, a pochi minuti di cammino. La chiesetta del centro abitato si raggiunge in trenta minuti con una passeggiata che si sviluppa in un vasto pianoro disseminato di conifere e rallegrato da pianticelle di mirtilli e fragole. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmalenco/rifugio_ventina/rifugio_ventina.html) | Autore: Luciano Bruseghini* **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Gerli Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/) | [Rifugio Tartaglione per l'Alta Via della Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/rifugio-tartaglione-crispo/) **ESCURSIONI** [Lago Pirola](http://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-alla-scoperta-del-lago-pirola/) | Alpe Zocca e Sentieri | Passo Ventina | Sentiero glaciologico Vittorio Sella **ALPINISMO** Tutte le salite al Monte Disgrazia | Punta Kennedy | Pizzo Ventina | Pizzo Cassandra | Pizzo Rachele **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Chiareggio, Lago Pirola, Monte Disgrazia, Valmalenco --- ### [Chamanna Coaz: trekking indimenticabile nella Val Roseg](https://www.montagnenostre.net/chamanna-coaz/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **È situata a 2610 m su una bastionata rocciosa di Plattas al limite NW del Vadret da Roseg, in bella vista sulla sua grande seraccata. Proprio nel cuore del gruppo Bernina, coronata dai monti che si emergono verso il cielo. Ghiacciai impressionanti si trovano direttamente davanti alla capanna. Sia come traguardo, sia come punto di partenza questo posto eccezionale in mezzo all‘alta montagna vale sempre un‘escursione.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E – Itinerario escursionistico** **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **Località di partenza:** Pontresina **Quota di partenza:** 1774 m | **Dislivello:** 836 m **Tempo di percorrenza:** 4 ore (2 ore per il percorso dalla stazione intermedia funivia del Corvatsch e fuorcla Surlej) **Periodo di Apertura:** metà Marzo/metà Ottobre **Posti letto:** 80 posti (20 posti nel periodo invernale) **Gestione:** Kunfermann Alois **Tel.** +41 81 8426278 **Itinerario Sintetico:** 1. Pontresina (m 1774) | 2. Hotel Roseg (m 1999) | 3. Alp ota Suot (m 2022) | 4. Margun da l’Alp Ota (m 2257) | 5. bivio Fuorcla Surlej (m 2567) | 6. Chamanna Coaz (m 2610) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 07/11/2018, 19:27 Duration: 01:46:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 939 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 107 m Distance: 14.52 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/spettacolare-escursione-per-chamanna-coaz-30344200)** La **Chamanna Coaz** si trova in alta val Roseg, su una bastionata rocciosa dalla quale si ammira l’imponente ghiacciaio. Per accedervi occorre percorrere tutta la **Val Roseg,** quindi la partenza è dalla stazione ferroviaria del trenino del Bernina presso **Pontresina (m.1774)**, con ampio parcheggio auto proprio di fronte alla stazione (attenzione, parcometro con monete svizzere!). ![I fiori e la Chamanna Coaz](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Chamanna_Coaz_fiori.png)I fiori e la Chamanna CoazImbocchiamo sulla destra la strada che si addentra nel cuore della Val Roseg, dapprima asfaltata ed in leggera pendenza, poi per almeno un’ora e mezza su fondo sterrato e pressochè pianeggiante. Un percorso obbligatorio, almeno che non si decida per un percorso più naturalistico, addentrandoci nel bel bosco ad ammirare uccelli e scoiattoli ormai abituati alla presenza dell’uomo. In questo caso degli ottimi sentieri ci permettono di procedere all’ombra per una buona mezz’ora, prima di immetterci di nuovo sull’ampia carrareccia, spesso solcata dalle carrozze trainate dai cavalli. Dopo aver attraversato il fiume, grazie ad un paio di ponti, eccoci alla piana dove sorge l’Hotel Roseg (m.1999), sede in passato di alcuni film consegnati alla storia. ![Tratto del sentiero per la Chamanna Coaz](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Sentiero_Chamanna_Coaz.png)Tratto del sentiero per la Chamanna CoazConsigliamo di giungere sin qui in bicicletta, dimezzando così la fatica che dobbiamo compiere per vincere i 7 km di strada. Qui lo scenario è grandioso con vette e ghiacciai che chiudono il panorama verso sud. Sulla sinistra si apre la valle che porta alla **[Chamanna Tschierva](http://www.montagnenostre.net/rifugio-tschierva/)**, base obbligatoria per la salita al Pizzo Bernina lungo la faticosa Biancograt. Poco più in alto sarà ben visibile l’imponente morena lasciata dallo scioglimento dei ghiacciai e le vette che fanno da cornice: da sinistra abbiamo le vette congelate del Piz Morteratsch, del Pizzo Bernina, del Piz Scerscen e quindi del Piz Roseg. ![Il gruppo del Bernina visto dalla Chamanna Coaz](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Vista_Bernina_Chamanna_Coaz.png)Il gruppo del Bernina visto dalla Chamanna CoazDall’albergo procediamo sul versante sinistro idrografico del fondovalle, per sentiero ben segnalato, sino a raggiungere l’Alp Ota Suot (m.2022). Da qui comincia la salita vera e propria che ci permette di raggiungere il Margun da l’Alp Ota (m.2257) e quindi di incontrare il sentiero che proviene dalla Fuorcla Surlej, diretto anch’esso ovviamente verso il rifugio (siamo a circa 2570 metri). E’ giusto ricordare infatti che, avvalendosi della funivia che sale da Surlej verso il Corvatsch, fermandoci alla stazione intermedia posta a 2700 metri, è possibile giungere alla **Coaz** con un itinerario meno sfiancante che passa per il bel laghetto posto nei pressi del **rifugio Fuorcla Surlej** (questo itinerario richiede poco dislivello e un paio di ore di marcia). Da qui in poi il sentiero è pressochè pianeggiante, talvolta in leggerissima discesa con il rifugio ormai ben visibile in fondo al vallone morenico del Murtel. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmalenco/svizzera_rifugio_coaz/svizzera_rifugio_coaz.html) | Autore: R. Moiola* **GUARDA IL VIDEO** **ELEMENTI DI INTERESSE** Val Roseg | Animali selvatici | Lej da Vadret | Pizzo Bernina e le altre vette del gruppo | Ghiacciai e morene | Fiori d’alta quota. **ESCURSIONI** [Rifugio Tschierva](http://www.montagnenostre.net/rifugio-tschierva/) | [Rifugio Marinelli-Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) **ALPINISMO** Pizzo Roseg | [Bivacco Parravicini](http://www.montagnenostre.net/bivacco-parravicini/) **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Pizzo Bernina, trekking in Svizzera, Val Roseg --- ### [Chamanna da Boval: avventura indimenticabile tra i ghiacciai svizzeri](https://www.montagnenostre.net/chamanna-da-boval/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Fra i ghiacciai che colano dalle ardite cime del Bernina, il Ghiacciaio del Morteratsch è uno dei più estesi e forse il più comodamente raggiungibile. La Capanna Boval, grande rifugio posto sui pendii occidentali della valle del Morteratsch a 2495 m, costituisce un magnifico punto di osservazione sull’apparato glaciale, ma anche su molte cime del gruppo del Bernina, sulla famosa cresta Biancograt e sull’impressionante lingua del Diavolezza.** DETTAGLI ITINERARIO** #### ****E** – Itinerario escursionistico** **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Val Morteratsch – Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Stazione Ferrovia Retica di Morteratsch **Quota di partenza:** 1896 m | **Dislivello:** 600 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** da metà Marzo a metà Maggio | da metà Giugno a metà Ottobre **Posti letto:** 100 posti **Gestione:** Custode Hans Philipp **Tel.** +41 81 8426403 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 589 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1198 m Distance: 5.16 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/dalla-stazione-ferrovia-retica-di-morteratsch-a-chamanna-da-boval-30513277)** L'escursione alla **Chamanna da Boval** è una delle più frequentate del massiccio del Bernina. Percorre il lato sinistro idrografico della valle del **Ghiacciaio del Morteratsch**: anche se è in forte ritiro, rimane uno dei ghiacciai più grandi e spettacolari dell'intero arco alpino. La Chamanna da Boval è in posizione molto fortunata, e offre un panorama invidiabile su tutte le vette alla testata della valle, **dal Piz Palü al Piz Bernina e al Piz Morteratsch**. Dal parcheggio si prosegue lungo la stradina che, attraversando prima l'**Ova da Bernina**, poi l'**Ova da Morteratsch** su due ponti, guida all'albergo-ristorante. Si supera la ferrovia mediante un passaggio a livello e si imbocca l'ampia sterrata della "**Senda Glaciela**", che taglia in piano. ![Il sentiero del ghiacciaio](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Sentiero_del_Ghiacciaio.png)Il sentiero del ghiacciaio che porta alla Chamanna da Boval*La Senda Glaciela è un ampio e comodo sentiero che, in un'ora di cammino, porta al fronte dell'imponente Ghiacciaio del Morteratsch. Alcuni paletti indicano i luoghi raggiunti dal ghiacciaio negli anni passati, e testimoniano il suo inesorabile ritiro. Il percorso è adatto anche ai passeggini e alle sedie a rotelle.* Poche decine di metri dopo, presso una curiosa scultura in legno, si abbandona la Senda Glaciela per imboccare a destra il sentiero diretto alla Chamanna da Boval. Attraversato un ripiano erboso l'ampio sentiero si infila nel bosco e inizia a salire con alcuni tornanti, transitando su caratteristiche rocce lisciate dal ghiacciaio in epoche passate. Si contorna una radura dove sorge una bella casetta in pietra, quindi si prosegue in salita tra radi alberi e caratteristici roccioni. Incontrato il sentiero proveniente da Pontresina, si sorpassa la località **Chünetta** (quota 2050); subito dopo si trova un altro bivio dove si lascia a sinistra un sentiero che scende al Ghiacciaio del Morteratsch. ![Chamanna da Boval](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Chamanna_daboval.png)Chamanna Da BovalIl sentiero prosegue in salita dolcissima, attraversando alcuni ruscelli, mentre tra i pini iniziano a scorgersi le maestose vette glaciate del gruppo del Bernina; lungo il sentiero si trova un punto panoramico con numerosi ometti di pietra. Superata una passerella in legno si percorre un tratto di sentiero invaso dalle acque ruscellanti, quindi si risale il piccolo avvallamento compreso tra il vero e proprio versante della montagna e l'imponente morena laterale del ghiacciaio. Nel primo tratto ci si tiene sul versante, poi si attraversa la vallecola e ci si porta sulla morena, contornando un minuscolo laghetto e passando sotto a pittoresche cascate. ![Ghiacciaio Morterasch ](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Ghiacciaio_Morteratsch.png)Il Ghiacciaio Morterasch visto dalla Chamanna Da BovalQuando l'avvallamento si esaurisce, il sentiero giunge ai piedi di un ripido dosso roccioso (quota 2320 circa); lo si risale con alcuni tornanti, in parte scavati nella roccia (ringhiere e cavi metallici, assolutamente eccessivi in quanto il sentiero rimane largo e agevole). Si sbuca quindi su un ripiano erboso, da cui si traversa in piano ai piedi di una parete rocciosa, con spettacolare vista sul sottostante ghiacciaio. Quando il pendio si fa di nuovo agevole il sentiero sale con gli ultimi tornanti tra erba e massi e raggiunge la sovrastante **Chamanna da Boval** (2495 m). *Fonte: [montiliguri.weebly.com](https://montiliguri.weebly.com/morteratsch-boval.html)* **GUARDA IL VIDEO** **RIFUGI NELLE VICINANZE** Chamanna Albergo Diavolezza | [Rifugio Marco e Rosa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marco-e-rosa/) | [Rifugio Tschierva](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tschierva/) **ALPINISMO** Piz Morteratsch (3751 m) | Piz Boval (3353 m) **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Pizzo Bernina, trekking in Svizzera, Val Morteratsch --- ### [Rifugio Zoia, Valmalenco | Base ideale per trekking e escursioni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-zoia/) **Published:** Gennaio 18, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ### Il rifugio si trova a 2.021 metri nel cuore del Gruppo del Bernina. Inoltre, su una piccola altura regala panorama sui monti e sulla valle, ed è a soli 5 minuti a piedi dal parcheggio, dove termina la strada. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### T – Itinerario turistico ****Gruppo Montuoso:**** Bernina – Disgrazia (Italia) ****Valle:**** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Diga di Campo Moro **Quota di partenza:** 2.000 m – inoltre, il percorso non prevede alcun dislivello significativo. **Tempo di percorrenza:** il rifugio è raggiungibile in auto e successivamente, dal parcheggio, a piedi in circa 10 minuti. **Periodo di apertura:** da giugno a settembre mentre, nel resto dell’anno, è accessibile solo nei weekend. **Posti letto:** 55 posti **Gestione:** Fabio Bergomi **Tel.** +39 0342 451405 | +39 348 3106446 **Sito Web:** [www.rifugiozoia.it](http://www.rifugiozoia.it) **Per prenotazioni contattare a:** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 21/03/2025, 13:47 Duration: 03:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 34 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 0 m Distance: 0.26 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-cammino/sosta-presso-il-rifugio-zoia-30341855)** ## DESCRIZIONE DEL PERCORSO Salendo da Lanzada, si incontra Franscia, frazione abitata soprattutto nei mesi estivi. Inoltre, proseguendo circa 6 km e attraversando otto gallerie, si arriva all’ampia area di Campo Moro (1.978 metri). Qui, chi desidera raggiungere il Rifugio Zoia lascia l’automobile e segue la mulattiera fino alla meta in 5 minuti. Rifugio Zoia dispone di 55 posti letto. È aperto da marzo a maggio per gli sci alpinisti. Da giugno a fine settembre serve agli escursionisti e visitatori estivi. ![Rifugio Zoia e Pizzo Scalino](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/01/Rifugio_Zoia_Pizzi_Scalino.png)Il rifugio Zoia ed il Pizzo ScalinoSituato in una pineta di larici e gembri, il Rifugio Zoia domina dall’alto il bacino artificiale di Campo Moro. Inoltre, da questo punto è possibile proseguire lungo un comodo sentiero verso l’Alpe Campagneda. Oppure è possibile visitare i suoi bellissimi laghetti e continuare con l’ascesa al Pizzo Scalino. Inoltre, partendo sempre da questo rifugio, è possibile raggiungere il **[rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/)** costeggiando la diga di Alpe Gera, oppure seguire gli itinerari che permettono di arrivare ai rifugi più in alto, quali il **[rifugio Carate Brianza](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/)** e il rifugio**[ Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/)**. *Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini* **ELEMENTI DI INTERESSE** Bacino di Campo Moro | [Pizzo Scalino](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-pizzo-scalino/) | Diga di Gera **ESCURSIONI** [Rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/) | [Rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) | [Rifugio Carate Brianza](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) | [Rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/) | [Rifugio Cà Runcasch](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ca-runcasch/) **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/ "Valmalenco")** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alpe Gera, Trekking in Lombardia, Valmalenco --- ### [Capanna del Forno CAS: escursione e soggiorno in alta montagna](https://www.montagnenostre.net/capanna-del-forno-cas/) **Published:** Settembre 11, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **A 2.574 m di quota, sulla terrazza panoramica della Val Forno, al confine tra Engadina e Val Bregaglia: punto di partenza per escursioni estive e invernali.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### EE – Itinerario escursionistico per esperti **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Svizzera) **Valle:** [Valle del Forno](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Malojapass **Quota di partenza:** 1815 m | **Dislivello:** 759 m **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Metà Marzo – Metà Ottobre **Posti letto:** 104 posti **Gestione:** Loretan Fritz **Tel.** +41 81 8243182 **Itinerario Sintetico:** 1. Malojapass (m 1815) | 2. Lago Cavloc (m 1907) | 3. Plan Canin (m 1982) | 4. Fronte del ghiacciaio del Forno (m 2250 circa) | 5. Rifugio Capanna del Forno (m 2574) **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 21/03/2025, 13:38 Duration: 04:58:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1724 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 786 m Distance: 12.85 km **[Scarica il percorso su Wikiloc](https://it.wikiloc.com/wikiloc/download.do?id=30334206)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Per questa struttura, che si trova in val Bregaglia (Svizzera), vengono proposti 2 itinerari: uno con partenza dalla Svizzera ed un secondo, più spettacolare, dalla **[Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)**, in Italia. Il primo è quello che dal Passo del Maloja si addentra nella Valle del Forno, nella quale un imponente ghiacciaio, lungo molti chilometri, contribuisce ad alimentare il fiume “chiavennasco” Mera (o Maira, come si chiama in Val Bregaglia). Da Chiavenna, dopo aver valicato il confine di stato presso Castasegna, si arriva in circa un’ora scarsa al Malojapass (m.1815). Appena prima del Passo, giunti all’ultimo tornante, si lascia sulla sinistra la strada statale, che prosegue poi per S. Moritz, e si entra in una strada proibita al traffico veicolare lungo la Valle del Forno, tenendone la sinistra orografica. Parcheggiato l’automezzo, si prosegue a piedi per questa carrozzabile, incontrando il Lago da Cavloc (m.1907) e l’omonima alpe presso la quale termina la strada sterrata, ma non il tracciato pianeggiante, che continua per sentiero fino alle baite di Plan Canin (m.1982). Inoltre, il sentiero prosegue oltre, continuando per sentiero fino alle baite di Plan Canin (m.1982), dove, a distanza di pochi metri, ci si congiunge con il secondo itinerario prima accennato, con partenza dalla Valmalenco. Facciamo quindi una piccola pausa e analizziamo come si arriva qui da Chiareggio, poi proseguiamo lungo l’ultimo tratto del tragitto verso il Rifugio del Forno, nel panoramico tratto su ghiacciaio. ![Capanna Forno CAS](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Capanna_Forno_CAS3-1024x683.jpg)Capanna del Forno CASAbbiamo detto che la partenza è fissata a **Chiareggio** (m.1612), paesino all’estremità settentrionale della **[Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-lalbero-piu-vecchio-ditalia/)**, a 14 km dall’abitato di Chiesa in Valmalenco ed a 28 km da Sondrio. Da qui si percorre l’antica carrozzabile (verso ovest, poi a nord), che portava carri, milizie o contrabbandieri fino al passo del Muretto (m.2562), confine tra le due nazioni. Il passo è raggiungibile con una seconda via che evita la strada sterrata del primo tratto: sempre da Chiareggio, si raggiunge (verso est) la località La Corte (m.1638), lungo un ripido bosco, per arrivare al sentiero dell’**[Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/lalta-via-della-valmalenco-tra-natura-e-benessere/)**, poi l’Alpe dell’Oro e ritornare, a mezza costa, alla carrozzabile stessa. ![Capanna Forno e il ghiacciaio Forno](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Capanna_Forno_CAS2-1024x683.jpg)Veduta del ghiacciaio con il rifugio Capanna Forno CASIl **[passo del Muretto](https://www.montagnenostre.net/passo-del-muretto-il-passaggio-tra-la-valmalenco-ed-engadina/)** è raggiungibile dopo circa 2 ore di cammino; da qui si scende lungo un ripido scanalino e poi per placche lungo la Val Muretto. Dopo un’ora di discesa, eccoci di nuovo a pochi passi da Plan Canin, per continuare con l’itinerario dal Passo del Maloja. Il rifugio è a circa 2 ore di cammino. Si risale il muraglione di una diga artificiale. Si passa sulla sinistra orografica della Val Forno. Si prosegue, fiancheggiando dall’alto un impetuoso torrente lungo la morena. Il percorso mantiene una leggera salita fino all’imponente fronte della Vedretta del Forno. A questo punto siamo a circa m. 2200. Si percorre un tratto pressoché pianeggiante e molto spettacolare sulla morena. È accessibile a tutti, ma attenzione a non infilarsi in una gola. Il panorama resta ampio e suggestivo. Dopo aver tagliato il ghiacciaio lungo il versante opposto e camminato per circa 2 km, si arriva ai piedi del Monte del Forno, ove è ben visibile, in alto il rifugio. Lasciando la vedretta sulla destra, si risale, per detriti, un tratto ripido, ben attrezzato, nei punti più difficoltosi, con alcune corde e funi metalliche, e, dopo tanta fatica, si raggiunge la meta e si può godere lo splendido panorama! La via del ritorno, per chi deve rientrare in Italia e quindi a Chiareggio, può risultare estenuante, se non si ha un buon allenamento: bisogna, infatti, ancora salire ai 2775 metri della Sella del Forno (30 minuti), dove uno splendido panorama raggiunge le lontane Orobie. Da qui si scende in Val Bona (di nuovo in Italia), si raggiunge l’Alpe di Vazzeda (m.2033) e, costeggiando, il fiume Mallero, si torna, dopo circa un’ora e 30 minuti, alla sospirata Chiareggio. Chi rientra al passo del Maloja deve invece percorrere a ritroso la via dell’andata. *Fonte: waltellina.com | Autore: R. Moiol*a **ESCURSIONI NELLE VICINANZE** [Rifugio Albigna](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albigna/) **ESCURSIONI** Valle del Muretto | Lago Cavloc | Ghiacciaio del Forno **ALPINISMO** Monte Sissone **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco, Valmasino **Tag:** Chiareggio, Monte Forno, Val Sissone, Valle del Muretto, Valmalenco --- ### [Rifugio Ca Runcasch: nel cuore della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ca-runcasch/) **Published:** Dicembre 1, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Sorge a 1.965 metri nella Piana di Campagneda, tra il Pizzo Scalino e la Cima Sasso Moro. Numerose passeggiate partono da qui, dai sentieri più semplici alle salite verso le vette circostanti. Il Rifugio Cà Runcasch è punto di passaggio dell’Alta Via della Valmalenco e della Via Alpina. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/ "Valmalenco") **Località di partenza:** Campo Moro **Quota di partenza:** 2.000 m **con un dislivello di** 200 m **Tempo di percorrenza:** stimato di circa 30/45 minuti. **Periodo di apertura:** da marzo e aprile tutti i giorni, tempo permettendo; successivamente, dal 15 giugno al 15 settembre, aperto tutti i weekend; inoltre, fino al 1° novembre solo nei weekend; infine, dall’8 dicembre, sempre nei weekend. **Posti letto:** 45 posti **Gestione:** Giancarlo Sertore – Tel. +39 0342 453372 **Itinerario sintetico:** Da Campo Moro (1.965 m) si prosegue verso l’Alpe Campascio (2.078 m). Poi si continua fino all’Alpe Campagneda (2.145 m). Infine, si raggiunge il Rifugio Ca’ Runcasch (2.170 m). In breve, forniamo la descrizione del percorso. Time: 21/03/2025, 13:53 Duration: 50:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 235 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 22 m Distance: 2.13 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc.](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/verso-il-rifugio-ca-runcasch-30342416 "Scarica questo percorso da Wikiloc.")** Inoltre, Salendo da Lanzada, lungo strada che conduce ai bacini di Campo Moro e Gera, si incontra l’abitato di Franscia. È una piccola frazione sfruttata soprattutto nei mesi estivi. Proseguendo per altri circa 5 km, dopo due gallerie, si incontra una diramazione sulla destra. Si trova nei pressi di un piccolo parcheggio a 1950 metri. Pertanto, da qui ha inizio il tracciato che conduce al rifugio Ca Runcasch, all’Alpe Campagneda, e al rifugio Cristina, all’Alpe Prabello. In realtà il primo tratto si svolge ancora su strada, prima asfaltata e poi sterrata, ma utilizzabile solamente dai caricatori degli alpeggi. Superata la sbarra che ne delimita l’accesso, si segue il tratturo. Il tratto si sviluppa tra radi larici e gembri, a simboleggiare l’alta quota. Dopo poco si incontra l’Alpe Campascio (2078 metri, ore 0:30). In seguito, è annidata in un’ampia conca a pascolo, caricata da allevatori di Caspoggio. [![Alpe Campagneda con il rifugio Cà Runcash](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/12/Alpe_Campagneda.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/12/Alpe_Campagneda.webp)Alpe Campagneda con il rifugio Cà Runcasch e il Pizzo ScalinoQui si presenta un bivio. Proseguendo lungo la strada sterrata si va verso Ca Runcasch. Invece, prendendo il sentiero che si stacca sulla destra, si dirige al Rifugio Cristina. Seguendo la strada sterrata attraversiamo il torrente. In breve raggiungiamo l’Alpe Campagneda (2145 metri, ore 0:20), dove sorgono baite ristrutturate recentemente e utilizzate dai pastori di Lanzada. Nella parte sommitale dell’alpeggio sorge la nuovissima struttura del Rifugio Cà Runcasch. Dotato di 45 posti letto, è aperto d’estate e nei weekend di inverno e primavera agli sci alpinisti. [![Il tramonto sul gruppo del Disgrazia scattata dal rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/12/Tramonto_gruppodisgrazia.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/12/Tramonto_gruppodisgrazia.webp)Il tramonto sul gruppo del Disgrazia scattata dal rifugioI principali utilizzatori della struttura ricettiva sono gli escursionisti. Inoltre, intendono salire lo Scalino dal ghiacciaio o lungo il sentiero che passa per il passo degli Ometti. Un’altra tipica escursione è quella che conduce ai laghetti di Campagneda. Sono piccoli specchi d’acqua ai piedi del Monte Spundascia, tra i 2250 e i 2500 metri di quota. Questo alpeggio ha una storia curiosa. Fino agli anni cinquanta era di proprietà del comune di Sondrio. Successivamente, veniva caricato dai suoi abitanti. Quando, tra gli anni cinquanta e sessanta, vennero costruiti gli invasi artificiali per produrre energia elettrica. Di conseguenza, gli alpeggi di Campo Moro e Campo Gera vennero sommersi dall’acqua. Per ricompensare gli alpeggiatori di Lanzada per la loro perdita, l’Enel acquisì dal comune di Sondrio l’alpe Campagneda. La donò poi a coloro che avevano perduto le antiche baite. Da allora, ogni estate, sono quindi i malenchi a portare il loro bestiame tra questi pascoli. Fonte: waltellina.com | Autore: Luciano Bruseghini Inoltre, si propongono escursioni nelle vicinanze del Rifugio Cristina. **ESCURSIONI** Passo Campagneda | Alpe Prabello | Alpe Acquanera **ALPINISMO** [Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-pizzo-scalino/) | Cima Giovanni Paolo II **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Campo Moro, Pizzo Scalino, Trekking in Lombardia --- ### [Ex Rifugio Scerscen – Panorami mozzafiato in Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-scerscen/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** **Sorge alla Vedretta di Scerscen Inferiore a quota 2957 metri. Il rifugio attualmente è chiuso. In passato si praticava sci estivo ma, visto il generale ritirarsi dei ghiacciai, il destino è stato segnato anche per esso. Quindi lo si è voluto indicare solo in qualità di riferimento per una eventuale gita.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### **EE – Itinerario escursionistico per esperti** **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** San Giuseppe **Quota di partenza:** 1530 m | **Dislivello:** 1427 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Chiuso **Posti letto:** n.d. **Gestione:** n.d. **Tel.** n.d. ##### **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 21/03/2025, 13:58 Duration: 05:14:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1278 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 44 m Distance: 11.87 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-lex-rifugio-scerscen-30342663)** Il rifugio si trova ai piedi della **Sassa d’Entova**, nel comune di Chiesa Valmalenco; è raggiungibile partendo da San Giuseppe (alcuni km dopo Chiesa in direzione Chiareggio). Una strada sterrata che da qui sale ci guiderà fino quasi al rifugio (da notare che la strada è però chiusa sin dalla località Prati della Costa m.1600, poco dopo S.Giuseppe). Passiamo dapprima per la località Bracciasca, saliamo poi fino ad incontrare l’**Alpe Entova** (m.1917) e giungiamo dopo aver fatto alcuni tornanti (oppure dopo aver preso una scorciatoia che accorcia un pò di strada) nel luogo in cui la nostra strada incrocia il tracciato del **Sentiero Italia** (Alta Via della Valmalenco, giornata n.4). Qui non siamo molto distanti dal rifugio Longoni, che però sorge a sinistra, in direzione opposta rispetto alla nostra meta. Proseguendo quindi verso Est ci troviamo a percorrere un tratto dell’Alta Via. Quando questo ci lascia, in direzione del [Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-lago-palu-ghiacciato/), noi continuiamo lungo il nostro tratturo che termina a circa 2800 metri di quota; l’ultimo corto tratto diventa sentiero. In tutto impieghiamo dalle 3 alle 4 ore. ![Laghetto sottostante](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Laghetto_sottostante-_al_rif_scerscen.png)Laghetto sottostante all'Ex Rifugio Scerscen ove c'era il vecchio sentieroPartendo invece dal **[rifugio Marinelli-Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/)** possiamo giungere al rifugio Entova dopo essere saliti per circa 3 ore per ghiacciai e morene della Vedretta di Scerscen Inferiore (tracciato per esperti). Il rifugio è in un’ottima posizione panoramica, tale da essere uno dei punti più belli per dare uno sguardo al Bernina e le altre cime del gruppo. *Fonte: waltellina.com | Autore: R. Moiola* ![Ghiacciaio Scerscen e Gruppo Bernina](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/ghiacciaio_scerscen_gruppo_bernina.png)Panoramica di quel che resta del Ghiacciaio Scerscen Inferiore ed il gruppo del Bernina **RIFUGI NELLE VICINANZE** [Rifugio Longoni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) | [Rifugio Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) **ALPINISMO** Sassa d'Entova **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** ghiacciaio scerscen, Pizzo Bernina, Trekking in Lombardia --- ### [Ex Rifugio Desio – Escursione sul Passo di Corna Rossa](https://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-desio/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Inoltre, Ex Rifugio Desio offre viste dal Passo di Corna Rossa sul versante della Valmalenco a 2836 metri. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **EE – Itinerario escursionistico per esperti** **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Rifugio Bosio **Quota di partenza:** 2086 m | **Dislivello:** 750 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Chiuso **Posti letto:** n.d. **Gestione:** Inagibile dal 2001 **Tel.** n.d. **Itinerario Sintetico:** 1. Rifugio Bosio (m 2086) | 2. Passo di Corna Rossa (m 2836) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 07/11/2018, 19:05 Duration: 04:44:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 2013 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 184 m Distance: 11.82 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-lex-rifugio-desio-30343677)** Il rifugio è al Passo di Corna Rossa (m.2836) sul gruppo del Disgrazia nel comune di Torre S.Maria. È raggiungibile dal rifugio Bosio all’Alpe Airale per sentiero abbastanza ripido (ore 2.30). Inoltre, è una tappa utile per chi arriva dal vicino Ex Rifugio Desio. La via attraverso la Val Masino inizia dalla piana di Preda Rossa. Il sentiero parte a destra dal rifugio Ponti, supera la morena centrale della valle di Preda Rossa e attraversa un nevaio. Si inerpica sul versante occidentale della costiera che scende dalla punta di Corna Rossa. In alcuni punti è reso più sicuro dalla presenza di corde fisse, ma richiede cautela. Questa sezione è insidiosa per la presenza di sassi mobili. Si consiglia di partire solo con equipaggiamento adeguato. Verificare le condizioni del percorso prima di partire è fondamentale. ![Passo di Corna Rossa](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Passo_di_Corna_Rossa.png)Ex rifugio Desio visto dal Passo di Corna RossaIl rifugio trae il suo nome dalla cittadina di Desio, in provincia di Milano, perché ne è Proprietaria la locale sezione del CAI. Esso è situato proprio su una cresta che divide le due valli più visitate dal turismo per quanto riguarda la medio-bassa Valtellina, cioè la Val Masino e la Valmalenco. **Venne eretto nel 1924** ed all’inizio, proprio per via della sua ubicazione, venne chiamato rifugio Corna Rossa. È stato poi modificato il nome e nel 1970 sono stati apportati notevoli lavori di ristrutturazione. Tempo permettendo, a queste quote, il panorama offre dall'Ex Rifugio Desio una visuale sulla valle Airale. Inoltre, essa confluisce nella val Torreggio (rifugio Bosio) e quindi nella Valmalenco. A Sud-Ovest si trova la zona del rifugio Ponti. Più a Nord è la via di salita al Monte Disgrazia (3678 m), lungo l’itinerario classico. ![Monte Disgrazia](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Monte_Disgrazia_versante_meridionale.png)Versante meridionale del Monte DisgraziaLe abbondanti nevicate dell’inverno 2000/2001 compromisero la stabilità e quindi la sicurezza della struttura. Fu dichiarato inagibile, sperando in eventuali lavori di consolidamento e nel poter restituire la struttura alla sua vecchia funzione. Fonte: waltellina.com Autore: R. Moiola **ELEMENTI DI INTERESSE** Monte Disgrazia | Corni Bruciati **ESCURSIONI** [Rifugio Ponti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-ponti/) **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Corna Rossa, Disgrazia, Trekking in Lombardia --- ### [Rifugio Premassone, base ideale per l’Adamello](https://www.montagnenostre.net/rifugio-premassone-base-ideale-per-ladamello/) **Published:** Dicembre 19, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### Il **Rifugio Premassone** si trova a **1650 metri di quota** nella **Val Malga**, nel comune di **Sonico**, in **Valle Camonica**, all’interno del **Parco dell’Adamello**. Immerso tra boschi e pascoli alpini, è facilmente raggiungibile a piedi, in mountain bike o in auto lungo la strada sterrata della valle. Il rifugio offre un’accoglienza semplice e familiare e propone piatti tipici della tradizione camuna preparati con prodotti locali. È una meta ideale per escursioni, passeggiate e momenti di relax a contatto con la natura. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T – Itinerario turistico** **Gruppo Montuoso:** Adamello-Presanella (Italia) **Valle:** [Valle Camonica](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valcamonica_rifugi/ "Val Camonica") **Località di partenza:** Sonico (Val Malga) **Quota di partenza:** circa 1490 m | **Dislivello:** circa 60 m **Quota rifugio:** 1.650 m s.l.m. **Tempo di percorrenza:** circa 20 minuti **Periodo di Apertura:** da maggio a ottobre (stagionale) **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** privata a carattere familiare **Gestore:** Gabriella Fioletti **Tel.:** +39 339 7471594 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Sonico, in auto, si sale lungo la **Via Panoramica**, quindi si affronta una stretta curva a sinistra imboccando la strada per la **Val Malga**. Qui si guadagna rapidamente quota attraversando un bosco misto di latifoglie e conifere, che lascia ben presto spazio a una fitta pecceta. Quest’ultima è stata però **quasi completamente rasa al suolo dalla tempesta Vaia dell’ottobre 2018**: il bosco che si spingeva fin quasi a Malga Premassone appare oggi come un paesaggio quasi lunare, dove la natura sta lentamente riconquistando i suoi spazi dopo la violenza dell’evento che ha sradicato migliaia di alberi. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/12/Rifugio_Premassone-1-1024x683.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/12/Rifugio_Premassone-1.jpg)[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/12/Rifugio_Premassone2-1024x683.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/12/Rifugio_Premassone2.jpg)Rifugio PremassoneÈ possibile raggiungere il rifugio **direttamente in auto** (parcheggio a pagamento, gratuito fino a esaurimento posti per i clienti del rifugio), ma si consiglia di lasciare l’auto presso il **parcheggio di Ponte del Guat**, situato lungo la strada, e proseguire poi con una **facile camminata di circa venti minuti**. Da **Malga Premassone** hanno inizio i sentieri **n. 13** e **n. 23**: il primo conduce al **Rifugio Baitone** e al **Rifugio Tonolini**, il secondo al **Rifugio Gnutti**. **ESCURSIONI** Rifugio Baitone | Rifugio Tonolini | Rifugio Gnutti | Malga Frino e Val di Frino **ASCENSIONI** Corno di Premassone (2.713 m) | Monte Adamello (3.539 m) | Cima del Miller (3.370 m) | Corno Baitone (3.330 m) | Punta del Venerocolo (3.312 m) | Laghi Gelati **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE CAMONICA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valcamonica_rifugi/ "VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE CAMONICA »")** **Categorie:** Val Camonica **Tag:** Trekking in Lombardia, val camonica --- ### [Rifugio Tita Secchi: trekking spettacolare in Valle Camonica](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tita-secchi-trekking-spettacolare-in-valle-camonica/) **Published:** Novembre 12, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### Il **Rifugio Tita Secchi** è un rifugio situato a 2.367 m s.l.m. presso il Lago della Vacca, nel Parco dell’Adamello, nel comune di Breno (Valle Camonica, provincia di Brescia). È un punto di riferimento per escursionisti e alpinisti che esplorano l’Alta Via dell’Adamello e le vette circostanti come il Cornone di Blumone. **DETTAGLI ITINERARIO** #### ****E** – Itinerario escursionistico** **Gruppo Montuoso:** Adamello (Italia) **Valle:** [Valle Camonica](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valcamonica_rifugi/ "Val Camonica") **Località di partenza:** Passo di Crocedomini (località Bazena – Breno, BS) **Quota di partenza:** 1.800 m | **Dislivello:** circa 550 m **Quota rifugio:** 2.367 m s.l.m. **Tempo di percorrenza:** 2 h 30 min – 3 h **Periodo di Apertura:** da metà giugno a fine settembre (aperto nei weekend primaverili se innevamento ridotto) **Posti letto:** 60 posti **Gestione:** Sezione CAI di Brescia **Gestore:** Fam. Scalvi **Tel.:** +39 338 9978137 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 12/11/2025, 14:02 Duration: 01:04:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 760 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 198 m Distance: 7.37 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Partendo dalla **località Bazena – Passo di Crocedomini (Breno, BS)**, questo itinerario conduce al panoramico **Rifugio Tita Secchi (2.367 m)**, situato nel cuore del **Gruppo dell’Adamello** e affacciato sul suggestivo **Lago della Vacca**. Il percorso, ideale sia in estate che in inverno con ciaspole, regala viste spettacolari sulla **Valle Camonica** e sulle cime circostanti. Dal parcheggio di Bazena si segue il **sentiero CAI n. 1**, ben segnalato, che attraversa pascoli alpini e rocce affioranti, offrendo panorami unici sulle montagne circostanti. Dopo un tratto iniziale dolce, il sentiero diventa più ripido e sale tra alpeggi e massi, fino a raggiungere il pianoro che anticipa la conca glaciale del **Lago della Vacca**. Il rifugio sorge sulla sponda orientale del lago, ai piedi del **Cornone di Blumone (2.843 m)**, punto perfetto per una sosta e per ammirare il panorama. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/11/LagodellaVacca-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/11/LagodellaVacca.webp)Lago della VaccaIl dislivello complessivo è di circa **550 m**, con un tempo di percorrenza di circa **2h 30 min** per la sola salita. In inverno, l’itinerario può essere affrontato con **ciaspole** o sci d’alpinismo, seguendo sempre le indicazioni di sicurezza e le condizioni della neve. Il ritorno avviene sullo stesso percorso, completando un’escursione totale di circa **4‑5 ore**. Questo **percorso al Rifugio Tita Secchi** è perfetto per escursionisti e amanti della natura che vogliono vivere un’esperienza unica in alta quota, tra **panorami alpini, laghi glaciali e ambienti incontaminati**. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/11/Rifugio_Tita_Secchi1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/11/Rifugio_Tita_Secchi1.webp)Rifugio Tita Sechi e la Cappella **GUARDA IL VIDEO** https://youtu.be/ORob7CseRoI?si=KR8943EEyQrhKLLF **RIFUGI NELLE VICINANZE** Rifugio Maria e Franco | Rifugio Gheza | Rifugio Tassara | Rifugio Garibaldi | Rifugio Gnutti | Rifugio Nikolajewka del Gaver **ESCURSIONI** Giro ad anello del Lago della Vacca | Giro ad anello del Blumone | Cima Listino | Malga Cadino **ALPINISMO** Cornone di Blumone (2830m) | Cima Laione (2757 m) | Cima Galliner (2576 m) e Terre Fredde (2645 m) | Monte Frerone (2673 m) **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE CAMONICA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valcamonica_rifugi/ "VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE CAMONICA »")** Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/bergamo-l425/) **Categorie:** Val Camonica --- ### [Rifugio Sciora, panorama unico nella selvaggia Val Bondasca](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sciora/) **Published:** Aprile 21, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 2118 m. sul ciglio superiore dell’anfiteatro della Val Bondasca, sul suo lato settentrionale, sotto le imponenti muraglie della costiera delle Sciore. Dopo la frana del 23 Agosto del 2017 l’intera Valle Bondasca con tutti gli accessi dalla valle e sopra i passi è chiusa per motivi di sicurezza. Il rifugio Sasc Furä è accessibile attraverso un nuovo sentiero escursionistico ufficiale da Bondo – Cugian – Trubinasca. E’ riaperto anche il sentiero che attraversa il Passo Trubinasca.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Svizzera) **Valle:** [Val Bondasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Bondo – Laret in Val Bondasca **Quota di partenza:** 810 m – 1300 m | **Dislivello:** 1308 m – 820 m | **Tempo di percorrenza:** da Bondo 4 ore – da Laret 3 ore **Periodo di Apertura:** Luglio/Settembre **Posti letto:** 42 posti **Gestione:** B. Hofmeister **Tel.** +41 081 8221138 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1701 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 400 m Distance: 9.22 km Il **rifugio Sciora** appartiene al Club Alpino Svizzero, ma rientra a buon diritto nel nostro sito di rifugi valtellinesi non solo perché facilmente raggiungibile dall’Italia, ma soprattutto perché si trova alle spalle delle cime spettacolari che a sud si affacciano sulla **Valmasino**. Il tracciato che conduce a questa meta non è lungo, ma la difficoltà è data dalla elevata pendenza del sentiero, che fino alla fine non conosce tratti pianeggianti. Per accedere al rifugio è necessario superare la dogana al confine con la Svizzera in **località Castasegna** (10 Km da Chiavenna) e da qui raggiungere la **località di Bondo** (m. 823, dopo altri 3-4 km). Qui, svoltando sulla destra, si entra in centro al paese, dove è necessario, in caso di salita con autovetture lungo la carrozzabile per la Val Bondasca, munirsi di pedaggio presso l’Albergo di Donato Salis (attualmente 12 franchi per le auto, 6 per le moto). È comunque possibile pagare il pedaggio anche presso la Forestale Comunale o nei negozi di Bondo. Nella splendida vallata si accede proprio dalla piazza dell’albergo stesso, proseguendo per alcuni km si giunge al termine e si lascia l’auto (m.1330) nel parcheggio. Si imbocca quindi a piedi il sentiero che percorre pianeggiante fino ad un bivio, dove, dopo aver riempito i polmoni, si prende verso sinistra e si sbuca sul **pianoro di Laret (m.1368)** e si prosegue lungo il sentiero che lambisce il greto del torrente. Il tracciato ora è molto ripido e roccioso. Inoltre, la sua asprezza è ripagata dal paesaggio sublime che si osserva di fronte. Tra le cime, da Est a Ovest, si vedono la Sciora Dafora (m.3169) e Addenda (m.3275). Dal Rifugio Sciora, si ammira anche la Cima della Bondasca, la Vedretta della Bondasca, i Gemelli (m.3262 e m.3223), il Cengalo (m.3370) e il Badile (m.3308). Attraversando mughi, abeti e larici, si giunge al panoramico poggio di Eraveder (m.1843). Si sale ancora e infine, con un lungo tragitto diagonale verso Sud-Est, si giunge al rifugio, abbracciato dalle imponenti muraglie della costiera delle Sciore. Il rifugio, o meglio la vecchia “Capanna”, come vengono chiamati i rifugi qui in Svizzera (“Chamanna”), venne dapprima eretto nel 1905; in seguito ebbe un incendio e venne distrutto nel 1947. Ciò portò alla sua ristrutturazione ed inaugurazione nel 1948; infine un ampliamento nel 1985 diede il tocco finale alla struttura che oggi ospita i passanti per questa selvaggia valle. *Fonte: waltellina.com | Autore: R. Moiola* **AVVERTENZA IMPORTANTE:** L'intera Val Bondasca è chiusa a tempo indeterminato. Il rifugio Sasc Furä è accessibile attraverso un nuovo sentiero escursionistico ufficiale da Bondo - Cugian - Trubinasca. E' riaperto anche il sentiero che attraversa il Passo Trubinasca. Il CAS Capanna Sciora e tutti gli altri sentieri escursionistici della Val Bondasca rimarranno chiusi. **TRAVERSATE** [Rifugio Albigna](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albigna/) | [Rifugio Gianetti Luigi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-gianetti/) | [Bivacco Ronconi Titta](http://www.montagnenostre.net/bivacco-ronconi/) | [Rifugio Sasc Fourà](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sasc-fura-2/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Eraveder, Ghiacciaio di Bondo, Svizzera, Val Bondasca, Val Masino --- ### [Rifugio Sasc Furà, la perla nascosta della Val Bondasca](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sasc-fura/) **Published:** Maggio 23, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Sorge al limite del bosco a 1960 m. sul dosso della gran dorsale costituente il prolungamento verso valle dello spigolo N del Badile. È anche** una c**onfortevole base di appoggio per le più famose vie del pizzo Badile** e per le escursioni come il Sentiero Alpino Bregaglia Sud, il Passo Trubinasca e il Pizzo Trubinasca. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Svizzera) **Valle:** [Val Bondasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Promontogno, Posta (825 m) **Quota di partenza:** 825 m | **Dislivello:** 1380 m **Tempo di percorrenza:** 5 ore 45 min **Periodo di Apertura:** Fine Giugno – fine Settembre **Posti letto:** 43 posti letto suddivisi in 5 camere di 14, 10, 7, 8 e 4 posti. **Rifugio invernale:** 4 posti letto durante il periodo non custodito. Niente acqua!! **Gestione:** Heidi Altweger **Tel.** +41 81 8221252 | **Cell. Heidi** +41 79 4372580 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1087 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 6 m Distance: 5.27 km L'edificio fu eretto nel 1960 come piccolo ricovero per favorire un accesso comodo alle vie tracciate sul Badile. Rispetto al più lontano Rifugio Sciora, ha subito due ampliamenti, nel 1978 e nel 1995. La scelta di collocarlo vicino alle vie del Badile era mirata a ridurre i tempi di avvicinamento. È una solida costruzione in pietra e legno. Ed edificata su una buca scavata in una grossa roccia: il suo nome, sasso bucato, deriva da questa caratteristica costruttiva. La struttura combina pietra e legno e mostra una familiarità con l'ambiente alpino. Si trova al limite superiore del bosco. In posizione gradevole sulla propaggine del dosso che separa il bacino principale della Val Bondasca dal Vallone della Trubinasca. A inizio estate del 2019, è stato aperto un nuovo sentiero per la Capanna Sasc Furà, poiché il percorso dalla Val Bondasca non è più percorribile dopo la frana sul Cengalo. Il vecchio accesso è stato chiuso e non è più praticabile. ![La magnifica testata dalla Valle Bondasca](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Testata_valle.webp)La magnifica testata della valleDa Promontogno / Bondo, passando da Cugian - TrubinascaSi, imbocca il sentiero segnalato da Promotogno a Bondo. Dietro la chiesa, si segue dapprima la piccola carrozzabile verso Crotta Alt. Dal parcheggio, da qui vige il divieto di transito. Poi si segue una serpentina verso P. 908. Qui si gira a sinistra (est) sulla carrozzabile che entra in Val Bondasca. Poi, poco prima del ponte P. 1022 (non più presente), si svolta a destra (sud). Si attraversa il bosco e si raggiunge la radura di Cugian P. 1317. Seguendo il sentiero in direzione sud-est, si prosegue per Luvartigh P. 1553. circa 2 ore e 30 minuti. Luvartigh, Salecina, Trubinasca e Cap. Sasc Furà costituiscono la sequenza di riferimenti. Poco dopo Luvartigh, a 1 600 m, si trova il nuovo accesso. È stato inaugurato all'inizio dell'estate 2019 e contrassegnato da marcature bianco-azzurre, svolta verso sinistra (sud-est). Passando dal versante esposto di Salecina, conduce nel Vallun da la Trubinasca. Nel tratto più ripido, tra i 1 700 e i 1 800 m, perde leggermente quota. Nella conca del Vallun da la Trubinasca, il sentiero sale fino a 2 130 m. Qui incrocia l’itinerario Passo della Trubinasca – Capanna Sasc Furà. Seguendo il sentiero bianco-azzurro, si gira a destra (est). Si scende alla Capanna Sasc Furà. Circa tre ore. ![Il Pizzo Badile visto dal Vallun da la Trubinasca](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Pizzo_Badile.webp)Il Pizzo Badile visto dal Vallun da la Trubinasca**Chiuso il vecchio itinerario Val Bondasca – Cap. Sasc Furä** Il sentiero utilizzato sino al momento della frana è chiuso, come tutta la Val Bondasca! *Fonte: [www.sac-cas.ch](https://www.sac-cas.ch/it/capanne-e-escursioni/portale-escursionistico-del-cas/2147000235/mountain_hiking/99/)* **TRAVERSATE** [Rifugio Sciora ](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sciora/)in Val Bondasca per il Viäl (A9) | [Bivacco Pedroni-Del Prà](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-pedroni-gregorio-del-bra/) | [Rifugio Brasca](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-brasca/) in Val Codera, Italia, per il Passo di Trubinasca (A10) | [Rifugio Gianetti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-gianetti/) in Val Porcellizzo, Italia, per i passi di Trubinasca e Porcellizzo (B6) **ALPINISMO** Alle pareti settentrionali del Badile, del Cengalo, della Trubinasca e della Punta St. Anna [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Ghiacciaio di Bondo, Pezzo Cengalo, Pizzo Badile, Val Bondasca --- ### [Bivacco Fanton: salita alla Forcella Marmarole nelle Dolomiti](https://www.montagnenostre.net/bivacco-fanton/) **Published:** Ottobre 15, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Bivacco Fratelli Fanton fu dismesso nel 1963 nella Val Baion, a 1750 m, a causa delle condizioni meteo avverse. Nel 2020 fu riposizionato alla Forcella Marmarole, a 2667 m, con un nuovo design moderno e funzionale. L’escursione richiede un kit da ferrata e risulta impegnativa per l’ambiente isolato, il terreno instabile, la lunga distanza, il forte dislivello e la segnaletica poco chiara. La difficoltà non sta nel tratto attrezzato, ma nelle condizioni generali del percorso. Un itinerario da affrontare solo con buona preparazione, meteo stabile e assenza di neve. **DETTAGLI ITINERARIO** #### ****E**EA – Itinerario escursionistico** per esperti con attrezzatura **Gruppo Montuoso:** Ampezzano – Tre Cime – Pelmo (Italia) **Valle:** [Val d’Ansiei](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Pian dei Buoi **Quota di partenza:** 1800 m | **Dislivello:** 1540 m | **Lunghezza:** 18,4 km **Tempo di percorrenza:** 9 ore **Periodo consigliato:** Luglio-Settembre **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Sezione CAI di Auronzo **Tel.** +39 0435 99454 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 11/06/2023, 07:20 Duration: 08:19:32 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1555 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1556 m Distance: 12.55 km **Accesso** Da Pieve di Cadore o da Auronzo si raggiunge Lozzo di Cadore percorrendo rispettivamente in direzione nord o sud la statale 52. Dalla frazione di Lozzo si seguono le indicazioni per Pian dei Buoi (piccoli cartelli marroni), si attraversa il paese e si comincia a salire nei boschi soprastanti fino a un piccolo piazzale, dove inizia la regolamentazione della viabilità sul lungo tratto di strada soprastante. Dal 1° luglio al 15 settembre, tra le 9 e le 13, è permesso solo salire mentre tra le 14 alle 18 è permesso solo scendere. Tra le 13 e le 14 la circolazione è vietata, mentre è libera dalle 18 alle 9. Per info consultare il **[sito del Comune di Lozzo di Cadore](https://www.comune.lozzodicadore.bl.it/it)**. Compiendo numerose svolte e stretti tornanti si guadagna quota fino al magnifico ripiano di **Pian dei Buoi** (solo l'ultimo tratto è sterrato), dove si abbandona l'auto nell'ampio parcheggio e dove inizia il sentiero per il **Rifugio Ciareido**. **Itinerario** Da **Pian dei Buoi** si segue la strada sterrata fino al **Rifugio Baion** (1828 m, 50 min), poi il **sentiero 262** in direzione del **Rifugio Chiggiato**. Si ignorano le deviazioni per Forcella Baion e Forcella Peronat (non segnata). Alcuni brevi tratti attrezzati (con cavo) aiutano a superare roccette e placche. Raggiunto il bivio con la traccia che scende da Forcella Marmarole (sarà usata al ritorno), si continua fino a **Forcella Sacù** (1914 m), vicino al **Rifugio Chiggiato** (1911 m, 1.30 h dal Baion). Da qui si segue una traccia a destra che scende nel bosco e risale tra cenge, frane e un canalino ripido (non attrezzato), fino a una conca ai piedi della **Forcella Jau della Tana** (circa 3.50 h). Inizia un tratto attrezzato con scale e cavi che supera gradoni rocciosi e placche inclinate, fino alla **Forcella Jau della Tana** (2660 m, 5 h). Si prosegue verso il **Cimon del Froppa** lungo un traverso tra detriti e nevai, poi si sale tra placche e ghiaia instabile fino al colatoio che porta alla **Forcella Froppa** (2790 m). Il sentiero, sempre attrezzato nei punti esposti, continua in discesa verso la **Forcella Marmarole** (2661 m, 5.50 h), dove si trova il **Bivacco Fanton**. Per il ritorno si scende nel **Vallon del Froppa** seguendo cavi, ometti e tracce tra roccette e detriti. Il terreno diventa più agevole nella parte bassa, ma la traccia si perde tra mughi (attenzione agli ometti). Si riprende infine il **sentiero 262** (6.50 h) che riporta, passando per il Rifugio Baion, al punto di partenza a **Pian dei Buoi** (9 h totali). **⚠️ Attenzione: terreno instabile, tratti esposti** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/10/Bivacco_Fanton-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/10/Bivacco_Fanton.webp)Bivacco Fanton [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/10/BivaccoFanton-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/10/BivaccoFanton-1.webp)Bivacco Fanton e la Croda Bianca con le due Guglie Dante e Virgilio**GUARDA IL VIDEO** **TRAVERSATE** Bivacco Tiziano | Rifugio Galassi | Rifugio Chiggiato | Forcella Grande | Bivacco Voltolina **ALPINISMO** Cima Bianca – Cresta degli Invalidi | Monte vicino a Forcella Froppa / Forcella Marmarole **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL D'ANSIEI »](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/veneto-bivacchi/val-dansiei/)** **Categorie:** Val d'Ansiei **Tag:** dolomiti bellunesi, dolomiti di sesto, Val de Boite --- ### [Val Grande: Guida completa al Parco Nazionale in Piemonte](https://www.montagnenostre.net/val-grande-un-paradiso-per-gli-amanti-della-natura/) **Published:** Gennaio 10, 2025 **Author:** Redazione **Content:** ### Il Parco Nazionale della Val Grande: uno dei luoghi naturali più selvaggi e suggestivi d’Italia ### **Caratteristiche principali della Val Grande** Un’area naturale preziosa caratterizza la Val Grande, una delle ultime zone montane italiane ancora intatte e senza insediamenti permanenti. Il parco è stato creato nel 1992 per proteggere questo ambiente naturale unico, prezioso per la sua integrità geografica, idrologia e paesaggio selvaggio. La tutela di quest’area è fondamentale per la conservazione di ecosistemi delicati. Il territorio è caratterizzato da montagne, valli strette, foreste dense e ripidi pendii che invitano a escursioni lente e attente. Le trame geografiche hanno favorito la presenza di insenature nascoste, corsi d’acqua serpeggianti e microclimi che sostengono habitat diversi. Questi elementi rendono la zona particolarmente fragile e bisognosa di gestione, anche per l’impatto umano e climatico. La biodiversità del parco è variegata. La flora comprende conifere, latifoglie e una ricca varietà di piante endemiche. Tra i pascoli alpini si osservano specie adattate a quote elevate. La fauna comprende camosci, caprioli, cervi, volpi e aquile reali. Inoltre, piccoli mammiferi e una moltitudine di insetti supportano l’intero ecosistema. Per chi ama le piante, il parco è un luogo speciale con molte specie montane, tra cui orchidee, genziane e rododendri. Queste varietà attirano studiosi e appassionati di botanica, offrendo occasioni di osservazione rispettosa dell’ambiente. La gestione protegge anche habitat meno visibili, come nicchie rocciose e aree umide nascoste che ospitano fiori rari. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/alessandria-l155743/) **STORIA E CULTURA** Nonostante l’area sia prevalentemente selvaggia, la Val Grande ha una lunga storia di insediamenti umani, anche se si è mantenuta in gran parte isolata per lungo tempo. Nella zona sono ancora visibili segni di antichi sentieri utilizzati dai pastori e dai montanari, così come alcune piccole baite in pietra che raccontano del passato rurale e pastorale di queste terre. **SENTIERI E ESCURSIONI** Il Parco Nazionale della Val Grande è un vero paradiso per gli amanti del trekking e dell’escursionismo. I suoi numerosi sentieri offrono un’opportunità unica di immergersi nella natura selvaggia e incontaminata. Tra i percorsi più celebri c’è il **Sentiero della Valle Intrasca**, che collega il Lago Maggiore alla Val Grande, e il **Sentiero delle Valli** che si snoda tra boschi e valli impervie. Alcuni sentieri sono impegnativi e adatti a escursionisti esperti, mentre altri sono più adatti a famiglie e a chi cerca un’esperienza più tranquilla. **GEOGRAFIA E PAESAGGIO** Il paesaggio della Val Grande è maestoso e suggestivo, con panorami che spaziano dalle vette più alte alle valli più profonde. Le cime montuose che superano i **2.000 metri di altitudine** offrono viste spettacolari sul Lago Maggiore e sulle valli circostanti. Le valli strette e profonde, che danno il nome al parco, sono solcate da ruscelli, torrenti e piccoli laghi alpini. Oltre al trekking, la Val Grande offre molte attività all’aria aperta. Queste includono il mountain biking, l’arrampicata (soprattutto nelle zone più rocciose) e l’osservazione della fauna. In inverno, le zone circostanti al parco sono perfette per lo sci alpinismo e le escursioni con le ciaspole. In sintesi, questa area è una delle più affascinanti e misteriose d’Italia. Con il paesaggio incontaminato, la biodiversità e la solitudine, rappresenta un angolo di paradiso per chi cerca distanza dalla frenesia quotidiana. È un luogo perfetto per gli amanti della natura e del trekking. È ideale anche per coloro che desiderano respirare aria fresca e immergersi in un ambiente unico. Infine la valle è dotata dei seguenti rifugi e bivacchi che vedete qui sotto. **TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GRANDE:** [Rifugio Alpe Parpinasca](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-parpinasca-del-parco/) | [Rifugio CAI Piancavallone](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-piancavallone/) | [Rifugio Fantoli](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fantoli/) | [Rifugio A.n.a. Casa dell’alpino](https://www.montagnenostre.net/rifugio-a-n-a-casa-dellalpino/) **TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL GRANDE:** [Bivacco Alpe Scaredi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-scaredi/) | [Bivacco Alpe Bondolo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-bondolo/) | [Bivacco Alpe Vald](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-vald/) | [Bivacco Colma](https://www.montagnenostre.net/bivacco-colma/) | [Bivacco Alpe Straolgio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-straolgio/) | [Bivacco Ragozzale](https://www.montagnenostre.net/bivacco-ragozzale/) | [Bivacco Alpe Mottac](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-mottac/) | [Bivacco Alpe Pian di Boit](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-pian-di-boit/) | [Bivacco Bocchetta di Campo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-bocchetta-di-campo/) | [Bivacco Serena](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/10/Bivacco_Serena.webp) | [Bivacco Alpe La Piana](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-in-la-piana/) | Bivacco Vadà | [Bivacco Alpe Curgei](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-curgei/) **Categorie:** Valli **Tag:** Natura Piemonte, Parco Nazionale Val Grande, Val Grande --- ### [Guida al trekking: Consigli sull'acquisto dello zaino](https://www.montagnenostre.net/guida-al-trekking-consigli-sullacquisto-dello-zaino/) **Published:** Luglio 16, 2019 **Author:** Redazione **Content:** Lo zaino è sinonimo di libertà. Con lo zaino puoi raggiungere i luoghi più remoti del pianeta, per un giorno o per diverse settimane. Per questo motivo lo zaino deve essere confortevole, sufficientemente capiente e commisurato all’attività prescelta. Gli zaini possono essere suddivisi in due categorie principali: - **ZAINI DAYPACK** Piccoli zaini da 10 a 40 litri, a seconda dell’attrezzatura e delle vettovaglie che ci si vogliono portare appresso. Sono zaini da utilizzare fino ad una giornata intera di escursionismo. - **ZAINI DA TREKKING** A partire da 40 litri in poi, a seconda di come si vuole intendere sulla provvigione del materiale e sul tipo di percorso che si vuole scegliere. Sono utilizzabili per i trekking di più giorni o settimane. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/07/backpack-1836594_640.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/07/backpack-1836594_640.webp)Foto di [Pexels](https://pixabay.com/it/users/pexels-2286921/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1836594) da [Pixabay](https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1836594)#### **ZAINI DAYPACK** Abbiamo due tipi di zaini giornalieri: #### Zaini classici da alpinismo con apertura superiore sotto il cappuccio Gli zaini da alpinismo vantano per lo più una linea semplice e possiedono poche funzioni, in modo da risultare più leggeri. Poiché vengono chiusi con due cinghie, se necessario possono essere caricati anche esternamente. Il cappuccio estensibile consente di aumentare e ridurre il volume dello zaino all’insegna della massima flessibilità. Così, lo scalatore trova posto per tutto l’occorrente durante la salite (corde, caschetto, imbracatura) e può comprimere lo zaino liberamente durante il tour. Le cinghie di compressione laterali consentono di fissare esternamente i vari utensili. Spesso gli zaini possiedono un ampio scomparto, accessibile solo dall’alto, il che rende più difficoltosa la ricerca di oggetti internamente. #### Zaini giornalieri/daypack con cerniera (apertura frontale a ribalta) Questo tipo di zaini offre accesso al comparto principale attraverso una cerniera circolare. Il lato anteriore del vano principale si apre a ribalta offrendo all’utente una buona visione d’insieme del contenuto. Proprio perché il sistema di riempimento e di svuotamento è più semplice, questo tipo di zaino si presta meglio all’uso quotidiano che non il modello con accesso unico dall’alto. **LEGGI ANCHE:** [Tutti i benefici del trekking](https://www.montagnenostre.net/tutti-i-benefici-del-trekking/) [Tutto quello che devi ricordare quando sei in montagna](https://www.montagnenostre.net/tutto-quello-che-devi-ricordare-quando-sei-in-montagna/) [Guida al trekking: Come preparare lo zaino perfetto](https://www.montagnenostre.net/tutto-quello-che-devi-ricordare-quando-sei-in-montagna/) #### **Come regolare lo zaino nel 20 litri, 30 litri, 40 litri: qual è la dimensione/il volume giusto per me? giusto?** La maggior parte degli zaini multisportivi o da escursionismo ha un volume di **30 litri**, sufficiente per accogliere il principale equipaggiamento. Alcuni zaini giornalieri più tecnici hanno volumi ridotti. Ad esempio lo zaino da trail running da 10 litri contiene solo l’essenziale, mentre uno zaino da arrampicata può accogliere tutto il necessario in 38-45 litri. Se trasportate materiale anche per altre persone (si citi il caso di famiglie con bambini) conviene optare per uno zaino da 40 litri. Nella maggior parte dei casi per un’escursione da un giorno 30 litri sono sufficienti. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/07/backpack-4339090_640.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/07/backpack-4339090_640.webp)Foto di [Mario](https://pixabay.com/it/users/rottonara-596655/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4339090) da [Pixabay](https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4339090)#### **ZAINI DA TREKKING** Anche per gli zaini da trekking, il volume in litri costituisce l’unità di misura fondamentale. Per capire quale volume di zaino soddisfa le tue esigenze, possono essere d’aiuto le seguenti domande. **Quanto durano in media i miei trekking?** L’esperienza mostra che la maggior parte delle persone utilizza lo zaino per escursioni di breve durata, come ad esempio gite di un weekend. In questi casi è indicato uno zaino leggero da escursionismo/trekking con un volume compreso tra i 40 e i 75 litri (per le donne tra i 40 e i 65 litri). In caso di pernottamento in rifugio bastano 40 litri, mentre chi preferisce dormire in tenda avrà bisogno di 50 fino a 70 litri, a seconda delle esigenze individuali. Più dura l’escursione, maggiore sarà il volume necessario. Per trekking a partire dai 5 giorni, escursioni invernali o per genitori che devono trasportare anche l’equipaggiamento dei bambini, in genere occorre uno zaino con un volume di 65 litri e oltre. Chi desidera utilizzare lo zaino sia per le escursioni brevi che per quelle lunghe deve scegliere uno zaino grande, in modo da avere la certezza di poterci infilare tutto il necessario anche in caso di spedizioni prolungate. Si consiglia, nel limite del possibile, di non appendere oggetti allo zaino, onde evitare di graffiarsi con chiodi e puntali e di perdere l’equilibrio. **In quale stagione pratico trekking e escursionismo?** I valori di riferimento suddetti valgono per escursioni in estate. Chi si muove spesso in primavera / autunno o predilige l’alta montagna, necessita di abiti supplementari, di un sacco a pelo più caldo o di una tenda più stabile e quindi di uno zaino più capiente. Lo stesso vale per le spedizioni invernali. *Fonte: sportxx.ch | Foto di [Free-Photos](https://pixabay.com/it/users/Free-Photos-242387/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1149877) da [Pixabay](https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1149877)* **SCOPRI UNA LISTA DI ZAINI CHE POTREBBERO FARE AL CASO TUO:** [Salewa Unisex Ultra Train 18l Backpack](http://Salewa%20Unisex%20Ultra%20Train%2018l%20Backpack) [SKYSPER Zaino da Hiking 35L](https://amzn.to/3YfHuYf) [Deuter Aircontact Lite 50 + 10 Zaino da trekking](https://amzn.to/4iX3uiW) [Ferrino Transalp Zaino](https://amzn.to/4i8GZXc) [NUBILY Zaino Trekking 50L Impermeabile](https://amzn.to/4i8d6q5) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Camminare in montagna, Equipaggiamento di montagna, regole di montagna, zaini daypack, ZAINI TREKKING --- ### [Laghi di Torena: sulle tracce della preistoria alpina](https://www.montagnenostre.net/i-laghi-di-torena-e-i-segni-della-preistoria/) **Published:** Gennaio 10, 2020 **Author:** Redazione **Content:** #### L’escursione ai Laghi di Torena è un’esperienza affascinante che combina la bellezza naturale e la storia antica in un percorso immerso nel cuore delle Alpi. Situati nella regione del Trentino, i laghi di Torena sono due laghi alpini incastonati in una vallata isolata, circondati da montagne maestose e una vegetazione rigogliosa. **COSA VEDERE AI LAGHI DI TORENA** L’area è infatti nota per i **segni della preistoria** che si trovano nei dintorni. **Stupendi graffiti rupestri, incisioni su pietra e resti archeologici** offrono uno spunto per riflettere sulle antiche popolazioni che abitavano queste terre migliaia di anni fa. Questi segni, risalenti a epoche preistoriche, raccontano la vita e le tradizioni degli uomini primitivi, che si trovavano in questi luoghi per cacciare, raccogliere e celebrare eventi religiosi. L’**escursione ai Laghi di Torena** permette di immergersi in un contesto naturale incontaminato, dove la storia e la natura si intrecciano, offrendo un’esperienza unica che soddisfa sia gli amanti della natura che gli appassionati di archeologia. Il cammino, adatto a escursionisti di livello medio, permette di esplorare il territorio, fermandosi in punti panoramici per osservare il paesaggio e contemplare i segni di una storia antica che ancora oggi rivive nel silenzio delle montagne. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Palazzina Falk della diga di Frera, in Val Belviso 1380 m circa. **Quota massima:** 2131 mt **Dislivello di salita:** 750 m fino al Lago Lavazza; 1050 m il giro dei laghi. Cento metri in più con la variante B che passa per la vetta sovrastante il Lago Lavazza. **Tempo di salita:** 5-6 ore per l’intero giro **Segnaletica:** buona **Periodo consigliato:** da Luglio a Ottobre **Particolarità:** naturalistiche-paesaggistiche-storiche **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 803 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 145 m Distance: 4.93 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Pochi metri prima della Palazzina della Falk prendere sulla destra una bella stradicciola che sale alle spalle dell’edificio (segnaletica n° 7). Dopo alcuni tornanti e un lungo tratto obliquo, la strada lambisce un poggio da cui si scorge la sottostante **diga di Frera** ed il **Lago Belviso**. [![Diga di Frera](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Diga_Ponte_di_Frera.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Diga_Ponte_di_Frera.webp)Diga di Frera e il Lago BelvisoPoco dopo si deve prestare attenzione per imboccare sulla destra un sentierino che, abbandonata la larga stradina, s’inerpica nel bosco (segnaletica). Con molti tornanti si guadagna rapidamente quota fino a sbucare nella verdeggiante radura dove sorge la **Malga Fraitina 1698 m**, balcone panoramico sulla Val Belviso. Qui il tracciato sale ripido e diretto fino al soprastante limite del bosco, poi volge a destra (Nord) e prosegue fino a lambire le **Cascine di Caccia 1916 m**. Con vedute sempre più aperte, fra magnifiche radure e rado bosco di grandi larici ed abeti, il sentiero piega ora a sinistra e con un lunghissimo traverso si riporta quasi sulla verticale di Malga Fraitina. In questo punto bellissima è la vista dell’imponente **Monte Torena**, ai cui piedi sembrano sgorgare le cascate che invece si originano dal terrazzo glaciale sottostante, dove sorge la Malga Torena. **SCOPRI ANCHE:** [Percorso Geologico Pedologico di Cimalegna](http://www.montagnenostre.net/percorso-geologico-pedologico-di-cimalegna/) [In Valmalenco alla scoperta del Lago Pirola](http://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-alla-scoperta-del-lago-pirola/) [Ciaspolando sul sentiero dei Forni](http://www.montagnenostre.net/ciaspolando-sul-sentiero-dei-forni/) [Con le ciaspole verso il Rifugio Martello](http://www.montagnenostre.net/con-le-ciaspole-verso-il-rifugio-martello/) Nel rado bosco si raggiungere la stupenda vallecola dove scorre il torrente che genera le cascate appena descritte e la si percorre fino ad un roccione che sembra sbarrare il proseguimento. Il sentiero taglia a destra sotto le rocce e quindi sbuca nella magnifica conca nascosta dove si trovano la Malga Torena ed il limpidissimo **Lago Nero**. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Malga_Torena.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Malga_Torena.webp)Malga di Torena[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago_Nero.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago_Nero.webp)Lago Nero di Torena[![Incisioni rupestri](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Incisioni_rupestri_lago_nero.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Incisioni_rupestri_lago_nero.webp)*Incisioni rupestri presso il lago Nero*Raggiunta la malga si imbocca una traccia che inizia alla sua sinistra e con percorso intricato traversa una zona di grossi blocchi abitata da numerose marmotte. In circa venti minuti di ginnastica su e giù fra i macigni si giunge infine al **Lago Verde di Torena** in cui si specchia il versante settentrionale del Monte Torena. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago-Verde_torrena.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago-Verde_torrena.webp)Lago VerdeTornati sui nostri passi imbocchiamo, poco sotto la malga, il sentiero che percorre la sponda sinistra del Lago Nero (segnavia n° 2) allontanandosi verso Nord. Con un lungo percorso a mezza costa passiamo a monte di una torbiera che separa il Lago Nero da un bacino molto più piccolo posto a 2049 m. Il tratto pianeggiante termina in corrispondenza di due tornanti che ci fanno perdere un po’ di quota, per poi riprendere fino alla base di uno sperone roccioso dove alcuni cartelli indicano le varie direzioni. Seguendo l’itinerario principale, largo e comodo si continuerebbe fino alla **Malga Lavazza** e a Carona; viceversa salendo a sinistra si percorre un ripidissimo pendio dove esistono poche tracce di passaggio. Tuttavia senza difficoltà si arriva al termine della salita dove si apre la minuscola conca nascosta che ospita lo stupendo **Lago Lavazza** 2131 m (ore 0,40 dal Lago Nero). Da qui si torna all’auto lungo il percorso appena compiuto. *Fonte: permontagne.ch* **Categorie:** Escursioni **Tag:** archeologia, incisioni rupestri, laghi alpini, Valchiavenna --- ### [Camminare sulla neve: tutto ciò che c’è da sapere](https://www.montagnenostre.net/camminare-sulla-neve-tutto-cio-che-ce-da-sapere/) **Published:** Dicembre 6, 2024 **Author:** Redazione **Content:** **Camminare sulla neve** lungo i sentieri di montagna è una bella esperienza per godere della natura praticando un’attività rilassante e alla portata di tutti. Le **passeggiate sulla neve in montagna** si possono fare praticamente ovunque: ci sono i sentieri di neve “battuta”, in ogni località sciistica, per consentire di fare escursioni nella neve anche a chi non vuole usare le ciaspole o non scia, e tantomento è in grado di fare escursioni di scialpinismo. Nella lingua tedesca le chiamano ***winterwanderungen***: un’attività piacevole, rilassante e tutto sommato facile, a patto di seguire alcuni consigli, sotto elencati, per camminare sulla neve. [![Paesaggio in inverno](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Panorama_inverno.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Panorama_inverno.webp)Paesaggio invernale | Foto di [Jörg Vieli](https://pixabay.com/it/users/Sonyuser-11407366/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4687649) da Pixabay ### **Godetevi l’atmosfera** Per chi è abituato alla vita di montagna **camminare sulla neve d’inverno** è normale e anzi, ne apprezza anche le diverse sfumature, dalla sensazione tonificante a **quell’aspetto romantico e leggermente irreale** che hanno i paesaggi di montagna quando sono ricoperti di neve. E’ bene sapere che le camminate d’inverno nella neve, o ai limiti di un paesaggio innevato sono rigeneranti non solo per il fisico ma anche per la mente. La neve e l’effetto ovattato che crea possono essere rilassanti e calmanti, perciò respirate a fondo l’aria pulita e fresca e **goditevi il silenzio della natura che sembra addormentata**. **Scopri gli articoli correlati:** [Arriva la neve, serve l’andatura del pinguino](http://www.montagnenostre.net/arriva-la-neve-serve-landatura-del-pinguino/) [In montagna coi bambini: ecco i tanti vantaggi ad alta quota!](http://www.montagnenostre.net/in-montagna-coi-bambini-ecco-i-tanti-vantaggi-ad-alta-quota/) [Itinerario invernale ai Piani di Verra e Lago Blu con le Ciaspole](http://www.montagnenostre.net/itinerario-invernale-ai-piani-di-verra-e-lago-blu-con-le-ciaspole/) [Ciaspolando sul sentiero dei Forni](http://www.montagnenostre.net/ciaspolando-sul-sentiero-dei-forni/) ### **Partire con calma** **Camminare d’inverno** è comunque diverso dal camminare nelle calde stagioni, la temperatura è bassa quindi è importante sapere che i muscoli hanno bisogno di un pò di tempo per riscaldarsi. **Concedetevi un’andatura tranquilla** a inizio camminata e vi accorgerete che poco dopo troverete il vostro ritmo giusto, senza forzature. Vi raccomando di non “partire in quarta” altrimenti finite con qualche crampo o strappo ai muscoli delle vostre gambe. [![Camminare sulla neve](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Camminare_nella_neve.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Camminare_nella_neve.webp)Camminare sulla neve | Foto di Susanne Jutzeler, suju-foto da [Pixabay](https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=3066157)### **Indossare l’abbigliamento giusto** **Indossare l’abbigliamento giusto in montagna è importante** e l’inverno non fa eccezione. Prestate attenzione ai tessuti dell’abbigliamento che scegliete, considerate che è sempre bene che l’umidità non stia a contatto con la pelle, quindi scegliete tessuti tecnici che favoriscano la traspirazione. Il nostro miglior consiglio è sempre quello del **“vestirsi a cipolla”**, in modo da poter togliere qualche strato quando il corpo inizierà a scaldarsi. **Prestare maggior attenzione alle [scarpe](https://amzn.to/2S87SSU)**, camminare sulla neve non è certo un’attività da svolgere con qualsiasi tipo di scarpa. Dovete scegliere scarponcini impermeabili ma traspiranti, che tengano caldi ed asciutti i vostri piedi. [![Camminare sulla neve in montagna](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Camminare_neve_montagna.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Camminare_neve_montagna.webp)Foto dentro [MireXa](https://pixabay.com/it/users/MireXa-9295702/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=3524745) E Piumaggio### **Proteggete i vostri occhi** **E’ importante proteggere gli occhi** perché la neve con la luce del sole diventa abbagliante. **Il riflesso di luce abbagliante del sole sulla neve può essere dannoso per gli occhi**, quindi non è una questione estetica , gli **[occhiali da sole](https://amzn.to/2EAFJM4)**, con lenti adeguate ovviamente, proteggono la salute dei vostri occhi. ### **Mantenetevi idratati** Per chi cammina d’inverno ci sono alcune regole da non dimenticare mai. Prima di uscire controllate se avete tutte le cose essenziali con voi: **[berretto](https://amzn.to/2rSJoT3), guanti, una borraccia d’acqua ed un [thermos](https://amzn.to/36R9rIQ) con una bevanda calda** perché quando si cammina mantenervi idratati è sempre importante. Inoltre mentre camminate invece, anche se va bene godersi il panorama, dovete stare bene attenti a dove mettete i piedi perché è facile scivolare e la neve può nascondere qualche brutta sorpresa: una piccola buca, uno strato di ghiaccio o altro da non procurarvi qualche frattura. Infine non siate troppo svagati nelle vostre passeggiate nel bianco. **Categorie:** In Montagna **Tag:** Camminare all'aperto, Ciaspolate in montagna, Inverno, trekking --- ### [Bambini in montagna: rispettiamo la natura e gli animali!](https://www.montagnenostre.net/bambini-in-montagna-rispettiamo-la-natura-e-gli-animali-2/) **Published:** Dicembre 18, 2024 **Author:** Redazione **Content:** I bambini in montagna possono vivere esperienze molto arricchenti e divertenti, immergendosi nella natura e imparando a conoscere l’ambiente montano. La montagna offre molte opportunità per stimolare la curiosità e l’avventura, ma è anche importante fare attenzione alla sicurezza e al benessere dei piccoli. Allora insegniamo i nostri bambini a rispettare la natura e gli animali di montagna. Mentre invece in caso contrario abbiate pazienza che, con il tempo, impareranno: **la montagna insegna da sola**! [![Baby trekking: bambina in montagna](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Bambina_trekking.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Bambina_trekking.webp)Baby trekking: bambina in montagna – Foto di Andi Graf da [Pixabay](https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1044383) ### **Camminare…in silenzio!** Una delle cose più belle di quando si cammina sui sentieri di montagna è che **chiunque si incontri, ci si saluta sempre**. E quando si incrocia un bambino che dice un bel “Ciao!” non si può fare a meno di rispondere con un grande sorriso. Se i vostri bambini vi vedranno salutare sempre gli sconosciuti camminatori, impareranno presto a farlo e se capirete su un percorso affollato sarà tutto un allegro suggeguirsi di ciao, buongiorno, salve! Insegnamo i nostri bambini che non si lancino in grida ed una smodate mentre si cammina nei boschi o nelle radure in quota. Infatti, durante un escursione, **si possono incontrare animali selvatici come caprioli, scoiattoli, marmotte, camosci, stambecchi**. E’ sempre un momento bellissimo in cui si scorge un animale nel bosco, che ci guarda, e poi scappa veloce. Se il nostro bambino è uno di quelli che adora ogni tipo di animale sulla faccia della terra, stiamo certi che farà tutta la gita in silenzio! [![Bambina sulla roccia](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Bambina_roccia.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Bambina_roccia.webp)Bambina sulla roccia – Foto di [Pezibear](https://pixabay.com/it/users/Pezibear-526143/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1930533) da [Pixabay](https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1930533) ### **Giocare…rispettando la natura!** Una delle cose più belle di quando si cammina sui sentieri di montagna è che **chiunque si incontri, ci si saluta sempre**. E quando si incrocia un bambino che dice un bel “Ciao!” non si può fare a meno di rispondere con un grande sorriso. Se i vostri bambini vi vedranno salutare sempre gli sconosciuti camminatori, impareranno presto a farlo e se capirete su un percorso affollato sarà tutto un allegro suggeguirsi di ciao, buongiorno, salve! Ogni camminata in montagna è una continua scoperta ed **ogni paesaggio di montagna, per un bambino, è un terreno di gioco formidabile**. Dalle sponde dei laghetti dove lanciare i sassi e scovare i girini e ranocchie, alle rive dei torrenti dove fare piccole dighe, ai boschi dove potersi arrampicare su alberi o rocce o giocare a nascondino. Se un bambino è sempre pronto ad esplorare e scoprire, ogni gioco andrebbe sempre fatto ricordandosi di rispettare l’ambiente in cui si trova. L’importante è che facciamo attenzione che i nostri bambini non strappino i rami degli alberi, non raccolgano i fiori o piante protetti e, soprattutto che non [disturbino gli animali](http://www.montagnenostre.net/in-montagna/norme-di-comportamento-in-montagna-rispetta-gli-animali/). **Scopri altre regole su:** [Bambini in montagna: Come allevare dei perfetti montanari](http://www.montagnenostre.net/in-montagna/bambini-in-montagna-come-allevare-dei-perfetti-montanari/) *Fonte:* ilovevaldinon.it – Immagine di [MaBraS](https://pixabay.com/it/users/MaBraS-12907136/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4355469) da [Pixabay](https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4355469) **Ecco alcuni articoli per i vostri bambini:** [ESSENSON Set di ricercatori per Bambini](https://amzn.to/49KwQ0m) [TOSY Flying Ring – 16 milioni di colori RGB o 12 LED, luminoso per ragazzo/ragazza/bambino](https://amzn.to/3Bp1qQB) [meteor Casco da Sci Invernale e da Snowboard con Occhiali per Bambini, Giovani e Adulti Regolabile ](https://amzn.to/3VGgWOU) [auvstar Seggiolino Bici Posteriore per Bambini, Cuscino per Bicicletta di Montagna o Veicolo Elettrico.](https://amzn.to/3OZ4W7n) [CIASPOLE](http://www.montagnenostre.net/?s=ciaspole)[INVERNO](http://www.montagnenostre.net/?s=inverno)[BAMBINI IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=bambini+montagna) **Categorie:** In Montagna --- ### [Bambini in montagna: idee geniali per divertirsi quando nevica](https://www.montagnenostre.net/bambini-in-montagna-cosa-fare-con-i-bambini-quando-nevica-2/) **Published:** Dicembre 9, 2024 **Author:** Redazione **Content:** **Quando arriva la neve l’euforia è contagiosa!** Se i tuoi bambini vanno pazzi per la neve, scopri cosa fare alle prime nevicate. **Bambini e neve sono proprio una bella coppia**, una di quelle che va quasi sempre d’accordo. Perché la neve ha qualcosa di magico: porta la voglia di giocare, leggerezza, euforia. **Far scoprire la neve anche ai bambini più piccoli è un bellissimo modo per giocare insieme**, sarà una scoperta che i piccoli adoreranno, e vi divertirete anche voi a suon di risate. Ci sono davvero tantissimi giochi da fare con la neve senza l’aiuto di attrezzature e liberate la fantasia! Se volete stare tranquilli basta vestire i bambini con una tuta da sci, scarponcini da neve, berretto, sciarpa, guanti da neve e tutti pronti per il divertimento “glaciale”. [![Bambini: buttarsi sulla neve](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Buttarsi_sullaneve.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Buttarsi_sullaneve.webp)Foto di Pezibear da Pixabay### **Buttarsi nella neve fresca** La prima cosa da fare appena arriva un’abbondante nevicata è proprio questa: **uscire di corsa e buttarsi nella neve!** Correte con i bambini, lasciatevi andare e buttatevi nella morbida e fresca neve. Fate la lotta nella neve, rotolatevi, buttatevi a modi banzai, e poi un grande classico, **fate l’angelo della neve** muovendo le braccia e le gambe a faccia in su. Dopo il momento di euforia è bene darsi una spolverata della neve fresca, in modo che non si bagni sulla tuta da sci appena si entra in un locale a bere una bella cioccolata calda. [![Bambini con il pupazzo](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Bambini_pupazzo.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Bambini_pupazzo.webp)Foto di Ben Alexander da Pixabay### **Creare mondi e personaggi con la neve** **Creare con la neve** è una delle cose più belle da fare coi bambini dopo una nevicata. Quindi lasciamo che i bambini si sbizzarriscano e seguiteli! Per questo gioco ci vuole tanta fantasia a misura di bambino. Si possono creare fantastici **pupazzi di neve di tutte le forme e dimensioni**, utilizzando poi i pezzi di rami, bottoni, foglie e carota per occhi, braccia, bocca e naso. Si può anche costruire un piccolo igloo, oppure giocare a chi crea la palla di neve più grande, oppure dare vita ad animali ed altri personaggi fantastici o castelli di neve. **Scopri gli articoli correlati:** [Bambini in montagna: Come allevare dei perfetti montanari](https://www.montagnenostre.net/in-montagna/bambini-in-montagna-come-allevare-dei-perfetti-montanari/) [In montagna coi bambini: ecco i tanti vantaggi ad alta quota!](https://www.montagnenostre.net/in-montagna/in-montagna-coi-bambini-ecco-i-tanti-vantaggi-ad-alta-quota/) [Basta videogiochi, riportiamo i bambini a trascorrere in natura](https://www.montagnenostre.net/in-montagna/basta-videogiochi-riportiamo-i-bambini-a-trascorrere-in-natura/) [I bambini intelligenti? Non usano il tablet ma si sporcano nel fango e si arrampicano sugli alberi](https://www.montagnenostre.net/in-montagna/i-bambini-intelligenti-non-usano-il-tablet-ma-si-sporcano-nel-fango-e-si-arrampicano-sugli-alberi/) **Creare con la neve** è una delle cose più belle da fare coi bambini dopo una nevicata. Quindi lasciamo che i bambini si sbizzarriscano e seguiteli! Per questo gioco ci vuole tanta fantasia a misura di bambino. Si possono creare fantastici **pupazzi di neve di tutte le forme e dimensioni**, utilizzando poi i pezzi di rami, bottoni, foglie e carota per occhi, braccia, bocca e naso. Si può anche costruire un piccolo igloo, oppure giocare a chi crea la palla di neve più grande, oppure dare vita ad animali ed altri personaggi fantastici o castelli di neve. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Scivolare_neve.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Scivolare_neve.webp)Foto di Pezibear da Pixabay### **Scivolare seduti con un sacco** **Di corsa in cima della salita, e poi scendete più veloci sulla neve!** Basta sedersi su un sacco nero della pattumiera ed il gioco è fatto, si va veloci come il vento. L’importante è che scegliete un buon posto per la vostra discesa, che non sia troppo ripido se i bambini sono ancora piccoli, e che abbia alla fine una parte pianeggiate ove potersi fermare. Se il bambino fosse intimorito della discesa, abbiate pazienza e fatelo sedere con voi tra le gambe. Così facendo si sentirà protetto e fategli fare una discesa di “prova” in un tratto non troppo ripido in modo da fargli prendere la confidenza con le discese. Poi che sia con lo slittino, sacco nero, bob o paletta da discesa, **lasciatevi portare dalla neve**! [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Battaglia_neve.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Battaglia_neve.webp)Foto di Виктория Бородинова da Pixabay## **Giocare a battaglie di neve** Dopo una bella nevicata uno dei giochi più classici e divertenti da fare è proprio **giocare a palle di neve**! Si può organizzare una bella battaglia improvvisata a squadre, giocare a palle di neve è sempre divertente. Basta prendere un pò di nev, schiacciate leggermente con le mani formando una palla, mirate l’avversario e lanciate colpendolo. **Fate attenzione alla neve non sia molto bagnata** perché pesante, non fresca quindi si rischia di farsi male. Con la neve molto bagnata o pesante se lanciate con troppa forza potete ferire qualche vostro parente od amico con il rischio che finisca al pronto soccorso. *Fonte:* ilovevaldinon.it – Immagine di mbll da Pixabay **Ecco alcuni articoli per i vostri bambini:** [Lechnical Slittino Pieghevole in Legno e Metallo 110 cm con Fune Slitta da Neve](https://link.amazon/B02K1qPUe) [Slittino pieghevole con schienale, 110 cm, slitta pieghevole in legno per bambini, con corda di trazione, stabile slitta in compensato, giocattolo invernale per avventure sulla neve](https://link.amazon/B0h94KT3y) [Sci Da Neve Per Passeggino – 2 In 1 Attacco Stroller Sci Da Neve Per Sport Invernali](https://link.amazon/B04GA7FYz) **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, giochi all'aperto, Inverno, montagna --- ### [Valmalenco, scrigno orografico tra quattromila, ghiacciai e pietra ollare](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Published:** Novembre 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** In pochi chilometri, da Sondrio, si raggiunge la **Valmalenco**, inizialmente aspra e incassata, poi, salendo, sempre più aperta verso l’ampio scenario dominato dai gruppi montuosi del **Disgrazia**, del **Bernina** e del **Pizzo Scalino**. Chiesa in Valmalenco, Caspoggio e Lanzada, tre località che, insieme, formano un comprensorio turistico con una buona ricettività alberghiera e infrastrutture per il tempo libero e lo sport. [![Monte Disgrazia visto dal rifugio Longoni](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Disgrazia_Longoni.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Disgrazia_Longoni.webp)Monte Disgrazia visto dal rifugio Longoni**Soggiornare in Valmalenco significa avvicinarsi al mondo della montagna e viverla da protagonisti lungo la sua articolata rete di sentieri che va da rifugio a rifugio in un contesto di alto valore naturalistico, storico ed etnografico.** Espressione tipica della Valmalenco è la lavorazione della pietra ollare, che da tempi remoti viene escavata in Valle e con la quale oggi si producono oggetti artigianali. **DESCRIZIONE DELLA VALLE** La Valmalenco si apre a nord di Sondrio, lasciandosi alle spalle i terrazzamenti tipici dei vigneti che circondano il capoluogo della Valtellina. Vero “paradiso di neve”, la Valmalenco è conosciuta per la pratica degli sport invernali, qui infatti si trova il terreno ideale per lo sci alpino, lo sci nordico e lo sci alpinismo. Chiesa e Caspoggio sono stazioni sciistiche dalle consolidate tradizioni, dove all’emozione di una discesa a valle sulle soleggiate piste del Palù si alternano le difficoltà delle impegnative piste delle competizioni internazionali di Caspoggio. ### Valmalenco Neve naturale e programmata consente lo sci fino a tarda primavera, con impianti di risalita rinnovati e moderni. Tra questi spicca la Snow Eagle, una delle più grandi funivie del mondo. È lo sci-fantasia del telemark, dello snowboard e del fuori pista. Anche la “tintarella di luna” è disponibile: impianti e ristoranti in quota restano aperti nelle notti di luna piena. In Valmalenco è possibile compiere alcune delle escursioni sci-alpinistiche più belle e classiche delle Alpi. Lanzada e Chiareggio offrono opportunità suggestive lungo le piste di fondo. D’estate si possono percorrere vari itinerari in mountain-bike. \[expander\_maker id=”1″ more=”LEGGI TUTTO” less=”CHIUDI”\] Un’articolata rete di sentieri “da rifugio a rifugio” – in un contesto di alto valore naturalistico, storico, etnografico – permette passeggiate ed escursioni emozionanti immersi nella bellezza di uno splendente paesaggio, dove spicca la scenografica piramide del Pizzo Scalino. Il [rifugio Marinelli](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) – il più antico della Valle – è meta per tutti, mentre il moderno [rifugio Marco e Rosa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marco-e-rosa/) è raggiungibile con un percorso difficile, solo per i più esperti. Da segnalare l’[Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/lalta-via-della-valmalenco/) , un giro circolare in quota da percorrere in più tappe sulle orme della cultura antica al confine tra Lombardia e Engadina , per uno sviluppo di 110 chilometri che da Torre di Santa Maria si snoda fino alle pendici del **Monte Disgrazia**, del **Pizzo Bernina** e del **Pizzo Scalino**, grandiosi scenari con vette che raggiungono i quattromila metri. Vere e proprie mete della Valle sono inoltre i laghetti glaciali, il Lagazzuolo e lo splendido lago d’ D’Entova , o il più noto lago Palù , e gli impianti idroelettrici con le maestose dighe di Campo Moro e Alpe Gera. [![Monte Disgrazia visto dai piani di Fora](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/PianidiFora.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/PianidiFora.webp)Monte Disgrazia visto dai piani di ForaLa Valmalenco è anche nota **per essere un autentico giacimento di innumerevoli minerali (260 varietà)** tale da conferire a questo territorio una vasta e meritata fama internazionale. Una realtà di tutto rilievo – espressione tipica della Valle – è l’attività estrattiva: **le tipologie dei materiali estratti (principalmente serpentino, pietra ollare e talco)** e la relativa lavorazione sono qualitativamente molto apprezzate e i prodotti lavorati sono esportati in tutto il mondo. La visita al Museo Storico della Valmalenco , diviso in cinque sezioni, permette di conoscere ogni aspetto del territorio, della vita e del lavoro delle popolazioni Malenco in questi ultimi secoli. La Valmalenco è cortesia, amicizia, tradizioni che si rilevano ancora nei gusti e negli aromi della cucina, dei prodotti tipici e dei vini pregiati. Ottima ricettività alberghiera, possibilità di soggiorni con formule personalizzate (settimane bianche o settimane verdi, week-end), programmi ricchi di animazione e attrazioni per soddisfare ogni esigenza, un innovativo Centro Congressi per ospitare incontri di lavoro in un ambiente naturale affascinante; discoteche, pub e piano-bar, shopping, gioco del golf presso il Valtellina Golf Club di Caiolo . E ancora ….. una moderna piscina coperta, campi da tennis, palazzetti dello sport, piste di pattinaggio su ghiaccio, pareti di arrampicata artificiali su ghiaccio o su roccia, i segni del tempo passato che rivivono passeggiando nei nuclei caratteristici della Valle garantiscono occasioni di svago e relax ……. **Valmalenco : l’idea per trasformare la vacanza in un’esperienza indimenticabile**. Fonte: malenco.com \[/expander\_maker\] **TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO** [Rifugio Barchi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-barchi/) | [Rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/ "Rifugio Bignami") | [Rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/) | [Rifugio Cà Runcasch](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ca-runcasch/ "Rifugio Cà Runcasch") | [Rifugio Carate Brianza](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/ "Rifugio Carate Brianza") | [Rifugio Cometti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cometti/ "Rifugio Cometti") | [Rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/ "Rifugio Cristina") | [Rifugio Del Grande Camerini](http://www.montagnenostre.net/rifugio-del-grande-camerini/ "Rifugio Del Grande Camerini") |[ Rifugio Gerli Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/ "Rifugio Gerli Porro") | [Rifugio Lago Palù](http://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/ "Rifugio Lago Palù") | [Rifugio Longoni](http://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/ "Rifugio Longoni") | [Rifugio Marco e Rosa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marco-e-rosa/ "Rifugio Marco e Rosa") | [Rifugio Marinelli](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/ "Rifugio Marinelli Bombardieri") | [Rifugio Cesare Mitta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-mitta/ "Rifugio Cesare Mitta") | [Rifugio Motta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-motta/ "Rifugio Motta") | [Rifugio Musella](http://www.montagnenostre.net/rifugio-musella/ "Rifugio Musella") | [Rifugio Ponte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ponte/ "Rifugio Ponte") | [Rifugio Tartaglione](http://www.montagnenostre.net/rifugio-tartaglione-crispo/ "Rifugio Tartaglione Crispo") | [Rifugio Ventina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/ "Rifugio Ventina") | [Rifugio Zoia](http://www.montagnenostre.net/rifugio-zoia/ "Rifugio Zoia") | [Chamanna Da Boval](http://www.montagnenostre.net/chamanna-da-boval/ "Chamanna Da Boval") | [Chamanna Coaz](http://www.montagnenostre.net/chamanna-coaz/ "Chamanna Coaz") | [Capanna del Forno](http://www.montagnenostre.net/capanna-del-forno-cas/ "Capanna del Forno") | [Rifugio Tschierva](http://www.montagnenostre.net/rifugio-tschierva/ "Rifugio Tschierva") | [Ex Rifugio Desio](http://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-desio/ "Ex Rifugio Desio") | [Ex Rifugio Scerscen](http://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-scerscen/ "Ex Rifugio Scerscen") **TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO** [Bivacco Alpini Lagazzuolo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpini/) | [Bivacco A. Rusconi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-anghileri-rusconi/ "Bivacco Anghileri Rusconi") | [Bivacco Colombo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-colombo-a-bijelich/ "Bivacco Colombo A. Bijelich") | [Bivacco Odello Grandori](http://www.montagnenostre.net/bivacco-odello-grandori/ "Bivacco Odello Grandori") | [Bivacco A. Oggioni](http://www.montagnenostre.net/bivacco-a-oggioni/ "Bivacco A. Oggioni") | [Bivacco A. Pansera](http://www.montagnenostre.net/bivacco-amedeo-pansera/ "Bivacco Amedeo Pansera") | [Bivacco Parravicini](http://www.montagnenostre.net/bivacco-parravicini/ "Bivacco Parravicini") | [Bivacco Rauzi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-rauzi/ "Bivacco Rauzi") | [Bivacco Taveggia](http://www.montagnenostre.net/bivacco-angelo-taveggia/ "Bivacco Angelo Taveggia") [ESCURSIONI VALMALENCO](http://www.montagnenostre.net/?s=escursioni+valmalenco)[ITINERARI VALMALENCO](http://www.montagnenostre.net/?s=itinerari+valmalenco)[GRUPPO BERNINA](http://www.montagnenostre.net/?s=gruppo+bernina) **Categorie:** Valli **Tag:** chiesa in valmalenco, sondrio, Valmalenco, valtellina --- ### [Husky Trekking: passeggiate a piedi in compagnia dei cani husky](https://www.montagnenostre.net/husky-trekking-passeggiate-a-piedi-in-compagnia-dei-cani-husky/) **Published:** Luglio 5, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Il **Husky Trekking** è una disciplina che appartiene alla famiglia dello sleddog. Lo sleddog, ovvero la guida della slitta, è lo sport praticato con una slitta trainata da cani nordici, in particolare i Siberian Husky. Chi pratica questa attività apprezza la resistenza degli animali e la bellezza dei paesaggi invernali. Questa specialità consiste nel fare escursioni dotandosi di una cintura apposita, davanti viene agganciato il guinzaglio che ci tiene legati al cane guida. Il cane guida è davanti a noi e anticipa il tracciato secondo l’itinerario scelto dai partecipanti. Essa nasce dalla necessità di praticare attività outdoor anche quando la neve scarseggia. Il cane guida resta davanti a noi e ci conduce lungo il tracciato scelto. In questo modo si può godere di incontri ravvicinati con la natura in ambienti sicuri, sempre rispettando gli animali. La particolarità di questo sport sta nel fatto che, diversamente dal trekking tradizionale, si è in stretta relazione con il cane posto davanti a noi. Sarà nostro compito dare indicazioni al cane su tragitto e regolare l’andatura dell’escursione. La pratica dell’Husky trekking può sembrare banale (si viene quasi trascinati dal cane) ma in verità richiede abilità nel gestire il cane guida e nel riuscire a stare a passo. ##### Caratteristiche della disciplina - I cani vengono imbragati e legati al trekking tramite una fune elastica e cintura, garantendo comfort e sicurezza. - Gli istruttori affiancano i partecipanti, fornendo spiegazioni e assistenza lungo il cammino - Grazie al carattere affabile degli husky, l’attività è adatta a molti: dai bambini (generalmente dai 5 o 7 anni in su) ai diversamente abili, e anche a chi non ha grande dimestichezza con gli sport all’aria aperta. ##### **Chi può praticarlo?** Questo sport non è consigliato ai bambini piccoli, poiché richiede di domare il cane che cammina velocemente. È uno sport completo per ragazzi e adulti che vogliono stare a contatto con animali e natura. Oltre alla possibilità di visitare posti nuovi con escursioni particolari, Husky Trekking offre esperienze uniche. Durante il cammino, il cane imparerà ad adattarsi alla nostra andatura, aiutandoci nei tratti più difficili. Sarà il nostro grande amico di avventura e rinforzerà il rapporto con l’animale. ##### **Quando praticarlo?** È uno sport molto flessibile, praticabile dalla primavera fino all’autunno. L’unica esigenza è la mancanza di neve e ghiaccio sul percorso intrapreso. Contrariamente a quanto avviene per lo sleddog. ##### Perché sceglierlo? - Un modo unico per connettersi con un animale energico e affettuoso, impegnato nell’attività fisica insieme a te. - Una passeggiata che, grazie ai panorami alpini, diventa un’immersione nella natura. - Accessibile, divertente e adatto a un pubblico trasversale: famiglie, bambini, adulti, persone con disabilità. ##### Guarda i video ##### **Dove praticarlo** in Italia? - **Valdidentro (Bormio–Livigno), Lombardia**: Il **Centro Italiano Sleddog – Husky Village Arnoga** offre escursioni tutto l’anno. In estate, si attraversano sentieri panoramici come la Decauville Arnoga–Cancano e la Val Viola, accompagnati dagli husky. Link: - **Val Camonica (Ponte di Legno/Passo del Tonale)**: Presso **Huskyland**, escursioni di circa 1 ora e mezza in compagnia degli husky tra maggio e settembre, adatte a chi ama la natura e l’interazione con i cani. Link: - **Cortina d’Ampezzo, Veneto**: L’**ASD Scuola Internazionale Mushing Sleddog** propone uscite estive di circa 2 ore dove i cani – imbragati davanti – diventano compagni di camminata entusiasmanti, sotto la guida esperta di mushers professionisti. Link: [https://cortina.dolomiti.org](https://cortina.dolomiti.org/it/estate/cosa-fare/attivita/husky-trekking/) - **Pragelato, Piemonte**: **The Husky Experience** offre escursioni di circa 3 ore nella Val Troncea: il trekking avviene grazie a un attrezzatura specifica che lega il partecipante al cane, per un’esperienza emozionante e immersiva. Link: - **Altopiano dei Sette Comuni, Veneto**: L’associazione **Dog Trekking Altopiano 7 Comuni** propone escursioni tutto l’anno in compagnia degli husky, incluse attività estive e campi per i più giovani. Tutta l’attrezzatura necessaria è fornita e l’esperienza ha un forte valore educativo e collaborativo. Link: ##### …oppure all’estero cliccando i link sotto: Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/husky-park-nunatak-l245963/) Fonte: montagnaestate[.it](Fonte:%C2%A0montagnaestate.it) | *[OpenAI. (2023). ChatGPT \[Modello linguistico di grandi dimensioni\].](https://www.openai.com/chatgpt "OpenAI. (2023). ChatGPT [Modello linguistico di grandi dimensioni].")* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Husky trekking, Passeggiate in montagna, trekking --- ### [Passo del Muretto: un valico storico tra due mondi](https://www.montagnenostre.net/passo-del-muretto-il-passaggio-tra-la-valmalenco-ed-engadina/) **Published:** Marzo 27, 2025 **Author:** Redazione **Content:** ### Da Chiareggio al passo del Muretto o “monte dell’Oro”, storico valico fra Valmalenco ed Engadina. Il Passo del Muretto è un antico valico montano che segna il confine naturale tra la **Valmalenco** e **l’Engadina**. Inoltre, situato a circa 2.400 metri di altitudine, questo passo è stato per secoli una via di comunicazione tra le due valli. Attraversa paesaggi mozzafiato caratterizzati da maestose montagne, laghi alpini e praterie verdi. L’escursione al **Passo del Muretto** permette di immergersi in un ambiente naturale incontaminato, dove la fauna locale, come stambecchi e marmotte, si può facilmente avvistare. Il percorso offre spettacolari panorami sulla Valmalenco, con le sue cime innevate, e sull’Engadina, una valle svizzera famosa per i paesaggi alpini e l’architettura tradizionale. Durante l’escursione si attraversano pascoli e boschi, con tratti che offrono momenti di riposo e contemplazione della bellezza selvaggia del territorio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Salita_Passo_Muretto.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Salita_Passo_Muretto.webp)Passaggio verso il Passo del MurettoCome tutti i punti d’incontro fra differenti aree geologiche, tutta la zona è ricca di minerali fra cui la vesuvianite, il diopside verde, i granati rossi. Storicamente, era un antico valico commerciale fra Valmalenco, Engadina e Svizzera interna (attraverso i passi del Settimo e dello Julier) il Passo del Muretto era attraversato da una larga mulattiera percorsa da carovane someggiate recanti in Svizzera e nella Mitteleuropa i vini valtellinesi e le pregiate piode per tetti della Valmalenco. Oggi, il Passo del Muretto è un luogo di grande interesse per gli appassionati di storia, escursioni e paesaggi montani. La vetta, con il suo panorama spettacolare, rappresenta una connessione simbolica tra due culture e due territori, la Lombardia e la Svizzera, che si intrecciano nel cuore delle Alpi. Perfetto per gli escursionisti e gli amanti della natura, il Passo del Muretto è anche un punto di riferimento per coloro che desiderano esplorare le tradizioni e la storia di una delle zone più affascinanti delle Alpi centrali. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Fiori_al_passo_muretto.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Fiori_al_passo_muretto.webp)Una serie di varietà di fiori al Passo del Muretto in Valmalenco**DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Chiareggio (1612 m) **Quota massima:** 2628 m **Dislivello di salita:** 950 m **Tempo di salita:** 3 ore per la sola salita **Segnaletica:** buona **Periodo consigliato:** da Luglio a Ottobre **Particolarità:** naturalistiche-paesaggistiche-storiche **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 18/07/2015, 08:31 Duration: 06:43:58 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1150 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1108 m Distance: 16.30 km **[Per Wikiloc, scarica questo percorso.](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/passo-del-muretto-115163530 "Per Wikiloc, scarica questo percorso.")** Inoltre, da Chiareggio è possibile proseguire ancora un poco in auto lungo una sterrata che più avanti si biforca. A sinistra scende verso il **Pian del Lupo**, portandosi al punto di confluenza fra le valli Ventina, Sissone e Muretto. A destra sale ora più stretta e dissestata verso il Passo del Muretto. Il tracciato, che ricalca la vecchia mulattiera, è in realtà una strada militare recente costruita negli anni ’30. A questo punto è conveniente lasciare l’auto per iniziare la salita a piedi. Essa porta subito a un bel poggio (**località Belvedere** 1735 m) sovrastante il Pian del Lupo. Da lì si gode una magnifica vista sulla parete Nord del Monte Disgrazia e sul ghiacciaio ai suoi piedi. Ora la stradetta prende a salire con più decisione. Inizia una serie di tornanti nel bosco che, dopo una breve interruzione pianeggiante, riprende portandosi poco sotto i prati dell’**Alpe dell’Oro** 2010 m. È consigliabile una breve deviazione verso destra che, in pochi passi, porta all’alpeggio. Così si possono ammirare le vecchie baite e la splendida localizzazione. Ritornati sulla stradetta principale ci si inoltra ora verso Nord, nella Valle del Muretto, dominata verso Nord-ovest dalla bella punta del Monte del Forno 3214 m. Ci si avvicina così al greto del torrente finché, verso i 2300 m, la strada si perde fra i detriti. Non ci sono tuttavia problemi di sorte: risalendo due successivi valloncelli detritici (qui è possibile anche rinvenire interessanti campioni di minerali) si giunge al valico che è posto in quella di destra di due selle separate da un cocuzzolo di sfasciumi. *Fonte: permontagne.ch* **SCOPRI ANCHE:** [Percorso Geologico Pedologico di Cimalegna](http://www.montagnenostre.net/percorso-geologico-pedologico-di-cimalegna/) [In Valmalenco alla scoperta del Lago Pirola](http://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-alla-scoperta-del-lago-pirola/) [Ciaspolando sul sentiero dei Forni](http://www.montagnenostre.net/ciaspolando-sul-sentiero-dei-forni/) [Con le ciaspole verso il Rifugio Martello](http://www.montagnenostre.net/con-le-ciaspole-verso-il-rifugio-martello/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Passi alpini, Passo del Muretto, Svizzera, Trekking in Lombardia, Valmalenco --- ### [Ciaspolata d’altura: ascesa alla Dorsale Cavallo di Ro](https://www.montagnenostre.net/ciaspolare-in-valle-antrona-dal-rifugio-citta-di-novara-alla-dorsale-cavallo-di-ro/) **Published:** Gennaio 2, 2020 **Author:** Redazione **Content:** #### **Ciaspolare in Valle Antrona** vi porterà alla scoperta di una **valle intatta**, nelle sue **tradizioni**, nei **paesaggi** e nei **villaggi alpini**. In Valle Antrona regna un silenzio cui non si è abituati, sinonimo di **tranquillità e natura incontaminata**. Ciaspolare in Valle Antrona sarà un’esperienza davvero indimenticabile. Si risale in auto, da Villadossola, la strada per la Valle Antrona fino al comune di Antrona, dove si devia a destra seguendo l’indicazione per **Cheggio** e continuando per altri 7 km. Il percorso è completamente su strada provinciale asfaltata tenuta sgombra dalla neve, nei fine settimana, fino al rifugio. DETTAGLI ITINERARIO** #### **WT2** – Itinerario Escursionistico con le ciaspole **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [Valle Antrona](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/ "VALLE ANTRONA") **Località di partenza:** [Rifugio Città di Novara](http://www.montagnenostre.net/rifugio-novara/) (1474 m.) **Località di arrivo:** Dorsale Cavallo di Ro (1895 m.) **Dislivello:** 400 m. **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** dato non disponibile **Tempo:** 1 ora e 30 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** panoramico **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio si raggiunge risalendo la **[Valle Antrona](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valleantrona-rifugi/)** fino al comune di Antrona dove si devia a destra seguendo l’indicazione per **Cheggio** e continuando per altri 7 km. Il percorso è completamente su strada provinciale asfaltata tenuta sgombra dalla neve, nei fine settimana, fino al rifugio. ![Rifugio Città di Novara](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/01/RifugioCittadiNovara.webp)Rifugio Città di NovaraLasciato l’asfalto dinanzi al tapirulant della pista per gli slittini, si sale lungo il vallone del Passo del Fornalino, collegamento estivo con la **[Val Bognanco](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/vallebognanco-rifugi/)**. Raggiunte le baite dell’**Alpe Meri Inferiore** (m 1630) 0h20, ci si dirige verso un evidente macigno sulla cui sommità si erge una croce di acciaio, quindi a destra in direzione delle sovrastanti baite dell’Alpe Meri. ![Segnaletica percorso ](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/01/Segnaletica_percorsoCavallodiRo.webp)Segnaletica percorso in direzione delle sovrastanti baite dell’Alpe Meri![Alpe Meri](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/01/Alpe_Meri.webp)Alpe MeriDa questo punto si segue con dolce pendenza costante una traccia su pista forestale fino alla dorsale (m 1895) da dove si può ammirare tutto il corollario di magnifiche cime tra i tre e i quattro mila metri che caratterizzano questa zona oltre al **lago Alpe dei Cavalli, la Forcola, il lago di Antrona, il lago di Campiccioli**, la dorsale che divide la valle Antrona dalla valle Anzasca. ![Veduta della testata da Cavallo di Ro](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/01/VedutaTestata_da_CavallodiRo.webp)Veduta della testata da Cavallo di RoLungo il percorso sono sconsigliate deviazioni verso il passo del Fornalino ma ancora più, raggiunta la **dorsale Cavallo di Ro**, il proseguimento lungo il sentiero estivo verso le dirimpettaie Alpi di Cama causa pericoli valanghe nei ripidi pendii. **Note**: Itinerario fattibile anche in notturna nelle serate di luna piena. Pista sempre ben battuta. Fonte: [rifuginrete.com](https://www.rifuginrete.com/) TI POTREBBERO INTERESSARE:** [HIKENTURE Ghette per Escursionismo](https://amzn.to/40hWq8C) [ENONEO Scaldacollo](https://amzn.to/4gZjwrD) [ROCKBROS Passamontagna invernale](https://amzn.to/4gdCGco) [kyncilor Guanti Invernali Impermeabili](https://amzn.to/4gdCxWo) **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l’attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l’indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.valleantrona.com](https://www.valleantrona.com/) **Web:** [www.rifugionovara.com](http://www.rifugionovara.com) E-Mail:** [mariano@rifugionovara.com ](mailto:mariano@rifugionovara.com) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate in Piemonte, Valle Antrona --- ### [Alla Scoperta del Rifugio Fondomonfracchio in Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fondomonfracchio/) **Published:** Ottobre 27, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Rifugio Fondomonfracchio: una struttura del Club Alpino Italiano (CAI) situata in Valle Vigezzo, nel cuore delle Alpi Lepontine. A 1.072 metri di altitudine, il rifugio offre un punto di sosta ideale per escursionisti e amanti della montagna. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola Nord (Italia). **Valle:** [Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/ "VALLE VIGEZZO"). **Località di partenza:** Spruga (Svizzera), s.l.m. 1.112 m. **Quota di partenza:** 1.112 m. **Dislivello:** -40 m. **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 45 minuti. **Periodo di apertura:** In permanenza (accordi con Sezione). **Posti letto:** 22 posti. **Gestione:** CAI Sezione Val Vigezzo. Inoltre, Rifugio Fondomonfacchio è citato tra le mete della zona. **Contatti:** Tel. +39 0324 51892 o +39 348 7239944. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **OPZIONE 1** **Dislivello m 375 in salita, m 1000 in discesa; tempo di percorrenza circa 3 ore. Difficoltà E.** Dalla **Piana di Vigezzo** (m 1725, raggiunta tramite funivia da Prestinone o in circa due ore a piedi e 830 metri di dislivello da Vocogno), si sale dapprima in direzione Nord-Est quindi Nord lungo il sentiero per la **Bocchetta di Muino**, che si lascia seguendo la deviazione a destra per la **Bocchetta del Rosario**. Si risale il pendio che in inverno ospita la pista da sci fino ad una sella a Nord della quota 1879, da cui si prosegue più o meno a mezzacosta fino alla Bocchetta del Rosario (m 1955), nota anche come **Bocchetta della Cima o del Sassone**. Passato il valico, si prosegue verso destra sul versante di Onsernone (M45) arrivando all’**Alpe Casariola** (m 1818). Si prosegue in direzione Nord transitando per un minuscolo laghetto; più avanti il sentiero piega a destra per aggirare un costone. Dopo un breve tratto a mezzacosta si lascia a destra la deviazione per l’**Alpe Motto** e si scende con alcuni tornanti (M51a); si percorre un tratto nel bosco e si arriva all’**Alpe Gnasco** (m 1534). Il sentiero rientra nel bosco e, con una lunga serie di tornanti, perde quota nella faggeta. Successivamente, si passa il Rio della Ghirba su un ponte da cui si ammira una spettacolare cascatella. Inoltre, si scende attraversando il Rio Cortaccio e il Rio dei Bagni su altri due ponti, arrivando in vista dell’alpe Fondomonfracchio. Infine, si attraversa il prato raggiungendo in breve il rifugio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/10/Rifugio_fondomonfracchio1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/10/Rifugio_fondomonfracchio1.webp)Rifugio Fondomonfracchio**OPZIONE 2** **Dislivello 290 m in salita, 320 m in discesa; tempo di percorrenza circa 1 ora e 45 minuti. Difficoltà E.** Da Spruga (m 1112) è l’ultimo centro raggiungibile in auto nel tratto elvetico della Valle Onsernone. Si scende lungo la strada privata fino ai Bagni di Craveggia (m 976), dove si rientra in territorio italiano. Si segue l’evidente sentiero (M51 – GTA) sulla sinistra del Rio dei Bagni (destra salendo). Si arriva all’ampia voragine del Rio dei Rossetti, che si incontra sulla destra. Si passa con attenzione il guado e si risale sull’altra sponda, dove ricomincia il sentiero. Poco dopo si abbandona per una deviazione a destra segnalata da un ometto. Questo permette di evitare il tratto lungo del torrente, dove il sentiero principale è stato distrutto dalle piene. La traccia riporta in seguito sul sentiero che prosegue senza interruzioni fino a Fondomonfracchio. Poco prima di arrivare all’alpeggio si incontra una deviazione a destra che risale il pendio e transita per una cappella ristrutturata. Raggiunge il nucleo orientale di Fondomonfracchio; da qui si prosegue per i prati in direzione Ovest, pervenendo in breve al rifugio. Se invece di prendere la deviazione, si prosegue per il sentiero. Si giunge in breve alla base del prato dove arriva il sentiero da Gnasco descritto nell’itinerario 1. Per le restanti due opzioni vai nel sito di CAI Vigezzo. *Fonte: [caivigezzo.org](https://www.caivigezzo.org/)* **GUARDA IL VIDEO** **TRAVERSATE** Traversata della Valle Vigezzo verso il Rifugio Margaroli | Traversata verso il Rifugio Alpe Casariola **ASCENSIONI** Monte Zeda (2.156 m) | Pizzo d’Andolla (2.656 m, più impegnativa) **ESCURSIONI** Alpe Casariola e Bocchetta del Rosario | Sentiero botanico e panoramico della Valle Vigezzo | Bagni di Craveggia [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE VIGEZZO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Nord, Trekking in Piemonte --- ### [An Object at Rest: la storia di una pietra...](https://www.montagnenostre.net/an-object-at-rest-la-storia-di-una-pietra/) **Published:** Ottobre 10, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ## An Object at rest Questo video, An Object at rest, evidenzia la pietra che attraversa millenni. È la storia di una pietra che viaggia nel corso dei millenni. Affronta il più grande ostacolo della natura: la civiltà umana. L’abilità di chi ha creato il video è stata eccezionale. Ne vale la pena guardarlo. Inoltre il contenuto è profondo. Ci fa capire i difetti e la noncuranza della civiltà umana nei confronti della natura. **Condividete questo video ai vostri amici. Salviamo la nostra amata terra.** **DOCUMENTARIO** USA / 2011 / 1′ **REGIA:** Seth Boyden **PRODUTTORE:** Seth Boyden *Fonte: [An Object at Rest – Vimeo](https://vimeo.com/126177413)* **VEDI ANCHE:** [Trail Dog](https://www.montagnenostre.net/trail-dog/) [K2 Mozzafiato: Viaggio Visivo sulla Vetta Più Temuta](https://www.montagnenostre.net/k2-mozzafiato-viaggio-visivo-vetta-temuta/ "K2 mozzafiato: viaggio visivo sulla vetta più temuta") **Categorie:** Video **Tag:** natura, regole montagna, Video, Video Montagna --- ### [K2 mozzafiato: viaggio visivo sulla vetta più temuta](https://www.montagnenostre.net/k2-mozzafiato-viaggio-visivo-vetta-temuta/) **Published:** Dicembre 21, 2021 **Author:** Redazione **Content:** Il K2 è una montagna selvaggia che cerca di ucciderti. È così che lo scalatore George Bell descrisse la famigerata vetta dopo la prima spedizione americana nel 1953. Dando per sempre alla montagna il soprannome di The Savage Mountain. Sessantasei anni dopo, le guide alpine Eddie Bauer, Adrian Ballinger e Carla Perez mirano a raggiungere la vetta di 8611 metri. E aspirano ad unirsi a una comunità di esploratori in numero inferiore a quelli che sono stati nello spazio. Ancora più incredibile, entrambi tenteranno l’impresa senza l’uso di ossigeno supplementare. In ogni fase del percorso la squadra affronta condizioni pericolose. Terribili battute d’arresto e disgrazie schiaccianti le accompagnano. Ma, come dice Ballinger, andrò finché la montagna non mi dirà che non posso più andare. **Titolo film** / Breathtaking: K2 – The World’s Most Dangerous Mountain **Arrampicata estrema** / Nepal 2020/ 46’16” **Regia** / Eddie Bauer – Nepal **Produttori** / – **Casa di Produzione** / Eddie Bauer *Fonte: [Youtube](https://www.youtube.com/watch?v=cvFt2Xcuois) – Pubblicato da Eddie Bauer su YouTube* **VEDI ANCHE:** [An Object at resto: la storia di una pietra…](https://www.montagnenostre.net/an-object-at-rest-la-storia-di-una-pietra/ "An Object at resto: la storia di una pietra…") [Darklight: l’incredibile discesa notturna dei ciclisti!](https://www.montagnenostre.net/darklight-lincredibile-discesa-notturna-dei-bikers/ "Darklight: l’incredibile discesa notturna dei ciclisti!") [Jumbo Wild](https://www.montagnenostre.net/jumbo-wild/ "Jumbo Wild") **Categorie:** Video **Tag:** k2, Nepal, Video Montagna --- ### [Rifugio Cassana: balcone alpino sulle vette di Livigno](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cassana/) **Published:** Settembre 8, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio si trova a 2601 m. nella conca glaciale che precede il valico ed è stato ricavato dalla ristrutturazione nel 1983 di una casermetta difensiva costruita dal Genio Militare nel 1912. La costruzione massiccia conserva l’aspetto severo dell’opera militare fortificata e solo all’interno ha assunto l’aspetto accogliente del piccolo albergo di alta montagna.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val di Livigno](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/ "VAL DI LIVIGNO") **Località di partenza:** Ponte Calcheira **Quota di partenza:** 2051 m. | **Dislivello:** 550 m. | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** dal 15 giugno al 30 settembre (condizioni meteo permettendo) **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Giovanna Galli **Tel.** +39 333 5942572 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 20/08/2010, 10:50 Duration: 09:38:08 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1565 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1532 m Distance: 23.25 km Da Livigno si prende la strada per la **Val Federìa**. Si percorre in auto per circa 10 minuti (3 km) fino a raggiungere **Pont da la Calchéira**. Da qui si continua a piedi per circa 3 km. Inoltre si arriva alla località **Plan da l’Isoléta**, erroneamente segnata sulle carte come **Piano dei Morti**. Poco oltre si trova l’inizio della mulattiera ben segnalata. Essa si stacca dalla strada di fondovalle e si inerpica a svolte sul fianco sinistro della valle. La mulattiera inizia alla quota di circa m. 2052. Dopo circa 150 metri di dislivello si arriva al primo pianoro delle Fontanelle. Dopo altri 250 metri di dislivello si arriva al Piano dei Morti, vero e proprio. Forse è chiamato così dai passaggi dei vari eserciti. Ancora 100 metri di dislivello e si giunge al Piano dei Becchi, da dove si scorge il rifugio ormai vicino. La mulattiera che conduce al Rifugio ha una lunghezza di 2 km e 800 metri con un dislivello di 550 metri. Questo percorso conduce al **Rifugio Cassana**, e si percorre comodamente in un’ora o un’ora e mezza. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_Cassana2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_Cassana2.webp)Rifugio Cassana visto dall'alto[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_Cassana3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_Cassana3.webp)Rifugio Cassana **UN PO’ DI STORIA** Il Passo di Cassana, noto anche come Rifugio Cassana, è il valico più basso tra la valle dello Spol e l’Engadina. Nei secoli passati costituiva la via di comunicazione più agevole tra Livigno e S-chanf. Il **Passo della Forcola**, più basso di quota, portava infatti in Val Poschiavo. Tuttavia, raggiungere la bassa Engadina per il fondovalle era lungo e pericoloso a causa del burrone di Ova Spin. Per il valico passarono armate provenienti dal Tirolo, che incendiavano i villaggi di Zuoz e di S-chanf nel 1499. Poi da Cassana passarono i francesi del Duca di Rohan e i Grigioni dello Jenatsch, che batterono gli Austro-imperiali nelle battaglie del 1635, e Livigno fu campo di combattimento. Ancor oggi solo i **valichi di Cassana e del Muretto**, in **[Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco")**, possono essere legalmente utilizzati per attraversare la frontiera italo-svizzera fuori dai valichi controllati. Attraversare la frontiera in altri punti è tollerato, ma potrebbe essere perseguito come reato. Il rifugio si trova nella conca glaciale che precede il valico. È stato ricavato dalla felice ristrutturazione di una casermetta difensiva costruita dal Genio Militare prima della Grande Guerra del 1914. La costruzione massiccia conserva l’aspetto severo dell’opera militare fortificata. All’interno ha assunto l’aspetto accogliente del piccolo albergo di alta montagna. I mobili di stile engadinese, dipinti alla maniera tradizionale, ben si adattano agli ampi locali. Il caminetto con l’affresco ricorda il sopracitato passaggio dei Grigioni in armi. Pascoli degradanti in dolci pendii occupano tutta la vasta zona circostante. All’appassionato della flora alpina presentano una ricca varietà di specie, tra le quali anche alcune rarissime come il **Dianthus Glacialis**. Oltre i pascoli si ergono le rocce dolomitiche della **Punta Cassana** e le rocce scistose che formano il loro basamento e che si estendono per decine di chilometri. (…) I pascoli sono popolati da numerose famiglie di **marmotte**, anche proprio nelle immediate vicinanze del Rifugio. Al mattino presto e alla sera si vedono spesso passare **stambecchi** e **camosci**, mentre in pieno giorno si può scorgere **l’aquila**, alta nel cielo. Dal rifugio è visibile un’ampia cerchia di monti: dal Corno di Campo al Paradiso, dalla Cima Piazzi fino al Gran Zebrù e all’ Ortler. Ben visibili i campi di sci dello Stelvio. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_cassana_val_federia_livigno/rifugio_cassana_val_federia_livigno.html) | Autore: Peretti G. – Alpinia Editrice* **TRAVERSATE** Rifugio Varüsch Chamanna [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI LIVIGNO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/) **Categorie:** Val di Livigno **Tag:** Alpi Retiche, Livigno, Passo di Cassana --- ### [Rifugio Ristoro Monte Scale: balcone alpino sui Laghi di Cancano](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ristoro-monte-scale/) **Published:** Settembre 8, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il ristoro Monte Scale (m.1928) si trova nella Valle di Fraele, poco prima di giungere al grande invaso della diga di Cancano. Proprio in fronte ad esso si erge maestosa la montagna da cui prende il nome che domina lo splendido panorama assieme ai due grandi laghi artificiali.** Il **Rifugio Ristoro Monte Scale** si trova a 1.928 metri di altitudine nella Valle di Fraele, vicino ai Laghi di Cancano, nel comune di Valdidentro (SO). È una meta ideale per escursionisti, ciclisti e amanti della montagna, offrendo cucina tipica locale, accoglienza familiare e la possibilità di pernottamento estivo. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Valli di Cancano](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/) **Località di partenza:** Strada Premadio laghi di Cancano **Quota di partenza:** 1960 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** Raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** da Fine Giugno a Settembre **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Fam. Guido Cola **Tel.** +39 0342 904660 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Situato all’interno dell’ingresso della Val Fraele, il Rifugio Ristoro Monte Scale si trova a pochi minuti dai Laghi di Cancano. È sul versante destro della valle. Il rifugio prende il nome dall’omonima cima del Monte Scale. Questo monte domina la valle come una sentinella. Anche il vicino laghetto d’altura condivide questa denominazione. È legato all’antico toponimo ‘Scale’, termine diffuso in Lombardia per indicare un salto o una parete rocciosa a gradoni. La Val Fraele, celebre per i Laghi di Cancano, nasconde il suo paesaggio più dolce oltre un gradino roccioso. In passato questo ostacolo veniva superato attraverso uno storico sentiero scavato nella roccia. Proprio per la sua conformazione, era conosciuto con il nome di ‘Scale’. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_MonteScale-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_MonteScale.webp)Rifugio Monte Scale[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Panorama_dalrifugioMonteScale-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Panorama_dalrifugioMonteScale.webp)Panorama scattato dal rifugio Monte ScalePartendo da **Bormio**, si percorre la **Valdidentro** fino a **Premadio**, dove è possibile seguire le indicazioni per **Cancano** attraverso uno degli svincoli sulla destra, ad esempio quello di **Isolaccia**. Attraversato il paese di **Pedenosso**, si raggiunge un bivio: seguendo la strada di destra inizia il tratto sterrato che conduce ai **Laghi di Cancano** e al rifugio. La strada, lunga circa **6,4 chilometri**, presenta un fondo ben battuto e sale con numerosi tornanti lungo il fianco del bastione roccioso che introduce alla **Val Fraele**. La pendenza mai eccessiva la rende perfetta per gli amanti della mountain bike e del cicloturismo. Dopo una breve galleria scavata nella roccia si raggiunge la sommità del bastione, dove sorgono le spettacolari **Torri di Fraele**, uno dei simboli più rappresentativi dei **Laghi di Cancano**. Costruite a **1.941 metri di quota**, costituiscono il più alto manufatto difensivo valtellinese precedente al XX secolo. Insieme alle torri dei **Bagni Vecchi**, di **Serravalle** e di **San Pietro in Castello**, facevano parte del sistema difensivo dell’antica **Contea di Bormio**, permettendo di segnalare rapidamente eventuali invasioni provenienti dalla **Val Viola** o dal **Livignasco** mediante fuochi notturni e segnali di fumo diurni. Le prime testimonianze storiche delle torri risalgono al XIV secolo. Dal terrazzo panoramico sottostante si gode una splendida vista sulla gola. Nelle giornate più fortunate, si osservano gli scalatori impegnati sulla vicina palestra di roccia del Rifugio Ristoro Monte Scale. Superate le **Torri di Fraele**, la strada prosegue sul versante destro orografico della **Val Fraele**, costeggiando il suggestivo **Laghetto delle Scale**. Sullo sfondo si distingue l’inconfondibile profilo della **Cima Piazzi**, mentre poco oltre, sulla sinistra, si raggiunge il **Ristoro Rifugio Monte Scale**, situato in posizione panoramica accanto alla grande diga dei **Laghi di Cancano**. Da qui la strada prosegue costeggiando il lago artificiale. Si raggiunge il secondo bacino, il Lago di San Giacomo, offrendo uno degli itinerari più suggestivi del Parco Nazionale dello Stelvio. Presso Rifugio Ristoro Monte Scale è disponibile un servizio di noleggio mountain bike, ideale per esplorare comprensorio dei Laghi di Cancano e il giro dei due laghi. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/LaghidiCancano-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/LaghidiCancano.webp)Laghi di Cancano **ESCURSIONI** [Rifugio Solena](http://www.montagnenostre.net/rifugio-solena/) | Giro delle Dighe | Valle della Forcola | Bosco Piano | Malga Pedenolo **TRAVERSATE** IV Cantoniera dello Stelvio | Bocchetta della Forcola **ALPINISMO** Monte Scale [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI LIVIGNO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/) **Categorie:** Val di Livigno **Tag:** Isolaccia, Livigno, Valle di Fraele, Valli di Cancano --- ### [Rifugio Solena: balcone selvaggio sull'Alta Valtellina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-solena/) **Published:** Settembre 8, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Rifugio Solena (m.2008) si trova nella Valle di Fraele nelle immediate vicinanze del grande invaso della diga di Cancano. Inoltre, sorge sulla sponda sinistra orografica della vallata in posizione dominante e panoramica sul lago artificiale sottostante. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Valli di Cancano ](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/ "VAL DI LIVIGNO") **Località di partenza:** Strada del lago di Cancano **Quota di partenza:** 2000 m. | **Dislivello:** 8 m. | **Tempo di percorrenza:** 5 minuti **Periodo di Apertura:** da Giugno a Settembre **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** Famiglia Martinelli **Tel.** +39 348 7366439 **TUTTO SUL RIFUGIO** Gestito dalla famiglia Martinelli dal 1970, il Rifugio Solena è noto per la sua cucina valtellinese autentica e genuina. Il ristorante propone piatti tradizionali preparati con ingredienti freschi e locali, offrendo un’esperienza culinaria che rispecchia la cultura e le tradizioni della regione. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_Solena-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_Solena.webp)Rifugio SolenaIl Rifugio Solena è il punto di partenza ideale per numerose attività all’aria aperta, offrendo accesso a itinerari variegati. Gli escursionisti possono esplorare sentieri panoramici che conducono a luoghi suggestivi lungo percorsi segnati, offrendo viste mozzafiato. Questi includono il Lago di Cancano e la Valle della Forcola, mete rinomate per la loro bellezza naturale. Per gli appassionati di mountain bicicletta, la zona offre percorsi adatti a tutti i livelli, con itinerari facili e impegnativi. Inoltre, è possibile noleggiare e-bicicletta direttamente presso il rifugio. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio Solena è raggiungibile direttamente in automobile. Da Bormio si prosegue verso Livigno lungo la statale. Dopo pochissimi chilometri, in località Premadio – Fiordalpe, si imbocca la deviazione per Cancano. Inoltre, la strada sale con una serie di tornanti sino alle Torri di Fraele. Oltrepassate le torri si costeggia il Lago delle Scale e si prosegue sino ad arrivare alla prima diga. Da lì, si attraversa lo sbarramento e poco oltre si raggiunge il rifugio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/ChiesadiSantErasmo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/ChiesadiSantErasmo.webp)Chiesa di Sant’Erasmo nelle vicinanze del rifugio Solena **ESCURSIONI** Giro delle Dighe | Valle della Forcola | Bosco Piano | Malga Pedenolo **TRAVERSATE** IV Cantoniera dello Stelvio | Bocchetta della Forcola **ALPINISMO** Monte Scale [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/)[ ](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/ " ")[LIVIGNO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/) **Categorie:** Val di Livigno **Tag:** Alpi Retiche, Livigno, Valli di Cancano --- ### [Rifugio Ristoro San Giacomo: gemma alpina della Val Viola](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ristoro-san-giacomo/) **Published:** Settembre 8, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ## Ristoro San Giacomo nel Parco Nazionale dello Stelvio Situato a 1950 m. Situato in un angolo incantevole della Valle di Fraele, nel Parco Nazionale dello Stelvio, è una meta ideale. Il Ristoro San Giacomo accoglie i visitatori con calore e offre una cucina tipica casalinga. Questo rifugio offre un’accoglienza calorosa. È una cucina tipica casalinga, rendendolo il punto di partenza perfetto per escursioni a piedi e in mountain bike. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Valli di Cancano](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/ "VAL DI LIVIGNO") **Località di partenza:** Strada del lago di S. Giacomo **Quota di partenza:** 1950 m. | **Dislivello:** 0 m. | **Tempo di percorrenza:** Raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** da Giugno a Settembre **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** Sig.ra Martinelli Rocca Lina **Tel.** +39 0342 903300 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio Ristoro San Giacomo è raggiungibile in diversi modi. In auto, Da Bormio si prosegue in direzione di Livigno lungo la strada statale. Dopo circa tre chilometri, in località Premadio – Fiordalpe, si imbocca la deviazione con l’indicazione per Cancano. Da qui inizia la strada che sale tra tornanti fino alle Torri di Fraele, costeggiando il lago delle Scale e gli invasi di Cancano e San Giacomo. A piedi: è raggiungibile anche da Livigno seguendo il sentiero della Valle Alpisella, con un tempo di percorrenza di circa 3 ore e un dislivello di 1100 metri. Fonte: bormio3.it [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/rif_SanGiacomo-1024x548.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/rif_SanGiacomo.jpg)Rifugio Ristoro San Giacomo[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_SanGiacomo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_SanGiacomo.webp)Panorama dei Laghi di Cancano e rifugio ristoro San Giacomo **TRAVERSATE** A Trepalle per il Passo di Trela | Tramite la strada, a piedi o in Mountain bicicletta, si possono collegare tutti i rifugi che sorgono sulle sponde dei laghi di Cancano e S. Giacomo [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI LIVIGNO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/) **Categorie:** Val di Livigno **Tag:** Alpi Retiche, Livigno, Torri di Fraele, Valle di Fraele --- ### [Rifugio Ristoro Val Fraele: sapori autentici nel cuore dello Stelvio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ristoro-val-fraele/) **Published:** Settembre 9, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ### Situato a 1950 m tra le dighe di Cancano, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, il Rifugio Ristoro Val Fraele è una meta ideale per immergersi nella natura. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **T – Itinerario turistico** **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Valli di Cancano](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/ "VAL DI LIVIGNO") **Località di partenza:** Strada del lago di Cancano **Quota di partenza:** 1952 m. | **Dislivello:** 8 m. | **Tempo di percorrenza:** Raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** va da Giugno a Settembre. **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Sig. Martinelli Giacomo **Contatti telefonici:** +39 0342 902459 | +39 339 7074729 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio è raggiungibile in diversi modi: **A piedi:** partendo dal **[Ristoro Monte Scale](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ristoro-monte-scale/)**, il percorso dura circa 1 ora e 20 minuti su un sentiero di 5 km. **In mountain** bicicletta**:** il rifugio è un punto di partenza ideale per escursioni in bici, grazie ai numerosi sentieri che attraversano la valle. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_ValFraele2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_ValFraele2.webp)Rifugio Val Fraele ed i laghi di Cancano[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_ValFraele3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_ValFraele3.webp)Terrazza ed i laghi di Cancano**In auto:** Da Bormio si prosegue in direzione di Livigno lungo la strada statale. Dopo pochissimi chilometri, in località Premadio-Fiordalpe, si imbocca la deviazione con l’indicazione per Cancano. Di qui parte la strada che sale con una serie di tornanti sino alle Torri di Fraele. Oltrepassate le torri si incontra il piccolo Lago delle Scale e si prosegue oltre costeggiando interamente il grande lago artificiale della prima diga. Si giunge quindi al secondo invaso (San Giacomo) che si attraversa per raggiungere il rifugio che si trova sulla sponda sinistra della vallata. **Informazione importante:** Il Passo della Forcola, generalmente, riapre il primo lunedì di giugno e chiude l’ultimo venerdì di novembre, meteo permettendo. *Fonte: [bormio3.it](http://www.bormio3.it)* **TRAVERSATE** A Trepalle per il Passo di Trela | Tramite la strada, a piedi o in Mountain Bicicletta, si possono collegare tutti i rifugi che sorgono sulle sponde dei laghi di Cancano e S. Giacomo. [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI LIVIGNO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/) **Categorie:** Val di Livigno **Tag:** Alpi Retiche, Livigno, Valle di Fraele, Valli di Cancano --- ### [Rifugio Tridentina: balcone alpino tra Livigno e Svizzera](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tridentina/) **Published:** Settembre 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ### Situato al Passo della Forcola, a 2.315 metri. Il Rifugio Tridentina rappresenta una meta ideale per escursioni estive in alta quota. Originariamente era una caserma militare; fu trasformato in rifugio grazie all’impegno dell’Associazione Nazionale Alpini – Sezione Valtellinese. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Valli di Cancano](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/ "VAL DI LIVIGNO") **Località di partenza:** Passo della Forcola **Quota di partenza:** 2300 m. | **Dislivello:** 8 m. | **Tempo di percorrenza:** è raggiungibile in auto. **Periodo di Apertura:** Apertura Estiva, quando il valico è aperto. **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Ana di Valtellina **Tel.** +39 0342 996033 (FAV Livigno) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio Tridentina sorge al **Passo della Forcola**, tra il territorio svizzero e l’enclave livignese. È una tappa di ristoro accessibile in auto lungo la Strada Statale. Entrati dopo la Dogana di Tirano in territorio svizzero, si percorre la **Val Poschiavina**. Lo si incontra appena lasciata la deviazione per **Pontresina** (Passo del Bernina), in territorio italiano. Inoltre, dal lato di Livigno lo si nota facilmente alla destra della strada una volta giunti al Passo. La struttura è ricavata da una vecchia caserma militare. Per chi preferisce l’escursionismo, è possibile partire dal parcheggio P8 di Livigno e seguire il sentiero n. 101. Il sentiero conduce al rifugio in circa 1 ora e 50 minuti. Fonte: waltellina.com | Autore: R. Moiola. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_tridentina2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_tridentina2.webp)Rifugio Tridentina[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Panorama_riftridentina-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Panorama_riftridentina.webp)Vista panoramica scattata dal rifugio Tridentina**UN’ESPERIENZA DA NON PERDERE** Che si tratti di una sosta gastronomica o di un pernottamento, il Rifugio Tridentina offre un’esperienza autentica in alta montagna, dove storia, natura e tradizione si incontrano. La vista panoramica sul paesaggio circostante e l’atmosfera accogliente rendono ogni visita speciale. **ESCURSIONI** Bivacco al Lago del Monte (m.2606) | Passo del Bernina (m.2328) | Lago Minor (m.2361) | Laghetti della Forcola **ALPINISMO** Piz Minor (m.3049) | Punta Orsera (m.3017) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI LIVIGNO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/) **Categorie:** Val di Livigno **Tag:** Alpi Retiche, Livigno, Passo della Forcola, Valli di Cancano --- ### [Chalet Villa Valania: rifugio storico tra le vette di Cancano](https://www.montagnenostre.net/chalet-villa-valania/) **Published:** Settembre 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Lo Chalet Villa Valania (m.1928) si trova in una tranquilla posizione all’imbocco della Valle di Fraele. Le Torri di Fraele sorgono poco distanti e offrono un magnifico punto panoramico. Inaugurata nel 1997, sorge sui ruderi di una caserma. La caserma risaliva alla Prima Guerra Mondiale. La caserma era dedicata all’eroico Capitano Valania. Da quel Capitano deriva anche il nome Chalet Villa Valania. Questo legame con la memoria storica sottolinea l’importanza di preservare il patrimonio locale e celebrare l’eroismo del Capitano Valania. La denominazione completa riflette dunque il carattere storico della struttura. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Valli di Cancano](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/ "VAL DI LIVIGNO") **Località di partenza:** Strada Premadio laghi di Cancano **Quota di partenza:** 1950 m. | **Dislivello:** 8 m. | **Tempo di percorrenza:** 5 minuti **Periodo di Apertura:** Chiedere a C/o Hotel Miramonti Bormio **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Miramonti Park Hotel **Tel.** +39 0342 919434 **TUTTO SUL RIFUGIO** La posizione dello Chalet Villa Valania lo rende un punto di partenza ideale per escursioni a piedi o in bicicletta. Nelle vicinanze si trovano le storiche **Torri di Fraele** e il **laghetto alpino di Scale**, luoghi perfetti per passeggiate immersi nella natura. Inoltre offre un’esperienza autentica in montagna, lontano dal caos quotidiano, ideale per chi cerca tranquillità, natura e buona cucina. La struttura è anche un ottimo punto di partenza per visitare le vicine località di Bormio e Livigno, famose per le loro piste da sci e le terme. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Si indica Bormio come punto di partenza, distante circa 12 km. In alternativa, Livigno è raggiungibile in 30-40 minuti d’auto, a seconda della stagione. Da Bormio si prende la Strada Statale 301 del Foscagno, poi la Strada delle Torri di Fraele, torri medievali. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/TorridiFraele1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/TorridiFraele1.webp)Torri di Fraele[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/TorridiFraele2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/TorridiFraele2.webp)Torri di FraeleSuperate le Torri di Fraele, si entra nell’area protetta del **Parco Nazionale dello Stelvio**. Qui, la strada si apre su un altopiano circondato da cime maestose e da due laghi artificiali di un azzurro intenso: i **Laghi di Cancano**. Lo Chalet Villa Valania si trova poco oltre, in posizione tranquilla e dominante, facilmente raggiungibile con qualsiasi tipo di veicolo durante la bella stagione. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/LagodiCancano-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/LagodiCancano.webp)Lago di CancanoDurante l’inverno, l’accesso veicolare può essere limitato a causa della neve. Inoltre, lo chalet è raggiungibile con ciaspole, sci da fondo o motoslitta, per chi cerca un’esperienza più avventurosa e immersiva nella natura alpina. Il percorso innevato è battuto e ben segnalato, garantendo un tragitto sicuro e affascinante anche nei mesi più freddi. Consiglio utile: per chi desidera visitare la zona con tranquillità, è possibile lasciare l’auto nei parcheggi situati alla base delle Torri di Fraele e proseguire a piedi o in bici, godendo appieno del paesaggio alpino. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/VillaValania1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/VillaValania1.webp)Chalet Villa Valania[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Villa_Valania2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Villa_Valania2.webp) **ESCURSIONI** Torri di Fraele **TRAVERSATE** IV Cantoniera dello Stelvio | [Rifugio Ristoro Solena](https://www.montagnenostre.net/rifugio-solena/ "Rifugio Solena") **ALPINISMO** Monte Scale [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI LIVIGNO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/ "VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI LIVIGNO »") **Categorie:** Val di Livigno **Tag:** Alpi Retiche, Livigno, Valle di Fraele, Valli di Cancano --- ### [Percorso geologico di Cimalegna: trekking ad Alagna](https://www.montagnenostre.net/percorso-geologico-pedologico-di-cimalegna/) **Published:** Ottobre 22, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### Tracciato a quasi 3000 metri di quota sul **pianoro glaciale di Cimalegna**, è ideale per descrivere la storia geologica delle Alpi nord-occidentali. Il percorso inizia dal Passo Salati, tra la Valsesia e la Valle d’Aosta, transitando forse per la zona di Cimalegna. L’itinerario si snoda in ambiente di alta montagna, dove domina il Monte Rosa e i suoi ghiacciai. Questi ultimi mostrano segni evidenti di mutamenti climatici. Si sale al Passo Salati in funivia da Alagna, superando di botto 2000 metri di dislivello, un aspetto da considerare. Rientro ad Alagna all’insegna della varietà: Passo Zube, Vallone di Foric, Pianalunga, e la stessa linea funiviaria. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Alta Valsesia – Val Grande](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/ "VALSESIA") **Località di partenza:** Passo Salati (2936 m) da raggiungere con funivia da Alagna **Quota massima:** 3.024 m. **Dislivello di salita:** 600 m. **Tempo di salita:** 1 ora e 30 minuti o 6 h con il percorso di ritorno **Segnaletica:** buona **Periodo consigliato:** da Giugno ad Settembre **Particolarità:** naturalistiche-paesaggistiche Cimalegna è spesso citata nel contesto alpino come riferimento per chi pianifica itinerari simili, offrendo una prospettiva utile per la consultazione della cartografia locale. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** ***ANDATA*** Dal **Passo dei Salati** si seguono i segnavia del percorso geologico-pedologico di Cimalegna. Si scende sull’altipiano all’Istituto scientifico Angelo Mosso, presso il **Lago Bowditch**, proseguendo poi verso i vicini rifugi [Guglielmina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guglielmina/) e [Città di Vigevano](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-vigevano/). In direzione Est si risale al Col d’Olen (2.881 m) e quindi al **Corno del Camoscio (3.024 m)**, punto più elevato con panorama a 360° sul versante meridionale del Monte Rosa, sulla Valsesia e sulla Valle di Gressoney. Col ritorno al Passo dei Salati si chiude il percorso pedologico e inizia la lunga discesa ad Alagna. [![Corno del Camoscio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Cornodelcamoscio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Cornodelcamoscio.webp)Corno del Camoscio o Gemshorn (3.024 m)Primo tratto con “sconfinamento” in [Valle di Gressoney](http://www.montagnenostre.net/valle-di-lys/). Si scende a sud-ovest lungo la pista verso la conca del Gabiet, in ambiente spoglio lungo il percorso del **Tour del Monte Rosa (TMR)**. Giunti sul pianoro a quota 2500 metri si interrompe la discesa e ci si dirige a sinistra sul sentiero per il Passo Zube. Superati una valletta e il successivo ripiano si risale il ripido canale che adduce alla spianata del **Passo Zube** (2875 m, 1,5 h dal Passo Salati). [**SCARICA IL DEPLIANT SUL PERCORSO GEOLOGICO** **DI CIMALEGNA**](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/10/depli_cimalegna_2014.pdf "SCARICA IL DEPLIANT SUL PERCORSO GEOLOGICO DI CIMALEGNA") ***RITORNO*** In Valsesia,apprezzando la differenza fra l’ambiente alterato delle aree sciistiche e l’integro paesaggio alpestre del **Vallone d’Otro**. Il sentiero 3B si snoda fra vallette erbose fino all’Alpe Zube (2500 m), dove un ometto in pietra indirizza a sinistra ad aggirare una balza rocciosa ed attraversare i ripidi pendii erbosi per il **Passo Foric** (2400 m), aperto fra il Vallone d’Otro e il Vallone d’Olen. Si scende in ambiente più severo, ravvivato dal **Monte Rosa** riapparso all’orizzonte. Dopo un traverso su di pendii il sentiero 5b si congiunge al sentiero 5 proveniente dal Passo dei Salati scende direttamente all’**Alpe Pianalunga**, stazione intermedia della funivia che riporta ad Alagna. Interessante alternativa per puristi: scendere per intero il Vallone d’Otro, storica enclave di **pascolo Walser con i suoi villaggi** ben conservati (eventuale pernottamento in Frazione Follu, al [Rifugio Zar Senni](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpino-zar-senni/)). *Fonte: areeprotettevallesesia.it* **Categorie:** Escursioni **Tag:** Monte Rosa, Val Grande, Valsesia --- ### [Tirolo in quota: festeggia 20 anni il Sentiero dell’Aquila](https://www.montagnenostre.net/sulle-ali-dellaquila-il-sentiero-dellaquila-in-tirolo-compie-20-anni/) **Published:** Agosto 8, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### *Sono ormai vent’anni che l’Adlerweg – il Sentiero dell’Aquila – attira in Tirolo gli appassionati della montagna. Nel cuore delle imponenti montagne tirolesi, questo straordinario sentiero escursionistico a lunga percorrenza offre un itinerario impegnativo, scenari suggestivi ed esperienze indimenticabili a contatto con la natura. In occasione del suo 20° anniversario, il Sentiero dell’Aquila torna sotto i riflettori, con le sue peculiarità uniche e il fascino senza tempo dell’escursionismo a tappe.* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/Steinseehuette-Lechtaler-Alpen-Etappe-20-Adlerweg-cTirol-Werbung-Dominik-Gigler-scaled-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/Steinseehuette-Lechtaler-Alpen-Etappe-20-Adlerweg-cTirol-Werbung-Dominik-Gigler-scaled-1.webp)Lungo la tappa 20 del Sentiero dell’Aquila, si supera il rifugio Steinseehütte nelle Alpi della Lechtal © Tirol Werbung, Dominik Gigler##### **Il Sentiero dell’Aquila in cifre** - 426 chilometri di percorso totale - 33 tappe giornaliere (1 facile, 20 di media difficoltà, 12 difficili) - 30.000 metri di dislivello in salita, 28.000 metri in discesa - 7 catene montuose attraverso il Tirolo e l’Osttirol - 75 punti di sosta per il ristoro e il pernottamento lungo il percorso - Punto di altitudine massima: 2.848 metri sul livello del mare (Gradötzscharte nell’Osttirol, tappa 7) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/austria-l169004/) ##### Un sentiero escursionistico a lunga percorrenza dal profondo valore simbolico Il Sentiero dell’Aquila prende il nome dall’imponente animale araldico del Tirolo, simbolo di forza, visione e libertà. Il suo tracciato va da St. Johann in Tirol a est fino a St. Antonio ama Arlberg a ovest. Richiama la sagoma di un’aquila con le ali spiegate. A differenza di molti percorsi di trekking europei a lunga percorrenza, che si sviluppano da nord a sud attraverso monti e vallate, il Sentiero dell’Aquila si estende da est a ovest. In Tirolo si presenta come percorso che conserva in gran parte un’altitudine costante. Questo itinerario regala autentici “scorci d’aquila”: viste mozzafiato su vallate profonde, aspre pareti rocciose e catene montuose che si perdono all’orizzonte. Camminare lungo questo sentiero alpino richiede coraggio, forza e resistenza, ma ogni passo è ampiamente ripagato da panorami unici e indimenticabili. Con i suoi 330 chilometri in Tirolo (24 tappe) e 96 chilometri nell’Osttirol (9 tappe), il Sentiero dell’Aquila attraversa paesaggi alpini. Attraversa alcune delle catene montuose più suggestive del Tirolo. Il percorso comprende il massiccio del Kaisergebirge e le Alpi di Brandenburgo. Include anche il Karwendel, le Alpi di Tux, il Wetterstein, le Alpi di Lechtal e gli Alti Tauri. L’itinerario unisce la sfida dell’ambiente alpino al fascino della cultura locale. Nel complesso offre una visione della varietà paesaggistica e geografica del Tirolo. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/2025_Karte-Adlerweg-2048x1140-1-1024x570.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/2025_Karte-Adlerweg-2048x1140-1.webp)Il percorso del Sentiero dell’Aquila ricorda la sagoma di un’aquila con le ali spiegate. © Tirol Werbung##### **Un’idea che ha preso quota: la nascita del Sentiero dell’Aquila** Il Sentiero dell’Aquila nasce nel 2005 da una visione ambiziosa: rendere il Tirolo interamente accessibile a piedi, offrendo un’esperienza escursionistica che abbraccia la regione nella sua totalità. Fin da subito, si è affermato come uno dei più importanti itinerari escursionistici a lunga percorrenza d’Europa. Nel 2007, la rete di sentieri è stata ampliata fino a comprendere 127 tappe, collegando le valli meridionali attraverso percorsi regionali noti come le “penne dell’aquila”. Una ristrutturazione nel 2015 ha portato alla definizione dell’attuale tracciato più compatto ed è stata accompagnata da un affinamento tematico che ha elevato l’esperienza del cammino e ridefinito il pubblico di riferimento, posizionando Il Sentiero in modo ancora più chiaro. Oltre ai panorami che evocano la prospettiva di un’aquila in volo, un elemento distintivo del Sentiero dell’Aquila sono i racconti alpini, che arricchiscono ogni tappa con affascinanti approfondimenti sulla storia, i miti e le peculiarità delle catene montuose attraversate. Questi racconti sono disponibili sia online che in formato cartaceo presso i rifugi lungo il percorso: un accompagnamento letterario che trasforma l’escursione in un’esperienza ancora più indelebile. ##### **L’aquila: la regina delle montagne tirolesi** Con un po’ di fortuna, lungo il Sentiero dell’Aquila si può avvistare la maestosa aquila reale nel suo habitat naturale. Questo spettacolo emozionante era impensabile solo un secolo fa, poiché la popolazione di aquile in Austria era drasticamente ridotta. Oggi, invece, l’aquila reale è tornata a essere una presenza stabile e diffusa, probabilmente in ogni valle tirolese. Le montagne del Karwendel, in particolare, ospitano una delle densità più alte di aquile dell’intero arco alpino. Con l’apertura alare di 2,4 metri e una velocità in picchiata che sfiora i 300 km/h, le regine dei cieli planano sopra gli escursionisti. In questo modo incarnano lo spirito dell’itinerario omonimo. ##### **Le offerte in occasione dell’anniversario** In occasione del 20° anniversario del Sentiero dell’Aquila, le regioni lungo il percorso invitano i visitatori a esplorare la regione con offerte speciali. Gli escursionisti possono approfittare delle esclusive promozioni preparate per l’anniversario. Inoltre, dall’estate 2025 la regione tirolese Zugspitz Arena offre l’opportunità di immortalare i ricordi con il nuovo Adlerweg-Fotopoint. I rifugi lungo l’itinerario delizieranno il palato con piatti speciali. Un’altra iniziativa è la Adlerweg Challenge a St. Antonio ama Arlberg: chi la completa riceverà una goodie-bag realizzata per l’occasione. Particolare enfasi viene posta anche sulla possibilità di accedere al Sentiero dell’Aquila nel rispetto dell’ambiente: grazie alla rete di trasporti pubblici ben sviluppata, molte tappe del percorso escursionistico a lunga percorrenza sono ben collegate e possono essere raggiunte facilmente in autobus e in treno. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/Gaistal-zwischen-Leutasch-und-Ehrwald-Adlerweg-Etappe-16-cTirol-Werbung-Dominik-Gigler-scaled-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/Gaistal-zwischen-Leutasch-und-Ehrwald-Adlerweg-Etappe-16-cTirol-Werbung-Dominik-Gigler-scaled-1.webp)Tappa 16 del Sentiero dell’Aquila: Attraverso meravigliosi pascoli alpini nella valle Gaistal tra Leutasch ed Ehrwald © Tirol Werbung, Dominik Gigler##### L’escursionismo a lunga percorrenza: una tendenza in costante crescita Negli ultimi anni, l’escursionismo a tappe ha conosciuto un vero e proprio boom di popolarità. Nel 2024, ad esempio, il 90 % dei turisti estivi in Tirolo ha scelto l’escursionismo come attività principale della propria vacanza. Già nel 2017, il 30 % degli escursionisti tedeschi e il 18 % di quelli austriaci avevano optato per itinerari escursionistici a lunga percorrenza – una tendenza che continua fino ad oggi. Molte regioni registrano una forte domanda e offrono ormai un’ampia varietà di escursioni per più giorni. Il fascino di questa esperienza sta nella combinazione di sfida sportiva, rallentamento del ritmo quotidiano e immersione nella natura. L’escursionismo a lunga percorrenza conquista sempre più anche le giovani generazioni, come dimostra il numero crescente di nuovi sentieri nati negli ultimi anni. In questo panorama, il Sentiero dell’Aquila si distingue come pioniere e punto di riferimento, ispirando e accompagnando lo sviluppo di numerosi altri itinerari nel cuore del Tirolo. Fonte: [presse.tirol.at](https://presse.tirol.at/) ##### Link consigliati - [Tutte le i](https://www.tirolo.com/attivita/sport/escursioni/sentieri-a-lunga-percorrenza/sentieri-impegnativi-a-lunga-percorrenza/sentiero-dellaquila)[nformazioni sul Sentiero dell’Aquila in Tirolo](https://www.tirolo.com/attivita/sport/escursioni/sentieri-a-lunga-percorrenza/sentieri-impegnativi-a-lunga-percorrenza/sentiero-dellaquila) - [Altri sentieri escursionistici a lunga percorrenza in Tirolo](https://www.tirolo.com/attivita/sport/escursioni/sentieri-a-lunga-percorrenza/sentieri-impegnativi-a-lunga-percorrenza/sentiero-dellaquila) #### Contatti **Martina Nairz** PR Manager Tirol Werbung GmbH Maria-Theresien-Straße 55 6020 Innsbruck *t* [+43 512 5320 368](tel:+43%20512%205320%20368) *e* *w* [www.presse.tirol.at/it](https://www.presse.tirol.at/it) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** austria, itinerari Tirolo, Sentiero dell'Aquila, Tirolo austriaco --- ### [Baita Ristoro Val Alpisella: balcone naturale sul Lago di Livigno](https://www.montagnenostre.net/baita-ristoro-alpisella/) **Published:** Settembre 12, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Immersa nel verde incanto del Parco Nazionale dello Stelvio, la **Baita Ristoro Val Alpisella** è una tappa imperdibile per chi ama la montagna, la buona cucina e le esperienze autentiche. Situata a 1950 m. lungo il suggestivo sentiero che collega il Lago di Livigno alla Val Alpisella, questa baita è il luogo ideale per una sosta rigenerante tra un’escursione e l’altra. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Alpisella](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valdigavia_rifugi/ "VALLE DI GAVIA") **Località di partenza:** Pista ciclabile di Livigno **Quota di partenza:** 1950 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** Raggiungibile in auto fino a Livigno e poi a piedi od in bici per 3 km. **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** +39 335 5262828 **TUTTO SUL RIFUGIO** Circondata da boschi di larici e panorami mozzafiato, la Baita accoglie gli ospiti con un’atmosfera calda e familiare. I piatti offerti rispecchiano la genuinità della tradizione valtellinese: polenta fumante, salumi locali, formaggi d’alpeggio e dolci fatti in casa, accompagnati da vini del territorio e birre artigianali. Perfetta per famiglie, escursionisti e ciclisti, Baita Ristoro Val Alpisella è facilmente raggiungibile a piedi, in bici o con una comoda e-bike. Inoltre, I più piccoli possono godersi l’area giochi all’aperto, mentre gli adulti si rilassano ammirando le cime circostanti. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Baita_RistoroValALpisella2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Baita_RistoroValALpisella2.webp)Baita Ristoro Val Alpisella vista in lontananza e da un tratto del sentieroUn luogo semplice ma autentico, dove il tempo sembra rallentare e ogni dettaglio racconta l’amore per la montagna. **La Baita Ristoro Val Alpisella** non è solo una pausa, ma un’esperienza da vivere con tutti i sensi. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il **Ristoro Val Alpisella** è facilmente raggiungibile da Livigno attraverso un percorso panoramico e accessibile. Inoltre, è ideale per famiglie, escursionisti e amanti della natura. Il punto di partenza consigliato è il parcheggio P4 Latteria, situato in via Piemonte a Livigno. Da qui, si imbocca la pista ciclabile che costeggia il Lago di Livigno, seguendo la strada carrabile N138. Il sentiero si sviluppa lungo la riva destra del lago. Attraversa il suggestivo bosco di larici noto come **Bosc’ch dal Re’ste’l.** Dopo circa 2,3 km, si raggiunge il **Ponte delle Capre** (Ponte da li Ca’bra). È il punto di passaggio obbligato per proseguire verso il ristoro. Da qui, una leggera salita di circa 50 metri conduce alla **Baita Ristoro Val Alpisella**. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Baita_ristoro_alpisella.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Baita_ristoro_alpisella.jpg)Baita Ristoro Val Alpisella[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Baita_ristoro-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Baita_ristoro.webp)Baita Ristoro Val Alpisella vista da vicino**ESCURSIONI** Sorgenti dell’Adda | Laghi di Cancano | Punti panoramici del parco Nazionale dello Stelvio [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI LIVIGNO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/val-di-livigno-rifugi/) **Categorie:** Val di Livigno **Tag:** Alpi Retiche, Livigno, Parco Nazionale dello Stelvio, Val Alpisella --- ### [Tre laghetti turchesi di Sassersa: la leggenda che incanta la Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-tre-laghetti-color-turchese/) **Published:** Marzo 30, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Ascoltiamo una leggenda legata ai laghetti di Sassersa che viene raccontata da Ermanno Sagliani, nell’opera “Tutto Valmalenco” (Edizioni Press, Milano). “Due giovani fratelli, Giacomo e Giuseppe, pastori negli alpeggi soprastanti Primolo, si erano invaghiti di Alina, graziosa e capricciosa figlia di un notabile malenco. Spesso la fanciulla crudele si scherniva di loro e li sottoponeva ad umilianti prove d’amore, non decidendosi mai né per l’uno né per l’altro. Un giorno finalmente disse che avrebbe sposato il più coraggioso, colui cioè che fosse riuscito a raggiungere l’alta vetta d’una cuspide di roccia e ghiaccio dell’alta Val Sassersa, forse il Pizzo Cassandra. I due giovani competitori partirono per la montagna con cuore intrepido e pieno di speranza; ma non fecero più ritorno. Le ore, i giorni trascorsero nell’attesa e Alina, presa da rimorso, decise di andar loro incontro. Risalì il faticoso vallone di Sassersa e, giunta stremata all’alto circo della valle dov’è ora il primo laghetto, chiamò invano i due giovani. Pentita del suo crudele capriccio pianse amare lacrime. Proseguì il cammino, poco più in alto, e qui, dopo aver invocato nuovamente e vanamente, s’abbandonò ancora ad un pianto disperato. Salì ancora, oltre una balza, e ormai senza lacrime, singhiozzò e cadde sfinita dal dolore. Da quel giorno, nei luoghi del pianto di Alina, rimasero tre laghetti: i laghetti di Sassersa. ll primo, nero come il lutto; il secondo, verde come gli occhi di Alina e il più grande per via delle abbondanti lacrime; il terzo, piccolo e azzurro come il cielo che accolse il pentimento della fanciulla. Davanti il Pizzo Cassandra, dove perirono Giacomo e Giuseppe, sorse una cima a due punte, detta dai contadini malenchi i Gemellini, oggi Pizzo Giumellino. Le montagne, circostanti presero un color rossigno come il sangue dei due fratelli caduti.” *Fonte: [paesidivaltellina.it](http://www.paesidivaltellina.it/laghettisassersa/index.htm) – Testi a cura di Massimo Dei Cas* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/LaghettidiSassersa2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/LaghettidiSassersa2.webp)Uno dei laghetti di SassersaPowered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/sondrio-l103083/) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende, Leggende di Montagna, Monte Disgrazia, Valmalenco --- ### [Laghetti di Sassersa: le perle color turchese nella val Sassersa](https://www.montagnenostre.net/laghetti-di-sassersa-le-perle-color-turchese-nella-val-sassersa/) **Published:** Marzo 30, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Un bellissimo itinerario per raggiungere i laghetti di Sassersa nella Val Sassersa, di cui una [leggenda narra](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-tre-laghetti-color-turchese/ "Tre laghetti turchesi di Sassersa: la leggenda che incanta la Valmalenco"). **DETTAGLI ITINERARIO** #### **EE** – Itinerario Escursionistico per Esperti **Gruppo Montuoso:** Pizzo Bernina (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/) **Località di partenza:** Primolo (SO) **Località di arrivo:** Laghetti di Sassersa **Dislivello:** 1096 m. **Tempo:** 3/4 ore **Ritorna al punto di partenza:** SI **Periodo consigliato:** Da Maggio a Ottobre. **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punto d’appoggio:** [Rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/) **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 07/07/2022, 10:50 Duration: 06:13:10 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1033 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1019 m Distance: 10.85 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** ***ANDATA*** Il sentiero inizia dall'ingresso di Primolo, alla fermata dell'autobus. Si inoltra nel lariceto per tornanti e prosegue in tratto pianeggiante sulla sinistra. Superati due valloni in sequenza, si oltrepassa un dosso. Dal dosso si può godere una splendida vista sulla Valmalenco e sul Pizzo Scalino. Lasciando sulla sinistra il sentiero che conduce dapprima all'ingresso **Alpe Pirlo** e di seguito al **[rifugio Bosio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/ "Rifugio Carlo Bosio: Segreto alpino della Val Torreggio")**, si prosegue. Si raggiungono in sequenza l'**Alpe Prato** e l'**Alpe Pradaccio**. Dalle baite di **Pradaccio** si sale, lasciando sulla destra la traccia che conduce al Lagazzuolo. Si prosegue attraverso radi pini mughi. Si raggiungono i primi massi della **Val Sassersa**, dove il sentiero diventa ripido e tende a scomparire, con bolli numerosi ed evidenti. Il percorso diventa meno ripido e in poco tempo permette di raggiungere il primo **lago di Sassersa**. Da qui, in breve, si raggiungono anche gli altri laghetti. Non si trovano sul sentiero, ma è necessario cercarli tra i dossi dietro al primo lago. Nel caso in cui si decide di proseguire per il sentiero, si arriva al **Passo Ventin**a. Da qui si vede l'**Alpe Ventina**. Questo percorso è parte della seconda tappa dell'[Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/ "Alta Via della Valmalenco: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro"). Chi fosse particolarmente allenato e volesse proseguire può raggiungere il Passo Ventina e rientrare dall'Alpe Ventina. Da Chiareggio si può prendere l'autobus fino a Chiesa oppure, con un'altra ora e mezza, rientrare a Chiesa a piedi. Per chi volesse fare l'intero anello, l'escursione è **impegnativa**. È richiesto, oltre a un buon equipaggiamento, anche un buon allenamento. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/Baite_AlpePradaccio-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/Baite_AlpePradaccio.webp)Baite dell'autobus'Alpe Pradaccio[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/Segnaletica_LaghettiSassersa-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/Segnaletica_LaghettiSassersa.webp)Segnaletica per i laghetti di Sassersa e sullo sfondo Pizzo Scalino[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/LaghettidiSassersa2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/LaghettidiSassersa2.webp)Uno dei laghetti di Sassersa[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/LaghettidiSassersa-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/LaghettidiSassersa.webp)Uno dei laghetti di Sassersa***RITORNO*** Dallo stesso itinerario di salita oppure per i più allenati Passo Ventina, Val Ventina ed infine Chiareggio. *Fonte: [sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it/03_escursioni/04_impegnative/cimadelsassonero.html)* **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it) **E-Mail:**[info@sondrioevalmalenco.it ](mailto:info@sondrioevalmalenco.it) **GUARDA IL VIDEO:** **CONSIGLI DI LETTURA PER TE** [Valmalenco. Le più belle escursioni. Nuova ](https://amzn.to/4gKodXi)edizione[. ](https://amzn.to/4gKodXi) Questa edizione della guida escursionistica sulla Valmalenco è rinnovata completamente sia nel formato, più tascabile e moderno, sia nei contenuti, più sintetici. Con fotografie aeree. \---- [La Valmalenco Sondrio e dintorni](https://amzn.to/46FSzFL) Cartografia escursionistica in scala 1:30.000 della Valmalenco e zona Sondrio e dintorni, realizzata da SeTeMap nel 2018.La mappa è fronte retro, su un fronte è rappresentata la Valmalenco e sul retro la zona di Sondrio e dintorni (Retiche basse) \---- [Bernina, Valmalenco, Sondrio. ](https://amzn.to/4nIuXH9)Edizione[. multilingue. Con carta dei sentieri 1:25000](https://amzn.to/4nIuXH9) Carta dei sentieri del Bernina, Valmalenco e Sondrio con le nuove numerazioni dei sentieri, stampata fronte e retro con reticolo chilometrico e percorsi scialpinistici. I sentieri sono stati rilevati sul territorio con apparecchiatura satellitare GPS. Guida con all'ingresso'interno la descrizione per raggiungere rifugi e bivacchi. \---- [Valtellina rock. Falesie. Monotiri sportivi e ](https://amzn.to/4o79vft)tradizioni[ in Valmasino, Valmalenco, Val Gerola, Bassa e Alta Valle](https://amzn.to/4o79vft) È questa la riedizione della storica guida "Valtellina, Valchiavenna ed Engadina", che data l'enorme quantità di materiale, abbiamo sentito l'esigenza di dividere in due parti distinte, operazione facilitata dalla netta caratterizzazione geografica dei territori trattati. Nasce così questo volume, che segue a distanza di due anni quello sulla Valchiavenna. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/valtellina-l2129/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** laghi alpini, Passo Ventina, Pizzo Bernina, Val Sassersa, Valmalenco --- ### [Sarodinas: la cresta spettacolare che pochi conoscono](https://www.montagnenostre.net/trekking-sulla-cresta-delle-sarodinas/) **Published:** Aprile 4, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Questo itinerario prende il nome dalla cresta erbosa che per un lungo tratto permette all’escursionista di ammirare un doppio, spettacolare panorama: da una parte quello dell’alta Val Tagliamento e delle Alpi Carniche, dall’altra quello della profonda Val Settimana e delle imponenti lastronate dolomitiche del gruppo Caserine-Cornagèt.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### EE – *Itinerario Escursionistico per Esperti* **Gruppo Montuoso:** Dolomiti Friulane (Italia) **Valle:** Alta Val Tagliamento – Val Settimana **Località di partenza:** Guado Fiume Tagliamento, Forni di Sotto (695 m) **Località di arrivo:** Parcheggio Davost, Forni di Sopra (900 m) **Dislivello:** 1294 m. **Tempo:** 8/9 ore **Peculiarità geologiche:** valli fluviali e glaciali, dolomia di Forni **Peculiarità Botaniche:** faggete, rododendro-vaccinati, endemismo Arenaria di Huter **Peculiarità faunistiche:** cervo, gallo forcello, pernice bianca, marmotta **Peculiarità panoramiche:** massicci e strutture dolomitiche **Periodo consigliato:** Da Giugno a Settembre. **Segnavia:** CAI 373 – 368 – 363 – 362 **Punto d’appoggio:** Casera Masons, Rifugio Flaiban-Pacherini **Punti di interesse:** Pascolo di Masons (ex malga), Praterie di Rua L’itinerario inizia presso il guado del Tagliamento (695 m s.l.m.), raggiungibile dall’abitato di Forni di Sotto (indicazioni). Successivamente, attraversato il nume, si segue il sentiero CAI 373 che conduce al Casera Masons (1553 m s.l.m.) (ricovero aperto). Inoltre, dalla Casera si sale ancora seguendo l’ampio costone che attraversa radure e boschi di larice. Raggiunge poi la Cima Camosci (1806 m s.l.m.), rilievo posto sulle linee di spartiacque tra la Valle del Tagliamento, la Valle Poschiadea e Settimana. Infine, la cresta delle sardine accompagna la vista lungo l’itinerario. Da qui l’itinerario prosegue lungo il sentiero tra prati e rododendri esposti per raggiungere il Passo di Ciavallì (1835m slm) e la cresta delle sardine. Inoltre, l’itinerario segue brevemente la cresta per raggiungere l’omonima forcella (1810m slm). Le tracce sul terreno rivelano che questo tratto è molto frequentato dalla fauna selvatica, in particolare cervi e galli forcelle. Dalla forcella il sentiero scende nel versante opposto (esposto a Nord) attraversando i ripidi e compatti ghiaioni dell’alta Val di Rua (Rovadia), caratterizzati dalla presenza di frammenti rocciosi a lastrone (Dolomia di Forni), no all’incrocio con il sentiero che segue l’omonima vallata (segnavia CAI 368). Da qui prosegue a salire lungo le praterie popolate da marmotte, stambecchi e pernici bianche, no a raggiungere il Passo di Suola (1994m slm). Dal passo ha inizio la lunga discesa lungo l’omonima vallata dolomitica (sentiero CAI 363) che conduce prima al Rifugio Flaiban-Pacherini (1587m slm) per poi seguire l’ampio sentiero (segnavia CAI 362) no alla località Palas, da cui, seguendo una pista forestale, si raggiunge Forni di Sopra (località Davost). [SCARICA SCHEDA PERCORSO E MAPPA](http://www.parcodolomitifriulane.it/wp-content/uploads/2017/07/CrestaDelleSarodinas_PNDF_1.0.pdf) *Fonte: [parcodolomitifriulane.it](http://www.parcodolomitifriulane.it)* **PER ULTERIORI INFORMAZIONI:** **Web:** [www.parcodolomitifriulane.it](http://www.parcodolomitifriulane.it) **E-Mail:** Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/alpi-giulie-l124903/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Dolomiti Friulane, Parco Naturale Dolomiti Friulane --- ### [Alta Via della Valmalenco: viaggio tra ghiacciai e vette](https://www.montagnenostre.net/lalta-via-della-valmalenco/) **Published:** Febbraio 28, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### L’**Alta Via della Valmalenco** è un percorso escursionistico che si snoda attraverso i luoghi alti più suggestivi della Valle, nel cuore delle **Alpi Retiche**. L’intero percorso, di circa 130 km, si completa in otto giorni, con pernottamento in rifugio, mantenendosi quasi sempre al di sopra dei 2000 metri di quota. La fitta rete di sentieri e raccordi con il fondovalle consente però di percorrere con grande soddisfazione anche le singole tappe, percorribili in momenti diversi nell’arco della stagione e in grado di far apprezzare all’escursionista la gran varietà di ambienti e la storia dei luoghi. Ideata e tracciata fra il 1975 e il 1976 da Giancarlo Carrara, Giancarlo Corbellini e Nemo Canetta, è stata la **prima Alta via italiana a vocazione culturale**. Il percorso dell’Alta via è segnalato da un triangolo giallo al cui interno è scritto un numero che indica la tappa. L’itinerario è costituito da **otto tappe** che vengono percorse normalmente in otto giorni tuttavia, a discrezione dell’escursionista, può anche essere percorso come una sorta di anello oppure scegliendo solo dei tratti parziali. A partire dalla seconda tappa, l’Alta Via della Valmalenco si mantiene **quasi sempre sopra i 2000 m di altitudine** e offre alcuni dei punti panoramici più caratteristici del territorio: la zona di Chiareggio, il lago Palù, le dighe di Campo Moro e soprattutto i ghiacciai del Disgrazia, Bernina e Scalino. **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche (Italia) – Bernina, Disgrazia e Pizzo Scalino **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") [![Rifugio Gerli Porro](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Gerli_Porro_3.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Gerli_Porro_3.webp)Rifugio Gerli Porro[![Rifugio Del Grande Camerini](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Del_Grande.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Del_Grande.webp)Rifugio Del Grande Camerini[![Bocchetta delle Forbici](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Bocchette_delle_Forbici.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Bocchette_delle_Forbici.webp)Bocchetta delle Forbici **SCOPRI LE TAPPE DELL’ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall’Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Roberto Bignami](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **MAPPA DELL’ALTA VIA DELLA VALMALENCO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 8573 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 8586 m Distance: 100.13 km *Fonte: [sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it)* **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmalenco-rifugi/)** Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/valtellina-l2129/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via, Itinerari, Valmalenco, valtellina --- ### [Alta Via della Valmalenco: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) **Published:** Settembre 24, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### Tappa di interesse naturalistico e di notevole sviluppo, ma priva di grosse difficoltà; dal [Rif. Bignami](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/) si attraversa il circo con i torrenti glaciali (ponti) sino all’Alpe Gembrè e da qui su ampia mulattiera si perviene alle baite dell’Alpe Val Poschiavina. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Rifugio Bignami (2382 m.) **Località di arrivo:** Rifugio Cristina (2227 m.) **Quota massima:** 2601 m. **Dislivello di salita:** 700 m. **Tempo di salita:** 6 h e 30 minuti **Segnavia:** 305 | 305 var. **Periodo consigliato:** da giugno a settembre **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche – storiche – geomineralogiche **MAPPA DELLA SETTIMA TAPPA** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 625 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 769 m Distance: 14.06 km Risalita per intero la suggestiva e riposante vallata, si incontrano i tratti più impegnativi nella salita ai passi dove si può apprezzare una bella veduta sulla Val Poschiavo e le cime dei gruppi dell'Ortles-Cevedale e Adamello. Dal Passo Campagneda si scende verso i pascoli dell'omonimo alpeggio incontrando una serie di gradevoli laghetti per poi deviare verso sud ovest in direzione dell'Alpe Prabello in direzione del [Rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/) Il percorso descritto segue sino all'Alpe di Val Poschiavina un tratto di variante; il percorso base, di analoga lunghezza e durata, prevede la discesa alla diga di Gera (2100 metri). **[Rifugio Bignami (2382 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/) | Alpe Gembrè (2190 m.) | Alpe di Val Poschiavina (2230 m.) | Passo Canciano (2464 m.) | Passo Campagneda (2601 m.) | [Rifugio Cristina (2227 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/)** [![Rifugio Bignami](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Bignami.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Bignami.webp)Rifugio Bignami[![Rifugio Cristina ed il Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Cristina1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Cristina1.webp)Rifugio Cristina ed il Pizzo Scalino**VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Pizzo Bernina, Pizzo Scalino --- ### [In Valmalenco alla scoperta del Lago Pirola](https://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-alla-scoperta-del-lago-pirola/) **Published:** Ottobre 3, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Lago Pirola, dalle profonde acque blu, è situato sopra la Val Ventina, in alta Valmalenco, in un ambiente appartato dove dominano pietraie e piccole falesie di serpentino rosso. Circondato dal Torrione Porro (m. 2357) a sudovest e dal Monte Senevedo (m. 2561) a nordest, ha una forma allungata con andamento ovest-est e pare adagiato tra le pareti di un fiordo. Il suo bacino è stato incrementato con la costruzione di una diga. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Località di partenza:** Chiareggio **Quota massima:** 2354 mt **Dislivello di salita:** 742 mt **Tempo di salita:** 2 ore **Segnaletica:** buona **Periodo consigliato:** da Giugno ad Ottobre **Particolarità:** naturalistiche-paesaggistiche **ITINERARIO ANDATA** Per salire al Lago Pirola esistono due diversi itinerari: **CHIAREGGIO – RIFUGIO GERLI PORRO – ALPE PIROLA – LAGO PIROLA** Time: 21/12/2021, 17:01 Duration: 01:58:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 813 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 117 m Distance: 3.86 km Da **Chiareggio** la mulattiera scende al ponte sul **torrente Mallero**, lo attraversa e sale dolcemente nel bosco di conifere compiendo un'ampia curva fino ad imboccare la **Valle del Ventina**. Dopo aver attraversato un gandone, si continua fino in prossimità del **[rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/)** all'Alpe Ventina, poco prima del quale si devia, sulla sinistra, lungo il sentiero che sale e percorre, in diagonale, il pendio di sfasciumi. Si entra nel bosco di conifere e si aggira il dosso uscendo dalla Valle del Ventina, dove il bosco lascia il posto ai rododendri e ai pascoli dell'Alpe Pirola. Nei dintorni di questi pascoli è possibile godere di una magnifica vista sul **ghiacciaio di Vazzeda** e sulla **Valle del Muretto** ed è frequente la vista di camosci e cervi. Dall'Alpe Pirola si prosegue salendo tra rocce sparse e canalini proprio sotto il muro della diga del lago Pirola - tra i più belli della Valmalenco - posto in una sorta di fiordo incassato fra alte pareti di rocce. Questo itinerario è sicuramente migliore per quel che riguarda la visibilità del sentiero. [![Lago Pirola](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Lago_Pirola_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Lago_Pirola_2.jpg)Lago Pirola **LEGGI ANCHE:** [In Valmalenco l'albero più vecchio d'Italia](http://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-lalbero-piu-vecchio-ditalia/) [Rifugio Gerli Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/) [Rifugio Ventina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/) [Valmalenco, si inaugura la nuova ferrata Torrione Porro](http://www.montagnenostre.net/valmalenco-si-inaugura-la-nuova-ferrata-torrione-porro/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/valtellina-l2129/) **CHIAREGGIO - ALPE ZOCCA - ALPE PIROLA - LAGO PIROLA** Time: 21/12/2021, 17:35 Duration: 02:08:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 879 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 179 m Distance: 5.21 km Da **Chiareggio** la mulattiera scende al ponte sul torrente Mallero, lo attraversa e, anzichè proseguire la mulattiera, si segue una sentiero che piega tutto a sinistra. Questo sentiero sale più rapidamente rispetto a quello descritto precedentemente e a volte è necessario superare delle alte erbe che non rendono agevole il passaggio. Si arriva velocemente all'**Alpe Zocca** e poi all'**Alpe Pirola**. Da qui il sentiero si collega con quello descritto precedentemente e in circa 20 minuti si arriva al Lago. [![Lago Pirola](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Lago_Pirola_3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Lago_Pirola_3.jpg)Lago Pirola **ITINERARIO RITORNO** Per il ritorno si può seguire lo stesso percorso, oppure si costeggia il lago, a sinistra, si supera un dosso quindi, a mezza costa, si continua in leggera discesa fino a raggiungere le rocce montonate ed i residui morenici delle varie fasi glaciali. Il sentiero quasi scompare, ma è sufficiente seguire un'evidente segnaletica di bolli bianchi e rossi sui sassi. Superato un dosso, si perviene alla bocchetta che divide la **Valle del Pirola** con la **Valle del Ventina** (alla cui destra si trova il Torrione Porro), punto in cui il panorama si apre a ventaglio sulla Val della Ventina, con le Cime del Duca, il Pizzo Rachele, il Pizzo Sassersa, il Pizzo Cassandra, il Monte Disgrazia, il Pizzo Ventina e le cime della Val Sissone. Da qui si prosegue in una valletta, lungo una traccia che si fa sempre più evidente, si scende nel **lariceto secolare** (con magnifici esemplari di flora spontanea) fino ad oltrepassare un dosso sassoso sulle pendici del Torrione Porro. La traccia entra, a questo punto, nel bosco di pini mughi per scendere ripida alle case dell'Alpe Ventina, dove sono situati i rifugi **[Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/)** e **[Ventina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/)**, punti di partenza per numerose escursioni ed ascensioni nel gruppo del Disgrazia. Dall'Alpe Ventina si prosegue verso Nord, costeggiando, a destra, il rifugio Gerli-Porro, lungo la mulattiera che porta nel fondovalle di Chiareggio. *Fonte: sondrioevalmalenco.it* **GUARDA IL VIDEO PANORAMICO DI SIMONE POLATTINI:** **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Chiareggio, Monte Disgrazia, Valmalenco --- ### [Afa e caldo estremo: come proteggere la salute](https://www.montagnenostre.net/afa-cose-e-come-affrontarla/) **Published:** Giugno 24, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Scopri cos’è l’afa, quali sintomi provoca e come proteggerti dal caldo intenso. Quando si pensa alla montagna, spesso si immagina un clima fresco e rigenerante. Tuttavia, durante le ondate di caldo estivo anche le zone montane possono essere interessate da temperature elevate, afa e condizioni difficili per chi pratica escursioni o trascorre tempo all’aperto. L’afa è una situazione caratterizzata dalla combinazione tra alte temperature e umidità elevata, che rende più difficile per il corpo disperdere il calore attraverso la sudorazione. In montagna questo fenomeno può essere sottovalutato, perché l’aria generalmente più fresca può far percepire meno il rischio. #### Perché il caldo intenso può essere rischioso in montagna Camminare su sentieri esposti al sole, affrontare dislivelli importanti o praticare attività fisica nelle ore più calde aumenta lo sforzo dell’organismo. Con temperature elevate il corpo perde più liquidi e sali minerali attraverso il sudore, aumentando il rischio di disidratazione, affaticamento e malessere. Tra i principali effetti del caldo eccessivo possono comparire: - stanchezza e debolezza improvvisa; - mal di testa e difficoltà di concentrazione; - crampi muscolari; - nausea e giramenti di testa; - abbassamento della pressione; - colpo di calore nei casi più gravi. Riconoscere questi segnali tempestivamente è fondamentale per evitare situazioni pericolose durante un’escursione. #### Come affrontare l’afa durante un’escursione Per vivere la montagna anche nelle giornate più calde è importante adottare alcune semplici precauzioni: **Scegliere gli orari migliori** È preferibile partire al mattino presto ed evitare le ore centrali della giornata, quando il caldo e l’irraggiamento solare raggiungono i livelli più elevati. **Bere regolarmente** Non bisogna aspettare di avere sete per idratarsi. Portare con sé una quantità sufficiente di acqua e bere frequentemente aiuta a mantenere il corretto equilibrio dei liquidi. **Vestirsi in modo adeguato** Abbigliamento leggero, traspirante e di colori chiari favorisce la dispersione del calore. Sono importanti anche cappello, occhiali da sole e crema solare per proteggersi dai raggi UV. **Fare pause frequenti** Durante il percorso è utile fermarsi in zone ombreggiate, soprattutto dopo tratti impegnativi o con forte esposizione al sole. **Valutare il percorso in base alle condizioni** Nei giorni più caldi è meglio scegliere itinerari meno impegnativi, con presenza di boschi, acqua o punti di ristoro, evitando di sottovalutare la fatica. #### Il caldo in quota: un rischio da non sottovalutare Anche se in alta montagna le temperature possono essere inferiori rispetto alla pianura, il sole può essere molto intenso a causa della maggiore esposizione ai raggi ultravioletti. Inoltre, lo sforzo fisico dovuto alla quota e al dislivello può aumentare la sensazione di affaticamento. Proteggersi dal caldo significa quindi non solo evitare temperature elevate, ma anche ascoltare il proprio corpo e adattare l’attività alle condizioni ambientali. #### Consigli finali per vivere la montagna in estate La montagna in estate offre esperienze straordinarie, ma richiede attenzione soprattutto durante i periodi di afa e caldo estremo. Una buona preparazione, un’adeguata idratazione e una scelta responsabile degli itinerari permettono di godere dei sentieri in sicurezza. Prima di partire è sempre utile controllare le previsioni meteorologiche, informarsi sulle condizioni del percorso e non sottovalutare i segnali di stress termico. La prevenzione resta il modo migliore per affrontare il caldo e vivere la montagna in modo consapevole. **Categorie:** In Montagna **Tag:** Afa, Meteo, Ondata di Caldo --- ### [Aria di montagna: benefici per salute e benessere](https://www.montagnenostre.net/i-benefici-dellaria-di-montagna-tutto-quello-che-ce-da-sapere/) **Published:** Luglio 1, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### L’aria di montagna fa molto bene al nostro organismo, perché essa ha una maggiore quantità di ossigeno ed i suoi benefici sono scientificamente provati ed immediatamente visibili. **L’aria di montagna** fa bene al corpo e alla mente. Fare lunghe passeggiate lungo i sentieri dei boschi, facendo qualche **escursione** tra il verde delle montagne e l’azzurro del cielo, stimola la produzione nel nostro **organismo** di endorfine benefiche, che servono a migliorare l’umore. Respirando a pieni polmoni, il nostro corpo si rigenera scaricando lo stress accumulato in città. Il silenzio dei boschi ed i colori della natura riescono a metterci in contatto con il nostro corpo, facendoci recuperare la serenità perduta nella vita stressante della città, rendendoci più felici. **[L’aria di montagna](https://www.montagnenostre.net/perche-laria-di-montagna-fa-bene-in-tutte-le-stagioni/)** fa bene anche al nostro sistema immunitario perché essa contiene una maggiore quantità di ossigeno. Tanti sono i benefici che apporta una passeggiata in montagna, immersi nell’aria pura e lontani dall’inquinamento e dalla vita frenetica della città. Proprio la presenza di più **ossigeno** nell’aria di montagna, ci induce a fare respiri più lunghi e profondi, facendo sì che il nostro cuore “pompi” più sangue e produca più globuli rossi. Abbassandosi la pressione sanguigna è possibile sentirci più in forma e in armonia con noi stessi. Quando respiriamo l’**[aria di montagna](https://www.montagnenostre.net/perche-laria-di-montagna-fa-bene-in-tutte-le-stagioni/)** il nostro metabolismo si accelera, perché in essa vi è una maggiore quantità di ioni negativi. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/corvara-in-badia-l184134/) Sono presenti in montagna, una serie di elementi che collaborano per ottenere un ossigeno ricco di ioni negativi. Questi aumentano l’afflusso di ossigeno al cervello facendoci sentire più svegli e più lucidi, cosa che molto di rado accade in città. Gli ioni negativi, inoltre, sono indispensabili per apportare molti benefici sia al nostro corpo che alla nostra mente, migliorando le patologie allergiche, la depressione e rendendoci anche più vitali. Camminare respirando l’aria **salubre** della montagna , aiuta anche a sciogliere gli accumuli di grasso, perché camminando si bruciano tante calorie, oltre ad avere innumerevoli benefici all’apparto cardiovascolare. Passeggiare e respirare profondamente previene tutte le malattie legate alla sedentarietà come l’ischemia. Quindi, l’**aria di montagna** fa bene a tutti ma, in particolar modo, a chi soffre di patologie respiratorie e allergie, perché dopo i 1500m di altitudine, il tasso di umidità diminuisce ed i pollini e gli acari si riducono notevolmente, permettendo così alle persone che soffrono di asma di beneficiare dell’aria pura e di poter respirare e sentirsi meglio. Fonte: dilei.it | Autore: Alessandro Nunziati Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/val-gardena-l190829/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** benessere, Camminare in montagna, montagna, salute, trekking --- ### [Camminare in montagna stimola endorfine e riduce lo stress](https://www.montagnenostre.net/camminare-montagna-endorfine-riduce-stress/) **Published:** Giugno 24, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Passeggiare nella natura fa bene al corpo e alla mente: secondo diversi studi scientifici, questa semplice attività aiuta a ridurre lo stress, migliorare l’umore e ritrovare un equilibrio psicofisico. Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che **[camminare nella natura diminuisce lo stress](http://www.montagnenostre.net/tutti-i-benefici-del-trekking/ "Tutti i benefici del trekking")**, stimola la **produzione di endorfine**, responsabili della sensazione di benessere, e quindi **rende felici**. Lo scrive *sportoutdoor24.it* che riporta i risultati di **alcuni studi** condotti di recente negli Stati Uniti e in Inghilterra. Le ricerche effettuate dalla *University of Michigan* e dalla *Edge Hill University* in Gran Bretagna e pubblicate sulla rivista scientifica *Ecopsychology* prendono in considerazione 2000 tra le 70.000 persone coinvolte nel ‘Walking for Health Program’ britannico e hanno appurato che **camminare in un ambiente naturale riduce gli influssi negativi dello stress** e **stimola sensazioni positive** di benessere e ottimismo. **LEGGI ANCHE** **[Come organizzare un’escursione con bambini](https://www.montagnenostre.net/come-organizzare-unescursione-con-bambini/)** **[La bellezza di camminare in autunno](https://www.montagnenostre.net/la-bellezza-di-camminare-in-autunno/)** **[Guida al trekking: i consigli per cominciare a camminare in montagna](https://www.montagnenostre.net/guida-al-trekking-i-consigli-per-cominciare-a-camminare-in-montagna/)** **[Guida al trekking: Come preparare lo zaino perfetto](https://www.montagnenostre.net/preparare-lo-zaino-perfetto-consigli/)** Secondo un’altra ricerca condotta dal *Social Economic and Geographical Sciences Research Group* presso il *James Hutton Institute* di Aberdeen, in Scozia, ha poi dimostrato come i benefici maggiori derivino dalla pratica regolare del **camminare nella natura**[](http://www.montagnenostre.net/camminare-nei-boschi-fa-bene-al-cervello/ "Camminare nei boschi fa bene al cervello"): per abbattere i livelli di stress e godere dei primi benefici basterebbero anche piccole **passeggiate almeno 3 volte la settimana**, purché in un ambiente verde e naturale. Infine,una recente ricerca americana ha dimostrato che i **[bambini](https://www.montagnenostre.net/come-organizzare-unescursione-con-bambini/ "Come organizzare un’escursione con bambini")** che stanno a contatto con la natura dimostrano una maggiore capacità di capire le emozioni e di **relazionarsi con gli altri**. *Fonte: http://siviaggia.it* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/val-gardena-l190829/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** benessere montagna, consigli di montagna, felicità --- ### [L'adrenalinica traversata delle Gorge di San Gervasio](https://www.montagnenostre.net/il-ponte-tibetano-delle-gorge-di-san-gervasio-unavventura-sospesa-tra-cielo-e-roccia/) **Published:** Agosto 6, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### Nel cuore selvaggio della natura, incastonato tra le spettacolari Gorge di San Gervasio, si trova uno dei ponti tibetani più suggestivi d’Italia. Un’esperienza adrenalinica che regala emozioni forti e panorami mozzafiato a chi osa attraversarlo. Situato all’interno di un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza, il ponte collega le due sponde delle spettacolari gole naturali, offrendo un percorso sospeso tra cielo e roccia. L’infrastruttura, realizzata con i più elevati standard di sicurezza, consente a tutti – famiglie, escursionisti e turisti – di vivere un’esperienza immersiva a contatto diretto con la natura incontaminata. Il tragitto regala viste panoramiche mozzafiato sulle profonde forre scavate nel tempo dall’acqua, tra pareti rocciose, vegetazione rigogliosa e scorci fotografici unici. Il ponte è accessibile attraverso sentieri ben curati e segnalati, pensati per valorizzare l’ambiente e incentivare un turismo responsabile e sostenibile. Il **Ponte Tibetano delle Gorge di San Gervasio** non è solo un’opera ingegneristica, ma anche un simbolo di valorizzazione del territorio: un invito a riscoprire il patrimonio naturale, storico e culturale della zona. Un’occasione imperdibile per vivere il territorio da un punto di vista nuovo e sorprendente. ##### Informazioni utili - **Località**: Gorge di San Gervasio, Cesana Torinese (TO) - **Periodo di apertura**: da aprile a ottobre (chiusura invernale per motivi di sicurezza) - **Orari di accesso**: **Feriali**: 9:00 – 18:00 **Festivi e weekend**: 8:30 – 19:00 - **Durata del percorso**: circa 1 ora (andata e ritorno, con soste panoramiche) - **Difficoltà**: facile/moderata – adatto a tutti con normali condizioni fisiche - **Abbigliamento consigliato**: scarpe da trekking o da ginnastica con buona aderenza - **Accessibilità**: non adatto a passeggini o persone con difficoltà motorie - **Servizi disponibili**: Parcheggio gratuito Punto informazioni e accoglienza Area picnic nelle vicinanze Guide escursionistiche su prenotazione ##### Come arrivare Per arrivare al **punto di partenza del ponte tibetano delle Gorge di San Gervasio** occorre seguire la **S.S 24**. in direzione Claviere. Poco prima dell’abitato si trova il grosso parcheggio con il casotto dove ci si può prenotare per l’esperienza. Dopo il briefing iniziale si indossa il kit noleggiato e si può partire. ##### Descrizione del percorso **La lunghezza totale del percorso è di circa 500 mt. con 100 mt. di dislivello e si impiegano circa 1.30 – 2.00 h.** **La prima parte** è costituita da un ponte di circa 70 m che attraversando la gola perpendicolarmente permettendo di di raggiungerne la sponda opposta. Ci si trova così all’imbocco del **ponte principale**, non visibile dal punto di partenza. Da qui inizia il **secondo ponte**, ( il più lungo dei tre), la passerella corre parallela al torrente ad una altezza di circa 25 mt. Il tratto ripercorre la gola attraverso alte pareti di roccia di diversi strati e colori, sormontate da un bellissimo bosco di larici. L’ambiente è bellissimo, sotto di noi passa il sentiero che attraversa le gole a piedi. Alla fine del secondo ponte ci troviamo di fronte ad una bellissima cascata, siamo arrivati al termine di questo tratto super! Davvero molto panoramico. **Dinanzi a noi 2 scelte:** un largo sentiero rimonta il versante della gola fino al terzo ed ultimo ponte oppure (anche qui c’è il piano B) fortemente consigliato, è il percorso della “ **Via Ferrata dei Militari**”, che inizia qualche metro dopo la cascata. Noi ovviamente fatto 30 decidiamo di fare 31, indossiamo il caschetto, accorciamo gli attacchi e iniziamo l’arrampicata su per la roccia. Si segue il percorso in verticale lungo la parete con passaggi abbastanza ginnici e perpendicolari fino a raggiungere una antica scala militare, la si percorre fino ad entrare in un **vecchio bunker militare** quasi strisciando ed una volta usciti alla luce del sole si imbocca il sentiero che scende sulla sinistra e dopo pochi metri ecco di fronte a noi l’**ultimo ponte sospeso** del percorso della lunghezza di 90 metri. Qui uno dirà, vabbè ormai siete rodati, sì, con l’unica piccola differenza rispetto ai precedenti ponti che qui **l’altezza da terra è di oltre 90 metri** e si fanno sentire tutti, ma proprio tutti! L’aria ci spettina i capelli e fa dondolare il ponte, vediamo il parcheggio di fronte a noi, solo un burrone ci separa dall’arrivo. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/ponteprosdpett-1024x432.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/ponteprosdpett.avif)Un lungo e profondo respiro e con la solita botta di incoraggiamento dei partecipanti arrivati al tratto finale, ci buttiamo, è stata dura ma ne è valsa la pena! Abbiamo attraversato il Ponte Tibetano più lungo del mondo, da non credere. Per qualcuno è stata una passeggiata (mentiva spudoratamente) per altri vera e propria adrenalina – Per noi è stata una giornata super emozionante a tratti “traballante” una di quelle che non possiamo che consigliarti tra le **Top esperienze da fare in Val di Susa**. *Fonte: [visitvaldisusa.it](https://visitvaldisusa.it/) | Foto: Ponte tibetano Cesana ©credits [pontetibetano.eu](http://pontetibetano.eu/news-e-foto/)* e *[visitvaldisusa.it](https://visitvaldisusa.it/)* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/comune-di-claviere-l220535/) **GUARDA IL VIDEO** ##### Il sentiero a piedi che passa al di sotto del Ponte Tibetano Per il sentiero a piedi, si parte dalla **base della Rocca Clarì**, si segue il sentiero che porta all’inizio del ponte ma si prosegue fino al fondo della gola anziché fermarsi per il percorso sospeso. Subito iniziato il percorso si trovano alcune pareti di roccia per le arrampicate, si prosegue lungo il corso del fiume esattamente al di sotto del ponte tibetano tra passerelle in legno e gradinate. Alla fine del sentiero, gli ultimi tornanti portano alla base di una rumorosa e bellissima cascata, di fianco ad essa, delle scale conducono fino in cima. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/Sentiero_pontetibetanoClaviere-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/08/Sentiero_pontetibetanoClaviere.webp)Tratto del sentiero che passa al di sotto del ponte tibetanoIl sentiero è quasi finito, sale per qualche minuto ancora incontrando diverse **terrazze panoramiche**, fino a che si arriva in uno spiazzo erboso con tavoli da pic-nic. Il percorso è breve ma anche molto suggestivo, adatto soprattutto alle famiglie con i bambini, per nulla faticoso se non nell’ultimo tratto di salita dopo la cascata (ma dura pochi minuti). Consigliato proprio per chi non se la sente di intraprendere il percorso sospeso o per chi deve aspettare amici o consorti che hanno deciso di provare il **brivido del vuoto**. Quello che possiamo dire per convincerti a passare “dai piani alti” è: “Se ce l’abbiamo fatta noi puoi farcela sicuramente anche tu” e anzi, se possiamo aggiungere, è proprio una gran figata! *Fonte: [visitvaldisusa.it](https://visitvaldisusa.it/)* ##### Per informazioni chiedere a: **Ponte Tibetano Cesana** tel. +39 337 219600 [www.pontetibetano.eu](http://www.pontetibetano.eu) **Categorie:** Curiosità di Montagna --- ### [Capanna Corno di Gries: rifugio alpino con viste mozzafiato](https://www.montagnenostre.net/capanna-rifugio-corno-di-gries/) **Published:** Marzo 8, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **La Capanna Corno di Gries si trova in Val Corno a 2338 m., diramazione della testata della Valle Bedretto, nella sua parte più occidentale. Posta sulla sommità di un costone erboso che separa i due valloni terminali della Val Corno.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ticino W. (Svizzera) **Valle:** [Valle Bedretto](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Località di partenza:** Alpe di Cruina sulla strada del passo Nufenen **Quota di partenza:** 2003 m | **Dislivello:** 335 m | **Tempo di percorrenza:** 45 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperta. Custode presente da fine giugno a inizio ottobre **Posti letto:** 50 posti (9 posti rifugio invernale) **Gestione:** CAS Bellinzona e Valli | **Custode:** Jerono Jutta **Tel.** +41 091 8691129 | Tel. custode +41 076 4521972 ##### **LA CAPANNA** La Capanna Corno di Gries si trova su un magnifico altopiano alpino nella parte alta della Valle Bedretto in prossimità del passo della Novena. È facilmente raggiungibile sia in estate sia in inverno. Durante la stagione invernale è un punto di partenza/passaggio per escursioni con le pelli di foca e le racchette. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/Capanna_Corno_di_Gries-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/Capanna_Corno_di_Gries-1.webp)Capanna Corno di GriesDurante la stagione estiva è una magnifica capanna per escursionisti, che cercano itinerari facili come pure percorsi di difficoltà di grado T5/T6. Si presta anche come punto di partenza o di passaggio per itinerari di MTB. Grazie al suo facile accesso è una meta ideale per uscite di un giorno e per gite di famiglia. Le rocce attorno alla capanna invitano all’arrampicata e al bouldering. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 31/07/2024, 09:16 Duration: 01:02:22 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 212 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 115 m Distance: 2.88 km La salita che dall'**Alpe di Cruina** conduce sino alla **Capanna Corno di Gries** è la via normale, principale, per accedere al rifugio. La partenza del percorso è posta all'Alpe di Cruina, per raggiungerla dovremo seguire da Airolo la strada del Nufenen Pass o Passo della Novena; dopo circa 16km da Airolo, troveremo, dopo un tornante, un ampio posteggio dove poter lasciare le nostre autovetture, il parcheggio è gratuito, però è presente un cartello che invita a fare una donazione per gli addetti che lo mantengono pulito. Una volta posteggiato, all'imbocco del parcheggio troveremo i cartelli che indicano la capanna, noi passeremo sotto la strada ed inizieremo a percorrere alla nostra sinistra il sentiero. I primi metri sono del tutto pianeggianti o in leggera discesa, sino a raggiungere un bivio, da dove inizia la vera salita. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/Vista_panoramica_Capanna_Corno_di_Gries-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/Vista_panoramica_Capanna_Corno_di_Gries.webp)Veduta panoramica e, in lontananza la Capanna Corno di GriesLa salita non è mai impegnativa, ne troppo lunga, ed adatta anche alle famiglie con bambini, non presenta pericoli e si sviluppa su un bellissimo sentiero: ampio e ben tenuto. Dopo circa 30' di salita giungeremo all'Alpe Corno, da dove possiamo già vedere il rifugio e quanto ci manca ancora da salire. Il sentiero con una serie di tornanti si sposterà alla sinistra oreografica della valle ed affronteremo gli ultimi verso il rifugio, dalla cui terrazza possiamo ammirare la bellissima Valle Bedretto e tutte le cime che ci circondano. *Fonte:* [ilpiaceredellamontagna.it](https://www.ilpiaceredellamontagna.it/) [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/Capanna_Corno_di_Gries_tramonto-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/Capanna_Corno_di_Gries_tramonto.webp)Capanna Corno di Gries e il tramonto **ESCURSIONI** Lago Gries **TRAVERSATE** [Rifugio Maria Luisa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-maria-luisa/) | Capanna Piansecco | Rifugio Val Toggia | [Rifugio Città di Busto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-busto/) | [Rifugio Cesare Mores](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mores-cesare/) | Capanna del Basòdino | Capanna Cristallina | Rifugio Vannino **ASCENSIONI** Blinnenhorn | Corno Gries | Piccolo Corno Gries [Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/piemonte-l598/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Alpi Lepontine, Canton Ticino, Rifugi Svizzera, Svizzera --- ### [Rifugio Torino Nuovo: bastione alpino colossale a 3.375 m](https://www.montagnenostre.net/rifugio-torino-nuovo/) **Published:** Febbraio 8, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 3375 m. su un pianoro roccioso poco sotto la cima della Punta Helbronner e a monte del Rifugio Torino Vecchio. Dalla primavera al tardo autunno il rifugio ospita i tantissimi alpinisti che vogliono cimentarsi nelle numerose ascensioni su neve, ghiaccio, roccia e misto che si possono effettuare in questa zona del Bianco: Dente del Gigante, Cresta di Rochefort, Tour Ronde, Aiguille d’Entrèves, Grand Capucin e i “satelliti” del Tacul, solo per citare alcune celebri cime della zona.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **EE – Itinerario Escursionistico per esperti** **Gruppo Montuoso:** Monte Bianco (Italia) **Valle: [ Val Ferret](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) Località di partenza:** località La Palud **Quota di partenza:** 1370 m | **Dislivello:** 0 metri se si utilizza come fan tutti la funivia, altrimenti 2005 metri | **Tempo di percorrenza:** praticamente nullo se si usa la funivia, altrimenti 5 ore **Periodo di Apertura:** Rifugio sempre aperto da fine Maggio a fine settembre. In inverno funziona solo il Rifugio Torino Vecchio **Posti letto:** 151 posti **Gestione:** CAI Sezione di Torino e CAI Sezione d’Aosta **Tel.** +39 0165 844034 | +39 011 539260 (cai Torino) | +39 0165 40194 (cai Aosta) **MAPPA DEL PERCORSO** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** *ACCESSO ESTIVO* Da La Palud seguire il sentiero che sale in direzione NW, lungo i prati che scendono dal dosso dove sorge il Rifugio-Albergo Pavillon. Giunti sul dosso proseguire verso NW lungo un pendio via via più erto fino alle rocce de la Porte 2700 m c.ca, il contrafforte della Punta Helbronner. Da qui superare un primo risalto roccioso e proseguire lungo il dosso del contrafforte. Salire lungo un altro risalto roccioso e, successivamente, per roccette e sfasciumi sulla cresta si raggiunge il rifugio Torino Vecchio. Da qui, salire in breve al rifugio Torino Nuovo. Per i soli alpinisti attrezzati è possibile raggiungere Rifugio Torino nuovo da Punta Helbronner, su ghiacciaio. Il percorso normale invece, è turistico e si sviluppa interamente in funivia. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1698/rifugio-torino-nuovo/)* https://youtu.be/VAjwCP1\_Lu4?si=DYp1OR0qBs9t\_REo*CON LA SKYWAY MONTE BIANCO* Il Rifugio Torino è comodamente accessibile in qualsiasi periodo dell’anno e con qualsiasi condizioni meteo grazie alla Skyway del Monte Bianco. A pochi passi dall’abitato di Courmayeur e nelle immediate vicinanze dell’uscita autostradale e del tunnel del Monte Bianco in zona Pontal d’Entrèves si trova la partenza di Skyway Monte Bianco. La zona è attrezzata con 300 posti auto a pagamento e parcheggio per i pullman. All’interno della stazione di Punta Helbronner si trovano due ascensori che in pochi secondi vi porteranno al livello del Rifugio Torino, che si raggiunge mediante un tunnel pianeggiante lungo 150m, completamente scavato nella montagna. All’uscita del tunnel vi troverete già sulla nostra terrazza, sulla quale si accede al bar e al ristorante. L’entrata riservata agli alpinisti è situata sulla vecchia terrazza, al piano terra del rifugio. Da qui si accede direttamente all’essicatoio, dove si devono lasciare gli scarponi da montagna prima di salire alla reception e al piano delle camere. *Fonte: [rifugiotorino.com](https://www.rifugiotorino.com/)* **GUARDA IL VIDEO** **ESCURSIONI** Sentiero attrezzato Gatti al Monte della Brenva **TRAVERSATE** Ghiacciaio del Gigante – Aiguille du Midi e Refuge Cosmiques Traversata del Monte Bianco in Funivia (P.ta Helbronner – Aig.le du Midi) Traversata con sci: Vallee Blanche (P.ta Helbronner – Chamonix) Discesa con sci: Ghiacciaio del Toula La Palud – Mont Frety (Pavillon) Mont Frety (Pavillon) – Colle del Gigante Colle del Gigante – Punta Helbronner Punta Helbronner – Aiguille Du Midì Aiguille Du Midì – Plan des Aiguilles Plan des Aiguilles – Chamonix **ASCENSIONI** Dente del Gigante | Grand Capucin | Monte Bianco | Mont Maudit | Mont Blanc du Tacul | Aiguilles des Rochefort | Dome de Rochefort | Grandes Jorasses [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Dente del Gigante, Grandes Jorasses, Monte Bianco, Trekking Valle d'Aosta --- ### [Rifugio Torino Vecchio: epopea alpinistica oltre le nuvole](https://www.montagnenostre.net/rifugio-torino-vecchio/) **Published:** Febbraio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 3375 m. Sorge su un pianoro poco sotto la cima della Punta Helbronner e a monte del colle del Gigante (3.371 m), nelle vicinanze dello spartiacque tra l’Italia e la Francia, in territorio italiano ma, secondo le mappe francesi, conteso. Questo rifugio è stato costruito in memoria dei soldati delle truppe di montagna che hanno combattuto queste vette dal 1940 al 1945. Inoltre quando si parla del rifugio Torino è normalmente sottintesa la struttura che dà accoglienza (posti letto e ristoro) ai visitatori nonché alpinisti e guide e si riferisce al [Rifugio Torino Nuovo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-torino-nuovo/).** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **EE** – Itinerario Escursionistico per esperti **Gruppo Montuoso: Monte Bianco (Italia) Valle: [ Val Ferret](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) Località di partenza:** località La Palud **Quota di partenza:** 1370 m | **Dislivello:** 0 metri se si utilizza come fan tutti la funivia, altrimenti 1952 metri | **Tempo di percorrenza:** praticamente nullo se si usa la funivia, altrimenti 5 ore **Periodo di Apertura:** Rifugio sempre aperto tutto l’anno **Posti letto:** 42 posti **Gestione:** CAI Sezione di Torino e CAI Sezione d’Aosta **Tel.** +39 0165 844034 | +39 011 539260 (Cai Torino) | +39 0165 40194 (Cai Aosta) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da La Palud con la comoda funivia. A piedi seguire il sentiero che sale in direzione NW, lungo i prati che scendono dal dosso dove sorge il Rifugio-Albergo Pavillon. Giunti sul dosso proseguire verso NW lungo un pendio via via più erto fino alle rocce de la Porte 2700m c.ca, il contrafforte della Punta Helbronner. Da qui superare un primo risalto roccioso e proseguire lungo il dosso del contrafforte. Salire lungo un altro risalto roccioso e, successivamente, per roccette e sfasciumi sulla cresta si raggiunge il rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1697/rifugio-torino-vecchio/)* **ESCURSIONI** Sentiero attrezzato Gatti al Monte della Brenva **TRAVERSATE** Ghiacciaio del Gigante – Aiguille du Midi e Refuge Cosmiques Traversata del Monte Bianco in Funivia (P.ta Helbronner – Aig.le du Midi) Traversata con sci: Vallee Blanche (P.ta Helbronner – Chamonix) Discesa con sci: Ghiacciaio del Toula La Palud – Mont Frety (Pavillon) Mont Frety (Pavillon) – Colle del Gigante Colle del Gigante – Punta Helbronner Punta Helbronner – Aiguille Du Midì Aiguille Du Midì – Plan des Aiguilles Plan des Aiguilles – Chamonix Rifugio Cosmiques **ASCENSIONI** Dente del Gigante | Grand Capucin | Monte Bianco | Mont Maudit | Mont Blanc du Tacul | Aiguilles des Rochefort | Dome de Rochefort | Grandes Jorasses [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Dente del Gigante, Monte Bianco, Trekking in Valle d'Aosta --- ### [Rifugio Bonatti Walter: catalizzatore di ardite escursioni montane](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bonatti-walter/) **Published:** Gennaio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio è situato a 2025m di quota, all’imbocco del Vallone di Malatrà e si affaccia su un panorama che abbraccia la catena del Monte Bianco, dal Col de la Seigne al Col Ferret. Si trova lungo il percorso dell’Alta via della Val d’Aosta n. 1 e del Giro del Monte Bianco.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle: [ Val Ferret](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) Località di partenza:** località Lavachey **Quota di partenza:** 1642 m | **Dislivello:** 383 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 20 minuti **Periodo di Apertura:** Da Giugno a tutto Settembre **Posti letto:** 80 posti (10 posti letto nel periodo invernale) **Gestione:** n.d. **Tel.** +39 0165 869055 | +39 335 6848578 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 28/10/2011, 21:02 Duration: 2178:51:12 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) — ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) — Distance: 0.76 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** ***ESTATE*** Dopo la località Lavachey si risalgono i tornanti e si imbocca sulla destra, oltre il ponte di legno, di fianco a una costruzione diroccata. È molto panoramico soprattutto nella seconda parte del percorso. Arrivati ai ruderi dell’alpeggio Gioé (2007 mt.) si prosegue sino ad attraversare un ponte sul torrente. Raggiunto l’alpeggio inferiore di Malatrà si ridiscende una ventina di metri verso il rifugio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/01/Rifugio_Bonatti_1.png)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/01/Rifugio_Bonatti_1.png)Rifugio Bonatti Walter visto in lontananza***INVERNO**, con sci d’alpinismo o racchette da neve* Nel periodo invernale si lascia l’auto ad Entréves (servizio navetta) o a Planpincieux. Si costeggia la pista di fondo e si raggiunge la localita Lavachey. Si sorpassano alcuni tornanti e si imbocca sulla destra, prima del ponte in legno, il sentiero nel bosco. Arrivati al bivio per Secheron – Val Arminaz, si devia sul sentiero a sinistra che si sale nel bosco, fino a raggiungere l’area aperta in vista del rifugio. *Fonte: [rifugiobonatti.it](http://www.rifugiobonatti.it)* **GUARDA I VIDEO** **ESCURSIONI** Colle del Malatrà (Col du Malatraz) | Punta di Belle Combe | Vallone di Belle Combe | Colle di Battaglione Aosta **TRAVERSATE** Giro del Monte Bianco | [Rifugio Elena](https://www.montagnenostre.net/rifugio-elena/) | [Rifugio Giorgio Bertone](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bertone-giorgio/) **ASCENSIONI** Tête d’Entre deux Sauts | Monte Chearfière [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/s) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Alta via n. 1 della Val d'Aosta, Giro del Monte Bianco, Trekking Valle d'Aosta --- ### [Rifugio Giacomo di Brazzà: Custode delle Alpi Giulie](https://www.montagnenostre.net/rifugio-giacomo-di-brazza/) **Published:** Maggio 26, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **È ubicato a 1660 m. su un dosso prativo dominante i pascoli dell’altopiano del Montasio, in posizione panoramica verso il gruppo del Monte Canin.** Nonostante il modesto dislivello che lo separa dal parcheggio, il rifugio è il punto di partenza privilegiato per tutte le escursioni che si svolgono sul gruppo del Montasio e dei Buinz. Inoltre è dedicato al conte Giacomo di Brazzà – Savorgnan, celebre naturalista e geografo, tra i primi alpinisti in Friuli al quale è intitolata anche la Normale del Montasio. Morì a 31 anni per una malattia contratta in Africa. **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Raccolana](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) **Località di partenza:** Sella Nevea – Altopiano del Montasio **Quota di partenza:** 1502 m | **Dislivello:** 1093 m **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Dal 15 Giugno al 30 Settembre – Dal 15 Settembre al 30 Ottobre nei fine settimana **Posti letto:** 31 posti letto (4 posti letto rifugio invernale) **Gestione:** Società Alpina Friulana – Custode: Valentina Cecon **Tel.** +39 0433 54121 | +39 346 2280072 (Valentina) **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 17/08/2003, 08:31 Duration: 05:13:28 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 934 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 934 m Distance: 9.90 km \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Brazza.gpx"\] **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Sella Nevea si segue la rotabile asfaltata che conduce all’**altopiano del Montasio** fino a un parcheggio. posto al margine inferiore dei pascoli. Si prosegue a piedi per una strada (transito auto regolamentato) fino a un incrocio e poi diritti per la sconnessa pista di servizio si raggiunge il rifugio. [![Rifugio Giacomo di Brazzà](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_GiacomodiBrazza.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_GiacomodiBrazza.webp)Rifugio Alpino Giacomo di Brazzà[![Sentieri nei prati del Montasio visti dal rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Sentierivistidalrifugio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Sentierivistidalrifugio.webp)Sentieri nei prati del Montasio visti dal rifugio Giacomo di BrazzàIl Di Brazzà rappresenta una meta molto frequentata per le numerose possibilità escursionistiche: allo Jof di Montasio per la Normale o per il Canalone Findegger; al Monte Montasio. Consente attraversate al rifugio Corsi per il sentiero alpinistico del Merlone o per il Passo degli Scalini; al bivacco Suringar (3 h, E) e al [bivacco Stuparich](https://www.montagnenostre.net/bivacco-stuparich/) per la ferrata Amalia; al [rifugio Grego](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fratelli-grego/) affrontando la Normale alla Cima del Montasio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1222/punto-tappa-di-brazza-giacomo/)* **TRAVERSATE** [Rifugio Guido Corsi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guido-corsi/) per il Passo degli Scalini o per Forca di Terrarossa| Bivacco Del Torso | Forcella Lavinal dell’Orso **ASCENSIONI** Jôf di Montasio | Bivacco Suringar | Monte Cimone | Cima di Terra Rossa | Sentiero Attrezzato Ceria-Merlone [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Altopiano di Montasio, Sella Nevea, Trekking Alpi Giulie --- ### [Rifugio Luigi Zacchi, Paradiso alpino tra boschi e cime](https://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-zacchi/) **Published:** Maggio 24, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Si trova a 1380 m. sotto la parete Ovest della Ponza Grande, nel bosco, inserito nell’anfiteatro formato dalle Ponze, dal Veunza e dal Mangart, che racchiudono l’area protetta del bellissimo Parco di Fusine.** E’ una frequentata meta estiva ed è il punto ideale di partenza per le escursioni nel gruppo del Mangart. Il rifugio è servito da una carrareccia interdetta al traffico ma è consigliabile raggiungerlo tramite il sentiero CAI n.512 che parte dal lago superiore di Fusine. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Est (Italia) **Valle:** [Valle di Fusine](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) **Località di partenza:** Lago superiore di Fusine **Quota di partenza:** 941 m | **Dislivello:** 439 m **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Aperto da giugno a settembre e da dicembre a marzo **Posti letto:** 20 posti letto **Gestione:** CAI Sezione di Tarvisio – Custodi: Gianni Matiz e Rosa **Tel.** +39 0428 786064 | +39 338 5030887 (Gianni) | +39 333 2357346 (Rosa) **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 29/01/2011, 10:04 Duration: 01:59:31 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 971 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 518 m Distance: 3.47 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal parcheggio nei pressi del **Lago superiore di Fusine** si segue la strada forestale chiusa al traffico con segnavia CAI 512-513 che si snoda quasi pianeggiante nel bosco fino a un bivio. Si prosegue per la pista di sinistra (**segnavia CAI 512**) fino dove questa ha termine, nei pressi di un rio; si percorre poi un’ampia mulattiera che sale lungamente nel bosco fino al rifugio (dal bivio è anche possibile seguire la strada di destra che conduce al rifugio con un giro più lungo). [![Rifugio Luigi Zacchi immerso nel bosco](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_Luigi_Zacchi_immersobosco.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_Luigi_Zacchi_immersobosco.webp)Rifugio Luigi Zacchi immerso nel bosco[![Rifugio Luigi Zacchi in inverno](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_Luigi_Zacchi_inv.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_Luigi_Zacchi_inv.webp)Rifugio Luigi Zacchi in invernoLa nuovissima costruzione sostituisce il precedente rifugio risalente al 1932 dedicata successivamente nel 1949 al colonnello degli Alpini Luigi Zacchi. E' un punto d'appoggio per le salite alla catena delle Ponze, alla parete nord della Veunza e al Piccolo Mangart di Coritenza. Consente traversate al **[bivacco Fratelli Nogara](https://www.montagnenostre.net/bivacco-fratelli-nogara/)** per l'Alpe Vecchia (3 h - E), alla ponza Grande con sentiero attrezzato (3 h - EE), al valico della porticina, ai **Laghi di Fusine**. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1318/zacchi-luigi/)* **TRAVERSATE** [Bivacco Fratelli Nogara](https://www.montagnenostre.net/bivacco-fratelli-nogara/) | Ai laghi di Fusine per il Ricovero Capanna Ponza | Alta Via Alpi Tarvisiane **ASCENSIONI** Via ferrata al Mangart | Via ferrata "Via della Vita" alla Veunza | Via ferrata alla Cima Strugova | Sentiero attrezzato alla Ponza Grande | Valico della Porticina [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Laghi di Fusine, Trekking Alpi Giulie, Valle di Fusine --- ### [Chalet Des Grands: avventura tra le vette svizzere](https://www.montagnenostre.net/rifugio-chalet-des-grands-2/) **Published:** Febbraio 20, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **È collocato a Grands-Dessus su un promontorio roccioso a 2113 m. lungo una delle varianti del TMB, si rivela in una posizione eccezionale. Purtroppo è saltuariamente custodito ed occorre sincerarsi preventivamente dell’apertura e prenotare. Se non fosse stato possibile prenotare, si può verificare in loco l’eventuale presenza del guardiano o, altrimenti, rassegnarsi a proseguire fino al Col de Balme, o, se si segue il Tour in senso orario, scendere fino a Le Peuty, entrambi a circa due ore di distanza.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **EE** – Itinerario Escursionistico per esperti **Gruppo Montuoso: Monte Bianco (Svizzera) Valle: [ Vallé du Trient (Svizzera)](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) Località di partenza:** località La Forclaz **Quota di partenza:** 1526 m | **Dislivello:** 587 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Custode presente da metà giugno a metà ottobre – Chiavi disponibili nelle sezioni del CAS di Payerne, Lausanne e Morges quando non è presente il custode **Posti letto:** 15 posti (15 posti letto nel periodo invernale) **Gestione:** Sezioni CAS di Payerne, Lausanne e Morges – Custode: Heinz Berger **Tel.** +41(0)26 660 65 04 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** *ESTATE* Da La Forclaz seguire il sentiero segnalato che sale allo Chalet du Glacier 1583 metri,capanna privata del CAS Diablerets. Si scende ad attraversare il torrente Trient su un ponte e si prende il sentiero segnalato per il Col de la Balme fino a Grands-Dessux dove per mezzo di una scalinata scavata nella roccia si sale al rifugio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Chalet_Des_Grands_panorama-1024x683.png)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Chalet_Des_Grands_panorama.png)Vista panoramica con il Chalet Des Grands[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Tratto_percorso-1024x683.png)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Tratto_percorso.png)Tratto del percorso per il rifugio Chalet Des Grands*INVERNO* Vedi stesso percorso del periodo estivo. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/877/chalet-des-grands/)* **TRAVERSATE** Rifugio Col de Balme **ASCENSIONI** Pointe des Grands [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Monte Bianco, Rifugi Svizzera, Trekking in Valle d'Aosta, Vallé du Trient --- ### [Cabane de Saleina CAS, sentinella tra ghiacciai e vette](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-de-saleina-cas/) **Published:** Ottobre 18, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **Spaziosa capanna alpina ai margini della regione svizzera del Monte Bianco. Situata a 2691 m. in una laterale della Val Ferret, offre una grandiosa vista sul ghiacciaio e sul cristallino mondo dell’Aiguille d’Argentière, con le note traversate alpine, come la Fenêtre de Saleina verso il Plateau du Trient. Il sempre ancora non facile accesso estivo dalla Val Ferret è oggi assicurato con corda fissa e gradini, mentre d’inverno la si raggiunge attraverso i passi.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **EE** – Itinerario Escursionistico per esperti **Gruppo Montuoso:** Monte Bianco (Svizzera) **Valle: [ Val Ferret (Svizzera)](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) Località di partenza:** Loc. “prise d’eau de Saleina” sopra Praz de Fort **Quota di partenza:** 1593 m | **Dislivello:** 1098 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperta – Custode presente da marzo ad aprile e da giugno a settembre **Posti letto:** 48 posti (24 posti letto nel periodo invernale) **Gestione:** Uyttebroeck Etienne – Burri Roger **Tel.** +41(0)27 783 17 00 | +41(0)32 835 23 91 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** *ESTATE* Da Praz de Fort seguire la strada carrozzabile che sale fino alla località Prise d’eau de Saleina, da qui si prende il sentiero che sale verso S, si attraversa il torrente di fondovalle per poi piegare verso WNW. Sotto lo sperone roccioso quotato 2031 m si devia verso SW risalendolo (tratto attrezzato con catene) sbucando sul morenico Plan Monney. Si prosegue a zig zag sulla morena per poi piegare a S costeggiando la parete W del Petit Clocher des Planereuses. Più sopra si traversa di nuovo verso W e su terreno morenico si giunge alla capanna. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Cabane_de_saleina_1.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Cabane_de_saleina_1.webp)Cabane du Saleina in Estate[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Cabane_de_saleina_2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Cabane_de_saleina_2.webp)Esterno del rifugio Cabane du Saleina*INVERNO* Dalla Cabane de Trient attraverso il Col Nord de Plines o dalla Fenetre de Saleina e poi per il Glacier de Saleina fino alla capanna. Difficoltà PD Tempo 2 ore 30 minuti ![](https://www.sac-cas.ch/processed/sa2020assetsprod/8/2/csm_1713777518_1567984027master_b1ed919bbf.jpg)Cabane de Saleinaz CAS, vista esterna. (04/2024) © Lucie Wiget![](https://www.sac-cas.ch/processed/sa2020assetsprod/5/9/csm_1713777516_735082659master_ccdbd5270f.jpg)Cabane de Saleinaz CAS, vista esterna. (04/2024) © Lucie Wiget*Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/812/rifugio-saleina-cabane-de/)* **TRAVERSATE** [Cabane du Trient](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-du-trient/) **ASCENSIONI** Aiguille d’Argentière | Aiguille du Chardonnet | Aiguilles Dorées | Grande Lui | Le Portalet [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Rifugi Svizzera, Trekking in Valle d'Aosta, Vallé du Trient --- ### [Ciaspolata: L'anello degli alpeggi di Campagneda e Prabello](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-lanello-degli-alpeggi-di-campagneda-e-prabello/) **Published:** Dicembre 18, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ### **L’anello degli alpeggi di Campagneda e Prabello è un magnifico itinerario che si presta ad essere percorso sia con le ciaspole, oggi tanto di moda, sia con gli sci da escursionismo.** Merita senza dubbio una giornata di tempo sereno per poter ammirare in tutta la sua bellezza ed imponenza il panorama che si gode durante la gita, fatto di grandi vette, ma anche di particolari legati alla presenza dell’uomo su questa sorta di grande altopiano fatto di una successione di pianori disposti a quote leggermente diverse fra loro. Il dislivello contenuto e la quasi totale assenza di pericolosi pendii rendono questa passeggiata assai adatta sia ai principianti sia alle prime uscite stagionali sulla neve. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **WT2** – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Pizzo Scalino (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/ "Valmalenco") **Località di partenza:** Strada per la diga di Campo Moro a quota 1950 m circa, oppure poche centinaia di metri più avanti, al parcheggio della diga di Campo Moro 1990 m e del [Rifugio Zoia](https://www.montagnenostre.net/rifugio-zoia-2/). **Località di arrivo: [Rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-zoia-2/)** – Alpe Prabello **Dislivello:** 400 m **Periodo consigliato:** inverno-primavera **Lunghezza percorso:** 18,9 km **Tempo:** 3-4 ore per l’intero anello **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punti appoggio:**[Rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/) | [Rifugio Zoia](http://www.montagnenostre.net/rifugio-zoia-2/) | [Rifugio Cà Runcasch](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ca-runcasch/) **PER SAPERE DI PIU’** Parte dell’altopiano che attraverserete, e per la precisione il suo lato settentrionale, è stato generato da un grande sommovimento tettonico da cui ha preso origine anche la sovrastante e ampia sella del Passo di Campagneda che si apre fra il **[Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-pizzo-scalino/)** sulla destra (Sud-est) e il Monte Spondascia a sinistra (Nord-ovest). Qui si trova, infatti, il punto di contatto fra le rocce serpentinose della **Falda Suretta**, che formano lo **Spondascia**, e quelle micascistose della falda Margna che invece costituiscono il Pizzo Scalino. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/PizzoScalino_ciaspolata.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/PizzoScalino_ciaspolata.webp)Pizzo ScalinoUn’ulteriore azione di modellamento di questi altopiani fu apportata dai grandi ghiacciai che ricoprivano tutto il **massiccio del Bernina**. Molti dossi e leggeri crinali che si attraversano lungo il percorso sono in realtà cordoni morenici lasciati durante le successive fasi di ritiro dei ghiacci. Durante la camminata saremo sempre sorvegliati da tre imponenti vette che, a turno, richiameranno la nostra attenzione. Particolarmente scenografico è il **[Monte Disgrazia 3678 m](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-monte-disgrazia/)** che chiude il panorama verso Sud-ovest, in lontananza. Assai più presente è invece la piramidale sagoma del Pizzo Scalino 3323 m che, ad un certo punto del percorso, incombe su di noi con la sua oscura parete settentrionale. Questa muraglia, alta circa 400 metri, presenta un primo tratto quasi verticale cui segue un imbuto che d’inverno e riempito dalla neve e d’estate è più spesso un pericoloso canalone di detriti rocciosi. La pessima qualità della roccia ha sempre tenuto alla larga gli scalatori anche se il fascino dell’ignoto, irresistibile richiamo, ha fatto si che anche la temibile parete Nord dello Scalino fosse infine salita. L’ultima cima importante è l’aguzzo **Sasso Moro 3108 m**, che sorge imponente ed elegante verso Nord. Questa cima sarà per noi una sorta di faro perché dall’**Alpe Prabello**, puntando verso di essa, si avrà la certezza di non sbagliare mai la via del ritorno. *Fonte: [http://nonsolobanca.popso.it](http://nonsolobanca.popso.it/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/375)* **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 10/02/2013, 08:37 Duration: 08:47:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1140 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1130 m Distance: 18.68 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** I **laghi artificiali di Campo Moro e di Gera** sono raggiungibili staccandosi a sinistra dalla SS 38 all'ingresso di Sondrio e poi percorrendo la carrozzabile della Val Malenco seguendo le indicazioni per Lanzada e Franscia. Oltre questa località la strada è sterrata (Milano-Sondrio 130 km; Sondrio-Franscia 24 km; Franscia-Campo Moro 9 km). [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Diga_Campomoro.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Diga_Campomoro.webp)Diga di CampomoroL'itinerario può essere iniziato in due luoghi vicini fra loro. Il parcheggio all'imbocco della strada che porta a Campagneda e al **[Rifugio Cà Runcasch](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ca-runcasch/)** (numerosi cartelli segnaletici) oppure, poco più avanti, presso il parcheggio che si trova all'altezza della prima diga di Campo Moro e del **[Rifugio Zoia](http://www.montagnenostre.net/rifugio-zoia-2/)**. Nel primo caso, lasciata l'auto ci si avvia sulla strada che in genere è battuta dalle motoslitte e che, con qualche tornante, prende quota nel rado bosco. Questo primo tratto di salita termina nella piana dove sorgono le **baite dell'Alpe Campascio**. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Ponticello_CaRuncasch.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Ponticello_CaRuncasch.webp)Ponticello dell'Alpe CampagnedaA questo punto esistono due possibilità. Si abbandona la strada per deviare leggermente a destra e dopo essere passati fra le baite si traversa il successivo pianoro sempre tendendo a destra sino all'imbocco di un piccolo valloncello che sale a destra nel rado bosco. La salita è assai breve e termina sul ciglio dell'altopiano di Prabello. Puntando ora verso il **[Pizzo Scalino](http://www.montagnenostre.net/amori-di-pizzo-scalino-e-valmalenco/)** si procede su terreno aperto con qualche su e giù fino al piccolo nucleo di Prabello dove, assieme alla piccola chiesetta, sorge anche il **[Rifugio Cristina](http://rifugio%20cristina/)** 2226 m. Da Prabello si supera la corta scarpata che delimita l'alpeggio sulla sinistra (Nord-est) e si riprende a traversare lungamente in piano verso Nord-est. La traversata termina ai piedi di un pendio che si risale con qualche tornante e che termina su un dossone panoramico proprio sotto la scura parete Nord del Pizzo Scalino. [![Rifugio Cristina e Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_1.jpg)Rifugio Cristina ed il Pizzo ScalinoQuesta è la massima quota toccata dal percorso: 2350 m circa. Si traversa ancora iniziando un arco di cerchio verso sinistra che gradatamente inizia a perdere quota entrando nel poco marcato vallone che da destra scende dal Passo di Campagneda. A questo punto si incontrano piste se possibile ancor più marcate e, piegando ancor più verso sinistra (Nord-ovest), si traversa il **Piano superiore di Campagneda**, per giungere al Rifugio Cà Runcasch che sorge poco a monte delle baite dell'Alpe di Campagneda. Percorrendo ora la strada battuta dalle motoslitte si torna all'auto. Senza entrare fra le baite di Campascio si prosegue lungo la strada battuta dalle motoslitte, si traversa il torrente su un ponte e con qualche tornante si guadagna quota raggiungendo l'Alpe di Campagneda, poco oltre la quale sorge il Rifugio Cà Runcasch. Da qui si percorre il successivo pianoro dapprima in piano verso Est e poi in leggera salita verso Sud-est puntando alla base del Pizzo Scalino. Superati alcuni dossoni si lasciano sulla sinistra le eventuali piste degli sciatori alpinisti che salgono al Cornetto, piccola emergenza rocciosa situata ai piedi della cresta Nord-est del Pizzo Scalino, e si sale ancora brevemente verso Sud, per poi iniziare a scendere in direzione Sud-ovest e, con un ultimo tratto pianeggiante, arrivare all'Alpe Prabello. Da qui, tenendo come riferimento l'acuminata vetta del prospiciente Sasso Moro, si torna all'Alpe Campascio e all'auto. **NOTA:** come detto sopra, l'Alpe Campagneda è raggiungibile anche dal parcheggio auto sottostante il Rifugio Zoia. Dall'auto si sale in breve al rifugio e si prosegue su una pista generalmente ben battuta che supera alcune balze rocciose e poi devia decisamente verso Sud-est entrando nella Piana di Campagneda e arrivando in breve alle baite dove ci si collega al percorso descritto. *Fonte: [http://nonsolobanca.popso.it](http://nonsolobanca.popso.it/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/375)* **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it) **E-Mail:**[info@sondrioevalmalenco.it ](mailto:info@sondrioevalmalenco.it) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate in Lombardia, Pizzo Scalino, Trekking invernale --- ### [Ciaspolata panoramica tra Peder-Stieralm e Lyfi](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-passando-dalla-malga-peder-stieralm-fino-alla-malga-lyfi-alm/) **Published:** Gennaio 9, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Breve tour con le racchette o ciaspole da neve in val Martello – dal parcheggio sotto l’albergo Genziana attraverso la malga Peder-Stieralm all’autentica malga Lyfi Alm. Quello che porta alla [Malga Lyfi](http://www.montagnenostre.net/malga-lyfi-alm/) (Lyfialm, 2.170 m s.l.m.) è uno dei più popolari e abbordabili itinerari sulle ciaspole dell’alta Val Martello.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **WT2** – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Gruppo dell’Ortles (Italia) **Valle:** [Val Martello – Val Venosta](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/ "VAL VENOSTA") **Località di partenza:** parcheggio al termine della val Martello **Località di arrivo:** Malga Genziana **Percorso:** Albergo Genziana, malga Genziana, malga Peder-Stielalm, malga Lyfi, malga Genziana **Dislivello:** 385 m salita – 380 m. discesa **Periodo consigliato:** Gennaio-Febbraio **Lunghezza percorso:** 6 km ca. **Tempo:** 2 ore e 30 minuti per l’intero anello **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punti appoggio:**[Albergo Genziana](http://www.montagnenostre.net/rifugio-albergo-genziana-enzian-alpengasthof/) | malga Genziana | malga Peder-Stielalm | [malga Lyfi](http://www.montagnenostre.net/malga-lyfi-alm/) **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 419 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 418 m Distance: 4.52 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il nostro itinerario ha inizio dal parcheggio al termine della strada della Val Martello: sotto l’albergo Genziana (Gasthof Enzian) imbocchiamo la stradina che conduce alla malga Genziana (Enzianalm), dove si tiene il Mercatino di Natale della Val Martello. Attraversato il Rio Valle Peder (Pedertalbach), iniziamo a salire sul sentiero n. 39, in direzione della malga Peder-Stieralm. Indossate le nostre racchette da neve, superiamo d’un fiato i 300 metri di dislivello fino ai 2.250 metri della malga Peder-Stieralm, il punto più alto toccato dal nostro itinerario. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lify_alm.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lify_alm.webp)Malga Lyfi Alm[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Casettapergliuccellidellamalga.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Casettapergliuccellidellamalga.webp)Casetta per gli uccellini della Malga Lify La pendenza si addolcisce, e proseguiamo in direzione della [malga Lyfi](http://www.montagnenostre.net/malga-lyfi-alm/) sulla traccia del sentiero n. 35. Il bosco va via via lasciando spazio alle radure, e possiamo godere di un’eccezionale vista sulle cime del Gruppo dell’Ortles e sull’alta Val Martello. Giunti alla malga Lyfi, ne approfittiamo per mangiare e rilassarci. Per il ritorno scegliamo un percorso alternativo, scendendo a valle lungo la comoda forestale n.8, sufficientemente battuta da poter essere percorsa anche senza ciaspole ai piedi. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Panoramasullemontagnedellavalmartello.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Panoramasullemontagnedellavalmartello.webp)Vista panoramica dalla Malga Lyfi Alm sulle montagne della Val MartelloIndicazione: percorrendo la comoda strada forestale n. 8 è possibile raggiungere la malga Lyfi anche senza ciaspole ai piedi. **NOTA:** se volete intraprendere quest’escursione con le ciaspole vi consigliamo di informarvi sulle condizioni attuali prima di partire (condizioni metereologiche, neve, ev. bollettino di valanghe)! *Fonte: * **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [Associazione turistica Alta Val Venosta](https://www.venosta.net) **E-Mail:**[info@latsch.it ](mailto:info@latsch.it) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolata, Ciaspolate in Trentino Alto Adige, Trekking invernale, Val Martello --- ### [Valmalenco d’inverno: ciaspolata al lago Palù ghiacciato](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-lago-palu-ghiacciato/) **Published:** Dicembre 14, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### **Bellissimo percorso, ideale per una passeggiata invernale con le ciaspole, che conduce al meraviglioso lago Palù attraversando i boschi della Valmalenco. Inoltre si tratta di un percorso adatto per tutti e si ha la possibilità di fermarsi presso il rifugio Palù nei giorni di apertura.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **WT2** – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Pizzo Bernina (Italia) **Valle:** Valmalenco **Località di partenza: Frazione San Giuseppe – Chiesa in Valmalenco (SO)** **Località di arrivo:** Lago Palù **Dislivello:** 510 m **Lunghezza percorso:** 6,8 km **Tempo:** 1 ora e 30 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punti appoggio:**[ Rifugio Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/ "Rifugio Lago Palù") | [Rifugio Barchi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-barchi/) **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 449 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 442 m Distance: 8.44 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **ANDATA** Partendo dalla frazione di **San Giuseppe**, in Valmalenco, lasciare l'auto nell'ampio parcheggio in località Prati Predana, alla partenza della seggiovia per il Palù. Da questo punto è possibile scegliere diversi percorsi che conducono al Lago Palù e all'omonimo rifugio poco più in alto. L'itinerario più semplice segue le indicazioni per il percorso botanico, segnalato durante tutto il tragitto. Il sentiero si addentra nei boschi di conifere innevati, tagliando di tanto in tanto degli stupendi alpeggi panoramici. L'alternativa è quella di imboccare la strada carrozzabile per i Barchi e proseguire in salita, ignorando le deviazioni verso sinistra, fino a raggiungere il **maggengo I Barchi** (1.738 m), dove si trova l'omonimo ristoro. Dopo il rifugio, la strada diventa sterrata ma rimane comunqe facilmente percorribile anche in caso di neve, poichè sempre battuta. [![Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago_Palu%CC%80_Ghiacciato.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago_Palu%CC%80_Ghiacciato.webp)Lago Palù ghiacciato[![Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago_Palu%CC%80_Ghiacciato2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago_Palu%CC%80_Ghiacciato2.webp)Lago Palù ghiacciato**RITORNO** Dopo una sosta ristoratrice presso il Rifugio Palù, in cui gustare le specialità gastronomiche valtellinesi, è possibile proseguire facendo il giro attorno al lago, per ammirarne le sue bellezze da ogni punto di vista. Il ritorno può essere fatto scendendo lungo la strada innevata che parte proprio dal lago e riconduce al punto di partenza. Se avrete avuto la forza di trascinarvi bob e slittini fino al lago, sarà arrivato il momento più emozionante della giornata! *Fonte: [.valtellinasport.com](https://www.valtellinasport.com)* [![Lago Palù ed il Monte Disgrazia](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lagopalu_MonteDisgrazia.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lagopalu_MonteDisgrazia.webp)Lago Palù ed il Monte Disgrazia **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it) **E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate in Lombardia, Trekking invernale, Valmalenco --- ### [Rifugio Allievi Bonacossa: trekking panoramico in Val Masino](https://www.montagnenostre.net/rifugio-allievi-bonacossa/) **Published:** Aprile 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 2395 m. in centro all’anfiteatro della Valle di Zocca in uno dei più suggestivi e selvaggi quadri di alta montagna delle Alpi centrali. Il rifugio è composto da due edifici che occupano un terrazzamento sommitale della Valle di Zocca; quello più vecchio è intitolato all’alpinista Francesco Allievi che nei primi anni del 900 lo donò alla sezione di Milano del CAI. Quello più recente invece è stato inaugurato nel 1988 e dedicato ai fratelli Aldo e Alberto Bonacossa.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso: Masino – Bregaglia (Italia) Valle: [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) Località di partenza:** San Martino **Quota di partenza:** 923 m | **Dislivello:** 1335 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Dal 1 Luglio al 15 Settembre **Posti letto:** 100 posti **Gestione:** Antonello Fiorelli – CAI Sezione di Milano **Tel.** +39 0342 614200 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1479 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 16 m Distance: 9.10 km Il **Rifugio Allievi** situato a 2395 metri di quota si trova in **alta Val Zocca**, una valle laterale della bellissima **Val di Mello**, paradiso del granito, frequentata da aprile ad ottobre da una miriade di scalatori provenienti da tutto il mondo. Ma la Val di Mello non è solo per i climber: i suoi paesaggi e l’acqua pura dei torrenti ne fanno il luogo ideale anche per il trekking o per le semplici scampagnate familiari. Per raggiungere il Rifugio Allievi si parte da S Martino (920 metri), ultimo paese abitato della Val Masino. Vi sono due opzioni: in pulmino fino all'’osteria del “Gatto Rosso”(1040 m) e questo abbrevia il tragitto di una ventina di minuti, oppure per i camminatori più incalliti il sentiero che dal centro del paese conduce in Val di Mello. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Allievi_Bonacossa-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Allievi_Bonacossa.jpg)Vista panoramica nei pressi del Rifugio Allievi Bonacossa sulla Val di ZoccaProseguendo verso il fondo della valle si oltrepassa la località **Cascina Piana (1090 m)** e si raggiunge un bivio sulla sinistra con cartelli indicatori per il rifugio. Il primo tratto della Val di Zocca è molto ripido ma ci vengono in aiuto diversi tornanti e il fatto che il sentiero si sviluppa in un fitto bosco di latifoglie prima e di abeti più in alto, riparandoci così un po’ dal sole. Una volta raggiunto un ponticello in legno che permette di passare sulla destra idrografica del piccolo torrente, il percorso si fa meno difficoltoso. Da quota 1725 metri, nei pressi della Casera Zocca, fanno capolino tra gli alberi le imponenti pareti che racchiudono la vallata e ci accompagneranno fino alla meta. Giunti al grande pascolo del **Pianone (2070 m)** si può scorgere, trecento metri più in alto, il rifugio dal caratteristico tetto rossiccio che fa da stimolo per affrontare l’ultimo tratto di salita. Con ampi tornanti tra sfasciumi e pascoli di alta montagna, si guadagna facilmente quota fino a raggiungere lo spiazzo che ospita il rifugio, anzi i rifugi, perché le costruzioni sono due: Allievi e Bonacossa. Il panorama alle spalle delle costruzioni è di quelli da togliere il fiato: il **Pizzo di Zocca**, la **Punta Allievi**, la **Cima di Castello** e la **Punta Rasica** sembrano voler stringere in un grande abbraccio il minuscolo visitatore. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Allievi_Bonacossa_3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Allievi_Bonacossa_3.jpg)Rifugio Allievi BonacossaLa discesa classica avviene per la via di salita, ma voglio segnalare anche un itinerario alternativo che porta a scoprire un altro bellissimo angolo della Val di Mello. Nei pressi delle costruzioni, si imbocca il sentiero in direzione del **rifugio Ponti**: il tracciato in leggera salita si sviluppa tra grandi pietraie e gorgoglianti ruscelli che scendono dai piccoli ghiacciai e dai nevai di alta quota. Dopo circa mezz’ora si raggiunge il **Passo Val Torrone**. Si rimane a bocca aperta vedendo dove si sviluppa il sentiero: uno stretto e verticale canalone conduce centinaia di metri più in basso. Ma non c’è da preoccuparsi, nei tratti più impegnativi sono posizionate delle catene che agevolano la discesa. La testata della valle è chiusa dai tre Pizzi Torrone e dal verticale Ago di Cleopatra, sogno di ogni scalatore! Seguendo il tracciato contraddistinto dai segnali bianco e rossi ci si abbassa velocemente fino a ritornare nella vallata principale. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmasino/rifugio_allievi_val_zocca/rifugio_allievi_val_zocca.html) | Autore: Luciano Bruseghini* **TRAVERSATE** [Rifugio Albigna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-albigna/) | [Rifugio Gianetti Luigi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-gianetti/) | [Rifugio Ponti Cesare](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-ponti/) | [Bivacco Manzi-Pirotta](http://www.montagnenostre.net/bivacco-a-manzi/) **ALPINISMO** Cima di Castello [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMASINO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Cascina Piana, Val di Mello, Valle di Zocca, Valmasino --- ### [Alta quota: a chi fa bene, a chi no](https://www.montagnenostre.net/alta-quota-a-chi-fa-bene-a-chi-no/) **Published:** Gennaio 11, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### A che altitudine portare i bambini? Camminare in quota se si è anziani? E con la pressione alta? Ecco alcuni consigli utili per alpinisti speciali **Altidudine Bambini** Piccoli alpini crescono, ma finché sono molto piccoli occorre prendere alcune precauzioni. Le vacanze con i bambini in montagna sono divertenti e salutari, ma fino agli 8-10 anni è meglio avere alcune accortezze speciali se si superano i 2000 metri. Lo consiglia la [Fondazione Veronesi](https://www.fondazioneveronesi.it/articoli/altre-news/alta-quota-chi-fa-bene-chi-no), indicando i bambini al di sotto dei 10 anni come potenziali soggetti del mal di montagna. Fino agli 8-10 anni d’età, i bambini richiedono qualche piccolo accorgimento prima di una gita o una vacanza oltre i 2000 metri. Il rischio più comune è il **mal di montagna**, che si manifesta di solito entro 12 ore dall’arrivo in quota, con sintomi spesso generici; i bambini più grandi e in grado di spiegarsi possono riferire **mal di testa** e **nausea**, quelli più piccini appaiono irritabili, insonni, con poco appetito e poca voglia di giocare, a volte vomitano. Il rischio di malessere aumenta se si dorme in alta quota. Per prevenire il disagio, è utile una **salita lenta e graduale**, per lasciare al piccolo il tempo di acclimatarsi. Per altitudini al di sopra dei 2500 metri, si raccomanda di non salire più di 300 m al giorno e di riposare un giorno ogni 1000 metri. E’ importante anche avere presente un **piano di emergenza** e recarsi in zone da cui sia possibile scendere in tempi stretti o comunque trovare assistenza sanitaria e trasporto in caso di necessità. I **bambini molto piccoli**, al di sotto di un anno di età, **non dovrebbero** essere portati oltre i 2500 metri di quota, per precauzione. Ci sono dati, infatti, secondo cui ad altitudini così elevate la **respirazione è alterata** e certi studi indicano anche un aumento dei rischi di morte in culla in caso di permanenze prolungate. In situazoni particolari, come le necessità lavorative dei genitori, è indispensabile che il bambino sia seguito attentamente da un pediatra, che ne valuti l’accrescimento, le funzioni respiratorie e cardiache. E’ da rimandare una gita in alta montagna, invece, se il bambino è affetto da **malattie virali respiratorie**. Va poi tenuto presente la maggior vulnerabilità dei bambini al **freddo** (e ricordiamo che un bambino trasportato durante una passeggiata deve essere più coperto rispetto agli adulti che camminano e si riscaldano con l’attività muscolare) e alle **radiazioni solari**, il cui rischio è potenziato dal **riflesso della neve** e dall’atmosfera più rarefatta: fondamentali protezione solare adeguata, con creme, occhiali, cappelli e maniche lunghe. LEGGI ANCHE: [](https://www.montagnenostre.net/arriva-la-neve-serve-landatura-del-pinguino/)[I segreti dell’andatura del pinguino sul ghiaccio](https://www.montagnenostre.net/arriva-la-neve-serve-landatura-del-pinguino/) [Salute e sicurezza in montagna… a fumetti!](https://www.montagnenostre.net/salute-e-sicurezza-in-montagna-a-fumetti/) [Trekking: tutti i benefici di una passeggiata nella natura](https://www.montagnenostre.net/trekking-tutti-i-benefici-di-una-passeggiata-nella-natura/) [Andare in montagna con i ramponcini da escursionismo](https://www.montagnenostre.net/andare-in-montagna-con-i-ramponcini-da-escursionismo/) **Altidudine Donne** Il mal di montagna colpisce indifferentemente uomini e donne, mentre si riscontra qualche differenza statistica nel rischio di **edema polmonar**e da alta quota (che colpisce più i maschi) e di **edema periferico** (che colpisce invece più le femmine). Il **ciclo mestruale** non sembra influenzato dall’alta quota, quanto piuttosto da altri fattori che possono presentarsi in occasione di una salita, come il jet lag, la perdita di peso, il freddo. Una condizione di carenza di **ferro** può rendere difficoltoso l’acclimatamento a quote molto elevate, quindi è bene in caso di **anemia** prepararsi con un supporto di ferro. **Altitudine Donne in gravidanza** Le future mamme amanti della montagna dovrebbero innanzitutto ricordare le norme di buon senso di ordine logistico: meglio scegliere zone non troppo lontane da strutture sanitarie o comunque facilmente raggiungibili in caso di necessità. Non ci sono rischi particolari legati alla gestazione, ma è consigliabile **bere adeguatamente** (l’altitudine e la gravidanza aumentano l’iperventilazione), ricordare che i farmaci contro il mal di montagna a base di sulfamidici sono controindicati nel primo trimestre e alla fine della gestazione. Le donne che sanno di essere esposte a minaccia di aborto spontaneo, di preeclampsia, placenta previa o con feti a rischio di bassa crescita dovrebbero evitare di stare anche per brevi periodi oltre i 2500 metri. E’ bene anche non compiere **sforzi fisici** in alta quota se non dopo un adeguato acclimatamento (almeno 2 o 3 giorni). Dopo la ventesima settimana di gestazione, è meglio evitare l’alta quota in caso di ipertensione o altri fattori di rischio per preeclampsia, funzione placentare danneggiata, bassa crescita intrauterina, malattie polmonari o cardiache, anemia, fumo. **Altitudine per anziani** La montagna è spesso l’ambiente ideale per fare un po’ di moto lontano dal caldo delle città e dalla folla delle spiagge. E’ dimostrato che gli **anziani** soffrono meno dei giovani adulti il mal di montagna e se si è in buone condizioni fisiche si possono praticare tutti gli sport di montagna, dallo sci all’escursionismo. In generale è consigliabile mantenersi fra i 1000 e i 2000 metri d’altitudine, prestare attenzione all’abbigliamento per non andare in **ipotermia** (in età avanzata si è più soggetti a disturbi della termoregolazione), curare il **riscaldamento muscolare** prima di mettersi in cammino o di allacciare gli scarponi, nutrirsi adeguatamente, senza trascurare l’apporto proteico, non fumare e non bere alcolici. In caso di attività fisica intensa o se si assumono farmaci, consultarsi con il proprio medico. *Fonte: [http://www.fondazioneveronesi.it](https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/altre-news/alta-quota-chi-fa-bene-chi-no)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** benessere, Inverno in montagna, sicurezza in montagna --- ### [Valanga: comportamenti preventivi che riducono il rischio](https://www.montagnenostre.net/come-comportasi-in-caso-di-valanga/) **Published:** Gennaio 28, 2016 **Author:** Redazione **Content:** È un **fenomeno catastrofico** che purtroppo può verificarsi frequentemente e le **possibilità di sopravvivenza**, se si è dispersi, sono limitate: vi riportiamo qui di seguito tutte le **indicazioni** su come comportarsi in caso di **valanga** e come avere **idee adeguate** e corrette da tenere in caso di valanga, per contribuire a salvare la vita di una persona travolta o addirittura la propria. Se a questo punto vi ritrovate testimoni della caduta di una valanga, mantenete la calma ed agite rapidamente: non esitate a chiamare immediatamente i soccorsi, precisamente il [**Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico**](https://www.montagnenostre.net/come-chiamare-soccorso-in-montagna/); il numero di riferimento è il 118. Potete eventualmente contattare l’impianto di risalita locale più vicino. Segnalate quindi la localizzazione delle persone travolte ed i punti di ritrovo dei materiali e restate sul luogo in modo da fornire tutte le **indicazioni necessarie** agli operatori di soccorso. Se siete esperti e vi sentite in grado di non pregiudicare la vostra sicurezza o provocare infortuni indiretti, potete voi stessi prestare opera di soccorso, avviando immediatamente la ricerca dei dispersi tramite l’apposito apparecchio per **ricerca in valanga** ed effettuando allo stesso tempo una ricerca acustica e visiva della zona di deposito. **Ecco alcuni link che potrebbero esserti utili:** [Come chiamare soccorso in montagna?](http://www.montagnenostre.net/come-chiamare-soccorso-in-montagna/) [Soccorso alpino: L’intervento con l’elicottero](http://www.montagnenostre.net/soccorso-alpino-lintervento-con-lelicottero/) [Decalogo antivalanga, 10 consigli](http://www.montagnenostre.net/decalogo-antivalanga-10-consigli/) La prima cosa da fare ed in assoluto la più importante è sicuramente adoperarsi per una corretta prevenzione: prima di organizzare una gita o un’escursione in montagna è bene consultare sempre il **bollettino nivometrico** e delle valanghe; potete reperire tutte le **informazioni necessarie online** tramite i siti delle associazioni **locali [ARPA](https://www.arpalombardia.it/ "ARPA") e [AINEVA](https://aineva.it/ "AINEVA")**. Presa nota delle condizioni climatiche, munitevi dell’attrezzatura di sicurezza apposita in caso di valanga ed evitate possibilmente di avventurarti da soli per la **destinazione prescelta**. Comunicate sempre indicazioni precise su **percorsi e orari** di rientro a persone che possono raggiungervi in caso di pericolo ed agli escursionisti come voi che incontrerete sul tracciato. Fonte: [pianetagreen.liquida.it](http://pianetagreen.liquida.it) | Autore: [Domenica Magno](http://www.o2o.it/userprofile/70074) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza, Valanghe --- ### [Passo consapevole: tecniche di potenziamento per escursioni](https://www.montagnenostre.net/allenamento-per-il-trekking-i-consigli-di-un-accompagnatore-di-montagna/) **Published:** Gennaio 26, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Sembrerà un ovvietà ma il miglior allenamento per il trekking è fare trekking! Certo, fare qualche compitino anche a casa aiuta sempre ma solo misurandoti ripetutamente su percorsi in montagna o in collina sarai in grado di migliorare, anche piuttosto velocemente, il tuo stato di forma. Rispetto alle passeggiate in pianura di tutti i giorni, nelle escursioni in montagna entrano in gioco le salite e le discese che, unite al terreno spesso accidentato ed impervio, mettono a dura prova la nostra resistenza e forza di volontà. Far funzionare al meglio cuore, polmoni, gambe e articolazioni richiede tempo, costanza e tanta fatica, soprattutto per chi è agli inizi. Ma non spaventarti, ogni persona sana con un sistema cardiocircolatorio a posto può iniziare un allenamento per il trekking senza nessun problema. Certo all’inizio sentire parlare di 1000 metri di dislivello o anche più potrebbe farti pensare che camminare in montagna sia una cosa da super uomini quando in realtà non lo è assolutamente. Poi c’è un altra considerazione da fare: la fatica che si sente durante un’escursione non dipende unicamente dalla forma fisica ma, in maniera molto rilevante anche dall’attitudine mentale di ognuno a quello specifico tipo di sforzo. Mi spiego con un esempio: un atleta in gran forma che non ha mai camminato in montagna può accusare più fatica durante un trekking di un escursionista poco in forma ma che fin da giovane è stato abituato a quel tipo di attività. Tornando con i piedi per terra, ciò che posso dirti è questo: un escursionista medio percorre in un’ora circa 350 metri di dislivello in salita e circa 600 metri di dislivello in discesa mentre su terreno pianeggiante lo stesso normalmente copre una distanza di 5 chilometri all’ora. Come regola generale devi sapere che in montagna, ai fini della scelta di un percorso piuttosto che un altro, ciò che conta veramente sono i metri di dislivello e la pendenza del terreno e non tanto i chilometri da percorrere. *Fonte: | Autore: Fabrizio Vago* | Immagine by [Free-Photos](https://pixabay.com/users/Free-Photos-242387/) on Pixabay **Sotto trovate i miei consigli per un buon allenamento prima di fare trekking:** **[Allenamento per chi non hai mai camminato in montagna](https://www.montagnenostre.net/allenamento-per-chi-non-hai-mai-camminato-in-montagna/)** **[Allenamento per chi è già un camminatore](http://www.montagnenostre.net/allenamento-per-chi-e-gia-un-camminatore/)** **[Come verificare il proprio stato di forma nel corso del periodo di allenamento?](http://www.montagnenostre.net/come-verificare-il-proprio-stato-di-forma-nel-corso-del-periodo-di-allenamento/)** **Categorie:** In Montagna **Tag:** Allenamento, Benefici trekking, consigli di montagna, preparazione atletica --- ### [Animali fuori pista...chi rispetta protegge!](https://www.montagnenostre.net/animali-fuori-pista-chi-rispetta-protegge/) **Published:** Febbraio 26, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alcune informazioni su come praticare sport nella neve rispettando la fauna selvatica. L’inverno è una stagione molto dif cile per gli animali e il disturbo creato dall’uomo può pregiudicarne la sopravvivenza. Il cibo è scarso in inverno ed a basso contenuto energetico. Le giornate corte offrono scarse possibilità di alimentazione ed il movimento è ostacolato dalla neve alta che indebolisce le forze. Le temperature (-10° C a una me- dia di 2000 m slm) impongono di risparmia- re le energie in modo ef cace. Varie sono le strategie che le diverse specie animali hanno sviluppato, ma la più importante, comune a tutti, è la scelta di un luogo in cui sia possibile trovare alimento idoneo col minor consumo di energia, in cui vi sia protezione dal disturbo, da pericoli e predatori. **Cervo, capriolo, stambecco e camoscio hanno sviluppato:** - una pelliccia invernale isolante di colore scuro; - riserve di grasso che, per camoscio e stambecco, raggiungono fino ad 1/5 del peso; - riduzione del fabbisogno energetico, della capacità del rumine e quindi anche della quantità di cibo che possono ingerire. **Gallo cedrone, forcello, francolino e pernice bianca sono caratterizzati invece da:** - un piumaggio particolarmente isolante, a doppio strato e con piume no ai tarsi; - capacità di scavare delle cavità nella neve polverosa, dove passano più di 20 ore al giorno a temperature vicine a 0°C; - non possono accumulare riserve di grasso e la capacità del loro gozzo, in inverno, arriva a malapena a fornire l’energia sufficiente ad arrivare al successivo momento di alimentazione. **Che succede quando un animale viene disturbato in inverno?** - La fuga fa consumare energia; - lo stress brucia altre risorse e impedisce all’animale di alimentarsi regolarmente; - la fuga costringe a spostarsi in luoghi non idonei per l’alimentazione; - l’energia persa non può essere compensata perchè non possono digerire nutrimento maggiore del fabbisogno normale. - Le conseguenze di tutto ciò sono difficoltà nella capacità riproduttiva, debilitazione, morte per sfinimento o per predazione. **Con qualche semplice regola è possibile praticare sport invernali rispettando anche la fauna:** 1. utilizzate unicamente i tracciati segnati, ai quali gli animali si abituano; 2. non seguite le tracce sulla neve; 3. non inseguite mai gli animali selvatici, tantomeno in presenza di neve alta; 4. tenete il vostro cane al guinzaglio; 5. date voi per primi il buon esempio. *Fonte: dalla pubblicazione di A PIEDI D’INVERNO – Azienda Turismo Val di Sole – Autore articolo: Dott. Fabio Angeli – Direttore Ufficio forestale Malé* **Categorie:** In Montagna **Tag:** animali, Montagne, regole, rispetto natura --- ### [Allenare il cervello salendo, non restando seduti](https://www.montagnenostre.net/arrampicare-fa-bene-al-cervello/) **Published:** Febbraio 17, 2016 **Author:** Redazione **Content:** **BERGAMO** – Chi frequenta la montagna o pratica arrampicata lo sa da sempre: salire, arrampicarsi e muoversi in verticale è qualcosa di naturale, soprattutto per i bambini. Non solo li aiuta a crescere più sicuri e coordinati, ma sembra avere effetti positivi anche sul modo di pensare. Se l’idea che l’arrampicata faccia bene allo sviluppo dei più piccoli è ormai supportata da numerosi studi di psicologia infantile, fino a poco tempo fa era meno chiaro se questi benefici si estendessero anche alle capacità cognitive degli adulti. Oggi arriva però una conferma scientifica importante. Uno studio del Dipartimento di Psicologia dell’Università della Florida del Nord (USA) ha dimostrato che attività come l’arrampicata migliorano le prestazioni del cervello. In altre parole, muoversi verso l’alto fa bene alla mente e farlo con una certa regolarità, persino in contesti quotidiani o lavorativi, può portare vantaggi concreti. I ricercatori hanno osservato che gli esercizi che prevedono il sollevarsi, il salire e l’orientarsi nello spazio stimolano il cervello in modo particolarmente efficace. Anche sessioni brevi di questo tipo di attività possono aumentare in modo significativo la memoria di lavoro, arrivando fino a un miglioramento del 50%. La memoria di lavoro è fondamentale nella vita di tutti i giorni: ci serve per ricordare informazioni, ragionare, prendere decisioni e coordinare più compiti contemporaneamente. Migliorarla significa essere più efficienti nello studio, nel lavoro e nelle attività quotidiane. Alla base di questi benefici c’è la propriocezione, chiamata anche cinestesia: la capacità del nostro corpo di “sapere” dove si trova nello spazio e come si muove, anche senza guardarlo. Arrampicare, più di molte altre attività fisiche, stimola intensamente questo senso. Lo studio, condotto dal dottor Ross Alloway, ha coinvolto persone tra i 18 e i 59 anni, dimostrando che i benefici dell’arrampicata non sono riservati ai più giovani, ma possono interessare tutte le età. *Fonte: [montagna.tv](http://http://www.montagna.tv) – Autore: Redazione di Montagne.tv* **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, benessere, regole, salute --- ### [Cervelli in libertà: alberi e fango contro il digitale](https://www.montagnenostre.net/i-bambini-intelligenti-non-usano-il-tablet-ma-si-sporcano-nel-fango-e-si-arrampicano-sugli-alberi/) **Published:** Marzo 2, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Secondo una ricerca condotta di recente, è emerso che un bambino su dieci oltre ad ignorare i comunissimi giochi come un-due-tre stella, campana, palla avvelenata, non sa andare in bici e non si è mai arrampicato su di un albero. Tantissimi bambini passano, piuttosto, interi pomeriggi in casa, davanti al computer o alla televisione, perdendo tutta una serie di esperienze all’aperto estremamente importanti per la loro crescita. Nello specifico, la ricerca si è concentrata sulle abitudini di 12.000 famiglie con bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni; in più di dieci paesi è risultato che i bambini giocano all’aria aperta in media 30 minuti al giorno. Negli Stati Uniti quasi il 50% dei bambini in età prescolare esce a giocare fuori casa solo alcuni giorni a settimana. Non cambia di molto la situazione sposandosi nel Regno Unito: il 20% dei bambini non ha mai provato ad [arrampicarsi](http://www.montagnenostre.net/arrampicare-fa-bene-al-cervello/) su un albero e il 64% gioca all’aperto anche meno di una volta alla settimana. Secondo quanto messo in luce, non esiste alcuna correlazione tra il tempo trascorso a giocare all’aperto, il reddito delle famiglie o la percezione del livello di sicurezza del vicinato. È una tendenza generale che esula dallo status socio-economico: sostanzialmente, i genitori non vogliono che i propri figli si sporchino nel fango, giochino da soli con altri bimbi o si arrampichino sugli alberi. I bambini di oggi, diversamente dai bambini di un tempo, da adulti, sicuramente, non avranno ricordi d’infanzia legati al divertimento e giochi all’aria aperta. ##### Per i vostri piccoli, solo il meglio: ecco cosa abbiamo scelto per loro! [YOPINSAND Set da esplorazione per Bambini](https://amzn.to/44XQBRh) [Walkie Talkie per Ragazzi 4-12 Anni ](https://amzn.to/4fqLYmw) [FERNGLAS Binocolo Bambini](https://amzn.to/3UFbCKx) [SKYSPER Zaino Trekking Bambino](https://amzn.to/44XL2SZ) Allo stato attuale, soltanto il 21% dei bambini gioca all’aria aperta tutti i giorni, nonostante al 71% dei loro genitori veniva concesso. Purtroppo, questa privazione è realmente penalizzante per i bambini. [Giocare all’aperto](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-con-i-bambini-i-10-motivi-per-giocare-allaperto/) con altri coetanei, sporcarsi di terra e fango, sono attività che, oltre a rendere i bambini più felici e attivi, hanno una positiva incidenza sulla loro salute e sul loro sviluppo fisico-emotivo. La sedentarietà dei bambini non è una loro scelta. In moltissimi casi, si tratta di genitori stanchi di mille altre attività che, per pigrizia, preferiscono restare in casa con i loro figli per occuparsi della gestione della casa e della vita familiare in generale. I bambini, piuttosto, devono essere spronati, quanto più possibile, a vivere e a giocare a contatto con la natura e con i coetanei, devono poter esplorare e sperimentare nuove attività. La sicurezza, la salute, la pulizia sono soltanto scuse dei genitori per evitare ai bambini di fare particolari attività. Se i vestiti si sporcano…a casa si lavano! [Il giusto compromesso è sorvegliarli, lasciandoli liberi di fare nuove esperienze.](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-con-i-bambini-i-10-motivi-per-giocare-allaperto/) *Fonte: [liberanotizia.com](http://www.liberanotizia.com/i-bambini-intelligenti-non-usano-il-tablet-ma-si-sporcano-nel-fango-e-si-arrampicano-sugli-alberi/)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** all'aperto, Arrampicata, bambini, bambini in montagna --- ### [Jumbo Wild: quando la natura dice no](https://www.montagnenostre.net/jumbo-wild/) **Published:** Febbraio 8, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Splendido e avvincente documentario che cattura la vera storia della decennale lotta sul futuro della Valle del Jumbo. Situato su uno sfondo di guglie a trentadue denti e crepacci di neve tra i più profondi sulla terra, il film accompagna il pubblico in un viaggio tra le aspre cime della British Columbia. Racconto di un epico braccio di ferro tra una proposta di stazione sciistica su vasta scala da una parte e i membri della comunità, Prime Nazioni, e ambientalisti dall’altra, il film documenta una battaglia ideologica feroce attorno al concetto di come valutiamo terra e perché ci preoccupiamo così profondamente dei nostri luoghi più selvaggi. **Titolo film** / JUMBO WILD **Luogo** / USA-Canada 2015/ 5′ **Regia** / Nick Waggoner **Produttori** / Laura Yale, Zac Ramras **Casa di Produzione** / Sweetgrass Productions – Patagonia PRO *Fonte: bresciawinterfilm.it – Pubblicato da Patagonia PRO su Vimeo* **VEDI ANCHE:** [Episodio 3: Tsirku, le cornici ondulate](https://www.montagnenostre.net/episodio-3-tsirku-le-cornici-ondulate/) [An Object at Rest: la storia di una pietra…](http://www.montagnenostre.net/an-object-at-rest-la-storia-di-una-pietra/s) [Darklight: l’incredibile discesa notturna dei bikers!](https://www.montagnenostre.net/darklight-lincredibile-discesa-notturna-dei-bikers/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/clearwater-british-columbia-l203304/) **Categorie:** Video **Tag:** Cortometraggio, documentari montagna, Patagonia, Video Montagna, Winter Film --- ### [Darklight: l'incredibile discesa notturna dei bikers!](https://www.montagnenostre.net/darklight-lincredibile-discesa-notturna-dei-bikers/) **Published:** Febbraio 9, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Le mille luci di Sweetgrass Productions ritornano con *Darklight*, un film che trascinerà gli spettatori in un mondo luminoso e colorato. Con il supporto di Philips TV, il film racconta l’incredibile discesa notturna dei biker professionisti Graham Agassiz, Matt Hunter e Matty Miles lungo i paesaggi lunari del Sud-Est dello Utah fino alle foreste nelle regioni del Nord-Ovest che digradano verso il Pacifico. **TITOLO FILM:** DARLIGHT – Special Edit **DOCUMENTARY:** Bike / USA 2015 / 7’ **REGIA**: Mike Brown **PRODUTTORI**: Rachel Franks, Matt O’Connor, Zac Ramras **CASA DI PRODUZIONE:** Sweetgrass Productions LLC *Fonte: Banff Mountain Film Festival World Tour – Italy – Pubblicato da Sweetgrass Productions su Vimeo* **VEDI ANCHE:** [An Object at Rest: la storia di una pietra…](https://www.montagnenostre.net/an-object-at-rest-la-storia-di-una-pietra/) [L’Himalaya in Ultra HD: così non l’avete mai visto](https://www.montagnenostre.net/lhimalaya-in-ultra-hd-cosi-non-lavete-mai-visto/) [Jumbo Wild](https://www.montagnenostre.net/jumbo-wild/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/utah-l564/) **Categorie:** Video **Tag:** Banff, Bikers, Cortometraggio, Eventi, Festival montagna --- ### [Chasing Niagara: L’epopea di Rafa Ortiz in Kayak](https://www.montagnenostre.net/chasing-niagara/) **Published:** Febbraio 28, 2016 **Author:** Redazione **Content:** La decisione del kayaker professionista Rafa Ortiz di scendere dalle cascate del Niagara mette in moto una serie di eventi che porteranno il suo team lungo un viaggio lungo due anni, dai fiumi della foresta pluviale nel Chiapas messicano alle cascate del Nord-Ovest degli Stati Uniti, prima di un insolito finale con protagoniste le cascate per eccellenza, quelle del Niagara. **Titolo Film** / CHASING NIAGARA – Special Edit **DOCUMENTARIO** / Kayak / USA 2015 / 2′ 30” **REGIA** / Rush Sturges **Casa di Produzione** / Red Bull Media House GmbH *Fonte: Banff Mountain Film Festival World Tour – Italy – Pubblicato da Banff Mountain Film Festival su Vimeo* **VEDI ANCHE:** [Trail Dog](httpS://www.montagnenostre.net/trail-dog/) [Saggio esplorativo straordinario: All.I.Can](https://www.montagnenostre.net/saggio-esplorativo-straordinario-all-i-can/) [The Unrideables – Alaska Range (Special Tour Edit)](httpS://www.montagnenostre.net/the-unrideables-alaska-range-special-tour-edit/) **Categorie:** Video **Tag:** Banff, Eventi, Festival montagna, kayak --- ### [Trail Dog: camminare in montagna con il cane](https://www.montagnenostre.net/trail-dog/) **Published:** Ottobre 30, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Nel piccolo villaggio di La Motte-d’Aveillans, nel Sud Est della Francia, vive il runner vincitore del contest #MyTrailDog di Salomon,**Gaëtan Ugnon-Fleury** e i suoi cani, **Pépite** e **Jolyn**. Passare del tempo con loro insegna alcune semplici lezioni che spesso, nella frenesia della vita, tendiamo a dimenticare. Trail Dog è un’ode alla bellezza e alla felicità che deriva dalla più semplice delle cose – l’amicizia. *Fonte: Banff Mountain Film Festival World Tour – Italy – Pubblicato da Salomon TrailRunning su YouTube* **Titolo film** / TRAIL DOG **Bike** / Sud Africa-Francia 2016/ 5′ **Regia** / Christian Denslow **Produttori** / Greg Fell, Hannah Slezacek, Dean Leslie **Casa di Produzione** / The African Attachment #### **[Scopri Banff Mountain Film Festival](http://www.banff.it/)** **VEDI ANCHE:** [An Object at Rest: la storia di una pietra…](http://www.montagnenostre.net/an-object-at-rest-la-storia-di-una-pietra/) [Darklight: l’incredibile discesa notturna dei bikers!](http://www.montagnenostre.net/darklight-lincredibile-discesa-notturna-dei-bikers/) [Jumbo Wild](http://www.montagnenostre.net/jumbo-wild/) **Categorie:** Video **Tag:** Corsa di montagna, Festival montagna, Video Montagna --- ### [Tsirku: estetica fragile delle cornici ondulate](https://www.montagnenostre.net/episodio-3-tsirku-le-cornici-ondulate/) **Published:** Febbraio 7, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Prodotto da The North Face e Sherpas Cinema, Tsirku è un film d’avventura sugli sci d’alta montagna con lo snowboarder **Ralph Backstrom** e gli sciatori **Hadley Hammer** e **Sam Anthamatten**, che si mettono alla prova affrontando le leggendarie linee di cresta ondulata, ovvero grandi formazioni nevose ai margini di creste e pareti, estremamente spettacolari e pericolose, del ghiacciaio di **Tsirku** nel massiccio Saint Elias tra Alaska, British Columbia e lo Yukon. *Fonte: [The North Face – Youtube](https://www.youtube.com/channel/UCNfWDbERpf34FsSWIpqGD0Q)* **VEDI ANCHE:** [Jumbo Wild](http://www.montagnenostre.net/jumbo-wild/) [The Unrideables – Alaska Range (Special Tour Edit)](http://www.montagnenostre.net/the-unrideables-alaska-range-special-tour-edit/) [Saggio esplorativo straordinario: All.I.Can](http://www.montagnenostre.net/saggio-esplorativo-straordinario-all-i-can/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/alaska-l254/) **Categorie:** Video **Tag:** sci alpinismo, snowboard, sport estremi, Video, Video Montagna --- ### [Esplorare per comprendere: il saggio All.I.Can](https://www.montagnenostre.net/saggio-esplorativo-straordinario-all-i-can/) **Published:** Marzo 13, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Un’esperienza cinematografica ineguagliabile: **All.I.Can** è uno straordinario saggio esplorativo che mette a confronto le sfide del grande sci alpino con le sfide del cambiamento climatico globale. Girato in 6 continenti nell’arco di 2 anni, i migliori sciatori del mondo offrono prestazioni di ispirazione mentre la cinematografia rivoluzionaria espande la nostra visione del mondo naturale. Viaggio tra le maestose cime del deserto del Marocco, i fiordi ghiacciati della Groenlandia, i crateri vulcanici del Cile, le pareti della spina dorsale dell’Alaska e altro ancora. **Unisciti alla rivoluzione e sperimenta uno dei film più spettacolari, accattivanti e stimolanti mai creati nel genere degli sport d’azione.** **DOCUMENTARY** / 2011 / 6′ **REGIA:** Dave Mossop – Eric Crosland **PRODUTTORE:** Malcolm Sangster **CASA DI PRODUZIONE:** Sherpas Cinema *Fonte: [Sherpa Cinema – Vimeo](https://vimeo.com/31835595)* **VEDI ANCHE:** [Imagination: Tom Wallisch](http://www.montagnenostre.net/imagination-tom-wallisch/) [Episodio 3: Tsirku, le cornici ondulate](http://www.montagnenostre.net/episodio-3-tsirku-le-cornici-ondulate/) [Alla conquista del Monte Bianco: Google esplora le vette europee](http://www.montagnenostre.net/alla-conquista-del-monte-bianco-google-esplora-le-vette-europee/) **Categorie:** Video **Tag:** Documentario, Sherpas Cinema, Video Montagna --- ### [Rifugio Santino Ferioli, dove la montagna si incide](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ferioli-santino/) **Published:** Luglio 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **È una bella baita in pietra e legno perfettamente integrata con l’ambiente circostante a 2264 m. Appoggiata sulla morena sotto il Colle Mud, ha uno splendido terrazzo aperto sulla Valle, con vista spettacolare su Alagna.** **DETTAGLI ITINERARIO** > **E – Itinerario Escursionistico** **Gruppo Montuoso:** Costiera del Tagliaferro (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Alagna Valsesia – località Pedemonte **Quota di partenza:** 1246 m | **Dislivello:** 1018 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 45 minuti **Periodo di Apertura:** Da Luglio a Settembre **Posti letto:** 24 posti **Gestione:** CAI Sezione di Olgiate Olona **Tel.** +39 0163 91207 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 04/09/2010, 09:08 Duration: 07:21:39 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1054 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 975 m Distance: 7.89 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Si percorre in salita la strada asfaltata per un breve tratto fino ad incontrare al suo termine il cartello indicatore della partenza. Incamminatisi sul sentiero si supera un ponticello di legno e si segue il tracciato sulla destra che costeggia il torrente Mud. Si guadagna rapidamente quota percorrendo un sentiero molto gradinato in un bel bosco di faggi per raggiungere il culmine di una stretta gola. Qui giunti si trovano i ruderi dell’Alpe Z’ise hus a quota 1627m, si lascia l’alpeggio sulla destra e, con tracciato a mezza costa, si perviene sotto un ripido ma corto valloncello erboso alla sommità del quale sono situate le baite dell’Alpe Mud di qua (1887m): quattro baite compongono questo alpeggio che dista poco più di cento metri dall’Alpe Mud di là, situata ad ovest del percorso. Proseguendo a destra (indicazione sul muro dell’alpeggio) lungo il sentiero che porta al rifugio e dopo essere passati per un tratto in cui vi sono solo tracce in un pendio erboso cosparso di massi si giunge alla ben visibile Alpe Venghy (2042m). Da qui volgendo lo sguardo in alto a sinistra si vede la meta ormai vicina e dopo aver percorso alcuni tornanti si giunge ad un bivio con le indicazioni per il Rifugio e per il Colle Mud: si prende la traccia di destra (segnavia \[8A\]) ed in poco tempo si giunge alle costruzioni dell’Alpe Oubre Alpu ovvero al rifugio Ferioli. Dal rifugio, in una quindicina di minuti, si raggiunge l’insellatura del colle Mud (2324m) che collega Alagna con Rima. Da qui si gode del panorama di Alagna col soprastante Corno Bianco e sul vallone d’Olen e si può vedere anche la vicina cresta nord del Monte Tagliaferro. *Fonte: *[rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/564/ferioli-santino/)** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Ferioli-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Ferioli.webp)Rifugio Ferioli Santino[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Panorama_rifugio_Ferioli-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Panorama_rifugio_Ferioli.webp)Vista panoramica dal rifugio Ferioli Santino[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Ferioli_Santino-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Ferioli_Santino-1.webp)Rifugio Ferioli Santino **ESCURSIONI** Belvedere dei Sassi Bianchi | Corno Mud **TRAVERSATE** Rima San Giuseppe **ALPINISMO** Monte Tagliaferro (Cresta Nord) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/parco-naturale-dell-alta-valsesia-l243880/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Costiera del Tagliaferro, Valsesia --- ### [Rifugio Luigi Gianetti: bastione alpino sotto Badile e Cengalo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-gianetti/) **Published:** Maggio 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio Gianetti è situato il alta val Porcelizzo a quota 2534 s.l.m ed è raggiungibile solo a piedi percorrendo il sentiero con partenza dai Bagni del Masino (passo normale). Inoltre si pùò raggiungere il rifugio da rifugi Omio o Brasca o Allievi situati sul sentiero Roma di cui il rifugio Gianetti è tappa. E’ anche base di importanti ascensioni sul Pizzo Badile e Pizzo Cengalo e tante altre.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### E – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/val-masino/) **Località di partenza:** Bagno di Masino **Quota di partenza:** 1172 m | **Dislivello:** 1362 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Dal 1 Luglio al 15 Settembre **Posti letto:** 92 posti **Gestione:** Giacomo Fiorelli – CAI Sezione di Milano **Tel.** +39 0342 645161 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) — ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) — Distance: 5.87 km Al **rifugio Gianetti Luigi**, in Val Porcellizzo, si accede dai **Bagni di Masino (m.1172)**, nota località termale della Val Masino, in 3 ore 30. Poco oltre il campo da tennis del paese si imbocca l’ampia mulattiera verso destra e il cammino comincia a guadagnare presto quota con una serie di tornanti. Attraversato il bosco si sbuca nell’**Alpe Corte Vecchia (m.1405)** e si continua poi in piano lungo le famose Termopili, una strettoia formata da due enormi massi appoggiati l’uno contro l’altro. Si prosegue in un bosco di abeti lungo una comoda mulattiera, si raggiunge un ampio spazio aperto al termine del quale il sentiero che costeggia la valle si fa più ripido. Con una serie interminabile di tornanti il sentiero conduce ad una placca percorsa da una pittoresca cascata. L’itinerario si riavvicina al torrente con dolce salita finché si sbuca sul vasto **Piano del Porcellizzo (m.1899)**. Oltrepassato il pianoro ed un ponticello in pietra, il sentiero continua ripido su una comoda mulattiera al termine della quale il rifugio diventa visibile. Sembra vicino ma è solo un’illusione perché superata una valletta ci troviamo a salire sul dosso successivo. Si raggiunge infine la base di una liscia placca granitica, risalita la quale, con ultima diagonale verso destra eccoci alla meta. Il rifugio è la base ideale per l’ascensione a 2 delle principali e mitiche vette della Valmasino: **Pizzo Badile** e **Pizzo Cengalo**, stupende mete per arrampicatori. [![Rifugio Luigi Gianetti](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Rifugio_Luigi_Gianetti2-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Rifugio_Luigi_Gianetti2-1.jpg)Rifugio Luigi Gianetti[![Testata del Pizzo Badile](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Testata_PizzoBadile.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Testata_PizzoBadile.webp)Testata del Pizzo Badile vista dal rifugio Gianetti*Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmasino/rifugio_gianetti_val_porcellizzo/rifugio_gianetti_val_porcellizzo.html) | Autore: E. Fattarelli* **TRAVERSATE** [Rifugio Omio Antonio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-antonio-omio/) | [Rifugio Allievi Bonacossa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-allievi-bonacossa/) | [Bivacco Molteni-Valsecchi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-mario-molteni-giuseppe-valsecchi/) | [Rifugio Sciora](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sciora/) | [Bivacco Ronconi Rita](http://www.montagnenostre.net/bivacco-ronconi/) | [Bivacco Pedroni-Del Prà](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-pedroni-gregorio-del-bra/) | [Rifugio Brasca Luigi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-brasca/) **ALPINISMO** Pizzo Cengalo | Pizzo Badile [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMASINO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Val Masino, Val Porcellizzo --- ### [Rifugio Luna Nascente tra radure, pietra e tradizione](https://www.montagnenostre.net/rifugio-luna-nascente/) **Published:** Maggio 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Luna Nascente è situato a 1092 slm e sorge di fronte al caratteristico nucleo di baite storiche di Cascina Piana, vicino alle chiare pareti di granito e in particolare alla celebre via d’arrampicata che ha ispirato il suggestivo nome del rifugio. Esso rappresenta il luogo ideale per famiglie con bambini, giovani, anziani e per tutti gli amanti della natura e della montagna.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val di Mello](http://www.montagnenostre.net/val-masino/) **Località di partenza:** San Martino **Quota di partenza:** 923 m | **Dislivello:** 100 m | **Tempo di percorrenza:** 40 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura periodo estivo e weekend in primavera ed inverno **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** Giuliana Tarca **Tel.** +39 0342 641053 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 167 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 2 m Distance: 3.31 km Il **Rifugio Luna Nascente (m 923)** è situato in fondo alla **Val di Mello**, paradiso del granito, frequentata da aprile ad ottobre da una miriade di scalatori provenienti da tutto il mondo, da qualcuno con un certo azzardo accomunata alla ben più famosa Yosemite della California. Ma la Val di Mello non è solo per i climber: i suoi paesaggi e l'acqua pura dei torrenti ne fanno il luogo ideale anche per il trekking o per le semplici scampagnate familiari. Per raggiungere il Rifugio Luna Nascente si può partire a piedi direttamente da **San Martino Valmasino (920 metri)**, ultimo paese abitato della Val Masino. In alternativa possiamo usufruire del tratto a pagamento San Martino-Val di Mello direttamente con la nostra automobile (o grazie al servizio pulmino-navetta… impossibile segnalare in questa scheda con precisione la modalità di accesso, le decisioni comunali ci hanno abituato negli ultimi anni a diversi cambiamenti). Risparmieremo così un centinaio di metri di dislivello e poco più di una ventina di minuti. In entrambi i casi, una volta giunti all’ampio parcheggio posto a ridosso dell’**osteria Gatto Rosso (1040 m)**, l’unica alternativa è di proseguire verso il fondo della valle. Sulla nostra sinistra, poco prima del parcheggio possiamo ammirare le **bellissime cascate della Valle del Ferro**. [![Trattoria Gatto Rosso](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Trattoria_Gatto_Rosso.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Trattoria_Gatto_Rosso.webp)Trattoria Gatto RossoIn fondo alla Val di Mello è già visibile la mole del **Monte Disgrazia**, massimo picco di altezza del comprensorio Masino-Bregaglia-Disgrazia. Dopo esserci incamminati per l’ampia carrozzabile della Val di Mello incontriamo dopo una ventina di minuti la località **Cascina Piana (m.1090)** dove troviamo il nostro rifugio. [![Sentiero che porta al rifugio Luna Nascente](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/ValdiMello.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/ValdiMello.webp)Sentiero che porta al rifugio Luna Nascente[![Arrivo al rifugio Luna Nascente](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Arrivo_rifugioLunaNascente.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Arrivo_rifugioLunaNascente.webp)Arrivo al rifugio Luna Nascente[![Baite di Cascina Piana ](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Baite.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Baite.webp)Baite di Cascina Piana *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmasino/rifugio_luna_nascente_valdimello/rifugio_luna_nascente_valdimello.html) | Autore: R. Moiola* **ESCURSIONI** [Rifugio Rasega](https://www.montagnenostre.net/rifugio-rasega/) | Cà Pioda | [Rifugio Allievi Bonacossa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-rasega/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMASINO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Cascina Piana, Monte Disgrazia, Val di Mello, Valle del Ferro --- ### [Rifugio Mello: oasi granitica tra cime e sapori alpini](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mello/) **Published:** Maggio 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Mello è un accogliente rifugio a gestione familiare, situato a 1092 m. di altitudine nel cuore delle Alpi Retiche. Situato direttamente sul sentiero che passa per il Monte Disgrazia, il nostro rifugio è una meta d’escursioni amata perchè facilmente raggiungibile e punto di partenza per gli scalatori e sassisti.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val di Mello](http://www.montagnenostre.net/val-masino/) **Località di partenza:** San Martino **Quota di partenza:** 923 m | **Dislivello:** 150 m | **Tempo di percorrenza:** 40 minuti **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l’anno tranne l’inverno (Aperto solo nei weekend) **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** Cleto Quaini **Tel.** +39 338 5612670 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 167 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 2 m Distance: 3.31 km Il **Rifugio Mello (m 1092)** è situato in fondo alla **Val di Mello**, paradiso del granito, frequentata da aprile ad ottobre da una miriade di scalatori provenienti da tutto il mondo, da qualcuno con un certo azzardo **accomunata alla ben più famosa Yosemite della California**. Ma la Val di Mello non è solo per i climber: i suoi paesaggi e l'acqua pura dei torrenti ne fanno il luogo ideale anche per il trekking o per le semplici scampagnate familiari. [![Val di Mello](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/ValdiMello.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/ValdiMello.webp)Val di Mello[![Montagne granitiche della Val di Mello](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/ValdiMello2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/ValdiMello2.webp)Montagne granitiche della Val di MelloPer raggiungere il **Rifugio Mello** si può partire a piedi direttamente da San Martino (920 metri), ultimo paese abitato della Val Masino. In alternativa possiamo usufruire del tratto a pagamento San Martino-Val di Mello direttamente con la nostra automobile (o grazie al servizio pulmino-navetta… impossibile segnalare in questa scheda con precisione la modalità di accesso, le decisioni comunali ci hanno abituato negli ultimi anni a diversi cambiamenti). Risparmieremo così un centinaio di metri di dislivello e poco più di una ventina di minuti. In entrambi i casi, una volta giunti all’ampio parcheggio posto a ridosso dell’**osteria Gatto Rosso (1040 m)**, l’unica alternativa è di proseguire verso il fondo della valle. Sulla nostra sinistra, poco prima del parcheggio possiamo ammirare le **bellissime cascate della Valle del Ferro**. [![Trattoria Gatto Rosso](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Trattoria_Gatto_Rosso.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Trattoria_Gatto_Rosso.webp)Trattoria Gatto RossoIn fondo alla Val di Mello è già visibile la mole del Monte Disgrazia, massimo picco di altezza del comprensorio Masino-Bregaglia-Disgrazia. Dopo esserci incamminati per l’ampia carrozzabile della Val di Mello incontriamo dopo una ventina di minuti la località **Cascina Piana (m.1090)** dove troviamo il nostro rifugio. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmasino/rifugio_mello/rifugio_mello.html) | Autore: R. Moiola* [![Cartello ](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Arrivo_rifugioMello.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Arrivo_rifugioMello.webp)Cartello del rifugio Mello[![Gente a pranzo presso il rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/PranzoalrifugioMello.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/PranzoalrifugioMello.webp)Gente a pranzo presso il rifugio Mello **ESCURSIONI** [Rifugio Rasega](https://www.montagnenostre.net/rifugio-rasega/) | Cà Pioda | [Rifugio Allievi Bonacossa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-rasega/) **ALPINISMO** Cima di Castello [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMASINO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Alpi Retiche, Monte Disgrazia, Sentiero Roma, Val di Mello --- ### [Avventura Invernale: Il respiro silenzioso degli alberi](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-il-respiro-degli-alberi/) **Published:** Gennaio 10, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **La formula è quella dell’arte nella natura, dell’arte proposta con gli elementi della natura come il legno, la corteccia, le pietre… il tutto in un superbo contesto ambientale.** Il percorso è un invito a scoprire, in maniera nuova e originale, il tratto dell’altopiano lavaronese che si affaccia sulla profonda valle del Centa e l’Alta Valsugana percorrendo un itinerario facile, in cui le suggestioni dell’ambiente si sposano con le suggestioni dell’arte. E’ un percorso adatto a tutte le stagioni, anche con le ciaspole ai piedi. **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **WT2** – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Altopiano di Lavarone (Italia) **Valle:** Valle del Centa **Località di partenza:** Lavarone – loc. Lanzino (1194 m) **Località di arrivo:** Punto panoramico del Tomazol **Dislivello:** 293 m salita – 292 discesa **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 10,8 km **Tempo:** 4 ore e 30 minuti per l’intero anello **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 626 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 624 m Distance: 10.75 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il sentiero si sviluppa interamente su strada forestale e coincide con il tratto iniziale del **Giro del Tomazol**. Dal caratteristico abitato di **Lanzino**, seguiamo, facendo attenzione alle indicazioni, il sentiero che scende il versante e che si raccoda con la comoda strada sterrata che, aggirando il lato ovest del Dos del Monco, si inoltra nell'area forestale del Tomazol. E' per lo più pianeggiante e ci conduce al Belvedere, punto panoramico che si affaccia sulla valle del Centa e sull'Alta Valsugana. Il rientro si svolge interamente all'interno del bosco: seguire le indicazioni segnaletiche. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Segnaletica_respirodeglialberi.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Segnaletica_respirodeglialberi.webp)Segnaletica del percorso di "Il respiro degli alberi"[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Scultura_percorsorespiroalberi.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Scultura_percorsorespiroalberi.webp)Una scultura trovata lungo il percorso: "u[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Scultura2_percorsorespiroalberi.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Scultura2_percorsorespiroalberi.webp)Una delle sculture trovate lungo il percorso**Per il parcheggio:** Qualche posto macchina è disponibile in loc. Lanzino oppure in loc. Stengheli, oppure, un po' più lontanto, nell'ampio parcheggio di Bertodi. *Fonte: [Azienda per il turismo Folgaria, Lavarone e Luserna](http://www.alpecimbra.it) - Immagine: Sculture Alberi - Inverno © Trentino - Azienda per il Turismo Folgaria, Lavarone e Luserna* **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.alpecimbra.it](http://www.alpecimbra.it) **E-Mail:**[info@alpecimbra.it ](mailto:info@alpecimbra.it) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Altopiano di Lavarone, Ciaspolate, Trekking in Trentino, Trekking invernale --- ### [Avventura tra le nevi: verso il rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-rifugio-cristina/) **Published:** Gennaio 11, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Itinerario spettacolare dal punto di vista paesaggistico, senza alcuna difficoltà tecnica, ma che può essere più o meno impegnativo a seconda di dove si lascia l’auto. E’ senza dubbio uno dei luoghi più incantevoli della Valmalenco ove ammirare la vista del Pizzo Scalino innevato ed i panorami del gruppo del Disgrazia e del Bernina in lontananza.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **WT2 – Itinerario Escursionistico con ciaspole** **Gruppo Montuoso:** Pizzo Scalino (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/ "Valmalenco") **Località di partenza:** Parcheggi Campo Moro **Località di arrivo:** Alpe Prabello – Rifugio Cristina **Dislivello:** 730 m **Lunghezza percorso:** 6,8 km **Tempo:** 3 or3 e 30 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punti appoggio:** Campo Franscia | Campo Moro | Alpe Campascio | Alpe Campagneda | Alpe Prabello | [Rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/) **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 10/02/2013, 08:37 Duration: 08:47:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1140 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1130 m Distance: 18.68 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Campo Franscia la strada continua fino a **Campo Moro** (1.900 m), ma in questo caso la situazione è più problematica, in quanto durante la stagione invernale la condizione del fondo stradale è spesso proibitiva a causa del ghiaccio, quindi può essere opportuno lascare l'auto a Campo Franscia e proseguire camminando. Se il meteo è favorevole e si riesce ad arrivare fino a Campo Moro con l'auto, si può lasciarla in un piccolo parcheggio sulla destra, nei pressi del quale si trovano le indicazioni per l'Alpe Campascio e Campagneda. [![Segnaletica Ciaspolata per il rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_2.jpg)Segnaletica Ciaspolata per il rifugio CristinaUna volta indossate le ciaspole, si inizia a salire, dapprima lungo la strada, quindi seguendo un largo sentiero attraverso i boschi. Dopo avere superato l'**Alpe Campascio** (2.078 m) e le sue caratteristiche baite in legno, si prosegue fino all'**Alpe Campagneda** (2.145 m). Poco sopra l'alpeggio si trova il [**Rifugio Cà Runcasch**](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ca-runcasch/), che offre una sistemazione pet-friendly con vista sulle montagne e parcheggio privato. Da qui si continua verso l'Alpe Prabello e il **[Rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/)**. Salendo senza troppa fatica si può ammirare un panorama tra i più belli delle Alpi lombarde, un continuo alternarsi tra docili dossi innevati e le ripide rocce imbiancate dello Scalino. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_4-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_4.jpg)Chiesetta dell'Alpe Prabello con il Monte Disgrazia in lontananza[![Panoramica dell'Alpe Prabello](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_3.jpg)Panoramica dell'Alpe Prabello dal rifugio CristinaDal rifugio si continua, quindi, dritto per pochi metri per poi deviare sulla destra (seguendo i cartelli gialli, indicanti il rifugio Cristina, evitando con attenzione di scendere verso il ristoro Alpe Largone o lungo la carrozzabile estiva). Senza perdere quota si cammina per un primo tratto pianeggiante e, quindi, lungo alcuni leggeri pendii. Al termine dell'ultima breve salita si prò intravedere la conca dell'**Alpe Prabello**. [![Rifugio Cristina e Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_5-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Ciaspolata_rifCristina_5.jpg)Rifugio Cristina e l'imponente Pizzo ScalinoSi scende dunque leggermente e, proseguendo verso il [**pizzo Scalino**](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-pizzo-scalino/), si giunge in vista del Santuario Madonna della Pace e, poco dopo, delle baite e del **[Rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/)** (2.287 m). La conca offre un colpo d'occhio di rara bellezza, un perfetto connubio tra ambiente naturale - il paesaggio è davvero da favola - e opera dell'uomo, con le baite in pietra curate e sapientemente ristrutturate, seguendo i canoni architettonici tradizionali. La discesa verso valle può essere effettuata dalla stessa via dell'andata. *Fonte: [.valtellinasport.com](https://www.valtellinasport.com)* **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it) **E-Mail:**[info@sondrioevalmalenco.it ](mailto:info@sondrioevalmalenco.it) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate Valmalenco, escursioni invernali, Pizzo Scalino --- ### [Ciaspolata al Munt de Sura: neve e panorami Orobie](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-munt-de-sura/) **Published:** Gennaio 15, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Percorso classico e quasi sempre battuto, che dal piazzale di Pescegallo porta sulla semplice e panoramica vetta del Munt de Sura (chiamato dai furest “Monte di Salmurano”). La vetta è quotata ma non nominata né su IGM né sulla Carta Tecnica Regionale Lombardia (sezione C3A5). Inoltre è molto frequentato dagli scialpinisti e dai (pochi) ciaspolatori.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### WT3 – Itinerario Escursionistico impegnativo con ciaspole **ATTENZIONE**: Nella parte finale del percorso è considerato come **Itinerario Alpino con racchette – WT4** con brevi passaggi ripidi e/o traversate di versanti parzialmente comparsi di ricette e strati ghiacciati poveri di crepacci. In questo tracciato non sono esclusi i pericoli di scivolamento con rischio di ferimenti e/o di cadute esposte. E’ bene avere buone conoscenza di base dell’ambiente alpino ed avere una buona tecnica di progressione. **Gruppo Montuoso:** Alpi Orobie Valtellinesi (Italia) **Valle:** Val Gerola **Località di partenza:** Parcheggio del Piazzale di Pescegallo **Località di arrivo:** Munt de Sura **Dislivello:** 700 m **Lunghezza percorso:** 6,8 km **Tempo:** 2 ore e 30 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punti appoggio:** Lago di Pescegallo | Casera di Pescagallo Lago | Sponde rocciose del Monte Ponteranica | Munt de Sura **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal parcheggio si sale in direzione del Lago di Pescegallo, percorrendo a piacere la stradina battuta, la traccia che risale sotto le casere della Scala (sul retro dell’albergo mezzaluna) per ricongiungersi alla stradina in prossimità delle casere, o il sentiero che sale nel bosco a monte dei condomini. Giunti alla **casera di Pescegallo Lago** (1800m) si prende la traccia che sale in diagonale sulla destra a tagliare un moderato pendio, puntando a un abete solitario. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago_Pescegallo.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Lago_Pescegallo.webp)Lago del Pescegallo in inverno[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/La_Casera_pescegallo_lago.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/La_Casera_pescegallo_lago.webp)La Casera di Pescegallo LagoGiunti sui pianeggianti dossi soprastanti si prosegue in direzione sud, puntando la caratteristica piramide del monte Valletto, costeggiando le **sponde rocciose del Monte Ponteranica**. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Il-Monte-Valletto-2371-m-dal-Monte-Salmurano-2269-m.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Il-Monte-Valletto-2371-m-dal-Monte-Salmurano-2269-m.webp)Il Monte Valletto visto dal Munt de SuraGiunti a piedi della cresta, si guadagna il filo con qualche tornante, quindi breve distanza in direzione ovest si trova l’elevazione del **Munt de Sura**. Attenzione alle cornici di neve in cresta, spesso molto sporgenti. La discesa può essere effettuata dalla stessa via dell’andata. *Fonte: [pescegallovalgerola.it](https://www.pescegallovalgerola.it)* **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l’attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l’indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.pescegallovalgerola.it](https://www.pescegallovalgerola.it) **E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate in Lombardia, Ciaspole, Trekking invernale, Val Gerola --- ### [Rifugio Antonio Omio: Oasi escursionistica sotto le cime orobie](https://www.montagnenostre.net/rifugio-antonio-omio/) **Published:** Maggio 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Sorge nel bel mezzo dell’anfiteatro della Valle dell’Oro in alta Val Masino ed **è punto tappa del Sentiero Roma che in questo settore si chiama invero Sentiero Risari.** Dal rifugio il panorama è molto ampio e la sagoma del **Disgrazia** (m. 3676) in lontananza chiude in bellezza lo splendido panorama. **Accanto all’edificio sorge il bivacco invernale Silvio Saglio.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/val-masino/) **Località di partenza:** Bagni di Masino **Quota di partenza:** 1172 m | **Dislivello:** 928 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Dal 1 Luglio al 15 Settembre **Posti letto:** 46 posti + 9 posti del bivacco invernale **Gestione:** Dino Fiorelli **Tel.** +39 0342 641078 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) — ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) — Distance: 3.83 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio, in **Valle dell’Oro**, è raggiungibile partendo dai **Bagni del Masino**, antica sede termale tuttora amata dai turisti, posta a 1172 metri di quota nel comune di Valmasino. (San Martino). Per accedere innanzitutto sin qui occorre risalire per intero la Valmasino sino a giungere a San Martino, ultimo abitato, e da qui svoltati a sinistra, si raggiungono i Bagni dopo un totale di 14 km da Ardenno. Parcheggiata l’automobile comincia l’escursione a piedi. Il primo tratto lo si percorre in un fresco ma ripido bosco di abeti e faggi fino a raggiungere, dopo un’ora, gli ampi spazi del pascolo che da Maggio ospita capre e mucche dei contadini della zona. Dopo poco si comincia a scorgere la sagoma del rifugio e lo si raggiunge respirando l’aria fresca dell’alpeggio della Valle dell’Oro e godendo della vista magnifica delle cime che ad arco lo circondano: si possono distinguere da occidente le **Punte Fiorelli** e **Medaccio**, il **Pizzo Ligoncio (m. 3033)** e la **Punta Sfinge (m. 2800)**, verso nord il **Pizzo dell’Oro (m. 2714)**, la **Punta Milano (m. 2610)** e la **Costiera del Barbacan**; ad oriente il **Monte Boris (m. 2497)** e più lontano la **Cima di Cavalcorto (m. 2765)**. La sagoma del Disgrazia e la sua cima (m. 3676) in lontananza allietano la vista degli alpinisti. Guardando in basso, invece, si scorge la strada che porta ai bagni e parte dell’abitato di San Martino; sullo sfondo più a sud la catena delle Alpi Orobie. Esso è dedicato ad Antonio Omio che nel settembre del 1935 perì insieme ad altri 5 escursionisti durante un’escursione a **Punta Rasica**. Due anni dopo sorse il rifugio… [![Tratto del percorso verso il rifugio Omio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/TrattoversorifugioOmio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/TrattoversorifugioOmio.webp)Tratto del percorso verso il rifugio OmioIl tempo di percorrenza è calcolato in circa due ore di cammino. Il rifugio è stato recentemente ampliato: nel 1997 nella parte anteriore con la costruzione di un balcone con una splendida tettoia, nel 2002 altre importanti modifiche lo hanno reso perfettamente accogliente dopo 65 anni dalla sua costruzione. Accanto al rifugio c’è il bivacco S. Saglio che serve da locale invernale. Esso è punto di partenza opzionale per chi vuole percorrere il sentiero Roma tralasciando il tratto che passa in Val Codera. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Pizzo_Badile.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Pizzo_Badile.webp)Pizzo Badile visto in lontananza[![Rifugio Antonio Omio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Rifugio_Omio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Rifugio_Omio.webp)Rifugio Antonio OmioImportante e prestigiosa vetrina sportiva, che passa davanti al rifugio nel mese di Agosto, è il “**trofeo Kima**”, una corsa lunga 48 km attraverso il **sentiero Roma**, dedicata alla guida Pierangelo Marchetti. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmasino/rifugio_omio_val_dell_oro/rifugio_omio_val_dell_oro.html) | Autore: R. Moiola* **TRAVERSATE** [Rifugio Gianetti Luigi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-gianetti/) | [Rifugio Brasca Luigi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-brasca/) | [Rifugio non custodito A. Volta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-volta/) **ALPINISMO** Pizzo Lingoncio [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMASINO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Monte Disgrazia, Sentiero Roma, Val Masino, Valle dell'Oro --- ### [Rifugio Rasega: perla alpina ai confini della Yosemite italiana](https://www.montagnenostre.net/rifugio-rasega/) **Published:** Maggio 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Rasega (m 1151) è situato in fondo alla Val di Mello, paradiso del granito. E’ frequentata, da aprile ad ottobre, da una miriade di scalatori provenienti da tutto il mondo. Inoltre da qualcuno, con un certo azzardo, è accomunata alla ben più famosa Yosemite della California.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val di Mello](http://www.montagnenostre.net/val-masino/) **Località di partenza:** San Martino **Quota di partenza:** 923 m | **Dislivello:** 200 m | **Tempo di percorrenza:** 45 minuti **Periodo di Apertura:** dal 1 Maggio al 30 Settembre ed i weekend di Aprile ed Ottobre **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Alma Quaini **Tel.** +39 0342 611116 | +39 338 4467550 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 192 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 2 m Distance: 4.54 km Il **Rifugio Rasega** è situato nella parte terminale della **Val di Mello**. Questa splendida valle si raggiunge staccandosi dalla statale 38 che percorre il fondovalle valtellinese poco dopo il ponte sul torrente Mello, che precede l’abitato di Ardenno, per imboccare verso nord la provinciale 9 (ex statale 404). Superati gli abitati di Cataeggio e Filorera, passiamo accanto al **Sasso Remenno**, un grande monolito roccioso, forse il più grande d’Europa, attrezzato con varie vie di risalita. Accanto al torrente c’è un’area di sosta; vale la pena fermarsi un attimo per osservare gli arrampicatori o anche solo per ammirare lo splendido gruppo delle Cime del Cavalcorto (m. 2763) in fondo alla vallata. Dopo San Martino, continuiamo verso **Bagni di Masino** e ben presto troviamo un bivio dove viene segnalata a destra la strada per la Val di Mello che percorriamo fino ad uno slargo dove parcheggiamo la macchina (m. 1051). Durante il periodo estivo quando la valle è molto frequentata dai gitanti domenicali è obbligatorio lasciare l’auto a San Martino e utilizzare un bus navetta (costo € 1). Da fine ottobre a febbraio invece, la valle, stretta e posta in orizzontale da ovest ad est, non riceve alcun raggio di sole. I periodi migliori per apprezzarla sono le stagioni intermedie, ed in particolare l’autunno, quando i larici ingialliscono e i faggi abbarbicati alle cenge più alte si colorano di tinte fiammeggianti, contrastando col grigio chiaro delle pareti granitiche. La Val di Mello è di origine glaciale come chiaramente indicato dal tipico profilo a U. Alcune valli laterali vi confluiscono: da nord Val del Ferro, Val Qualido, Val di Zocca e Val Torrone e da sud Valle d’Arcanzolo, Valle Mezzola, Val Temola e Val Romilla. Ad est la valle è chiusa dalle imponenti cime del Monte Pioda (m. 3431) e del Monte Disgrazia (m. 3678) mentre ad ovest la stretta piramide del Monte Boris (m. 2497) si erge quale sentinella all’imbocco della valle. Lasciata la macchina ci incamminiamo sulla sterrata in piano. Superato un ruscello con un piccolo ponte di legno, raggiungiamo il Gatto Rosso, il primo dei posti di ristoro che incontreremo lungo il cammino. Ignoriamo un sentierino sulla destra e arriviamo all’imbocco della mulattiera. Un grande cartello spiega le glaciazioni della valle e mostra una cartina della zona. Sulla sinistra, un po’ in dentro ci sono le baite Ca’ di Panser (m. 1061). La salita è assai lieve. Sulla sinistra vediamo la grande roccia detta degli Asteroidi. Tra pini e larici ci avviciniamo al torrente che d’ora in poi ci accompagnerà sul lato destro. Superiamo un ruscello e continuiamo in piano. Un cartello indica un larice/quercia; un’altro segnala sulla sinistra il sentiero per la baita Qualido. Superiamo poi una piccola grotta chiusa da una porta di ferro di colore verde. In località Ca’ di Carna (m. 1076), lasciamo a destra il ponticello con il quale è possibile attraversare il torrente e raggiungere l’Agriturismo Ca’ de Scuma (tel. 0342 653076). Superato un altro cartello che indica un acero montano, il torrente si allarga formando una limpidissima pozza. Da entrambe le pareti dei monti che ci circondano scendono alcune piccole cascate. Superiamo un torrente in secca con un ponte in cemento e continuiamo accompagnati da una staccionata in legno, dapprima solo sul lato destro e poi da entrambi. [![Laghetto Qualido](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Laghetto_Quallido.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Laghetto_Quallido.webp)Laghetto Qualido[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Laghetto.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Laghetto.webp)Punto sosta adatta ai bambini del laghetto QualidoRaggiungiamo le baite di Cascina Piana (m. 1092) tra le quali ci sono due rifugi: il [Rifugio Mello](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mello/) sulla destra e, poco più avanti, sull’altro lato il [Rifugio Luna Nascente](https://www.montagnenostre.net/rifugio-luna-nascente/). Tra le ultime baite c’è una fontana. Continuiamo seguendo un muretto di sassi, poi dopo un breve tratto in salita, ignoriamo un sentiero sulla sinistra. Troviamo poi sulla destra un altro sentiero e un ponticello di legno. Un cartello indica in quella direzione il Sentiero Life delle Alpi Retiche. Continuando in piano troviamo sulla sinistra l’imbocco del sentiero che risale la Val di Zocca verso il [Rifugio Allievi Bonacossa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-allievi-bonacossa/) (m. 2385) segnalato a 3 ore di cammino. Altri cartelli indicano un ontano bianco, un abete rosso e un frassino maggiore. Proseguiamo in lieve salita ammirando una cascata sulla sinistra. Entriamo in un bosco e, percorrendo tra i pini un tratto in salita, arriviamo ad un bivio dove un cartello indica Rasica a sinistra. Lasciamo il percorso pianeggiante per salire verso sinistra a raggiungere il nuovo e solido ponte di legno con il quale superiamo il torrente che scende dalla Val di Zocca. Poi in discesa torniamo sul percorso principale. Il nuovo ponte, costruito in posizione più sicura, elimina il problema dell’attraversamento di questo torrente che, quando è in piena, è assai impetuoso. Naturalmente, quando l’acqua che vi scorre è poca, possiamo evitare questa deviazione e superare il corso d’acqua con un ponticello più semplice e fragile fatto con alcuni tronchi di albero. Oltrepassato un altro ruscello arriviamo nella splendida piana di Rasica dove la valle si allarga. Giungiamo così al **Rifugio Rasega**, ultimo posto di ristoro della valle, che precede un gruppo di baite. Bellissima la vista sulle cime del Cameraccio e sulla vetta del Monte Pioda e del Disgrazia. [![Rifugio Rasega](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Rifugio_Rasega.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Rifugio_Rasega.webp)Rifugio Rasega[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Rifugio_Rasega2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Rifugio_Rasega2.webp)Rifugio Rasega*Fonte: [diska.it](http://www.diska.it/rifrasica.asp)* **TRAVERSATE** [Rifugio Luna Nascente](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luna-nascente/) | [Rifugio Mello](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mello/) | Cà Pioda | [Rifugio Allievi Bonacossa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-allievi-bonacossa/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMASINO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Monte Disgrazia, Sentiero Roma, Val di Mello, Val Masino --- ### [Malga Monte Sole Alta: itinerario suggestivo in alta Val Cércen](https://www.montagnenostre.net/malga-monte-sole-alta/) **Published:** Ottobre 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 2047 m.** **in Val Cércen su ampio balcone soleggiato da cui poter ammirare un panorama unico sulla valle e sulle catene montuose circostanti. Il casaro produce, oltre al formaggio nostrano semimagro, anche il tipo Casolet, formaggio tipico della Val di Sole.** DETTAGLI ITINERARIO** > #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [Val di Rabbi](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Località di partenza:** Loc. Fontanon di Rabbi Terme **Quota di partenza:** 1260 m | **Dislivello:** 787 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** dal 14 Giugno al 20 Settembre **Posti letto:** SI, 4 camere **Vendita diretta in Malga:** SI – Formaggi nostrani seminari | Formaggi Casolet | Burro | Latte **Gestione:** Società Malga Monte Sole **Tel.** +39 0463 636134 | **Cell.** +39 339 1310314 MAPPA DEL PERCORSO** Time: 18/10/2020, 11:10 Duration: 05:20:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 929 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 927 m Distance: 13.37 km Si raggiunge la località **Rabbi Fonti**, posta in fondo alla Val di Rabbi, e si parcheggia in prossimità dello stabilimento termale. Il percorso segue la strada forestale che costeggia il torrente Rabbies fino al ponte sul rio Ragaiolo, in corrispondenza del quale si prende la strada che sale verso **Malga Fratte**. Vicino al ponte si nota una biforcazione: una traccia scende leggermente verso la segheria veneziana, mentre un ripido sentiero sale verso la cascata del Ragaiolo. Si prosegue lungo la strada forestale fino a **Malga Fratte Bassa**, dove si imbocca il sentiero per il rudere del **malghetto di Fratte Alta**. Raggiunto il rudere, si costeggia la stalla lungo un tratto pianeggiante che si sviluppa a valle della stessa. Proseguendo in questa direzione si incontra la strada forestale, battuta dai mezzi che, salendo da **Malga Monte Sole Bassa**, conduce a **Malga Monte Sole Alta**. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga-Monte-Sole-Alta2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga-Monte-Sole-Alta2.webp)Malga Monte Sole Alta[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga-Monte-Sole-Alta-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga-Monte-Sole-Alta.webp)Malga Monte Sole Alta vista in lontananzaIl rifugio si trova inoltre al crocevia di numerosi percorsi, rappresentando un ottimo punto di partenza e arrivo per escursioni alla scoperta delle altre malghe della **Val Cércen** o, per chi ha più tempo, per spostamenti nella vicina **Val di Peio**. La sua posizione soleggiata ai piedi di ampi pascoli lo rende da sempre una meta privilegiata per gli appassionati di **scialpinismo** durante la stagione invernale. *Fonte: [visitvaldisole.it](https://www.visitvaldisole.it/)* **ESCURSIONI** Malga Fassa | Malga Monte Sole Bassa | Tutte le malge della Val Cercen [VEDI TUTTI I RIFUGI DI VAL DI RABBI »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Categorie:** Val di Rabbi **Tag:** bambini in montagna, Gruppo Ortles, Malghe, Rabbi, Trekking in Trentino --- ### [Malga Fratte Bassa: passeggiata fantastica tra cascate e montagne](https://www.montagnenostre.net/malga-fratte-bassa/) **Published:** Ottobre 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Sorge a 1482 m.in Val di Rabbi. Dalla malga si possono ammirare le Cascate del Saènt che, con un salto spettacolare, scendono dai laghetti Sternai dove nasce il Torrente Rabbiés. In alto s’intravede il pascolo e gli edifici della Malga Stablasolo. DETTAGLI ITINERARIO** #### T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:**[ Val di Rabbi](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/ "VAL DI RABBI") **Località di partenza:** Rabbi Terme **Quota di partenza:** 1265 m | **Dislivello:** 217 m | **Tempo di percorrenza:** 40 minuti **Periodo di Apertura:** dal 8 Giugno al 30 Settembre **Posti letto:** NO **Vendita diretta in Malga:** SI – Latte, Formaggi (Casolet) **Gestione:** Consortela Fratte – Gestore: Sergio Dapra’ – Marisa Penasa **Tel.** +39 339 7602420 MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 129 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 22 m Distance: 1.03 km DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **TRAVERSANDO IL PONTE SOSPESO** Il **ponte sospeso in Val di Rabbi**, che sovrasta la cascata del torrente Ragaiolo — uno dei tanti che attraversano queste montagne — si trova a circa 50 metri di altezza e misura 100,16 metri di lunghezza. Potete raggiungere il parcheggio al *Plan* oppure, se preferite, partire direttamente dalle **Terme di Rabbi**: lasciate lì la vostra auto, perché da questo punto in poi l’avventura proseguirà a piedi! Armatevi di zaino e seguite le indicazioni. Il sentiero è **adatto a tutti**, poiché non è né lungo né particolarmente impegnativo. Ogni giorno centinaia di bambini e anziani lo percorrono per respirare l’aria fresca e pura, gustare dell’ottimo cibo casereccio e, naturalmente, attraversare il famoso **ponte sospeso**! Camminare sospesi sopra una cascata su un moderno ponte in acciaio è un’esperienza emozionante. Costruito nel 2015, il **Ponte del Ragaiolo** è attraversabile in **totale sicurezza**: le sponde sono alte, così che anche i più piccoli possano vivere la traversata senza alcun rischio. Dopo aver attraversato il ponte, si prosegue prima su **sentiero** e poi su **strada sterrata**. Seguendo le indicazioni, in poco tempo si raggiunge **Malga Fratte**, dove il bosco si dirada lasciando spazio ai prati e ai pascoli dell’alpeggio, da cui si gode di uno splendido panorama sulle montagne circostanti. **Tempo di percorrenza:** circa 35 minuti **Quota di partenza:** 1.250 m **Quota di arrivo:** 1.482 m [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Ponte_per_Malga_Fratte-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Ponte_per_Malga_Fratte.webp)Ponte sospeso che sovrasta la cascata del torrente Ragaiolo**DA RABBI TERME** Circa 300 metri dopo l’**Hotel delle Terme**, prendete la strada bianca e pianeggiante che costeggia, sulla sinistra, il torrente Rabbiés. Dopo qualche minuto di cammino arriverete a un **ponte di legno** che consente di attraversare il torrente Ragaiolo. A un certo punto la strada si divide: proseguendo a **destra** si raggiunge la *Segheria Veneziana*, ma se volete venirci a trovare dovrete svoltare a **sinistra**, continuando sulla strada in salita. Non temete: manca poco, e il dislivello è davvero alla portata di tutti! **Tempo di percorrenza:** circa 45 minuti **Quota di partenza:** 1.200 m **Quota di arrivo:** 1.482 m **DAL PARCHEGGIO AL PLAN** Proseguendo a piedi in direzione della *Segheria Veneziana*, troverete sulla sinistra un sentiero che, dopo aver attraversato un ponte, vi condurrà sulla strada che porta alle **Cascate del Ragaiolo**. Seguite il percorso verso le cascate e, una volta arrivati a un **ponte di legno**, imboccate la strada in salita sulla destra: vi porterà fino a **Malga Fratte**. **Tempo di percorrenza:** circa 35 minuti **Quota di partenza:** 1.250 m **Quota di arrivo:** 1.482 m [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Fratte_Bassa.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Fratte_Bassa.jpg)Malga Fratte Bassa**DAL PARCHEGGIO COLER** Questo è il percorso più veloce e meno impegnativo. Subito dopo il parcheggio al **Coler**, attraverserete il ponte sul **Rabbiés**. Da qui proseguite imboccando il sentiero sulla sinistra, seguendo le indicazioni per **Malga Fratte**. **Tempo di percorrenza:** circa 20 minuti **Quota di partenza:** 1.380 m **Quota di arrivo:** 1.482 m *Fonte:* [malgafratte.com](http://www.malgafratte.com) **CONSIGLIO** L'itinerario che parte dal parcheggio Coler non è percorribile con passeggini, mentre lo è quello che parte dal parcheggio Plan (andata e ritorno lungo lo stesso tratto). Porre attenzione al dislivello dell'itinerario che parte dal Plan se lo si vuole percorrere con passeggino (226 metri) **GUARDA IL VIDEO** **ESCURSIONI** Cascate del Saènt | [Rifugio Dorigoni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-silvio-dorigoni/ "Rifugio Silvio Dorigoni") | [Malga Stablasolo](https://www.montagnenostre.net/malga-stablasolo/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DI VAL DI RABBI »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Categorie:** Val di Rabbi **Tag:** bambini in montagna, Malghe, Ortles-Cevedale, Rabbi, Trekking in Trentino --- ### [Monte Rosa Hütte: un rifugio spettacolare tra i ghiacciai](https://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-rosa-hutte/) **Published:** Ottobre 12, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio è situato a 2883 m., sul ghiacciaio di Garnergrot, ed è una moderna struttura ecocompatibile e con una vista mozzafiato che spazia dal Monte Rosa al Cervino e sulla parete nord dei Lyskamm. E’ Soprannominato “Cristallo di roccia” e c’è voluto un solo anno per costruire la struttura (prefabbricata in legno), su un progetto dello “Studio Monte Rosa” del Politecnico di Zurigo realizzato con la collaborazione del Club Alpino Svizzero e frutto di un progetto realizzato da EMPA, Istituto Nazionale Svizzero.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **EE** – Itinerario Escursionistico per esperti **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Svizzera) **Valle: [Valle di Zermatt](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) Località di partenza:** Rotemboden **Quota di partenza:** 850 m | **Dislivello:** 940 m | **Tempo di percorrenza:** 3/4 ore **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 120 posti (Per ragioni di igiene, è obbligatorio il sacco a pelo) **Gestione:** Club Alpino Svizzero (Manuela e Horst Brantschen) **Tel.** +41 027 967 21 15 | +41 027 956 31 50 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 07/08/2014, 11:20 Duration: 10:37:11 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1035 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1042 m Distance: 15.24 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** *ACCESSO ESTIVO* Il modo più semplice per raggiungere il rifugio è prendere il treno da Zermatt fino a Rotemboden. E' anche possibile andare a piedi seguendo la strada e successivamente il sentiero, seguendo le indicazioni per il Gornergrat. Quest'ultima è una piacevola passeggiata nei boschi sopra Zermatt, che passa per Riffelalp e Ridfelberg. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Rifugio_Monte_Rosa_Hutte2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Rifugio_Monte_Rosa_Hutte2.webp)Punto di partenza del sentiero per la capanna a Rotenboden (09/2016) © davidschweizer.chGiunti a Rotemboden, prendere il sentiero che porta al ghiacciaio del Gorner (in tedesco Gornergletscher). Il sentiero è segnalato con pali, bandierine, bolli bianchi e blu ed in alcuni tratti è attrezzato con corde fisse. A causa del notevole abbassamento del ghiacciaio, in alcuni tratti sono presenti pioli in legno e cavi, soprattutto nei pressi del rifugio. Prestare particolare attenzione sul ghiacciato del Gornergletscher se non in ottime condizioni, preferire eventualmente il sentiero che parte dalla morena sotto il rifugio. \[2,5/3 ore\] [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/traversata_SACMonteROsaHutte-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/traversata_SACMonteROsaHutte.webp)Traversata sopra il Gornergletscher. (09/2016) © davidschweizer.ch*ACCESSO INVERNALE* In inverno è possibile raggiungere il rifugio anche dallo Stockhorn. Lo Stockhorn è raggiungibile dalla valle sottostante tramite il treno per Gornergrat e quindi con la funivia per Hohalligrat e successivamente per Stockhorn o attraversando la cresta fino al Gornergrat. Giunti al passo Stockhorn si prosegue per Plattje Unteren e quindi si raggiunge il rifugio. \[2,5/3 ore\] Alternativamente è possibile salire da Furi attraverso il ghiacciaio del Gorner. Il percorso, non segnalato, richiede molta attenzione, un adeguata attrezzatura (corda, piccozza e ramponi) e allenamento ed è consigliato andare in cordata. Il percorso è di circa 9km con un dislivello di 940m. \[4 ore\] *Fonte: monterosa4000.it* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Rifugio_Monte_Rosa_Hutte_1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Rifugio_Monte_Rosa_Hutte_1.webp)Monte Rosa Hütte SAC, vista esterna (2016) © davidschweizer.ch **RIFUGI RAGGIUNGIBILI** [Capanna Regina Margherita](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) | [Rifugio C. Gnifetti](http://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) | [Rifugio Città di Mantova](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mantova/) **TRAVERSATE** [Rifugio C. Gnifetti](https://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) per il colle del Lys | Capanna Gandegg (Gandegghütte) | Capanna Britannia (Britanniahütte) **ALPINISMO** Dufour | Nordend | Punta Gnifetti | Jagerhorn | Lyskamm orientale | Lyskamm occidentale | Castore | Polluce | Cima di Jazzi [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DEL LYS »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Cervino, Svizzera, Trekking in Valle d'Aosta, Zermatt --- ### [Bivacco Rauzi: un’esperienza epica nel cuore del Disgrazia](https://www.montagnenostre.net/bivacco-rauzi/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **A poche decine di metri dalla vetta del Monte Disgrazia alla confluenza della sua cresta N (la Corda Molla) e la cresta SE proveniente dal Ex rifugio Desio a quota 3640 metri.** **DETTAGLI ITINERARIO** > **PD – Salita Alpinistica poco difficile** **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle: [Val Masino – Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/) Località di partenza:** Rifugio Ponti **Quota di partenza:** 2559 m | **Dislivello:** 1081 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** n.d. **Tel.** n.d. **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 08/03/2019, 11:31 Duration: 21:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1110 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 52 m Distance: 3.77 km **[Scarica il percorso su Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-alpinismo/salita-al-bivacco-rauzi-33878120)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal rifugio **[Rifugio Ponti Cesare](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-ponti/)** salire verso N, lungo i pendii che fiancheggiano a sin. la morena laterale del ghiacciaio di Preda Rossa. Dopo circa un’ora si può mettere piede sul ghiacciaio che si rimonta tenendosi sul suo lato sinistro costeggiando una verticale bastionata granitica. Il pendio acquista man mano ripidezza e poi sbuca nell’anfiteatro glaciale che adduce alla Sella di Pioda 3387 m. Dalla sella piegare verso dx; aggirando sul versante di Preda Rossa il primo risalto roccioso della cresta raggiungendo il filo a monte di esso tramite un canalino. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Bivacco_Rauzi2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Bivacco_Rauzi2.webp)Bivacco RauziSeguire ora il filo con tratti su roccia intervallati da altri su neve fino al grande testone roccioso del “cavallo di bronzo” che precede di poco la vetta. Tenendosi sul versante meridionale, ma presso la cresta si aggira il roccione e poi per facili roccette e neve si tocca la vetta. **Canalone Schenatti**: è possibile pure raggiungere la cresta WNW più o meno alla sua metà seguendo il canalone nevoso (Vittadini-Schenatti 1888) che si insinua fra la cresta e il crestone roccioso SW (via Baroni). Il canale ha pendenze attorno ai 40° (portare due ch. da ghiaccio e qualche nut; PD+). **Via Baroni**: qualora la via normale sia molto innevata può essere consigliabile seguire lo sperone della via Baroni che delimita a dx il canalone Schenatti. Si attacca lo sperone sul lato sin. se ne raggiunge il largo crinale e lo si percorre fino alla vetta (passi di II/II+; PD+). [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Bivacco_Rauzi-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Bivacco_Rauzi-1.webp)Fronte del Bivacco Rauzi **GUARDA IL VIDEO** **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/)** **Categorie:** Valmalenco, Valmasino **Tag:** Alpinismo, Corda Molla, Corna Rossa, Monte Disgrazia --- ### [Rifugio Coda, balcone d’alta quota sulle Alpi Biellesi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-delfo-e-agostino-coda/) **Published:** Novembre 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Si trova a 2280 m. sulla cresta spartiacque tra la Valle di Gressoney e la Valle dell’Elvo, a S del massiccio del Monte Mars. E’ anche meta della seconda tappa dell’Alta via della Val d’Aosta n. 1. Il rifugio è inoltre collocato lungo il percorso dell’alta via delle Alpi Biellesi.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle: [ Valle d’Elvo – Valle del Lys](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/ "VALLE DEL LYS") Località di partenza:** Mucrone (1880 m), sopra Oropa (BI) **Quota di partenza:** 1880 m | **Dislivello:** 400 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Dall’inizio di luglio a metà settembre, solo nei weekend da metà maggio a metà luglio e da metà settembre a metà ottobre. **Posti letto:** 60 posti **Gestione:** Sandra Rossini – CAI Sezione di Biella **Tel.** +39 015 2562405 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1418 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 151 m Distance: 6.30 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **Percorso da Oropa** L’itinerario più frequentato per raggiungere il rifugio inizia da Oropa e utilizza la funivia del Mucrone. Dalla stazione superiore della funivia del Mucrone (1880 m), si proseque sul sentiero che conduce al Lago del Mucrone (1902 m). A destra del lago, un ampio sentiero sale alla Bocchetta del Lago (2026 m, 0.30 ore), dove l’ambiente diventa più integro. Si scende a mezza costa nell’alta Valle dell’Elvo e si arriva a un bivio (1880 m). I segnavia della GTA indicano entrambi i tracciati, ma si preferisce andare a destra e proseguire a mezza costa sopra le baite di Chardon (1894 m). Poi si segue una lunga mezza costa e una serie di tornanti, fino al rif. Coda (2280 m, 2.00 ore). Il ritorno richiede 2.00 ore. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/11/Rifugio_Coda-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/11/Rifugio_Coda.webp)Rifugio Coda visto in lontananza**Percorso da Fontainemore, Val di Gressoney** Imboccare, alcune decine di metri prima del piazzale in loc. Plan de Coumarial, in comune di Fontainemore, il sentiero n° 3 che si addentra nel bosco di faggi e larici fino a raggiungere l‘Alpe Vercosa. Da qui il sentiero prosegue pianeggiante sino al ponte sul torrente Gouglias. Dopo averlo superato, si sale con maggiore pendenza fino a pervenire ad un crocevia a valle dell‘alpe di Serrafredda. Trascurato il ramo di sinistra, si piega sulla destra fino agli alpeggi di Carisey inferiore e superiore. Continuando l‘itinerario, si giunge al colle Carisey riconoscibile da una grande croce. imboccare ora il sentiero sulla sinistra che, in poco tempo, conduce al Rifugio Coda. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/11/Rifugio_Coda2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/11/Rifugio_Coda2.webp)Panorama del rifugio Coda tra nuvole e crinale **TRAVERSATE** Rifugio Mombarone | Rifugio Renata **ALPINISMO** Monte Mars per la Cresta Carisey | Monte Bechit | Colma di Mombarone | Punta della Sella **[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DEL LYS »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/)** **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Lago di Mucrone, Trekking in Valle d'Aosta, Valle del Lys --- ### [Rifugio Scotti: percorso in montagna e panorami in Valmasino](https://www.montagnenostre.net/rifugio-scotti/) **Published:** Maggio 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Scotti è situato nella Valle di Sasso Bisolo a 1500 m., lungo la strada che sale a Predarossa (m. 1955). Il Rifugio è un ideale punto d’appoggio per tutto l’anno per la Valle di Predarossa e per l’Alpe di Scermendone: d’estate per gli amanti dei funghi e delle passeggiate nella natura lontani dal caotico ambiente cittadino, d’inverno per gli appassionati di escursioni con sci e ciaspole.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/val-masino/) **Località di partenza:** Dalla Frana di Valbiore **Quota di partenza:** 1210 m | **Dislivello:** 250 m | **Tempo di percorrenza:** 45 minuti **Periodo di Apertura:** Dal 1 Luglio al 30 Settembre **Posti letto:** 33 posti **Gestione:** Renata Oltolini **Tel.** +39 0342 640087 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 11/10/2022, 08:59 Duration: 07:54:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1519 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1526 m Distance: 22.21 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Lasciamo la statale 38 all’altezza del paese di Ardenno ed imbocchiamo verso nord la provinciale 9 della Val Masino con la quale procediamo fino a Cataeggio. Superata la chiesa e il municipio, prendiamo una deviazione sulla destra all’inizio della quale vengono segnalati i rifugi Scotti e Ponti. Passiamo accanto al Centro Polifunzionale della Montagna, e procediamo fino alla frana di Valbiore (m. 1210). Qui la strada è interrotta da due frane verificatesi negli scorsi decenni. Sulla destra è in costruzione un percorso alternativo che attualmente (settembre 2009) non è ancora stato completato. Si tratta di una sterrata che sale in cattive condizioni fino ad una galleria. Questa ha un buon fondo in cemento ma è priva di illuminazione. Prosegue poi con un altro tratto su sterrato, inizialmente in buone condizioni, che poi, superato un ponte, diventa abbastanza sconnesso e sale fino ad immettersi sulla strada asfaltata a monte della frana. La prosecuzione fino a Preda Rossa non presenta altri problemi. E quindi un percorso più adatto ad un fuoristrada che ad un auto normale. Per coloro che volessero lasciare la macchina a Valbiore ecco la descrizione del sentiero alternativo per aggirare la frana. Lasciata l’auto a valle della frana, ci incamminiamo e, superato il ponte, prendiamo il sentiero sulla sinistra segnalato con le frecce bianche del trofeo Kima. Percorso un primo tratto, dobbiamo camminare sopra dei massi, anch’essi franati. Più avanti ritroviamo il sentiero e saliamo tra radi alberi. Un rigagnolo allaga il percorso poi, superati altri massi e trovato nuovamente il sentiero, continuiamo in salita fino a un bivio. Andiamo a destra e procediamo, a fianco della grande frana, su un ampio percorso che più avanti ridiventa sentiero. Poi in piano arriviamo al torrente e lo superiamo passando su alcuni massi e su un grosso tubo di ferro nel quale scorrono le sue acque. Sull’altro lato riprendiamo in lieve salita. L’acqua di un ruscelletto allaga il sentiero. Troviamo una parte dell’asfalto della vecchia strada che si infila sotto la frana e deviamo a destra nei pressi di una costruzione dell’acquedotto riprendendo il sentiero. Al successivo bivio andiamo a destra passando su dei massi. Procediamo tra gli alberi, in lieve salita, tenendoci alla sinistra del torrente. Passiamo accanto ad un tornante della vecchia strada ma continuiamo con il sentiero. Dopo un tratto un poco più ripido, superiamo un rivolo d’acqua e poi, quasi in piano, passiamo sotto i fili della corrente. Un altro ruscelletto che scende dalla montagna a sinistra allaga il percorso. Continuiamo in lieve salita, a fianco del torrente, fino a raggiungere un ponte e la nuova strada sterrata in costruzione. [![Funghi Porcini](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Funghi_Porcini.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Funghi_Porcini.webp)Funghi Porcini nei boschi ove è situato il rifugio[![Fungo Porcino](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Funghi_Porcini_3.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Funghi_Porcini_3.webp)Fungo PorcinoAndiamo a sinistra e, dopo due tornanti, ritroviamo la strada asfaltata. Ora non ci resta che seguirla. Superiamo un ponte e una baita. Un cartello informa che siamo nella valle di Sasso Bisolo. Troviamo un’altra baita e arriviamo al rifugio. *Fonte: [diska.it](http://www.diska.it/rifscotti.asp)* [![Rifugio Scotti](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Rifugio_Scotti.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/08/Rifugio_Scotti.webp)Rifugio Scotti **ESCURSIONI** Piana di Preda Rossa | [Rifugio Ponti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-ponti/) | [Rifugio Alpe Granda](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-granda/) | Lago Scermendone [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMASINO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Frana di Valbiore, Preda Rossa, Sentiero Roma --- ### [Rifugio Cesare Ponti: itinerario e consigli pratici](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-ponti/) **Published:** Maggio 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Nella splendida cornice della Val Masino dove il granito regna sovrano, al cospetto dei Corni Bruciati, sulle tracce del famoso Sentiero Roma, lungo l’itinerario del Trofeo Kima sorge a 2559 m. il rifugio Cesare Ponti del CAI di Milano, che da più cent’anni è base per le ascensioni al Disgrazia.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/val-masino/) **Località di partenza:** Dal parcheggio nei pressi della Piana di Predarossa **Quota di partenza:** 1955 m | **Dislivello:** 604 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da Luglio a Settembre (dal 1 Maggio a richiesta al gestore) **Posti letto:** 60 posti **Gestione:** Ezio Cassina **Tel.** +39 0342 640138 **Itinerario sintetico:** 1. Prima Piana di Predarossa (m 1955) | 2. Seconda Piana di Predarossa (m 2100) | 3. Rifugio Ponti (m 2559) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 60 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 653 m Distance: 4.04 km Il **rifugio Cesare Ponti** si trova in **Val di Predarossa**, nel comune di Valmasino. In precedenza vi era un’altra costruzione il cui nome era **Capanna Cecilia** e che venne sostituita come costruzione nonché nomenclatura nel 1928. E’ raggiungibile da **località Filorera** in Valmasino, attraverso la **valle di Sasso Bisolo** grazie alla strada costruita dall’Enel lunga 11 km che porta fino alla piana di Predarossa. [![Segnaletica per il rifugio Cesare Ponti](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Segnaletica_rifugio_Ponti.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Segnaletica_rifugio_Ponti.webp)Segnaletica per il rifugio Cesare PontiIn questa piana infatti la società elettrica giunse fino a cominciare i lavori per la costruzione di una enorme diga che sfruttasse le abbondanti acque che ogni anno scendono dal ghiacciaio del Disgrazia. Ne restano i segni nei pressi del parcheggio ove lasciamo l’automobile. Ritornando alla strada, diciamo che è comunque consigliata solo a chi possiede un fuoristrada o un 4×4 in quanto presenta un tratto a metà percorso abbastanza proibitivo per normali autovetture ed inoltre non troppo piacevole per i passeggeri. [![Camosci osservati lungo il percorso](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Camosci.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Camosci.webp)Camosci osservati lungo il percorsoE’ comunque vero che sono ancora molti i temerari che si avventurano lungo il tratto di strada, ormai non più provvisorio, che ha sostituito la precedente ben asfaltata colpita dalla doppia frana negli anni ’70 e poi ’90; frana ormai famosa tanto che viene stranamente riportata dalle cartine. Dal parcheggio della piana di Predarossa in 2 ore si giunge al rifugio su sentiero sempre ben segnalato ed evidente. [![Rifugio Cesare Ponti](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Rifugio_Ponti.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Rifugio_Ponti.webp)Rifugio Cesare PontiEsso dapprima attraversa la bagnata **piana di Predarossa**, poi guadagna leggermente quota in un boschetto sino ad incontrare una successiva piana. Poi l’itinerario sale ripido tra enormi lastroni di granito e piccoli torrentelli, ben segnalato dalle usuali bandiere color rosso-bianco. Il rifugio è la base ideale per l’ascensione al **Monte Disgrazia** che regna sovrano alle sue spalle. Segnaliamo che dal 2010, per percorrere il tratto in automobile, è necessario pagare un pedaggio introdotto dal comune di Valmasino. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmasino/rifugio_ponti_predarossa/rifugio_ponti_predarossa.html) | Autore: R. Moiola* [![Il retro del rifugio Cesare Ponti](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Rifugio_Ponti_retro.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Rifugio_Ponti_retro.webp)Il retro del rifugio Cesare Ponti **ELEMENTI DI INTERESSE** Piana di Predarossa | [Monte Disgrazia](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-monte-disgrazia/) | Corni Bruciati | Trofeo Kima **TRAVERSATE** [Rifugio Allievi-Bonacossa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-allievi-bonacossa/) | [Rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/) **ALPINISMO** Monte Disgrazia [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMASINO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Masino-Bregaglia, Monte Disgrazia, Preda Rossa, Sentiero Roma --- ### [Rifugio Alpe Granda: trekking panoramico in Val Masino](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-granda/) **Published:** Maggio 3, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Una nuovissima struttura interamente in legno, in mezzo al verde dei boschi e dei pascoli ancora sfruttati. E’ situata sulle alture sopra Ardenno a 1680 m., ai margini occidentali dell’Alpe Granda e sul crinale del Pizzo Mercatelli. E’ raggiungibile sia dalla Valtellina che dalla Val Masino.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/val-masino/) **Località di partenza:** Loc. Our di Buglio in Monte **Quota di partenza:** 1300 m | **Dislivello:** 330 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Dal 15 Giugno al 1 Novembre e dal 22 Dicembre al 6 Gennaio – Weekend: dal 2 Novembre al 21 Dicembre e dal 1 Marzo al 14 Giugno **Posti letto:** 18 posti **Gestione:** Vittorio Poletti **Tel.** +39 340 8067617 | +39 347 7566960 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 08/04/2019, 19:28 Duration: 23:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 316 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 15 m Distance: 1.89 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-al-rifugio-alpe-granda-35023170)** Buglio in Monte si raggiunge staccandosi a sinistra dalla SS 38 all’altezza della stazione ferroviaria di Ardenno e proseguendo per la pedemontana retica fino a Villapinta dove, a sinistra, sale la carrozzabile per il paese. Da qui prima del centro del paese, imboccare una deviazione a gomito sulla destra e seguirla fino alle case a monte del paese da dove si prosegue ancora per una carrozzabile più stretta fino a Our. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Rifugio_Alpe_Granda.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/06/Rifugio_Alpe_Granda.webp)Rifugio Alpe GrandaLasciata l’auto, si prosegue per un facile ed evidente sentiero che taglia a mezzacosta verso sinistra (NW) raggiungendo il crinale SW del Pizzo Mercantelli in corrispondenza dell’alpeggio di Cima di Granda 1688 m. Seguendo verso sinistra il sentiero che tiene il crinale si scende in breve al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/54/alpe-granda/)* **TRAVERSATE** [Rifugio Scotti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-scotti/) | Bivacco Scermendone | Lago Scermendone | Pizzo Mercatelli [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALMASINO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmasino-rifugi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Alpe Granda, Val Bregaglia, Val Masino --- ### [Ciaspolata al Forte italiano di Campomolon](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-forte-italiano-di-campomolon/) **Published:** Febbraio 8, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Facile e divertente passeggiata che dal valico di Valbona, nei pressi del monte Toraro, conduce ai resti del forte italiano di Campomolon (guerra 1914-1918).** Il percorso, su comoda strada alpestre, esposta al sole, non pone difficoltà. Accompagnano la passeggiata ampi panorami sulle vallate vicentine, sull’altopiano di Tonezza e sul lontano altopiano di Asiago. La bellezza della montagna si accompagna alle suggestioni della storia. I resti del forte riportano infatti alla Grande Guerra, alle vicende che lo interessarono nel maggio 1916 durante le prime e violente fasi della Strafexpedition. **DETTAGLI ITINERARIO** #### WT2 – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Altopiano di Lavarone (Italia) **Valle:** Valle del Centa **Località di partenza:** Valico di Valbona (1775 m) **Località di arrivo:** Forte Campomolon **Dislivello:** 75 m salita – 36 discesa **Periodo consigliato:** Da Fine Novembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 1,4 km **Tempo:** 35 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** culturale-storico | Panoramico **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 92 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 53 m Distance: 1.44 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal piccolo parcheggio posto di lato al valico di Valbona, cioè dalla Strada provinciale che, provenendo dal passo Coe, scende verso il passo della Vena, seguire le indicazioni per il forte e avviarsi per la comoda strada che taglia in falsopiano la parte alta del versante. Già dal punto di partenza si scorge, in fondo e sulla sinistra, l'alta e caratteristica parete curva del forte. Quella è la meta. Si torna per la medesima via. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/1_Segnavia_aForcellaMolon.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/1_Segnavia_aForcellaMolon.webp)Segnavia a Forcella Molon[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/2_Ultimotratto_percorsoperilforte.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/2_Ultimotratto_percorsoperilforte.webp)Ultimo tratto del percorso per il Forte Campomolon[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/3_ForteCampomolon.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/3_ForteCampomolon.webp)Forte Campomolon[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/4_ForteCampomolon.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/4_ForteCampomolon.webp)Forte Campomolon[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/5_GallerieForteCampomolon.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/5_GallerieForteCampomolon.webp)Le gallerie del Forte Campomolon[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/6_GallerieForteCampomolon.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/6_GallerieForteCampomolon.webp)Le gallerie del Forte Campomolon**Consiglio:** L'escursione si volge a circa 1800 m di quota, è dunque consigliato abbigliamento adatto. Tra le rovine del forte muoversi con prudenza. *Fonte: [Azienda per il turismo Folgaria, Lavarone e Luserna](http://www.alpecimbra.it)* **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.alpecimbra.it](http://www.alpecimbra.it) **E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate Alpe Cimbra, Trekking invernale --- ### [Ciaspolata al rifugio Alpe Piazza in Valle del Bitto](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-rifugio-alpe-piazza-in-valle-del-bitto/) **Published:** Febbraio 13, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Percorso per ciaspolata di circa 500 metri di dislivello, adatto a tutti e molto suggestivo, in cui è possibile ammirare il corollario delle Alpi Orobie e delle Retiche. Appena arrivate all’alpe piazza è consigliabile fermarsi a gustare le prelibatezze culinarie che offrono i gestori del rifugio.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### WT2 – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Prealpi Orobiche (Italia) **Valle:** [Valle del Bitto](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valli-del-bitto/ "VALLI DEL BITTO") **Località di partenza:** Albaredo (SO) (910 m) – Strada per Passo S. Marco (1370 m)) **Località di arrivo:** [Rifugio Alpe Piazza](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-piazza/) (1830 m) **Dislivello:** 530 m. **Periodo consigliato:** Da Fine Novembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 3,2 km **Tempo:** 5 ore **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** Panoramico **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 01/05/2018, 09:44 Duration: 58:50 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 396 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 87 m Distance: 3.05 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** D'inverno Passo San Marco è chiuso e la strada, da un certo punto in poi, è non percorribile in auto. Si prosegue fino al km 15,100 (1370 m) e si posteggia, dove vi è la deviazione per il Rifugio Alpe Piazza. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Percorso_nelbosco.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Percorso_nelbosco.webp)Percorso nel bosco di abeti verso la mulattiera[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Rifugio_Mulattiera.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Rifugio_Mulattiera.webp)Tratto della MulattieraDa qui si prende la strada sulla sinistra (indicazioni [Rifugio Alpe Piazza](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-piazza/)) e dopo poco s’imbocca la mulattiera sulla destra che, seguendo tornanti e bei traversi, sale al maggengo di Scoccia (1445 m) e poi a Corte Grassa (1614 m) e Corte Grande. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Corte_Grassa.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Corte_Grassa.webp)Corte GrassaA questo punto la pendenza diminuisce e ci s’immerge, per un breve tratto, nel bosco. Ci si trova quindi di fronte a un bivio, dove si procede prendendo a sinistra (seguendo le indicazioni per il rifugio e il Monte Pisello) per giungere in breve a Baitridana (1670 m). Si raggiunge un secondo grande alpeggio, è quello dell'Alpe Piazza. Con un lungo e facilissimo traverso nel pascolo, si raggiunge il rifugio, aperto d'inverno, e i loro gentilissimi gestori. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Rifugio_AlpePiazza_inverno.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Rifugio_AlpePiazza_inverno.webp)Rifugio Alpe Piazza - Stagione invernale[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Rifugio_AlpePiazzainlontananza.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Rifugio_AlpePiazzainlontananza.webp)Rifugio Alpe Piazza vista in lontananzaDopo una sosta ristoratrice, si può riprendere la salita al pascolo raggiungendo le casere e il [Bivacco Legüi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-legui/) da cui si gode una splendida vista. La discesa segue lo stesso tracciato percorso durante la salita. *Fonte: [caiarosio.it/](http://www.caiarosio.it/)* **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.vallidelbitto.it](http://www.vallidelbitto.it) **E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Trekking invernale, Valli del Bitto --- ### [Avventura intensa sul selvaggio Monte di Glorenza](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-monte-di-glorenza/) **Published:** Febbraio 14, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Il percorso verso il monte di Glorenza è facile e paesaggisticamente molto bello. E’ considerato uno dei più belli itinerari d’inverno della Val Venosta ove poter vivere l’inverno nella sua forma più autentica, vagabondare per boschi immacolati, respirare l’aria fresca e godersi la vista limpida dello scenario montano.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### WT2 – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Alpi Venoste (Italia) **Valle:** [Val Venosta](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/ "VAL VENOSTA") **Località di partenza:** Masi di Montechiaro (Lichtenberger Höfe) **Località di arrivo:** Monte di Glorenza (2398 m.) **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 9,6 km **Tempo:** 5 ore **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** Paesaggistico – Panoramico **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 888 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 891 m Distance: 9.56 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** All’inizio il percorso segue una vecchia strada di malga che si addentra in lieve pendenza nella Valle del Cavallaccio (Gutfalltal, segnavia N. 14). Dopo un chilometro abbondante dei cartelli indicatori segnano la via da prendere a destra per andare alla baita Tschaggon (segnavia 14B). Qui ha inizio il tratto più ripido del percorso, dapprima nel bosco, per raggiungere la baita, che si trova in campo aperto. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Tratto_CiaspolataMonteGlorenza.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Tratto_CiaspolataMonteGlorenza.webp)Tratto del percorso di ciaspolata per il Monte di GlorenzaArrivati ci concediamo una breve sosta, durante la quale possiamo ammirare la Croda di Cengles (Tschenglser Hochwand), il gruppo dell’Ortles e spaziare con la vista su tutta la [Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/val-venosta/). Quindi proseguiamo l’ascesa compiendo un ampio giro da destra a sinistra e ci portiamo, passando per una piccola altura, alla sella tra il Monte Plagabella (Plaschweller) e il Monte di Glorenza (Glurnser Köpfl). [![Il Monte di Glorenza con la sua croce](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/CrocesulMonteGlorenza.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/CrocesulMonteGlorenza.webp)Il Monte di Glorenza con la sua croceOra, molto al di sopra dei Lackböden, andiamo a destra (segnavia 14A) per arrivare quasi in piano alla cima del monte. La vista panoramica che da qui si gode ricompensa abbondantemente la fatica per arrivarci. Discesa: lungo la traccia di salita. *Fonte: [sentres.com/](https://www.sentres.com)* | Tratto dal libro © Ciaspolando in Alto Adige **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.venosta.net](https://www.venosta.net) **E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate Val Venosta, Trekking invernale --- ### [Ascesa innevata alla remota e suggestiva Malga di Planol](https://www.montagnenostre.net/in-salita-fino-alla-malga-di-planol-con-le-ciaspole/) **Published:** Gennaio 29, 2019 **Author:** Redazione **Content:** ### **L’itinerario che porta alla malga di Planol conduce lungo il versante soleggiato della valle di Planol. Percorso con le ciaspole per tutti ove poter ammirare uno stupendo panorama che comprende la Val Monastero, il Gruppo del Sesvenna, il Massiccio dell’Ortles e l’ampio slargo vallivo di Glorenza.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### WT2 – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Alpi Venoste (Italia) **Valle:** [Val Venosta](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/ "VAL VENOSTA") **Località di partenza:** Planol (1599 m) **Località di arrivo:** Planol (1599 m) **Dislivello:** 600 m. **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 6,8 km **Tempo:** 3 ore **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** Panoramico **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 601 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 600 m Distance: 6.83 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Attraversiamo il pittoresco, caratteristico paesino di Planol e camminiamo sulla strada di malga (segnavia N. 6) in lieve pendenza a lato del rio Puni, addentrandoci nella valle. Nella spianata presso il Maso Petersettes un ponte ci permette di attraversare il rio Puni verso sinistra. Guadagniamo quota salendo per la strada che si snoda attraverso un lariceto. [![Tracciato del percorso per la Malga di Planol](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Tracciato_MalgaPlanol.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Tracciato_MalgaPlanol.webp)Parte del percorso verso la Malga PlanolPoco prima della malga attraversiamo ancora una valletta, dopodiché possiamo vedere davanti a noi la **Malga di Planol** su un’estesa pendice. Da qui si apre alla nostra vista uno stupendo panorama che comprende la Val Monastero, il Gruppo del Sesvenna, il **Massiccio dell’Ortles** e l’ampio slargo vallivo di Glorenza. È il momento di concedersi una meritata sosta e di abbandonarsi al piacere di trovarsi in un luogo così bello. La discesa segue lo stesso tracciato percorso durante la salita. **Ti potrebbero interessare:** **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [Associazione turistica Alta Val Venosta](https://www.venosta.net) **E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate in Trentino Alto Adige, Trekking invernale --- ### [Con le ciaspole verso il Rifugio Martello](https://www.montagnenostre.net/con-le-ciaspole-verso-il-rifugio-martello/) **Published:** Gennaio 29, 2019 **Author:** Redazione **Content:** ### **L’itinerario al rifugio Martello conduce nel regno dei ghiacciai e dell’acqua. Circondato dalle irte vette dei tremila il Rifugio Martello domina la Val Martello dall’alto del Gruppo delle Odle. Rinomata per la sua natura incontaminata e il suo carattere primordiale, la Val Martello è una meta molto amata dagli appassionati di natura e montagna.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **WT**2 – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Gruppo Ortles-Cevedale (Italia) **Valle:** [Val Martello](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/ "VAL MARTELLO") **Località di partenza:** Fondovalle Martello **Località di arrivo:** Fondovalle Martello **Dislivello:** 520 m. **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Febbraio **Lunghezza percorso:** 7,8 km **Tempo:** 3 ore e 30 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** Panoramico **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 573 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 573 m Distance: 7.81 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** La **Val Martello**, una laterale della Val Venosta, si estende sino nel cuore del Gruppo Ortles-Cevedale. All’inizio piuttosto stretta e poco invitante, nella sua parte superiore si apre offrendo spettacolari vedute degli alti picchi e ghiacciai circostanti. Alla fine della carrozzabile, già molto addentro nella valle (qui si trova anche il piazzale di ma- novra per il bus di linea), ci teniamo a destra e risaliamo la montagna lungo un terreno a gra- doni (segnavia N. 151). Poco prima di una pronunciata parete conviene tenersi a sinistra per scendere poi in senso orario al [Rifugio N. Corsi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-nino-corsi/) (minor pendenza rispetto al sentiero N. 151). Dopo circa 45 minuti raggiungiamo il rifugio (2265 m). Poco oltre arriviamo a un muraglione di pietra eretto più di un secolo fa per bloccare eventuali esondazioni dai laghetti glaciali nel Rio Plima. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Fondovalle.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Fondovalle.webp)Sentiero invernale nell'ampio fondovalleAttraversiamo l’ampio fondovalle (cartello indicatore per il Rif. Martello, sentiero invernale) e infine saliamo a zig zag lungo l’erta che ci porta al [Rifugio Martello](http://www.montagnenostre.net/rifugio-martello/), eretto su un’insellatura ai piedi di Cima Venezia, alta 3385 m. La discesa segue lo stesso tracciato percorso durante la salita. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Piramide_GranZebru.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Piramide_GranZebru.webp)La suggestiva piramide del Gran Zebrù vista lungo il percorso**VARIANTE** Come bella variante possiamo fare una puntata, partendo da sotto il Rifugio N. Corsi (segnavia N. 36) e passando per un terreno disseminato di grandi massi e pini cembri, all’ex Hotel Paradiso. Da lì prendiamo la vecchia strada che porta al ponte sul Rio Plima, da cui torniamo al parcheggio. *Fonte: [sentres.com/](https://www.sentres.com/it/escursioni-con-ciaspole/rifugio-martello#info-tab)* **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [Associazione turistica Alta Val Venosta](https://www.venosta.net) **E-Mail:**[info@latsch.it ](mailto:info@latsch.it) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate in Trentino Alto Adige, Trekking invernale --- ### [Rifugio Barba Ferrero](https://www.montagnenostre.net/rifugio-barba-ferrero/) **Published:** Luglio 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Si trova a 2240 m. nel cuore del Parco Naturale Alta Valsesia (l’area protetta più alta d’Europa). Siamo nel territorio della prateria alpina che nei mesi estivi si rianima con la sua meravigliosa flora e fauna (frequenti sono gli avvistamenti di stambecchi, marmotte, camosci…). In posizione panoramica su un terrazzo naturale dal quale si gode di una splendida vista: la Valsesia davanti e alle sue spalle la maestosa parete sud del Monte Rosa, la Piramide Vincent, la Punta Gnifetti sulla cui sommità troneggia la Capanna Margherita, il più alto rifugio d’Europa e confine estremo del Parco.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Alagna Valsesia – Località Wold **Quota di partenza:** 1287 m | **Dislivello:** 740 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Tutto il mese di Agosto continuativo – Su prenotazione nei fine settimana dal 01/07-30/07 **Posti letto:** 20 posti (4 nel periodo invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Vercelli – Giuliano Bottone Masoni **Tel.** +39 0163 91919 **NOTA:** Presso il rifugio c’è una piccola palestra di roccia frequentata dai soci. **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 01/01/2010, 01:00 Duration: 01:07:11 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1386 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1193 m Distance: 11.20 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal parcheggio di Alagna Valsesia, località Wold, si prosegue lungo la strada fin dove termina, dopo 4 km, presso la cascata dell’Acqua Bianca, 1500 m (si può prendere una navetta fin qui in estate). Imboccata la ripida e sconnessa mulattiera, all’Alpe Fum Bitz 1603 m si prosegue su comodo sentiero, passando dall’Alpe Blatte 1635 m e continuando la salita sul largo fondo del vallone. A 1860 m si passa un primo torrentello; di fronte c’è un grande masso con immagine sacra. Poco dopo se ne attraversa un secondo, che scende dall’Alpe Vigne. Si continua salire e si giunge all’estremità sinistra della grande bastionata rocciosa (palestra d’arrampicata) sopra la quale risale il rifugio. Lasciata a sinistra la diramazione per la Capanna Gugliermina, il sentiero sale ripido verso destra ed in piano porta al rifugio. *Fonte: *[rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/550/barba-ferrero/)** **GUARDA IL VIDEO** https://youtu.be/FV3u0sqDJ1E?si=pXg12HUHlcJFWNYo **ESCURSIONI:** [Rifugio Capanna Regina Margherita](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) | [Rifugio Zamponi-Zappa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-zamboni-zappa/) | [Capanna Resegotti](https://www.montagnenostre.net/bivacco-l-resegotti/) | [Rifugio Gugliermina (Ex Valsesia)](https://www.montagnenostre.net/rifugio-guglielmina/) | Ghiacciai del Monte Rosa **ALPINISMO** Punta Parrot | Punta Gnifetti | Corno Faller | Punta Grober [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Cascata dell'Acqua Bianca, Monte Rosa, Parco Naturale Alta Valsesia --- ### [Ciaspolando in Val Federia: un'escursione invernale indimenticabile](https://www.montagnenostre.net/ciaspolando-in-val-federia/) **Published:** Febbraio 11, 2019 **Author:** Redazione **Content:** ### **L’escursione è perfetta per chi cerca un’esperienza tranquilla e panoramica lontano dalla frenesia quotidiana. Adatta a tutti, è ideale per famiglie, gruppi di amici e chiunque voglia avvicinarsi al mondo delle ciaspole in un contesto naturale e rilassante. Non solo un’escursione, ma una vera e propria immersione in un paesaggio alpino che ti permetterà di staccare completamente dalla routine.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### WT1 – Itinerario Facile con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Alpi di Livigno (Italia) **Valle:** [Val Federia](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/ "VAL DI LIVIGNO") **Località di partenza:** Livigno – Ponte della Calcheira (1850 m) **Località di arrivo:** Livigno – Ponte della Calcheira (1850 m) **Dislivello:** 400 m. **Periodo consigliato:** Da Dicembre ad Aprile **Lunghezza percorso:** 7,8 km **Tempo:** 3 ore e 30 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** Panoramico – Naturalistico **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 11/02/2019, 10:19 Duration: 01:19:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 542 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 140 m Distance: 8.00 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il percorso è adatto a tutti, dai principianti agli escursionisti più esperti. La valle, circondata da alte vette e immersa in un paesaggio incontaminato, offre una rete di sentieri ben segnalati che si snodano tra boschi di conifere, prati innevati e ampie distese di neve fresca. L’escursione ti permetterà di **esplorare questo angolo di paradiso alpino**, camminando con le ciaspole su terreni morbidi e compatti, perfetti per una camminata lenta e rilassante. Si parte dal **Ponte della Calcheria** (1850 m) nei pressi del Lago di Livigno. Si prosegue lungo una piccola strada che sale sulla destra del torrente Federia, tra alcuni larici e pini mughi, fino ad oltrepassare la suggestiva Chiesa dell'Addolorata (1950 m). Si raggiungono gli spazi aperti della vallata e, oltrepassato il ponte sul **torrente Rin da Toscè**, si attraversa il **Pian dei Morti** (2050 m). [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Val-Federia.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Val-Federia.webp)Un gruppo di tee, le belle baite livignasche.Lungo il percorso si trovano le numerose tee, le belle baite nella classica architettura livignasca. Lasciata a destra la deviazione che porta al Passo Cassana si prosegue lungo il tracciato di fondovalle. Si oltrepassa il Baitel de la Cheseira ed il successivo ponticello della **Valle del Leverone** (2146 M). Virando verso sud si prosegue salendo fino a superare lo sbocco della Valle del Forno (2191 m), per terminare l'escursione all'isolata Cascina di Mortarécc (2218 m. 2 ore). **RITORNO** Seguire lo stesso itinerario dell'andata fino al Pian de l'Isolata, laddove è possibile mantenersi prossimi al torrente di fondovalle seguendo le tracce di sci che sovente vi si trova, passando più volte sull'una o sull'altra sponda. *Fonte: tratto dal libro "Valtellina e Valchiavenna" a cura di Mario Vannuccini e Gianfranco Spieghi* **TI POTREBBERO INTERESSARE:** [Dilwe 1 Paio di Ghette per Le Gambe da Esterno](https://amzn.to/4iOir7P) [Snowline Chainsen Pro 3903 Catene da neve per scarponi](https://amzn.to/3FbiCKI) [Navaris Pala da neve regolabile in alluminio](https://amzn.to/4gTXINp) [](https://amzn.to/3FkSZqJ)[Msr Borsa per racchette da neve](https://amzn.to/4oOQjTE) **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [Consorzio turistico Livigno](https://www.livigno.eu) **E-Mail:** **Web:** [Guida Alpine Livigno](www.guidealpine.info) **E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate in Lombardia, Trekking invernale --- ### [Rifugio Città di Mantova: rifugio alpinistico sul Monte Rosa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mantova/) **Published:** Novembre 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Posto a 3.498 metri su un ripiano alla base del ghiacciaio del Garstelet, alla testata della Valle di Gressoney, sul versante S del Monte Rosa. E’ punto di partenza per le maggiori salite del Monte Rosa (Capanna Margherita, Piramide Vincent, Cristo delle Vette, Lyskamm, Dufour e il Col del Lys).** **DETTAGLI ITINERARIO** #### AF – Salita Alpinistica Facile **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle: [Valle del Lys](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) Località di partenza:** Passo dei Salati, stazione arrivo funivia da Alagna Valsesia (VC) **Quota di partenza:** 3936 m | **Dislivello:** 562 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 15 marzo al 5 maggio e da fine Giugno – metà Settembre (le date sono soggette a modifiche in base all’apertura degli impianti di risalita) **Posti letto:** 80 posti **Gestione:** Guide Alpine di Gressoney **Tel.** +39 0163 78150 | +39 347 0802910 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 06/08/2009, 11:37 Duration: 05:26:48 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 994 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1634 m Distance: 10.91 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **Arrivando da Gressoney** A partire dalla stagione invernale 2009/2010, con l’apertura della nuova funivia “Passo dei salati / ghiacciaio di Indren”, salire al Rifugio diventa molto pratico e veloce. Da Gressoney, località Staffal, prendiamo gli impianti di risalita per il ghiacciaio di Indren. La prima telecabina raggiunge la stazione intermedia dell’Alpe Gabiet (1 bar-ristorante, Rifugio Lys) a pochi minuti dal Lago del Gabiet. La seconda telecabina raggiunge direttamente il Passo dei Salati dal quale parte la nuova funivia per Indren. Da qui si inizia a camminare: bisogna attraversare il ghiacciaio, che a seconda delle stagioni potrebbe presentare alcuni tratti ghiacciati per cui sono consigliati i ramponi. Dalla funivia, seguendo la battuta traccia che, praticamente in piano, attraversa il Ghiacciaio, arriviamo in circa 20 minuti dove la traccia si divide in due, una bassa e una alta. Seguiamo quella bassa fino al termine del Ghiacciaio, oltrepassiamo una barra rocciosa con corde fisse (circa 15 metri), poi riprendiamo a salire e in breve arriviamo al Rifugio Città di Mantova. Tempo di percorrenza 45 minuti circa. Se invece decidiamo di percorrere la traccia alta (da valutare a seconda della stagione e dello stato di innevamento), saliamo leggermente. Terminata la neve procediamo con un sentiero di misto (terra, pietre e neve) che dopo alcuni tornanti giunge alla base di un passaggio attrezzato. Le corde fisse e gli scalini ricavati con tronchi di legno ci facilitano la salita di questo ripido tratto. Raggiungiamo la sommità di questo passaggio e vediamo a sinistra, più in basso, il Rifugio Città di Mantova. Tempo di percorrenza 50 minuti circa. **Arrivando da Alagna Valsesia** Da Alagna Valsesia prendiamo gli impianti di risalita per il Passo dei Salati formati da 2 tratti: la telecabina (primo tratto) fino a Pianalunga e poi la funivia Funifor che ci porta al passo dei Salati. All’arrivo della Funivia ci dirigiamo verso la stazione d’arrivo della telecabina che sale da Gressoney, e proseguendo per altri 100 metri prendiamo la nuova funivia che ci porta direttamente a Indren. Arrivati a Indren seguire lo stesso itinerario descritto per chi sale da Gressoney In alternativa, dal Gabiet ,seguendo il vecchio sentiero 6a si arriva al Rifugio su un sentiero senza pericoli e ben segnalato. L’ultima parte del sentiero è su pietraia. Ricordarsi che dal Gabiet il tempo di percorrenza è di 4-5 ore di cammino. *Fonte: [rifugiomantova.it](http://rifugiomantova.it "rifugiomantova.it")* **GUARDA IL VIDEO** **TRAVERSATE** [Rifugio Monte Rosa Hütte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-rosa-hutte/) | Colle del Lys | [Rifugio Quintino Sella al Felik](https://www.montagnenostre.net/rifugo-quintino-sella-al-felik/) | Naso di Lyskamm **ALPINISMO** Balmenhorn | Corno Nero o Schwarzhorn | Ludwigshöhe | Lyskamm Orientale | Piramide Vincent | Punta Dufour | Punta Giordani | Punta Gnifetti o Signalkuppe | Punta Parrot | Punta Zumstein [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DEL LYS »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Monte Rosa, Trekking in Piemonte, Trekking in Valle d'Aosta, Valle del Lys --- ### [Rifugio La Baita Alpe Seccio – Cuore della Valsesia](https://www.montagnenostre.net/rifugio-la-baita-alpe-seccio/) **Published:** Agosto 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Si trova a 1409 m. ed è una tipica baita perfettamente inserita nello splendido scenario della Val Cavaione. La Baita è stata recentemente ristrutturata a cura del Comune di Boccioleto (VC) che ha ripristinato l’originale struttura in legno e pietra tipica della zona. **DETTAGLI ITINERARIO** #### T** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Valsesia – Boccioleto **Quota di partenza:** 667 m | **Dislivello:** 742 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Giugno – Settembre **Posti letto:** 19 posti **Gestione:** Federica e Davide **Tel.** +39 346 4050369 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 01/07/2025, 13:56 Duration: 02:46:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 833 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 65 m Distance: 3.87 km [**Scarica questo percorso da Wikiloc**](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-rifugio-la-baita-alpe-seccio-30684065) Da **Boccioleto** – Risaliamo la Valsesia in direzione di Alagna e, al bivio di Balmuccia, prendiamo a destra le indicazioni per Boccioleto. Arrivati in paese lasciamo l’auto nel parcheggio della piazza della Chiesa e ci incamminiamo imboccando il “vicoletto” sulla destra della stessa. A conferma dell’esattezza dell’itinerario per raggiungere l’Alpe Seccio, vediamo sul muro il segnavia bianco e rosso con il n° 387. Camminiamo ancora per alcuni metri in paese fino ad una fontana, a questo punto sulla nostra destra imbocchiamo il sentiero che ci porterà alla meta. Il sentiero è per la maggior parte costituito da mulattiera, in alcuni casi un po’ “mascherata” da erba, ma comunque sempre ben evidente e costantemente segnalata da segnavia bianchi e rossi o cartelli. Iniziamo a salire e presto ci renderemo conto che il percorso è prevalentemente nel bosco e ci permetterà di vedere tante ed interessanti cappellette quattrocentesche. Infatti ecco la prima sulla destra, la Cappella Casa Milanetto (768 m) dedicata alla Madonna di Loreto. Continuiamo la nostra salita e raggiungiamo la frazione Ormezzano (raggiungibile anche in auto) dove possiamo vedere la Chiesa della Madonna delle Grazie. Qui ci troviamo a 814 metri e, alla sua sinistra, riprendiamo a salire passando tra le costruzioni della frazione e arriviamo questa volta alla Cappelletta del Genestroso. Il sentiero poi raggiunge nuovamente la strada asfaltata, la percorriamo per pochi metri e riprendiamo il sentiero a sinistra, in corrispondenza del segnavia bianco e rosso e del cartello. Entriamo in un bel bosco che ci permette di risalire questo tratto ripido con un po’ di fresco, ed arriviamo anche alla Chiesa di San Giovanni Battista (956 m). Passiamo alla sua sinistra e successivamente il sentiero si ricongiunge con la strada che però a questo punto termina. Proseguiamo ora per un breve tratto di strada sterrata fino ad un ponticello. Dopodiché procedendo siamo in vista di Solivo, un gruppo di case ben esposte al sole, e della Cappella di San Nicolao sulla sinistra e la bella Chiesa di Sant’Antonio da Padova con la facciata interamente affrescata. [![Alpe Seccio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Alpe_Seccio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Alpe_Seccio.webp)Alpe SeccioRiprendiamo il nostro cammino nel bosco e raggiungiamo un piccolo pianoro dove possiamo usufruire di una piccola area attrezzata con tavoli e panche di legno. A fianco la bella Cappella di San Rocco al Selletto. Qui siamo a 1.181 metri e riprendiamo la salita nel bosco che successivamente comincia a diradarsi sempre più, concedendoci alcuni piacevoli panorami sulla verde vallata. Un tratto di sentiero gradinato ci consente di uscire definitivamente dal bosco, alla nostra sinistra vediamo la Cappella della località Saas a 1.350 metri, successivamente oltrepassiamo alcune baite e presto siamo in vista dell’Alpe Seccio. A sinistra un cartello ci indica il rifugio e, in pochi passi, eccoci arrivati al Rifugio La Baita Alpe Seccio. [![Baita Alpe Seccio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Baita_Alpe_Seccio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Baita_Alpe_Seccio.webp)Rifugio La Baita Alpe Seccio [![Cartello con il nome del Rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Cartello_nomerifugio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Cartello_nomerifugio.webp)Cartello con il nome del Rifugio*Fonte: [monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/)* **ESCURSIONI** Il giro della Val Cavaione | Il sentiero dell'arte **TRAVERSATE** Cervatto - Bassa el Cavaione - Seccio - Boccioleto (5 ore) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Monte Rosa, Val Cavaione, Valsesia --- ### [Capanna Sociale Gruppo Camosci: trekking in Valsesia](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gruppo-camosci/) **Published:** Agosto 5, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **La Capanna Sociale situa all’Alpe Piane di Cervarolo a 1222 m. Inoltre è una spaziosa costruzione, custodita a turno di volontariato dagli iscritti al Gruppo Camosci, nei giorni festivi con servizio di accoglienza per i soci stessi.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Cervarolo **Quota di partenza:** 700 m | **Dislivello:** 500 m **Tempo di percorrenza:** 2 – 2½ ore **Segnaletica:** CAI (es. sentiero 620) **Periodo di Apertura:** Da Gennaio a Dicembre (giorni festivi) **Posti letto:** 14 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 51530 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 04/06/2022, 08:25 Duration: 05:01:27 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 930 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 916 m Distance: 11.06 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/da-barattina-alla-capanna-sociale-gruppo-camosci-104645857)** Si parte dalla frazione *Villa Superior* di Cervarolo (raggiungibile in auto da Varallo Sesia, seguita da strada sterrata). Sali attraverso le strette vie del borgo, e poi imbocchi una vecchia mulattiera (segnavia **CAI 620**) che sale tra case walser e boschi. Il sentiero sfrutta antiche mulattiere, ben conservate, a gradini di pietra, attraversando ***Prati*** e ***Cervarolo** **Inferiore/Superiore***. Attenzione a brevi tratti franati segnalati – comunque passabili con cautela. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/MulattieraperCervarolo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/MulattieraperCervarolo.webp)Mulattiera per CervaroloSi prosegue fino a **Alpe Piane** (quota circa 1 220 m) fra baite antiche e cappelle (Madonna della Neve), punto panoramico naturale. Poco dopo, ecco la **Capanna Sociale del Gruppo Camosci**, aperta nei giorni festivi e gestita da volontari, con circa 14 posti letto. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Alpe_Piane-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Alpe_Piane.webp)Alpe Piane 1222 m - Cappella della Madonna della Neve[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/capanna-gruppo-camosci-valsesia-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/capanna-gruppo-camosci-valsesia.webp)Capanna Sociale Gruppo Camosci - Valsesia **TRAVERSATE** In Val Sabbiola per la località Vaneccio a Crosi di Sabbia. A Camasco, Quarna Superiore, Sambughetto (Val Strona) e Rimella con percorsi di cresta, lunghi e a tratti con caratteristiche alpinistiche. **ALPINISMO** Massa del Turlo | Monte Croce | Colle del Ranghetto | Forcolaccia | Cima Rimeo | Cengio dell’Omo | Cima dei Rossi | Monte Capio [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alpi Lepontine, Cervarolo, Ossola, Valsesia --- ### [Rifugio Baita Città di Borgomanero: trekking in Valsesia](https://www.montagnenostre.net/baita-citta-di-borgomanero/) **Published:** Agosto 5, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **La Baita è situata all’Alpe Pianello nel Comune di Rimella (VC) nella valle Mastallone della Valsesia a quota m 1796. Si colloca sul percorso della Grande Traversata delle Alpi nel tratto Rimella – Campello Monti (Val Strona – VB) ai piedi del monte Capio e del Monte Capezzone.** DETTAGLI ITINERARIO** #### T** – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Rimella – frazione Sella **Quota di partenza:** 1287 m | **Dislivello:** 514 m **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** La baita non è normalmente aperta, ma le chiavi sono disponibili presso la Sezione. **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** CAI Sezione di Borgomanero **Tel.** +39 368 7727539 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO SALENDO DA RIMELLA** Time: 14/11/2018, 13:30 Duration: 02:29:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 565 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 114 m Distance: 3.41 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/da-campello-monti-alla-baita-citta-di-borgomanero-3053383)** **Rimella** (m 1300) in provincia di Vercelli, in val Mastallone di Valsesia si raggiunge da Varallo Sesia, dislivello m 500 con tempo di salita di 1,30 ore. Si parcheggia in vista di **S. Gottardo** e si prende il sentiero che si stacca sulla sinistra e in salita, brevemente, si raggiunge la località detta "**posa dei morti**" m 1395 (si può notare la sorprendente fioritura dell'Androsace Vandelli, una piccola primulacea che si presenta in fitti cuscinetti coperti da minuscoli fiori bianchi). ![Alpe Pianello](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Alpe_Pianello.webp)Alpe PianelloSi raggiunge l'**Alpe Selletta** m 1447, situata sulla dorsale soprastante S. Gottardo. Al bosco si sostituisce ora una ampio pascolo che copre tutto il versante occidentale della valle. Il sentiero supera in alto gli agglomerati di **Van** m 1470 e **Versch** m 1525, tragitta alcuni rigagnoli che scendono dal Pizzo Blatte e giunge nei pressi dell'**Alpe Pianello**, al bivio dell' itinerario 549 che conduce al Monte Capio. ![Le baite dell'Alpe Pianello](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Baite_Alpe_Pianello.webp)Le baite dell'Alpe PianelloNell'alpe, ad un centinaio di metri dal bivio, è situata la "**Capanna Sociale Città di Borgomanero**" a m 1796 di proprietà del Cai di Borgomanero. Il sentiero sopra la baita prosegue e arriva alla **Bocchetta di Rimella** o **di Campello** m 1924 congiungendosi con quello proveniente dalla Valle Strona (dislivello m 128, tempo di salita 20 minuti). **DESCRIZIONE DEL PERCORSO SALENDO DA CAMPELLO MONTI** Time: 14/11/2018, 14:59 Duration: 02:05:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 729 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 242 m Distance: 3.81 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/da-campello-monti-alla-baita-citta-di-borgomanero-3053383)** **Campello Monti** m 1305 con possibilità di parcheggio – Valle Strona, in provincia di Verbania, che si raggiunge da **Omegna**, dislivello m 620 in salita e m 128 in discesa – tempo di salita 2,30 ore. Si passa nel paese attraversandone le strette viuzze a fianco della chiesa sino a raggiungere un altro ponticello. Cartelli indicatori conducono sull'ampia e ben tenuta mulattiera che a breve porta dapprima all'**Alpe del Vecchio** a m 1465 e poi all'**Alpe Scarpia** m 1693. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Baita_CittadiBorgomanero-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Baita_CittadiBorgomanero.webp)Baita Città di BorgomaneroPercorrendo il sentiero alla sinistra orografica del **Rio Colma**, dopo una ripida salita, si giunge alla **Bocchetta di Campello** o **di Rimella** a quota m 1924. Si scende e in pochi minuti si raggiunge l'**Alpe Pianello** e la "**Capanna Sociale Città di Borgomanero** m 1796 di proprietà del Cai di Borgomanero. Fonte: [cai-borgomanero.it](http://www.cai-borgomanero.it/) **TRAVERSATE:** Sentiero dei Camosci | [Rifugio Barba Ferrero](https://www.montagnenostre.net/rifugio-barba-ferrero/) | Anello dell’Alpe Pianello **ALPINISMO** Monte Capio | Cima di Altemberg | Monte Capezzone [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alpi Lepontine, Ossola, Sentiero dei Camosci, Val Strona, Valsesia --- ### [Autunno, tempo di castagne: i boschi da esplorare](https://www.montagnenostre.net/autunno-tempo-di-castagne/) **Published:** Settembre 27, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### L’autunno porta con sé i meravigliosi colori delle foglie che cadono ma è anche il periodo di un frutto che in Italia è molto amato: la castagna. Questo è il periodo ideale per fare una castagnata andando nei boschi a raccogliere i deliziosi frutti che si possono poi utilizzare per una infinità di ricette o si possono semplicemente degustare arrostiti. L’Italia è ricca di castagneti, i luoghi migliori in cui raccogliere le castagne sono i boschi di montagna o di collina, sopra i 500 metri. Tra le castagne e marroni più famosi d’Italia troviamo la castagna di Cuneo in Piemonte, la Castagna del Monte Amiata in Toscana e il Marrone del Mugello, che si fregia della dicitura IGP, in Emilia Romagna. Tra i boschi preferiti della Lombardia troviamo quelli della Valtellina, della Val Brembana, della Val Camonica della Valsassina e della Val Trompia. Il **Sentiero del Castagno in Emilia Romagna** si snoda tra gli storici castagneti attraverso diverse province e permette agli amanti del trekking di riempire i loro cestini in un contesto naturalistico molto bello. Tra Abruzzo e Lazio il parco Nazionale del Gran Sasso è il luogo ideale dove trovare boschi ricchi di castagne. Le castagne si prestano ad essere utilizzate in cucina per realizzare zuppe, dolci e la farina che se ne ottiene è l’ingrediente base del buonissimo Castagnaccio. Buon trekking! *Fonte: https://www.romyspace.it* **Ecco alcuni articoli interessanti per l’autunno:** [Guanti da giardinaggio in pelle da donna/uomo a prova di spine](https://amzn.to/3I1u79v) [LEJIEYIN Nocciolino di Oliva Raccogli Castagne Raccoglitore](https://amzn.to/47IRtv1) [Vintree Borsa per la raccolta della frutta borsa per la caccia ai funghi in rete ](https://amzn.to/4mj0Ox9) [Windhager Borsa da raccolta in rete](https://amzn.to/46JMkkj) **Categorie:** In Montagna **Tag:** autunno, Castagne, trekking --- ### [Attività outdoor per bambini: 50 idee creative e avventurose](https://www.montagnenostre.net/bambini-allaperto-50-cose-da-fare-prima-dei-12-anni/) **Published:** Settembre 27, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Nel 2012 il **National Trust**, storica fondazione inglese nata nel 1865 che tutela i luoghi naturali del Regno Unito, ha stilato un manifesto dell’outdoor: “**50 cose da fare prima di avere 11 anni e tre quarti**”. Si tratta di un’iniziativa dedicata ai bambini solo in apparenza: in realtà vale ancora oggi, e vale anche per gli adulti, perché non è mai troppo tardi per fare certe cose. Grazie ad uno studio commissionato dall’ente si è scoperto che, nemmeno uno su dieci gioca con regolarità all’aperto ed uno su tre non si è mai arrampicato su un albero – che non a caso è il primo punto della lista. La campagna per “svegliare” i piccoli (e per sensibilizzare i grandi) ad uscire fuori casa va avanti. Noi non possiamo che appoggiarla chiedendovi quali tra questi 50 punti (stilati da una commissione di esperti) potete vantare di averli fatti, e quali invece aggiungereste nella vostra lista personale. **ECCO LA LISTA** - [Arrampicarsi su un albero](https://www.montagnenostre.net/i-bambini-intelligenti-non-usano-il-tablet-ma-si-sporcano-nel-fango-e-si-arrampicano-sugli-alberi/) - Rotolare giù da una grande collina - Accamparsi all’aperto - Costruire un rifugio - Far rimbalzare i sassi sull’acqua - Correre sotto la pioggia - Far volare un aquilone - Pescare con il retino - Mangiare una mela appena colta dall’albero - Giocare a conkers, un gioco inglese in cui si cerca di staccare all’avversario una castagna attaccata a un filo **LEGGI ANCHE:** [In montagna coi bambini: ecco i tanti vantaggi ad alta quota!](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-coi-bambini-ecco-i-tanti-vantaggi-ad-alta-quota/) [I bambini intelligenti? Non usano il tablet ma si sporcano nel fango e si arrampicano sugli alberi](https://www.montagnenostre.net/i-bambini-intelligenti-non-usano-il-tablet-ma-si-sporcano-nel-fango-e-si-arrampicano-sugli-alberi/) [Come organizzare un’escursione con bambini](https://www.montagnenostre.net/come-organizzare-unescursione-con-bambini/) - Fare una lunga corsa in bici - Segnare un sentiero con degli stecchini - Fare una torta di fango - Costruire una diga su un ruscello - Giocare nella neve - Fare una ghirlanda con le margherite - Organizzare una gara di lumache - Fare disegni folli - Lanciare bastoncini nel fiume - Saltare le onde - Mangiare more raccolte dai rovi - Guardare dentro un albero - Visitare una fattoria - Camminare a piedi nudi - Guardare le stelle - Fischiare usando un filo d’erba - Andare in cerca di ossa e fossili **LEGGI ANCHE:** [In montagna con i bambini, i 10 motivi per giocare all’aperto](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-con-i-bambini-i-10-motivi-per-giocare-allaperto/) [Bambini in montagna: attenzione all’altitudine](http://www.montagnenostre.net/bambini-in-montagna-attenzione-allaltitudine/) [Bambini all’aria aperta quando fa freddo? E’ il miglior modo per non farli ammalare!](http://www.montagnenostre.net/bambini-allaria-aperta-quando-fa-freddo-e-il-miglior-modo-per-non-farli-ammalare/) - Scalare un’enorme collina - Esplorare una grotta - Tenere in mano un animale schifoso - Andare a caccia di insetti - Cercare uova di rana - Catturare una foglia che cade - Seguire le tracce di animali selvatici - Scoprire cosa c’è in uno stagno - Fare una cuccia per le bestie feroci - Osservare le strane creature tra le rocce di un lago - Allevare una farfalla - Dare la caccia a un granchio - Fare una passeggiata notturna nel verde - Piantare qualcosa, coltivarla e mangiarla - Nuotare in mare - Costruire una zattera - Fare birdwatching - Trovare la strada servendosi solo di mappa e bussola - Arrampicarsi sulle rocce - Cucinare in campeggio - Imparare a cavalcare - Giocare a geocaching (caccia al tesoro con il GPS) - Andare in canoa su un fiume **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini all'aperto, bambini in montagna --- ### [Avventura invernale sul Sentiero dei Forni tra ghiacciai](https://www.montagnenostre.net/ciaspolando-sul-sentiero-dei-forni/) **Published:** Febbraio 13, 2019 **Author:** Redazione **Content:** ### **Un’esperienza unica nel cuore delle Alpi per gli amanti della montagna e della natura in inverno ed anche in primavera. Questo percorso, immerso in un paesaggio innevato, ti condurrà attraverso scenari mozzafiato, lungo un sentiero che si snoda ai piedi di imponenti vette e antichi ghiacciai.** **IMPORTANTE:** La quota elevata non deve essere sottovalutata, soprattutto con meteo sfavorevole. Prima delle escursioni ricordate sempre di consultare il bollettino nivo-meteorologico e non esitare a chiedere informazioni e consigli al gestore. Inoltre la zona è rinomata per l’avvistamento di caprioli, camosci e cervi. **DETTAGLI ITINERARIO** #### WT2 – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Gruppo Ortles-Cevedale (Italia) **Valle:** [Val Cedèc](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valcedec-rifugi/ "VAL CEDEC") **Località di partenza:** [Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni ](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albergo-ghiacciaio-dei-forni/ "Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni")(2178 m) **Località di arrivo:** Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni (2178 m) **Dislivello:** 530 m. **Periodo consigliato:** Da Marzo ad metà Maggio **Lunghezza percorso:** 10 km **Tempo:** 3 ore e 30 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** Panoramico **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 13/02/2019, 16:50 Duration: 01:05:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 560 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 28 m Distance: 4.71 km > **Perché Scegliere il Sentiero dei Forni** Il Sentiero dei Forni è perfetto per chi desidera un'escursione che combina la bellezza della natura incontaminata, la sfida di un percorso invernale e il piacere di una passeggiata immersi nella tranquillità della montagna. Questo itinerario è adatto a famiglie, gruppi di amici e anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo delle ciaspole. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **Andata** Dal [Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni](http://www.montagnenostre.net/rifugio-albergo-ghiacciaio-dei-forni/) (2178 m) ci si affida dall'abbondante segnaletica per seguire la buona traccia per la Val Cedèc ed il rifugio Pizzini (Segnavia 28b). Oltre due tornanti tra radi pini Cembri, lasciato a sinistra il bivio per Ables e la Val Manzina, piegando gradualmente verso nord si imbocca la Val Cedèc. Una lunga fila di pali per la corrente elettrica in stile "vecchio West", sale al visibile, seppur ancora lontano, Rifugio Pizzini, sovrastato dalla mole elegante del Gran Zebrù, il cui toponimo tirolese gli conferisce ancor il più rispetto: Konig Spitze, il Pizzo del Re. Senza possibilità di errore si prosegue a monte di palifica, lungo la buona traccia, fino a raggiungere il [rifugio Pizzini Frattola](http://www.montagnenostre.net/rifugio-pizzini-frattola/) e Zeledria (2706 m) dal quale, verso est, si ammirano la tormentata Vedretta di Cedèc ed il lungo scivolo nevoso dell'adiacente parete Nord-ovest del Monte Pasquale. **Ritorno** Con le buone condizioni del manto nevoso è possibile scendere lungo l'opposto versante sinistro orografico della Val Cedèc spesso tracciato dagli sciatori. Non esitate a chiedere al gestore del rifugio il suo parere sulla fattibilità di questo percorso! Seguire lo stesso percorso dell'andata. *Fonte: tratto dal libro "Valtellina e Valchiavenna" a cura di Mario Vannuccini e Gianfranco Spieghi* **TI POTREBBERO INTERESSARE:** [Dilwe 1 Paio di Ghette per Le Gambe da Esterno](https://amzn.to/4p9raDW) [Snowline Chainsen Pro 3903 Catene da neve per scarponi](https://amzn.to/3FbiCKI) [Navaris Pala da neve regolabile in alluminio](https://amzn.to/4gTXINp) [](https://amzn.to/3FkSZqJ)[Msr Borsa per racchette da neve](https://amzn.to/3Y4ggU1) **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [Consorzio turistico Bormio](https://www.bormio.info) **E-Mail:**[ info@bormio.info](mailto:info@bormio.info) **Web:** [Rifugio Ghiacciaio dei Forni](www.forni2000.com) **E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate in Lombardia, Trekking invernale --- ### [Escursione al Rifugio Branca: ciaspole in alta quota](https://www.montagnenostre.net/al-rifugio-branca-con-le-ciaspole/) **Published:** Febbraio 20, 2019 **Author:** Redazione **Content:** ### **Scopri il fascino dell’inverno alpino con un’affascinante escursione con le ciaspole al Rifugio Branca, una delle mete più suggestive delle Alpi. Immerso nel cuore della montagna, il Rifugio Branca offre un’esperienza unica per chi desidera esplorare sentieri innevati circondati da panorami mozzafiato.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **WT2** – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Gruppo Ortles-Cevedale (Italia) **Valle:** [Val Cedèc](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valcedec-rifugi/ "VAL CEDEC") **Località di partenza:** Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni (2178 m) **Località di arrivo:** Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni (2178 m) **Dislivello:** 300 m. **Periodo consigliato:** Da Marzo ad metà Maggio **Lunghezza percorso:** 3,35 km (solo andata) – 7 km (andata e ritorno) **Tempo:** 3 ore **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** Panoramico – Naturalistico **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 07/03/2025, 11:39 Duration: 49:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 374 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 36 m Distance: 3.35 km **[SCARICA TRACCIA GPX](https://it.wikiloc.com/percorsi-racchette-da-neve/al-rifugio-branca-con-le-ciaspole-33320680)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal parcheggio più prossimo al [Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albergo-ghiacciaio-dei-forni/) (2178 m) si imbocca la pista pianeggiante sulla destra per il [rifugio Branca](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albergo-ghiacciaio-dei-forni/) (segnavia n. 28a). Si attraversano le ultime propaggini della Cembretta dei Forni per transitare alti sopra un piccolo invaso artificiale. Appena possibile si deve abbandonare la stretta per scendere leggermente a destra, a raggiungere il centro dell'ampio fondovalle innevato, dove si trovano le paline che delimitano la pista della motoslitta utilizzata per rifornire il rifugio Branca nei mesi invernali. Questa pista, mantenendosi a sinistra del Torrente Frodolfo, sale lentamente avvicinandosi al gigantesco gradino roccioso che interrompe la vallata. Giunta in prossimità del grande salto roccioso (2300 m. circa) la traccia piega a sinistra e prende quota con numerosi tornantini in direzione della grande morena laterale. [![Torrente nei pressi del Lago di Rosole](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/02/Torrente_neipressiLagodiRosole.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/02/Torrente_neipressiLagodiRosole.webp)Torrente nei pressi del Lago di RosoleGuadagnata la soglia morenica in prossimità del modesto **Laghetto delle Rosole** (2452 m.) con un ultimo strappo verso sinistra si raggiunge il rifugio Cesare Branca (2493 m.). [![Da Valle di Rosole veduta del gruppo con il rifugio Branca](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/02/Rifugio_Branca_inverno_VallediRosole.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/02/Rifugio_Branca_inverno_VallediRosole.webp)Da Valle di Rosole veduta del gruppo con il rifugio Branca**RITORNO** Seguire lo stesso percorso dell'andata. Non esitate a chiedere al gestore del rifugio il suo parere sulla fattibilità di questo percorso in discesa! *Fonte: tratto dal libro "Valtellina e Valchiavenna" a cura di Mario Vannuccini e Gianfranco Spieghi* TI POTREBBERO INTERESSARE:** [HIKENTURE Ghette per Escursionismo](https://amzn.to/40hWq8C) [ALPIDEX Racchette Neve Ciaspole Alzatacco 38-45](https://amzn.to/4k5l7OC) [Navaris Pala da neve regolabile in alluminio](https://amzn.to/4gTXINp) [kyncilor Guanti Invernali Impermeabili](https://amzn.to/4gdCxWo) EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [Consorzio turistico Bormio](https://www.bormio.info) | **E-Mail:**[ ](mailto:info@bormio.info) **Web:** [Rifugio Ghiacciaio dei Forni](www.forni2000.com) | **E-Mail:**[ info@forni2000.com](mailto:info@forni2000.com) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate in Lombardia, Trekking invernale --- ### [Ciaspolata panoramica all’Alpe Musella: un’escursione invernale unica](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-alpe-musella/) **Published:** Marzo 6, 2019 **Author:** Redazione **Content:** ### **Escursione senza particolari difficoltà tecniche che percorre un breve tratto della famosa Alta Via della Valmalenco. L’itinerario non è molto noto ma è particolarmente suggestivo tra i boschi di Campo Moro. L’[alpe Musella](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-alpe-musella/), posta a 2020 m., si trova in una bellissima conca alle pendici sud-ovest del Sasso Moro. In caso scarsa visibilità conviene tornare sui propri passi dall’Alpe Musella: il reperimento della via di ritorno da Campascio potrebbe presentare qualche problema senza conoscenza dei luoghi.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **WT2** – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Gruppo Bernina (Italia) **Valle:** [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valmalenco/) **Località di partenza:** Campo Moro (1980 m) **Località di arrivo:** Campo Moro (1980 m) **Dislivello salita:** 200 m. **Periodo consigliato:** Da Gennaio ad Aprile **Lunghezza percorso:** 10 km **Tempo:** 2 ore e 30 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** Panoramico – Naturalistico **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 24/02/2025, 14:56 Duration: 43:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 236 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 188 m Distance: 3.72 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal parcheggio di **Campo Moro** (1980 m.) si scende ad attraversare la prima diga e giù, lungo i due tornanti, fino a un breve ripiano lasciando a destra il sentiero per il **[rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/)**. La stretta prosegue in leggera discesa entro una valletta ai piedi del **Sasso Moro** e la si segue fino a quando, sulla destra, si trovano indicazioni per l'**alpe Musella** (1850 m). ![Piazzale del parcheggio innevato](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/03/Sentiero_alpemusella.webp)Valletta innevata che porta al sentiero per l'Alpe Musella![Inizio del percorso per l'Alpe Musella](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/03/Iniziopercorso_alpemusella.webp)Inizio del percorso per l'Alpe MusellaAbbandonata la stretta si imbocca quindi il sentiero che, in leggera salita e con alcuni saliscendi, percorre il boscoso fianco sud-occidentale del Sasso Moro fino alla tranquilla conca dell'Alpe Musella (1 ora e 10 minuti), adagiata ai piedi del **Monte delle Forbici**. I nuclei dell'alpeggio sono due: il sentiero conducedirettamente al meno elevato (2021 m), che ospita i due **rifugi [Mitta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-mitta/) e [Musella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-musella/)** (chiusi nel periodo invernale), mentre salendo per alcune decine di metri a destra si raggiunge il gruppo di baite più elevato (2076 m). ![Ponticello lungo il percorso](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/03/Ponticello_alpemusella.webp)Il ponticello innevato lungo il percorso![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/03/Segnaletica.webp)Segnaletica all'arrivo dell'Alpe Musella**RITORNO** Seguire lo stesso percorso dell'andata. Oltre che per lo stesso tracciato, è interessante tornare passando per l'**Alpe Campascio** fino ad arrivare a **Campo Franscia**. *Fonte: tratto dal libro "Valtellina e Valchiavenna" a cura di Mario Vannuccini e Gianfranco Spieghi* TI POTREBBERO INTERESSARE:** [HIKENTURE Ghette per Escursionismo](https://amzn.to/40hWq8C) [ALPIDEX Racchette Neve Ciaspole Alzatacco 38-45](https://amzn.to/4k5l7OC) [Navaris Pala da neve regolabile in alluminio](https://amzn.to/4gTXINp) [kyncilor Guanti Invernali Impermeabili](https://amzn.to/4gdCxWo) **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** Web: [www.sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate in Lombardia, Trekking invernale --- ### [Pian di Verra e Lago Blu: escursione con ciaspole](https://www.montagnenostre.net/itinerario-invernale-ai-piani-di-verra-e-lago-blu-con-le-ciaspole/) **Published:** Novembre 29, 2019 **Author:** Redazione **Content:** ### **La ciaspolata al Pian di Verra fino al lago Blu è una “classica” in Val d’Ayas e concede una bella vista sui 400 metri del Roccia Nera, degli inseparabili gemelli “Polluce” e “Castore”. Dal Pian di Verra inferiore la vista è sensazionale e dà l’impressione di poterle raggiungere facilmente.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **WT2** – Itinerario Escursionistico con le ciaspole **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Val d’Ayas](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/ "VALLE D'AYAS") **Località di partenza:** Parcheggio piazzetta principale di Saint Jacques **Località di arrivo:** [Rifugio Ferraro](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ferraro/ "Rifugio Ferraro") (2066 m.) **Dislivello:** 514 m. in salita; 514 in discesa **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 7,34 km **Tempo:** 2 ore e 20 minuti per la salita; 1 ora e 30 minuti per la discesa **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** panoramico – paesaggistiche MAPPA DEL PERCORSO** Time: 19/08/2009, 09:50 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 537 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 255 m Distance: 3.69 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dalla caratteristica piazzetta di **Saint-Jacques (1689m)** su cui si affaccia la omonima chiesetta si cammina lungo la strada asfaltata che costeggia il torrente Evancon e si giunge alle case di Blanchard. Indossiamo le ciaspole e attraversiamo un ponticello posto sulla sinistra. Da qui una ripida salita ci conduce in breve ad un bivio. Si svolta a destra e si segue la traccia che continua a salire ripida in un fitto bosco di larici in direzione Fiery. Questo isolato villaggio rappresenta una piacevole deviazione: un’autentica terrazza affacciata sulla **[Val d’Ayas](http://www.montagnenostre.net/valle-dayas/)**. Da Fiery riprendiamo la nostra traccia (sentiero 7) che sale prima ancora ripida, per poi divenire più dolce. Il graduale diradarsi della vegetazione ci preannuncia l’arrivo al Pian di Verra Inferiore (2050m), dominato dalla splendida mole del Monte Rosa con vista sui gemelli “Castore” (4225m) e “Polluce” (4091m), e sulla Gobba di Rollin. ![Piani di Verra](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/PiandiVerra.webp)Le baite di Pian di Verra![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/PiandiVerra_2.webp)Il pianoro di Pian di VerraAttraversiamo il pianoro passando per le **baite di Pian di Verra** e stando sulla sinistra giungiamo fino al fondo del pianoro. Da qui imbocchiamo una evidente traccia che salendo in modo piuttosto impegnativo ci conduce alla conca in cui si adagia il **Lago Blu (2219m)** completamente ricoperto dalla neve. Il laghetto è circondato dalla morena del ghiacciaio di Verra e sovrastato dalla scura mole della Roccia di Verra. ![Il ponticello nei pressi del lago blu](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/Ponticello.webp)Il ponticello nei pressi del lago Blu![Lago Blu innevato](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/Lago_Blu.webp)Lago Blu innevatoDopo una sosta, dal lago Blu scendiamo per pochi passi, deviamo a sinistra e riprendiamo a salire fino a raggiungere un colletto; tenendo la destra proseguiamo per un breve tratto su un pianoro, attraversiamo un ponticello e iniziamo a scendere passando per un rado bosco di larici che incrocia la strada poderale che dal Pian di Verra Inferiore sale al **Pian di Verra Superiore**. Facendo ritorno di nuovo al Pian di Verra Inferiore camminiamo in prossimità del **Torrente di Verra**, teniamo la sinistra e imbocchiamo un sentiero con numerosi sali scendi che ci conduce fino a **Rèsy** dove si trova il **[Rifugio Ferraro (2066m)](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ferraro/)**. **Per il ritorno:** dal Rifugio Ferraro prendiamo il sentiero 9 che scende ripidissimo dai pascoli innevati poco sotto Rèsy; si entra in un lariceto e continuando a scendere la traccia aggira un poggio roccioso, poi passa nei pressi dei caseggiati di Raccard (1915m) e poi di una casa con meridiana. La discesa si fa più tranquilla man mano ci avviciniamo a Saint-Jacques, dove facendo ritorno alla piazzetta da cui siamo partiti chiudiamo il nostro giro ad anello. Fonte: [CAI Cantù](http://www.caicantu.it/) TI POTREBBERO INTERESSARE:** [HIKENTURE Ghette per Escursionismo](https://amzn.to/40hWq8C) [ALPIDEX Racchette Neve Ciaspole Alzatacco 38-45](https://amzn.to/4k5l7OC) [Navaris Pala da neve regolabile in alluminio](https://amzn.to/4gTXINp) [kyncilor Guanti Invernali Impermeabili](https://amzn.to/4gdCxWo) **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: giacca pesante, pantaloni invernali, guanti, berretto, occhiali da sole, ghette, scarponi alti alla caviglia, ciaspole, bastoncini telescopici, dispositivo ARTVA. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.guidechampoluc.com](http://www.guidechampoluc.com) E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate in Valle d'Aosta, Monte Rosa --- ### [Ciaspolata al rifugio Miryam: un’ascesa invernale suggestiva da Canza](https://www.montagnenostre.net/con-le-ciaspole-da-canza-al-rifugio-miryam/) **Published:** Novembre 29, 2019 **Author:** Redazione **Content:** ### **Sei al confine con la Svizzera in un angolo di Piemonte che ricorda i cieli sconfinati e le foreste del Nord America, tanto da meritarsi la fama di “piccolo” Canada delle Alpi. Con le ciaspole ai piedi percorrerai i pascoli e le foreste di larici della conca di Devero e i grandi altopiani dei laghi della Val Formazza. Lontani dalla confusione dei comprensori sciistici e dal turismo di massa, questi luoghi incantati e silenziosi saranno il terreno ideale per trasformare una ciaspolata in un’esperienza di totale fusione con la bellezza della montagna invernale. Allora attrezzatevi di ciaspole e provate questo percorso che porta al rifugio Miryam.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **WT2** – Itinerario Escursionistico con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine (Italia) **Valle:** [Val Formazza](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/ "VALLI ANTIGORIO E FORMAZZA") **Località di partenza:** Canza (1149 m.) **Località di arrivo:** Rifugio Miryam (2050 m.) **Dislivello:** 630 m. in salita; 630 in discesa **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 9,66 km **Tempo:** 4 ore **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** panoramico **ITINERARIO** Time: 16/02/2020, 10:29 Duration: 05:19:32 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 773 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 782 m Distance: 9.23 km Dal parcheggio, ci addentriamo tra le **stupende baite di Canza**, prendiamo la pista forestale segnalata e cominciamo a salire nel bosco di conifere. Dopo circa un’ora e una serie di piacevoli tornanti, giungiamo alla stazione di arrivo della seggiovia, proseguiamo sull’evidente traccia che sale al Vannino. ![Cascata di ghiaccio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/Cascatella_ghiacciata.webp)La cascata di ghiaccio trovata lungo il percorso![Punta d'Arbola](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/Punta_dArbola.webp)Punta d'ArbolaContinuando a salire raggiungiamo in breve il **ripiano di Underbech**, da dove possiamo ammirare l’imponente gruppo del Monte Giove e del ClogStafelberg separati dalla profonda Forca del Giove. ![Rifugio Miryam](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/Rifugio_Miryam.webp)Il rifugio Miryam ![Cappella](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/Cappella_soprailrifugio.webp)La cappella sopra il rifugio MiryamIl nostro cammino continua accanto al torrente sino a raggiungere un lungo e pianeggiante corridoio, dove troveremo le indicazioni per il sentiero che, staccandosi sulla sinistra, in circa 10 minuti porta al **[rifugio Miryam](https://www.montagnenostre.net/rifugio-miryam/)**, che rimane però nascosto alla vista di chi transita verso la diga del Vannino e al successivo **[Rifugio Margaroli](https://www.montagnenostre.net/rifugio-margaroli-eugenio/)**. Per la discesa seguiremo il sentiero dell’andata. Fonte: [CAI Gazzada Schianno](http://www.caigazzadaschianno.it/) TI POTREBBERO INTERESSARE:** [HIKENTURE Ghette per Escursionismo](https://amzn.to/40hWq8C) [ENONEO Scaldacollo](https://amzn.to/4gZjwrD) [ROCKBROS Passamontagna invernale](https://amzn.to/4gdCGco) [kyncilor Guanti Invernali Impermeabili](https://amzn.to/4gdCxWo) **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.valformazza.it/](http://www.valformazza.it/) E-Mail:** **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate, Ciaspolate in Piemonte, Monte Rosa --- ### [Sicurezza in montagna: GeoResq come alleato affidabile](https://www.montagnenostre.net/georesq-un-valido-aiuto-per-la-sicurezza-delle-tue-escursioni/) **Published:** Marzo 20, 2017 **Author:** Redazione **Content:** **GeoResQ è un servizio di geolocalizzazione e di inoltro delle richieste di soccorso dedicato a tutti i frequentatori della montagna ed agli amanti degli sport all’aria aperta.** Il servizio, è gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e promosso dal Club Alpino Italiano (CAI) consente di determinare la propria posizione geografica, di effettuare il tracciamento in tempo reale delle proprie escursioni, garantisce l’archiviazione dei propri percorsi sul portale dedicato, ed in caso di necessità l’inoltro degli allarmi e delle richieste di soccorso attraverso la centrale operativa GeoResQ. GeoResQ vuole essere un valido aiuto per incrementare la sicurezza delle tue escursioni e per il rapido inoltro delle tue richieste d’aiuto in caso di emergenza. GeoResQ con il servizio mette a disposizione il portale www.georesq.it per la gestione dei propri dati personali, della cartografia e dei propri percorsi, un APP da installare sul proprio smartphone che consente di avviare le varie funzioni del servizio, ed una centrale operativa per la ricezione e l’inoltro delle richieste d’aiuto. ##### **Come funziona?** Per poter utilizzare il GeoResQ è necessario possedere uno smartphone che deve essere dotato di antenna GPS e di Sim telefonica con abilitato il traffico dati. Un sufficiente specchio di cielo visibile per l’antenna GPS e la connessione dati ed sono presupposti essenziali per un completo funzionamento del sistema. L’APP installata consente di avviare tre funzioni: Posizione, Tracciami, Allarme. **FUNZIONE POSIZIONE** GeoResQ con la funzione “Posizione” è in grado di fornirti le coordinate geografiche del punto in cui ti trovi, la loro precisione e l’indicazione della località più vicina. **FUNZIONE TRACCIAMI** Con la funzione “Tracciami” il GeoResQ memorizza i tuoi percorsi e li invia al portale www.georesq.it dove vengono archiviati e possono essere rivisti in un secondo momento comodamente da casa attraverso la Tua area personale. I tuoi percorsi possono essere addirittura esportati per poterli visualizzare con altri programmi cartografici. **FUNZIONE ALLARME** Quando sei in una situazione particolarmente critica, hai bisogno di aiuto e hai a disposizione la copertura telefonica per la connessione dati, c’è la funzione “Allarme” che consente l’invio immediato della richiesta di aiuto e della tua posizione alla centrale GeoResQ operativa h24. L’operatore proverà immediatamente a contattarti, verificherà la tua posizione ed inoltrerà immediatamente la tua richiesta di aiuto ai soccorsi. Per ulteriori informazioni ed approfondire le funzionalità e le condizioni del servizio offerto è consigliato visitare il sito [www.georesq.it](https://web.georesq.it/). **ATTENZIONE:** Il continuo uso del GPS in background può decrementare drasticamente la durata della batteria. *Fonte: [www.georesq.it](https://web.georesq.it/)* Scaricate l’app **GEORESQ** da qui: [![APPSTORE](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/APPSTORE-150x60.png)](https://itunes.apple.com/it/app/georesq/id549867303?mt=8)[![GOOGLEPLAY](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/GOOGLEPLAY-150x60.png)](https://play.google.com/store/apps/details?id=it.fylax.georesq&hl=it) **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, geolocalizzazione, sicurezza in montagna, trekking --- ### [Faccia a faccia con l’orso: consigli per escursioni sicure](https://www.montagnenostre.net/animali-a-tu-per-tu-con-lorso/) **Published:** Marzo 22, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Imbattersi in un orso non è affatto frequente, ma ecco i consigli da seguire in caso di incontri ravvicinati col grande mammifero **Incontrare un orso resta un evento straordinario**, anche se negli ultimi giorni gli avvistamenti sono stati più frequenti, specialmente nella provincia di Vicenza, in particolare ad Enego sull’Altopiano di Asiago dove nella scorsa settimana un orso bruno ha azzannato tre vacche al pascolo. Le abitudini alimentari dell’orso sono abbastanza conosciute, al punto che viene definito un onnivoro opportunista, nel senso che mangia tutto ciò che trova, con grande predilezione per la carne (basti guardare la dentatura e lo stomaco che è molto diverso da quello degli erbivori). Questo non significa che non cerchi il cibo, lo fa per la maggior parte del tempo e soprattutto in orario crepuscolare-notturno in funzione di ciò che le varie stagioni dell’anno offrono. Capita perciò che in primavera la ricerca del cibo miri ad erbe ed insetti, e via via durante la stagione si sposti verso frutta, ghiande, e bacche di cui è ghiotto. Nel caso in cui dovesse accadere di avere un incontro con un orso, trattandosi in ogni caso di un animale selvatico, andrà trattato con rispetto ed attenzione, specialmente a causa della sua forza e rapidità di movimento sia a terra che in acqua, a dispetto della sua mole imponente. L’orso, animale per sua natura schivo e di indole poco aggressiva, viene studiato e monitorato dal Corpo forestale dello Stato, che tenta di arginare il rischio di estinzione e contribuisce alla sua sopravvivenza grazie al mantenimento dell’habitat naturale nel quale vive, principalmente l’Appennino e le Alpi Orientali. Di seguito alcuni consigli per non mettere a rischio la propria incolumità in caso di incontri fortuiti. - Prima di tutto va chiarito che l’orso potrebbe reagire ad un incontro con l’uomo alzandosi sulle due zampe posteriori. Questo atteggiamento serve solo per “ascoltare” meglio ciò che gli sta attorno, capire da dove arriva un odore o un rumore e regolarsi di conseguenza. È una posizione difensiva che serve a capire cosa accade e, dopo aver individuato la provenienza, scappare in direzione contraria. Nella maggioranza dei casi riconoscendo la presenza come umana tornerà alla posizione quadrupede e si allontanerà. L’uomo si porta dietro un sacco di odori che per l’animale sono sconosciuti e tutt’altro che piacevoli: saponi, dopobarba, deodoranti, detersivi ed ammorbidenti per gli indumenti. Ne deriva che quando uno di noi entra nel raggio d’azione di un orso l’animale tende ad allontanarsi molto velocemente perché, e questo è un altro assunto molto importante da rimarcare, l’uomo è un incontro sgradito; - se si avvista un orso è sempre meglio farsi sentire, anche se un avvistamento ravvicinato potrebbe causare allarme nell’animale ed indurlo, per difendersi, a simulare un attacco, che di solito è un falso attacco; **SCELTI PER TE: ARTICOLI CHE TI POTREBBERO INTERESSARE**: [KGDUYC Campanello Dell’Orso Rumoroso Fischietto di Emergenza](https://amzn.to/3K903cI) [JEXOWIQ 2pcs Fischietto,fischietto ad alto decibel](https://amzn.to/4nCrcmB) [Lewis-Plast Borsa per kit di pronto soccorso sopravvivenza da 160 pezzi](https://amzn.to/4nciprZ) - qualora si avvisti un orso o i suoi cuccioli ad una distanza ragguardevole è fondamentale non avvicinarsi ma godere della fortuna dell’avvistamento dal luogo sicuro. Quando c’è l’occasione di vedere cuccioli, certamente è forte l’istinto e la voglia di avvicinarsi, ma è altamente sconsigliato specialmente perché la mamma orsa sarà nei dintorni e non gradirebbe l’avvicinamento ai suoi piccoli. L’orso non è un animale territoriale, anche se ogni animale ha un’area che frequenta con una certa assiduità. Vive da solo, a meno che non si tratti di una femmina con i cuccioli, che restano con essa in genere per 14-15 mesi circa. Quello della femmina con i cuccioli è l’unico caso in cui ci si può attendere un tentativo di aggressione, perché – come tutte le mamme – la femmina difende strenuamente i cuccioli. A questo va aggiunto che tra i sessi non c’è dimorfismo, cioè non è possibile dire se un orso sia maschio o femmina dalla semplice osservazione. Valutazioni più accurate si possono fare solo se ci sono due orsi in accoppiamento, in qual caso il maschio sarò riconoscibile per le maggiori dimensioni, e se c’è una femmina con i cuccioli; - se si incontra un orso lungo un sentiero, fatto improbabile ma non impossibile, conviene alzare le braccia, fare rumore in modo da allontanare l’animale. Mai ovviamente correre dietro allo stesso. Se l’incontro dovesse avvenire invece a distanza ravvicinata è bene non scappare ma allontanarsi lentamente non ostruendo la via di fuga anche all’orso e nel male augurato e insolito caso di attacco, che giova sottolineare in Italia non si è mai verificato, si può tentare di porre tra sé e il mammifero borse, zaini o altri oggetti per proteggersi; - se si avvista un orso che si sta alimentando su una carcassa o su altro materiale (arnie, alberi da frutto, ecc.) si può tentare semplicemente di fare dei rumori per allontanarlo se ci si trova nei pressi di un centro abitato. Se tutto ciò avviene in ambiente rurale e montano, è consigliabile permettere all’orso di finire il cibo e poi togliere ciò che resta, in modo da evitare che l’animale torni; - tutti quelli che vivono in zone con presenza di orsi dovrebbero avere delle protezioni, come recinti elettrificati o porte robuste, per proteggere gli animali domestici. Fonte: [www.corpoforestale.it](http://www.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9468) **LEGGI ANCHE:** [Come comportarsi se si incontra un orso durante una gita in montagna](https://www.montagnenostre.net/come-comportarsi-se-si-incontra-un-orso-durante-una-gita-in-montagna/) [Come tenere lontani gli orsi?](https://www.montagnenostre.net/come-tenere-lontani-gli-orsi/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Animali di Montagna, orsi, regole, sicurezza in montagna --- ### [Montagna sicura: La salute non è un gioco!](https://www.montagnenostre.net/montagna-sicura-la-salute-non-e-un-gioco/) **Published:** Marzo 28, 2017 **Author:** Redazione **Content:** L’iniziativa MontagnAmica propone, per la frequentazione dell’ambiente montano, varie tematiche, tutte indirizzate alla prevenzione degli incidenti. Temi che danno le indicazioni del corretto comportamento a chi si cimenta a frequentare la montagna. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/1_REG.webp)Le variazioni di quota producono nel nostro corpo adattamenti che possono diventare problemi di salute. Il nostro organismo non può essere esposto a tali variazioni in maniera rapida, ad esempio con ascensioni troppo veloci, ma deve **adattarsi gradualmente** attraverso quel processo che viene definito **“acclimatazione”**. Quindi **vanno effettuate salite graduali e lente**. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/2_REG.webp)In alta quota i raggi UV sono meno filtrati dall’atmosfera. Da ciò deriva la necessità di proteggere il nostro corpo con **abbigliamento idoneo, cappello a testa larga** e, per le parti esposte, **creme** ad elevato fattore protettivo e stick per le labbra. Gli **occhi vanno protetti** con occhiali dotati di opportuni ltri per i raggi UV. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/3_REG.webp)**L’abbigliamento** è anche essenziale per proteggere il corpo dal freddo, dal vento e dalla pioggia. Un elemento essenziale dell’abbigliamento è rappresentato dalle **scarpe**; devono essere comode e soprattutto di tipo adatto al percorso che si intende intraprendere. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/4_REG.webp)Una bella pianta o un frutto dai colori accattivanti, così come un fungo che “pensiamo possa essere commestibile” possono contenere **sostanze tossiche** dannose se non addirittura letali. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/5_REG.webp)Se le piante sono splendide non lo 5 sono certo di meno i rappresentanti del regno animale. Ma **attenzione** ad alcuni di loro, siano essi di certe dimensioni come le **vipere**, più piccoli come **vespe** ed **api** o quasi invisibili come le **zecche**. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/6_REG.webp)Dobbiamo mettere il nostro corpo nella situazione migliore iniziando dall’**allenamento**. Il nostro corpo ha bisogno di essere preparato ed opportunamente allenato in maniera adeguata allo sforzo che si sta per intraprendere, con un programma non approssimativo ma calibrato e ragionato. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/7_REG.webp)Allo stesso modo vanno curate **l’alimentazione e l’idratazione**. Durante lo sforzo c’è un particolare bisogno di carboidrati che sono facilmente assimilabili e fonte di un buon apporto energetico. La stessa attenzione va posta per l’acqua, non a caso il principale componente del nostro organismo. Per cui bere molto, anche se non si ha sete, magari aggiungendo degli zuccheri all’acqua. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/8_REG.webp)E infine le abitudini: **l’eccesso di alcol e il fumo fanno male**, sempre… e tanto più in montagna quando ci si sottopone ad uno sforzo fisico! **[SCARICA IL PDF DEL PIEGHEVOLE](http://www.montagnamicaesicura.it/italiano/pdf/pieghevole_salute_esec.pdf)** *Fonte: [montagnamicaesicura.it](http://www.montagnamicaesicura.it)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** Montagna sicura, salute, sicurezza in montagna, trekking --- ### [Una notte in rifugio: quello che devi sapere](https://www.montagnenostre.net/una-notte-in-rifugio-quello-che-devi-sapere/) **Published:** Aprile 2, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Hai mai dormito in un rifugio di montagna? Vuoi provare questa esperienza da “vero trekker” per la prima volta, ma ti sei posto alcune domande, del tipo: come funziona? Come devo comportarmi? Cosa devo portare e/o mettere nello zaino per affrontare un’escursione con sosta presso un rifugio? Alle vostre domande vi forniamo una serie di consigli pratici al fine di affrontare un’escursione in montagna in sicurezza e tranquillità. Prima di cominciare vogliamo fare una premessa d’obbligo: i rifugi alpini, o meglio i rifugi di montagna, sono strutture custodite e gestite per offrire un servizio di ospitalità, ristoro e pernottamento. Possono essere raggiungibili solo a piedi, perché collocati in zone lontane da strade, impianti di risalita ecc. La posizione che li caratterizza fa sì che qualsiasi tipo di approvvigionamento risulti ben più difficile ed oneroso che in pianura perciò non aspettatevi di trovare qualsiasi cosa, come se foste in un albergo di una località turistica. ##### **Cosa portare?** - **Scarpe o scarponi, possibilmente non nuovi**: affrontare una lunga gita con scarponi nuovi significa quasi certamente procurarsi vesciche giganti! - **Giacca a vento**, possibilmente leggera ed impermeabile (il cosiddetto “guscio”, ovvero una giacca a vento impermeabile non imbottita): le giacche impermeabili imbottite vanno bene se indossate quando si è fermi e non quando si cammina, in quanto l’imbottitura, combinata al movimento, potrebbe provocare una forte sudorazione. In caso di pioggia o neve indossate sempre una giacca impermeabile e non pesante! Meglio adottare la regola del “vestirsi a cipolla”. Vedete ad esempio queste: [Halffword Giacche Softshell Uomo](https://amzn.to/4mtYbcD) [Geographical Norway Royaute Men Distribrands](https://amzn.to/41ZF8yB) [Athl Dpt. Giacca Softshell moderna da donna ](https://amzn.to/3HDjr0z) - **Guanti e berretto:** sono importantissimi anche d’estate, specie se il tempo non è ottimale. Questo vale ancor di più se si va oltre i 2000 metri di quota. - **Sacco lenzuolo:** è indispensabile per dormire nei rifugi, in quanto, molto spesso, in queste strutture, le lenzuola non vengono lavate giornalmente. Ciononostante, in alcuni rifugi è possibile noleggiare le lenzuola di cotone o quelle di TNT. Le coperte (di lana, calde e pulite) sono sempre disponibili, perciò non occorre portare i sacchi a pelo. Ecco una lista di sacco di lenzuoli consigliati: [Ferrino Sacco Lenzuolo Pro Liner Mummy Sacco Lenzuolo, Blu](https://www.amazon.it/gp/product/B017UQGPP0/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=B017UQGPP0&linkCode=as2&tag=montanostr-21) [Trail Sacco a Pelo con Cappuccio Alpine Sacco a Pelo Leggero](https://amzn.to/3Vgfy4D) [Ferrino, Sacco Lightec, Sacco a Pelo, Unisex adulto](https://amzn.to/4mRKXGy) - **Asciugamano e ciabatte:** nonostante nei rifugi siano presenti le salviette di carta e le ciabatte per gli ospiti, è bene portare con sé un piccolo asciugamano e delle ciabatte leggere, purché siano comode e facili da portare nello zaino. Nei rifugi, giustamente, è vietato entrare con scarponi e scarpe nella zona notte. [PARODI & PARODI Ciabatta Ciabatte da Viaggio Unisex ](https://amzn.to/41iMdKv) [Backpacker’s Journey asciugamano microfibra in S M L XL](https://amzn.to/41iMmO3) - **Kit da viaggio** con spazzolino, dentifricio e una piccola saponetta e un **kit pronto soccorso**. [](https://amzn.to/3HHokWs)[URBAN MEDICAL Kit Pronto Soccorso trekking ](https://www.amazon.it/sspa/click?ie=UTF8&spc=MTozNTA2OTMwODMyNjkyMjcwOjE3NTYxMjczMjU6c3BfYXRmOjMwMDIzODU5NDE2OTAzMjo6MDo6&url=%2Fpronto-soccorso-premium-Germania-Medical%25C2%25AE%2Fdp%2FB084CT7XD9%2Fref%3Dsr_1_4_sspa%3Fcrid%3DB6BYC47HWY1I%26dib%3DeyJ2IjoiMSJ9.eXiJOiADpvbsVPVtQPBn3s0_ZH4QW9oN3AM3C70n2HFBu4r2L4G0ijJAaGf3_0f_2L8QJfJTsBg6ORPLRnULKXUTqRILysMHYgBS2-1LbQjRKmkOJBOtybvg5uP9CiIjCaVDttNgTLtmcm5_g-JL7A-c0O1qm_8LR86FiN7JTTvWuSxI4HKC-tsRKtNhYF5VOncF7cajOrP3a036HQiw4VO1cAffFRU4bHZJiWh05TUPTfBfFkb32dyej2ne5KdvkSzBTfQVCIbFSoVdFPQgtptR-zbfM-1B23to_J9ACT0.Ejtieyt81Kj7S8IsVMpzeuicKB2TQ4KpHiOnaE0JUbc%26dib_tag%3Dse%26keywords%3Dkit%2Bpronto%2Bsoccorso%2Btrekking%26qid%3D1756127325%26sprefix%3Dkit%2Bpronto%252Caps%252C106%26sr%3D8-4-spons%26sp_csd%3Dd2lkZ2V0TmFtZT1zcF9hdGY%26psc%3D1&sp_cr=ZAZ) - Una **pila frontale** oppure a mano per potersi muovere di notte in caso di bisogno. 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Inoltre è possibile anche pranzare nei rifugi: la maggior parte propongono piatti rustici, semplici e tipici del posto mentre invece in alcuni rifugi presentano menù d’alta cucina. ##### **Tariffe in rifugio** In tutti i rifugi CAI è esposto un tariffario sulle apposite bacheche. I soci CAI, dietro esibizione della tessera al gestore, hanno il diritto ad alcune agevolazioni sul prezzo di vitto e alloggio. Se vi recate in un rifugio estero, è bene non dimenticare la tessera CAI: potreste ottenere degli sconti, sempre se vi sia un accordo reciproco di trattamento tra il CAI e l’associazione estera a cui il rifugio appartiene. Per chi volesse ottenere una nuova tessera CAI, vi consigliamo di recarvi presso una sezione CAI vicina alla vostra zona di residenza [cliccando qui](http://www.cai.it/index.php?id=477). I rifugi CAI sono all’incirca del 50% di tutti i rifugi presenti nell’arco alpino mentre invece gli altri sono rifugi di altre proprietà (degli Alpini, dell’ERSAF, dei Comuni, di altre Associazioni amanti la montagna, di parrocchie ed altri di proprietà privata). I prezzi nei rifugi in genere seguono quello che è il risultato della domanda e dell’offerta, non è scontato che quelli del CAI siano più economici. Per tutti bisogna considerare che l’approvvigionamento e la mancanza di risorse dovute alla dislocazione di queste strutture incidono anche sui prezzi. ##### **Vita da rifugio: poche e semplici regole di buon senso** - **Prenotate sempre in anticipo:** se potete fatelo con almeno un giorno di anticipo. E’ vero che le porte dei rifugi sono sempre aperte, ma è pur sempre vero che una telefonata di cortesia è ugualmente apprezzata: così facendo il gestore avrà modo di organizzare al meglio la fornitura dei servizi e delle provviste in base al numero di clienti che hanno prenotato. - **Portate a valle i vostri rifiuti:** il trasporto a valle dei rifiuti richiede tempo, fatica e denaro, quindi è bene avere una buona abitudine nel portare con sé i propri rifiuti in un sacchetto di plastica (lattine, bottiglie, carta e piccoli rifiuti vari), per poi smaltirli a fine escursione. - **Piegate le coperte prima della partenza dal rifugio:** al mattino è buona abitudine piegare le coperte usate durante la notte. - **Annota le tue informazioni nel libro del rifugio:** è presente un libro del rifugio in ogni struttura di montagna, nel quale ciascuno è invitato a scrivere il proprio nominativo, la data di arrivo e di partenza, la provenienza e la futura destinazione. Inoltre, chi ha in progetto escursioni impegnative o salite alpinistiche è tenuto a mettere al corrente il gestore del proprio itinerario. Se interessati, potete scaricare un’utilissima applicazione di geolocalizzazione, dedicata a tutti i frequentatori di montagna: [GeoResQ.](http://www.montagnenostre.net/georesq-un-valido-aiuto-per-la-sicurezza-delle-tue-escursioni/) - **Rispettate le persone e chi lavora nei rifugi:** nei periodi di alta stagione si può trovare tanta gente e poco spazio, perciò è bene comportarsi con discrezione evitando ogni condotta che possa infastidire chi vi sta vicino o che possa ostacolare il lavoro del gestore. Dopo aver letto i nostri consigli, speriamo vi sentiate più ispirati all’idea di passare una notte in rifugio da veri trekker! Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/alpi-giulie-l124903/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** regole di montagna, regole in rifugio, Rifugi, vita da rifugio --- ### [Montagna sicura: Desideri intraprendere una escursione facile?](https://www.montagnenostre.net/montagna-sicura-desideri-intraprendere-una-escursione-facile/) **Published:** Maggio 25, 2017 **Author:** Redazione **Content:** L’iniziativa MontagnAmica propone, per la frequentazione dell’ambiente montano, varie tematiche, tutte indirizzate alla prevenzione degli incidenti. Temi che danno le indicazioni del corretto comportamento a chi si cimenta a frequentare la montagna. ### **Il 75% degli incidenti estivi sono causati da scivolamento su pendio.** **Prendi buona nota:** ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/1_ESC.webp)**Leggi i bollettini meteo della zona** che intendi frequentare almeno 3/4 giorni prima dell’uscita. Se non li sai leggere, chiedi l’aiuto di un esperto. Fai particolare attenzione alla previsione di temporali. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/2_ESC.webp)**L’escursione va preparata** consultando libri o siti Internet per individuarne le effettive difficoltà tecniche, che troverai qui a seguito catalogate. Per avere maggiori informazioni contatta le Guide o gli Operatori Soccorso o i Gestori dei Rifugi del posto. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/3_REG.webp)**Anche se l’escursione è semplice** (ad esempio un itinerario alla ricerca di funghi) utilizza sempre calzature adeguate con suola scolpita antiscivolo. Inoltre porta sempre con te l’abbigliamento integrativo per un eventuale cambiamento meteo. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/4_ESC.webp)**Porta con te la carta topografica escursionistica** della zona ed una bussola. Ricorda che per orientare una mappa la parte in alto della carta deve puntare verso il Nord come indicato dalla bussola. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/5_ESC.webp)**Parti sempre di buon’ora**, tieni conto che i temporali in estate sono più frequenti nel pomeriggio. Considera che i cambiamenti meteorologici, e l’alta frequentazione di certi itinerari, possono dilatare i previsti tempi di percorrenza. ##### Libri consigliati sulla sicurezza in montagna ***Manuale di escursionismo e sicurezza in montagna* — Davide Zangirolami** Un testo più generale ma focalizzato sull’escursionismo estivo: orientamento, rischi meteo, ambientali, comportamento in ambienti impervi. Ideale per camminatori che desiderano aumentare la consapevolezza nella gestione delle situazioni tipiche dell’estate. [Leggi di più](https://amzn.to/4m9rX6B) Sicurezza in montagna** — Paolo Tombini & Carlo Gabasio Manuale tecnico che copre materiali, manovre di base, uso della corda e gestione delle situazioni a rischio. Pur essendo rivolto anche all’alpinismo, include indicazioni valide anche per escursioni in alta montagna estiva. [Leggi di più](https://amzn.to/3U5huMZ) Meteorologia e sicurezza in escursionismo e alpinismo** — Marco Blatto Una guida pratica che spiega i fondamenti della meteorologia in ambito montano e offre consigli direttamente applicabili sul campo: ideale per escursionisti estivi che vogliono imparare a interpretare il meteo e prevenire rischi ambientali. [Leggi di più](https://amzn.to/40Gp4kZ) ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/6_ESC.webp)**Fai attenzione al sentiero che hai scelto e rimani sempre al suo interno.** Quelli del CAI sono normalmente numerati e segnati come nel disegno qui a fianco. Non percorrere le scorciatoie perché queste dissestano il terreno. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/7_ESC.webp)**Porta sempre a valle i tuoi rifiuti;** impara a conoscere l’ambiente di cui siamo solo ospiti ed adoperati per conservarlo e miglioralo per le generazioni future. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/8_ESC.webp)**In caso di incidente telefona immediatamente al 118** e rispondi con calma alle domande dell’operatore. Per quanto possibile presta conforto all’infortunato ed evita di lasciarlo solo e proteggilo dal freddo.Tralascia interventi che non conosci. **[SCARICA IL PDF DEL PIEGHEVOLE](http://www.montagnamicaesicura.it/italiano/pdf/pieghevole%20estate_esec_aperto_bassa.pdf)** *Fonte: [montagnamicaesicura.it](http://www.montagnamicaesicura.it)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, Montagna sicura, regole di montagna, sicurezza --- ### [Camminare in montagna: il segreto per vivere più a lungo](https://www.montagnenostre.net/fare-trekking-allunga-la-vita-ecco-perche/) **Published:** Maggio 3, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Hai mai pensato che una semplice camminata in mezzo alla natura potrebbe diventare il tuo segreto per vivere più a lungo e meglio? Non è un’esagerazione: fare trekking fa davvero bene alla salute, e a dirlo non sono solo gli appassionati di montagna, ma anche numerosi studi scientifici. Che tu sia già un camminatore esperto o stia solo cercando un modo per staccare dalla solita routine, ecco perché infilare un paio di scarponi e andare per sentieri può essere una scelta che cambia la vita (in tutti i sensi). ##### Fa bene al cuore Camminare all’aria aperta, soprattutto su percorsi collinari o di montagna, è un ottimo allenamento per il cuore. Il trekking aiuta a tenere sotto controllo la pressione, migliora la circolazione e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. E la cosa bella? Non serve correre: basta camminare con costanza. ##### Riduce lo stress e ricarica la mente Hai presente quella sensazione di leggerezza dopo una passeggiata in mezzo al verde? Non è un caso: camminare nella natura abbassa i livelli di stress, migliora l’umore e ci aiuta a ritrovare un po’ di equilibrio. Il trekking è una specie di “terapia verde” a costo zero, che ti fa tornare a casa con la mente più libera e serena. ##### Ti mantiene in forma (senza palestra) Fare trekking fa lavorare tutto il corpo: gambe, glutei, addominali, schiena… e anche la mente! È un’attività che migliora la resistenza e brucia calorie, perfetta per chi vuole tenersi in forma senza dover affrontare allenamenti noiosi. E ogni sentiero è diverso: non ci si annoia mai! > ### Inizia con poco, ma inizia: il tuo corpo, la tua mente (e la tua futura longevità) ti ringrazieranno. ##### Fa bene a ossa e articolazioni Muoversi regolarmente, soprattutto su terreni naturali, è un toccasana per le articolazioni. Il trekking stimola le ossa e aiuta a prevenire problemi come l’osteoporosi. A differenza della corsa su asfalto, è un’attività a basso impatto che rinforza senza stressare troppo il corpo. ##### Migliora memoria e concentrazione Camminare nella natura stimola anche il cervello. Alcuni studi hanno dimostrato che chi pratica attività come il trekking ha una migliore capacità di concentrazione e una memoria più attiva. È anche utile per prevenire il declino cognitivo con l’avanzare dell’età. Quindi… camminare fa bene anche alla mente! ##### Fa bene alle relazioni Che tu lo faccia in compagnia o da solo, il trekking ti avvicina agli altri (e a te stesso). Camminare con qualcuno crea legami autentici, lontani dal rumore dei social. Ma anche il trekking in solitaria aiuta: ti dà tempo per pensare, riflettere, respirare. ##### Conclusione: il segreto per vivere meglio è a portata di scarponi Non serve essere super sportivi o partire per l’Himalaya. Basta trovare un sentiero vicino, mettersi in cammino e lasciarsi guidare dalla voglia di scoprire. Fare trekking non solo migliora la salute, ma ti regala tempo di qualità con te stesso, con gli altri e con la natura. Fonte: *[OpenAI. (2023). ChatGPT \[Modello linguistico di grandi dimensioni\].](https://www.openai.com/chatgpt)* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/italia-l169011/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** camminate, regole di montagna, salute, trekking --- ### [Montagna sicura: Desideri percorrere un sentiero attrezzato?](https://www.montagnenostre.net/montagna-sicura-desideri-percorrere-un-sentiero-attrezzato/) **Published:** Maggio 31, 2017 **Author:** Redazione **Content:** L’iniziativa **MontagnAmica** propone, per la frequentazione dell’ambiente montano, varie tematiche, tutte indirizzate alla **prevenzione degli incidenti**. Temi che danno le indicazioni del corretto comportamento a chi si cimenta a frequentare la montagna. ### **Il 75% degli incidenti estivi sono causati da scivolamento su pendio.** **Prendi buona nota:** ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/1_ESC.webp)**Comincia a leggere i bollettini meteo locali** almeno 3/4 giorni prima dell’uscita. Ricordati che le vie attrezzate durante i temporali attraggono i fulmini: se le previsioni indicano l’arrivo di una perturbazione è preferibile rinunciare ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/2_ESC.webp)**L’escursione va preparata** consultando libri o siti Internet e contattando i professionisti del posto. Valuta sempre dislivello e sviluppo dell’itinerario e i compagni di gita che scegli: è importante la preparazione sica e psicologica di tutti, perchè alcune ferrate sono veri e propri itinerari alpinistici. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/3_ESCa.webp)**Prepara adeguatamente lo zaino!** Porta sempre con te: cappello, guanti da ferrata, un pile, la giacca per la pioggia e gli occhiali da sole. Ricorda che la temperatura dell’aria diminuisce di circa 6°C ogni 1000 m di altitudine. Non dimenticare il kit di primo soccorso e i capi di ricambio. Utilizza sempre calzature adeguate, con suola scolpita antiscivolo. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/4_ESC.webp)**Porta sempre con te la carta topografica escursionistica** della zona che intendi frequentare ed una bussola. Ricorda che per orientare una mappa la parte in alto della carta deve puntare verso il nord come indicato dalla bussola. Non dimenticare la relazione dell’itinerario. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/6_ESC.webp)**Rimani sempre all’interno dei sentieri**, quelli del CAI sono normalmente e adeguatamente numerati e segnati con i colori rosso-bianco-rosso. Spesso anche le vie attrezzate mantengono la segnaletica, generalmente con bolli di orientamento colorati ben visibili. ##### Libri consigliati sulla sicurezza in montagna ***Manuale di escursionismo e sicurezza in montagna* — Davide Zangirolami** Un testo più generale ma focalizzato sull’escursionismo estivo: orientamento, rischi meteo, ambientali, comportamento in ambienti impervi. Ideale per camminatori che desiderano aumentare la consapevolezza nella gestione delle situazioni tipiche dell’estate. [Leggi di più](https://amzn.to/4m9rX6B) **Sicurezza in montagna** — Paolo Tombini & Carlo Gabasio Manuale tecnico che copre materiali, manovre di base, uso della corda e gestione delle situazioni a rischio. Pur essendo rivolto anche all’alpinismo, include indicazioni valide anche per escursioni in alta montagna estiva. [Leggi di più](https://amzn.to/3U5huMZ) **Meteorologia e sicurezza in escursionismo e alpinismo** — Marco Blatto Una guida pratica che spiega i fondamenti della meteorologia in ambito montano e offre consigli direttamente applicabili sul campo: ideale per escursionisti estivi che vogliono imparare a interpretare il meteo e prevenire rischi ambientali. [Leggi di più](https://amzn.to/40Gp4kZ) ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/6a_ESC.webp)Per la tua sicurezza, percorri l’itinerario **indossando sempre e correttamente l’imbracatura, il caschetto e il set da ferrata ad “Y” omologato.** Assicurati sempre con i due moschettoni agli infissi metallici. Evita che nei tratti, da piolo a piolo, siano assicurate più persone. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/7a_ESC.webp)**Evita le escursioni in solitaria**, in ogni caso lascia sempre detto dove sei diretto informando i gestori dei rifugi del tuo passaggio e compilando il libro del rifugio e/o bivacco; tieni conto che per superare 300 m di dislivello in salita, un escursionista allenato e mediamente equipaggiato, impiega circa un’ora. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/8a_ESC.webp)**Discesa** Il momento più delicato della tua escursione può rivelarsi la discesa che merita altrettanta concentrazione della salita perché il rilassamento, determinato dalla stanchezza, può farti fare qualche pericoloso errore. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/8_ESC.webp)**In caso di incidente telefona immediatamente al 118** e rispondi con calma alle domande dell’operatore. Per quanto possibile presta conforto all’infortunato ed evita di lasciarlo solo e proteggilo dal freddo.Tralascia interventi che non conosci. **Una formazione adeguata per affrontare in sicurezza 10 questi itinerari la ottieni frequentando un corso organizzato dal CAI o rivolgendoti alle Guide Alpine.** **[SCARICA IL PDF DEL PIEGHEVOLE](http://www.montagnamicaesicura.it/italiano/pdf/pieghevole%20estate_esec_aperto_bassa.pdf)** *Fonte: [montagnamicaesicura.it](http://www.montagnamicaesicura.it)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, Montagna sicura, regole di montagna, sicurezza --- ### [Trekking in montagna: i nostri consigli sulle migliori app](https://www.montagnenostre.net/trekking-in-montagna-i-nostri-consigli-sulle-migliori-app/) **Published:** Giugno 5, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Il trekking in montagna è un’attività che regala emozioni autentiche, paesaggi mozzafiato e un profondo senso di libertà. Ma per vivere un’esperienza davvero sicura e ben organizzata, la tecnologia può essere un’alleata preziosa. Esistono numerose app dedicate all’escursionismo che permettono di pianificare i percorsi, monitorare l’altitudine, consultare mappe offline e persino condividere le proprie avventure. Ecco una selezione delle migliori app per chi ama il trekking in montagna. ##### Komoot [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_Komoot-1024x531.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_Komoot.webp)**Perfetta per pianificare ogni dettaglio.** Komoot è una delle app più amate dagli escursionisti. Offre mappe dettagliate, suggerimenti su sentieri, difficoltà del percorso, dislivelli e punti di interesse. Una volta scaricato l’itinerario, puoi usarlo anche offline, una funzione fondamentale quando si è in zone senza copertura di rete. [Scarica su App Store](https://apps.apple.com/it/app/komoot-escursionismo-e-bici/id447374873) | [Disponibile su Google Play](https://play.google.com/store/apps/details?id=de.komoot.android&hl=it) ##### AllTrails [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_AllTrails-1024x531.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_AllTrails.webp)**Una community per esploratori.** Con una vasta raccolta di percorsi (oltre 400.000 in tutto il mondo), AllTrails è ideale per trovare nuovi itinerari e leggere recensioni di altri escursionisti. L’app offre anche filtri per livello di difficoltà, lunghezza e tipo di sentiero (adatto a famiglie, cani, ecc.). [Scarica su App Store](https://apps.apple.com/it/app/alltrails-trekking-e-bici/id405075943) | [Disponibile su Google Play](https://play.google.com/store/search?q=alltrails&c=apps&hl=it) **LEGGI ANCHE:** [GeoResq: un valido aiuto per la sicurezza delle tue escursioni](https://www.montagnenostre.net/georesq-un-valido-aiuto-per-la-sicurezza-delle-tue-escursioni/) [Una notte in rifugio: quello che devi sapere](https://www.montagnenostre.net/una-notte-in-rifugio-quello-che-devi-sapere/) [Ogni stagione è la migliore per le escursioni in montagna!](https://www.montagnenostre.net/ogni-stagione-e-la-migliore-per-le-escursioni-in-montagna/) ##### GeoResq [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_Georesq-1024x531.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_Georesq.webp)Utilissima applicazione dedicata alla sicurezza dell’escursionista e sviluppata in collaborazione con il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). E’ in grado di individuare la posizione e tracciare gli spostamenti e soprattutto, di inviare un allarme e le coordinate geodetiche alle stazioni del Soccorso Alpino in caso di difficoltà. [Scopri l’app GEORESQ](https://www.montagnenostre.net/georesq-un-valido-aiuto-per-la-sicurezza-delle-tue-escursioni/) ##### Outdooractive [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_outdooractive-1024x531.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_outdooractive.webp)**Mappe professionali e funzioni avanzate.** Outdooractive è pensata per escursionisti esigenti. Propone mappe topografiche dettagliate, condizioni meteo, percorsi certificati da enti locali e persino la possibilità di creare itinerari personalizzati con profili di altimetria e stime dei tempi. [Scarica su App Store](https://apps.apple.com/it/app/outdooractive-escursioni-bici/id1364846172) | [Disponibile su Google Play](https://play.google.com/store/search?q=outdooractive&c=apps&hl=it) ##### Gaia GPS [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_GaiaGPS-1024x531.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/IMG_GaiaGPS.webp)**Ideale per chi ama l’avventura fuori dai sentieri battuti.** Gaia GPS offre una vasta gamma di mappe topografiche, satellitari e forestali. È particolarmente utile per chi si muove in aree remote, grazie al supporto GPS offline e alle informazioni su pendenze e altitudine in tempo reale. [Scarica su App Store](https://apps.apple.com/it/app/gaia-gps/id1201979492) | [Disponibile su Google Play](https://play.google.com/store/search?q=Gaia%20GPS&c=apps&hl=it) #### PeakFinder **Scopri il nome di ogni vetta.** Non è una classica app da navigazione, ma è perfetta per i curiosi: basta inquadrare l’orizzonte con lo smartphone per scoprire i nomi delle montagne davanti a te. Funziona anche offline e copre oltre 800.000 cime in tutto il mondo. [Scarica su App Store](https://apps.apple.com/it/app/peakfinder/id357421934) | [Disponibile su Google Play](https://play.google.com/store/apps/details?id=org.peakfinder.area.alps&hl=it) ##### Consigli utili prima di partire - **Scarica le mappe offline.** In alta montagna il segnale è spesso assente: avere la mappa sempre accessibile è fondamentale. - **Controlla le previsioni meteo.** Alcune app, come Outdooractive, integrano le condizioni meteo aggiornate. - **Porta con te un power bank.** Le app di trekking consumano batteria, specialmente con il GPS attivo. - **Affidati al buon senso.** Le app sono un supporto, ma non sostituiscono l’esperienza e la prudenza. ##### Conclusione Le app per il trekking sono strumenti utilissimi per esplorare la montagna in sicurezza e scoprire nuovi sentieri. Scegli quella più adatta al tuo stile di escursionismo e preparati a partire: **la montagna ti aspetta**. Fonte: *[OpenAI. (2023). ChatGPT \[Modello linguistico di grandi dimensioni\].](https://www.openai.com/chatgpt)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** App, consigli, Escursioni in montagna, Tecnologia --- ### [Montagna sicura: Desideri percorrere un escursione impegnativa?](https://www.montagnenostre.net/montagna-sicura-desideri-percorrere-un-escursione-impegnativa/) **Published:** Giugno 11, 2017 **Author:** Redazione **Content:** L’iniziativa **MontagnAmica** propone, per la frequentazione dell’ambiente montano, varie tematiche, tutte indirizzate alla **prevenzione degli incidenti**. Temi che danno le indicazioni del corretto comportamento a chi si cimenta a frequentare la montagna. ### **Il 75% degli incidenti estivi sono causati da scivolamento su pendio.** **Prendi buona nota:** ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/1_ESC.webp)**Comincia a leggere i bollettini meteo della zona** che intendi frequentare, almeno 3/4 giorni prima dell’uscita. Se non li sai leggere, chiedi l’aiuto di un esperto. Fai particolare attenzione se sono previsti temporali. Valuta le flessibilità dell’escursione in funzione del tempo disponibile e previsto. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/2_ESC.webp)**L’escursione va preparata** consultando libri o siti Internet per individuarne le difficoltà tecniche. Valuta sempre dislivello e sviluppo dell’itinerario e i compagni di gita che scegli. Per avere maggiori informazioni contatta le Guide o gli Operatori Soccorso o i Gestori dei Rifugi del posto. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/3_ESCa.webp)**Prepara adeguatamente lo zaino**. Porta sempre con te: occhiali, cappello, guanti, un pile e la giacca per la pioggia. Ricorda che la temperatura dell’aria diminuisce di circa 6°C ogni 1000 m di altitudine. Non dimenticare il kit di primo soccorso e un ricambio. Utilizza sempre calzature adeguate, con suola scolpita antiscivolo. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/4_ESC.webp)**Porta sempre con te la carta topografica escursionistica** della zona che intendi frequentare ed una bussola. Ricorda che per orientare una mappa la parte in alto della carta deve puntare verso il nord come indicato dalla bussola. Non dimenticare la relazione dell’itinerario. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/6_ESC.webp)**Rimani sempre all’interno dei sentieri**, quelli del CAI sono normalmente e adeguatamente numerati e segnati come nel disegno qui a fianco. Non percorrere le scorciatoie perché queste dissestano il terreno. ##### Libri consigliati sulla sicurezza in montagna ***Sicurezza in montagna. Conoscere le manovre di corda per l’autosoccorso e la progressione su roccia e ghiaccio* — Piergiorgio Vidi e Adriano Alimonta** Un manuale pratico e dettagliato che spiega le tecniche essenziali per l’autosoccorso, nodi, manovre su roccia e ghiaccio. Nato per applicazioni teoriche ma utile anche all’escursionista estivo che vuole approfondire la progressione lenta e sicura su terreni tecnici. [Leggi di più](https://amzn.to/44UKjSs) ***Sicurezza in montagna. Materiali, manovre e tecniche per affrontare al meglio l’alpinismo e l’arrampicata* — Paolo Tombini e Carlo Gabasio** Questo manuale, edito da Versante Sud, è pensato sia per chi pratica arrampicata che per chi affronta escursioni più impegnative in quota. Illustra l’attrezzatura tecnica, le manovre base, l’uso della corda e consigli pratici in scenari reali. Pubblicato nel 2023 e disponibile in italiano. [Leggi di più](https://amzn.to/3J9gMMc) ***Manuale di escursionismo e sicurezza in montagna* — Davide Zangirolami** Un testo più generale ma focalizzato sull’escursionismo estivo: orientamento, rischi meteo, ambientali, comportamento in ambienti impervi. Ideale per camminatori che desiderano aumentare la consapevolezza nella gestione delle situazioni tipiche dell’estate. [Leggi di più](https://amzn.to/4m9rX6B) ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/6_REG.webp)**Valuta sempre l’impegno della gita e la tua preparazione**, tieni conto che per superare 300 m di dislivello in salita, un escursionista allenato e mediamente equipaggiato, impiega circa un’ora. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/5_ESC.webp)**Parti sempre di buon’ora**. Tieni conto che i temporali in estate sono più frequenti nel pomeriggio. Considera che il tuo allenamento, le difficoltà dell’itinerario, i cambiamenti meteorologici, l’alta frequentazione di certi itinerari, possono dilatare i previsti tempi di percorrenza. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/Colazione.webp)**Fai una buona colazione prima di partire**, non portare peso inutile nello zaino, meglio frutta secca e alimenti ricchi di zuccheri. Il minestrone o la pastasciutta meglio consumarli alla sera, in rifugio. Non dimenticare l’acqua, almeno un litro a testa. Evita le bevande gassate ed alcoliche. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/7_ESC.webp)**Porta a valle i tuoi rifiuti**. Impara a 9 conoscere l’ambiente di cui siamo solo ospiti ed adoperati per conservarlo e miglioralo per le generazioni future. ![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/8_ESC.webp)**In caso di incidente telefona immediatamente al 118** e rispondi con calma alle domande dell’operatore. Per quanto possibile presta conforto all’infortunato ed evita di lasciarlo da solo e proteggilo dal freddo.Tralascia interventi che non conosci. **[SCARICA IL PDF DEL PIEGHEVOLE](http://www.montagnamicaesicura.it/italiano/pdf/pieghevole%20estate_esec_aperto_bassa.pdf)** *Fonte: [montagnamicaesicura.it](http://www.montagnamicaesicura.it)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, Escursioni in montagna, Montagna sicura, regole di montagna, sicurezza --- ### [Andare in montagna con i ramponcini da escursionismo](https://www.montagnenostre.net/andare-in-montagna-con-i-ramponcini-da-escursionismo/) **Published:** Febbraio 20, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Negli ultimi anni è diffusa la moda di utilizzare i **ramponcini da escursionismo**. Sono dei pratici attrezzi che **si indossano facilmente grazie ad una fascia elastica di gomma su qualsiasi scarpa o scarpone**. Si calzano e si tolgono in pochi secondi, pesano poco e trovano facilmente posto nello zaino. Permettono di procedere con sicurezza sui sentieri innevati o addirittura sui tratti ghiacciati. Un chiarimento da prendere nota: **NON SOSTITUISCONO I CLASSICI RAMPONI DA ALPINISMO**, che restano l’unico mezzo per affrontare pendii ripidi con neve dura o ghiaccio. I ramponcini si usano invece sui sentieri o strade forestali con pendenze minime e **NON sono adatti per affrontare pendii ripidi o zone pericolose**. Offrono una notevole sicurezza durante la progressione su terreni innevati o ghiacciati, dove un banale scivolone potrebbe avere conseguenze molto spiacevoli o anche pericolose. Riprendono il concetto degli “scarponi con le brocche” dei nostri “nonni“ boscaioli o montanari (scarponi con i chiodi) che in inverno dovevano affrontare sentieri ghiacciati nei boschi o sui sentieri d’alpeggi per spostarsi. **LEGGI ANCHE** **[Incantati dalla magia della neve](https://www.montagnenostre.net/incantati-dalla-magia-della-neve/)** **[Montagne d’inverno: sulla neve in sicurezza](https://www.montagnenostre.net/montagne-dinverno-sulla-neve-in-sicurezza/)** **[Ciaspolata al Rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-rifugio-cristina/)** **[Ciaspolata: Il respiro degli alberi](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-il-respiro-degli-alberi/)** **In commercio esistono moltissimi modelli di ramponcini moderni**: alcuni hanno dei chiodini altri con delle catenelle, altre ancora con delle punte più o meno grandi che variano a seconda delle prestazioni desiderate. **Il costo dei ramponcini da escursionismo possono variare dai 20 ai 50 euro**: soldi ben spesi se si pensa che possono durare tranquillamente qualche anno ed aiutano ad evitare pericolose cadute durante i trekking invernali. Ecco una selezione di video utili per approfondire: **La nostra selezione di ramponcini da escursionismo** Se stai cercando i ramponcini più adatti alle tue esigenze, qui sotto trovi una selezione di modelli affidabili, testati e indicati per diverse condizioni meteo e tipologie di escursione. [Unigear Ramponi da Ghiaccio per Scarponi 24 Denti](https://amzn.to/4rlxpWO "Unigear Ramponi da Ghiaccio per Scarponi 24 Denti") [Ramponi per scarponi da montagna a 8/19 denti](https://amzn.to/4okBS9j) [Ramponi per Scarponi,32 Denti Catene in Acciaio Inossidabile](https://amzn.to/3M4ETgE) [Lechin Ramponi Ice Tacchetti 11 Borchie Neve Ghiaccio](https://amzn.to/47Zka6C) [Alpin Loacker Chain PRO 18 Ramponcini per Scarponi](https://amzn.to/3Xhpigc) [Ramponcini per Scarponi Punte per Scarpe Invernali](https://amzn.to/4osuKbm) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Abbigliamento, attrezzatura di montagna, consigli di montagna --- ### [Guida al trekking per principianti: inizia a camminare in montagna](https://www.montagnenostre.net/guida-al-trekking-i-consigli-per-cominciare-a-camminare-in-montagna/) **Published:** Giugno 11, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Se **siete appassionati di montagna** leggere questo post probabilmente non vi aggiunge niente di nuovo ma potrete condividerlo sulle bacheche social dei vostri amici meno esperti; se invece **siete alle prime escursioni**, in questo articolo troverete semplici consigli per sfruttare appieno [tutti i benefici del trekking in montagna](https://www.montagnenostre.net/tutti-i-benefici-del-trekking/). ##### **Scegliere un percorso adeguato** Le informazioni sui percorsi non mancano, si possono trovae sui siti di montagna, sui siti turistici, sulle guide turistiche e sulle cartine. Il livello di difficoltà dei percorsi si dividono in turistici (segnalati con la lettera T), escursionisti (E per gli escursionisti, EE per gli escursionisti esperti) e attrezzati (segnalati con la sigla EEA); se siete alle prime armi è preferibile non affrontare nessun itinerario più impegnativo rispetto ad un percorso turistico. **Leggi anche:** [Montagna sicura: Desideri percorrere un escursione facile?](https://www.montagnenostre.net/montagna-sicura-desideri-intraprendere-una-escursione-facile/) [Montagna sicura: Desideri percorrere un sentiero attrezzato?](https://www.montagnenostre.net/montagna-sicura-desideri-percorrere-un-sentiero-attrezzato/) [Montagna sicura: Desideri percorrere un escursione impegnativa?](https://www.montagnenostre.net/montagna-sicura-desideri-percorrere-un-escursione-impegnativa/) ##### **Partire con un amico più esperto?** Fare escursioni con una persona più esperta non è solo una questione di compagnia, ma anche un modo semplice e piacevole di accumulare esperienza. **Leggi anche:** [Allenamento per il trekking: i consigli di un accompagnatore di montagna](http://www.montagnenostre.net/allenamento-per-il-trekking-i-consigli-di-un-accompagnatore-di-montagna/) ##### **Vestirsi “a cipolla”** Soprattutto in montagna (non solo in alta quota), il meteo è mutevole: è meglio vestirsi “a cipolla” cioè a strati con capi tecnici, togliendo e mettendo quello che serve in caso di pioggia, freddo, caldo o sudore eccessivo. In ogni caso è meglio utilizzare i capi traspiranti evitando quelli di cotone perché in montagna camminando si suda e il cotone Il cotone si impregna e non asciuga, ci lascia bagnati quindi ci fa disperdere calore e avere freddo. Molto meglio usare materiali tecnici traspiranti e molto leggeri. ##### **Utilizzare le scarpe adatte per il trekking** Camminare in montagna significa avere a che fare con sassi, pietre, terreni scivolosi o sdrucciolevoli, pozzanghere, torrenti e quant’altro. E’ consigliabile utilizzare le scarpe da trekking con determinate caratteristiche a seconda della tipologia dell’itinerario che si vuole affrontare. ##### **Portare sempre uno zaino** Lo zaino è il compagno fedele di qualsiasi escursionista e deve essere, prima di tutto, comodo, confortevole, areato, impermeabile e sufficientemente capiente. Se poi ci sono tasche e taschini a portata di mano, ancora meglio. ##### **Lasciare a casa il superfluo** Questo dipende molto dall’esperienza del trekking. Infatti con essa si arriva a capire ciò che serve davvero e ciò che è inutile. In generale partire leggeri è decisamente più confortevole. ##### **Mangiare e bere regolarmente** E’ vero che mangiare la polenta con costine e formaggio al rifugio è il meritato premio. Ma è importante portare con sé e consumare regolarmente qualche snack come le barrette di cereali, tavoletta di cioccolato, gallette, frutta e bere ad intervalli regolari per non avere cali di energia durante il trekking. **Leggi anche:** [Guida al trekking: Come preparare lo zaino perfetto](https://www.montagnenostre.net/preparare-lo-zaino-perfetto-consigli/) ##### **Non siamo in gara** Un’escursione non è una gara: a seconda della propria esperienza è consigliabile camminare in modo da godersi i panorami di montagna e prendendosi il tempo che ci vuole. L’escursione deve essere un piacere, non trasformiamolo in dovere. ##### **Studiare il percorso** Farsi un’idea del percorso prima di partire è sempre meglio seguendo il tracciato su una carta topografica oppure magari scaricando qualche traccia GPS. Facendo così si evitano spiacevoli situazioni. ##### **Prevedere il meteo** E’ importante consultare le previsioni meteo locali: se è data pioggia intensa nel giro di poche ore è bene saperlo per tempo. Oppure informarsi tramite un’app valida scaricata sui vostri smartphone. **Leggi anche:** [Trekking in montagna: i nostri consigli sulle migliori app](https://www.montagnenostre.net/trekking-in-montagna-i-nostri-consigli-sulle-migliori-app/) ##### **Prevenire gli imprevisti** E’ sempre meglio avvisare qualcuno (amici, famigliari, colleghi e gestori di rifugi) di dove si intende andare e del tempo stimato che ci vorrà perché sono informazioni utili per allertare i soccorsi nel caso di incidenti sul percorso. Ci sono valide app come quelle proposta dal CAI e dal Soccorso Alpino: **[Geo Resq](http://www.montagnenostre.net/georesq-un-valido-aiuto-per-la-sicurezza-delle-tue-escursioni/)**. ##### **Portare un piccolo kit di sopravvivenza (Survival Kit)** Ci vuole buon senso, non si tratta qui di attraversare le Ande ma di divertirsi facendo un’escursione su quelche bella montagna. Siamo degli amanti del trekking e non della performance sportiva da Guinness. Quindi meglio attrezzarsi adeguatamente, magari mettendo nello ziano un coltellino multiuso e un fischietto anche con un piccolo “survival kit”. Ecco le cose che non devono mai mancare: un coltellino multiuso e un fischietto per richiamare soccorsi e attenzione in caso di cadute o infortuni possono essere senza dubbio utili (qui i [consigli per il survival kit perfetto di Mauro Prosperi](http://www.sportoutdoor24.it/mauro-prosperi-come-prepararti-il-kit-di-sopravvivenza-ideale/)) Alcuni articoli validi per la sopravvivenza: [Kit Sopravvivenza 18 in 1 Campeggio, Accessori di Emergenza… ](https://amzn.to/41dH06s) [Campeggio Accessori Utili 16in1 Multitool](https://amzn.to/4lYTkzZ) [Kit di sopravvivenza Pro+ progettato in Francia con filtro acqua…](https://amzn.to/4fjrY5e) [QLOUNI Kit di Emergenza Sopravvivenza 69 in 1,Kit Sopravvivenza Militare Professionale](https://amzn.to/4kW9QPR) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, guida al trekking, regole di montagna --- ### [Benefici montagna per bambini: salute e relax ad alta quota](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-coi-bambini-ecco-i-tanti-vantaggi-ad-alta-quota/) **Published:** Febbraio 13, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Sono tante le famiglie che decidono di trascorrere le vacanze invernali ed estive in **montagna,** un ambiente tutto diversi che può portare **altrettanti benefici** ai bimbi. **Aria pulita, relax e contatto con la natura**: queste sono le prime cose che ci vengono in mente quando decidiamo di trascorrere qualche giorni sui monti. **Le vacanze ad alta quota sono un vero toccasana** per tutti, piccoli e grandi, ed i motivi sono semplici! **L’aria di montagna è più pulita** e porta benefici per chi soffre di asma, allergie o problemi respiratori; sopra i 1500 metri, infatti, la percentuale di umidità nell’aria diminuisce drasticamente e – per questo motivo – **gli acari non sopravvivono**. In più, anche **gli allergeni e le sostanze inquinanti sono quasi assent**i, nell’aria di montagna (anche se gli effetti nefasti dell’antropizzazione cominciano a sentirsi anche in montagna), ed è per questo motivo chiunque abbia difficoltà respiratorie quando si trova ad alta quota sarà in grado di respirare **un’aria decisamente più pulita**. Inoltre, **respirare aria pura, fresca e non umida** ha particolari benefici per i bambini perché **il loro sistema immunitario si rinforza**, così come la loro capacità di termoregolazione, aiutandoli a contrastare meglio le malattie di raffreddamento. L’altitudine però porta effetti positivi anche sulla **produzione di globuli rossi** perché verso i 1200/1500 metri l’aria è più rarefatta, a causa di una minore densità di ossigeno: questo fenomeno stimola la formazione di eritrociti e, di conseguenza, alle c**ellule di tutti i tessuti del nostro organismo arriva più ossigeno**. **Bisogna comunque non esagerare con l’altitudine**, soprattutto se viaggiamo con i bambini più piccoli: oltre i 2500 metri la densità di ossigeno diminuisce tale da provocare il cosiddetto “mal di montagna” a molte persone i cui i sintomi sono mal di testa, vomito, nausea e vertigini. **Per i bambini fino ai 2 anni, si raccomanda di non andare oltre i 2000 metri**. **LEGGI ANCHE** **[Bambini all’aria aperta quando fa freddo? E’ il miglior modo per non farli ammalare!](http://www.montagnenostre.net/in-montagna/bambini-allaria-aperta-quando-fa-freddo-e-il-miglior-modo-per-non-farli-ammalare/)** **[In montagna con i bambini, i 10 motivi per giocare all’aperto](http://www.montagnenostre.net/in-montagna/in-montagna-con-i-bambini-i-10-motivi-per-giocare-allaperto/)** **[Io, mamma, scelgo la montagna e vi spiego perché](http://www.montagnenostre.net/in-montagna/io-mamma-scelgo-la-montagna-e-vi-spiego-perche/)** **[I bambini intelligenti? Non usano il tablet ma si sporcano nel fango e si arrampicano sugli alberi](http://www.montagnenostre.net/in-montagna/i-bambini-intelligenti-non-usano-il-tablet-ma-si-sporcano-nel-fango-e-si-arrampicano-sugli-alberi/)** Un altro vantaggio della montagna è rappresentato dalle temperature fresche estive che permettono a tutti, soprattutto ai più piccoli, **di poter stare all’aria aperta più a lungo** (a differenza di quanto succede in città o al mare, dove bisogna evitare di esporsi al sole durante le diverse ora della giornata). Stare all’aria aperta a lungo stimola il nostro organismo a **produrre più vitamina D**, fondamentale nei primi anni di vita perchè gioca un ruolo fondamentale nella **corretta calcificazione di ossa e denti**. Attenzione però: **i raggi solari UV, in montagna, sono più intensi** (del 10/12% circa ogni 1000 metri di altitudine) quindi è bene ricordarsi di **[applicare la crema solare adatta.](https://amzn.to/4fkjQzz)** Il poter stare di più all’aria aperta permette ai piccoli di **entrare maggiormente in contatto con la natura**: toccare diverse consistenze (le foglie, l’erba, la corteccia, le pietre, etc.) **stimola i loro sensi**, sollecitando la loro curiosità verso il mondo che circonda, invitandoli così ad esplorarlo. La montagna porta, inoltre, **effetti benefici anche sul sonno,** per questi motivi: con l’aria più fresca è più facile addormentarsi e dormire tutta la notte e la presenza di zanzare è decisamente minore rispetto alle zone urbane o marittime. --- --- Inoltre, in montagna, **i ritmi della giornata sono più rilassanti** e scanditi dall’alternarsi della luce e del buio: in questo modo il nostro orologio biologico e quello dei nostri bimbi si sintonizzano più facilmente con l’ambiente, e avremo meno difficoltà nel prendere sonno la sera e nel doverci svegliare la mattina. E’ bene ricordarsi che, in montagna, **è possibile trovare dei importanti centri termali** che possono dare un aiuto per diverse patologie di cui possono soffrire anche i bimbi. **Le acque termali hanno proprietà terapeutiche** che possono contrastare molti disturbi a carico dell’apparato respiratorio e gastrointestinale. Inoltre sono un toccasana per alcune malattie della pelle e del sistema circolatorio. Infine, **le vacanze in montagna sono anche una cura per lo spirito**: ritmi rilassati, aria pulita, movimento fisico e paesaggi mozzafiato rendono **i grandi e i piccoli più sereni**. Fare una passeggiata in montagna con la famiglia, percorrere sentieri che portano a un rifugio, scoprire insieme piante, ruscelli, animali r**ende più saldi i legami tra genitori e bimbi**. Con le giuste attenzioni le nostre vacanze con i nostri bimbi sui monti possono trasformarsi in un’esperienza indimenticabile e salutare. *Fonte: * Ecco alcuni articoli che vi possono interessare:** [Laneetal Slittino da Neve con Impugnature di Sterzo, Slitta da Neve per Bambini con Freno e Ammortizzatore, Sedile in PU e Telaio in Metallo, Fune da Traino Retrattile, Nero e Rosso](https://amzn.to/4g1GvSz) [PAEDIPROTECT Crema solare viso montagna SPF 50+ per bambini e adulti 30 ml, protezione viso e corpo ideale per l’inverno e ski](https://amzn.to/3VIrooM) [OTraki Tappi per bastoni da passeggio, confezione da 6/12 pezzi, in gomma Alpenstock](https://amzn.to/4gZ1mpR) [CMP Kids Rigel Mid Trekking Shoes WP, Scarpe Unisex-Bambini e Ragazzi](https://amzn.to/3ZJiR6b) **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, salute montagna, trekking --- ### [Trekking in inverno: come scegliere i pantaloni giusti](https://www.montagnenostre.net/trekking-in-inverno-come-scegliere-i-pantaloni-adatti/) **Published:** Febbraio 22, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **I pantaloni da trekking sono importanti perché devono proteggerci da parecchie cose: pioggia, freddo, neve e abrasioni.** Chi vuole fare trekking, spesso, non si pone la dovuta attenzione ad un elemento d’abbigliamento che può fare davvero la differenza tra una serena gita nella natura e una via crucis. Il **pantalone da trekking** infatti ha il compito di custodire e proteggere una delle parti del corpo più sollecitate durante il trekking: **le nostre gambe**. Inoltre deve riuscire a coniugare molte diverse esigenze, tra le quali: il comfort, la morbidezza, traspirabilità e resistenza agli impatti con il terreno o con la natura (arbusti, rami…). Nel periodo invernale indosseremo dei **pantaloni da trekking invernali** che hanno requisiti tecnici quali, la termicità, comfort, traspirabilità e vestibilità. **LEGGI ANCHE** **[Andare in montagna con i ramponcini da escursionismo](https://www.montagnenostre.net/andare-in-montagna-con-i-ramponcini-da-escursionismo/)** **[Montagne d’inverno: sulla neve in sicurezza](https://www.montagnenostre.net/montagne-dinverno-sulla-neve-in-sicurezza/)** **[Valmalenco: La cima del Sasso Nero](https://www.montagnenostre.net/valmalenco-la-cima-del-sasso-nero/)** **[In montagna coi bambini: ecco i tanti vantaggi ad alta quota!](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-coi-bambini-ecco-i-tanti-vantaggi-ad-alta-quota/)** Il primo requisito di questi pantaloni invernali, ovviamente, è la **termicità** che durante un’attività di trekking con le basse temperature o vicine allo zero si riesce. Tenere la parte inferiore del corpo in una condizione di **comfort termico** per consentire alla muscolatura ed al metabolismo di lavorare meglio. Per il trekking invernale sarebbe meglio evitare di indossare i pantaloni imbottiti come quelli per lo sci da discesa perché **mancano della traspirabilità** necessaria per un’attività intensa come quella dell’escursionismo invernale. Anche perché il più delle volte coi pantaloni imbottiti non è ideale per la tipologia di movimenti e situazioni che si verificano durante un’escursione. In ogni caso è sempre meglio restare fedeli alla **”regola della cipolla”** per l’abbigliamento della parte inferiore indossando un **intimo termico a calzamaglia** come primo strato, sopra questo, i pantaloni da trekking invernale realizzati **con tessuto traspirante, antivento e idrorepellente.** L’ultima qualità di questi pantaloni è che non hanno bisogno di essere completamente impermeabili perché tendono a mantenere asciutti grazie alla buona capacità di idrorepellenza. Teniamo presente, inoltre, che **la neve non bagna come la pioggia!** **Selezione di pantaloni invernali per il trekking**: [Pantaloni trekking invernali PrimeCrest](https://amzn.to/3LXSG8T "Pantaloni trekking invernali PrimeCrest") [Pantaloni Sci Termici Donna Invernali DAFENP](https://amzn.to/3K7KTEY) [Pantaloni Trekking Uomo DAFENP](https://amzn.to/48gNww0) [Pantaloni Trekking Sci Uomo Invernali](https://amzn.to/3Xfd7R2) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Abbigliamento di montagna, consigli di montagna, trekking, Trekking invernale --- ### [Proteggi le tue gambe: ghette tecniche per trekking](https://www.montagnenostre.net/per-le-tue-escursioni-con-piu-protezione-le-ghette-da-montagna/) **Published:** Febbraio 26, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Le **ghette** nascono originariamente come accessorio militare e da equitazione nel XVIII e XIX secolo, usate per proteggere le gambe da fango, acqua e graffi durante le marce su terreni difficili. Con il tempo, furono adottate anche dagli esploratori e dagli alpinisti, diventando parte integrante dell’abbigliamento da montagna. Negli anni ’30 e ’40, le ghette erano già diffuse tra gli alpinisti europei, realizzate in **tessuti spessi, spesso in lana o tela cerata**, e usate soprattutto per la protezione contro la neve. Con l’evoluzione dei materiali tecnici, sono diventate leggere, impermeabili e traspiranti, come le conosciamo oggi — un accessorio semplice ma indispensabile in molti contesti outdoor. ##### Perché usare le ghette da montagna Chi ama camminare tra sentieri, boschi e creste sa bene quanto sia importante proteggere ogni parte del corpo, soprattutto in condizioni variabili come pioggia, neve, fango o sterpaglie. Spesso sottovalutate, le **ghette da montagna** sono un accessorio semplice ma fondamentale per affrontare al meglio ogni escursione. Le ghette coprono la parte inferiore delle gambe, dal collo dello scarpone fino al polpaccio o al ginocchio, creando una barriera efficace contro: - acqua e fango, - neve fresca o bagnata, - sassi e detriti che possono entrare nella scarpa, - graffi da rami, rovi o rocce affilate. **LEGGI ANCHE** **[Andare in montagna con i ramponcini da escursionismo](https://www.montagnenostre.net/andare-in-montagna-con-i-ramponcini-da-escursionismo/)** **[Trekking in inverno: come scegliere i pantaloni adatti](https://www.montagnenostre.net/trekking-in-inverno-come-scegliere-i-pantaloni-adatti/)** **[Guida al trekking: i consigli per cominciare a camminare in montagna](https://www.montagnenostre.net/guida-al-trekking-i-consigli-per-cominciare-a-camminare-in-montagna/)** **[Guida al trekking: Come preparare lo zaino perfetto](https://www.montagnenostre.net/preparare-lo-zaino-perfetto-consigli/)** ##### Quando sono davvero utili Le ghette si rivelano indispensabili in molte situazioni, tra cui: - **escursioni su terreni innevati o fangosi**, dove mantengono le gambe asciutte e pulite; - **traversate di zone umide o bagnate**, evitando che l’acqua penetri nello scarpone; - **camminate su sentieri poco battuti o invasi dalla vegetazione**, dove offrono una protezione meccanica contro spine e graffi; - **trekking in alta quota**, dove anche la neve estiva può diventare un ostacolo fastidioso. ##### Come scegliere le ghette giuste Esistono diversi modelli, pensati per esigenze specifiche. Ecco cosa considerare al momento dell’acquisto: - **Materiale**: impermeabile e resistente all’abrasione (come il Gore-Tex o tessuti rinforzati). - **Altezza**: alte (fino al ginocchio) per escursioni invernali o in condizioni difficili; medie o basse per trekking estivi. - **Sistema di chiusura**: con zip, velcro o bottoni; deve essere comodo e affidabile. - **Cinghia sotto-scarpa**: preferibilmente regolabile e resistente, per mantenere le ghette salde. - **Peso e ingombro**: valuta se ti servono per uscite leggere o per trekking più impegnativi. ##### I vantaggi reali per ogni escursionista Oltre alla protezione fisica, le ghette offrono anche vantaggi pratici: - **mantengono i pantaloni asciutti e puliti**, riducendo il fastidio e la necessità di cambiarsi spesso; - **proteggono dal freddo**, migliorando l’isolamento termico; - **aumentano la durata delle calzature**, evitando che si rovinino con fango e detriti. In poche parole, sono un piccolo investimento che può fare una grande differenza in termini di comfort, sicurezza e durata dell’equipaggiamento. ##### La nostra selezione di ghette da montagna Se stai cercando le ghette più adatte a te, **qui sotto trovi una selezione di modelli** affidabili, testati e adatti a diverse condizioni meteo e tipologie di escursione: [Ferrino Cervino Ghette Unisex – Adulto](https://amzn.to/4l0xhrq) [Lixada Ghette da Trekking Impermeabile ](https://amzn.to/3IOdMVC) [HSAJS 1 Paio Ghetta da Trekking](https://amzn.to/4mb7mOE) [Lifetooler Ghette Impermeabili](https://amzn.to/471Yw1h) [Unigear Ghette da Esterno, Ghette Impermeabili 1000D](https://amzn.to/455lvpG) ##### Conclusione Che tu sia un escursionista esperto o alle prime armi, **le ghette da montagna sono un alleato silenzioso ma prezioso**. Non occupano molto spazio nello zaino, pesano poco, ma possono salvarti da molti fastidi. Provale nella tua prossima uscita: non potrai più farne a meno. **Categorie:** In Montagna **Tag:** Abbigliamento, attrezzatura, consigli di montagna, trekking --- ### [La primavera in montagna è un momento magico](https://www.montagnenostre.net/primavera-in-montagna/) **Published:** Marzo 27, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### Madre natura si fa bella a primavera! Tra fine marzo ed inizio aprile, profumi, suoni e colori esplodono trasformando l’ambiente che ci circonda in una gara di fioritura e donandoci panorami unici riflessi sui laghetti di montagna o sulla neve che si scioglie. Il momento del risveglio è probabilmente il periodo più atteso dell’anno: la primavera sulle nostre montagne sancisce, infatti, l’arrivo della bella stagione e quindi il ritorno alla vita, dopo i lunghi mesi di letargo invernale. Per chi vive a contatto con la natura, è impossibile non farsi influenzare dall’arrivo della bella stagione, si sente quel qualcosa nell’aria che **risveglia tutti i sensi**. Scoprite quali sono i momenti più rappresentativi della bellissima stagione: **DISGELO: L’ACQUA SI FA MUSICA** Tra marzo e aprile con l’innalzamento progressivo della temperatura, il manto nevoso inizia a sciogliersi: rivoli d’acqua si alimentano sulle salite, la neve sciolta proveniente dai ghiacciai ingigantisce ruscelli e torrenti. Il **frastuono delle cascate** si fa impetuoso dando vita ad una sinfonia e ad un “inno alla vita” senza eguali negli altri periodi dell’anno. Un emblema inconfondibile dell’arrivo della **primavera in montagna**. **LEGGI ANCHE:** [Ogni stagione è la migliore per le escursioni in montagna!](https://www.montagnenostre.net/ogni-stagione-e-la-migliore-per-le-escursioni-in-montagna/) **FIORITURA: LA NATURA SI FA BELLA** Forse più che in ogni altro periodo dell’anno, **la montagna in primavera è uno spettacolo**, di cui si può approfittare godendosi i profumi, i suoni, i colori. All’inizio della stagione, tra fine marzo e inizio aprile, quello è il momento migliore per stare attenti a **tutte le piccole trasformazioni** che avvengono in natura. Sugli alberi spuntano piccole gemme, nei prati cresce una tenera erba di verde intenso. I primi alberi a fiorire sono i mandorli ed i ciliegi, e poi è tutta una gara di fioriture tra peschi, albicocchi e meli, una più bella dell’altra. Nel boschi i rami dei larici si riempiono di piccoli ciuffetti di aghi verdi, e nel sottobosco spuntano bucaneve, primule gialle, anemoni viola, erica rosa, un tripudio di colori e profumi. Il ghiaccio dei laghi inizia a sciogliersi, ritornano i colori splendidi riflessi nei laghi di montagna e in ogni torrente e ruscello si sente la forza dell’acqua che scroscia tra sassi e rocce. **FOTOGRAFIE SPETTACOLARI TRA FIORI E COLORI** E come si fa a resistere a tutti quei colori? E’ praticamente impossibile, l’entusiasmo è contagioso e dopo una passeggiata si torna puntualmente a casa con qualche fotografia interessante. Se poi il cielo è blu, l’aria è limpida e sulle cime più altre c’è ancora il bianco splendente della neve, saranno foto davvero spettacolari. Dai classici scatti con un fiore in primo piano, agli alberi fioriti, alle distese di fiori in un prato, come i crocus in alta montagna o il tarassaco che fiorisce nei prati più a bassa quota, **non c’è foto di primavera che non porti bellezza**. Se poi si gioca coi riflessi d’acqua sulle sponde dei laghi ghiacciati che si stanno sciogliendo, lo scatto perfetto è assicurato. **LEGGI ANCHE:** [Fare trekking in primavera: consigli pratici](https://www.montagnenostre.net/fare-trekking-in-primavera-consigli-pratici/) [Nevicate a primavera: attenzione!](https://www.montagnenostre.net/autunno-tempo-di-castagne/) **IL LETARGO E’ FINITO: SCENDONO GLI ANIMALI** Con l’arrivo della primavera, **camosci, stambecchi** e **caprioli** scendono a valle per nutrirsi. Non solo, anche merli ed altri uccelli iniziano a muoversi con maggiore sicurezza procacciando il cibo che brulica nel sottosuolo boschivo tornato alla vita. **LA RIVINCITA DELLA LUCE SUL BUIO INVERNALE** Con il 21 marzo, l’emisfero boreale entra ufficialmente nel **periodo primaverile**. Le ore di luce giornaliere aumentano a tutto beneficio di flora e fauna. Il torpore e le carezze dei raggi solari permettono alle piante di crescere e germogliare. Gli animali erbivori, invece, iniziano a nutrirsi con maggiore facilità, dopo i lunghi mesi invernali passati in letargo attendendo pazienti il tanto agognato **arrivo della primavera**. **Categorie:** In Montagna **Tag:** Primavera in montagna, Trekking in Primavera --- ### [Camminare in autunno: la magia della natura dorata](https://www.montagnenostre.net/la-bellezza-di-camminare-in-autunno/) **Published:** Settembre 3, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **L’autunno è una stagione meravigliosa in cui andar per boschi e borghi storici camminando, specialmente in un paese come l’Italia in cui, ad eccezione delle aree di alpine, le temperature sono gradevoli e miti spesso per tutto il mese di Ottobre.** Molte persone pensano immediatamente alla primavera e all’estate quando si parla delle **[stagioni migliori per il trekking](https://www.montagnenostre.net/ogni-stagione-e-la-migliore-per-le-escursioni-in-montagna/)** e le attività outdoor. Grave errore!! Vi confermiamo che ogni stagione è la migliore per le escursioni infatti ogni stagione regala giornate e scenari naturali diversi tra loro. Forse possiamo considerare che l’autunno, forse, è la stagione migliore per camminare in montagna perché regala giornate e scenari naturali veramente unici che nessuna altra stagione può mostrare. E’ vero che le giornate sono corte e che i rifugi sono chiusi ma l’atmosfera di tranquillità e di rilassatezza che si respira girovagando per sentieri in questo periodo è qualcosa di unico e di prezioso. Come unici sono i colori di cui la montagna si tinge, colori che durano spesso il tempo di poche giornate. Proprio per questo negli ultimi anni si è affermata una vera e propria disciplina, detta “**osservazione del foliage**”, che consiste nell’organizzare escursioni in zone particolarmente boscose per osservare la colorazione e la caduta delle foglie. Camminare in autunno può diventare una fantastica esperienza non solo per i nostri occhi ma anche per il nostro spirito. Se vorrete organizzare una bella camminata in autunno è bene tenere in mente alcuni utili consigli elencati sotto: **LE GIORNATE SONO LE PIÙ BREVI** Una delle prime cose che può coglierci impreparati durante i nostri trekking in questa stagione è la **lunghezza delle giornate**. Infatti dal 21 giugno, **giorno del solstizio d’estate**, ogni giorno si accorcia un po. Questo non è un problema, è sufficiente avere con sé le **giuste attrezzature** per far fronte ad una escursione che si dilunga un po più del previsto. Il crepuscolo può trasformarsi in un’opportunità. Sarà possibile osservare con più facilità gli **animali selvatici**, infatti proprio al tramonto diverse specie animali escono allo scoperto **per andare a caccia e alla ricerca di cibo**. La particolare inclinazione del sole, in questa stagione, insieme al tasso di **umidità dell’aria** più basso consentiranno al trekker di osservare (e fotografare) dei meravigliosi tramonti. Come abbiamo detto poche righe fa, le giornate più brevi non sono un problema per le vostre uscite purché si abbiano le giuste attrezzature dentro lo zaino: **una piccola torcia o una lampada frontale**. E’ facile che i trekker meno esperti possano farsi soprendere dall’oscurità e avere difficoltà ad individuare e leggere la segnaletica sul sentiero perciò avere una torcia a portata di mano non guasta. **VALE LA PENA COMPRARLI:** [RevolutionRace Sherpa Hoodie da Uomo](https://amzn.to/3KjyAVJ) Giacca in Pile Ottima per le Escursioni e le Avventure All’aria Aperta —– [CARETOO Pantaloni Trekking Uomo Funzionali Softshell ](https://amzn.to/46z63CR) Pantaloni autunnali e invernali impermeabili e traspiranti per sport all’aperto, montagna ed escursionismo. —– [xtuwkzo Pantaloni da Trekking Uomo](https://amzn.to/46CIt8z) Pantaloni da trekking impermeabili da uomo con cerniera sono realizzati in nylon di alta qualità (88%) e spandex (12%) con elasticità a 4 vie, ad asciugatura rapida, traspiranti, ben fatti, facili da pulire e dotati di 5 tasche extra-large. È abbastanza resistente per le vostre escursioni quotidiane e per le vostre necessità di trekking —– [Geographical Norway Upaline Lady – Giacca Pile Donna](https://amzn.to/3Vyf8H5) Ideale per sentirsi bene: i pile Geographical Norway sono molto confortevoli. Il morbido tessuto interno vi farà sentire a vostro agio in ogni stagione, che sia primavera, autunno o inverno. **CAMBIAMENTI REPENTINI DEL TEMPO** In autunno il clima può cambiare veramente in fretta, specialmente nelle aree montane, senza considerare la considerevole escursione termica tra il giorno e la sera. E’ come avere due stagioni nello stesso giorno, possiamo passare da temperature estive delle parti centrali della giornata, ad una avvisaglia di inverno verso sera perciò è bene scegliere l’abbigliamento giusto e le attrezzature corrette. In poche parole l’escursionismo autunnale può permettere di vivere bellissimi cieli soleggiati e piogge rinfrescanti tutti nello stesso giorno. **ABBIGLIAMENTO EXTRA** E’ necessario avere del vestiario extra nello zaino quale un buon pile da utilizzare non appena il sole inizierà a calare, e una buona giacca impermeabile da utilizzare in caso di pioggia o umidità. Inoltre è consigliabile indossare dei pantaloni convertibili cioè quelli con le zip per sganciare la parte inferiore delle gambe, trasformandosi in pantaloncini corti per le giornate calde. Non dimentichiamo di portare con sé **dei guanti, il berretto e una coperta isotermica**, anche se il meteo prevede sole tutto il giorno perché in autunno le temperature possono variare da un momento e l’altro nell’arco della giornata. **OCCHIO ALL’ORIENTAMENTO** Il buio e la pioggia possono facilmente farci perdere di vista qualche segnale lungo l’itinerario. A meno che non si conosca molto bene il territorio (anche in questo caso è meglio non fidarsi troppo del proprio orientamento) è sempre meglio avere uno strumento che ci guidi lungo il percorso. In questo caso è bene avere, a parte la bussola e la cartina, **un navigatore GPS** per l’outdoor oppure scaricare **delle app per il trekking** nel proprio smartphone. Per farla breve possiamo dire che le app per al trekking vanno più che bene per le escursioni giornaliere e sono abbastanza semplici da usare. In caso di trekking di più giorno o itinerari particolarmente difficili, in cui sbagliare bivio potrebbe significare perdersi e trovarsi in condizioni critiche, consigliamo portare un **navigatore GPS**. **ALCUNI LINK SULL’ORIENTAMENTO** **[L’orientamento: come orientarsi in montagna](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-in-montagna/)** **[L’orientamento: come orientarsi con l’orologio](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-lorologio/)** **[L’orientamento: come orientarsi con il sole](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-sole/)** **PROTEZIONE SOLARE** Anche in autunno ci si può capitare di trovare delle giornate in cui il sole picchia forte, senza protezioni rischiamo di ustionarci la faccia o la testa. E’ meglio non dimenticare il cappellino, gli occhiali da sole e la crema protettiva che pesano poco ed occupano poco spazio nello zaino e, soprattutto possono evitarci spiacevoli esperienze. Infine non ci resta che augurarvi di buon trekking in autunno considerata una stagione, spesso sottovalutata dagli amanti del turismo lento, che può regalare esperienze davvero uniche. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/venezia-l35/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** camminare in autunno, trekking in autunno, trekking in stagione --- ### [Nevicate a primavera: attenzione!](https://www.montagnenostre.net/nevicate-a-primavera/) **Published:** Marzo 28, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### In piena primavera… arriva la neve? Siamo ad aprile inoltrato, eppure in alcune zone d’Italia il paesaggio sembra più da dicembre che da primavera. Il motivo? Un’improvvisa irruzione di aria fredda sta causando **nevicate fuori stagione**, sorprendendo cittadini e turisti. In questo articolo scopriamo **dove sta nevicando**, **perché succede** e **cosa fare** per evitare disagi. #### Dove sta nevicando oggi? Le **nevicate primaverili** del 2025 stanno interessando diverse aree del Paese, in particolare: - Le **Alpi e le Prealpi** del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige) - L’**Appennino centrale**, tra Abruzzo e Marche - Alcune zone collinari di Toscana, Umbria e Lazio Nei comuni montani, si segnalano accumuli fino a 20 cm sopra i 1000 metri. In alcuni casi, i fiocchi di neve si sono spinti anche più in basso, sorprendendo gli automobilisti e chi si avventura per le montagne. Come in inverno però prima di ogni escursione **bisogna valutare attentamente il bollettino valanghe** nella zona scelta per verificarne la pericolosità. Perché? Durante il giorno le temperature sono in media più alte, **bisogna prestare ancora più attenzione alle nevicate primaverili**. In primavera, come risaputo, la neve tende subito ad appesantirsi ed il pericolo di valanghe si fa molto più marcato. **LEGGI ANCHE:** [Sicurezza in montagna: Che cos’è il Servizio Meteomont?](https://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-che-cose-il-servizio-meteomont/) [La primavera in montagna è un momento magico](https://www.montagnenostre.net/la-primavera-in-montagna-e-un-momento-magico/) [Aiutateci a tenere pulite le nostre montagne!](https://www.montagnenostre.net/aiutateci-a-tenere-pulite-le-nostre-montagne/) [Fare trekking allunga la vita: ecco perché](https://www.montagnenostre.net/fare-trekking-allunga-la-vita-ecco-perche/) #### Perché nevica in primavera? Anche se può sembrare un’anomalia, la **neve in primavera** è un fenomeno che può verificarsi quando si creano le giuste condizioni: #### 1. Aria fredda dal Nord Una massa d’aria artica è scesa verso il Mediterraneo, portando un netto calo delle temperature. #### 2. Contrasti termici intensi L’aria calda primaverile, scontrandosi con quella fredda, genera instabilità atmosferica e precipitazioni. #### 3. Cambiamento climatico Sempre più spesso assistiamo a **fenomeni meteo estremi** e fuori stagione, sintomo di una crescente instabilità del clima. #### Cosa fare in caso di nevicata primaverile Ecco alcuni consigli utili se ti trovi in una delle zone colpite: - Controlla **le previsioni meteo** ogni giorno - Evita di guidare in condizioni pericolose, se puoi - Vestiti a strati: il meteo può cambiare velocemente - Fai attenzione a bambini, anziani e animali domestici #### Conclusione: natura imprevedibile, preparazione fondamentale Le **nevicate primaverili** sono un promemoria di quanto il clima possa sorprenderci, anche quando pensiamo che l’inverno sia ormai alle spalle. Essere informati, preparati e pronti ad agire è il miglior modo per affrontare eventi meteo straordinari con serenità. Il nostro consiglio è quindi di **controllare sempre il [bollettino valanghe](http://www.meteomont.gov.it/infoMeteo/)** e di non avventurarsi in zone poche conosciute senza una guida alpina. Se decidete per un’uscita di trekking a quote alte, **informatevi prima per sapere se la zona è ancora innevata**, per non rischiare di ritrovarvi impreparati senza l’attrezzatura adeguata. Fonte: Foto di [Alexey Komissarov](https://www.pexels.com/it-it/foto/paesaggio-montagne-natura-fiori-13221651/) **Primavera in Montagna: Gli articoli da acquistare per la tua escursione** [Zoerea Pantaloni Trekking Uomo traspiranti](https://amzn.to/3XPhYsY) [Night Cat 70L 90L Zaini da Hiking Trekking](https://amzn.to/42Eyajo) [SINOKAL Marsupio Multifunzione Stile Militare](https://amzn.to/3FZJcqN) [Moschettone Portachiavi 8en1 Multitool](https://amzn.to/3Rcw9EM) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Animali di Montagna, fioritura, Primavera in montagna --- ### [Basta videogiochi, riportiamo i bambini a trascorrere in natura](https://www.montagnenostre.net/basta-videogiochi-riportiamo-i-bambini-a-trascorrere-in-natura/) **Published:** Settembre 27, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Vi ricordate come ci si divertiva da piccoli a giocare nei boschi o in mezzo al verde? Quanto era bello immaginare di essere indiani a costruire dei forti nascosti coi sassi od accampamenti tra gli alberi? O Od avevamo la tendenza di improvvisare ad essere degli esploratori durante i nostri trekking pomeridiani? Se a noi sembrano ancora i passatempo migliori della nostra infanzia, ai bambini di oggi sembrano di un’altra idea. Cosa fare? Allora insegnamoli ad ascoltare i nostri racconti permettendoli a giocare come facevamo ai nostri tempi. Negli ultimi anni, sempre più bambini trascorrono ore davanti a schermi: smartphone, tablet, televisori e, soprattutto, videogiochi. Sebbene la tecnologia abbia i suoi vantaggi, il tempo eccessivo trascorso in ambienti digitali ha un costo: meno movimento, meno contatto con la natura e meno esperienze reali. È tempo di dire basta. Riportiamo i bambini [all’aperto](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-con-i-bambini-i-10-motivi-per-giocare-allaperto/), a respirare aria pulita, a correre nei boschi e a riscoprire il gioco nella sua forma più pura. ##### I pericoli di una vita troppo virtuale L’abuso dei videogiochi non è solo una questione di tempo perso. Diversi studi mostrano come un’esposizione prolungata agli schermi nei più piccoli possa: - compromettere lo sviluppo cognitivo ed emotivo, - ridurre la capacità di concentrazione, - aumentare il rischio di obesità infantile, - ostacolare la socializzazione reale. Il cervello di un bambino ha bisogno di stimoli sensoriali autentici: toccare, annusare, muoversi, osservare. E questo, nessun videogioco potrà mai sostituirlo. ##### Perché la natura è la migliore maestra Trascorrere tempo nella natura ha effetti straordinari sui bambini. Tra i principali benefici: - **Aumento della creatività**: un sasso diventa un tesoro, un ramo una spada, un prato un universo da esplorare. - **Benessere fisico**: camminare, arrampicarsi, correre stimolano muscoli e sistema immunitario. - **Equilibrio emotivo**: la natura calma, riduce l’ansia e favorisce la concentrazione. - **Sviluppo sociale**: giocare insieme all’aperto insegna cooperazione e rispetto reciproco. ##### Cosa possiamo fare per aiutarli? Riprendere la buona abitudine di uscire e riportare i propri figli a contatto con la natura. Volete qualche suggerimento sulle attività da fare con loro? [Ecco una lista stilata da una commissione di esperti della nationaltrust da fare prima dei 12 anni](http://www.montagnenostre.net/bambini-allaperto-50-cose-da-fare-prima-dei-12-anni/). Sappiate che i bambini che fanno giochi “pericolosi” (ad esempio: arrampicare su un albero, saltare su una mulattiera, costruire un fortino di pietra …ovviamente senza esagerare e che siano sotto il controllo dei genitori) crescono più sani ed intelligenti. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/arrampicatasullalbero-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/arrampicatasullalbero.webp)Arrampicata sull’albero **LEGGI ANCHE:** [In montagna coi bambini: ecco i tanti vantaggi ad alta quota!](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-coi-bambini-ecco-i-tanti-vantaggi-ad-alta-quota/) [I bambini intelligenti? Non usano il tablet ma si sporcano nel fango e si arrampicano sugli alberi](https://www.montagnenostre.net/i-bambini-intelligenti-non-usano-il-tablet-ma-si-sporcano-nel-fango-e-si-arrampicano-sugli-alberi/) [Come organizzare un’escursione con bambini](https://www.montagnenostre.net/come-organizzare-unescursione-con-bambini/) ##### Come coinvolgere anche i genitori Spesso sono proprio gli adulti a offrire gli schermi come soluzione rapida per occupare il tempo dei figli. Per cambiare, serve una nuova consapevolezza: - Pianifica momenti in natura come parte della routine settimanale. - Dai il buon esempio: lascia a casa lo smartphone durante le escursioni. - Coinvolgi altri genitori: organizzare uscite di gruppo è più motivante e divertente. ##### Conclusione Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di ritrovare un equilibrio. I videogiochi possono essere una parte marginale del tempo libero, ma non devono diventare la norma. I bambini hanno bisogno di sporcarsi le mani, di cadere e rialzarsi, di esplorare, di respirare a pieni polmoni. La natura non solo li fa crescere più sani, ma anche più felici. E oggi, più che mai, ne abbiamo bisogno tutti. **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini all'aperto, bambini in montagna, trekking --- ### [L’autunno: la stagione più bella per il trekking](https://www.montagnenostre.net/lautunno-la-stagione-piu-bella-per-il-trekking/) **Published:** Ottobre 1, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### L’autunno, è senza dubbio, la più bella stagione per chi ama il trekking e le escursioni perché può regalare delle emozioni più inattese per chi ama la natura. Vi elenchiamo il perché è considerata la stagione più bella: ##### La temperatura in Autunno è ideale La temperatura in autunno è considerata ideale perché rappresenta un equilibrio perfetto tra il caldo estivo e il freddo invernale: le giornate sono miti, con temperature generalmente comprese tra i 15°C e i 25°C, che permettono di stare all’aperto senza disagio. L’aria è spesso più secca e respirabile rispetto all’umida estate, rendendo il clima ancora più piacevole. Inoltre, ci si può vestire comodamente a strati, senza il bisogno di abiti troppo pesanti o troppo leggeri. Le giornate, pur accorciandosi, offrono ancora luce e tramonti spettacolari, e la natura si colora di tonalità calde e rilassanti, rendendo le passeggiate e le attività all’aperto particolarmente gradevoli. Questo mix di comfort climatico, bellezza paesaggistica e benessere fisico rende l’autunno una delle stagioni più amate. **LEGGI ANCHE:** [Autunno, tempo di castagne!](https://www.montagnenostre.net/autunno-tempo-di-castagne/) ##### I colori cambiano continuamente Con l’arrivo dell’autunno, le giornate si accorciano e le temperature si abbassano, stimolando le piante — in particolare gli alberi a foglia caduca — a **interrompere la produzione di clorofilla**, la sostanza che dà alle foglie il colore verde. Quando la clorofilla diminuisce, emergono gradualmente altri pigmenti presenti nelle foglie, come i **carotenoidi** (che danno il giallo e l’arancione) e gli **antociani** (che danno il rosso e il viola). Il risultato è un paesaggio in costante trasformazione, dove il verde lascia spazio a **sfumature calde e intense** che cambiano giorno dopo giorno: dal giallo dorato al rosso acceso, fino al marrone. Ogni pianta e ogni albero segue un ritmo diverso, creando un effetto visivo dinamico e unico, che rende l’autunno una stagione così spettacolare da osservare. ##### I panorami che si spalangano agli occhi L’autunno è la stagione dei trekking nei boschi di albero a foglie cadute: con l’inizio del riposo vegetativo la chioma delle piante si dirada fino a scomparire del tutto, permettendo di vedere finalmente quei panorami che in estate non si nota a causa dell’occultamento del fogliame. **LEGGI ANCHE:** [La bellezza di camminare in autunno](https://www.montagnenostre.net/la-bellezza-di-camminare-in-autunno/) ##### I sentieri meno affollati Con la fine delle vacanze estive e la ripresa della scuola e del lavoro, molte persone tornano alla routine quotidiana, e quindi la frequentazione di montagne, colline e percorsi naturalistici diminuisce notevolmente. Questo rende l’autunno una stagione perfetta per chi ama camminare in tranquillità, **immerso nella natura**, senza il via vai di turisti o escursionisti. In più, l’aria è più fresca e piacevole per camminare, i colori del paesaggio cambiano ogni giorno, e la luce autunnale rende tutto più suggestivo. Meno folla significa anche **più silenzio, più contatto con l’ambiente**, e un’esperienza più intima e rilassante. Insomma, per chi cerca pace e bellezza durante le escursioni, **l’autunno è una delle stagioni migliori per fare trekking**. ##### La nebbia e la pioggia regalano qualcosa di mistico Il meteo autunnale è capriccioso a causa della pioggia e della nebbia ma, con l’acqua che cade e le nubi che si formano a bassa quota l’autunno regala una nuova dimensione, più intima e quasi mistica, rendendo l’esperienza “unica” di un trekking nella natura. In poche parole avventurarsi nel piovischio basta avere scarponcini e giacca adatti. ##### Arriva la prima neve Già a partire da fine settembre o ottobre, nelle Alpi, negli Appennini o in altre catene montuose, le temperature possono scendere abbastanza da permettere le **prime nevicate**, anche se leggere. A volte la neve può arrivare anche a quote più basse, soprattutto verso la fine dell’autunno, cioè tra novembre e dicembre, quando il clima si fa più freddo e l’inverno è ormai alle porte. Queste prime nevicate sono spesso **poco durature**, ma segnano l’inizio del cambiamento stagionale e contribuiscono al fascino dell’autunno: mentre le foglie cadono e i colori cambiano, la neve comincia a **imbiancare le cime**, creando paesaggi spettacolari e contrastati. Quindi sì, **l’autunno è il momento in cui la natura comincia a prepararsi per l’inverno**, e la prima neve è uno dei segnali più belli e attesi. ##### Ecco alcuni articoli interessanti per l’autunno: [ALPIN LOACKER Cappello da Sole per Esterni con Protezione UV, di Alta qualità, per Trekking](https://amzn.to/4gshQHO) [NTUREFUN Amaca da Campeggio da Viaggio Ultraleggera](https://amzn.to/47EE6Mj) [Waterfly Marsupio Trekking con Portaborraccia Marsupio Sportivo](https://amzn.to/464RurT) [BEARZ Outdoor Coperta da Picnic Impermeabile, Telo Pic Nic da Viaggio](https://amzn.to/46g9s9G) [ALEVMOOM Bastone da passeggio con sedile sedia pieghevole bastone da passeggio con sedile portatile retrattile leggero per anziani viaggi all’aperto](https://amzn.to/4nrZCZ7) **Categorie:** In Montagna **Tag:** autunno, Castagne, foliage, trekking in autunno --- ### [Fare trekking in primavera: consigli pratici](https://www.montagnenostre.net/fare-trekking-in-primavera/) **Published:** Marzo 28, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### Con la primavera che risveglia la natura, le giornate che si allungano e le temperature più miti, **fare trekking in questa stagione è un’esperienza davvero speciale**. Ma per godersi al meglio le escursioni senza rischi o imprevisti, è importante prepararsi nel modo giusto. ##### Perché fare trekking in primavera? Siamo convinti che le **passeggiate primaverili sono rilassanti e rigeneranti**, e anche una breve camminata fa sparire lo stress. Se siete amanti del trekking di alta montagna, approfittate invece del primo periodo di primavera per fare **qualche passeggiata in bassa quota**, sotto i 1500 metri, dove la natura è già tutta in fermento.In questo modo vedrete colori e fiori bellissimi e non rischiate la pelle percorrendo gli itinerari più in alto a causa del pericolo valanghe per via dell’innalzamento della temperatura. Inoltre **sarebbe meglio percorrere gli itinerari di alta quota in estate che potrete godervi meglio**. Consigli da prendere in considerazione sono: **una bella camminata nel bosco** alla ricerca delle prime fioriture, **una passeggiata al sole** in un bel prato verde e **camminare con la macchina fotografica** pronta in mezzo agli alberi in fiore. In montagna non si può proprio perdere la **fioritura dei meli**, che ad inizio aprile i campi di meli si trasformano in uno spettacolo unico. ##### L’attrezzatura giusta per il trekking primaverile Non fatevi ingannare dalle temperature piacevoli della primavera, anche per una breve camminata, perché **l’aria in montagna è ancora fresca nonostante il sole sia più caldo**. Vi consigliamo di portare sempre con voi una maglia più pesante e se siete soggetti al mal di gola sarebbe meglio che portate un bel foulard, anche se leggero. Indossate sempre **scarpe comode e meglio se impermeabili**, soprattutto se fate le passeggiate nel bosco. Il motivo? Di notte le temperature sono ancora molto basse, il terreno è spesso ancora ghiacciato e sui sentieri si possono trovare dei tratti fangosi. Inoltre il **sottobosco è ancora umido** nei tratti nell’ombra ed al mattino l’erba è ancora bagnata dalla brina. ##### Scarpe da trekking Scegli scarponcini **impermeabili** e con **buona aderenza**, ideali per affrontare fango o residui di neve. ##### Abbigliamento a strati Il classico sistema “a cipolla” è perfetto in primavera. Porta con te: - Maglietta tecnica traspirante - Felpa o pile leggero - Giacca antivento/antipioggia ##### Zaino essenziale Uno zaino da 20-30 litri è sufficiente per un’escursione giornaliera. Non dimenticare: - Acqua (almeno 1,5L) - Snack energetici/frutta secca - Berretto e occhiali da sole - Crema solare (il sole di primavera può scottare!) LEGGI ANCHE: [La primavera in montagna è un momento magico](https://www.montagnenostre.net/la-primavera-in-montagna-e-un-momento-magico/) [Nevicate a primavera: attenzione!](https://www.montagnenostre.net/nevicate-a-primavera-attenzione/) [Guida al trekking: i consigli per cominciare a camminare in montagna](https://www.montagnenostre.net/guida-al-trekking-i-consigli-per-cominciare-a-camminare-in-montagna/) ##### Sicurezza prima di tutto - Avvisa qualcuno del tuo itinerario e dell’orario previsto di rientro - Porta con te una **mappa cartacea** o scarica la traccia GPX offline - Tieni sempre con te un piccolo **kit di pronto soccorso** - Se possibile, **non camminare da solo**, soprattutto in zone isolate ##### Rispetta la natura In primavera la natura è particolarmente sensibile. Ricorda di: - Restare sui sentieri segnati - Non raccogliere fiori o piante - Non disturbare gli animali - Raccogliere i tuoi rifiuti (compresi quelli biodegradabili) ##### Conclusione: vivi la primavera passo dopo passo Fare trekking in primavera è un modo meraviglioso per **riconnettersi con la natura** e riprendere fiato dopo i mesi invernali. Con il giusto equipaggiamento, una buona pianificazione e rispetto per l’ambiente, ogni uscita può diventare un’esperienza rigenerante. **Categorie:** In Montagna **Tag:** animali, natura, Primavera, trekking --- ### [Cosa portare e ricordare prima di un'escursione in montagna](https://www.montagnenostre.net/tutto-quello-che-devi-ricordare-quando-sei-in-montagna/) **Published:** Maggio 2, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### In montagna di natura ce n’è davvero tanta ed è tutta bellissima da scoprire e conoscere, ricordandosi sempre che ci sono buone pratiche da rispettare quando si è immersi in un bosco od in un ambiente naturale diverso da esso. E’ anche vero che la natura è per tutti ma dovrebbe esserci anche il rispetto per le tutte le piante e gli animali del territorio che stai esplorando. C’è l’imbarazzo della scelta di ambienti meravigliosi più o meno selvaggi in montagna, ma per goderne appieno **è importante tenere sempre a mente questo decalogo**. **ECCO IL DECALOGO** 1. **NON LASCIARE TRACCE DEI VOSTRI PASSAGGI** **Non abbandonare nessun tipo di rifiuto in natura per nessun motivo.**Se state facendo un’escursione in alta montagna e guardandovi intorno non trovate nessun cestino per i rifiuti, è buona regola riportare con voi in un sacchetto e **riportarli a valle**. 2. **ROCCE, FIORI, PIANTE E INSETTI…MEGLIO LASCIARLI IN PACE DOVE SONO** Sarebbe meglio non raccogliere nessun tipo di fiori, piante, rami, rocce, insetti lasciandoli nel loro ambiente naturale. E’ bene tenere in mente che alcune specie di fiori e piante sono protette ed è vietata la loro raccolta. Per informazioni sarebbe meglio rivolgersi agli uffici forestali della zona del vostro soggiorno. Gli unici souvenir da portare a casa dopo una bella camminata sono il ricordo dei meravigliosi panorami e le foto che avete scattato durante l’escursione. 3. **RISPETTATE IL SILENZIO!** Intendiamo se vi trovate in zone protette, parchi o riserve naturali è buona educazione **non fare rumori che possano spaventare gli animali**. Quindi vi ricordiamo di tenere un tono di voce basso evitando urla o schiamazzi e **non un vero e proprio silenzio**. E’ bene ricordare di non importare nei vostri dispositivi tecnologici musica ad alto volume o suonerie. Magari, con un pò di fortuna, magari potrete avvistare un capriolo od una marmotta! **LEGGI ANCHE:** [Tutti i benefici del trekking](http://www.montagnenostre.net/tutti-i-benefici-del-trekking/) [Norme di comportamento in montagna: rispetta gli animali!](http://www.montagnenostre.net/norme-di-comportamento-in-montagna-rispetta-gli-animali/) [Animali fuori pista…chi rispetta protegge!!](http://www.montagnenostre.net/animali-fuori-pista-chi-rispetta-protegge/) 4. **FRUTTI SELVATICI…MEGLIO RACCOGLIERLI SOLO SE LI CONOSCETE** Vi capita di fermarsi, durante la passeggiata, **a mangiare qualche fragola di bosco o dei lamponi e dei mirtilli selvatici**? Se siete insieme coi bambini, il divertimento è doppio e finirete tutti con la lingua rossa o blu! E’ importante ricordare che nei boschi e nei prati di montagna sono tante le varietà di piante che producono frutti simili a loro perciò **non mangiate frutti e bacche che non siete sicuri di conoscere** perché potrebbero essere velenosi. Inoltre se raccogliete un pò di frutti di bosco da portare a casa ricordate di **non usare rastrelli od altri attrezzi simili che potrebbero rovinare le piante del sottobosco**. **LEGGI ANCHE:** [Come trovare i funghi porcini](http://www.montagnenostre.net/come-trovare-i-funghi-porcini/) [La storia di un albero](http://www.montagnenostre.net/la-storia-di-un-albero/) [Fare trekking in primavera: consigli pratici](http://www.montagnenostre.net/fare-trekking-in-primavera-consigli-pratici/) [Aiutateci a tenere pulite le nostre montagne!](http://Aiutateci%20a%20tenere%20pulite%20le%20nostre%20montagne!) 5. **ANDARE A FUNGHI…IMPARATE ALCUNE PRATICHE DA RISPETTARE** Quando inizia la stagione micologica…tutti in bosco a divertirsi nella ricerca dei funghi! Se siete esperti fungaioli sappiamo che avete i vostri luoghi segreti e conoscete tutte le buone pratiche da rispettare. Se invece siete alle prime armi vi consigliamo di farsi consigliare da qualcuno più esperto che sappia insegnarvi quali tipi di funghi commestibili raccogliere ed altri no. E’ bene tenere in mente se **non sei sicuro di conoscere un fungo non raccogliere perché potrebbe essere velenoso**. Inoltre è bene di farsi accompagnare da un vostro parente od amico esperto muniti di un contenitore forato (ad esempio un cestino di vimini od uno zainetto da funghi) dove raccogliere il bottino ed imparare i segreti del fungaiolo. 6. **NON CERCATE DI AVVICINARE GLI ANIMALI UTILIZZANDO IL CIBO** In certe zone alcuni animali come le volpi, gli scoiattoli e le marmotte, sembrano abituati alla presenza dell’uomo e quindi è più facile che si avvicinino. Come regola generale va ricordato che **gli animali selvatici sono, appunto, selvatici**. Quindi è buona regola non tentare di avvicinarli con del cibo, perché potrebbe essere pericoloso per voi e per l’animale. 7. **ATTENTI AL FUOCO!** Un bosco in fiamme è una calamita che non vorremmo mai vedere, quindi tenete sempre a mente che anche un gesto banale può provocare un incendio. **Non accendete fuochi di nessun tipo** in zone non autorizzate, e in quelle autorizzate state bene attenti che il venti non trasporti pezzi di brace ed assicuratevi sempre di spegnere adeguamente il fuoco. Non gettate i mozziconi accesi in prati e boschi. Se notate un principio di incendio allontanatevi e [chiamate immediatamente i vigili dei fuoco](http://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-se-avvisti-un-incendio-cosa-fare/). 8. **NON AVVENTURATEVI DA SOLI IN LUOGHI CHE NON CONOSCETE** Se state camminando in montagna **rimanete sempre sul sentiero segnalato**, non allontanatevi da soli soprattutto se siete in una zona che non conoscete, e nel caso informate sempre chi è con voi dicendogli dove state andando. Non intraprendere percorsi senza conoscere la difficoltà, la lunghezza e l’itinerario. In montagna, se fate i trekking, **è buona regola essere sempre almeno in due** ed avere con sé un dispositivo per le emergenze. 9. **PORTATEVI SEMPRE L’ABBIGLIAMENTO ED ATTREZZATURA ADEGUATI** E’ buona regola indossare sempre abbigliamento e scarpe adeguate in base all’attività che volete fare ed al luogo in cui svolgete il trekking. Lasciando da parte le attività impegnative, come l’arrampicata, per cui serve un’attrezzatura specifica, se vi piace fare trekking nei boschi e fare passeggiate in montagna **ricordatevi sempre di indossare scarponi o scarpe da trekking** che non ti facciano scivolare e proteggere le vostre caviglie. Se avete deciso di intraprendete una camminata stando all’aperto per almeno mezza giornata portate con voi uno zaino con lo stretto necessario (borraccia, coltellino, pranzo al sacco, cartina e telefono) e sempre una giacca a vento o **una k-way in caso di piogge improvvise**. Prima di intraprendere attività specifiche informatevi bene su quale sia il materiale necessario. **Checklist acquisti escursione: L’attrezzatura che ti serve davvero** [Grisport Scarpa da Trekking RIVASAFE Dakar](https://amzn.to/3YsS9yX) [Salewa Alp Mate Mid Scarponi da Trekking da Uomo](https://amzn.to/3G1z0hk) [CMP Rigel Mid Wmn Trekking Shoes WP, Scarpe Donna](https://amzn.to/4lpG9s1) [Rahhint 3 Paia Calzini da Trekking in Lana Merino](https://amzn.to/43MxxW7) [Azeekoom Poncho Impermeabile, Multifunzionale](https://amzn.to/3RdOt0e) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Animali di Montagna, autunno, bambini in montagna, regole di montagna --- ### [Salute e sicurezza in montagna… a fumetti!](https://www.montagnenostre.net/salute-e-sicurezza-in-montagna-a-fumetti/) **Published:** Luglio 5, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### In montagna, la salute e la sicurezza sono fondamentali per godersi al meglio ogni escursione, ma come comunicare questi concetti in modo coinvolgente? In questo articolo, esploreremo i principali rischi e le precauzioni da prendere durante le attività montane, il tutto raccontato in modo originale e divertente… a fumetti! Grazie a immagini e vignette, imparerai le regole di base per affrontare la montagna in sicurezza, come prevenire gli incidenti, come affrontare emergenze mediche e come prepararti fisicamente per le escursioni. Una guida visiva che unisce l’utile al dilettevole, perfetta per chi vuole imparare in modo leggero ma efficace come affrontare le sfide della montagna senza correre rischi. Ecco la pubblicazione “Salute e sicurezza in montagna per tutti”, un bellissimo fumetto che, con un approccio divulgativo ma assolutamente corretto sotto l’aspetto medico e scientifico, tratta alcuni dei principali temi legati alla salute durante le escursioni. Molto utile ed istruttivo per tutti gli escursionisti e non. [les\_montagnards\_-\_medicina\_di\_montagna\_per\_tutti\_resamont2](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/07/les_montagnards_-_medicina_di_montagna_per_tutti_resamont2.pdf)[Download](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/07/les_montagnards_-_medicina_di_montagna_per_tutti_resamont2.pdf) **LEGGI ANCHE:** [Tutti i benefici del trekking](https://www.montagnenostre.net/tutti-i-benefici-del-trekking/) [Sicurezza in montagna](https://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna/) [Tutto quello che devi ricordare quando sei in montagna](https://www.montagnenostre.net/tutto-quello-che-devi-ricordare-quando-sei-in-montagna/) [Montagna sicura: La salute non è un gioco!](https://www.montagnenostre.net/montagna-sicura-la-salute-non-e-un-gioco/) [In montagna coi bambini: ecco i tanti vantaggi ad alta quota!](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-coi-bambini-ecco-i-tanti-vantaggi-ad-alta-quota/) [Perché l’aria di montagna fa bene in tutte le stagioni](http://www.montagnenostre.net/perche-laria-di-montagna-fa-bene-in-tutte-le-stagioni/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** fumetti di montagna, medicina di montagna, sicurezza in montagna --- ### [Ciaspolata d’alta quota: Anello selvaggio verso il Passo Monscera](https://www.montagnenostre.net/giro-ad-anello-con-le-ciaspole-alpe-san-bernardo-passo-di-monscera/) **Published:** Gennaio 2, 2020 **Author:** Redazione **Content:** #### Famosa per le sue acque e i suoi paesaggi straordinari, la **Valle Bognanco** è anche meta ideale per gite ed **escursioni in ciaspole**. Da **Domodossola** parte questa **valle aspra e impervia**, ma non fatevi impressionare dalle sue strette gole… i **paesaggi** che troverete **in alta quota sapranno meravigliarvi**! Da Bognanco proseguite seguendo le indicazioni per San Bernardo. Gli itinerari per ciaspole, studiati da Marina Morandin, vi guideranno verso il **Passo del Monscera** e verso i **Laghi di Paione**, monitorati e studiati nelle loro “acque di aree remote”, collocati, come sono, in zone non inquinate e contaminate da attività umane. Questo percorso **estivo** per raggiungerli è **facile e molto frequentato**, **d’inverno invece richiede esperienza** in ambiente innevato, ma soprattutto in **condizioni di stabilità del manto nevoso**. Altri percorsi, sempre gratificanti e paesaggisticamente splendidi, sono **facilmente accessibili da San Bernardo**. Ecco l’itinerario realizzato da Marina Morandin e tratto dalla guida “Ciaspole nelle Valli dell’Ossola” di Marina Morandin e Marco De Ambrosis, edita da Danilo Zanetti Editore. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **WT**1 – Itinerario facile con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [Valle Bognanco](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/vallebognanco-rifugi/) **Località di partenza:** Alpe San Bernardo (1630 m.) **Località di arrivo:** Alpe di Monscera (1979 m.) **Dislivello:** 363 m. (477 m. arrivando al Passo di Monscera) **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** dato non disponibile **Tempo:** 4 ore **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** panoramico **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 06/01/2015, 10:06 Duration: 04:18:10 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 562 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 542 m Distance: 9.56 km **ACCESSO** Dall’autostrada A26 seguiamo le indicazioni per il confine di stato fino a Domodossola, uscita Bognanco. Entriamo in Domodossola fino alla rotonda che immette sulla via Generale Dalla Chiesa per poi seguire l’indicazione per Bognanco. Proseguiamo sulla strada che sale all’Alpe San Bernardo parcheggiando nei pressi della chiesetta. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal parcheggio prendiamo sulla sinistra la pista battuta e ci avviamo verso il [**rifugio San Bernardo**](https://www.montagnenostre.net/rifugi/piemonte/valle-bognanco/rifugio-san-bernardo/). Proseguiamo nella traccia che si snoda in una suggestiva cornice di un secolare lariceto fino ad uscire dal bosco una volta raggiunto il meraviglioso pianoro della **Piana di Ridorosso** (m 1831) Iniziamo l'ultimo tratto di salita che conduce al **Lago di Ragozza** che si manifesta nel lucente biancore della sua veste invernale. Da qui in pochi minuti si arriva al **[rifugio Gattascosa](https://www.montagnenostre.net/rifugi/piemonte/valle-bognanco/rifugio-gattascosa/)**, buon punto di ristoro aperto nei fine settimana. Proseguiamo e incontriamo sulla sinistra la deviazione per il **Passo del Monscera**, che si raggiunge passando per l’omonimo lago. QUESTA VARIANTE E’ CONSIGLIATA ESCLUSIVAMENTE CON MANTO NEVOSO ASSESTATO E PISTA BATTUTA. ![Rifugio Gattascosa](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/01/Rifugio_Gattascosa.webp)Rifugio Gattascosa![Verso il Passo del Monscera](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/01/Versoilpassomonscera.webp)Verso il Passo del Monscera![Lago del Paione inferiore](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/01/Lago_del_paione_inf.webp)Lago del Paione inferioreNoi continuiamo tenendo la destra e, dopo aver oltrepassato l’Alpe Micalcesti, arriviamo all’**alpeggio del Monscera** (m 1979). Alpe che è ancora caricata d’estate e dove si erge una grande stalla. Si scende attraverso la strada battuta dal gatto delle nevi fino all’alpe Arza e al **[rifugio il Dosso](https://www.montagnenostre.net/rifugi/piemonte/valle-bognanco/rifugio-il-dosso/)** e da qui fino al ponte sul rio Rasiga, con una breve risalita si rientra infine all’**alpe San Bernardo**. **NOTE:** si consiglia di contattare sempre il rifugio prima della partenza per avere indicazioni precise sul percorso e l’innevamento. Il giro ad anello può esser fatto in entrambi i sensi di marcia. Fonte: [visitossola.it](https://www.visitossola.it/) **TI POTREBBERO INTERESSARE:** [HIKENTURE Ghette per Escursionismo](https://amzn.to/40hWq8C) [ENONEO Scaldacollo](https://amzn.to/4gZjwrD) [ROCKBROS Passamontagna invernale](https://amzn.to/4gdCGco) [kyncilor Guanti Invernali Impermeabili](https://amzn.to/4gdCxWo) **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.rifugidellossola.it](http://www.rifugidellossola.it/) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Ciaspolate in montagna, Ciaspolate in Piemonte, Val bognanco --- ### [Itinerario con le ciaspole: il percorso dei fiocchi](https://www.montagnenostre.net/itinerario-con-le-ciaspole-il-percorso-dei-fiocchi/) **Published:** Dicembre 17, 2021 **Author:** Redazione **Content:** ### Realizzato e inaugurato nel 2007 dalla campionessa di sci Manuela Di Centa, è un itinerario ad anello da percorrere senza bisogno di accompagnatori o guide, in quanto perfettamente segnalato. **DETTAGLI ITINERARIO** #### WT1 – Itinerario Facile con ciaspole **Gruppo Montuoso:** Alpi dell’Ortles – Alpi Retiche (Italia) **Valle:** Val di Gavia **Località di partenza:** località La Fonte (1738 m.) **Località di arrivo:** località La Fonte (1738 m.) **Dislivello:** quasi assente **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 3 km **Tempo:** 45 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** panoramico/naturalistico **ITINERARIO** Time: 12/02/2021, 15:39 Duration: 01:28:21 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 286 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 284 m Distance: 4.26 km Partendo dal centro La Fonte, costeggiare la pista di fondo seguendo le indicazioni dei cartelli; camminare lungo la piana di Santa Caterina in direzione **Valle dei Forni** e inoltrarsi nei boschi e prati di **Nassegno** prima di fare ritorno verso il centro paese. Il percorso è adatto anche per i bambini. Fonte: [santacaterina.it](https://santacaterina.it/) [![Tratto del sentiero del percorso dei fiocchi](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Sentiero_percorso.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Sentiero_percorso.webp)Tratto del sentiero del percorso dei fiocchi[![Paesaggio ripreso lungo il percorso dei fiocchi](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Paesaggio_duranteilpercorso.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Paesaggio_duranteilpercorso.webp)Paesaggio ripreso lungo il percorso dei fiocchi[![Paesaggio ripreso lungo il percorso dei fiocchi](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Paesaggio_duranteilpercorso2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Paesaggio_duranteilpercorso2.webp)Paesaggio ripreso lungo il percorso dei fiocchi **Ti potrebbero interessare:** [Ceestyle Leggero Ice Tacchetti, Ramponi da Ghiaccio Antiscivolo per Scarponi](https://amzn.to/4gYhk3R) [HOSLAFON Ramponi, Tacchetti da Ghiaccio per Scarponi Scarpe](https://amzn.to/4hax97c) [Racchette Neve Ciaspole per Neve 3 in 1, 2 Bastoncini da Trekking e Borsa da Trasporto](https://amzn.to/3Cc8fFn) **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.santacaterina.it](https://santacaterina.it/) **Categorie:** Ciaspolate --- ### [Rifugio Silvio Dorigoni: escursione imperdibile nell’alta Val di Rabbi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-silvio-dorigoni/) **Published:** Ottobre 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato a 2436 m in Val Saent, in alta Val di Rabbi, il Rifugio Silvio Dorigoni è punto di partenza ideale per escursioni ai suggestivi laghi Sternai e alle cime del gruppo Cevedale.** DETTAGLI ITINERARIO** > #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val di Rabbi](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/ "VAL DI RABBI") **Località di partenza:** Piazzola di Rabbi-Malga Stablasolo **Quota di partenza:** 1539 m | **Dislivello:** 897 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 20 Giugno al 20 Settembre **Posti letto:** 80 posti (4 posti rifugio invernale) **Gestione:** Michele Jachelini **Tel.** +39 0463 985240 | **Cell.** 335 5924166 MAPPA DEL PERCORSO** Time: 01/01/2010, 01:00 Duration: 42:16 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1114 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 76 m Distance: 7.05 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il percorso per il Rifugio Silvio Dorigoni parte dalla **località Coler,** in Val di Rabbi, dove si imbocca il sentiero ben segnalato che risale la **Val Saent**. Il tracciato procede inizialmente nel bosco, costeggiando il torrente e offrendo numerosi scorci sulle cascate di Saent. ![](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Rifugio_Dorrigoni_lago.jpg)Il rifugio Dorigoni ed il lagoSuperati i ponticelli e i brevi tratti più ripidi, il sentiero guadagna quota con pendenza costante fino a raggiungere i pascoli dell’alta valle. Da qui la vista si apre verso le cime del **gruppo Cevedale,** mentre la mulattiera conduce con ampie svolte al pianoro dove sorge il rifugio. L’ultimo tratto, più aperto e panoramico, permette di raggiungere il Rifugio Silvio Dorigoni a 2436 metri, in un ambiente alpino suggestivo e ricco di punti d’interesse naturalistico. ![](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Lago_Sternai.jpg)Lago Sternai![](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Fioritura_Dorrigoni.jpg)Fioritura dei prati nei pressi del rifugio Dorigoni **TRAVERSATE** Rifugio Larcher Guido | [Rifugio Canziani Umberto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-canziani-umberto/) | [Rifugio Corsi Nino](http://www.montagnenostre.net/rifugio-nino-corsi/) | [Rifugio Stella Alpina al Lago Corvo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-stella-alpina-al-lago-corvo/) | Cima Lago Lungo **ASCENSIONI** Cima Càreser | Cima Rossa di Saènt | Cima Sternai | Cima di Rabbi | Cima Lorchen [VEDI TUTTI I RIFUGI DI VAL DI RABBI»](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Categorie:** Val d'Ultimo - Ultental, Val di Rabbi **Tag:** Gruppo Ortles, Ortles-Cevedale, val Saént --- ### [Bivacco Angelo Taveggia: esperienza unica di alpinismo in Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/bivacco-angelo-taveggia/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situa a 2845 m. su un isolotto roccioso alla base della cresta Est della Punta Kennedy, sul versante sinistro orografico del Ghiacciaio del Ventina. Collocato nel 1928 alla memoria dell’alpinista lombardo Angelo Taveggia e caduto nel 1926 in un tentativo di salita solitaria della parete nord-est del Roseg.** **DETTAGLI ITINERARIO** > #### **A – Salita Alpinistica Normale** **Gruppo Montuoso: Bernina – Disgrazia (Italia) Valle: [Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/) Località di partenza:** Chiareggio **Quota di partenza:** 1612 m | **Dislivello:** 1230 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** sempre aperto **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** CAAI (Club Alpino Accademico Italiano) **Tel.** n.d. **Contattare e-mail:** **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 08/03/2019, 10:02 Duration: 37:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1347 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 82 m Distance: 6.65 km **[Scarica il percorso su Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-alpinismo/salita-al-bivacco-angelo-taveggia-33876890)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Chiareggio portarsi all’**Alpe Ventina (rifugi Gerli-Porro e Ventina; ore 1)**. Da qui si procede in direzione S raggiungendo la morena laterale destra (orografica) del **ghiacciaio del Ventina**. La traccia sale per l’ampia base morenica fra radi larici poi entra a destra costeggiando il torrente fin quasi sotto al fronte glaciale; procede poi ripidissima a sinistra, per sfasciumi, lisce roccette e detriti aggirando il fronte del ghiacciaio e portandosi al suo sommo. Si percorre il ghiacciaio dapprima verso S poi, all’altezza della grande seraccata che confluisce in esso da destra, si inizia a piegare in quella direzione. Si aggira la seraccata e la si sormonta entrando infine in un breve valloncello chiuso da una parete rocciosa. Salire circa 20 metri a destra di un canale erboso che porta alla cresta soprastante. Facilmente prima verso sinistra e poi tornando a destra si arriva al bivacco. **ESCURSIONI** [Bivacco Oggioni Andrea](https://www.montagnenostre.net/bivacco-a-oggioni/) **ALPINISMO** Punta Kennedy (per la via normale) | Punta Kennedy (per la cresta Est) | Pizzo Ventina | Monte Disgrazia | Pizzo Cassandra **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO »](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/)** **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Alpinismo, Monte Disgrazia, Trekking in Lombardia, Ventina --- ### [Trekking: tutti i benefici di una passeggiata nella natura](https://www.montagnenostre.net/trekking-tutti-i-benefici-di-una-passeggiata-nella-natura/) **Published:** Agosto 7, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### Il trekking è una delle attività all’aria aperta più complete e apprezzate, che consente di coniugare il piacere della scoperta con numerosi benefici per il corpo e la mente. Camminare nella natura, esplorare sentieri immersi nel verde, respirare aria fresca e lontano dallo stress quotidiano non solo è gratificante, ma apporta anche miglioramenti significativi alla nostra salute. #### Benefici per la salute fisica Il trekking è un esercizio aerobico che stimola il cuore e il sistema cardiovascolare. [Camminare su terreni naturali](http://www.montagnenostre.net/i-benefici-dellaria-di-montagna-tutto-quello-che-ce-da-sapere/), come sentieri in salita o in discesa, offre un allenamento completo per il corpo, coinvolgendo muscoli delle gambe, glutei, addome e schiena. Questa attività aiuta a: - **Rafforzare il cuore**: Il trekking è ideale per migliorare la resistenza cardiaca e abbassare il rischio di malattie cardiovascolari. - **Migliorare la circolazione sanguigna**: La camminata regolare stimola il flusso sanguigno e favorisce una circolazione sana. - **Tonificare e rinforzare i muscoli**: Le variazioni del terreno e le salite mettono alla prova le gambe e i glutei, tonificando e rafforzando i muscoli in modo naturale. - **Perdere peso**: Come ogni attività fisica moderata, il trekking aiuta a bruciare calorie e, se praticato regolarmente, può essere un valido alleato nella gestione del peso corporeo. #### Vantaggi per la salute mentale Uno degli aspetti più sottovalutati del trekking è il suo impatto sulla salute mentale. In un mondo sempre più frenetico, il trekking offre una via di fuga dallo stress quotidiano e un’occasione per rigenerarsi. I benefici per la mente includono: - **Riduzione dello stress**: La natura ha un effetto calmante sul nostro organismo. Camminare in un ambiente tranquillo e silenzioso riduce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, favorendo un senso di calma e serenità. - **Miglioramento dell’umore**: Le passeggiate in natura stimolano la produzione di endorfine, i cosiddetti “ormoni della felicità”, che migliorano l’umore e riducono i sintomi di ansia e depressione. - **Aumento della concentrazione**: La combinazione di esercizio fisico e immersione nella natura aiuta a liberare la mente e migliorare la capacità di concentrazione e di problem-solving. - **Contatto con la natura**: La connessione con la natura è fondamentale per il nostro benessere psicologico. Passare del tempo all’aria aperta, lontano dai rumori e dalle distrazioni della città, aiuta a ritrovare la tranquillità interiore. #### Benefici per la mente e la creatività Camminare nella natura non solo aiuta a liberare la mente dalle preoccupazioni quotidiane, ma stimola anche la creatività. Studi scientifici hanno dimostrato che attività come il trekking possono incrementare le capacità creative, poiché il contatto con l’ambiente naturale permette di staccare dalla routine e favorisce un flusso di pensieri più liberi e innovativi. #### Un’opportunità per socializzare Il trekking può anche essere un’ottima occasione per socializzare. Può essere praticato in compagnia di amici, familiari o in gruppo, creando così momenti di condivisione e rafforzando i legami interpersonali. Inoltre, partecipare a gruppi di trekking o escursioni guidate è un’ottima opportunità per incontrare persone con interessi simili e fare nuove amicizie. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/08/pexels-ajaybhargavguduru-1076081-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/08/pexels-ajaybhargavguduru-1076081-scaled.webp)Trekking in gruppo – Foto di [Guduru Ajay bhargav](https://www.pexels.com/it-it/foto/persone-che-camminano-sulla-strada-vicino-agli-alberi-durante-il-giorno-foto-1076081/)#### Benefici per la qualità del sonno Molte persone che praticano il trekking regolarmente riferiscono di dormire meglio. L’esercizio fisico, unito all’esposizione alla luce naturale durante la giornata, aiuta a regolare il ritmo circadiano e favorisce un sonno più profondo e riposante. #### Trekking come terapia naturale Oltre agli aspetti fisici e psicologici, il trekking può essere considerato una vera e propria forma di terapia naturale. In particolare, la “**forest therapy**” o “**shinrin-yoku**” (termine giapponese che significa “bagno di foresta”) è una pratica che incoraggia il soggiorno immerso nei boschi per ridurre lo stress e migliorare la salute generale. [Trascorrere del tempo nella natura](http://I%20benefici%20dell%E2%80%99aria%20di%20montagna:%20tutto%20quello%20che%20c%E2%80%99%C3%A8%20da%20sapere), respirando profondamente e praticando attività fisiche leggere come il trekking, può contribuire a migliorare il benessere psicofisico in modo naturale e senza effetti collaterali. #### Accessibilità e inclusività Il bello del trekking è che può essere praticato da tutti, a qualsiasi età e livello di fitness. Esistono sentieri adatti a tutti, dai principianti agli escursionisti esperti, e molte aree naturali sono facilmente accessibili, anche per persone con mobilità ridotta o in cerca di esperienze più tranquille e rilassanti. Inoltre, è una delle attività all’aperto più economiche, non richiedendo attrezzature particolarmente costose (se non un buon paio di scarpe da trekking e abbigliamento adeguato). **LEGGI ANCHE:** [Ogni stagione è la migliore per le escursioni in montagna!](http://www.montagnenostre.net/ogni-stagione-e-la-migliore-per-le-escursioni-in-montagna/) [Io, mamma, scelgo la montagna e vi spiego perché](http://www.montagnenostre.net/io-mamma-scelgo-la-montagna-e-vi-spiego-perche/) Il trekking è un’attività che va ben oltre il semplice esercizio fisico. È un’opportunità per connettersi con la natura, migliorare la propria salute fisica e mentale, ridurre lo stress e vivere in modo più equilibrato. Che si tratti di una passeggiata leggera su un sentiero vicino a casa o di un’escursione più impegnativa [in montagna](http://www.montagnenostre.net/camminare-in-montagna-ci-rende-felici-ecco-perche/), i benefici del trekking sono numerosi e alla portata di tutti. Quindi, perché non fare una passeggiata nella natura e scoprire tutti i benefici che il trekking ha da offrire? La prossima volta che ti senti sopraffatto, prova a mettere le scarpe da trekking e concediti una pausa all’aria aperta: il tuo corpo e la tua mente ti ringrazieranno. *Fonte: [siviaggia.it](https://siviaggia.it/viaggi/trekking-tutti-i-benefici-di-una-passeggiata-nella-natura/142796/)* #### Una lista di libri interessanti sul trekking: [I sentieri della grande guerra. Memorie in quota. Itinerari tra storia, letteratura, escursioni](https://amzn.to/4hSxnzU) [I sentieri per la libertà. Itinerari per conoscere le montagne della seconda guerra mondiale e della Resistenza](https://amzn.to/4j7yNHy) [Guida ai rifugi del CAI. 363 rifugi del Club Alpino Italiano per scoprire la montagna.](https://amzn.to/3RpAqo9) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Benefici trekking, Camminare all'aperto, Camminare in montagna, foliage --- ### [Camminare ti cambia: 5 vantaggi essenziali da conoscere](https://www.montagnenostre.net/quanto-fa-bene-camminare-le-5-buone-ragioni-per-farlo/) **Published:** Settembre 26, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### **Restare in forma è semplice, basta camminare. Ma ci sono tante altre buone ragioni per farlo, fra cui il fatto che migliora l’umore e allontana lo stress. Camminare è un’attività adatta a chiunque ed estremamente efficace**. #### Ecco tutti i benefici per la salute del camminare: **1. Alleato contro le malattie** [Camminare](https://www.montagnenostre.net/camminare-in-montagna-ci-rende-felici-ecco-perche/) è utile per tenere sotto controllo i **fattori di rischio** per diabete, patologie cardiovascolari, ipertensione, cancro, osteoporosi. Secondo alcune ricerche fare **allunga la vita** dai 3 ai 7 anni e **migliora le capacità cerebrali**, ritardando la comparsa di demenza senile. **2. Alla portata di tutti** L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato in **5000 passi** lo standard per ricavare beneficio da una **passeggiata**. Prendete quindi la buona abitudine di percorrere **circa 3 km** a piedi quotidianamente e avrete grandi [benefici](http://www.montagnenostre.net/tutti-i-benefici-del-trekking/) per la salute. Si tratta dunque di un impegno alla portata di tutti, non troppo invasivo, che **non richiede particolari abilità** e **non mette a dura prova muscoli e articolazioni**, come avviene per esempio con la corsa. Si può [camminare](https://www.montagnenostre.net/trekking-tutti-i-benefici-di-una-passeggiata-nella-natura/) ovunque, ogni giorno e in qualunque situazione. Non avete il tempo di andare in palestra o praticare altri sport? Camminate! **3. Più buon umore e meno stress** Durante una sessione di **walking** viene stimola la produzione di endorfine, gli **ormoni della felicità**. L’attività fisica infatti determina il rilascio da parte dell’organismo **di endorfine** che generano un potente **effetto benessere**, che non si avverte solo durante l’[allenamento](https://www.montagnenostre.net/come-verificare-il-proprio-stato-di-forma-nel-corso-del-periodo-di-allenamento/), ma che si protrae anche dopo. Non solo, il movimento permette di gestire stress, pensieri ossessivi, ansia, rabbia, depressione, si diventa così **meno irritabili e nervosi**. **LEGGI ANCHE:** [Ogni stagione è la migliore per le escursioni in montagna!](https://www.montagnenostre.net/ogni-stagione-e-la-migliore-per-le-escursioni-in-montagna/) [Io, mamma, scelgo la montagna e vi spiego perché](https://www.montagnenostre.net/io-mamma-scelgo-la-montagna-e-vi-spiego-perche/) **4. Tonifica e fa bruciare calorie** Nonostante sia un’attività non troppo impegnativa, la camminata veloce permette di tonificare e rafforzare i muscoli, nonché **consumare calorie**, in particolare se sono previsti dei **tratti in salita**, che fanno lavorare ancora di più cosce e glutei. Per avere un maggiore impatto sulla forma fisica si possono praticare il **Nordic-Walking**, che si fa usando dei bastoni, il **Run-Walk-Run**, dove si alternano corsa e camminata, o il **Walk Zone**. **5. Migliora il sonno** Secondo una ricerca condotta dal **Fred Hutchinson Cancer Research Center**, le donne che praticano dell’**attività fisica moderata**, come la camminata veloce, **per almeno mezz’ora**, hanno un **sonno più regolare**. Dato importante soprattutto per le donne in menopausa che soffrono spesso di disturbi del sonno, ma in genere per chiunque dal momento che dormire bene è fondamentale per il benessere psicofisico. *Fonte: [dilei.it](https://dilei.it/)* | Immagine by [Gianni Crestani](https://pixabay.com/users/pcdazero-2615/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2837719) from [Pixabay](https://pixabay.com/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2837719) #### Ecco alcuni libri interessanti sul trekking: [I sentieri della grande guerra. Memorie in quota. Itinerari tra storia, letteratura, escursioni](https://amzn.to/4hSxnzU) [I sentieri per la libertà. Itinerari per conoscere le montagne della seconda guerra mondiale e della Resistenza](https://amzn.to/4j7yNHy) [Guida ai rifugi del CAI. 363 rifugi del Club Alpino Italiano per scoprire la montagna.](https://amzn.to/3RpAqo9) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Benefici trekking, Camminare in montagna --- ### [Ciaspole: consigli utili per fare la scelta giusta!](https://www.montagnenostre.net/ciaspole-consigli-utili-per-fare-la-scelta-giusta/) **Published:** Novembre 22, 2019 **Author:** Redazione **Content:** Le **ciaspole** sono uno degli strumenti essenziali per chi ama l’**escursionismo invernale**, consentendo di camminare su neve profonda senza sprofondare. Tuttavia, scegliere il paio giusto può sembrare complicato, considerando le diverse opzioni disponibili sul mercato. Ecco alcuni consigli utili per aiutarti a fare la scelta giusta: 1. **Tipo di terreno e uso previsto** Se intendi utilizzarle principalmente su terreni pianeggianti o con neve compatta, opta per ciaspole più leggere e agili. Mentre invece se il tuo percorso include salite ripide o terreni più difficili, scegli modelli con una maggiore superficie per una distribuzione del peso ottimale e una buona trazione. 2. **Dimensioni** Le ciaspole esistono in diverse dimensioni, da quelle più piccole per chi ha un peso corporeo ridotto, a quelle più grandi per chi pesa di più o ha bisogno di una maggiore superficie di supporto. La scelta delle dimensioni dipende dal tuo peso e dalle condizioni del terreno. 3. **Materiali** Le ciaspole moderne sono realizzate con materiali leggeri e resistenti, come alluminio e plastica, che garantiscono durabilità senza compromettere la manovrabilità. Scegli modelli con una buona qualità costruttiva, in grado di resistere alle condizioni più difficili. 4. **Sistema di attacco** Controlla il sistema di attacco delle ciaspole. Alcuni modelli sono dotati di attacchi più facili da usare e più comodi, che si adattano bene a diversi tipi di scarponi. Gli attacchi regolabili offrono una maggiore versatilità. 5. **Trazione e grip** Per garantire una camminata sicura su neve e ghiaccio, cerca ciaspole con un buon sistema di trazione, come i ramponi o i denti metallici che aiutano a mantenere una presa salda durante la camminata. 6. **Peso e trasportabilità** Il peso delle ciaspole influisce sulla fatica durante l’escursione. Modelli più leggeri sono ideali per escursioni brevi, mentre quelli più robusti sono adatti per percorsi lunghi e impegnativi. Considera anche la facilità con cui possono essere riposte o trasportate quando non in uso. 7. **Comfort e adattabilità** La comodità è essenziale, soprattutto se prevedi di camminare per molte ore. Controlla la presenza di cinghie imbottite e regolabili per garantire una calzata sicura e comoda. Alcuni modelli includono anche il sistema di sospensione per ridurre la pressione sulla caviglia. Con questi consigli, scegliere le ciaspole giuste diventerà un gioco da ragazzi, permettendoti di godere appieno delle tue escursioni invernali sulla neve! [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/jaime-dantas-WVvKSIDmgYE-unsplash-1-1024x536.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/jaime-dantas-WVvKSIDmgYE-unsplash-1-scaled.webp)Foto di [Jaime Dantas](https://unsplash.com/it/@jaimedantas?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash) su [Unsplash](https://unsplash.com/it/foto/un-paio-di-sci-stesi-nella-neve-WVvKSIDmgYE?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash)### Le ciaspole, qualche informazione in più Un paio di racchette da neve, ovvero le ciaspole, non possono costare 300 euro e oltre. Inoltre, esistono sul mercato le **ciaspole di origine nordamericana**, realizzate con un telaio esterno in materiali compositi e la parte centrale “morbida”, spesso senza alzatacco e rampant. Sono adatte sulle nevi soffici e profonde nel grande nord ma, inefficienti sulle nostre Alpi. ### Perché? In Nordamerica le nevi sono abbondanti e polverose a lungo termine a causa della quasi assenza di umidità. Per questo motivo le racchette canadesi hanno una superficie molto ampia per poter sostenere il peso di una persona. Inoltre la morfologia delle **montagne rocciose** si presenta con ampi spazi pianeggianti che, per avanzare sulla neve, la tecnica corretta è quella di far “strisciare” l’attrezzo sul terreno con una progressione molto simile a quella che si pratica nello sci da fondo. Sulle **Alpi**, invece, la neve è molto più umida e compatta, perciò la **superficie della racchetta** può o deve essere **più contenuta** e, per progredire bisogna sollevare il piede con un andatura simile alla camminata. Facendo così si evita la fatica della progressione “sfondando la neve”. Infine i **pendii alpini sono quasi sempre ripidi** ed è necessaria una buona tenuta delle ciaspole in tutte le direzioni. ### La ciaspola deve… La ciaspola, innanzitutto, **deve essere rigida**, dotata di attacco snodabile che aiuta la progressione. Inoltre deve avere la possibilità di bloccarlo posteriormente, ramponi anteriori, denti inferiori e/o laterali e l’alza tacco. E’ preferibile **scegliere i modelli con attacchi a regolazione rapida** perché sono molto precisi nel passo ma necessitano di calzature con suola rigida. Inoltre è utile sapere che **la fibbia di chiusura** delle ciaspole deve sempre essere tenuta all’esterno. *Fonte: Immagine in evidenzia di* [*Don White*](https://pixabay.com/users/donwhite84-192099/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=378614) *from* [*Pixabay*](https://pixabay.com/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=378614) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Ciaspolate in montagna, Ciaspole, Inverno --- ### [Malga Ausserer Falkomai: panorami mozzafiato sulle montagne trentine](https://www.montagnenostre.net/malga-ausserer-falkomai/) **Published:** Ottobre 30, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **La malga Ausserer Falkomai (2168 m), detta anche malga Ausserfalkomai Alm, nella omonima Valle Falcomai è aperta da metà giugno fino a metà settembre. Prodotti tradizionali di malga. Da qui è possibile raggiungere il bellissimo laghetto naturale, Falcomai, dal quale si ha una vista panoramica fino alle cime delle Dolomiti.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Catena del Gioveretto (Italia) **Valle:** [Valle Falcomai – Val d’Ultimo – Ultental](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) **Località di partenza:** Abitato S. Elena oppure alternativamente dal parcheggio boschivo a ca. 1535 m) **Quota di partenza:** 1535 m | **Dislivello:** 636 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 10 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** +39 333 4797746 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 13/07/2022, 12:05 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) u002du002d ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) u002du002d Distance: 12.58 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Poco dopo aver passato il primo tunnel nel paese di S. Pancrazio in Val d'Ultimo svoltiamo a destra seguendo l'indicazione stradale verso l'abitato di Sant'Elena (1550 m). Dopo ca. 8 km arriviamo al parcheggio nel bosco (1535 m) e da qui iniziamo l'escursione sul sentiero numero 9A in direzione malga Falkomai-Kuhalm (0.40 ore). Percorriamo la strada forestale in direzione malga Falkomai-Kuhalm - Mariolberg e dopo 10 minuti giungiamo ad un incrocio dove iniziano i sentieri che conducono a diverse mete della valle. Essendo la salita del sentiero 8 abbastanza ripida, si potrebbe salire lungo questo alla mattina e al ritorno tornare dal sentiero 9A sulla strada forestale quasi in pianura della malga Falkomai-Kuhalm - Mariolberg. Il sentiero 8 passa nel bosco e dopo una salita di ca. 10 minuti inizia il sentiero 9 (1693 m) che conduce, sempre nel bosco costeggiando la montagna, alla malga Falkomai-Kuhalm - Mariolberg (0.30 ore). Raggiungiamo comodamente la malga Falkomai-Kuhalm - Mariolberg Alm (1672 m) lungo la strada forestale, sentiero 9A, senza aver fatto molto dislivello. Subito dopo la malga Falkomai-Kuhalm - Mariolberg proseguiamo sul sentiero 3 che sale da San Pancrazio (2.00 ore). Dopo una corta salita oltrepassiamo il ponte in legno sul rio Kirchenbach e saliamo verso la malga Aussere Falkomai (1.20 ore). Il sentiero 3 conduce anche alla Guardia Alta (2.40 ore) mentre il 3A prosegue nel fondovalle verso la malga Innerer Falkomai (1.00 ora). Il sentiero è abbastanza ripido, sale a serpentina nel bosco fino a che passiamo vicino ad una casetta in legno su un prato. Qui il sentiero 1 prosegue a destra verso la malga Stafler (0.50 ore). Passiamo poco sopra alla casetta e dopo ca. 10 minuti giungiamo alla malga Ausserer Falkomai. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Aussere-Falkomai-Alm-Ultental-1024x682.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/10/Aussere-Falkomai-Alm-Ultental.webp)Malga Ausserer Falkomai*Fonte: [ultental-valdultimo.com](http://www.ultental-valdultimo.com)* **GUARDA IL VIDEO** **ESCURSIONI** Lago Falcomai | Malga Innerer Falkomai | [Malga Stafler](https://www.montagnenostre.net/malga-stafler/) | Malga Falkomai-Kuhalm - Mariolberg | Monte Hochjoch | Monte Moarkuck | Tre Laghi | Lago Falcomai [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL D'ULTIMO - ULTENTAL »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) **Categorie:** Val d'Ultimo - Ultental **Tag:** Malghe, Trekking in Trentino, Val d'Ultimo --- ### [Ciaspolata spettacolare nella Riserva naturale di Pian di Gembro](https://www.montagnenostre.net/con-le-ciaspole-nella-riserva-di-pian-di-gembro/) **Published:** Gennaio 3, 2022 **Author:** Redazione **Content:** ### **Facile** percorso all’interno della **Riserva Naturale di Pian di Gembro** prevalentemente pianeggiante e con poco dislivello. Pian di Gembro è una Riserva Naturale Parziale Botanica situata nel Comune di Villa di Tirano tra Aprica e Trivigno. La torbiera, parzialmente allagata, si è formata nell’ultima glaciazione, 10000 anni fa. La zona si presenta come un altipiano dove prevalentemente cresce il pino cembro, alternato da zone di prateria e appunto la zona allagata della torbiera. L’itinerario si svolge lungo **un anello di 6 km** che si sviluppa parallelamente all’abitato di Aprica consentendo di ammirare la bellezza della sua valle e delle montagne adiacenti con un dislivello davvero minimo. **DETTAGLI ITINERARIO** #### WT1 – Itinerario Facile con le ciaspole **Gruppo Montuoso:** Alpi Orobiche – Alpi Retiche Meridionali (Italia) **Valle:** Valtellina **Località di partenza:** Ristoro Pian di Gembro (1351 m.) **Località di arrivo:** Ristoro Pian di Gembro (1351 m.) **Dislivello:** quasi assente **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 6 km **Tempo:** 2 ore **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** panoramico/naturalistico **ITINERARIO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 128 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 130 m Distance: 4.83 km Il sentiero parte all’inizio della riserva naturale dove si possono trovare dei posti auto in prossimità del **Ristoro Pian di Gembro**. Staccandosi dalla strada asfaltata si supera un ponte in legno e ci si sposta verso ovest entrando all’interno del bosco. Dopo una prima parte in leggera salita l’itinerario continua sul crinale della montagna che divide **Aprica** da Pian di Gembro e in questo punto abbiamo la possibilità di osservare Aprica dall’alto e le cime delle Orobie orientali con la cima del **Monte Torena** che svetta tra tutte. Arrivati in località “Valcheola” si continua sulla sinistra (continuando a destra ci si porta sul sentiero “Riserva Naturale”) e si raggiunge la zona di “**Piscé**” dove il sentiero rientra verso il punto di partenza. *Fonte: [apricaonline.com](https://www.apricaonline.com/escursioni/ciaspole/passeggiata-con-le-ciaspole-pian-di-gembro)* [![Pian di Gembro](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Pian-di-Gembro-ph-credit-Giorgio-Bieker.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Pian-di-Gembro-ph-credit-Giorgio-Bieker.webp)Pian di Gembro - Imm. ph credit Giorgio Bieker[![Pian di Gembro](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Pian-di-Gembro_ph-credit-Giorgio-Bieker.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Pian-di-Gembro_ph-credit-Giorgio-Bieker.webp)Pian di Gembro - Imm. ph credit Giorgio Bieker[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/PiandiGembro_Inverno2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/PiandiGembro_Inverno2.webp)Veduta della riserva del Pian di Gembro **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.apricaonline.com](https://www.apricaonline.com/) **Categorie:** Ciaspolate **Tag:** Alpi Retiche, Ciaspolate in montagna, Ciaspolate In Valtellina --- ### [Immersione nella natura: ciaspolata al Lago del Mortirolo](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-rifugio-al-lago-del-mortirolo/) **Published:** Gennaio 4, 2022 **Author:** Redazione **Content:** ### **U**na storia intensa quella scritta nell’ampia conca del Mortirolo, tante le vicende che si intrecciano, da Carlo Magno a Garibaldi, dalla Prima alla Seconda guerra mondiale, fino alle sfide sportive del Giro d’Italia. Un luogo che appassiona anche quando la neve trasforma il paesaggio. **DETTAGLI ITINERARIO** #### WT2 – Itinerario Escursionistico con le ciaspole **Gruppo Montuoso:** Alpi Orobiche (Italia) **Valle:** Alta Valle Camonica **Località di partenza:** Località Mostone di Monno **Località di arrivo:** Rifugio Al Lago del Mortirolo **Dislivello:** 540 m. **Periodo consigliato:** Da Dicembre a Marzo **Lunghezza percorso:** 4 km **Tempo:** 1 ora e 45 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Particolarità:** panoramico/storico/naturalistico **ITINERARIO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 550 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 21 m Distance: 3.96 km Risaliamo in auto da **Edolo** (Brescia), lungo la strada statale 42 fino a Monno, dove svoltiamo immettendoci, con la provinciale 81, nella **valle del Mortirolo**. Superato il paese possiamo parcheggiare nell’area sopra il campo da calcio o continuare per circa 300 metri e sperare di trovare spazio nei pressi del tornante numero 12. Oltre, durante l’inverno, è infatti vietato proseguire. [![Bivio per il rifugio Al Lago del Mortirolo](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Bivio_perilrifugioMortirolo.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Bivio_perilrifugioMortirolo.webp)Bivio per il rifugio Al Lago del MortiroloDal tornante, a 1.230 metri di quota in **località Mostone**, ci si incammina lungo quella che è la vecchia mulattiera del Mortirolo addentrandosi nella valle. Si continua nel bosco, un itinerario molto frequentato da chi ama le escursioni invernali: a piedi, con le ciaspole, dagli scialpinisti, davvero adatto a tutti. Si raggiunge in breve la località **Prato del Lares** (1.350) e continuiamo a camminare fino all’indicazione **Cornel-via del Lac** (1.505), dove pieghiamo a sinistra superando poco dopo il torrente Mortirolo. Si transita in questo modo su un piccolo e bellissimo ponte di pietra, che qualcuno attribuisce addirittura a **Carlo Magno**. Il panorama, tra boschi, vette e baite innevati, si apre a mano a mano si prende quota: davanti il **monte Resverde** (2.347), a sinistra **cima Verda** (2.407), a destra il **monte Pagano** (2.348). Il percorso ora salendo descrive alcuni tornanti, conducendo in breve tempo al rifugio "**Al lago del Mortirolo**" (1.785), in riva a un bel lago e non distante dal passo della Foppa. Per il rientro è consigliato l’anello che può essere completato incamminandosi dal rifugio sul sentiero Cai numero 71 fino a incrociare la nuova strada del Mortirolo, quella estiva, nei pressi dell’albergo Alto. La si segue passando dalla **chiesetta di San Giacomo** (1.705) e dall’albergo Basso. Si attraversa il torrente Varadega sul ponte Palù e poco dopo si scende a destra reimmettendosi sulla vecchia mulattiera e ripercorrendo a ritroso, raggiunto il fondovalle, la prima parte dell’itinerario utilizzato per la salita. *Fonte:[ orobie.it](https://amzn.to/4gdCxWo)* **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.apricaonline.com](https://www.apricaonline.com/) [![Rifugio Al lago del Mortirolo](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Rifugio_allagodimortirolo2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Rifugio_allagodimortirolo2.webp)Rifugio Al Lago del Mortirolo[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Lago_Mortirolo_inverno.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Lago_Mortirolo_inverno.webp)Il lago Mortirolo sommerso dalla neve in inverno **EQUIPAGGIAMENTO** Si consiglia di utilizzare abbigliamento da escursionismo invernale: scarponi alti alla caviglia, bastoncini telescopici, abbigliamento adeguato alla stagione, 2 moschettoni a ghiera, 7 m. di corda D.8, ciaspole, ARTVA, pala, sonda. **AVVISI DI SICUREZZA** L’escursione con le ciaspole può essere una disciplina sportiva rischiosa, che senza conoscenza specifica non bisogna praticare. Senza un completo e funzionante kit d’attrezzature di sicurezza (ARPVA), l’escursione con le ciaspole non è da intraprendere. Il maggiore pericolo di un’escursione con le ciaspole sono le valanghe. Osserva sempre l’attuale bollettino valanghe e meteorologico. Le tracce d’ascesa/discesa non sono un valido indizio per il reale rischio valanghe. In caso di emergenza il primo soccorso lo danno i propri compagni. Di conseguenza non intraprendere mai un’escursione con le ciaspole in solitaria. Pianifica un’escursione con le ciaspole che corrisponde alle tue abilità. La maggior parte degli incidenti in montagna vengono causati dalla sovrastima delle proprie abilità. Informatevi sulle condizioni meteorologiche e sulle condizioni del percorso prima di partire. Le escursioni con le ciaspole richiedono passo fermo, assenza di vertigini, esperienza, condizione fisica. Le condizioni meteorologiche in alta montagna possono alterare velocemente, nebbia, pioggia, neve o semplici temporali possono all’improvviso divenire pericoli mortali. È importante preparare il proprio zaino con l'attrezzatura occorrente anzitempo perché così puoi controllare se l’attrezzatura è al completo. La tradizione alpina di partire la mattina presto per le escursioni con le ciaspole è un fattore determinante per la vostra sicurezza in montagna. Nel caso in cui programmiate di pernottare in montagna e proseguire in ciaspole l'indomani, prenotate la vostra sistemazione. Badate alle leggi locali, soprattutto quelle a riguardo della tutela ambientale. Vi pregiamo di restare sui sentieri indicati perché la natura è molto sensibile e camminando fuori dai sentieri segnati danneggiate la flora e di conseguenza anche la fauna. Gli amanti della montagna riportano sempre le proprie immondizie e le smaltiscono nei centri abitati sopratutto i mozziconi delle sigarette (!). L’uso di tutti i contenuti, indicazioni e delle informazioni di sentres è esclusivamente a proprio rischio. Gli itinerari, i dati GPS, la cartina e le foto servono prevalentemente all’illustrazione delle escursioni con le ciaspole, non danno alcun preavviso di probabili pericoli, ne sono direttive definitive da seguire durante l’escursione con le ciaspole. Nonostante l’accurata ricerca non possiamo garantire la correttezza e completezza dei contenuti. In caso d’emergenza ricordate che è fondamentale poter dare informazioni precise sulla propria posizione ai servizi di soccorso. **NUMERO D’EMERGENZA IN ITALIA: 118** **TI POTREBBERO INTERESSARE:** [HIKENTURE Ghette per Escursionismo](https://amzn.to/40hWq8C) [ENONEO Scaldacollo](https://amzn.to/4gZjwrD) [ROCKBROS Passamontagna invernale](https://amzn.to/4gdCGco) [kyncilor Guanti Invernali Impermeabili](https://amzn.to/4gdCxWo) [CIASPOLATE](http://www.montagnenostre.net/?s=Ciaspolate)[VAL CAMONICA](http://www.montagnenostre.net/?s=Val+Camonica)[ALPI OROBICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+orobiche) **Categorie:** Ciaspolate --- ### [Malga Caldesa Bassa: natura, sapori e panorami indimenticabili](https://www.montagnenostre.net/malga-caldesa-bassa/) **Published:** Ottobre 14, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **La **Malga Caldesa Bassa** (o **Malga Paludè di Sotto**) si trova in **Val di Rabbi**, nel cuore del **Parco Nazionale dello Stelvio**, a circa **1.835 m** di altitudine. Raggiungibile con una piacevole escursione da **Cavallar**, è un’autentica malga ancora in attività, dove si possono assaggiare e acquistare formaggi, burro e ricotta prodotti sul posto. Immersa tra pascoli e larici, offre un panorama suggestivo e un’atmosfera di montagna genuina, perfetta per chi cerca tranquillità, natura e sapori autentici del Trentino.** DETTAGLI ITINERARIO** #### T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [Val di Rabbi](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Località di partenza:** Piazzola di Rabbi parcheggio loc. Cavalar **Quota di partenza:** 1480 m | **Dislivello:** 250 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 10 minuti per la malga e 2 ore e 30 minuti con il giro ad anello **Periodo di Apertura:** dal 9 Giugno al 18 Settembre **Posti letto:** NO **Vendita diretta in malga:** SI – Formaggio nostrano, Casolèt, ricotta, burro **Gestione:** Stablum Christian **Tel.** +39 339 1029549 MAPPA DEL PERCORSO** Time: 02/10/2020, 08:00 Duration: 42:56 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 401 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 400 m Distance: 4.19 km DESCRIZIONE DEL PERCORSO** L’escursione alla **Malga Caldesa Bassa** (o **Malga Paludè di Sotto**) è un itinerario ad anello facile e suggestivo, ideale per immergersi nella natura della **Val di Rabbi**, all’interno del **Parco Nazionale dello Stelvio**. Il punto di partenza è la **località Cavallar** (circa 1.480 m), facilmente raggiungibile in auto sopra la frazione di Piazzola. Da qui si imbocca una comoda strada forestale che sale con pendenza regolare tra boschi di larici e abeti, offrendo scorci panoramici sulla valle. Dopo circa un’ora di cammino si raggiungono i pascoli aperti dove sorge la **Malga Caldesa Bassa**, a quota 1.835 m: una malga ancora in attività, dove si possono gustare e acquistare formaggi, burro e ricotta prodotti in loco. Dopo una sosta rigenerante tra i prati e gli animali al pascolo, il rientro avviene seguendo un sentiero alternativo che scende nel bosco, chiudendo così un **giro ad anello** piacevole e vario. Chi desidera allungare l’escursione può salire ancora per circa mezz’ora fino alla **Malga Caldesa Alta** (2.020 m), per poi rientrare lungo il percorso inferiore. L’intero anello richiede circa **2 ore e mezza** di cammino complessivo, con un dislivello di circa **350 metri**, su terreno misto tra sterrato e sentiero. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/MalgaCaldesaBassa2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/MalgaCaldesaBassa2.webp)Malga Caldesa Bassa con pascolo di muccheÈ un percorso perfetto per famiglie o per chi desidera una camminata rilassante tra boschi, pascoli e panorami alpini, con la possibilità di vivere l’atmosfera autentica di una vera malga trentina immersa nel silenzio e nella bellezza della Val di Rabbi. Inoltre questo percorso non è però accessibile a passeggini. **GUARDA IL VIDEO** **ESCURSIONI** Malga Cespedé | Malga Paludè Alta | Lago Corvo [VEDI TUTTI I RIFUGI DI VAL DI RABBI »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Categorie:** Val di Rabbi **Tag:** Malghe, Ortles-Cevedale, Rabbi, Trekking in Trentino --- ### [Malga Stablasolo: panorami mozzafiato e trekking leggero](https://www.montagnenostre.net/malga-stablasolo/) **Published:** Ottobre 13, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Una camminata suggestiva verso una delle malghe più frequentate della **Val di Rabbi**, con la possibilità di proseguire fino alle spettacolari **cascate di Saènt**, nel cuore del **Parco Nazionale dello Stelvio**. **Malga Stablasolo** (**1539 m.**) è un’autentica oasi immersa nel verde del parco, dove acqua, scorci panoramici e natura incontaminata rendono l’escursione speciale. Un percorso piacevole e sicuro, perfetto anche per le famiglie con bambini. **Nella bella stagione infatti potrai gustare gli squisiti formaggi e i prodotti tipici della val di Rabbi, ammirando il paesaggio circostante seduto su comode panche di legno.** DETTAGLI ITINERARIO** #### T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [Val di Rabbi](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Località di partenza:** Loc. Fontanino di Rabbi **Quota di partenza:** 1300 m | **Dislivello:** 239 m | **Tempo di percorrenza:** 45 minuti **Periodo di Apertura:** dal 15 Giugno al 20 Settembre **Posti letto:** NO **Vendita diretta in Malga:** SI – Formaggio nostrano semigrasso, Caprino, Misto vacca-capra, Casolèt, Ricotta fresca e affumicata, Burro, Latte, Panna **Gestione:** Consortela Malga Stablasolo – Gestore: Lorenzo Ruatti **Tel.** +39 338 8639582 MAPPA DEL PERCORSO** Time: 02/11/2020, 23:11 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 175 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 175 m Distance: 3.63 km DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il percorso verso **Malga Stablasolo** parte dal bivio per **Piazzola** nella Val di Rabbi, seguendo le indicazioni per la malga. Si attraversano i piccoli paesi di **Piazzola** e **Sonràbbi**, dove la strada risulta stretta e tortuosa, richiedendo attenzione durante la guida. Giunti a **località Fontanino**, la strada diventa chiusa al traffico veicolare e si trova un ampio parcheggio a pagamento. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Stablasolo1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Stablasolo1.webp)Segnaletica per la Malga StablasoloDal parcheggio, la malga è facilmente raggiungibile grazie al **servizio di bus-navetta** istituito dal Comune di Rabbi, che porta fino a pochi metri sotto la malga. Per chi preferisce una passeggiata a piedi, la camminata dura circa 45 minuti su una comoda strada forestale immersa tra **larici, boschi e prati alpini**, con dolci salite adatte anche ai bambini. Raggiunta la malga, si apre un vero e proprio angolo di tranquillità, dove è possibile osservare i pascoli e gustare i **formaggi locali**. Chi desidera proseguire può continuare fino alle spettacolari **cascate di Saènt**, lungo un sentiero ben segnalato che regala scorci panoramici e il rilassante suono dell’acqua che scroscia tra le rocce. L’intera escursione ad anello offre **panorami mozzafiato**, punti di sosta tra boschi e prati e un contatto autentico con la natura alpina, rendendola perfetta sia per famiglie sia per appassionati di trekking leggero. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Stablasolo_3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Stablasolo_3.webp)Malga Stablasolo nella stagione invernale**GUARDA IL VIDEO** **ESCURSIONI** Cascate del Saènt | [Rifugio Dorigoni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-silvio-dorigoni/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DI VAL DI RABBI »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Categorie:** Val di Rabbi **Tag:** bambini in montagna, Malghe, Rabbi, Trekking in Trentino, trekking per bambini --- ### [I segreti dell'andatura del pinguino sul ghiaccio](https://www.montagnenostre.net/arriva-la-neve-serve-landatura-del-pinguino/) **Published:** Novembre 18, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### **S’avvicina sempre più l’inverno** e presto neve e ghiaccio faranno la loro apparizione anche sulla penisola. Ogni anno migliaia di italiani arrivano al **pronto soccorso con fratture o severe contusioni** in seguito a scivolate sul ghiaccio, **ecco come fare ad evitarle**. **A SCUOLA DEI PINGUINI PER NON CADERE SUL GHIACCIO** I **norvegesi se ne intendono d’inverno**, di neve e di ghiaccio, e si preoccupano anche di trasmettere questa conoscenza a chi visita il loro paese. Ecco ad esempio in questa grafica il prezioso consiglio elargito a chi, provenendo da paesi più caldi, non ha un’idea precisa di come affrontare una strada ghiacciata e per questo è a rischio di farsi male. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/Neve_pinguino-1024x635.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/11/Neve_pinguino.webp)**CAMMINARE SUL GHIACCIO, I PINGUINI LO SANNO FARE** Per prevenire fratture e contusioni varie, dovute a cadute sul ghiaccio, un consiglio che viene dai paesi del Nord: **imitare l’andatura dei pinguini**. Piegare il corpo in avanti per spostare il baricentro, tenendo così il peso sulla gamba anteriore. Appoggiare i piedi di piatto e tenere le braccia leggermente aperte (mani fuori dalle tasche). *Fonte: giornalettismo.com | Foto di* [*Markus De Nitto*](https://pixabay.com/users/derdento-8324/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=56097) *da* [*Pixabay*](https://pixabay.com/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=56097) **ALCUNI ARTICOLI INTERESSANTI PER NON SCIVOLARE:** [Piscorush 24 ramponi tacchetti da ghiaccio trazione neve per scarpe da trekking e stivali](https://amzn.to/4hNNKgP) [Trusiel Ramponi per Scarponi e per Scarpe Stivali 11 ](http://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-alla-scoperta-del-lago-pirola/) [ZOMAKE Calzascarpe Metallo, Calzascarpe di Metallo lungo Calzascarpe in Acciaio Inox,30cm](http://www.montagnenostre.net/ciaspolando-sul-sentiero-dei-forni/) [](https://amzn.to/443xuFk)[SALEWA Puez Mtn Spike Crampon – Ramponi Unisex adulto](https://www.amazon.it/Salewa-00-0000000829-Ramponi-Mountain-Unisex/dp/B0762ZCCSD/ref=sr_1_42?crid=1FS7GFUBT205K&dib=eyJ2IjoiMSJ9.UIRMVeDiALh-IQRmQG9rmEztKkONXyKKey-euj1cDE3LYMfMX8s7rdj2jWFGSmYC_IWFKdbI4u3kjGD4VH1WJ5LNR4h_WmeXjacqwxHVeu9g-aUb4YXH3XKhUSGe_feUMraMMCq9PsUtJQEGPP9EBGdGB7ZNH6B1-EstQ0CC9HKISFfxHjKJg9p7q0br4ff7I61saBVX2lKaOaVvJve40g3dIDIcbSqtca_MPU5MB-axUzz8DFxXE0H-9vBuIowMNmvxWMbUXXy0ISBdf95RBBgb-FBsN75p9jMVx9vW7yG8KytTV758i_CkJQ3KwTBbidE0_x4jlCZ3mPZEFxNc-nJeJqXG16_D3FmillEFTk4IyAGGMX_hARsfHXdjw8D3NzGxWqLb6xBj3e-Lw6qAGrn0jjRqwbFeUlxVoGR29-X4VTOGxnajDBBbuQILhzM7.AjZeQEKiPB6awOb0-RCnpCrya9eXZnl9ykZ0nqLLDmM&dib_tag=se&keywords=scarpe+ghiaccio&qid=1743168306&sprefix=scarpe+ghiacc%2Caps%2C100&sr=8-42&ufe=app_do%3Aamzn1.fos.8a1562af-dabe-4f1d-8eb5-1ded1ace4ef7) [CAMMINARE IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=camminare+montagna)[BENEFICI TREKKING](http://www.montagnenostre.net/?s=benefici+trekking)[INVERNO](http://www.montagnenostre.net/?s=inverno)[NEVE](http://www.montagnenostre.net/?s=neve) **Categorie:** In Montagna, Notizie dalla montagna **Tag:** Benefici trekking, Camminare in montagna, Inverno, Parco Naturale di Paneveggio --- ### [Verso CIMA XII, la vetta più alta dell'Altopiano di Asiago](https://www.montagnenostre.net/verso-cima-xii-la-vetta-piu-alta-dellaltopiano-di-asiago/) **Published:** Settembre 13, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **Chiamata anche Cima Dodici Ferrozzo, dal cimbro Friorotz, è il più ambito dei [sentieri dell’Altopiano di Asiago](http://www.sentierimontagna.it/sentieri-asiago/). Ma anche la Cima più alta dell’Altopiano, e di tutta la provincia di Vicenza!** **DETTAGLI ITINERARIO** #### EE – *Itinerario Escursionistico per Esperti* **Gruppo Montuoso:** Altopiano di Asiago (Italia) **Valle:** Val Galmarara **Località di partenza:** Malga Galmarara (1614 m) **Località di arrivo:** Malga Galmarara (1614 m) **Altitudine max:** 2336 m **Dislivello:** 722 m. **Tempo A/R:** 6 ore e 10 minuti **Peculiarità storiche:** Bivio Italia della Kaiser Karl Strasse, le prime linee della prima guerra mondiale **Peculiarità Botaniche:** ampi pascoli e folta vegetazione dei pini mugo **Peculiarità panoramiche:** Altopiano di Asiago, Dolomiti di Brenta e la Valsugana **Periodo consigliato:** Da Giugno a Settembre. **Segnavia:** CAI 830 – 835 **Punto d’appoggio:** il piccolo bivacco Bivio Italia lungo il percorso in caso di imprevisti o temporali MAPPA DEL PERCORSO** Time: 27/06/2010, 10:25 Duration: 131958:55:03 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 960 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 961 m Distance: 17.54 km DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Percorrere il sentiero verso il Cima XII e sempre1 un’emozione. Già in avvicinamento la figura imponente e tozza del monte ha sempre il suo fascino. Raggiungere poi la vetta, ti permetterà di godere di un paesaggio a 360°. Spaziando con lo sguardo in ogni direzione. Il sentiero più frequentato è il sentiero **CAI 835**. Per raggiungere “*Bivio Italia*”, punto di partenza del sentiero, dovrai prima percorre però un breve tratto di un altro percorso. Il sentiero **CAI 830**. [![Malga Galmarara](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Malga_Galmarara.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Malga_Galmarara.webp)Malga GalmararaLa partenza a piedi è quindi presso *Malga Galmarara*, a quota 1614 m. Il percorso in salita, percorre sia tratti su strada bianca che su sterrato. L’ambiente e tipico d’alta quota, fra ampi pascoli e folta vegetazione di pino mugo. [![Bivio Italia](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_4-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_4.webp)Bivio ItaliaDopo circa h 1.15 raggiungerai “*Bivio Italia*”, a quota 1987m. Si tratta di un importante crocevia della strada militare austriaca [Kaiser Karl Strasse](https://it.wikipedia.org/wiki/Kaiser_Karl_Stra%C3%9Fe), che riforniva le prime linee, durante la Prima Guerra Mondiale. La presenza di un bivacco lo rende un riferimento utile, in caso di imprevisti o cattivo tempo. [![Bivacco per imprevisti](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_2.webp)Bivacco per imprevistiDa “Bivio Italia”, dopo un breve tratto lungo la Kaiser Karl Strasse, inizia sulla sinistra, a quota 1980 m, il sentiero più impegnativo verso Cima XII. Durante il cammino avrai l’occasione di osservare la vastità del campo di battaglia durante il conflitto del ‘15-’18. Ma di apprezzare anche il particolare territorio carsico, ricco di rocce consumate dal tempo. [![Cima Dodici](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_5-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_5.webp)Cima Dodici dal sentiero del Bivio Italia[![Cima Dodici](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_3.webp)Veduta della Cima Dodici[![Cima Dodici](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_6-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_6.webp)Cima DodiciDopo h 3,00 di cammino raggiungerai la vetta. Sei a quota 2336 m, posto privilegiato per ammirare ciò che ti circonda. Se parti di buon mattino, l’aria limpida ti consentirà di guardare molto lontano. La Valsugana che scorre a strapiombo sotto di te, le Dolomiti di Brenta in lontananza. [![Panorama](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_8-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_8.webp)Panorama[![Vista panoramica](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_7-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/09/Cima_Dodici_7.webp)Vista panoramica dalla Cima DodiciMa anche molte delle principali cime dell’Altopiano dei Sette Comuni come • Cima Portule (2308 m.) • Monte Trentin (2325 m.) • Cima XI (2228 m.) • Monte Origara (2106 m.) • Cima Caldiera (2124 m.) Il percorso di rientro si chiude ad anello, sull’altro versante del monte. Scendendo, fino a raggiungere nuovamente quota 1980 m, punto di incrocio con la strada militare. Ripercorrerai quindi lo stesso percorso dell’andata. Fino a raggiungere nuovamente quota 1.614 m. *A cura di: [Edoardo Cortese - Blogger di Sentieri Montagna](http://www.sentierimontagna.it/)* **COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA:** Da **Asiago (**VI), in direzione **Camporovere**, frazione del Comune di Roana. Da centro di Camporovere proseguire verso il **Passo Vezzena,**per Km 4,30 lungo la strada che percorre la **Val d’Assa**. Sulla destra inizia la strada sterrata che, salendo, ti porterà fino a Malga Galmarara. **LEGGI ANCHE:** **[La bellezza di camminare in autunno](http://www.montagnenostre.net/la-bellezza-di-camminare-in-autunno/)** **[Trekking in montagna: i nostri consigli sulle migliori app](http://www.montagnenostre.net/trekking-in-montagna-i-nostri-consigli-sulle-migliori-app/)** **[GeoResq: un valido aiuto per la sicurezza delle tue escursioni](http://www.montagnenostre.net/georesq-un-valido-aiuto-per-la-sicurezza-delle-tue-escursioni/)** **Categorie:** Escursioni **Tag:** ALTOPIANO DI ASIAGO, Dolomiti --- ### [Alta Via della Valmalenco: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Published:** Settembre 24, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### E’ la tappa conclusiva dell’Alta Via della Valmalenco che permette di ritornare al punto di partenza. Dall’amena conca dell’Alpe Prabello, si percorre la bella mulattiera che porta all’Alpe Acquanera, caratterizzata dalla presenza di ampie torbiere. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E – Itinerario Escursionistico** **Località di partenza:** Rifugio Cristina (2227 m.) **Località di arrivo:** Torre Santa Maria (772 m.) **Quota massima:** 2300 m. **Dislivello di salita:** 100 m. **Tempo di salita:** 5 h **Segnavia:** 305 | 357 **Periodo consigliato:** da giugno a settembre **Particolarità:** naturalistiche-paesaggistiche-storiche-geomineralogiche **MAPPA DELLA OTTAVA TAPPA:** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 181 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1326 m Distance: 11.56 km E' la tappa conclusiva dell'Alta Via della Valmalenco che permette di ritornare al punto di partenza. Dall'amena conca dell'**Alpe Prabello**, si percorre la bella mulattiera che porta all'**Alpe Acquanera**, caratterizzata dalla presenza di ampie torbiere. Il tracciato si sviluppa ora in quota alla base della costiera Monte Acquanera-Monte Cavaglia-Monte Palino, con un saliscendi che conduce dapprima all'Alpe Cavaglia e scende infine sull'area sciistica di Piazzo Cavalli. Raggiunto Piazzo Cavalli è possibile scendere rapidamente Caspoggio con la seggiovia e quindi con i mezzi pubblici di nuovo Torre di Santa Maria. In alternativa scendere a Torre passando da Dagua. **[Rif. Cristina (2227 m.)](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/) | Alpe Acquanera (2116 m.) | Piazzo Cavalli (1710 m.) | Caspoggio (1098 m.) | Torre di Santa Maria (772 m.)** [![Rifugio Cristina ed il Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Cristina1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Cristina1.webp)Rifugio Cristina ed il Pizzo Scalino[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Mucca_alpeggio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Mucca_alpeggio.webp)Una mucca dell'alpeggio incontrata durante il percorso[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Panoramica_valmalenco.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Panoramica_valmalenco.webp)Vista panoramica della Valmalenco dall'ultimo tratto dell'Alta Via[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Scendendo_Caspoggio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Scendendo_Caspoggio.webp)Scendendo a piedi per Caspoggio sulle piste da sci di Piazzo Cavalli**VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Pizzo Bernina, Pizzo Scalino --- ### [Malga Marschnell Alm, la malga più alta della Val d’Ultimo](https://www.montagnenostre.net/malga-marschnell-alm/) **Published:** Marzo 24, 2020 **Author:** Redazione **Content:** #### La malga Marschnell è la malga che si trova all’altitudine più alta della Val d’Ultimo ed è aperta da metà giugno fino a metà settembre. Con vendita cibo e bibite e possibilità di dormire su richiesta. Prodotti tradizionali di malga. Cucina con specialità altoatesine. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi dell’Ortles – Monte Cevedale (Italia) **Valle:** [Val d’Ultimo – Ultental](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) ****Località di partenza:**** Riem **Località di partenza alternativa:** Gigglhirnhof (1670 m), Santa Valburga ****Quota di partenza:**** 1695 m ****Dislivello:**** 494 m ****Tempo di percorrenza:**** 1 ora e 50 minuti ****Periodo di Apertura:**** da metà Giugno a metà Settembre ****Posti letto:**** N.D. ****Gestione:**** Malga “Marschnell Alm” ****Tel.**** +49 160 99783570 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 541 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 9 m Distance: 2.90 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Con l'auto arriviamo fino a **Santa Valburga**, quindi, quando si arriva alla diga del **lago di Zoccolo**, svoltiamo a destra verso il **Monte Larice** ("Larcherberg"). Proseguiamo in auto per ca. 7 km fino alla frazione di **Riem** (1695 m), dove termina la strada asfaltata, e parcheggiamo al bordo della strada. ![Una scultura lignea particolare lungo l'itinerario](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Malga_Marschnellalm_3.jpg)Una scultura lignea particolare lungo l'itinerario L'escursione inizia con il sentiero numero 10A (1.50 ore), una strada forestale sterrata. Dopo ca. 30 minuti incrociamo il sentiero 10 che proviene da Gigglhirn (1670 m) e prosegue in salita verso la **malga Marschnell** (1.10 ore). ![La vecchia Malga Marschnell e Il Sasso](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Malga_Marschnell-e_Il_Sasso.jpg)La vecchia Malga Marschnell e Il Sasso ![Malga Marschnell Alm](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Malga_Marschnellalm_2.jpg)Malga Marschnell Alm![Lo stallone della Malga Marschnell Alm](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Malga_Marschnellalm_4.jpg)Lo stallone della Malga Marschnell AlmArrivati alla malga si può proseguire verso la **cima Il Sasso** oppure verso i **laghi del Covolo**, oppure raggiungere la **malga Riemer Bergl** con il sentiero 4B e poi si può scendere lungo il sentiero 4 verso la frazione di **Riem** per raggiungere l'auto. Noi proseguiamo lungo il sentiero 4B e raggiungiamo la **malga Riemer Bergl Alm**. Scendiamo poi nuovamente verso la frazione di **Simian** e **Riem** lungo il sentiero 4. *Fonte:* [ultental-valdultimo.com/](http://www.ultental-valdultimo.com/) **ESCURSIONI** Cima Il Sasso | Laghi del Covolo | Malga Riemer Bergl Alm In **Val d'Ultimo** c'è la possibilità di effettuare numerose **escursioni**. Vi sono molti **sentieri** che partono dal fondovalle per arrivare in alta quota. Qui si possono trovare **laghi naturali**, bellissimi in estate. Dalle cime delle montagne si gode di un panorama ed una vista affascinante, che va oltre alle cime nei dintorni. [SCOPRI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL D'ULTIMO](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) **Categorie:** Val d'Ultimo - Ultental **Tag:** Dolomiti trentine, Malghe, Trekking in Trentino, Val d'Ultimo --- ### [Esplorando il Ghiacciaio Scerscen Inferiore in Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/alta-valmalenco-ghiacciaio-di-scerscen-inferiore/) **Published:** Settembre 25, 2018 **Author:** Redazione **Content:** A circa **3.200 metri di quota**, le riprese aeree mostrano il maestoso **Ghiacciaio Scerscen Inferiore**, tra i più suggestivi della **[Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/ "Valmalenco")**. Le immagini offrono una prospettiva unica sulle creste innevate e sulle morene glaciali, testimoni silenziosi del lento mutare del paesaggio alpino. Purtroppo, tra i ghiacci e le rocce, si trova anche l’**[ex rifugio Scerscen](https://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-scerscen/ "Ex Rifugio Scerscen – Panorami mozzafiato in Valmalenco")**, ormai ridotto in rovina dai vandali. Un triste simbolo di come l’uomo possa alterare anche i luoghi più incontaminati. Nonostante ciò, il ghiacciaio mantiene tutta la sua imponenza e fascino, invitando escursionisti e appassionati di montagna a rispettare e proteggere questo patrimonio naturale. Le riprese aeree permettono di cogliere dettagli difficilmente visibili dal sentiero, mostrando la vastità del ghiacciaio e la bellezza incontaminata della **Valmalenco alta**, meta ideale per chi ama la natura estrema e la fotografia di montagna. **DOCUMENTARIO** ITA / 2016 / 2′ 12″ **REGIA:** [Simone “EssePiDrone” Polattini](https://www.youtube.com/@SimonePolattiniEssePiDrone) *Fonte Video: [Ripreso e montato da Simone Polattini – Op. SAPR – Youtube](https://www.youtube.com/watch?v=L97njVrkwtU)* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/sondrio-l103083/) **Categorie:** Video **Tag:** natura, Video, Video Montagna, Video Valmalenco --- ### [Malga Cercen Bassa: gioiello nascosto della Val di Rabbi](https://www.montagnenostre.net/malga-cercen-bassa/) **Published:** Ottobre 4, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 1969 m.in Val di Rabbi. Si potrà assistere alle varie fasi della lavorazione del latte per poi raggiungere la vicina Malga Fassa dove si svolge una degustazione enogastronomica dei prodotti di malga.** **Il ritorno a valle si compie con una vecchia mulattiera che scende al parcheggio della loc. Fontanón. DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [Val di Rabbi](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Località di partenza:** Rabbi Fonti – Loc. Fontanòn **Quota di partenza:** 1547 m | **Dislivello:** 420 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 15 Giugno al 15 Settembre **Posti letto:** NO – Vendita diretta di prodotti caseari. **Gestione:** Consortela Cercen **Tel.** +39 331 7049325 MAPPA DEL PERCORSO** Time: 25/10/2020, 13:01 Duration: 01:21:52 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 478 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 475 m Distance: 6.80 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal **parcheggio di Località Fontanòn** a Rabbi Fonti, inizia il percorso seguendo il **sentiero CAI 101**, ben segnalato e immerso nel verde dei boschi di larici e abeti. La partenza è dolce, con leggeri saliscendi tra prati e ruscelli che accompagnano la camminata. Dopo circa **20–30 minuti**, il sentiero attraversa tratti di bosco più fitto, offrendo frescura e suggestivi scorci sulla valle sottostante. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Cercen_Bassa_Segnaletica-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Cercen_Bassa_Segnaletica.webp)Segnaletica per la Malga Cercen BassaProseguendo, il percorso si apre su ampi prati alpini, dove è possibile osservare alcune baite tradizionali e pascoli. Dopo circa **1 ora e 15 minuti** di cammino, si raggiunge la **Malga Cercen Bassa**, posta in posizione panoramica con vista sulle cime circostanti della Val di Rabbi. La malga offre la possibilità di degustare prodotti tipici locali, rilassarsi e godere della tranquillità della montagna. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Cercen_Bassa_1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Cercen_Bassa_1.webp)Malga Cercen Bassa[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Cercen_Bassa_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Malga_Cercen_Bassa_2.webp)Fiori della Malga Cercen BassaIl ritorno segue lo stesso sentiero, scendendo tra boschi e radure fino al parcheggio di Località Fontanòn. L’intero percorso ha una durata stimata di **2–2,5 ore andata e ritorno**, ed è adatto a famiglie, escursionisti e amanti della natura che desiderano un’escursione tranquilla ma panoramica. Inoltre è possibile raggiungere la malga in auto con apposito permesso, da richiedere a Consortela Cercen. **ESCURSIONI** Malga Fassa | [Malga Monte Sole](https://www.montagnenostre.net/malga-monte-sole-alta/) | Malga Villar bassa | Tutte le malge della Val Cercen [VEDI TUTTI I RIFUGI DI VAL DI RABBI »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Categorie:** Val di Rabbi **Tag:** Gruppo Ortles, Malghe, Ortles-Cevedale, Trekking in Trentino --- ### [Rifugio Baita del Capriolo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-baita-del-capriolo/) **Published:** Aprile 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ### **Il rifugio sorge, a 1960 m., sulla sponda occidentale del grandioso bacino artificiale della Val di Lei, poco sopra lo sbarramento della diga. E’ una struttura a gestione familiare che abbina cucina della tradizione valtellinese al “plus” di prodotti a “km zero” – primi ottimi, formaggi e salumi idem, polenta e salmi di cervo – ambientazione e vista spettacolare.** **DETTAGLI ITINERARIO** **T – Itinerario turistico** **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val San Giacomo – Val di Lei](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Diga della Val di Lei **Quota di partenza:** 1961 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** 5 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Maggio a fine Novembre (con prenotazione durante le feste natalizie) **Posti letto:** 48 posti **Gestione:** Valentino Del Curto **Tel.** +39 348 2260889 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 09/11/2018, 16:17 Duration: 09:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 63 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 30 m Distance: 1.42 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Per accedere al rifugio ci sono due possibilità: **IN AUTO:** dal passo dello Spluga si scende nel cantone dei Grigioni fino a Splügen e poi ad Avers, quindi si risale in Val Ferrera. Poco oltre l’abitato di Innerferrera c’è un bivio sulla destra, che porta fino alla galleria oltre la quale si arriva alla dogana ed al piazzale antistante la diga, ove è opportuno parcheggiare. La galleria è aperta solo da maggio a novembre, dalle 5 del mattino alle 22. La diga, costruita negli anni ’50, è lunga 700 metri e alta 173 e fa da sbarramento al Reno di Lei, uno dei corsi d’acqua che formano il fiume Reno. Passata la diga, il rifugio si raggiunge sulla destra con 15 minuti a piedi. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Baita_del_Capriolo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Baita_del_Capriolo.webp)Rifugio Baita del Capriolo**A PIEDI**, con una lunga camminata di 4/5 ore: si parte dal rifugio Chiavenna e si valica il passo Angeloga oppure si sale da Madesimo in funivia al Groppera e si scende al rifugio con un’ora di cammino. Al rifugio si possono noleggiare delle biciclette con le quali si può agevolmente percorrere la stradina che costeggia la sponda occidentale del lago, che è lungo circa dieci chilometri. [![Diga nei pressi del Rifugio Baita del Capriolo](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Rifugio_Baita_del_Capriolo2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Rifugio_Baita_del_Capriolo2.jpg)Diga nei pressi del Rifugio Baita del Capriolo [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Passo Angeloga, Val di Lei, Val S. Giacomo --- ### [Rifugio Giovanni Bertacchi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bertacchi/) **Published:** Aprile 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge in posizione panoramica presso il lago d’Emet, in alta Val San Giacomo, a quota 2175 s.l.m. È dedicato al poeta della Valchiavenna, Giovanni Bertacchi. L’accesso può avvenire partendo dal lago di Montespluga e contornando il Piz Spadolazzo** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val San Giacomo – Val di Lei](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Lago di Montespluga **Quota di partenza:** 1920 m | **Dislivello:** 225 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 15 minuti **Periodo di Apertura:** dal metà Giugno al fine Settembre (Eventuali aperture parziali in periodi diversi sono da concordare con il gestore) **Posti letto:** 24 posti (3 posti nel periodo invernale) **Gestione:** Gianera Daniele **Tel.** +39 334 7769683 **Email:** **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 531 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 8 m Distance: 2.41 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il **rifugio Bertacchi** si trova sul versante orientale dell’alta **Val S. Giacomo (Valle Spluga)**. Può essere raggiunto attraverso due sentieri, entrambi assai panoramici e praticabili da tutti: dal **lago di Montespluga**, in località Suretta (m.1920), lungo un sentiero con dolce salita, quasi impercettibile, in un’ora e 15 minuti; oppure da Macolini (m.1650), frazione di Madesimo (m.1560), raggiungibile per strada carrozzabile, dove si lascia l’auto per proseguire a piedi per circa un’ora e 30 minuti. Inizialmente si imbocca un’ampia mulattiera che lascia ben presto posto ad un sentiero che, attraverso una serie di tornanti, guadagna rapidamente quota. Lungo il cammino si attraversa il torrente che si origina dal **Lago d’Emet**, dando vita anche a fresche cascatelle. [![Segnaletica per il rifugio Bertacchi](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Rifugio_Bertacchi2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Rifugio_Bertacchi2.jpg)Segnaletica per il rifugio Bertacchi[![Rifugio Bertacchi](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Rifugio_Bertacchi3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Rifugio_Bertacchi3.jpg)Rifugio Bertacchi adagiato su un colleIn pochi minuti si arriva al rifugio, adagiato su un colle che si affaccia sul Lago d’Emet. Il rifugio è dedicato al grande poeta della Valchiavenna, Giovanni Bertacchi. Nei pressi del rifugio sono presenti palestre di arrampicata ed è inoltre possibile prender parte a corsi di avvicinamento alla montagna e a corsi di arte nell’ambiente. Per prenotazioni o iscrizioni a varie attività che vengono organizzate telefonare al rifugio o contattare lo stesso. *Fonte: [waltellina.com ](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valchiavenna_vallespluga/rifugio_bertacchi_lago_emet/rifugio_bertacchi_lago_emet.html) | Autore: R. Moiola* **ESCURSIONI** Passo Niemet | Lago Ghiacciato | [Baita del Capriolo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-baita-del-capriolo/) | [Rifugio Chiavenna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-chiavenna/) **ALPINISMO** Pizzo Spadolazzo | [Bivacco Suretta](http://www.montagnenostre.net/bivacco-suretta/) | Pizzo d’Emet | Pizzo Mater [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Lago Emet, Lago Ghiacciato, Pizzo Mater, Valchiavenna --- ### [Rifugio Alpe Lavorerio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-lavorerio/) **Published:** Aprile 9, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio sorge all’alpe Lavorerio, in val Piodella, sopra Gordona a quota 1862 metri. Il rifugio non è gestito. Occorre quindi ritirare le chiavi ed acquistare il permesso di transito (6 euro un giorno, 9 euro due giorni) presso il bar San Martino.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val Bodengo](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Località di partenza:** Donadivo **Quota di partenza:** 737 m | **Dislivello:** 1250 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Previo accordi per il ritiro chiavi **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Bar San Martino Gordona **Tel.** +39 329 0857655 (Marco) **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 12/11/2018, 16:39 Duration: 01:12:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 911 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 181 m Distance: 5.49 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Fra le due più famose valli alle quali si accede da Gordona, la **val Bodengo** e la **val Fontana**, è posta la **val Piodella**, che si raccomanda come meta per quegli escursionisti che amino gli orizzonti della solitudine. Stupirà quindi sapere che proprio qui si trova l’unico rifugio della zona, che deve la sua esistenza alla disponibilità del comune di Gordona ed all’opera di un gruppo di volontari che ha lavorato per renderlo agibile per gli escursionisti che volessero farne la base di partenza per traversate di un certo respiro. Ma vediamo come arrivarci. Gordona è facilmente raggiungibile dalla SS 36 della Valchiavenna. Usciti dalla seconda galleria, a Novate Mezzola, percorriamo, in direzione di Chiavenna, circa 11 chilometri; dopo san Cassiano troveremo, sulla sinistra, la deviazione per Gordona. [![Vista rifugio nei pressi dell'alpe Lavorerio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Alpe_Lavorerio_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Alpe_Lavorerio_2.jpg)Vista rifugio nei pressi dell'alpe LavorerioRaggiunto il paese, dobbiamo scegliere se percorrere la strada interamente a piedi (ed è una bella tirata), o se guadagnare circa trecento metri acquistando il permesso di transito sulla strada per la val Bodengo (estate 2002: 8 Euro, per un periodo compreso fra i mesi di aprile ed ottobre). In questo secondo caso, percorsi tre chilometri, ci ritroviamo alla località **Donadivo** (m. 737), dove lasciamo l’automobile per salire su una mulattiera (un piccolo gioiello) che parte in corrispondenza di una fontanella di legno e raggiunge l’**Alpe Orlo, a 1165 metri** (raggiungibile anche mediante una strada sterrata di recente costruzione). Qui, ad un bivio, prendiamo a sinistra, seguendo il cartello che indica la val Piodella. Dobbiamo ora effettuare una lunga traversata sul fianco sinistro idrografico della valle; nel primo tratto perdiamo un centinaio di metri di quota (ce ne accorgeremo al ritorno!), per poi ricominciare a salire, avvicinandoci al letto del torrente, fino ad attraversarlo su un ponte gettato su una bella marmitta dei giganti. Ci ritroviamo così all’**Alpe Valle di Sotto (m. 1330)**, dalla quale, ignorato un secondo ponte, saliamo all’**Alpe Valle di Sopra (m. 1486)**. I segnavia rosso-bianco-rossi sono abbastanza numerosi e ci permettono di procedere con tranquillità. Ora dobbiamo piegare decisamente a destra e risalire un ripido dosso erboso, per entrare poi in un bel bosco, aggirando sulla destra il gradino roccioso che ci separa dall’alta valle. Usciti dal bosco, percorriamo un breve tratto su un dosso erboso e raggiungiamo un terzo ponte. Ora dobbiamo ignorare i segnavia, che indicano il percorso per la superiore **Alpe Piodella**; attraversiamo il ponte e, sormontate alcune modeste formazioni rocciose, raggiungiamo le quattro baite dell’**Alpe Lavorerio**, la prima e più grande delle quali è stata (parzialmente) adattata a rifugio. *Fonte: [paesidivaltellina.it](http://www.paesidivaltellina.it) | Autore: M. Dei Cas* **ESCURSIONI** Alpe Piodella | Alpe Gandascia | Lago della Piodella **ALPINISMO** Pizzo di Setaggiolo di Fuori | Pizzo Setaggio | Pizzo di Piodella [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valchiavenna-rifugi/) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Alpe Gandascia, Val Bodengo, Val Piodella --- ### [Alla scoperta di Malga Palù: natura e autenticità](https://www.montagnenostre.net/malga-palu/) **Published:** Ottobre 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Sorge a 2088 m.in Val di Rabbi. La Malga è stata ristrutturata nel 1998 e si presenta oggi con lo stallone, la vecchia cascina destinata a deposito e la nuova cascina. Da Malga Palù, in una ventina di minuti, si può raggiungere il Passo Palù che mette in comunicazione la Val di Rabbi con la Val di Bresimo e con la Val di Non: un percorso oggi escursionistico, un tempo sicuramente molto importante per gli spostamenti di uomini e animali da una valle all’altra. DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [Val di Rabbi](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Località di partenza:** Piazzola di Rabbi parcheggio loc. Cavalar **Quota di partenza:** 1408 m | **Dislivello:** 680 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 20 Giugno al 10 Settembre **Posti letto:** NO **Vendita diretta in malga:** SI **Gestione:** Penasa Fiore **Tel.** +39 348 7457944 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal **parcheggio di località Cavalar**, situato nella Piazzola di Rabbi, imbocca il **sentiero CAI 101**, ben segnalato, che si snoda tra boschi di larici e abeti. Il percorso inizia con una leggera salita che si addolcisce poi in tratti pianeggianti, offrendo scorci sulla valle e sui monti circostanti. Dopo circa **20–30 minuti** di cammino, si incontra una piccola radura ideale per una breve pausa o per ammirare la natura circostante. Proseguendo lungo il sentiero, il percorso alterna tratti tra bosco e prati alpini, costeggiando piccoli ruscelli e baite caratteristiche. La segnaletica indica chiaramente la direzione verso Malga Palù, che si raggiunge dopo circa **1 ora e 15 minuti** dalla partenza. La malga si trova in posizione panoramica, con splendida vista sulle cime della Val di Rabbi, ed è il luogo perfetto per assaporare prodotti tipici locali e godere della tranquillità della montagna. l ritorno avviene sullo stesso percorso, con una discesa dolce tra boschi e prati fino a ritornare al parcheggio di Cavalar. L’escursione completa ha una durata stimata di **2,5–3 ore andata e ritorno**, adatta a famiglie, escursionisti e amanti della natura. *Fonte: [visittrentino.info](https://www.visittrentino.info/)* **ESCURSIONI** Lago Corvo | Passo Palù | Malga Paludè di Sotto [VEDI TUTTI I RIFUGI DI VAL DI RABBI »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/trentino-alto-adigesudtirol-l2493/) **Categorie:** Val di Rabbi **Tag:** Gruppo Ortles, Malghe, Ortles-Cevedale, Trekking in Trentino --- ### [Bambini in montagna: crescere forti a contatto con la natura](https://www.montagnenostre.net/bambini-in-montagna-come-allevare-dei-perfetti-montanari-2/) **Published:** Febbraio 1, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### Allevare dei “perfetti montanari” è una bella sfida, ma anche una grande opportunità! Crescere bambini in montagna significa insegnare loro a rispettare e vivere in armonia con la natura, oltre a sviluppare un legame profondo con l’ambiente montano. Per chi ama la montagna cosa c’è di più bello che trasmettere la propria passione ai vostri figli? Vi suggeriamo alcune cose da insegnare ai più piccoli mentre si cammina sui sentieri e nei boschi. Chi vive in montagna, in genere, sa bene che ci sono alcune regole di buon senso che andrebbero sempre rispettate, soprattutto nei confronti dell’ambiente naturale in cui si cammina. Poche e semplici attenzioni che, **se insegnate ad un bambino fin dalle prime passeggiate in compagnia di nonni, genitori, amici,** diventeranno comportamenti naturali anche da adulto. Inoltre quando si parla di bambini, si sa che il modo migliore per far sì che imparino qualcosa è sempre il buon esempio. **SALUTA GLI SCONOSCIUTI!** Una delle cose più belle di quando si cammina sui sentieri di montagna è che **chiunque si incontri, ci si saluta sempre**. E quando si incrocia un bambino che dice un bel “Ciao!” non si può fare a meno di rispondere con un grande sorriso. Se i vostri bambini vi vedranno salutare sempre gli sconosciuti camminatori, impareranno presto a farlo e se capirete su un percorso affollato sarà tutto un allegro suggeguirsi di ciao, buongiorno, salve! **TUTTI I RIFIUTI SI PORTANO A CASA** Quando si trovano i rifiuti di ogni genere sui sentieri o nei boschi, la sensazione è davvero spiacevole. E’ fondamentale che **l’esempio dei grandi sia il modo migliore per insegnare ai bambini che in montagna i rifiuti non si abbandonano in prati e boschi, ma si riportano sempre a valle**. In quota non ci sono i cestini per i rifiuti quindi tutti gli scarti di un pic nic vanno messi in un sacchetto nello zaino e vanno poi buttati negli appositi cassetti della pattumiera a valle una volta rientrati dall’escursione. Insegnamo ai bambini questa regola che, sicuramente durante le prossime camminate saranno loro a controllare che **nessuno lasci i rifiuti in giro**! [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Perfetti_Montanari_2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Perfetti_Montanari_2.webp)Perfetti montanari – Foto di [pixelRaw](https://pixabay.com/it/users/pixelRaw-153960/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4313198) da [Pixabay](https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4313198)**ABITUARLI ALLA NATURA FIN DA PICCOLI** La montagna è un ambiente che offre un’infinità di stimoli naturali. Iniziare a camminare tra i boschi, osservare gli animali, raccogliere fiori e imparare i ritmi della natura è essenziale. Le escursioni possono diventare un’occasione per apprendere la biodiversità, le piante medicinali o semplicemente il rispetto dell’ambiente. **SVILUPPARE IL SENSO DI ADATTAMENTO** La montagna può essere un ambiente severo, soprattutto d’inverno, e questo è uno degli aspetti più formativi. Ai bambini va insegnato come affrontare temperature rigide, ma anche come essere autosufficienti, come vestirsi in modo adeguato e come organizzarsi per affrontare le sfide quotidiane. **COINVOLGERLI NELLE ATTIVITA’ MONTANE TRADIZIONALI** Le attività tipiche delle valli montane, come il raccogliere legna, fare il formaggio, o anche semplici lavori agricoli, possono diventare occasioni per apprendere valori come il lavoro di squadra, la pazienza e il rispetto per la tradizione. Se possibile, portali a conoscere la cultura locale, le storie e le leggende montanare. [La leggenda dei “sempreverdi”](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-sempreverdi/) [La leggenda del lago di Braies](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-lago-di-braies/) [Gigiàt, il mostro buono della Val Masino](https://www.montagnenostre.net/gigiat-il-mostro-buono-della-val-masino/) [La leggenda dei tre laghetti color turchese](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-tre-laghetti-color-turchese/) **IMPARARE A MUOVERSI IN SICUREZZA** La montagna, seppur affascinante, può essere anche pericolosa. I bambini devono imparare fin da piccoli come comportarsi su terreni impervi, come riconoscere i sentieri e soprattutto come evitare rischi (come la caduta di pietre o smarrirsi). Insegnare loro le basi dell’orientamento (anche con la bussola) e le regole di sicurezza è fondamentale. **FOMENTARE L’INDIPENDENZA E IL CORAGGIO``**Crescere in montagna può insegnare molto sull’autonomia. I bambini in montagna spesso si trovano a dover fare affidamento su se stessi, anche in piccole cose, come accendere un fuoco, scegliere la strada giusta in un’escursione o aiutare in casa durante una nevicata. Questo li rende più responsabili e consapevoli. **FAVORIRE L’INTERAZIONE CON LA COMUNITA’ LOCALE``**Le valli montane spesso hanno una comunità stretta e coesa. È importante che i bambini imparino a conoscere gli altri, a socializzare con le persone più anziane, che possono trasmettere loro storie, tradizioni e saggezza popolare, e a partecipare alla vita sociale. **IINSEGNARE LA PAZIENZA E LA RESILIENZA** La montagna è un luogo dove la natura impone i suoi tempi. Le stagioni sono nette e cangianti, il freddo e il caldo possono essere estremi, ma queste difficoltà sono anche un’opportunità per insegnare ai bambini la pazienza e la resilienza, che serviranno loro per tutta la vita. **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini, bambini in montagna, natura, regole di montagna --- ### [Capanna Eugenio Sella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sella-eugenio/) **Published:** Settembre 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **La capanna, nota anche come “nido d’aquila”, si trova a 3029 m su un contrafforte roccioso del Nuovo Weissthor a sinistra della grande seraccata del ghiacciaio di Roffel. La prima costruzione risale al 1891. Dal 12 dicembre 2018 il rifugio è diventato di unica proprietà della sezione C.A.I. Macugnaga. Completamente ristrutturata e non custodita.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **EE**A – Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/valle-anzasca/) **Località di partenza:** Località Pecetto di Macugnaga **Quota di partenza:** 1362 m | **Dislivello:** 1667 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 30 posti (24 posti nel periodo invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Macugnaga **Tel.** +39 0324 65491 **ATTENZIONE!!!** **Attualmente il rifugio non è custodito ma è comunque aperto come ricovero di emergenza. Il sentiero di salita dall’Alpe Roffelstaffen non è in buone condizioni, non è tracciato regolarmente e nel tratto finale è soggetto a caduta sassi.** DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da **Macugnaga**, frazione Pecetto, lasciamo il grande parcheggio della seggiovia (2 bar-ristoranti) e ci incamminiamo seguendo la larga mulattiera che segue la traiettoria della seggiovia stessa. In corrispondenza di un bivio, a sinistra si prosegue attraversando il torrente verso l’Alpe Burky (stazione intermedia dei due tratti di seggiovia che raggiungono il Belvedere a poco meno di 2.000 metri), diritti invece costeggiamo il corso d’acqua sulla riva destra e seguiamo la direzione della segnaletica gialla che indica il Rifugio Sella Eugenio. Poco dopo, lasciato il torrente, la mulattiera diventa sentiero inizialmente un po’ ripido ma comunque ben segnato. Passato un ponticello in una goletta raggiungiamo altri cartelli gialli che ci indicano la direzione. Continuiamo la salita e troviamo l’ultima indicazione su cartello giallo. Il sentiero rimane comunque evidente e ben segnato. Proseguiamo fino a che il nostro percorso incontra un nevaio (più o meno abbondante a seconda della stagione). Lo attraversiamo in diagonale verso destra e riprendiamo, dall’altra parte, su lastroni di roccia. Salendo ancora, poco dopo vedremo il Rifugio Sella Eugenio, un breve tratto di salita e a destra siamo arrivati. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_EugenioSella_1.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_EugenioSella_1.webp)Vista panoramica dalla Capanna Eugenio SellaPossiamo raggiungere il Rifugio Sella Eugenio anche dal Belvedere. A piedi lo raggiungiamo da Pecetto andando all’Alpe Burky (2 bar-ristoranti), proseguiamo poi con il sentiero che passa in una zona cespugliosa e boscosa. Terminata questa zona procediamo in una macchia erbosa fino al Rifugio C.A.I. Saronno, situato in una verde conca. Alla destra del rifugio riprendiamo il sentiero che continua nel bosco. Dopo una breve radura, siamo al Belvedere (1 bar-ristorante). Per abbreviare notevolmente prendiamo i 2 tratti di seggiovia: Pecetto-Alpe Burky e Alpe Burky-Belvedere. Come indicato su un grosso sasso in fondo allo spiazzo dell’arrivo al Belvedere, prendiamo a destra una breve salita che ci porta alla morena del Ghiacciaio. La attraversiamo seguendo attentamente i segnavia e ci troviamo in prossimità dell’Alpe Fillar. Qui troviamo la segnaletica gialla che ci indica la direzione. Questo percorso si congiunge più a monte (in corrispondenza di cartelli gialli) a quello sopra descritto. *Fonte: [monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/)* **GUARDA IL VIDEO**: **ESCURSIONI E TRAVERSATE** [Bivacco Città di Luino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-luino/) | [Bivacco Hinderbalmo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-hinderbalmo/) |[ Rifugio Oberto Gaspare](https://www.montagnenostre.net/rifugio-oberto-gaspare/) | [Bivacco Città di Gallarate](https://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-gallarate/) |[ Bivacco Belloni Valentino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-valentino-belloni/) | [Rifugio Monterosa Hutte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-rosa-hutte/) **ALPINISMO** Cima Jazzi | Strahlhorn | Monte Weisstor | Gran Fillar | Piccolo Fillar | Jagerhorn | Torre di Castelfranco | Cima Brioschi [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE ANZASCA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Ghiacciaio di Roffel, Macugnaga, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Rifugio Pastore](https://www.montagnenostre.net/rifugio-pastore/) **Published:** Luglio 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Pastore, si trova nel comune di Alagna Valsesia nel Parco Naturale Alta Valsesia, a 1575 mt in località Alpe Pile. Il verde pianoro su cui è adagiato il rifugio, antica sede del ghiacciaio del Sesia, è uno dei punti panoramici più importanti sulla parete sud del Monte Rosa.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Alagna – Cascata dell’Acqua Bianca **Quota di partenza:** 1495 m | **Dislivello:** 80 m | **Tempo di percorrenza:** 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da Aprile a Settembre **Posti letto:** 65 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 91220 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 01/01/2010, 01:00 Duration: 21:43 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 174 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 456 m Distance: 3.62 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** ***PERCORSO UNO*** Da **Alagna Valsesia**, oltrepassato il centro abitato, lasciamo l’auto al grande parcheggio in località Wold. Da qui è vietato il transito privato, quindi possiamo attendere il pullman navetta (in luglio e agosto il servizio è tutti i giorni dalle 6,30 alle 19,00; in altri periodi è a discrezione del Comune) oppure proseguire a piedi per la strada asfaltata fino al piazzale in località Acqua Bianca. In corrispondenza della tabella informativa dei rifugi ci incamminiamo nella boscaglia seguendo la mulattiera che, oltrepassato un ponte in legno, ben presto diventa un comodo sentiero. Sulla nostra sinistra, denominate “Caldaie del Sesia”, scorrono le acque del Torrente Sesia in una profonda gola a continue balze. Usciamo dalla zona boscosa e troviamo una radura, attraversiamo poi un ponticello e giungiamo ad un bivio. Prendiamo a sinistra e scendiamo verso il Torrente Sesia, lo attraversiamo grazie ad un ponte coperto che ci offre una bella vista sulla gola sottostante, e presto siamo all’Alpe Pile, il grande pianoro erboso del Rifugio Pastore che raggiungiamo in pochi passi. *Tempo di percorrenza da Alagna: 45/50 min Tempo di percorrenza dal piazzale dell’Acqua Bianca: 20 min.* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Segnaletica_perrifugioPastore-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Segnaletica_perrifugioPastore.webp)Segnaletica per il rifugio Pastore***PERCORSO DUE*** Da Alagna Valsesia, oltrepassato il centro abitato, lasciamo l’auto al grande parcheggio in località Wold. Da qui è vietato il transito privato, quindi possiamo attendere il pullman navetta (in luglio e agosto il servizio è tutti i giorni dalle 6,30 alle 19,00; in altri periodi è a discrezione del Comune). Si continua a piedi su strada asfaltata per circa 1,5 km fino alla località Sant’Antonio dove sorge una piccola chiesetta. Dopo la chiesa, circa 50 m, prima del ponte carrozzabile si imbocca in prossimità di un grosso masso il sentiero n° 6 e si raggiunge il rifugio con un percorso semplice ma abbastanza ripido e con una lunga scalinata. *Tempo di percorrenza da Alagna: 45/50 min Tempo di percorrenza da Sant’Antonio: 30 min* *Fonte: *[monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/)** **ESCURSIONI** [Rifugio Barba Ferrero](http://www.montagnenostre.net/rifugio-pastore/) | [Rifugio Crespi Calderini Anna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-crespi-calderini-anna/) | [Capanna Fratelli Gugliermina](http://www.montagnenostre.net/capanna-fratelli-gugliermina-ex-valsesia/) | [Bivacco Resegotti](http://www.montagnenostre.net/bivacco-l-resegotti/) | [Rifugio Città di Vigevano](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-vigevano/) | [Rifugio Gnifetti](http://www.montagnenostre.net/capanna-g-gnifetti/) | [Rifugio Città di Mortara](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mortara-grande-halte/) **ALPINISMO** Punta Rizzetti | Corno Faller | Corno Piglimò [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/PontecontettoiarifPastore-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/PontecontettoiarifPastore.webp)Ponte con tettoia lungo il percorso per il rifugio Pastore[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Pastore_1.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Pastore_1.webp)Rifugio Pastore[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/PascolirifPastore-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/PascolirifPastore.webp)Vista panoramica della parete sud del Monte Rosa dal rifugio Pastore **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Cascata dell'Acqua Bianca, Monte Rosa, Parco Naturale Alta Valsesia, Valsesia --- ### [Rifugio CAI Alpe Cortevecchio | Natura e panorami unici della Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-alpe-cortevecchio/) **Published:** Settembre 25, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### A 1.500 m sopra Ornavasso, il rifugio offre ospitalità in un contesto naturale unico, con vista sui laghi e accesso a splendide escursioni. Raggiungibile a piedi in 1h30 da Ca’ d’Arola, è aperto da giugno a settembre. Rappresenta la base ideale per escursioni verso il Monte Massone o rilassanti camminate tra alpeggi e boschi. **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Pennine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/valle-anzasca/) **Località di partenza:** Ca’ d’Arola (Ornavasso) **Quota di partenza:** 900 m | **Dislivello:** 600 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora 30 minuti **Periodo di Apertura:** da inizio giugno a fine settembre (aperto tutti i giorni) **Posti letto:** 15 posti **Gestione:** Sezione CAI di Gravellona Toce **Tel.** +39 0323 837051 | **Cell.** +39 338 4459491 **Email:** info@rifugiocortevecchio.it **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 28/01/2024, 12:37 Duration: 02:14:49 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 645 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 146 m Distance: 5.66 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il sentiero inizia nel piccolo borgo di Ca’ d’Arola, facilmente raggiungibile da Ornavasso. Da qui si segue la strada o la mulattiera segnalata con cartelli CAI, che indicano la direzione verso Alpe Cortevecchio. Dopo aver lasciato il paese, il percorso si inoltra in un ambiente boschivo, con un tracciato ben segnato. Si segue una mulattiera sterrata che gradualmente inizia a salire. La salita diventa più ripida negli ultimi 30-40 minuti, ma il sentiero è ancora ben definito. Si attraversano piccoli ruscelli e si passa vicino a baite isolate prima di raggiungere il Rifugio CAI Alpe Cortevecchio, situato in posizione panoramica e ideale per una sosta. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/AlpeCortevecchio-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/AlpeCortevecchio.webp)Alpe Cortevecchio[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/Rifugio_AlpeCortevecchio-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/Rifugio_AlpeCortevecchio.webp)Rifugio CAI Alpe Cortevecchio **ESCURSIONI** Cima delle Tre Croci Monte Massone (2.161 m) Linea Cadorna (nei dintorni del rifugio, è possibile esplorare i resti della Linea Cadorna, un sistema di fortificazioni risalente alla Prima Guerra Mondiale) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE ANTRONA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Trekking in Piemonte, Valle Anzasca --- ### [Pedalando in Val Grosina | Anello MTB selvaggio al Passo di Verva](https://www.montagnenostre.net/dalla-val-grosina-al-passo-di-verva-itinerario-mtb-ad-anello-tra-natura-e-storia/) **Published:** Settembre 23, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### Un itinerario ad anello tra i più affascinanti della Valtellina, dove la fatica della salita si fonde con la bellezza selvaggia delle Alpi Retiche. Il giro in MTB da **Grosio** al **Passo di Verva**, con rientro lungo il **Sentiero Valtellina**, è un’esperienza completa che unisce panorami mozzafiato, silenzio d’alta quota e la riscoperta di territori ricchi di storia e tradizioni montane. **DETTAGLIO ITINERARIO** ## **S2** *Itinerario ove sono compresi percorsi che presentano radici di maggiore grandezza, pietre, gradoni e scale in sequenza poco impegnative.* **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (sottogruppo: Alpi della Val Grosina / Gruppo Dosdè-Cima Viola) **Valle:** [Val Grosina](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/ "VAL GROSINA") **Località di partenza:** Grosio **Località di arrivo:** Grosio **Dislivello:** circa **1.800 – 2.000 m D+** **Quota massima**: Passo di Verva – 2.301 m **Tipo di fondo**: misto (asfalto, sterrato, carrareccia, ciclabile) **Periodo consigliato:** Da Giugno a Settembre *(da evitare in caso di neve residua al Passo di Verva o maltempo in quota)* **Lunghezza percorso:** circa 65–75 km (in base alle varianti) **Tempo:** 1 giornata (6–8 ore) o 2 giorni con tappa intermedia **Particolarità:** Passaggio alpino panoramico a oltre 2300 m (Passo di Verva) Tratti storici e culturali, come Eita e la Val Grosina con le sue baite tradizionali Ritorno rilassante lungo la Ciclabile della Valtellina (ideale dopo la fatica) Itinerario ad anello: perfetto per chi cerca avventura senza navetta *\* Si tratta qui di valori indicativi e suggerimenti. Per favore tenga presente le Sue abilità personali e la situazione meteo attuale. Non si assume responsabilità per l’essattezza delle informazioni.* **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 11/08/2020, 09:39 Duration: 07:19:59 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1967 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1947 m Distance: 77.47 km ##### Partenza da Grosio: tra storia e montagna L’avventura inizia a **Grosio**, borgo valtellinese noto per il Parco delle Incisioni Rupestri e il suo centro storico ricco di fascino. Fin dai primi chilometri si lascia alle spalle l’abitato per risalire la **Val Grosina Occidentale** lungo la strada che porta a **Fusino**, dapprima asfaltata, poi sempre più selvaggia. Si entra così in un paesaggio alpino autentico, dove l’architettura rurale si mescola ai boschi di larici e ai pascoli. La salita verso **Eita**, antico villaggio montano, si fa impegnativa ma mai banale. Qui è facile fermarsi per una pausa, respirare a pieni polmoni e godersi la vista sulle cime circostanti. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/Grosio-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/Grosio.webp)Grosio[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/Eita-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/Eita.webp)Villaggio montano di Eita - Foto © Cabello Maurizio ##### La sfida del Passo di Verva Da Eita inizia il tratto più impegnativo: la salita al **Passo di Verva**, a oltre 2.300 metri di quota. Il fondo è sterrato, a tratti sconnesso, e richiede buona tecnica e gamba allenata. Ma la ricompensa è immediata: il panorama si apre su un ambiente maestoso, fatto di silenzi assoluti, cime appuntite e vallate glaciali. Il Passo di Verva segna il confine tra la Val Grosina e la Val Viola. È uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, ideale per una sosta contemplativa o una foto da cartolina. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/PassodiVerva-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/PassodiVerva.webp)Verso il Passo di Verva e sullo sfondo (da sinistra a destra) il Pizzo Campaccio, il Sasso Maurigno e il Monte Maurignino[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/Lago_Acque_Sparse-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/Lago_Acque_Sparse.webp)Lago Acque Sparse - Foto © Cabello Maurizio[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/SegnaleticaPassodiVerva-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/SegnaleticaPassodiVerva.webp)Segnaletica al Passo di Verva - Foto © Cabello Maurizio[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/LagodiCancano-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/09/LagodiCancano.webp)Lago di Cancano - Foto © Cabello Maurizio ##### Discesa e ritorno lungo il Sentiero Valtellina Dopo aver superato il valico, la discesa verso la **Val Viola / Arnoga** è tecnica e panoramica. In base al percorso scelto, è possibile raggiungere il fondovalle attraverso tratti sterrati o secondari, fino ad agganciare la **Ciclabile della Valtellina** (Sentiero Valtellina), che accompagna il fiume Adda da Bormio a Colico. Il tratto finale lungo la ciclabile è perfetto per distendersi in sella, godendo del paesaggio fluviale e dei profumi della valle. Il ritorno a Grosio chiude un anello completo, appagante e mai monotono. **CONSIGLI UTILI** - **Periodo consigliato**: da giugno a settembre, quando i passi sono sgombri da neve. - **Bici ideale**: MTB full o front ben equipaggiata. - **Equipaggiamento**: casco, kit riparazioni, abbigliamento a strati, scorte d’acqua e snack. - **Tracce GPS**: consigliatissime per orientarsi nei tratti meno segnalati. - **Soste consigliate**: Eita per la salita, Cancano o la ciclabile per il rientro soft. ##### Conclusione Questo giro ad anello è molto più di un semplice itinerario in mountain bike: è un viaggio dentro l’anima alpina della Valtellina, tra storia contadina, paesaggi d’alta quota e il piacere puro di pedalare in libertà. Ideale per chi cerca una sfida fisica ma anche un’immersione nella natura più autentica. **Categorie:** Mtb --- ### [Alta Via della Valmalenco: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) **Published:** Settembre 24, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### Partendo dai rifugi [Musella](http://www.montagnenostre.net/rifugio-musella/) e [Mitta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-mitta/) dell’alpe Musella è possibile raggiungere il [Rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) attraverso la variante che percorre l’intero asse del Vallone dello Scerscen. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – *Itinerario Escursionistico* **Località di partenza:** Alpe Musella (2021 m.) **Località di arrivo:** [Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) (2893 m.) **Quota massima:** 2893 m. **Dislivello di salita:** 870 m. **Tempo di salita:** 5 h **Segnavia:** 305 var. **Periodo consigliato:** da giugno a ottobre **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche – storiche – geomineralogiche **MAPPA DELLA VARIANTE DELLA QUINTA TAPPA** Time: 10/07/2021, 06:50 Duration: 09:30:32 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1407 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1405 m Distance: 21.35 km Il primo tratto comporta una leggera perdita di quota fino all'imbocco del vallone vero e proprio dove, con un alterno saliscendi entro severe pareti di serpentinite, si perviene alle ex miniere di amianto. Attraversato l'impetuoso torrente (ponte) si prosegue sul versante opposto fino ai sedimi dell'antica Alpe Scerscen e da lì sino ai dossi montonati dove è ubicato il **cimitero degli Alpini** (qui si ricongiunge con il percorso base della variante Forcella d'Entova). Il percorso non ne prevede la visita, ma prosegue lungo il vallone fino al primo dei torrenti torrenti glaciali dove si incontra con la traccia proveniente dall'area carsica. Il percorso si sviluppa ora entro ampie distese detritiche con rada vegetazione superando altri tre ponti sino a raggiungere un lungo crinale morenico fino ad un terrazzo superiore dove si superano altri due torrenti per pervenire in breve al [rifugio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/). **Alpe Musella (2021 m.) | Vallone di Scerscen | [Rifugio Marinelli Bombardieri (2893 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/)** [![La segnaletica ed il rifugio Musella](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Musella_cartello.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Musella_cartello.webp)La segnaletica ed il rifugio Musella[![Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Marinelli_Piazzale.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Marinelli_Piazzale.webp)Rifugio Marinelli Bombardieri**VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Pizzo Bernina, Sentiero Italia --- ### [Alta Via della Valmalenco: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) **Published:** Settembre 20, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### Tappa straordinaria, per l’ambiente grandioso e per l’interesse geomineralogico degli ambiente attraversati. Percorso selvaggio, in parte su fondo sconnesso, lungo la **Val Sissone**, è da intraprendere con condizioni di buona visibilità: dal [rifugio Del Grande Camerini](http://www.montagnenostre.net/rifugio-del-grande-camerini/), raggiunto dopo un breve tratto di roccette (attrezzate) si gode dello spettacolare scenario offerto dalla parete nord del Monte Disgrazia. **DETTAGLI ITINERARIO** #### EE – *Itinerario Escursionistico per esperti* **Località di partenza:** Alpe Ventina (1960 m.) Località di arrivo: Chiareggio (1612 m.) **Quota massima:** 2600 m. **Dislivello di salita:** 900 m. **Tempo di salita:** 6 ore e 30 minuti **Segnavia:** 305 **Periodo consigliato:** da giugno a settembre **Particolarità:** naturalistiche-paesaggistiche **MAPPA DELLA TERZA TAPPA** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1063 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1430 m Distance: 13.21 km Dai rifugi **[Gerli-Porro](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/)** e **[Ventina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/)** si scende in direzione nord lungo la mulattiera che collega l’**alpe Ventina** al borgo di Chiareggio, fino ad incontrare la palina segnaletica in corrispondenza dei due tornanti dove si diparte il sentiero per l’alpe Forbicina che punta inizialmente il torrente Ventina per poi seguirlo parallelo fino al fondovalle. Si supera il torrente con l’ausilio dei ponti che permettono di raggiungere la graziosa **alpe Forbicina** dove il sentiero si interseca con la strada forestale proveniente da Chiareggio. A questo punto si risale la mulattiera che in breve conduce all’**alpe Laresìn** formata da poche malghe in parte ristrutturate, da secolari larici e dove si trova il bivio per il vicino **[rifugio Tartaglione](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tartaglione-crispo/)**. [![Rifugio Gerli Porro](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Gerli_Porro_3.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Gerli_Porro_3.webp)Rifugio Gerli PorroDa qui, dove alzando lo sguardo verso sud/ovest compare già maestosa la parete nord del **monte Disgrazia**, si abbandona l’alpeggio in direzione ovest entrando nella maestosa **val Sissone**. Si tralascia il sentiero diretto che indica il rifugio Mario Del Grande-Remo Camerini per le alpi di Sissone e si continua lungo il fondovalle superando in discesa il bacino mediano della valle costituito da boschi sconvolti dalle slavine e dalle alluvioni. Il sentiero ora serpeggiando fra i detriti supera gli ultimi radi cespugli di ontano e guadagna quota sul fianco settentrionale della valle svoltando bruscamente a nord lungo la morena laterale che fronteggia la **vedretta del Disgrazia**. Superata la valletta caratterizzata dalla presenza di una lunga cascata, si segue la traccia con segnavia CAI e dell’**Alta Via della Valmalenco** (triangoli gialli), spostandosi sul pendio a destra della stessa che con notevole pendenza si supera entrando nel valloncello superiore, lo si percorre per metà della sua lunghezza per uscirne sulla sua sinistra (segnalazioni) e portarsi sul crestone erboso che precede le morene superiori della val Sissone. Da qui inizia alzandosi lentamente una lunga traversata verso destra (nord) superando il torrente che scende dal **ghiacciaio della Cima di Rosso** e il cordone morenico che conduce, con una valletta, alla sella del Sissone di dentro (2438m). Dalla panoramica sella dov’è già visibile il**[ rifugio Mario Del Grande-Remo Camerini ](https://www.montagnenostre.net/rifugio-del-grande-camerini/)**si scende con un tornante e si inizia un lungo semicerchio della valle che ci divide dalla cresta del Ciattè dominati dalla biancheggiante **cima di Vazzeda**. [![Alpe Vazzeda Inferiore](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Vazzeda_Inferiore.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Alpe_Vazzeda_Inferiore.webp)Alpe Vazzeda InferioreRaggiunta l’evidente morena poco sotto il rifugio si incontra il sentiero al quale abbiamo inizialmente accennato proveniente dalla sottostante alpe Sissone, lo si risale con pendenza costante lungo il fianco destro della morena fino all’evidente intaglio segnalato che si raggiunge piegando a destra con maggior pendenza in direzione della paretina attrezzata. Superatala in breve e con facile arrampicata si risale il crestone in direzione nord che in breve conduce al rifugio (2580m). Dal rifugio ci si abbassa rapidamente verso est seguendo i numerosi segnavia e oltrepassando il bivio che indica il passo del Forno, si inizia un lungo traverso che supera le numerose vallette incise dai torrenti che scendono dal ghiacciaio di Vazzeda fino all’evidente grossa morena che con cambio di direzione immette in un lariceto. Lo si supera con numerose svolte fino alla sottostante alpe di Vazzeda superiore (2033m), la si abbandona sulla sinistra per imboccare un ripido valloncello che conduce alla successiva **alpe di Vazzeda inferiore** (1832m). Si devia bruscamente a destra e si supera il torrente sul ponticello, giungendo al bivio che seguiremo a sinistra per Chiareggio oltrepassando un malinconico lariceto sconvolto da una rovinosa valanga ed entrando successivamente in un fitto bosco che in breve raggiunge il ponte sul torrente Mallero. Superato il ponte si attraversa il bosco lungo la carrareccia per un chilometro e si giunge sul **Pian del Lupo** e successivamente a **Chiareggio**, dov’è possibile trovare ospitalità in alberghi e locande. (1600m). **Alpe Ventina (1960 m.) | Forbicina (1656 m.) | Val Sissone | [Rifugio Del Grande Camerini (2600 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-del-grande-camerini/) | Chiareggio (1612 m.)** [![Rifugio Del Grande Camerini](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Del_Grande.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Del_Grande.webp)Rifugio Del Grande Camerini[![Monte Disgrazia](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Monte-Disgrazia.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Monte-Disgrazia.webp)Monte Disgrazia **VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Chiareggio, Ghiacciaio del Ventina, Sentiero Italia --- ### [Alta Via della Valmalenco: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) **Published:** Settembre 21, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### E’ la classica tappa che permette di entrare nel cuore del gruppo del Bernina, in una zona ancor oggi caratterizzata dalla presenza di grandi ghiacci, tra i più estesi delle Alpi italiane. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – *Itinerario Escursionistico* **Località di partenza:** [Rifugio Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) **Località di arrivo:** [Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) **Quota massima:** 2813 mt **Dislivello di salita:** 1400 mt **Tempo di salita:** 6 h **Segnavia:** 305 **Periodo consigliato:** da giugno a settembre **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche – storiche – geomineralogiche **MAPPA DELLA QUINTA TAPPA** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1356 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 512 m Distance: 11.35 km La [capanna Marinelli](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) è uno dei più importanti e conosciuti rifugi alpini fu anche il primo, assieme alla [capanna di Corna Rossa](http://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-desio/) (poi Rif. Desio, temporaneamente inagibile) ad essere edificata in Valmalenco nel lontano 1880. Superato il Bocchel del Torno, in un contesto caratterizzato da una forte naturalità, si divalla lungo le piste da sci, in parte di recente realizzazione, per raggiungere e seguire l'antica mulattiera che da Lanzada portava al [Rifugio Marinelli](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/), attraverso estesi boschi, i pascoli dell'Alpe Campascio e quelli più alti dell'Alpe Musella. A monte dell'Alpe Musella, a 2240 m circa si incontra il percorso proveniente da Campo Moro e si prosegue alternando falsopiani morenici e ripidi pendii sino al [Rifugio Carate](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/), a pochi metri dalla bocchetta delle Forbici, dove si apre la più spettacolare e conosciuta veduta del gruppo del Bernina che si riflette nelle acque dell'omonimo laghetto. **[Rifugio Lago Palù](http://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) | Bochel del Torno (2208 m.) | A. campascio (1844 m.) | Alpe Musella (2021 m.) | [Rifugio Carate (2636 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/) | [Rifugio Marinelli Bombardieri (2813 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/)** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Lago_Palu.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Rifugio_Lago_Palu.webp)Rifugio Lago Palù[![Lago Palù visto dal rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Lago_Palu_dalrifugio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Lago_Palu_dalrifugio.webp)Lago Palù visto dal rifugio Lago Palù[![Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Marinelli_Piazzale.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Marinelli_Piazzale.webp)Rifugio Marinelli Bombardieri[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifurio_Marinelli_Bombardieri.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifurio_Marinelli_Bombardieri.webp)Rifugio Marinelli Bombardieri in inverno **VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/valtellina-l2129/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Pizzo Bernina, Sentiero Italia --- ### [Alta Via della Valmalenco: da Chiareggio al rifugio Palù](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) **Published:** Settembre 21, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### La tappa permette il trasferimento dalla valle di Chiareggio all’amena conca del Lago Palù, attraverso i pascoli dell’Alpe Fora, il balcone panoramico del [Rifugio Longoni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/) e le pietraie dell’Alpe Sasso Nero, in disuso, da cui attraverso un mugheto con ampia visuale si gode di bellissima vista dall’alto del Lago Palù. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – *Itinerario Escursionistico* **Località di partenza:** Chiareggio (1612 m.) **Località di arrivo:** [Rifugio Lago Palù](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/) (1947 m.) **Quota massima:** 2450 m. **Dislivello di salita:** 1000 m. **Tempo di salita:** 6 ore e 30 minuti **Segnavia:** 305 **Periodo consigliato:** da giugno a settembre **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche – storico – geomineralogico **MAPPA DELLA QUARTA TAPPA** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1199 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 979 m Distance: 14.69 km Sono previste diverse scelte di itinerario a seconda del grado di allenamento degli escursionisti, delle loro preferenze ambientali e delle condizioni meteorologiche. Per chi avesse un buon allenamento e preferisce una variante "più alta" è possibile ridurre il percorso dell'Alta Via di un giorno e riunire le tappe 4 e 5 saltando il pernottamento al rifugio Palù e portandosi direttamente alla [Capanna Marinelli-Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) attraverso l'[ex rifugio Entova-Scerscen](https://www.montagnenostre.net/ex-rifugio-scerscen/) nei pressi del ghiaccio di Scerscen inferiore. Questo itinerario permette di portarsi dal cuore del gruppo del **Disgrazia** alle pendici di quello del **Bernina**. In caso di maltempo è invece possibile da **Chiareggio** raggiungere San Giuseppe con i pullman di linea, salire quindi ai Barchi e proseguire per comoda carrareccia al Lago Palù e all'[omonimo rifugio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/). E' possibile inoltre spezzare il percorso, pernottando al [Rifugio Longoni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/), per proseguire in seguito sul percorso base dell'Alta Via. **Chiareggio (1612 m.) | [Rifugio Longoni (2450 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/) | Alpe Sasso nero (2304 m.) | [Rifugio Lago Palù (1947 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-lago-palu/)** [![Il retro del rifugio Lago Palù e l’omonimo lago](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Retro_rifugio_Lago_Palu%CC%80.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Retro_rifugio_Lago_Palu%CC%80.webp)Il retro del rifugio Lago Palù e l’omonimo lago [![Lago Palù visto dal rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Lago_Palu_dalrifugio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/04/Lago_Palu_dalrifugio.webp)Lago Palù visto dal rifugio Lago Palù**VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Chiareggio, Lago Palù, Sentiero Italia --- ### [Alta Via della Valmalenco: Da Torre di Santa Maria al Rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) **Published:** Settembre 20, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### E’ la prima tappa e consente di portarsi in quota, ai piedi del gruppo del Disgrazia. Il percorso risale la Val Torreggio sino al [Rifugio Cometti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cometti/), dove si può pernottare se si desidera spezzare in due la tappa. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – *Itinerario Escursionistico* **Località di partenza:** Torre Santa Maria (800 m.) **Località di arrivo:** Rifugio Carlo Bosio (800 m.) **Quota massima:** 2490 m. **Dislivello di salita:** 1700 m. **Tempo di salita:** 7 ore **Segnavia:** 305 **Periodo consigliato:** da giugno a settembre **Particolarità:** naturalistiche-paesaggistiche **MAPPA DELLA PRIMA TAPPA** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 961 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 586 m Distance: 8.89 km Il punto più alto del percorso culmina con la cima del Sasso Bianco 2490m, luogo che consente un'ampia veduta panoramica a 360 gradi dal Gruppo dell'Adamello al Monte Rosa, dalle Orobie valtellinesi al Disgrazia, sino al Bernina. E' possibile ridurne la lunghezza e la fatica scegliendo, a seconda delle proprie esigenze, la salita ai Piasci con servizi privati o percorrendo la variante che dai Piasci porta direttamente al rifugio Bosio. Un'altra variante è segnalata dall'alpeggio di Aroglio superiore alla chiesa che si affaccia alla Valmalenco. La tappa non presenta alcuna difficoltà. Dislivello notevole. **NOTE:** **1 -** Nei pressi del maggengo dei Piasci c'è il [rifugio Cometti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cometti/). Si può giungere anche in macchina grazie alla strada che parte dalla frazione di San Giuseppe di Torre S. Maria. Il rifugio Cometti, di proprietà privata, dispone di 30 posti letto ed è aperto a luglio ed a agosto. **2 -** E' possibile raggiungere più velocemente il[ rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/) da sentiero **Alpe Piasci - Rifugio Carlo Bosio** (tempo di percorrenza 1.30 h). La strada da Torre Santa Maria fino all'Alpe Piasci è transitabile, previo acquisto di permesso nel centro del comune di Torre di Santa Maria al prezzo di 5 euro al giorno. **Torre Santa Maria (frazione Ciappanico - 800 m.) | Alpe Piasci | [Rifugio Cometti (1720 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cometti/) | Arcoglio superiore (2123 m.) | Cima Bianca (2490 m.) | [Rifugio Carlo Bosio (2086 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/)** [![Il retro del Rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Carlo_Bosio_retro.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Carlo_Bosio_retro.webp)Il retro del Rifugio Carlo Bosio[![Cappella del rifugio Bosio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Cappella-1.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Cappella-1.webp)Cappella del rifugio Carlo Bosio[![Corso del Torrente](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Torrente_Bosio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Torrente_Bosio.webp)Torrente nelle vicinanze del rifugio Carlo Bosio **VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Sentiero Italia, Torre Santa Maria --- ### [Alta Via della Valmalenco: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) **Published:** Settembre 20, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### Tappa dal notevole sviluppo, con la faticosa risalita della Val Sassersa, interrotta dal piacevole incontro dei 3 Laghetti di Sassersa, sino al Passo Ventina. Straordinariamente varia, attraversa ambienti molto diversi, dall’Alpe Mastabbia offre una bellissima vista sul gruppo del Bernina. Numerosi gli spunti etnografici, vecchie cave di talco e di pietra ollare. **DETTAGLI ITINERARIO** #### EE – *Itinerario Escursionistico per esperti* **Località di partenza:** [Rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/) (2086 m.) **Località di arrivo:** [Rifugio Gerli-Porro](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/) (1960 m.) **Quota massima:** 2675 m. **Dislivello di salita:** 1200 m. **Tempo di salita:** 7 h **Segnavia:** 305 **Periodo consigliato:** da giugno a settembre **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **MAPPA DELLA SECONDA TAPPA** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1112 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1232 m Distance: 11.99 km Dal **[rifugio Bosio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/)** portiamoci al ponte sul Torreggio e proseguiamo per la vicina **alpe Airale** (m. 2097). Qui il sentiero (triangoli gialli) comincia a salire gradualmente sul fianco montuoso, in direzione est-nord-est, entra nel bosco per poi assumere un andamento pianeggiante ed uscirne ai 2077 metri dell'**alpe Mastabia**. Proseguiamo sul fianco occidentale della Valmalenco, alternando tratti nel bosco ad altri in cui si attraversano corpi franosi e pascoli. Superate alcune cave di talco abbandonate, scendiamo di oltre duecento metri, raggiungendo il filo di un largo dosso, che ci introduce all'**alpe Giumellino** (m. 1756). Dall'alpe Giumellino proseguiamo verso nord, tagliamo un dosso, pieghiamo leggermente a sinistra (nord-nord-ovest), attraversiamo un vallone e su pietraie e magri pascoli ci affacciamo al versante meridionale del **Vallone di Sassersa**, portandoci verso il suo centro, dove intercettiamo il sentiero che sale dall'**alpe Pradaccio**. Lo seguiamo verso ovest, salendo fino al limite del vallone, dove si apre l'ampia conca che ospita il **laghetto di Sassersa inferiore** (m. 2368). [![Laghetto di Sassersa](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/Laghetti_Sassersa_1.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/Laghetti_Sassersa_1.jpg)Laghetto di Sassersa inferiore[![Laghetti di Sassersa](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/Laghetti_Sassersa_0.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/03/Laghetti_Sassersa_0.jpg)Laghetti di SassersaMuovendoci fra grandi blocchi passiamo alla sua destra e volgiamo a destra (nord-ovest), riprendendo a salire nella parte alta della **Val Sassersa**, per raggiungere passo Ventina, portandoci verso il suo lato sinistro. Nella parte terminale notiamo due evidenti canaloni che salgono al crinale: il passo è appunto posto su quello di sinistra, ed è riconoscibile per un sottile ago di roccia sul suo lato destro. I segnavia ci guidano sulla traccia che serpeggia fra roccette e sfasciumi, e siamo ai 2765 metri del **passo Ventina**. Il primo tratto della discesa in Val Ventina è piuttosto ripido, su una traccia con fondo in terriccio e rapidi slalom ci permette di perdere rapidamente quota. Dopo il primo tratto di discesa ci troviamo di fronte un nevaietto, che i segnavia ci suggeriscono di oltrepassare seguendo il suo lato sinistro. Raggiunto il limite inferiore del nevaio, un grande segnavia ci indica dove possiamo ritrovare la traccia del sentiero, che prosegue con pendenza meno severa, scendendo presso il filo di una grande morena. Il tracciato prosegue sulla destra di questo filo, poco distante dal crinale. La discesa concude al grande pianoro della **Val Ventina**, ingentilito dai radi larici, dove procediamo fra rivoli d'acqua, grandi massi e magri pascoli. Superato su un ponticello un ramo del torrente Ventina, giungiamo in vista del **[rifugio Ventina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/)** (m. 1965, alla nostra destra) e, poco più avanti, del **[rifugio Gerli-Porro](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/)** (m. 1960). **NOTE:** **1 -** E' possibile dall'Alpe Giumellino proseguire fino all'Alpe Pirlo e poi risalire. In questo caso si allunga la tappa di circa un'ora di cammino. All'alpe Pirlo si possono vedere antichi torni utilizzati per la lavorazione della pietra ollare. **[Rifugio Bosio (2086 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/) | Alpe Mastabbia (2077 m.) | Alpe Giumellino (1756 m.) | Laghetti Sassersa (2369 m.) | Passo Ventina (2675 m.) | Alpe Ventina (1960 m.) | Rifugi [Gerli Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/) e [Ventina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/) (1960 m.)** [![Rifugio Carlo Bosio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Carlo_Bosio_Fronte.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Carlo_Bosio_Fronte.webp)Rifugio Carlo Bosio[![Torrente](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Torrente_Bosio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Torrente_Bosio.webp)Torrente nelle vicinanze del rifugio Carlo Bosio[![Rifugio Gerli-Porro](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Gerli_Porro.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Gerli_Porro.webp)Rifugio Gerli-Porro **VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Laghetti di Sassersa, Sentiero Italia --- ### [Rifugio Boffalora](https://www.montagnenostre.net/rifugio-boffalora/) **Published:** Luglio 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio sorge, a 1685 m., in posizione soleggiata al centro della Val d’Egua e in prossimità dei confini del Parco Naturale della Valsesia. Circondato da una splendida corona di montagne, è il luogo ideale per scoprire un ambiente ancora incontaminato, osservare la fauna che vive indisturbata (camosci, caprioli, marmotte, aquile, volpi) e la splendida flora.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Alpe Egua – Carcoforo (Vercelli) **Quota di partenza:** 1304 m | **Dislivello:** 381 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da Luglio ad Agosto **Posti letto:** 44 posti (5 posti nel locale invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Boffalora Ticino **Tel.** +39 0163 95654 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 01/07/2010, 11:20 Duration: 20:56:06 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 41 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 963 m Distance: 4.52 km DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio Boffalora si raggiunge seguendo il sentiero che da Carcoforo porta al Colle d’Egua. La partenza avviene dalla piccolissima piazzetta del municipio dove si trovano già le indicazioni per il rifugio dove percorrendo la via principale in salita si raggiunge la parte alta del paese. La via del paese finisce proprio dove comincia il sentiero, in pratica finito il lastricato inizia lo sterrato che comincia a salire piuttosto deciso in direzione di una piccola cappelletta. Si raggiunge la cappelletta e si prosegue lungo il sentiero inizialmente a gradoni e piuttosto largo, poi il sentiero si stringe su terreno battuto. Il rifugio comincia a intravedersi già dalla prima parte del percorso. Lungo il cammino a circa metà percorso si passa nei pressi di un agriturismo. Oltrepassato il piccolo agriturismo si arriva ad un bivio dove si trova la segnaletica per il Rifugio e il Colle D’Egua, dove si prosegue lungo il sentiero fino a raggiungere un ponte in legno. Qui è d’obbligo una sosta per ammirare la bella cascata di Rio Passone sulla sinistra. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/CascatadiRioPassone-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/CascatadiRioPassone.webp)Cascata di Rio PassoneSuperato il ponte il rifugio è già ben visibile di fronte a noi. Da qui seguendo sempre il sentiero si risale il pendio erboso fino a raggiungere l’alpeggio sottostante il rifugio. Dall’alpeggio si segue il piccolo sentiero che sale sulla nostra sinistra in direzione del rifugio, dove dopo una salita piuttosto ripida si arriva a destinazione. *Fonte: *[lemiemontagne.it](http://www.lemiemontagne.it)** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Alpe_Boffalora-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Alpe_Boffalora.webp)Alpe Boffalora **TRAVERSATE** Val Mastellone per il colle d’Egua **ALPINISMO** Pizzo della Moriana | Pizzo Tignaga [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Monte Rosa, Parco Naturale Alta Valsesia, Trekking in Piemonte, Valsesia --- ### [Alta Via della Valmalenco: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) **Published:** Settembre 21, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### Questa è la variante della quarta tappa dell’alta via della Valmalenco. Inoltre è la tappa più impegnativa e con qualche difficoltà per i passaggi a volte esposti e su terreno sdrucciolevole e ripido. Su molte guide e siti internet viene raccomandato di percorrerlo con buone condizioni meteo. **DETTAGLI ITINERARIO** #### EE – *Itinerario Escursionistico per esperti* **Località di partenza:** [Rifugio Longoni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/) **Località di arrivo:** [Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) **Quota massima:** 2831 m. **Dislivello di salita:** 700 m. **Tempo di salita:** 6 ore **Segnavia:** 305 var. **Periodo consigliato:** da giugno a settembre **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche – storiche – geomineralogiche **MAPPA DELLA VARIANTE DELLA QUARTA TAPPA** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) u002du002d ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) u002du002d Distance: 21.95 km Dal **[rifugio Longoni](http://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/)** si raggiunge la soprastante ampia cresta sud ovest della **Sassa d'Entova**, che si segue sino a circa 2750, dove abbassandosi leggermente si attraversa l'ampio vallone dell'Entovasco sino al Pian dei Buoi per proseguire verso l'evidente **Forcella d'Entova**. Dal passo si scende seguendo l'ampio terrazzo naturale in direzione nord est verso il fondo del **vallone di Scerscen**. A quota 2620 m. è possibile attraversare ulteriormente il costone sulla sinistra superando le balze rocciose calcaree (tratto attrezzato) per raggiungere, **attraverso la più importante zona carsica della Valmalenco**, il primo dei torrenti (ponte) glaciali dei ghiacciai di Scerscen, dove si ricongiunge al percorso base dalla variante. **[Rifugio Longoni (2450 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/) | Forcella d'Entova (2831 m.) | [Rifugio Marinelli (2813 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/)** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Rifugio_Longoni.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Rifugio_Longoni.webp)Rifugio Longoni ed il gruppo del Disgrazia sullo sfondo[![Rifugio Marinelli Bombardieri](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Marinelli_Piazzale.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Marinelli_Piazzale.webp)Rifugio Marinelli Bombardieri[![Lo stambecco e le bocchette di Caspoggio dal piazzale del rifugio Marinelli](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Stambecco_BocchettediCaspoggio_Marinelli.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Stambecco_BocchettediCaspoggio_Marinelli.webp)Stambecco sulla terrazza del rifugio Marinelli Bombardieri e le bocchette di Caspoggio**VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Chiareggio, Sentiero Italia --- ### [Alta Via della Valmalenco: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) **Published:** Settembre 24, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### E’ la tappa più breve, che attraversa il valico più alto dell’intera Alta Via: la Bocchetta di Caspoggio a quasi 3000m. Qui si respira l’aria delle cime più alte del gruppo, perfettamente visibili dal passo. **DETTAGLI ITINERARIO** #### EE – Itinerario Escursionistico per esperti **Località di partenza:** Rifugio Marinelli Bombardieri **Località di arrivo:** Rifugio Bignami **Quota massima:** 2893 mt **Dislivello di salita:** 250 mt **Tempo di salita:** 3/4 h **Segnavia:** 305 | 305 var. **Periodo consigliato:** da giugno a settembre **Particolarità:** naturalistiche-paesaggistiche-storiche-geomineralogiche **MAPPA DELLA SESTA TAPPA:** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 308 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 740 m Distance: 4.56 km A causa del ritiro della **bocchetta di Caspoggio**, la transitabilità lungo lo stesso può risultare difficoltosa. Vivamente consigliabile è l'uso di piccozza e ramponi o, se non si ha esperienza nell'attraversamento di terreni glaciali, l'accompagnamento della guida. L'alternativa più semplice è il passaggio attraverso la **Forcella di Fellaria** 2819m (variante), che evita tratti di ghiacciaio ma comporta la discesa fino al **[rifugio Carate](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carate-brianza/)** dove si incontra la deviazione. Un'altra possibilità che consiste nel percorrere la variante "alta", in gran parte su ghiacciaio, attraverso il **Passo Marinelli orientale** 3090 m. , richiede materiali ed esperienza alpinistica; superato il tratto glaciale si scende al **Laghetto di Fellaria** e da qui in breve ai pascoli dell'omonimo alpeggio, uno dei più alti della valle ancora utilizzati. Il [**rifugio Bignami**](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/) è ubicato a poche decine di metri. **[Rif. Marinelli Bombardieri (2813 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) | Bocchetta di Caspoggio (2983 m.) | Alpe Fellaria e [Rif. Bignami (2382 m.)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/)** [![Massiccio del Bernina ](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Massiccio_Bernina.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Massiccio_Bernina.webp)Massiccio del Bernina visto dal rifugio Marinelli Bombardieri[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Bocchetta_Caspoggio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Bocchetta_Caspoggio.webp)Bocchetta di Caspoggio[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Arrivando_alrifBignami.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2022/01/Arrivando_alrifBignami.webp)All'arrivo: Alpe di Fellaria e rifugio Bignami[![Rifugio Bignami](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Bignami_ok.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/03/Rifugio_Bignami_ok.webp)Rifugio Bignami**VEDI TUTTE LE TAPPE DELL'ALTA VIA DELLA VALMALENCO:** [Prima tappa: da Torre Santa Maria al rifugio Carlo Bosio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-torre-di-santa-maria-al-rifugio-carlo-bosio/) [Seconda tappa: dal rifugio Carlo Bosio al rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-carlo-bosio-al-rifugio-gerli-porro/) [Terza tappa: dal rifugio Gerli-Porro a Chiareggio](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-gerli-porro-a-chiareggio/) [Quarta tappa: da Chiareggio al rifugio Palù](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-da-chiareggio-al-rifugio-palu/) [Variante Quarta Tappa: dal rifugio Longoni al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-longoni-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Quinta tappa: dal rifugio Palù al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-palu-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Variante Quinta tappa: dall'Alpe Musella al rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dallalpe-musella-al-rifugio-marinelli-bombardieri/) [Sesta tappa: dal rifugio Marinelli Bombardieri al rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-marinelli-bombardieri-al-rifugio-bignami/) [Settima tappa: dal rifugio Roberto Bignami al rifugio Cristina](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-roberto-bignami-al-rifugio-cristina/) [Ottava tappa: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](http://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alta Via della Valmalenco, Pizzo Bernina, Sentiero Italia --- ### [Rifugio F.lli Nordio e Deffar](https://www.montagnenostre.net/rifugio-f-lli-nordio-e-deffar/) **Published:** Dicembre 12, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ### **Il rifugio è situato in alta *Val Uque,* a 10 minuti dalla *Sella di Lom* oltre la quale si raggiunge la *Dolinza Alm*, un tipico villaggetto alpestre austriaco. E’ punto d’appoggio della *Traversata Carnica*.** D’inverno è **punto d’appoggio per gli itinerari fuori pista o con le ciaspe**. Il rifugio è meta frequente anche di ciclisti mtb. **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Est (Italia) **Valle:** [Valcanale](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario turistico **Località di partenza:** Ugovizza **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m **Tempo di percorrenza:** Raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Dal 15 giugno al 15 settembre (informarsi comunque presso il gestore) **Posti letto:** 22 posti letto in stanze da 4, 6 e 8 **Gestione:** Liana Spitali **Tel.** +39 0428 922232 | +39 320 8151052 | +39 040 630464 (Società Alpina delle Giulie) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio è raggiungibile in automobile su strada asfaltata da Ugovizza (Malborghetto-Valbruna) sino al parcheggio in prossimità del vecchio rifugio, alla confluenza dei Rii Pleccia e Uque, quindi a piedi in circa 45 minuti su comoda strada forestale (segnavia CAI n° 507). Situato in alta Val Uque, a 10 min. dalla Sella di Lom, è punto d’appoggio della Traversata Carnica. Questo settore delle Alpi Carniche è caratterizzato da cime prative quali l’Osternig, il Sagran, lo Starhand, l’Acomizza facilmente raggiungibili dal rifugio. *Fonte: [tarvisiano.org](http://www.tarvisiano.org/code/43100/Rifugio-F-lli-Nordio-e-Deffar)* ![Fiori e Rifugio Nordio Deffar](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/RifugioNordioDeffar_Fiori.webp)Fiori di montagna ed il rifugio F.lli Nordio e Deffar![Sentiero per ciaspolate per il rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/Sentieroperciaspolate.webp)Sentiero invernale per il rifugio con le ciaspole![Rifugio Nordio Deffar in inverno](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/RifugioNordioDeffar_Inverno.webp)Rifugio F.lli Nordio e Deffar in inverno **TRAVERSATE** Traversata Carnica **ASCENSIONI** Monte Osternig | Monte Acomizza | Monte Sagran [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[VALCANALE](http://www.montagnenostre.net/?s=Valcanale)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) // ‘+String.fromCharCode(60)+’/sc’ + ‘ript>’);})(); // \]\]> **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie, Alpi Giulie Orientali, Val Uque --- ### [Rifugio Ospizio Sottile](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ospizio-sottile/) **Published:** Luglio 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Ospizio Sottile sorge presso il Colle Valdobbia a 2480 m., che mette in comunicazione la Valle di Gressoney con la Val Vogna e la Valsesia. Inoltre il rifugio può essere utilizzato come base per traversate tra la Valle di Gressoney e la Valsesia.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Cà di Janzo **Quota di partenza:** 1354 m | **Dislivello:** 1126 m **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 21 posti **Gestione:** Davide Massaro e Andrea Carestia **Tel.** +39 348 6011550 | +39 347 9702677 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 26/06/2011, 11:31 Duration: 02:37:29 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1153 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 10 m Distance: 4.63 km **Valsesia-Val Vogna: Indicazioni segnavia 1** Da Riva Valdobbia si raggiunge sulla carrozzabile la frazione Cà di Janzo. La comoda mulattiera che fiancheggia la sponda sinistra del torrente, tocca poi Cà Piacentino, Cà Morca, Cà Verno e S. Antonio. L’itinerario prosegue quasi in curva di livello e, a quota 1400 m. circa, si supera la via che lungo il vallone del Risuolo porta al **Corno Bianco** (m 3320). Si raggiunge la frazione Peccia e la sua chiesetta di S. Grato, m 1529. Oltrepassato questo oratorio l’itinerario valica il **torrente Solivo** su un ponte in muratura e poco dopo si inerpica lungo la sponda destra per portarsi a **La Montata**, 1638 m. Oltre La Montata, si sale alla cappella del Lancone, m 1739, si valica su un ponte il torrente Valdobbia a 1846 m, passando fra l’**alpe Larecchio inferiore** a sinistra, e una baita a destra. Proseguendo per la Piana Grande ed i Sasselli dell’Asina, si giunge al Colle di Valdobbia, m 2480. [![SSguardo al Vallone salendo](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/SguardoalVallonesalendo.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/SguardoalVallonesalendo.webp)Sguardo al vallone salendo per il rifugio**Val di Gressoney: Indicazioni segnavia 11 per Ospizio Sottile e Alpe Valdobbia.** Dal comune di Gressoney Saint Jean, all’altezza del bivio per il castello Savoia, dirigersi a destra, passare accanto alle abitazioni e prendere il sentiero che sale ed entra nel bosco. Dopo numerosi tornanti superare il ripido gradino che conduce su un promontorio panoramico. Proseguire ora ancora nel bosco ed entrare nel Vallone di Valdobbia. Passare accanto alle baite di Cialfrezzo di sotto, volgere a sinistra, attraversare il torrente e risalire il fondo del vallone per raggiungere il colle e l’**ospizio Sottile**. [![In vista del rifugio Ospizio Sottile](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/InvistadelrifugioOspizioSottile.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/InvistadelrifugioOspizioSottile.jpg)In vista del rifugio Ospizio Sottile[![Rifugio Ospizio Sottile](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Ospizio_Sottile_2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Ospizio_Sottile_2.webp)Rifugio Ospizio Sottile[![Rifugio Ospizio Sottile visto dal sentiero ](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Ospizio_Sottile_dalsentieroperValdobbiola.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Ospizio_Sottile_dalsentieroperValdobbiola.jpg)Rifugio Ospizio Sottile visto dal sentiero per il passo ValdobbiolaI sentieri di ambedue i percorsi hanno un grado di difficoltà escursionistica, con un dislivello di circa 1.100 m e tempi di percorrenza di circa 3.30 h da Cà di Janzo e 2.30 h da Gressoney. *Fonte: *[ospiziosottile.com](https://rifugiosottile.wordpress.com/)** **ESCURSIONI:** Passo dell’Alpeto | Lago Bianco | [Rifugio Caresta Antonio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-abate-carestia-antonio/) | Lago della Balma **ALPINISMO** Corno Bianco | Punta Ciampono | Cresta Rossa | Corno di Valdobbia | Punta Plaida | Punta Carestia o Corno Rosso | Cresta Rossa [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/) [ALAGNA VALSESIA](http://www.montagnenostre.net/?s=Alagna+Valsesia)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=Monte+Rosa)[RIFUGI MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=Rifugi+Monte+Rosa) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alpe Valdobbia, Monte Rosa, Valsesia --- ### [Rifugio Regina Margherita: il tetto d’Europa sul Monte Rosa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) **Published:** Luglio 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **La capanna Regina Margherita si trova sulla Punta Gnifetti a 4556 m. del massiccio del Monte Rosa. Ben visibile anche dal fondo valle, si impone allo sguardo di chiunque guardi verso le vette. E’ il rifugio più alto d’Europa e ospita un importante laboratorio adibito alla ricerca scientifica ed è dedicato alla regina Margherita di Savoia che vi pernottò nel 1893, anno dell’inaugurazione.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **AR** – Salita alpinistica su neve e ghiaccio con difficoltà fino al III grado **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Rifugio Gnifetti **Quota di partenza:** 3611 m | **Dislivello:** 950 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 70 posti – 12 nel periodo invernale **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 91039 MAPPA DEL PERCORSO** Time: 12/05/2012, 17:11 Duration: 25:53:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) u002du002d ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) u002du002d Distance: 8.07 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **Percorso 1** Dal [Rifugio Gnifetti](https://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) si sale una ripida rampa del ghiacciaio e si passa a poca distanza del versante W della Pyramide Vincent. Si lascia a destra il valloncello che sale al Colle Vincent, e si prosegue fino alta cresta di confine, che si valica un po’ a destra e circa 70 m più in alto del Colle del Lys. Si traversa ai piedi della Punta Parrot, rimontando l’ampio vallone glaciale che sale al Colle Sesia, con una diagonale ai piedi dei seracchi della Punta Gnifetti. Nei pressi del Colle Gnifetti, si torna verso destra per ampi dossi, poi, un breve ma ripido pendio porta alla Punta Gnifetti e alla capanna. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/CapannaMargherita2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/CapannaMargherita2.webp)Rifugio Capanna Regina Margherita sulla Punta Gnifetti**Percorso 2** Da Alagna Valsesia, impianti di risalita per il Passo dei Salati formati da 2 tratti: la telecabina (primo tratto) fi no a Pianalunga e poi la nuova funivia Funifor. Dirigersi poi verso la stazione d’arrivo della telecabina che sale da Gressoney, e a destra si prende il sentiero che prosegue con un breve tratto attrezzato (corde fi sse). Raggirare a sinistra la base dello Stolengerg (corde fi sse). Raggiungere la vecchia stazione di Punta Indren, proseguire verso il ghiacciai di Indren su tratto pietroso e attraversarlo. Con la traccia bassa proseguire in piano fi no al termine del Ghiacciaio, oltrepassare una pietraia, e in breve raggiungere il Rifugio Città di Mantova. Terminata la neve procediamo con un sentiero di misto (terra, pietre e neve) che dopo alcuni tornanti giunge alla base di un breve passaggio attrezzato (corde fi sse). Raggiungere sommità, deviare a sinistra verso la capanna Gnifetti. Pochi metri prima di giungere alla [Capanna Gnifetti](https://www.montagnenostre.net/capanna-g-gnifetti/) lasciare la traccia e se è battuta prendere quella che sale a destra sul ripido pendio nevoso. In sua assenza si può puntare diritti verso l’alto sul pendio. In breve ci si trova in una grande conca del Ghiacciaio e da qui la traccia (in condizioni normali) è evidente. Attenzione ai crepacci e attraversata la conca una ripida salita con alla destra la Piramide Vincent, il Balmenhorn (con il Bivacco Giordano) e la statua del Cristo delle Vette. Si prosegue fi no al Colle del Lys. Lasciata a destra anche la Ludwigshohe seguire la traccia che scende leggermente e poi in piano prosegue costeggiando la Parrot, riprende poi la salita leggermente a sinistra e poi diritta verso l’alto. Alla fi ne di quest’altra ripida salita si è al Colle Gnifetti, da qui a destra in diagonale e poi a sinistra per arrivare al pianoro antistante la Capanna. L’ultimo tratto in diagonale destra e poi sinistra ci permette di arrivare al pianoro (con la bandiera) antistante la Capanna Regina Margherita, ore 6 (circa). Da Gressoney, località Staffal, prendere gli impianti di risalita per il Passo dei Salati. La prima telecabina raggiunge la stazione intermedia dell’Alpe Gabiet a pochi minuti dal Lago del Gabiet. La seconda telecabina raggiunge direttamente il Passo dei Salati. Cominciamo subito, appena scesi dalla telecabina, la salita alla nostra sinistra. Da questo punto il nostro cammino prosegue come sopra descritto nell’accesso da Alagna Valsesia. Da dicembre 2009 è entrato in funzione il secondo tratto della funivia “Funifor”, che collega il Passo Salati, 2970 m, alle immediate vicinanze di Punta Indren. Percorre una distanza in linea d’aria di 1582 m in 4 minuti e 54 per raggiungere il Ghiacciaio di Indren, 3275 m. Trasporta 740 persone all’ora con 2 cabine da 60 posti caduna in piedi. Questo impianto permette di evitare il passaggio critico dello Stolemberg risparmiando circa 1 ora e 45 minuti di cammino. L’impianto segue un nuovo tracciato di risalita e percorre su territorio valdostano la zona di confi ne con il lato piemontese del Comprensorio Sciistico Monterosa Ski. *Fonte: *rifugiinpiemonte.it** **GUARDA IL VIDEO** **TRAVERSATE** [Rifugio G. Gnifetti](https://www.montagnenostre.net/capanna-g-gnifetti/) | [Rifugio Sella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-sella-quintino/) | [Rifugio Monte Rosa Hutte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-rosa-hutte/). **ALPINISMO** Tutte le vette centrali del Monte Rosa, Parrot, Lyskamm, Zumstein, Dufour [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Monte Rosa, Trekking in Piemonte, Valsesia --- ### [Escursione alla Baita Sociale Alpe Campo (1.923 m)](https://www.montagnenostre.net/baita-sociale-alpe-campo/) **Published:** Luglio 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **La Capanna Alagna occupa un edificio dell’Alpeggio dell’Alpe Campo a 1923 m. Custodito nei mesi estivi svolge servizio di alberghetto. L’alpe Campo si compone di un gruppetto di case in splendida posizione panoramica, alta sulla conca di Alagna, di fronte al Monte Rosa, nei pressi di un minuscolo lago.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Da Alagna (frazione Pedemonte) **Quota di partenza:** 1246 m | **Dislivello:** 677 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Da Maggio ad Ottobre **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo – Sottosezione di Alagna **Tel.** +39 347 8658335 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** L’escursione alla **Baita Sociale Alpe Campo** da **Alagna Valsesia (frazione Pedemonte)** è un itinerario escursionistico di media difficoltà, ideale per chi desidera immergersi nella natura autentica dell’alta **Valsesia** e raggiungere una delle più panoramiche località d’alpe della zona. Il punto di partenza si trova presso la **frazione Pedemonte** (circa 1.200 m), dove si imbocca il **sentiero CAI n. 211**, ben segnalato, che sale in direzione dell’**Alpe Campo**. Il tracciato si inoltra subito nel bosco di larici e faggi, con pendenza costante ma regolare, su un fondo di mulattiera e tratti erbosi. Durante la salita si incontrano alcuni piccoli alpeggi e radure che offrono suggestivi scorci sulla vallata di Alagna e sulle cime del gruppo del Monte Rosa. Dopo circa **un’ora di cammino**, la vegetazione si dirada e il sentiero prosegue tra pascoli e antiche baite in pietra, testimoni della tradizione rurale valsesiana. In questo tratto, la vista si apre ampiamente verso sud, regalando uno spettacolare panorama sulle montagne circostanti. Con un dislivello complessivo di circa **600 metri**, in **1 ora e 45 minuti – 2 ore** si raggiunge l’**Alpe Campo** (quota 1.800 m circa), dove sorge la **Baita Sociale**, gestita dal **CAI Varallo**. La baita si trova in posizione panoramica e soleggiata, al margine superiore dell’alpeggio, ed è un ottimo punto di sosta o base d’appoggio per escursioni più lunghe verso gli alpeggi superiori o le creste che separano la Val d’Otro dalla Val Sermenza. Il rientro avviene lungo lo stesso itinerario, con una discesa agevole e sempre panoramica. L’escursione non presenta difficoltà tecniche particolari, ma richiede un minimo di allenamento per la pendenza costante. È consigliabile nei mesi da giugno a ottobre, quando i pascoli sono liberi dalla neve e l’alpe offre il meglio del suo paesaggio. **TRAVERSATE** A Rima S. Giuseppe per la Bocchetta della Moanda ed il vallone di Nonai | A Rima per la Bocchetta della Moanda ed il Passo del Vallarolo **ALPINISMO** Monte Tagliaferro | Cima Carnera | Bocchetta della Moanda [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Alpe Campo, Monte Rosa, Valsesia --- ### [Rifugio Regi: il Bivacco CAI della Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regi/) **Published:** Ottobre 24, 2025 **Author:** Redazione **Content:** #### Il **Rifugio Regi** (1.888 m s.l.m.) si trova all’**Alpe Forno**, nel comune di **Santa Maria Maggiore** (Valle Vigezzo, Alpi Lepontine – Verbano-Cusio-Ossola). È un **bivacco non gestito** del **CAI Valle Vigezzo**, dedicato alla memoria di **Renato Regi**, alpinista locale. DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Località di partenza:** Arvogno **Quota di partenza:** 1247 m | **Dislivello:** 641 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti da Arvogno **Periodo di Apertura:** In permanenza – Ritiro chiavi presso la sede C.A.I. Sez.di VIGEZZO **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Val Vigezzo **Tel.** +39 0324 94737 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **OPZIONE 1** Da **Arvogno** (m 1247) si segue la strada per un breve tratto fino a incontrare un sentiero che si stacca sulla sinistra (M15) e in ripida discesa conduce al Torrente Melezzo Orientale, che si costeggia brevemente per attraversarlo poi su un ponte in legno. Ben presto si raggiunge un altro ponte sul **Rio Sassofondo**, attraversato il quale si comincia a salire sempre lungo il sentiero lungo ripidi pendii fino a raggiungere l’**Alpe Coier** (m 1163). Si tiene la traccia di destra e si attraversano i prati abbandonati in direzione Ovest, si rientra quindi nel bosco per attraversare un altro torrente. Si continua a mezzacosta giungendo quindi alla base dei prati dell’**Alpe Cortino**, che si risalgono fino a raggiungere la sterrata proveniente dal ponte sull’omonimo Riale che si percorre verso destra e in breve termina nei pressi di alcuni edifici ristrutturati. Si prosegue lungo il sentiero nella stessa direzione alzandosi verso un costone boscoso, lasciando a destra una diramazione che prosegue in piano. Appena sopra il bivio si nota una stele di pietra che fino a non molto tempo fa ospitava una piccola croce in ferro con la data 1878, ormai sparita. Il sentiero risale il costone, passa a breve distanza da una baita in uno spiazzo erboso e transita presso alcuni ruderi; in costante salita si raggiungono i prati dell’**Alpe Anfirn** che si risalgono interamente seguendo la traccia sulla sinistra fino alle baite superiori (m 1524) dove si trova anche una fontana. Passate le baite si prosegue verso destra seguendo l’evidente sentiero quasi in piano fino ad attraversare il torrente che scende dalla conca dell’**Alpe Forno**. Dopo il guado si incontra la deviazione sulla sinistra che in ripida e costante salita, sempre su tracce evidenti, risale il vallone fino al limite superiore del rado bosco di larici oltre il quale si raggiunge in breve l’Alpe Forno (m 1888) dove è situato il Rifugio Regi. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/10/Rifugio_Regi_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2025/10/Rifugio_Regi_2.webp)Rifugio Regi**OPZIONE 2** Da **Arvogno** (m 1247) si segue la strada fino al ponte sul **Melezzo Orientale**, noto localmente come Ponte della Rassia. Oltre il ponte si prosegue lungo la stessa strada (da qui in poi riservata ai veicoli con autorizzazione) o lungo la mulattiera sulla destra, che dopo una breve salita incontra nuovamente la strada ora sterrata. Si lascia a destra la mulattiera che prosegue verso l’**Alpe Cortina** e si segue ancora la sterrata fino a passare il ponte sul **Rio Verzasco**; appena dopo il ponte si risalgono i prati tenendosi sulla sinistra, senza seguire il sentiero ancora più a sinistra che porta agli alpeggi di Manga e Pianezza. A monte dei prati si trova l’evidente sentiero che risale il pendio transitando per l’**Alpe Chert** (m 1333) e giungendo all’**Alpe Colla** (m 1563). Oltre il piccolo pascolo si segue il sentiero in lieve discesa che attraversa tutto l’ampio vallone di Campeia passando a guado diversi torrenti, il primo dei quali si raggiunge dopo un breve tratto franoso che richiede attenzione. Con un ampio giro a mezzacosta e alcuni tratti in discesa il sentiero raggiunge l’**Alpeggio di Campeglia** (m 1540) dove appena usciti dal bosco si trova una fontana. Si prosegue verso Sud-Ovest in lieve salita transitando presso l’**Alpe Casariola** (m 1565) giungendo quindi alla deviazione citata nell’itinerario 1, che da qui si segue fino al Rifugio Regi. **OPZIONE 3** Da Crana, località **Scarliccio** (m 960) si segue la strada parzialmente asfaltata, interdetta al traffico privato, transitando presso due cappelle e raggiungendo l’**Alpe Faiè** (m1286). La strada prosegue in discesa fino al ponte in ferro sul Rio Cortino, oltre il quale continua verso destra fino agli edifici citati nell’itinerario 1, che da qui si segue fino al Rifugio Regi. Fonte: [caivigezzo.org](https://www.caivigezzo.org/) **GUARDA IL VIDEO** **ESCURSIONI** Pizzo la Scheggia | Alpe Forno Superiore | Lago Panelatte **TRAVERSATE** Traversata Rifugio Regi – Alpe Cavallone – Val Loana – Malesco | Alta Via Valle Vigezzo (tappa intermedia) | Rifugio Regi – Alpe Pianaccio – Pizzo Diei – Monte Zeda **ASCENSIONI** Pizzo la Scheggia | Pizzo Stagno | Cima di Pioda [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE VIGEZZO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Alpi Lepontine, Ossola Nord, Trekking in Piemonte --- ### [Rifugio Divisione Julia](https://www.montagnenostre.net/rifugio-divisione-julia/) **Published:** Dicembre 11, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ### Sorge a 1162 m. a Sella Nevea, comodamente raggiungibile in auto, immerso nel verde, in contesto curato. **Offre servizi di B&B, mezza pensione, pensione completa.** Presenza di un parco giochi per bambini. **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Raccolana](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### **AS-F** *–* Itinerario di Accesso Facile **Località di partenza:** Sella Nevea – Comune di Chiusaforte (UD) **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m **Tempo di percorrenza:** Accesso stradale **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l’anno **Posti letto:** 48 posti letto **Gestione:** Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia **Tel.** +39 0433 54014 | +39 0432 504290 (Società Alpina Friulana) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Si raggiunge in auto da Chiusaforte o da Cave del Predil. Il rifugio Divisione Julia, di proprietà della Società Alpina Friulana, venne costruito nel 1909 presso il vecchio Ricovero di Nevea, modesta capanna in legno eretta già nel 1887. E’ base per escursioni e traversate nel gruppo Montasio-Buinz e del Canin. Consigliabili : la gita a Sella Robon per la mulattiera del Poviz e il bel percorso dalle Casere Cregnedùl di sopra all’Altopiano del Montasio o viceversa. *Fonte: [tarvisiano.org](http://www.tarvisiano.org/code/39957/Rifugio-Divisione-Julia)* ![Altopiano del Montasio da Sella Nevea](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/Altopiano_del_montasio.webp)Altopiano del Montasio da Sella Nevea![Rifugio Divisione Julia in inverno](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/Rifugio_DivisioneJiulia_inverno.webp) **TRAVERSATE** [Rifugio Gilberti Celso](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gelso-gilberti/) | [Bivacco Modonutti Savoia](http://www.montagnenostre.net/bivacco-modonutti-savoia/) | [Rifugio Corsi Guido](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guido-corsi/) | Sella Robon percorrendo la mulattiera del Poviz [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[VAL RACCOLANA](http://www.montagnenostre.net/?s=Val+Raccolana)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) // ‘+String.fromCharCode(60)+’/sc’ + ‘ript>’);})(); // \]\]> **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie, Bivacchi Alpi Giulie, Sella Nevea --- ### [Ricovero Alpino Casera Canin](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-casera-canin/) **Published:** Marzo 29, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Casera Canin sorge a 1443 m. su un pianoro erboso ai piedi dell’omonimo monte, su uno splendido punto panoramico sulla val Resia. Sulla costa che si eleva ad est della casera si sviluppa la traccia ormai quasi abbandonata che consente di salire in vetta al Canin.** **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Resia](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_venezia_giulia/alpi_giulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Stolvizza-Coritis (Ud) **Quota di partenza:** 610 m | **Dislivello:** 833 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 15 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 10 posti letto **Gestione:** Comune Resiutta, apertura richiesta all’Ente Parco **Tel.** N.D. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Stolvizza si segue in auto la rotabile asfaltata fino al primo dei tre tornanti che conducono alla frazione di Coritis. Dal tornante imbocchiamo il sentiero per la **Casera Canin**, CAI 642 che, attraversata una parte del pascolo, si inoltra in un bosco di faggio alternato a tratti da rimboschimenti di abete rosso, raggiungendo in breve l’alpeggio di **Berdo di Sopra** (1259m s .l .m .) passando per la panoramica e impegnativa linea di cresta. ![Segnaletica per il ricovero alpino Casera Canin](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/03/Segnaletica_Casera_Canin.webp)Segnaletica per il ricovero alpino Casera CaninSull’alpeggio sono visibili i resti di alcuni stavoli, antiche dimore di boscaioli e pastori che un tempo, in particolare nei mesi estivi, vivevano abitualmente in quest’area. In resiano si indica con il termine di “planina” l’insieme costituito dallo stavolo, dai locali per la lavorazione del latte, dai pascoli e dai terreni coltivati che si trovavano attorno, oggetto di periodici faticosi lavori di spietramento. Con il nome di “**Casera**” invece, viene individuato l’edificio attrezzato per la sola produzione del formaggio. Superato in breve il pascolo di Berdo di Sopra, notiamo che il faggio continua a contornare il sentiero, con faggete sempre più estese che, a causa della distanza dalle principali vie di esbosco, da tempo non sono più soggette ad interventi selvicolturali. ![Casera Canin e il Monte Canin](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/03/Casera_Canin_2.webp)Casera Canin e il Monte CaninProseguendo nell’escursione lungo il comodo sentiero CAI 642, con il rarefarsi del bosco di faggio e la comparsa dei primi larici, arriviamo in breve all’ampio canale inciso dal **Rio Toudule** al cospetto delle pareti rocciose del **Lasca Plagna** (2448m s.l.m.), abituale dimora di camosci e stambecchi. Raggiunte così le prime praterie, il panorama si fa via via più esteso e in pochi minuti arriviamo a **Casera Canin** (1444m s.l.m.), non gestita, senza acqua potabile ma dotata di 7 posti letto, e contornata da un ampio pascolo meta di greggi transumanti, vero e proprio balcone naturale sulla Val Resia. **TRAVERSATE** [Agriturismo Coot Casera](http://www.montagnenostre.net/malga-coot-casera/) **ASCENSIONI** Monte Canin [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_venezia_giulia/alpi_giulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[VAL RESIA](http://www.montagnenostre.net/?s=Val+Resia) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie, Bivacchi Alpi Giulie --- ### [Bivacco CAI Gorizia](https://www.montagnenostre.net/bivacco-cai-gorizia/) **Published:** Dicembre 12, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ### **Sorge a 1950 m. al centro della conca, circondata da verticali pareti dolomitiche, che costituisce la testata del Vallone di Riobianco** tra i quali spiccano la Cima del Vallone e la Cima Alta di Riobianco**. Accanto ad esso è stato costruito un ricovero supplementare (Ricovero Riobianco) che estende le possibilità di pernottamento ad un’altra decina di persone.** **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Rio del Lago](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_venezia_giulia/alpi_giulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Sella Nevea **Quota di partenza:** 1162 m | **Dislivello:** 1200 m **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e incustodito **Posti letto:** 21 posti letto **Gestione:** Sezione CAI di Gorizia **Tel.** 048132500 **Fax** 0481 82505 **INAGIBILITÀ AL BIVACCO A CAUSA EMERGENZA COVID** Per far fronte all’emergenza Covid-19 e in seguito alla riapertura dell’attività sportiva anche in montagna, la Commissione Centrale Rifugi e Opere Alpine (CCROA) ha comunicato alle sezioni sul territorio nazionale di collocare dei cartelli di inagibilità sui propri bivacchi. Ciò significa che la porta del bivacco sarà aperta ma i luoghi all’interno dovranno essere utilizzati solo in caso di emergenza. Fonte: Comunicato [**CAI Sezione di Gorizia**](https://www.facebook.com/caisezionegorizia/?__cft__%5B0%5D=AZVllhgLPTJg086bQKtl75icj6nxkMGraGXbYe8Wk5INpjDyzRU5shiIVD8ajK7NNy3uDejwRRQIZzVL6YQB4BBcQ5rjsszUfzq30hHF5wJnXoLLaXqX_klq-JHcjt7FsJrplf0qimfeaQpBwawpxBRq&__tn__=-UC%2CP-R) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/Bivacco\_CAI\_Gorizia.gpx”\] Da **Sella Nevea**, in prossimità della Caserma della Guardia di Finanza, si sale verso **[Casera Cregnedul di Sopra](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpino-casere-cregnedul-di-sopra/)** (quota 1515 m) – bivio sentiero n. 624 – ed al Passo degli Scalini (quota 2022 m). Il **[Rifugio Corsi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-guido-corsi/)** (quota 1874 m) si raggiunge dopo il bivio col sentiero n. 628 e passando sotto la parete delle Gocce, dove sorgeva l’antico Rifugio Findenegg. Raggiunta quindi la **Forcella Vallone** (quota 2180 m) si scende il Vallone di Riobianco verso il **Bivacco CAI Gorizia** ed il **Ricovero Riobianco**, (quota 1950 m). ![Bivacco CAI Gorizia e il ricovero Riobianco](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/Bivacco_CAI_Gorizia_3.webp)Bivacco CAI Gorizia e il ricovero Riobianco![Bivacco CAI Gorizia](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/Bivacco_CAI_Gorizia_2.webp)Bivacco CAI Gorizia![Ricovero Riobianco](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/Ricovero_Riobianco.webp)Ricovero RiobiancoPiù sotto già nel bosco (quota 1432 m) si trova lo storico **[Rifugio Brunner](https://www.montagnenostre.net/capanna-brunner/)**, già casa di caccia del Re di Sassonia (bivio sentiero n. 629 e 656). La **Val Rio del Lago** si raggiunge scendendo alla sinistra del Rio Bianco (quota 980 m). **Particolarità del percorso** Dalla Sella Vallone si diparte il sentiero del Centenario CAI Gorizia, che percorre le Cime Piccole di Riobianco, per galleria e opere di guerra e scende dalla Forcella di Riobianco al Bivacco CAI Gorizia e poi nuovamente sul sentiero n. 625. *Fonte: [www.cai-fvg.it](http://www.cai-fvg.it/sentieri-cai-fvg/settore-6-alpi-giulie/s6-625/)* \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/Bivacco\_CAI\_Gorizia.gpx”\] **TRAVERSATE** [Rifugio Guido Corsi per la Forcella del Vallone](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guido-corsi/) | [Capanna Brunner](http://www.montagnenostre.net/capanna-brunner/) **ASCENSIONI** Cima alta di Riobianco | Cima del Vallone | Cima Piccola della Scala | Vetta Bella [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_venezia_giulia/alpi_giulie/) \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/Bivacco\_CAI\_Gorizia.gpx”\] [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[VAL RIO DEL LAGO](http://www.montagnenostre.net/?s=Val+Rio+del+Lago) (function() {var id = ‘eadv-6-‘ + Math.random().toString(36).substr(2) + (new Date().getTime());document.write(String.fromCharCode(60,115)+’cript async=”async” defer=”defer” type=”text/javascript” id=”‘ + id + ‘” src=”//www.eadv.it/track/?x=81-11695-10-6-9e-0-30-17-aa-234×60-f9-0-5e&u=mtoennt.aegrntesno&async=’ + id + ‘&cttl=272301&ctxt=222222&cbg=ffffff&cbgh=f2f2f2″>’+String.fromCharCode(60)+’/sc’ + ‘ript>’);})(); (function(i,s,o,g,r,a,m){i\[‘GoogleAnalyticsObject’\]=r;i\[r\]=i\[r\]||function(){ (i\[r\].q=i\[r\].q||\[\]).push(arguments)},i\[r\].l=1\*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)\[0\];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,’script’,’//www.google-analytics.com/analytics.js’,’ga’); ga(‘create’, ‘UA-56121339-1’, ‘auto’); ga(‘send’, ‘pageview’); **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie, guida al trekking, trekking --- ### [Rifugio Alpe Meggiana](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-meggiana/) **Published:** Agosto 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Meggiana, si trova a circa 10 km da Piode a 1560 m. Lo scenario è un vero spettacolo: il Monte rosa sullo sfondo a far da padrone lo stridio di centinaia di rondinelle nel cielo blu, le campane delle mucche al pascolo, l’ acqua limpida del ruscello, i Paesini nella valle che sembrano casette di un Presepe … un vero posto per rilassarti. Punto di partenza per belle passeggiate**. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Parcheggio di Alpe Meggiana **Quota di partenza:** 1553 m | **Dislivello:** 0 m **Tempo di percorrenza:** 5 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura indicativa da Pasqua a Ognissanti nei weekend e tutti i giorni da metà Luglio a inizio Settembre **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Armando e Graziella **Tel.** +39 0163 77295 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il **Rifugio Meggiana**, si trova a circa 10 km da Piode. Attraversato il ponte, di sale lungo la strada asfaltata fino all’**Alpe Meggiana** dove, lasciata l’auto al parcheggio si giunge in meno di 5 minuti al delizioso rifugio. Per i disabili c’è la possibilità di raggiungere con il mezzo proprio il rifugio, percorrendo un breve tratto di sterrato. [![Sentiero per il rifugio Meggiana](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Sentiero_perRifugioMeggiana.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Sentiero_perRifugioMeggiana.webp)Sentiero per il rifugio Alpe MeggianaQui, in uno scenario incantevole dove la vista spazia sulle montagna attorno, si può gustare un ottimo pasto con piatti della tradizione e prodotti locali serviti in un caratteristico ambiente montano. [![Rifugio Meggiana ](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Meggiana_MonteRosa.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Meggiana_MonteRosa.webp)Rifugio Alpe MeggianaPer gli amanti delle passeggiate in circa 30 minuti dal rifugio si giunge al panoramico **Pizzo di Meggiana** dove si può ammirare il Monte Rosa che si specchia nel laghetto. [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alpe Meggiana, Monte Rosa, Trekking in Piemonte, Valsesia --- ### [Rifugio Spanna Osella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-spanna-osella/) **Published:** Luglio 25, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Spanna Osella (o della Res) è un rifugio situato in comune di Varallo (VC), in Valsesia, nelle Alpi Pennine, a 1623 m s.l.m. Sorge poco ad est del punto culminate del Bec d’Ovaga (o La Res). Si tratta del percorso più seguito per raggiungere il Bel d’Ovaga dalla quale è possibile osservare uno dei migliori panorami della bassa e alta Valsesia, l’imponente Monte Rosa e la catena delle Alpi Svizzere. È frequentatissimo in ogni stagione.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Pennine (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Alpe Casavei **Quota di partenza:** 809 m | **Dislivello:** 814 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Fine settimane su prenotazione **Posti letto:** 21 posti **Gestione:** A.N.A. Sezione Valsesiana **Tel.** +39 0163 54464 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 19/11/2018, 18:17 Duration: 01:26:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 868 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 868 m Distance: 7.47 km **[Scarica questo percorso da Wikiloc](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-rifugio-spanna-osella-30686624)** **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** ***Percorso Andata*** Arrivati a Casavei, lasciamo sulla sinistra una sterrata a traffico limitato che porta direttamente all’Alpe Campo (che percorreremo per un tratto più avanti) e sulla destra il sentiero 604, per imboccare quello con **segnavia 605** che si addentra nel bosco costeggiando prima un prato che, particolarmente in primavera, offre alla vista un tripudio di fiori e colori ma che anche in autunno sa regalare un bellissimo paesaggio da cartolina. [![Alpe Sella di Taglione](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Alpe_Sella_di_Taglione.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Alpe_Sella_di_Taglione.jpg)Alpe Sella di TaglioneOltrepassato il **Rio Casavei**, nei pressi dell’**Alpe Sella del Taglione** (986 m), incontriamo la carrozzabile per l’Alpe Campo e da lì raggiungiamo comodamente prima due vecchie e caratteristiche casere, ormai in disuso, poi la costruzione ristrutturata recentemente dell’**Alpe Campo** (1070 m) in poco più di 40 minuti dalla partenza. Dopo un altro breve tratto di sentiero, raggiungiamo in una ventina di minuti l’**Alpe del Pastore** (1222 m) dove possiamo osservare dei tavoli in pietra, uno dei quali porta incisa la data del 1880, una fontana e una cappelletta votiva. Riprendiamo il nostro itinerario ancora nel bosco che man mano diventa sempre più rado, attraversiamo il **Torrente Reale** e raggiungiamo un poggio panoramico che permette una vista, in particolare, sulla parte inferiore della valle. Ancora un centinaio di metri di dislivello e raggiungiamo il **rifugio Spanna-Osella.** [![Rifugio Spanna Osella ed il Bec d'Ovaga in Autunno](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Spanna_OSella_BecdOvaga.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Spanna_OSella_BecdOvaga.webp)Rifugio Spanna Osella ed il Bec d'Ovaga in Autunno***Percorso Ritorno*** **Il ritorno si può percorrere sul medesimo sentiero dell’andata** oppure, poco prima dell’Alpe del Pastore, si può seguire il segnavia 604 che ci porta, attraversato un rio, all’**Alpe Fajel** (1240 m) per poi farci inoltrare in una **spettacolare faggeta** che percorriamo su un piacevole sentiero fino alla **Sella della Bora** (1098 m). Da qui giungiamo alla **radura di Casavei** nei pressi di una **cappelletta dedicata alla Madonna dei Poveri**, a pochi metri dal punto di partenza. La cappelletta fu costruita nel 1961 dagli abitanti di Crevola. La statua della vergine all’interno è opera di uno scultore varallese, Giovanni Vogliano; venne portata in processione notturna nel prato 5 anni prima e lasciata sul posto fino alla costruzione della chiesetta. Il ritorno con questa variante richiede un’ora e quarantacinque minuti circa. Fonte: [invalsesia.it](http://www.invalsesia.it/) **TRAVERSATE:** Bec d’Ovaga [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alpi Biellesi, Alpi Pennine, Bec d'Ovaga, Valsesia --- ### [Capanna G. Gnifetti](https://www.montagnenostre.net/capanna-g-gnifetti/) **Published:** Luglio 21, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Si trova a 3647 m sulle rocce superiori dello sperone che separa il ghiacciaio di Garstelet dal ramo orientale di quello dei Lys. Ed è lo storico punto d’appoggio per le salite sul Monte Rosa.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **AR** – Salita alpinistica su neve e ghiaccio con difficoltà fino al III grado **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle di Gressoney – Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Passo dei Salati, stazione arrivo funivia da Alagna Valsesia **Quota di partenza:** 2936 m | **Dislivello:** 675 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Da Pasqua a fine Settembre **Posti letto:** 239 posti (14 nel periodo invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 78015 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 26/06/2011, 11:03 Duration: 08:13:52 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1168 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 184 m Distance: 7.18 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal **Passo dei Salati** si oltrepassa la stazione d’arrivo della telecabina che sale da Gressoney, proseguendo su ripido sentiero che poi procede con alcuni sali scendi (breve tratto con corde fisse)aggirando a sinistra la cimetta dello **Stolenberg** (corde fisse). Per cresta verso N alla visibile vecchia stazione di arrivo di Punta Indren da dove si attraversa il **ghiacciaio di Indren** per una evidente pista, superando gli impianti per lo sci estivo. Raggiunta la base delle rocce che separano il ghiacciaio di Indren da quello di Garstelet si segue il sentiero di sinistra, che costeggiando una bastionata rocciosa conduce al [rifugio Città di Mantova](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mantova/) (3498 m, 1,30 ore). Da questo si rimonta il **ghiacciaio di Garstele**t verso N fino allo sperone roccioso sulla sinistra, dove si trova la Capanna G. Gnifetti. Fonte: *rifugiinpiemonte.it* [![Fotografia aerea della Capanna Gnifetti](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Capanna_Giovanni_Gnifetti.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Capanna_Giovanni_Gnifetti.webp)Capanna G. Gnifetti con la sua Cappella sullo sperone[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Cappella_Capanna_Gnifetti.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Cappella_Capanna_Gnifetti.webp)La cappella del rifugio Gnifetti[![il tramonto](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Capanna_Giovanni_Gnifetti_Tramonto.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Capanna_Giovanni_Gnifetti_Tramonto.webp)Il tramonto **TRAVERSATE:** [Rifugio Monte Rosa Hütte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-rosa-hutte/) | [Rifugio Sella Quintino](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-sella-quintino/) **ALPINISMO** Punta Gnifetti e [Capanna Osservatorio Regina Margherita](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/); Bivacco Giordano; Tutte le vette centrali del Monte Rosa dal Lyskamm alla Dufour: Punta Zumstein m. 4561 (ore 4) Punta Dufour m. 4633 (ore 6) Punta Parrot m. 4436 (ore 3, 30’) Ludwgshohe m. 4342 (ore 2,30’) Corno Nero m. 4322 (ore 2,30’) Balmenhorn m. 4167 (ore 2) Piramide Vincent m. 4215 (ore 2) Lyskamm Orientale m. 4527 (ore 4) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Ghiacciaio di Garstelet, Monte Rosa, Valle di Gressoney, Valle di Lys, Valsesia --- ### [Rifugio Koca Na Mangrtskem Sedlu](https://www.montagnenostre.net/rifugio-koca-na-mangrtskem-sedlu/) **Published:** Novembre 29, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ### **È situata **a 1906 m.**** **in una ex guardia di confine su un vasto altopiano sui pendii sul versante** del Mangrtski sedlo (2072 m.) e gode di una vista panoramica eccezionale. **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Est (Slovenia) **Valle:** [Valle Isonzo – Trenta](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Log pod Mangartom **Quota di partenza:** 651 m | **Dislivello:** 1255 m **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** dall’inizio luglio alla fine settembre, in ottobre sabato e domenica **Posti letto:** 53 posti letto **Gestione:** (PZS) Bovec – Custode: Vanda Cuder **Tel.** +386 51 630 863 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal villaggio di Log pod Mangrtom per la scorciatoia fino al villaggio di Strmec, quindi (sempre a piedi) in parte per la strada e in parte per il sentiero, 4 ore. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/391/rifugio-koca-na-mangrtskem-sedlu/2/)* [![L'altopiano ove c'è il rifugio Koca na mangrtskem sedlu](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/11/koca_na_mangrtskem_sedlu_altopiano.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/11/koca_na_mangrtskem_sedlu_altopiano.webp)L’altopiano ove c’è il rifugio Koca na mangrtskem sedlu[![Sella del Mangart](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/11/Panorama_Mangart.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/11/Panorama_Mangart.webp)**Sella del Mangrt** – 2072 m.**STORIA DEL RIFUGIO** La capanna si trova in una ex guardia di confine su un ampio altopiano sul versante del Mangrtski sedlo (2072), che è stato affittato da PD Bovec. Il primo rifugio sul Mangrtski sedlo fu costruito nel 1873-1875 dalla sezione Białystok dell’Associazione alpinistica tedesco-austriaca. Fu parzialmente demolito durante la prima guerra mondiale; nel 1924 fu restaurato dal CAI (Club alpino italiano) di Trieste; durante la seconda guerra mondiale fu incendiato dalle unità militari tedesche. Dopo la liberazione, il PD Bovec costruì un nuovo rifugio appena sotto la sella, che fu aperto il 26 agosto 1956. A causa delle ottime condizioni meteorologiche e del materiale scadente, il rifugio cadde gradualmente in rovina; nel 1981 è stata chiusa dal controllo sanitario. Quindi hanno organizzato una capanna temporanea nel corpo di guardia di confine, che è stato inaugurato il 1 ° luglio 1983. Nel 2014, la facciata dell’edificio è stata restaurata.Ci sono 24 posti al ristorante e 45 posti all’esterno del rifugio; bancone da bar; ci sono 11 posti letto in 2 stanze e 23 posti letto in una camerata; WC, lavabo con acqua fredda; il ristorante è riscaldato da una stufa; gocciolamento d’acqua, generatore di corrente, telefono cellulare. **INTORNO AL RIFUGIO** Sul lato est, la ripida parete occidentale del Mangart, la vetta più alta del gruppo Mangart, sorge nelle vicinanze, mentre le capanne più vicine si trovano sul lato nord-est di Vrh Jarečice (1980 m), ea sud-est dalla Rdeča skala (2094) ; la vista a sud si ferma sulla catena dei picchi di Loška stena, il crinale tra le valli di Koritnica e Bavšica, e ad ovest di essa vediamo la parte settentrionale del gruppo del Kanin con Rombon e Jerebica; sul lato ovest si trova vicino al crinale del Mangrt, che si estende dal passo Predel a nord e raggiunge il punto più alto del Mangrt sul lato est. Dal bordo della sella Mangrt possiamo vedere la valle del Mangrt con i laghi Mangrt (Belopeški) sul lato nord, che è circondato a sinistra da un ramo laterale della cresta principale del Mangrt, ea destra da Ponce, dietro il quale sono Dobrač e le Alpi Carniche. **ASCENSIONI** Mangart (2679 m), per la “Slovenska pot”, 1 ora 45 min.; per il sentiero italiano, 2 ore [](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/friuli_rifugi/alpigiulie_rifugi/)[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[RIFUGI SLOVENIA](http://www.montagnenostre.net/?s=Rifugi+Slovenia)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie, Alpi Giulie Orientali, Rifugi Slovenia --- ### [Rifugio Dom Na Komni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-dom-na-komni/) **Published:** Giugno 13, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ### **Un pittoresco rifugio situato nel bel mezzo di una rocciosa valle pensile a 1520 m. sul margine orientale dell’altopiano di Komna, sopra la valle di Bohinj, nelle Alpi Giulie Orientali.** **Gruppo Montuoso:** Triglav-Spik (Slovenia) **Valle:** [valle di Bohinj (Sava Bohinjka)](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Il parcheggio presso il rifugio Koca pri Savici, ad Ukanc, nella valle di Bohinj **Quota di partenza:** 653 m | **Dislivello:** 867 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 108 posti letto **Gestione:** Planinsko društvo Ljubljana-Matica – Custode: Mateja Zupan **Tel.** +386 1 231 26 45 | **Cell.** +386 40 695 783 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Si può raggiungere il rifugio dal lago di Bohinj, dalla funivia del Vogel per la Komna o dalla Val Trenta per il Passo Bogatin. [![Segnaletica per il rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/Segnaletica.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/Segnaletica.webp)Segnaletica per il rifugio[![Gruppo di fiori di montagna trovati lungo il sentiero](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/fioritura.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/fioritura.webp)Gruppo di fiori di montagna trovati lungo il sentiero per raggiungere il rifugio[![Panoramica sul rifugio Dom Na Komni ed il lago di Bohimi](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/Dom_Na_Komni_2_tramonto.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/06/Dom_Na_Komni_2_tramonto.webp)Panoramica sul rifugio Dom Na Komni ed il lago di Bohinj con il tramonto **TRAVERSATE** Rifugio Koca pod Bogatinom | Rifugio Planinski dom pri Krnskh jezerih (i laghi del Monte Nero, 1385 m) | Rifugio Dom dr. Klementa Juga v Lepeni nella valle Lepena | Rifugio Koca pri Triglavskih jezerih (presso i laghi del Triglav, 1685 m) | Rifugio Koca na planini Razor (1315 m) **ASCENSIONI** Bogatin (1977 m), via sella Vratca | Mahavšcek (2008 m) via la sella Vratca | Crno jezero (lago Nero, 1310 m) [](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/friuli_rifugi/alpigiulie_rifugi/)[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[RIFUGI SLOVENIA](http://www.montagnenostre.net/?s=Rifugi+Slovenia)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) // **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie Orientali, Rifugi Slovenia --- ### [Rifugio Meschnik Monte Lussari](https://www.montagnenostre.net/rifugio-meschnik-monte-lussari/) **Published:** Agosto 5, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Si trova al Monte Santo Lussari a 1790 m., nel gruppo Jof Fuart. E’ una buona base di partenza per le escursioni alla Cima del Cacciatore, al Rifugio Pellarini e per approcciare l’Alta Via Alpi Tarvisiane.** **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Est (Italia) **Valle:** [Valle di Fusine](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Camporosso **Quota di partenza:** 820 m | **Dislivello:** 970 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 20 posti letto **Gestione:** Fam. Meschino – Custode: Meschnik Michele **Tel.** +39 0428 63242 | 331 6813180 (Michele) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/MonteLussari.gpx”\] Raggiungibile in cabinovia (apertura giornaliera stagionale) oppure a piedi lungo il sentiero del Pellegrino Cai 613 da Camporosso o lungo la strada forestale da Valbruna. Il rifugio alpino, sorge sulla cima del **Monte Santo Lussari** a pochi passi dal Santuario Mariano. *Fonte: [rifugioalpinomontelussari.it](http://www.rifugioalpinomontelussari.it/)* [![Monte Santo Lussari](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/Monte_Santo_Lussari.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/Monte_Santo_Lussari.webp)Monte Santo Lussari[![Panorama Monte Santo Lussari](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/Panorama_MonteSantoLussari.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/Panorama_MonteSantoLussari.webp)Panorama Monte Santo Lussari **TRAVERSATE** [Rifugio Pellarini](http://www.montagnenostre.net/rifugio-l-pellarini/) | Alta Via delle Alpi Tarvisiane **ASCENSIONI** Cima del Cacciatore [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[ALPI TARVISIANE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Tarvisiane)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) // **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Jof Fuart, Monte Lussari --- ### [Rifugio Fratelli Grego](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fratelli-grego/) **Published:** Luglio 5, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Sorge a 1389 m. È posto al termine della Val Dogna, in una radura circondata dal bosco, poco ad est della Sella di Sompdogna, nei pressi del laghetto omonimo, con vista sulle pareti nord dello Jôf di Montasio e sui versanti nord-ovest dello Jôf Fuart e Nabois.** Costituisce un ottimo punto di partenza per escursioni in val Dogna e sul versante settentrionale del Montasio. **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Saisera](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario Turistico **Località di partenza:** Lago superiore di Fusine **Quota di partenza:** 941 m | **Dislivello:** 439 m **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Dal 15 Giugno al 30 Settembre **Posti letto:** 38 posti letto (2 posti rifugio invernale **Gestione:** Società Alpina delle Giulie – Custode: Renato Ben **Tel.** +39 0428 60111 | +39 349 1997876 (Ben) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/rif\_flliGrego.gpx”\] **Da Sella di Sompdogna** La sella è raggiungibile dal paese di Dogna percorrendo i 18 km di rotabile asfaltata della Val Dogna) si segue una stada sterrara (divieto di transito) che, dapprima in discesa e poi per un breve tratto in salita conduce al rifugio. [![Tratto di sentiero per il rifugio Fratelli Grego](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/SentieroperrifugioGrego.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/SentieroperrifugioGrego.webp)Tratto di sentiero per il rifugio Fratelli Grego[![Rifugio Fratelli Grego](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/Rifugio_Grego_2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/Rifugio_Grego_2.webp)Rifugio Fratelli Grego**Dal parcheggio a q. 1004 m al termine della rotabile Val Saisera** (7 km da Ugovizza) Si segue il sentiero con segnavia CAI n. 611 che sale nel bosco fino al rifugio, tagliando nella prima parte i tornanti di una strada forestale. [![Segnaletica del sentiero 611](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/Segnaletica611_Rifugio_Grego.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/Segnaletica611_Rifugio_Grego.webp)Segnaletica del sentiero 611[![Rifugio Fratelli Grego in inverno](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/Rifugio_Grego_inverno.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/07/Rifugio_Grego_inverno.webp)Rifugio Fratelli Grego in inverno*Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1211/fratelli-grego/)* **TRAVERSATE** [Bivacco Stuparich Carlo e Gianni](http://www.montagnenostre.net/bivacco-stuparich/) **ASCENSIONI** Via ferrata Amalia (o dei Cacciatori Italiani) al Montasio (2.754 m), dal [Bivacco Stuparich](https://www.montagnenostre.net/bivacco-stuparich/) passando per il bivacco Suringar Vie di varia difficoltà al Montasio Salita per via normale allo Jôf di Sompdogna 1.889 m (sentiero 610, ore 1.20) Salita allo Jôf di Miezegnot 2.087 m (sentiero 609, ore 2.30) Salita al Monte Piper 2.069 m (sentiero 648-649, ore 4) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[MONTASIO](http://www.montagnenostre.net/?s=Montas)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) // **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Altopiano di Montasio, Val Saisera --- ### [Rifugio Triglavski Dom Na kredarici](https://www.montagnenostre.net/rifugio-triglavski-dom-na-kredarici/) **Published:** Settembre 23, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **È il rifugio alpino più alto della Slovenia e la stazione meteorologica più alta del paese. Sorge **a 2515 m.**** **su un piccolo altopiano appena sotto la cima di Kredarica, un’altura nella cresta tra il Monte Rjavina e il monte Triglav.** **Gruppo Montuoso:** Triglav-Spik (Slovenia) **Valle:** [Valle della Sava](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** a) Mojstrana/Aljazev dom – b) Bohinjsko jezero (lago) **Quota di partenza:** a) 640 m/1015 m – b) 523 m | **Dislivello:** a) 1500 m dall’Aljazev dom e più o meno lo stesso dislivello partendo dal termine delle strade delle valli Krma e Kot. – b) 1990 m **Tempo di percorrenza:** a) 5 ore – b) 6 ore **Periodo di Apertura:** sempre aperto (regolarmente dalla fine giugno alla fine settembre, ma siccome vi è la stazione meteorologica, ci si può sempre trovare da dormire) **Posti letto:** 300 posti letto **Gestione:** Planinsko društvo Ljubljana-Matica **Custode:** Dušan Vidmar **Tel.** +386 45312864 | **Cell.** +386 40620781 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/triglav.gpx”\] ***Itinerario A*** Da Mojstrana (fermata bus) per una delle tre valli (Krma, Kot, Vrata), nelle quali si può penetrare anche in automobile. **Di seguito si descrive la salita al rifugio dall’Aljazev dom per la via attrezzata del Prag.** Dall’Aljazev Dom 1015 m si prende un sentiero pianeggiante che procede verso S sul fondovalle avvicinandosi al torrente. Poco dopo si passa presso il grande e suggestivo monumento ai caduti alpinisti partigiani costituito da un gigantesco chiodo con moschettone. Passati accanto ad un’altra lapide si prosegue ancora brevemente per poi tagliare a sinistra ( a destra prosegue il sentiero per la forcella Luknja) e traversare il torrente. Siamo ora alla base della parete; si supera un risalto (qualche piolo in ferro) e si raggiunge quindi la lunga cengia verdeggiante che taglia verso sinistra e che si segue interamente. Al termine della cengia si sale ripidamente superando roccette e tratti detritici per giungere alla parete compatta del Prag che si supera grazie ai pioli e alle assicurazioni in sito. Più oltre si prosegue con implacabile salita fino allo sbocco di un vallone (spesso con neve) che si traversa e risale sulla sua sponda destra. Oltre un ultimo risalto roccioso si torna a sinistra giungendo ad un cartello sotto una parete calcarea: siamo al margine dei grandi altopiani detritici della Kredarica i cui avvallamenti restano innevati per buona parte della stagione estiva. Lasciate a sinistra le indicazioni per lo Stanicev Dom 2332 m, si percorrono queste lande desolate verso S e con lunga e lenta salita ci si avvicina al Triglav già ben visibile; lambendo il ghiacciaietto perenne della parete N detto Zeleni sneg (Nevaio verde) e aggirato un ultimo costone roccioso ecco comparire infine il rifugio che in breve si raggiunge. [![Triglavski Dom Na kredarici in inverno](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Triglavski_Dom_Na_kredarici_inverno.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Triglavski_Dom_Na_kredarici_inverno.webp)Triglavski Dom Na kredarici in inverno[![Cappella del rifugio Triglavski Dom Na kredarici](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Cappella_Triglavski_Dom_Na_kredarici.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Cappella_Triglavski_Dom_Na_kredarici.webp)Cappella del rifugio Triglavski Dom Na kredarici***Itinerario B*** Dal lago di Bohinj (fermata bus Jezero o Stara Fuzina), passando dal rif. Vodnikov dom na Velem polju. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/360/rifugio-triglavski-dom-na-kredarici/2/)* **TRAVERSATE** Rifugio Dom Planika pod Triglavom | Rifugio Vodnikov dom na Velem polju | Rifugio Dom Valentina Stanica pod Triglavom | Rifugio Aljazev dom v Vratih | Rifugio Kovinarska koca v Krmi **ASCENSIONI** Triglav [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) ALPI GIULIE\[/uix\_button\][RIFUGI SLOVENIA](http://www.montagnenostre.net/?s=Rifugi+Slovenia)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) \]> **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Rifugi Slovenia, triglav --- ### [Malga Coot Casera](https://www.montagnenostre.net/malga-coot-casera/) **Published:** Settembre 22, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Malga Coot si trova a 1190 m. nel cuore del Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie, in Alta Val Resia, ai piedi dell’imponente massiccio del Monte Canin dove ancora oggi la natura si presenta incontaminata, con rigogliosi boschi e impareggiabili paesaggi montani. Da alcuni anni tutta l’area è oggetto di un progetto di riqualificazione e conservazione che ha come scopo il recupero sia di pascoli d’alpeggio sia di importanti razze di animali domestici bovini e ovini, sull’orlo dell’estinzione, legate alla storia rurale della Val Resia.** **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Resia](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario Turistico **Località di partenza:** Parcheggio sulla rotabile che da Coritis porta alla casera **Quota di partenza:** 1070 m | **Dislivello:** 120 m **Tempo di percorrenza:** 20 minuti **Periodo di Apertura:** Attualmente chiusa. Chiavi presso la sede del Parco Prealpi Giulie a Prato di Resia **Posti letto:** 10 posti letto **Gestione:** Ente Parco Prelati Giulie – Custode: Società agricola “La Tradizione” **Tel.** +39 331 6520462 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/Malga\_Coot.gpx”\] La malga è situata nell’**Alta Val Resia**, alla quota di 1280 m. E’ raggiungibile seguendo la strada statale Pontebbana in direzione Tarvisio (uscita Carnia dell’autostrada A23). Presso l’abitato di Resiutta si svolta, seguendo le indicazioni per la Val Resia e quindi per Stolvizza. Superato l’abitato si continua per circa 6 chilometri lungo la strada montana seguendo la segnaletica specifica per Coritis e **Malga Coot** e si parcheggia nell’area predisposta. Una breve passeggiata nel bosco consente di raggiungere senza fatica la malga. [![Il fascino delle terre di confine fra pascoli e rocce](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Pascolierocce_Malga_Coot.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Pascolierocce_Malga_Coot.webp)Il fascino delle terre di confine fra pascoli e rocce[![La terrazza e la Malga Coot](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Terrazza_Malga_Coot.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Terrazza_Malga_Coot.webp)La terrazza della Malga Coot **TRAVERSATE** Ricovero Canin Casera [](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/friuli_rifugi/alpigiulie_rifugi/)[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[RIFUGI SLOVENIA](http://www.montagnenostre.net/?s=Rifugi+Slovenia)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) // **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie, Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie, Val Resia --- ### [Rifugio Dom Petra Skalaria Na Kaninu](https://www.montagnenostre.net/rifugio-dom-petra-skalaria-na-kaninu/) **Published:** Settembre 22, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Il rifugio sorge a 2260 m. su una sella sotto il Konjec (2287 m) nel gruppo del Kanin (Monte Canino) nelle Alpi Giulie occidentali una parte delle quali si trova in territorio sloveno.** **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Est (Slovenia) **Valle:** [Valle Isonzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Stazione d’arrivo funivia di Bovec – Bovec **Quota di partenza:** 2180 m – 483 m | **Dislivello:** 80 m – 1777 m **Tempo di percorrenza:** 40 minuti – 6/7 ore **Periodo di Apertura:** Il rifugio e aperto da luglio alla fine della prima settimana di settembre il sabato, la domenica e i festivi, tranne i giorni quando non opera la funivia. Per gruppi di min. 10 persone e previo accordo, il rifugio puo essere aperto anche in altri orari. **Posti letto:** 42 posti letto **Gestione:** (PZS) Bovec – Custode: Francka Novak **Tel.** +386 31 460 474 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **DALLA STAZIONE D’ARRIVO FUNIVIA DI BOVEC** Cn la cabinovia fino alla stazione a monte (si raccomanda di chiedere degli orari prima di andarci), dalla quale seguire il sentiero che s’abbassa verso S portando al rifugio. [![Dom Petra Skalaria Na Kaninu](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Dom_Petra_Skalaria_Na_Kaninu_2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Dom_Petra_Skalaria_Na_Kaninu_2.webp)Dom Petra Skalaria Na Kaninu**DA BOVEC** Lungo la strada per il villaggio di Pluzna e poi per il sentiero passando la malga Planina na Peceh, sotto le pareti del Turen, accanto ai ruderi del vecchio rifugio e per l’altopiano Kaninski podi, da 6 a 7 ore. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/468/dom-petra-skalarja-na-kaninu/)* [![Il bivacco e il rifugio Dom Petra Skalaria Na Kaninu](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Bivaccoerifugio_Dom_Petra_Skalaria_Na_Kaninu.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Bivaccoerifugio_Dom_Petra_Skalaria_Na_Kaninu.webp)Il bivacco e il rifugio Dom Petra Skalaria Na Kaninu[![Il bivacco visto da vicino](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Bivacco_Dom_Petra_Skalaria_Na_Kaninu.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/09/Bivacco_Dom_Petra_Skalaria_Na_Kaninu.webp)Il bivacco visto da vicino **TRAVERSATE** Nella parte slovena del gruppo del Kanin non ci sono altri rifugi alpini; l’accordo sul passaggio del confine per accesso ai rifugi alpini in territorio italiano non e ancora stato stipulato. **ASCENSIONI** Visori Kanin | Prestreljenik | Rombon o Veliki vrh [](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/friuli_rifugi/alpigiulie_rifugi/)[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[RIFUGI SLOVENIA](http://www.montagnenostre.net/?s=Rifugi+Slovenia)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) // **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie, Slovenia, Valle Isonzo --- ### [Rifugio Alpino Casere Cregnedul di Sopra](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpino-casere-cregnedul-di-sopra/) **Published:** Agosto 1, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Le Casere Cregnedul di Sopra (1515 mt.) si trovano all’estremita’ orientale dell’Altopiano del Montasio, in luogo panoramico su un ampio pascolo ai piedi del Monte Cregnedul (2351 mt.). Di proprieta’ del Comune di Chiusaforte, sono state recentemente ristrutturate per creare un Rifugio Alpino, al fine di offrire ospitalita’ e pernottamento a chi si appresta a scalare vette o, piu’ semplicemente ad affrontare una piacevole camminata in montagna.** **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Est (Italia) **Valle:** [Valle di Fusi](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/)[ne](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/friuli_rifugi/alpigiulie_rifugi/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Frazione di Sella Nevea **Quota di partenza:** 1190 m | **Dislivello:** 325 m **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Da Giugno a Settembre **Posti letto:** 10 posti letto **Gestione:** Comune di Chiusaforte – Gestore: Emanuele Ranghiero **Tel.** +39 348 313 9701 **Note:** ATTENZIONE! IL RIFUGIO CASERE CREGNEDUL DI SOPRA E’ AL MOMENTO CHIUSO! **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio e’ facilmente raggiungibile. Da Sella Nevea si intraprende la strada che sale fino all’Altopiano del Montasio, da qui si svolta a destra lungo una comoda mulattiera (sentiero C.A.I. 624) che attraversa l’antico pascolo (60 min.). Oppure si parte dalla caserma della Guardia di Finanza di Sella Nevea seguendo il sentiero C.A.I. 625 che sale lungo il tracciato della sciovia (45 min.) *Fonte: tarvisiano.org* [![Rifugio Casere Cregnedul di Sopra](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/CasereCregnedul_Montasio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/CasereCregnedul_Montasio.webp)Le Casere Cregnedul di Sopra e l’Altopiano di Montasio[![Altopiano di Montasio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/Altopiano_Montasio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/Altopiano_Montasio.webp)Altopiano di Montasio [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[ALPI TARVISIANE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Tarvisiane)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Altopiano di Montasio --- ### [Rifugio L. Pellarini](https://www.montagnenostre.net/rifugio-l-pellarini/) **Published:** Giugno 9, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Sorge a 1499 m. al margine inferiore della Carnizza del Rio Zapraha (o di Camporosso) in vista delle imponenti pareti settentrionali del Gruppo dello Jôf Fuart.** L’edificio, completamente ristrutturato, è raggiungibile dalla Valbruna attraverso il sentiero CAI n.616. Il sentiero attraversa la **millenaria foresta di Tarvisio** che con i suoi giochi di luci ed ombre ti farà sentire in un mondo incantato lontano dalla frenesia delle città. **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Saisera](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Valbruna rotabile della Val Saisera **Quota di partenza:** 860 m | **Dislivello:** 560 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Dal 20 Giugno al 20 Settembre **Posti letto:** 50 posti letto **Gestione:** Società Alpina delle Giulie – Custode: Guida alpina Ennio Rizzotti **Tel.** +39 334 7333940 | +39 333 2901914 (Ennio) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/rif\_PELLARINI.gpx”\] Si raggiunge il Pellarini da Valbruna in auto e poi seguendo il sentiero Cai 616 (1h30 – E). Costituisce il rifugio alpinisticamente più importante delle Giulie italiane, base di numerose salite sulle vette della Costiera dello Jof Fuart e della vicina Carnizza di Riofreddo. Sulle pareti circostanti sono state scritte alcune delle pagine più esaltanti della storia alpinistica di questa porzione di Alpi. A pochi minuti dal rifugio è stata attrezzata una piccola quanto bella falesia con alcune vie di arrampicata. Venne eretto nel 1924 in memoria di Luigi Pellarini, membro della Società alpina delle Giulie, caduto nel 1916 sul Monte Chiesa. [![Rifugio Pellarini](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/06/Rifugio_Pellarini-1.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/06/Rifugio_Pellarini-1.webp)Rifugio Pellarini[![Rifugio Pellarini visto in lontananza](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/06/Rifugio_Pellarini_2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/06/Rifugio_Pellarini_2.webp)Rifugio Pellarini visto in lontananzaDal rifugio si parte per le salite al grande Nabois (compresa la Normale), alla Cima di Riofreddo, alla Torre delle Madri dei camosci, allo spigolo nordest della Cima del Vallone, alla via Piussi al Pinnacolo e allo **Jof Fuart**, le traversate alle Cime delle Rondini, al **rifugio Corsi** con il sentiero Cavalieri, al **bivacco Mazzeni**. Si può anche compiere la bellissima traversata che porta al **[rifugio Grego](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fratelli-grego/)**. *Fonte: [tarvisiano.org](http://www.tarvisiano.org/)* [![Jof Fuart visto dal rifugio](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/06/JofFuart_vistodalrifugio.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/06/JofFuart_vistodalrifugio.webp)Jof Fuart visto dal rifugio **ESCURSIONI** Anello dello Jef Fuart | Anello delle Rondini **TRAVERSATE** [Rifugio Guido Corsi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guido-corsi/) | [Monte Santo di Lussari](http://www.montagnenostre.net/rifugio-meschnik-monte-lussari/) | [Locanda al Convento](http://www.montagnenostre.net/rifugio-locanda-al-convento/) | Bivacco Calligaris | Sentiero Carlo Cheri | [Rifugio Grego](http://www.montagnenostre.net/rifugio-fratelli-grego/) | [Bivacco Mazzeni](http://www.montagnenostre.net/bivacco-mazzeni-dario/) **ASCENSIONI** Jôf Fuart | Nabois Grande [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=alpi+giulie)[VAL SAISERA](http://www.montagnenostre.net/?s=Val+Saisera) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie, Arrampicata sportiva, Jof Fuart, Val Saisera --- ### [Rifugio Celso Gilberti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gelso-gilberti/) **Published:** Maggio 26, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **E’ situato a 1850 m. su una rilevanza, al centro del “Vallon del Prevala”, fra Sella Prevala e Bila Pec nel gruppo del Monte Canin, che con il Monte Forato e l’Ursic formano la lunga muraglia calcarea di confine con la Slovenia.** E’ il punto ideale di partenza per tutti gli itinerari che si svolgono sul versante italiano del gruppo del Canin. **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Valle Canal del Ferro](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Sella Nevea (Funivia del M. Canin) **Quota di partenza:** 1150 m (1831 m) | **Dislivello:** 830 m (20 m) **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 50 minuti (10 minuti) **Periodo di Apertura:** dal 15 Giugno al 30 Settembre e dal 20 Dicembre al 30 Aprile. **Posti letto:** 46 posti letto (8 posti letto rifugio invernale) **Gestione:** Società Alpina Friulana – Custode: Irene Pittino **Tel.** +39 0433 54015 | +39 333 8192055 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Raggiunta la partenza della telecabina del ***Canin*** (mt 1.122) a cui si perviene percorrendo da *Chiusaforte* la S.P. 76 della *Val Raccolana*, si seguono le chiare indicazioni che portano all’inizio a percorrere per breve tratto la pista di sci e successivamente il **sentiero CAI n. 635** che sale lungo la pista di sci. A q. 1680 m il sentiero si discosta dalla pista, si porta sotto la **parete E del Bila Pec** e poi la costeggia alla base, in salita, fino a raggiungere l’ampia conca al cui centro sorge il rifugio. Da qui, seguendo a destra per circa 20’ l’evidente sentiero si passa dapprima davanti alla **chiesetta in onore ai caduti della *Grande Guerra*** e si raggiunge il rifugio Celso Gilberti. È raggiungibile dal fondovalle sia a piedi su sentiero sia con una moderna telecabina ed è parte del comprensorio sciistico italo-sloveno del Canin, con la vista che spazia sulle stesse **cime del Canin**, sulla **Catena Jôf Fuârt-Montasio** a nord, e sull’**alta Val Raccolana**. [![Rifugio Gelso Gilberti e la moderna telecabina](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_Gelso_Gilberti.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_Gelso_Gilberti.webp)Rifugio Celso Gilberti e la moderna telecabina[![Fiori lungo il percorso botanico](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Fiorilungoilpercorsobotanico.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Fiorilungoilpercorsobotanico.webp)Fiori lungo il percorso botanico del Bila Pec **TRAVERSATE** [Bivacco Speleo Modonutti – Savoia](http://www.montagnenostre.net/bivacco-modonutti-savoia/) | Bivacco Marussich | Ricovero Crasso | Percorso botanico del Bila Pec **ASCENSIONI** Monte Canin | Monte Sart | Monte Forato [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/page/2/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=alpi+giulie)[VAL SAISERA](http://www.montagnenostre.net/?s=Val+Saisera) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Valle Canal del Ferro, Vallon del Prevala --- ### [Rifugio Solaire](https://www.montagnenostre.net/rifugio-solaire/) **Published:** Dicembre 18, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ### **Il rifugio è ubicato nella parte meridionale della catena del Kolovrat a 970 m., nelle immediate vicinanze del passo Solarie, ex valico di confine, che collega la val Cosizza con l’abitato sloveno di Volzana e quindi con la valle dell’Isonzo.** E’ vicino ai resti della famosa trincea della prima guerra mondiale allora considerata la terza linea di difesa italiana. **Gruppo Montuoso:** Prealpi Giulie (Italia) **Valle:** [Valli del Natisone](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_prealpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### AS-F – Itinerario di Accesso Facile **Località di partenza:** Cividale del Friuli **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m **Tempo di percorrenza:** Accesso stradale **Periodo di Apertura:** Giugno – Settembre: tutti i giorni tranne martedì. Dicembre – Marzo: nei fine settimana **Posti letto:** 18 posti letto **Gestione:** Comune di Drenchia – Custode: Kelly Iurman **Cell.** +39 346 392 2001 (Kelly) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **In auto:** Raggiungibile in auto da Cividale verso le Valli del Natisone e Clodig oppure da Castelmonte in direzione Tribil. **A piedi:** da Paciuch a Drenchia prendendo il sentiero segnato che porta al bivacco Zanuso (ore 4). Da Ponte Clinaz lungo la strada che va a Clabuzzaro, percorribile anche in MTB (ore 4). *Fonte: [turismofvg.it](http://www.turismofvg.it/it/84618/Rifugio-Solarie)* **PER SAPERNE DI PIU’ SUL MUSEO ALL’APERTO DEL KOLOVRAT** Per capire cosa sia successo, come venne combattuta la guerra e quali furono le posizioni dell’esercito italiano in questa porzione di territorio è possibile visitare il [**Museo all’aperto del Kolovrat “la terza linea di difesa italiana”**,](https://www.turismofvg.it/museo-all-aperto-del-kolovrat-la-terza-linea-di-difesa-italiana) sull’omonimo altopiano al confine tra Italia e Slovenia. È raggiungibile percorrendo la SP45 che parte da Ponte San Quirino, località tra Cividale e **San Pietro al Natisone**, ed arriva a **Drenchia**, comune formato da diverse frazioni e borghi posizionati sulle pendici dello stesso altopiano. [![Museo all'aperto del Kolovrat](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/Museo_aperto_kolovrat.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/Museo_aperto_kolovrat.webp)Museo all’aperto del Kolovrat – Panorama verso il Passo ZagradanIl punto di partenza per questa escursione è fissato sul **Passo Solarie**, poco prima dell’ex valico tra Italia e Slovenia. Nei pressi del rifugio Solarie è possibile parcheggiare l’automobile e vedere immediatamente il [**monumento dedicato al primo caduto italiano**](https://www.turismofvg.it/code/110128/Monumento-all'Alpino-Riccardo-di-Giusto) nella Grande Guerra, l’alpino **Riccardo Giusto**. Dopo 50 metri diparte sulla sinistra una strada asfaltata in leggera salita, segnata come sentiero CAI 746, che porta ad un piccolo spiazzo dove è stato posto un **pannello informativo** dedicato alla **presentazione del museo**. **TRAVERSATE** [Rifugio Pelizzo Guglielmo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-pelizzo-guglielmo/) | Anello del Kolovrat e salita al monte Kuk | Sentieri della pace | Alta Via delle Valli del Natisone | Sentiero Italia **ASCENSIONI** Monte Colovrat [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE PREALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_prealpigiulie/) [PREALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=prealpi+giulie)[VALLI DEL NATISONE](http://www.montagnenostre.net/?s=Valli+del+Natisone) // **Categorie:** Prealpi Giulie **Tag:** Prealpi Giulie, Valli del Natisone --- ### [Rifugio Pelizzo Guglielmo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-pelizzo-guglielmo/) **Published:** Maggio 31, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ### **Sorge a 1320 m. sul versante sud del monte Matajur (1641 m.) nel cuore delle verdeggianti Valli del Natisone.** A circa 300 m dalla vetta da questa splendida posizione domina la pianura friulana fino al mare. Dalla cima del Monte Matajùr, dove passa il confine tra Italia e Slovenia, si può godere un ampio panorama sulle Alpi Giulie e sulla valle dell’ lsonzo a levante, sulle Dolomiti Clautane e Zoldane a ponente. **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Est (Italia) **Valle:** [Valli del Natisone](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/friuli_rifugi/prealpigiulie_rifugi/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### AMM – Itinerario di Accesso Meccanizzato Accesso principale su strade carrozzabili asfaltate e/o sterrate praticabili con mezzi normali oppure mediante funivie. **Località di partenza:** Camporosso **Quota di partenza:** 1320 m | **Dislivello:** 0 m **Tempo di percorrenza:** 0 ore **Periodo di Apertura:** da metà Aprile a metà Novembre **Posti letto:** 40 posti letto **Gestione:** Stefano Sinuello – Isabella De Crignis – Proprietà: CAI Sezione di Cividale **Tel.** +39 0432 714041 | + 39 0432 730016 (nel periodo di chiusura: da metà Novembre fino a metà Aprile) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio è raggiungibile in automobile in 15 chilometri da Cividale del Friuli lungo la strada provinciale 54; arrivati a Ponte S. Quirino si seguono le indicazioni per Savogna. Da qui, nelle Valli del Natisone, la strada risale il versante meridionale del Matajur passando per le frazioni di Gabrovizza, Masseris e Montemaggiore. *Fonte: [rifugiopelizzo.blogspot.it](http://rifugiopelizzo.blogspot.it)* [![Rifugio Guglielmo Pelizzo](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/Rifugio_Guglielmo_Pelizzo_2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/Rifugio_Guglielmo_Pelizzo_2.webp)Rifugio Guglielmo Pelizzo [![Veduta sul Massiccio del Canin](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/Veduta_Massiccio_Canin.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/Veduta_Massiccio_Canin.webp)Veduta sul Massiccio del Canin**CENNI STORICI** Nei pressi del **rifugio**, nel corso della prima guerra mondiale, passava l’ultima linea di difesa italiana approntata dalla 2ª Armata per la protezione della pianura friulana in caso di sfondamento dei reparti combattenti nelle posizioni avanzate. Il **monte Matajur** passò alla storia in quanto, nel corso della **battaglia di Caporetto**, il tenente **Rommel**, il futuro feldmaresciallo, ne conquistò la cima. Il 24 ottobre 1917, dopo un lungo bombardamento, il tenente Rommel, a capo di sei compagnie tedesche, lanciò una veloce offensiva, con la tattica dell’attacco a sorpresa, sul **Kolovrat** e in breve tempo ne conquistò le cime. Invase quindi la vallata di Savogna ed attaccò il Matajur, difeso dalla Brigata Salerno. Dopo 52 ore di marce sfibranti ed audaci combattimenti, ne conquistò la vetta facendo quasi 9000 prigionieri ed un enorme bottino di materiale bellico. L’avanzata del tenente Rommel fu uno dei più importanti episodi della battaglia di Caporetto perché fu determinante per la tragica ritirata italiana. *Fonte: [it.wikipedia.org](https://it.wikipedia.org/wiki/Rifugio_Guglielmo_Pelizzo)* **TRAVERSATE** Bivacco Zanuso Giuseppe | Anello del Matajùr | [Rifugio Dom Na Matajure](https://www.montagnenostre.net/rifugio-dom-na-matajure/) | [Rifugio Solarie](https://www.montagnenostre.net/rifugio-solaire/) | Sentiero della Pace **ASCENSIONI** Monte Matajùr | [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE PREALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_prealpigiulie/) [PREALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=prealpi+giulie)[VALLI DEL NATISONE](http://www.montagnenostre.net/?s=Valli+del+Natisone) // **Categorie:** Prealpi Giulie **Tag:** Prealpi Giulie, Valli del Natisone --- ### [Rifugio Dom Na Matajure](https://www.montagnenostre.net/rifugio-dom-na-matajure/) **Published:** Agosto 1, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ### **Sorge a 1554 m. sul crinale occidentale del Monte Mataiur**. Qui si gode una bellissima vista su tutta la pianura fino al mare, foschia permettendo. **Gruppo Montuoso:** Prealpi Giulie (Italia) **Valle:** [Valli del Natisone](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Cividale del Friuli – rifugio Pelizzo **Quota di partenza:** 1320 m | **Dislivello:** 225 m **Tempo di percorrenza:** 40 minuti **Periodo di Apertura:** La domenica tutto l’anno – da giugno a settembre anche sabato pomeriggio. **Posti letto:** 20 posti letto **Gestione:** Planinska družina Benecije – Custode: Battistig Luisa **Tel.** +39 0432 709942 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/Monte\_Matajur.gpx”\] Da Cividale raggiungere Savogna e da qui seguire la rotabile asfaltata per Masseris 760 m. e Montemaggiore 955 m. e poi la strada asfaltata che porta al rifugio Pelizzo 1320 m. Si segue poi il sentiero per la vetta del Monte Mataiur fino a quota 1520 m c., poi si devia a sinistra (segnalazioni) per il sentiero che conduce in breve al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1228/dom-na-matajure/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/Segnaletica_Dom_Na_Matajure.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/08/Segnaletica_Dom_Na_Matajure.webp)Segnaletica Dom Na Matajure **TRAVERSATE** [Rifugio Pelizzo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-pelizzo-guglielmo/) **ASCENSIONI** Monte Mataiur [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[ALPI TARVISIANE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Tarvisiane)[ALPI CARNICHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+carniche) // **Categorie:** Prealpi Giulie **Tag:** Prealpi Giulie, Valli del Natisone --- ### [Giro del Sasso Nero in Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/giro-del-sasso-nero-in-valmalenco/) **Published:** Febbraio 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### **Brullo e cupo, nero e selvaggio, il Sasso Nero a 2917 m. è uno dei migliori belvederi della Valmalenco sul Bernina che offre sempre larghi orizzonti e belle vedute.** Con 4 ore di camminata le fatiche saranno ampiamente ripagate. **Gruppo Montuoso:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco) Il massiccio del Sasso Nero separa i due grandi rami nei quali la Valmalenco, nella sua parte alta, si divide, vale a dire l’alta Valmalenco, ad ovest, dal Vallone di Scerscen (a sua volta ramo superiore della Val Lanterna), ad est. Esso culmina in due cime, quella di sud-est, quotata 2917 metri, e quella di nord-ovest, di poco più alta (m. 2921). La salita alla prima cima è alla portata di tutti, in quanto si tratta di una escursione priva di difficoltà, abbastanza sviluppata in lunghezza, ma con un dislivello abbordabile (poco più di 1200 metri, dato che si parte dai 1700 metri dei Barchi). Calcoliamo circa 4 ore di cammino: non poche, ma prive di strappi. Ecco come viene presentata nella Guida alla Valtellina del CAI di Sondrio, edita nel 1883: “Questa ascensione…è tra le più interessanti e non è punto difficile. La via che si segue offre sempre larghi orizzonti e belle vedute. In alto le rocce formate di talco-scisto sono disseminate da laminette di mica nera lucenti, che rifrangono i raggi del sole producendo vivo effetto”. [![Sasso Nero](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Sasso_nero.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Sasso_nero.webp)Sasso NeroLe fatiche profuse nella salita sono, infine, ampiamente ripagate: **il Sasso Nero, infatti, è il migliore belvedere sulla testata della Valmalenco**, e non solo: il panorama che si può ammirare dalla sua cima è incomparabile. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Rifugio Barchi **Lunghezza:** 13,61 chilometri **Altitudine min:** 1.738 metri, **max:** 2.918 metri **Altitudine cum. salita:** 1.324 metri, discesa: 1.285 metri **Tempo:** 8 ore e 52 minuti **Ritorna al punto di partenza (anello):** SI **Itinerario Sintetico:** 1\. Alpe Roggione | 2. Alpe Sasso Nero | 3. Barchetti | 4. Bocchel del Torno | 5. Impianti Risalita | 6. Punto Alto | 7. Rifugio Barchi | 8. Rifugio Palu | 9. Sasso Nero **Periodo consigliato:** da Giugno a Ottobre **Segnaletica:** discreta **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Sondrio si sale a Chiesa in Valmalenco e poi verso Chiareggio Fino a San Giuseppe e al Rifugio Barchi. L’itinerario solito di salita è da qui all’alpe Berchetto, il Rifugio Palù, L’ape Roggione, il Bocchel del Torno; da qui seguito fino al termine i vicini impianti di rislita si segue una traccia fino in cima in quasi 4 Ore. Il giro proposto segue questo itinerario in discesa. [![Segnaletica gialla per il Sasso Nero](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Segnaletica_Gialla_itinerario.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Segnaletica_Gialla_itinerario.webp)Segnaletica gialla per il Sasso NeroPer la salita dall’alpe Roggione seguire a sinistra il sentiero della 4 tappa dell’alta via della valmalenco, con alcuni su e giù si arriva all’alpe Sasso Nero, seguendo una traccia verso sud est si imbocca un vallone e superato un piccolo lago e un ripido gradone ci si ricollega quasi in cresta all’itinerario principale. *Fonte: wikiloc.it* | Autore: bftrave [![Lago Palù visto dal Sasso Nero](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Lago_Palu_Sasso_Nero.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Lago_Palu_Sasso_Nero.webp)Lago Palù visto dal Sasso Nero[![Veduta del gruppo Bernina dal Sasso Nero](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Veduta_gruppo_bernina_Sasso_Nero.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Veduta_gruppo_bernina_Sasso_Nero.webp)Veduta del gruppo Bernina dal Sasso Nero[![Cumulo di pietre posta sulla piana della cima del Sasso Nero](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Cumulo_pietre_cima_Sasso_Nero.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/02/Cumulo_pietre_cima_Sasso_Nero.webp)Cumulo di pietre posta sulla piana della cima del Sasso Nero **SCOPRI ANCHE:** [Percorso Geologico Pedologico di Cimalegna](http://www.montagnenostre.net/percorso-geologico-pedologico-di-cimalegna/) [In Valmalenco alla scoperta del Lago Pirola](http://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-alla-scoperta-del-lago-pirola/) [Alta Via della Valmalenco: dal rifugio Cristina a Torre di Santa Maria](https://www.montagnenostre.net/alta-via-della-valmalenco-dal-rifugio-cristina-a-torre-di-santa-maria/) [Ciaspolata: Il respiro degli alberi](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-il-respiro-degli-alberi/) [VEDI TUTTO SULLA VALMALENCO »](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) [PASSI ALPINI](http://www.montagnenostre.net/?s=Passi+Alpini)[VALMALENCO](http://www.montagnenostre.net/?s=Valmalenco)[TREKKING IN LOMBARDIA](http://www.montagnenostre.net/?s=Trekking+Lombardia) // **Categorie:** Escursioni **Tag:** Belvederi, Bernina, Valmalenco --- ### [10 Montagne Straordinarie: la Natura è davvero Pazza!](https://www.montagnenostre.net/la-natura-e-pazza-10-montagne-che-lo-dimostrano/) **Published:** Settembre 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Strane sculture scolpite dagli elementi. Esplorate con noi alcune delle più insolite vette del mondo Quando si tratta di montagne, l’altezza non è tutto. Si possono trovare in tutte le forme e dimensioni e, molto spesso, le più insolite sono anche le più accattivanti e gratificanti da visitare. Dai picchi di ghiaccio della [Patagonia](https://www.montagnenostre.net/patagonia-la-fine-del-mondo/) alle colline di cioccolato delle Filippine, condividiamo alcune delle montagne dalla forma più strana che si possano vedere in giro per il mondo. ##### **I Pilastri di Zhangjiajie, Cina** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/PilastridiZhangjiajie.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/PilastridiZhangjiajie.webp)I Pilastri di Zhangjiajie, Cina © www.viaggio-in-cina.itSe vi sembra che questi misteriosi pilastri di quarzo e arenaria del Parco forestale nazionale Zhangjiajie, in Cina, abbiano un aspetto familiare, è perché, probabilmente, li avete già visti. Una delle colonne più alte, tra le 3.000 presenti nel Parco, era denominata Southern Sky Column, ma è stata ufficialmente ribattezzata Avatar Hallelujah Mountain in onore del film “Avatar”. È stata infatti fonte di ispirazione creativa per le montagne galleggianti del pianeta Pandora nel film di James Cameron. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/zhangjiajie-l1047/) ##### Monte Mouaroa, Moorea** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Monte_Mouaroa.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Monte_Mouaroa.webp)*Monte Mouaroa, Moorea (Polinesia Francese) – Fonte:* [wanderstories](https://wanderstories.space/mt-mouaroa/)Moorea, nella Polinesia francese, è considerata una delle più belle isole del Pacifico. Con un’altezza di 761 metri, Mouaroa non è la vetta più alta dell’isola vulcanica, ma è probabilmente la più impressionante. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/isole-del-vento-polinesia-francese-l181971/) ##### **Montagne Arcobaleno, Cina** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Montagne_Arcobaleno-1.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Montagne_Arcobaleno-1.webp)*Montagne “a strisce” in Cina – Fonte:* [ViaggioMag](https://www.viaggiomag.it/asia/cina-montagne-arcobaleno-parco-nazionale-zhangye-danxia)Le Montagne Arcobaleno, in Cina, sembrano un’opera d’arte. Situate nel Parco geologico nazionale del Danxia, le cime raggiungono diverse centinaia di metri. I colori insoliti sono il risultato dei depositi di arenaria rossa e di minerali avvenuti oltre 24 milioni di anni fa. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/lanzhou-l1340/) ##### **Torre del Diavolo, Wyoming, USA** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Torre_del_diavolo.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Torre_del_diavolo.webp)L’imponente *Torre del Diavolo, Wyoming*Situato sulle Bear Lodge Mountains, nel Wyoming, la Torre del Diavolo è alta 1.588 metri sul livello del mare e 386 metri sul terreno circostante. Fu il primo Monumento Nazionale dichiarato negli Stati Uniti. La sua fama internazionale, però, è legata al celebre film di Steven Spielberg “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Da allora, è diventata un’attrazione turistica capace di richiamare 400.000 visitatori all’anno da tutto il mondo. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/rapid-city-l32349/) ##### **Camini delle Fate, Turchia** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/ICaminidellefate.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/ICaminidellefate.webp)*I camini delle Fate in Cappadocia, Turchia*Avete voglia di scalare una di queste cime? Se state pensando quello che stiamo pensando noi, allora probabilmente no. Questi “camini” – che si trovano nella regione della Cappadocia, in Turchia – sono il risultato di eruzioni vulcaniche, le cui colate laviche, solidificando, hanno prodotto queste strane forme. Qualche secolo fa, i monaci scavarono e li trasformarono nelle proprie dimore. Si narra che un monaco, addirittura, visse sulla cima di uno di questi camini. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/cappadocia-l1400/) ##### **Monte Kinabalu, Malaysia** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Monte_Kinabalu.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Monte_Kinabalu.webp)*Il picco del Monte Kinabalu, Borneo – Fonte: [redbull.com](http://www.redbull.com)*Osservata su una mappa, la distanza verticale tra la cima (4.092 metri) e la linea di contorno più bassa fa guadagnare al Kinabalu il titolo di 20° montagna più importante del mondo. Situata nel Parco Nazionale di Kinabalu, nel Borneo, la montagna e i luoghi che la circondano sono la casa degli orangutan e rappresentano uno degli ecosistemi più variegati della Terra. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/kota-kinabalu-l1011/) ##### **Bungle Bungle Range, Australia** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Bungle_Bungle_Range.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Bungle_Bungle_Range.webp)*Bungle Bungle Range, Australia*Apparendo come alveari giganti, queste torri a forma di cupola di Bungle Bungle Range, in Australia, sono fragili e l’arrampicata è severamente vietata! Si trovano nel Parco Nazionale Purnululu, che è stato la patria degli aborigeni per oltre 20.000 anni. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/fiume-ord-l208493/) ##### **Cerro Torre, Patagonia** [![Cerro Torre](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Cerro_Torre.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Cerro_Torre.webp)*David Lama e la prima libera della via del compressore del Cerro Torre, Patagonia © Photo by Lincoln Else/Redbull Content Pool*La ripidezza, la lontananza e l’impervia dei 3.128 metri del Cerro Torre fanno sì che sia solo alla portata degli alpinisti più esperti a livello mondiale. Scalatori come David Lama, per esempio. Si richiede il massimo livello di abilità nell’arrampicata sia su roccia sia su ghiaccio. La ciliegina sulla torta, letteralmente, arriva alla fine: la vetta è un fungo gigante di brina ghiacciata formata dai famosi, forti venti della Patagonia, che rende ancora più difficile il cammino per raggiungerla. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/el-calafate-l544/) ##### Monte Otemanu, Bora Bora [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Monte_Otemanu-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Monte_Otemanu.webp)*Monte Otemanu, Bora Bora*La cima del Monte Otemanu, alto 727 metri, avrebbe offerto una vista spettacolare della laguna e le barriere coralline che circondano Bora Bora. La cattiva notizia, tuttavia, è che l’ascesa alla vetta è ormai impossibile perché la roccia vulcanica della montagna è troppo fragile e pericolosa. Nondimeno, viste spettacolari si possono ancora ammirare dalle spalle della montagna. Otemanu e il vicino Monte Pahia sono i resti di un vulcano spento che un tempo si trovava al centro dell’isola. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/bora-bora-l32139/) ##### Le Colline di Cioccolato, Filippine [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/CollineCioccolato_Filippine-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/CollineCioccolato_Filippine.webp)Le Colline di Cioccolato di Bohol, Filippine – Foto di [Jon Discipulo](https://www.pexels.com/it-it/foto/colline-di-cioccolato-32156798/)Ci sono più di 1.260 “colline di cioccolato” – su una superficie di 50 chilometri quadrati – nella Provincia di Bohol, nelle Filippine. Devono il loro nome al fatto che, durante la stagione secca, l’erba verde che le ricopre diventa color marrone, conferendo la forma di centinaia di baci di cioccolato. La collina più alta raggiunge soltanto i 120 metri. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/panglao-l217868/) *Fonte: redbull.com* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Montagne mozzafiato, natura, Notizie strane di montagna, Paesaggi naturali --- ### [Rifugio Emilio Greppi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-emilio-greppi/) **Published:** Novembre 26, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio del Club Alpino Italiano, una tipica costruzione in pietra a 1915 m. nei pressi del primo laghetto di Moino, dalle limpide acque verdi.** DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Località di partenza:** Stazione arrivo funivia La Piana **Quota di partenza:** 1712 m | **Dislivello:** 350 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** In permanenza – Ritiro chiavi presso la sede C.A.I. Sez.di VIGEZZO **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** CAI Val Vigezzo **Tel.** +39 0324 94737 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Partendo da Piana di Vigezzo (quota ~1.712 m) si lascia l’impianto (funivia o parcheggio) e si prende la mulattiera/pista che parte dietro al rifugio Rifugio Ratagin. Seguendo la segnaletica bianco-rossa si sale nel bosco con pendenza moderata uscendo presto dalla vegetazione. Raggiunta la **Bocchetta di Moino** (quota ~1.977 m) il panorama si apre verso la valle e le Alpi Lepontine: questo è il punto più elevato della prima parte del percorso. Dalla bocchetta, si inizia la discesa verso i pascoli dell’Alpe Ruggia e verso i tre **laghetti di Moino**: si incontra il primo laghetto (~1.890 m) e poco oltre il rifugio Greppi, in corrispondenza degli specchi d’acqua e dell’alpeggio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/RifugioEmilioGreppi-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/RifugioEmilioGreppi.webp)Rifugio Emilio Greppi[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/LaghettidiMoino-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/LaghettidiMoino.webp)Laghetti di MoinoIl Rifugio Greppi sorge in posizione panoramica a quota ~1.915 m, tra i laghetti e gli alpeggi, ed è gestito dalla sezione locale del Club Alpino Italiano (sede di Santa Maria Maggiore). Da qui si possono effettuare prolungamenti verso la cima del Pizzo Ruggia o altri alpeggi della Valle Vigezzo. Percorsi alternativi: Da Arvogno via S. Pantaleone (Fontanalba), ore 3 Dai Bagni di Craveggia, alpe Cortaccio, Motta di Vocogno, ore 2.30. **ESCURSIONI** Laghetti di Muino | Giro della Baita Rosa | Giro dell’Alpe Sdun | Bagni di Craveggia **ASCENSIONI** Pizzo Ruggia | Schegge di Moino | Cima del Sassone [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE VIGEZZO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Nord, Trekking in Piemonte, Val d'Ossola --- ### [Rifugio Capanna Alpe Salei](https://www.montagnenostre.net/rifugio-salei/) **Published:** Dicembre 3, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### ****Il rifugio si trova in piena Val Onsernone, in un antico alpeggio a 1’777 m s.l.m, a pochi passi dall’omonimo laghetto Salei, ben noto per la famosa vista panoramica che spazia fino al lago Maggiore.**** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Ticino W. (Svizzera) **Valle:** [ Valle Onsernone – Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Località di partenza:** Alpe del Casone **Quota di partenza:** 1276 m | **Dislivello:** 411 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Sempre aperta. Custode presente da inizio maggio a fine ottobre **Posti letto:** 27 posti (15 posti invernali suddivisi in due camere) **Gestione:** Tenconi Gianna e Fausto Brughelli **Tel.** +41 091 7972032 | +41 091 7972032 **COME SI RAGGIUNGE** **Accesso Estivo** Il sentiero inizia all’**Alpe del Casone**, a circa 1 276 m di quota. Da lì si imbocca la strada sterrata che termina poco più avanti e poi si segue il sentiero che sale nel bosco di faggi e larici. Dopo una prima parte moderata, la pendenza aumenta attraversando zona boscosa e uscendo poi su pascoli più aperti. Si prosegue verso l’**Alpe Porcaresc** (circa 1 792 m) come tappa intermedia. Da Alpe Porcaresc si risale una valletta più ripida fino al crinale che conduce verso l’**Alpe Salei**. Alla fine si raggiunge l’Alpe Salei a quota 1 777 m, dove si trova il rifugio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Salei-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Salei.webp)Rifugio Capanna Alpe Salei[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/LaghettodeiSalei2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/LaghettodeiSalei2.webp)Laghetto Salei a pochi passi dal rifugio Capanna Salei[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/LaghettodeiSalei-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/LaghettodeiSalei.webp)Laghetto Salei**Accesso invernale** Dal paese di Vergeletto 905 m si segue la strada carrozzabile che percorrendo la sinistra orografica della valle raggiunge l’ Alpe del Casone 1276m. Prima di arrivare all’ alpe, si stacca sulla sinistra il sentiero che attraversato il fiume porta sul versante opposto della valle e risale verso S nel bosco alla capanna.(EE ; 2 ore) *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/759/salei/)* **ESCURSIONI** Rifugio non custodito Arena | Rifugio Ribia | Capanna Alzasca | Cimalmotto in Valle di Campo **ASCENSIONI** Monte Pilone | Pizzo Zucchero | Munzelüm [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE VIGEZZO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Nord, Rifugi Svizzera, Trekking in Piemonte --- ### [Rifugio Blitz](https://www.montagnenostre.net/rifugio-blitz/) **Published:** Novembre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **La struttura con il tipico tetto in piode, il cui nome è indissolubilmente legato all’alpe Blitz in cui si trova, è armonicamente poggiata su un pianoro a 1250 m. che gode di una splendida vista durante tutti i mesi dell’anno: a ovest si apre la Valle con la catena del Rosa sullo sfondo e volgendo lo sguardo a nord, si riconoscono tutte le cime Svizzere oltre i 4000. Il posto perfetto per respirare la natura e recuperare un contatto autentico con essa.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Località di partenza:** Craveggia (VB) **Quota di partenza:** 889 m | **Dislivello:** 381 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Stagione estiva: tutti i giorni – Stagione invernale: nei weekend previa prenotazione **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** Cesare Toniutti **Tel.** +39 0324 94235 | **Cell. Custode** +39 347 9237754 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio Blitz dista circa 200 metri dal parcheggio: 5 minuti a piedi che vi permetteranno di dimenticare il rumore e iniziare a sentirvi parte della natura, pur rimanendo comodo da raggiungere, la strada che lo collega al parcheggio è, infatti, facilmente percorribile da anziani, carrozzine e bambini. In Estate gli appassionati di mountanin bike ed escursionismo possono raggiungere il Rifugio passando da Villette o da **Craveggia** per poi proseguire lungo i sentieri che partono dall’Alpe Blitz. In inverno la neve candida sarà invece la compagna di sci alpinisti e ciaspolatori, anche non esperti, che sapranno apprezzare le passeggiate e le vie soleggiate e molto panoramiche che portano al Monte Zicher o altri percorsi che certamente Cesare, maestro di sci e proprietraio del Rifugio Blitz, sarà felice di indicarvi. *Fonte: [vallevigezzo.eu](http://www.vallevigezzo.eu)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_Blitz-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_Blitz.webp)Rifugio Blitz[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_Blitz_panorama-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_Blitz_panorama.webp)Panorama vista dal rifugio Blitz **TRAVERSATE** Alpe di Ruggia, Tenda, Pianezza, Ovia, Bagni di Craveggia, Spurga | Alpe di Ruggia, Bocchetta di Ruggia, Moinasco, Cappelletta di S. Pantaleone, Lago Panelatte, Alpe Motta, Villasco, Arvogno | Bocchetta di Ruggia **ASCENSIONI** Pizzo Ruggia | Schegge di Moino | Cima del Sassone [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE VIGEZZO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Alpe Blitz, Ossola Nord, Trekking in Piemonte, Valle d'Ossola --- ### [Rifugio Massero](https://www.montagnenostre.net/rifugio-massero/) **Published:** Luglio 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Si trova a 1635 m. nella valle di Carcoforo il villaggio ideale d’Italia Airone 1994. Questo tipico rifugio alpino, di proprietà del Parco Naturale Alta Valsesia, è stato ristrutturato nel 1980 e successivamente ampliato nel 2004.** DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Carcoforo (Vercelli) **Quota di partenza:** 1304 m | **Dislivello:** 778 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da Giugno a Settembre **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Giovanna Aprile **Tel.** +39 0163 95108 | 347 0398237 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il percorso per raggiungere il **Rifugio Massero** parte dal parcheggio di **Carcoforo**, a circa 1300 metri di altitudine. Dal paese si seguono le indicazioni per i sentieri **112**, **113** e **117**, imboccando il sentiero **113** che sale con pendenza costante attraverso boschi di conifere e superando il **Rio Fornetto**. Dopo circa un’ora di cammino si raggiunge l’**Alpe Chignolo**, un’area aperta con pascoli e baite tradizionali. Proseguendo, il sentiero conduce all’**Alpe Fornetto** a 1926 metri, dove si può godere di una vista panoramica sulla valle sottostante. Da qui, in circa 30 minuti, si raggiunge il Rifugio Massero a 2082 metri, situato in un suggestivo ambiente alpino, ideale per una sosta e un ristoro. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Massero3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Massero3.webp)Segnaletica 113 ed il rifugio Massero in lontananza[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Massero1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Massero1.webp)Rifugio MasseroIl dislivello complessivo è di circa 800 metri, con un tempo di percorrenza stimato tra 2 ore e mezza e 3 ore. Il percorso è di difficoltà media (E), con segnaletica chiara e esposizione prevalentemente a sud. Il periodo consigliato per l’escursione va da giugno a settembre, quando il sentiero è libero da neve. Si raccomanda di indossare scarpe da trekking robuste, portare abbigliamento a strati, cappello e occhiali da sole, e avere una scorta d’acqua poiché lungo il tragitto non ci sono fonti. Prima di partire, è opportuno controllare le condizioni meteorologiche, e nei periodi di alta stagione è consigliabile prenotare in anticipo il Rifugio Massero. Questo itinerario offre un’esperienza immersiva nella natura incontaminata della Valsesia, tra panorami alpini spettacolari e l’accoglienza tipica dei rifugi di montagna. **ESCURSIONI** Alpe Fornetto e Alpe Chignolo | Valle dei Pastori | Sentiero panoramico verso Carcoforo **TRAVERSATE** Bocchetta di Badile | Traversata verso Rifugio Zamboni-Zappa **ALPINISMO** Pizzo della Moriana | Pizzo Tignaga | Monte Tagliaferro (2.964 m) | Cima dei Rossi (2.800 m circa) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Monte Rosa, Parco Naturale Alta Valsesia, Trekking in Piemonte, Valle di Carcoforo, Valsesia --- ### [Rifugio non custodito Bonasson](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-bonasson/) **Published:** Dicembre 4, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato a 1925 m. su un dosso prativo all’Alpe Cortevecchio, nella testata della Valle Agrasino, alta Valle dell’Isorno, in vista della Bocchetta del Lago Gelato.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Località di partenza:** Arvogno **Quota di partenza:** 1247 m | **Dislivello:** 699 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** In permanenza (accordi con Sezione) **Posti letto:** 15 posti **Gestione:** CAI Sezione Val Vigezzo **Tel.** +39 0324 51892 | +39 348 7239944 MAPPA DEL PERCORSO** Time: 25/09/2014, 08:23 Duration: 07:56:09 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1916 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1917 m Distance: 18.40 km DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da **Arvogno** (m 1247) si segue la strada fino al ponte sul **Melezzo Orientale**, noto localmente come Ponte della Rassia. Oltre il ponte si prosegue lungo la stessa strada (da qui in poi riservata ai veicoli con autorizzazione) o lungo la mulattiera sulla destra, che dopo una breve salita incontra nuovamente la strada ora sterrata. Si lascia a destra la mulattiera che prosegue verso l’**Alpe Cortina** e si segue ancora la sterrata fino a passare il ponte sul Rio Verzasco; in seguito, si prende la mulattiera a destra (M21) che transitando dagli alpeggi di Villasco (m 1642) e I Motti (m 1815) raggiunge la Cappella di S. Pantaleone (m 1992) dove si incontra il Sentiero Italia (M25– GTA – SI) proveniente dalla **Bocchetta di Ruggia**. Tutto il resto del percorso si svolge quindi lungo il Sentiero Italia. Dalla Cappella non si raggiunge il Passo di Fontanalba, poco distante, ma si sale in direzione Nord-Ovest transitando dopo pochi minuti presso il **Lago Panelatte** (m 2063); si prosegue nella stessa direzione fino a raggiungere la **Forcola di Larecchio** (m 2148), il punto più alto del percorso. Passato il valico si lascia a destra la traccia che a mezzacosta conduce al **Passo Campolatte**, scendendo invece ad un pianoro erboso a circa 2060 metri di quota (sentiero L97 – GTA – SI). Tenendo la destra, tralasciando la deviazione per la **Diga di Larecchio**, si scende per un ripido tratto di sentiero all’Alpe Camana (m 1974). Oltre le stalle si prosegue in una lunga e graduale discesa transitando per l’**Alpe Scaligia** (m 1763) e l’**Alpe Cantonazzo** (m 1670), da cui il sentiero piega a destra avvicinandosi al Torrente Isorno fino ad attraversarlo alla quota di circa 1620 metri, in corrispondenza dei vasti prati dell’**Alpe Campo** sul versante opposto. Si risalgono brevemente i pascoli fino ad incontrare le scarse tracce orizzontali del sentiero proveniente da **Pisardo** (L00 – GTA – SI) che si seguono verso destra. Si attraversa in lieve salita un tratto acquitrinoso fino a trovare il sentiero, che prosegue evidente in graduale salita; passati gli ultimi larici si è ormai in vista del rifugio situato presso l’**Alpe Cortevecchio** (m 1947). *Fonte: [caivigezzo.org](https://www.caivigezzo.org/)* **GUARDA IL VIDEO** **TRAVERSATE** Cimalmotto | Rifugio Alpe Arena | Crodo per la Bocchetta del Lago Gelato ! **ASCENSIONI** Pizzo del Lago Gelato | Pizzo Porcareccio | Pizzo Medaro | Pizzo del Fornale [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE VIGEZZO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) [VALLE VIGEZZO](http://www.montagnenostre.net/?s=valle+vigezzo)[OSSOLA SUD](http://www.montagnenostre.net/?s=Ossola+Sud)[TREKKING IN PIEMONTE](http://www.montagnenostre.net/?s=Trekking+Piemonte) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Nord, Trekking in Piemonte, Valle Agrasino, Valle d'Ossola --- ### [Montorfano: la mulattiera strappata alla roccia](https://www.montagnenostre.net/montorfano-la-mulattiera-strappata-alla-roccia/) **Published:** Ottobre 3, 2019 **Author:** Redazione **Content:** #### Dominata da una maestosa parete una mulattiera strappata alla roccia ti guiderà in un turbinio di emozioni diverse come i riflessi creati dalla luce sulle rocce: passerai per un gigantesco anfratto naturale e, dopo tortuosi tornanti dove il tuo respiro potrà riposare perdendosi nel panorama, arriverai a una polveriera scavata dall’uomo nel cuore della montagna solitaria. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Località di partenza:** Prà Michelaccio di Mergozzo **Quota massima:** 600 mt **Dislivello di salita:** 400 mt **Tempo di salita:** 2 ore e 15 minuti **Segnaletica:** buona **Periodo consigliato:** da Febbraio ad Novembre **Particolarità:** naturalistiche-paesaggistiche **DESCRIZIONE DELL’ITINERARIO** Time: 20/12/2021, 16:30 Duration: 04:31:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 771 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 771 m Distance: 3.57 km L'escursione parte dal centro di **Montorfano**, un piccolo comune immerso nel verde, facilmente raggiungibile da Como e Milano. L'itinerario si snoda attraverso un percorso che segue la storica mulattiera, una strada montana che per secoli ha collegato i villaggi e le valli circostanti, utilizzata dai pastori e dai commercianti. Lungo il sentiero, che in alcuni tratti sembra scolpito nella roccia, si possono ammirare panorami mozzafiato sulla **Val d'Intelvi**, il **Lago di Como** e le cime circostanti, mentre il profumo della vegetazione alpina riempie l'aria. Il percorso è variegato, alternando tratti più semplici a zone più tecniche dove il sentiero si fa più stretto e scosceso, a picco sulla valle. Il punto più affascinante dell'itinerario è proprio la **mulattiera strappata alla roccia**: un sentiero che, con l’abilità e la tenacia degli antichi costruttori, è stato scavato nel cuore della montagna, offrendo ai camminatori un'esperienza che unisce storia, natura e avventura. In alcuni tratti, il cammino corre lungo pareti di roccia a strapiombo, con affacci spettacolari che regalano scenari indimenticabili. **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal parcheggio della località Prà Michelaccio di Mergozzo percorri la strada per Gravellona per circa 500m e devia a sinistra per un breve tratto su strada sterrata e quindi prosegui sul sentiero. La salita continua attraversando pietraie e sfiorando pareti di roccia: è necessario salire con attenzione. A metà della salita la mulattiera, scavata nella roccia, entra in uno spettacolare e gigantesco anfratto naturale nella parete, luogo di grande suggestione che saprà sicuramente affascinarti. Proseguendo sino alla fine del sentiero, sempre salendo lungo i tortuosi tornanti incisi nella roccia, arriverai alla "polveriera" ricavata nel cuore della montagna, ma per qualche minuto perditi nel panorama. Per il ritorno puoi seguire lo stesso itinerario oppure scendere lungo la strada militare recentemente ripristinata, che ti riporterà a Prà Michelaccio. *Fonte: terrealtelaghi.it* [![Mulattiera](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Mulattierascolpitanellaroccia.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Mulattierascolpitanellaroccia.webp)La mulattiera scavata nella roccia[![Mulattiera](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Mulattierascolpitanellaroccia2.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Mulattierascolpitanellaroccia2.webp)Ultimo tratto in salita della mulattiera **SCOPRI ANCHE:** [Rifugio Fantoli](http://www.montagnenostre.net/rifugio-fantoli/) [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/val-grande/) [Rifugio Alpe Parpinasca](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-parpinasca-del-parco/) [Casa dell'Alpino A.N.A.](http://www.montagnenostre.net/rifugio-a-n-a-casa-dellalpino/) [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Polveriera.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2021/12/Polveriera.webp)Polveriera della prima guerra mondiale**IN CONCLUSIONE "Montorfano: la mulattiera strappata alla roccia"** è un'escursione che combina natura, storia e avventura. Attraversare questo antico sentiero, ammirando panorami mozzafiato e immergendosi nella bellezza selvaggia della montagna, è un'esperienza unica per chi cerca un'escursione che stimoli corpo e mente. Che si tratti di una passeggiata in solitaria, di una gita in famiglia o di un'escursione con amici, il percorso rappresenta una delle migliori opportunità per esplorare la montagna e scoprire la storia di un territorio affascinante. **Categorie:** Escursioni **Tag:** Terre alte laghi, Trekking in Piemonte, Valle d'Ossola --- ### [Rifugio A. Dante Castelnuovo "Al Cedo"](https://www.montagnenostre.net/rifugio-al-cedo/) **Published:** Dicembre 9, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato a 1576 m. all’Alpe Al Cedo. È raggiungibile in meno di due ore dalla località Patqueso (1109 m), frazione del Comune di Malesco. È aperto e custodito nei mesi estivi.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Località di partenza:** Patqueso **Quota di partenza:** 1120 m | **Dislivello:** 500 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Rivolgersi in Sezione proprietaria **Posti letto:** 22 posti **Gestione:** CAI Sezione Val Vigezzo **Tel.** +39 0324 94737 MAPPA DEL PERCORSO** Time: 13/08/2013, 07:39 Duration: 08:59:14 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 2375 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 2283 m Distance: 20.87 km DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il **primo itinerario parte da Craveggia**, suggestivo borgo alpino situato a circa 900 metri di altitudine. Dal centro del paese si segue la strada che conduce verso la località **La Vasca**, raggiungibile anche in auto e dotata di un piccolo parcheggio. Da qui ha inizio il sentiero escursionistico che sale in direzione del rifugio, seguendo una mulattiera ben segnalata e lastricata, un tempo utilizzata dai pastori e dai contadini della zona. Il percorso si snoda all'interno di un fitto bosco di conifere e latifoglie, con pendenze moderate e numerosi tratti panoramici che si affacciano sulla sottostante Valle Vigezzo. Dopo circa **1 ora e 30 minuti di cammino**, si raggiunge il **Rifugio Al Cedo** a quota 1.233 metri, situato in una radura soleggiata circondata da abeti e larici, ideale per una sosta rilassante o come punto di partenza per escursioni più impegnative. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/RifugioAlCedo_1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/RifugioAlCedo_1.webp)Rifugio Al CedoIl **secondo itinerario parte dalla località Patqueso**, situata più a ovest rispetto a Craveggia, lungo la strada che sale da Santa Maria Maggiore. Anche qui si trova un piccolo parcheggio dove è possibile lasciare l’auto. Da Patqueso si imbocca un sentiero che si inoltra subito nel bosco, salendo dolcemente attraverso una zona di grande valore naturalistico. Il percorso è leggermente più breve rispetto a quello da Craveggia, con un tempo medio di salita di circa **1 ora**, ma altrettanto suggestivo: si attraversano ruscelli, ponticelli in legno e tratti ombrosi immersi nel verde, fino a congiungersi con la mulattiera proveniente da Craveggia, poco prima dell’arrivo al rifugio. **Entrambi i percorsi** sono ben segnalati, di difficoltà escursionistica (E) e adatti a escursionisti di ogni livello, comprese famiglie con bambini abituati a camminare. Il **dislivello complessivo** è di circa **300 metri**, con tratti in lieve salita mai troppo faticosi. Il periodo consigliato per l’escursione va dalla tarda primavera all’autunno, quando i sentieri sono liberi dalla neve e si possono ammirare i colori intensi dei boschi. **GUARDA IL VIDEO** **ESCURSIONI** Trottano per l'Alpe Fornale | Bocchetta di Vald | Laghetti del Geccio **ASCENSIONI** Pizzo Ragno | Monte Togano [Vedi tutti i rifugi di Valle Vigezzo »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Alpi Lepontine, Ossola Sud, Trekking in Piemonte, Valle d'Ossola --- ### [Rifugio Bar Bianco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bar-bianco/) **Published:** Settembre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 1506 m. ed è situato alla base dell’Alpe Culino, su di un dosso prativo, dominato dalla Cima Rosetta. Il rifugio Bar Bianco è base di partenza per svariate escursioni. E’ presente un’area giochi per i piccini ed offre la cucina casalinga con piatti tipici della Valtellina.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso: Orobie Valtellinesi (Italia) Valle: [ Val Gerola](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bar-bianco/) Località di partenza:** Alpe Culino **Quota di partenza:** 1506 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l’anno **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** Daniela Garofali **Tel.** +39 347 4188104 | +39 335 8249812 ##### **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Per raggiungerlo imbocchiamo a Morbegno la statale 405 della **Val Gerola**; arrivati a Rasura, dopo 8 km di salita, prendiamo un tornante sulla destra alla fine dell’abitato che ci immette in Via Costa e, proseguendo in una ripida salita, oltrepassiamo le abitazioni del paese. Le case lasciano poi il posto agli alberi del bosco e troviamo, poco dopo, un bivio, dove dobbiamo voltare a sinistra (cartello indicatore: Alpe Culino km 6 Larice Corte Tagliata). Dopo alcuni tornanti (quota 950 circa), sulla destra parte un primo sentiero per il rifugio. Un cartello indicatore indica un tempo di ore 1.30 (scarse possibilità di parcheggio). Proseguendo, dopo altri 3 km circa incontriamo una deviazione sulla destra (che non prendiamo: continuiamo diritti), che, scendendo, porta alle località “Tagliate” e “Corte”. Oltrepassiamo poi le località di Larice Bassa e Larice Alta, dopo la quale, verso quota 1300, nei pressi di un tornante, la carrozzabile diviene sterrata fino al rifugio. In questo punto parte un secondo sentiero che sale tra gli alberi, offrendo sulla sinistra di un bel panorama sulla sottostante vallata, e prosegue fino a riunirsi alla carrozzabile al penultimo tornante prima del rifugio. Un cartello indicatore segnala, con un po’ di ottimismo, un tempo di percorrenza di 20 minuti. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Rifugio_BarBianco_inlontananza-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Rifugio_BarBianco_inlontananza.webp)Il rifugio Bar Bianco visto in lontananzaLa sterrata, invece, come dicevamo, prosegue per circa 1 km con alcuni tornanti che portano fino alla spianata davanti al Bar Bianco, dove è possibile lasciare l’automobile nel comodo parcheggio. Il tutto non ha comportato nessuna fatica, avendo l’automobile fatto il viaggio per noi lungo circa 18 km; solo qualcuno avrà optato per la breve camminata, sfruttando i sentieri. Ricordiamo però che durante l’inverno, essendo il percorso per buona parte in ombra, raramente la neve ci consente di arrivare con l’auto oltre l’abitato di Rasura o, nella migliore delle ipotesi, qualche tornante più avanti. Ricordiamo, infine, che al Bar Bianco arriva la seconda tappa e dal Bar Bianco parte la terza tappa del sentiero Andrea Paniga. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alpi_orobie_valtellinesi/rifugio_bar_bianco_valgerola/rifugio_bar_bianco_valgerola.html) – Autore: R. Moiola* **ESCURSIONI** Percorso ornitologico | Baita del Prato | Baita Vèn | Lago Culino | Cima della Rosetta [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Orobie, Orobie Valtellinesi, Val Gerola, Valli del Bitto --- ### [Rifugio Trona Soliva](https://www.montagnenostre.net/rifugio-trona-soliva/) **Published:** Luglio 21, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **E’ situato a 1907 m. all’interno del Parco delle Orobie Valtellinesi ed è un punto panoramico per ammirare le varie fasce della flora in base all’altitudine. La Val Gerola è una zona di produzione del formaggio Bitto Storico, vicino al Rifugio Trona si possono ancora ammirare i Calècc, ancora in uso dai pastori.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Orobie (Italia) **Valle:** [ Val Gerola – Valle della Pietra](http://www.montagnenostre.net/rifugio-trona-soliva/) **Località di partenza:** Laveggiolo **Quota di partenza:** 1571 m | **Dislivello:** 440 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 1 maggio al 28 ottobre 2012 sabato e domenica, dal 10 giugno **Posti letto:** 30 posti **Gestione:** Elisa Montani **Tel.** +39 340 3433090 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 16/09/2018, 10:22 Duration: 06:42:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1100 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1099 m Distance: 9.71 km Al **rifugio Trona Soliva**, ex Casera di Trona, si accede attraverso ben quattro vie. La più breve è quella che parte da **Laveggiolo** (m. 1471), frazione di Gerola. Questo pittoresco paesino si raggiunge tramite la Statale 405 della **Val Gerola**, che si imbocca nei pressi della contrada S. Rocco a Morbegno. Giunti a Gerola, nei pressi del cimitero, oltre il paese, prendiamo sulla destra la strada, asfaltata fino ad un chilometro prima di Laveggiolo, e poi diviene sterrata, ma comunque ben transitabile. Parcheggiamo l'auto e mettiamoci in cammino. La pendenza è lieve. Giungiamo ben presto ad un bivio. Una scritta ci indica che possiamo proseguire diritti con la sterrata, impiegando ore 1.30 per arrivare al rifugio, oppure possiamo deviare a sinistra e imboccare un sentiero che ci farà risparmiare 15 minuti. La sterrata prosegue, sempre in lieve salita addentrandosi nella val Vadrano, dove si supera un torrente su alcune assi di legno, per poi uscirne sull'altro versante, disegnando una V rovesciata. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/VedutaPanoramica-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/VedutaPanoramica.webp)Veduta panoramica scattata durante una sosta lungo il percorsoIl sentiero, invece, alternando tratti in piano ad altri con lieve dislivello, scende ad attraversare il torrente di val Vedrano in un punto più basso, dove troviamo una piccola area da picnic. Superato il corso d'acqua su di un ponticello di legno, si sale ripidamente fino ad immettersi sull'altro percorso. Proseguiamo ora fino a trovare un cartello che segnala una mulattiera che si stacca dalla strada sulla sinistra e sale attraverso un bosco di larici. Superato questo deciso strappo, si esce dal bosco nei pressi di un tavolo con panche che invita ad una breve sosta e si prosegue a mezza costa. Sul versante opposto si possono vedere le due dighe che chiudono a valle i **laghi di Pescegallo e di Trona**. Si passa sotto un traliccio dell'alta tensione e si incontra il sentiero che sale ripido da Gerola. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/rifugio_Trona_Soliva_estate-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/rifugio_Trona_Soliva_estate.webp)Rifugio Trona Soliva nella stagione estivaPoi raggiungiamo un torrente e, dopo averlo seguito per pochi metri, lo superiamo, giungendo in breve alla meta. La seconda via comincia subito oltre **Gerola Alta** (m.1053), dove, nei pressi della centrale idroelettrica, si abbandona l'auto e ci si incammina lungo la mulattiera che percorre la Valle della Pietra. Il percorso sale dapprima gradualmente, poi in modo più deciso. Ignorata la deviazione per il Lago artificiale di Trona, proseguiamo diritti su terreno ripido per giungere alla nostra meta in un totale di 2 ore e 15 minuti. Il rifugio può essere raggiunto anche da **Pescegallo** (m.1454), frazione di Gerola, in 2 ore 30, o da Premana, in Valsassina, in 4 ore 15 minuti. E' degno di nota che Andrea Savonitto, gestore del rifugio e Guida Alpina, ha attrezzato negli ultimi anni in zona delle vie d'arrampicata. Teniamo presente, per concludere, che qui si incrociano due importanti sentieri. Al rifugio arriva, infatti, la terza tappa e dal rifugio parte la quarta tappa del **Sentiero Andrea Paniga**; al rifugio, poi, arriva la seconda tappa e dal rifugio parte la terza tappa della **Via del Bitto**. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alpi_orobie_valtellinesi/rifugio_trona_soliva_valgerola/rifugio_trona_soliva_valgerola.html) - Autore: R. Moiola* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/Rifugio_Trona_Soliva_inverno-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/Rifugio_Trona_Soliva_inverno-1.webp)Rifugio Trona Soliva nella stagione invernale **ESCURSIONI** Diga di Trona | Lago di Zancone **ASCENSIONI** Pizzo Tre Signori | Pizzo Melasc [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Orobie Valtellinesi, Val Gerola, Valli del Bitto --- ### [Islanda: terra delle meraviglie geologiche](https://www.montagnenostre.net/islanda-terra-delle-meraviglie-geologiche/) **Published:** Novembre 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Il video di Doug Urquhart è stato girato in Islanda con sua moglie, per un periodo di due settimane di relax e di esplorazione, in occasione del suo terzo anniversario di matrimonio. L’autore ha documentato parti del suo viaggio con la fotografia time-lapse, nel tentativo di condividere le sue esperienze con gli altri. Inoltre sappiate che l’Islanda è una terra di molte meraviglie geologiche e atmosferiche estremamente imprevedibili ed in continua evoluzione. Questo video mostra una serie di immagini che davvero non rendono giustizia, ma almeno offrono un breve scorcio nel paesaggio selvaggio e piscine geotermiche d’Islanda. Cosa aspettate? Non esitate a guardare il video e condividetelo con i vostri amici! **ICELANDIA – Time-lapse Visuals from 64° North from The Upthink Lab on Vimeo.*** Fonte: Vimeo.com – Pubblicato da The Upthink Lab **VEDI ANCHE:** [Arctic Motion di Tor Even Mathisen](https://www.montagnenostre.net/arctic-motion-di-tor-even-mathisen/) [Il puro nord-ovest del Pacifico](https://www.montagnenostre.net/il-puro-nord-ovest-del-pacifico/) [](http://www.montagnenostre.net/patagonia-la-fine-del-mondo/)[Afterglow – Special Tour Edit](https://www.montagnenostre.net/afterglow-special-tour-edit/) **Categorie:** Video **Tag:** Islanda, timelapse, Video Montagna --- ### [Rifugio Alpe Lago](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-lago/) **Published:** Settembre 27, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **E’ ubicato in località Alpe Lago (1500 m.), nel Comune di Albaredo per S. Marco. E’ immerso in un paesaggio unico ed incontaminato, protetto da un ambiente incantevole e suggestivo dove il contatto con la natura è la quotidianità.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso: Alpi Orobiche (Italia) Valle: [ Valle del Bitto di Albaredo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-lago/) Località di partenza:** Albaredo per S. Marco e strada per il Passo San Marco. **Quota di partenza:** 898 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** dal 1 Aprile al 31 Ottobre e per il resto dell’anno nei giorni festivi **Posti letto:** 26 posti **Gestione:** Michelangelo Mazzoni **Tel.** +39 0342 1890233 | **Tel. prenotazione** +39 338 5699172 ##### **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio Alpe Lago può essere comodamente raggiunto in auto seguendo la strada che da Morbegno conduce al Passo San Marco (27 Km). Si parte dalla piazza dell’ospedale di Morbegno, salendo verso la Valle del Bitto di Albaredo, che prende il nome dal torrente che vi scorre, fino ad immettersi nel fiume Adda. Raggiunto Albaredo (ultimo centro abitato della valle), si prosegue ancora per circa altrettanti chilometri, fino a giungere nella Valle di Lago ed incontrare i cartelli che ci indicano la presenza del rifugio (a 19 km dal fondovalle). Questo sorge sulla sinistra, pochi metri sopra la strada e vi si accede percorrendo un breve tratto su sterrato. Nei pressi del rifugio vi è anche una casera, ove è possibile acquistare prodotti genuini tipici locali quali la ricotta o il famoso e gustosissimo formaggio Bitto. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alpi_orobie_valtellinesi/bivacco_legui_valle_di_albaredo/bivacco_legui_valle_di_albaredo.html) – Autore: R. Moiola* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Rifugio_Alpe_Lago_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Rifugio_Alpe_Lago_2.webp)Rifugio Alpe Lago ed la vista panoramica[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Rifugio_Alpe_Lago_3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Rifugio_Alpe_Lago_3.webp)Rifugio Alpe Lago visto in lontananza[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Rifugio_Alpe_Lago_Inverno-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Rifugio_Alpe_Lago_Inverno.webp)Rifugio Alpe Lago nella stagione invernale **TRAVERSATE** [Bivacco Legui](http://www.montagnenostre.net/bivacco-legui/) | Alpe Piazza [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Alpi Orobiche, Bitto, Orobie Valtellinesi, Valli del Bitto --- ### [Rifugio Casina di Piana](https://www.montagnenostre.net/rifugio-casina-di-piana/) **Published:** Agosto 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Rifugio Casina di Piana è situato a quota 1883 m. all’imbocco della Val Piana, in Val Grosina occidentale, immersa nelle Alpi Retiche occidentali in direzione della Val Poschiavo. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Svizzera) **Valle:** [Val Grosina](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Località di partenza:** Val Grosina **Quota di partenza:** 1500 m | **Dislivello:** 380 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** da giugno ad agosto; nelle altre stagioni è aperto un locale/ric. **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Comune di Grosotto **Tel.** +39 0342 887107 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** L’**Alpe di Piana**, prima laterale meridionale della Val di Dosa (o Val Grosina Occidentale) è l’alpeggio più importante nel territorio del comune di Grosotto. Solitaria e discreta, è presidiata da una struttura, di proprietà del comune di Grosotto, la **Casina di Piana**, che funge d’estate da rifugio, nelle rimanenti stagioni da ricovero d’emergenza o di punto di appoggio per chi voglia effettuare lunghe traversate fra questi monti poco battuti, ma non privi di un fascino che li rende meritevoli di una visita non distratta. Al rifugio giunge una carrareccia, per cui si può salirvi utilizzando un fuoristrada, ma è consigliabile salire a piedi, con un paio di ore di cammino, gustando scenari e panorami che ripagano ampiamente della fatica, oppure sfruttare l’occasione per una bella pedalata in mountain-bike, su un percorso reso ostico, nella seconda parte, dalla serrata alternanza di tratti in piano e di strappi severi, ma sicuramente fra i più interessanti sul versante retico valtellinese. Vediamo come effettuare la salita a piedi nel territorio del comune di Grosotto. Lasciamo, con l’automobile, la ss. 38 allo svincolo per Grosio e Grosotto (sulla destra, per chi da Tirano sale verso Bormio). Percorso il rettilineo che porta in prossimità della centrale di Grosio, prendiamo a sinistra, in direzione di Grosotto (m. 618), ed oltrepassiamo il celebre santuario della Beata Vergine delle Grazie, raggiungendo la chiesa parrocchiale di S. Eusebio. Qui pieghiamo a destra, salendo alla parte alta del paese, dove parte la strada che, tagliando il fianco occidentale della bassa Val Grosina, si addentra nel suo ramo occidentale (indicazioni per S. Sebastiano). Salendo per questa strada, dopo pochi tornanti passiamo a sinistra della bella chiesa di S. Sebastiano (San Bastièn, m. 764), già citata dal vescovo di Como Feliciano Ninguarda nella sua relazione sulla visita pastorale del 1589 in terra di Valtellina. Una breve sosta ci consente di visitare l’ossario che si trova sulla parte posteriore della chiesa. Leggiamo, sulla sua facciata, “Jacemus hic peste conflicti”, cioè “Giaciamo qui abbattuti dalla peste”, con riferimento alla terribile epidemia che, scatenata dal passaggio dei Lanzichenecchi nel contesto della Guerra dei Trent’Anni, fra il 1630 ed il 1632 ridusse a meno della metà la popolazione di Valtellina e Valchiavenna. Proseguendo, lasciamo sulla nostra sinistra la deviazione per i maggenghi di Piaz e Fop e, poco oltre Vedeggio (Vedècc), raggiungiamo, ad una quota approssimativa di 1000 metri, la soglia occidentale della Val Grosina. La strada passa, qui, dall’andamento nord a quello nord-ovest e, superato il solco delle valli minori de Marmolòos e de Artegiòn, raggiunge lo slargo al quale, ad una quota di circa 1180 metri, ci conviene lasciare l’automobile: da qui in poi, infatti, la carreggiata si restringe sensibilmente e gli slarghi sono in numero ridotto, il che rende problematici eventuali incroci con altri autoveicoli (un cartello avverte che la successiva carreggiata ha una larghezza di 2 metri e 20, e propone strappi con una pendenza del 20%). Dopo il primo di questi strappi raggiungiamo, quindi, a piedi gli splendidi prati sui quali riposano le baite del maggengo di Supiani (I Supièni, m. 1222), sorvegliate dalla chiesetta di S. Maria di Lourdes, edificata nel 1896. Prati splendidi per la pace dei luoghi ed il suggestivo panorama sul solco principale della Val Grosina, che mostra il grande sbarramento artificiale e, sul fondo, il Sasso Maurigno. Chi fosse salito fin qui in mountain-bike da Grosotto, calcoli che ha percorso circa 12 km. La strada inverte, qui, il suo andamento, e, per un buon tratto, caratterizzato da alcuni saliscendi, punta a sud, supera la località di Resteles (m. 1200) e raggiunge i prati di Menarolo (Menaròl, m. 1270); qui piega di nuovo a destra e propone alcuni tornanti in direzione ovest, prima di riprendere l’andamento nord, raggiungendo i prati delle località Arèc (m. 1475) e Val Deserta (m. 1490, a 14,7 km da Grosotto). Qui termina il fondo asfaltato, e la carrozzabile alterna tratti sterrati a tratti in cemento. Procediamo in parte nella fresca ombra di splendide abetaie, in parte nel luminoso scenario di prati e baite ben curate: innanzitutto i prati della località Dovere Basse (Doèri Basi, m. 1525), poi quelli di Dovere Alte (Doèri Alti, m. 1630, a 17 km da Grosotto). Questi alpeggi non mancano, nei finesettimana, della presenza discreta dei Grosottini che salgono fin qui per disintossicare mente e corpo, ed offrono un ottimo colpo d’occhio sul fianco orientale della Val Grosina: si distinguono, da sinistra, il Sasso Maurigno (m. 3062), l’affilata Cima Rossa (m. 3095) ed il monte Storile (m. 2471), che presidia il fianco sud-orientale della valle. Si scorgono anche, più a destra, sul versante orientale del fondovalle valtellinese, la cima ed il passo di Valradega. La pista piega poi gradualmente a sinistra, assumendo l’andamento verso ovest, attraversando i prati del Dosso della Croce (Doss de la Cròos), dal quale si comincia a vedere il fianco settentrionale della Val Grosina Occidentale, dominato dal centrale Sasso Campana (m. 2913), con a destra il monte Alpisella (m. 2756) ed a sinistra il Sasso Farinaccio (m. 2780). Segue uno strappo severo ed una svolta a sinistra, prima che la pista conduca al ponticello in legno che scavalca la Val Mozzana (Val di Carèti), portandoci, poi, all’alpeggio delle Carette (I Caréti, m. 1775). La pista propone altri strappi, e viene raggiunta, sulla sinistra, da una pista minore. Un cartello ci informa che si tratta del Sentiero Italia (alcuni successivi segnavia bianco-rossi e rosso-bianco-rossi ce lo confermano), che giunge fin qui dall’alpe Salina (dove, a due ore di cammino dal punto in cui siamo, si trova l’omonimo **bivacco Salina**, che, a sua volta, dista tre ore di cammino dal **[rifugio Schiazzera](https://www.montagnenostre.net/rifugio-schiazzera/)**); un secondo cartello dà la nostra meta, cioè l’alpe Piana, a 35 minuti. La pista comincia, poi, a piegare a sinistra, tagliando il fianco orientale della Valle di Piana. A monte ed a valle, uno splendido bosco di larici, con rododendri e mirtilli. Poi il bosco si dirada e scorgiamo, davanti a noi, un primo assaggio della valle, il cono regolare del monte Sussumero (Sasumèer, m. 2840). Compare, quindi, il solco della media valle, e sul lato opposto possiamo già distinguere le due baite attigue che costituiscono il complesso del rifugio. Sul fondo della valle appaiono le cime di Schiazzera (orientale, 2800 m., centrale, 2813 m., ed occidentale, 2818 m.). I versanti della valle si mostrano segnati dalle numerose slavine che d’inverno imperversano fra queste montagne. Dopo una breve discesa, scavalchiamo, su un ponte in legno, il Rio di Valle Piana (Valon de Pièna) e, dopo un breve tratto in salita, siamo alle due baite del rifugio, a 1883 metri di quota ed a 19 km da Grosotto: siamo in cammino da un paio d’ore ed abbiamo superato un dislivello in salita di circa 700 metri. Se siamo saliti da Grosotto in mountain bike, però, il dislivello sale a 1270 metri. La prima, sempre aperta, funge da ricovero d’emergenza, con un caminetto, un tavolo e due panche. La seconda ospita dodici posti letto in brandine. Una serie di cartelli ci informa che questo è un crocevia, dove il **Sentiero Italia**, che procede tagliando il fianco meridionale della Val Grosina Occidentale, si incontra con quello che si addentra nella valle. Il primo (contrassegnato con il numero 201) porta all’alpe Guinzana in un’ora e 35 minuti, al Grasso di Pedruna in 2 ore e 5 minuti ed, infine, a **Malghera** (**[dove si trova il rifugio omonimo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-malghera/)**) in 2 ore e 50 minuti; il secondo, contrassegnato dal numero 249, porta, in direzione dell’interno della valle, a Piatteda, in 50 minuti, ed al passo di Valuia in 2 ore e 30 minuti, mentre percorso nella direzione opposta (nella quale coincide, per un tratto, con il Sentiero Italia) conduce a Presacce (Presàsci, sul fondovalle della media Val Grosina Occidentale) in un’ora. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_CasinadiPiana-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_CasinadiPiana.webp)Rifugio Casina di PianaPer chi percorre il Sentiero Italia (n. 201) in direzione opposta alla nostra, infine, le indicazioni sono le seguenti: **Carette** è data a 25 minuti, l’alpe Salina a 2 ore e 30 minuti e Schiazzera a 5 ore e 20 minuti. Vediamo, per completezza, come si può raggiungere il **rifugio Casina di Piana** sfruttando la carrozzabile della Val Grosina Occidentale, e quindi partendo da Grosio. In questo caso si imbocca la strada per la Val Grosina, oltrepassando Ravoledo e S. Giacomo e raggiungendo Fusino (m. 1203), dove si lascia la strada principale e si devia a sinistra, scendendo allo sbarramento artificiale sul torrente Roasco e passando sul fianco settentrionale della Val Grosina Occidentale, dove una stradina asfaltata inizia una lunga traversata che termina a Malghera. Superata la località Dossa, prima della frana, troviamo un piccolo parcheggio, al quale possiamo lasciare l’automobile, scendendo, poi, sulla sinistra, al ponte che attraversa il Roasco occidentale. Saliamo, quindi, sul versante opposto, alle baite di Presacce (m. 1433), seguendo il tratturo sulla sinistra che porta alle baite di quota 1486, per poi entrare nel bosco e risalire il fianco occidentale della Valle di Piana, congiungendosi con il Sentiero Italia e conducendo al rifugio. In questo caso il dislivello da affrontare è minore (m. 460), ed il tempo di percorrenza scende a circa un’ora e 20 minuti di cammino; si tenga, però, presente che questo itinerario ha un valore panoramico nettamente inferiore rispetto al primo proposto. All’alpe Piana possiamo riposare, rievocando una nota leggenda legata a questi luoghi, quella del drago dell’Alpe Piana. Un tempo quest’alpe era ricca di armenti e pastori. La sua condizione florida e felice venne, però, compromessa dall’apparizione, improvvisa e terribile, di un dragone mostruoso, come non se n’era mai visto uno fra le montagne della Valtellina: aveva tre teste, dalle quali sputava fiamme. Venne, non si sa da dove, ed i pastori fuggirono tutti, terrorizzati, lasciando che facesse a pezzi le mandrie. L’alpe divenne, quindi, un luogo deserto, nel quale nessuno osava più avventurarsi. Tennero consiglio, dunque, gli abitanti di Grosso e Grosotto, vincendo la fiera rivalità che li divideva, ma non riuscirono ad accordarsi. Poi, finalmente, si raccolsero, a fatica, le risorse per pagare un esercito da scagliare contro il drago, ma fra la schiera di armati, durante la marcia, non si sa bene come e perché, scoppiarono liti e risse, ed i valorosi guerrieri si dispersero, portandosi via il compenso già intascato. Venne, quindi, anche lui da un luogo ignoto, un giovane biondo, bello, forte e coraggioso, che, conosciuto il flagello dell’alpe Piana, si offrì di sconfiggere il mostro. Anche a lui Grosini e Grosottini versarono oro e gioielli, convinti che quel cavaliere così fiero e nobile d’aspetto avrebbe portato a compimento l’impresa. Invece sparì pure lui, e con lui oro e gioielli. La gente cominciò a sospettare della faccenda: don Lucio propose di non pagare più alcun cialtrone, ma di ingrassare un toro possente, per scagliarlo poi contro il drago. Così fecero, ed il toro, che aveva raggiunto una mole enorme, venne portato all’imbocco della valle, perché sconfiggesse quell’essere mostruoso. Ma, invece di scagliarsi contro di lui, il toro gli si rivolse con queste parole: Io sono una bestia come te, e mi mandano a morire: non uccidere me, ma prenditela con quelli che si sono arricchiti approfittando della tua presenza. Non si sa come, né perché, ma la storia finì così: il toro tornò indietro illeso, il drago sparì, così come era venuto, all’improvviso e senza lasciar tracce, e di lui rimase solo il ricordo che venne tramandano dai pastori che ripopolarono l’alpe. Bella storia, piena di contenuti istruttivi. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_casina_di_piana_val_grosina/rifugio_casina_di_piana_val_grosina.html) | Autore: M. Dei Cas* [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpe Piana, Alpi Retiche, Svizzera, Val Grosina --- ### [Rifugio non custodito Redasco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-redasco/) **Published:** Agosto 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Il **Rifugio non custodito Redasco** è una struttura alpina situata a **1.976 m** di altitudine, nell’omonimo alpeggio, sul versante sinistro orografico della **Val Grosina**, nel comune di **Sondalo**, in provincia di Sondrio. Il Rifugio Redasco è una meta ideale per escursionisti che cercano tranquillità e panorami mozzafiato. La struttura offre un punto di partenza per diverse escursioni, tra cui l’ascensione al Monte Storile e al Passo della Forcola. La gestione non custodita richiede una pianificazione accurata, ma garantisce un’esperienza autentica in alta montagna. **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Svizzera) **Valle: [Val Grosina (Val Viola)](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) Località di partenza:** Rifugio Eita **Quota di partenza:** 1703 m | **Dislivello:** 270 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Il rifugio è in fase di ristrutturazione e messa in regola **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Sondalo **Tel.** +39 0342 801816 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 01/06/2012, 00:13 Duration: 11:10:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1461 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1461 m Distance: 21.31 km **Dalla Val Grosina:** raggiunto il Pont del Fulìn (m.1255), poco oltre Fusino, si prende la mulattiera che si snoda sulla sponda sinistra idrografica e la si segue sino alla località Piata Zora (Piatta di Sopra, m.1548). Da qui, prendendo il sentiero di destra, si raggiungono i Baiti di Ros (Baite dei Rossi, m.1878) dai quali, volgendo a Sud-Est per circa un chilometro, e risaliti leggermente, si perviene all’**Alpe di Redàsch**, dove si trova l’omonimo Rifugio. Ore 2; dislivello 720 metri. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Redasco-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Redasco.webp)Rifugio non custodito Redasco**Da Sondalo:** raggiunto l’abitato di Sommacologna (m.1033) si risalgono, su sentiero, le pendici meridionali del M. Fo in direzione del Pas de la Forcula. Superate le Baite de Résnéna e di Fo il sentiero, a tratti ripido, conduce al Passo sopracitato (m.2208). Da qui, dopo breve discesa in Val Andégon, la traccia contorna, in quota, il versante occidentale del M. Fo e , dopo circa un chilometro e mezzo, raggiunge l’Alpeggio di Redàsch (m.1976). Ore 4 – 4.30; dislivello 1200 metri. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/CappelladiRedasco-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/CappelladiRedasco.webp)Cappella dell'Alpe RedascoIl Rifugio rappresenta una felice ristrutturazione (esempio da seguire) di una tipica baita di montagna adiacente all’omonimo alpeggio, di proprietà del Comune di Sondalo, a breve distanza dal torrentello che scende dalla Val dei Puntésèl. Questa vasta alpe ricca di circa tre km quadrati di pascoli, è sita sul fianco sinistro del ramo di Eita della Val Grosina, di cui idrograficamente fa parte, e fu oggetto nei secoli passati di una contrastata diatriba che iniziò nel 1339, quando per la prima volta si tentò di fissare i confini tra i Comuni di Sondalo e Grosio i quali, entrambi, probabilmente vi monticavano da sempre. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_redasco_val_grosina/rifugio_redasco_val_grosina.html) | Autore: G. Meneghello* **TRAVERSATE** Passo della Forcola (2208 m), Passo del Gatto (2590 m) **ALPINISMO** Monte Storile (2471 m) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Svizzera, Val Grosina, Val Quintena, Val Viola --- ### [Rifugio Malghera](https://www.montagnenostre.net/rifugio-malghera/) **Published:** Agosto 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Malghera prende il nome dal nucleo rurale omonimo ed è situato a 1964 msl in Val Grosina occidentale in comune di Grosio (Sondrio), Valtellina.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Svizzera) **Valle: [Val Grosina (Val Viola)](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) Località di partenza:** Fusino (m 1203) | raggiungibile in auto **Quota di partenza:** 1203 m – 0 m **Dislivello:** 750 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** tutti i giorni da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 90 posti **Gestione:** Fabbricerìa di Val di Sacco **Tel.** +39 333 9258966 | +39 340 7076159 **Itinerario Sintetico:** 1. Fusino (m 1203) | 2. Dosè (m 1360) | 3. Campo Pedruna (m 1703) | 4. Rifugio Malghera (m 1937) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Fusìn (m 1203), in Val Grosina, su carrareccia chiusa al traffico non autorizzato, si percorre la lunga Val de Dòsa (ramo occidentale della Val Grosina). Quasi alla sua testata, dove questa si pone in direzione NE-SO ricevendo la Val de Sach, si trova il nucleo rurale alpino di Malghèra, abitato nel periodo estivo. Dislivello 750 metri; Tempo: ore 2.30 – 3.00 **UN PO’ DI STORIA** Posto proprio allo sbocco della Val de Sach, l’aperto luogo ove sorge il nucleo rurale di Malghèra è immerso in un ambiente alpino veramente bello e riposante. Ma giungendo a Malghèra, tra le forti emozioni provocate dalle numerose e cristalline cascate che il Ruàsch de Val de Sach forma con fragore sul suo cammino, l’attenzione è carpita da una cosa sola: il grande Santuario della Madonna della Misericordia. Esso spicca su tutto e pare incredibile, ed è comunque raro, trovare un’opera d’arte dell’uomo inserita in modo così armonioso in mezzo a tante opere d’arte della natura, offerte dalle caratteristiche ambientali e paesaggistiche di questo angolo alpino. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Malghera-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Malghera.webp)Rifugio MalgheraAl suo fianco si stacca una massiccia torre campanaria, risalente al 1910. Il grande Ricovero Alpino nelle adiacenze della Chiesa appartiene alla Fabbricerìa di Val di Sacco. La Casa di Malghèra, dapprima piccola e modesta fu demolita nel 1897 ed immediatamente riedificata e notevolmente ampliata, misurando metri 12 x 8 a due piani, e quindi con una notevole capacità ricettiva oltre che con ottimo comfort. Assieme alla casa d’Eita ed alla Capanna Dosdè costituiva un indispensabile punto d’appoggio ai tempi dell’alpinismo pionieristico, nel quale gli alpinisti-esploratori vi soggiornavano anche per più settimane. Nel Ricovero di Malghèra vi era sempre un piccolo deposito di generi alimentari di prima necessità, che era “gestito” dagli stessi visitatori, occasionali o meno, con una coscienza ed una correttezza oggi purtroppo impensabili. (…) A ferragosto si tiene una festa popolare. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_malghera_val_grosina/rifugio_malghera_val_grosina.html) | Autore: Peretti G. – Alpinia Editrice* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Santuario-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Santuario.webp)Santuario della Madonna della Misericordia**ELEMENTI DI INTERESSE** Val Grosina Occidentale | Val di Sacco | Lago di Malghera **ESCURSIONI** Casera di Sacco | [Rifugio Eita](http://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-eita/) | [Rifugio Schiazzera](http://www.montagnenostre.net/rifugio-schiazzera/) | Lago di Malghera | Passo Malghera | [Rifugio Saoseo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-saoseo/) | Rifugio San Romerio e Poschiavo (CH) **ALPINISMO** Sasso Farinaccio | Pizzo Sassalbo | Vetta Sperella | Pizzo di Teo | Corno del Lago Negro | Pizzo Matto | Sasso Campana [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Svizzera, Val de Sach, Val Grosina, Val Viola --- ### [Rifugio Federico in Dosdè](https://www.montagnenostre.net/rifugio-federico-in-dosde/) **Published:** Agosto 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge poco oltre l’Alpe Dosdè all’imbocco della Val Cantone di Dosdè a quota di 2133 m.s.l.m. Il nuovo rifugio, aperto al pubblico dall’inizio della corrente stagione estiva, è stato ricavato sul sedime di alcuni resti di una vecchia baita diroccata.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Svizzera) **Valle:[Val Grosina (Val Viola)](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) Località di partenza:** Arnoga | Parcheggio Val Viola **Quota di partenza:** 1880 m – 2070 m | **Dislivello:** 280 m – 80 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da Giugno a Settembre e da Dicembre ad Aprile. **Posti letto:** 30 posti **Gestione:** Adriano Greco – Guida Alpina **Tel.** +39 340 4680054 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 307 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 49 m Distance: 6.25 km Il rifugio Federico, in passato conosciuto anche come rifugio CAI Bormio, dal 2005 ha ricominciato a splendere nel bel mezzo dell’incantevole alpeggio della val Cantone di Dosdè, ottimamente gestito da Adriano Greco e famiglia. Punto di partenza per questa escursione è l’abitato di Arnoga (metri 1850 circa), raggiungibile lungo la Strada Statale 301 che sale verso il Passo del Foscagno e che di lì conduce poi a Livigno. Nei pressi dell’ampio tornante di Arnoga, ove vi è anche un ristorante, incontriamo la deviazione per la Val Viola Bormina e la seguiamo, prestando attenzione ad imboccare la strada che corre pianeggiante verso destra e non quella che, a sinistra, corre ben evidentemente in discesa (quest’ultima invece da imboccare per chi volesse percorrere a piedi l’intero itinerario, parcheggiando l’auto nel modesto parcheggio pochi metri oltre). Chi avesse deciso per la prima ipotesi potrà avvalersi dell’automobile per circa 5 km (nei mesi di luglio e agosto è necessario pagare un pass giornaliero di 3€ proprio all’imbocco della strada). La carrozzabile si addentra per un boschetto e in breve siamo al parcheggio in località Altumeira (m.2116). [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/rifugio-federico-in-dosde.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/rifugio-federico-in-dosde.webp)Rifugio Federico in DosdèLasciata l’auto, comincia l’escursione a piedi, sempre per l’ottima stradetta, adatta a tutti, che costeggia la riva sinistra orografica del torrente Bormida e sulla quale si affacciano alcune baite di montagna. Dopo circa 15 minuti di cammino, lasciamo la strada principale (che prosegue invece verso l’alta val Viola Bormina) e prendiamo a sinistra per una stradetta che scende verso in direzione della Val Cantone di Dosdè, passando per dolci collinette e prati fioriti. Il rifugio è già ben visibile sulla sinistra dell’ampio alpeggio che domina la val Cantone ma per raggiungerlo dobbiamo prima oltrepassare il torrente che scende dai laghetti della val Viola. Superiamo una casera adibita a produzione di formaggio e in pochi minuti siamo al rifugio (m. 2130). Abbiamo percorso circa 3 km dal parcheggio al rifugio, senza alcuna fatica, in circa tre quarti d’ora. Da qui si gode di uno splendido scenario e si respira pace e tranquillità. Dal rifugio è possibile salire verso la vedretta del Dosdè per visitare una grotta di ghiaccio molto particolare e affascinante. Sono inoltre disponibili nella zona alcuni monotiri e vie più lunghe per arrampicare. E’ un ottima meta anche per gli amanti della mountain-bike e dello scialpinismo. Maggiori informazioni presso il rifugio. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_federico_val_cantone_di_dosde/rifugio_federico_val_cantone_di_dosde.html) | Autore: R. Moiola* **TRAVERSATE** [Bivacco Capanna Dosdè](http://www.montagnenostre.net/bivacco-capanna-dosde/) | [Rifugio Malghera](http://www.montagnenostre.net/rifugio-malghera/) **ALPINISMO** Sasso di Conca (3150 m) | Cima di Lago Spalmo E (3291 m) | Cima di Lago Spalmo N (3356 m) | Cima Viola (3374 m) | Cima da Saoseo (3264 m) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Arnoga, val Cantone di Dosdè, Val Grosina, Val Viola --- ### [Rifugio Saoseo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-saoseo/) **Published:** Agosto 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Immerso nella natura incontaminata della Val di Campo, nel Cantone dei Grigioni, il Rifugio Saoseo** rappresenta una tappa imperdibile per escursionisti, amanti della montagna e fotografi alla ricerca di paesaggi mozzafiato. Situato a circa 1985 metri di altitudine, questo rifugio è il punto di partenza ideale per esplorare una delle valli più suggestive della Svizzera. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali – Valposchiavo (Svizzera) **Valle:** [Val Poschiavo](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Località di partenza:** Località Sfazù **Quota di partenza:** 1620 m | **Dislivello:** 365 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da febbraio ad aprile e da luglio a settembre **Posti letto:** 80 posti **Gestione:** Bruno Heis – CAS Sezione Bernina **Tel.** +41 081 8440766 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 26/09/2012, 16:59 Duration: 01:09:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) u002du002d ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) u002du002d Distance: 8.80 km Il rifugio si trova in Val di Campo, tributaria laterale della Val di Poschiavo, nel punto in cui si biforca nella Val Viola e nella Val Mera. La zona è ricca di splendidi laghetti alpini nelle verdi acque dei quali si specchiano le cime dei monti circostanti. Per raggiungerlo dobbiamo lasciare la Strada Statale 38 a Tirano, prendendo a sinistra in direzione dei valichi della Forcola e del Bernina. Poco dopo, a Campocologno, entriamo in Svizzera. Passiamo il lago di Poschiavo e risaliamo tutta la vallata fino a Sfazù (m. 1622 – 21 km. dopo Tirano) dove nei pressi di un ristorante troviamo sulla destra la sterrata per la Val di Campo. Poco più avanti sulla sinistra vi è un vasto parcheggio. Il traffico è vietato su questa sterrata; ad ogni modo i più pigri possono utilizzare il pulmino postale che fa servizio navetta dal Ristorante Sfazù fino ai due rifugi: Saoseo Lungacqua ed Alpe Campo. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_saoseo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_saoseo.webp)Rifugio SaoseoCi incamminiamo, dunque. Passiamo tra boschi, pascoli e gruppi di baite: sempre in leggera salita. Il percorso ampio e senza pericoli di sorta è adatto alle passeggiate delle famiglie con bambini; ne troviamo infatti diversi lungo il cammino. Volgendo lo sguardo alle nostre spalle possiamo ammirare, a tratti, il vasto e tormentato ghiacciaio del Palù e l’imponente presenza del Pizzo Scalino, mentre di fronte a noi, sulla destra ci accompagna una catena nella quale spiccano il Monte Saoseo (m.3265) e il Pizzo Dosdè (m.2934) con il suo inconfondibile corno che si staglia nel cielo. Lo vedremo più avanti quando saremo vicini al rifugio. Dobbiamo tenere sempre il percorso principale ignorando così tutte le deviazioni laterali e in un’ora e mezza arriviamo al rifugio Saoseo. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/svizzera_rifugio_saoseo_val_di_campo/svizzera_rifugio_saoseo_val_di_campo.html) | Autore: D. Discacciati* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Lago_Saoseo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Lago_Saoseo.webp)Lago di Saoseo**TRAVERSATE** [Bivacco Strambini Dullio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-strambini-duilio/) | [Rifugio Viola](http://www.montagnenostre.net/rifugio-viola/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Pizzo Scalino, Svizzera, Val Poschiavo, Val Viola --- ### [Rifugio Eita](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-eita/) **Published:** Agosto 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio è situato a 1703 m. in Val de S-cén (Val Grosina) su di un ripiano da cui si può ammirare tutta la vallata, nel nucleo abitativo omonimo nel quale spicca la chiesetta con il caratteristico campanile staccato.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Località di partenza:** Località Fusino **Quota di partenza:** 1203 m | **Dislivello:** 500 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** nei fine settimana estivi è generalmente aperto oppure previo richiesta telefonica. **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** Pini Gestore **Tel.** +39 338 2782447 | +39 393 0509959 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Località di partenza della nostra escursione è **Fusino** (m.1203), raggiungibile staccandosi verso nord dalla statale 36 dello Stelvio a Grosio. Poco oltre Fusino si prosegue e, con un’ora e mezza di cammino, si raggiunge la meta. Considerando che questa strada è chiusa ai mezzi di trasporto non autorizzati, tanto vale compiere l’intero percorso su un sentiero più panoramico che corre quasi parallelo ad est, impiegando solo poco tempo in più. A Fusino, parcheggiata l’auto presso il ponte sul torrente Roasco, ci teniamo a destra e prendiamo una stradina costruita dopo l’alluvione del 1987 fino ad incontrare la vecchia mulattiera. La seguiamo passando tra alcuni gruppi di malghe che si susseguono lungo il percorso che alterna tratti in piano ad altri in salita. Dopo **Piatta** (m. 1420), passata una strettoia ove sentiamo netta la voce del Roasco, arriviamo a **Pugnalto** (m. 1464) e infine a **Veradura** (m. 1469). Qui, al ponte, oltrepassato il torrente, ci riportiamo sulla strada di cui abbiamo detto all’inizio. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_eita_val_grosina/rifugio_eita_val_grosina.html) | Autore: D. Discacciati* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Eita-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Eita.webp)Rifugio Eita **ESCURSIONI** Laghetti di Tres | Lago Negro | Bivacco Strambini | Passo della Forcola | Monte Storile | Val Verva | Lago Calosso | Pizzo Dosdè **TRAVERSATE** [Rifugio Biancadino](http://www.montagnenostre.net/bivacco-biancadino/) | [Rifugio Falk](http://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-enrico-falck/) | [Rifugio Dosdè](http://www.montagnenostre.net/rifugio-federico-in-dosde/) | [Rifugio Redasco](http://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-redasco/) **ELEMENTI DI INTERESSE** Cascata del rio Verva | Panorama sulla val Grosina orientale [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Fusino, Val Grosina --- ### [Rifugio non custodito Cros de l’Alp](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-cros-de-lalp/) **Published:** Agosto 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Situato nel cuore delle Alpi a quota 2230 metri, il **Rifugio Cros de l’Alp** è una meta imperdibile per escursionisti, amanti della montagna e famiglie in cerca di un’esperienza autentica. Immerso in un paesaggio incontaminato, questo rifugio rappresenta un perfetto punto di partenza per numerose attività outdoor, tra cui trekking, mountain bike e ciaspolate invernali. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Località di partenza:** Prati di Campo (Chemp) **Quota di partenza:** 1800 m | **Dislivello:** 450 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 15 posti **Gestione:** Comune di Grosio **Tel.** +39 0342 847223 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Per presentare il rifugio, ci si può rifare alle parole che si leggono sulla targa posata sulla facciata d’ingresso il primo agosto 1982, anno dell’inugurazione: “Questo rifugio è sorto sui ruderi di un vecchio “bait”, grazie alla buona volontà ed alle robuste spalle di un gruppo di grosini aiutati dalle offerte dei privati cittadini, delle ditte e dell’amm. comunale di Grosio. Al senso civico e alla buona educazione di quanti ne fanno uso è affidata la manutenzione e la salvaguardia della natura”. Dunque, la storia del rifugio inizia da una lodevole iniziativa di persone che, innamorate della montagna, hanno voluto aggiungere una struttura preziosa come punti di appoggio per tutti coloro che vogliono cimentarsi nell’esplorazione di un angolo dell’Alta Valtellina fra i meno conosciuti, ma non certo fra i meno meritevoli di attenzione. Un’iniziativa, almeno apparentemente, singolare, in quanto le montagne di cui può far vanto il comune di Grosio, nella ridente ed amena Val Grosina, sono di una tale bellezza, si potrebbe pensare, da non suscitare il desiderio di conoscere anche questi remoti anfratti del versante opposto. Si tratta, infatti, del solitario versante montuoso che sta immedietamente a valle di quel segmento della lunga dorsale monte Padrio-monte Gavia (la dorsale che separa le provincie di Sondrio e Brescia), denominato crinale di Varàdega o Valràdega (“fil de Valràdega”), il facile crinale compreso fra la cima di Va(l)ràdega, a nord-est (m. 2634), ed il passo di Va(l)ràdega, a sud-ovest (m. 2272). Ma, quando si ama la montagna, nessuno dei suoi aspetti può lasciare indifferenti. Vediamo, allora, come raggiungere il rifugio. Raggiungiamo Grosio, staccandoci dalla ss. 38 all’ultimo svincolo utile, che ci porta al bivio per Grosotto o Grosio. Noi, però, non giungiamo fino al bivio, ma percorriamo un tratto del vecchio tracciato della ss. 38, che passa ad est di Grosio, fino a raggiungere il punto in cui la strada piega decisamente a destra (proseguendo diritti si raggiunge la frazione di Vernuga), imboccando un ponte sul fiume Adda. Circa seicento metri oltre il ponte, dopo aver oltrepassato la frazione Lago, troviamo una strada che si stacca sulla destra, con l’indicazione per Monno, Edolo e Passo del Mortirolo. Cominciamo, quindi, a percorrere la strada per il passo, che inizialmente, con una sede larga e comoda, sale all’ombra di un fitto bosco. Poi la strada passa accando ad alcuni maggenghi estremamente panoramici, dai quali si può godere di un ottimo colpo d’occhio sulla val Grosina. Piazzo Martino (Piaz Martìn), innanzitutto, a 1003 metri, poi Le Baite (Bàiti), a 1057 metri, Bértàgna, a 1267 metri, fino al Piodaro (Piùdéer), a 1327 metri. Raggiunti i prati di Campo, proseguiamo sulla strada, che alterna tratti asfaltati e tratti in terra battuta, con un fondo un po’ sconnesso. Alla fine, dopo 3,3, km dalla partenza della strada che si stacca da quella per il Mortirolo, raggiungiamo la baita più alta, con un cartello su cui sta scritto “Chemp – s/m 1790″. In realtà ci conviene parcheggiare più sotto, per evitare agli ammortizzatori un’inutile prova. Dalla baita parte il sentiero per il rifugio. Bisogna stare attenti a non imboccare il debole sentierino che, diritto davanti a noi, corre sul limite cintato del prato più alto, ma quello che, risalendo, alla nostra destra, verso nord-nord-ovest, la radura a monte della baita, si addentra in un bellissimo bosco di larici. Si tratta di un sentiero all’inizio (nel prato) non molto evidente, che però, poi, diventa una vera e propria mulattiera, anche se non è segnato sulle carte IGM. Superiamo, così, una seconda incantevole radura e, dopo qualche largo tornante, raggiungiamo una curiosa pianetta, poco oltre la quale troviamo, alla nostra destra, un ammasso di materiale franoso. Cominciamo, ora, ad effettuare un arco verso destra (est), che ci porta a guadagnare il filo di un dosso, lasciando alla nostra destra un valloncello parzialmente occupato da materiale franoso. Questo tratto è assai ripido, e ci porta gradualmente ad uscire dal bosco. Dopo un’ultima salita nello scenario suggestivo di una macchia che progressivamente si dirada, ci ritroviamo proprio ai piedi del rifugio, e raggiungiamo facilmente il suo piazzale, a 225 metri. Teniamo presente che il sentiero è sempre molto evidente, anche se mancano i segnavia, se si eccettua qualche raro segno azzurro o rosso; solo nell’ultimo tratto troviamo alcune frecce rosse, una delle quali disegnata su un tronco che reca scolpito un volto sorridente, sicuramente di buon auspicio, o almeno di conforto, dato che la stanchezza si fa sentire). [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Segnaletica-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Segnaletica.webp)Segnaletica lungo il percorsoAlla sinistra del rifugio, adagiato in una bella e piccola conca, è ben visibile la grande croce lignea che sovrasta le ultime rocce di un ripido versante: si tratta della Cros de l’Alp, dalla quale il rifugio stesso ha tratto il nome. Siamo in cammino da circa un’ora ed un quarto, ed abbiamo superato circa 435 metri in salita. Considerato lo sforzo non eccessivo, dopo una pausa ristoratrice possiamo mettere in programma un’ulteriore tratto di salita, di circa 30-40 minuti, alla volta dell’evidente sella di quota 2345, sulla verticale (in direzione est) del rifugio. Questa prosecuzione dell’escursione è motivata da diversi elementi di interesse, di natura panoramica e storica. La sella, infatti, è un ottimo osservatorio sulla cima di Va(l)ràdega, alla sua sinistra, ed il passo omonimo, alla sua destra. Guardando in direzione nord-ovest, poi, scorgiamo, oltre le cime della Val Grosina, la parte orientale della testata della Valmalenco, con il pizzo Varuna (o Verona). Si apre davanti al nostro sguardo, ad est, infine, il solco della valle di Va(l)ràdega, tributaria dell’alta Valcamonica. Ma c’è di più: alla sella giunge una mulattiera militare costruita, durante la seconda guerra mondiale, per consentire il trasporto di pezzi di artiglieria (per questo viene denominata “Canuniéra”). Il facile crinale, infatti, avrebbe assunto un rilievo strategico in caso di sfondamento, da parte austriaca, del fronte dello Stelvio. Bene ce n’è abbastanza per giustificare la facile salita, servita da un sentierino che spesso si perde, e che parte dal lato di sinistra (per chi sale) del rifugio, dove troviamo anche, qualche metro più in là, la “toilette” (così recita il cartello apposto). [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_CrosdelAlp-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_CrosdelAlp.webp)Rifugio non custodito Cros de l’AlpIl sentierino attraversa una fascia di pini mughi, poi si dirige al poco pronunciato dosso a sud del rifugio. Dobbiamo stare attenti a non perdere una deviazione a sinistra, perchè la traccia prosegue verso il passo di Va(l)ràdega. Se non la troviamo, saliamo a vista sul dosso, fino ad incontrarla. Potremmo anche salire a vista, ma la traccia ci aiuta a superare senza eccessive fatiche una fascia di massi medio-grandi. Poi, una breve salita sul facile crinale terminale ci porta alla sella, sul confine fra le provincie di Sondrio e di Brescia. (M. Dei Cas) *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_cros_del_alp_mortirolo/rifugio_cros_del_alp_mortirolo.html) | Autore: Peretti G. – Alpinia Editrice* **TRAVERSATE** Passo del Mortirolo | Passo Varadega [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Cros de l’Alp, Prati di Campo, Val Grosina --- ### [Rifugio Alpe Campo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-campo/) **Published:** Agosto 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 2070 m. in Val di Campo o Val Viola poschiavina poco oltre il rifugio Saoseo, al termine della strada di fondovalle e ai piedi delle rupi del Corno di Campo 3218 m.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Val Grosina (Viola – Piazzi) – (Svizzera) **Valle:** [Val Poschiavo](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Località di partenza:** Località Sfazù sulla carrozzabile Tirano-Passo del Bernina **Quota di partenza:** 1622 m | **Dislivello:** 450 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Ottobre **Posti letto:** 25 posti **Gestione:** Famiglia Della Vedova & Crameri **Tel.** +41 081 844 04 82 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio si trova in **Val di Campo**, tributaria laterale della **Val di Poschiavo**, nel punto in cui si biforca nella Val Viola e nella Val Mera. La zona è ricca di splendidi laghetti alpini nelle verdi acque dei quali si specchiano le cime dei monti circostanti. Per raggiungerlo dobbiamo lasciare la Strada Statale 38 a Tirano, prendendo a sinistra in direzione dei valichi della Forcola e del Bernina. Poco dopo, a Campocologno, entriamo in Svizzera. Passiamo il lago di Poschiavo e risaliamo tutta la vallata fino a Sfazù (m. 1622, 21 km. dopo Tirano), dove nei pressi di un ristorante troviamo sulla destra la sterrata per la Val di Campo. Poco più avanti sulla sinistra vi è un vasto parcheggio. Il traffico è vietato su questa sterrata; comunque i più pigri possono utilizzare il pullmino postale che fa servizio navetta dal Ristorante Sfazù fino ai due Rifugi: **[Saoseo Lungacqua](https://www.montagnenostre.net/rifugio-saoseo/)** e **Alpe Campo** appunto. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_AlpeCampo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_AlpeCampo.webp)Rifugio Alpe Campo in Val ViolaCi incamminiamo, dunque. Passiamo tra boschi, pascoli e gruppi di baite, sempre in leggera salita. Il percorso ampio e senza pericoli di sorta è adatto alle passeggiate delle famiglie con bambini; ne troviamo infatti diversi lungo il cammino. Volgendo lo sguardo alle nostre spalle possiamo ammirare, a tratti, il vasto e tormentato **ghiacciaio del Palù** e l’imponente presenza del **[Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-pizzo-scalino/)**, mentre, di fronte a noi, sulla destra ci accompagna una catena nella quale spiccano il **Monte Saoseo** (m.3265) e il **Pizzo Dosdè** (m.2934), con il suo inconfondibile corno che si staglia nel cielo. Lo vedremo più avanti, quando saremo vicini al rifugio. Dobbiamo tenere sempre il percorso principale, ignorando così tutte le deviazioni laterali, ed in un’ora e mezza arriviamo al **[rifugio Saoseo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-saoseo/)**. Ora la nostra meta è già in vista ai piedi della **Corna di Campo** (m. 3216) e basteranno altri quindici minuti per raggiungerla. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/svizzera_rifugio_alpe_campo_lago_saoseo/svizzera_rifugio_alpe_campo_lago_saoseo.html) | Autore: M. Dei Cas* **ESCURSIONI** [Rifugio Viola](http://www.montagnenostre.net/rifugio-viola/) **ALPINISMO** Corn da camp [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Svizzera, Val di Campo, Val Grosina, Val Poschiavo, Val Viola --- ### [Rifugio Viola](https://www.montagnenostre.net/rifugio-viola/) **Published:** Agosto 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Il **Rifugio Viola** si trova a 2.314 m di altitudine nella splendida **Val Viola**, tra **Bormio** e **Livigno**, in Alta Valtellina. Gestito dalla famiglia Fraquelli dal 1972, il rifugio accoglie escursionisti, ciclisti e amanti della natura in un ambiente alpino incontaminato. La struttura, originariamente un fortino militare della Grande Guerra, è stata trasformata in rifugio alpino e punto di accoglienza per escursionisti e amanti della montagna. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Località di partenza:** Arnoga | Parcheggio Val Viola **Quota di partenza:** 1880 m – 2070 m | **Dislivello:** 450 m – 270 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da Maggio ad Ottobre **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** Marco Fraquelli **Tel.** +39 0342 985136 **Percorso sintetico:** 1. Arnoga (1880 m) | 2. Alpe Dosdè (2129 m) | 3. Rifugio Viola (2314 m) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 518 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 543 m Distance: 10.03 km Punto di partenza per questa escursione è l’abitato di Arnoga (metri 1880 circa), raggiungibile lungo la Strada Statale 301 che sale verso il Passo del Foscagno e che di lì conduce poi a Livigno. Nei pressi dell’ampio tornante, ove vi è anche un ristorante, incontriamo la deviazione per la Val Viola Bormina e la seguiamo, prestando attenzione ad imboccare la sterrata che corre pianeggiante verso destra. Per chi volesse percorrere a piedi l’intero itinerario segnaliamo la possibilità di parcheggiare l’auto scendendo a sinistra dove, pochi metri oltre il bivio, vi è un modesto parcheggio. In effetti questa sterrata prosegue costeggiando il torrente Viola Bormina sino all’Alpe Campo, poi risale sino al Passo di Verva e di qui porta in Val Grosina (rifugio Falck). Sterrata che però negli ultimi anni raramente è aperta al transito. La nostra carrozzabile si addentra sempre in direzione Sud-Ovest per un totale di circa 8 km, anche se solo poco più di 4 km sono aperti al transito di mezzi a motore; d’estate è vietato il traffico lungo tutto il percorso. Dopo circa 1.8 km incontriamo un primo bivio dove proseguiamo a destra. Al km 3.3 incontriamo una deviazione che permette di inoltrarsi in Val Vallaccia (variante del Sentiero Italia che passa poi nei pressi di Trepalle), noi la lasciamo sulla destra. Un ultima deviazione per la quale occorre prestare la dovuta attenzione è al km 4: seguiamo la via di destra e siamo in breve al parcheggio in località Altumeira (m 2116). D’ora in poi comincia l’escursione a piedi, sempre per l’ottima stradetta, adatta a tutti, che ci conduce in circa 1 ora al rifugio. Ad un certo punto del cammino una seconda strada si stacca dalla nostra e scende verso sinistra sino a raggiungere la già visibile **Alpe Dosdè (m 2129)** nella parte bassa della vallata, laddove corre il torrente Bormina. Proseguendo su questo sentiero, che coincide con il Sentiero Italia, si giunge in Val Cantone di Dosdè al bivacco Caldarini e più avanti al **[rifugio Capanna Dosdè](https://www.montagnenostre.net/bivacco-capanna-dosde/)**. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Segnaletica_rifugio_Viola-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Segnaletica_rifugio_Viola.webp)Segnaletica con il rifugio Viola visto in lontananzaNel caso la strada da **Arnoga** fosse chiusa al traffico il tempo totale sale a circa 3 ore. Ecco un percorso alternativo che potremmo seguire (antico tracciato): poco dopo l’inizio del nostro cammino, ad un bivio, ignoriamo la strada per l’**Alpe Campo** e prendiamo a sinistra. Proseguiamo verso il fondovalle in vista del torrente Viola Bormina fino ad una radura dove troviamo a sinistra un sentiero che sale alle baite di Verva ed al successivo passo. Proseguiamo invece diritti, passiamo le **baite di Crapena (m 1929)** e proseguiamo nel bosco fino ad un ponte dove parte il sentiero per le baite Orsa. Noi invece continuiamo lungo il torrente. Passato un altro ponte, superiamo il bivio per Caricci ed iniziamo a salire con vari tornanti fino ad un dosso ove lo sguardo si apre sull’Alpe Dosdè e sui ghiacciai della vedretta omonima. Da qui, ignorato il sentiero di sinistra per il Passo Dosdè, continuiamo risalendo per un costone erboso. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Viola-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Viola.webp)Rifugio Viola ed il lago omonimoLa valle ora si restringe e il percorso diventa pietroso. Senza difficoltà raggiungiamo due laghetti posti a quota 2258. Verso nord troviamo il sentiero per il **lago di Val Viola** che ignoriamo e proseguiamo fino ad una valletta erbosa oltre la quale vi è un altro laghetto. Siamo giunti così all’ex caserma e ora rifugio meta della nostra escursione. Esso e’ situato in un ambiente di rara bellezza sia paesaggistica che naturalistica. I numerosi laghetti alpini che si adagiano nell’ampia conca di origine glaciale (di cui il maggiore e piu’ conosciuto e’ quel bellissimo lago di sbarramento morenico noto come Lago Viola, ricco di trote) costituiscono senza dubbio il principale elemento geomorfologico che caratterizza l’alta Val Viola. Ottima è anche l’ipotesi di percorrere l’intera vallata in mountain-bike. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_val_viola/rifugio_val_viola.html) | Autore: D. Discacciati – R. Moiola* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Viola_panorama-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Viola_panorama.webp)Panorama con il rifugio Viola ed il lago omonimo **ELEMENTI DI INTERESSE** Lago Viola | Corno Dosdè | Passo di Val Viola **TRAVERSATE** [Rifugio Saoseo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-saoseo/) **ALPINISMO** Pizzo Filone [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Arnoga, Val Grosina, Val Viola --- ### [Rifugio Ronchi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ronchi/) **Published:** Settembre 27, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Ronchi si trova a 1170 m. nel cuore selvaggio e autentico delle Valli del Bitto, un angolo incontaminato della Valtellina dove la natura detta ancora i suoi ritmi. Immerso tra boschi, alpeggi e panorami mozzafiato, è il punto di partenza ideale per escursioni, trekking e giornate di relax in alta quota. Vi si gode un ottima vista, oltre che sulla vallata sottostante, su parecchie cime: Desenigo, Spluga, Pizzi Gemelli, Cengalo, Pizzi del Ferro, Cime di Zocca e di Castello, Punta Rasica, Pizzi Torrone e sull’imponente mole del Disgrazia.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Orobiche (Italia) **Valle: [ Valli del Bitto](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ronchi/) Località di partenza:** Bema **Quota di partenza:** 890 m | **Dislivello:** 370 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** da Marzo a Novembre **Posti letto:** solo il salone **Gestione:** Rino Rigamonti **Tel.** +39 0342 618000 ##### **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dalla piazza **S. Antonio di Morbegno** parte la strada che sale sul versante orientale della valle del Bitto di Albaredo, e che conduce al Passo San Marco. Dopo il **Sacrario degli Alpini** (tempietto votivo), da essa si stacca sulla destra la strada che porta a Bema, aperta al traffico solo nelle fasce orarie 7.00-8.30, 12.00-14.30 e 18.00-19.00. Quest’ultima si snoda per un buon tratto tagliando in diagonale lo scosceso versante della valle, in direzione sud, fino a raggiungere un ponte che permette di attraversare il Bitto di Albaredo e di risalire l’ampio dosso che separa le valli del Bitto di Albaredo e di Gerola. Dopo qualche tornante, su di una strada molto stretta, ecco Bema, piccolo comune posto a circa 800 metri di quota. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Segnaletica_Rifugio_Ronchi-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/Segnaletica_Rifugio_Ronchi.webp)Segnaletica lungo il percorso che indica la direzione per il rifugio RonchiLasciata l’automobile in un parcheggio della **via Panoramica**, si imbocca una bella mulattiera che risale decisa il dosso, superando alcune baite ed una grande croce. La mulattiera si congiunge alla fine con due strade asfaltate che salgono da est e da ovest. La salita continua ora sulla strada chiusa al traffico, che in breve conduce al rifugio Ronchi, a quota 1170 metri. Dal rifugio si gode di un’ottima visuale sulla **Costiera dei Cech** e sulla testata della Valmasino, di cui si distinguono bene tutte le più importanti vette: da sinistra, la cima del Desenigo, il monte Spluga, i pizzi Gemelli e Cengalo, i pizzi del Ferro, le cime di Zocca e di castello, la punta Rasica, i pizzi Torrone e l’imponente mole del monte Disgrazia. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alpi_orobie_valtellinesi/rifugio_ronchi_bema_valle_del_bitto/rifugio_ronchi_bema_valle_del_bitto.html) – Autore: M. Dei Cas* **ESCURSIONI** Prato Martino | Pizzo Berro | Alpe Vesenda [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Alpi Orobiche, Bitto, Valli del Bitto, valtellina --- ### [Rifugio Schiazzera](https://www.montagnenostre.net/rifugio-schiazzera/) **Published:** Agosto 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge All’alpe Schiazzera, in val Saiento, sopra Vervio, a quota 2079 metri. E’ anche un punto di appoggio indispensabile per chi intendesse percorrere il Sentiero Italia nel tratto che da Tirano porta nel cuore della Val Grosina.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Località di partenza:** Località di Susen **Quota di partenza:** 1058 m | **Dislivello:** 580 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a fine Agosto; Settembre ed Ottobre (solo finesettimana). **Posti letto:** 30 posti **Gestione:** Volontari dell’Operazione Mato Grosso **Tel.** +39 0342 705417 | +39 0342 701335 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 23/05/2006, 09:34 Duration: 00:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) u002du002d ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) u002du002d Distance: 20.91 km Fra le varie opportunità offerte dalla pratica dell'escursionismo, c'è anche quella di utilizzare le strutture di un rifugio alpino e contemporaneamente contribuire ad una causa umanitaria. Accade con il nuovo **rifugio Schiazzera**, ricavato da un'ex-caserma della guardia di finanza posta all'**alpe Schiazzéra**, in val Saiento, e gestito da volontari tiranesi che aderiscono alla cosiddetta Operazione Mato Grosso, finalizzata all'aiuto delle popolazioni di un'area fra le più povere del Brasile. I proventi della gestione del rifugio vengono, appunto, destinati ad interventi umanitari in quest'area. Un buon motivo per plaudere alla sua apertura. Aggiungiamone un altro: si tratta di un punto di appoggio indispensabile per chi intendesse percorrere il Sentiero Italia nel tratto che da Tirano porta nel cuore della Val Grosina. Il rifugio, il cui edificio è proprietà del comune di **Vervio**, è facilmente raggiungibile seguendo due itinerari. Il più comodo ha come punto di partenza l'amena località di **Sùsen**, posta a 1508 metri, sul versante montuoso che si stende ai piedi della parete di sud-est del monte Masuccio e sovrasta Vervio. Il secondo, invece, parte da Pra Baruzzo, alpeggio posto a 1389 metri, sopra Baruffini, cui si sale facilmente da Tirano. La salita a **Susen** ha come punto di partenza Vervio (m. 549), piccolo comune a nord-est di Tirano, sul versante sinistro della Valtellina (per chi la percorra da Tirano in direzione di Bormio). Lo si raggiunge staccandosi dalla ss. 38 dello Stelvio, pochi chilometri oltre Tirano (salendo verso Bormio), allo svincolo segnalato. Giunti alle porte del paese, ci troviamo di fronte ad un bivio: la strada di destra porta alla casa municipale, mentre quella di sinistra inizia una lunga salita che tocca le numerose belle frazioni di mezza montagna del comune di Vervio. E quest'ultima la strada che dobbiamo imboccare, come segnala anche un cartello, che indica se il rifugio è aperto o chiuso, ci informa sulla sua distanza (15 km) ed altitudine (2080 metri) e riporta il numero telefonico utile per chi volesse ulteriori informazioni (3472608250). La strada è, in diversi punti, un pò stretta, ma, fino a Susen, asfaltata. Dopo circa 3,8 chilometri raggiungiamo, salendo, la **frazione Bèrtoli** (m. 750), dove si trova la chiesa parrocchiale dei santi Sebastiano e Fabiano (il cui nucleo originario è trecentesco), che mostra, sulla facciata, un dipinto raffigurante il martirio di San Sebastiano. La strada prosegue per la frazione di Ca' Giacomo (m. 829); poco prima di tale frazione, si stacca da essa, sulla destra, la strada, segnalata, per Susen (è segnalato ancora il rifugio Schiazzera). Si tratta di una strada piuttosto ripida, che si inerpica decisamente sul fianco montuoso con molti tornanti a distanza ravvicinata, toccando le località di Ca' Giacomelli (m. 958), Solt (m. 1050), Quattro Rui (m. 1081), Pestai (m. 1300) e Piani (m. 1427). Una sosta in una di queste località permette di osservare le tipiche dimore rurali, edificate in sasso e coperte da grosse tegole, che fungevano insieme da stalla e, al piano rialzato, da fienile, cucina e dormitorio. Oltrepassati i Piani, raggiungiamo, infine, le **baite di Susen** (m. 1508), a poco più di 11 km dal punto di partenza. La località è davvero amena, e si stende su una panoramicissima fascia di prati, dalla quale ottima è la visuale verso sud-est, dove, sul crinale che separa le province di Sondrio e Brescia, si riconosce l'ampia piana del **passo del Mortirolo**. Una piccola chiesetta, costruita nel 1948 e dedicata alla Madonna delle Grazie, completa il delizioso quadretto alpino. Qui convengono, la prima domenica di agosto, abitanti da tutte le frazioni di Vervio, per celebrare la festa in onore della Madonna. La strada prosegue, in direzione della soglia d'ingresso all'alta val Saiento, ma all'asfalto si sostituisce il fondo sterrato, per cui conviene iniziare da qui una piacevole camminata che, in un'ora e mezza circa, ci permette di raggiungere il rifugio. Camminando, oltretutto, abbiamo modo di gustare le belle pinete che ricoprono questa fascia del versante montuoso. Dopo circa venti minuti di cammino, raggiungiamo il bel terrazzo dell'**alpe Campasceul** (m. 1575), seguito, a poca distanza, da quello dell'**alpe Pramarnone** (m. 1635). Alzando gli occhi verso nord-ovest, possiamo ammirare il versante sud-orientale del **monte Masuccio** (m. 2816), il monte che domina la val Saiento e che sovrasta Tirano. Ad un certo punto la pista inizia una lunga diagonale che taglia il fianco sud-occidentale del dosso che scende dalla cima quotata m. 2591, a sud-est del **monte Campiano** (m. 2768). Giungiamo, così, in vista dell'aspro salto roccioso che introduce all'alta val Saiento. A proposito di questa valle vale la pena di ricordare che ne esiste un'altra, più grande, che ha il medesimo nome: si tratta della prima laterale che si incontra, sulla sinistra, risalendo la **Valle di Poschiavo**, in Svizzera. Dopo qualche tornante, eccoci ad una piazzola dove chi non ha problemi di sospensioni può parcheggiare l'automobile. Vicino ad essa cade, con un salto non molto alto, ma con un effetto interessante, la **cascata del torrente Saiento**, che esce dall'alta valle e si precipita, con un corso assai ripido, verso il fondovalle. Manca ormai poco al rifugio: si tratta solo si salire lungo l'ultimo tratto della strada, che ora diventa una ripida mulattiera (chiusa ai motoveicoli). Terminata la salita, troviamo il rifugio proprio davanti a noi, a 2080 metri, dopo circa un'ora e mezza di cammino, necessaria per superare circa 580 metri di dislivello. Il rifugio è posto nella parte più bassa dell'ampia conca dell'**alpe Schiazzera**: poco più a monte, vediamo, infatti, le sue baite. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Alpe_Schiazzera-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Alpe_Schiazzera.webp)Ampia conca dell'Alpe Schiazzera[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Schiazzera-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Schiazzera.webp)Rifugio SchiazzeraMolto suggestivo è lo scenario che si apre, improvviso, davanti ai nostri occhi: l'alta val Saiento mostra tutto il fascino delle ampie e solitarie distese di pascoli del solare versante retico. Singolare, poi, è la forma di tale valle, che assomiglia ad un uncino: dall'alpe, infatti, essa volge verso sinistra (ovest), descrivendo un ampio arco che la porta, infine, a piegare a sud. Questa giravolta ha come muto e severo testimone il monte Masuccio, che ne costituisce, in un certo senso, il perno. Un po più lungo è l'itinerario di salita al rifugio che parte da **Pra Baruzzo**. Se scegliamo questa seconda possibilità dobbiamo staccarci da viale Garibaldi, a Tirano, nei pressi di piazza Marinoni, ed imboccare la strada per Roncaiola e Baruffini. Essa risale il versante sud-occidentale che scende dal monte Masuccio. Ad un bivio, troviamo le indicazioni per **Roncaiola** (m. 800, sinistra) e Baruffini (m. 792, destra). Noi dobbiamo prendere a destra, raggiungendo, a 4,1 km da Tirano, la frazione di Baruffini, dove troviamo la cinquecentesca chiesa di S. Pietro Martire. Da Baruffini proseguiamo sulla carozzabile che sale verso Pra Campo (m. 1761, a 10,5 km da Tirano), ma, raggiunto Pra Baruzzo (m. 1389), parcheggiamo l'automobile, per iniziare la salita al rifugio. Il percorso che seguiremo è parte del **Sentiero Italia** (segnavia bianco-rossi), nella sezione che da Tirano, passando per la val Saiento, raggiunge la Val Grosina occidentale. Su questo tratto troviamo, come punti di appoggio, il rifugio Schiazzera e, in Val Grosina, il rifugio Malghera. Da Pra Baruzzo parte una sterrata che si dirige verso nord-est, fino a raggiungere l'**alpe Ghiaccia** (m. 1586), proseguendo, poi, fino ai prati di Sovo (m. 1727). Qui comincia la mulattiera costruita per fini militari, che sale a **Pra Sovo** (m. 1900), volge per un buon tratto a sinistra, per poi riprendere la direzione nord, aggirando il fianco sud-orientale del monte Masuccio, con un percorso che supera alcune vallecole. La mulattiera raggiunge la quota di 2211 metri: dopo l'ultima traversata, ci ritroviamo, così, a monte dell'ampia piana dell'alpe. Per raggiungere il rifugio, dobbiamo lasciare il Sentiero Italia, staccandocene sulla destra e scendendo fino a quota 2080 metri. Questa seconda possibilità richiede circa 3 ore di cammino, necessarie per superare 830 metri di dislivello. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_schiazzera_val_saiento_vervio/rifugio_schiazzera_val_saiento_vervio.html) | Autore: M. Dei Cas* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Schiazzera_inverno-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/Rifugio_Schiazzera_inverno.webp)Rifugio Schiazzera in inverno **ESCURSIONI** Laghi di Schiazzera | Passo del Portone | Giro della conca di Schiazzera | [Rifugio Malghera](http://www.montagnenostre.net/rifugio-malghera/) | Prà Campo **TRAVERSATE** Monte Masuccio | Monte della Croce | Cima di Schiazzera **ALPINISMO** Monte Masuccio | Panorama sulla Valtellina [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Sentiero Italia, Val Grosina --- ### [Afterglow - Special Tour Edit](https://www.montagnenostre.net/afterglow-special-tour-edit/) **Published:** Febbraio 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Dalle linee più verticali dell’Alaska alla powder della British Columbia, Afterglow dà un nuovo significato al verbo sciare e lo proietta sotto una luce – è il caso di dirlo – completamente diversa. Non vedrete più l’inverno con gli stessi occhi, dopo la proiezione di questo film! **SCI**, USA, 2014, 11 min 30 sec **REGIA** Michael Brown, Nick Waggoner, Zac Ramras **PRODUZIONE** SweetgrassProductions **FOTO** Immagine tratta dal film “Afterglow” *Fonte: yuotube.com – Pubblicato da [Banff Mountain Film Festival](http://www.banff.it)* **VEDI ANCHE:** [Desert Ice](https://www.montagnenostre.net/desert-ice/) [Darklight: l’incredibile discesa notturna dei bikers!](https://www.montagnenostre.net/darklight-lincredibile-discesa-notturna-dei-bikers/) [Jumbo Wild](https://www.montagnenostre.net/jumbo-wild/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/utah-l564/) **Categorie:** Video **Tag:** alaska, Banff, Cortometraggio, sport estremi, Video Montagna --- ### [Armillaria Ostoyae gigante: il più grande organismo mai scoperto](https://www.montagnenostre.net/armillaria-ostoyae-gigante-il-piu-grande-organismo-mai-scoperto/) **Published:** Febbraio 20, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Quando si parla del più grande essere vivente sulla Terra, molti pensano subito alla balenottera azzurra o alle gigantesche sequoie. Ma il vero campione di dimensioni si trova nascosto sottoterra, lontano dagli sguardi, in un bosco dell’Oregon, negli Stati Uniti. Il suo nome? **[Armillaria ostoyae](https://it.wikipedia.org/wiki/Armillaria_ostoyae)**, un fungo tanto discreto quanto sorprendente. ##### Un fungo da record A prima vista, *Armillaria ostoyae* non sembra niente di eccezionale. Quando spunta in superficie, lo fa con piccoli funghi color miele, del tutto simili a quelli che potremmo trovare nei boschi. Ma sotto terra nasconde una rete immensa di filamenti, chiamati **micelio**, che si estende per **quasi 10 chilometri quadrati**. È come se un unico essere vivente si fosse allungato sotto l’intera superficie di una città! [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Armillaria_ostoyae-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Armillaria_ostoyae.webp)By W.J.Pilsak, CC BY-SA 3.0, [Wikipedia](https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=167753)##### Un solo organismo, non tanti funghi Anche se può sembrare incredibile, tutti quei filamenti appartengono allo **stesso organismo**, con lo stesso DNA. Questo significa che non si tratta di tanti funghi distinti, ma di **uno solo**, gigantesco e clonale, che si riproduce e si espande da migliaia di anni. ##### La scoperta nel cuore dell’Oregon Questo colosso della natura è stato scoperto nel **1998**, nella **Malheur National Forest**, dagli scienziati del **Servizio forestale degli Stati Uniti**. Stavano studiando la causa della morte di numerosi alberi, quando si sono accorti che i funghi coinvolti condividevano tutti lo stesso DNA. Era la prova: si trattava di **un solo enorme organismo**, clonale, che viveva sotto il suolo della foresta. ##### Quanto è vecchio? Tantissimo Gli scienziati stimano che questo super-fungo abbia tra **2.000 e 8.500 anni**. Era già lì molto prima che nascessero le prime grandi civiltà umane! Col tempo, ha continuato ad allargarsi, nutrendosi delle radici degli alberi e colonizzando il sottosuolo. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Armillaria_ostoyae_MO-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Armillaria_ostoyae_MO.webp)By Alan Rockefeller – This image is Image Number 8037 at Mushroom Observer, a source for mycological images., CC BY-SA 3.0, [Wikipedia](https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7059948)##### Un problema per l’industria del legname Anche se affascinante, *Armillaria ostoyae* può rappresentare una **minaccia concreta per le foreste coltivate e l’industria del legname**. È un fungo parassita che infetta le **radici degli alberi**, causando malattie gravi e spesso letali. Questo provoca la **perdita di intere piantagioni**, in particolare di conifere come l’abete di Douglas e il pino ponderosa, danneggiando economicamente chi lavora nel settore forestale. Inoltre, è molto difficile da eliminare: il micelio può sopravvivere per decenni nel terreno o nei resti di legno infetto, pronto a colpire nuove piante. Per contrastarlo, si usano tecniche come l’aratura profonda del suolo o la scelta di specie resistenti. ##### Un alleato… o un nemico? *Armillaria ostoyae* non è solo un gigante silenzioso: è anche un **fungo parassita**. Vive attaccandosi alle radici degli alberi, che spesso muoiono a causa sua. Per questo motivo è temuto da chi gestisce le foreste, ma è anche parte del ciclo naturale: aiuta a “ripulire” gli alberi malati e a lasciare spazio a nuova vita. ##### Un gigante nascosto Il caso di *Armillaria ostoyae* ci fa riflettere su quanto ancora dobbiamo scoprire della natura. Chi avrebbe mai pensato che il più grande organismo vivente non fosse visibile a occhio nudo, ma si trovasse nascosto sotto terra? Un vero mistero della natura, che ci insegna a guardare oltre le apparenze. **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** funghi, Notizie strane di montagna --- ### [Rifugio Alpe Parpinasca (del Parco)](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-parpinasca-del-parco/) **Published:** Maggio 17, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Si trova a 1210 m. nella fascia di pre-parco del Parco Nazionale della Val Grande, sugli ameni pascoli dell’Alpe omonima. E’ una bella struttura immersa nel verde dei pascoli contornati da estese faggete e al cospetto del Pizzo Tignolino che domina l’ampia vallata del Rio Graglia. Il rifugio è in ottima posizione per escursioni di una o più giornate da/per la Val Grande, area wilderness fra le più importanti in Europa.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/val-grande-rifugi/) **Località di partenza:** Trontano **Quota di partenza:** 518 m | **Dislivello:** 660 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Week end da aprile al 4 settembre (su prenotazione, per gruppi di almeno 6 pax, anche in settimana) Agosto tutto il mese **Posti letto:** 22 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande – Cooperativa Sociale “La Coccinella” **Tel.** +39 0323 405008 | +39 345 6143884 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Trontano parte un itinerario didattico del Parco Nazionale della Val Grande nei boschi di Faiedo/Parpinasca ed attraverso questo percorso ci incamminiamo per salire agli alpeggi alti di questa località. Dopo Faiedo si lascia a sinistra il sentiero per il rifugio di Parpinasca per proseguire fino all’Alpe Pieso. Un sentiero che devia a destra dell’alpeggio, si alza nei pascoli, passa da un bosco di faggi per poi sbucare sulla schiena dell’Alpe Nava. L’alpe Nava è un punto notevole per la visione della piana del Toce, Domodossola e la Val Bognanco. Si ritorna dallo stesso sentiero fino a sotto l’Alpe Pieso per poi deviare per il Rifugio di Parpinasca posto tappa di questa giornata. *Fonte: [rifugidellossola.it](http://www.rifugidellossola.it/trontano-rifugio-parpinasca/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_AlpeParpinasca-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/05/Rifugio_AlpeParpinasca.webp)Rifugio Alpe Parpinasca **NELLE VICINANZE:** Boschi di Faiedo [Vedi tutti i rifugi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/val-grande-rifugi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Valle d'Ossola --- ### [Rifugio CAI Pian Cavallone](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-piancavallone/) **Published:** Febbraio 12, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Posto su un declivio soleggiato (Pian Cavallone), a oltre 1500 metri di quota, è uno dei più bei balconi con vista sul Lago Maggiore, sulle esclusive aree selvagge del Parco Nazionale della Val Grande, sulla catena del Monte Rosa e sulle Alpi svizzere.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/val-grande-rifugi/) **Località di partenza:** Intragna, Caprezzo, o Miazzina **Quota di partenza:** 729 m | **Dislivello:** 801 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura continuativa in agosto. I fine settimana e festività da giugno ad ottobre **Posti letto:** 29 posti (5 posti letto rifugio invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Verbano | **Custode:** Soc. Cooperativa La Coccinella **Tel.** +39 0323 407482 | Cell. +39 349 2127830 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 24/09/2017, 16:11 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 580 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 143 m Distance: 4.48 km DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **Dal parcheggio della Cappella Fina**, si imbocca il sentiero che sale dolcemente lungo un crinale boscoso. Il tracciato si snoda tra **boschi di faggio e larice**, alternando tratti ombrosi e soleggiati. Nelle giornate limpide si apre già qui un’ampia vista sul **Lago Maggiore** e la **Val Grande**. Dopo circa 45 minuti si raggiunge un punto panoramico in cresta, dove la vegetazione si dirada. In questa zona si incontra spesso il **pascolo di capre e mucche**, tipico delle **alpi prealpine ossolane**. Gli ultimi 20–30 minuti presentano un **pendio più aperto**, con vista continua sul Monte Zeda e la linea di confine del Parco Nazionale Val Grande. L’arrivo al **Rifugio CAI Pian Cavallone (1.530 m)** è spettacolare: il rifugio è situato su una terrazza naturale affacciata sul **Lago Maggiore**, con una vista che spazia fino al **Monte Rosa** e, nelle giornate terse, alle **Alpi Svizzere**. Inoltre è raggiungibile: da **Caprezzo**, posteggio in località Cappella Porta a 1050 m, in 1h e 40m con itinerario turistico da **Intragna**, posteggio in località Gabbio - La Piazza a 1150 m, in 1h e 20m con itinerario turistico da **Cicogna**, posteggio in paese a 700 m, in 3h con itinerario escursionistico da **Scareno**, posteggio in paese a 700 m, in 5h con itinerario escursionistico da **Cossogno**, posteggio in paese a 380 m, in 4h e 30m con itinerario escursionistico (via Runchio, Motta d'Aurelio, Monte Todum, Colma di Cossogno, Pizzo Pernice) *Fonte: [caiverbano.it](http://www.caiverbano.it/sito/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/RifugioCAIpiancavallone-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/RifugioCAIpiancavallone.webp)Rifugio CAI Pian Cavallone[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/MonteTodano_rifPianCavallone-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/MonteTodano_rifPianCavallone.webp)Il Monte Todano ed il rifugio CAI Pian Cavallone**TRAVERSATE** Verso Archia, tramite P. Marona, M. Zeda, Pian Vadai **ESCURSIONI** Punta Marona | Monte Zeda | Monte Todano [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GRANDE »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/val-grande-rifugi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Valle d'Ossola --- ### [Il vero “Yu Gong”: scava i canali d’acqua tra le montagne](https://www.montagnenostre.net/il-vero-yu-gong-scava-i-canali-dacqua-tra-le-montagne/) **Published:** Dicembre 6, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Nel cuore della Cina rurale, lontano dalle metropoli ultramoderne e dai riflettori dei media internazionali, un uomo semplice sta riscrivendo il significato di perseveranza e dedizione. Il suo nome è spesso paragonato a una figura leggendaria della cultura cinese: Yu Gong, il vecchio che, secondo un antico mito, cercò di spostare le montagne con una pala e la forza della volontà. Ma a differenza della leggenda, questa è una storia vera. Zhang Youde, contadino della provincia dello Yunnan, ha trascorso oltre 30 anni scavando a mano canali tra le montagne per portare l’acqua ai villaggi isolati della sua regione. Armato solo di piccone, carriole e determinazione, Zhang ha trasformato il paesaggio, creando un sistema di irrigazione lungo decine di chilometri che ha cambiato la vita a migliaia di persone. ##### Una missione nata dalla necessità Negli anni ’90, il suo villaggio soffriva di gravi carenze idriche. Le coltivazioni languivano, i raccolti erano incerti e la povertà sembrava inevitabile. Zhang decise che non avrebbe aspettato aiuti esterni: se l’acqua non arrivava a loro, sarebbero stati loro a portarla giù dalla montagna. Iniziò così, con pochi strumenti e senza alcuna formazione ingegneristica, a scavare un canale lungo la parete rocciosa. Molti all’inizio lo deridevano. Alcuni lo chiamavano pazzo. Ma anno dopo anno, metro dopo metro, Zhang ha continuato, unendo presto a sé altri contadini che si sono lasciati ispirare dalla sua determinazione. ![](https://wonderfulengineering.com/wp-content/uploads/2017/04/Huang-Dafa-water-canal7-750x500-610x407.jpg)Canale d’acqua | Fonte foto: *CGTN*##### Un’opera monumentale Oggi, il canale che Zhang e i suoi compaesani hanno costruito si estende per più di 10 chilometri e fornisce acqua a oltre 1.000 ettari di terreno agricolo. L’opera non è solo una meraviglia di ingegneria contadina, ma un simbolo potente della forza della volontà umana. Le autorità locali, inizialmente scettiche, hanno poi riconosciuto l’importanza del progetto e contribuito a consolidarlo. Ma è indubbio che senza l’impulso e la visione di Zhang, nulla sarebbe stato realizzato. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/FOREIGN202107010844000481397551275.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/FOREIGN202107010844000481397551275.webp)Canale d’acqua costruito da Zhang | Fonte foto: *CGTN*##### L’eredità di Yu Gong La storia di Zhang Youde ci ricorda che i miti non sono sempre relegati al passato. A volte prendono forma nelle mani callose di chi lavora la terra, nello sguardo ostinato di chi si rifiuta di arrendersi, e nei gesti silenziosi ma titanici di chi cambia il mondo un giorno alla volta. Come Yu Gong, anche Zhang ha affrontato montagne reali. Ma, a differenza del mito, non ha dovuto aspettare generazioni: la sua montagna si è arresa alla sua volontà, e oggi scorre acqua dove prima c’era solo aridità. **GUARDA I VIDEO:** *Fonte: [VCG via xinhuanet.com](http://news.xinhuanet.com/english/2017-04/20/c_136223667.htm)* *Fonti: [VCG via xinhuanet.com](http://news.xinhuanet.com/english/2017-04/20/c_136223667.htm)* e [wonderfulengineering.com](https://wonderfulengineering.com/chinese-man-spends-36-years-chiseling-three-mountains-bring-water-village/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** cina, Montagne cinesi, Notizie, Yu Gong --- ### [In Valmalenco l’albero più vecchio d’Italia](https://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-lalbero-piu-vecchio-ditalia/) **Published:** Maggio 4, 2017 **Author:** Redazione **Content:** In Valmalenco alcuni anni fa è stato scoperto un tesoro della natura: un gruppo di larici e cembri in Val Ventina con oltre 500 anni di vita alle spalle, capitanati da un larice millenario. Quest’ultimo, ancora vivo e in buona salute, rappresenta a tutt’oggi l’albero più vecchio in Italia, con età certa, e tra i più vecchi in Europa. Un albero speciale quindi, sopravvissuto per oltre un millennio alle severe condizioni dell’alta quota, con tanto da raccontare. Da qualche anno infatti alcuni ricercatori universitari stanno studiando l’area interessata per conoscere, ridefinire e trascriverne la storia, risalendo innanzi tutto all’età esatta del larice, che secondo gli studiosi è in vita dal 1007, ma anche realizzando un opuscolo informativo in distribuzione presso gli [uffici del Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco](https://www.sondrioevalmalenco.it/it) o [visibile sul sito](https://www.sondrioevalmalenco.it/it/itinerari/il-sentiero-del-larice-millenario). **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 245 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 2 m Distance: 0.96 km [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/unnamed.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/unnamed.webp)Segnaletica per il Larice MillenarioMa la vera bellezza sta nella visita dal vivo. Per raggiungere il larice millenario sono sufficienti 30 minuti dai rifugi [Gerli Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/) e [Ventina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/). [Una facile escursione lungo un percorso panoramico](https://www.sondrioevalmalenco.it/it/itinerari/il-sentiero-del-larice-millenario): un luogo, selvaggio e solitario, che invita a riflettere sulla natura delle cose, sulla vita e il tempo che corre. [LEGGETE L'OPUSCOLO PER SAPERE DI PIÙ](https://issuu.com/seremot/docs/opuscolo_albero1000) *Sondrio e Valmalenco, nel cuore della Valtellina, è un territorio caratterizzato da una natura selvaggia, ma generosa, incastonato tra le Alpi Orobiche e Retiche, tra cui svetta, con i suoi 4.050 metri, il pizzo Bernina. Regno della neve d'inverno con 50 km di piste da sci, uno snowpark e una sconfinata offerta di attività all'aria aperta, tra montagne bellissime e maestose, sa regalare una scenografia di colori, profumi e sapori che mutano ad ogni stagione. Non mancano bellezze naturali, artistiche, storiche e scenari unici, come i terrazzamenti vitati, sul versante retico dell'Adda, sui quali si producono pregiati vini che ben si accompagnano ai migliori prodotti della tradizione enogastronomica valtellinese* **Per ulteriori informazioni:** Web: [www.sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it) *Fonte: Ufficio stampa* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** meraviglie naturalistiche, natura, trekking, Valmalenco --- ### [Panace gigante: come riconoscerla ed evitarla](https://www.montagnenostre.net/panace-gigante-come-evitarla/) **Published:** Agosto 8, 2019 **Author:** Redazione **Content:** La **Panace gigante** (*Heracleum mantegazzianum*) è una pianta che affascina per il suo aspetto ma che può rivelarsi estremamente **pericolosa per la salute umana**. Originaria del Caucaso, è stata introdotta in Europa per scopi ornamentali, ma oggi è considerata una **specie invasiva e tossica**, diffusa anche in diverse zone d’Italia. In questo articolo scoprirai **cos’è**, **dove si trova** e soprattutto **come proteggerti dal contatto con questa pianta**. ##### Cos’è la Panace gigante? La Panace gigante è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae, la stessa del prezzemolo, della carota e del finocchio. Nonostante l’apparenza simile ad altre piante comuni, la Panace si distingue per le sue **dimensioni imponenti**: può superare i **4 metri di altezza**, con grandi foglie e infiorescenze bianche a forma di ombrello che possono raggiungere 80 cm di diametro. **Caratteristiche principali:** - Fusto cavo, spesso e maculato di viola o rosso - Foglie larghe e profondamente incise, lunghe fino a 1 metro - Fiori bianchi disposti in ombrelle giganti - Forte odore aromatico, talvolta sgradevole [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/08/Panace_Gigante-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/08/Panace_Gigante.webp)Panace Gigante ##### Perché è pericolosa? La Panace gigante è pericolosa per via della **linfa tossica** che contiene. Questa linfa è ricca di **furanocumarine**, sostanze che rendono la pelle **ipersensibile alla luce solare**. Il risultato è una grave reazione cutanea chiamata **fitofotodermatite**, che si manifesta con: - Rossore e prurito - Vesciche simili a ustioni - Dolore intenso - Possibili cicatrici permanenti - In alcuni casi, **danni oculari** se la linfa entra negli occhi Il contatto con la linfa, seguito da esposizione al sole, può causare sintomi anche gravi dopo poche ore. Bambini, escursionisti e giardinieri sono particolarmente a rischio. ##### Dove si trova la Panace gigante in Italia? Negli ultimi anni, la Panace gigante si è diffusa in molte aree dell’**Italia settentrionale**, in particolare: - Lombardia (Valtellina, Bergamasca) - Piemonte (Val di Susa, Biellese) - Trentino-Alto Adige - Friuli-Venezia Giulia - Veneto La si trova comunemente: - Vicino a zone agricole o forestali - Lungo le sponde dei fiumi e torrenti - Nei prati abbandonati - Ai bordi delle strade di montagna [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/08/giant-hogweed-7278103_1280-1024x682.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/08/giant-hogweed-7278103_1280.webp)Fiori del Panace Gigante **VIDEO SULLA PANACE GIGANTE** ##### Come evitare la Panace gigante 1. **Riconoscila visivamente** Osserva la dimensione: è molto più alta delle piante comuni Guarda il fusto: se è spesso, cavo, e maculato di viola, è un segnale d’allarme Nota le grandi ombrelle bianche: simili a quelle del finocchio selvatico, ma molto più grandi 2. **Mantieni la distanza** Non toccare la pianta, neanche con i guanti leggeri Evita di tagliarla, bruciarla o spezzarla: la linfa può schizzare In presenza di bambini o animali, fai particolare attenzione 3. **Proteggiti se devi intervenire** Solo personale esperto o autorizzato dovrebbe rimuovere la Panace gigante. In tal caso, è obbligatorio: Indossare guanti spessi e resistenti Usare occhiali protettivi Coprire completamente braccia, gambe e collo Lavorare **solo in giornate nuvolose o al tramonto**, per ridurre l’effetto della luce solare - ##### Cosa fare in caso di contatto Se hai toccato la Panace gigante: 1. **Lava subito la pelle** con acqua fredda e sapone neutro 2. **Copri l’area colpita** ed evita l’esposizione al sole per almeno 48 ore 3. Non grattarti e non applicare creme fai-da-te 4. In caso di reazione cutanea, **consulta un medico o vai al pronto soccorso** ##### Conclusione La Panace gigante è una minaccia silenziosa che si nasconde nei nostri ambienti naturali. Conoscere questa pianta è il primo passo per **evitare gravi conseguenze alla salute**. Se fai escursioni, lavori all’aperto o vivi in zone rurali, tieni gli occhi aperti: **sapere come riconoscerla e comportarsi correttamente può fare la differenza**. ##### Suggerimento finale Se avvisti la Panace gigante in un’area pubblica o in natura, **segnala la sua presenza al Comune o alle autorità forestali locali**. Aiuterai a contenere la sua diffusione. **Categorie:** Curiosità di Montagna, Notizie dalla montagna **Tag:** Botanica, Botanica montagna, sicurezza in montagna, trekking --- ### [Rifugio Crespi Calderini Anna](https://www.montagnenostre.net/rifugio-crespi-calderini-anna/) **Published:** Luglio 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Crespi Calderini è una delle ultime baite recentemente ritrutturate e si trova all’alpe Bors allo sbocco del Vallone delle Pisse a 1836 m. E’ stato per anni la Casa degli “Amici dell’Alpe Bors”, di Ghemme, ed è alla memoria di Anna Crespi Calderini, alpinista dei primi anni del 900. Dal 2000 è stato acquisito dal Cai di Varallo.** DETTAGLI ITINERARIO** #### T** – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Alagna – Cascata dell’Acqua Bianca **Quota di partenza:** 1495 m | **Dislivello:** 341 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 91220 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) u002du002d ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) u002du002d Distance: 5.21 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dalla **località Acqua Bianca** seguendo le indicazioni si prende l’ampia e rinnovata mulattiera, che, in qualche tratto con una discreta pendenza, offre la superba visione della **cascata delle Caldaie del Sesia**. Si esce dalla zona boscosa e si trova una radura, attraversato un ponticello, al bivio, prendere a sinistra e scendere verso il **Torrente Sesia**, passare sotto un ponte coperto (bella vista sulla gola sottostante) per giungere all’Alpe Pile, il grande pianoro erboso (dove è ubicato il Rifugio Pastore). Sulla destra prosegue il sentiero (6A) in una zona boscosa prima ed erbosa poi e giunge all’**Alpe Casera Lunga** 1644 m. Proseguire seguendo il sentiero fino a superare il ponticello sul **Torrente Bors**. Pochi passi dopo troviamo un bivio, procediamo a sinistra sul sentiero 10 che, in questo tratto diventa più ripido. Sulla destra sui può vedere l’imbocco della galleria della **Miniera di San Maurizio** e proseguendo si guadagna rapidamente quota grazie ad alcune svolte gradinate in pietra. Quando poi il sentiero diventa pianeggiante si giunge all’Alpe Bors. L’ultima del gruppo delle vecchie baite è il rifugio. *Fonte: *rifugiinpiemonte.it** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Calderini_Crespi-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Calderini_Crespi.webp)Rifugio Crespi Calderini Anna[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/VallonedellePisse-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/VallonedellePisse.webp)Panoramica del Vallone delle Pisse e la cascata delle Pisse vista dal rifugio **ESCURSIONI** [Rifugio Barba Ferrero](https://www.montagnenostre.net/rifugio-barba-ferrero/) | [Rifugio Città di Vigevano](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-vigevano/) | [Rifugio Città di Mortara-Grande Halte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mortara-grande-halte/) | [Rifugi Gugliermina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-guglielmina/) | [Rifugio Resegotti](https://www.montagnenostre.net/bivacco-l-resegotti/) **ALPINISMO** Corni di Faller | Punta Malfatta | Punta Vittoria | Corni d’Olen e di Stoful | Pareti meridionali del Monte Rosa | Punta Rizzetti | Corno Piglimo [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Cascata dell'Acqua Bianca, Monte Rosa, Trekking in Piemonte, Valsesia --- ### [Rifugio Città di Mortara – Grande Halte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mortara-grande-halte/) **Published:** Luglio 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio è situato a 1945 m. nella solitaria conca dell’alpe Seiwji, lambito dal torrente Olen, punto ideale di appoggio per escursioni nel cuore dell’alta Valsesia e per allenamenti mirati di trail skyrunning. L’edificio è storico e risale al 1911 come prima costruzione.** DETTAGLI ITINERARIO** #### T** – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Alagna Valsesia – Frazione Piane **Quota di partenza:** 1380 m | **Dislivello:** 565 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Tutto l’anno eccetto Novembre **Posti letto:** 25 posti **Gestione:** CAI Sezione di Mortara **Tel.** +39 038 98383 | **Cell.** +39 348 8752203 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Alagna, frazione Piane, valicare il torrente Olen su un ponte e proseguire lungo una mulattiera che si sviluppa in mezzo ad una rigogliosa pineta portando nei pressi della prima stazione intermedia della Funivia Zar Oltu 1847 m. Quasi subito si raggiunge Zam Seiwji (al laghetto), dove sul pianoro inferiore – Undre Seiwji, 1945 m – è situato il rifugio. Si arriva al rifugio anche tramite la funivia della P. Indren alla stazione di Zar Oltu, 20 min a piedi. *Fonte: *[bivacchi-rifugi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/561/rifugio-citta-di-mortara-grande-halte/)** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Cittadimortara_1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Cittadimortara_1.webp)Alpe Seewji con il rifugio Città di Mortara in estate[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Cittadimortara_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Cittadimortara_2.webp)Alpe Seewji con il rifugio Città di Mortara in inverno[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_CittadiMortara-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_CittadiMortara.webp) **ESCURSIONI** [Rifugio Città di Vigevano](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-vigevano/) | [Rifugio Crespi Calderini](https://www.montagnenostre.net/rifugio-crespi-calderini-anna/) | Bocchetta delle Pisse **ALPINISMO** Corni di Stofful | Corno d’Olen | Corno del Camoscio [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Monte Rosa, Valsesia --- ### [Rifugio Abate Carestia Antonio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-abate-carestia-antonio/) **Published:** Luglio 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Un balcone sulla Val Vogna e situato a 2201 m. sulla via del Corno Bianco. Adagiato nel vallone del Rissuolo, nella bella Valle Vogna, sulla via normale per il Corno Bianco, il Rifugio Carestia nasce nel 1995 in sostituzione del precedente divenuto pericolante.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Costiera del Corno Bianco (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Cà di ’Janzo **Quota di partenza:** 1354 m | **Dislivello:** 847 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Aperto mese di Luglio (solo Sabati e Domeniche) e tutto il mese di Agosto **Posti letto:** 30 posti – 4 nel periodo invernale **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 348 1415490 | **Tel. rifugio** +39 0163 91901 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 13/07/2024, 08:26 Duration: 07:52:55 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1515 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1523 m Distance: 8.94 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** La gita al **rifugio Carestia** è senza dubbio una delle più belle salite in **alta Valsesia**. Il sentiero percorre la selvaggia **Valle Vogna**, dove il torrente omonimo ha scavato nei secoli un solco profondo e sinuoso, che si incunea tra le rocce formando canyon vertiginosi e slarghi poetici, dove si appoggiano le frazione walser intatte. Ovunque si respira un’atmosfera antica, dove il passato riemerge con discrezione e si confonde con l’attualità di un’economia rurale fatta di campi coltivati e piccole aziende agricole. Comodo nella parte iniziale, il percorso si inerpica ripido ma ben segnato fino all’**alpe Pile** dove si trova il rifugio, un balcone sulla valle dove la vista spazia dall’ospizio Sottile all’**alpe Maccagno**, a Riva con una spettacolare vista sul tortuoso dipanarsi del bacino del Vogna. Una notte al Carestia è d’obbligo: per godere del panorama al tramonto, per aspettare ansiosi l’alba, per regalarsi il giorno successivo la possibilità di salire ai **laghi Bianco, Nero e al meraviglioso corno Bianco**, meta ambita e rinomata nei 2 secoli scorsi. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Antonio_Carestia-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Antonio_Carestia.webp)Rifugio Abate Carestia Antonio[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Lago_Bianco_2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Lago_Bianco_2.webp)Lago BiancoIl **lago Bianco** è un poetico lago alpino, circondato da prati muschiosi e cime imponenti, dove mente e cuore trovano spazio per una serenità infantile. Ma la vera sorpresa è il **lago Nero**: enorme, incassato tra rocce incombenti, che si apre come un fiordo norvegese insospettato e sorprendente; cupo forse, ma a tal punto selvaggio e maestoso che non ha uguali in Valsesia e merita la visita. La salita al **Corno Bianco**, nel silenzio rarefatto di un ambiente morenico, conduce allo spettacolo del Monte Rosa, della Val D’Otro e di Alagna, percorrendo un sentiero antico che mescola il fascino di fasti passati e l’ansia alpinistica di una vetta conosciuta. La valle Vogna e le sue coste, il Corno Bianco, le piccole vallette che fioriscono tra le sue pieghe propongono uno spettacolo diverso, sconosciuto ai camminatori dei sentieri Valsesianone non possono mancare tra le mete di chi è curioso di questo angolo di terra *Fonte: *[rifugimonterosa.it](http://www.rifugimonterosa.it)** **ESCURSIONI** Passo dell’Artemisia | Laghi Bianco e Nero | Alpe Rissuolo **TRAVERSATE** [Rifugio Ospizio Sottile](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ospizio-sottile/) al Colle di Valdobbia attraverso il Passo dell’Alpetto **ALPINISMO** Corno Bianco | Cresta Rossa e P. Ciampono [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/comune-di-balmuccia-l203424/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Costiera del Corno Bianco, Lago Nero, Valle Vogna, Valsesia --- ### [Rifugio Città di Busto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-busto/) **Published:** Febbraio 16, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Si è situato al limite NE del Piano dei Camosci a 2480 m. Il rifugio per la sua posizione strategica è in grado di soddisfare le più svariate esigenze: di chi, anche con la propria famiglia desideri vivere la montagna in modo semplice, naturale e tranquillo, dall’osservazione delle innumerevoli varietà di flora alpina, all’incontro ravvicinato con le numerose marmotte che giocano nei prati circostanti o le volpi che quotidianamente passano a cercare qualche avanzo di cui cibarsi.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Località di partenza:** Stazione di partenza della funivia dei Sabbione **Quota di partenza:** 1850 m | **Dislivello:** 630 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 45 minuti **Periodo di Apertura:** dal 15 Giugno al 30 Settembre **Posti letto:** 47 posti (6 posti rifugio invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Busto Arsizio – **Custode:** Marco Valsesia **Tel.** +39 0324 63092 | **Cell. custode** +39 347 5566808 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 16/02/2016, 17:38 Duration: 02:25:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 16830 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 16830 m Distance: 7.20 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Domodossola percorrere la carrozzabile delle Valli Antigorio e Formazza fino alla Conca di Riale (46,5 km). Qui si trova la diramazione a sinistra per la diga del **Lago Morasco** da dove prosegue ancora nella Valle del Gries fino alla partenza della funivia del Sabbione ove termina a 1850 m. Si scende ora sul Torrente Gries e lo si attraversa su una passerella a 1837 m; oltre, il sentiero subito si biforca. Si prosegue a sinistra, costeggiando la ripida sponda del Rio del Sabbione. Dopo numerose svolte si esce in una valletta pianeggiante al baitello Zum Stock 2210 m (ore 0.45). Poi si prende il sentiero a destra che sale sul ripido pendio erboso, per raggiungere il dosso dove è situato il rifugio (ore 1.45). *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/640/rifugio-citta-di-busto/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_CittadiBusto-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_CittadiBusto.webp)Rifugio Città di Busto con la fioritura[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_CittadiBusto2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_CittadiBusto2.webp)Rifugio Città di Busto con vista panoramica delle Alpi Lepontine[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_CittadiBusto3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_CittadiBusto3.webp)Vista panoramica dal rifugio Città di Busto **TRAVERSATE** [Rifugio Mores Cesare](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mores-cesare/) | [Rifugio Margaroli Eugenio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-margaroli-eugenio/) | Rifugio Binntalhütte | [Rifugio Corno Gries](https://www.montagnenostre.net/capanna-rifugio-corno-di-gries/) | [Rifugio Maria Luisa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-maria-luisa/) **ASCENSIONI** Punta d’Arbola | Hohsandhorn | Blinnenhorn | Strahlgrat | Corno di Ban [Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/piemonte-l598/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Alpi Lepontine, bambini in montagna, Ossola Nord, Valle d'Ossola, Valle del Gries --- ### [Rifugio Valle Vogna](https://www.montagnenostre.net/rifugio-valle-vogna/) **Published:** Luglio 18, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato nel cuore della Val Vogna a 1380 mt, il Rifugio è raggiungibile da Riva Valdobbia in auto (4 km); da qui partono le numerose passeggiate adatte a tutti, dalla camminata che si addentra dolcemente nella Val Vogna, all’ascensione ai 3320 mt del Corno Bianco.** **DETTAGLI ITINERARIO** **E – Itinerario Turistico** **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Riva Valdobbia – Cà d’Janzo **Quota di partenza:** 1354 m | **Dislivello:** 27 m | **Tempo di percorrenza:** 15 minuti **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l’anno – Chiuso i mercoledì **Posti letto:** 16 posti **Gestione:** Silvana Ferraris – CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 91918 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Riva Valdobbia – Cà di Janzo, in Val Vogna. S’imbocca la comoda mulattiera che fiancheggia la sponda sinistra orografica del torrente, tocca Cà Piacentino, Cà Morca, Cà Verno e S. Antonio dove è situato il rifugio. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Alpe_rifugioValleVogna-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Alpe_rifugioValleVogna.webp)Le Baite della Valle Vogna[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/RifugioValleVogna-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/RifugioValleVogna.webp)Rifugio Valle Vogna **ITINERARI POSSIBILI** Valle Vogna con tutte le sue frazioni | Colle di Valdobbia | [Rifugio Ospizio Sottile](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ospizio-sottile/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Monte Rosa, Valle Vogna, Valsesia --- ### [Rifugio non custodito Baita Grignasco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-baita-grignasco/) **Published:** Luglio 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Un angolo incontaminato del Vallone d’Olen a 1743 m: La Baita Sociale occupa un edificio dell’Alpeggio dell’Alpe Stofful inferiore. Svolge saltuario servizio di accoglienza per i soci. Apertura previo accordi con la Sottosezione di Grignasco.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E – Itinerario Turistico** **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Località di partenza:** Da Alagna (frazione Pedemonte) **Quota di partenza:** 1380 m | **Dislivello:** 363 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da Giugno a Settembre su richiesta **Posti letto:** 8 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo – Sottosezione di Grignasco **Tel.** +39 0163 417654 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Alagna Valsesia (frazione Piane) si segue il segnavia -5- che porta ad attraversare il torrente Olen, poi si prosegue a destra seguendo la strada forestale con segnavia -5f- e più avanti si lascia a destra la deviazione per la miniera di S. Maria arrivando agli Alpi Witine Poco sopra s’imbocca la mulattiera che conduce agli alpi di Stofful inferiore 1743 m e al rifugio. *Fonte: *[rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/560/rifugio-non-custodito-baita-grignasco/)** [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Ponte_BaitaGrignasco-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Ponte_BaitaGrignasco.webp)Ponte del torrente lungo il percorso per la Baita Grignasco[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/BaitaGrignasco_1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/BaitaGrignasco_1.webp)Rifugio non custodito Baita Grignasco[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/BaitaGrignasco_primavera-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/BaitaGrignasco_primavera.webp)Rifugio non custodito Baita Grignasco a Primavera **TRAVERSATE** [Rifugio Crespi Calderini Anna](https://www.montagnenostre.net/rifugio-crespi-calderini-anna/) **ALPINISMO** Bocchetta delle Pisse | Corni di Stofful | Corno d’Olen [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Monte Rosa, Vallone d'Olen, Valsesia --- ### [Monte Gandeng, la montagna delle uova](https://www.montagnenostre.net/monte-gandeng-la-montagna-delle-uova/) **Published:** Novembre 9, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Tra le dolci alture che punteggiano il paesaggio cinese, c’è un luogo che da secoli incuriosisce viaggiatori, escursionisti e amanti del mistero: il **Monte Gandeng**, noto ai locali come **la montagna delle uova**. Si trova nella regione autonoma Buyei e Miao di Qiannan, nella provincia cinese di Guizhou, a sud-ovest della Cina. A prima vista, questa cima modesta – più collina che montagna – non rivela nulla di straordinario. Eppure, basta avvicinarsi per scoprire una leggenda tanto bizzarra quanto affascinante: si dice che, sotto la sua terra, siano nascoste **enormi uova di pietra**, antichi resti di un’epoca dimenticata o, secondo i più fantasiosi, uova di draghi mai nati. ##### Un nome curioso Il termine *“Gandeng”* – parola dialettale difficile da tradurre – evoca suoni e immagini arcaiche, legate alla terra, al lavoro contadino e ai racconti sussurrati nelle stalle. Alcuni sostengono che derivi da una radice prelatina che significa “gonfio” o “tondeggiante”, proprio come le misteriose uova che la montagna custodirebbe. ##### Le leggende Secondo una delle storie più raccontate nella zona, ogni primavera, quando la rugiada del mattino bagna i prati del Monte Gandeng, si possono scorgere **piccole crepe nel terreno**, simili a quelle di un guscio che sta per schiudersi. Gli anziani del paese giurano di aver visto, da bambini, “uova grandi come zucche” emergere dopo le piogge più intense. Altri parlano di un tempo in cui la montagna sarebbe stata il nido di una creatura alata, un drago silenzioso che avrebbe deposto lì le sue ultime uova, poi pietrificate dal passare dei secoli. ##### Geologia o fantasia? Naturalmente, gli studiosi hanno una spiegazione più razionale. Secondo i geologi, il Monte Gandeng è composto da formazioni rocciose sferoidali, create da millenni di erosione e stratificazioni calcaree. Alcune pietre, levigate dal tempo, assumono davvero la forma di **grandi uova**, tanto da alimentare storie e credenze popolari. Ma come spesso accade, la verità scientifica non riesce a spegnere il fascino del mito. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/11/UOVA_monteGandeng-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/11/UOVA_monteGandeng.webp)Formazioni rocciose a forma di uova sul Monte Gandeng in Cina[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/11/Uova_MonteGandeng2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/11/Uova_MonteGandeng2.webp)Uova di pietra viste da vicino##### Un’escursione fuori dal comune Oggi, il Monte Gandeng è una meta ideale per una gita domenicale in mezzo alla natura. Sentieri ben segnalati attraversano boschi silenziosi e prati fioriti, con scorci panoramici sulla pianura sottostante. Lungo il cammino, non è raro imbattersi in pietre dalla forma curiosamente ovale, che sembrano voler confermare ciò che la leggenda racconta. Che siate cercatori di storie, appassionati di geologia o semplicemente amanti del verde, **una visita al Monte Gandeng** saprà sorprendervi. E chissà: magari, tra i sassi del sentiero, troverete anche voi **un uovo della montagna**. ##### In conclusione **Monte Gandeng** è una piccola meraviglia nascosta che saprà sorprendervi. Che siate escursionisti, amanti delle leggende o semplici curiosi, questa montagna delle uova vi regalerà un’esperienza originale e suggestiva. Fonte: *[OpenAI. (2023). ChatGPT \[Modello linguistico di grandi dimensioni\].](https://www.openai.com/chatgpt)* | *Le foto presenti in questo sito sono di proprietà degli utenti o acquistate da banche immagine* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/cina-l169032/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** cina, Notizie strane di montagna --- ### [L'Alta Via delle Alpi Apuane: la traversata dei Monti della Luna](https://www.montagnenostre.net/lalta-via-delle-alpi-apuane-la-traversata-dei-monti-della-luna/) **Published:** Maggio 8, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### **La traversata delle Alpi Apuane è un itinerario classico di 6 Tappe riservato ad escursionisti esperti descritto dall’alpinista Angelo Nerli nella guida realizzata con il Parco delle Alpi Apuane. La traversata proposta offre forti emozioni sia da un punto di vista naturalistico che storico, una natura intrinseca, ed ancora selvaggia ma necessariamente legata, in passato ed oggi, alle attività dell’uomo. I pernottamenti organizzati nei rifugi offrono la possibilità di scoprire la calda e familiare ospitalità dei rifugisti che, con pochi, semplici piatti, sapranno guidarvi alla scoperta di sapori, usi e tradizioni che nell’arco di pochi chilometri cambiano incredibilmente.** **Gruppo Montuoso:** Alpi Apuane (Italia) **Durata:** 6 giorni e 5 notti **PRIMA TAPPA** **Castelpoggio (550 mt) | Valico di Gabellaccia (892 mt) | Acqua Sparta | Rifugio CAI Carrara (1318 mt)** #### E – *Itinerario Escursionistico* **Località di partenza:** Castelpoggio **Quota massima:** 1318 mt **Dislivello di salita:** 800 mt **Tempo di salita:** 4 h **Segnavia:** CAI 185 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Situato in posizione panoramica a 550 m. sul livello del mare, **Castelpoggio** fu un “castrum” bizantino a difesa della città di Luni. Via di transito e di accoglienza per i pellegrini che viaggiavano verso la Lunigiana ed i valichi Appenninici, disponeva di uno hospitale e per la sua importanza nel duecento fu anche comune. L ’antico borgo merita una visita prima di imboccare il segnavia CAI 185 che parte dalla piazza Primo Ricci e, attraverso boschi di castagno, di leccio e di carpino raggiunge il **Valico della Gabellaccia**, a 892 mt., antico punto di confine tra Granducato di Toscana e Stati Estensi. Il percorso ora diventa panoramico e lo scenario è tra i più suggestivi. I bianchi bacini marmiferi di Carrara, si stagliano tra l’azzurro del cielo e il verde dei boschi, divenendo una componente stessa del paesaggio apuano. Il sentiero raggiunge la località **Acqua Sparta**, a Campocecina, dove in un ampio parcheggio termina anche la strada carrozzabile. Uno stradello chiuso agli automezzi porta in pochi minuti al **Rifugio CAI Carrara** (1318 mt) dove lo sguardo spazia dalla Corsica alle Alpi Marittime regalandoci tramonti indimenticabili sul Golfo dei poeti. **NOTE:** Cena, pernottamento, prima colazione e pranzo al sacco presso il rifugio CAI Carrara Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/alpi-apuane-l175093/) **SECONDA TAPPA Rifugio CAI Carrara (1318 mt) | Monte Sagro | Foce di Giovo | Rifugio Orto di Donna (1445 mt)** #### EE – *Itinerario Escursionistico* per Esperti **Località di partenza:** Rifugio CAI Carrara **Quota massima:** 1500 mt **Dislivello di salita:** 700 m in salita – 686 in discesa **Tempo di salita:** 6 h **Segnavia:** CAI 176 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Percorso lungo e in diversi punti impegnativo, si snoda tra i 1250 e i 1500 metri di quota toccando numerose foci. Dalla prima, Pianza, si gode una spettacolare veduta sui sottostanti bacini marmiferi, si tocca poi il Monte Sagro per valicarne la cresta alla Foce del Fanaletto, e ancora, in successione, Foce Pollaro, Foce di Vinca, Foce di Navola, Foce Rasori, fino alla Capanna Garnerone, bivacco costruito in vicinanza della ricca fonte della Vacchereccia, nomi che hanno fatto la storia dell’alpinismo in Apuane, punti di attacco alle salite più belle come il Torrione Figari, Punta Questa, il Pisanino, il Pizzo d’Uccello. Da qui si può proseguire fino a Foce di Giovo ed entrare nella Vallata di Orto di Donna seguendo il sentiero CAI 179 che raggiunge il Rifugio posto sotto la verticale del Grodilice. ( Via più diretta ma più disagevole per raggiungere il rifugio è rappresentata dal segnavia CAI 186 che da Foce Rasori sale alla Foce del Grondilice (1746 m) e scende direttamente alla Cava 27) **NOTE:** Cena, pernottamento, prima colazione e pranzo al sacco presso il rifugio Orto di Donna **GUARDA IL VIDEO** **TERZA TAPPA Rifugio Orto di Donna (1445 mt) | Foce di Cardeto | Passo della Focolaccia o grande Cava | Cresta della Tambura (1900 mt) | Rifugio CAI Nello Conti (1442 mt)** #### EE – *Itinerario Escursionistico* per Esperti **Località di partenza:** Rifugio Orto di Donna **Quota massima:** 1900 mt **Dislivello di salita:** 500 mt in salita – 550 mt in discesa **Tempo di salita:** 4/5 h **Segnavia:** CAI 179 – CAI 148 – CAI 35 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** La tappa odierna si sviluppa tutta ad alta quota, sfiorando i 1900 m. sulla **cresta della Tambura**. Il segnavia CAI 179 attraversa obliquamente il ripido versante settentrionale del Monte Contrario per raggiungere **Foce di Cardeto**, punto di accesso alla Via Normale per il Pisanino, la vetta più alta della catena apuana. Il sentiero prosegue fino a raggiungere la strada marmifera che sale al Passo della Focolaccia, o meglio al grande cava che lo ha cancellato. Se nei giorni precedenti le cave hanno fatto da fondale al nostro camminare, qui è inevitabile addentrarsi nel sito estrattivo ed avere anche qualche difficoltà ad individuare il proseguo del percorso, visto il continuo allargarsi del fronte di cava. Il segnavia CAI 148 percorre la **Cresta della Tambura** fino a passo Tambura, punto di valico della settecentesca Via Vandelli che collegava Modena con Massa. Il tratto della strada selciata compresa la Valle di Arnetola (Vagli) e Resceto (MS) è stato recuperato dal Parco delle Alpi Apuane e rappresenta uno splendido itinerario di collegamento tra vallate (segnavia CAI 35). Si scende in direzione mare per circa 1 km. Per raggiungere la Finestra Vandelli detta anche dei Campaniletti oltre la quale si trova il **rifugio Conti**. **NOTE:** Partenza ideale: ore 8.00 dal rifugio Orto di Donna Cena, pernottamento,prima colazione e pranzo al sacco presso il rifugio CAI Nello Conti [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/CrestaTambura-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/CrestaTambura.webp)Cresta della Tambura **QUARTA TAPPA Rifugio CAI Nello Conti (1442 mt) | Passo Tambura | Valle di Arnetola | Arni | Rifugio CAI Adelmo Puliti (1013 mt)** #### E – *Itinerario Escursionistico* **Località di partenza:** Rifugio CAI Nello Conti **Quota massima:** 1442 mt **Dislivello di salita:** 700 m in salita – 1100 m in discesa **Tempo di salita:** 4 h **Segnavia:** CAI 31 – CAI 33 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Riguadagnato il Passo Tambura si scende per la Via Vandelli in **Valle di Arnetola**, paradiso degli speleologi che in Ripanaia trovano il maggior concentrato al mondo di abissi verticali. Il segnavia CAI 31 segue una erta **mulattiera (TOD) costruita dai tedeschi nella seconda guerra mondiale** che, tornante dopo tornante, conduce fino ai grandi prati del Passo Sella, da qui la mulattiera diventa una marmifera che scende fino alle prime case del paese di Arni da dove il segnavia 33 conduce in poco più di dieci minuti al **Rifugio CAI Adelmo Puliti**. **NOTE:** Cena, pernottamento,prima colazione e pranzo al sacco presso il rifugio CAI Adelmo Puliti **QUINTA TAPPA Rifugio CAI Adelmo Puliti (1013 mt) | Colle del Cipollaio | Passo del Fordazzani | Passo Croce | Foce di Mosceta | Rifugio CAI Del Freo (1170 mt)** #### E – *Itinerario Escursionistico* **Località di partenza:** Rifugio CAI Nello Conti **Quota massima:** 1442 mt **Dislivello di salita:** 700 m in salita – 1100 m in discesa **Tempo di salita:** 4 h **Segnavia:** CAI 31 – CAI 33 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Due i possibili itinerari ( il terzo è decisamente alpinistico) di questa giornata, entrambi molto interessanti, il primo, più vicino al crinale, segue il segnavia CAI 31 fino al **Colle del Cipollaio**, il CAI 141 per il Passo del Fordazzani e fino al Passo Croce, per immettersi poi sul CAI 129 che raggiunge la Foce di Mosceta e il Rifugio CAI del Freo. L’altro itinerario raggiunge ugualmente il Rifugio Del Freo partendo da Tre Fiumi. Il segnavia CAI 128 taglia a metà costa le pendici del monte Freddone e tocca l’ alpeggio del Puntato, luogo che da solo merita una escursione in Apuane. **NOTE:** Cena, pernottamento,prima colazione e pranzo al sacco presso il rifugio CAI Del Freo [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/PassodeiFordazzani-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/05/PassodeiFordazzani.webp)Passo dei Fordazzani **SESTA TAPPA Rifugio CAI Del Freio (1170 mt) | Callare di Pania | Pania della Croce (1858 mt) | Focena del Puntone | Rifugio CAI E.Rossi (1609 mt) | Piglionico (1200 mt)** #### E – *Itinerario Escursionistico* **Località di partenza:** Rifugio CAI Del Freio **Quota massima:** 1858 mt **Dislivello di salita:** 680 m in salita – 660 m in discesa **Tempo di salita:** 4 h **Segnavia:** CAI 126 – CAI 7 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** La **Pania della Croce** si merita appieno il titolo di Regina delle Apuane, e l’itinerario di oggi porta proprio sulla sua cima. Il sentiero CAI 126 sale da Mosceta al Callare della Pania, (da qui con una breve deviazione si raggiunge la croce sulla vetta), e scende alla Focetta del Puntone, per ricongiungersi al CAI n. 7 che toccando il **Rifugio CAI E. Rossi**, posto proprio sotto il Naso dell’Omo Morto, scende prima per prati poi in faggeta fino al Piglionico, dove termina la strada carrozzabile di accesso dal versante Garfagnana. E’ proprio da questa parte della valle che si coglie appieno il significato del nome Omo Morto dato a questo gruppo montuoso. Nei prati che un tempo si trovavano tra la Pania Secca e la Pania della Croce un giovane pastore ed una pastorella si scambiavano promesse d’amore, ma un triste giorno, il pastore decise di partire per fare fortuna al di là del mare, si imbarcò e la pastorella non lo vide mai più. La giovane passava giornate intere a guardare il mare e sarebbe sicuramente morta di tristezza se un altro giovane pastore, invaghitosi di lei, non avesse deciso di sacrificare la sua stessa vita per salvarla. Gli dei, interpellati, dissero che l’unico modo di salvare la ragazza era quello di impedirle la vista del mare, il pastorello non ci penso su, si distese sui prati e si fece pietrificare nella montagna che sembra un gigante addormentato. **NOTE:** Dal Piglionico il sentiero Garfagnana Trekking raggiunge il Paese di Sassi, servito da mezzi pubblici per il rientro alla stazione ferroviaria di Gallicans. **Per maggiori informazioni chiedere ai centri visita del Parco: Seravezza:** tel. 0584 757325 | E-mail: **Castelnuovo di Garfagnana:** tel. 0583 644242 | E-mail: *Fonte: [montagnamadeinitaly.it](http://www.montagnamadeinitaly.it)* **Categorie:** Curiosità di Montagna, Escursioni **Tag:** Alpi Apuane, Alta Via, Escursioni in montagna, Grandi traversate, trekking --- ### [Rifugio 3A](https://www.montagnenostre.net/rifugio-3a/) **Published:** Marzo 3, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato in alta val Formazza a 2.960 m s.l.m., vicino al Lago del Sabbione e al ghiacciaio Siedel, a poca distanza dalla frontiera con la Svizzera.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### ****E** – Itinerario escursionistico** **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valli-antigorio-formazza-rifugi/) **Località di partenza:** Stazione di partenza della funivia del Sabbione **Quota di partenza:** 1850 m | **Dislivello:** 1060 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Aperto in estate **Posti letto:** 90 posti **Gestione:** Associazione Don Bosco “3A” | **Custode:** Organizzazione Mato Grosso **Tel.** +39 347 9058659 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 25/08/2019, 10:50 Duration: 03:37:55 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1319 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 149 m Distance: 9.21 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Domodossola percorrere la carrozzabile delle Valli Antigorio e Formazza fino alla Conca di Riale (46,5 km). Qui si trova la diramazione a sinistra per la diga del **Lago Morasco** da dove prosegue ancora nella Valle del Gries fino alla partenza della funivia del Sabbione ove termina a 1850 m. Si scende ora sul Torrente Gries e lo si attraversa su una passerella a 1837 m; oltre, il sentiero subito si biforca. Si prosegue a sinistra, costeggiando la ripida sponda del Rio del Sabbione. Dopo numerose svolte si esce in una valletta pianeggiante al baitello Zum Stock 2210 m. Poi per pietraie e ondulazioni erbose il sentiero s'innalza verso SW fino al **Lago del Sabbione**, nei cui pressi sorge il rifugio C. Mores. Si attraversa la diga del Sabbione, e si sale su dossi e vallette erbose lungo un comodo sentiero che costeggia il lago arrivando al rifugio Claudio e Bruno: da lì si prosegue sul sentiero che dopo un breve tratto verso N compie un lungo diagonale verso destra (neve) raggiungendo il rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/822/3a/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/LagoMorasco-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/LagoMorasco.webp)Lago Morasco[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/LagodelSabbione-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/03/LagodelSabbione.webp)Lago del Sabbione **TRAVERSATE** [Rifugio Città di Busto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-busto/ "Rifugio Città di Busto") | [Rifugio Mores](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mores-cesare/ "Rifugio Mores Cesare") | [Rifugio Somma Lombardo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-somma-lombardo/ "Rifugio Somma Lombardo") | [Rifugio Maria Luisa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-maria-luisa/ "Rifugio Maria Luisa") | [Rifugio Claudio e Bruno](https://www.montagnenostre.net/rifugio-claudio-e-bruno/ "Rifugio Claudio e Bruno") | [Rifusssgio Margaroli](https://www.montagnenostre.net/rifugio-margaroli-eugenio/ "Rifugio Margaroli Eugenio") | [Rifugio Miryam](https://www.montagnenostre.net/rifugio-miryam/ "Rifugio Miryam") | Binntalhütte (SUI) **ASCENSIONI** Blinnenhorn | Siedel Rothorn | Punta dei Camosci | Punta del Sabbione | Punta d'Arbola [Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Lago Morasco, Ossola Nord, Valle d'Ossola --- ### [Pronti per un passo nel vuoto? L'emozione sull'Aiguille du Midi](https://www.montagnenostre.net/pronti-per-un-passo-nel-vuoto/) **Published:** Dicembre 1, 2015 **Author:** Redazione **Content:** A 3.842 metri di quota, nel cuore del massiccio del Monte Bianco, si trova una delle attrazioni più spettacolari e vertiginose al mondo: la **[Skywalk dell’Aiguille du Midi](https://gyg.me/GD0hBO47)**, conosciuta come *“Step Into the Void”*. Una cabina interamente in vetro, sospesa sul vuoto, che regala la sensazione di camminare letteralmente nell’aria, con sotto di sé quasi mille metri di strapiombo. ##### Una sfida di ingegneria estrema Realizzata con vetri ad alta resistenza, la passerella trasparente è stata definita una delle **opere più ardite mai costruite in alta montagna**. Ogni dettaglio è stato progettato per garantire sicurezza assoluta, pur lasciando che i visitatori vivano l’adrenalina di trovarsi sospesi tra cielo e terra, circondati dal panorama mozzafiato delle Alpi. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/AiguilleduMidi-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/AiguilleduMidi.webp)Aiguille du Midi##### Il panorama che toglie il fiato Da qui lo sguardo spazia a 360 gradi: le cime del Monte Bianco, le guglie di granito dell’Aiguille Verte, fino al Cervino e al Monte Rosa nelle giornate più limpide. È un’esperienza che unisce avventura, bellezza naturale e un pizzico di coraggio. ##### Come arrivarci Per raggiungere l’Aiguille du Midi si parte da **Chamonix**, in Francia, con una delle funivie più spettacolari d’Europa. In pochi minuti si passa dal fondovalle verdeggiante alla maestosità glaciale dell’alta montagna, un viaggio che da solo vale la visita. ### Un’esperienza da non perdere Il “Passo nel Vuoto” non è solo un’attrazione turistica: è un simbolo di **innovazione, ingegno umano e sfida ai limiti**. Per gli amanti della montagna, degli sport estremi o semplicemente delle emozioni forti, questa è un’esperienza da segnare nella lista delle cose da fare almeno una volta nella vita. ![](https://cdn.getyourguide.com/image/format=auto,fit=crop,gravity=auto,quality=60,width=450,height=450,dpr=2/tour_img/5cb09ef1661cc.jpeg)Fonte: *[OpenAI. (2023). ChatGPT \[Modello linguistico di grandi dimensioni\].](https://www.openai.com/chatgpt)* | *Le foto presenti in questo sito sono di proprietà degli utenti o acquistate da banche immagine* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/ginevra-l54/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/aiguille-du-midi-l117540/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Aiguille du Midi, Francia, Monte Bianco, Panorama mozzafiato --- ### [Rifugio Maria Luisa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-maria-luisa/) **Published:** Febbraio 11, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato a 2160 m in Val Toggia, all’imbocco della Valrossa (Rotental), poco sotto la diga del Lago del Toggia.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valli-antigorio-formazza-rifugi/) **Località di partenza:** Riale **Quota di partenza:** 1720 m | **Dislivello:** 440 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Dal 15 Giugno al 30 Settembre **Posti letto:** 52 posti **Gestione:** CAI Sezione di Busto Arsizio | **Custode:** Giovanni Maceraudi **Tel.** +39 0324 63086 | +39 348 4444316 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 16/06/2019, 11:35 Duration: 04:56:56 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 475 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 481 m Distance: 10.92 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il percorso per il Rifugio Maria Luisa in **Val Toggia** parte da **Riale** a 1728 metri in Alta Val Formazza ultima frazione raggiungibile in auto salendo da Domodossola attraverso la Valle Antigorio e la Val Formazza davanti alla **diga del Lago di Morasco**. Inizia il sentiero che conduce al rifugio si costeggia la sponda destra del lago lungo una strada sterrata comoda che in circa mezz’ora porta alla testata della diga da qui la via si fa più ripida e sale seguendo il corso del torrente Toggia attraversando pascoli e incontrando piccole cascate la salita richiede circa un’ora fino a raggiungere i 2160 metri del **Rifugio Maria Luisa** situato in una conca erbosa vicino al **Lago Toggia**. Il panorama è molto ampio e spazia verso le montagne circostanti come il **Corno di Ban**, il Pizzo San Giacomo e il Blinnenhorn. Il dislivello complessivo è di circa 430 metri e il tempo di percorrenza è tra un’ora e mezza e due ore. Adatto anche a famiglie ed è consigliato nel periodo che va da Giugno a Settembre. In inverno e primavera il rifugio è raggiungibile sempre da Riale con le ciaspole o pelli di foca. *Fonte: [rifugiomarialuisa.it](http://www.rifugiomarialuisa.it)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_Maria_Luisa2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_Maria_Luisa2.webp)[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_Maria_Luisa-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_Maria_Luisa.webp)Rifugio Maria Luisa in stagione estiva[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Lago_Castel-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Lago_Castel.webp)Lago Castel[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_Maria_Luisa_Inverno-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_Maria_Luisa_Inverno.webp)Rifugio Maria Luisa in stagione invernale **TRAVERSATE** [Rifugio Città di Busto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-busto/) | [Capanna Corno Gries](https://www.montagnenostre.net/capanna-rifugio-corno-di-gries/) | Capanna Basodino **ASCENSIONI** Monte Basodino | Corno di Nefelgiu | Corni di Ban | Corno di Gries | Pizzo Fiorina | Pizzo Tamier | Pizzo di Caveranno [Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/monte-rosa-l160977/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** bambini in montagna, Ossola Nord, Val Formazza, Valle Antigorio, Valle d'Ossola --- ### [Le Gole dell’Alcantara, tra trekking e body rafting](https://www.montagnenostre.net/le-gole-dellalcantara-tra-trekking-e-body-rafting/) **Published:** Luglio 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Un canyon di origine lavica con pareti fino a 50 metri Piena di bellezze naturali e terra incontaminata, la Valle dell’Alcantara vi regalerà esperienze indimenticabili con le sue tante attività divertenti, come il trekking fluviale e il body rafting. Tra canyon profondi e lunghi sentieri, il parco offre piacevoli escursioni e rilassanti passeggiate. Un luogo che saprà incantare chi ama la natura e le vacanze all’aria aperta, in massima sicurezza e con ogni comfort. Per chi desidera visitare la zona, intrattenendosi qualche giorno in più, è possibile infatti fermarsi nei numerosi agriturismi presenti, oppure nelle antiche masserie oggi trasformate in dimore moderne e accoglienti. Imperdibile il pit stop al canyon, se si ama il body rafting: facendosi trascinare tra le rapide dell’acqua, questa strepitosa discesa fluviale con il corpo consente di visitare un tratto delle Gole tra cascatelle, insenature e massi lavici. Durante la bella stagione, scendere lungo il corso del fiume è davvero un’esperienza unica e ricca di adrenalina. Occhio solo alle condizioni richieste per partecipare: età compresa tra i 16 ed i 65 anni, essere in buona salute e, ovviamente, saper nuotare. Per i meno arditi, altrettanto interessante è percorrere a piedi il cosiddetto “**Sentiero delle Gole Alcantara**” e visitare, facendo trekking, angoli nascosti del canyon millenario: un itinerario che conduce alla sorgente e fiancheggia il fiume per ammirare dall’alto le stupefacenti pareti basaltiche. Come anche per conoscere, attraverso fedeli riproduzioni in scala, gli animali preistorici che hanno abitato anticamente la valle. Prima di iniziare la passeggiata, è inoltre possibile visitare la sala multimediale 4D e i vivaci spazi espositivi del MoL (Museum of Land), per capire come si è formato ed evoluto il canyon, dalle origini dell’alveo, risalente a circa 300mila anni fa, fino ai giorni nostri. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/Goledellalcantara-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/Goledellalcantara.webp)Tratto delle Gole dell’Alcantara[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/MappaParco_Goledelalcantara-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/MappaParco_Goledelalcantara.webp)Mappa del Parco delle Gole dell’AlcantaraDivenuta Parco Botanico e Geologico dell’Alcantara negli anni Sessanta, questa terra è considerata una tra le più spettacolari e interessanti mete turistiche della Sicilia: decine e decine di ettari di terreno, tra agrumeti, oliveti, pascoli e boschi. Nella valle, ancora oggi, vengono praticate tutte le attività agricole tradizionali per la coltivazione di agrumi e olivi, lavorati in loco per ottenere prodotti genuini e di eccezionale qualità, come liquori, marmellate e olio d’oliva. Per informazioni visitare su: [www.golealcantara.com](http://www.golealcantara.com). Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/gole-dell-alcantara-sicilia-l130908/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Itinerari, Rafting, Sicilia, trekking, Trekking fluviale --- ### [Rifugio Somma Lombardo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-somma-lombardo/) **Published:** Febbraio 16, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Si trova a 2561 m. all’estremità NE del Lago del Sabbione, in posizione panoramica sulle pendici occidentali del Corno di Ban.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valli-antigorio-formazza-rifugi/) **Località di partenza:** Stazione di partenza della funivia dei Sabbione **Quota di partenza:** 1850 m | **Dislivello:** 843 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da Giugno ad Ottobre **Posti letto:** 24 posti **Gestione:** CAI Sezione di Somma Lombardo **Tel.** +39 0331 768311 | **Cell.** +39 347 8457045 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 28/05/2019, 13:19 Duration: 04:03:20 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 895 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 74 m Distance: 6.08 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il Rifugio Somma si trova in alta **Valle Formazza (VCO)** in **Località Sabbioni a 2561 metri** di altitudine. La Valle Formazza è raggiungibile seguendo l´autostrada **A26 fino a Gravellona Toce**, poi la **superstrada 33 del Sempione** fino allo svincolo per la Valle Antigorio Formazza; da qui si prosegue con la SS659 della Valle Formazza passando dai paesi di Crodo, Baceno, Premia. La valle, famosa anche per la celebre **cascata del Toce (1)**, si trova a circa **30 km da Domodossola, 120 km da Milano (90 km da Milano Malpensa) e 180 km da Torino**. Con l’automobile, superata la Cascata, si può parcheggiare o nel piccolo villaggio di Riale(2), caratteristico borgo Valser, oppure proseguire fino al parcheggio(3) sotto la diga di Morasco, di fianco a quello attrezzato anche per la sosta dei Camper. **ATTENZIONE: in alta stagione il parcheggio è a pagamento,ma basterà presentare una ricevuta fiscale del rifugio di una spesa minima di 20 € per non pagare il tiket.** Da qui parte il sentiero G0 che conduce al Rifugio.(4) Consigliamo di parcheggiare qui l’automobile e **NON sfidare il divieto di transito** che impedisce di accedere alla strada che sale fino al lago di Morasco. L’ordinanza del comune prevede sanzioni a chi viene sorpreso a circolare sulla strada che da Riale conduce alla piana di Morasco. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Panorama_rifugioSommaLombardo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Panorama_rifugioSommaLombardo.webp)Panorama del Lago del Sabbione dal rifugio Somma Lombardo**Da Riale a Morasco** Lasciata l’automobile si segue a piedi la strada **( percorso G0)** che sale a destra del lungo muraglione della diga di Morasco (5) fino a giungere alla casa dei guardiani e alla carrabile che si affaccia sul **Lago di Morasco(6)**. Lasciandosi alle spalle la diga, si prosegue in piano lungo la sponda del bacino, fino alla fine del lago dove in una ventina di minuti si raggiungono due edifici in muratura. Uno a livello carrareccia (poco più avanti) dove parte la funivia di proprietà dell’Enel e uno più in basso, che è **l'ex partenza della vecchia funivia** non più in funzione(7). La cartellonistica(7) ci invita a scendere fino a giungere a questo edificio più vecchio. Da qui si prosegue scendendo sulla sinistra, dove si attraversa un ponticello in cemento, e si percorre il largo sentiero che conduce all'alpeggio in fondo alla vallata. Un cartello(8) sconsiglia l'accesso al sentiero vecchio che piega a sinistra, e che sale ripido sul costone di roccia che si affaccia al canalone dove corre il torrente Rio Sabbioni ( **questo sentiero nonostante sia ancora utilizzato, è privo di manutenzione, e pertanto consigliamo di non usarlo** ). In pochi minuti di salita si raggiunge un bivio segnalato con un cartello: **Il sentiero più veloce consigliato per raggiungere il rifugio Somma e il Lago Sabbioni è il G39**. Il sentiero è ben segnalato con tracce BIANCO/ROSSE e cartellonistica del CAI. *Fonte: [caisomma.com](http://www.caisomma.com/come-raggiungerci/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_Somma_Lombardo-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Rifugio_Somma_Lombardo.webp)Rifugio Somma Lombardo **TRAVERSATE** Rifugio Città di Busto | [Rifugio Margaroli Eugenio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-margaroli-eugenio/) | Rifugio Binntalhütte **ASCENSIONI** Punta d’Arbola | Hohsandhorn | Blinnenhorn | Strahlgrat | Corno di Ban [Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/monte-rosa-l160977/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Lago Morasco, Ossola Nord, Val Formazza, Valle d'Ossola --- ### [Capanna Rifugio Grossalp](https://www.montagnenostre.net/capanna-rifugio-grossalp/) **Published:** Febbraio 8, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **La Capanna Grossalp, situata a fianco dell’omonimo alpe, si trova a 1907 m.s.l.m. e gode di una splendida vista sul villaggio walser di Bosco Gurin.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Ticinesi (Svizzera) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza – Valle Maggia](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Località di partenza:** Autopostale a Bosco Gurin **Quota di partenza:** 1503 m | **Dislivello:** 400 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Sempre aperta. Custode presente da maggio a ottobre e da metà dicembre a fine marzo **Posti letto:** 36 posti **Gestione:** Centro turistico Grossalp SA **Tel.** +41 091 7541680 | **Cell.** +41 079 5616888 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 17/06/2021, 12:25 Duration: 04:13:53 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 426 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 419 m Distance: 8.40 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il percorso più comune per raggiungere la Capanna Grossalp parte dal pittoresco villaggio Walser di **Bosco/Gurin** situato a 1503 metri di altitudine. Il sentiero escursionistico è classificato come T2 e risulta adatto a escursionisti di livello medio. La salita dura circa un’ora e quindici minuti con un dislivello positivo di circa 400 metri mentre la discesa richiede circa trenta minuti con un lieve dislivello negativo. La capanna si trova a circa 1907 metri di altitudine. Un’alternativa più lunga e impegnativa è costituita dalla tappa 11 della **Via Alta Vallemaggia**, che parte dalla **Capanna Piano delle Creste**. Questo percorso misura circa 11,3 chilometri, presenta un dislivello di salita di 1010 metri e un dislivello di discesa di 1200 metri, raggiungendo una quota massima di 2703 metri e richiedendo circa sei ore e mezza per essere completato. Il terreno è prevalentemente roccioso, con blocchi di gneiss e tre suggestivi laghetti denominati Antabia, Cròsa e Formazzöö. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/VillaggioWalser_BoscoGurin-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/VillaggioWalser_BoscoGurin.webp)Villaggio Walser di Bosco/Gurin[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/CascatediRialediBosco-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/CascatediRialediBosco.webp)Cascate di Riale di Bosco viste lungo il percorsoEsiste inoltre un **giro ad anello da Bosco/Gurin** lungo circa 10,4 chilometri con un dislivello di circa 730 metri sia in salita sia in discesa, che richiede circa quattro ore e quaranta minuti e presenta tratti tecnici di difficoltà intermedia. La Capanna Grossalp può essere raggiunta anche in pochi minuti dalla stazione intermedia della seggiovia percorrendo un breve tratto a piedi classificato come T1. I sentieri che partono da Bosco/Gurin attraversano boschi e pianori alpini e permettono di proseguire verso colli e vette circostanti. I tracciati GPS disponibili indicano un tempo in movimento di circa due ore e venti minuti per raggiungere la capanna e diverse escursioni riportano tempi di due-tre ore per completare il percorso. La capanna si trova nel comune di Bosco/Gurin nelle **Alpi Lepontine** in **Canton Ticino** ed è una struttura a due piani con refettorio, 36 posti letto suddivisi in tre stanze, cucine a legna e gas, acqua corrente, servizi igienici, riscaldamento a legna e illuminazione solare. Costruita nel 1966 e ricostruita nel 1998 dopo un incendio, è gestita dall’UTOE Locarno e può essere raggiunta anche tramite la seggiovia con pochi minuti di cammino. Per chi desidera un’escursione più leggera è consigliato il percorso diretto da Bosco/Gurin mentre per un’esperienza lunga e tecnica la tappa 11 della Via Alta Vallemaggia offre paesaggi rocciosi e laghetti alpini. Il giro ad anello da Bosco/Gurin rappresenta un buon equilibrio tra durata e bellezza del panorama. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Capanna_GrossAlp-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Capanna_GrossAlp.webp)[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Capanna_GrossAlp2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/02/Capanna_GrossAlp2.webp)Rifugio Capanna Grossalp**TRAVERSATE** Capanna Piano delle Creste | Cimalmotto (Val di Campo) | Passo di Bosco **ASCENSIONI** Pizzo Bombögn | Grosshorn | Sasso Rosso | Kleinhorn | Madone o Batnall | Ritzberg | Pizzo Stella o Martschenspitz | Pizzo Biella o Wandfluhhorn [Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/svizzera-l169023/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Alpi Ticinesi, Bosco Gurin, Ossola Nord, Valle d'Ossola, Valle Maggia --- ### [Rifugio Margaroli Eugenio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-margaroli-eugenio/) **Published:** Gennaio 27, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sorge a 2194 m. in bella posizione su un dosso tra l’Alpe Vannino e la diga del lago omonimo, alla testata del Vallone del Vannino, tributaria della Valle Formazza.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T – Itinerario Turistico** **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Località di partenza:** Valdo **Quota di partenza:** 1274 m | **Dislivello:** 920 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 46 posti **Gestione:** CAI Sezione di Domodossola – Custodi: Barbara Della Vedova e Tiziano Pianzola **Tel.** +39 0324 63155 | **Cell. Barbara** +39 328 9040431 | **Cell. Tiziano** +39 327 0197444 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 10/09/2025, 12:04 Duration: 03:20:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 926 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 161 m Distance: 7.09 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **Da Valdo** Dalla strada principale si scende al piccolo parcheggio situato in basso nel villaggio in riva al fiume Toce ove si può lasciare l’auto. Ci si incammina verso le ultime case dove sono ben visibili le varie paline segnaletiche e si inizia a salire. dopo un centinaio di metri, si devia a sinistra per un evidente sentiero. In circa cinquanta minuti di sterrata fra annose e profumate conifere si arriva ai 1810 metri del Sagersboden dove c'e' la stazione terminale della seggiovia. Con la scelta di avvalersi della seggiovia, invece, si dimezzano i tempi di cammino (è consigliabile telefonarci per informarsi degli orari di apertura al pubblico). La stazione di partenza dell’impianto è a Valdo, e come detto arriva al Sagersboden. Qui si imbocca la valle del Vannino, dominata sul fondale dalla Punta d'Arbola, la regina di questa regione. In circa un ora e venti, dapprima nel bosco, poi fra i pascoli, si giunge al rifugio, che domina suggestivamente da un altopiano il lago del Vannino e tutto il vallone sottostante. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Margaroli-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Margaroli.webp)Rifugio Margaroli Eugenio**Da Canza** Dalla strada principale si scende al piccolo parcheggio situato in basso nel villaggio in riva al fiume Toce ove si può lasciare l’auto (eventualmente c’è uno spiazzo con la palina segnaletica anche prima di scendere al villaggio). Ci si incammina verso le ultime case dove sono ben visibili le varie paline segnaletiche e si inizia a salire dapprima per una comoda mulattiera e, dopo un centinaio di metri, si devia a sinistra per un evidente sentiero (cartello indicatore “Vannino”). Si prosegue sempre verso ovest passando per un bosco di faggi e conifere e, salendo a mezza costa, si arriva a riprendere la mulattiera (30 min.) che si abbandona subito per l’evidente proseguimento del sentiero il quale si diparte a sinistra ancora nel bosco che d’ora in avanti si arricchirà anche di bellissimi cespugli di rododendro. Dopo un’ora o poco più di cammino si giunge all’arrivo della seggiovia (1750 m circa) che parte dalla frazione di Valdo e si prosegue per la sterrata (paline segnaletiche) che d’ora in avanti ci accompagnerà sino al rifugio. Si prosegue per un primo tratto quasi pianeggiante, si sale poi a stretti tornanti con pendenza più accentuata sulla destra del valloncello, nel quale si può vedere nella sua parte centrale in basso l’alpeggio di Underbech, per arrivare nella sua parte alta alla destra di una larga parete di roccia nerastra. Ora la pendenza diminuisce e si prosegue verso l’evidente Punta d’Arbola (Ofenhorn) costeggiando alcune pareti sulla destra attrezzate con spit e, poco più avanti, si lascia sulla sinistra il sentiero per il vicino rifugio Myriam (gestito dall’ACLI di Milano). Si oltrepassa una cascata sulla sinistra del valloncello in fondo del quale, dopo l’ultima curva, si vede in lontananza su di un piccolo promontorio al termine dell’ampio pianoro la bianca costruzione del rifugio e al quale si giunge ora in poche decine di minuti. Da questo si può vedere l’esteso lago Vannino nella conca delimitata al suo fondo dai Pizzi della Satta e dal monte Minoia e, dalla parte opposta, appena sotto il rifugio l’alpe Vannino. Durante l’avvicinamento e nei pressi del rifugio si possono vedere molte marmotte. **Percorso invernale** Da Valdo o per il Vallone del Vannino. *Fonte: [rifugiomargaroli.it](http://www.rifugiomargaroli.it)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Margaroli2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Margaroli2.webp)Rifugio Margaroli Eugenio ed il Lago Vannino **TRAVERSATE** Rifugio Castiglioni Enrico | Rifugio Sesto Calende | Rifugio Città di Busto | [Rifugio Mores Cesare](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mores-cesare/) | Rifugio Somma Lombardo | [Rifugio Claudio Bruno](https://www.montagnenostre.net/rifugio-claudio-e-bruno/) | [Rifugio Miryam](https://www.montagnenostre.net/rifugio-miryam/) **ASCENSIONI** Monte Giove | Punte della Scatta | Monte Minoia | Punte di Curzalma | Punte del Forno | Punta Vannino | Punta d’Arbola | Corni di Nefelgiu [Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Alpi Lepontine, Canton Ticino, Ossola Nord, Svizzera, Valle d'Ossola, Valle Formazza --- ### [Capanna Pian di Crest](https://www.montagnenostre.net/capanna-pian-di-crest/) **Published:** Gennaio 21, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situata a 2018 m. nel magnifico altopiano sul versante sud ovest del Pizzo Basodino, circondato a ovest da una catena naturale di vette tra il Canton Ticino e la Valle Formazza. Possibilità di effettuare varie escursioni nella zona, e per gli amanti della pesca di pescare nei vicini laghi d’Antabia e laghi della Crosa.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Ticino W. (Svizzera) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza | Val Bavona](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Località di partenza:** San Carlo in Val Bavona **Quota di partenza:** 938 m | **Dislivello:** 1170 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperta. Custode presente da metà giugno a metà settembre e nei week-end fino a metà ottobre **Posti letto:** 25 posti (20 posti rifugio invernale) **Gestione:** Società Alpinistica Valmaggese. I soci della SAV si alternano con turni settimanali. **Tel.** +41 091 7551414 | +41 079 2214147 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 10/09/2025, 14:21 Duration: 05:43:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1148 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1147 m Distance: 9.40 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **Accesso estivo** Da San Carlo verso W si risale il fianco sinistro orografico della Val d' Antabia, passando per le baite di Olmo 1144m., a quota 1800m circa si attraversa il torrente portandosi a Corte Grande 1914m. Da qui il sentiero piega a SW per i pascoli dell' Alpe d' Antabia fino alla capanna posta su un aperto ripiano a N di due laghetti. **Accesso invernale** Sconsigliato causa pericolo valanghe *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/788/piano-delle-creste/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Capanna_PiandiCrest3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Capanna_PiandiCrest3.webp)Capanna Pian di Crest[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Capanna_piandicrest-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Capanna_piandicrest.webp)Capanna Pian di Crest vista da vicino[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Capanna_Piandicrest2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Capanna_Piandicrest2.webp)Vista panoramica della Val d'Antabia vista dal rifugio Pian di Crest**GUARDA IL VIDEO** **ESCURSIONI** Laghi della Crosa | laghi d'Antabia | Lago Fornasell **TRAVERSATE** [Rifugio Maria Luisa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-maria-luisa/) | Foroglio via laghi della Crosa | Basodino | [Rifugio Grossalp via Crosa](https://www.montagnenostre.net/capanna-rifugio-grossalp/) **ASCENSIONI** Tamierhorn | Tamierpass | Piz Cadreigh | Pizzo Basodino | Pizzo Medola | Kalberhorn | Pizzo Fiorera [Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valli-antigorio-formazza-rifugi/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Alpi Lepontine, Rifugi Svizzera, Svizzera, Val Bavona --- ### [Rifugio Miryam](https://www.montagnenostre.net/rifugio-miryam/) **Published:** Gennaio 20, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Si trova a 2050 m. all’Alpe Balma, in Val Vannino di Formazza (VB, Piemonte, Italia). In estate è un campo base per l’escursionismo e per l’arrampicata, nella stagione della neve per lo scialpinismo e le racchette. Il rifugio, posto di chiamata CNSAS, aderisce alla Carta Europea per il Tursimo Sostenibile e offre sconti ai soci Acli e Cai. DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Località di partenza:** Valdo – Sagersboden **Quota di partenza:** 1772 m | **Dislivello:** 278 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Rifugio chiuso definitivamente **Posti letto:** 52 posti **Gestione:** A.C.L.I. – Custode: Cecilia Cova (Guida Alpina) e Lorenzo Scandroglio **Tel.** +39 0324 63154 | **Cell. Cecilia** +39 338 3602640 | **Cell. Lorenzo** +39 339 4046395 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 27/02/2011, 10:08 Duration: 07:01:12 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 589 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 2123 m Distance: 9.07 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Il rifugio è raggiungibile solo a piedi (anche dai gestori:-) ma con la seggiovia si può dimezzare distanza e percorrenza. Di seguito le indicazioni per arrivare in Val Formazza con l'auto o con i mezzi pubblici fin dove è possibile e, conseguentemente, a piedi. **In auto** Con l’autostrada A26 in direzione Gravellona Toce si raggiunge dapprima la superstrada Provinciale del Sempione che si percorre fino all’uscita di Crodo - Val Formazza. Si continua sulla strada fino a Ponte Formazza (VB). **In treno e autobus** Scendere alla stazione di Domodossola, poi con corriera di linea in direzione Cascate del Toce, fermata Ponte Formazza. **Con seggiovia e a piedi\*** Dal capoluogo di Valle della Formazza è disponibile una seggiovia (aperta sia d’estate che d’inverno) con cui si può salire dai 1260 metri del paese fino ai 1770 metri del Sagersboden. Da qui si prosegue su sentiero o traccia innevata segnalata da cartelli fino in Val Vannino e alla deviazione per il rifugio. Dislivello positivo dal Sagersboden al rifugio: 280 m. Tempo di percorrenza dal Sagersboden al rifugio: h. 0:45. Informazioni sugli impianti e sulla seggiovia: Vai al sito di [Formazzaski](https://www.visitossola.it/poi/formazza-sky/) [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/rifugio_Miryam2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/rifugio_Miryam2.webp)[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Miryam-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Miryam.webp)Panorami visti dal rifugio Miryam**A piedi integrale\*** Chi non volesse usufruire della seggiovia può salire dall’incantevole frazione di Canza a circa 1400 m s.l.m. (2 km dopo Ponte in direzione Cascate del Toce). Una volta giunti alla stazione a monte della seggiovia seguire le indicazioni per il rifugio. Dislivello positivo da Canza al rifugio: 600 m. Tempo di percorrenza da Canza al rifugio: h. 2:00. **\*** Durante la stagione invernale - primaverile, anche quando compare la traccia già battuta, occorre informarsi presso il rifugio sull'apertura della struttura (nei giorni infrasettimanali) e sulle condizioni meteo. *Fonte: [rifugiomiryam.org](http://www.rifugiomiryam.org)* **TRAVERSATE** [Rifugio Margaroli Eugenio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-margaroli-eugenio/) | Rifugio Castiglioni Enrico | Rifugio Sesto Calende |[ Rifugio Città di Busto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-busto/) | [Rifugio Mores Cesare](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mores-cesare/) | [Rifugio Somma Lombardo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-somma-lombardo/) | [Rifugio Claudio e Bruno](http://www.montagnenostre.net/rifugio-claudio-e-bruno/s) **ASCENSIONI** Monte Giove | Punte della Scatta | Monte Minoia | Punte di Curzalma | Punte del Forno | Punta Vannino | Punta d’Arbola | Corni di Nefelgiu [Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Alpi Lepontine, Cascate del Toce, Ossola Nord, Val Vannino --- ### [Rifugio Claudio e Bruno](https://www.montagnenostre.net/rifugio-claudio-e-bruno/) **Published:** Gennaio 18, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio è situato a 2710 m. a ridosso del ghiacciaio Strahlgrat-Hohsand, affacciato sul lago Sabbione in una conca di cime e nevai; è luogo ideale di partenza per le escursioni alpinistiche alle vette circostanti.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valli-antigorio-formazza-rifugi/) **Località di partenza:** Stazione di partenza della funivia del Sabbione **Quota di partenza:** 1850 m | **Dislivello:** 863 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Apertura estiva (da Giugno a Settembre) – Apertura invernale (da Marzo ad Aprile) **Posti letto:** 60 posti **Gestione:** Organizzazione Mato Grosso – Custodi: Marco e Chiara (stagione estiva) ed Alessandro (stagione invernale) **Tel.** +39 328 0412172 (stagione estiva) | +39 349 5047681 (stagione invernale) | +39 342 3513145 (rifugio) **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 06/07/2013, 13:19 Duration: 03:11:13 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1108 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 397 m Distance: 8.66 km Da Domodossola percorrere la carrozzabile delle Valli Antigorio e Formazza fino alla Conca di **Riale** (46,5 km). Qui si trova la diramazione a sinistra per la diga del Lago Morasco da dove prosegue ancora nella Valle del Gries fino alla partenza della funivia del Sabbione ove termina a 1850 m. Si scende orasul Torrente Gries traversandolo su un ponticello oltre il quale, lasciata a destra la diviazione per il [rifugio Città di Busto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-busto/), si prosegue a sinistra, costeggiando la ripida sponda del Rio del Sabbione. Dopo numerose svolte si esce in una valletta pianeggiante al baitello Zum Stock 2210 m. Poi per pietraie e ondulazioni erbose il sentiero s'innalza verso SW fino al Lago del Sabbione, nei cui pressi sorge il [rifugio C. Mores](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mores-cesare/) (ore 2,15). Si attraversa ora diga del Sabbione, e per dossi e vallette erbose il comodo sentiero che costeggia il lago porta al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/850/Huette-Claudio-e-Bruno)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/SentieroperilrifClaudioeBruno-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/SentieroperilrifClaudioeBruno.webp)Sentiero per il rifugio Claudio e Bruno[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_ClaudioeBruno-1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_ClaudioeBruno-1.webp)Rifugio Claudio e Bruno[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_ClaudioeBruno2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_ClaudioeBruno2.webp)Rifugio Claudio e Bruno[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/LagodelSabbione2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/LagodelSabbione2.webp)Lago del Sabbione visto dal rifugio Claudio e Bruno **TRAVERSATE** [Rifugio 3A](https://www.montagnenostre.net/rifugio-3a/) | [Rifugio Città di Busto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-busto/) | [Rifugio Mores](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mores-cesare/) | [Rifugio Somma Lombardo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-somma-lombardo/) | [Rifugio Maria Luisa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-maria-luisa/) | [Rifugio Miryam](https://www.montagnenostre.net/rifugio-miryam/) | Binntalhütte **ASCENSIONI** Blindenhorn | Punta del Sabbione | Punta d'Arbola | Siedel Rothorn | Punta dei Camosci [](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valli-antigorio-formazza-rifugi/)[Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Alpi Lepontine, Lago Sabbione, Valle d'Ossola, Valle del Gries --- ### [Rifugio Mores Cesare](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mores-cesare/) **Published:** Gennaio 15, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio Mores posto a 2515 m. su un promontorio dell’estremità nord del lago del Sabbione è stato inaugurato nel 1954 dalla sottosezione “Fior di Roccia” del CAI di Milano che ne è tuttora la proprietaria. Nata nel 1926 per volere del suo fondatore e presidente Cesare Mores (medaglia d’oro al Valore Militare), la Sottosezione e gruppo alpinistico si distingue per essere stata l’ideatrice e animatrice della famosa Stramilano.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [Valli Antigorio e Formazza](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valli-antigorio-formazza-rifugi/) **Località di partenza:** Stazione di partenza della funivia del Sabbione **Quota di partenza:** 1850 m | **Dislivello:** 655 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Primavera e Estate **Posti letto:** 26 posti (10 posti letto rifugio invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Milano – Sottosez. Fior di Roccia **Tel.** +39 0324 63067 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Domodossola percorrere la carrozzabile delle Valli Antigorio e Formazza fino alla Conca di **Riale** (46,5 km). Qui si trova la diramazione a sinistra per la diga del Lago Morasco da dove prosegue ancora nella Valle del Gries fino alla partenza della funivia del Sabbione ove termina a 1850 m. Si scende ora sul Torrente Gries e lo si attraversa su una passerella a 1837 m; oltre, il sentiero subito si biforca. Si prosegue a sinistra, costeggiando la ripida sponda del Rio del Sabbione. Dopo numerose svolte si esce in una valletta pianeggiante al baitello Zum Stock 2210 m. Poi per pietraie e ondulazioni erbose il sentiero s’innalza verso SW fino alla meta. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/821/mores-cesare/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Cesare_Mores-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Cesare_Mores.webp)Rifugio Mores Cesare**TRAVERSATE** [Rifugio 3A](https://www.montagnenostre.net/rifugio-3a/) | [Rifugio Città di Busto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-busto/s) | [Rifugio Claudio e Bruno](https://www.montagnenostre.net/rifugio-claudio-e-bruno/) | [Rifugio Margaroli Eugenio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-margaroli-eugenio/) | Lago del Sabbione **ASCENSIONI** Blindenhorn | Punta del Sabbione [](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/valli-antigorio-formazza-rifugi/)[Vedi tutti i rifugi delle Valli Antigorio e Formazza »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valli-antigorio-e-formazza/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Diga del Sabbione, Lago Morasco, Valle del Gries --- ### [Rifugio La Colma](https://www.montagnenostre.net/rifugio-la-colma/) **Published:** Novembre 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio è ubicato all’Alpe Colma tra la Valle Antrona e la Valle Anzasca, a 1570 metri di Altitudine. Il nuovo rifugio all’Alpe Colma è stato edificato sui ruderi di una stalla. Completamente rinnovato si colloca in una posizione con un panorama che domina a 360° sulle intere vallate.** DETTAGLI ITINERARIO** #### E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Antrona](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/) **Località di partenza:** Mulattiera della “Stra Granda” **Quota di partenza:** 480 m | **Dislivello:** 1090 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 15 minuti **Periodo di Apertura:** dal 15 giugno al 15 settembre **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Comunità Montane Valle Antrona e Monterosa **Tel.** +39 0324 51892 | +39 348 7239944 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 01/01/1970, 01:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1338 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 239 m Distance: 6.77 km Dopo la sosta alla locanda dei Molini si prende la **mulattiera della “Stra Granda”** per raggiungere Porcareccia, il Crotto dove vi sono ancora delle case caratteristiche della bassa Valle Anzasca e dove ancora alcune persone lavorano la terra. Da quest’ultima località si sale su mulattiera, ogni tanto attraversata dalla strada gippabile, fino ad Olino bel balcone sulla Valle Anzasca. Da qui si raggiunge la cappella alta dove vi è il bivio per Drocala e si raggiunger l’Alpe La Barca, l’Alpe Prer e per comoda mulattiera l’Alpe Aloro e quindi il Rifugio della Colma posto nella località Alpe La Colma dei Prei. Il Rifugio è un’opera voluta dalle due Comunità Montane Valle Antrona e Monterosa e da qualche anno gestito nel periodo estivo. Rappresenta un ottimo punto di sosta da dove si può godere il panorama delle due vallate, prima di ridiscendere a Molini. *Fonte: [valle-antrona.it](www.valle-antrona.it)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_LaColma1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_LaColma1.webp)Rifugio La Colma[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_LaColma2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_LaColma2.webp)Vista panoramica dal Rifugio La Colma **ESCURSIONI** [Rifugio San Giacomo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ristoro-san-giacomo/) | Rifugio del Mombarone | Laghi di Trivera [Vedi tutti i rifugi di Valle Antrona »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/) **Categorie:** Valle Antrona, Valle Anzasca **Tag:** Alpe Colma, Ossola Sud, Valle Anzasca, Valle d'Ossola --- ### [Rifugio Andolla](https://www.montagnenostre.net/rifugio-andolla/) **Published:** Novembre 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio è situato a quota 2061 m. in posizione dominante la Val Loranco, vasto panorama circolare a Est spiccano le cime del Pizzo della Preja e del Montalto, verso Sud i Ton, le Cime di Pozzuoli e la Punta Turiggia, a Ovest il pizzo Bottarello e il Pizzo di Loranco con la possente parete Est, infi ne verso Nord gli imponenti costoni del Pizzo Andolla.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Antrona](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/) **Località di partenza:** Alpe Cheggio di Antrona **Quota di partenza:** 1497 m | **Dislivello:** 564 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** giugno settembre continuativo ottobre fine settimana **Posti letto:** 76 posti (17 rifugio invernale) **Gestione:** Sez. CAI Villadossola – Gestore: Marco Zanelli **Tel.** +39 324 575980 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 14/09/2023, 11:14 Duration: 07:36:45 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 666 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 664 m Distance: 12.81 km DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da **Cheggio** si attraversa la diga a sinistra, poi si prosegue sulla sponda occidentale del **Lago Alpe dei Cavalli**. Si valica il ponte del Gabbio sul torrente Loranco, si segue in piano la riva sinistra orografica del torrente. Si passa l’Alpe Piana Ronchelli 1578 m e si sale raggiungendo un bivio a quota 1715 m, dove si devia a destra su ripido sentiero che porta ad una terrazza erbosa dove si vede il rifugio. Si prosegue a sinistra sul sentiero e dopo un lungo traverso tra i blocchi si arriva sul poggio dove è situato il rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/633/andolla/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Cheggio-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Cheggio.webp)Il piccolo villaggio di Cheggio[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Lagoartificialedeicavalli-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Lagoartificialedeicavalli.webp)Lago artificiale dei Cavalli[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Segnaletica-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Segnaletica.webp)Segnaletica per il rifugio Andolla[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_Andolla-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/Rifugio_Andolla.webp)Rifugio Andolla **TRAVERSATE** Camposecco | Almagellerhütte | Passo d'Angola | S. Bernardo (Valle di Bognanco) **ASCENSIONI** Pizzo Andolla | Weissmies | Mittelruck | Pizzo Bottarello | Cornette di Camposecco | Cima Pozzuoli [Vedi tutti i rifugi di Valle Antrona »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/) **Categorie:** Valle Antrona **Tag:** Ossola Sud, Valle Anzasca, Valle d'Ossola --- ### [Alla scoperta dei porcini: una passeggiata tra natura e gusto](https://www.montagnenostre.net/come-trovare-i-funghi-porcini/) **Published:** Giugno 26, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Andare in giro per trovare i **funghi porcini** è senz’altro uno svago, un divertimento, ma rappresenta anche un modo per studiare approfonditamente questo profumato e rinomato **frutto tipico del sottobosco**. Tuttavia quando si decide di intraprendere questa ricerca è importante adottare precauzioni di ogni genere che di seguito elenchiamo Innanzitutto, se non si conosce a fondo la zona di ricerca, è importante andarci sempre quando c’è luce a sufficienza, quindi, mai di sera (meglio al mattino presto). In questo modo ci si può orientare meglio e godersi anche lo spettacolo e il profumo della natura. L’equipaggiamento deve essere particolarmente curato, quindi conviene utilizzare scarpe antisdrucciolo o stivaletti in gomma poiché, al mattino il terreno è molto scivoloso a causa della rugiada notturna che si accumula in grande quantità. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/06/Funghi_porcini-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/06/Funghi_porcini.webp)Funghi porcini**Camicie a maniche lunghe** e **pantaloni lunghi**, servono invece a proteggersi da erbe urticanti e da insetti come ad esempio le zanzare, che si trovano negli acquitrini o eventuali parassiti. Se inoltre del bosco non si possiede una **buona mappatura**, bisogna evitare di inoltrarsi in **sentieri ripidi ed isolati** dove c’è il pericolo di trovare precipizi e grosse buche. Se il periodo è particolarmente piovoso è sempre meglio tenere nello zaino qualche indumento impermeabile. Infine è opportuno informare dell’escursione parenti e amici o anche guardie forestali nel caso si dovesse smarrire la via del ritorno. Questi sono i consigli principali e fondamentali per cercare i funghi porcini. Fatta quindi questa doverosa serie di raccomandazioni, entriamo nel vivo del tema trattato, cominciando a parlare dei funghi porcini, del luogo migliore per trovarli e come raccoglierli. I funghi porcini sono ben visibili in quanto, la loro sagoma fuoriesce di molto dal terreno quindi non è assolutamente necessario (**anche perché proibito**) scavare a fondo per identificarli. Nel momento stesso che vengono individuati bisogna afferrarli per il gambo e fargli fare una **piccola rotazione** in modo che i funghi vengono estirpati alla radice anzichè spezzati come capita a molti principianti che in questo modo arrecando anche un danno ambientale. **TI POTREBBE INTERESSARE:** [AMFUN Borsa per la Caccia ai Funghi](https://amzn.to/3IfBWIQ) [HOFMEISTER® Spazzola per funghi in legno, Pulizia delicata dei funghi](https://amzn.to/48AYrT4) [Erzekrim Coltello Funghi Coltello da Funghi con Spazzola](https://amzn.to/3IHlTDC) [Borsa per frutta e funghi – Cestino per raccogliere funghi ](https://amzn.to/4nqnTPV) [acquaverde | Zaino Portafunghi per Raccolta Funghi Professionale](https://amzn.to/3VBFisI) Dopo averli raccolti, vanno ripuliti dal terriccio rimasto attaccato al gambo e conservati in una scatola rigida o in un cesto, in modo da tenerli arieggiati e poterli trasportare integri anzichè schiacciati o deformati. I **migliori funghi porcini** sono quelli con la testa lucida, integri dal punto di vista strutturale e non fradici, anche perché in questo caso potrebbero rivelarsi pericolosi a fini della commestibilità. Un’ultima precauzione da prendere, è quella di evitare la raccolta di funghi se si nota nelle immediate vicinanze qualche residuo metallico arrugginito, poiché i funghi in zone altamente inquinate agiscono come una spugna e ne assorbono le sostanze nocive. *Fonti: http://faidatemania.pianetadonna.it* **Categorie:** In Montagna **Tag:** autunno, funghi porcini, montagna, passatempo --- ### [Rifugio CAI Novara](https://www.montagnenostre.net/rifugio-novara/) **Published:** Ottobre 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio è situato a quota 1474 mts, all’ingresso del Parco Naturale Alta Valle Antrona, in Valle d’Ossola. Sorge accanto a un minuscolo villaggio di antiche baite e fienili in serpentino, la “roccia verde” di Antrona, strette attorno al seicentesco oratorio di San Bernardo, in prossimità del lago Alpe Cavalli, con sullo sfondo l’Andolla (3656) e la Weissmeis (4017), uno dei ghiacciai del trittico del Sempione.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Antrona](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/) **Località di partenza:** Alpe Cheggio – Antrona Piana **Quota di partenza:** 1474 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** dal 1 giugno al 30 settembre e week-end su richiesta **Posti letto:** 24 posti (24 posti rifugio invernale) **Gestione:** Mariano Scotto **Tel.** +39 0 0324571256 | **Cell.** +39 333 8457030 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) u002du002d ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) u002du002d Distance: 13.51 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Una tappa di media lunghezza e dislivello sensibile con cui il Sentiero Italia scende in Valle Antrona e si porta fino alla sua testata nei pressi del lago artificiale dell’Alpe dei Cavalli. Dall’Alpe la Colma si guadagna con ripida discesa il fondovalle Antrona che si segue a tratti lungo la strada provinciale e a tratti lungo il sentiero fino all’abitato di Antrona Schieranco. Il percorso prosegue lungo il fondovalle, ora in salita, per sentieri che tagliano i tornanti della carrozzabile fino all’Alpe Cheggio ove sorge il Rifugio Città di Novara. Oppure percorrere l’autostrada Voltri-Sempione, uscita Villadossola, quindi risalire la Valle Antrona fino ad Antrona Piana. Da qui seguire le indicazioni Alpe Cheggio. La strada è bitumata ed il rifugio è raggiungibile in macchina. Il rifugio ampiamente rinnovato all’interno, offre una accogliente base d’appoggio per soggiorni sereni e rilassanti fra i prati dell’Alpe e lungo il lago. Nel salone, che può accogliere fino a sessanta ospiti, gli appassionati potranno gustare specialità gastronomiche della zona. E’ possibile anche pernottare con discreto comfort. Dotato di 24 posti letto, rappresenta un punto di partenza ideale per le numerose escursioni nell’area della valle, per la ricchezza e varietà dei sentieri che si snodano tra i boschi e tra i vari laghi artificiali presenti nella zona. *Fonte: [rifugionovara.com](https://www.valleantrona.com/it/rifugiocainovara/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Rifugio_CAINovara-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Rifugio_CAINovara.webp)Rifugio CAI Novara[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Lago_AlpedeiCavalli-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Lago_AlpedeiCavalli.webp)Lago Alpe dei Cavalli **ESCURSIONI** Lago Alpe dei Cavalli | La forcola **TRAVERSATE** Giro del Bacino dei Cavalli | Passo del Fornalino | [Rifugio Andolla](https://www.montagnenostre.net/rifugio-andolla/) | Passo della Preia **ASCENSIONI** Pizzo Montalto | Pizzo Andolla | Weissmies | Bottarello | Mittelruck [Vedi tutti i rifugi di Valle Antrona »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/piemonte-l598/) **Categorie:** Valle Antrona **Tag:** Ossola Sud, Parco Naturale Alta Valle Antrona, Valle Antrona, Valle d'Ossola --- ### [Rifugio Nigritella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-nigritella/) **Published:** Dicembre 9, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato a 1491 all’Alpe Cortino. Si raggiunge il rifugio attraverso un sentiero tra i faggi oppure percorrendo una strada forestale che sale più dolcemente. Dietro il rifugio c’è un piccolo caseificio dove si può acquistare il buonissimo formaggio di capra dell’alpe Cortino.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) **Località di partenza:** Patqueso **Quota di partenza:** 1200 m | **Dislivello:** 250 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora 30 minuti / 2ore **Periodo di Apertura:** Stagione Estiva **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** G. Melini **Tel.** +39 0324 92456 **MAPPA DEL PERCORSO** Time: 09/05/2012, 21:41 Duration: 19:06:40 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1161 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 822 m Distance: 2.74 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal piccolo abitato di **Pian delle Foppe (Patqueso)**, si imbocca il sentiero segnalato che sale dolcemente attraverso boschi misti di conifere e larici. Il percorso si sviluppa inizialmente su mulattiera ben marcata, che si inoltra nel cuore della montagna con pendenze moderate. Proseguendo, il sentiero lascia gradualmente il bosco per aprirsi su pascoli alpini e radure dove si possono ammirare scorci panoramici sulla Valle Vigezzo e sui rilievi circostanti. Il tracciato si fa via via più stretto e roccioso, mantenendo comunque una difficoltà accessibile a escursionisti con un po’ di esperienza. Dopo circa 1,5-2 ore di cammino, si raggiunge il Rifugio Nigritella, situato in posizione panoramica a circa 1850 metri di quota, ideale per una sosta e per godere del paesaggio alpino. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Partenza_RifugioNigritella-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Partenza_RifugioNigritella.webp)Partenza del percorso per il rifugio Nigritella[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Ingresso_RifugioNigritella-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Ingresso_RifugioNigritella.webp)Ingresso del rifugio Nigritella[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Nigritella-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Rifugio_Nigritella.webp)Rifugio Nigritella[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Panorama_RifugioNigritella-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/12/Panorama_RifugioNigritella.webp)Panorama visto dal rifugio Nigritella **ASCENSIONI** Testa del Mater [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE VIGEZZO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-vigezzo/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/domodossola-l156070/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Sud, Trekking in Piemonte, Valle d'Ossola --- ### [Rifugio Fantoli](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fantoli/) **Published:** Gennaio 19, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato all’Alpe Ompio a 1005 mt s.l.m, nel comune di San Bernardino Verbano (VB) alle porte del Parco Nazionale della Val Grande. Si potrà godere di straordinarie vedute sui nostri splendidi laghi ed escursioni guidate nella wilderness del Parco Nazionale della Val Grande.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **ALTRE INFORMAZIONI** **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/val-grande/) **Località di partenza:** Ruspesso **Quota di partenza:** 930 m | **Dislivello:** 70 m | **Tempo di percorrenza:** 10 minuti **Periodo di Apertura:** da inizio Aprile a fine Ottobre **Posti letto:** 18 posti **Gestione:** CAI Sezione di Palanca – Custode: Paola Baggini **Tel.** +39 347 2250602 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Dal parcheggio di Ruspesso, prendi la **mulattiera acciottolata** che parte a monte della strada. Il sentiero è **ampio e ben segnalato**, si snoda in lieve salita all’interno di un **bosco di latifoglie** (castagni, faggi). Dopo pochi minuti di cammino, si iniziano a intravedere **radure e aperture panoramiche** verso il Lago di Mergozzo e il Lago Maggiore. Proseguendo, si arriva a un **bivio segnalato**, dove si prende la direzione per “Alpe Ompio – Rifugio Fantoli” (cartello presente). Dopo circa **10–15 minuti di cammino tranquillo**, si raggiunge l’**Alpe Ompio**, un grande pianoro erboso dove si trova il **Rifugio Fantoli** (quota 1005 m). Il sentiero è sempre ben battuto, senza tratti esposti o difficili. È adatto anche a famiglie e camminatori non esperti. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Fantoli-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Fantoli.webp)[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Fantoli2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Rifugio_Fantoli2.webp)Rifugio Fantoli[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Vista_LagoMaggiore-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Vista_LagoMaggiore.webp)Panorama sul lago Maggiore lungo il percorso per il rifugio **TRAVERSATE** Males **ASCENSIONI** Monte Faiè [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GRANDE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/val-grande/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/domodossola-l156070/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Val Grande, Valle d'Ossola --- ### [A chi appartiene la vetta del monte Bianco?](https://www.montagnenostre.net/a-chi-appartiene-la-vetta-del-monte-bianco/) **Published:** Ottobre 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### A chi appartiene la vetta del monte Bianco? In Italia si dice che il confine è italo-francese, per i cugini d’oltralpe invece la cima è tutta loro. La storia però non è un’opinione, esistono trattati, esiste una prassi: su quale versante sta dunque la verità? Lo avevamo chiesto chiesto a chi a questo argomento ha dedicato una vita intera: Giorgio Aliprandi, che insieme alla moglie Laura è il massimo esperto italiano di cartografia storica alpina, in particolare relativa al Monte Bianco. I due coniugi studiano la materia dal 1986: vi riproponiamo questa intervista del 2014: nella loro casa di Milanoci hanno spiegato una volta per tutte l’annosa questione. ##### **Diciamolo subito, a chi appartiene la cima del monte Bianco?** La cima del monte Bianco è italo-francese, però i francesi da ormai 150 anni hanno alterato il trattato dell’annessione della Savoia alla Francia nella versione del 1860. Nel 1865 infatti, senza motivo, modificarono il confine tracciando un’enclave a sud del Monte Bianco, in modo tale che la vetta risultasse interamente in territorio francese. Lo spostamento del confine poi non riguarda solo il Monte Bianco, ma anche le cime collaterali come quella del Dôme du Goûter che per loro è interamente francese. La cima del Bianco del lato francese sta in parte sotto il Comune di Chamonix, in parte sotto quello di Saint-Gervais. Questi due paesi sono storicamente in lotta fra di loro, perché Chamonix ha finito per prendersi, diciamo così, tutta la gloria, mentre Saint-Gervais è stato un po’ accantonato nonostante la via normale di salita al Bianco passi di qui. Lo Stato francese per cercare di ridurre la rivalità ha diviso la cima fra queste due frazioni, spostando il confine verso il basso, a scapito dell’italiana Val Veny. Ad ogni modo la versione illegale del 1865 è stata recepita all’estero come quella vera, e per questo ancora oggi Google Maps segna i confini secondo la cartografia francese attuale. ##### **Com’è tracciato il confine secondo la versione italiana?** Il confine italiano (linea rossa dell’immagine) è il confine giuridicamente ineccepibile, basato sulla cresta spartiacque. È un confine “naturale”, mentre quello francese (linea blu dell’immagine), che scende arbitrariamente verso sud, è un confino politico anomalo, fatto a vantaggio della Francia. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Mappaconfini_MonteBianco-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/10/Mappaconfini_MonteBianco.webp)Il confine italiano in rosso e quello francese in blu (Carta Laura e Giorgio Aliprandi in Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885, Priuli Verlucca vol II 2007)##### **Qual è il trattato che giuridicamente fa fede?** La carta ufficiale è quella del 1860, controfirmata dai commissari italiani, o meglio al tempo piemontesi, e francesi. La carta esisteva in duplice copia: una firmata a Torino e una a Parigi. Quest’ultima i francesi dicono di averla persa durante il periodo dell’occupazione tedesca, tanto che successivamente sono venuti in Italia a visionare la nostra copia conservata all’Archivio di Stato di Torino. Tuttavia anche dopo la presa visione, non è cambiato niente. Esiste cioè un grimaldello a cui loro si attaccano per sostenere la loro tesi: quando Napoleone nel 1796, sconfisse i piemontesi fu stilato a Cherasco un trattato che assegnava la Savoia alla Francia. Nel trattato si diceva che il nuovo confine doveva passare “par les points plus avancés du coté du Piémont”. Questa frase è stata presa a bandiera anche per il confine attuale. Il trattato del 1796 tuttavia non ha valore anche in ragione di una lettera scritta nel 1860 da Napoleone III al conte Francesco Arese, un’eminenza grigia amica di Cavour. Il sovrano, su richiesta del conte, indicava come confini politici tra Italia e Francia quelli che fino ad allora erano stati i limiti amministrativi: era il limite tra il Piemonte e la Savoia, che passava dalla cresta del Bianco. Come del resto si agisce di solito con i confini sulle montagne che si tracciano lungo le creste spartiacque: significa che le acque che vanno a sud sono italiane (vanno nel Po), le acque che vanno a nord sono francesi (vanno nel Rodano). ##### **Francesi e italiani guardano in modo diverso al Monte Bianco?** Per i francesi il Monte Bianco è cosa loro, espressione della loro “grandeur” appunto. Per gli italiani invece ha un’importanza relativa. Ecco perché il governo italiano è rimasto silente, oltre al fatto che negli anni ’60 dell’Ottocento c’erano problemi ben più urgenti da affrontare, il Risorgimento e la questione romana. Le montagne non avevano allora l’importanza che gli diamo oggi. La cosa più spiacevole è questa, che l’Italia non abbia mai protestato fino agli anni ’90, quando il deputato Luciano Caveri della Valle d’Aosta chiese alla camera dei Deputati spiegazioni di questo confine così anomalo. In risposta fu istituita una Commissione, e le cose andarono per le lunghe e sino ad oggi non si è concluso niente. Da sottolineare come non abbia mai fatto obiezioni neanche Courmayeur, a cui sono stati sottratti dai Francesi circa 400.000 metri quadri di territorio. Anzi, a Courmayeur sono indifferenti alla questione. Si prenda anche questo dato: abbiamo tenuto una conferenza sul tema del confine ad Aosta, qualche anno fa a cui sono intervenute circa 30 persone, di cui 10 militari della scuola alpina. La stessa conferenza l’abbiamo tenuta nel settembre successivo a Chamonix: c’erano 200 persone. La misura della rilevanza del problema si ha anche da questi dati. Di recente è uscito un libro (“A qui appartient le Mont-Blanc?”, La Fontaine De Siloe, 2013) del professor Paul Guichonnet, che è il loro storico maggiore delle Alpi, il quale dimostra in modo puntiglioso che la sommità è italo-francese. Il libro ha suscitato una vivace polemica e in Francia se n’è discusso molto. [Continua a leggere su Montagna.tv](http://www.montagna.tv/cms/61163/a-chi-appartiene-la-vetta-del-monte-bianco-unannosa-questione) *Fonte: montagna.tv – Autore articolo: Valentina d’Angella* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/courmayeur-l98862/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Monte Bianco, Notizie --- ### [Rifugio CAI di Saronno](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-di-saronno/) **Published:** Settembre 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **E’ situato in una radura erbosa a 1827 m. tra le morene dell’imponente ghiacciaio del Belvedere. Per le sue caratteristiche il rifugio è particolarmente indicato per quelle sezioni o gruppi autogestiti che desiderano introdurre giovani all’escursionismo, all’attività di arrampicata su roccia, di progressione su ghiaccio o semplicemente trascorrere una vacanza.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/valle-anzasca/) **Località di partenza:** Pecetto di Macugnaga **Quota di partenza:** 1362 m | **Dislivello:** 100 m (in discesa) – 465 m | **Tempo di percorrenza:** 10 minuti – 1 ora e 45 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 24 posti **Gestione:** CAI Sezione di Saronno **Tel.** +39 02 9602874 | +39 0324 65322 (per prenotazioni) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da **Macugnaga, frazione Pecetto** tramite la seggiovia del Belvedere e dalla stazione terminale di questa in discesa, in pochi minuti. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_CAISaronno-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Rifugio_CAISaronno.webp)Rifugio CAI Saronno, stagione EstivaDa **Macugnaga, frazione Pecetto**, lasciamo il grande parcheggio della seggiovia (2 bar-ristoranti) e ci incamminiamo seguendo la larga mulattiera che segue la traiettoria della seggiovia stessa. In corrispondenza di un bivio prendiamo a sinistra, seguendo la direzione indicata dalla segnaletica gialla, ed attraversiamo il torrente. In pochi minuti arriviamo all’Alpe Burky (stazione intermedia della seggiovia Pecetto – Belvedere). Qui proseguiamo con il sentiero che passa, zig-zagando, in una zona prima cespugliosa e poi boscosa. Quando inizia a diradarsi siamo prossimi al tratto pianeggiante che in breve ci permette di raggiungere il Rifugio C.A.I. Saronno. *Fonte: [monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/)* **ESCURSIONI E TRAVERSATE** [Rifugio Sella Eugenio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sella-eugenio/) | [Rifugio Zamboni-Zappa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-zamboni-zappa/) | [Bivacco Hinderbalmo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-hinderbalmo/) | [Bivacco Belloni Valentino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-valentino-belloni/) |[ Capanna Marinelli Damiano](https://www.montagnenostre.net/rifugio-damiano-marinelli/) | [Rifugio Resegotti Luigina](https://www.montagnenostre.net/bivacco-l-resegotti/) **ALPINISMO** Punta Grober | Punta Tre Amici | Pizzo Bianco | Punta Battisti [Vedi tutti i rifugi della Valle Anzasca »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Macugnaga, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Bivacco Mario Molteni – Giuseppe Valsecchi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-mario-molteni-giuseppe-valsecchi/) **Published:** Maggio 9, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Bivacco Molteni-Valsecchi**, collocato nella solitaria **Valle del Ferro**, è stato **completamente rinnovato** nel 1997, ma conserva ancora l’aspetto tradizionale e il tipico, rustico **fascino** dei numerosi rifugi a “**scatoletta di lamiera**” presenti sulle Alpi. Il lungo itinerario per raggiungerlo non è complicato ma **selvaggio** e poco frequentato. Due elementi naturali, fortemente predominanti, ne definiscono il carattere: la **roccia** – un **granito solido e ruvido**, ben noto agli arrampicatori – e, soprattutto, l’**acqua**. Quella **schiumosa e tumultuosa** del **Torrente Val del Ferro**, con le sue molteplici cascate, e quella dei numerosi **ruscelli** da attraversare, talvolta con il rischio di **bagnarsi i piedi**. **DETTAGLI ITINERARIO** #### **EE** *– Itinerario Escursionistico per esperti* **Gruppo Montuoso:** Masino-Bregaglia (Italia) **Valle: [Val Masino](https://www.montagnenostre.net/val-masino/) Località di partenza:** San Martino **Quota di partenza:** 923 m | **Dislivello:** 1600 m | **Tempo di percorrenza:** 7 ore e 30 minuti oppure 8 ore e 30 minuti (andata e ritorno) **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI – Sezione di Como **Tel.** +39 031 264177 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 19/06/2021, 07:59 Duration: 07:42:29 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 2002 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 2002 m Distance: 16.88 km **Salire la Val Masino (SO) fino alla località di San Martino.** Raggiungere l’area del campo sportivo (dove è possibile parcheggiare) per individuare, nei pressi del ponte sul torrente poco prima dell’impianto sportivo, il punto di partenza del sentiero per la **Val di Mello**, segnalato da una bacheca con mappa e informazioni. Seguire il tracciato sulla sinistra orografica fino a un primo ponte (zona attrezzata per pic-nic). Si può attraversarlo, oppure proseguire ancora lungo la stessa sponda fino al successivo attraversamento. A quel punto, passare sulla destra orografica, dove si incrocia la strada che porta in Val di Mello. Percorrerla per un breve tratto, oltrepassare una santella con un primo cartello che indica il Bivacco Molteni-Valsecchi, e arrivare al ponte sul Torrente della Valle del Ferro. Superato il ponte si trova un parcheggio: vi si può accedere in automobile previo pagamento di un permesso, ma i posti disponibili sono limitati (info su **[riservanaturalevaldimello.org/](https://riservanaturalevaldimello.org/)**). [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Cascate_BivaccoMolteni-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/Cascate_BivaccoMolteni.webp)Cascate viste lungo il percorso per il Bivacco Molteni - Valsecchi[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/BivaccoMolteni-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/05/BivaccoMolteni.webp)Bivacco Molteni-ValsecchiSia partendo da San Martino, sia scegliendo di iniziare l’escursione dal parcheggio in Val di Mello, abbandonare la strada principale e imboccare la pista sterrata che parte a ovest del ponte, lasciando sulla sinistra la località **Ca' dei Rogni**. Alla fine della strada sterrata, prendere il sentiero che svolta a sinistra. Il cammino, segnalato da marcature di vernice sbiadite, sale con diversi tornanti e, in alcuni tratti, si avvicina alle suggestive cascate del torrente. Fare attenzione durante l’attraversamento di alcuni ruscelli. Più in alto, grazie a un piccolo ponte, si passa sulla sinistra idrografica del Torrente della Valle del Ferro. Poco oltre si incontrano un’altra imponente cascata e la **Casera del Ferro**, costruita sotto un grande masso. Nei pressi della casera, il percorso devia più nettamente a destra, entrando in un prato (dove l’erba può essere alta e il sentiero poco evidente); prosegue a zig-zag in un bosco rado, poi torna a sinistra, passando sotto una parete rocciosa, contrassegnata da un vecchio muretto che protegge il passaggio. Dopo aver superato diversi ruscelli e nuovamente lo stesso torrente, il paesaggio diventa più aperto e progressivamente privo di vegetazione arborea. In questa zona si può incontrare del bestiame al pascolo, e occorre fare attenzione a non smarrire la traccia, spesso poco visibile sul prato. Alcuni segnavia sono dipinti sulle rocce. Il sentiero rimane sulla destra idrografica del corso d’acqua principale, passando accanto ad alcune strutture. Superata una evidente baita in pietra (**Casera dell’Alpe del Ferro**), svoltare a destra e attraversare un ulteriore ruscello, che scorre su una lastra rocciosa solcata da venature chiare. Continuare ancora per circa 100 metri verso destra (est), poi piegare verso nord per raggiungere il bivacco, situato all’ingresso del severo anfiteatro di rocce che chiude la testata della Valle del Ferro (4.30–5.30 ore dalla partenza). A monte del bivacco, proseguendo brevemente verso nord, si incontra il **Sentiero Roma**. Il bivacco può costituire un punto d'appoggio per traversate lungo questo itinerario, ad esempio verso il **Rifugio Gianetti**, passando per il **Passo del Camerozzo**, oppure verso il **Rifugio Allievi-Bonacossa**, attraverso i **passi Qualido Nord** e **dell’Averta**. **TRAVERSATE** Il bivacco si trova sul percorso del Sentiero Roma, nel tratto fra la Val Porcellizzo e la Val Qualido. Può servire come ricovero d’emergenza. [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMASINO »](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmasino-bivacchi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Masino-Bregaglia, Sentiero Roma, Val di Mello --- ### [Capanna Marinelli Damiano](https://www.montagnenostre.net/capanna-damiano-marinelli/) **Published:** Settembre 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **La capanna, ancora funzionante come bivacco, è stata costruita in luogo sicuro a 3036 m. su uno sperone di roccia chiamato Crestone Marinelli sul versante orientale del Monte Rosa, in ricordo dello sventurato alpinista Damiano Marinelli, perito nel 1881, travolto da una valanga durante la salita del canalone omonimo.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **EE**A – Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/valle-anzasca/le-anzasca/) **Località di partenza:** Località Pecetto di Macugnaga **Quota di partenza:** 1362 m | **Dislivello:** 1674 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura in permanenza **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** CAI Sezione di Milano **Tel.** +39 02 86463516 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da **Macugnaga**, frazione Pecetto, lasciamo il grande parcheggio della seggiovia (2 bar-ristoranti) e ci incamminiamo seguendo la larga mulattiera che segue la traiettoria della seggiovia stessa. In corrispondenza di un bivio seguiamo la direzione indicata dalla segnaletica gialla attraversando il torrente verso l’Alpe Burky. Qui proseguiamo poi con il sentiero che passa in una zona cespugliosa e boscosa. Terminata questa zona procediamo in una macchia erbosa fino al Rifugio C.A.I. Saronno, situato in una verde conca. Alla destra del rifugio riprendiamo il sentiero che continua nel bosco. Dopo una breve radura, siamo al Belvedere (1 bar-ristorante). Per abbreviare notevolmente prendiamo i 2 tratti di seggiovia: Pecetto-Alpe Burky e Alpe Burky-Belvedere. (\*\*\*) Come indicato su un grosso sasso in fondo allo spiazzo dell’arrivo al Belvedere, prendiamo a destra una breve salita che ci porta alla morena del Ghiacciaio. La attraversiamo seguendo attentamente i segnavia e ci troviamo in prossimità dell’Alpe Fillar. Qui prendiamo a sinistra ed in breve troviamo l’indicazione per la Capanna Marinelli. Da questo punto il percorso non è sempre molto evidente, ma è comunque ben segnato con segnavia rossi. Attraversiamo alcuni piccolissimi corsi d’acqua e, leggermente in discesa, raggiungiamo un avvallamento. Riprendiamo a salire e lo percorriamo finché il sentiero piega a sinistra per risalire un ripido pendio erboso. Giungiamo in breve sulla cresta e proseguiamo a destra facendo attenzione al punto in cui il sentiero lascia la cresta scendendo alla sua sinistra. Attraversiamo ora un tratto morenico con grandi pietre e, raggiunto l’altro lato, riprendiamo la salita sulla cresta piatta che ci porta alla base del Crestone Marinelli. Saliamo per il ripido pendio facendo attenzione a non provocare la caduta di sassi, poi leggermente a sinistra imbocchiamo una valletta: la risaliamo nella metà di sinistra se innevata, altrimenti a ridosso delle rocce completamente a sinistra. Arriviamo così ad una sella piana e molto panoramica. Proseguiamo a destra e troviamo terreno misto di chiazze erbose, roccia, terra e sassi. Prendiamo poi leggermente a sinistra e vediamo la Capanna. Percorriamo l’ultimo tratto di sentiero che diventa sempre più ripido, e raggiungiamo la Capanna Marinelli Damiano sul suo lato destro. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Cap_Damiano_Marinelli-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/Cap_Damiano_Marinelli.webp)Capanna Damiano Marinelli**ATTENZIONE:** Dalla stagione invernale 2001/2002 la morena del ghiacciaio del Belvedere è in costante movimento e in continuo mutamento. Attenersi quindi a nuove eventuali indicazioni di percorsi alternativi sicuri. (\*\*\*) Ultimamente è spesso consigliato di proseguire fino al Rifugio Zamboni-Zappa e raggiungere la Cappella Pisati. Da qui attraversare la morena seguendo indicazioni e segnavia. Il percorso poi si collega a quello sopra riportato. Accertare sempre quale percorso è al momento consigliato. *Fonte: [monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/PanoramaMonteRosa-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/PanoramaMonteRosa.webp)Gruppo del Monte Rosa visto dalla Capanna Damiano Marinelli **ESCURSIONI E TRAVERSATE** [Rifugio Zamboni-Zappa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-zamboni-zappa/) | [Bivacco Belloni Valentino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-valentino-belloni/) | [Rifugio C.A.I. Saronno](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-di-saronno/) | [Capanna Regina Margherita](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) **ALPINISMO** Punta Gnifetti | Punta Dufour | Punta Zumstein | Punta Nordend [](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/)[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE ANZASCA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Macugnaga, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Rifugio Zamboni-Zappa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-zamboni-zappa/) **Published:** Settembre 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio Zamboni Zappa, del CAI sezione SEM Milano, è situato a 2070 metri sml, nella suggestiva conca prativa dell’Alpe Pedriola, ai piedi della parete est del Monte Rosa (4635m) nel comune Walser di Macugnaga.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) **Località di partenza:** Località Pecetto | Località Belvedere **Quota di partenza:** 1914 m – 1362 m | **Dislivello:** 151 m – 703 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 45 minuti – 45 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 74 posti **Gestione:** Flora Ranzoni **Tel.** +39 0324 65313 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 17/08/2009, 08:43 Duration: 13:17:38 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1188 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1741 m Distance: 14.51 km **PERCORSO 1 -** Da **Macugnaga**, frazione Pecetto, lasciamo il grande parcheggio della seggiovia (2 bar-ristoranti) e ci incamminiamo seguendo la larga mulattiera che segue la traiettoria della seggiovia stessa. In corrispondenza di un bivio seguiamo la direzione indicata dalla segnaletica gialla attraversando il torrente verso l’Alpe Burky. Qui proseguiamo poi con il sentiero che passa in una zona cespugliosa e boscosa. Terminata questa zona procediamo in una macchia erbosa fino al Rifugio C.A.I. Saronno, situato in una verde conca. Alla destra del rifugio riprendiamo il sentiero che continua nel bosco. Dopo una breve radura, siamo al Belvedere (2 bar-ristoranti). Per abbreviare notevolmente prendiamo i 2 tratti di seggiovia: Pecetto-Alpe Burky e Alpe Burky-Belvedere. Dal Belvedere poi proseguiamo con il comodo sentiero che sale leggermente a sinistra fino alla morena del Ghiacciaio. La attraversiamo seguendo attentamente i segnavia e proseguiamo dall’altro lato con il comodo sentiero fino al Rifugio Zamboni-Zappa.\[ore 2.45 da Pecetto, ore 0.45 dal Belvedere, E\] **PERCORSO 2** - Da **Macugnaga**, frazione Pecetto, lasciamo il grande parcheggio della seggiovia (2 bar-ristoranti) e ci incamminiamo seguendo la larga mulattiera che segue la traiettoria della seggiovia stessa. In corrispondenza di un bivio seguiamo la direzione indicata dalla segnaletica gialla attraversando il torrente verso l’Alpe Burky. Pochi metri prima di arrivarci, quando già vediamo vicina la stazione della seggiovia, a sinistra seguiamo l’indicazione per l’Alpe Rosareccio. Attraversiamo il torrente e percorriamo il ripido sentiero ben segnato ed evidente che entra subito nella boscaglia, in alcuni tratti fitta e in altri rada, fino ad arrivare in prossimità di un antico alpeggio con alcune baite ancora ben conservate; ci allontaniamo lasciandolo alla nostra destra e in breve rientriamo nel bosco. Raggiungiamo ora una radura erbosa e vediamo sulla nostra sinistra il vecchio edificio abbandonato della stazione della funivia Pecetto-Piani Alti di Rosareccio chiusa da diversi anni. Pochi metri prima, il sentiero piega a destra e proseguiamo seguendolo nei diversi lievi sali e scendi. L’alternanza di macchie di cespugli e macchie di rododendri, il panorama sulla vallata e sulle montagne che la circondano, ma soprattutto il sentiero che, al contrario del primo tratto (fino a Rosareccio), è praticamente pianeggiante, rendono questa seconda parte dell’itinerario estremamente piacevole e appagante. Giungiamo quindi all’Alpe Pedriola e arriviamo al Rifugio Zamboni-Zappa. \[ore 3.00 da Pecetto, ore 1.00 da Rosareccio, E\] *Fonte: [monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/)* [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/RifugioZambiniZappa3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/RifugioZambiniZappa3.webp)Rifugio Zamboni-Zappa[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/RifugioZambiniZappa2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/09/RifugioZambiniZappa2.webp)Gruppo del Monte Rosa visto dal rifugio Zambini-Zappa **ESCURSIONI** Lago delle Locce | [Rifugio Saronno](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-di-saronno/ "Rifugio CAI di Saronno") | [Rifugio Sella Eugenio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sella-eugenio/ "Rifugio Sella Eugenio") | [Bivacco Hinderbalmo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-hinderbalmo/ "Bivacco Hinderbalmo") | [Capanna Marinelli Damiano](https://www.montagnenostre.net/rifugio-damiano-marinelli/ "Rifugio Damiano Marinelli") | [Rifugio Resegotti Luigina](https://www.montagnenostre.net/bivacco-l-resegotti/ "Bivacco L. Resegotti") | [Bivacco Lanti](https://www.montagnenostre.net/bivacco-emiliano-lanti/ "Bivacco Emiliano Lanti") | [Bivacco Belloni Valentino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-valentino-belloni/ "Bivacco Valentino Belloni") **ALPINISMO** Punta Grober | Punta Tre Amici | Pizzo Bianco | Punta Batttisti **SCI ALPINISMO** Colle delle Locce | Pizzo Bianco | [Bivacco Belloni Valentino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-valentino-belloni/ "Bivacco Valentino Belloni") [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE ANZASCA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Belvedere, Macugnaga, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Rifugio Il Dosso](https://www.montagnenostre.net/rifugio-il-dosso/) **Published:** Febbraio 20, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato in una posizione tranquilla e soleggiata a 1740 m., contornato da un bosco di larici ed abeti che risulta essere base ideale per tutte le escursione dell’Alta Val Bognanco.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Val Bognanco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco-rifugi/) **Località di partenza:** Parcheggio San Bernardo **Quota di partenza:** 1680 m | **Dislivello:** 90 m | **Tempo di percorrenza:** 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 22 suddivisi in 6 camere con bagno privato – 18 in 2 camerate **Gestione:** Patrizia, Rachele e Davide del rifugio **Tel.** +39 342 6996665 (rifugio/Patrizia) | +39 346 1708218 (Rachele) | +39 349 0781405 (Davide) DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 20/02/2018, 18:09 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 878 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 457 m Distance: 5.67 km Il percorso per il Rifugio Il Dosso inizia dalla località di **San Bernardo**, a circa **1.610 metri di altitudine**, facilmente raggiungibile in auto lungo la strada che risale la **Valle Bognanco**, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (Piemonte). Presso la piana di San Bernardo, dove si trovano un parcheggio e l’**oratorio dedicato a San Bernardo alla Guarda**, si lascia l’auto e si imbocca il sentiero che parte nei pressi della chiesetta. Il tracciato inizia attraversando un piccolo **ponte sul Rio Rasiga**, e da qui si segue una comoda **mulattiera sterrata**, ben segnalata, che si inoltra nel bosco. Il sentiero sale dolcemente, alternando tratti pianeggianti a leggeri tornanti. L’ambiente è tipico alpino, con bellissimi boschi di **larici, abeti e pini cembri**, e scorci panoramici sulla valle sottostante. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/RifugioIlDosso_1-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/RifugioIlDosso_1.webp)Rifugio Il DossoDopo circa **30 minuti di cammino**, e un dislivello contenuto di circa **90 metri**, si raggiunge l’**Alpe Arza**, un ampio pianoro soleggiato dove sorge il **Rifugio Il Dosso**, a **1.740 metri di quota**. La struttura è ben integrata nell’ambiente montano, circondata da prati e boschi, ed è un ottimo punto di sosta per rilassarsi, gustare piatti locali o come base per escursioni più impegnative verso i laghi alpini e i passi circostanti, come il **Passo di Monscera** o i **laghi di Paione**. Il percorso è classificato come **escursionistico (E)**, adatto anche a famiglie con bambini o a chi desidera una breve passeggiata in quota senza difficoltà tecniche. È consigliato l’uso di scarponcini da trekking, soprattutto in presenza di tratti bagnati o fangosi. **ESCURSIONI** [Rifugio Gattascosa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gattascosa/) | Alpe Pussetta | Laghi di Agro | Alpe di Paione | [Rifugio Alpe Laghetto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-il-laghetto/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL BOGNANCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco-rifugi/) **Categorie:** Val Bognanco **Tag:** Alta Val Bognanco --- ### [Rifugio Alpe Laghetto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-il-laghetto/) **Published:** Novembre 24, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio Alpe Laghetto é ubicato, in località omonima, nell’alta valle del Comune di Bognanco (VB) a quota 2039 m.s.l.m. Posto sul percorso del Trekking Simplon-Fletschhorn e a 20 minuti dal Sentiero Italia é in posizione panoramica sulla Val Bognanco e sulle valli circostanti, dove si possono ammirare le montagne che vanno dalla Val Vigezzo alla Val D’Ossola, le cime che racchiudono la Val Grande, e lo spartiacque tra la Val Bognanco e la Valle Antrona con il Lusentino, il Pizzo del Fornalino ed il Pizzo Montalto.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Val Bognanco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco-rifugi/) **Località di partenza:** Frazione Gomba **Quota di partenza:** 1251 m | **Dislivello:** 795 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da metà giugno nei week-end fino a metà settembre nei week-end luglio e agosto tutti i giorni **Posti letto:** 22 posti (6 posti rifugio invernale) **Gestione:** Cai Sottosezione Arsago Seprio **Tel.** +39 347 0320298 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 957 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1917 m Distance: 13.57 km Il sentiero per il **Rifugio Alpe Laghetto** inizia dalla località **Gomba**, situata a circa **1.251 metri di altitudine**, nella parte alta della **Val Bognanco**, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola (Piemonte). Presso il parcheggio nei pressi del campo sportivo, si lascia l’auto e si imbocca il sentiero segnalato che conduce verso l’**Alpe Oriaccia**. Il percorso, inizialmente su mulattiera nel bosco, sale con pendenza moderata attraverso splendide faggete e abetaie, offrendo frescura e ombra nei mesi estivi. Dopo circa un’ora di cammino si raggiunge l’**Alpe Oriaccia**, dove si apre una piccola radura con vista parziale sulla valle. Da qui si prosegue in direzione dell’**Alpe Vallaro**, un suggestivo pianoro erboso situato più in alto. Il sentiero continua a salire in modo regolare e mai troppo ripido, fino a raggiungere la **Croce del Vallaro**, una grande croce in ferro eretta dagli alpini, da cui si gode di una bellissima vista panoramica sulle cime circostanti. Superata la croce, il sentiero lascia il bosco e si sviluppa tra pascoli e prati d’alta quota. In questo tratto la visuale si apre sul versante superiore della valle. Si affronta l’ultima salita, dolce ma continua, che porta all’**Alpe Laghetto**, a quota **2.039 metri**, dove sorge il **rifugio omonimo**, ristrutturato in stile tradizionale, immerso in un paesaggio tranquillo e isolato, ideale per una sosta, un pranzo o anche un pernottamento. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/RifugioAlpeLaghetto3-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/RifugioAlpeLaghetto3.webp)Rifugio Alpe Laghetto[![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/RifugioAlpeLaghetto2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/RifugioAlpeLaghetto2.webp)Vista panoramica dal rifugio Alpe LaghettoIl percorso presenta un dislivello totale di circa **800-850 metri**, è lungo circa **6-6,5 km** solo andata, e richiede circa **3 ore** per la salita a passo medio. Il rientro avviene sullo stesso sentiero, per un totale di circa **5-6 ore** di cammino complessivo. Il grado di difficoltà è **escursionistico (E)**: non ci sono passaggi esposti o pericolosi, ma è richiesto un buon allenamento per la lunghezza e il dislivello. È consigliato l’uso di scarponcini da trekking, abbigliamento adatto alla quota e una buona scorta d’acqua. L’escursione al Rifugio Alpe Laghetto è una delle più panoramiche della Val Bognanco e permette di immergersi in un ambiente alpino autentico, tra boschi, pascoli e ampi panorami sulle valli dell’Ossola. **TRAVERSATE** Lago di Oriaccia | [Rifugio Gattascosa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gattascosa/) **ASCENSIONI** Cima d'Azoglio | Pizzo Straciugo | Cima del Rosso | Cima Versoio [](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco/)[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL BOGNANCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco-rifugi/) **Categorie:** Val Bognanco **Tag:** Ossola Nord, Val bognanco, Val d'Ossola --- ### [Rifugio Gattascosa](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gattascosa/) **Published:** Novembre 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Si trova nel bel mezzo della conca Gattascosa, tra alberi e prati a 2000 mt. È una struttura abbastanza recente di sasso e legno formato da 5 camere con 20 posti letto e 2 bagni con relative docce.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Val Bognanco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco-rifugi/) **Località di partenza:** S. Bernardo di Bognanco **Quota di partenza:** 1628 m | **Dislivello:** 365 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Tutti i giorni nel periodo estivo – Tutti i weekend nella stagione invernale **Posti letto:** 25 posti **Gestione:** Poletta Rita **Tel.** +39 328 3151669 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 01/01/1970, 01:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1125 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1482 m Distance: 17.95 km Il sentiero per il **Rifugio Gattascosa** (2.034 m) parte dalla località di **San Bernardo** (1.620 m), punto facilmente raggiungibile in auto da Domodossola in circa 30 minuti. Una volta parcheggiata l’auto nei pressi dell’omonimo rifugio alpino, si imbocca il sentiero segnalato che conduce verso il **Lago di Ragozza** e il Rifugio Gattascosa. Il percorso si sviluppa lungo una mulattiera ben tracciata e immersa nel bosco, che progressivamente si apre su ampi pascoli e panorami mozzafiato sulle montagne circostanti. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/LagodiRagozza-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/LagodiRagozza.webp)Lago di RagozzaDopo circa 40 minuti di cammino, si raggiunge il pittoresco **Lago di Ragozza**, incastonato tra le rocce, dove è possibile fare una breve sosta per ammirare il paesaggio alpino. Da qui il sentiero continua con una salita graduale e costante, attraversando ambienti sempre più aperti e ricchi di flora alpina. L’ultimo tratto del percorso, leggermente più ripido, conduce infine al **Rifugio Gattascosa**, situato in una splendida conca naturale circondata da laghetti e cime rocciose. Un’alternativa è il secondo sentiero, con una durata di percorrenza più lunga (circa 2 ore), che segue in parte la strada jeepabile. Questo percorso è meno ripido rispetto al primo e conduce al Rifugio Gattascosa passando per il **Passo del Monscera**, al confine con la Svizzera, offrendo splendide vedute sulla catena montuosa delle Alpi. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/RifugioGattascosa2-1024x683.webp)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/RifugioGattascosa2.webp)Rifugio Gattascosa **ESCURSIONI** Lago di Ragozza **TRAVERSATE** Passo del Monscera | Lago del Monscera [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL BOGNANCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco-rifugi/) **Categorie:** Val Bognanco **Tag:** Ossola Sud, Trekking in Piemonte, Val bognanco, Val d'Ossola --- ### [Rifugio San Bernardo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-san-bernardo/) **Published:** Novembre 24, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **In località San Bernardo a 1630 m. d’ altezza trovate un accogliente chalet in legno incorniciato da un bellissimo bosco di conifere. Offre ristorazione e pernottamento, si raggiunge in macchina per poi spaziare nella alta Val Bognanco con passeggiate alla portata di tutti.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Bognanco](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco-rifugi/) **Località di partenza:** Loc. San Bernardo **Quota di partenza:** 1630 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Stagione estiva: sempre aperto – Stagione invernale: tutti i weekend e periodo natalizio **Posti letto:** 16 posti **Gestione:** N.D. **Tel.** +39 331 4572614 | +39 349 5262141 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 01/01/1970, 01:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 1125 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1482 m Distance: 17.95 km Il percorso inizia dalla località **San Bernardo**, che si raggiunge facilmente in auto risalendo la **Val Bognanco**, fino al termine della strada asfaltata, a circa **1.630 metri di quota**. Qui si trova un comodo parcheggio vicino alla chiesetta di San Bernardo, punto di partenza dell’escursione. Dal parcheggio parte una **strada sterrata** ben segnalata, che si inoltra in un bel bosco di larici e abeti. Il sentiero è ampio e ben mantenuto, con una pendenza moderata e tratti quasi pianeggianti, ideale anche per famiglie o escursionisti poco esperti. Durante il cammino si alternano zone ombreggiate a radure panoramiche, con scorci sulla vallata e sulle montagne circostanti. Dopo circa **30 minuti di cammino**, si raggiunge il **Rifugio San Bernardo**, situato in posizione panoramica su un poggio soleggiato. Il rifugio è un ottimo punto di sosta per rilassarsi, pranzare o proseguire verso itinerari più lunghi, come i laghi alpini o il Passo del Monscera. L’escursione è **facile (livello turistico/escursionistico)**, con un **dislivello di circa 100 metri** e una durata totale di circa **1 ora andata e ritorno**. È adatta a tutti, purché con scarpe da trekking o da montagna. Inoltre si può anche raggiungere in auto , con una comoda carrozzabile a soli 30 minuti da Domodossola ed è punto di partenza per escursioni sia facili che impegnative..(Passo Monscera, laghi di Paioni,laghi Variola o cime come il Verosso ,Pioltone, il Dosso, Grande traversata delle Alpi e Simplon Fletschhorn Trekking. ecc..) *Fonte: [valbognanco.com](http://www.valbognanco.com)* **ESCURSIONI** Passo Monscera | Laghi di Paioni | Laghi Variola [](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/vallebognanco-rifugi/)[](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco/)[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL BOGNANCO »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-bognanco-rifugi/) **Categorie:** Val Bognanco **Tag:** Ossola Nord, Sentiero Italia, Val bognanco, Val d'Ossola --- ### [Rifugio Oberto-Maroli](https://www.montagnenostre.net/rifugio-oberto-maroli/) **Published:** Settembre 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio Oberto-Maroli si trova a 2796 m. al passo di Monte Moro che è uno dei valichi storici delle Alpi. E’ situato poco sotto la stazione di arrivo della funivia che sale da Macugnaga, di fianco alle piste da sci e di fronte alla grandiosa parete Est del Rosa e a 10 Minuti dalla cresta di confine con la Svizzera.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **T** – Itinerario Turistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/)[Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/valle-anzasca/) **Località di partenza:** Pecetto di Macugnaga **Quota di partenza:** 2810 m | **Dislivello:** 14 m (in discesa) **Tempo di percorrenza:** 5 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre,nelle festività e fine settimana e con accordi con gestore **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** CAI Macugnaga **Tel.** +39 0324 65544 | +39 0324 65544 (per prenotazioni) **Cell.** +39 349 3624403 (Custode) DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da **Macugnaga, frazione Pecetto**, lasciamo l’ampio parcheggio (piazzale del mercato) attraversando il ponte sul Torrente Tannbach. Qui troviamo la segnaletica gialla che ci indica la direzione per il Passo del Monte Moro. Il sentiero entra nel bosco e dopo diversi tornanti e svolte raggiungiamo l’Alpe Bill (1.663). Qui troviamo la segnaletica gialla che ci indica la direzione. Il sentiero parte ripido e segue il terreno che nei mesi invernali costituisce la pista di sci. Proseguiamo il cammino su terreno aperto di erba e sassi. Salendo ancora incontriamo anche delle pietraie. Siamo quasi arrivati, imbocchiamo un canaletto e quando terminiamo di percorrerlo vediamo sulla sinistra il Rifugio Oberto Gaspare. Da **Macugnaga, frazione Staffa**, prendiamo la funivia per il Passo del Monte Moro. Il primo tratto ci porta rapidamente all’Alpe Bill. Il secondo, leggermente più lungo, ci porta al Passo del Monte Moro. Usciamo dalla stazione d’arrivo (1 bar-ristorante con terrazzo panoramico) e seguiamo le indicazioni. Scendiamo per il sentiero e già vediamo dall’alto il Rifugio Oberto Gaspare che in pochi minuti raggiungiamo. *Fonte: [monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/)* **ESCURSIONI E TRAVERSATE** [Rifugio Sella Eugenio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sella-eugenio/) | [Bivacco Antigine](https://www.montagnenostre.net/bivacco-antigine/) | [Bivacco Città di Luino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-luino/) **ALPINISMO** Corno Rosso | Cresta di Stenigalchi | Corno di Jeewjinen | Joderhorn | Monte Moro [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE ANZASCA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Macugnaga, Monte Rosa, Trekking Piemonte, Valle Anzasca --- ### [Autunno nel Parco dello Stelvio: il richiamo dei cervi](https://www.montagnenostre.net/stelvio-autunno-tra-i-cervi/) **Published:** Ottobre 14, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### La Val Zebrù, ai piedi dell’Ortles-Cevedale, è il punto di partenza ideale per partire alla ricerca del re del Parco che in questa stagione si esibisce nelle parate d’amore. Il **Parco Nazionale dello Stelvio**, il più grande dei Parchi storici italiani, è un vero e proprio paradiso degli escursionisti. Scenari differenti caratterizzati da **una grande quantità di dislivelli** e ambienti naturali diversi fanno da sfondo a **lunghe passeggiate** alla scoperta di magnifici laghi, masi di montagna, ghiacciai, foreste e praterie, il tutto dominato dalla imponente cima di alcune delle più affascinanti vette alpine. Ogni valle è uno scrigno pieno di tesori che conquisterà gli amanti del **trekking alla ricerca di paesaggi incontaminati**, in cui è la natura a fare da protagonista incontrastata della scena. In questo paradiso **a cavallo tra Lombardia e Trentino Alto Adige** ogni escursione è una piacevole sorpresa da scoprire passo dopo passo guardandosi intorno e lasciandosi avvolgere dai suoni e dai profumi della natura. In territorio lombardo, l’esplorazione del Parco è resa ancor più speciale dalla scoperta del magnifico **ghiacciaio dei Forni**, il più vasto d’Italia, che rappresenta il più spettacolare di una lunga serie di ghiacciai che punteggiano l’area protetta costituendo l’**area glaciale più estesa delle Alpi Centrali**. Sciatori e alpinisti troveranno ghiacciai da sogno anche nella zona del **Passo dello Stelvio**, una delle più amate dai visitatori. Ammirando le magnifiche cascate, i torrenti, i laghi e le vallate che queste sconfinate distese di ghiaccio hanno generato nel corso dei secoli, si scopriranno altri incantevoli scenari mozzafiato, come i sorprendenti coni di deiezione della **Val Venosta** o la lunga **Val Martello** dominata dalla sagoma imponente del **Cevedale**, la **Val Trafoi**, vegliata dall’**Ortles**, le **valli dell’Adda e del Braulio** punteggiate di rupi, pareti calcaree e strapiombi rocciosi, la **Val d’Ultimo**, costellata di laghi, e la **Valle Peio** e la **Valtellina** con le loro acque benefiche. ![](https://www.parconazionale-stelvio.it/media/db36fe99-2661-46bd-a33d-646f40e20f91/1900_x_900/448b3.webp)Ma chi decide di dedicarsi all’esplorazione del Parco non godrà soltanto di magnifici paesaggi, ma rimarrà anche incantato dalla vista delle **meravigliose creature alpine** che si aggirano nel territorio dell’area protetta, come gli splendidi scoiattoli, le lepri, le volpi, gli stambecchi, i camosci, le aquile e i gipeti che popolano, soprattutto, la **Val Zebrù**, la meta ideale per chi desidera osservare gli animali nel loro ambiente naturale. Sovrano incontrastato della fauna del Parco, **il cervo** in autunno diventa “l’osservato speciale” delle escursioni stagionali. In questo periodo dell’anno, infatti, i maschi mettono in atto le loro **parate per la conquista delle femmine** accompagnandole con i caratteristici **bramiti che risuonano nei boschi** durante tutta la giornata ma soprattutto al calar della sera, quando il richiamo d’amore diventa più intenso. Proprio per lasciarsi avvolgere dalla magica atmosfera che si crea nel Parco dopo il tramonto, quando gli scenari sono resi ancor più affascinanti dal suono del bramito del re dello Stelvio, l’Ente di gestione propone una serie di **safari notturni dedicati all’osservazione dei cervi**, da effettuare autonomamente oppure con l’accompagnamento di guide esperte. I percorsi escursionistici sono numerosi e propongono **differenti alternative in base al livello di allenamento** e di esperienza. Raggiungendo facilmente la **Val Zebrù** da **Bormio** e lasciando l’auto nei pressi di **S. Nicolò Valfurva**, si potranno intraprendere sorprendenti itinerari nella magnifica valle ai piedi del **massiccio Ortles-Cevadale** dove non si dovrà faticare molto per avvistare queste magnifiche creature che rendono l’autunno nel Parco ancora più sorprendente e affascinante. *Fonte: turismo.it/natura – Autore: Eleonora Autilio* **NON PERDERTI IL VIDEO:** Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/comune-di-stelvio-l214631/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Animali di Montagna, Camminare in montagna, Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio, Val Zebrù --- ### [Cina estrema: il sentiero più pericoloso del mondo](https://www.montagnenostre.net/cina-dove-si-trova-il-trekking-piu-pericolso-del-mondo/) **Published:** Settembre 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Un sentiero terrificante per raggiungere un tempio davvero particolare Scalinate, passerelle e vie ferrate sono le caratteristiche di questo sentiero in mezzo ai monti del, letteralmente **“le montagne gialle”**, che si trovano nella **Cina orientale**. L’area è famosa per le sue bellezze paesaggistiche: ci sono picchi granitici addolciti dal verde lussureggiante dei pini tipici della zona. Dal 1990 sono fra le **meraviglie naturali**, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Questi monti si trovano vicino alla città di Huangshan, nella parte meridionale della provincia cinese dell’Anhui. Fra queste cime si nasconde un tesoro che in molti cercano di raggiungere, nonostante la difficoltà del percorso. **Il trekking è infernale** e sarebbe rivolto a scalatori esperti se non fosse che molti turisti si avventurano lungo questo sentiero per raggiungere la meta. I picchi più alti sono il Lian Hua Feng, 1.864 metri, il Guang Ming Ding, 1.840 metri, e il Tian Du Feng, 1.829 metri. **Le cime si trovano spesso al di sopra delle nuvole**, dall’alto si possono ammirare alcuni rari fenomeni ottici, come il **mare di nuvole** e la famosa **“luce di Buddha”**, quest’ultima si manifesta soltanto poche volte all’anno, e corrisponde alla nostra “gloria”, l’aureola colorata che circonda l’ombra dell’osservatore. Nell’area della catena dei Monti Huangshan si trovano anche alcune **fonti termali**, con acqua che sgorga a 45 gradi tutto l’anno, e numerosi sorgenti d’acqua dolce. In particolare sono note quelle alla base del Purple Cloud Peak. All’inizio del percorso si trova un’**immensa scalinata**, scolpita nella pietra, chiamata “le scale del paradiso”, la nebbia fitta che avvolge la roccia aumenta il senso di incertezza. Chi si avventura lungo questo percorso non può non provare un **forte senso di vertigine e spaesamento**. Dalle scale si passa alle passerelle di legno, aggrappate alle pareti verticali. Soltanto una catena di ferro fa da appiglio ai visitatori, per chi si avventura lungo il sentiero più pericoloso del mondo. La soddisfazione viene comunque dal **paesaggio mozzafiato** che si mostra lungo il percorso. Non bastano i ponti che attraversano gli **strapiombi da brivido** e le scale infinite, ci sono pareti dove arrampicarsi e ancora passerelle scricchiolanti. Il tutto per raggiungere un piccolo e prezioso **tempio destinato al culto del tè**. Migliaia di persone ogni anno salgono questo sentiero “della morte” per una semplice tazza di tè. *Fonte: siviaggia.it* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** cina, meraviglie naturalistiche, Montagne gialle, trekking --- ### [Le cose che non sai sulla montagna](https://www.montagnenostre.net/le-cose-che-non-sai-sulla-montagna/) **Published:** Ottobre 14, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Un viaggio attraverso gli aspetti più curiosi delle nostre vette in compagnia di un libro che le osserva con l’occhio della scienza Qual è la **montagna** più alta della Terra? E quali le tecnologie che ci permettono di misurare al centimetro l’**altezza** delle nostre cime più maestose? Perché i **fiori** che crescono tra i **monti** sono più vistosi di quelli di pianura? E ancora: è vero che se quest’anno, visitando un **ghiacciaio**, perdiamo gli occhiali da Sole, possiamo calcolare dove ritrovarli l’anno prossimo? La risposta a queste domande ce la dà [Jacopo Pasotti](https://www.jacopopasotti.com/), geologo e giornalista scientifico, nel suo ultimo libro, [La scienza in vetta](https://amzn.to/4mD6KkR) : un vero e proprio viaggio tra lo studio dei minerali e la tettonica a zolle fino alla botanica e la zoologia, passando attraverso la medicina, la chimica, la meteorologia… e anche un po’ di sport. Edito da [Codice Edizioni](http://www.codiceedizioni.it/) e fresco di stampa, il libro esplora con occhio curioso la **montagna** ed è perfetto per chi ha in programma qualche bella **scampagnata** ora che è estate, ma anche per chi già al ritorno dal mare vorrebbe organizzare le prossime **vacanze sulla neve**. Scorrendo tra le sue quattro sezioni (chiamate simpaticamente *Le montagne di sotto*, *di dentro*, *di fuori*e *di sopra*, a indicare il punto di vista di chi indaga), non troverete delle semplici nozioni scientifiche, come quelle dei classici libri di scuola: leggerete piuttosto un sacco di **esempi pratici**, **racconti**, qualche **mito da sfatare** e tante, tantissime **curiosità**. Dopo averlo letto, ne abbiamo raccolte **cinque**. Ma chi decide di dedicarsi all’esplorazione del Parco non godrà soltanto di magnifici paesaggi, ma rimarrà anche incantato dalla vista delle **meravigliose creature alpine** che si aggirano nel territorio dell’area protetta, come gli splendidi scoiattoli, le lepri, le volpi, gli stambecchi, i camosci, le aquile e i gipeti che popolano, soprattutto, la **Val Zebrù**, la meta ideale per chi desidera osservare gli animali nel loro ambiente naturale. Sovrano incontrastato della fauna del Parco, **il cervo** in autunno diventa “l’osservato speciale” delle escursioni stagionali. In questo periodo dell’anno, infatti, i maschi mettono in atto le loro **parate per la conquista delle femmine** accompagnandole con i caratteristici **bramiti che risuonano nei boschi**durante tutta la giornata ma soprattutto al calar della sera, quando il richiamo d’amore diventa più intenso. **1. L’aria dei boschi può far bene alla salute** Avete mai pensato di rimettervi in forma con lo *shinrin-yoku*, cioè, letteralmente, con un *“*[*bagno d’aria nel bosco*](https://en.wikipedia.org/wiki/Forest_bathing)*”*? Si tratta di una **pratica giapponese** che consiglia ai pazienti lunghe passeggiate in mezzo agli alberi e che è stata riconosciuta come terapeutica. Il suo segreto, secondo gli esperti, è la presenza, nell’aria che avvolge gli alberi, di molecole volatili attive sull’organismo. Sostanze come il **pinene** che si diffonde dalle conifere, per esempio, e il **limonene**, che oltre sulla psiche e sui livelli di stress sono oggetto di studio per i loro possibili effetti su altri aspetti della fisiologia umana. **2. Come fanno gli stambecchi a non cadere (quasi) mai dalle rocce** Le zampe corte e robuste, una muscolatura massiccia, un estremo controllo dei movimenti, il baricentro basso. Ma anche e soprattutto degli **zoccoli** strutturati ad arte, come delle vere e proprie **scarpette da arrampicata**, per aggrapparsi alle rocce. Ecco i segreti degli **stambecchi**, che grazie a un corpo fatto su misura per percorrere le **pareti verticali**, riescono a galoppare e a balzare agilmente anche tra i pendii più ripidi. Addirittura con maggior sicurezza di quando hanno a disposizione un intero prato su cui correre. **3. A Cortina ci sono i ricci di mare** Più o meno 230 milioni di anni fa, le falesie delle nostre Dolomiti erano nientemeno che fondali marini, in particolare **barriere coralline**, di quell’enorme distesa d’acqua che era [Tetide](https://it.wikipedia.org/wiki/Tetide). Le forme di vita che le popolavano, e in particolare le loro parti solide, nel corso degli anni si sono trasformate in **fossili**, emersi poi in superficie solo in seguito al **sollevamento** della catena montuosa delle **Alpi** e all’erosione degli strati superficiali delle rocce. È per questo che oggi, anche a quota 2mila metri, continuiamo a trovare reperti di ricci marini, molluschi e spugne vissuti in ere lontanissime. **4. La stella alpina non è nata sulle Alpi** Ebbene sì, il piccolo fiore-emblema delle nostre Alpi è in realtà originario degli altipiani dell’**Asia centrale** e dell’**Himalaya**, luoghi soleggiati e dal clima molto secco. Giunta fino a noi, si è stabilita in montagna, alla ricerca di spazi luminosi e allo stesso tempo asciutti. La **peluria** sulle foglie? No, non è una copertina per proteggersi dal freddo, bensì uno stratagemma per regolare la traspirazione e non seccarsi. **5. Sulla neve ci sono le pulci** Si chiama *[Isotoma saltans](http://www.sapere.it/sapere/approfondimenti/animali/invertebrati/pulce-dei-ghiacciai.html)*, è grande 3-4 millimetri ed è così resistente al freddo e al gelo da poter sopravvivere persino sui**ghiacciai**. Si tratta di una vera e propria **pulce d’alta quota**, ritrovata persino sull’Himalaya, a **oltre 6mila metri**. Grazie a sostanze che abbassano il punto di congelamento dell’acqua nel proprio corpo (simili all’antigelo che usiamo d’inverno per l’auto), è in grado di preservare le sue cellule dalla formazione di cristalli di ghiaccio, ed è quindi resistente alle temperature sotto lo zero. Ma quando il termometro sale sopra i 12 gradi rischia di morire di caldo, nel vero senso della parola. *Fonte: tratto da wired.it/scienza/ecologia – Autore articolo: Alice Pace (Giornalista scientifica)* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/bolzano-l2145/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Ecologia, Everest, Scienza, Stambecchi, Stella Alpina --- ### [The Unrideables - Alaska Range (Special Tour Edit)](https://www.montagnenostre.net/the-unrideables-alaska-range-special-tour-edit/) **Published:** Febbraio 20, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Praticato da poco più di 10 anni, lo speedriding è uno sport che coniuga la velocità con l’alta montagna in un mix di sci e parapendio. Questo approccio ibrido permette a chi lo pratica di accedere ad ambienti inaccessibili. In questo film, uno dei maggiori esperti di volo umano, Jon DeVore e il suo team di atleti scelti, tra cui l’italiano Filippo Fabbi, portano questo sport nelle aree più remote e inospitali del Nord America. **TITOLO FILM** / The Unrideables – Alaska Range (Special Tour Edit) **SPEEDRIDING** / USA, 2014, 18 min **REGIA** Derek Westerlund, Steve Reska **PRODUZIONE** Red Bull Media House **FOTO** Photo Credit Scott Serfas-Red Bull Content Pool *Fonte: yuotube.com – Pubblicato da [Banff Mountain Film Festival](http://www.banff.it)* **VEDI ANCHE:** [Trail Dog](https://www.montagnenostre.net/trail-dog/) [L’Himalaya in Ultra HD: così non l’avete mai visto](https://www.montagnenostre.net/lhimalaya-in-ultra-hd-cosi-non-lavete-mai-visto/) [Patagonia: la fine del mondo](https://www.montagnenostre.net/patagonia-la-fine-del-mondo/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/alaska-l254/) **Categorie:** Video **Tag:** Banff, Festival montagna, Speedriding, sport estremi, Video Montagna --- ### [Desert Ice](https://www.montagnenostre.net/desert-ice/) **Published:** Febbraio 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Gli ice-climber americani Jesse Huey e Scott Adamson arrampicano nei remoti canyon ghiacciati nel Sud-Ovest dello Utah in cerca di alcuni dei migliori tiri di ghiaccio tra quelli scoperti negli ultimi 20 anni… un’avventura insolita in un luogo – il deserto – lontano dall’immaginario più consueto legato all’arrampicata su ghiaccio. **GHIACCIO** / USA, 2014, 12 min **REGIA** Keith Ladzinski **PRODUZIONE** 3 Strings **FOTO** Jesse Huey in salita su Zicicle / Photo Credit Keith Ladinski *Fonte: yuotube.com – Pubblicato da [Banff Mountain Film Festival](http://www.banff.it)* **VEDI ANCHE:** [Darklight: l’incredibile discesa notturna dei bikers!](https://www.montagnenostre.net/darklight-lincredibile-discesa-notturna-dei-bikers/) [Tsirku, le cornici ondulate](https://www.montagnenostre.net/episodio-3-tsirku-le-cornici-ondulate/) [Afterglow – Special Tour Edit](https://www.montagnenostre.net/afterglow-special-tour-edit/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/utah-l564/) **Categorie:** Video **Tag:** Banff, Ice Climber, Utah, Video Montagna --- ### [Rispetta la fauna, rispetta la montagna](https://www.montagnenostre.net/norme-di-comportamento-in-montagna-rispetta-gli-animali/) **Published:** Agosto 5, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Gli animali selvatici che popolano la montagna sono parte essenziale dell’equilibrio naturale. Osservali da lontano, non dar loro da mangiare, resta sui sentieri e mantieni il silenzio. Ogni comportamento responsabile aiuta a proteggere la biodiversità e a vivere la montagna in modo autentico e sostenibile. ##### **Non disturbare gli animali selvatici** Gli animali selvatici hanno paura dell’uomo così come dei cani e la nostra presenza potrebbe terrorizzarli. Quindi non tentare di avvicinarti troppo, se avvisti un animale osservalo da lontano rimanendo sulla strada o sul sentiero che stai percorrendo. Evita rumori molesti, schiamazzi e musica ad alto volume, apprezza la tranquillità del Parco e dei suoi abitanti. E’ assolutamente vietato dare da mangiare agli animali; sanno reperirlo autonomamente e il nostro comportamento, anche se in buona fede, potrebbe risultare loro dannoso o addirittura fatale. E’ vietato il foraggiamento a fini fotografici. ##### **Mantieni il tuo cane al guinzaglio** Anche se i nostri cani sono buoni e ubbidienti, spesso l’istinto può spingerli a rincorrere, e persino uccidere, gli animali selvatici. Inoltre il loro incontro con i selvatici può diventare veicolo di parassiti e malattie, talvolta pericolose anche per l’uomo. ##### **Ritrovamento di animali feriti o in difficoltà** - **Ungulati:** Soprattutto in tarda primavera-inizio estate può capitare di scorgere nell’erba o nel sottobosco, magari nei pressi del sentiero, dei piccoli di cervo o capriolo raggomitolati e praticamente immobili. Anche avvicinandoci, questi cuccioli restano fermi e non si danno alla fuga, ma attenzione, ciò non significa che siano feriti! Istintivamente e in maniera innata non si muovono per evitare di essere individuati da eventuali predatori, aiutati da uno spiccato mimetismo (colore del pelo, bruno chiaro e con le caratteristiche macchie bianche) e dall’assenza di odore. **I PICCOLI NON VANNO TOCCATI!** Se noi tocchiamo i cuccioli di questi come di altri animali, essi rischiano di venire abbandonati dalla madre, che avverte il nostro odore e non riconosce il piccolo. Se individuate un piccolo ungulato vicino al sentiero o un centro abitato, segnalatelo al Corpo Forestale Provinciale ma mantenetevi a distanza: la madre è sicuramente nelle vicinanze e, di tanto in tanto, torna dal cucciolo per l’allattamento e le cure. Può anche capitare di trovare animali adulti in difficoltà,feriti o morti. In genere, ciò che succede alla fauna selvatica in foresta fa parte del naturale ciclo della vita e non richiede l’intervento dell’uomo. In ogni caso, è importante evitare di toccarli, non solo perché potrebbero trasferire malattie e parassiti, ma anche perché avvicinandoci potremmo spaventarli, peggiorare la loro situazione o addirittura venire attaccati. Prendere nota di dove è stato avvistato l’esemplare e, nei casi rilevanti, avvisare il Corpo Forestale Provinciale tramite la centrale operativa dei Vigili del Fuoco (n. tel. 115) o gli uffici del Parco. - **Uccelli:** Al momento del primo involo gli uccelli fanno dei tentativi di volo sotto lo sguardo attento della madre. Queste prime prove difficilmente riescono in modo ottimale, quindi è facile trovare piccoli per terra, incapaci di “decollare”. Nella maggior parte dei casi, sorvegliati dalla madre, riescono a trovare una sporgenza o un salto dove effettuare un’altra prova. Noi possiamo contribuire tenendoci a distanza e scongiurando eventuali agguati di gatti/cani domestici. In alcune situazioni potremmo appoggiare gli uccellini su un davanzale o un muretto, dove possano spiccare più facilmente il volo. Si può notare la presenza della madre ascoltandone il richiamo e osservando attentamente la zona. Attenzione, alcuni uccelli, per proteggere i piccoli o il nido, compiono falsi attacchi a volo radente nei confronti del disturbatore. Se si dovesse trovare un uccello adulto ferito o in difficoltà chiamare il Corpo Forestale Provinciale (tel. 115 – la centrale operativa dei Vigili del Fuoco devia la chiamata alla guardia forestale reperibile in zona). Va bene sorvegliare l’uccello, ma mantenendo le distanze e facendo attenzione in quanto se allarmato potrebbe diventare pericoloso, soprattutto nel caso di rapaci, dotati di potenti artigli e becco acuminato. - **Altri animali:** In caso di ritrovamento di animali feriti non toccarli, ma contatta il Corpo Forestale Provinciale o gli uffici del Parco. Infatti in caso di ferimento gli animali possono diventare aggressivi, non è prudente avvicinarsi, nemmeno agli erbivori. ##### **Incidenti stradali dovuti ad impatti con la fauna** Se dovesse accadere un incidente stradale causato dall’impatto con un animale selvatico, innanzitutto mantenere la calma e chiamare il 112, riferendo dell’accaduto. La chiamata al 112 è obbligatoria per l’eventuale indennizzo assicurativo nel caso di investimento di orsi e ungulati e garantisce, se necessario, l’intervento del Corpo Forestale Provinciale o dei Vigili del Fuoco volontari. Osservando le prescrizioni del codice della strada, attendere sul posto le forze dell’ordine secondo le indicazioni ricevute. *Fonte: parcostelviotrentino.it/it/natura-biodiversità* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/valle-d-aosta-l2478/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Animali di Montagna, Estate in montagna, regole --- ### [Regole in montagna: Guida per escursionisti e amanti della natura](https://www.montagnenostre.net/regole-in-montagna/) **Published:** Aprile 9, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Non solo in montagna, ma anche a valle bisognerebbe osservare alcune regole, in modo da finire bene l’escursione, così come è cominciata al mattino presto. Per proteggere la natura e, soprattutto, anche per la vostra sicurezza. **ECCO ALCUNE REGOLE D’ORO PRIMA DI EFFETTUARE UN’ESCURSIONE:** 1. Prima di affrontare un’escursione, valuta le tue capacità e le difficoltà cui puoi andare incontro, **cerca di saperne il più possibile leggendo bene la carta topografica e prendendo informazioni da guide del posto**. 2. **Preparati fisicamente e moralmente per sostenere gli sforzi che la montagna richiede** e per saper affrontare qualsiasi situazione mantenendo la calma e la lucidità, non andare oltre i limiti delle tue possibilità. 3. **Non avere fretta**: poco per volta, se ne sentirai l’esigenza, imparerai ad affrontare in sicurezza imprese più impegnative; impara da chi ha più esperienza di te, un’escursione fatta con una persona esperta vale più di mille parole o raccomandazioni. 4. **Stai sempre attento**, soprattutto quando sei stanco e non dare nulla per scontato. 5. **Non lasciare mai soli i tuoi compagni**: se sono stanchi rallenta , se hanno dei problemi, aiutali. 6. **Non correre**, non ci sono avversari da battere, traguardi da tagliare; la fretta ti fa perdere tante emozioni. 7. Prima di partire, **comunica ad amici e parenti l’itinerario** e la meta dell’escursione. 8. **Ascolta le previsioni del tempo**, rimanda l’escursione se è previsto un peggioramento, porta sempre con te l’abbigliamento adatto a sopportare qualsiasi incertezza. 9. **Se durante la salita muovi involontariamente un sasso, grida a chi sta sotto “sasso”**; se sei tu a ricevere tale avviso, per evitare di essere colpito cerca di seguire la traiettoria del sasso, senza nascondere il viso tra le mani. 10. Avventurati su pendii di neve dura o ghiacciata o su sentieri esposti **solamente con adeguata attrezzatura alpinistica**. 11. **Rispetta l’ambiente e coloro che vivono in montagna.** Accetta i loro consigli e il loro modo di vita. **Da conoscere prima di iniziare un’escursione:** - [le regole elementari di orientamento: di notte, di giorno, con la bussola](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-in-montagna/) - [la richiesta soccorso](https://www.montagnenostre.net/come-chiamare-soccorso-in-montagna/) - il mal di montagna - [la vipera](https://www.montagnenostre.net/morso-della-vipera-ecco-sintomi-fattori-di-rischio-cure-e-cosa-fare-per-evitarlo/) - [la zecca](https://www.montagnenostre.net/zecche-che-paura-cosa-fare-in-caso-di-morso/) - [i funghi](https://www.montagnenostre.net/come-trovare-i-funghi-porcini/) - [i fenomeni atmosferici](https://www.montagnenostre.net/come-difendersi-dai-fulmini-in-montagna/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, regole in montagna, sicurezza --- ### [Tiroler Knödel: La ricetta che conquista ogni tavola](https://www.montagnenostre.net/canederli-tirolesi-tiroler-knodel/) **Published:** Luglio 6, 2016 **Author:** Redazione **Content:** **I Canederli tirolesi**, o *Tiroler Knödel*, sono grandi gnocchi di pane raffermo, arricchiti con speck, uova e aromi, tipici della cucina alpina. Nati come piatto povero, oggi sono una vera specialità del Tirolo, serviti in brodo o con burro fuso. Rustici, saporiti e sostanziosi, raccontano la tradizione e il calore delle tavole di montagna. Inoltre sono un piatto tipico della gastronomia tirolese, in particolar modo delle città di Trento e Bolzano. Questo gustoso piatto è sicuramente uno dei più conosciuti ed apprezzati della cucina trentina. **PROVENIENZA:** Tirolo austriaco- Trentino Alto Adige (ITA) **CATEGORIA:** Primi piatti **INGREDIENTI** (per 4 persone) 6 panini raffermi 1,25 Litri di Latte 2-3 uova 100g di speck 150 g di prosciutto affumicato, carne affumicata o Kaminwurzen (salsicciotti affumicati e seccati dal sapore piccante) 30g di burro mezza cipolla prezzemolo erba cipollina circa 3 cucchiai (= 60-80g) di farina brodo di carne o acqua salata **TEMPO:** 20 minuti di preparazione + 12 minuti di cottura **PREPARAZIONE:** Tagliare a dadini il pane, bagnarlo nel latte, strizzare, aggiungere le uova e impastare, coprire e lasciar riposare il tutto per mezz’ora. A parte rosolare lo speck tagliato a cubetti e il prosciutto anch’esso sminuzzato (o la carne) e unirli all’impasto aggiungendo poi il soffritto di cipolla, il trito di prezzemolo e di erba cipollina e il sale. Cospargere di farina e mescolare bene il composto che dovrà risultare piuttosto consistente ma non appiccicoso. Con le mani bagnate formare 8-12 canederli grossi e rotondi. Una volta pronti, i canederli devono bollire piano in acqua leggermente salata o brodo per circa 12 minuti. E’ consigliabile fare una prova con un canederlo per assicurarsi che non si disfi nella cottura. Il canederlo di prova dovrà risultare bello liscio all’esterno e morbido all’interno. Se fosse troppo morbido aggiungere un po’ di farina e aggiustarlo con le mani premendolo un po’ di più. Cuocere quindi i canederli restanti. I canederli alla tirolese possono essere preparati anche solo con speck, senza prosciutto, carne affumicata e burro, usando il composto descritto sopra e soffriggendo la cipolla nello speck. I canederli ben fatti vengono a galla al primo bollore. Sono ottimi se mangiati al momento. Secondo una vecchia usanza, il primo canderlo va mangiato in brodo, il secondo con crauti e cime di rapa, il terzo con carne di maiale o fricassee, il quarto con l’insalata. E chi non è ancora sazio, ricomincia da capo. Come contorno si accompagna bene anche un’insalata di crescione o di valerianella. *Fonte: montagnaestate.it* **[VEDI TUTTE LE RICETTE DI MONTAGNA »](https://www.montagnenostre.net/category/ricette-di-montagna/)** Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/tirolo-l5/) **Categorie:** Ricette di montagna **Tag:** piatti tipici tirolesi, primi piatti, Ricette, Usanze e Tradizioni --- ### [Becca, l'antico nome del Cervino: origini e significato](https://www.montagnenostre.net/becca-il-vero-nome-del-cervino/) **Published:** Maggio 31, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Cervino, lo “scoglio d’Europa”, la montagna più affascinante delle Alpi. Chi l’ha battezzato, e quando? Oggi, molti sono convinti che il suo nome derivi dal termine “cervo”, ma se domandate alle persone del posto, vi diranno che cervi, da quelle parti, non se ne sono mai visti. E vi racconteranno un’altra, fantastica storia. Molti e molti anni fa, il Cervino aveva un altro nome. Si chiamava “Becca”, o almeno così lo chiamavano tutti i valligiani. Una volta, nella frazione di Clou, poco distante da Maën, centocinquanta metri sotto Valtornenza, viveva una cantiniera chiamata Caterina. Caterina teneva un’osteria, dove i coscritti – che a quei tempi stavano sotto le armi la bellezza di otto anni – andavano a dissetarsi e, qualche volta, ad affogare i dispiaceri nel vino. Pare, però, che Caterina avesse la pessima e riprovevolissima abitudine di mescolare l’acqua al vino. I coscritti spesso non se ne accorgevano, soprattutto dopo che superavano il quarto bicchiere. Lei, quindi, perseverava nella sua piccola truffa. Una notte, un contadino che era stato sotto le armi tornò al paese con alcuni compagni. Arrivati alla cantina di Caterina, bussarono forte, per farsi aprire e trovare un po’ di ristoro con del buon vino. Era scoccata da poco la mezzanotte. Nessuno rispose. “Caterina, Caterina, sono io – gridò forte il soldato -. Aprimi, sono qui con i miei amici, vogliamo bere un po’ di vino! Caterina, apri, apri!” Il contadino improvvisamente udì provenire dall’interno una voce cavernosa e spaventevole. La voce disse: “Caterina non è più qui! È sulla Becca, che cerne l’acqua dal vino”! Caterina, povera sciagurata, era morta. E per penitenza era stata condannata a cernere (cioè dividere) l’acqua dal vino per tutta l’eternità. Il gruppetto di avventori se ne dovette tornare a casa a bocca asciutta. E da quel giorno la Becca non si chiamò più Becca, ma, da “cerne vino”… Cervino. *Fonte: Leggenda tratta da “Leggende del Cervino” di Mary Ribaldi Chiesa* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/cervino-l104748/) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Cervino, Leggende di Montagna, Racconti e Leggende --- ### [Sciatt valtellinesi: frittelle croccanti di grano saraceno e formaggio fuso](https://www.montagnenostre.net/sciatt-le-favolose-frittelle-di-grano-saraceno/) **Published:** Gennaio 10, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Croccanti fuori, morbidi e filanti dentro: gli **sciatt** sono uno dei piatti più amati della **tradizione gastronomica valtellinese**. Il loro nome, che in dialetto significa “rospo”, si riferisce alla forma irregolare che assumono durante la frittura. Ma non lasciarti ingannare dall’aspetto: al primo morso, sprigionano un cuore caldo di **formaggio fuso**, avvolto in una pastella rustica a base di **farina di grano saraceno**. Originari della zona di Teglio e diffusi in tutta la Valtellina, gli sciatt sono serviti tipicamente su un letto di **cicoria fresca**, che bilancia la ricchezza del piatto con una nota amarognola. Un perfetto antipasto o secondo piatto, spesso accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso valtellinese, come il **Valtellina Superiore DOCG**. Semplici negli ingredienti ma ricchi di gusto e storia, gli sciatt rappresentano la perfetta unione tra **cucina contadina** e **tradizione alpina**. Ideali da gustare nelle sagre locali, nelle trattorie di montagna o da preparare a casa per sorprendere gli ospiti con un piatto autentico e irresistibile. **PROVENIENZA:** Valtellina – Lombardia (ITA) **CATEGORIA:** Antipasti **INGREDIENTI** (per 4 persone) 300 gr. di farina di grano saraceno 200 gr. di farina bianca 300 gr. di formaggio Valtellina Casera DOP 1 bicchierino di grappa acqua gassata olio per friggere un pizzico di lievito Ingredienti per il condimento: della cicoria per accompagnare gli sciatt **TEMPO:** 30 minuti di preparazione e 5 minuti di cottura **PREPARAZIONE** Mescolare in una ciotola le due farine, unire l’acquavite, stemperare il tutto con una frusta e infine versare a filo l’acqua gassata. L’impasto ottenuto deve essere omogeneo, morbido ma non troppo liquido. Unire il bicarbonato, quindi coprire la pastella con della pellicola e lasciarla riposare per 30 minuti in frigorifero. Tagliare il formaggio Valtellina Casera DOP a cubetti delle dimensioni di circa 2 cm. **COTTURA** Trascorso il tempo di riposo, riscaldare l’olio in una pentola capiente e tuffare un cubetto di formaggio alla volta nella pastella quindi raccoglierlo con un cucchiaio, ben coperto dalla pastella. Lasciare cadere il tutto immediatamente nell’olio bollente. Una volta dorati, scolare gli sciatt dall’olio e lasciarli asciugare su carta assorbente. Servire gli sciatt molto caldi accompagnati dal tipico cicorino condito. *Fonte: [valtellina.it](http://www.valtellina.it)* **[VEDI TUTTE LE RICETTE DI MONTAGNA »](https://www.montagnenostre.net/category/ricette-di-montagna/)** **Categorie:** Ricette di montagna **Tag:** Piatti tipici, Ricette, Usanze e Tradizioni, valtellina --- ### [Scopri i Taròz valtellinesi: un piatto semplice dal cuore contadino](https://www.montagnenostre.net/i-taroz-della-valtellina/) **Published:** Gennaio 17, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Nati dalla cucina povera della Valtellina, i **Taròz** sono un piatto che racchiude in sé semplicità, gusto e memoria. Il loro nome deriva dal dialetto locale e significa letteralmente “mescolati”, proprio perché si preparano unendo ingredienti umili ma ricchi di sapore: **patate, fagiolini, burro e formaggio**, schiacciati insieme fino a creare una crema rustica e avvolgente. Naturalmente, trattandosi un piatto di cucina di montagna, non immaginate un piatto leggero in termini di calorie: oltre alle verdure c’è l’aggiunta di pancetta, burro, e formaggio tipo fontina o bitto. Raccomandiamo di seguire il consiglio di cottura della pancetta e di non far rimanere in forno i taroz troppo a lungo per evitare che il formaggio si bruci. I Taròz raccontano la vita di montagna, dove nulla andava sprecato e ogni pasto era frutto della terra e del lavoro quotidiano. In passato venivano serviti come piatto unico, spesso accompagnati da un bicchiere di vino rosso valtellinese. Oggi rappresentano una vera **specialità tradizionale**, da riscoprire nelle sagre, nelle trattorie di paese o da preparare in casa con pochi gesti autentici. Un comfort food che profuma di casa, perfetto per chi ama la **cucina genuina** e vuole fare un tuffo nei sapori della tradizione alpina. Se non li hai mai provati, è il momento giusto per lasciarti sorprendere. **PROVENIENZA:** Valtellina – Lombardia (ITA) **CATEGORIA:** Piatto unico **INGREDIENTI** (per 4 persone) 500 gr. di patate 300 gr. di fagiolini/fagioli 150 gr. di Valtellina Casera DOP o Bitto 50 g di pancetta tesa 150 gr. di burro 1 cipolla sale e pepe qb **TEMPO:** 1 ora **PREPARAZIONE** Lessate le patate e i fagiolini. A cottura ultimata sbucciate le patate, unitele ai fagiolini e, aiutandovi con un cucchiaio di legno, schiacciateli. Fate soffriggere la pancetta tagliata a dadini con la cipolla affettata sottilmente nel burro. Fatele sciogliere il grasso senza farla seccare. Togliete la crosta al formaggio e tagliatelo a dadini. Mettete il composto in una pirofila da forno alternando strati di formaggio al composto preparato. **COTTURA** Cospargete poi il tutto con il soffritto di burro, pancetta e cipolle, e infornate a 180°C fino a che il formaggio inizierà a fondere. Servite il taroz filante. *Fonte: [buttalapasta.it](http://www.buttalapasta.it)* **[VEDI TUTTE LE RICETTE DI MONTAGNA »](https://www.montagnenostre.net/category/ricette-di-montagna/)** **Categorie:** Ricette di montagna **Tag:** Piatti tipici, Ricette, Usanze e Tradizioni, valtellina --- ### [Piatti che raccontano: Gnocchetti della Valchiavenna](https://www.montagnenostre.net/i-gnocchetti-della-valchiavenna/) **Published:** Febbraio 26, 2018 **Author:** Redazione **Content:** C’è un legame profondo tra la cucina e la memoria, tra il profumo del burro fuso e il silenzio delle valli alpine. In Valchiavenna, una terra incastonata tra le montagne lombarde, ogni piatto racconta una storia. Oggi voglio raccontarti quella degli **gnocchetti chiavennaschi**, un piatto semplice solo in apparenza, ma ricco di identità, tradizione e sapore. Questi gnocchetti, detti anche ***pizzoccheri bianchi*** o ***gnocchetti della Valchiavenna***, non sono fatti con le patate, come si potrebbe pensare, ma con pane raffermo, latte e farina. Ingredienti poveri, di recupero, che nelle cucine di montagna diventano magia grazie a mani esperte, burro d’alpeggio e formaggio locale. È un piatto che scalda, che nutre e che unisce. Prepararlo oggi è un modo per tenere viva una tradizione e, perché no, per portare un po’ di quella calma e di quell’autenticità di montagna anche nelle nostre cucine di città. **PROVENZIENZA:** Valchiavenna – Lombardia (ITA) **CATEGORIA:** Primo piatto **INGREDIENTI** (per 4 persone) 300 g di pane raffermo (bianco, senza crosta dura) 250 ml di latte intero 100 g di farina 00 (circa) 1 uovo (facoltativo) Noce moscata q.b. Sale q.b. **PER IL CONDIMENTO:** 150 g di formaggio locale (bitto, latteria, casera o un buon formaggio semigrasso) 80 g di burro 1 spicchio d’aglio (facoltativo) Salvia fresca (facoltativa) Parmigiano grattugiato (opzionale) **TEMPO:** 20 minuti di preparazione + 15 minuti di cottura **PREPARAZIONE** 1. **Prepara l’impasto** Taglia il pane raffermo a pezzetti piccoli e mettilo in una ciotola capiente. Versa il latte caldo (non bollente) sul pane e lascia riposare per 30–40 minuti, finché il pane sarà ben ammorbidito. Con una forchetta o le mani, schiaccia il pane fino a ottenere una massa omogenea. Aggiungi un pizzico di sale, una grattata di noce moscata e, se vuoi, un uovo per rendere l’impasto più compatto (non è obbligatorio nella ricetta tradizionale). Incorpora la farina poco alla volta fino a ottenere un composto morbido ma lavorabile, simile a quello degli gnocchi classici. 2. **Forma gli gnocchetti** Porta a ebollizione una pentola d’acqua salata. Con l’aiuto di due cucchiaini (o con una tasca da pasticciere senza bocchetta), preleva piccole porzioni d’impasto e falle scivolare nell’acqua bollente. Cuoci pochi gnocchetti per volta, per evitare che si attacchino. 3. **Prepara il condimento** Nel frattempo, sciogli il burro in un pentolino con uno spicchio d’aglio (che poi potrai togliere) e qualche foglia di salvia, se ti piace. Taglia il formaggio a dadini o grattugialo grossolanamente. Distribuisci il formaggio tra uno strato e l’altro di gnocchetti nella pirofila. Versa il burro fuso caldo sopra il tutto. Se vuoi, spolvera con un po’ di parmigiano. 4. **Gratina e servi** Inforna in forno già caldo a 200°C per 10–15 minuti, finché il formaggio sarà completamente fuso e la superficie leggermente dorata. Sforna, lascia riposare qualche minuto e servi ben caldo. **UNA CUCINA CHE UNISCE** **GUARDA IL VIDEO** **[VEDI TUTTE LE RICETTE DI MONTAGNA »](http://www.montagnenostre.net/category/ricette-di-montagna/)** **Categorie:** Ricette di montagna **Tag:** Piatti tipici, Ricette, Usanze e Tradizioni, Valchiavenna --- ### [Rifugio non custodito Baita Rondolini](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-baita-rondolini/) **Published:** Novembre 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Posto al centro dell’alpe San Giacomo, a 1324 m., non molto distante dall’omonimo oratorio, dotato di coperte, fornello, riscaldamento a legna, acqua nelle vicinanze. L’alpe San Giacomo si erge su una spalla dell’ampio costone che scende a Nord – Est del Pizzo Castello, trovasi in una splendida posizione panoramica fra la Valle Ossola e la Valle Antrona, un ampio sguardo si apre sulla piana dell’Ossola e sulle montagne della Valle Vigezzo e della Valgrande.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico ****Gruppo Montuoso:**** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) ****Valle:**[ Valle Antrona](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/) Località di partenza:** Villadossola **Quota di partenza:** 257 m | **Dislivello:** 1067 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre. Si devono chiedere le chiavi in sede C.A.I. di Villadossola **Posti letto:** 14 posti (4 posti in rifugio invernale) **Gestione:** Sez. CAI Villadossola **Tel.** +39 340 7370762 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da Villadossola lungo la Costa di Basciumo per buon sentiero. Anche da Pallanzeno per l’Alpe di Basciumo in ore 3. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/670/rifugio-non-custodito-rondolini/)* **TRAVERSATE** Si può raggiungere Seppiana, Cimamulera, e Castiglione d’Ossola per la Colma. **ASCENSIONI** Pizzo Castello [Vedi tutti i rifugi di Valle Antrona »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-antrona/) **Categorie:** Valle Antrona **Tag:** Ossola Sud, Parco Naturale Alta Valle Antrona, Valle d'Ossola --- ### [Come comportarsi in caso di frana?](https://www.montagnenostre.net/come-comportarsi-in-caso-di-frana/) **Published:** Maggio 20, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Il termine “frana” si riferisce ad un fenomeno che si può causare in **ambienti montani**, per **cause naturali** o artificiali. Una **frana** consiste nella **caduta di materiale roccioso**, o terreno, che dall’alto precipita verso il basso. In **Italia tali fenomeni** si verificano con una **certa frequenza**, tanto che le **frane** sono annoverate fra le **calamità naturali più usuali** nel nostro Paese. Una frana non può essere contrastata in alcun modo; ma se ci si trova a subire un **simile evento**, ci sono delle misure che si possono adottare per evitare di venirne travolti. La conoscenza di tali specifiche **norme di comportamento** è pertanto fondamentale, anzi, addirittura può rivelarsi determinante ai fini della sopravvivenza. Ecco come comportarsi in caso di frana. Istintivamente, quando si vede qualcosa che ci viene addosso, siamo portati a scappare correndo in direzione opposta al pericolo in questione, e a nasconderci dietro un qualche riparo. Questa tattica, nel caso delle **frane**, è assolutamente sbagliata. L’irruenza di una frana, infatti, solitamente è tale da travolgere tutto ciò che trova sul suo cammino: qualunque riparo sarebbe inutile perché verrebbe abbattuto. L’unico atteggiamento valido da adottare è muoversi in **modo laterale rispetto alla frana**, cercando di collocarsi in un punto che si trovi più in alto rispetto ad essa e alla sua furia. Nel guadagnare una posizione più elevata rispetto alla frana, si dovrà anche avere cura di evitare pali, alberi, o altre strutture dello stesso **genere**, perché sotto l’impeto della frana potrebbero crollare. Inoltre, si deve fare attenzione a rocce o detriti che potrebbero rimbalzare nella **caduta** della massa terrosa: essere colpiti da un sasso può essere anche letale. Inoltre, bisogna valutare bene il **terreno** su cui ci si muove, perché le zone ai margini di una frana possono essere molto instabili. Se la frana è una valanga di neve, e se ne resta travolti senza **possibilità** di fuga, si devono muovere le braccia in **senso circolare**, per evitare di rimanere del tutto intrappolati. Anche nel caso di una frana, è importante attuare alcune misure preventive. Se si ha **intenzione** di fare un’escursione in montagna, non ci si deve mai avventurare da soli, o quanto meno bisogna sempre informare qualcuno sul percorso che si ha intenzione di seguire, e sull’orario previsto di rientro. Molte zone montuose non hanno copertura di rete per i cellulari, e potrebbe essere impossibile chiamare soccorsi in caso di bisogno. Infine, se ci si accorge di una frana, pur non essendo coinvolti direttamente, si deve sempre allertare subito la protezione civile. *Fonte: | Autore: [Cristina Marziali](http://www.o2o.it/userprofile/32488)* Approfondimenti: [In caso di frana, consigli dalla protezione civile](https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/in-caso-di-frana/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** calamità naturali, montagna, regole --- ### [Trentino: il paradiso per chi ama la montagna](https://www.montagnenostre.net/dedicato-a-tutti-coloro-che-amano-la-montagna/) **Published:** Luglio 1, 2014 **Author:** Redazione **Content:** C’è un momento dell’anno in cui il Trentino si fa silenzioso, immenso, quasi irreale. È l’inverno, quando la neve ricopre ogni cosa e trasforma le montagne in un’opera d’arte vivente. In questo viaggio tra vette innevate, foreste incantate e luce cristallina, lasciatevi guidare dalla bellezza pura della natura. Nessuna voce, nessun rumore: solo il respiro dell’alta quota. Questo è il Trentino d’inverno, come non l’avete mai visto. Video prodotto dalla Provincia Autonoma di Trento. **VEDI ANCHE:** [L’Himalaya in Ultra HD: così non l’avete mai visto](https://www.montagnenostre.net/lhimalaya-in-ultra-hd-cosi-non-lavete-mai-visto/) [Video mozzafiato: K2 – La montagna più pericolosa del mondo](https://www.montagnenostre.net/video-mozzafiato-k2-la-montagna-piu-pericolosa-del-mondo/) [Jumbo Wild](https://www.montagnenostre.net/jumbo-wild/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/trentino-alto-adigesudtirol-l2493/) **Categorie:** Video **Tag:** Inverno, Montagne, Trentino --- ### [L’Himalaya in Ultra HD: così non l’avete mai visto](https://www.montagnenostre.net/lhimalaya-in-ultra-hd-cosi-non-lavete-mai-visto/) **Published:** Marzo 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** La catena montuosa dell’**Himalaya** comprende alcune fra le montagne più alte del pianeta, fra cui l’**Everest** (8.848 mt), l’**Ama Dablam** (6.856 mt) e il **Lhotse** (8.501 mt). Uno spettacolo della natura che ora è possibile ammirare in ultra HD, grazie alle immagini di questo video girato dagli esperti di riprese aeree del gruppo Teton Gravity Research. Le riprese sono state effettuate grazie al sistema più avanzato al mondo di camera giro-stabilizzata su 5 assi, montato su un elicottero che ha raggiunto i 7315 metri d’altezza. Le immagini sono talmente nitide e stabili che sembra proprio di essere lì, sul “tetto del mondo”. *Fonte: 3nz.it – Pubblicato da Matteo Del Lucchese* **VEDI ANCHE:** [An Object at Rest: la storia di una pietra…](https://www.montagnenostre.net/an-object-at-rest-la-storia-di-una-pietra/) [Darklight: l’incredibile discesa notturna dei bikers!](https://www.montagnenostre.net/darklight-lincredibile-discesa-notturna-dei-bikers/) [Jumbo Wild](https://www.montagnenostre.net/jumbo-wild/) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/himalaya-l222584/) **Categorie:** Video **Tag:** Himalaya, Montagne, natura, Riprese aeree, Ultra HD, Video --- ### [Io, mamma, scelgo la montagna e vi spiego perché](https://www.montagnenostre.net/io-mamma-scelgo-la-montagna-e-vi-spiego-perche/) **Published:** Agosto 3, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Sempre più famiglie con bambini abbandonano il mare e scelgono i monti. Per diverse ragioni, per esempio queste Da **mamma**, ho sempre amato il mare per i miei **bambini**. Lo iodio, nell’aria e nell’acqua marina, sono un toccasana per i bronchi e la vitamina D, assorbita grazie al sole, rinforza il sistema immunitario e le ossa. Peccato che, negli anni, **agosto** (scelta sempre più obbligate causa chiusure aziendali e commerciali) sia diventato un mese caldissimo in ogni senso: tutto costa il triplo, le strutture sono piene e **super affollate**, spesso in spiaggia si fatica a trovare un buco per il proprio ombrellone. Per non parlare dei parcheggi, **carissimi** o inesistenti. Senza considerare che per i bambini l’ideale sarebbe il **mare a giugno e a settembre**: ad agosto fa troppo caldo, il sole è diretto, a **rischio scottature e colpi di calore**. Queste ragioni mi hanno portata, negli ultimi tempi, a riconsiderare la **montagna**, che avevo sempre e solo relegato ai mesi invernali. **LEGGI ANCHE:** [Salute e sicurezza in montagna… a fumetti!](https://www.montagnenostre.net/salute-e-sicurezza-in-montagna-a-fumetti/) [La bellezza della montagna](https://www.montagnenostre.net/la-bellezza-della-montagna/) [In montagna coi bambini: ecco i tanti vantaggi ad alta quota!](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-coi-bambini-ecco-i-tanti-vantaggi-ad-alta-quota/) La montagna è meno affollata del mare, anche più **economica**. Offre vacanze varie e movimentate, il **clima** è migliore, la **natura** in estate è bellissima. Sono diverse le ragioni che mi hanno portata a scegliere la montagna, questa estate. Queste sono le 5 principali. 1. Il mare a luglio e soprattutto ad agosto è carissimo ed affollato. La **montagna** è generalmente meno *inflazionata*e permette di trovare **soluzioni più economiche**. 2. Al mare ti stendi al sole, ti butti in acqua, ti ristendi al sole. In mezzo, al massimo, fa qualche passeggiatina o castello di sabbia. In montagna puoi fare lunghe camminate, più o meno impegnative, **scalate**, gite in **bici** nei **boschi**. L’offerta è più varia. 3. Il mare spesso innervosisce i bambini. La montagna, normalmente [**ha un effetto più calmante**](https://www.montagnenostre.net/perche-laria-di-montagna-fa-bene-in-tutte-le-stagioni/). 4. Il mare, quando piove, è triste. In montagna, se piove, accendi il camino e cucini una bella polenta. 5. In montagna non ci sono meduse di giorno e **zanzare** la sera. Al massimo qualche mosca, che rompe le scatole ma non fa male. Siete d’accordo con me? Quali altri motivi aggiungereste? Fonte: siviaggia.it | Autore: una mamma Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/arco-italia-l2540/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, benessere, Estate in montagna --- ### [Ogni stagione è la migliore per le escursioni in montagna!](https://www.montagnenostre.net/ogni-stagione-e-la-migliore-per-le-escursioni-in-montagna/) **Published:** Novembre 7, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Qual’è la miglior stagione per le escursioni in montagna? Domanda difficile che presuppone a mio avviso non un unica risposta! Proprio per questo ho pensato di mettere giù nero su bianco tutta una serie di considerazioni su cosa può offrire la montagna all’escursionista nel corso delle quattro stagioni. Primavera, estate, autunno, inverno ogni stagione è buona per camminare in montagna! La natura non mancherà di emozionarti con il suo lento mutare. Solo frequentando i sentieri tutto l’anno potrai percepire quelle sottili differenze che segnano il passaggio da una stagione all’altra. Questo passaggio avviene quasi sempre dolcemente e si manifesta con delle sfumature. La cosa che troviamo più intrigante è quella che ogni giorno è buono per stupirsi dei piccoli dettagli che annunciano l’arrivo o la fine di una nuova stagione. Il rumore dei primi fiocchi di neve che cadono sulla foglia secca, il gorgoglio del torrente che riprende vigore dopo un lungo inverno, le marmotte che giocano a rincorrersi sotto il sol leone, gli aghi dorati dei larici in autunno sono solo alcune delle situazioni che potrai vivere camminando in montagna tutto l’anno. ##### **Escursioni in primavera** In primavera la flora e la fauna si risvegliano. Tuttavia in quota può esserci ancora molta neve! Anche se rimaniamo a bassa quota il mio consiglio è quello di fare particolare attenzione alle lingue di neve dura (soprattutto ad inizio primavera) che spesso interrompono i sentieri in prossimità di canali o impluvi. Le giornate sono ormai abbastanza lunghe per cui è già possibile programmare delle escursioni di una certa durata anche se i rifugi di montagna normalmente sono ancora chiusi (apertura generalmente in tarda primavera dai primi di giugno in poi). Quasi sempre, almeno la prima parte della primavera si caratterizza per la dinamicità del meteo: giornate bellissime e calde si alternano assai rapidamente a giornate fredde e ventose con altre piovose con rovesci frequenti. Per i meteorologi è spesso difficile fare delle previsioni sempre esatte e dettagliate. **LEGGI ANCHE:** [La primavera in montagna è un momento magico](https://www.montagnenostre.net/la-primavera-in-montagna-e-un-momento-magico/) [Fare trekking in primavera: consigli pratici](https://www.montagnenostre.net/fare-trekking-in-primavera-consigli-pratici/) ##### **Escursioni in estate** Estate tempo di lunghe escursioni e trekking in quota anche di più giorni! In questa stagione abbiamo a disposizione l’intero patrimonio escursionistico e la massima disponibilità di ore di luce! Anche i siti più in quota risultano infatti (quasi sempre) liberi dalla neve e i rifugi invitano a fare una sosta. L’unico inconveniente è il sole spesso troppo forte che potrebbe a volte limitare il piacere della gita e nei casi estremi aumentare il pericolo di colpi di calore. In questi casi è meglio camminare nelle prime ore del giorno. Un’attenzione particolare va riposta ai [temporali di calore](https://www.montagnenostre.net/come-difendersi-dai-fulmini-in-montagna/), fenomeni brevi ma violenti (con fulmini) di difficile previsione. **Pronto per l’avventura? Ecco qualche consiglio utile per l’estate in montagna!** [Zoerea Pantaloni Trekking Uomo ](https://amzn.to/47ifYyU) [Campeggio Accessori Utili 16in1 Multitool ](https://amzn.to/4n24SCD) [BILIPLE Kit di Sopravvivenza 35 in 1](https://amzn.to/4n5J0qa) [Rahhint 3 Paia Calzini da Trekking in Lana Merino](https://amzn.to/4fXT1Dr) [NTUREFUN Amaca da Campeggio da Viaggio Ultraleggera](https://amzn.to/45PFhpv) [Overmont Bastoni Trekking – Bastoncini da Trekking Pieghevole](https://amzn.to/4mCz4Ew) ##### **Escursioni in autunno** L’autunno è forse la stagione migliore per camminare in montagna. E’ vero che le giornate sono corte e che i rifugi sono chiusi ma l’atmosfera di tranquillità e di rilassatezza che si respira girovagando per sentieri in questo periodo è qualcosa di unico e di prezioso. Come unici sono i colori di cui la montagna si tinge, colori che durano spesso il tempo di poche giornate. Generalmente molti sono i periodi di meteo stabile e con il passare dei giorni il rischio di temporali di calore tipici del periodo estivo cala notevolmente. Il caldo quando c’è è molto più sopportabile e questo induce a frequentare più volentieri anche la fascia di media e bassa montagna che viene spesso snobbata per le alte temperature nella stagione estiva. L’aria molto più secca poi rende più definiti i panorami e i contorni delle montagne regalando incredibili giochi di luce e forti contrasti. **LEGGI ANCHE:** [L’autunno: la stagione più bella per il trekking](https://www.montagnenostre.net/lautunno-la-stagione-piu-bella-per-il-trekking/) [La bellezza di camminare in autunno](https://www.montagnenostre.net/la-bellezza-di-camminare-in-autunno/) ##### **Escursioni in inverno** Le escursioni invernali hanno un loro fascino tutto particolare. Questo è a mio avviso il periodo migliore per frequentare i sentieri di bassa montagna finalmente spogli da vegetazione e liberi da alte erbe. La neve solo occasionalmente si spinge sotto i 700-800 metri e anche se succede la sua permanenza è limitata a pochi giorni. Inoltre il rischio zecche è molto ridotto rispetto alla primavera e all’estate e quindi ci si potrà muovere con più disinvoltura e con meno preoccupazioni di trovare sulla propria strada questi animalacci! Se invece vogliamo spingerci più in alto per godere dei silenzi e della magia della neve occorre farlo con cognizione di causa e con la dovuta preparazione ed esperienza. Fondamentale per orientarsi in ambiente innevato è sapere padroneggiare bene cartina e bussola in quanto le marcature dei sentieri risultano molto meno evidenti (la maggior parte rimangono sotto la neve) e non [da ultimo occorre conoscere](https://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-che-cose-il-servizio-meteomont/) e [saper valutare i pericoli della montagna invernale](https://www.montagnenostre.net/come-comportasi-in-caso-di-valanga/). **Insomma tutte le stagioni sono buone per camminare in montagna e ognuna a modo suo è sempre speciale. E poi camminare costa poco e porta grandi benefici al corpo e alla mente. E’ un attività che non ammette scuse perché puoi farla con il sole, con la pioggia e in tutte le stagioni!** *Fonte: ilmountainrider.com – Autore: Fabrizio Vago* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/alpi-giulie-l124903/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, Escursioni in montagna, stagioni --- ### [Un enorme altoparlante in legno per ascoltare i suoni della Natura in Estonia](https://www.montagnenostre.net/un-enorme-altoparlante-in-legno-per-ascoltare-i-suoni-della-natura/) **Published:** Ottobre 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Il bosco è un’orchestra che suona melodie meravigliose: foglie come xilofoni percossi dalla rugiada, grilli che sviolinano in coro, fronde animate dal vento. Godere di un concerto naturale non ha prezzo e gli studenti del corso di Architettura d’Interni dell’[Estonian Academy of Arts](http://www.artun.ee/en/unplugged-kingsize-megaphones-help-nature-explorers-to-listen-to-the-forests-2/) hanno pensato bene di realizzare qualcosa che potesse **amplificare i suoni della foresta** e al tempo stesso offrire una comoda postazione per ascoltarli. L’idea – nata da Birgit Õigus e disegnata da Tõnis Kalve, Ahti Grünberg e altri architetti dello studio b210 – consiste in istallazioni che fondono insieme **uno spazio architettonico ed un rifugio selvaggio**. Le strutture – realizzate completamente in legno – sono state disposte ad una distanza e ad una angolazione tali da catturare i suoni provenienti da tutte le direzioni e trasformarli in un’unica dolcissima melodia. **Utili anche come area relax**, questi super-amplificatori sono accessibili gratuitamente a tutti gli escursionisti e gli amanti della natura che si trovano a passeggiare per i boschi dell’Estonia! Ecco una selezione di foto davvero suggestive dell’installazione in legno in Estonia: quattro immagini scelte che mostrano lo “speaker” naturale nella foresta, i megafoni in legno nell’ambiente boschivo, un interno con una persona seduta a godersi l’esperienza acustica e il trasporto/assemblaggio delle strutture in natura. ![](https://www.contemporist.com/wp-content/uploads/2015/09/forest-megaphone_220915_02.jpg)Vista frontale della strutturaSi vede il megafono di legno a forma di conchiglia o grammofono gigante che incornicia l’ambiente boschivo ![](https://estonianworld.com/wp-content/uploads/2015/09/Megaphones.jpg)Attraverso l’aperturaUno sguardo suggestivo dall’interno verso la foresta (seconda immagine) evidenzia l’invito a entrare e ascoltare. ![](https://th-thumbnailer.cdn-si-edu.com/K_rB_0nH_9NyC0mbZThiemDhDN8=/fit-in/1072x0/https://tf-cmsv2-smithsonianmag-media.s3.amazonaws.com/cms_page_media/2015/10/13/forestmegaphones0915-2.jpg)*Interno con persone sedute*Una persona meditativa seduta all’interno, immersa nei suoni del bosco. *Fonte: bioradar.net | artun.ee – Foto: © Tõnu Tunnel*222 **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Architettura, Arte e Riciclo, boschi, montagna, natura --- ### [Umbria, rafting alle Marmore sfidando la cascata più alta d’Europa](https://www.montagnenostre.net/umbria-rafting-alle-marmore-sfidando-la-cascata-piu-alta-deuropa/) **Published:** Luglio 31, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Il posto ideale per praticare il torrentismo e l’hydrospeed Voglia di adrenalina? Niente paura, perché per fare un’esperienza estrema non bisogna più andare lontano. Al [Centro Rafting Marmore](https://www.raftingmarmore.com/), a solo un’ora e mezza da Roma, si può sfidare la **cascata più alta d’Europa** (ben 165 metri di dislivello in tre salti) ben ancorati a un gommone speciale lanciato nell’impetuoso tratto di fiume alla base della cascata: lo spettacolo naturalistico che offre e la forza impetuosa della sua acqua rendono questo luogo il posto ideale per praticare il torrentismo, l’**hydrospeed** e il **rafting**. Per appurarlo, basta dirigersi in Umbria, verso Terni e fermarsi a Papigno. ![](https://www.raftingmarmore.com/wp-content/uploads/HYDROSPEED-Umbria-2000x1333.webp)*Hydrospeed Cascata delle Marmore, Adrenalina Azione ed emozione pura* – Foto presa da [raftingmarmore.com](https://www.raftingmarmore.com/)Ma non finisce qui. I turisti meno sportivi, non proprio amanti del “no limits”, potranno vivere un’esperienza esaltante già solo visitando la **Cascata delle Marmore**, inoltrandosi lungo i sentieri pedonali attrezzati che partono dal Belvedere Inferiore. Recentemente poi, è stato ristrutturato anche il tratto che conduce fino alla terrazza panoramica detta “della Specola”. Per i romantici, durante la salita è d’obbligo fermarsi alla Cascata degli Innamorati; emozionante il percorso da compiere, visto che, per raggiungerla, si attraversa una lunga galleria pedonale scavata nella roccia. ![](https://www.raftingmarmore.com/wp-content/uploads/DSC_3674-2000x1335.jpg)Rafting alle Cascate delle Marmore in Umbria – Foto presa da [raftingmarmore.com](https://www.raftingmarmore.com/)Il “salto” delle Marmore e il corso del fiume Nera si inseriscono in un contesto ricco di testimonianze storico-artistiche, integrandosi perfettamente con l’ambiente circostante. Noto come il “Parco delle acque” per l’idrografia particolare, questo territorio fluviale è fatto di profonde gole e affascinanti forre perpendicolari alla valle. Peculiare della zona è la facile accessibilità alle strutture turistiche presenti, come ottimo è il livello dei servizi che, oltre alla vicina città di Terni, offrono i comuni limitrofi. Imperdibile, infine, una tappa gourmet alla scoperta dei gustosi prodotti locali, dalle specie ittiche, all’olio d’oliva, fino ai tradizionali tartufi. Per informazioni vedere su: [www.raftingmarmore.com](http://www.raftingmarmore.com) *Fonte: viaggi.leggo.it – Autore: Sabrina Quarteri* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/cascata-delle-marmore-l96436/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** marmore, Rafting, umbria --- ### [La Valle dei Luchi e le rapide di Santa Lucia](https://www.montagnenostre.net/la-valle-dei-luchi-e-le-rapide-di-santa-lucia/) **Published:** Luglio 4, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Emozionante escursione alle Rapide di Santa Lucia, o Marmitte dei Giganti, uno dei punti più spettacolari dell’intera valle del fiume Orta. Qui la forza dell’acqua nei millenni ha lavorato la docile roccia calcarea scavando canaloni, creando salti e inaccessibili canyon tanto affascinanti quanto pericolosi. Uno spettacolo della natura, unico in Abruzzo.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – *Itinerario Escursionistico* **Gruppo Montuoso:** Parco Nazionale della Majella – Abruzzo (Italia) **Valle:** Valle del Fiume Orta **Denominazione sentiero:** da San Tommaso (Caramanico Terme) a Musellaro (Bolognano) **Località di partenza:** San Tommaso di Caramanico – S.P. 66 **Località di arrivo:** S. Antonio di Musellaro **Lunghezza:** 2,6 chilometri **Dislivello in salita:** 140 m. **Dislivello in discesa:** 250 m. **Tempo:** 1 ora e 10 minuti **Ritorna al punto di partenza:** SI **Periodo consigliato:** Da giugno a ottobre. Sono assolutamente da evitare le giornate piovose per l’eccessiva scivolosità delle rocce e i periodi primaverili per l’eccessiva portata e tumultuosità delle acque. **Segnaletica:** Bianco-Rossa. A2 nel tratto San Tommaso-ruderi vecchio casolare, non segnalato il tratto vecchio casolare-Rapide Santa Lucia. **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punto appoggio:** Ostello “Casa del Lupo” **Per informazioni chiedere a:** Centro visita – Via del Vivaio – Caramanico Terme (PE) Tel. +39 085 922343 E-mail: **MAPPA DEL PERCORSO** Time: –:–:– Duration: –:–:– Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) — ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) — Distance: — **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** \[toggle title="ITINERARIO"\] Facile itinerario che attraversa il fiume Orta toccando il piano del Luco e, alle due estremità, i due borghi di S. Tommaso di Caramanico e di Musellaro. Da Musellaro, di fronte alla piccola chiesa di S. Antonio, si scende per un comodo sentiero tra querce e ornielli fino al ponte sul fiume Orta. Lo si attraversa e subito, sulla sponda opposta del fiume, appaiono i ruderi dell’antico ponte di epoca romana, il Ponte Luco, testimonianza dell’enorme importanza che la valle ha avuto come via di comunicazione, in particolar modo nel Medioevo. Più avanti, in corrispondenza di un rudere, si devia a destra per la piana del Luco lungo la carrareccia che risale a S. Tommaso. Da S. Tommaso, l’attacco del sentiero si trova in corrispondenza di un piccolo spiazzo laterale tra le ultime case del paese sulla strada per Salle. Da qui, dopo poche centinaia di metri di strada asfaltata, si scende per una mulattiera in direzione del pianoro del Luco. Il nome Luco deriva da Lucus, bosco sacro agli dei e la località risulta frequentata fin dall’antichità, con il momento di massima frequentazione nel periodo in cui fu attivo il castello del Luco, eretto tra il 1006 ed il 1012 (i resti sono visibili su uno dei tanti torrioni di roccia che caratterizzano la zona). L’insediamento si inserisce nel processo di incastellamento di tutta la vallata con i castelli di Caramanico, Salle e Bolognano. La piana del Luco è caratterizzata da imponenti torrioni di calcare che “svettano” dal terreno, circondati da un fitto querceto secolare e da qualche campo coltivato. Qui non è difficile avvistare caprioli e cinghiali. A valle del pianoro, appena il bosco si dirada, risaltano delle pareti verticali che circondano la piana tutt’intorno, si tratta delle pareti di Santa Lucia. Da Musellaro, tramite il sentiero A3, è possibile raggiungere Bolognano dove si possono visitare le grotte o fare una passeggiata lungo il sentiero panoramico “Cisterna”. *Fonte: parcomajella.it* \[/toggle\] \[/accordion\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/A2\_musellaro\_santommaso.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] **Categorie:** Escursioni **Tag:** Itinerari, Parco Nazionale della Majella, trekking --- ### [La leggenda del lago di Braies](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-lago-di-braies/) **Published:** Aprile 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### La leggenda racconta che tanto tempo fa le montagne della Valle di Braies erano abitate dai selvaggi. Non erano cattivi, ma il loro aspetto era aspro come quello delle montagne. Allora nelle pietre vi era tanto oro, e i selvaggi amavano il suo splendore, uno splendore che rendeva duri i loro animi. Un giorno nella valle giunsero dei pastori a pascolare il loro bestiame sui prati fioriti che si stendevano davanti alle vette. I selvaggi mostrarono loro l’oro. Alcuni regalarono ai pastori le collane e gli anelli d’oro che avevano forgiato tra i monti. Ma i pastori davanti allo splendore dell’oro divennero avidi, e iniziarono a rubare l’oro ai selvaggi ogni volta che se ne presentava l’occasione. Sorsero liti e contese. I selvaggi erano più forti, i pastori più furbi. Per impedire ai pastori di raggiungere le montagne, i selvaggi fecero sgorgare delle sorgenti dal profondo della terra. Tra le montagne, per un’altezza di diversi metri, si creò una grande distesa d’acqua, che separò la valle dei pastori dalle montagne. Così i pastori non poterono più raggiungere l’oro, e nacque il Lago di Braies. *Fonte: blog.altapusteria.info* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/lago-di-braies-l96439/) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Alta Val Pusteria, Lago di Braies, Racconti e Leggende --- ### [La leggenda dei "sempreverdi"](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-sempreverdi/) **Published:** Aprile 24, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Narra una leggenda che il pino ed il ginepro, grazie alla loro generosità, rimasero “sempreverdi”.** Nei tempi passati, al termine dell’estate, un uccellino si ferì ad un’ala, restando cosi da solo nel bel mezzo del bosco. Non potendo più volare, resto’ praticamente in balia dell’inverno, che già faceva sentire i suoi primi geli. Cosi, domando’ ad un enorme faggio di potersi rifugiare tra i suoi grandi rami, sperando di poter passare l’inverno al riparo dal cattivo tempo. Ma il faggio, altezzosamente, rifiuto’ all’uccellino un piccolo riparo tra le sue fronde. Intristito, l’esserino continuo’ a girovagare nel bosco, trovando di li a poco un grosso castagno e, speranzoso, ripete’ la stessa domanda. Ma anche quest’albero rifiutò all’uccellino la sua protezione. Cosi, nuovamente s’incammino nell’oscurità della foresta, alla ricerca di un riparo. Di li a poco si senti’ chiamare: Uccellino vieni tra i miei rami, affinché tu possa ripararti dal freddo. Stupito, l’uccellino si volto’ e vedendo che a parlare era stato un piccolo pino, salto’ lestamente su uno dei suoi rami. Subito dopo anche una pianta di ginepro offrì le sue bacche come sostentamento per il lungo inverno. L’uccellino ringraziò più volte per tale generosità, che gli permise così di superare la cattiva stagione. Dio, avendo osservato tutto, volle ricompensare la generosità del pino e del ginepro, ordinando al vento di non far cadere loro le foglie, e quindi da quel giorno furono “sempreverdi”. *Fonte: amicidellamontagna.forumfree.it* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/selva-di-val-gardena-l128213/) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende di Montagna, montagna, natura, Racconti e Leggende --- ### [Il sapore dei cibi è migliore se cucinati in montagna: ecco perché](https://www.montagnenostre.net/il-sapore-dei-cibi-e-migliore-se-cucinati-in-montagna/) **Published:** Febbraio 1, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Chiunque abbia mai gustato un piatto caldo dopo una passeggiata tra i boschi o una giornata sulla neve lo sa: **in montagna, tutto sembra avere un altro sapore**. Ma è solo suggestione? Oppure c’è davvero qualcosa che rende il cibo più buono quando viene cucinato ad alta quota? ##### Una questione di ambiente La montagna offre un contesto unico: aria pulita, silenzio, paesaggi mozzafiato. Questo ambiente stimola i sensi e ci fa vivere l’esperienza del pasto in modo più intenso. La vista, l’olfatto e perfino l’udito (pensiamo al crepitio del fuoco o al silenzio ovattato della neve) contribuiscono a rendere il momento del cibo qualcosa di speciale. ##### Quando l’altitudine cambia la cottura In quota, la pressione atmosferica è più bassa, e ciò influisce anche sulla cottura: l’acqua bolle a temperature più basse, i tempi si allungano, e le preparazioni si ammorbidiscono. Questo processo lento consente ai sapori di fondersi meglio. Zuppe, stufati e piatti rustici diventano così più ricchi, più profondi, più “rotondi” al palato. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/scuola-di-cucina-mama-florence-l5917/) ##### Ingredienti del territorio: Il gusto della tradizione Cucinare in montagna significa spesso utilizzare **ingredienti locali**: formaggi d’alpeggio, funghi freschi, erbe aromatiche spontanee, salumi prodotti in malga. Questi alimenti, spesso coltivati o lavorati in modo artigianale, conservano sapori più autentici. Il legame con il territorio si sente… e si gusta. ##### Fame e gusto: Il ruolo delle emozioni C’è anche un fattore emotivo importante. Dopo una camminata o una giornata all’aperto, il corpo ha più fame, i sensi sono più attenti e ogni boccone viene assaporato con più gratitudine. Non è un caso che molti raccontino di aver mangiato “la miglior pasta al sugo della loro vita” proprio in un rifugio di montagna. ##### In conclusione Il sapore dei cibi cucinati in montagna è frutto di tanti piccoli elementi: natura, clima, ingredienti genuini, tempi di cottura lenti, e soprattutto emozioni. Non è solo un’illusione: **cucinare (e mangiare) in montagna è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi**. E forse è proprio questo che rende ogni piatto così buono. Fonte: *[OpenAI. (2023). ChatGPT \[Modello linguistico di grandi dimensioni\].](https://www.openai.com/chatgpt)* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** alta montagna, Cucina, regole, Ricette, salute --- ### [Montagna a misura di cuore: consigli per escursioni sicure](https://www.montagnenostre.net/patologie-cardiovascolari-e-montagna-infranto-un-tabu/) **Published:** Giugno 16, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Le montagne seducono con il loro paesaggio, l’aria pura e le attività all’aria aperta: escursioni, ciaspolate, trekking e panorami indimenticabili. Tuttavia, chi convive con patologie cardiache potrebbe chiedersi: “È sicuro affrontare queste altitudini?” La risposta dipende da variabili individuali, ma con le giuste precauzioni, l’esperienza può rimanere entusiasmante e sicura. ##### Come reagisce il corpo all’alta quota A quote elevate (come sopra i 3 000 m), l’aria rarefatta contiene meno ossigeno, costringendo cuore e polmoni a lavorare di più. Questo può provocare vertigini, cefalea o affaticamento anche nei cuori sani. Per chi soffre di problemi cardiaci, gli effetti possono essere accentuati, con aumenti di pressione arteriosa e frequenza cardiaca, soprattutto durante la notte. ##### Quali condizioni richiedono maggiore attenzione? Le patologie cardiache che richiedono particolare cautela in alta quota includono: - **Malattie coronariche**: si consiglia di rimandare il viaggio per almeno sei mesi dopo un infarto o procedure come stent o bypass. - **Aritmie**: l’altitudine può favorire contrazioni premature; utile confronto con il cardiologo prima di mettersi in cammino. - **Insufficienza cardiaca**, **ipertensione**, **difetti cardiaci congeniti** e **ipertensione polmonare**: in alcuni casi è indicato non salire sopra i 1 800 m o valutare la disponibilità di ossigeno supplementare. **UNA LISTA DI ARTICOLI PER LA TUA SICUREZZA DURANTE IL TREKKING:** [aZengear Poncho di Sopravvivenza di Emergenza](https://amzn.to/3Jl0eRw) [HONYAO Sacco a Pelo d’Emergenza](https://amzn.to/45o0FlI) [MEKKAPRO Tenda da Sopravvivenza per 2 Persone con Rivestimento Termico](https://amzn.to/4frJRPi) [TEUEN DeFe Personal Filtro Acqua Mini Portatile Purificatore Acqua Filtri 2000 L](https://amzn.to/4572kwX) [Apace Vision, luci LED di sicurezza](https://amzn.to/47iuKW8) ##### I benefici di vivere in alta quota (per cuori sani) Per le persone senza problemi cardiaci, vivere in quota può portare benefici: l’adattamento all’ipossia migliora l’efficienza cardiovascolare, stimola la produzione di globuli rossi e valorizza il trasporto di ossigeno nel sangue. Tutti elementi che possono favorire una migliore resistenza fisica. ##### Consigli pratici per chi affronta la montagna con un cuore fragile 1. **Acclimatamento graduale**: dormi a quote intermedie prima di raggiungere livelli più elevati. 2. **Ritmo lento**: cammina con moderazione, ascolta il tuo corpo, evita sforzi eccessivi. 3. **Idratazione e riposo**: bevi spesso e riposa in modo adeguato. 4. **Evitare l’alcol**: migliora la qualità del sonno e riduce il carico sul sistema cardiovascolare. 5. **Visita pre-vacanza**: confrontati con il tuo cardiologo per valutare eventuali aggiustamenti terapeutici. ##### In conclusione Un soggiorno in montagna può essere un’occasione di benessere, ma per chi ha una condizione cardiaca è fondamentale un’attenta preparazione: visita specialistica, acclimatamento, ritmo graduale e ascolto dei propri segnali fisici. Con questi accorgimenti, anche le alte quote possono diventare un’esperienza positiva… con il cuore al sicuro. Fonte: *[OpenAI. (2023). ChatGPT \[Modello linguistico di grandi dimensioni\].](https://www.openai.com/chatgpt)* | [inSalute](https://blogunisalute.it/montagna-cardiopatici/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Medicina, regole, sicurezza in montagna, trekking --- ### [Downhill bike: divertimento ed adrenalina allo stato puro](https://www.montagnenostre.net/downhill-bike-divertimento-ed-adrenalina-allo-stato-puro/) **Published:** Luglio 5, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Esploso in Francia come sport dei giovani in montagna, la [downhill](https://gyg.me/fVzrhdkG) si è diffusa a macchia d’olio anche in Italia sia sulle Alpi che sugli Appennini rilanciando di fatto il turismo estivo. Si tratta di uno sport giovane che permette di divertirsi in montagna con il brivido dell’adrenalina, i ripidi pendii delle montagne si fondo alla perfezione con la mountain bike. Durante l’estate bikers da tutta Europa raggiungono le località sciistiche delle Alpi per salire in quota con gli impianti di risalita e lanciarsi poi sulle piste da [downhill](https://gyg.me/fVzrhdkG) che portano fino a valle attraversando prati e boschi in un susseguirsi di natura ed adrenalina. ##### **Come praticarla? Quanto costa?** “Ci si lancia giù dalla montagna lungo ripidi tracciati fino a valle” così si potrebbe descrivere la [Downhill](https://gyg.me/fVzrhdkG) a chi non sa di cosa si tratta, certo il video qui sotto rende meglio l’idea: Gli ingredienti di questo sport sono pochi ma molto costosi, specialmente se si decide di praticarlo con continuità. Le mountain bike utilizzate hanno particolari strutture con ammortizzatori ad alta tecnologia sviluppati appositamente per questa disciplina. Il telaio resistente, freni a disco, forcelle ed ammortizzatori di qualità portano il prezzo di una bicicletta da DH a livelli elevati. Tuttavia per ovviare a questo problema basta noleggiare l’attrezzatura (comprese le protezioni) direttamente nelle località di montagna, il costo più elevato rispetto al noleggio di un paio di sci o snowboard ma alla portata di tutti se si vuole passare una giornata alternativa. ##### **Una calamita per i giovani** Riflessi, sangue freddo, agilità ed un briciolo rendono questa disciplina la più amata dai giovani. La [Downhill](https://gyg.me/fVzrhdkG) ha saputo riportare la montagna tra le mete dei giovani anche durante la stagione estiva ed ha permesso a molti comprensori di ravvivare il turismo estivo grazie alla riapertura degli impianti di risalita necessari per portare le bike fino in quota. ##### **Sport anche per bambini** Per quanto possa sembrare uno sport pericoloso la Downhill puo’ essere praticata anche dai bambini/ragazzini. In alcune località si trovano piste dedicate all’avviamento dei giovani con tracciati studiati appositamente per queste esigenze, inoltre gli istruttori guidano passo dopo passo con insegnamenti in piena sicurezza. Fonte: montagnaestate.it Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/san-rafael-argentina-l103203/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Downhill, sport di montagna --- ### [L'Alta Via della Valmalenco, trekking tra natura e benessere](https://www.montagnenostre.net/lalta-via-della-valmalenco-tra-natura-e-benessere/) **Published:** Luglio 31, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **Un’idea per chi non ha ancora deciso come trascorrere le vacanze estive: l’Alta Via della Valmalenco, tra natura e benessere.** L’**[Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/lalta-via-della-valmalenco/)** è un percorso escursionistico in quota costituito da 8 tappe per circa 110 km, che alla fine riporta al punto di partenza, oppure si può spezzare in mini Alte Vie di soli 2 o 3 giorni. C’è un itinerario principale o delle varianti che uniscono i più importanti rifugi della Valmalenco. Durante il tragitto si toccano i punti maggiormente significativi e panoramici della valle: la **conca di Chiareggio**, il **lago Palù**, il **vallone dello Scerscen**, le **dighe di Campo Moro e di Campo Gera**. Nel fantastico panorama tra pascoli, alpeggi, laghi, boschi, cave e valichi si possono ammirare i maestosi ghiacciai del Disgrazia, del Bernina e dello Scalino. L’ Alta Via richiede un discreto sforzo fisico e una buona preparazione. Ci sono infatti alcuni tratti che non devono essere affrontati con superficialità, ma con un equipaggiamento da montagna. Prudenza e attenzione sono comunque qualità richieste a tutti. L’allenamento è comunque consigliato per le tappe più impegnative. Siccome si toccano quote attorno ai 3.000 metri l’Alta Via risulta effettuabile solo nei mesi estivi. Al posto di proporre una sintesi di come riempire lo zaino, quali materiali portare e abbigliamento scegliere, ricordiamo che la cosa più importante è entrare in sintonia con l’ambiente in cui ci muoviamo. Esperti dicono che camminare fa bene alla salute, qualcuno parla già di **montagnaterapia**…. pensiamo sia superfluo citare ricerche sul beneficio di stare all’aria aperta a contatto con la natura. Quello che più importa è vedere i sorrisi e le facce di chi termina un trek tanto impegnativo quanto gratificante nell’unica e splendida **[Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/valmalenco/)**. Il trekking, che avrà come quota minima Caspoggio a 1.098 metri e massima il Vallone di Scerscen a 2.813 metri, prevede il pernottamento nei rifugi [Bosio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-bosio-m-2086/), [Porro](https://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/), [Longoni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-longoni/), [Mitta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-mitta/), [Musella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-musella/), [Bignami](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/) e [Cristina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cristina/). Cosa aspetti? Scopri tutto l’itinerario dell’[Alta Via della Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/lalta-via-della-valmalenco/). **GUARDA IL VIDEO** #### **Informazioni importanti:** Prima delle gita è importante raccogliere informazioni relative al percorso, all’accessibilità, in funzione della stagione contattando i rifugi o gli esperti del luogo. Informazioni sulle previsioni meteo del tempo sono reperibili su [www.arpalombardia.it](https://www.arpalombardia.it/) o consultando il bollettino svizzero [www.meteosuisse.ch](https://www.meteosvizzera.admin.ch/#tab=forecast-map) Tutti i rifugi dispongono del telefono e lungo una buona parte dei percorsi il telefono cellulare ha una buona ricezione del segnale. Solo in caso strettamente necessario allertiamo il soccorso alpino: numero di soccorso 112. #### Cartografia: - Carta Bernina – Sondrio 1:50.000 Kompass - Carta nazionale Svizzera 1:50.000 n.268 Julierpass, n. 278 Monte Disgrazia, n.279 Brusio - Cartina escursionistica comunità montana valtellina di Sondrio 1:30.000 - Valmalenco, Sondrio e dintorni. SETEmap 1:30.000 #### **Per ulteriori informazioni:** [sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/valtellina-l2129/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Alpi Retiche, Valmalenco, valtellina --- ### [Sentiero geologico delle Grotte del Caglieron](https://www.montagnenostre.net/sentiero-geologico-delle-grotte-del-caglieron/) **Published:** Marzo 13, 2018 **Author:** Redazione **Content:** **Le Grotte del Caglieron sono situate in località Breda di Fregona, in Provincia di Treviso. Il complesso consta di una serie di cavità, parte delle quali di origine artificiale e parte di origine naturale: per la parte naturale, si tratta di una profonda forra incisa dal torrente Caglieron su strati di conglomerato calcareo, di arenarie e di marne del Miocene medio (da 16 a 10 milioni di anni fa).** ##### Grotte del Caglieron: la forza dell’acqua, la mano dell’uomo Numerose sono le cascate, alte parecchi metri, con grandi marmitte alla base. Nella parte più profonda della forra, si notano sulle pareti grandi concrezioni calcaree che chiudono per un tratto e in parte la volta, dando all’insieme un aspetto di una grotta. Sulle pareti della forra si aprono delle grandi cavità artificiali, ottenute dall’estrazione dell’arenaria, la tipica “piera dolza” (pietra tenera). L’attività estrattiva, che risale al 1500 e forse anche prima, forniva il materiale per la costruzione di stipiti, architravi, ecc., che possono ancora osservare sulle vecchie case e i palazzi di Vittorio Veneto e dintorni. Interessante il metodo di estrazione praticato: essendo gli strati inclinati anche oltre i 45°, il distacco del materiale, provocato utilizzando grossi scalpelli che hanno lasciato segni ancora visibili, avveniva a blocchi, con l’avvertenza però di lasciare delle colonne inclinate a sostegno della volta. Ne è derivato così un insieme di suggestive cavità artificiali, distribuite lungo l’orrido, sul cui fondo scorre vorticoso e rumoroso il torrente, tanto da portare alla costruzione di un percorso attrezzato. Attualmente il complesso delle Grotte è interessato dai lavori di realizzazione del Parco delle Grotte del Caglieron, in buona parte completati. **LEGGI ANCHE:** [La primavera in montagna è un momento magico](https://www.montagnenostre.net/la-primavera-in-montagna-e-un-momento-magico/) [Aiutateci a tenere pulite le nostre montagne!](https://www.montagnenostre.net/aiutateci-a-tenere-pulite-le-nostre-montagne/) [Fare trekking allunga la vita: ecco perché](https://www.montagnenostre.net/fare-trekking-allunga-la-vita-ecco-perche/) ##### Dalla passerella al travertino: la magia nascosta del Caglieron L’inizio del percorso, lungo circa 1 km, è situato in via Ronzon, poco dopo il costruendo Centro Visite; tramite una passerella pedonale che attraversa il torrente Caglieron, si scende su di un largo sentiero, passando sotto il ponte della strada provinciale. Lungo il percorso si invontrano numerosi pannelli descrittivi e, sulla destra, si apre una grotta molto ampia (grotta dei Breda), caratterizzata dalle colonne inclinate che sostengono gli strati di arenaria formanti il soffitto. Poco più avanti, sulla sinistra, una passerella in legno conduce alla grotta per l’affinamento del formaggio di grotta (grotta di San Lucio) del caseificio Agricansiglio. Ritornando appena sui propri passi, si incontra un belvedere a forma di prua, dal quale si può ammirare la splendida forra naturale e, proseguendo su passerelle a tratti sospese. Dato il notevole contenuto in calcare delle acque, si ha la sua rideposizione con formazioni di ampie superfici concrezionate, stalattiti e stalagmiti, delle più varie forme e colori. Nelle zone più illuminate è notevole la presenza di travertino, con alternanza di muschi ed altri residui vegetali. All’interno delle cavità artificiali, ci sono alcuni tratti di cunicoli esplorabili dagli speleologi. Data la costanza della temperatura nelle parti più profonde delle grotte, e la progressiva diminuzione della luce, si possono osservare una serie di microambienti di notevole interesse botanico e zoologico. **GUARDA IL VIDEO** Al termine del percorso nella forra, il sentiero attrezzato conduce ad un antico mulino (ristorante) e, seguendo le segnalazioni in loco, si procede risalendo verso la parte terminale del parco. Lungo il sentiero, dapprima ripido e poi pianeggiante, incontriamo sulla destra due piccole case ristrutturate, destinate a diventare Museo dello Scalpellino, a memoria dell’antico mestiere. Il percorso si conclude uscendo direttamente sulla provinciale 151, quasi di fronte ad una grotta (grotta di Santa Barbara), in precedenza utilizzata come fungaia e ora in sistemazione per l’utilizzo futuro come laboratorio didattico. In realtà quelle qui visitabili sono una parte delle cavità esistenti; altre “grotte” analoghe sono scaglionate per tutta la parte alta del territorio, fino al Masarè sopra borgo Ciser. Una di queste, passato il ponte sulla provinciale, è stata dedicata dalla devozione degli abitanti della Madonna. Le grotte di Caglieron, apprezzate sia in estate per la frescura che in inverno per le stupende cascate di ghiaccio, sono il punto di riferimento per i laboratori di educazione ambientale. ##### Perchè visitarle - Sono tra le **meraviglie naturali più affascinanti del Veneto** - Offrono un mix perfetto di **natura, avventura e cultura** - Il percorso è breve ma emozionante, ideale per una gita fuori porta - Perfette per **escursionisti, famiglie, fotografi e viaggiatori curiosi** **Per info:** ***Ufficio Turistico Grotte del Caglieron*** **Tel.** 0438 585487 – Fax 0438 916021 **Sito:** [www.prolocofregona.it](http://www.prolocofregona.it) **Email:** *Fonte: [prolocofregona.it](http://www.prolocofregona.it) | Foto: Grotte di Caglieron © credit Maria Clara Martignon* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/treviso-l87543/) **Categorie:** Escursioni **Tag:** grotte di montagna, Itinerari, sentieri geolocigi, Veneto --- ### [Leiterberg Trail: una chicca panoramica nella Ötztal](https://www.montagnenostre.net/leiterberg-trail-una-chicca-panoramica-nella-otztal/) **Published:** Marzo 29, 2018 **Author:** Redazione **Content:** **Il Leiterberg Trail parte in alto, sopra la frazione di Leite, uno degli antichi insediamenti della storia di Sölden. All’inizio si presenta ancora scorrevole, di moderata difficoltà e con un panorama mozzafiato, ma dopo una sosta presso l’antichissima malga Leiterberg Alm le cose si fanno tecnicamente impegnative. Qui, nella “repubblica della bicicletta” Sölden, troverete un single-trail lungo 4,5 chilometri per 550 di dislivello lasciato allo stato naturale e cosparso di pietre e radici, valutato con un grado di difficoltà S2. L’ultimo tratto, con curve strette e passaggi difficili, mette alla prova anche gli atleti più esperti. Sopra la malga i principianti potranno godersi una bella avventura in flow e potranno aggirare i tratti più impegnativi passando sul sentiero forestale.** **DETTAGLI ITINERARIO** ## **S2** *Itinerario ove sono compresi percorsi che presentano radici di maggiore grandezza, pietre, gradoni e scale in sequenza poco impegnative.* **ALTRE INFORMAZIONI** **Gruppo Montuoso:** Alpi Ötztaler Alpen (Austria) **Valle:**Valle Ötztal – Tirolo **Località di partenza:** Hochsölden **Località di arrivo:** Ortsteil Leite **Dislivello:** 550 m.Periodo consigliato: Da metà Giugno a metà Settembre **Lunghezza percorso:** 4,2 km\[br\]Tempo: 30 minuti **Particolarità:** Panoramico | Itinerario ad anello | Senza barriere Tour con punti di ricarica per e-bike *\* Si tratta qui di valori indicativi e suggerimenti. Per favore tenga presente le Sue abilità personali e la situazione meteo attuale. Non si assume responsabilità per l’essattezza delle informazioni.* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/biberwier-l182292/) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 29/11/2017, 07:49 Duration: 56:33 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 73 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 615 m Distance: 4.55 km Con la cabinovia del Giggijoch si giunge senza fatica a 2.284 metri di altitudine. Dalla stazione a monte si scende poi nel centro di Hochsölden. Poco sotto la località, nella prima curva stretta a destra, si diparte sulla sinistra il Leiterberg Trail. Si tratta di un single-trail moderatamente ripido e in flow che, costeggiando la dorsale montuosa, conduce alla malga Leiterberg Alm. Il sentiero viene utilizzato sia da escursionisti a piedi che da mountain-biker. Dopo pochi metri su sentiero forestale, inizia il bello del trail. Si attraversa il torrente Haimbach e si segue il percorso molto evidente fino all'antica Leiterberg Alm. È quasi d'obbligo fermarsi all’accogliente punto di ristoro e rifocillarsi in vista del tratto successivo. #### *"Un sentiero molto variegato che attraversa prati, boschi e rocce, su una distanza gratificante con passaggi impegnativi e rilassanti ben alternati".* Lisi Hager, giornalista sportiva, già partecipante a maratone/XC Sotto la malga, superato il rifugio Edelweißhütte, si segue per un breve tratto il sentiero forestale. Quasi subito il Leiterberg Trail torna nel bosco (con una variante apposita per MTB) e diventa progressivamente più impegnativo. Questo tratto è caratterizzato da radici, pietre, scalini e curve strette. I più esperti qui hanno la possibilità di raffinare la propria tecnica, mentre i principianti avranno sempre la possibilità di aggirare i passaggi più impegnativi grazie ai numerosi incroci con la strada forestale. L'ultimo tratto fino a Lochlehn e Leite è di nuovo semplice e scorrevole. Tuttavia, fino al ritorno al punto di partenza in centro a Sölden occorre superare ancora vari brevi passaggi in uphill. C'è la possibilità di combinare questo single-trail con il trail panoramico di Hochsölden in un tour davvero impegnativo. *Fonte: [tirolo.com/](https://www.tirolo.com) | Foto: Il Leiterberg Trail a Sölden nella valle Ötztal © credit Tirol Werbung / Neusser Peter* **GUARDA IL VIDEO** **PER ULTERIORI INFORMAZIONI:** **Ötztal Tourismus** Gemeindestraße 4 6450 Sölden *t* [+43.57200](tel:+43.57200) *e* *w* [www.oetztal.com (ingl.)](http://www.oetztal.com/en) **Categorie:** Mtb **Tag:** itinerari Tirolo, Mountain Bike --- ### [Alla scoperta del Parco Nazionale d'Abruzzo: il più antico tra i parchi della montagna appenninica](https://www.montagnenostre.net/alla-scoperta-del-parco-nazionale-dabruzzo-il-piu-antico-tra-i-parchi-della-montagna-appenninica/) **Published:** Giugno 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Il [Parco Nazionale d’Abruzzo](https://gyg.me/xl22e3sg)** è stato costituito per salvaguardare gli **ambienti naturali**, insieme alla flora e alla fauna, il parco è il più antico d’Italia insieme a quello del **Gran Paradiso**; conosciuto in tutto il mondo anche per le sue caratteristiche formazioni geologiche, ha un’estensione di 49.680 ettari, ed è ubicato nell’Appennino Centrale a cavallo fra il Molise, il Lazio e l’Abruzzo, comprende anche **parte della [Val di Comino](https://gyg.me/R09adxxa)**, dell’Alto Sangro, della Marsica Fucense e delle Mainarde. Questa guida vuole essere un **ausilio prezioso** per il turista, per l’escursionista e per gli studiosi di ambienti naturali, poiché in questo luogo nessun aspetto è trascurabile. Per raggiungere il Parco in auto si possono seguire tre direttrici: Roma: si percorre l’autostrada Roma-Pescara A24-A25; da Napoli: seguendo l’autostrada del Sole, si può uscire o a Caianello o a Cassino; da Pescara o da **L’Aquila**: si consiglia l’uscita a Pescina. Ci si può arrivare anche in treno o in Autobus che partono da varie Stazioni. Il parco è un’area protetta per tutti gli animali che qui trovano rifugio, animali che vivevano un tempo su tutto l’Appennino e che sono ormai pochi esemplari, come l’Orso Bruno Marsicano, il Lupo appenninico, il **Camoscio d’Abruzzo**, la Lontra, il Cervo, il Capriolo, la Volpe, il Tasso, il vivace **Scoiattolo meridionale**, lungo i torrenti in alta montagna è facile incontrare la Lontra, il **Gatto selvatico** e la Martora e molti altri esemplari ancora. **GUARDA IL VIDEO** Per quanto riguarda gli uccelli, il primo posto spetta all’Aquila Reale, il rapace per eccellenza, che nidifica sulle pareti rocciose inaccessibili all’uomo, in una natura ancora selvaggia e aspra come possono essere i costoni rocciosi; è presente anche la Poiana, il **Falco Pellegrino**, il Gheppio, il Gufo reale, l’Allocco e la Civetta; poi ci sono nei boschi: il **Picchio di Lilford**, il Picchio verde, la Ghiandaia, il Colombaccio, il Picchio muraiolo, il Fringuello alpino, solo per citarne alcuni. Le acque dei fiumi e dei laghi ospitano svariati uccelli come: l’Airone cenerino, la Ballerina bianca, il Mignattaio, il Germano reale, lo **Svasso Maggiore**, la Cinciallegra. Mentre fra i rettili e gli anfibi vi è la presenza della Vipera degli Orsini, del Tritone Crestato, della bella Salamandra pezzata. Naturalmente questi sono i nomi solo di una piccola **parte** della miriade di specie che popolano, monti, boschi, fiumi e laghi di questo splendido luogo; durante le escursioni è possibile raggiungere il **Lago di Barrera**, fra le appendici del **Monte Boccanera** e il Colle Sant’Angelo; sul lago si affacciano tre caratteristici paesi con il Castello e il centro storico, con i loro prodotti tipici contornati da una bella pineta di **Pino Nero** unica in tutto l’Appennino; poi c’è il Lago Vivo, uno splendido lago di origine mista glaciale e carsica. Fonte: http://ideeviaggi.zingarate.com | Autore: [Alessandro Spasiano](http://www.o2o.it/userprofile/48766) Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/abruzzo-l1174/) ##### **E’ interessante sapere che:** Il periodo migliore per visitare il Parco è la **primavera**: i prati si colorano delle fioriture di viole, crochi, soldanelle, genziane, gigli, primule e ranuncoli; gli animali (tra cui cervi, caprioli, camosci, orsi, volpi, lepri, lontre) riprendono l’attività dopo l’inverno; gli uccelli migratori tornano ad animare il cielo. Anche i colori dell’autunno tuttavia rendono ancor più suggestivo il paesaggio. L’estate invece è il periodo migliore per gli amanti del trekking e del campeggio. Nel corso dell’anno vengono organizzate sia dal Parco che dai vari paesi escursioni guidate a tema, mostre e varie manifestazioni, eventi e feste legate alle tradizioni, al folclore, alla gastronomia e al ricco patrimonio locale di fauna e flora. Esistono **sentieri-natura**, brevi o lunghi, facili o più impegnativi, adatti a grandi e bambini, che partono da pittoreschi paesi e si snodano in un paesaggio spettacolare, come la pista dell’orso, il percorso sulle tracce degli animali misteriosi, quello dedicato al mondo degli insetti e il sentiero nel regno del camoscio. Il Parco è un’**area protetta** e quindi è necessario comportarsi nel modo più ecologico possibile: è vietato raccogliere fiori, spezzare rami, incidere tronchi. Negli uffici di zona è disponibile una carta turistica con l’indicazione di circa **150 itinerari ecoturistici**, per un totale di 250 chilometri. **Alcuni link che potrebbero esserti utili:** [](http://it.wikipedia.org/wiki/Sus_scrofa) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Animali di Montagna, natura, Parchi Nazionali --- ### [Machu Picchu: meraviglie e misteri della città antica degli Inca](https://www.montagnenostre.net/machu-picchu-meraviglie-e-misteri-della-citta-antica-degli-inca/) **Published:** Marzo 1, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Macchu Picchu: scopri le curiosità, le meraviglie e i misteri di uno tra i siti archeologici più antichi al mondo della popolazione Inca.** È una delle sette meraviglie moderne, la città di **Machu Picchu** è un tempio della cultura a cielo aperto. Ma cosa nasconde **Machu Picchu**? Scopriamolo ripercorrendo la storia di questo meraviglioso complesso. Era il 24 giugno del 1911 quando lo storico statunitense **Hiram Bingham**, portò alla luce quello che poi diventò uno dei complessi culturali più famosi al mondo: **Machu Picchu**. In realtà **Bingham**, si trovava in **Perù** per cercare i resti di **Vilcabamba** e credeva di averli trovati proprio presso **Macchu Picchu**. Ben presto si rese conto che in realtà aveva ritrovato i resti di una città dimenticata dal mondo. Secondo le testimonianze, spesso nel corso della storia, venne più volte fatto riferimento a **Macchu Picchu**, ma a **Bingham** fu dato il merito di aver compreso l’importanza di quel ritrovamento e di aver iniziato gli studi sulle rovine. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/machu-picchu-l1570/) ##### **Dove si trova** Portare alla luce questo posto, non fu poi così semplice. **Machu Picchu** si trova, infatti, in **Perù**, avvolta dalla **foresta Amazzonica** a nord-est della città di Cusco, quella che fu la capitale dell’impero Inca. **Machu Picchu** si trova a circa 2350 m. di altitudine e la sua estensione raggiunge quasi 1 km. Arrivarci quindi non è per niente semplice. Per **andare a Machu Picchu** bisogna arrivare presso il paese di **Aguas Calientes**, che si raggiunge solo con treno ed elicottero. Da qui non esiste una strada diretta presso il **Santuario di Macchu Picchu**, bisogna quindi riprendere un treno ed arrivare presso **Cusco-Aguas Calientes**, per poi iniziare un lungo percorso a piedi. ##### **La storia** L’affascinante **Macchu Picchu** viene anche detta la **Città perduta degli Incas** e fu costruita dall’imperatore **Inca Pachacútec** molto probabilmente nel 1440. Molte sono le ipotesi sulla funzione di **Machu Picchu**: alcuni credono che sia in realtà una residenza estiva per l’imperatore e per la nobiltà, abitata soprattutto nei periodo caldi dell’anno, altri, invece, a causa dei ritrovamenti di molte mummie di sesso femminile, credono che il complesso sia stato costruito come un Santuario dedicato alle **Sacre Vergini del Sole**. Quel che è certo è che **Machu Picchu** sia sicuramente legata al culto del Sole e degli astri e che sia stata abitata da esperi sacerdoti, con ottime conoscenze dei meccanismi celesti, come gli equinozi e i solstizi. Infatti, si ritiene che **Macchu Picchu** sia stato anche un efficiente osservatorio astronomico. La civiltà abitò a **Machu Picchu** almeno fino alla conquista spagnola del 1532, che ne segnò il definitivo abbandono da parte della popolazione. ##### **Intihuatana** Studiando le rovine di **Machu Picchu** è stato ben chiaro da subito che i costruttori di questo eccezionale complesso, conoscessero benissimo i movimenti del sole. A mezzogiorno del 21 marzo e del 21 settembre, durante gli equinozi di primavera e d’autunno, il sole si trova precisamente sopra il pilastro di quella che viene chiamata **intihuatana**. Con questo termine viene indicata la più importante struttura di pietra della città. Questo nome deriva dall’unione delle parole Inti=Sole e Huata=legare ovvero “Il Posto dove si cattura il Sole”. Da questo punto si crede che un tempo venisse definito il calendario agricolo della civiltà in base ai movimenti del sole. L’**intihuatana** aveva quindi la funzione di un vero e proprio orologio solare. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/huayna-picchu-l96256/) ## Altitudine **Macchu Picchu** si trova a circa 2350 m. di altitudine, ma il punto più alto è sicuramente la vetta della **[Huayna Picchu](https://gyg.me/c2kiZalF)** detta la Montagna Giovane, che si trova precisamente a circa 2700m di altezza. Da qui è possibile osservare in toto il complesso di **Machu Picchu**. I luoghi più importanti della **città perduta di Machu Picchu**, oltre alla Montagna Giovane, sono il Tempio del Sole, la Piazza Sacra con il Tempio delle Tre Finestre, l’intihuatana, il Tempio principale e la Residenza Reale che si trovano nella parte nord del complesso. Nella parte sud troviamo, invece, gli edifici più poveri, adibiti all’agricoltura, alle abitazioni e all’allevamento del bestiame. Le due zone di questo straordinario complesso sono collegate da lunghe scalinate e sentieri. Chi visita **Machu Picchu** resta estasiato dalle bellezze di questi luoghi, che formano il terzo sito archeologico più grande al mondo diventando ufficialmente nel 2007, una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno. *Fonte: [supereva.it](http://www.supereva.it)* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** machu picchu, Perù, unesco --- ### [Great Trails: i cinque singletrail più amati del Tirolo](https://www.montagnenostre.net/great-trails-i-cinque-singletrail-piu-amati-del-tirolo/) **Published:** Marzo 30, 2018 **Author:** Redazione **Content:** **Strade forestali con radici o sentieri di alta montagna. Una cosa non cambia per gli appassionati di mountain biker che amano le discese: il “flow” della discesa, il sentirsi tutt’uno con quello che si sta facendo. L’Arzler Alm Trail, il Blindsee Trail, il Fleckalm Trail, il Leiterberg Trail e il Plamort Trail si sono guadagnati l’accezione di “Great Trail”, ma sono soltanto esempi di più di 80 singletrail in Tirolo che lasciano sognare gli appassionati della MTB in vista della prossima avventura sugli stretti sentieri.** Il criterio chiave per la scelta dei cinque “Great Trails” consisteva nel fatto che sia i professionisti che i singletrail-biker meno allenati si divertissero durante la discesa. I Great Trails in Tirolo sono un mix tra trail allo stato naturale e trail allestiti, stimolanti dal punto di vista della forma fisica e della tecnica di guida, pur non essendo troppo impegnativi. Sono praticabili per la maggior parte dei ciclisti all-mountain ed enduro, ma mai noiosi. Inoltre, a parte il divertimento in sella, offrono anche altri stimoli, come una veduta straordinaria sulle montagne, una malga accogliente o un ottimo bar nelle immediate vicinanze. Non servono dritte di locals per trovare i Great Trails. Sono tutti riportati sulle cartine, dotati di un’ottima segnaletica e, ovviamente, ufficialmente agibili per i ciclisti. Non c’è niente che possa intralciare l’esperienza del “flow”, tranne, forse, qualche errore di guida o un guasto cui si può comunque ovviare velocemente e semplicemente partecipando ai corsi di tecnica di guida e manutenzione bici organizzati sul posto. Questi cinque Great Trails si ritrovano spesso anche in video clips e sui profili social di famosi mountain biker e appartengono ai classici giri “sotto casa” di alcuni professionisti del posto. **[Arzler Alm Trail: montagne russe con vista su Innsbruck](https://www.montagnenostre.net/arzler-alm-trail-montagne-russe-con-vista-su-innsbruck/)** **[Blindsee Trail: la bellezza della natura nel cuore della Tiroler Zugspitz Arena](https://www.montagnenostre.net/blindsee-trail-la-bellezza-della-natura-nel-cuore-della-tiroler-zugspitz-arena/)** **[Fleckalm Trail: un tracciato per atleti di ferro nelle Kitzbüheler Alpen](https://www.montagnenostre.net/fleckalm-trail-un-tracciato-per-atleti-di-ferro-nelle-kitzbuheler-alpen/)[Leiterberg Trail: una chicca panoramica nella Ötztal](http://www.montagnenostre.net/leiterberg-trail-una-chicca-panoramica-nella-otztal/)** **[Plamort Trail: un passaggio di confine a Nauders sul Passo di Resia](https://www.montagnenostre.net/plamort-trail-un-passaggio-di-confine-a-nauders-sul-passo-di-resia/)****Maggiori informazioni:** [*www.tirolo.com/greattrails*](https://www.tirolo.com/greattrails) e [*www.tirolo.com/mountainbike*](http://www.tirolo.com/mountainbike) *Fonte: [Ufficio Stampa Tirolo](https://presse.tirol.at) | Foto: Il Leiterberg Trail a Sölden nella valle Ötztal è uno dei cinque “Great Trails” © credit Tirol Werbung / Neusser Peter* **Categorie:** Mtb **Tag:** itinerari mtb, itinerari Tirolo, Mountain Bike --- ### [Plamort Trail: un passaggio di confine a Nauders sul Passo di Resia](https://www.montagnenostre.net/plamort-trail-un-passaggio-di-confine-a-nauders-sul-passo-di-resia/) **Published:** Marzo 30, 2018 **Author:** Redazione **Content:** **Il piacere sconfinato della discesa e un susseguirsi di panorami meravigliosi sull’azzurro del Lago di Resia: il trail di Plamort (“Pian dei Morti”), dall’omonimo altipiano giù fino a Resia, fa parte del percorso dei “3-Länder Enduro Trails” ed è un vero e proprio classico. Un must assoluto per chiunque visiti Nauders in MTB. Sui 5,5 chilometri del tracciato si può gustare il divertimento infinito dell’enduro. Il percorso conduce dal pittoresco altopiano da cui prende il nome agli imponenti sbarramenti anticarro, al confine italiano e ancora a storiche strutture di fortificazione militare. Avendo come obiettivo il Lago di Resia davanti agli occhi, si scende a valle attraverso rigogliosi alpeggi, terreni boscosi compatti e pieni di curve, tratti con pietre sciolte e flow. L’ultimo tratto della discesa si caratterizza per le numerose curve su un terreno boscoso poco compatto e pietroso. La discesa da Bergkastel al Lago di Resia è suddivisa in quattro tratti e viene classificata con il livello di difficoltà S1-S2.** **DETTAGLIO ITINERARIO** ## **S1** *Itinerario ove si troveranno piccoli ostacoli come radici poco sporgenti e piccole pietre.* **Gruppo Montuoso:** La Catena Sesvenna (Austria) **Valle: Valle Bergkastelbahn – Tirolo** **Località di partenza:** Bergkastelalm **Località di arrivo:** Nauders **Dislivello:** 735 m. **Periodo consigliato:** Da Giugno a metà Ottobre **Lunghezza percorso:** 5,5 km **Tempo:** 36 minuti **Particolarità:** Panoramico | Itinerario ad anello | Senza barriere | Tour con punti di ricarica per e-bike *\* Si tratta qui di valori indicativi e suggerimenti. Per favore tenga presente le Sue abilità personali e la situazione meteo attuale. Non si assume responsabilità per l’essattezza delle informazioni.* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/tirolo-l5/) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 24/05/2017, 09:53 Duration: 01:06:13 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 37 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 656 m Distance: 5.52 km Provenendo da Nauders, sulla sinistra in direzione del confine italiano troneggia la nuovissima stazione a valle della funivia Bergkastelbahn. La stazione a monte, a quota 2.172 metri, è comodamente raggiungibile con gli impianti di risalita. La discesa dalla stazione a monte fino al Lago di Resia, con attraversamento del confine, viene sempre indicata dagli appassionati come trail di Pian dei Morti, ma in realtà è suddivisa in quattro tratti: l'Almtrail (86), il Plamort-trail (71), il Bunker-trail (101) e l'Etsch-trail (102). #### *"Difficile trovare di meglio. Dopo passaggi in flow si arriva a un complesso di bunker da cui si gode una vista incantevole sul lago di Resia e le montagne circostanti.”* Lars Lotze, guida di mountain-bike Accanto alla stazione a monte della funivia è posto un grande tabellone riepilogativo dei percorsi da enduro “3-Länder Enduro Trails”, con i caratteristici campanili in legno. Seguendo la segnaletica del sentiero **Almtrail**, percorso di collegamento in flow, si raggiunge dapprima la malga Stieralm e poi l'altopiano di Pian dei Morti, da cui parte il **Plamort trail** (S1). Si affronta in flow un po' di saliscendi attraverso i prati, passando per gli imponenti sbarramenti anticarro, fino a raggiungere il confine italo-austriaco. Si continua a seguire le indicazioni fino alle fortificazioni militari storiche. A questo punto si passa sul tratto del **Bunker trail** (S2), che rappresenta il collegamento principale in direzione Resia. I primi metri di dislivello volano via con un trail rapido in piano attraverso bellissimi alpeggi. Poi il percorso si fa più ripido. Si scende verso valle tra radici e terreno a tratti poco compatto. Seguono tratti trasversali rapidi in flow nel bosco e il percorso si snoda lungo il pendio della montagna fino a confluire nell'**Etsch trail** (S2). Questo tracciato prevede numerose curve, a tratti ripide e strette, e un terreno pietroso e poco compatto, attraversa il bosco e richiede una certa dose di capacità tecniche. Quest'ultima parte della discesa è sicuramente la più impegnativa e presenta tratti con livello di difficoltà fino a S3. Il percorso si conclude direttamente a Resia, dopo una discesa con 680 metri di dislivello e puro divertimento. **Per il ritorno ci sono varie possibilità**: in pochi minuti, costeggiando il Lago di Resia, si può raggiungere la stazione a valle della funivia Schönebenbahn. Si sale con la funivia e prendendo l'Obere Schöneben Trail (98) si può tornare al Mutzkopf e Nauders, passando per la Reschner Alm e percorrendo i bellissimi e variegati 3-Länder Enduro Trails (65). Se mancano le forze, da Resia si può prendere la bella pista ciclabile allestita sul fondovalle (Via Claudia Augusta) e fare ritorno al punto di partenza in Tirolo. *Fonte: [tirolo.com/](https://www.tirolo.com)* **GUARDA IL VIDEO** https://www.youtube.com/watch?v=SU9JL_5uvTw **PER ULTERIORI INFORMAZIONI:** **Nauders Tourismus** Dr.-Tschiggfey-Straße 66 6543 Nauders *t* [+43.5473.87220](tel:+43.5473.87220) *e* *w* [www.nauders.com (ital.)](http://www.tiscover.com/at/guide/146859sy,it,SCH1/objectId,RGN603at,_site,nauders,selectedEntry,home/home.html) **Categorie:** Mtb **Tag:** itinerari Tirolo, Mountain Bike, MTB Austria --- ### [Fleckalm Trail: un tracciato per atleti di ferro nelle Kitzbüheler Alpen](https://www.montagnenostre.net/fleckalm-trail-un-tracciato-per-atleti-di-ferro-nelle-kitzbuheler-alpen/) **Published:** Marzo 26, 2018 **Author:** Redazione **Content:** **Con un percorso di 7,1 chilometri, il Fleckalm Trail è uno dei single trail più lunghi del Tirolo. Nel cuore del maestoso mondo alpino delle Kitzbüheler Alpen, questo percorso ibrido si snoda verso valle con un dislivello di 1.100 metri. Lungo la discesa che sembra non finire mai, ci sono passaggi su radici, piccoli e grandi salti, curve a gomito perfettamente studiate, qualche breve tratto da pedalare e veloci discese per un perfetto feeling enduro. Quale pezzo forte dei primi Campionati Europei di Mountain Bike Enduro del 2015, questo trail viene classificato, in base ai passaggi, con una difficoltà tra S2 e S3. Per percorrerlo occorre una buona dose di concentrazione, condizione fisica e tecnica di guida.** **DETTAGLI ITINERARIO** ## **S2** *Itinerario ove sono compresi percorsi che presentano radici di maggiore grandezza, pietre, gradoni e scale in sequenza poco impegnative.* **Gruppo Montuoso:** Alpi Kitzbüheler Alpen (Austria) **Valle:** Tirolo **Località di partenza:** Stazione a monte Fleckalm **Località di arrivo:** Stazione a valle Fleckalm **Dislivello:** 1100 m. **Periodo consigliato:** Da Giugno a Settembre **Lunghezza percorso:** 7,1 km **Tempo:** 45 minuti **Particolarità:** Panoramico | Itinerario ad anello | Senza barriere | Tour con punti di ricarica per e-bike *\* Si tratta qui di valori indicativi e suggerimenti. Per favore tenga presente le Sue abilità personali e la situazione meteo attuale. Non si assume responsabilità per l’essattezza delle informazioni.* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/innsbruck-l164/) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 01/01/1, 00:49:56 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 76 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1026 m Distance: 6.96 km Con l’impianto Fleckalmbahn di Klausen si risale comodamente alla stazione a monte fino a 1.797 metri di altitudine. Una volta arrivati, si seguono le indicazioni fino alla partenza del trail segnalata e si scendono i primi metri di dislivello lungo la strada forestale. Inizialmente il percorso conduce lungo il bordo della pista, attraverso un tratto di bosco che presenta molte radici. Dopo un breve passaggio sulla strada forestale, si attraversa la pista da sci e la scia sterrata del trail si snoda attraverso il verde rigoglioso dei pascoli di montagna. Prima che il trail sbocchi in un bosco fitto, ci sono ancora un paio di divertenti curve a gomito e piccoli panettoni da superare. #### *„È la lunghezza del percorso che rende così avvincente questo trail. Per portare a termine bene e velocemente questo tracciato occorrono concentrazione e un’ottima forma fisica”.* Lisi Osl, atleta di cross-country Curva dopo curva, il percorso si snoda, quindi, lungo un ripido pendio boscoso ricoperto da radici. Di tanto in tanto si incontrano alcuni faticosi passaggi in controsalita. Dopo aver passato il ristoro alpino Fleckalm ci si può abbandonare nuovamente all’esperienza del flow. Curve a gomito veloci e piccoli salti caratterizzano questo passaggio rendendolo vario. Al termine si scende accanto al margine del bosco, si attraversano pascoli ameni e, infine, si ritorna alla stazione a valle degli impianti Fleckalmbahn attraverso un magnifico bosco. **Un consiglio:** Il ristoro alpino Fleckalm invita a fare una piacevole sosta. Gustando le specialità sostanziose si può ammirare una meravigliosa vista panoramica dalla terrazza soleggiata. *Fonte: [tirolo.com/](https://www.tirolo.com)* **GUARDA IL VIDEO** **PER ULTERIORI INFORMAZIONI:** **Tourismusverband Kitzbüheler Alpen - Brixental** Hauptstraße 8 6365 Kirchberg *t* [+43.5357.2000.100](tel:+43.5357.2000.100) *e* *w* [www.kitzbueheler-alpen.com (ital.)](http://www.kitzbueheler-alpen.com/it/) **Categorie:** Mtb **Tag:** itinerari Tirolo, Mountain Bike --- ### [Blindsee Trail: la bellezza della natura nel cuore della Tiroler Zugspitz Arena](https://www.montagnenostre.net/blindsee-trail-la-bellezza-della-natura-nel-cuore-della-tiroler-zugspitz-arena/) **Published:** Marzo 22, 2018 **Author:** Redazione **Content:** **Un panorama meraviglioso e per finire un tuffo rinfrescante: il single trail che va dal Grubigstein al lago Blindsee è una delle principali attrazioni della Zugspitz Arena. Il tracciato si svolge per la maggior parte in flow, qui e là presenta interessanti punti critici, un tratto ghiaioso e una splendida vista sulle acque turchesi del lago: il trail del Blindsee ha tutti gli ingredienti necessari per una bella discesa in single trail. Il percorso è a tratti impegnativo, valutato con grado di difficoltà S2 – S3, e richiede la padronanza di una buona tecnica di guida.** **DETTAGLI ITINERARIO** ## **S3** *Itinerario che presenta molti passaggi tecnici costituiti da blocchi di roccia e/o radici* **Gruppo Montuoso:** Alpi Lechtaler Alpen (Austria) **Valle:** Tirolo **Località di partenza:** Grubigalm **Località di arrivo:** Parcheggio Blindsee **Dislivello:** 650 m. **Periodo consigliato:** Da metà Maggio a metà Ottobre **Lunghezza percorso:** 7,1 km **Tempo:** 1 ora **Particolarità:** Panoramico | Itinerario ad anello | Senza barriere | Tour con punti di ricarica per e-bike *\* Si tratta qui di valori indicativi e suggerimenti. Per favore tenga presente le Sue abilità personali e la situazione meteo attuale. Non si assume responsabilità per l’essattezza delle informazioni.* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/innsbruck-l164/) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 01/01/1, 00:49:56 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 286 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 877 m Distance: 7.05 km Si può salire in quota da Lermoos con gli impianti del Grubigstein, risparmiandosi così un po' di fatica. Dalla stazione a monte della funivia si prende la strada forestale, si segue il percorso 861 fino alla malga Grubigalm per poi imboccare il Blindseetrail sulla destra. In alternativa, si può salire con le proprie forze fino alla Grubigalm pedalando per un paio d'ore sui percorsi 804 e 860. #### *"Un bel trail naturale senza elementi artificiali, con curve talvolta un po' strette ma che possono essere percorse senza problemi, senza dover spostare la ruota posteriore".* Sebastian Rech, titolare del negozio di articoli per il ciclismo "Velo Love" a Innsbruck Dopo aver imboccato il trail si deve affrontare una breve controsalita. Si prosegue poi su un tratto abbastanza ampio fino al primo guado. A quel punto inizia un tratto tecnicamente più impegnativo. Occorre studiare bene la traiettoria, perché nei solchi si raccolgono sempre parecchi detriti. Ma la fatica spesa in questo tratto viene ampiamente ricompensata dal magnifico panorama del lago. In corrispondenza della cascata si raggiunge un punto particolarmente critico e si consiglia di spingere la bici a mano. Segue un breve tratto su sentiero forestale, poi sulla sinistra si prende e si percorre un breve trail. Si torna nuovamente sulla strada forestale, per poi svoltare a sinistra e affrontare un trail tecnicamente impegnativo in direzione Blindsee. Alla prima biforcazione si prende bruscamente la destra, poi si prosegue sul bellissimo lungolago fino a raggiungere il parcheggio. Si supera la sorgente del Loisach (percorso MTB 838) verso Biberwier e si torna a Lermoos passando per il Wachtersteig (percorso MTB 867). Suggerimento: dopo aver percorso questo tracciato ricco di adrenalina, risulterà piacevolissimo tuffarsi nelle acque trasparenti del lago Blindsee. Ci si può anche rilassare in tutta tranquillità sui prati e sulla spiaggia di sassi. *Fonte: [tirolo.com/](https://www.tirolo.com)* **GUARDA IL VIDEO** **PER ULTERIORI INFORMAZIONI:** **TVB Tiroler Zugspitz Arena** Am Rettensee 1 6632 Ehrwald *t* [+43.5673.20000](tel:+43.5673.20000) *e* *w* [www.zugspitzarena.com](http://www.zugspitzarena.com/en) **Categorie:** Mtb **Tag:** itinerari Tirolo, Mountain Bike, MTB Austria, MTB Tirolo --- ### [Arzler Alm Trail: montagne russe con vista su Innsbruck](https://www.montagnenostre.net/arzler-alm-trail-montagne-russe-con-vista-su-innsbruck/) **Published:** Marzo 26, 2018 **Author:** Redazione **Content:** **“Un single-trail per tutti, direttamente nella città sportiva di Innsbruck”, che era il grande obiettivo del progetto MTB sulla Nordkette. Il risultato è il nuovissimo Arzler Alm Trail (AAT), un single-trail di cui possiamo andare veramente fieri. Molto flow e tutto il divertimento dello sterrato: ecco cosa vi aspetta sui quasi tre chilometri di tracciato verso valle. Si tratta di un trail lasciato in gran parte allo stato naturale, che con la sua alternanza di curve paraboliche, salti in flow e terreni pieni di radici appassiona non solo gli esperti, ma mountain-biker di ogni livello. Il nuovo tracciato è stato valutato come S2 nella scala di difficoltà dei single-trail.** **DETTAGLI ITINERARIO** ## **S2** *Itinerario ove sono compresi percorsi che presentano radici di maggiore grandezza, pietre, gradoni e scale in sequenza poco impegnative.* **Gruppo Montuoso:** Alpi Lechtaler Alpen (Austria) **Valle:** Tirolo **Località di partenza:** Sentiero forestale dell’Arzler Alm **Località di arrivo:** Hungerburg **Dislivello:** 650 m. **Periodo consigliato:** Da metà Maggio a metà Ottobre **Lunghezza percorso:** 2,8 km **Tempo:** 15 minuti **Particolarità:** Panoramico | Itinerario ad anello | Senza barriere | Tour con punti di ricarica per e-bike *\* Si tratta qui di valori indicativi e suggerimenti. Per favore tenga presente le Sue abilità personali e la situazione meteo attuale. Non si assume responsabilità per l’essattezza delle informazioni.* Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/blue-mountains-l1122/) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 28/11/2017, 19:14 Duration: 33:59 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 194 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 512 m Distance: 2.84 km L'accesso al tracciato, che si trova in corrispondenza dell'incrocio tra i sentieri forestali per l'Arzler Alm e la Rumer Alm, è raggiungibile in 30-45 minuti dal centro di Innsbruck. Al quartiere della Hungerburg si arriva con un trasferimento di circa 10 minuti con l'omonima funicolare dalla stazione Congress oppure in 20 minuti con l'autobus del servizio pubblico IVB (linea J). Dal parcheggio della funivia della Nordkette prendere la strada forestale e seguire il sentiero segnalato per MTB 5017 in direzione Arzler Alm. Alla prima biforcazione si va a sinistra e si raggiunge facilmente l'inizio ben segnalato del trail a quota 1.080 metri. #### *"Il trail è molto scorrevole da percorrere, si sviluppa in modo molto variegato attraverso terreni in parte molto ripidi, pur non essendo mai tecnicamente troppo impegnativo."* Benedikt Purner, realizzatore di downhill e trail In alternativa si può arrivare alla Hungerburg anche con le proprie forze, attraversando il quartiere cittadino di Mühlau. Provenendo dal centro, seguire la pista ciclabile lungo l'Inn in direzione ovest, oltrepassare la stazione Löwenhaus e proseguire fino al ponte pedonale coperto. Attraversarlo e, prendendo il sentiero forestale dall'altro lato della strada, andare fino alla stazione Alpenzoo. Di fronte al parco Judenbühel, proseguendo lungo il sentiero forestale si arriva al primo incrocio. Svoltare a sinistra, seguire l'itinerario per MTB segnalato fino alla Hungerburg e da lì proseguire per l'imbocco del trail, che si trova a circa 300 metri a est rispetto all'Arzler Alm. Qui, su un dislivello di appena 400 metri, troverete ad attendervi circa tre chilometri di puro divertimento. Il primo tratto presenta continui cambi di pendenza, curve paraboliche e alcuni salti, che è sempre possibile aggirare. Si incrocia poi la strada forestale e così ha inizio il secondo tratto. Lunghe curve, stretti tornanti, passaggi in flow con piccoli salti rendono questo tratto particolarmente movimentato e variegato. I più esperti possono mettersi alla prova sulla jump line, che però può essere aggirata con una "chicken line". Dopo circa 15 minuti in sella, il trail confluisce nel nuovo percorso per MTB che da Mühlau porta alla Hungerburg. Da qui si può fare ritorno in città. **Suggerimento:** assolutamente da non perdere una sosta alla malga Arzler Alm, da cui il trail prende nome. Mentre vi godete lo splendido panorama sulla città, vi vengono servite prelibatezze gastronomiche della nonna. *Fonte: [tirolo.com/](https://www.tirolo.com)* **GUARDA IL VIDEO** **PER ULTERIORI INFORMAZIONI:** **TVB Tiroler Zugspitz Arena** Am Rettensee 1 6632 Ehrwald *t* [+43.5673.20000](tel:+43.5673.20000) *e* *w* [www.zugspitzarena.com](http://www.zugspitzarena.com/en) **Categorie:** Mtb **Tag:** itinerari Tirolo, Mountain Bike --- ### [Hotel-capsula affiancata alla montagna con vista panoramica mozzafiato!](https://www.montagnenostre.net/hotel-capsula-affiancata-alla-montagna-con-vista-panoramica-mozzafiato/) **Published:** Febbraio 15, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Nel cuore delle Ande peruviane, sospeso a oltre 400 metri d’altezza sulla parete rocciosa della Valle Sacra, sorge uno degli alloggi più spettacolari – e adrenalinici – del mondo: il **Nature Vive Skylodge**. Non si tratta di un hotel come gli altri, ma di un vero e proprio **hotel-capsula**, composto da moduli trasparenti ancorati direttamente alla montagna, con una vista vertiginosa e mozzafiato sulla valle sottostante. Ogni capsula è realizzata in alluminio aeronautico e policarbonato trasparente, progettata per resistere alle condizioni estreme e offrire un’esperienza sicura, ma fuori dall’ordinario. All’interno, lo spazio è sorprendentemente accogliente: un letto matrimoniale, luci alimentate da energia solare, bagno privato e un’area relax, il tutto con una visuale a 300° sulla maestosità delle Ande. Per raggiungere lo Skylodge, però, non basta prenotare: bisogna **guadagnarselo**. Gli ospiti devono affrontare una scalata verticale lungo una “via ferrata” o camminare su un sentiero sospeso con zip-line. Un’avventura adatta agli spiriti più audaci e agli amanti delle emozioni forti, ma sempre in totale sicurezza, grazie all’attrezzatura da arrampicata fornita e alle guide esperte. Una volta in cima, il premio è impagabile: il silenzio dell’altitudine, il cielo stellato più limpido che si possa immaginare, e l’emozione di dormire sospesi nel vuoto, in perfetta simbiosi con la natura. Il Nature Vive Skylodge non è solo un alloggio estremo, ma un’esperienza trasformativa. Perfetto per chi cerca qualcosa di diverso, per chi ama la montagna, l’adrenalina e la bellezza autentica. Più che una notte in hotel, è una sfida personale, un modo per superare i propri limiti… e risvegliarsi tra le nuvole. ##### Come prenotare al Nature Vive Skylodge? 1. Visita il sito ufficiale del provider (**[Natura Vive](https://naturavive.com/web/starlodge-adventure-suites/)**), dove puoi scegliere il pacchetto “[Skylodge Adventure Suites](https://naturavive.com/web/skylodge-adventure-suites/)” o “[Starlodge Adventure Suites](https://naturavive.com/web/starlodge-adventure-suites/)” 2. Scegli il tipo di capsula (da 2 o 4 posti), controlla disponibilità e tariffe (es. con pernottamento + via ferrata/zip‑line). 3. Prezzi 2025: partono da circa **350 € a persona** per una notte con un solo percorso, oppure ~375 € scegliendo entrambi i percorsi 4. È possibile prenotare “solo pod” o aggiungere i percorsi di avventura opzionali via ferrata e zip‑line . oppure si può prenotare con operatori o Tour Online come ad esempio: GetYourGuide 1. **[GetYourGuide](https://gyg.me/1iG0cFij)** propone il pacchetto “Notte in Skylodge + Via ferrata e zip line”: include trasferimento da/per hotel, guida bilingue, cena con vino, colazione, attrezzatura, pernottamento e discesa in zip‑line. 2. Prezzo indicativo: **circa 609 €-610 €** per pacchetto completo. 3. Prenotazione flessibile, pagamento al momento o “paga dopo” e cancellazione fino a 24 h prima senza penali. Powered by [GetYourGuide](https://www.getyourguide.com/cusco-l359/) Fonte: [NaturaVive](https://naturavive.com/web/starlodge-adventure-suites/) – Testi: *[OpenAI. (2023). ChatGPT \[Modello linguistico di grandi dimensioni\].](https://www.openai.com/chatgpt)* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** alta montagna, Arrampicata, Panorama mozzafiato, Perù --- ### [Rifugio non custodito Alpe Vallè](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-alpe-valle/) **Published:** Luglio 21, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio si trova a mt. 2175 a 2 ore e mezza dal caratteristico paesino di Rima San Giuseppe nella Valsermenza. Si affaccia al meraviglioso Monte Tagliaferro, una delle mete più ambite del Monte Rosa. Inoltre è anche situato nel Parco Naturale Alta Valsesia, il più alto d’Europa. Vengono proposti piatti con prodotti tipici Valsesiani accompagnati dalla polenta e prodotti tipici della Valsesia.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Rima **Quota di partenza:** 1411 m | **Dislivello:** 764 m **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Aperto tutto Agosto, Giugno, Luglio e Settembre (sabato e domenica) **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Parco Alta Valsesia **Tel.** +39 0163 95050 DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **Da Rima** (1 411 m) seguire il sentiero CAI 291 lungo il Croso del Vallè fino a superare l’Alpe Vallaracco (~1 600 m). Proseguire in salita verso l’Alpe Brusiccia (~1 943 m), punto panoramico ideale per una sosta. Continuare verso l’Alpe Vallezò (~2 167 m) e quindi all’Alpe Vallè di Sotto (~1 746 m). Ultimo tratto: traverso a destra, risalita su pendio erboso fino all’Alpe Vallè di Sopra e al rifugio (2 175 m). **Per il ritorno**, tornare lungo lo stesso sentiero in circa 1h30–2h. È possibile allungare facendo un anello che passa per altri alpeggi e il sentiero 292, seguendo varianti descritte da bikers e hikrs. Davanti al rifugio si ammira il **Monte Tagliaferro** nel Parco Naturale Alta Valsesia. [![Rifugio non custodito Alpe Vallè](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Alpe_Valle.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Rifugio_Alpe_Valle.jpg)Rifugio non custodito Alpe Vallè [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alpe Vallè, Monte Rosa, Trekking Piemonte, Valsesia --- ### [Le rocce musicali della Pennsylvania: la sinfonia nascosta della natura](https://www.montagnenostre.net/le-rocce-musicali-della-pennsylvania/) **Published:** Novembre 30, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Nel cuore della Pennsylvania, tra boschi silenziosi e colline ondulate, si nasconde un fenomeno naturale tanto curioso quanto affascinante: le “rocce musicali”. Note anche come “ringing rocks”, queste pietre hanno la straordinaria capacità di emettere suoni simili a quelli di una campana o di un gong quando vengono colpite con un martello o un altro sasso. Il luogo più famoso per ascoltare questa sinfonia naturale è il **Ringing Rocks Park**, situato nella contea di Bucks, a nord di Philadelphia. Qui, un vasto campo di rocce vulcaniche ricopre una superficie di oltre 3 ettari. Passeggiando tra i blocchi di pietra scura, è impossibile non lasciarsi incuriosire dal suono metallico che producono, come se ogni roccia nascondesse un’anima musicale pronta a risuonare. ##### Il mistero del suono Non tutte le rocce suonano, e non è ancora del tutto chiaro perché alcune lo facciano. Le teorie abbondano: alcuni geologi attribuiscono il fenomeno alla particolare composizione chimica e alla densità delle rocce (principalmente di tipo diabase), mentre altri suggeriscono che il suono sia legato alla tensione interna delle pietre, o al modo in cui sono distribuite nel campo. Un fatto curioso? Se una di queste pietre viene rimossa dal sito, spesso perde la sua “voce”. Nel 1965, un esperimento condotto dallo scienziato Richard Faas presso la Lehigh University rivelò che la maggior parte delle pietre del Ringing Rocks Park è effettivamente “intonata” a note specifiche, e che insieme formano una sorta di scala musicale. Questo ha portato persino alcuni musicisti a utilizzare le rocce in concerti sperimentali e installazioni sonore. ##### Guarda i video ##### Un luogo da ascoltare, non solo da visitare Oltre al campo roccioso, il parco ospita anche una pittoresca cascata stagionale e diversi sentieri immersi nella natura, rendendolo una meta ideale per escursionisti, famiglie e curiosi di ogni età. Ma è il suono delle pietre a lasciare un’impressione indelebile. Portare con sé un piccolo martello (rispettando sempre le regole del parco) consente ai visitatori di suonare le rocce come fossero strumenti primordiali, creando melodie uniche in un teatro naturale senza tempo. Le rocce musicali della Pennsylvania ci ricordano che la Terra non è solo da osservare, ma anche da ascoltare. In un mondo sempre più rumoroso, questo antico coro di pietra ci invita al silenzio, alla curiosità e all’ascolto attento delle meraviglie nascoste sotto i nostri piedi. *Fonte: * e [Pennsylvania Geological Survey](https://www.dcnr.pa.gov/Geology) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** curiosità, Pennsylvania, Ringing Rock County Park, rocce --- ### [La bellezza della montagna](https://www.montagnenostre.net/la-bellezza-della-montagna/) **Published:** Luglio 30, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **La bellezza della montagna non solo dal punto di vista oggettivo ma anche come emozioni, sensazioni, rapporti.** Siamo abituati nella vita di tutti i giorni di interpretare la parola bellezza come qualcosa di oggettivo, se vediamo una persona e diciamo, “che bella!” raramente la vogliamo intendere con un bel carattere, ma per descrivere un aspetto esteriore. Anche la montagna subisce un po’ questo concetto, ma per chi la conosce bene, ha modo estrapolare quei valori intrinsechi nascosti, ma ben presenti. Per chi la frequenta spesso, e non per chi si avvicina solo quando è tempo di sciare o per farci le vacanze ne conosce la bellezza nascosta; e cioè quella delle emozioni, delle fatiche, delle relazioni, delle amicizie. Forse bellezza è quasi sminuire, credo che valori sia la parola più opportuna. Molti, tendono a rappresentare la vetta come qualcosa di meraviglioso, di unico, e lo è! Ma ricordiamoci che la bellezza sta anche nel momento in cui si tenta di raggiungere la cima. Tutto ciò che rappresenta questo stupendo percorso lo chiamo valore. Valori basati sul rispetto, sulla lealtà e sull’amicizia tra 2 persone legate da una corda, e che è molto di più di un semplice oggetto usato per la sicurezza, ma è un legame che unisce 2 o 3 persone che hanno un comune scopo, quello di raggiungere una vetta. Questo legame è basato su fiducia reciproca, e tutti hanno la responsabilità della vita dell’altro. Quanti in città affiderebbero la propria vita a un altro?? C’è un altro aspetto importante, quello delle difficoltà, tutto ciò che sudiamo e che raggiungiamo con fatica ha un valore, deve avere un valore. Le emozioni, invece, fanno parte di tutto: dal sognare una salita, dal programmarla, dal preparare gli zaini, dal legarsi con un compagno, e dallo spettacolo che solo la vetta sa regalare. In montagna ho imparato, che ogni salita, sia essa più complicata o più semplice ha dentro di se delle emozioni, sta nella nostra sensibilità riuscire a scoprirle ed a tirarle fuori. Per chi invece ama affrontare la montagna anche in solitaria, riscopre se stesso, nella forma più estrema: la solitudine, che aiuta ad acutizzare l’anima, ci insegna ad affrontare tutto da soli, ed è un modo per guardarsi dentro. La montagna ci trasforma, ci aiuta a vivere e a essere migliori è per questo che dentro ha tutta questa magnificenza e così tanti valori. *Fonte: – Autore: [Andrea Losi](https://plus.google.com/103048466629182093852)* **Categorie:** Curiosità di Montagna, Diari di Montagna **Tag:** Bellezza di Montagna, Camminare in montagna, Pensieri di Montagna --- ### [Rifugio Alpino Zar Senni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpino-zar-senni/) **Published:** Luglio 25, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio e ristoro alpino “Zar Senni” è situato nella splendida e incontaminata Val d’Otro a 1.664 metri s.l.m. La Valle d’Otro è uno dei più integri e dei meglio conservati villaggi walser della regione attorno al Monte Rosa, vanta tradizioni, cultura e soprattutto gente che tuttora non ha abbandonato gli usi e le consuetudini dei popoli walser.** DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario Escursionistico **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Località di partenza:** Alagna Centro **Quota di partenza:** 1191 m | **Dislivello:** 473 m **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Contattare il gestore per verifica Pasqua aperto Aprile-Giugno e settembre-novembre solo week end dal metà Giugno a metà Settembre tutti i giorni **Posti letto:** 14 posti **Gestione:** N.d. **Tel.** +39 0163 922952 **MAPPA DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 638 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 87 m Distance: 2.74 km **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Da **Alagna**, frazione Centro, lasciamo l’auto nel grande parcheggio lungo la Statale oppure proseguiamo fino al parcheggio presso gli impianti di risalita. Raggiungiamo la centralissima Piazza Grober e, alla sinistra della statua del famoso alpinista Antonio Grober, imbocchiamo il sentiero, segnalato da un cartello, per la frazione Reale. Tra case ed orticelli oltrepassiamo una fontana, un ponticello, la frazione stessa ed incrociamo una strada sterrata. Il percorso prosegue sul lato opposto ed entra nel bosco in corrispondenza di un cartello. Il sentiero è identificato con il n° 3 ed inizia subito con una discreta pendenza; essa è attenuata, però, da continui zig-zag. [![Villaggi Walser della Val d'Otro](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Villaggi_Walser_ValdOtro.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Villaggi_Walser_ValdOtro.jpg)Villaggi Walser della Val d'OtroVediamo a destra una Cappelletta ed al bivio andiamo a destra. In questo tratto il sentiero è quasi interamente gradinato con grosse pietre e quindi comodo e molto evidente, sebbene poco segnato. Una Cappelletta a sinistra, ancora “gradini”, un’altra Cappella a destra e, lasciata anche una baita a sinistra, transitiamo in un tratto abbastanza pianeggiante. Raggiungiamo poi un’altra baita ed in breve il bosco tende a diradarsi. [![Fioritura primaverile nei prati dell'Alpe Follu](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Fioritura_Primavera_Alpe_Follu.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Fioritura_Primavera_Alpe_Follu.jpg)Fioritura primaverile nei prati dell'Alpe FolluDopo la fontana proseguiamo a destra, saliamo con ampie svolte fino ad incontrare un’altra Cappella a sinistra. Con una serie di brevi tornanti risaliamo un tratto di bosco ripido; la boscaglia si dirada e percorriamo poi una zona pianeggiante nei verdi prati, con pochi passi raggiungiamo l’**Alpe Follu**. Qui vediamo alcune baite, la Chiesa e poi… il **Rifugio Zar Senni**. [![Alpe Follu con la chiesa ed il rifugio Zar Zenni](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Alpe_Follu_conchiesaerifugio.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/07/Alpe_Follu_conchiesaerifugio.jpg)Alpe Follu con la chiesa ed il rifugio Zar ZenniFonte: [monterosa4000.it](http://www.monterosa4000.it/rifugi/rifugio-senni/) **ESCURSIONI:** D’zender | Belvedere e Pian Misura | Passo Foric | Col d’Olen | Passo dell’Uomo Storto | Laghi Taili | Passo di Zube | [Bivacco Don Luigi Ravelli](http://www.montagnenostre.net/bivacco-don-luigi-ravelli/) **ALPINISMO** Corno Bianco [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valsesia/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Monte Rosa, Val d'Otro, Valsesia --- ### [Aiutateci a tenere pulite le nostre montagne!](https://www.montagnenostre.net/aiutateci-a-tenere-pulite-le-nostre-montagne/) **Published:** Agosto 30, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### Sempre più persone frequentano le nostre montagne e i rifiuti generati tenderanno ad aumentare. Per uno smaltimento eco-sostenibile, **i rifiuti devono essere portati a valle**. Molte capanne o rifugi alpini non sono raggiungibili con veicoli per cui il problema diventa ancora più importante e le soluzioni diventano sempre più costose. **Una gestione responsabile dei rifiuti in montagna da parte di tutti noi è questione di buon senso.** Possiamo dare un contributo, per… - **… produrre meno rifiuti** Cerchiamo di ridurre la quantità di rifiuti e non abbandoniamoli nella natura (littering). Diamo un valido contributo se portiamo a casa i nostri rifiuti. Per le capanne senza accesso veicolare, smaltire correttamente i rifiuti vuol dire farli trasportare a valle con l’elicottero. Un rifiuto abbandonato nella natura impiega troppo tempo per decomporsi: un semplice mozzicone di sigaretta impiega da 1 a 5 anni, una lattina da 20 a 100 anni. Anche una buccia di banana, benché biodegradabile, impiega due mesi a decomporsi. **I rifiuti abbandonati, rovinano il paesaggio, inquinano e possono rappresentare un serio pericolo per gli animali.** - **… ridurre i costi** I gestori delle capanne non raggiungibili con strade carrozzabili, devono trasportare i rifiuti a valle con l’elicottero o, in alcuni casi, a piedi. I costi ovviamente ricadono sulle capanne e anche sugli utenti. **Se ognuno di noi riporta i propri rifiuti a valle, ci guadagniamo tutti!** - **… diventare pionieri** Ognuno può dare il proprio contributo, partendo anche da piccole azioni. Magari una vostra semplice idea “contagerà” altri. [Avete soluzioni innovative da condividere?](mailto:redazione@montagnenostre.net) Il miglior insegnamento è il buon esempio: diventate pionieri della tutela dell’ambiente anche in alta quota! - **… smaltire in modo responsabile** Gestire i rifiuti in alta montagna non è semplice. Il gestore deve stoccare i rifiuti per molto tempo e assicurarne il trasporto a valle. Il gestore si impegna a produrre pochi rifiuti e anche voi potete dare il vostro contributo. Meritate tanti ringraziamenti se porterete a casa i vostri rifiuti, per poi smaltirli correttamente! **VEDI ANCHE:** [Regole in montagna](http://www.montagnenostre.net/regole-in-montagna/) [Sicurezza in montagna: Che cos’è il Servizio Meteomont?](http://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-che-cose-il-servizio-meteomont/) [In montagna con i bambini, i 10 motivi per giocare all’aperto](http://www.montagnenostre.net/in-montagna-con-i-bambini-i-10-motivi-per-giocare-allaperto/) [Una notte in rifugio: quello che devi sapere](http://www.montagnenostre.net/una-notte-in-rifugio-quello-che-devi-sapere/) - **… evitare… spiacevoli ingorghi** Il gabinetto “ingoia” solo i nostri scarti fisiologici (ci siamo capiti!) e la carta igenica, nient’altro! Un gabinetto intasato è una spiacevole sorpresa sia per i frequentatori della capanna, sia per lo sfortunato gestore. Inoltre, i servizi igienici e l’acqua corrente nelle capanne alpine sono un piacevole comfort, ma usano risorse ed hanno un’impatto ambientale significativo. Cerchiamo di ridurlo. Dalle capanne non partono i tubi della fognatura che arrivano al depuratore, ma ci sono fosse settiche. Queste fosse o pozzi perdenti “perdono” i liquidi, ma trattengono tutto il resto. Limitare la quantità di acqua consumata e sapere che il gabinetto non è una pattumiera ha ancora più senso in alta quota! Quello che buttate nella tazza, se non si decompone, finirà per intasare il pozzo perdente e rappresenterà dei costi, oltre che un inquinamento. In alta quota l’acqua è spesso risorsa rara. Pensateci bene quando fate la doccia o vi lavate e vi scoprirete orgogliosi di esser stati parsimoniosi consumando solo il minimo di acqua e di sapone necessari. Certo, perchè sapone e shampoo vanno a finire nel pozzo perdente e si disperderanno nell’ambiente circostante. - **…preparare uno zaino “furbo”** Uno zaino leggero che contenga solo le cose indispensabili è la miglior soluzione. Se evitate inutili imballaggi o oggetti pesanti come bottiglie di vetro o grossi contenitori di plastica, evitate peso e tanta fatica inutile! In ogni caso gli imballaggi pieni che avete messo nello zaino alla partenza, ritroveranno il loro stesso posto per essere riportati vuoti a casa. **Magari trovate pure un piccolo spazio ed un sacchetto di plastica per raccogliere i rifiuti abbandonati da escursionisti poco rispettosi o distratti che hanno lasciato tracce del loro passaggio!** - **… prestazioni da veri campioni** Un bel giro in montagna, pedalando, correndo, camminando è anche una bella impresa sportiva. Una prestazione da veri campioni lascia dietro di sé il ricordo dell’impresa, mai i rifiuti! **I veri campioni rispettano la montagna e la natura!** *Fonte: testi tratti da www.montagnepulite.ch* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, regole di montagna, regole in rifugio --- ### [Casa dell'alpino A.N.A.](https://www.montagnenostre.net/rifugio-a-n-a-casa-dellalpino/) **Published:** Marzo 30, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **Situato in posizione panoramica con vista sulla val Grande e sulle cime del Monte Rosa che sbucano all’orizzonte. All’Alpe Prà (1303 m s.l.m.), frazione del Comune di Cossogno (VB), il rifugio è gestito dal Gruppo Alpini di Possaccio e si raggiunge in circa un’ora e mezza di cammino da Cicogna.** **DETTAGLI ITINERARIO** #### **E** – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande – Val Pogallo](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/val-grande-rifugi/) **Località di partenza:** Frazione Cicogna – Cossogno (VB) **Quota di partenza:** 732 m | **Dislivello:** 518 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da primo Maggio a fine Ottobre **Posti letto:** 15 posti **Gestione:** Associazione Nazionale Alpini – Sez.di INTRA **Tel.** +39 0323 53326 – +39 0323 571329 | **cell.** +39 339 2669347 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** A Cicogna, dalla piazzetta della chiesa, accanto alla bacheca informativa del **Parco Nazionale Val Grande**, s’imbocca un’ampia mulattiera che sale tra le case e, ad un bivio, procede sulla destra. Il percorso sale con regolari tornanti tra enormi castagni e vestigia di antichi terrazzamenti agricoli. Raggiunto la località “Roccolo”, pochi rustici affacciati sulla Val Pogallo, si prosegue fino ad uscire dal bosco e a gettare lo sguardo sulla bassa Val Grande. Tra rocce affioranti e cespugli di ginestre si arriva in prossimità dei prati abbandonati dell’alpe Prà (m 1250, ore 1,30). Lasciare la bella mulattiera lastricata e scendere a sinistra ai ruderi dell’alpeggio, dove in posizione aggettante sulla valle domina il masso coppellato. Ritornare alla mulattiera e salire fino al soprastante **Rifugio ANA “Casa dell’Alpino”** (apertura stagionale). Subito alle spalle del rifugio, proseguire addentrandosi in una faggeta, fino a raggiungere un intaglio nella roccia che permette il passaggio sul versante opposto della valle. Ancora un centinaio di metri e compare il pascolo abbandonato dell’alpe Leciuri (m 1311), con la lontana Pogallo che fa capolino dal fondo della valle. Tutt’intorno il panorama spazia dalla Cima della Laurasca al Monte Torrione, allo Zeda e alla Marona, per chiudersi alla Colma di Cossogno passando dal Pizzo Pernice. Da qui si può ritornare sui propri passi e ridiscendere a Cicogna dallo stesso sentiero dell’andata oppure proseguire compiendo un percorso ad anello, che passando da Pogallo, riporta a Cicogna lungo una bella mulattiera con scorci sul sottostante rio Pogallo. *Fonte: [parcovalgrande.it](http://www.parcovalgrande.it)* **TRAVERSATE** Sentiero Bove (Cicogna – Velina – Bignugno in 3 gg | difficoltà EE) **ESCURSIONI** Alpe Leciuri | Colma di Belmello | Cima Sasso [**VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GRANDE »**](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte_rifugi/val-grande-rifugi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Valle d'Ossola --- ### [Imagination: Tom Wallisch](https://www.montagnenostre.net/imagination-tom-wallisch/) **Published:** Febbraio 14, 2018 **Author:** Redazione **Content:** **“Imagination: Tom Wallisch”** è un corto di sci freestyle che ha come protagonista il celebre sciatore **Tom Wallisch**, ispirato a una pubblicità degli anni ’80 di **Chevrolet** con un bambino che immagina di essere uno sciatore muovendo le dita in auto in uno degli interminabili viaggi. Nel video, Tom interpreta le acrobazie immaginate dal bambino in versione sciistica, sciando in città come se fosse una pista da sci. **FREERIDE** / Canada 2017 / 5′ **REGIA:** David Mossop **PRODUTTORE:** Mitchell Scott **CASA DI PRODUZIONE:** Sherpas Cinema *Fonte: [The North Face – Youtube](https://www.youtube.com/channel/UCNfWDbERpf34FsSWIpqGD0Q)* **VEDI ANCHE:** [Saggio esplorativo straordinario: All.I.Can](http://www.montagnenostre.net/saggio-esplorativo-straordinario-all-i-can/) [Episodio 1: Tsirku, la terra di nessuno](http://www.montagnenostre.net/episodio-1-tsirku-la-terra-di-nessuno/) [The Unrideables – Alaska Range (Special Tour Edit)](http://www.montagnenostre.net/the-unrideables-alaska-range-special-tour-edit/) **Categorie:** Video **Tag:** Documentario, Sherpas Cinema, sport estremi, Video Montagna --- ### [Rifugio non custodito Enrico Falck](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-enrico-falck/) **Published:** Agosto 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio sorge a 2.005 m** su un terrazzo roccioso sopra la conca di Eita, immerso tra pini mughi e conifere. È circondato da vette come il **Sasso Maurigno** (3.062 m) e il **Sasso Calosso** (2.532 m), offrendo viste spettacolari sulla **Val Grosina orientale**. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Svizzera) **Valle:[Val Grosina (Val Viola)](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) Località di partenza:** Località Eita **Quota di partenza:** 1703 m| **Dislivello:** 300 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** da fine Giugno a fine Agosto previo ritiro chiavi CAI Tirano. **Posti letto:** 28 posti **Gestione:** CAI Sezione di Dervio **Tel.** +39 0341 850801 (Anna) | +39 0342 719966 (Strambini Battista) | +39 0342 701876 (Bar Sport Tirano) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 22/05/2006, 18:04 Duration: 00:00 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) — ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) — Distance: 5.22 km Il **rifugio Falck** è situato un paio di km oltre la località di Eita, in Valgrosina orientale, lungo la strada sterrata che porta in val Viola attraverso il passo di Verva. Esso può fungere anche da bivacco d’emergenza non attrezzato e si trova su una spianata nella sinistra orografica della vallata, immerso tra larici e pini mughi. Il rifugio e la valle sono dominati a Nord-Est dal **Sasso Maurigno** (m.3062), a Est dal **pizzo Coppetto** (m.3066), a Sud-Est dalle **cime di Redasco** e dal **matto di Redasco** ed infine a Ovest dal **Sasso Calosso** (m.2532). La strada che porta in Valgrosina s’imbocca nel centro di Grosio, seguendo le indicazioni per Ravoledo e Fusino. La strada risale prima il pendio con alcuni ampi e panoramici tornanti oltrepassando l’abitato di Ravoledo fino a giungere in località San Giacomo (5km). Qui la strada piega decisa verso Nord addentrandosi in Valgrosina fino a giungere in località Fusino (8km, m.1203) dove terremo la strada principale ignorando la strada asfaltata che a sinistra porta in Valgrosina Occidentale. Dopo un paio di km oltrepassiamo il ponte sul Roasco e ci portiamo sul lato opposto della valle (destra orografica), risalendo con pendenze alterne e alcuni stretti tornanti sempre tenendo la strada principale fino a giungere in località Eita (15.5km, m.1703), dove è possibile parcheggiare l’auto. Da qui risulta già visibile un paio di Km a Nord, apparentemente ai piedi del Sasso Maurigno, il rifugio Falck, che è facilmente raggiungibile (40′ a piedi) seguendo la strada sterrata e ben segnalata che risale la destra orografica della valle. Dopo aver percorso la strada per un paio di km il rifugio diventa ben visibile poco più in basso sul lato opposto della valle. Dopo pochi metri una strada sterrata si stacca sulla destra e ci porta in discesa al ponte che attraversa il Rio di Verva e ci conduce velocemente al rifugio. Proseguendo invece lungo la strada, senza prendere la deviazione a destra, è possibile raggiungere in pochi minuti il bellissimo laghetto delle Acque Sparse, che deve il suo nome e la sua forma insolita al fatto di essere formato dalla confluenza di più corsi d’acqua. Proseguendo ulteriormente è possibile arrivare (2h da Eita) fino al passo di Verva (m.2301) e da qui scendere fino in val Viola. I più avventurosi possono ovviare al ritorno per la stessa strada prendendo un sentiero che dal rifugio ci riporta in meno di un ora alla macchina, tenendosi sul lato opposto della valle rispetto all’andata (sinistra orografica). Il sentiero percorre il lato orientale della valle e passa per le baite di Cassavrolo (m.1925) che sorgono su di una piana, poco sopra l’imbocco della vallata che porta fino al passo di Zandila (m.2762), da cui è possibile scendere in Valdisotto. Il sentiero proposto si prende portandosi dal rifugio verso Est, risalendo leggermente il pendio e portandosi contemporaneamente verso valle. Esso nella prima parte non è ben segnato e comporta anche l’attraversamento di una zona umida in cui bisognerà far attenzione a non bagnarsi troppo i piedi in caso di abbondanti pioggie o neve in scioglimento. Tuttavia in pochi minuti le baite e il pianoro di Cassavrolo diverranno visibili e da qui una strada sterrata ci condurrà praticamente fino a Eita. Per chi volesse effettuare un’escursione più consistente, senza dover salire verso il passo Verva o percorrere qualche sentiero laterale della valle, è possibile raggiungere, in un paio d’ore, il rifugio Falck partendo direttamente dal ponte sul Roasco. Il ponte lo incontriamo, come detto sopra, un paio di km oltre Fusino e qui è possibile parcheggiare l’auto proseguendo per la mulattiera che, senza oltrepassare il Roasco, risale la vallata tenendosi quindi sulla sinistra orografica, nel lato Orientale della valle. Questa mulattiera oltrepassa alcuni gruppi di malghe (Piatta, Pugnalto, Veradura) e con pendenze alterne risale via via la valle tra zone boschive e zone prative fino a passare oltre le belle cascate della Pirla. Poco oltre superato un tornante e lasciato a destra il percorso principale che risale il pendio verso valle fino alle **[Baite Redasco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-redasco/)**, imbocchiamo il percorso proposto sopra come alternativa di ritorno dal rifugio Falck. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/rifugio_falck_val_grosina/rifugio_falck_val_grosina.html) | Autore: G. Meneghello* **ELEMENTI DI INTERESSE** Sasso Maurigno | Lago delle Acque Sparse **TRAVERSATE** Val Viola Bormina | Passo di Verva **ALPINISMO** Cima di Piazzi [VEDI TUTTI I »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valgrosina-rifugi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Svizzera, Val Grosina, Val Viola --- ### [Rifugio Cesare Benigni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-benigni/) **Published:** Luglio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il rifugio Cesare Benigni si trova a 2222 m. nel Parco delle Orobie Bergamasche ed è sito all’inizio di un piccolo altopiano che partendo dal lago Piazzotti si protende tra la val Salmurano e la val Tronella, proprio sul confine tra le province di Bergamo e Sondrio. Tra rocce, pratini, pozze d’acqua e stambecchi si gode di una vista grandiosa che spazia dalle vette del gruppo Masino-Bregaglia, al Disgrazia, alla Valmalenco, fino ad abbracciare tutte le Orobie e raggiungere la pianura.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Orobie bergamasche (Italia) **Valle:** [ Val Gerola – Val Brembana](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-benigni/) **Località di partenza:** Rifugio Salmurano **Quota di partenza:** 1848 m | **Dislivello:** 750 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 2 giugno al 10 giugno: festivi e prefestivi – dal 16 giugno **Posti letto:** 20 posti (8 posti letto nel periodo invernale) **Gestione:** CAI Sez. Alta Val Brembana | Custode: Elisa Rodeghiero **Tel.** +39 0345 89033 | **Cell.** +39 340 7714820 – +39 333 8653719 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 21/08/2010, 15:41 Duration: 01:43:38 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 463 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 1143 m Distance: 4.69 km Il **rifugio Benigni** è adagiato nella stupenda conca del **Lago Piazzotti**; lo sguarda spazia verso Nord alle maestose cime della Val Masino ove è ben distinguibile la mole del Monte Disgrazia e verso Sud alle montagne della **Val Brembana**. 1- E' raggiungibile dal rifugio Salmurano, al quale rimandiamo per l'itinerario sin lì. Da quest'ultimo (arrivo della seggiovia) si percorre il "Pianone" fino all'estremità della valletta ove notiamo una piccola casetta dove termina l'impianto di risalita. Qui si devia a destra per il sentiero che a mezza costa, tra caratteristici rododendri, raggiunge il Passo Salmurano (m. 2017). E' possibile arrivare sin qui anche seguendo un evidente sentiero che risale la sponda destra del "Pianone" e che appena prima del Passo si congiunge al primo descritto. Non possiamo sicuramente sbagliare strada ma per i più sbadati facciamo notare che basta tenere come punto di riferimento un grande palo dell'alta tensione a pochi metri dal Passo o una madonnina su di esso adagiata. Qui si procede (segnavia gialli o bandiere rosso-bianco) perdendo lievemente quota puntando verso destra e costeggiando un crinale sino a giungere in breve ai piedi di una ripida canalina, zona nella quale tra l'alto sorge un bivio. Occorre risalire sulla destra il ripido tratto che porta in circa 30 minuti alla conca ove sorge il rifugio ed il limitrofo lago. Si faccia molta attenzione sia alla salita che alla discesa dal canale in quanto presenta in alcuni punti notevoli difficoltà per i meno allenati o per chi frequenta poco la montagna (clicca qui per vedere il tracciato dal passo al rifugio). Tempo di percorrenza ore 1.00 - 1.30 dal Rifugio Salmurano, un'ora in più partendo da Pescegallo. 2- Un secondo itinerario che parte da Pescegallo (m.1454) è, seppur meno breve, sicuramente più suggestivo e panoramico al cospetto di cime e laghi della zona, quest'ultimi senz'altro fattore caratteristico dominante in Val Gerola: non a caso il nostro sentiero è denominato "anello dei laghi". Lasciata l'auto nell'ampio parcheggio della nuova seggiovia ci dirigiamo verso destra passando oltre la stazione dell'impianto di risalita. Un sentiero ben visibile si dirige a mezzacosta verso il limitare del bosco, dove comincia ben presto a salire. Quando ne usciamo fuori siamo in prossimità della località "Il Dosetto": già qui incontriamo una prima deviazione che sale al rifugio, lungo un percorso che però presenta alcune difficoltà alpinistiche. Procediamo invece per il nostro sentiero sino a sbucare in un'ampia conca erbosa in Valle di Tronella, al centro della quale attraversiamo il torrente che la percorre. Proseguiamo e ben presto risaliamo una ripida valletta sospesa al culmine della quale si diparte verso destra un comodo sentiero. [![](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/rif_Benigni1-1024x548.jpg)](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/rif_Benigni1.jpg)Rifugio Cesare BenigniNotiamo che sotto i nostri piedi scorre un canale di gronda. Aggirato verso Nord il Pizzo di Mezzodì siamo ad un alpeggio con alcune baite che traversiamo sino ad immetterci in una stradetta. Questa, sospesa lungo il versante sinistro idrografico della Valle della Pietra ci conduce in breve ad un primo grande bacino: la diga di Trona (m.1805). Ma questo lago non andiamo a scrutarlo da vicino, ci teniamo infatti più in alto e proseguiamo tenendoci sulla sinistra, siamo entrati ora in Valle di Trona. Costeggiato il Pizzo Tronella ed oltrepassato lo splendido Lago Zancone (m.1856) siamo in breve al bivio che porta al Lago Rotondo; lo ignoriamo però e risaliamo i detriti sino a congiungerci al sentiero che sale dal versante bergamasco. Qui il tracciato si fa evidente, ci guida presto al rifugio dopo aver valicato la Bocchetta di Val Pianella (m.2224). Tempo di percorrenza ore 2.30. 3- Ultimo itinerario è quello che risale la Val Salmurano da Cusio o da Ornica (sentiero 107) in provincia di Bergamo. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alpi_orobie_valtellinesi/rifugio_benigni_valgerola_brembana/rifugio_benigni_valgerola_brembana.html) - Autore: R. Moiola* **ESCURSIONI** Giro dei Laghi del Bitto | Anello fino al Passo San Marco **TRAVERSATE** [Rifugio F.a.l.c.](http://www.montagnenostre.net/rifugio-falc/) | [Rifugio Salmurano](http://www.montagnenostre.net/rifugio-salmurano/) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Bitto, Orobie Valtellinesi, Val Brembana, Val Gerola --- ### [Rifugio Salmurano](https://www.montagnenostre.net/rifugio-salmurano/) **Published:** Luglio 31, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Il Rifugio Salmurano è una meta ideale per chi cerca un rifugio alpino autentico, facilmente accessibile e immerso nella natura incontaminata delle Alpi Orobie Valtellinesi in Val Gerola. Situato in Val Gerola, nello stupendo anfiteatro del “”Pianone di Pescegallo”” a quota 1848 metri. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Orobie Valtellinesi (Italia) **Valle:[ Val Gerola](http://www.montagnenostre.net/rifugio-salmurano/) Località di partenza:** Pescegallo **Quota di partenza:** 1460 m | **Dislivello:** 388 m | **Tempo di percorrenza:** 45 minuti **Periodo di Apertura:** Da metà Maggio a metà Ottobre (consigliata prenotazione almeno nelle mezze stagioni, la data può variare a seconda della meteo) e dal 1 dicembre a fine aprile **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** Carlo Mazzoleni **Tel.** +39 349 1137896 (rifugio) – +39 335 1619279 (gestore) **E-mail:** **Sito ufficiale:** [www.rifugiosalmurano.com](http://www.rifugiosalmurano.com) **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Time: 29/06/2012, 16:26 Duration: 29:39 Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 428 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 28 m Distance: 2.69 km Il Rifugio Salmurano si trova in Val Gerola a m. 1848 nello stupendo anfiteatro del "Pianone di Pescegallo" nel cuore del Parco delle Orobie Valtellinesi. **Pescegallo è la stazione sciistica più vicina a Milano**, dista infatti soli 130 Km. dal capoluogo lombardo e si raggiunge (lasciato Morbegno) percorrendo la comoda provinciale 7 per circa 20 Km. Essendo il rifugio situato sulle piste da sci l'apertura avviene in concomitanza con l'inizio della stagione sciistica (solitamente da inizio dicembre a inizio maggio). In estate invece il rifugio è aperto da metà giugno a metà settembre. In questo periodo il rifugio è raggiungibile a piedi in 45 minuti partendo dal parcheggio della nuova seggiovia, l'arrivo della quale dista 30 metri dal rifugio, l'impianto di risalita funziona tutti i week-end di luglio e settembre e tutti i giorni nel mese di agosto. Il rifugio è un ottimo punto di partenza per innumerevoli escursioni accessibili a tutti, il giro dei laghi della Valgerola, ascensione al Pizzo dei Tre Signori, al Pizzo Trona, al Passo S. Marco. Durante queste escursioni è facile l'incontro con la fauna tipica del Parco delle Orobie Valtellinesi (marmotte, caprioli, camosci, stambecchi, aquile reali……..). Si può inoltre assistere alla mungitura delle mucche e delle capre ed alla lavorazione del latte dal quale si ricava il famoso e rinomato formaggio Bitto tipico di questa valle. E' altresì possibile per gli **appassionati di arrampicata** effettuare ascensioni di varie difficoltà sulle placche dei "Denti della Vecchia" situate sull'imponente Rocca di Pescegallo che si trova a circa 15 minuti dal rifugio. Per i bambini e principianti è stata recentemente attrezzata una palestra di roccia in Val Tronella che dista circa 10 minuti dal rifugio. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alpi_orobie_valtellinesi/rifugio_salmurano_valgerola/rifugio_salmurano_valgerola.html) - Autore: R. Moiola* **ELEMENTI DI INTERESSE** Palestre di roccia "DENTI DELLA VECCHIA" e "VAL TRONELLA" **ESCURSIONI** [Rifugio Cesare Benigni](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-benigni/) | Cà S. Marco [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Orobie Valtellinesi, Val Gerola --- ### [Rifugio Falc](https://www.montagnenostre.net/rifugio-falc/) **Published:** Settembre 8, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio F.A.L.C. (2120 m.) è situato alla Bocchetta di Varrone, sopra il Lago d’Inferno, a 434 metri dalla vetta del sovrastante Pizzo dei Tre Signori. Siamo sulle Alpi Orobie al confine tra la Valtellina e la Valsassina. Il nome del Pizzo deriva dal fatto che qui era posto il confine tra lo Stato di Milano, la Repubblica di Venezia e i Grigioni. F.A.L.C. è l’acronimo di Ferant Alpes Laetitiam Cordibus (= le Alpi portino letizia ai cuori).** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Orobie (Italia) **Valle:[ Val Gerola](http://www.montagnenostre.net/rifugio-falc/) Località di partenza:** Loc. Pescegallo **Quota di partenza:** 1460 m | **Dislivello:** 660 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 15 minuti **Periodo di Apertura:** dal 15 giugno al 15 settembre, nei weekend primaverili ed autunnali in base all’innevamento **Posti letto:** 30/40 posti **Gestione:** Società Alpinistica F.A.L.C. | Gestore: Elisa Cielok **Tel. rifugio** +39 331 7884452 | **Tel. prenotazione** +39 331 7884452 – 328 3432751 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** **Da Premana (mt.770)** Partenza dal paese o presso la zona industriale di Premana dopo aver lasciato l’auto nei parcheggi limitrofi. In questo secondo caso, giunti ad un piccolo ponte, lo si attraversa ed immediatamente si svolta a sinistra in una carrareccia. Si sale seguendola e si passa per la località Forni (1h) per poi giungere all’imbocco di Varrone di “testata” all’Alta Valvarrone e quindi appena sotto al Rifugio Casera Vecchia di Varrone (mt. 1672) dove si arriva, costeggiando il torrente Varrone, in circa 1h20 dai Forni. Si segue ancora per 10 minuti e, abbandonato il torrente, si continua verso sinistra sulla carrareccia caratterizzata da numerosi tornanti fino alla Baitella di Tronella (la carrareccia era sentiero fino a poco tempo fa e in certi punti se ne individuano ancora dei tratti). Terminata la carrareccia si procede su sentiero piuttosto ripido per altri 45 min. fino a dove riappare il torrente Varrone. Quindi, lasciando sulla sinistra il sentiero per la Bocchetta di Trona e sulla destra quello che conduce al Rifugio Santa Rita, si arriva al Rifugio Falc in circa 30 min. (circa ore 3 e ½). **Da Laveggiolo (mt. 1471)** Alla fine del paese di Gerola Alta svoltare a destra per Laveggiolo (strada in parte non asfaltata). Arrivati alla stanga parcheggiare nel piccolo posteggio e proseguire per la strada chiusa al traffico. Deviare su sentiero discretamente ripido al bivio segnalato dopo circa 20 minuti entrando così nel bosco. Salire seguendo la i segnavia G.V.O. All’uscita del bosco il sentiero spiana e porta fino al rifugio Trona Soliva (mt. 1907). Imboccare la traccia che sale sui pascoli e che guadagna lentamente quota. Raggiunta una baita svoltare a sinistra lasciando il sentiero che sale ripido verso la bocchetta di Trona. Il traverso porterà in breve al di sopra della diga del lago di Inferno e quindi al rifugio F.A.L.C. E’ possibile effettuare una variante salendo alla bocchetta di Trona, aggirando da destra la cresta con la fortificazione della Linea Cadorna per proseguire lungo un sentiero su grossi massi attrezzato con catene di sicurezza. (circa ore 2 e ½). **Da Gerola (mt. 1087)** Dopo il paese di Gerola s’incontra sulla destra la centrale e la funivia di servizio dell’ENEL con un piccolo parcheggio. Imboccare la mulattiera della Valle della Pietra (cartello per Trona Soliva segnavia 118) che sale sulla sinistra del torrente (destra idrografica). Raggiunto il ponte attraversarlo e proseguire lungo la sponda opposta del torrente. Al termine del tratto di fondovalle nei pressi di un traliccio elettrico si incontra un bivio. Prendere a sinistra, segnavia 147, (a destra per il rifugio di Trona Soliva) e salire per diversi ripidi tornanti. Attraversato l’alveo del torrente si prosegue fino alla base della diga di Trona. Risalire la scalinata che porta alla cima della diga. Attraversata la diga, proseguire lungo il sentiero che in circa 30 minuti porta sotto la diga del lago d’Inferno. Giunti alla base della diga risalire la scalinata ed in pochi minuti si raggiunge il rifugio. Dopo la diga di Trona si incontra una variante denominata “direttissima” che si stacca sulla sinistra e sale per un ripido sentiero su ghiaione e porta al di sopra della diga del lago d’Inferno. I sentieri si ricongiungono a monte della diga. (circa ore 3 e ½). **Da Pescegallo (mt. 1454)** In fondo al piazzale della funivia (superarla lasciandola sulla sinistra) parte un buon sentiero (segnavia 148) che entrato nel bosco guadagna quota fino a raggiungere una piccola baita. Lasciata a sinistra la deviazione per il rifugio Benigni si prosegue attraversando la Val Tronella. Si risale a tornanti un brullo pendio per poi piegare a destra e raggiungere in piano il bel pascolo del Pich (mt. 1835). Si prosegue verso sinistra su comoda mulattiera e si entra nella Valle della Pietra. Arrivati ad un bivio si lascia a sinistra il sentiero per il lago Rotondo prendendo a destra il sentiero che con una breve discesa porta alla diga del lago di Trona. Attraversata la diga, proseguire lungo il sentiero che in circa 30 minuti porta sotto la diga del lago d’Inferno. Giunti alla base della diga risalire la scalinata ed in pochi minuti si raggiunge il rifugio. Dopo la diga di Trona si incontra una variante denominata “direttissima” che si stacca sulla sinistra e sale per un ripido sentiero su ghiaione e porta al di sopra della diga del lago d’Inferno. I sentieri si ricongiungono a monte della diga. (circa ore 3) **Da Introbio (mt. 588)** Appena superato il centro di Introbio si stacca sulla destra la carrozzabile che porta in Val Biandino. Si incontra una stanga dove si può parcheggiare l’auto.Salire lungo i tornanti lasciando sulla destra il sentiero per il rifugio Buzzoni. La carrozzabile prosegue pianeggiante fino al “monumento del partigiano” nei pressi del primo ponte. Attraversato il torrente prendere il sentiero a destra che poco dopo, nei pressi di un piccolo ponte di legno, piega a sinistra su un’antica mulattiera che si reimmette più sopra nella strada carrozzabile. Poco dopo una grande fontana “Fonte di San Carlo” mt. 1020, s’incontra il Ponte dei Ladri che permette di ripassare sul versante opposto. (E’ possibile salire fin qui in auto e lasciarla nel piccolo parcheggio. La strada è sterrata ed in alcuni punti piuttosto sconnessa ed è consigliato l’uso di un’auto a quattro ruote motrici. Il percorso si accorcia di circa un’ora di cammino) Proseguire fino a raggiungere la Bocca di Biandino mt 1485. Da qui si prosegue lungo la mulattiera. Si giunge alla chiesa della Madonna della Neve mt. 1595 e si prende il sentiero che sale in diagonale verso sinistra seguendo le indicazioni per il Rifugio S. Rita mt. 1988. Prendere per un tratto il sentiero del Bitto che, lasciato alla destra il sentiero per la cresta di Piazzocco, con andamento quasi pianeggiante, attraversa la pietraia sul versante nord-ovest del pizzo Varrone fino ad incrociare un sentiero che si imbocca a destra per raggiungere, poco dopo, il rifugio. (circa ore 3 e ½) **Da Ornica (mt. 969)** Si parte all’inizio della Valle d’Inferno (segnavia 106) che si percorre tutta in salita costante ino alla Cima Fontane. Si sale ulteriormente su sentiero impegnativo fino alla Bocchetta d’Inferno cui si giunge in circa 2,30 ore. Il sentiero (segnavia 105) ridiscende verso il lago d’Inferno per costeggiarlo fino alla bocchetta di Varrone dove si arriva in circa 40 minuti. Si segue infine verso sinistra per arrivare al rifugio in pochi minuti. (circa ore 3 e ½) **Dai Piani di Bobbio (mt. 1662)** Dall’arrivo della funivia si prende il Sentiero delle Orobie Occidentali (segnavia 38-101). Per modeste pendenze si supera il Passo del Cedrino e, arrivati al Passo del Gandazzo, si prosegue lasciando sulla sinistra la deviazione per il rifugio Buzzoni. Il sentiero sale con ripida pendenza fino allo Zucco del Corvo (mt.1980) per poi superare il Passo del Toro. Da qui il sentiero prosegue più o meno pianeggiante fino alla Bocchetta di Foppabona (mt. 1991) per ridiscendere dolcemente a mezzacosta e giungere in breve al rifugio Grassi (mt. 1987). Si percorre la cresta in direzione del Pizzo dei Tre Signori (Sentiero dei Solivi) e si prosegue lungo il Pian delle Parole per giungere alla Bocchetta Alta (mt. 2234). Prendere a sinistra per il sentiero del Cardinale con bella vista sul lago di Sasso. Arrivati alla bocchetta di Piazzocco (mt. 2252) si scende sulla destra ed in breve si giunge al rifugio.(circa ore 4) *Fonte: [rifugiofalc.it](http://www.rifugiofalc.it)* **ESCURSIONI** Giro dei Laghi | Lago d’Inferno | Lago Rotondo | Lago Zancone **TRAVERSATE** Rifugio Grassi | [Rifugio Benigni](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-benigni/) **ASCENSIONI** Pizzo Tre Signori | Pizzo di Trona [](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/)[VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Orobie Valtellinesi, Pizzo Tre Signori, Val Gerola, Valli del Bitto --- ### [Rifugio della Corte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-della-corte/) **Published:** Settembre 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Nel cuore della splendida **Val Gerola**, in provincia di Sondrio, sorge il **Rifugio della Corte**, un rifugio alpino che unisce il fascino della montagna con l’accoglienza calorosa tipica della Valtellina. Situato a 1.250 metri di altitudine, immerso nei boschi di abeti e larici, il rifugio è il punto di partenza ideale per escursioni, ciaspolate e giornate di puro relax in mezzo alla natura. ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### T – Itinerario turistico **Gruppo Montuoso:** Orobie Valtellinesi (Italia) **Valle:[ Val Gerola](http://www.montagnenostre.net/rifugio-della-corte/) Località di partenza:** Strada carrozzabile Morbegno- Rasura-Corte **Quota di partenza:** 1250 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Luglio e Agosto Aprile, Maggio, Giugno e Settembre tutti i giorni tranne il mardedì. Da Ottobre a Marzo nei week-end e festivi (feriali su prenotazione). **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** Corrado Morelli – Mara Cavallotto **Tel.** +39 393 3319129 | 338 8463479 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Ascent/Descent: ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-up.svg) 374 m ![](https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/show-fit-file/styles/images/trend-down.svg) 18 m Distance: 2.50 km *DIRETTAMENTE AL RIFUGIO* Il rifugio è situato presso la località Corte, in **Val Gerola**, nel comune di Cosio Valtellino. Si tratta di un antico riparo alpino con annessa cappella, opportunamente ristrutturato e molto accogliente. Per raggiungerlo imbocchiamo a Morbegno la statale 405 della Val Gerola; arrivati a Rasura, dopo 8 km di salita, prendiamo la nuova strada che si diparte sulla nostra destra alla fine dell'abitato, lasciando quindi sulla nostra sinistra la statale sin qui percorsa, che porterebbe altrimenti alla località di Gerola. Evitiamo con questa manovra di prendere la vecchia strada che sale al centro del paese. La incontreremo di nuovo dopo circa 1 km ed essa ci porterà verso la località Larice, salendo ripidamente, costeggiata da un fitto bosco. Ad un certo punto incontriamo una deviazione che sulla destra dobbiamo imboccare per dirigerci verso le località "Tagliate" e "Corte". La strada dapprima scende per alcune centinaia di metri, poi risale e traversa a mezza costa le scoscese alture del piccolo abitato di Mellarolo. Quest'ultimo tratto lascia già presagire al panorama di ampio respiro che ci accoglierà poi una volta giunti al rifugio, presso la località Corte. Il tutto non ha comportato nessuna fatica, avendo l'automobile fatto il viaggio per noi, lungo circa 15 km (30 minuti). D'estate non mancheranno le possibilità di escursioni. D'inverno, neve permettendo, è possibile raggiungere il rifugio partendo da Sacco, risalendo con gli sci d'alpinismo i prati che si allungano sopra il già citato abitato di Mellarolo. Una classica che consigliamo è la salita al Monte Olano (mt.1702) per poi tornare al rifugio per un ottimo pranzo con degustazione di prodotti tipici locali. E' altresì possibile noleggiare presso il rifugio comode racchette da neve per escursioni immersi nella rilassante natura di questa vallata delle Alpi orobiche valtellinesi. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alpi_orobie_valtellinesi/rifugio_della_corte_valgerola/rifugio_della_corte_valgerola.html) - Autore: R. Moiola* *OPPURE PRENDENDO PER IL SENTIERO DELLE OROBIE* Questo è un percorso tipo E - Itinerario Escursionistico. Il sentiero delle Orobie partiva in origine da Valcanale e toccava il rifugio Alpe Corte dopo una breve camminata. Con la proposta di variante “ad anello” ora si consiglia di cominciare il cammino dal centro di Ardesio e di immergersi gradualmente nell’ambiente montano. Dal Municipio (sede Pro Loco – quota 600 m circa ) si scende al fiume Serio e lo si attraversa in prossimità della centrale idroelettrica. Si inizia ora a salire seguendo per un breve tratto la strada asfaltata che porta alle frazioni di Cacciamali/Cerrete fino ad imboccare la stradina che porta alla Cappelletta degli Alpini. Dopo aver superato la Cappelletta si trova il tratto più ripido del sentiero che sale a quota 800 m circa fino ad incontrare una strada forestale. Da questo punto il percorso diventa pianeggiante ed entra nella Valcanale. Oltrepassato il torrente nei pressi di Albareti si segue il percorso didattico Acqualina che passa anche dalla vecchia segheria restaurata. Giunti a Valcanale (987 m) si segue via Alpe Corte fino al suo termine ove parte la strada forestale che conduce infine al rifugio omonimo (1415 m). *Fonte: http://geoportale.caibergamo.it/* **ESCURSIONI** Anello Alpe Tagliata **ASCENSIONI** Cima della Rosetta | Pizzo Olano | Pizzo dei Galli [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Orobie Valtellinesi, Val Gerola, Valli del Bitto, valtellina --- ### [Rifugio Alpe Piazza](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-piazza/) **Published:** Settembre 13, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il Rifugio Alpe Piazza è situato a 1830 m sotto il crinale che unisce il Monte Lago e il Monte Baitridana. Accoglie gli escursionisti che, dopo aver attraversato i suggestivi maggenghi di Scoccia, Corte Grassa, Corte Grande e Baitridana, arrivano all’Alpe Piazza, splendido alpeggio inserito nel Parco delle Orobie Valtellinesi.** ##### **DETTAGLI ITINERARIO** #### E – Itinerario escursionistico **Gruppo Montuoso:** Alpi Orobiche Valtellinesi(Italia) **Valle:[ Valle di Albaredo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-piazza/) Località di partenza:** Albaredo per San Marco **Quota di partenza:** 1350 m | **Dislivello:** 485 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da giugno a settembre e nei fine settimana **Gestione:** Cavalli Nadia **Tel. rifugio** +39 335 7085054 | **Tel. casa** +39 0342 616345 ##### **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Per accedere al rifugio si imbocca a Morbegno, dalla piazza dell’ospedale, la strada per il passo S. Marco. Qui possiamo azzerare il contachilometri e iniziare a salire per la **[valle del Bitto](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valli-del-bitto/)**. Questa valle prende il nome dal torrente che vi scorre ed è famosa anche per il gustoso formaggio che vi si produce, il bitto appunto. Superiamo Albaredo, ultimo centro della valle e arriviamo fino al chilometro 15,100, dove troviamo una stradina asfaltata che sale sulla sinistra e diversi cartelli indicatori per il **[rifugio Piazza](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-piazza/)** e il [**bivacco Legui**.](https://www.montagnenostre.net/bivacco-legui/) Le possibilità di parcheggio sono assai scarse, al limite si potrebbe retrocedere di circa 800 metri dove vi è ampio spazio all’interno di un tornante. Siamo a quota 1350. Iniziamo a salire lungo la stradina ma, fatti pochi metri, già la abbandoniamo per imboccare una evidente mulattiera sulla destra. Il percorso è ben segnalato con delle bandierine di colore rosso-bianco-rosso; basta seguirle sempre per non sbagliare. Ad ogni modo, da qui in poi diamo una descrizione dettagliata del cammino. Saliamo, dunque, nel bosco di faggi e pini silvestri e già ne usciamo alla prima curva a destra. Questo tratto è abbastanza ripido. Rasentiamo poi tre case e una fontana in località Scoccia (m.1450). Verso quota 1500 passiamo dalla Corte Grassa: anche qui troviamo una baita ed una fontana. Prendiamo a destra e, al successivo bivio, a sinistra, in salita. Successivamente (quota 1580) ci troviamo di fronte altre costruzioni, le raggiungiamo e le superiamo, lasciandole alla nostra sinistra. Il sentiero concede ora una tregua e percorriamo un tratto in piano. Oltre l’ultima casa, ad un bivio, prendiamo a sinistra in salita e troviamo un cartello che ci segnala che ci troviamo alla Corte Grande. Oltrepassata un’altra fontana, entriamo in un bosco di conifere. Quando ne usciamo (quota 1750), siamo in vista di altre baite. Troviamo l’indicazione per il rifugio e per il Monte Pisello e prendiamo il sentiero in salita. Tenendoci a monte delle baite, ad un bivio segnalato proseguiamo diritti, in piano. Un altro cartello ci indica che siamo a Baitridana, sul sentiero n. 3, della transumanza. Un ultimo tratto in lieve ascesa tra gli alberi ci conduce all’Alpe Piazza, dove troviamo il rifugio. Il tempo impiegato è di un’ora e mezza. Lungo tutto il percorso abbiamo incontrato in grande quantità ginestre, erica, mirtilli, funghi e insetti vari, quali farfalle, cavallette, cicale e.. ahimè, anche tafani, contro i quali è opportuno premunirsi con le apposite creme. Dal rifugio si gode di uno splendido il panorama sull’intera catena orobica. Segnaliamo anche un altro itinerario, che sale direttamente da Albaredo e passa per i Cornelli. In questo caso il dislivello è di circa 900 metri. La zona è molto frequentata d’inverno dagli amanti dello scialpinismo. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alpi_orobie_valtellinesi/rifugio_alpe_piazza_valle_di_albaredo/rifugio_alpe_piazza_valle_di_albaredo.html) – Autore: R. Moiola – D. Discacciati* **ESCURSIONI** [Bivacco Legüi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-legui/) | Laghetto Alpe Lago | Pozza Rossa | Monte Lago | Monte Pisello [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valli-del-bitto/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Albaredo, Bitto, Orobie Valtellinesi --- ### [Val Venosta: la destinazione perfetta per gli amanti della natura e della storia](https://www.montagnenostre.net/val-venosta/) **Published:** Settembre 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### **La Val Venosta** (in tedesco *Vinschgau*) è una vallata situata nella parte occidentale della provincia autonoma di Bolzano, nella regione Trentino-Alto Adige, nel nord Italia. È una delle valli più suggestive e affascinanti dell’Alto Adige, caratterizzata da una natura incontaminata, un patrimonio culturale ricco e una forte tradizione agricola. --- --- **GEOGRAFIA** La Val Venosta si estende lungo il fiume Adige, che la attraversa da nord a sud. La valle è delimitata a est dalle montagne che fanno parte della catena delle Alpi Venoste e a ovest dalle Alpi dell’Ötztal. Il paesaggio spazia dalle zone più verdi e fertile della valle inferiore, dove vengono coltivati principalmente frutteti, a paesaggi montani più selvaggi e alpini nelle zone superiori. **STORIA E CULTURA** La Val Venosta ha una storia millenaria, con tracce di insediamenti risalenti all’epoca romana. La valle è stata storicamente un importante crocevia commerciale grazie alla sua posizione lungo la via che collegava il nord Europa al Mediterraneo, attraverso il Passo Resia, che conduce alla Svizzera. La cultura locale è una fusione di influenze tedesche e italiane, tipica della regione, con una presenza di parlanti tedesco ancora significativa, sebbene l’italiano sia ampiamente diffuso. Un altro aspetto interessante della Val Venosta è la presenza di numerosi castelli medievali, chiese e monasteri che testimoniano la ricca storia religiosa e feudale della zona. La città di *Glorenza* (Glurns), una delle più piccole città murate d’Europa, è un ottimo esempio di tale patrimonio. **ECONOMIA** L’economia della Val Venosta è tradizionalmente legata all’agricoltura, con una particolare specializzazione nella coltivazione di mele, che rappresentano una delle eccellenze del territorio. La valle è famosa per le sue mele biologiche e di alta qualità, che vengono esportate in tutta Europa. Inoltre, la zona è nota anche per la produzione di ortaggi, uva, e per l’allevamento del bestiame. Oltre all’agricoltura, il turismo è un settore in forte crescita. La valle è infatti una meta ideale per gli amanti delle attività all’aria aperta: trekking, mountain bike, sci (in inverno, soprattutto nelle località sciistiche del Passo Resia) e passeggiate tra i paesaggi alpini sono molto praticati. Il ***Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto*** e il ***Parco Nazionale dello Stelvio*** sono due aree protette che attraggono molti turisti. **CLIMA** Il clima della Val Venosta è caratterizzato da un’ampia varietà, dovuta alla sua estensione e alla differenza di altitudine. Nella parte bassa della valle, il clima è continentale con estati calde e inverni freddi, mentre man mano che si sale di quota, il clima diventa più alpino, con estati fresche e inverni nevosi. **IN SINTESI** La Val Venosta è un luogo che unisce bellezze naturali, tradizioni agricole e un ricco patrimonio storico e culturale, rendendola una destinazione ideale sia per chi cerca relax che per chi è appassionato di attività outdoor. Ecco la lista di rifugi e bivacchi della Val Venosta che vedete qui sotto. **TUTTI I RIFUGI DELLA VAL VENOSTA** [Rifugio Martello](https://www.montagnenostre.net/rifugio-martello/) | [Rifugio Nino Corsi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-nino-corsi/) | [Rifugio Coston](https://www.montagnenostre.net/rifugio-coston/) | [Rifugio Forcola](https://www.montagnenostre.net/rifugio-forcola/) | [Rifugio J. Payer](https://www.montagnenostre.net/rifugio-j-payer/) | [Rifugio Serristori](https://www.montagnenostre.net/rifugio-serristori/) | [Rifugio Casati](https://www.montagnenostre.net/rifugio-casati/) | [Rifugio Oberettes](https://www.montagnenostre.net/rifugio-oberettes/) | [Rifugio Pio XI alla Palla Bianca](https://www.montagnenostre.net/rifugio-pio-xi-alla-palla-bianca/) | [Malga Mazia](https://www.montagnenostre.net/malga-mazia/) | [Malga Planol](https://www.montagnenostre.net/malga-planol/) | [Malga Brugger](https://www.montagnenostre.net/malga-brugger/) | [Malga Hofer Alpl](https://www.montagnenostre.net/malga-hofer-alpl/) | [Rifugio Sesvenna](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sesvenna/) | [Rifugio non custodito Lasa di Sopra Malga](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-lasa-di-sopra-malga/) | [Malga Slingia](https://www.montagnenostre.net/malga-slingia/) | [Malga di Glorenza](https://www.montagnenostre.net/malga-di-glorenza/) | [Malga Manzara di Proves](https://www.montagnenostre.net/malga-manzara-di-proves-steinbergl-alm/) | [Malga di Clusio](https://www.montagnenostre.net/malga-di-clusio/) | [Rifugio Borletti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-borletti/) | [Rifugio Tabaretta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tabaretta/) **TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL VENOSTA** [Bivacco Guido Lammer](https://www.montagnenostre.net/bivacco-guido-lammer/) **Categorie:** Valli **Tag:** alpi venoste, Gruppo Ortles, Trentino Alto Adige --- ### [Val Veny: Guida Completa alla Valle Incantata delle Alpi](https://www.montagnenostre.net/val-veny/) **Published:** Giugno 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### La **Val Veny** è una valle situata nelle **Alpi del Monte Bianco**, in **Valle d’Aosta**, una delle regioni montane più spettacolari e apprezzate per il turismo escursionistico e alpinistico. La valle è famosa per la sua bellezza naturale, la vista mozzafiato sul Monte Bianco e per essere un’importante porta d’ingresso verso alcuni dei paesaggi alpini più straordinari d’Europa. --- --- **CARATTERISTICHE GEOGRAFICHE E NATURALI** La Val Veny si trova a sud del comune di **Courmayeur**, in Valle d’Aosta, e si estende ai piedi del Monte Bianco, il più alto massiccio delle Alpi. La valle è piuttosto stretta e profonda, caratterizzata da fitti boschi, ampie praterie e imponenti pareti rocciose che si innalzano rapidamente verso le vette delle montagne circostanti. La valle è dominata dalla presenza maestosa del Monte Bianco e offre panorami spettacolari. Il principale corso d’acqua della valle è il fiume **Doire** che nasce dal ghiacciaio del Monte Bianco e attraversa la valle, contribuendo alla sua fertilità e bellezza naturale. L’accesso alla Val Veny avviene principalmente dalla località di Courmayeur, che è anche una meta molto frequentata per il turismo alpino. **NATURA E PAESAGGI** La Val Veny è un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura e delle escursioni. Tra le caratteristiche naturali più note, ci sono: - **Ghiacciai del Monte Bianco**: La valle si trova ai piedi di alcuni dei ghiacciai più imponenti delle Alpi, come il **Ghiacciaio del Miage**, che scende ripido dalle pendici del Monte Bianco. - **Lago Combal**: Uno dei luoghi più suggestivi della valle è il **Lago Combal**, un piccolo lago glaciale che si trova a circa 2.000 metri di altitudine. Le sue acque turchesi sono circondate da un paesaggio di montagna spettacolare e sono uno dei punti di arrivo di molte escursioni. - **Vegetazione**: La valle presenta una ricca vegetazione alpina, con boschi di conifere (abete rosso, larice) nella parte bassa e praterie alpine più in alto. Il paesaggio cambia rapidamente con l’altitudine, offrendo una grande varietà di ambienti naturali. **CULTURA** La Val Veny fa parte della regione della Valle d’Aosta, una zona a forte tradizione culturale e linguistica. La popolazione locale parla principalmente l’italiano e il francese, ma la lingua valdostana, un dialetto di origine francese, è anche molto diffusa. La regione è famosa per la sua gastronomia, che include piatti tipici come la **fonduta**, i **mocetta** (salumi di carne di montone o capra), e formaggi locali come il **fontina**. **IN SINTESI** La **Val Veny** è una valle alpina di straordinaria bellezza, un angolo di natura incontaminata ai piedi del Monte Bianco. È una meta perfetta per gli amanti delle montagne, offrendo escursioni panoramiche, rifugi accoglienti, e una ricca storia naturale e culturale. Grazie alla sua posizione privilegiata, la Val Veny è uno dei luoghi più affascinanti della Valle d’Aosta per chi cerca un’esperienza autentica nel cuore delle Alpi. Per facilitare l’escursionismo e la salita alle vette la valle è dotata di numerosi rifugi e bivacchi che vedete qui sotto. **TUTTI I RIFUGI DELLA VAL VENY** [Rifugio Monte Bianco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-bianco/) | [Rifugio Sella Quintino](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-sella-quintino/) | [Rifugio Elisabetta Soldini Montanaro](https://www.montagnenostre.net/rifugio-elisabetta-soldini-montanaro/) | [Rifugio Monzino Franco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-monzino-franco/) | [Rifugio Maison Veille](https://www.montagnenostre.net/rifugio-maison-veille/) | [Rifugio Francesco Gonella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-francesco-gonella/) | [Rifugio Durier](https://www.montagnenostre.net/rifugio-durier/) | [Cabane du Combal](https://www.montagnenostre.net/cabane-du-combal/) **TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL VENY** [Bivacco Lorenzo Borelli – Carlo Pivano](https://www.montagnenostre.net/bivacco-lorenzo-borelli-carlo-pivano/) | [Bivacco Adolfo Hess](https://www.montagnenostre.net/bivacco-adolfo-hess/) | [Bivacco Gino Rainetto](https://www.montagnenostre.net/bivacco-gino-rainetto/) | [Bivacco Brenva](https://www.montagnenostre.net/bivacco-brenva/) | [Bivacco Piero Craveri](https://www.montagnenostre.net/bivacco-piero-craveri/) | [Bivacco Marco Crippa](https://www.montagnenostre.net/bivacco-marco-crippa/) | [Bivacco Alberico-Borgna alla Fourche](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alberico-borgna-alla-fourche/) | [Bivacco Giuseppe Lampugnani](https://www.montagnenostre.net/bivacco-giuseppe-lampugnani/) **Categorie:** Valli **Tag:** Monte Bianco, Valle d'Aosta --- ### [Alla Scoperta delle Valli del Bitto in Lombardia](https://www.montagnenostre.net/valli-del-bitto/) **Published:** Settembre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Le **Valli del Bitto** sono un gruppo di valli situate nella regione delle Alpi Orobie, nel nord della Lombardia, in provincia di Sondrio. Esse si estendono principalmente nella zona del **Parco delle Orobie Valtellinesi**, un’area protetta di notevole interesse naturalistico e paesaggistico. --- --- **GEOGRAFIA E TERRITORIO** Le Valli del Bitto si compongono di diverse valli, tra cui le principali sono la **Valle del Bitto Superiore** e la **Valle del Bitto Inferiore**, che prendono il nome dal fiume Bitto che le attraversa. Le valli sono caratterizzate da un paesaggio montano spettacolare, con ripide pareti rocciose, pascoli alpini e boschi di conifere, che offrono numerosi sentieri per escursioni e trekking. **NATURA E BIODIVERSITA’** Il territorio delle Valli del Bitto è un ambiente ricco di biodiversità, con numerose specie di flora e fauna tipiche delle Alpi. Qui si trovano anche diverse aree di interesse ecologico, come i **prati da sfalcio** e le **radure boschive**, che ospitano specie di fiori e piante rare. Il paesaggio cambia notevolmente a seconda dell’altitudine: dai boschi di latifoglie a fondovalle alle praterie alpine e alle vette rocciose. **TRADIZIONI E CULTURA** Le Valli del Bitto sono anche conosciute per la loro tradizione pastorale, che affonda le radici nei secoli. La **produzione del Bitto**, un formaggio tipico delle valli, è uno degli aspetti culturali più importanti di questa regione. Il Bitto è un formaggio stagionato, prodotto con latte di mucca e capra, che prende il nome proprio dal fiume Bitto. È conosciuto per il suo sapore ricco e complesso ed è una delle eccellenze gastronomiche della Lombardia, tanto che nel 1996 ha ottenuto il riconoscimento come **DOP** (Denominazione di Origine Protetta). **COSA FARE NELLE VALLI DEL BITTO** Oggi le Valli del Bitto sono una meta ideale per gli amanti della natura, delle escursioni e delle attività all’aria aperta. I sentieri escursionistici e le vie ferrate permettono di esplorare il territorio, con panorami mozzafiato sulla catena delle Orobie e sulla Valtellina. L’inverno offre anche la possibilità di praticare sci alpinismo e ciaspolate. La zona è anche apprezzata per il turismo enogastronomico, grazie alla produzione del formaggio Bitto e ad altri prodotti tipici locali. In generale, le Valli del Bitto rappresentano un angolo incontaminato della Lombardia, dove la bellezza naturale e le tradizioni storiche si fondono armoniosamente, rendendo il luogo un’oasi di tranquillità e autenticità. Ecco la lista dei seguenti rifugi e bivacchi che vedete qui sotto. **TUTTI I RIFUGI DELLE VALLI DEL BITTO:** [Rifugio della Corte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-della-corte/) | [Rifugio Alpe Piazza](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-piazza/) | [Rifugio Salmurano](https://www.montagnenostre.net/rifugio-salmurano/) | [Rifugio Falc](https://www.montagnenostre.net/rifugio-falc/) | [Rifugio Trona Soliva](https://www.montagnenostre.net/rifugio-trona-soliva/) | [Rifugio Cesare Benigni](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-benigni/) | [Rifugio Alpe Lago](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-lago/) | [Rifugio Bar Bianco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bar-bianco/) | [Rifugio Ronchi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ronchi/) **TUTTI I BIVACCHI DELLE VALLI DEL BITTO:** [Bivacco Lègui](https://www.montagnenostre.net/bivacco-legui/) | [Bivacco Alpe Piazza](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-piazza/) **Categorie:** Valli **Tag:** Bitto, Orobie Valtellinesi, valtellina --- ### [Val di Livigno: La tua guida completa per scoprire la valle](https://www.montagnenostre.net/val-di-livigno/) **Published:** Marzo 3, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### La **Val di Livigno** è una delle valli più affascinanti e rinomate delle **Alpi Retiche**, situata nella **Lombardia**, nel nord Italia, al confine con la **Svizzera**. Conosciuta per il suo **paesaggio alpino mozzafiato**, la Val di Livigno è una meta ideale sia per gli amanti della natura che per gli appassionati di sport all’aria aperta, grazie alla sua offerta variegata che spazia dalle attività invernali come lo **sci** e le **ciaspolate**, fino alle escursioni estive e alle esperienze legate al turismo enogastronomico. --- --- **CARATTERISTICHE GEOGRAFICHE** La Val di Livigno si estende per circa 25 chilometri, con un’altitudine che varia dai **1.800** ai **3.000 metri** sopra il livello del mare. La valle è dominata dal paesaggio delle **Alpi Centrali**, circondata da cime che superano i **3.000 metri**, tra cui il **Monte della Neve** e il **Pizzo Tre Signori**. La sua posizione geografica la rende un angolo naturale dove l’incontro tra l’Italia e la Svizzera si riflette anche nel mix culturale e turistico. La Val di Livigno è caratterizzata da **ampie praterie alpine**, **boschi di conifere** e **ruscelli cristallini** che attraversano la valle, creando un paesaggio di straordinaria bellezza. La **flora** della valle è tipica delle Alpi, con numerose specie di piante alpine, fiori selvatici e vegetazione che cambia a seconda della stagione. In estate, le praterie si tingono di verde e sono ideali per le passeggiate all’aperto, mentre in inverno, le montagne si coprono di neve, trasformando la valle in un **paradiso invernale**. **ATTIVITA’ OUTDOOR IN INVERNO** La Val di Livigno è una delle destinazioni più famose in Italia per **sport invernali** e **turismo sulla neve**, con una vasta scelta di attività sia per principianti che per esperti. - **Sci Alpino e Snowboard**: Livigno è uno dei comprensori sciistici più estesi e frequentati delle Alpi, con circa **115 km di piste** da sci, ideali per tutte le difficoltà. Grazie alla sua posizione esposta al sole, la stagione sciistica dura generalmente da novembre ad aprile. - **Ciaspolate**: L’inverno è anche il momento perfetto per le **escursioni con le ciaspole**, con numerosi sentieri che attraversano boschi e distese innevate, offrendo panorami spettacolari e un’esperienza di connessione totale con la natura. - **Sci di Fondo**: Livigno offre anche una rete di **piste per lo sci di fondo** che si snodano attraverso il paesaggio innevato, ideali per gli amanti della disciplina. - **Snowkite e Freeride**: Per gli sportivi più esperti, Livigno offre anche aree per il **freeride** e per lo **snowkite**, un’attività invernale che abbina il kitesurf alla neve. **ATTIVITA’ OUTDOOR IN ESTATE** In estate, la Val di Livigno si trasforma in un paradiso per gli amanti della montagna e della natura, con attività che vanno dalle passeggiate rilassanti a escursioni più impegnative. - **Trekking e Escursionismo**: La valle offre numerosi sentieri per escursioni, che si snodano tra prati verdi, laghi alpini e cime maestose. Tra i percorsi più famosi ci sono il **Sentiero del Sole**, il **Sentiero della Pace** e il percorso che porta al **Lago di Livigno**. - **Mountain Bike**: Livigno è una destinazione molto apprezzata per il **mountain biking**, con oltre **150 km di sentieri** dedicati, che spaziano da percorsi facili per principianti a sentieri tecnici e adrenalinici per esperti. La zona è anche sede di eventi internazionali come il **Livigno Bike Festival**. - **Passeggiate a Cavallo**: Per chi cerca un’esperienza più tranquilla, ci sono anche escursioni a cavallo tra i paesaggi mozzafiato della valle. **IN SINTESI** La **Val di Livigno** è una delle perle delle **Alpi italiane**, una destinazione che riesce a coniugare la bellezza naturale con l’ampia offerta di attività outdoor per ogni stagione. Con il suo paesaggio mozzafiato, la tradizione culturale radicata e le numerose opportunità per lo sport, rappresenta un paradiso per chi ama la montagna e la natura. Che si tratti di sciare su piste impeccabili, fare trekking tra boschi e laghi o semplicemente godere della tranquillità del paesaggio, Livigno è una destinazione che lascia il segno. Ecco la lista di rifugi e bivacchi della Val di Livigno che vedete qui sotto. **TUTTI I RIFUGI DELLA VAL DI LIVIGNO** [Rifugio Cassana](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/rifugio-cassana/) | [Rifugio Solena](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/rifugio-solena/) | [Rifugio Monte Scale](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/rifugio-ristoro-monte-scale/) | [Rifugio San Giacomo](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/rifugio-ristoro-san-giacomo/) | [Rifugio Val Fraele](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/rifugio-ristoro-val-fraele/) | [Rifugio Tridentina](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/val-di-livigno-rifugi/rifugio-tridentina/) **TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL DI LIVIGNO** [Bivacco Biancadino](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/lombardia_bivacchi/val-di-livigno-bivacchi/bivacco-biancadino/) | [Bivacco Baitel del Mont](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/lombardia_bivacchi/val-di-livigno-bivacchi/bivacco-baitel-del-mont/) **Categorie:** Valli **Tag:** Bivacchi, Rifugi, Rifugi Montagna, Valli --- ### [Val Grosina: Escursioni, Trekking e Ciaspolate nelle Alpi Retiche](https://www.montagnenostre.net/val-grosina/) **Published:** Marzo 5, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### La **Val Grosina** è una valle situata nel cuore delle **Alpi Retiche** occidentali, in **Valtellina**, una delle regioni montane più conosciute e affascinanti della Lombardia, nel nord Italia. La valle è famosa per la sua natura incontaminata, la bellezza paesaggistica e la varietà di attività all’aperto che offre durante tutto l’anno. --- --- **CARATTERISTICHE GEOGRAFICHE E NATURALI** La Val Grosina si estende ai piedi del **Massiccio del Bernina**, una delle catene montuose più elevate delle Alpi, e si dirama dalla **Valtellina**, in particolare dalla zona di **Grosio**. La valle è attraversata dal fiume **Grosina**, che nasce dai ghiacciai del Monte Disgrazia e scorre lungo il suo corso tra boschi, prati e montagne. La valle è caratterizzata da un paesaggio alpino spettacolare, dove si alternano **boschi di conifere**, **prati verdi** e pendii rocciosi, fino a salire verso cime innevate. Inoltre è anche ricca di flora alpina, con piante tipiche delle Alpi, come fiori selvatici, arbusti di montagna e rare specie endemiche. **ATTIVITA’ OUTDOOR** **Escursionismo e Trekking**: La Val Grosina è un vero paradiso per gli amanti del trekking, con numerosi sentieri che permettono di esplorare la valle e le montagne circostanti. Tra le escursioni più popolari c’è il **Sentiero della Pace**, che percorre il fondovalle e le alture, offrendo viste mozzafiato sulle vette circostanti e sulla valle sottostante. **Mountain Bike**: La valle è anche un punto di riferimento per gli appassionati di mountain bike, con diversi percorsi che si snodano lungo i sentieri alpini. **Ciaspolate e Sci di Fondo**: Durante l’inverno, la Val Grosina diventa una meta ideale per gli amanti delle ciaspole e dello sci di fondo. I boschi innevati e i pendii offrono numerosi percorsi per escursioni con le ciaspole, mentre le piste di fondo sono perfette per una giornata all’insegna del relax sulla neve. **Alpinismo e Scialpinismo**: Per gli alpinisti esperti, la zona offre anche diverse opportunità di **scialpinismo** e **alpinismo classico**, con salite che conducono verso le vette più alte del Massiccio del Bernina, come il **Monte Disgrazia**. **STORIA E CULTURA** La Val Grosina è anche un luogo ricco di storia e cultura. La zona è stata abitata fin dai tempi antichi, come testimoniato dai numerosi **insediamenti storici**, **chiese** e **antiche baite** che punteggiano il paesaggio. **Grosio**: Il paese di Grosio, all’ingresso della valle, è famoso per il suo **Castello Visconti** e per le **incisioni rupestri** risalenti all’Età del Bronzo, patrimonio dell’umanità UNESCO. **Chiese e Tradizioni Locali**: Molti dei piccoli borghi della valle vantano chiese in stile romanico e barocco, e la cultura valtellinese è ancora ben radicata, con tradizioni locali che comprendono feste, sagre e mercati. **IN SINTESI** La Val Grosina è una destinazione ideale per chi cerca un’esperienza autentica nella natura alpina, lontano dalle mete più battute del turismo di massa. Con le sue montagne, i suoi sentieri, i suoi borghi pittoreschi e la sua storia ricca, rappresenta una delle gemme nascoste delle Alpi italiane, perfetta per escursioni, attività all’aria aperta e relax in un ambiente incontaminato. Se hai bisogno di ulteriori dettagli o di indicazioni per escursioni ai rifugi o bivacchi presenti nella valle, scoprili qui sotto: **TUTTI I RIFUGI DELLA VAL GROSINA** [Rifugio Schiazzera](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-schiazzera/) | [Rifugio Viola](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-viola/) | [Rifugio Alpe Campo](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-alpe-campo/) | [Rifugio Cros de](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/rif_CrosdelAlp.jpg)[ ](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-non-custodito-cros-de-lalp/)[l’Alp](https://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2014/08/rif_CrosdelAlp.jpg) | [Rifugio Eita](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-non-custodito-eita/) | [Rifugio Saoseo](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-saoseo/) | [Rifugio Federico in Dosdè](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-federico-in-dosde/) | [Rifugio E. Falk](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-non-custodito-enrico-falck/) | [Rifugio Malghera](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-malghera/) | [Rifugio Redasco](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-non-custodito-redasco/) | [Rifugio Passo d’Eira](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-passo-deira/) | [Rifugio Casina di Piana](https://www.montagnenostre.net/rifugi/lombardia/valgrosina-rifugi/rifugio-casina-di-piana/) **TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL GROSINA** [Bivacco Biancadino](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/lombardia_bivacchi/val-di-livigno-bivacchi/bivacco-biancadino/) | [Bivacco Capanna Dosdè](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/bivacco-capanna-dosde/) | [Bivacco Caldarini](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/bivacco-caldarini-angelo-e-seconda/) | [Bivacco Cantoni](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/bivacco-cantoni-maurilio/) | [Bivacco Ferrario Paolo](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/bivacco-ferrario-paolo/) | [Bivacco Strambini Duilio](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/bivacco-strambini-duilio/) | [Bivacco Salina](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/bivacco-salina/) **Categorie:** Valli **Tag:** Alpi Retiche, Alta Valtellina, Grosio, Orobie, Prealpi, Versante orobico --- ### [Val Ferret: Guida completa per escursioni in Valle d'Aosta](https://www.montagnenostre.net/val-ferret/) **Published:** Marzo 20, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Val Ferret è una pittoresca valle situata nella parte italiana del Monte Bianco, nelle Alpi Graie, nella regione della Valle d’Aosta. La valle è famosa per la sua bellezza naturale, le imponenti montagne, i paesaggi mozzafiato e la ricca biodiversità. --- --- **GEOGRAFIA** La Val Ferret è una vallata alpina situata in Valle d’Aosta, a nord della conca di Courmayeur. Si colloca ai piedi del massiccio del Monte Bianco e ne costituisce, insieme alla **[Val Veny](https://www.montagnenostre.net/valli/val-veny/)**, il suo limite geografico orientale. È attraversata dalla Doire de Ferret, affluente della Dora Baltea. Nella sua parte settentrionale è collegata alla Svizzera attraverso il Col Ferret (2.543 m). **PANORAMA** La valle offre una vista spettacolare sulla catena del **Monte Bianco** e altre vette alpine. I paesaggi sono dominati da alte cime, prati verdi e boschi lussureggianti, creando un ambiente ideale per escursioni e trekking. Percorrendo la valle, sulla sinistra, sfilano alcune delle più alte e maestose cime delle Alpi del Monte Bianco: **Dente del Gigante** – 4013 m (Gruppo di Rochefort) **Grandes Jorasses** – 4208 m (Gruppo delle Grandes Jorasses) **Aiguille de Leschaux** – 3759 m (Gruppo di Leschaux) **Aiguille de Talèfre** – 3730 m (Gruppo di Leschaux) **Aiguille de Triolet** – 3874 m (Gruppo di Triolet) **Mont Dolent** – 3819 m (Gruppo del Dolent). **ESCURSIONISMO E ALPINISMO** La Val Ferret è una meta ideale per gli appassionati di montagna. La valle è ben attrezzata con sentieri escursionistici che si adattano sia ai principianti che agli esperti. Tra i percorsi più conosciuti c’è il ***Tour del Monte Bianco***, un trekking che circonda la montagna più alta d’Europa. La valle è anche un buon punto di partenza per attività come l’alpinismo, il rafting e la mountain bike. **FLORA E FAUNA** La fauna della valle è tipica delle Alpi, con la presenza di cervi, stambecchi, marmotte, aquile e altre specie selvatiche. La flora è altrettanto ricca, con ampie distese di fiori alpini e boschi di conifere. **IN SINTESI** La Val Ferret è facilmente accessibile da Courmayeur tramite una strada panoramica che attraversa la valle. La zona è ben servita da strutture ricettive, ristoranti e rifugi, rendendola ideale per chi cerca una combinazione di avventura e relax in un ambiente naturale unico. In sintesi, la Val Ferret è una destinazione affascinante per chi cerca una fuga nella natura alpina, offrendo sia tranquillità che opportunità per attività outdoor, in tutte le stagioni. Ecco la lista di rifugi e bivacchi della Val Ferret che vedete qui sotto. **TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET** [Rifugio Bertone Giorgio](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-bertone-giorgio/) | [Rifugio Bonatti Walter](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-bonatti-walter/) | [Rifugio Cabane de L’A Neuve](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-cabane-de-la-neuve/) | [Rifugio Boccalatte](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-boccalatte-gabriele-e-piolti-mario/) | [Rifugio Elena](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-elena/) | [Rifugio ](http://www.montagnenostre.net/rifugio-dalmazzi-cesare/)[Dalmazzi](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-dalmazzi-cesare/)[ Cesare](http://www.montagnenostre.net/rifugio-dalmazzi-cesare/) | [Rifugio Cabane de Saleina](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-cabane-de-saleina-cas/) | [Rifugio Cabane du Trient](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-cabane-du-trient/) | [Rifugio Cabane ](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-dorny/)[d’Orny](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-cabane-dorny/) | [Rifugio Cabane De Bovinette](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-cabane-de-bovinette/) | [Rifugio Torino Nuovo](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-torino-nuovo/) | [Rifugio Chalet des Grands](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-chalet-des-grands-2/) | [Rifugio Torino Vecchio](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valferret-rifugi/rifugio-torino-vecchio/) **TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL FERRET** [Bivacco Fiorio Cesare](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/bivacco-fiorio-cesare/) | [Bivacco Comino Gianni](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/bivacco-comino-gianni/) | [Bivacco Canzio Ettore](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/bivacco-canzio-ettore/) | [Bivacco Jachia Mario](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/bivacco-jachia-mario/) | [Bivacco de l’Envers des Dorees](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/bivacco-de-lenvers-des-dorees/) | [Bivacco Dolent La Maye](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/bivacco-du-dolent-la-maye/) | [Bivacco Giusto Gervasutti al Fréboudze](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/bivacco-giusto-gervasutti-al-freboudze/) **Categorie:** Valli **Tag:** Grandes Jorasses, Monte Bianco, Valle d'Aosta --- ### [Scopri la Valle del Lys: una guida completa](https://www.montagnenostre.net/valle-di-lys/) **Published:** Marzo 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### La **Valle di Lys** (in piemontese **Val de Lys**) è una delle valli più affascinanti della regione montuosa del Piemonte, situata nella parte settentrionale della provincia di Aosta, in Italia. --- --- La valle si sviluppa lungo il torrente Lys, un affluente del fiume Dora Baltea, e si estende verso il Monte Rosa, la seconda vetta più alta d’Europa. Ecco una descrizione della valle, della sua geografia e delle principali caratteristiche: **POSIZIONE GEOGRAFICA** La Valle di Lys si trova nel **parco naturale del Mont Mars** e si inserisce tra la Valle d’Aosta e la Valsesia. Ha una forte connessione con la **Valle del Lys** che, a sua volta, è una delle valli laterali che si diramano dalla Dora Baltea. Il paese di riferimento, che ne segna l’ingresso, è **Gressoney-Saint-Jean**, da dove partono numerose escursioni e attività montane. **GEOGRAFIA E PAESAGGIO** La valle è dominata da un paesaggio alpino caratterizzato da **praterie alpine**, **boschi di conifere**, e **massi rocciosi**. La presenza di **cascate**, **lago di montagna**, e **ruscelli** che scendono dalle alte vette rendono il paesaggio particolarmente pittoresco. In particolare, il **Monte Rosa** è una presenza imponente che si staglia all’orizzonte, regalando panorami mozzafiato. La Valle di Lys è nota anche per la sua altitudine che aumenta progressivamente man mano che si sale verso il versante del Monte Rosa, con località a più di 1.600 metri di altitudine. La natura è intatta e selvaggia, ed è una delle valli più tranquille del Piemonte, ancora poco turistica rispetto ad altre valli più conosciute. Nell’alta valle lungo la linea di confine con la Svizzera si incontrano alcune delle vette più alte del massiccio del Monte Rosa: Castore (4.221 m) Lyskamm Occidentale (4.481 m) Lyskamm Orientale (4.527 m) Ludwigshöhe (4.342 m) Inoltre si trova: Testa Grigia – 3.315 m – lungo lo spartiacque con la val d’Ayas Monte Rothorn – 3.152 m – lungo lo spartiacque con la val d’Ayas Mont Néry – 3.075 m – lungo lo spartiacque con la val d’Ayas Corno Nero 4.322 m – lungo lo spartiacque con la Valsesia Balmenhorn 4.167 m – si erge a fianco del Corno Nero Piramide Vincent 4.215 m – lungo lo spartiacque con la Valsesia Corno Bianco – 3.320 m – lungo lo spartiacque con la Valsesia Monte Mars – 2.600 m – lungo lo spartiacque con la valle dell’Elvo **CULTURE WALSER E TRADIZIONI** La valle è abitata da una popolazione di origine **walser**, un gruppo etnico di lingua tedesca che si stabilì nelle Alpi occidentali a partire dal Medioevo. Le tradizioni **walser** sono ancora molto vive: le **abitazioni** in legno, le **chiese** con architettura tipica, le **feste locali** e la cucina caratteristica sono alcuni degli aspetti culturali che si possono incontrare. Tra i piatti tipici troviamo la **polenta concia**, formaggi locali come il **toma di Gressoney** e piatti a base di selvaggina. **ESCURSIONI E TREKKING** La Valle di Lys è un’ottima destinazione per gli appassionati di attività outdoor. Durante l’inverno, le montagne circostanti offrono **sport invernali** come lo sci, lo snowboarding, e le escursioni con le **ciaspole**. Le località di **Gressoney** sono collegate al comprensorio sciistico del **Monterosa Ski**, che permette di sciare a quote elevate. Durante l’estate, la valle è ideale per escursioni, trekking, alpinismo, mountain bike e attività legate alla natura. In particolare, il **rifugio Coda** è una meta popolare per gli escursionisti, così come la **Lago di Gabiet** e il **Lago di Croux** per gli amanti della natura incontaminata. In sintesi, la Valle di Lys è un luogo di straordinaria bellezza naturale, dove la cultura walser si fonde con le maestose montagne del Monte Rosa, offrendo un’ottima combinazione di tradizione, storia e opportunità per gli amanti delle attività all’aria aperta. **TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DI LYS** [Capanna G. Gnifetti](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/capanna-giovanni-gnifetti/) | [Rifugio Città di Vigevano](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugio-citta-di-vigevano/) | [Rifugio Quintino Sella](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugo-quintino-sella-al-felik/) | [Rifugio Città di Mantova](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugio-citta-di-mantova/) | [Rifugio del Gabiet](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugio-del-gabiet/) | [Rifugio del Lys](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugio-del-lys/) | [Rifugio Alpenzù](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugio-alpenzu/) | [](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugio-delfo-e-agostino-coda/)[Rifugio Delfo e Agostino Coda](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugio-delfo-e-agostino-coda/) | [Ex Rifugio Guglielmina](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugio-guglielmina/) | [Rifugio Monte Rosa Hütte](https://www.montagnenostre.net/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/rifugio-monte-rosa-hutte/) **TUTTI I BIVACCHI DELLA VALLE DI LYS** [Bivacco Crabun](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valledayas-bivacchi/bivacco-crabun/) | [Bivacco ](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-castaldi/)[Carlo](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valdigressoney-bivacchi/bivacco-carlo-castaldi/)[ Castaldi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-castaldi/) | [Bivacco Ulrich Lateltin](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valledayas-bivacchi/bivacco-ulrich-lateltin/) | [Bivacco Felice Giordano](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valdigressoney-bivacchi/bivacco-felice-giordano/) | [Bivacco Cravetto](https://www.montagnenostre.net/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valledayas-bivacchi/bivacco-cravetto/) **TI POTREBBE INTERESSARE QUESTO LIBRO** **Categorie:** Valli **Tag:** Gressoney, Monte Rosa, Valle d'Aosta --- ### [L'orientamento: come orientarsi con il muschio?](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-muschio/) **Published:** Maggio 3, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Nell’emisfero boreale il muschio prospera soprattutto sul lato Nord, perché è quello più umido. Per questo motivo se si usa il muschio per trovare la direzione, bisogna scoprire la causa dell’umidità. Dovremo cioè escludere tutti quei fattori che possono favorirne la crescita, ma che non possono fornire indicazioni sulla direzione. Prima di tutto dovremo considerare la pendenza: maggiore è la velocità con cui l’acqua defluisce da una superficie, minore è la possibilità che il muschio attecchisca. Secondariamente bisogna tenere conto della consistenza di una superficie: una corteccia ruvida può essere un freno per l’acqua che scorre verso terra sul tronco di un albero. Infine, non si devono prendere in considerazione i muschi che crescono al di sotto dei 60 cm da terra, in quanto il terreno conserva l’umidità. **Ricapitolando: se si vede su una parte ripida e levigata di un tronco a più di 60 cm dal terreno, probabilmente ciò è dovuto al fatto che quel lato è esposto a Nord.***Fonte: Testo tratto dal vocabolario dell’orientamento naturale dell’opuscolo “Mi sono perso” di Frate Indovino* **LEGGI ANCHE:**[L’orientamento:Come orientarsi in natura?](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-in-natura/)[L’orientamento: Come orientarsi con il sole?](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-sole/)[L’orientamento: Come trovare la tua latitudine?](http://www.montagnenostre.net/orientamento-come-trovare-la-tua-latitudine/) Alcuni articoli utili per l’orientamento: [ORIENTAMENTO](http://www.montagnenostre.net/?s=ORIENTAMENTO)[REGOLE MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=regole+montagna) **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, regole --- ### [Sicurezza in montagna: Se avvisti un incendio, cosa fare?](https://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-se-avvisti-un-incendio-cosa-fare/) **Published:** Dicembre 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Le regole di buonsenso consigliate dai Vigili del Fuoco in caso di un incendio: che cosa fare e che cosa non fare. #### Come agire in caso di incendio Chiamare immediatamente il Numero telefonico nazionale del **CORPO FORESTALE DELLO STATO 1515** o gli altri numeri di pronto intervento. #### Come prevenire gli incendi di bosco **Non gettare** mai mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi. **Non accendere** mai fuochi nel bosco, se non in aree a ciò destinate. **Non parcheggiare** mai l’auto sopra erba o foglie secche. **Non abbandonare** mai rifiuti nel bosco e/o fuori dalle regolari discariche. **Non bruciare** mai stoppie, paglia o altri residui agricoli vicino al bosco o ad altre aree incolte. #### In caso di avvistamento di un incendio **Avvisare** subito il Corpo forestale dello Stato, telefonando al numero 1515 o agli altri numeri di pronto intervento. **Segnalare il luogo** dove si scorge il fumo o si vedono le fiamme,comunicando località e Comune. Non riagganciare fino a che l’operatore non abbia dato conferma. **Non avere timore** a fornire il proprio nome, cognome e telefono; si tratta di informazioni riservate, che non saranno comunicate a estranei, necessarie a chiedervi ulteriori dettagli e a scoraggiare le chiamate di disturbo. Se possibile, fornire ulteriori informazioni: **Entità e descrizione del fumo** (colonna di fumo bianco leggero oppure colonna di fumo nero, colonna di fumo isolata oppure più colonne allineate). **Presenza di abitazioni**, elettrodotti, strade e ferrovie. **Tipo di vegetazione** e bosco: incolti, pascoli, pinete, querceti,macchia mediterranea, ecc. #### Comportamenti da tenere in caso di incendio **Assicurarsi una via di fuga**, considerando il percorso stradale in relazione alla direzione dell’incendio. **Non allontanarsi dal veicolo**, che garantisce una buona possibilità di sopravvivenza durante il passaggio del fuoco; fermare il veicolo in zone aperte e prive di vegetazione; mantenere le luci accese,chiudere i finestrini e le prese d’aria. **Non sostare** in zone sovrastanti l’incendio o sottovento. **Non fermarsi a osservare** l’incendio lungo la strada; se la strada è chiusa, non accodarsi ma tornare indietro. **Facilitare l’intervento** dei mezzi di soccorso, non ingombrando la strada con l’autovettura. **Non lasciar**e parti del corpo scoperte. **Non fuggire in preda al panico**; cercare un punto in cui sia possibile attraversare il fuoco e portarsi senza esitazione né ripensamenti sulla zona già bruciata. **Seguire sempre le indicazioni date** dal personale o dal Direttore delle Operazioni di Spegnimento (D.O.S.). #### Interventi possibili Intervenire su un incendio senza dispositivi di sicurezza né addestramento è pericoloso. Il Direttore delle operazioni di spegnimento e i suoi collaboratori allontaneranno dalla zona curiosi e “volontari occasionali”, o li destineranno a compiti di supporto logistico. I cittadini possono tuttavia impedire che un piccolo fuoco si trasformi in un incendio. **Solo in caso di un principio di incendio e solo se certi di avere una via di fuga** si può tentare di spegnerlo: Tenendo le spalle al vento, battere le fiamme con un ramo verde fino a soffocarle. Indicare alle squadre antincendio le strade o i sentieri che si conoscono. Mettere a disposizione riserve d’acqua e altre attrezzature. Non avvicinarsi mai al fuoco controvento e tener sempre presente che il vento può presentare improvvise e imprevedibili variazioni di direzione e di intensità. Se si ha a disposizione una pala, gettare terra sulla base delle fiamme. Non affrontare le fiamme da soli; in caso di malessere si deve essere soccorsi in tempo. Per bloccare il fuoco è importante togliere materiale combustibile dal suo percorso. Se un ricovero di bestiame è a rischio, aprire una via di fuga agli animali. Vigilare e presidiare le zone bruciate, spegnendo definitivamente ogni parte ancora fumante, poiché il fuoco può riprendere anche a distanza di tempo. **Articoli correlati:** [Polizia di Stato: regole di comportamento da tenere in pista](http://www.montagnenostre.net/polizia-di-stato-regole-di-comportamento-da-tenere-in-pista/) [Le 10 regole FIS per la sicurezza sulla neve](http://www.montagnenostre.net/le-10-regole-fis-per-la-sicurezza-sulla-neve/) [Montagne d’inverno: sulla neve in sicurezza](http://www.montagnenostre.net/montagne-dinverno-sulla-neve-in-sicurezza/) [Sicurezza in montagna: Che cos’è il Servizio Meteomont?](http://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-che-cose-il-servizio-meteomont/) #### I pericoli connessi all’incendio **Il fumo** fa perdere il senso dell’orientamento e il contatto con gli altri, irrita gli occhi e le vie respiratorie, può intossicare e far perdere i sensi, impedendo di mettersi in salvo. Il fumo è la prima causa di morte! **Gli alberi bruciati**, ma ancora in piedi, possono cadere improvvisamente, anche tempo dopo il passaggio del fuoco; segnalarne la presenza se sono vicini a vie di transito. **Il terreno** percorso dal fuoco è più instabile; se si cammina in aree bruciate, aumenta il rischio di rotolamento sassi e di cadute specie in caso di stanchezza, buio o panico. **La caduta di pietre**, anche di grandi dimensioni, di rami e di alberi non cessa una volta che le fiamme sono spente! Piogge cospicue e vento forte a raffiche possono far tornare il pericolo anche a mesi di distanza. **Il lancio d’acqua di un aereo** o elicottero può far cadere a terra una persona, spezzare rami o, se intercetta un elettrodotto, innescare una scarica a terra, con pericolo di folgorazione! Se non si riesce ad allontanarsi, mai farsi sorprendere in piedi o, peggio, in corsa dal lancio d’acqua; in caso, sdraiarsi a terra proteggendo il viso con le mani. **Manufatti rurali e discariche abusive** possono contenere sostanze infiammabili, tossiche o esplosive. L’incendio rende nervosi e quindi pericolosi anche gli animali più mansueti (cani, pecore, mucche, cavalli); anche vipere, vespe e calabroni diventano più aggressivi. **I cespugli** vengono tagliati per aprire varchi nella vegetazione; spesso rimangono pericolosi monconi con spigoli appuntiti, proprio nei punti di passaggio. **Elicotteri e autobotti** spesso lasciano sull’asfalto un velo di prodotto estinguente che rende il fondo scivoloso e può causare incidenti stradali. **Gettare acqua su accumuli di brace** può generare improvvise espansioni di vapore, con effetti simili a piccole esplosioni. #### Quando si è circondati dal fuoco **Mantenere la calma**. **Cercare una via di fuga** sicura: una strada o un corso d’acqua. Se non si trova nessuna via di fuga, spostarsi lungo il fronte del fuoco per cercare il punto di più facile attraversamento, quindi **attraversare il fronte** per raggiungere l’area già bruciata. Se non ci sono alternative, **stendersi a terra** dove non c’è vegetazione, bagnarsi o coprirsi di terra e prepararsi all’arrivo del fumo, respirando con un panno bagnato sulla bocca. **In spiaggia** raggrupparsi sull’arenile e immergersi in acqua. Non tentare di recuperare gli **effetti personali**. La vostra vita è più importante! **Non abbandonare la casa**, se non si è certi che la via di fuga sia aperta; sigillare (con carta adesiva e panni bagnati) porte e finestre e segnalare la propria presenza. Il fuoco oltrepasserà la casa prima che all’interno penetrino il fumo e le fiamme. **Su strada**, in assenza di una via di fuga sicura, fermare l’automobile e non abbandonarla; chiudere i finestrini e il sistema di ventilazione; segnalare la propria presenza con il clacson e con i fari. *Fonte: corpoforestale.it* **Articoli correlati:** [Polizia di Stato: regole di comportamento da tenere in pista](http://www.montagnenostre.net/polizia-di-stato-regole-di-comportamento-da-tenere-in-pista/ "Polizia di Stato: regole di comportamento da tenere in pista") [Le 10 regole FIS per la sicurezza sulla neve](http://www.montagnenostre.net/le-10-regole-fis-per-la-sicurezza-sulla-neve/ "Le 10 regole FIS per la sicurezza sulla neve") [Montagne d’inverno: sulla neve in sicurezza](http://www.montagnenostre.net/montagne-dinverno-sulla-neve-in-sicurezza/) [Sicurezza in montagna: Che cos’è il Servizio Meteomont?](http://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-che-cose-il-servizio-meteomont/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, montagna, regole, sicurezza --- ### [Incidenti di montagna: Come tenere lontane le vipere?](https://www.montagnenostre.net/come-tenere-lontane-le-vipere-dal-giardino/) **Published:** Giugno 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Moltissime persone stanno riscoprendo una vera e propria passione per l’arte del fai da te. Il lavoro di un professionista può risultare, talvolta, molto costoso. L’arte del fai da te è sicuramente un’arte fantasiosa che può coniugare la creatività della propria manualità e, cosa che non guasta affatto, il risparmio. Ci sono settori dove è possibile applicare questa meravigliosa arte del fare da soli, settori che spesso vengono presi in minore considerazione ma che potenzialmente potrebbero dare molte soddisfazioni. Come, per esempio, il giardinaggio. Se abbiamo un giardino certamente ne raccogliamo i frutti ed i vantaggi. La vita all’aria aperta, nel proprio angolino verde tutto personale, può essere bellissima, soprattutto in primavera ed estate. Ma di certo avere un giardino comporta anche molte responsabilità, come la necessità di una regolare e costante manutenzione. Molti pericoli sono in agguato, proprio nel nostro angolo di verde. Ad esempio, le vipere. Può capitare, vivendo in campagna, che le vipere decidano di “soggiornare” piacevolmente nel nostro giardino, rendendolo pericoloso per noi ed i nostri bambini. Ma niente paura! Tenere lontane le vipere dal nostro giardino non sarà difficile. **Questa guida indicherà come tenere lontane le vipere dal giardino, facilmente e senza per forza rivolgersi ad un professionista né spendere soldi.** Tenere le **vipere** lontane dal nostro **giardino** può essere molto più semplice di quanto pensiamo. Il tutto sta nell’eseguire correttamente i vari passaggi di questa semplice guida, al fine di ottenere un risultato ottimale. Il primo consiglio è quello di utilizzare nel proprio giardino i prodotti repellenti. Questi prodotti possono essere acquistati nelle ferramenta più rifornite ed anche nei negozi online che si occupano di repellenti. Basterà poi, a seconda del repellente, spruzzarlo nel nostro giardino e in questo modo avremo sicuramente una valida soluzione per tenere lontane le vipere. Tuttavia esistono anche dei veri e propri repellenti che possiamo costruire artigianalmente e usare solamente in casi veramente estremi. Basterà semplicemente mettere in un **grosso flacone della naftalina**, chiodi di **garofano** e **cannella**, olio di semi: ingredienti che le vipere mal tollerano! **SCOPRI ANCHE:** [Percorso Geologico Pedologico di Cimalegna](http://www.montagnenostre.net/percorso-geologico-pedologico-di-cimalegna/) [In Valmalenco alla scoperta del Lago Pirola](http://www.montagnenostre.net/in-valmalenco-alla-scoperta-del-lago-pirola/) [Ciaspolando sul sentiero dei Forni](http://www.montagnenostre.net/ciaspolando-sul-sentiero-dei-forni/) [Con le ciaspole verso il Rifugio Martello](http://www.montagnenostre.net/con-le-ciaspole-verso-il-rifugio-martello/) Una volta ottenuto il composto occorrerà spargerlo nella maniera più corretta possibile attorno alla nostra recinzione e nel giardino. Un buon consiglio rivolto a chi possiede cani e gatti ed abita in campagna: lasciare, la sera, una piccola vaschetta con dei croccantini per cani e gatti. Spesso infatti il **riccio** risulta essere un animale molto ghiotto e curioso e può essere presente vicino alla nostra abitazione. Questo animale ha un **estremo coraggio** e soprattutto si rivela un ottimo cacciatore di vipere che, anzi, non teme ma caccia senza timore. *Fonti: http://animalidalmondo.pianetadonna.it* **Categorie:** In Montagna **Tag:** casa, consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Rifugio Dalmazzi Cesare](https://www.montagnenostre.net/rifugio-dalmazzi-cesare/) **Published:** Gennaio 26, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Ferret](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **AD** *Salita Alpinistica abbastanza difficile* Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** località Arp-Nouva **Quota di partenza:** 1769 m | **Dislivello:** 821 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** CHIUSO per un guasto irreversibile all'impianto elettrico non riparabile nel corso della stagione. **Posti letto:** 30 posti **Gestione:** CAI Sezione di Torino **Tel.** +39 0165 869098 | 011 539260 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Dalmazzi.gpx"\] Da Arpnouva si prosegue per un breve tratto lungo la carrozzabile, per poi svoltare a sinistra su un sentiero segnalato che attraversa la Dora di Ferret su una passerella. L’itinerario, piegando leggermente verso sinistra, sale fra grandi massi fino a un dosso erboso, per poi raggiungere il filo della morena laterale sinistra del Ghiacciaio del Triolet. Si segue la morena in leggera salita e si continua, seguendo gli evidenti bolli di vernice e le tracce di sentiero, lungo un canale fra facili roccette, in parte attrezzate con corde fisse.Attraversato poi il canale ci si porta alla base di un saltino roccioso che si supera nuovamente con l’aiuto di corde fisse e scalini metallici. Si sbuca così su prati e placche rocciose e in breve si raggiunge il rifugio Dalmazzi (2590 m, 3 ore), in posizione panoramica. Da qui è possibile raggiungere il ghiacciaio seguendo le tracce di sentiero che si allontanano dal rifugio con percorso pianeggiante verso sud-est fino al pendio morenico. Qui si segue il filo della morena laterale sinistra del ghiacciaio, con belle vedute sulle seraccate. Per il ritorno si segue il medesimo itinerario della salita (2 ore). Continuando lungo la strada di fondovalle verso il Col du Grand Ferret si può arrivare in 1 ora al rifugio Elena e alla fronte del Ghiacciaio di Pré de Bar **TRAVERSATE** Col de Talefre – Refuge de Couvercle | Col de Triolet – Refuge de Couvercle **ASCENSIONI** Mont Greuvetta | Aiguille de Leschaux | Aiguille de Triolet | Aiguille de Talefre | Aiguille de l’Eboulement | Aiguille Savoie | Mont Rouge de Triolet [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[GHIACCIAIO DEL TRIOLET](http://www.montagnenostre.net/?s=ghiacciaio+triolet) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Ghiacciaio del Triolet, Monte Bianco --- ### [Rifugio Grand Tournalin](https://www.montagnenostre.net/rifugio-grand-tournalin/) **Published:** Dicembre 5, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Saint-Jacques **Quota di partenza:** 1689 m | **Dislivello:** 845 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da fine Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 45 posti **Gestione:** Famiglia Guido Becquet **Tel.** +39 0125 307003 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da **Ayas** – Raggiungiamo St. Jacques e parcheggiamo l’auto nella piazzetta della Chiesa oppure lungo la strada nel successivo centinaio di metri (dove possibile senza ostacolare la normale circolazione). Poco dopo la Chiesa, sulla nostra sinistra all’imbocco del ponte, vediamo una dettagliata segnaletica riguardante i vari itinerari: sentiero con segnavia n° 1 per il Rifugio Grang Tournalin. Oltrepassato il ponte, seguiamo il sentiero che a destra inizia la salita. Superiamo un Bed & Breakfast ed alcune costruzioni e presto proseguiamo nel bosco. Ad un certo punto il sentiero si inserisce per pochi metri nella strada sterrata che raggiunge i vari alpeggi. In breve la lasciamo per seguire nuovamente il sentiero che si stacca a destra nel bosco. Proseguiamo e uscendo dalla vegetazione ci troviamo all’Alpe Croues (1.871 m), a destra una croce in legno, più avanti a sinistra un grosso sasso con una Cappelletta e a destra una vecchia baita. Sulla sua sinistra quindi, entriamo nuovamente nel bosco e, all’uscita, eccoci all’Alpe di Nana inferiore o Nannaz (2.034 m). Percorso un breve tratto di strada sterrata, riprendiamo il sentiero a destra, seguendo sempre il segnavia n° 1. In breve entriamo nel Vallone di Nana percorso dal piccolo torrente omonimo, sul lato opposto scorgiamo un alpeggio. Proseguendo raggiungiamo un ponticello che ci permette di attraversare e quindi di procedere con il torrente sulla sinistra. Vediamo una baita in lontananza, più in alto sulla destra, saliamo ancora e transitiamo nelle sue vicinanze oltrepassandola sul suo lato sinistro. Il sentiero raggiunge ancora una volta la strada sterrata che è possibile percorrere per attenuare la pendenza della salita, a scapito però del piacere di camminare sul sentiero e comunque allungando il percorso. Se invece la scelta è per il sentiero, saliamo per i ripidi pendii guadagnando rapidamente quota e arriviamo in prossimità del rifugio che vediamo poco prima di raggiungerlo. Ancora pochi minuti di ripida salita e arriviamo allo spiazzo antistante il Rifugio Grand Tourmalin. **Note:** *Il rifugio Grand Tournalin si trova lungo il percorso dell’Alta via n°1 della Val d’Aosta* *Fonte: [monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/rifugi/rifugio-grand-tournalin/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Laghi Croce | Col di Nana | Becca di Nana | Lago Verde **ALPINISMO**Monte Croce | Monte Roisetta | Becca di Trecare | Piccolo Tournalin | Grand Tournalin **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_grandtournalincretaz.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) **Categorie:** Valle d'Ayas **Tag:** Alta via n. 1 della Val d'Aosta, Monte Rosa, Tournalin superiore --- ### [Rifugio Ferraro](https://www.montagnenostre.net/rifugio-ferraro/) **Published:** Dicembre 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Saint-Jacques **Quota di partenza:** 1689 m | **Dislivello:** 401 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** Bo Fausta **Tel.** +39 0125 307612 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da **Champoluc**, frazione St. Jacques, lasciamo l’auto nella piazzetta della Chiesa, ci incamminiamo e giriamo a destra dopo averla oltrepassata. Qui troviamo il cartello che ci indica il rifugio ed in breve arriviamo all’inizio del sentiero e vediamo altri cartelli. Il nostro percorso è contrassegnato con il n° 9 e lo seguiamo entrando nel bosco. Il sentiero è ben segnato e molto evidente; sale con discreta pendenza fino ad una radura erbosa dove vediamo una costruzione privata sulla sinistra. Poi riprendiamo il nostro cammino rientrando nel bosco e con diversi tornanti superiamo un tratto ripido fino ad un bivio. Qui troviamo dei cartelli, prendiamo a destra e continuiamo il cammino fino al punto in cui vediamo il rifugio sopra di noi. Con pochi minuti ancora, raggiungiamo il Rifugio Ferraro. Da **Champoluc**, frazione St. Jacques, lasciamo l’auto nella piazzetta della Chiesa e proseguiamo a piedi per pochi minuti fino alla frazione Blanchard. Qui la segnaletica ci indica la direzione del sentiero n° 7 che dovremo seguire ed in breve sulla destra troviamo un ponticello che attraversiamo. Il sentiero prosegue la salita nel bosco, passiamo una radura con delle costruzioni e rientriamo nel bosco fino a che il nostro sentiero si unisce ad una mulattiera. Quest’ultima, abbastanza pianeggiante, presto si congiunge alla strada sterrata (traffico privato vietato) proveniente da Saint-Jacques. Abbiamo ora davanti a noi una verde piana denominata Pian di Verra Inferiore. Imbocchiamo la strada alla nostra destra, cioè verso valle, e la percorriamo per alcuni minuti fino ad una fontana. A sinistra poi vediamo il cartello che indica la direzione. Seguiamo il sentiero, entriamo nel bosco e con alternanze di salite e discese giungiamo in prossimità del rifugio, una breve discesa e siamo al Rifugio Ferraro. **Note:** *Interessante è seguire un’itinerario per la salita e l’altro per la discesa e raggiungere dal Pian di Verra Inferiore, in 40 minuti circa, il Lago Blu (vedi Rifugio Mezzalama).* *Fonte: [monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/rifugi/rifugio-ferraro)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Colle di Bettaforca | [Lago Blu](http://www.montagnenostre.net/il-lago-blu/) **ALPINISMO**Monte Rosso **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Ferraro.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) **Categorie:** Valle d'Ayas **Tag:** Alta via n. 1 della Val d'Aosta, Gressoney, Monte Rosa, Villaggio di Resy --- ### [Rifugio Guide Alpine Val d'Ayas](https://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-val-dayas/) **Published:** Dicembre 5, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura*\[/mks\_highlight\] Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Mezzalama **Quota di partenza:** 3004 m | **Dislivello:** 421 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 15 minuti **Periodo di Apertura:** Da metà Aprile a metà Maggio; da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 80 posti **Gestione:** Società Guide di Champoluc Ayas **Tel.** +39 0125 308975 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da **Champoluc**, frazione St. Jacques, lasciamo l’auto nella piazzetta della Chiesa e proseguiamo a piedi per pochi minuti fino alla frazione Blanchard. Qui la segnaletica ci indica la direzione del sentiero n° 7 che dovremo seguire ed in breve sulla destra troviamo un ponticello che attraversiamo. Il sentiero prosegue la salita nel bosco, passiamo una radura con delle costruzioni e rientriamo nel bosco fino a che il nostro sentiero si unisce ad una mulattiera. Quest’ultima, abbastanza pianeggiante, presto si congiunge alla strada sterrata (traffico privato vietato) proveniente da Saint-Jacques. Abbiamo ora davanti a noi una verde piana denominata Pian di Verra Inferiore, al termine della quale la segnaletica indica il Lago Blu e a destra il Rifugio Mezzalama Ottorino e il Rifugio delle Guide della Val d’Ayas. Attraversato il ponte, la strada sterrata sale con ampi tornanti, noi invece seguiamo il sentiero, sempre ben segnato, che taglia la strada come fosse una scorciatoia. Terminati i tornanti il sentiero prosegue nella sterrata che, costeggiando il torrente, entra pianeggiante nella valletta che conduce al Pian di Verra Superiore. Poco prima, indicato da due cartelli, il sentiero si stacca a sinistra e risale il ripido pendio che costituisce la sponda della morena del ghiacciaio. Percorriamo poi la cresta della sponda e siamo già in vista del Rifugio Mezzalama, più in alto e lontano vediamo anche il Rifugio delle Guide della Val d’Ayas. Il terreno da misto erboso e pietroso diventa ora pietroso e ghiaioso, caratteristica tipica delle morene. Proseguiamo ancora ed arriviamo al Rifugio Mezzalama Ottorino (3.004 m). Riprendiamo il cammino dal punto d’atterraggio per gli elicotteri sulla sinistra del Rifugio, e risaliamo ancora la sponda della morena. Continuiamo a vedere il Rifugio delle Guide della Val d’Ayas proprio sullo sperone delle Rocce di Lambronecca e la nostra traiettoria di salita è sul suo lato destro. Percorriamo poi un tratto di sentiero non più tanto evidente per via del tipo di terreno, ma comunque ben segnato (in giallo) che ci permette di raggiungere il Ghiacciaio di Verra. Attraversiamo il suo tratto inferiore verso destra e risaliamo la ripida pietraia con il sentiero, attrezzato negli ultimi metri, che ci permette di arrivare al Rifugio Guide della Val d’Ayas (un tempo chiamato Rifugio Lambronecca). *Fonte: [monterosa4000.it](https://www.monterosa4000.it/rifugi/rifugio-guide-della-val-dayas/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **RIFUGI E BIVACCHI RAGGIUNGIBILI**[Rifugio Mezzalama](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mezzalama/ "Rifugio Mezzalama") | [Bivacco Rossi e Volante](http://www.montagnenostre.net/bivacco-rossi-giorgio-e-volante-cesare/ "Bivacco Rossi Giorgio e Volante Cesare") | [Rifugio Ferraro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ferraro/ "Rifugio Ferraro") | [Rifugio Guide di Frachey](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-di-frachey/ "Rifugio Guide di Frachey") | [Rifugio CAI Casale](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-casale/) | [Rifugio Teodulo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-teodulo/ "Rifugio Teodulo") | [Rifugio Guide del Cervino](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-del-cervino/ "Rifugio Guide Alpine del Cervino") | [Rifugio Sella Quintino](http://www.montagnenostre.net/rifugo-quintino-sella-al-felik/ "Rifugo Quintino Sella al Felik") | Rifugio Monterosa Hutte **ALPINISMO**Punta Castore | Punta Polluce | Roccia Nera | Goba di Rollin | Breithorn | Punta Perazzi **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_guidealpinedayas.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) **Categorie:** Valle d'Ayas **Tag:** Lago Blu, Lambronecca, Monte Rosa, Valle d'Ayas --- ### [Bivacco Lamè](https://www.montagnenostre.net/bivacco-lame/) **Published:** Settembre 16, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **E’ una costruzione in muratura nelle vicinanze del Lago Lamè, conosciuto anche come Lago Sfondato, poco al di sotto del Pizzo San Martino a 2422 m. Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EEA** *- Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura*\[/mks\_highlight\] Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Vanzone in Valle Anzasca **Quota di partenza:** 677 m | **Dislivello:** 1745 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e su richiesta **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Pro Loco di Vanzone **Tel.** +39 0324 89167 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Vanzone presso il Municipio imboccare la mulattiera che entra nella faggeta e sale passando i nuclei di Alpe Pianezzo di dentro, Alpe Briga e Alpe Motto tenendo la destra orografica del Vallone dell’Asino. Più oltre il tracciato si porta sul fondo del vallone traversa il torrente e risale sulla sponda opposta raggiungendo l’Alpe Asinello 1831 m (3 ore).Puntando a N si traversa il torrente lambendo un altro gruppo di baite. Si prsegue sulla sinistra orografica del torrente risale poi un costone e obliqua a sinistra per traversare un canalone e risalire il costone successivo poco dopo si incontra il bivio che a sinistra porta in breve alla meta. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/838/bivacco-lame/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ALPINISMO**Pizzo S. Martino [Vedi tutti i bivacchi della Valle Anzasca »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte_bivacchi/valleanzasca-bivacchi/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Lago Lamè, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Bivacco Valentino Belloni](https://www.montagnenostre.net/bivacco-valentino-belloni/) **Published:** Settembre 16, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **È situato a 2490 m sulla Loccia dei Camosci, alla base del crestone Est del Grand Fillar in una zona oltremodo isolata e selvaggia dominante il ghiacciaio del Belvedere. Serve come punto di appoggio per le numerose salite al Piccolo e Grand Fillar, alla Cima Brioschi, allo Jagerhorn e alla Torre di Castelfranco. Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EEA** *- Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura* \[/mks\_highlight\] Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Pecetto – Belvedere **Quota di partenza:** 1362 m | **Dislivello:** 1128 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura in permanenza **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Gallarate **Tel.** +39 0331 797564 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da **Macugnaga**, frazione Pecetto, lasciamo il grande parcheggio della seggiovia (2 bar-ristoranti) e ci incamminiamo seguendo la larga mulattiera che segue la traiettoria della seggiovia stessa. In corrispondenza di un bivio, a sinistra si prosegue attraversando il torrente verso l’Alpe Burky (stazione intermedia dei due tratti di seggiovia che raggiungono il Belvedere a poco meno di 2.000 metri), diritti invece costeggiamo il corso d’acqua sulla riva destra e seguiamo la direzione della segnaletica gialla che indica il Rifugio Sella Eugenio. Poco dopo, lasciato il torrente, la mulattiera diventa sentiero inizialmente un po’ ripido ma comunque ben segnato. Passato un ponticello in una goletta raggiungiamo altri cartelli gialli e ci dirigiamo a sinistra verso l’Alpe Roffel lasciando a destra il sentiero per il Rifugio Sella Eugenio. Arriviamo in un pianoro erboso e passiamo da una baita ristrutturata, scendiamo leggermente e risaliamo un avvallamento, superata una macchia di vegetazione cespugliosa arriviamo all’Alpe Fillar dove troviamo altri cartelli gialli. In questo punto il sentiero si congiunge a quello che parte dal Belvedere attraversando la morena del ghiacciaio (dettagli di questa variante più sotto). Seguiamo l’indicazione per il Bivacco Belloni e continuiamo su terreno misto di pietre ed erba che proseguendo diventa sempre più ripido e pietroso. Percorriamo un breve canalino roccioso e abbiamo raggiunto il Bivacco Belloni Valentino. Possiamo raggiungere L’Alpe Fillar (variante accennata sopra) anche dal **Belvedere**. A piedi lo raggiungiamo da Pecetto andando all’Alpe Burky (2 bar-ristoranti), proseguiamo poi con il sentiero che passa in una zona cespugliosa e boscosa. Terminata questa zona procediamo in una macchia erbosa fino al Rifugio C.A.I. Saronno, situato in una verde conca. Alla destra del rifugio riprendiamo il sentiero che continua nel bosco. Dopo una breve radura, siamo al Belvedere (1 bar-ristorante). Per abbreviare notevolmente prendiamo i 2 tratti di seggiovia: Pecetto-Alpe Burky e Alpe Burky-Belvedere. *Fonte: [monterosa4000.it](http://www.monterosa4000.it/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **RIFUGI RAGGIUNGIBILI**[Capanna Marinelli Damiano](http://www.montagnenostre.net/rifugio-damiano-marinelli/) | [Rifugio Saronno](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-di-saronno/) | [Rifugio Zamboni-Zappa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-zamboni-zappa/) | [Rifugio Sella Eugenio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sella-eugenio/) | [Bivacco Hinderbalmo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-hinderbalmo/) **ALPINISMO**Gran Fillar | Piccolo Fillar | Cima Jazzi | Jagerhorn | Cima Brioschi | Torre Castelfranco **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Biv\_Belloni.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valle Anzasca »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte_bivacchi/valleanzasca-bivacchi/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Belvedere, Macugnaga, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Bivacco Longa Bartolomeo – Alpe Cortenero](https://www.montagnenostre.net/bivacco-longa-bartolomeo-alpe-cortenero/) **Published:** Settembre 16, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge all’alpe Cortenero (2036 m.), sopra Ceppo Morelli, in posizione molto panoramica. Una della baite di questo splendido “alpeggio di pietra” è stata donata nel 1981 dalla famiglia Longa alla sezione di Macugnaga. Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Frazione Mondelli di Ceppo Morelli **Quota di partenza:** 1181 m | **Dislivello:** 855 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Apertura in permanenza **Posti letto:** 8 posti **Gestione:** CAI Sezione di Macugnaga **Tel.** +39 0324 65485 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Percorrendo la strada della Valle Anzasca , si supera Ceppo Morelli e si giunge in località Campioli dove, girando a destra, si raggiunge la frazione Mondelli. Dalla piccola piazzetta si supera l’abitato (bellissima “casa degli specchi”). Abbandonando poi il sentiero che sale al Passo Mondelli , si prende a destra il sentiero che si inoltra in un bosco di faggi e si incomincia a salire (segnavia rosso giallo rosso). Innalzandosi, il bosco di faggi si fa più rado cedendo il posto ai larici, e si raggiunge l’Alpe Motto (1548 m). Ai larici succedono poi i rododendri che con la fioritura di giugno offrono uno spettacolo indimenticabile. Bella vista sul vallone di Mondelli che sale all’omonimo Passo dove ogni anno si tiene la commemorazione dei contrabbandieri, dei finanzieri e dei doganieri svizzeri morti su queste montagne. Il sentiero prosegue, sempre ben tracciato, in ripida salita, esce dal bosco e, dopo alcuni tornanti, sbuca su un pianoro. Qui sorge l’Alpe Colla (2001 m), nucleo di baite quasi totalmente ristrutturate. Bellissimo panorama e cappella a ricordo di Giuseppe Bogo. A destra dell’alpe, si prosegue con traversata a mezza costa, in continuo saliscendi, attraversando diversi ruscelli su piccoli e utili ponticelli in legno (alberi trasportati da quote minori con tanta fatica poiché la vegetazione è assente). Da un crinale si intravede, mimetizzato fra le scure pietre, l’Alpe Cortenero. Sempre a mezza costa in pochi minuti si giunge all’alpe (2036 m). Alcuni cartelli illustrano le caratteristiche dell’alpe, descrivendo la storia delle costruzioni sottoposte ad un recente restauro conservativo perché la struttura delle antiche baite era costruita interamente in pietra, senza alcuna travatura in legno. *Fonte: [caimacugnaga.org](http://www.caimacugnaga.org/rifugi/29-bartolomeo-longa) | Autore: Piero Lometti*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Traversata in Valle Antrona dal Passo di Lonze al [Bivacco Lamè](http://www.montagnenostre.net/bivacco-lame/) (m. 2422) sotto il Pizzo San Martino (m. 2738) **ALPINISMO**Monte Marigal | Laghi di Prebianca | Cime sulla cresta tra la [Valle Anzasca](http://www.montagnenostre.net/valle-anzasca/) e la Valle Antrona **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_ValLonga.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valle Anzasca »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte_bivacchi/valleanzasca-bivacchi/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Alpe Cortenero, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Bivacco Hinderbalmo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-hinderbalmo/) **Published:** Settembre 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Situato a 1910 m. in un baitello dell’Alpe Hinderbalmo sul splendido dosso erboso a SW del Faderhorn. Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Pecetto **Quota di partenza:** 1362 m | **Dislivello:** 548 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e su richiesta **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** CAI Sezione di Macugnaga **Tel.** +39 0324 65485 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Macugnaga, frazione Pecetto, lasciamo il grande parcheggio della seggiovia (2 bar-ristoranti) e ci incamminiamo seguendo la larga mulattiera che segue la traiettoria della seggiovia stessa. In corrispondenza di un bivio, a sinistra si prosegue attraversando il torrente verso l’Alpe Burky (stazione intermedia dei due tratti di seggiovia che raggiungono il Belvedere a poco meno di 2.000 metri), diritti invece costeggiamo il corso d’acqua sulla riva destra e seguiamo la direzione della segnaletica gialla che indica il Bivacco Hinderbalmo-Kovacs. Poco dopo, lasciato il torrente, la mulattiera diventa sentiero inizialmente un po’ ripido ma comunque ben segnato. Passato un ponticello in una goletta raggiungiamo altri cartelli gialli che ci indicano la direzione. Da qui il sentiero diventa un saliscendi fino ad arrivare al Bivacco Hinderbalmo-Kovacs. Possiamo raggiungere il Bivacco Hinderbalmo-Kovacs anche dal Belvedere. A piedi lo raggiungiamo da Pecetto andando all’Alpe Burky (2 bar-ristoranti), proseguiamo poi con il sentiero che passa in una zona cespugliosa e boscosa. Terminata questa zona procediamo in una macchia erbosa fino al Rifugio C.A.I. Saronno, situato in una verde conca. Alla destra del rifugio riprendiamo il sentiero che continua nel bosco. Dopo una breve radura, siamo al Belvedere (1 bar-ristorante). Per abbreviare notevolmente prendiamo i 2 tratti di seggiovia: Pecetto-Alpe Burky e Alpe Burky-Belvedere. Come indicato su un grosso sasso in fondo allo spiazzo dell’arrivo al Belvedere, prendiamo a destra una breve salita che ci porta alla morena del Ghiacciaio. La attraversiamo seguendo attentamente i segnavia e ci troviamo in prossimità dell’Alpe Fillar. Qui troviamo la segnaletica gialla che ci indica la direzione. Questo percorso si congiunge più a monte (in corrispondenza di cartelli gialli) a quello sopra descritto. *Fonte: [monterosa4000.it](http://www.monterosa4000.it/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Belloni Valentino](http://www.montagnenostre.net/bivacco-valentino-belloni/) | [Rifugio Sella Eugenio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sella-eugenio/) **ALPINISMO**Cresta di Stenigalchi | Faderhorn | Pizzo Croce [Vedi tutti i bivacchi della Valle Anzasca »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte_bivacchi/valleanzasca-bivacchi/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Belvedere, Macugnaga, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Ricovero Alpino Alpe Moriana](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-moriana/) **Published:** Settembre 16, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Realizzato nel 1999 dagli “Amici della Valle Moriana” di Pestarena recuperando una settecentesca baita dell’alpeggio. E’ posto a 1795 m. quasi al centro della parte superiore della valle in uno scenario selvaggio e dominato dal silenzio. Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Macugnaga, frazione Pestarena **Quota di partenza:** 1055 m | **Dislivello:** 740 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Apertura in permanenza **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Macugnaga **Tel.** +39 0324 65485 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Macugnaga, frazione Pestarena si sale sul sentiero con mulattiera segnalata fino ad arrivare al bivacco. \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Carcoforo | Passo Badile **ALPINISMO**Pizzo Moriana **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/ric\_moriana.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valle Anzasca »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte_bivacchi/valleanzasca-bivacchi/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Alpe Moriana, Macugnaga, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Bivacco Città di Luino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-luino/) **Published:** Settembre 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Si trova sulla cresta di frontiera a 3562 m., 100 m a E del roccioso Schwarzberg Weisstor (Corno Nero di Macugnaga). Grande panorama su tutto il Monte Rosa. Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**PD** *- Salita Alpinistica poco difficile* \[/mks\_highlight\] Itinerario, con difficoltà alpinistiche fino al III grado e creste o pendii glaciali impegnativi. Inoltre richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia) e necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Sella Eugenio **Quota di partenza:** 3029 m | **Dislivello:** 533 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre e su richiesta **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** CAI Sezione di Luino **Tel.** +39 0332 511101 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal Rifugio Sella Eugenio 3029 m si sale sul ghiacciaio fino ad arrivare al Passo del Nuovo Weisstor 3498 m. Superato il passo si raggiunge il Corno Nero 3609 m e quindi il bivacco Città di Luino. \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Oberto Gaspare](http://www.montagnenostre.net/rifugio-oberto-gaspare/) **ALPINISMO**Cima Jazzi | Strahlhorn **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Biv\_cittadiLuino.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valle Anzasca »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte_bivacchi/valleanzasca-bivacchi/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Corno Nero, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Bivacco Emiliano Lanti](https://www.montagnenostre.net/bivacco-emiliano-lanti/) **Published:** Settembre 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Borca **Quota di partenza:** 1195 m | **Dislivello:** 930 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre e su richiesta **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Macugnaga **Tel.** +39 0324 65485 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Macugnaga, frazione Isella (anche dalle frazioni Pecetto e Staffa percorrendo la strada sterrata pedonale sul lato opposto del torrente Anza e seguendo segnaletica gialla), lasciamo il parcheggio che troviamo alla fine del ponte, ci incamminiamo seguendo la larga strada sterrata pedonale che costeggia a sinistra il torrente Anza. Poche centinaia di metri e al bivio prendiamo a sinistra. Seguiamo questa larga e comoda strada sterrata che attraversa un fitto bosco, poi prosegue tra i prati e con una lieve curva a destra arriviamo al Lago delle Fate (2 bar-ristoranti). Questa è la Val Quarazza, lunghissima valle che porta fino al Passo del Turlo. Costeggiamo e lasciamo il Lago delle Fate seguendo la comoda mulattiera. Camminiamo ora nel bosco, passiamo da Crocette (resti di costruzioni della vecchia Miniera) e continuiamo fino al ponte. Seguendo la direzione indicata dalla segnaletica gialla, lo attraversiamo e proseguiamo sulla riva opposta. Seguendo il sentiero, evidente e ben segnato, arriviamo all’Alpe Piana (1.613). Proseguiamo salendo leggermente a sinistra, il pendio è ripido e con numerosi tornanti e svolte arriviamo all’Alpe Schena (2.037), una zona abbastanza pianeggiante. Qui il terreno è erboso e pietroso, il sentiero diventa una mulattiera e taglia in piano a destra fino al Bivacco Lanti. *Fonte: [monterosa4000.it](http://www.monterosa4000.it/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Zamboni-Zappa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-zamboni-zappa/) | Passo del Turlo | Colle del Piccolo Altare **ALPINISMO**Corno di Faller | Monte Piglimò **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Lanti.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valle Anzasca »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte_bivacchi/valleanzasca-bivacchi/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Lago delle Fate, Macugnaga, Val Quarazza, Valle Anzasca --- ### [Bivacco Città di Gallarate](https://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-gallarate/) **Published:** Settembre 15, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **È posto 10 m sotto la vetta dello Jagerhorn (3970 m) sulla cresta rocciosa emergente dal Gornerglecter proprio sotto la cresta Nord della Cima Nordend. Isolato tra i ghiacci, si trova in un ambiente grandioso. Serve principalmente per le vie di salita alla Nordend dal versante Nord, in particolare per la Cresta di S. Caterina. Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte/valle-anzasca/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**PD** *- Itinerario Alpinistica poco difficile* \[/mks\_highlight\] Itinerario, con difficoltà alpinistiche fino al III grado e creste o pendii glaciali impegnativi. Inoltre richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia) e necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Eugenio Sella **Quota di partenza:** 3029 m | **Dislivello:** 941 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** In permanenza **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Gallarate **Tel.** +39 0331 797564 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal Rifugio Sella Eugenio 3029 m si sale al Passo del Nuovo Weisstor 3498 m (ore 1. 30-2). Poi sul ghiacciaio si procede in piano verso W per 1 km, quindi si gira verso sinistra, salendo leggermente, l’esteso dosso occidentale della Cima di Jazzi. Si attraversa quasi in piano, sui 3550 m, la vasta conca del ghiacciaio e poi si aggira il dosso occidentale della Torre di Castelfranco. Si continua sui facili pendii verso S, e si aggira la calotta sommitale del Gran Fillar 3676 m e quella del Piccolo Fillar 3620 m, raggiungendo il vallone glaciale compreso fra fra la parete NE della Nordend, e il vesante W dello Jagerhorn. Puntando verso SE si sale ora alla larga sella dello Jagerjoch 3910 m e da questa per facile cresta alla cima e bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/650/bivacco-citta-di-gallarate/)* \[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutti i bivacchi della Valle Anzasca »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte_bivacchi/valleanzasca-bivacchi/) **Categorie:** Valle Anzasca **Tag:** Jagerhorn, Monte Rosa, Valle Anzasca --- ### [Casa Alpina Julius Kugy](https://www.montagnenostre.net/casa-alpina-julius-kugy/) **Published:** Febbraio 22, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Ex mulino dei primi anni del 20° secolo, l’edificio è stato trasformato nel 2007 in rifugio escursionistico moderno e funzionale nel pittoresco paese di Valbruna a 880 m., all’imbocco della Val Saisera.** **Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Saisera](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) **DETTAGLI ITINERARIO** #### **AS-F** – Itinerario di Accesso Facile **Località di partenza:** Malborghetto Valbruna **Quota di partenza:** 880 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** Accesso stradale **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l’anno, con brevi periodi di chiusura in primavera e autunno **Posti letto:** 23 posti letto **Gestione:** Lucio Marsonet | Associazione “XXX Ottobre” **Tel.** +39 0428 60340 | +39 338 8488412 **DESCRIZIONE DEL PERCORSO** Raggiungibile in auto. Dall’autostrada A23 prendere l’uscita verso Malborghetto Valbruna/Camporosso. Proseguire verso la via Saisera fino ad arrivare a Valbruna dove situa il rifugio. Oppure dalla statale Pontebbana all’abitato di Valbruna. **TRAVERSATE** Luogo ideale per soste durante lunghi trekking, anche cicloturistici. Qui infatti passa la ciclovia FVG-1 – Alpe-Adria – da Salisburgo a Grado **ASCENSIONI** Numerosissime sono le possibilità per ascensioni nelle vicinanze del rifugio, a sud nel gruppo dello Jof di Montasio e a nord nella verde dorsale carnica al confine con l’Austria. [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLE ALPI GIULIE »](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/rif_friuliveneziagiulia/rif_alpigiulie/) [ALPI GIULIE](http://www.montagnenostre.net/?s=Alpi+Giulie)[VAL SAISERA](http://www.montagnenostre.net/?s=Val+Saisera) ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Categorie:** Alpi Giulie --- ### [Rifugio Martello](https://www.montagnenostre.net/rifugio-martello/) **Published:** Luglio 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta - Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Termine strada della Val Martello in località Paradiso del Cevedale **Quota di partenza:** 2050 m | **Dislivello:** 540 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** nei mesi di Marzo ed Aprile e da metà Giugno a metà Ottobre **Posti letto:** 47 posti (10 posti rifugio invernale) **Gestione:** A.V.S. sezione di Lana | Custode: Peter Wachter **Tel.** +39 335 5687235 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] La Val Martello, una laterale della Val Venosta, si estende sino nel cuore del Gruppo Ortles-Cevedale. All’inizio piuttosto stretta e poco invitante, nella sua parte superiore si apre offrendo spettacolari vedute degli alti picchi e ghiacciai circostanti. Alla fine della carrozzabile, già molto addentro nella valle (qui si trova anche il piazzale di manovra per il bus di linea), ci teniamo a destra e risaliamo la montagna lungo un terreno a gradoni (segnavia N. 151). Poco prima di una pronunciata parete conviene tenersi a sinistra per scendere poi in senso orario al Rifugio N. Corsi (minor pendenza rispetto al sentiero N. 151). Dopo circa 45 minuti raggiungiamo il rifugio (2265 m). Poco oltre arriviamo a un muraglione di pietra eretto più di un secolo fa per bloccare eventuali esondazioni dai laghetti glaciali nel Rio Plima. Attraversiamo l’ampio fondovalle (cartello indicatore per il Rif. Martello, sentiero invernale) e infine saliamo a zig zag lungo l’erta che ci porta al Rifugio Martello, eretto su un’insellatura ai piedi di Cima Venezia, alta 3385 m. **Discesa:** si può scendere per la via di salita. **Variante:** Come bella variante possiamo fare una puntata, partendo da sotto il Rifugio N. Corsi (segnavia N. 36) e passando per un terreno disseminato di grandi massi e pini cembri, all’ex Hotel Paradiso. Da lì prendiamo la vecchia strada che porta al ponte sul Rio Plima, da cui torniamo al parcheggio. *Fonte: [sentres.com](https://www.sentres.com)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio Larcher Guido **ASCENSIONI**Monte Cevedale | Cima Venezia | Cima Marmotta **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_NinoCorsi\_Martello.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** Val Martello, VAL VENOSTA **Tag:** Ortles-Cevedale, Val Martello --- ### [Rifugio Mezzalama](https://www.montagnenostre.net/rifugio-mezzalama/) **Published:** Dicembre 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Saint-Jacques (AO) **Quota di partenza:** 1689 m | **Dislivello:** 1315 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Da fine Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 38 posti (20 posti nel periodo invernale) **Gestione:** Sonia Monticone – CAI Sezione di Torino **Tel.** +39 0125 307226 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **Da Champoluc**, frazione St. Jacques, lasciamo l’auto nella piazzetta della Chiesa e proseguiamo a piedi per pochi minuti fino alla frazione Blanchard. Qui la segnaletica ci indica la direzione del sentiero n° 7 che dovremo seguire ed in breve sulla destra troviamo un ponticello che attraversiamo. Il sentiero prosegue la salita nel bosco, passiamo una radura con delle costruzioni e rientriamo nel bosco fino a che il nostro sentiero si unisce ad una mulattiera. Quest’ultima, abbastanza pianeggiante, presto si congiunge alla strada sterrata (traffico privato vietato) proveniente da Saint-Jacques. Abbiamo ora davanti a noi una verde piana denominata Pian di Verra Inferiore, al termine della quale la segnaletica indica il Lago Blu e a destra il Rifugio Mezzalama e il Rifugio delle Guide della Val d’Ayas. Attraversato il ponte, la strada sterrata sale con ampi tornanti, noi invece seguiamo il sentiero, sempre ben segnato, che taglia la strada come fosse una scorciatoia. Terminati i tornanti il sentiero prosegue nella sterrata che, costeggiando il torrente, entra pianeggiante nella valletta che conduce al Pian di Verra Superiore. Poco prima, indicato da due cartelli, il sentiero si stacca a sinistra e risale il ripido pendio che costituisce la sponda della morena del ghiacciaio. Percorriamo poi la cresta della sponda e siamo già in vista del Rifugio Mezzalama, più in alto e lontano vediamo anche il Rifugio delle Guide della Val d’Ayas. Il terreno da misto erboso e pietroso diventa ora pietroso e ghiaioso, caratteristica tipica delle morene. Proseguiamo ancora ed arriviamo al Rifugio Mezzalama Ottorino (3.004 m). *Fonte: [monterosa4000.it](http://www.monterosa4000.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] **RIFUGI E BIVACCHI RAGGIUNGIBILI**[Rifugio Quintino Sella](http://www.montagnenostre.net/rifugo-quintino-sella-al-felik/ "Rifugo Quintino Sella al Felik") | [Rifugio Guide Val d’Ayas](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-val-dayas/ "Rifugio Guide Alpine Val d’Ayas") | [Bivacco Rossi e Volante](http://www.montagnenostre.net/bivacco-rossi-giorgio-e-volante-cesare/ "Bivacco Rossi Giorgio e Volante Cesare") | [Rifugio Ferraro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ferraro/ "Rifugio Ferraro") | [Rifugio Guide di Frachey](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-di-frachey/ "Rifugio Guide di Frachey") | [Rifugio Casale](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-casale/ "Rifugio CAI Casale") | [Rifugio Teodulo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-teodulo/ "Rifugio Teodulo") | [Rifugio Guide del Cervino](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-del-cervino/ "Rifugio Guide Alpine del Cervino")| Rifugio Monte Rosa Hutte **ALPINISMO**Punta Castore | Punta Polluce | Roccia Nera | Breithorn | Gobba di Rollin | Cresta Perazzi **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Mezzalama.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) **Categorie:** Valle d'Ayas **Tag:** Monte Rosa, Vallone di Verra --- ### [Bivacco Casorate Sempione](https://www.montagnenostre.net/bivacco-casorate-sempione/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Sasso Manduino (Italia) **Valle:** [Val Codera](http://www.montagnenostre.net/val-masino/ "La Val Masino") **DIFFICOLTÀ** ## **EE** *Itinerario Escursionistico per esperti* Itinerari generalmente segnalati ma che richiedono capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervi e infido (pendii ripidi, scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, roccia, detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Restano esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci. Necessitano di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbrago, ecc). **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Frazione di Mezzolpiano **Quota di partenza:** 316 m | **Dislivello:** 1784 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** in permanenza **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI - Sezione di Gallarate **Tel.** +39 0331 797564 **Per le chiavi:** chiedere al CAI di Gallarate **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_3 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_3", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.4739,46.2317\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 13 }) }); var style\_map\_ol3js\_3\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_bivacco\_Casorate\_Sempione.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_3\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_3.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_3,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_3, "map\_ol3js\_3"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_3); Dopo il Trivio di Fuentes (Colico) lungo la SS 36 si raggiunge Novate Mezzola (km 10 c. da Fuentes). Poco oltre il piazzale della Stazione ferroviaria si imbocca sulla destra una carrozzabile che termina alla frazione di **Mezzolpiano** 316 m sita all’imbocco della **Val Codera** sulla sua destra orografica. Il sentiero inizia da qui (cartello ind. A6) e si arrampica a tornanti ben gradinati poi con minore inclinazione, si addentra nella valle e giunge alla frazione di Avedé m 791 (ore 1,15). Da qui la mulattiera scende ad attraversare il grande vallone antistante il paese di Codera 825 m che si raggiunge con breve risalita. Da qui, imboccare il sentiero (segnaletica A7) che porta sull’opposto versante della valle traversando due magnifici ponti in pietra, l’ultimo dei quali sulla forra della Val Ladrogno, e poi risale ripido a raggiungere il **pianeggiante spalto del “tracciolino”**. Traversato il “tracciolino” si seguono le segnalazioni bianco-rosse che indicano proseguimento. Salire per ripidissima traccia nel bosco e poi su prati raggiungendo le **baite di Mottala**, prima e quella di “In cima al bosco” poi. Ora il sentiero, assai disagevole inizia a compiere un lunghissimo traverso a mezzacosta sul versante sinistro orografico della valle. Giunto presso le cascate che solcano il gradino che permette di accedere all’anfiteatro superiore, le aggira a destra per tornare un po’ verso sinistra e raggiungere la baita dell’**Alpe Ladrogno** 1700 m. Da qui per traccia poco visibile che sale ripidissima nel bosco retrostante la baita e sbuca sui ripidi pascoli superiori della valle. Seguendo con attenzione le indicazioni si compie una traversata a destra, si risale un nuovo tratto nel pascolo sassoso e con un’ultima deviazione a sinistra si tocca il bivacco che sorge in centro alla valle, ai piedi di una **grande e caratteristica struttura rocciosa a forma di gigantesco ferro da stiro**. *Fonte: [CAI Gallarate](http://www.caigallarate.it/)* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-bivacco-casorate-sempione-30880468" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **ESCURSIONI**[Rifugio Bresciadega](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bresciadega/) | [Bivacco Carlo Valli](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-valli/) | [Rifugio Volta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-volta/) [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [SASSO MANDUINO](http://www.montagnenostre.net/?s=sasso+manduino)[VAL CODERA](http://www.montagnenostre.net/page/2/?s=val+codera) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Baite di Mottala, Sasso Manduino, Val Codera, Val Landrogno --- ### [Malga Stafler Alm](https://www.montagnenostre.net/malga-stafler/) **Published:** Aprile 3, 2018 **Author:** Redazione **Content:** **Situata in una posizione solitaria sopra S. Pancrazio sul monte Stafler a 1885 m. Inoltre è detta anche malga Staffels Alm o malga Staffler Alm ed offre una splendida visuale sulle Dolomiti. Qui avviene la produzione burro e formaggio e vendono anche prodotti tradizionali di malga.** **Gruppo Montuoso:** Catena del Gioveretto (Italia) **Valle:** [Val d’Ultimo – Ultental](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONI** **Località di partenza:** Monte San Vigilio oppure da Pavicolo o da San Pancrazio **Quota di partenza:** 1.743 m | **Dislivello:** 399 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno fino a metà Settembre **Posti letto:** N.D. **Produzione:** Burro,formaggi e prodotti tradizionali di malga. **Gestione:** Famiglia Paller **Tel.** +39 0473 787190 **COME SI RAGGIUNGE** Iniziamo la nostra escursione alla stazione a monte della funivia di San Vigilio (1486 m) percorrendo il sentiero 13 denominato “Oberer Quellenweg” e successivamente la strada forestale con il numero 34B che ci conduce fino alla malga Bagno dell’Orso (0.50 ore). Alla **malga Bagno dell’Orso** (1680 m, Bärenbad Alm) percorriamo il sentiero 2 che conduce alla Guardia Alta. Il sentiero che sale attraverso il bosco è abbastanza ripido. Alle nostre spalle vediamo la chiesetta di San Vigilio e l’alta antenna televisiva. Arriviamo su un prato dove vediamo molte mucche al pascolo. Oltrepassato il prato raggiungiamo un altipiano denominato “**Gabicht**” (1898 m). Percorriamo il sentiero 9 che prosegue nel bosco quasi sempre alla stessa altitudine e dopo 5 minuti arriviamo ad un incrocio: il sentiero 9A prosegue verso la **malga di Naturno**, noi proseguiamo a sinistra sul numero 9 verso la **Guardia Alta**. Camminiamo nel bosco, vicino a prati cosparsi di rododendri e raggiungiamo la zona denominata **Colle Scabro** dove vediamo molte mucche ed alcuni cavalli che pascolano. Al **Colle Scabro** (2027 m, Rauher Bichl) incrociamo il sentiero 9B che conduce alla malga di Naturno (0.20 ore), il sentiero 2 che scende verso la malga Guggenberger (1702 m, 0.30 ore) e Alpreid (2.20 ore), il sentiero 4 che scende verso Nolm (1887 m, 0.20 ore) e S. Pancrazio (2.40 ore), il sentiero 1 che conduce alla malga **Stafler Alm** (0.30 ore). *Fonte: [ultental-valdultimo.com](http://www.ultental-valdultimo.com)* **TRAVERSATE** Monte San Vigilio | Gamp-Staflsberg **ESCURSIONI** [Malga Ausserer Falkomai](http://www.montagnenostre.net/malga-ausserer-falkomai/) | Guardia Alta | San Pancrazio [Vedi tutti i rifugi della Val d’Ultimo – Ultental »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) [VAL D’ULTIMO](http://www.montagnenostre.net/?s=val+ultimo)[MALGHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Malghe)[DOLOMITI TRENTINE](http://www.montagnenostre.net/?s=dolomiti+trentine) **Categorie:** Val d'Ultimo - Ultental **Tag:** bambini in montagna, Malghe, Trentino Alto Adige --- ### [Rifugio Stella Alpina al Lago Corvo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-stella-alpina-al-lago-corvo/) **Published:** Ottobre 4, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **Sorge a 2425 m. presso il Passo di Rabbi. E’ base di partenza per una escursione ai bellissimi laghi Corvo. Si raggiunge partendo dalla frazione Cavallar in Val di Rabbi. La sua posizione consente delle belle traversate nel Gruppo delle Maddalene e nella vicina Val d’Ultimo. E’ punto di appoggio per le ascensioni al Sass Forà,Cima del Collecchio, Giogo Nero.** **Gruppo Montuoso:** Ortles – Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val di Rabbi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-stella-alpina-al-lago-corvo/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONI** **Località di partenza:** Piazzola di Rabbi-Cavallar **Quota di partenza:** 1420 m | **Dislivello:** 1005 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 20 Giugno al 20 Settembre **Posti letto:** 40 posti (4 posti rifugio invernale) **Gestione:** Cavallari Carlo di San Bernardo di Rabbi. **Tel.** +39 0463 985175 | 0463 985162 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/perc\_LaghiCorvo.gpx”\] Dall’abitato di Piazzola, nei pressi della Chiesa, si imbocca il sentiero n. 108. Passando per Malga Paludè/Caldesa bassa (1832 m) e Malga Paludè/Caldesa alta o risalendo il ripido solco vallivo del Rio Val Lago Corvo si raggiunge il rifugio omonimo dove si pernotta. Si consiglia la visita ai vicini Laghi Corvo nelle cui acque vive il raro salmerino alpino. *Fonte: [valdirabbi.com](http://www.valdirabbi.com)* ![](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2020/03/Lago_di_corvo_inferiore.jpg)Lago di Corvo Inferiore, Gruppo Ortles **TRAVERSATE** [Rifugio Silvio Dorigoni](http://www.montagnenostre.net/rifugio-silvio-dorigoni/ "Rifugio Silvio Dorigoni") | [Rifugio Canziani](http://www.montagnenostre.net/rifugio-canziani-umberto/) | Gruppo delle Maddalene | Val d’Ultimo **ASCENSIONI** Sass Fòra | Cima del Collecchio | Giogo Nero [Vedi tutti i rifugi di Val di Rabbi »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) [VAL DI RABBI](http://www.montagnenostre.net/?s=val+rabbi)[MALGHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Malghe)[DOLOMITI TRENTINE](http://www.montagnenostre.net/?s=dolomiti+trentine) **Categorie:** Val d'Ultimo - Ultental, Val di Rabbi **Tag:** Gruppo Ortles, Laghi Corvo, Ortles-Cevedale --- ### [La Valsesia](https://www.montagnenostre.net/la-valsesia/) **Published:** Novembre 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** La **Valsesia** è una valle alpina della provincia di Vercelli, di cui occupa la parte settentrionale, le cui acque confluiscono nel fiume **Sesia**, dal quale essa prende il nome. Nonostante sia situata in provincia di Vercelli rientrano anche 3 comuni della provincia di Novara, quali Romagnano Sesia, Prato Sesia e Grignasco. **DESCRIZIONE DELLA VALLE** La Valsesia si estende dal Monte Rosa fino a Romagnano Sesia e comprende diverse valli laterali, le acque dei cui torrenti confluiscono nel fiume Sesia. La valle principale, chiamata Val Grande, ha forma di S sdraiata e finisce con l’abitato di Alagna Valsesia. Numerose valli laterali, che prendono il nome dai rispettivi torrenti, si aprono da questa; le principali sono: sul lato sinistro orografico, la Val Mastallone e la Val Sermenza; sul lato destro, la Val Sorba, la Valle Artogna, la Val Vogna e la Val d’Otro; All’altezza di Borgosesia, sempre sulla destra, si estende la Valle Sessera. La valle è conosciuta anche come la “**valle più verde d’Italia**”. Essa è caratterizzata da monti molto alti e ripidi che non permettono un grande sviluppo laterale della stessa come in Valle d’Aosta. \[expander\_maker id=”1″ more=”LEGGI TUTTO” less=”CHIUDI”\] **Le nostre Cime:** La valle è contornata dalle montagne delle Alpi Pennine. **Le vette principali del Monte Rosa sono:** Punta Gnifetti – 4.554 m – nel massiccio del Monte Rosa Punta Parrot – 4.432 m – nel massiccio del Monte Rosa Ludwigshöhe – 4.342 m – nel massiccio del Monte Rosa Corno Nero – 4.322 m – nel massiccio del Monte Rosa Piramide Vincent – 4.215 m – nel massiccio del Monte Rosa Punta Giordani – 4.046 m – nel massiccio del Monte Rosa Punta Grober – 3.497 m – nei Contrafforti valsesiani del Monte Rosa Corno Bianco – 3.320 m – nei Contrafforti valsesiani del Monte Rosa Monte Tagliaferro – 2.964 m – nei Contrafforti valsesiani del Monte Rosa Cima Carnera – 2.741 m – nei Contrafforti valsesiani del Monte Rosa Cima Vittoria – 3.435 m Cima Stolemberg – 3.204 m Corno Rosso – 3.023 m Corno Faller – 3.128 m \[/expander\_maker\] **TUTTI I RIFUGI DELLA VALSESIA** [Baita Sociale Alpe Campo](http://www.montagnenostre.net/baita-sociale-alpe-campo/) | [Rifugio Regina Margherita](http://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) | [Rifugio Boffalora](http://www.montagnenostre.net/rifugio-boffalora/) | [Rifugio Massero](http://www.montagnenostre.net/rifugio-massero/) | [Baita Grignasco](http://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-baita-grignasco/) | [Rifugio Ferioli Santino ](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ferioli-santino/)| [Rifugio Valle Vogna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-valle-vogna/) | [Rifugio Antonio Carestia](http://www.montagnenostre.net/rifugio-abate-carestia-antonio/) | [Rifugio Città di Mortara](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mortara-grande-halte/) |[ Rifugio Barba-Ferrero](http://www.montagnenostre.net/rifugio-barba-ferrero/) | [Rifugio Crespi Calderini Anna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-crespi-calderini-anna/) | [Rifugio Pastore](http://www.montagnenostre.net/rifugio-pastore/) |[ Capanna G. Gnifetti](http://www.montagnenostre.net/capanna-g-gnifetti/) | [Rifugio Alpe Vallè](http://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-alpe-valle/) | [Rifugio Ospizio Sottile ](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ospizio-sottile/)| [Rifugio Alpino Zar Senni](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpino-zar-senni/) | [Rifugio Spanna Osella](http://www.montagnenostre.net/rifugio-spanna-osella/) | [Rifugio Alpe Meggiana](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-meggiana/) | [Rifugio La Baita Alpe Seccio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-la-baita-alpe-seccio/) | [Rifugio Città di Borgomanero](http://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-citta-di-borgomanero/) | [Rifugio Gruppo Camosci](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gruppo-camosci/) **TUTTI I BIVACCHI DELLA VALSESIA** [Ricovero Alpino Alpe Cavaione ](http://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-cavaione/)| [Ricovero Alpino Sajunché](http://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-sajunche/) | [Ricovero Alpino Alpe Campo](http://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-campo/) | [Capanna Fratelli Gugliermina – Ex Valsesia](http://www.montagnenostre.net/capanna-fratelli-gugliermina-ex-valsesia/) | [Bivacco Don Luigi Ravelli](http://www.montagnenostre.net/bivacco-don-luigi-ravelli/) | [Bivacco L. Resegotti](http://www.montagnenostre.net/bivacco-l-resegotti/) | [Ricovero Alpino Axerio](http://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-axerio/) | [Bivacco Alpe Salei](http://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-salei/) | [Ricovero Alpino Alpe Toso](http://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-toso/) | [Ricovero Alpino Alpe Helo](http://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-helo/) [ESCURSIONI VALMALENCO](http://www.montagnenostre.net/?s=escursioni+valmalenco)[ITINERARI VALMALENCO](http://www.montagnenostre.net/?s=itinerari+valmalenco)[GRUPPO BERNINA](http://www.montagnenostre.net/?s=gruppo+bernina) **Categorie:** Valli **Tag:** Alpi Pennine, Monte Rosa --- ### [Ricette per biscotti natalizi: KOKOSBUSSERL](https://www.montagnenostre.net/ricette-per-biscotti-natalizi-kokosbusserl/) **Published:** Ottobre 14, 2015 **Author:** Redazione **Content:** In Austria o in Tirolo austriaco, gli kokosbusserls sono chiamati baci al cocco. Sono biscotti tradizionali anche se vengono preparati con un ingrediente esotico, il cocco. **PROVENZIENZA:** Tirolo austriaco (AUT) **CATEGORIA:** Dolci **INGREDIENTI** (per 4 persone) 3 chiare d’uovo 1 cucchiaio d’aceto 210gr zucchero 210gr di fiocchi di cocco **PREPARAZIONE** Montate gli albumi aggiungendo a molte riprese lo zucchero. Quando avrete ottenuto un composto liscio e lucido incorporate la farina di cocco e la buccia grattugiata del limone. Formate delle palline aiutandovi con i cucchiaini e cuocete a 140 °C per circa 45 min. Una volta raffreddati potete anche tuffare la base dei dolcetti nel cioccolato fuso a bagnomaria e lasciare asciugare. *Fonte: Ufficio Stampa Tirol Info – Foto: i baci al cocco* **[VEDI TUTTE LE RICETTE DI MONTAGNA »](http://www.montagnenostre.net/category/ricette-di-montagna/)** [DOLCI DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=dolci+montagna)[RICETTE](http://www.montagnenostre.net/?s=ricette)[USANZE E TRADIZIONI](http://www.montagnenostre.net/?s=usanze+tradizioni) **Categorie:** Ricette di montagna **Tag:** Avvento, Natale, Ricette, Usanze e Tradizioni --- ### [Rumkugeln, deliziose palline al cioccolato e rum](https://www.montagnenostre.net/ricette-per-biscotti-natalizi-rumkugeln/) **Published:** Ottobre 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** In Alto Adige li chiamiano “Rumkugeln“: sono dei tartufi di cioccolato e rum! Tra gli ingredienti ci sono anche nocciole e mandorle. A tanti piacciono tanto e sono un’ottima idea regalo quando si è invitati durante le festività natalizie. Ecco la ricetta per chi vuole preparare queste delizie. **PROVENIENZA:** Tirolo austriaco **CATEGORIA:** Dolci **INGREDIENTI** 300 gr cioccolato amaro 200 gr nocciole 125 ml panna liquida 90 ml rum 150 gr codette al cioccolato **PREPARAZIONE** Tagliate e sciogliete il cioccolato a bagno maria, nel microonde o su un pentolino direttamente sul fuoco ma il fuoco deve essere bassissimo, meglio se usate uno spargi fiamma. Tritate molto finemente le nocciole. Versate le nocciole in un recipiente, aggiungete il cioccolato sciolto, la panna e il rum. Mescolate bene e riponete in frigorifero per un paio d’ore. Preparate dei mini pirottini, e versate le codette di cioccolato in un piatto fondo. Prendete l’impasto dal frigo e con l’aiuto di un cucchiaio prelevate una porzione di pasta della dimensione di una noce. Rotolatela tra i palmi delle mani fino ad avere una sfera bella tonda e poi passatela nel piatto con le codette. Riponete il vostro primo rumkugeln in un pirottino oppure mangiatelo! *Fonte: Ufficio Stampa Tirol Info – Foto: ©Tirol Werbung | Biscotti natalizi: Linzeraugen* **[VEDI TUTTE LE RICETTE DI MONTAGNA »](http://www.montagnenostre.net/category/ricette-di-montagna/)** [PIATTI TIPICI TIROLO](http://www.montagnenostre.net/?s=piatti+tipici+tirolo)[RICETTE](http://www.montagnenostre.net/?s=ricette)[USANZE E TRADIZIONI](http://www.montagnenostre.net/?s=usanze+tradizioni) **Categorie:** Ricette di montagna **Tag:** Avvento, Natale, Ricette, Usanze e Tradizioni --- ### [Giorgio Rocca: fotografando in montagna fra i suoni della natura](https://www.montagnenostre.net/giorgio-rocca-fotografando-in-montagna-fra-i-suoni-della-natura/) **Published:** Dicembre 18, 2019 **Author:** Redazione **Content:** Spesso è ancora notte quando, zaino in spalla, esco di casa. Salgo in macchina ed inizio a guidare verso qualche valle laterale dell’**Alta Valtellina** fino all’arrivo a destinazione, è ancora buio attorno a me. Prendo zaino e treppiede ed inizio a camminare verso la mia meta, cammino fra prati e boschi nei quali larici ed abeti si iniziano a distinguere mentre l’alba si avvicina. Dopo una bella camminata fra i primi suoni della natura che si risveglia eccomi arrivato, non mi resta che prepararmi per lo spettacolo al quale potrei assistere. Vi starete chiedendo quale potrebbe essere questo spettacolo ma la verità è che vi sono molti motivi che potrebbero spingermi a fare tutto ciò: potrei prepararmi per fotografare qualche paesaggio riscaldato dalle prime luci dell’alba oppure iniziare a mimetizzarmi per evitare di farmi vedere dall’animale che voglio fotografare. Spesso e volentieri, soprattutto nel secondo caso, ci si ritrova fermi per molto tempo in attesa di qualche incontro interessante ma tutto ciò viene ripagato quando si intravede l’animale atteso, che sia esso **un tranquillo camoscio**, **un cervo nel periodo del bramito** o un **gallo forcello in arena di canto**. ![](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Laghi_di_Cancano.jpg)Prime luci del giorno ai Laghi di Cancano @ credit foto GRocca Photo Il sole inizia a sorgere da dietro le montagne che mi circondano, finalmente i primi raggi di luce illuminano il panorama che mi circonda; a volte le nebbie mattutine si diradano mentre mi godo lo spettacolo, altre volte il cielo si tinge di rosso, altre ancora il sole sorge senza che null’altro accada… **questa è la vera bellezza dell’alba, la sua unicità!** ![](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Bramito_Cervo.jpg)Cervo in bramito, Parco Nazionale dello Stelvio @ credit foto GRocca Photo Ad un certo punto un rumore o un movimento catturano la mia attenzione, fra le piante un cervo maschio si sta avvicinando… cerco di ridurre i miei movimenti al minimo possibile, sono quasi immobile, il vento soffia dalla parte giusta e l’animale non sente il mio odore, che probabilmente lo porterebbe ad allontanarsi in fretta. Per una volta tutte le variabili sono dalla mia parte e mi ritrovo a una decina di metri soltanto da un bel esemplare… [**in piena stagione del bramito**](http://www.montagnenostre.net/stelvio-autunno-tra-i-cervi/). Assieme a lui vi è un gruppo di femmine ma, in questo periodo dell’anno, il mio interesse è sul maschio che continua a bramire eccitato. Fra un click e l’altro cerco di indovinare come gli animali si comporteranno a breve per trovarmi pronto per il prossimo scatto, ogni momento è unico e non immortalare certi momenti potrebbe diventare un rimpianto, non si sa mai… Il gruppo di cervi si allontana seguendo il proprio ritmo, sono felice perchè anche questa volta sono riuscito a non spaventare gli animali potendo così ammirare i loro comportamenti naturali. ![](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/12/Camoscio.jpg)Incontro ravvicinato con un giovane stambecco, Parco Nazionale dello Stelvio @ credit foto GRocca Photo Il sole è già alto in cielo,fra la visita di un’animale ed un’altro è oramai quasi arrivata l’ora di tornare verso casa… inizio quindi a **[camminare nei boschi](http://www.montagnenostre.net/camminare-nei-boschi-fa-bene-al-cervello/)**, fotocamera in mano perchè chissà cosa si cela dietro l’angolo; se ho fortuna potrei vedere un picchio o qualche altro uccello, uno scoiattolo, una volpe o chissà quale altro animale. Inoltre il paesaggio e la luce cambiano continuamente durante il cammino, in altre parole gli spunti fotografici non finiscono mai! Per questo appena possibile, giorno o notte che sia, tornerò a camminare fra le montagne… non tanto per poter scattare la fotografia perfetta, il sogno di ogni fotografo, **ma per poter godere di tutti quei momenti unici ed irripetibili che le nostre montagne ci donano continuamente!** *Testi a cura di: **GRocca Photo (Giorgio Rocca)*** | Immagine in evidenzia: Galli forcelli durante il combattimento in arena di canto @ credit foto GRocca Photo (Giorgio Rocca) #### **Segui le mie pagine:** **[GRocca Photo Facebook](https://web.facebook.com/GRocca-Photo-991307354213783/%20)** | **[@groccaphoto Instagram](https://www.instagram.com/groccaphoto/)** [CAMMINARE IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=camminare+montagna)[INVERNO](http://www.montagnenostre.net/?s=inverno)[FOTOGRAFIA IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=fotografia+montagna) **Categorie:** Diari di Montagna --- ### [Bivacco Baitèl dal Mónt](https://www.montagnenostre.net/bivacco-baitel-del-mont/) **Published:** Settembre 12, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Il Bivacco Baitèl dal Mónt è situato a 2606 m., in posizione leggermente sopraelevata, sulle sponda occidentale dell’omonimo lago.Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/val-di-livigno-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Cascina del Monte **Quota di partenza:** 2213 m | **Dislivello:** 650 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** mesi estivi previo contatto con la proprietà. **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** Moto Club “”Trèla Pass”" di Livigno **Tel.** N.D. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] E’ stato costruito negli anni 70 con il contributo dei volontari del Moto Club Trèla Pass di Livigno che ogni anno l’ultima domenica di luglio vi organizzano una festa. Il piccolo edificio dispone di due posti letto a piano terra e altri quattro su un soppalco raggiungibile con una scala a pioli; si tratta di semplici tavolati di legno senza materassi e coperte per cui per poterne usufruire è indispensabile quantomeno portarsi un sacco a pelo. Il baitello è inoltre dotato di: fornello con bombola, stufa economica, tavolo e sedie, stoviglie, cassetta di pronto soccorso. Servizi igienici in una piccola costruzione alla sinistra del bivacco mentre alla destra ci sono lavandini e piastre di cottura. A Livigno prendiamo la strada per il Passo Forcola e il confine con la Svizzera. Usciti dall’abitato vediamo un cartello che segnala il passo a 6 km. Successivamente sulla sinistra troviamo un grande parcheggio contrassegnato dalla sigla P7 e vi lasciamo la macchina (m. 1940). Seguiamo la strada in direzione della Forcola, fino alla prima curva verso sinistra, dove la lasciamo per prendere sulla destra una sterrata chiusa al traffico. I segnavia indicano con il percorso 191: Tröi de li Téa a ore 0.20, Lach dal Mónt a ore 2.20, Val dal Mónt. Camminiamo quasi in piano con uno steccato sulla destra. Ignoriamo un sentiero con il segnavia 105 che si stacca alla sinistra. Poco dopo raggiungiamo la casera bassa dell’Alpe Campaccio dove è possibile acquistare formaggi e altri prodotti dell’alpeggio. Un cartello informa che l’alpeggio è proprietà del comune di Bormio e si estende per 712,7 ettari da quota m. 1950 a m. 2800. Proseguiamo in leggera salita. Alla sinistra ci sono un muretto a secco e dei paletti. Raggiungiamo un ponte con il quale superiamo il torrente che scende dalla Valle del Monte (m. 1960). Un cartello segnala il pericolo di piene improvvise. Subito dopo c’è un bivio dove i segnavia indicano diritto con il sentiero 151: Val dal Mónt, Cheséira dal Mónt a ore 0.50, Lach dal Mónt a ore 2.10; a destra con il sentiero 191: Téa da li Sc’teblína a ore 0.05, Tröi de li Téa a ore 0.15, Livìgn. Proseguiamo diritto in salita. La strada ora è asfaltata. Alla destra ci sono alcune protezioni in legno. Raggiungiamo una grande casa dove l’asfalto termina e proseguiamo in leggera salita verso sinistra su sterrato (m. 1970). Di tanto in tanto troviamo una canalina di legno per lo scolo dell’acqua posta di traverso alla strada. Dopo un tornante destrorso riprendiamo a salire (m. 1985). Attorno ci sono alcuni pini, larici e cembri. Superiamo altri due tornanti. Dopo un altro tornante sinistrorso, tagliabile con una scorciatoia, passiamo accanto ad un casello dell’acquedotto. Un cartello stradale vieta il transito ai mezzi non autorizzati (m. 2025). Camminiamo con poca pendenza ma, subito dopo il successivo tornante destrorso, riprendiamo a salire. Attorno ora c’è un maggior numero di alberi. Lasciamo a sinistra un ripido sentiero che si stacca e rientra dopo due tornanti. Percorriamo poi un altro tornante sinistrorso tagliabile con un sentierino (m. 2060). Proseguiamo con minore pendenza fino ad un tornante sinistrorso oltre il quale c’è un bivio (m. 2080). Qui i segnavia indicano a sinistra con il percorso 151 la variante bassa più breve: Val dal Mónt, Lach dal Mónt a ore 1.50, La Cólma a ore 3.10; a destra con il percorso 152 la variante alta più lunga: Cheséira dal Mónt a ore 0.30, Val dal Mónt, Lach dal Mónt a ore 2.10. Proseguiamo verso sinistra (vedi più sotto alla voce “variante alta” l’altro percorso). Fatti pochi passi percorriamo una curva verso destra e proseguiamo con ben poca pendenza attorniati da pini cembri. Terminati gli alberi, continuiamo quasi in piano con delle rocce alla destra mentre sull’altro lato giù in basso scorre il torrente emissario del Lago del Monte. Presso un ansa della montagna percorriamo un tornante sinistrorso guadando un torrente (m. 2100). Percorriamo una curva a destra e proseguiamo alternando tratti quasi in piano ad altri in leggera salita superando vari rivoli che attraversano il cammino e vanno a gettarsi nel torrente. Sovente ci accompagna la bella fioritura rosa del camenerio presente in abbondanza ai bordi della sterrata. Troviamo sulla destra un breve muretto di contenimento (m. 2140) e, più avanti, un casello dell’acquedotto (m. 2155). Un torrentello attraversa passando sotto alla strada. Raggiungiamo una palina con vari segnavia che indicano davanti: Lach dal Mónt a ore 1.25, La Cólma a ore 2.40; a destra con il percorso 152: Cheséira dal Mónt a ore 0.15, Cheséira dal Campác a ore 1, Parcheggio P7 a ore 1.05; dietro: Cheséira dal Campác a ore 0.40, Parcheggio P7 a ore 0.45. In realtà questa palina andava sistemata più avanti, al ponticello dove le due varianti tornano ad unirsi. Infatti il sentiero indicato a destra qui scorre più in alto. Frattanto siamo arrivati al livello del torrente e camminando in leggera salita raggiungiamo il ponticello dove ritroviamo la variante alta che scende dalla destra tra i prati (m. 2165). In fondo alla valle è visibile il Monte Garone. Oltre il ponte giriamo a destra e riprendiamo a salire con un ampio sentiero fra erba e cespugli. Poi la pendenza aumenta. Dopo esserci allontanati un poco dal torrente, ci avviciniamo nuovamente. Saliamo in modo abbastanza ripido verso una gola nella quale scorre il torrente (m. 2245). Il sentiero però non entra nella gola ma gira a sinistra inizialmente in salita e poi in modo abbastanza ripido. Superato un tornante destrorso (m. 2275) proseguiamo in salita con una palizzata in legno alla sinistra che protegge il sentiero da un eventuale smottamento. Terminata la palizzata la pendenza aumenta. Percorriamo una curva a sinistra seguita da un breve tratto in leggera salita (m. 2310). Ora alla destra il pendio è scosceso e il sentiero in alcuni punti è bagnato. Troviamo infatti dapprima un rivolo che lo attraversa poi torniamo a salire e guadiamo un torrentello che scende dalla sinistra. Quasi in piano superiamo altri due rivoli e arriviamo al guado di un torrente più grande del precedente; anch’esso scende dalla sinistra presso un ansa della montagna (m. 2340). Riprendiamo a salire. Il sentiero si divide in due tracce che si avvicinano e allontanano più volte. Seguiamo sempre quella alla destra, più agevole e contrassegnata dai bolli. Dopo un tornante a sinistra camminiamo quasi in piano (m. 2390) e dopo il successivo, in leggera salita. Superiamo altri tornanti. Le due tracce si incrociamo un’altra volta (m. 2415). Ora però notiamo che quella a destra con i bolli sale in modo diretto e ripido mentre quella alla sinistra in modo più dolce e con vari tornanti. Optiamo pertanto per quest’ultima. Ci abbassiamo di qualche metro per superare il letto in secca di un corso d’acqua e riprendiamo a salire inizialmente con poca pendenza. Continuiamo in salita con vari zig-zag mentre il sentiero si divide in più tracce che si intersecano. Vediamo che tra il sentiero che stiamo risalendo e l’altro che avevamo lasciato c’è un solco al centro del quale si erge un dosso sulla cui sommità è stata collocata una croce. Proseguiamo sempre a zig-zag e con pendenza poco accentuata aggirando dalla sinistra il dosso (m. 2570). Più avanti i prati terminano; ora camminiamo tra pietre e sfasciumi. Ci spostiamo poi un poco verso destra. Con pochi passi scendiamo e risaliamo due volte per superare due piccoli valloncelli nel secondo dei quali scorre il torrente emissario del lago. Subito dopo il sentiero si unisce all’altro che aveva aggirato il dosso dalla destra. Davanti c’è il lago e sulla sponda opposta vediamo il bivacco. Su di una palina alcuni segnavia indicano: Lach dal Mónt m. 2606; a destra: Baitèl dal Mónt a ore 0.05; a sinistra: La Cólma a ore 1.20, Sómp i Crap Néir a ore 1.40, Baitèl dal Gras di Agnégl a ore 2. In piano iniziamo ad aggirare il lago verso destra. Percorriamo poi un tratto in posizione sopraelevata per tornare, poco dopo, al livello del lago. Infine, con pochi passi in salita, raggiungiamo il bivacco. *Fonte: [diska.it](http://www.diska.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Baitello del Grasso degli Agnelli **ALPINISMO**Monte Ganda | Monte Breva | Pizzo la Stretta [Vedi tutti i bivacchi della Val di Livigno »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/val-di-livigno-bivacchi/) **Categorie:** Val di Livigno **Tag:** Alpi Retiche, Lach del Mònt, Livigno --- ### [Perché l’aria di montagna fa bene in tutte le stagioni](https://www.montagnenostre.net/perche-laria-di-montagna-fa-bene-in-tutte-le-stagioni/) **Published:** Febbraio 1, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Soffri spesso di tosse e problemi respiratori? Il tuo colorito e pallido e spento? La tua pelle è piena di inestetismi? Sei stressato? L’allergia ti mette ko? Per tutti questi problemi c’è un’unica, infallibile cura: l’aria di montagna. Quante volte ti sarai sentito ripetere dalla nonna che l’aria di montagna fa bene? Ebbene, come accade in molti altri casi, anche per quanto riguarda i benefici dell’aria di montagna i consigli delle nonna sono sempre i più affidabili! **Scopriamo insieme** perché trascorrere un periodo (anche breve) in alta montagna fa bene alla salute di grandi e piccini. La montagna stimola l’ossigenazione dei tessuti. In alta quota, come forse già saprai, la concentrazione degli agenti inquinanti e degli allergeni diminuisce gradualmente, alleviando i sintomi di **asma,riniti allergiche, affezioni respiratorie**, e così via. Se si superano i 1200 metri, poi, la maggiore rarefazione dell’aria stimola una positiva carenza di ossigeno nel corpo, che risponde producendo più globuli rossi. In questo modo si massimizza l’ossigenazione dei tessuti e degli organi vitali del nostro corpo, che apporta benefici a tutti, ma soprattutto agli anemici. La montagna aiuta a dimagrire e a bruciare grassi. In montagna tendiamo a fare più movimento fisico, perché le opportunità di fare passeggiate, jogging ed escursioni sono davvero infinte. Il corpo è quindi “costretto” a compiere maggiori sforzi, ma senza faticare troppo. Gli effetti si vedono: il metabolismo si velocizza naturalmente e le Calorie vengono bruciate molto più rapidamente del solito. **La montagna fa abbassare la pressione e protegge il cuore.**Un altro vantaggio eccezionale della montagna è l’effetto positivo che le alte quote hanno sulla pressione sanguigna. In montagna sia la pressione massima che quella minima si abbassano. Contemporaneamente i Grassi (pericolosi per la salute e per la linea) vengono metabolizzati in maniera sostanzialmente più rapida ed efficiente. Questo comporta un abbassamento dei livelli di Colesterolo cattivo nel sangue ed un miglioramento dell’attività cardiaca. **La montagna è una cura naturale per tante malattie.** Oltre alla già citata asma e alle allergie, l’aria di montagna ha dimostrato di avere effetti benefici su: bronchiti, cardiopatie ischemiche, ipertiroidismo, eczemi, orticarie, catarro, patologie uditive, obesità, emicrania, stress e molto altro. Quindi, che sia per una settimana bianca con gli amici o per una vacanza estiva in una baita di alta quota, la montagna è un’ottima scelta per divertirsi, prendendosi allo stesso tempo cura del proprio organismo. Fonte: [improntaunika.it](www.improntaunika.it) | Autore: Alessandro Nunziati [CAMMINARE IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=camminare+montagna)[BENEFICI TREKKING](http://www.montagnenostre.net/?s=benefici+trekking)[ARIA DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=aria+montagna)[NEVE](http://www.montagnenostre.net/?s=neve) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, montagna, regole, salute, trekking --- ### [Bivacco Serena (Corte Buè)](https://www.montagnenostre.net/bivacco-serena-corte-bue/) **Published:** Ottobre 3, 2019 **Author:** Redazione **Content:** **A Corte Buè 888 mt, è presente il piccolo ma funzionale Bivacco Serena, le altre baite sono ormai in stato di evidente abbandono, alcune invece, sono state riattate. La favolosa prateria in cui è adagiata Corte Buè, merita una sosta, l’ambiente ha un fascino unico e il silenzio regala momenti di pace interiore.** **Gruppo Montuoso:** Alpi Lepontine – Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONI** **Località di partenza:** Bignuno **Quota di partenza:** 555 m | **Dislivello:** 333 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** da Marzo a Novembre **Posti letto:** ND **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 **COME SI RAGGIUNGE** Da Santino a Rovegro (3,2 km), quindi fino al corte semi-abbandonato di Bignuno (1 km prima di Ponte Castello); lasciare l’automobile in uno slargo della strada poco dopo la scalinata di accesso al corte (cartelli indicatori). Corte Buè è una grande corte sul versante nord-orientale dei corni di Nibbio. I rustici e i prati ormai inselvatichiti sono distribuiti su un pronunciato costolone dal quale si gode di un’ottima vista sui corti di Velina. Il percorso da Ompio attraversa estese faggete e bellissime betullete di neo-colonizzazione di vecchi pascoli ormai abbandonati. Da Bignuno, sopra i rustici del grande corte con edifici in parte ristrutturati, si segue la bella mulattiera che a destra risale dolcemente la montagna entrando in valle. Si sale nel bosco di castagni e si raggiunge Pezza Blena (un altro corte con ancora i pergolati per la cultura della vite). La strada selciata prosegue in leggera salita e si arriva alla cappella di Overgugno. Si lascia quindi il sentiero che prosegue per Bettina e il ponte di Velina (cartelli indicatori) e si sale, dietro la cappelletta, il costolone che permette di guadagnare rapidamente quota in un bosco di querce e roverelle. Il sentiero sale dritto per poi piegare a destra e, aggirato un dosso, passare sotto una grande piodata (cava di sasso per i corti) e raggiungere Curt Pirèla. Si attraversa il corte e poi si prosegue in discesa entrando nel vallone per poi salire leggermente e raggiungere i rustici degradati di Scellina di sopra (853 m). Il sentiero a questo punto entra in falsopiano nella valle e poi in un valloncello incassato, passa i resti di antiche roncature per poi risalire il costolone opposto. Si lascia quindi il sentiero che sale a Basseno, per proseguire a destra in discesa nella valle e, con lungo percorso in falsopiano aggirando costoloni boscati (poco sotto si lascia a destra la deviazione segnalata per velina), guadagnare con cammino ancora lungo Corte Buè. *Fonte: parcovalgrande.it/* **ESCURSIONI** [Rifugio Fantoli](http://www.montagnenostre.net/rifugio-fantoli/) | Alpe Ompio | Alpe Scellina | Alpe Basseno [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL GRANDE »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) [OSSOLA SUD](http://www.montagnenostre.net/?s=Ossola+Sud)[CORTE BUE](http://www.montagnenostre.net/?s=Corte+Bu%C3%A8)[TREKKING IN PIEMONTE](http://www.montagnenostre.net/?s=Trekking+Piemonte) **Categorie:** Val Grande --- ### [Camminare nei boschi fa bene al cervello](https://www.montagnenostre.net/camminare-nei-boschi-fa-bene-al-cervello/) **Published:** Ottobre 11, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Una nuova ricerca ha dimostrato che il contatto con la natura inibisce la formazione di pensieri negativi che possono sfociare in gravi patologie come la depressione. **Camminare nei boschi fa bene**, è una verità talmente elementare che sembrerebbe superfluo ricordarlo. Quando siamo tra gli alberi il battito cardiaco rallenta, la pressione si abbassa e l’umore migliora così rapidamente che [medicine](https://clk.tradedoubler.com/click?p=259084&a=2397400&g=22411280), terapie e analisi sembrano miseri palliativi al confronto. Non sempre però verità che ci sembrano limpide vengono riconosciute dalla scienza ufficiale, impegnata a scindere il mondo in unità distinte da analizzare separatamente, perdendo di vista l’insieme. Una nuova [ricerca](http://www.pnas.org/content/early/2015/06/23/1510459112.full.pdf?sid=c18ec9c3-fb06-4919-9404-a437a7024938) ha confermato che **passeggiare a contatto con la natura ha un effetto rigenerante sul cervello** e aumenta i livelli di attenzione. Lo studio, pubblicato sulla rivista [Proceedings of the National Academy of Sciences](http://www.pnas.org/), è stato condotto da Gregory Bratman, dottorando in biologia all’Università di Stanford. Il ricercatore ha radunato 38 persone che vivono in zone urbane, le ha divise in due gruppi e le ha invitate a camminare per 90 minuti. Metà gruppo ha passeggiato in un parco vicino al campus di Stanford, mentre gli altri hanno camminato lungo una strada trafficata nel centro di Palo Alto, California. Prima e dopo la passeggiata ai partecipanti è stato sottoposto un questionario volto a misurare **la loro tendenza alla formulazione di pensieri negativi** autoreferenziali che aumentano il rischio di depressione. I volontari sono inoltre stati sottoposti a scansioni cerebrali focalizzate su una regione del cervello chiamata **corteccia prefrontale subgenuale**, area collegata all’autostima che risulta particolarmente attiva mentre si fanno pensieri negativi su se stessi. I risultati hanno evidenziato che le persone che hanno camminato nel parco hanno mostrato una **diminuzione dei pensieri negativi**. Le risposte al questionario sono state differenti dopo la passeggiata e l’attività cerebrale ha confermato il cambiamento di umore. “Stare a contatto con la natura, anche per breve tempo, aiuta a ridurre i modelli di pensiero associati in alcuni casi a patologie come la depressione”, ha dichiarato l’autore principale dello studio. La ricerca dovrà essere approfondita ed estesa ad un campione maggiore di soggetti, rappresenta comunque la prova scientifica dei **benefici sul nostro organismo derivanti dall’esposizione alla natura**. “**Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza**, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto”, scriveva Henry David Thoreau nel libro “Walden ovvero vita nei boschi”. *Fonte: lifegate.it* [CAMMINARE IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=camminare+montagna) [BENEFICI TREKKING](http://www.montagnenostre.net/?s=benefici+trekking)[SALUTE MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=salute+montagna) **Categorie:** In Montagna **Tag:** boschi, montagna, regole, salute --- ### [La leggenda del Lago Subiolo](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-lago-subiolo/) **Published:** Luglio 26, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Si narra che il lago di Subiolo, in Val Stagna, sia un luogo abitato da Fate e da altri spiriti, che nottetempo si manifestano con canti, lamenti, a volte grida e sibili inquietanti. Pare, tra l’altro, che lo stesso nome del lago derivi da questi strani rumori, simili al suono dello zufolo, detto in dialetto locale “subio”. E ciò che si narra non è pura fantasia. Molti abitanti dei paesi vicini, o i loro antenati, che per caso o per sfortuna si sono trovati a passare per di lì quando il sole era ormai calato, raccontano di suoni incantanti e incontri incredibili. Una sera, un giovane falegname ritornava sul tardi alla sua casa, vicina al ponte Subiolo, dopo aver fatto visita alla fidanzata. Improvvisamente si sentì ripetutamente chiamare per nome… Con sorpresa, e quasi sgomento, si accorse che un gruppo di Fate danzava sulle acque del lago, alla luce dei raggi lunari. “Vieni con noi – gli dicevano – tu non hai mai provato la felicità che ti offriamo, vieni a danzare con noi finché splende la luna.” “No, no – rispose il giovane terrorizzato – laggiù c’è l’acqua e se scendo annegherò”. “Hai paura? – gli chiesero le Fate ridendo – Allora guarda, l’acqua è sparita. Vieni”! Con un incantesimo il lago era sparito. Anche i sassolini del fondo erano asciutti e i massi rivestiti di muschio si porgevano alle fate come soffici divani. “No, no!” ripetè il giovane. Ma, come soggiogato, non poteva staccarsi dal parapetto del ponte. “Non vuoi? Forza, coraggio, danzando con noi ti dimenticherai di tutto e resterà solo la felicità”. Le Fate ripresero a chiamarlo, ma il giovane non cedette alla tentazione. “Ebbene – dissero infine quegli esseri eterei in coro – per la tua virtù e perché tu abbia a ricordarti di noi, ti offriamo una grazia. Chiedi ciò che vuoi”. Egli, tremante, domandò: “Che io possa con le mie mani eseguire qualunque lavoro d’intaglio”. “Concessa – si sentì rispondere dalle fate -. Ma non sarai mai ricco!” Alla mente del falegname balenò l’idea di opere grandiose, mentre l’acqua tornava ad uscire impetuosa e spumeggiante dal laghetto, le fronde dei faggi stormivano per il vento e la montagna proiettava immobile la sua ombra nascondendo la luna, calata dietro la cima. Le Fate erano sparite. Da quel giorno il giovane falegname realizzò meravigliose opere in legno, di rara bellezza, per tutte le chiese del paese e di altri villaggi vicini. Morì povero come era vissuto e come gli avevano predetto le Fate, ma molto, molto felice. *Fonte: [troppofunghi.com](http://www.troppofunghi.com) – Foto: Credits [flavioturchet.com](http://www.flavioturchet.com/data-elefante-bianco/)* **LEGGI ANCHE:** [L’eterno tormento dei Cunfinàa](http://www.montagnenostre.net/leterno-tormento-dei-cunfinaa/) [La leggenda dei “sempreverdi”](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-sempreverdi/) [La storia di un albero](http://www.montagnenostre.net/la-storia-di-un-albero/) [Becca, il vero nome del Cervino](http://www.montagnenostre.net/becca-il-vero-nome-del-cervino/) [LAGHI DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=laghi+montagna)[RACCONTI E LEGGENDE](http://www.montagnenostre.net/?s=racconti+leggende)[LEGGENDE DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=leggende+montagna) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende, Leggende di Montagna, Racconti e Leggende --- ### [Il Re delle Dolomiti a San Martino di Castrozza](https://www.montagnenostre.net/il-re-delle-dolomiti-a-san-martino-di-castrozza/) **Published:** Febbraio 14, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **Fotografi e rider di tutto il mondo si sfidano tra le Pale di San Martino: chi sarà il nuovo King of Dolomites?** Sulle dolomitiche **Pale di San Martino**, dall’**1 al 4 marzo 2018**, torna **King of Dolomites**, un imperdibile contest che dal 2013 conquista gli appassionati di **freeride e fotografia** e rende protagonisti di emozionanti scatti le cime e gli scenari più belli, a volte anche i più inaspettati, e l’azione di temerari rider. Per partecipare al **contest** non serve essere dei fotografi professionisti: [King of Dolomites](http://kingofdolomites.com/) prevede infatti **2 categorie per concorrere al titolo di Re delle Dolomiti:** la categoria **Open**, aperta a tutti, e la categoria **Pro**, riservata ai più esperti e a chi riuscirà ad aggiudicarsi il pass per il Gran Finale come **Team Pro** postando le proprie foto su instagram con l’hashtag **\#KOD2018** e **\#KOD2018QS** e inviandole tramite sito rispettando le tempistiche indicate nel regolamento. \[divider style="single" border="small" color="#eeeeee"\] #### **I vincitori delle edizioni precedenti King of Dolomites** \[GRS id="3" timestamp="1569328723"\] \[divider style="single" border="small" color="#eeeeee"\] Un evento dedicato ai rider più avventurosi e ad abili fotografi, insomma, ma non solo: durante i **King of Dolomites Days** la **piccola perla alpina** incastonata tra le imponenti **Pale di San Martino** ospita diversi eventi aperti a tutti, come il **King of Dolomites Party**, venerdì 2 marzo, e l’**Arc’teryx KOD Test Village** sull’Alpe Tognola, il 3 e 4 marzo. Nel centro di San Martino di Castrozza, durante il weekend, sarà inoltre possibile ammirare le fotografie scattate durante le scorse edizioni di King of Dolomites (JZ). *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: KOD 2014 ©credits Daniele Molineris* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) // \]\]> **Categorie:** Eventi **Tag:** Dolomiti, Eventi fotografici, Pale di San Martino --- ### [La scalinata dei Larici monumentali](https://www.montagnenostre.net/la-scalinata-dei-larici-monumentali/) **Published:** Agosto 5, 2016 **Author:** Redazione **Content:** **La Val di Saènt e i Larici plurisecolari** In Val di Rabbi, lungo lo scosceso versante che delimita il Prà di Saènt, è stato realizzato un percorso didattico-naturalistico che porta alla scoperta di una ventina di giganteschi larici secolari, eccezionalmente concentrati a circa 1900 metri di altitudine. Sono cresciuti fra i sassi di un macereto in una delle zone più suggestive del Parco, conosciuta come uno dei regni della marmotta. Ai 23 meravigliosi giganti verdi è stato riservato il ruolo da protagonisti che di solito tocca agli animali. Con le loro particolarissime forme suggeriscono al visitatore come sono cresciuti su un terreno impervio ed esposto all’azione degli agenti atmosferici. Lungo i 700 scalini, ottenuti con la semplice sistemazione delle pietre, si scorgono fra gli altri “Due Vite”, il “Lares del Giulio”, il “Larice delle aquile”, la “Tana”. **Gruppo Montuoso:** Prà di Saènt (Italia) **Valle:** Val di Rabbi **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONI** **Località di partenza:** parcheggio in località Còler **Località di arrivo:** Malga Vecia **Dislivello:** 610 m. **Tempo:** 1 ora e 30 minuti per la salita – 1 ora per la discesa **Ritorna al punto di partenza:** SI **Periodo consigliato:** Da giugno a ottobre. **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punto appoggio:** Malga Vecia | Malga Stablasolo | Malga Stablét **Per informazioni chiedere a:** Centro Visitatori di Rabbi **Tel.** 0463 985190 **ITINERARIO** \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/Percorso-dei-Larci-momumentali.gpx”\] Si parte dal parcheggio in località Còler raggiungibile da Piazzola-Somrabbi. In estate è attivo il servizio bus-navetta che porta a Malga Stablasolo (1539 m). Da qui si imbocca il sentiero CAI-SAT 106 che poi si lascia per deviare sul Sentiero delle Cascate di Saènt. Proseguendo si prende di nuovo il sentiero numero 106. Dopo aver raggiunto il Dòs de la Crós (1799 m), si scende per attraversare Prà di Saènt e arrivare alla Malga omonima (1784 m). Al limite della radura si giunge ai piedi della Scalinata dei Larici Monumentali (indicata con segnavia A01) che si conclude a Malga Vecia (1900 m). Rientro lungo lo stesso sentiero (n. 106) con possibile deviazione per Malga Stablét (1589 m) e Malga Stablasolo. *Fonte: parcostelviotrentino.it* [VAL DI RABBI](http://www.montagnenostre.net/?s=val+rabbi)[LARICI MONUMENTALI](http://www.montagnenostre.net/?s=Larici+Monumentali)[TREKKING PIEMONTE](http://www.montagnenostre.net/?s=trekking+piemonte) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Itinerari, Val di Rabbi, Val di Saènt --- ### [Come contribuire a fermare lo scioglimento dei ghiacciai](https://www.montagnenostre.net/come-contribuire-a-fermare-lo-scioglimento-dei-ghiacciai/) **Published:** Febbraio 3, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Lo **scioglimento dei ghiacciai** ha delle forti ripercussioni sull’intero pianeta, poiché provoca variazioni sul clima e sul livello delle acqua dei mari. Cooperare per cercare di fermare o ridurre questo fenomeno, contribuendo così attivamente alla conservazione dell’ambiente, è una responsabilità di ognuno di noi. Quello che è possibile fare è agire semplicemente in modo corretto, introducendo nella nostra quotidianità abitudini volte a ridurre l’inquinamento. **Inquinamento e riscaldamento**globale, che sono **cause primarie** dello scioglimento dei ghiacci, sono legati in gran parte alle **emissioni** di gas serra e a cambiamenti radicali sulla superficie terrestre, come la deforestazione. Il primo passo che possiamo compiere, nel nostro piccolo, è proprio l’impegno attivo nella riduzione di queste emissioni. Riducendo ad esempio l’utilizzo dell’automobile: quando possibile, scegliamo mezzi di trasporto ecologici, come la bici, oppure mezzi pubblici, in modo da limitare la quantità di gas di scarico emessi nell’aria. Quando utilizziamo la macchina, inoltre, impegniamoci a spegnere il motore quando facciamo piccole soste e lasciamola accesa solo quando strettamente necessario. Oltre a ridurre le emissioni inquinanti avremo anche un notevole risparmio sulla benzina. Emissioni che contribuiscono all’inquinamento causa dello scioglimento dei ghiacci sono anche legate all’utilizzo degli spray. Anche se i clorofluorocarburi (CFC), altamente dannosi per l’atmosfera, sono ormai stati vietati per legge, cerchiamo lo stesso di evitare o ridurre al minimo l’uso di prodotti spray che possono contenere particelle tossiche. Ricordiamo inoltre di smaltire correttamente le bombolette dopo averle utilizzate. Anche i combustibili fossili, come il carbone e il petrolio, possono essere nocivi per l’ambiente in quanto producono **grandi quantità di anidride carbonica**. Evitiamo di usarli per il riscaldamento e di incenerire immondizia o altri materiali, con pericolo di emissioni Ad essere fondamentale per ridurre gli impatti sul **riscaldamento globale**è anche l’efficienza energetica delle nostre case. L’ideale è installare gli impianti più moderni per la produzione dell’energia, come i pannelli solari e fotovoltaici. Molto utile, in termini di risparmio e tutela dell’ambiente è anche il corretto rivestimento della casa, che se adeguato permette di limitare le dispersioni di calore. Stesso discorso vale per l’utilizzo degli apparecchi elettrici: accenderli solo quando serve realmente, e spegnerli completamente quando non sono utilizzati, significa ridurre i consumi di corrente e quindi di risorse. **VEDI ANCHE:** [Una mappa dei ghiacciai con i droni, arriva il programma Dream](http://Una%20mappa%20dei%20ghiacciai%20con%20i%20droni,%20arriva%20il%20programma%20Dream) [Aletsch: cosa succede al ghiacciaio più lungo d’Europa?](http://www.montagnenostre.net/aletsch-cosa-succede-al-ghiacciaio-piu-lungo-deuropa/) [Come contribuire a fermare lo scioglimento dei ghiacciai](http://www.montagnenostre.net/come-contribuire-a-fermare-lo-scioglimento-dei-ghiacciai/) Per contribuire a fermare lo scioglimento dei ghiacci possiamo intervenire anche come consumatori. Ad esempio è utile scegliere di acquistare i prodotti delle aziende che operano in maniera eco-sostenibile o dando preferenza ai prodotti a **chilometro zero**, che hanno un minore impatto sull’ambiente poiché non necessitano di lunghi trasporti. Se invece siamo noi i titolari di un’azienda è bene impegnarsi direttamente per ridurre gli effetti negativi dell’inquinamento, scegliendo materiali, strumenti e tecnologie verdi e all’avanguardia. Fonte: [pianetagreen.liquida.it](http://pianetagreen.liquida.it) | Autore: [Clara Romanzi](http://www.o2o.it/userprofile/53201 "Clara Romanzi") [REGOLE MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=regole+montagna)[GHIACCIAI](http://www.montagnenostre.net/?s=Ghiacciai)[CAMBIAMENTI CLIMATICI](http://www.montagnenostre.net/?s=cambiamenti+climatici) **Categorie:** In Montagna **Tag:** ambiente, consigli, montagna, regole --- ### [Cervino: prenotazione obbligatoria alla capanna Carrel](https://www.montagnenostre.net/cervino-prenotazione-obbligatoria-alla-capanna-carrel/) **Published:** Agosto 1, 2019 **Author:** Redazione **Content:** Dal 12 luglio, chi vorrà dormire alla [capanna Carrel](http://www.montagnenostre.net/rifugio-jean-antoine-carrel/), bivacco di proprietà della Società Guide del Cervino, situata sulla via normale italiana di salita al Cervino denominata *Cresta del Leone*, **dovrà obbligatoriamente prenotarne il pernottamento**. La **Società delle Guide del Cervino ha deciso di disciplinare l’accesso alla Capanna Carrel per evitare il sovraffollamento degli ultimi anni**, ridurre code e intasamenti mattutini e limitare i rifiuti non solo nei pressi della Capanna ma sulla stessa montagna. A presidiare, durante tutto il periodo estivo, una guida alpina che avrà il compito di controllare le prenotazioni, garantire la pulizia e gestire al meglio l’affluenza sulla via normale italiana. La [Capanna Carrel](http://www.montagnenostre.net/rifugio-jean-antoine-carrel/) è a 3830 metri ed è raggiungibile per un itinerario decisamente alpinistico anche se facilitato da parecchie corde fisse. E’ punto di sosta per gli alpinisti, tra la prima e la seconda giornata di scalata ai 4478 m della vetta del Cervino. Inaugurata nel 1969, è stata poi in parte ristrutturata e ingrandita negli ultimi decenni. Intitolata a Jean-Antoine Carrel, primo scalatore del Cervino lungo la cresta sud-ovest – è attrezzata di materassi e coperte.I posti letto disponibili su prenotazione sono 40, mentre altri 18 posti sono a disposizione delle guide alpine del Cervino e dei loro clienti*.* Non c’è l’acqua corrente e scarseggia anche la neve da fondere, né vi sono i servizi igienici, né provviste alimentari, se non le necessarie per le emergenze. La prenotazione del pernottamento può essere effettuata via mail scrivendo a o telefonando direttamente all’Ufficio Guide del Cervino allo +39 0166 948169, tutti i giorni negli orari d’ufficio, 9-12 e 14.30–18.30 e prevede un’offerta minima di €30 per gli alpinisti (€15 per le guide alpine) da versare all’atto della prenotazione previo accordi con la segreteria delle guide del Cervino. Eventuali disdette dovranno altresì essere comunicate per tempo. La nuova regolamentazione sarà applicata non solo nel periodo estivo di maggior affluenza, ma durante tutto l’anno: sarà, quindi, buona norma per il futuro, verificarne agibilità e disponibilità. La Società delle Guide del Cervino precisa che le somme ricevute saranno destinate alla gestione e manutenzione della capanna e a tutte le spese ordinarie come, ad esempio, il trasporto del gas trasportato in elicottero, lo smaltimento dei rifiuti e la manutenzione sia della struttura sia degli ancoraggi e delle corde fisse (disponibili per tutti gli alpinisti) sulla via normale italiana che periodicamente devono essere verificate e sostituite. Nessuna ordinanza è stata emessa e quindi non ci sono sanzioni pecuniarie né limitazioni d’accesso alla salita. A chi non prenota, però, non si potrà garantire il pernottamento all’interno della capanna: «*Le Guide Alpine* – sottolinea il Presidente della Società delle Guide Alpine del Cervino, **Flavio Bich** – *non vogliono limitare la possibilità di salire sul Cervino. Con questa regolamentazione si vuole sensibilizzare gli alpinisti a fruire della montagna in maniera consapevole tenendo conto anche dei propri mezzi e dei propri limiti. La via normale italiana al Cervino è una via lunga e impegnativa che richiede una buona esperienza alpinistica. Non vogliamo imporre il numero chiuso come è stato fatto sul versante francese del Monte Bianco, ma cercare di evitare che persone poco esperte mettano a rischio la propria incolumità e quella degli altri. Il Cervino dovrebbe essere un obiettivo da porsi quando si ha già un buon curriculum alpinistico: le insidie naturali sono tante e, se si aggiunge il sovraffollamento, certe situazioni diventano difficili da gestire soprattutto se non si ha esperienza».* **LEGGI ANCHE:** [Becca, il vero nome del Cervino](http://www.montagnenostre.net/becca-il-vero-nome-del-cervino/) [Il Cervino in 3D grazie ai droni svizzeri](http://www.montagnenostre.net/il-cervino-in-3d-grazie-ai-droni-svizzeri/) [Aiutateci a tenere pulite le nostre montagne!](http://www.montagnenostre.net/aiutateci-a-tenere-pulite-le-nostre-montagne/) Con riferimento al fatto che il Cervino è una montagna famosa e al tempo stesso molto ambita, «*Con un buon allenamento e con una guida alpina che ha la necessaria esperienza e conoscenza della via, l’ascensione si può completare anche in giornata, partendo dall’Oriondé* – conclude Flavio Bich – *La sicurezza impone un solo cliente per guida e le cordate devono essere al massimo di due alpinisti, per non allungare ulteriormente i tempi di salita e discesa dalla via*». *Fonte: [gognablog.com](https://www.gognablog.com/cervino-prenotazione-obbligatoria-alla-capanna-carrel/)* [NOTIZIE DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=notizie+montagna)[RIFUGI CERVINO](http://www.montagnenostre.net/?s=rifugi+cervino)[SICUREZZA MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=sicurezza+montagna) **Categorie:** Notizie dalla montagna --- ### [Cosa fare se si incontra una vipera](https://www.montagnenostre.net/cosa-fare-se-si-incontra-una-vipera/) **Published:** Giugno 26, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Sembrerà strano, date le dimensioni alquanto ridotte della vipera, sapere che essa appartiene alla stessa classe del coccodrillo e dell’alligatore. La vipera è un rettile alla pari della famiglia delle lucertole e della tartarughe, con l’unica differenza che possiede due vistosi e appuntiti denti veleniferi, una testa triangolare e a punta, un corpo molto tozzo e robusto, più largo che lungo. In questa guida vi spiegheremo cosa fare se si incontra una vipera. **Assicurati di avere a portata di mano:** - Calma e sangue freddo - In Italia, sia nelle Alpi che negli Appennini, sono diffuse 3 sottospecie di Vipera aspis, che riportano una colorazione di pelle che va dal rosso, al beige fino al nero. Facciamo attenzione alle passeggiate nei luoghi sopracitati massimamente nei mesi di **agosto** e **settembre**. Perché? Sono i mesi di maggiori incontri con le vipere. - Infatti, in questo periodo, si ha la presenza in loco di un numero rilevante di neovipere (fino a 20 “nascite” per femmina) che misurano all’incirca sui 20 cm. Sono i mesi in cui “ si raccoglie” ciò che è stato seminato in aprile e maggio, cioè nei mesi dell’accoppiamento biennale delle femmine. Tieni conto oltremodo che, nei forti periodi di calore, aumenta di molto l’aggressività di questi animali che, in genere, sono estremamente quieti, amanti cioè della pace. Alla vista dell’uomo non sono mai le prime ad attaccare, anzi tendono a fuggire. **Una serie di articoli per la prevenzione e cura in caso di morso della vipera:** - Si difendono col morso, solo se vengono disturbate da vicino. Mordono quindi per paura. Da quanto detto fin qui, è facile evincere il comportamento da mettere in atto qualora se ne avvista una. La prima cosa da prendere in considerazione è non farsi prendere dal panico. Si consiglia pertanto di mantenere la calma e di rilassarsi il più possibile. In parole povere bisogna avere il sangue freddo di rimanere immobili, di arrestare subito il passo in modo da non fare sentire la vipera minacciata dalla nostra presenza. - Cerchiamo intanto di tenerla sotto controllo e massimo, qualora si abbia un bastone in mano o altro, e si è ad una distanza di sicurezza, cercare di procurare del rumore per metterla in fuga. Sii molto guardingo, osservala attentamente per tutto il tempo che ti trovi in sua presenza. Sappi che c’è possibilità di capire quando la vipera è pronta ad aggredirti. Infatti essa, nell’attimo che precede il morso, mostrerà il collo piegato a “S” ed emetterà un sibilo. Regolati di conseguenza e, solo in questo caso di effettivo pericolo, puoi provare ad indietreggiare per allontanarti il più possibile dalla sua orbita d’azione. **Approfondimenti e curiosità:**Di solito le vipere italiane sono pacifiche, non attaccano se non si sentono veramente in pericolo, ma nella maggior parte dei casi, già con il semplice rumore scappano. Nel caso venite punti rivolgersi subito in ospedale, solo li può essere somministrato il siero anti vipera, nel caso aveste uno shock anafilattico l’ospedale è attrezzato. Si raccomanda di rivolgersi sempre in ospedale per qualsiasi tipo di medicazione o per farsi visitare, mai il fai da te. **Consigli:** Non fate movimenti bruschi e state attenti specialmente nei periodi indicati. In caso di puntura rivolgersi subito nell’ospedale più vicino. *Fonti: http://animalidalmondo.pianetadonna.it* [ALPI LEPONTINE](http://www.montagnenostre.net/?s=alpi+lepontine)[SVIZZERA](http://www.montagnenostre.net/?s=svizzera)[CANTON TICINO](http://www.montagnenostre.net/?s=canton+ticino) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Troppo caldo, il Cervino si sgretola](https://www.montagnenostre.net/troppo-caldo-il-cervino-si-sgretola/) **Published:** Luglio 31, 2019 **Author:** Redazione **Content:** II Cervino è sempre più fragile. I segnali d’allarme sono evidenti, e negli ultimi anni sempre più frequenti: si va dal ritiro dei ghiacciai ai pezzi di roccia che si staccano dai suoi versanti. La montagna si sta sgretolando e ciò avviene a causa del caldo, dello scioglimento del permafrost e anche dell’acqua che entra nelle fessure della roccia. I cambiamenticlimatici in atto, insomma, la Terra che si surriscalda: è per questo che la Gran Becca è sempre più malata. Lo dice una ricerca dell’Università di Zurigo, che dal 2007 misura gli spostamenti del gigante, meta ambita dagli alpinisti e ora anche dagli scienziati. La ricerca si chiama Permasense, i risultati sono stati pubblicati sul «Journal of Geophysical Research». Gli allarmi si succedono almeno dal 2003, da quando cioè sul Cervino hanno cominciato a verificarsi fenomeni franosi sempre più gravi. Ma ora il problema dello sgretolamento di una delle montagne più iconiche e conosciute nel mondo, il Cervino appunto (che con i suoi 4478 m di altitudine è la terza vetta italiana), è ormai un problema conclamato. Tanto che i ricercatori del Federal Institute of Technology of Zurigo (ETH) hanno deciso, lo scorso giugno, di installare sul versante svizzero 50 sensori di movimento a quota 3692, attraverso i quali sarà possibile monitorare nel corso del mese la stabilità della roccia e prevedere eventuali frane. ##### Annus horribilis Le ragioni del progressivo sgretolamento, nemmeno a dirlo, riguardano il riscaldamento climatico, che comporta sbalzi climatici sempre più violenti, con conseguente alterazione delle stabilità della roccia. E il Cervino di questo ne ha già risentito, ecco. L’*annus horribilis* fu nel caldissimo 2003, quando si registrarono diverse frane: la prima — come riporta il portale [Montagna.tv](https://www.montagna.tv/143660/il-cervino-si-sta-sgretolando-a-causa-dellinnalzamento-termico/) — verificatasi il 5 agosto, che colpì il tratto della «Corda della sveglia»; la seconda il 18 agosto che spazzò via l’intera «Cheminée», storico passaggio nei pressi del Rifugio Jean-Antoine Carrel. **LEGGI ANCHE:** [Cosa fare se si incontra una vipera](http://www.montagnenostre.net/cosa-fare-se-si-incontra-una-vipera/) [Salute e sicurezza in montagna… a fumetti!](http://www.montagnenostre.net/salute-e-sicurezza-in-montagna-a-fumetti/) [Aiutateci a tenere pulite le nostre montagne!](http://www.montagnenostre.net/aiutateci-a-tenere-pulite-le-nostre-montagne/) ##### Bollettino L’installazione dei sensori arriva a distanza di 12 anni dal primo intervento analogo, che avvenne, sempre per opera dei ricercatori di Zurigo, nel 2007. All’epoca vennero piazzati 17 rilevatori con sensori wi-fi sempre sul versante svizzero, che erano in grado di monitorare praticamente in tempo reale (con un ritardo di 30 secondi, un minuto) i movimenti della roccia. «L’idea — dissero gli studiosi dell’Istituto — è quella che anche per i crolli si sviluppi un sistema simile a quello dei bollettini valanghe. Se in una zona viene segnalato un problema, dovremmo essere in grado si intervenire tempestivamente». ##### Inevitabile La cosa certa è comunque che , al di là di tutto, sarà difficile bloccare un fenomeno che appare incontrovertibile. Secondo uno dei ricercatori del ETH Jan Beutel, che ha parlato al [Daily Mail](https://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-7271829/The-Matterhorn-mountain-Alps-cracking.html), è possibile definire una sorta di «piano di rottura con distacco progressivo di porzioni di roccia; sebbene comunque «queste fratture con caduta di parti della cima non porteranno al crollo della vetta, ma certamente ne modificheranno la conformazione attuale». *Fonte: corriere.it* [BAMBINI IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=bambini+montagna)[AUTUNNO](http://www.montagnenostre.net/?s=autunno)[ANIMALI DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=animali+montagna) **Categorie:** Notizie dalla montagna --- ### [Tutti i benefici del trekking](https://www.montagnenostre.net/tutti-i-benefici-del-trekking/) **Published:** Gennaio 21, 2016 **Author:** Redazione **Content:** È risaputo, ormai, che il nostro corpo per mantenersi in salute, oltre che di una dieta sana, ha bisogno di una **notevole quantità di esercizio fisico**. Il trekking rappresenta un’ottima **opportunità** sia praticare sport respirando aria pura, sia di stare contatto con la natura. Alcuni studi dimostrano, infatti, che al contrario delle palestre in cui si respira aria viziata, l’aria di montagna è in grado di rilassarci grazie al silenzio, alla tranquillità e alla **lontananza dal ritmo frenetico** della **città**. In questa lista vedremo tutti i **benefici del trekking**. **E’ un efficace antistress** Camminare in **montagna** è un ottimo modo per entrare in armonia con se stessi e con il mondo esterno. Quando facciamo trekking, infatti, ci lasciamo travolgere da tutto ciò che ci circonda: odori e suoni della montagna producono i **cosiddetti ormoni** del benessere, come l’endorfina; inoltre se praticato in compagnia, questo sport, permette di condividere **emozioni e difficoltà** derivate dal sentiero. **LEGGI ANCHE:** [Guida al trekking: Consigli sull’acquisto dello zaino](http://www.montagnenostre.net/guida-al-trekking-consigli-sullacquisto-dello-zaino/) [Guida al trekking: i consigli per cominciare a camminare in montagna](http://www.montagnenostre.net/guida-al-trekking-i-consigli-per-cominciare-a-camminare-in-montagna/) [Trekking in montagna: i nostri consigli sulle migliori app](http://www.montagnenostre.net/trekking-in-montagna-i-nostri-consigli-sulle-migliori-app/) **Aiuta a prevenire malattie cardiovascolari**Fare trekking in maniera regolare permette di allargare i vasi sanguigni e di rafforzare il cuore, evitando così malattie cardiovascolari come, ad esempio, l’infarto. Il cuore si abitua, pian piano, ad uno sforzo, non duro, ma prolungato che permette alle sue pareti di ingrandirsi e rinforzarsi. Questo fa sì che il muscolo cardiaco faccia meno fatica a pompare il sangue e diminuisca la velocità ed il numero di **battiti necessari** per apportare tutto l’ossigeno di cui il nostro corpo ha bisogno. **E’ gratuito** Praticare questo tipo di attività fisica in montagna è gratuito, o quasi. Dobbiamo solo comprare l’attrezzatura giusta: una tuta e delle scarpe comode. Per il resto, basta solo avere una grande forza di volontà poiché le prime volte saranno tutt’altro che semplici! È opportuno ricordare che viviamo in Italia, paese dove sono presenti molte montagne e dove la natura presenta zone bellissime e panorami mozzafiato. Perché non usufruirne? **Migliora la respirazione** I **benefici del trekking** riguardano anche l’apparato respiratorio: i muscoli della cassa toracica si rinforzano, permettendo ai polmoni di ampliarsi e contenere più ossigeno. Questa attività permette di “prendersela con calma”: non sono contemplati scatti di velocità ed i movimenti sono lenti ed accurati. **Permette di osservare la natura** Il trekking permette, a chi lo pratica, di poter cogliere i particolari e le sfumature della natura. Quotidianamente non facciamo caso alle cose che ci circondano perché siamo sempre di fretta, immersi nel caos e nello smog cittadino. Quando andiamo in montagna, invece, entriamo in un mondo totalmente rilassante e questo permette di notare tutto quello che abbiamo di fronte: un fiore, una foglia dalla fora particolare, un venticello leggero che ci scompiglia i capelli. Facciamo caso a tutto: sia quello che accade in noi, sia quello che accade all’esterno; ci sentiamo a nostro agio ed, inoltre, è opportuno ricordare che la montagna è un antidepressivo naturale che possiamo prendere tutte le volte che vogliamo! Fonte: [sportpower.liquida.it](http://sportpower.liquida.it) | Autore: [Melania Aio](http://www.o2o.it/userprofile/103167) [BAMBINI IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=bambini+montagna)[BENESSERE IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=benessere+montagna)[TREKKING](http://www.montagnenostre.net/?s=trekking) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, montagna, regole, trekking --- ### [Come chiamare soccorso in montagna?](https://www.montagnenostre.net/come-chiamare-soccorso-in-montagna/) **Published:** Novembre 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** In caso di necessità la chiamata di soccorso deve avvenire tramite i numeri di soccorso specifici comunicando una serie di informazioni. E’ fondamentale comunicare all’operatore di soccorso quanto segue: 1. **Da dove si sta chiamando** (specificando all’operatore che ci si trova in montagna o in grotta). 2. **Il numero di telefono da cui si sta chiamando; il telefono non deve mai essere abbandonato** (se la chiamata dovesse interrompersi è importante che il telefono venga lasciato libero per consentire alla Centrale operativa di richiamare). 3. **L’esatta località dove è ubicata l’area da cui si sta chiamando** (Comune, Provincia o sicuramente un riferimento importante di ricerca rilevabile sulla cartina). 4. **La propria posizione se in posssesso di altimetro** (opportunamente tarato) o GPS. 5. **Indicazioni in merito a cosa è visibile dall’alto** (pendio, bosco, cima, rifugio, ecc.). 6. **Cosa è successo?** 7. **Quando è successo?** 8. **Quante persone sono state coivolte nell’incidente.** 9. **Le proprie generalità** (fondamentali). 10. **Le condizioni evidenti della/e persona/e coinvolta/e**: difficoltà respiratorie, coscienza, perdita di sangue, traumi visibili, ecc; . 11. **L’esatta posizione del ferito** (se seduto, se disteso supino, se disteso prono, se appeso, ecc). **E’ indispensabile rispondere in maniera completa alle domande dell’operatore che avvia l’intervento di soccorso e raccoglie dati fondamentali per l’ottimizzazione dell’intervento stesso.** **CONSIDERANDO CHE L’INTERVENTO IN MONTAGNA PUO’ EFFETTUARSI CON O SENZA L’AUSILIO DELL’ELICOTTERO E’ BENE INFORMARE L’OPERATORE IN MERITO A:** 1. Tempo impiegato a piedi dall’automezzo al luogo dell’evento; 2. Condizioni meteo sul posto; 3. Condizioni del terreno; 4. Presenza di vento; 5. Visibilità sul posto; 6. Presenza nell’area dell’evento di fili a sbalzo, funivie, linee elettriche ecc. *Fonte: cnsas.it* [SOCCORSO ALPINO](http://www.montagnenostre.net/?s=Soccorso+alpino)[SICUREZZA IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=sicurezza+montagna)[PREPARAZIONE PER IL TREKKING](http://www.montagnenostre.net/?s=preparazione+trekking) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Soccorso Alpino, quanto mi costi!](https://www.montagnenostre.net/soccorso-alpino-quanto-mi-costi/) **Published:** Ottobre 8, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Il Soccorso alpino è una struttura operativa del Club Alpino Italiano che ha il compito di provvedere alla vigilanza e prevenzione degli infortuni nelle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, al soccorso degli infortunati e dei pericolanti e al recupero dei caduti. E’ una struttura nazionale operativa del Servizio nazionale di protezione civile. Quindi, se ci troviamo in montagna, nel corso di una escursione, via alpinistica, in parete e per necessità dobbiamo chiamare aiuto, la struttura che si occupa dell’intervento è il Soccorso alpino, contattabile attraverso il 118. Il Soccorso Alpino fa riferimento al servizio sanitario nazionale tranne alcune specifiche regioni: Veneto, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta a cui si è aggiunta recentemente la Lombardia (tariffe di recupero in corso di definizione). La differenza tra essere soccorsi in queste regioni o in qualsiasi altra regione d’Italia è sostanziale: 1\) in tutta Italia, ad esclusione delle regioni citate, il recupero è SEMPRE gratuito per il recuperato, ciò significa che il costo è a carico della collettività. Il recuperato non paga niente sia in caso di infortunio, grave o lieve, sia in caso di chiamata del tutto immotivata senza nessun ferito. 2\) nelle altre quattro regioni le cose cambiano ed in ognuna di esse le spese per il recuperano variano a seconda della situazione, vediamo in sintesi: **VENETO** l’intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo al minuto: – ferito grave: € 25 al minuto fino ad un max di € 500 – ferito lieve: € 75 al minuto fino ad un max di € 7.500 – persona illesa: costo totale dell’intervento **TRENTINO ALTO ADIGE** l’intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo a ticket fisso: – ferito grave: ticket di € 30 – ferito lieve: ticket di € 110 – persona illesa: ticket di € 750, elisoccorso: € 140 al minuto **VALLE D’AOSTA** l’intervento in caso di ferito è gratuito, mentre si paga l’intervento immotivato: – ferito grave o lieve: intervento gratis – persona illesa: intervento immotivato costo elisoccorso € 115 al min e spese a carico fino a max € 3.500 **LOMBARDIA** La Lombardia si è appena aggiunta alle regioni con gestione sanitaria separata con delibera regionale del marzo 2015 e le tariffe sono in corso di definizione e non ancora ufficializzate, ma alla data attuale le tariffe dovrebbero essere: – soccorso di ferito non impegnativo (ambulanza con soccorritori certificati di cui un autista): € 56 l’ora – soccorso di ferito mediamente impegnativo (ambulanza con infermiere e autista-soccorritori certificati): € 70 l’ora – soccorso di ferito impegnativo (ambulanza con autista-soccorritore certificato, medico e infermiere): € 115 l’ora In ogni caso l’utente non potrà pagare una cifra superiore a € 780 e per i residenti in Lombardia è prevista una riduzione del 30%. **PIEMONTE** Allo stato attuale anche in Piemonte si sta pensando di addossare un costo alla persona soccorsa. In ogni caso bisogna essere consapevoli del fatto che i costi del soccorso variano a seconda della regione in cui si verifica l’azione di recupero. **LEGGI ANCHE:** [Soccorso Alpino: l’intervento con l’elicottero](http://www.montagnenostre.net/soccorso-alpino-lintervento-con-lelicottero/) [Come chiamare soccorso in montagna?](http://www.montagnenostre.net/come-chiamare-soccorso-in-montagna/) [GeoResq: un valido aiuto per la sicurezza delle tue escursioni](http://www.montagnenostre.net/georesq-un-valido-aiuto-per-la-sicurezza-delle-tue-escursioni/) E’ evidente che le regioni che hanno fatto questa scelta sono quelle più impegnate sul fronte dei recuperi e degli interventi, dove l’elevato numero costituisce anche un elevato costo per la collettività, d’altro canto nelle aree d’Italia dove il soccorso è gratuito si assiste talvolta al paradosso di persone che chiamano il 118 solo perché sono stanche o perché hanno freddo dopo essersi addentrati in un bosco in pantaloni corti ed infradito. Su un altro frangente, c’è chi come Reinhold Messner, a fronte delle vittime tra gli stessi membri del soccorso alpino in azioni di recupero in aree pericolose, ipotizza una “no intervention zone” per determinate aree di conclamato pericolo, a rischio valanga, in cui il Soccorso Alpino può esimersi dall’intervenire. Come a dire: “tu alpinista che hai scelto di scalare il Cervino in invernale consapevole dei rischi, non pretendere poi che in caso di guai ci siano altre persone che debbano rischiare a loro volta la propria vita per venirti a salvare”. [La polemica rimane aperta.](http://www.montagnenostre.net/bloccati-sulle-dolomiti-per-essere-salvati-devono-pagare-un-conto-da-13mila-euro-al-118/) Per chi volesse cautelarsi ed ammortizzare parzialmente o totalmente i costi di recupero a seconda dei casi, ricordiamo che l’iscrizione al CAI fornisce una [polizza](http://www.cai.it/fileadmin/documenti/Assicurazioni/Assicurazioni_2015/polizza_soccorso_alpino_soci.pdf) che copre i rischi derivanti dalle spese sostenute nell’opera di ricerca, salvataggio e/o recupero, sia tentato che compiuto, dei soci del C.A.I., feriti, morti, dispersi e comunque in pericolo di vita e sopportate direttamente dal socio con massimale fino a € 25.000,00 ed in caso di elisoccorso per il noleggio dell’elicottero con limite di risarcimento di € 40,00 al minuto. Questa assicurazione è valida sia in attività sociale sia personale ed è già compresa nell’iscrizione al CAI, in aggiunta un socio può anche sottoscrivere a parte e con costo aggiuntivo una [polizza](http://www.cai.it/fileadmin/documenti/circolari_Lo_Scarpone/2015/2_2015_assicurazione_soci_in_attivita__individuale.pdf) che copre anche i danni da infortunio in attività personale, ma l’attivazione di questa polizza rimane a discrezione personale. *Fonte: sestogrado.it* [BAMBINI IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=bambini+montagna)[SICUREZZA](http://www.montagnenostre.net/?s=sicurezza)[PREPARAZIONE PER IL TREKKING ](http://www.montagnenostre.net/?s=preparazione+trekking) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Incidente di montagna, montagna, soccorso alpino --- ### [Bivacco L. Resegotti](https://www.montagnenostre.net/bivacco-l-resegotti/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Situata a 3624 m. sulla cresta sommitale della Punta Tre Amici c. 800 m a E del Colle Signal.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**F+** *- Salita Alpinistica Facile Sup.*\[/mks\_highlight\] Lungo il percorso si incontrano difficoltà per il cui superamento richiede l’uso di strumenti alpinistici come la corda, i ramponi, la piccozza. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Alagna Valsesia - Cascata dell'Acqua Bianca **Quota di partenza:** 1502 m | **Dislivello:** 2122 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** In permanenza **Posti letto:** 16 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo Sesia **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="AVVISO IMPORTANTE"\] **ATTENZIONE:** Dalla stagione invernale 2001/2002 la morena del ghiacciaio del Belvedere è in costante movimento e in continuo mutamento. Attenersi quindi a nuove eventuali indicazioni di percorsi alternativi sicuri. Da alcuni anni il Ghiacciaio delle Locce è in costante e progressivo ritiro, diventa sempre più difficile e pericoloso percorrerlo per raggiungere il Colle delle Locce. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **Da Alagna Valsesia**, oltrepassato il centro abitato, lasciamo l’auto al grande parcheggio in località Wold. Da qui è vietato il transito privato, quindi possiamo attendere il pulman navetta (in luglio e agosto il servizio è tutti i giorni dalle 6,30 alle 19,00; in altri periodi è a discrezione del Comune) oppure proseguire a piedi per la strada asfaltata fino al piazzale in località Acqua Bianca. In corrispondenza della tabella informativa dei rifugi ci incamminiamo nella boscaglia seguendo la mulattiera che, oltrepassato un ponte in legno, ben presto diventa un comodo sentiero. Sulla nostra sinistra, denominate “Caldaie del Sesia”, scorrono le acque del Torrente Sesia in una profonda gola a continue balze. Usciamo dalla zona boscosa e troviamo una radura, attraversiamo poi un ponticello e giungiamo ad un bivio dove troviamo le indicazioni per i vari rifugi: seguiamo quella per il Rifugio Barba – Ferrero con il sentiero n° 7. Lungo il percorso attraversiamo due ponticelli in legno e seguiamo il comodo e facile sentiero che prosegue senza particolari pendenze per un lungo tratto, finché, oltrepassata un’altra zona boscosa, comincia a salire. Proseguiamo ancora per il sentiero sempre ben tracciato e segnato che ci permette di guadagnare quota. Siamo ora su terreno misto di sassi e bassa vegetazione erbosa; il Rifugio non è visibile fino “all’ultimo”, ma dopo larghe svolte la pendenza si attenua ed arriviamo all’Alpe Vigne: siamo al Rifugio Barba – Ferrero. Riprendiamo il cammino sulla sinistra del Rifugio, seguiamo il sentiero che da dietro sale su terreno misto di pietre e vegetazione erbosa sempre più bassa. La pendenza diventa sempre più rilevante fino a che, raggiunta una piccola piramide di misto, troviamo un breve pianoro. Ci dirigiamo, a questo punto, verso un tratto di percorso quasi interamente su pietre. L’aspetto del terreno ci preannuncia che siamo in prossimità del ghiacciaio. Il Bivacco Resegotti, in questa fase, è già visibile: è infatti pochi metri sotto la cresta che davanti a noi scende dalla Punta Gnifetti (quindi dalla Capanna Regina Margherita già visibile dall’inizio del percorso), raggiunge ed oltrepassa la Punta Tre Amici e, passando dal Colle delle Locce, raggiunge la Punta Grober. Attraversiamo la zona morenica, troviamo i primi nevai e raggiungiamo il ghiacciaio. Seguiamo ora la traccia o, in assenza di essa, puntiamo verso il Bivacco linearmente. Raggiriamo sul lato destro un piatto affioramento roccioso, dopodiché un altro tratto di ghiacciaio ci permette di arrivare sotto il Bivacco. Leggermente a sinistra sono posizionate numerose catene per facilitare la salita di questa zona di sfasciume pietroso molto ripido. Purtroppo in alcuni casi sono coperte da nevicate recenti e/o abbondanti, comunque vale la pena, sia per la sicurezza che per la velocità di salita, perdere alcuni minuti per cercarle, trovarle… tirarle fuori. Terminato questo ultimo ripido pendio attrezzato eccoci al Bivacco Resegotti. Salendo ancora pochi metri raggiungiamo la cresta che costituisce la linea spartiacque tra la Valsesia di Alagna e la Valle Anzasca di Macugnaga. Eccezionale vista sul Monte Rosa e sui famosi, ormai, Lago Effimero e Lago delle Locce. **Molto importante:** non avanziamo troppo perché la cresta in realtà è una pericolosa “cornice”. **Da Macugnaga**, frazione Pecetto, prendiamo i 2 tratti di seggiovia fino al Belvedere. Da qui proseguiamo con il comodo sentiero che sale leggermente a sinistra fino alla morena del Ghiacciaio. La attraversiamo e proseguiamo dall’altro lato con il comodo sentiero fino al Rifugio Zamboni – Zappa. Da qui diventa un pò problematico l’orientamento in quanto non c’è sentiero o segnavia. Ci teniamo a sinistra e ci dirigiamo verso il Ghiacciaio delle Locce. Lasciamo sulla nostra destra il Lago delle Locce e attentamente scegliamo il percorso sul Ghiacciaio. Ci dirigiamo verso la sua sommità: il Colle delle Locce. Seguiamo a destra la cresta e oltrepassata la Punta Tre Amici proseguiamo fino a che, pochi metri sotto a sinistra (versante della Valsesia), vediamo il Bivacco Resegotti. *Fonte: *[monterosa4000.it](http://www.monterosa4000.it/rifugi/rifugio-resegotti-luigina)** \[/toggle\] \[/accordion\] **ALPINISMO** [Rifugio Gnifetti](http://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) | Cresta Signal | [Capanna Regina Margherita](http://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) | Punta Gnifetti | Punta Grober [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Cascata dell'Acqua Bianca, Monte Rosa, Valsesia --- ### [Bivacco Don Luigi Ravelli](https://www.montagnenostre.net/bivacco-don-luigi-ravelli/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Si trova a 2504 m alla sommità dello sperone roccioso che, a NE della Punta dell’Uomo Storto, si protende fin sopra l’Alpe Cuttiri. Sorto nel 1964 per ricordare la figura del Parroco Don Luigi Ravelli, alpinista e autore di una Guida storica e alpinistica della Valsesia, deceduto l’anno precedente.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EEA** *- Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura*\[/mks\_highlight\] Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Alagna Valsesia **Quota di partenza:** 1186 m | **Dislivello:** 1320 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** In permanenza **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo Sesia **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="AVVISI IMPORTANTI"\] La prima parte del percorso, fino a Pianmisura, è adatto a tutti, anche alle famiglie; la parte mediana che arriva al Bivacco Ravelli è per gli escursionisti, quella finale è riservata ad escursionisti esperti. L'itinerario è attualmente segnalato. La segnaletica presente sui sentieri mantiene i vecchi numeri (es. 3) non ancora aggiornati secondo il recente Catasto regionale che prevede la numerazione con tre cifre (es. 203, ecc). **Consigli tecnici:**Dapprima mulattiera, poi sentiero, il percorso diviene più impegnativo poco prima del Bivacco Ravelli e si snoda su tracce quasi costantemente nelle pietraie. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] L’itinerario ha inizio dal centro di Alagna m 1191 (Unione Alagnese – Villa Grober). Superata la frazione Riale superiore (Oubre Grobe) m 1185, si perviene al congiungimento con la strada che sale dalla frazione Resiga (Zar Sogu) m 1154 (altro possibile punto di partenza). Dal bivio ha inizio la Olterstiga, ovvero la salita d’Otro. Poco dopo aver oltrepassato il casolare di Stiga, lasciato a sinistra il sentiero che scende alla Caldaia di Otro (Olter Chessi) e a destra quello che porta alla abbandonata miniera di manganese, si giunge alla biforcazione di quota 1420 (ore 0,40) con la caratteristica fontana. Si sale a destra, si supera una cappella e con numerosi zig zag si sbuca nella conca di Otro di fronte alla bella chiesuola di Follu m 1664.(ore 0,20 – 1). È questo il primo dei villaggi sparsi nell’altopiano di Otro che noi tocchiamo. Brevi sentieri si dipartono dalla mulattiera collegando i villaggi di: Follu, Felleretsch, Ciucche, Dorf, Scarpia e Weng. Oltre il prato il sentiero 1 scende all’Alpe D’sender. Il ristorante Zar Senni offre ospitalità. In una baita dell’abitato di Follu il Soccorso Alpino ha collocato una cassetta con medicinali. Dalla citata chiesetta l’itinerario raggiunge i villaggi di Dorf e di Scarpia m 1726, donde la mulattiera, tra pascoli e ontani selvatici, perviene all’alpe Pianmisura Piccola m 1782 e si scende brevemente a superare il rio Foric, a valle di Pianmisura Grande m 1854 (ore 0,45 – 1,45). Alle ultime case di Pianmisura Piccola inizia con segnavia – 3b – l’itinerario che porta al Passo Zube m 2874. L’itinerario – 3 -, si inoltra nel vallone, prende a salire lasciandosi al di là del torrente Otro l’alpe Kultiri m 2113 e, forzato l’imbocco, perviene ad una conca, sede di un antico lago, dove alla quota 2250 si stacca dal nostro percorso la via che con il segno – 3d – porta all’alpe Granus m 2338 e al Passo della Coppa m 2916; il segnavia – 3 – piega a sinistra – sud – e sale con largo giro ad un canale ed al piccolo Lago Terrafrancia. Pochi metri a sinistra, su un dosso panoramico, è posto il Bivacco Ravelli m. 2504 (ore 2,20 – 4,00). Eretto in memoria dell’accademico del Cai e scrittore Don Luigi Ravelli può ospitare 12 persone ed è privo di custode. Dal bivacco passa l’Alta via Tullio Vidoni, percorso per escursionisti esperti, che dà modo di contornare il Corno Bianco in tre tappe. Dal bivacco partono altresì molte vie di salita verso il Corno Bianco, la Punta dell’Uomo Storto, il Corno Grosso e lo Straling, tutte con caratteristiche alpinistiche. Il nostro itinerario prosegue sul ripido e sassoso vallone che con faticoso cammino porta prima ad una piccola conca e poi al Passo dell’Uomo Storto (ore 1,00 – 5,00. Quest’ultimo tratto è comune con l’Alta via Tullio Vidoni. *Fonte: *[caivarallo.it](http://www.caivarallo.it/rifugi_cai_varallo/bivacco_ravelli.php)** \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Carestia Antonio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-abate-carestia-antonio/) **ALPINISMO**Corno Bianco | Punta Uomo Storto | Punta Straling \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Ravelli.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Alta via Tullio Vidoni, Monte Rosa, Valsesia --- ### [Capanna Fratelli Gugliermina – Ex Valsesia](https://www.montagnenostre.net/capanna-fratelli-gugliermina-ex-valsesia/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Si trova sull’alto basamento roccioso a SE della Punta Parrot a 3212 m., in ambiente severo fra rocce e ghiacci.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\] E’ un itinerario generalmente segnalato che però presuppone una capacità di muoversi su terreni particolari ( terreno impervio e infido, pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti, tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche, percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minore impegno). Per questo tipo di percorso sono necessarie: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbragatura, cordini). \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Alagna Valsesia – Cascata dell’Acqua Bianca **Quota di partenza:** 1495 m | **Dislivello:** 1717 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto - In permanenza **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo Sesia **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Si raggiunge dal **Rifugio Pastore** all’alpe Pile seguendo il sentiero sul fianco destro del Sesia. Si supera il ponticello sul torrente Bors e si prosegue tra le ontanelle ad attraversare il torrente che scende dal **Ghiacciaio delle Piode** sfruttando un tronco (a volte il volume d’acqua può creare notevoli difficoltà). Per un ripido pendio dove il sentiero diventa incerto si raggiunge la base della lunga morena che divide il bacino delle Piode da quello del Sesia. Con lungo e faticoso cammino si percorre tutto il filo della morena deviando poi a sinistra per una cengia detritica sovrastante il ghiacciaio delle Piode: Per un canalino (corda fissa) si supera un gradino roccioso e per una serie di cenge si raggiunge lo sperone su cui sorge la capanna che si guadagna volgendo a sinistra dopo un’ultima placca (corda fissa). Circa 5 ore. Da **Alagna Valsesia** raggiunta lungo la strada dell’Acqua Bianca la cascata omonima, si può proseguire oltre le Caldaie del Sesia e la Casa del Parco fin nei pressi dell’alpe Vigne (Rif. Barba Ferrero) e da qui attraversare il Sesia (spesso è posizionato un asse per facilitare la traversata che in caso di alta portata può essere di notevole difficoltà) per raggiungere la base della morena sull’itinerario precedente. *Fonte: *[caivarallo.it](http://www.caivarallo.it/rifugi_cai_varallo/capanna_gugliermina.php)** \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE** Traversate alpinistiche di grande impegno e difficoltà, **riservate ad alpinisti esperti**, possono essere effettuate attraverso il Colle Vincent, il Colle Zurbriggen, il Colle delle Piode, il Colle Sesia verso i ghiacciai del Lys e del Grenz | [Capanna Resegotti](http://www.montagnenostre.net/bivacco-l-resegotti/) | Ghiacciai del Sesia e delle Locce | Rifugio Capanna Ferrero **ALPINISMO**Punta Parrot per le alpinistiche vie della parete Sud | Punta Giordani | Punta Vincent | Punta Corno Nero | Punta Ludwigshohe [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Cascata dell'Acqua Bianca, Monte Rosa, Valsesia --- ### [La montagna ed i suoi pericoli soggettivi](https://www.montagnenostre.net/la-montagna-ed-i-suoi-pericoli-soggettivi/) **Published:** Giugno 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** L’attività in montagna determina un notevole sforzo fisico e richiede anche un buon impegno organizzativo oltre che una costante attenzione alle norme basilari di sicurezza. Le attrezzature, anche le più moderne, aiutano l’escursionista ma non ne sostituiscono la conoscenza e le capacità. #### **Il pericolo è sempre in agguato!** Basta una disattenzione per trasformare una tranquilla escursione in montagna in un incubo. La montagna, per la sua particolare conformazione e per la varietà dei suoi fenomeni può riservare brutte sorprese. Valanghe, frane, temporali, insolazioni, congelamenti, perdita di orientamento, sono solamente alcuni dei pericoli cui va incontro il frequentatore delle montagne. E’ molto importante conoscere preventivamente questi pericoli sia per prevenirli che, eventualmente, per affrontarli. Ciò vale per qualsiasi escursionista ed in maniera particolare per tutti coloro a cui vengono affidate altre persone, specie se trattasi di minorenni. **LEGGI ANCHE:** [Salute e sicurezza in montagna… a fumetti!](http://www.montagnenostre.net/salute-e-sicurezza-in-montagna-a-fumetti/) [Tutto quello che devi ricordare quando sei in montagna](http://www.montagnenostre.net/tutto-quello-che-devi-ricordare-quando-sei-in-montagna/) [Sicurezza in montagna](http://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna/) [GeoResq: un valido aiuto per la sicurezza delle tue escursioni](http://www.montagnenostre.net/georesq-un-valido-aiuto-per-la-sicurezza-delle-tue-escursioni/) #### **PERICOLI SOGGETTIVI: Imparate a controllarli!** La loro origine è insita nell’uomo, nella sua insufficienza psicofisica. Derivano da un comportamento generale sbagliato nei confronti della montagna e li potremmo così enumerare: - Limitata efficienza fisica - Deficienze morali, come l’emotività, la mancanza di volontà e carattere, l’imprudenza - Mancanza di tecnica e d’esperienza - Alimentazione non adatta agli sforzi da compiere - Disattenzione - Equipaggiamento non idoneo all’attività che si vuole svolgere Tutte queste deficienze e mancanze possono essere ridotte al minimo o evitate del tutto con un poco di buon senso, prudenza e preparazione tecnica. #### Mancanza di allenamento [L’efficienza fisica è fondamentale per affrontare la montagna](http://www.montagnenostre.net/come-verificare-il-proprio-stato-di-forma-nel-corso-del-periodo-di-allenamento/) con una certa tranquillità; diversamente si rischia al primo imprevisto non solo di non portare a termine l’escursione, ma, ancora più grave, di farsi del male. L’efficienza fisica inoltre aiuta a sopportare meglio l’inclemenza del tempo e a rimanere sempre lucidi anche nei frangenti più difficili. #### La mancanza di tecnica e di esperienza Queste mancanze possono costituire un grave pericolo perchè impegnano l’escursionista più del necessario anche su modeste difficoltà, che si possono trasformare in incidenti gravi. La mancanza di esperienza impedisce la valutazione serena delle difficoltà e dei pericoli tanto da spingere l’escursionista spesse volte a sottovalutarli o a ingigantirli. Anche una inadeguata preparazione teorica degli aspetti caratterizzanti la montagna può essere motivo di pericolo. Valutare bene i vari aspetti dell’escursione, studiare i percorsi, imparare a valutare le proprie capacità, il proprio grado di allenamento, far tesoro dei suggerimenti dei più capaci, sono solo alcuni dei mezzi per ovviare a questo pericolo. Alcune situazioni di pericolo possono essere indotte da una errata modalità di approccio alla montagna. Ad esempio, l’eccessivo entusiasmo o l’ambizione di fare a tutti i costi bella figura con i compagni possono facilmente essere causa di incidente. #### Distrazione Attenzione ai percorsi apparentemente facili e conosciuti. L’attenzione dell’escursionista in questi casi diminuisce andando incontro a pericoli anche gravi. Non pochi sono stati gli alpinisti che hanno perso la vita sulla via del ritorno dopo aver scalato una difficilissima parete, oppure escursionisti che dopo aver percorso sentieri acrobatici si sono distratti con conseguenze per loro fatali su sentieri solo in apparenza meno pericolosi. La distrazione tende ad aumentare quando si è affaticati, perciò si cerchi anche in tali situazioni di rimanere sempre presenti a se stessi e di valutare con calma quanto si sta facendo. #### **Equipaggiamento inadeguato** L’equipaggiamento non adeguato, non consentendo di procedere con sicurezza, è spesso causa di qualche brutto incidente. Così ad esempio un paio di scarponi non adatti al tipo di terreno che si affronta possono causare una disastrosa scivolata; guanti leggeri possono non proteggerci a sufficienza dal freddo intenso, ecc. Tutte queste deficienze e mancanze possono essere ridotte al minimo o evitate del tutto con un poco di buon senso, prudenza e preparazione tecnica. *Fonti: rifugioscoiattolo.com | scoutsanbenedetto.it* [SICUREZZA IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=sicurezza+montagna)[SICUREZZA](http://www.montagnenostre.net/?s=sicurezza)[MEDICINA DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=medicina+montagna) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Api, vespe e calabroni: cosa fare in caso di puntura?](https://www.montagnenostre.net/api-vespe-e-calabroni-cosa-fare-in-caso-di-puntura/) **Published:** Marzo 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **BERGAMO** — Il veleno dei calabroni e delle vespe causa il doppio di reazioni di tipo allergico rispetto a quella delle api. Ma perché sia letale, servono in media 100 morsi. Lo sapevate? Ecco a voi un articolo del nostro medico sui morsi da imenotteri – ossia api, vespe, calabroni, bombi e formiche – che durante la stagione estiva in montagna possono creare molti fastidi o problemi anche gravi. Per curiosità, l’ordine degli Imenotteri, famiglia degli Artropodi, comprende circa centomila specie ed è una famiglia molto grande di cui fanno parte gli insetti velenosi più diffusi in natura. Il nome di questi insetti deriva dalla forma delle due paia di ali trasparenti e membranose. I morsi di api, vespe, calabroni, bombi, e formiche in genere non costituiscono un grosso problema, fatta eccezione per gli individui che sono particolarmente sensibili e in caso di punture multiple. Le punture sono più frequenti su testa o collo, piede, gamba e braccio. Il veleno degli imenotteri è composto da diverse amine vasoattive , peptici ed enzimi, responsabili dei sintomi sia locali che generali. Il veleno dei calabroni e delle vespe causa il doppio di reazioni di tipo allergico rispetto a quella delle api. In una persona non sensibilizzata una singola puntura è in grado di provocare dolore in sede locale, lasciando un segno nella sede del morso. Si tratta, in effetti, di una zona di tessuto cutaneo in rilievo, di colore biancastro, circondata da una zona arrossata. Possono essere presenti gonfiore (edema) e lieve bruciore. Il prurito è variabile. E’ comune per la reazione locale il diffondersi fino a raggiungere un diametro di 15 millimetri o più, e persistere per 24 ore. Più punture in un soggetto non sensibilizzato, per lo più causate dal disturbo ad un nido di imenotteri, può provocare vomito, diarrea, difficoltà alla respirazione, collasso ( ipotensione e tachicardia) e, pure, infarto del miocardio, evento per fortuna molto raro. Codesti sintomi sono causati dal rilascio di una sostanza chiamata istamina. La dose letale è quella provocata da un centinaio di morsi, sebbene qualcuno sia morto dopo il morso di meno di trenta imenotteri ed altri siano sopravvissuti a più di duemila morsi, ma trattasi di eccezioni. Per “soggetto sensibilizzato” si suole intendere una persona che ha sviluppato una reazione allergica, scatenata dalle proteine contenute nel veleno di ape o di vespa o di altri imenotteri. Circa una persona su duecento risulta sensibilizzata e rischia uno shock anafilattico fatale causato da una singola morsicatura. La gravità della morsicatura può essere lieve, moderata, o severa. Più severa la reazione, più rapido l’inizio della sintomatologia conseguente alla morsicatura. Il più delle morti si verificano entro un’ora dalla morsicatura. In un soggetto non sensibilizzato basta raffreddare la zona della morsicatura con impacchi di ghiaccio o acqua fredda per alleviare i sintomi ed rallentare la diffusione del veleno. E’bene sollevare l’arto colpito ed applicare un laccio emostatico per evitare che il veleno si diffonda. I pungiglioni lasciati sulla pelle dovrebbero essere tolti raschiando ( lametta o ago), piuttosto che rimossi con le semplici mani o con delle pinzette per evitare che più veleno venga sparso sul sito della morsicatura. Semplici rimedi come il lievito per il morso di ape o l’aceto per quello di vespa sono di solito di scarso giovamento come pure lo sono gli stick del commercio. E’ bene disinfettare con molta accuratezza la sede del morso per evitare l’instaurarsi di infezioni di origine batterica. Gli antistaminici orali possono essere utili quando la reazione locale è marcata e, raramente, gli steroidi orali possono essere impiegati per accelerare la risoluzione del gonfiore. In caso di vivo dolore si possono somministrare antidolorifici. Quando una persona è stata vittima di più morsicature e presenta i sintomi causati da un eccesso di istamina, può essere utile la somministrazione endovenosa di un antistaminico e di liquidi. I soggetti vittime di diverse punture o che abbiano sviluppato una reazione allergica devono recarsi presso un pronto soccorso ospedaliero. Gli individui con pregressa storia di reazione allergica devono sempre portare con sé una fiala di adrenalina con siringa o autoiniettore, farmaci antistaminici o cortisonici in caso di necessità. Per i soggetti a rischio è utile sottoporsi a immunoterapia specifica. La desensibilizzazione con veleni purificati può bloccare la risposta anticorpale, evitando fenomeni di anafilassi nell’oltre 95% dei casi. Trattasi di una terapia molto diffusa che permette di ridurre di molto il rischio derivante dalla puntura da Imenotteri. Qualora ci si trovi in zone molto frequentate dagli imenotteri (periodo della fioriture in montagna), si deve opportunamente coprire alcune parti esposte del corpo con cappelli, pantaloni lunghi, camicia a maniche lunghe. *Fonte: Montagna.TV – Autore: Gege Agazzi* [ANIMALI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=animali+montagna)[SICUREZZA](http://www.montagnenostre.net/?s=sicurezza)[MEDICINA DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=medicina+montagna) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Incidente di montagna, pronto soccorso, regole, sicurezza --- ### [Guida al trekking: Come preparare lo zaino perfetto](https://www.montagnenostre.net/guida-al-trekking-come-preparare-lo-zaino-perfetto/) **Published:** Aprile 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Anche il miglior zaino può causare dolori alla schiena se non è regolato correttamente oppure se non è stato preparato nel modo giusto. Per un trekking di successo è importante regolarlo in base alla statura corporea ripartendo dalla giusta distribuzione del materiale al suo interno. Seguendo le giuste indicazioni si potrà camminare meglio ed al tempo stesso si migliora l’equilibrio. Per farla breve lo zaino è il nostro compagno di viaggio più fedele ed importante. Ecco una lista di suggerimenti per preparare uno zaino perfetto: #### **Come caricare lo zaino?** 1. **Scomparto inferiore** Nella parte inferiore vengono soprattutto messi oggetti leggeri come p. es. sacco a pelo e beauty case. Le fessure possono essere riempite con t-shirt o biancheria. 2. **Scomparto principale (parte centrale)** Nello scomparto principale vengono messi gli oggetti più pesanti come p. es. funi, carabina, scarpe, bibite, vestiti e cibo. 3. **Tasche d’inserimento** Nelle tasche d’inserimento laterali è possibile collocare le aste della tenda o le bottiglie. 4. **Scomparto nel cappuccio** Qui vengono collocati oggetti piccoli che devono essere a portata di mano quali apparecchio fotografico, fazzoletti di carta e il set di pronto soccorso. 5. **Fasce di compressione** Le fasce di compressione permettono di adeguare il volume al contenuto in base alle necessità (p. es. man mano che la dispensa diminuisce durante gite di più giorni). Stringendo le fasce si migliorano la ripartizione e il controllo del peso. 6. **Fissaggio** Si consiglia di fissare solo oggetti leggeri allo zaino, come materassino o indumenti bagnati. Una coulisse elastica può servire a fissare i bastoncini da trekking. #### Evitare di mettere nello zaino cose superflue. La maggior parte degli appassionati di montagna hanno il piccolo “vizio” di aggiungere delle cose poco indispensabili perché hanno la sola utilità di “rubare” spazio prezioso nello zaino oltre ad aggiungere qualche grammo di peso. E’ bene sapere che anche le confezioni o le custodie occupano parecchio spazio. Il sacco a pelo, gli asciugamani o i vestiti potete metterli in fondo alla zaino, comprimendoli per bene, così che possano costituire un’ottima base per le altre cose. I generi alimentari come panini, frutta secca, barrette energetiche e quant’altro mettetele solo alla fine, in modo da poterle utilizzare per riempire e occupare gli interstizi e i buchi che dovessero rimanere vuoti. #### **L’importanza del sottovuoto** I sacchetti di plastica dai quali estrarre l’aria per confezionare oggetti sottovuoto sono molto utili per il trekker. Se il vostro trekking durerà più di un giorno (ma anche per quelli giornalieri è utile) ovviamente lo zaino dovrà ospitare anche dei capi di abbigliamento di ricambio. I capi di abbligliamento sono anche tra gli oggetti più voluminosi che abbiamo, perché trattengono molta aria e tendono a rimanere gonfi anche se schiacciati. La soluzione molto utile sarebbe metterli in buste sottovuoto riducendo di molto il loro volume. La seconda utilità di questi sacchetti è quella di garantire un surplus di impermeabilità, infatti per quanto il nostro zaino si in tessuto idrorepellente e perfettamente integro, può sempre capitare di dimenticare qualche cerniera aperta quando inizia a piovere o, peggio ancora, di trasportare un liquido non perfettamente imbottigliato che inizia a perdere. Questi sacchetti sottovuoto potrebbero essere la salvezza, non solo per i nostri vestiti di ricambio, anche per i nostri “aggeggi” tecnologici in caso di pioggia battente. **LEGGI ANCHE:** [Tutti i benefici del trekking](http://www.montagnenostre.net/tutti-i-benefici-del-trekking/) [Norme di comportamento in montagna: rispetta gli animali!](http://www.montagnenostre.net/norme-di-comportamento-in-montagna-rispetta-gli-animali/) [Animali fuori pista…chi rispetta protegge!!](http://www.montagnenostre.net/animali-fuori-pista-chi-rispetta-protegge/) #### **Video: Come regolare lo zaino nel modo giusto?** #### I pesi vanno bilanciati Un aspetto importante è quello delle **tasche esterne dello zaino**, infatti quello che alloggiamo in questi spazi se troppo pesante o non sufficientemente bilanciato, rischia di destabilizzarci durante l’escursione influendo direttamente sul nostro modo di camminare. A fine giornata, una volta terminata la camminata e tornati a casa o in albergo potremmo avere dei **fastidiosi mal di schiena**. Il nostro consiglio è quello di controbilanciare sempre: per esempio, se nel tascone destro inseriamo **una borraccia d’acqua piena**, in quello sinistro non dovremo dimenticare qualcos’altro che abbia un peso per lo meno equivalente. Per le tasche posteriori invece, sarebbe meglio evitare oggetti troppo pesanti e in ogni caso è preferibile **non appendere mai nulla**. #### Tenere a portata di mano solo le cose essenziali Nella parte alta dello zaino, nelle **tasche laterali esterne e nei taschini della cintura** è importante mettere sempre quello che potrebbe servirci in caso di emergenza oppure di sosta. Per esempio nella parte alta dello zaino possiamo inserire **il kit di primo soccorso,** mentre nelle tasche esterne possiamo aggiungere torce elettriche, barrette energetiche e magari **un coltellino svizzero** per ogni evenienza. #### Sono in vendita questi articoli: Una buona base per comporre la propria dotazione personale a portata di mano durante il trekking possono essere questi articoli **appositamente pensati per escursionisti e alpinisti**, in vendita anche nei negozi di articoli sportivi. [BAMBINI IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=bambini+montagna)[SICUREZZA](http://www.montagnenostre.net/?s=sicurezza)[PREPARAZIONE PER IL TREKKING ](http://www.montagnenostre.net/?s=preparazione+trekking) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, montagna, regole, sicurezza, trekking --- ### [Cani e rifugi di montagna: Quali sono le regole?](https://www.montagnenostre.net/cani-e-rifugi-di-montagna-quali-sono-le-regole/) **Published:** Aprile 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ormai vado in montagna quasi tutti gli anni e nella maggior parte dei casi cerco di portare con me il mio biondone quindi un post dedicato alla regole relative ai cani nei rifugi era inevitabile. #### **Cerco di riassumere il problema:** Per la legge italiana non esiste alcun divieto di far entrare i cani nei pubblici esercizi, con l’obbligo di condurli con guinzaglio e museruola; il divieto entra in vigore solo per quei luoghi in cui vengono preparati o conservati alimenti. Tuttavia a ciascun Comune è concessa la facoltà di stabilire a livello locale ordinanze sindacali o regolamenti più o meno restrittivi; qualsiasi divieto però deve comunque essere segnalato con apposito cartello cui deve corrispondere un apposito certificato amministrativo rilasciato all’esercente dal Comune. Parallelamente alla legge nazionale però il Regolamento Generale Rifugi del Club Alpino Italiano vieta di introdurre qualsiasi animale nei rifugi; vedi testo sotto. E quindi? > “Non si possono introdurre animali nei rifugi, salvo diverse disposizioni concordate tra Sezione e gestore. Resta comunque il divieto assoluto di accesso agli animali nei locali adibiti al pernottamento”. (valido anche per i rifugi S.A.T.) #### **E quindi?** Quindi per trovare una soluzione a questo paradosso il CAI ha stilato una lista di alcune semplici regole indirizzate a tutti, in particolare ai i gestori delle strutture d’alta quota e ai proprietari degli amici a quattrozampe. (il testo di seguito è volutamente riportato senza alcuna modifica) #### **Il gestore dovrà:** 1. Informarsi nel Comune ove è sito il Rifugio anche verificare la presenza o meno di tali ordinanze restrittive per l’accesso degli animali; 2. Concordare con la Sezione la posizione da tenere nei confronti dell’accesso degli animali; 3. Qualora si sia concordato il divieto di accesso agli animali, il gestore dovrà comunicare e/o recepire **apposito certificato amministrativo** rilasciato dal Comune e apporre un cartello (vedi il fac-simile) ove si specificano i riferimenti del diniego. **Qualora invece gli animali siano ben accetti non si apporrà nessun cartello o al massimo cartelli di benvenuto agli amici a quattro zampe.** #### **Per quanto riguarda il proprietario del cane** Tutti i cani sono condotti sotto la responsabilità del proprietario che adotterà gli accorgimenti necessari affinché non sporchino o creino disturbo alcuno (museruola e al guinzaglio). Si ricorda che per la conduzione di un animale in luoghi pubblici valgono le prescrizioni contenute nell’Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani (G.U. Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2009) del Ministero della Salute. Si consiglia al proprietario dell’animale di informarsi in precedenza presso il gestore del rifugio circa la possibilità di accesso alle strutture da parte dei cani. **ALCUNI RIFUGI CHE ACCETTANO I CANI:** [Rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/): accetta i cani, offrendo la possibilità di stanza privata previa prenotazione [Rifugio Zoia](http://www.montagnenostre.net/rifugio-zoia-2/): Animali ammessi su richiesta. Potrebbe essere richiesto un supplemento. [Rifugio Alpe Ponte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ponte/): accetta i cani su richiesta e potrebbe essere richiesto un supplemento. #### **Queste sono le regole.** Chi conosce la montagna sa che è un mondo piuttosto rigoroso fatto di rispetto ed educazione reciproca. Quindi mi raccomando **fai in modo che il tuo animale non rechi alcun disturbo alle altre persone**, rispetta gli spazi e le esigenze altrui. Io scelgo sempre di non entrare nei rifugi col mio cane perché è piuttosto grosso e indisciplinato quindi non avendo intenzione di disturbare rimango fuori con lui a guardare il panorama e a mangiare un panino… ne vale la pensa fidati. Se è brutto tempo, si parla con Direzione del rifugio e si cerca una soluzione. *Fonte: dogcoach.it – Autore: Mattia* *Altre fonti: cai.it, montagna.tv, pagina facebook Ass. rifugi del Trentino* **LEGGI ANCHE:** [Come trovare i funghi porcini](http://www.montagnenostre.net/come-trovare-i-funghi-porcini/) [La storia di un albero](http://www.montagnenostre.net/la-storia-di-un-albero/) [Fare trekking in primavera: consigli pratici](http://www.montagnenostre.net/fare-trekking-in-primavera-consigli-pratici/) [Aiutateci a tenere pulite le nostre montagne!](http://Aiutateci%20a%20tenere%20pulite%20le%20nostre%20montagne!) [BAMBINI IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=bambini+montagna)[AUTUNNO](http://www.montagnenostre.net/?s=autunno)[ANIMALI DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=animali+montagna) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, montagna, regole, sicurezza, trekking --- ### [Malga Stableti](https://www.montagnenostre.net/malga-stableti/) **Published:** Ottobre 4, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val di Rabbi](http://www.montagnenostre.net/malga-stableti) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Terme di Rabbi **Quota di partenza:** 1350 m | **Dislivello:** 200 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto oppure 20 minuti **Periodo di Apertura:** dal 15 Giugno al 15 Settembre **Posti letto:** NO - Vendita diretta di prodotti quali il nostrano di malga, con diverso contenuto in grasso, il burro, ed anche il Casolet. **Gestione:** Luca Piazzi **Tel.** +339 6682200| 328 4314913 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] La malga è facilmente raggiungibile a partire dal parcheggio che si trova a sinistra della strada dopo l’abitato di Rabbi Terme. Coloro che lo desiderano, telefonando ai gestori, possono ottenere il permesso per salire in auto: la strada è sterrata, ma ben tenuta e può essere percorsa anche da auto normali nonostante qualche tratto un po’ più ripido. La comoda strada inizia a salire subito in mezzo al bosco e per circa due chilometri, fino a ridurre la sua pendenza in vista del cartello che segnala la malga ad un chilometro. Il bosco di abete si dirada per fare posto al pascolo alberato da splendide piante di larice. Alla fine del tratto quasi pianeggiante, in prossimità del parcheggio “Fontanon”, un cartello indica a sinistra il brevissimo tratto in salita che conduce alla malga. *Fonte: [visittrentino.it](http://www.visittrentino.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**[Malga Cercen](http://www.montagnenostre.net/malga-cercen-bassa/ "Malga Cercen Bassa") | [Malga Fratte Bassa](http://www.montagnenostre.net/malga-fratte-bassa/ "Malga Fratte Bassa") | Tutte le malge della Val Cercen [Vedi tutti i rifugi di Val di Rabbi »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/val-di-rabbi/) **Categorie:** Val di Rabbi **Tag:** Gruppo Ortles, Malghe, Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio --- ### [Happy Paca: un pomeriggio con gli Alpaca!](https://www.montagnenostre.net/happy-paca-un-pomeriggio-con-gli-alpaca/) **Published:** Luglio 27, 2015 **Author:** Redazione **Content:** è un pomeriggio pensato apposta per i bambini, che entreranno da subito in contatto con la natura attraverso una passeggiata con gli alpaca in un bellissimo boschetto. I bambini creano un fortissimo legame con questi soffici animali. Al rientro dalla passeggiata ci si sposta nel nostro tepee indiano dove ad aspettarci si saranno dei materiali naturali ogni volta diversi. I nostri piccoli ospiti potranno toccare con mano la lana, le foglie, i fiori e utilizzarli per realizzare insieme dei piccoli oggetti che potranno portare a casa in ricordo della loro esperienza vissuta con noi. O ancora, abbiamo un bellissimo orto didattico dove imparare a conoscere le erbe aromatiche e distinguerle in base ai loro profumi e alla loro consistenza al tatto. Oppure, nelle bellissime giornate estive, cosa c’è di più divertente di una caccia al tesoro contadina per riscoprire gli attrezzi della campagna?! Durante i nostri Happy Paca la regola è che la natura va toccata ed esplorata divertendosi! **Contatti:**Alpacas La Foppa Via S. Elisabetta, 70 23020 Caspoggio (SO) Email: Tel. +39 348 8893857 [www.alpacaslafoppa.com](http://www.alpacaslafoppa.com)Facebook: Alpacas la Foppa **Categorie:** Curiosità di Montagna, Eventi **Tag:** Alpaca, Animali di Montagna, Valmalenco --- ### [Escursioni con gli Alpaca in Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/escursioni-con-gli-alpaca-in-valmalenco/) **Published:** Luglio 27, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Per alcuni andare in montagna è raggiungere la vetta, scattare una foto e rientrare a casa. Per altri invece la montagna è respirare aria pura, assaporare ogni angolo con lentezza. Gli alpaca sono dei maestri del ritmo lento. Con il loro elegante passo ci accompagnano attraverso splendidi itinerari in Valmalenco, studiati apposta per scoprire gli angoli più autentici. Guidati alla longhina ci fanno riscoprire le antiche “vie del latte”, i borghi ora abbandonati, fino a raggiungere i rifugi della Valmalenco per gustare magari un piatto di Pizzoccheri sapientemente cucinato con dell’ottimo formaggio d’Alpe. Ma perché percorrere questi itinerari con gli alpaca? Perché sono animali che con la loro elegante riservatezza e i loro grandi occhi dolci trasmettono una forte sensazione di pace facendoci entrare in simbiosi con la natura. Mantenendo il loro ritmo lento riusciamo a prestare attenzione ai piccoli dettagli, vedendo quel fiorellino o quella farfalla che magari ci sarebbe sfuggita! **Contatti:**Alpacas La Foppa Via S. Elisabetta, 70 23020 Caspoggio (SO) Email: Tel. +39 348 8893857 [www.alpacaslafoppa.com](http://www.alpacaslafoppa.com)Facebook: Alpacas la Foppa **Categorie:** Curiosità di Montagna, Eventi **Tag:** Alpaca, Animali di Montagna, trekking, Valmalenco --- ### [Bivacco Alpe Piazza](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-piazza/) **Published:** Settembre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Orobiche (Italia) **Valle:** [ Val Lesina - Val Gerola](http://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-piazza/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Parcheggio Alpe Tagliate **Quota di partenza:** 1150 m | **Dislivello:** 700 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 3 posti **Gestione:** Comune di Rogolo **Tel.** +39 0342 683523 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] L’alpe Piazza si raggiunge da Morbegno, provincia di Sondrio, solo a piedi. Per avvicinarsi è consigliabile acquistare il permesso per transitare sulla strada a permessi regolamenta a pagamento il cui permesso è acquistabile presso xxxxxx. Dalla strada Provinciale di Sondrio n. 7 per Val Gerola, prendere la deviazione per Erdona-Alpe Tagliate-Alpe Piazza sulla destra e raggiungere la base dell’Alpe Tagliate. Dal parcheggio dell’Alpe Tagliate posto a 1150 metri s.l.m. proseguire a piedi verso l’Alpe Piazza per coprire un dislivello di 700 metri circa, prima su una comoda strada forestale sterrata, e poi su un sentiero pedonale che dai 1550 metri risulta l’unica via percorribile. Una volta in quota ci si può collegare con sentieri pedonabili ai rifugi dell’Alpe dosso e Alpe Legnone della vicina Val Lesina e al versante sinistro della Val Gerola con l’Alpe Culino e Bar Bianco. *Fonte: [alpepiazza.weebly.com](http://alpepiazza.weebly.com)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Pizzo dei Galli | Casera Mezzana | Alpe Stavello | Alpe Legnone [Vedi tutti i bivacchi delle Valli del Bitto »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/bivacchi-lombardia_bivacchi/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Bitto, Orobie Valtellinesi --- ### [Bivacco Lègui](https://www.montagnenostre.net/bivacco-legui/) **Published:** Settembre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Orobiche (Italia) **Valle:** [ Valle del Bitto di Albaredo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-legui/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Albaredo per San Marco e strada per il Passo San Marco **Quota di partenza:** 898 m | **Dislivello:** 600 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 7 posti **Gestione:** Comune di Albaredo **Tel.** +39 0342 616288 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] La strada per il Passo San Marco si imbocca da Morbegno, sulla SS 38 dello Stelvio (110 km circa da Milano) staccandosi a destra ed entrando nella Valle del Bitto di Albaredo. Raggiunto Albaredo proseguendo in direzione del valico di San Marco.Dopo una serie di tornanti la strada lambisce in basso i prati di Corte Grassa verso i 1445 m di quota. Lasciata l'auto si risalgono i prati passando attraverso i nuclei di Corte Grassa e Corte Grande 1615 m proseguendo oltre con direzione NE fino ai prati dei Cornelli da dove per buon sentiero si taglia a destra e con un leggero diagonale in salita si raggiunge il Alpe Piazza. Da qui per sentiero salire in direzione SE portandosi a Tachèr 1923 m e poi poco sopra, al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/179/bivacco-legui/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Alpe Lago | Alpe Piazza **ASCENSIONI**Monte Lago [Vedi tutti i bivacchi delle Valli del Bitto »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/bivacchi-lombardia_bivacchi/) **Categorie:** Valli del Bitto **Tag:** Albaredo, Alpi Orobiche, Bitto, Orobie Valtellinesi --- ### [Bivacco Guido Lammer](https://www.montagnenostre.net/bivacco-guido-lammer/) **Published:** Luglio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste - Passirie - Sesvenna (Italia) **Valle:** [ Val Venosta - Valle di Tel ](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/trentino-alto-adige/bivacchi-trentino-alto-adige/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Parcines/Partschins in Val Venosta-rif. Cima Fiammante/Lodnerhütte **Quota di partenza:** 952 m | **Dislivello:** 1746 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l'anno **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** AVS Merano **Tel.** N.D. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Parcines salire la strada sterrata che porta fino al Gasthaus Birkenwald 952 m. Proseguire a piedi lungo il sentiero che, traversato il torrente, sale sul fianco orientale della Val di Tel (segnavia n. 8). Guadagnata quota il sentiero entra a mezza costa nella valle passa il nucleo di Ronco/Rammwald 1305 m, e poi continua vicino al torrente fino al rifugio Nassereto/Nassereithütte. Dopo un breve tratto sul fondovale il sentiero riprende quota e poi con un lungo mezzacosta arriva all'alpe di Gingl 1644 m. Con numerosi tornanti si risale ora il costone alle spalle dell'alpeggio per poi riprendere ad inoltrarsi nella valle arrivando a Malga Vecchia/Kuh 2470 m da dove in leggera discesa e dopo aver traversato il Rio Lasa, si giunge in breve al rif. Cima Fiammante/Lodnerhütte. Dal rifugio traversare la valle e procedere dapprima verso SE e poi E, seguendo il segnavia n.7. Il sentiero transita per il Passo Lazins 2808 m, per poi scendere e continuare verso E verso la Forcella dei Laghi di Latte, sotto la quale sorge il bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1267/bivacco-lammer-guido/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio Becchi dei - Bocker hütte [Vedi tutti i bivacchi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/trentino-alto-adige/bivacchi-trentino-alto-adige/) **Categorie:** Val Venosta **Tag:** alpi venoste, Laghi di Latte --- ### [Rifugio Francesco Gonella](https://www.montagnenostre.net/rifugio-francesco-gonella/) **Published:** Aprile 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**PD** *- Salita Alpinistica poco difficile*\[/mks\_highlight\]Salita con alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Plan Lognan **Quota di partenza:** 1670 m | **Dislivello:** 1402 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Dal 1 Luglio al 10 Settembre **Posti letto:** 67 posti **Gestione:** CAI Sezione di Torino | **Custodi:** Davide Gonella e Mauro Bianchi **Tel.** +39 011 3177357 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Plan Lognan e dal ponte sul torrente, seguire un sentiero che sale verso NW e raggiunge il piccolo Lago delle Marmotte. Il sentiero ora sale lungamente per il Ghiacciao del Miage in direzione NW. Continuare fino allo sbocco del Ghiacciao del Bionassay e salire poi a destra a delle rocce. Salire per esse (tratti attrezzati con cavi metallici) e traversare a destra lungo le terrazze detritiche e roccette fino al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](http://www.rifugi-bivacchi.com)* oppure Per il lago di Combal e il ghiacciaio del Miage; ore 4,30. Il percorso sul ghiacciaio del Miage, si svolge quasi tutto su pietrame ed è indicato con segnalazioni e ometti; infine tracce di sentiero, anche fra rocce e neve. Dislivello 1400 m. Difficoltà F . Dalla barra poco dopo La Visaille (1700 m) si prosegue sulla strada asfaltata (chiusa al traffico dal l992) per quasi 3 km, fino al ponticello allo sbocco del lago di Combal e a destra per stradina sterrata si giunge in breve a uno spiazzo con parcheggio e al bar Combal, 1970 m. Questa conca erbosa è situata ai piedi della morena laterale destra del ghiacciaio del Miage; poco sopra, a 10 minuti, si trova il grazioso lago del Miage, a contatto con il ghiaccio. Si segue il sentiero (indicazioni) che si alza sul fianco della morena e ne raggiunge la cresta. Il centro del ghiacciaio si può raggiungere già da qui, oppure più avanti, dal termine della morena (qualche lieve crepaccio). Si percorre circa nel mezzo tutto il lungo ghiacciaio coperto di pietrame, superando in ultimo gli sbocchi dei due ghiacciai che scendono da destra (il ghiacciaio del M. Bianco e quello del Dôme) e del canalone a sinistra, sotto I' Aig. de Trelatete. Quasi ai piedi del contrafforte roccioso delle Aiguilles Grises (sul quale, in alto, si vede il rifugio), si effettua un largo giro a sinistra per evitare una zona di crepacci portandosi poi a destra, per lasciare il ghiacciaio a 2650 m (ore 2,00; ore 2,45-3,00 dalla barra). Un sentierino in parte attrezzato attraversa verso destra sulle terrazze erbose e detritiche note come Chaux de Fesse. Si attraversa a destra anche un nevaio per prendere lo sperone sul quale, superate alcune roccette (corde fisse), si arriva al rifugio (ore 1.30; ore 4.30 dalla barra) *Fonte: [rifugiogonella.com](http://www.rifugiogonella.com)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Monte Bianco per la via Normale da Courmayeur | Aiguille de Bionnassay | Sperone SW della Tournette | Tour delle Aiguilles Grises **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_francescogonella.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Aiguilles Grises, Ghiacciaio del Miage, Monte Bianco --- ### [Rifugio non custodito Lasa di Sopra Malga](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-lasa-di-sopra-malga/) **Published:** Maggio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** "Bremsberg" a Lasa **Quota di partenza:** 1347 m | **Dislivello:** 700 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** da giugno ad agosto e nei finesettimana di settembre **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Proprietà privata **Tel.** +39 340 3742660 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Lasa con l’automobile si arriva al gruppo di masi Parnetz alla stazione a monte della funicolare al **"Bremsberg"**. Da qui si prosegue sul sentiero n°14 fino alla malga Lasa di sopra. Prendendo il sentiero n°15 e n°5 si ridiscende verso la stazione di carico del marmo. Si seguono poi i sentieri n°5 fino al ritorno al punto di partenza. *Fonte: rifugi-bivacchi.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio Serristori Alfredo - Düsseldorfer Hütte | Passo di Zai -Zay Joch [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** bambini in montagna, Ortles-Cevedale, Valle di Lasa --- ### [Rifugio Sesvenna](https://www.montagnenostre.net/rifugio-sesvenna/) **Published:** Maggio 27, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste (Italia) **Valle:** [ Val Slingia - Val Venosta ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Slingia (loc. S.Sebastiano) **Quota di partenza:** 1738 m | **Dislivello:** 550 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 1 Aprile al 15 Settembre **Posti letto:** 75 posti **Gestione:** Fam. Pobitzer **Tel.** +39 (0)473 83023 | **Cell.** +39 347 2115476 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal **parcheggio di Slingia** (1738 m) si passa verso nord-ovest alle ultime case. Si gira a sinistra attraversando il ruscello e procedendo sulla strada forestale; poi varcando di nuovo il rio si arriva alla **malga inferiore Planbell** (1868 m, con posto di ristoro). Continuando sul segnavia 1 si tocca la malga superiore, e con pendenza più accentuata si arriva verso destra sotto la parete con cascata; infine si sale a tornanti alla conca ove stanno i **ruderi della Pforzheimer Hütte** ed il recente rifugio Sesvenna-Hütte (2256 m, aperto d’estate); ore 2 dal parcheggio. Si torna rifacendo la via dell’andata fino alla malga superiore. Ivi si può girare a sinistra sulla stradina asfaltata, che porta al paese in bel paesaggio bucolico lungo le stazioni della Via Crucis con cappella di san Sebastiano (ore 1.30 dal rifugio). *Fonte: rifugi-bivacchi.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Villaggio Ramosch **ASCENSIONI**Piz Sesvenna **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_sesvenna.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** Trentino Alto Adige, Val Slingia --- ### [Bivacco Felice Giordano](https://www.montagnenostre.net/bivacco-felice-giordano/) **Published:** Novembre 24, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa – Lyskamm (Italia) **Valle:** [Valle del Lys](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **AR** *Salita alpinistica su neve e ghiaccio con difficoltà fino al III grado* Salita alpinistica su neve e ghiaccio, affronta pendenze superiori ai 35°, creste e canali ghiacciati, richiede attrezzatura da arrampicata e da ghiaccio (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi da ghiaccio, piccozza, ramponi, caschetto da roccia), necessita di esperienza, capacità di valutazione ed allenamento. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Gressoney-La-Trinité o Località Staffal **Quota di partenza:** 1624 m | **Dislivello:** 2543 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e su richiesta **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo Sesia **Tel.** +39 0163 51530 **COME SI RAGGIUNGE***ACCESSO DALLA VALSESIA* Da Alagna Valsesia prendiamo gli impianti di risalita per il Passo dei Salati formati da 2 tratti: la telecabina (primo tratto) fino a Pianalunga e poi la nuova funivia Funifor. E’ utile sapere che dal Passo dei Salati, scendendo per pochi minuti e oltrepassato l’Istituto Mosso, si raggiungono il Rifugio Città di Vigevano e il Rifugio Guglielmina (Col d’Olen). Per proseguire, invece, verso la nostra meta, ci dirigiamo verso la stazione d’arrivo della telecabina che sale da Gressoney, e a destra prendiamo il ripido e pietroso sentiero che prosegue poi più in piano con un breve tratto attrezzato (corde fisse). Con un po’ di saliscendi arriviamo alla base dello Stolenberg che raggiriamo, sul lato sinistro, grazie ad un tratto di sentiero attrezzato (corde fisse). A questo punto è ormai visibile la vecchia stazione di arrivo di Punta Indren. La raggiungiamo percorrendo una cresta di grosse lastre di pietra e un breve pendio di misto. Raggiunta Punta Indren il nostro cammino prosegue verso il Ghiacciaio di Indren percorrendo un tratto pietroso (variabile a seconda della stagione). Proseguiamo sulla battuta traccia che, praticamente in piano, attraversa il Ghiacciaio. Spesso, ad un certo punto, la traccia si divide in due: quella bassa e quella alta. Con quella bassa proseguiamo in piano fino al termine del Ghiacciaio, oltrepassiamo una pietraia, poi riprendiamo a salire e in breve arriviamo al Rifugio Città di Mantova. Da qui è visibile chiaramente la Capanna Gnifetti. La raggiungiamo seguendo la traccia che sale diritta, per poi deviare a sinistra. Se invece decidiamo di percorrere la traccia alta (da valutare a seconda della stagione e dello stato di innevamento), saliamo leggermente. Terminata la neve procediamo con un sentiero di misto (terra, pietre e neve) che dopo alcuni tornanti giunge alla base di un breve passaggio attrezzato. Corde fisse ed altro ci facilitano la salita di questo ripido tratto. Raggiungiamo la sommità di questo passaggio e vediamo a sinistra, più in basso, il Rifugio Città di Mantova e a destra, più in alto, la Capanna Gnifetti. Raggiungiamo la traccia su neve che sale dal “Rifugio Mantova” e che devia subito a sinistra verso la Capanna Gnifetti. Pochi metri prima di giungere alla Capanna Gnifetti lasciamo la traccia e se è battuta prendiamo quella che sale a destra sul ripido pendio nevoso. In sua assenza possiamo puntare diritti verso l’alto sul pendio. In breve ci troviamo in una grande conca del Ghiacciaio e da qui la traccia (in condizioni normali) è evidente. La seguiamo facendo sempre attenzione ai crepacci. Attraversata la conca ci aspetta una ripida salita. Alla nostra destra abbiamo la Piramide Vincent. Continuiamo la salita che per più di una volta si attenua e sembra finire, oltrepassata la Piramide Vincent vediamo il Balmenhorn. Qui possiamo lasciare la traccia principale e salire al suo lato destro, percorrendo il primo tratto della traccia per la Piramide Vincent verso il Colle omonimo, e poi prendendo a sinistra; oppure proseguiamo sulla traccia principale fino a che, guidati dalla statua del Cristo delle Vette, troviamo quella che a destra si dirige direttamente al Balmenhorn. In un caso o nell’altro, arriviamo comunque sul lato posteriore, quello non visibile dalla traccia principale, e raggiungiamo il breve passaggio attrezzato su roccia che ci consente di arrivare al Bivacco Giordano. *ACCESSO DALLA VAL DI GRESSONEY* Da Gressoney, località Staffal, prendiamo gli impianti di risalita per il Passo dei Salati. La prima telecabina raggiunge la stazione intermedia dell’Alpe Gabiet (1 bar-ristorante, Rifugio Gabiet) a pochi minuti dal Lago del Gabiet. La seconda telecabina raggiunge direttamente il Passo dei Salati. Da qui, scendendo a destra per pochi minuti e oltrepassato l’Istituto Mosso, si raggiungono il Rifugio Città di Vigevano e il Rifugio Guglielmina (Col d’Olen). Dopo questa piccola divagazione, riprendiamo il nostro cammino dal Passo dei Salati. Cominciamo subito, appena scesi dalla telecabina, la salita alla nostra sinistra. Da questo punto il nostro cammino prosegue come sopra descritto nell’accesso da Alagna Valsesia. *Fonte: *[monterosa4000.it](http://www.monterosa4000.it/)** ESCURSIONI**[Rifugio Capanna Regina Margherita](http://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) | [Rifugio Cap. Giovanni Gnifetti](http://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) | [Rifugio Città di Mantova](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mantova/) **TRAVERSATE** Colle del Lys | [Rifugio Monte Rosa Hutte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-rosa-hutte/) | [Rifugio Quintino Sella](http://www.montagnenostre.net/rifugo-quintino-sella-al-felik/) per il Naso del Lyskamm oppure per la Cresta dei Lyskamm **ALPINISMO** Punta Gnifetti | Punta Zumstein | Punta Dufour | Punta Parrot | Ludwigshohe | Corno Nero | Balmenhorn | Piramide Vincent | Lyskamm orientale [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) [LYSKAMM](http://www.montagnenostre.net/?s=Lyskamm)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Lyskamm, Monte Rosa --- ### [Bivacco Ulrich Lateltin](https://www.montagnenostre.net/bivacco-ulrich-lateltin/) **Published:** Novembre 24, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Gressoney-La -Trinité (AO) **Quota di partenza:** 1407 m | **Dislivello:** 1725 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** in permanenza e su richiesta **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** CAI Sezione di Gressoney **Tel.** +39 0125 366303 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Testagrigia\_Lateltin.gpx"\] *ACCESSO DALLA VALLE D'AYAS* Seguire l’autostrada A5 fino a Verres. Dall’uscita autostradale, risalire tutta la Valle d’Ayas fino a Champoluc (1568 mt). Raggiungere a piedi o in telecabina la località Crest. ( qui si trova il **rifugio Vieux Crest** (1.935 mt.). Successivamente raggiungere a piedi o in telecabina la stazione a monte dell’impianto “Ostalfa III”. Da qui proseguire seguendo le indicazioni fino al Colle Pinter e successivamente per il Bivacco Lateltin (3.120 mt.). Il percorso è per Escursionisti Esperti ed ha un dislivello di 1552 metri. Sono necessari scarponi e abbigliamento adatto alle basse temperature in quanto il bivacco Lateltin si trova a 3120 metri. *ACCESSO DALLA VALLE DI GRESSONEY* Seguire l’autostrada A5 fino a Pont Saint Martin. Dall’uscita autostradale, svoltare a destra sulla Strada Statale 26 fino alla rotatoria. Da qui seguire le indicazioni per la Strada Regionale 44 della valle di Gressoney. Dopo aver risalito quasi tutta la Valle del Lys, si raggiunge Gressoney Saint Jean (1.385 mt.) e dopo circa 2 km. si trova il villaggio di Chemonal (1.385 mt.), ove parte il sentiero per il **Rifugio Alpenzù** (1.779 mt.) che è raggiungibile in circa 45 minuti di cammino. Dal rifugio proseguire seguendo le indicazioni fino al Colle Pinter e successivamente per il Bivacco Lateltin (3.120 mt.). Il percorso è per Escursionisti Esperti ed ha un dislivello di 1735 metri. Sono necessari scarponi e abbigliamento adatto alle basse temperature in quanto il bivacco Lateltin si trova a 3120 metri. *Fonte: *[theflintstones.it](www.theflintstones.it/montagna/escursionismo/bivacchi/lateltin.htm)** ESCURSIONI** Colle Pinter | Laghi Pinter | [Rifugio Vieux Crest](http://www.montagnenostre.net/rifugio-vieux-crest/) TRAVERSATE Colle di Pinter | [Rifugio Alpenzù](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpenzu/ "Rifugio Alpenzù") | Fraz. Chamonal (Gressoney St.Jean) **ALPINISMO** Testa Grigia | Mascognaz Pass [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) [TESTA GRIGIA](http://www.montagnenostre.net/?s=testa+grigia)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa)[GRESSONEY](http://www.montagnenostre.net/?s=gressoney) **Categorie:** Val d'Ayas, Valle del Lys **Tag:** Gressoney, Monte Rosa, Testa Grigia --- ### [Bivacco Cravetto](https://www.montagnenostre.net/bivacco-cravetto/) **Published:** Novembre 21, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Issime/Cugna **Quota di partenza:** 953 m | **Dislivello:** 1469 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore e 30 minuti - 4 ore **Periodo di Apertura:** permanente **Posti letto:** 8 posti **Gestione:** CAI Sezione di Gressoney **Tel.** +39 0125 355313 (CAI Sezione di Gressoney) **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Cravetto.gpx"\] Poco oltre la chiesa di Issime ( 953 mt.), sulla sinistra, si trova il villaggio di Cugna. Seguendo il cartello segnavia per il colle Chasten, si passa accanto alle abitazioni di Cugna prima di addentrarsi nel bosco. Poco oltre una croce inizia una bella mulattiera a ciottoli. Dopo un primo tratto in falsopiano si piega verso sinistra e dopo aver costeggiato un tratto del torrente, lo si attraverso grazie un ponte in ferro. Dopo una serie di tornanti, in cui la mulattiera sale in alcune tratti di fitta vegetazione, si incontra la cappella oratorio di Zam Chroizii (0h30′ circa). Si prosegue a svolte nel bosco fino a raggiungere i prati con i ruderi di Ron (0h50′ circa). Si risalgono i prati e si discende nei pressi del torrente, dove lo si supera tramite un ponte in legno. Si riprende a salire e prendere quota , si supera un vecchio pannello e si prosegue verso destra ignorando la deviazione che scende al casolare di Burinni. Dopo una serie di ripidi tornanti si giunge ad un cippo di cemento posto nei pressi un bel belvedere su Issime e sulla valle sottostante. Si prosegue verso sinistra su una bella balconata soprastante il casolare Burinni, si giunge e si supera una passerella in legno e si incontra successivamente un rudere, prima di entrare nel restringimento della vallata costeggiato dal bel torrente che forma diverse cascatelle. In uscita della gola si entra in una ampia conca. Qui prestate un pò di attenzione ai bolli gialli segnavia. Il sentiero prosegue dietro il rudere posto a poche decine di metri dal greto del torrente ma si può anche optare per passare dinanzi al rudere stesso, guadare il torrente utilizzando le 2 passerelle in legno e risalire verso destra poche decine di metri fino a re incontrare i bolli segnavia (2h00′circa). Da qui è già evidente una grossa croce in pietra che bisognerà raggiungere. Oltre il torrente si sale con ripidi tornanti, sempre su mulattiera a ciottoli, sul pendio verdeggiante a destra della balza rocciosa superabile in circa 30′ ed oltre la quale si trova l’alpeggio Muna (2h30′ circa.). Dall’alpeggio si segue il sentiero che risale i prati e giunge alla croce in pietra oltre la quale si trova l’alpeggio Piany (3h00′ circa). Il sentiero passa sul lato dell’alpeggio e risale il pendio di sinistra che conduce ad un ulteriore alpeggio: Merhuy (3h15′ circa). Da qui è già possibile scorgere il Bivacco Cravetto (2422 mt. – 4h00′ circa), raggiungibile piegando a destra nell’ampio vallone di Burinne e risalendo l’ultima balza che sale all’alpe Chlekch. *Fonte: *[theflintstones.it](www.theflintstones.it/montagna/escursionismo/bivacchi/cravetto.htm)** **ESCURSIONI** Colle Chasten **TRAVERSATE** Challand Saint Anselme **ALPINISMO** Monte Nery o Becca Frudiera [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) **Categorie:** Val d'Ayas, Valle del Lys **Tag:** Alpe Chlekch, Gressoney, Monte Rosa, Valle del Lys --- ### [Bivacco Carlo Gastaldi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-castaldi/) **Published:** Novembre 21, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **EEA** *Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura* Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Gressoney-La -Trinité **Quota di partenza:** 1624 m | **Dislivello:** 1006 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** in permanenza e su richiesta **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** CAI Sezione di Gressoney **Tel.** +39 0125 366303 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Gastaldi.gpx"\] Il sentiero per il bivacco inizia in loc. Edelboden inf. nei pressi della Pizzeria “Walserschield“. Si procede in un bosco di larici lungo il marcato sentiero che sale a fitte svolte; giunti in prossimità di alcune balze dirupate, le si contornano con un traverso verso destra per uscire su dei brevi ripiani erbosi dove è posta la baita di Spillmansberg. Proseguire a mezzacosta, attraversando ripidi pendii, verso il fondo del vallone e, raggiunto il torrente, attraversarlo per seguire la traccia che sale tra grossi blocchi levigati. Superata una facile placca rocciosa, si raggiunge una dorsale erbosa su cui è posto il bivacco. *Fonte: *[lovevda.it](www.lovevda.it/it/banca-dati/7/bivacchi/gressoney-la-trinite/bivacco-gastaldi/2502)** **TRAVERSATE**[Rifugio Gabiet](http://www.montagnenostre.net/rifugio-del-gabiet/)**ALPINISMO** Corno Bianco [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) [GRESSONEY](http://www.montagnenostre.net/?s=gressoney)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Corno Bianco, Gressoney, Monte Rosa --- ### [Rifugio Arp](https://www.montagnenostre.net/rifugio-arp/) **Published:** Dicembre 1, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Estoul (AO) **Quota di partenza:** 1815 m | **Dislivello:** 585 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre; durante la primavera si può aprire su richiesta **Posti letto:** 110 posti **Gestione:** Società di gestione Loc. Angelin, 59 – 11010 Sarre (AO) **Tel.** +39 348 1548012 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Parcheggiata la propria auto nel parcheggio di Estoul, si imbocca una comoda strada poderale a sinistra che sale moderatamente in un bosco. Si prosegue dritti ignorando una deviazione a destra, a quota 1901 metri, della strada poderale e si arriva ad un bivio nei pressi dell’alpe Fontaine (1903 m.). Qui si devìa a destra seguendo un cartello in legno che indica la direzione per il Rifugio Arp. Si imbocca quindi un sentiero ben marcato che, un po’ ripidamente, conduce nuovamente alla poderale a circa 2009 metri. Si resta su questa strada ignorando la deviazione a destra a quota 2209 metri per il Lago Litteran (presenti paline segnaletiche). Si arriva, dopo una brevissima discesa, nelle immediate vicinanze del “Grand Torrent”. Qui, per un accesso più immediato al Rifugio Arp, occorre ignorare la strada che sale da sinistra per restare su quella che prosegue, almeno inizialmente, in modo pianeggiante (Segnavia 5F). Si noti che in questo punto le paline segnaletiche indicano che per il Rifugio Arp si può seguire anche il sentiero 5, vale a dire la strada che si sviluppa alla propria sinistra, ma questa deviazione allungherebbe inutilmente il tragitto. La strada termina, dopo una ripida, ma fortunatamente breve, salita davanti al Rifugio Arp (2421m. – 1h30). *Fonte: [escursionivda.it](http://www.escursionivda.it/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Passo di Valnera | Colle di Palasinaz | Laghi di Estoul | Lago Bringuez | Punta Valfredda | Laghi di Valfredda | Laghi di Palasinaz | Lago di Coluloir | Colle Bringuez | Lago di Litteran **ALPINISMO**Punta Valnera | Corno Bussola | Corno Vitello | Punta Gua **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Arp.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) **Categorie:** Valle d'Ayas **Tag:** Alpe Fontaine, Lago Litteran, Val d'Ayas --- ### [La Valchiavenna](https://www.montagnenostre.net/valchiavenna/) **Published:** Febbraio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **La Valchiavenna è una regione alpina che compone, insieme alla Valtellina e ai territori della Val di Lei e di Livigno, la provincia di Sondrio. Si trova nella regione Lombardia.** **DESCRIZIONE DELLA VALLE** Il nome Valchiavenna deriva dal nome del suo centro più importante, Chiavenna. La forma della Valchiavenna si può paragonare ad una “Y”, divisibile in tre zone: 1\) **la prima è la zona principale (Bassa Valchiavenna)** che si incontra imboccando la valle da sud e che va dal trivio di Fuentes, sopraColico, a Chiavenna, comprendendo il Piano di Chiavenna e monti e valli adiacenti. Questa è, correttamente parlando, la Valchiavenna vera e propria; 2\) la seconda è la sua continuazione occidentale, **la Valle Spluga (o Val San Giacomo)**, che parte da Chiavenna e termina al Passo dello Spluga; 3\) la terza è la sua continuazione orientale, la **Val Bregaglia** (conosciuta anche come Valle della Mera), che da Chiavenna porta al confine Italia-Svizzera e poi si conclude al Passo del Maloja. La Val Bregaglia non può comunque essere ritenuta parte della Valchiavenna, anche se i suoi due comuni italiani (Piuro e Villa di Chiavenna) fanno parte della Comunità Montana della Valchiavenna **Chiavenna e bassa valle** La cittadina valchiavennasca più importante è, ovviamente, Chiavenna. Vi ha sede la Comunità Montana della Valchiavenna, di cui tutti i comuni della valle fanno parte. Nella bassa valle è presente il grande comune di Samolaco, anch’esso diviso in frazioni (Somaggia, San Pietro, Era, Casenda). Nel piano si sono sviluppate le cittadine di Prata Camportaccio, Gordona e Mese. Tra i comuni di Gordona e Mese c’è Menarola, con “solo” 46 abitanti. Sul Lago di Mezzola sono affacciati i comuni di Novate Mezzola e di Verceia. \[expander\_maker id=”1″ more=”LEGGI TUTTO” less=”CHIUDI”\] **Valle Spluga** In Valle Spluga il “capoluogo” è Campodolcino, nome dato ad un insieme di frazioni (Prestone, Pietra, Tini, Acero, Corti). Non esiste infatti un vero centro chiamato Campodolcino. È un comune sparso. In questo comune è da menzionare il paesino di Fraciscio perché ha dato i natali al Santo Don Luigi Guanella. Nella “Val di Giüst”, come viene chiamata nel dialetto locale, è inoltre molto sviluppato il centro di Madesimo, importante stazione sciistica. La valle era in passato più conosciuta come Val San Giacomo, nome derivante dal comune di San Giacomo (a cui si aggiunse il nome di Filippo per evitare omonimie). **Valle della Mera** Nella Valle della Mera è presente un paese con una situazione analoga a Campodolcino. Esso è Piuro, il cui centro fu distrutto nel 1618 da una frana. Sulle macerie sono stati costruiti Borgonuovo, Prosto e Santa Croce. Infine il comune di Villa di Chiavenna che confina con la Svizzera. La Valchiavenna si trova incastonata nelle Alpi, circa al centro della catena montuosa, tra le Alpi Lepontine e le Alpi Retiche occidentali. Divide così le Alpi Occidentali dalle Alpi Orientali. Ha un andamento verticale, diversamente dalla direzione del crinale alpino. La sua conformazione è dovuta all’azione dei ghiacciai alpini dell’età antica. Confina con il Canton Grigioni (in Svizzera) a nord, nord-est e ovest, con la Valtellina a sud-est e con le province di Como e Lecco a sud. La Valchiavenna è parallela alla Val Mesolcina, valle di lingua italiana ma appartenente al Canton Grigioni. Nel comune di Piuro è compresa la Valle di Lei, appartenente al bacino idrografico del Reno. Questa, pur appartenendo politicamente ad un comune della Valchiavenna, geograficamente non ne fa parte. **Corsi d’acqua** Il corso d’acqua più importante è **la Mera**, fiume che nasce a 2800 m s.l.m. in Svizzera (Val Marotz) e scorre in direzione est-ovest fino a Chiavenna. Unito al torrente Liro presso Mese, il fiume finisce poi nel Lago di Mezzola che confluisce nel Lago di Como. Poi c’è il torrente Liro, che nasce vicino al Passo dello Spluga e, insieme al torrente della Val Loga, che nasce dal ghiacciaio della Val Loga, si immette nel lago artificiale di Montespluga. La sua acqua alimenta vari impianti idroelettrici, e infine finisce nella Mera, presso l’abitato di Mese. Il corso del torrente Liro e del fiume Mera dopo il congiungimento tra i due determina il confine tra Alpi Lepontine e Alpi Retiche. I molti affluenti minori dei due corsi d’acqua formano varie valli laterali. Il Lago di Mezzola si trova nella bassa Valchiavenna ed è preceduto da un laghetto chiamato Pozzo di Riva. Il Lago di Mezzola è ciò che rimane dell’acqua del Lario che occupava l’attuale Piano di Chiavenna, formato dai detriti della Mera portati verso il lago. Nel lago confluiva anche l’Adda, fino all’alluvione del 1520. Sono presenti in Valchiavenna numerosi laghi artificiali, creati per scopi idroelettrici. Essi sono: • Lago di Montespluga • Lago di Truzzo (lago naturale ampliato artificialmente) • Lago di Madesimo • Lago di Isola (sempre nel comune di Madesimo) • Lago di Prestone (a Campodolcino). In territorio appartenente al comune di Piuro, nella Valle di Lei vi è un grande lago artificiale, il Lago di Lei, che si trova nel bacino del Reno. Le sue acque sono sfruttate dalla Svizzera, a cui appartiene il tratto del muraglione della diga, siccome in caso di attacco e distruzione di esso a venire inondate sarebbero le cittadine svizzere dell’Hinterrhein. La Svizzera ha così attuato uno scambio di territori e adesso può controllare la diga per la protezione civile. La cascata dell’Acqua Fraggia è un’importante attrazione turistica. È formata dal torrente omonimo che da un vallone esposto sulla valle principale si getta dall’alto. **Ghiacciai** I ghiacciai formarono la morfologia della valle, ma sono ora ridotti a pochissimo territorio. Ora ne sono presenti circa una decina in Valle Spluga e in Val di Lei e alcuni in Val Codera. Nella Valle Spluga i più grandi sono quelli del Ferré, del Suretta (ormai più simili a nevai) e di Ponciagna. **Rilievi più importanti** La Valchiavenna, come tutte le valli alpine, possiede sul suo territorio vari monti più o meno alti. In Val San Giacomo il più importante è il Pizzo Stella (3163 m), il più alto è il Pizzo Tambò (3279 m), poi il Pizzo Ferrè (3103 m), il Pizzo Suretta (3027 m, insieme al Tambò circonda il Passo dello Spluga), il Pizzo Quadro (3015 m). Nella Valle della Mera il più importante è il Pizzo Galleggione (3107 m), nella bassa Valchiavenna ci sono il Pizzo Ligoncio (3032 m), il Pizzo di Prata (2727 m, domina con la sua mole la Val Schiesone, sopraPrata). Si può considerare appartenente alla valle il Pizzo Badile (3308 m). **Valichi** Il valico più importante è senza dubbio il Passo dello Spluga, che diede nei secoli scorsi molta importanza alla valle come terra di grossi traffici e passaggi. Dal confine svizzero bregagliotto si può arrivare ai passi del Maloja e del Settimo. Vi sono poi il Passo del Baldiscio, in Valle Spluga e il Passo della Forcola, a conclusione della Valle della Forcola, situata sopra Gordona e Mese. Tutti e due i valichi portano alla Svizzera. **Particolarità geografiche** Tra le caratteristiche particolari della Valchiavenna vi sono la presenza di una grande palude presso il Lago di Mezzola, formata dalla Mera, chiamata Pian di Spagna. Ora è un posto adatto al bird-watching: vi si possono osservare infatti vari uccelli acquatici. Altra caratteristica, già citata prima, è la presenza di numerose valli laterali. \[/expander\_maker\] **TUTTI I RIFUGI DELLA VALCHIAVENNA**[Rifugio G. Bertacchi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bertacchi/ "Rifugio Giovanni Bertacchi") | [Rifugio Alpe Lavorerio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-lavorerio/ "Rifugio Alpe Lavorerio") | [Rifugio Baita del Capriolo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-baita-del-capriolo/ "Rifugio Baita del Capriolo") | Rifugio Berlingera | [Rifugio L. Brasca](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-brasca/ "Rifugio Luigi Brasca") | [Rifugio Bresciadega](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bresciadega/ "Rifugio Bresciadega") | [Rifugio Camanin](http://www.montagnenostre.net/rifugio-camanin/ "Rifugio Camanin") | [Rifugio Carlo Emilio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-emilio/ "Rifugio Carlo Emilio") | [Rifugio Castellaccio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-castellaccio/ "Rifugio Castellaccio") | [Rifugio Chiavenna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-chiavenna/ "Rifugio Chiavenna") | [Rifugio Chianova](http://www.montagnenostre.net/rifugio-chianova/ "Rifugio Chianova") | [Rifugio Curti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-curti/ "Rifugio Curti") | [Rifugio Frasnedo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-frasnedo/ "Rifugio Frasnedo") | [Rifugio Il Biondo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-il-biondo/ "Rifugio Il Biondo") | Rifugio La Baitella | [Rifugio Locanda di Codera](http://www.montagnenostre.net/rifugio-la-locanda-di-codera/ "Rifugio La Locanda di Codera") | [Rifugio Mai Tardi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mai-tardi/ "Rifugio Mai Tardi") | [Rifugio Osteria Alpina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-osteria-alpina/ "Rifugio Osteria Alpina") | [Rifugio Savogno](http://www.montagnenostre.net/rifugio-savogno/ "Rifugio Savogno") | [Rifugio Stuetta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-stuetta/ "Rifugio Stuetta") | [Rifugio Albigna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-albigna/ "Rifugio Albigna") | [Rifugio Volta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-volta/ "Rifugio Volta") | [Rifugio Sasc Furà](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sasc-fura/ "Rifugio Sasc Furà") | [Rifugio Sciora](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sciora/ "Rifugio Sciora") **TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA** [Bivacco Alpe Manco](http://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-manco/ "Bivacco Alpe Manco") | [Bivacco Cà Bianca](http://www.montagnenostre.net/bivacco-ca-bianca/ "Bivacco Cà Bianca") | [Bivacco C. Sempione](http://www.montagnenostre.net/bivacco-casorate-sempione/ "Bivacco Casorate Sempione") | [Bivacco Val Loga](http://www.montagnenostre.net/bivacco-val-loga-ex-cecchini/ "Bivacco Val Loga Ex Cecchini") | [Bivacco Chiara e Walter](http://www.montagnenostre.net/bivacco-chiara-e-walter/ "Bivacco Chiara e Walter") | [Bivacco Forcola](http://www.montagnenostre.net/bivacco-forcola/ "Bivacco Forcola") | [Bivacco Passo del Servizio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-passo-del-servizio/ "Bivacco Passo del Servizio") | [Bivacco Carlo Pedroni](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-pedroni-gregorio-del-bra/ "Bivacco Carlo Pedroni – Gregorio del Brà") | [Bivacco Petazzi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-petazzi/ "Bivacco Petazzi") | [Bivacco Primalpia](http://www.montagnenostre.net/bivacco-primalpia/ "Bivacco Primalpia") | [Bivacco Scarlonzoo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-scarlonzoo/ "Bivacco Scarlonzoo") | [Bivacco Suretta](http://www.montagnenostre.net/bivacco-suretta/ "Bivacco Suretta") | [Bivacco Carlo Valli](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-valli/ "Bivacco Carlo Valli") | [Bivacco Pian del Nido](http://www.montagnenostre.net/bivacco-pian-del-nido/ "Bivacco Pian del Nido") [ITINERARI VALCHIAVENNA](http://www.montagnenostre.net/?s=itinerari+valchiavenna)[CHIAVENNA](http://www.montagnenostre.net/?s=chiavenna)[VALLE SPLUGA](http://www.montagnenostre.net/?s=valle+spluga) **Categorie:** Valli **Tag:** Chiavenna, Valchiavenna, Valle Spluga --- ### [La Val Masino](https://www.montagnenostre.net/val-masino/) **Published:** Gennaio 28, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **La Val Masino ha i suoi confini tra le montagne: stretta verso sud si espande e si ramifica; verso est e nord est nelle Valli di Sasso Bisolo e Preda Rossa e nella Val di Mello, ad ovest e a nord nella Valle dei Bagni e del Porcellizzo. La Valchiavenna è subito oltre la dorsale monte Spluga – Cima Barbacane, mentre la Val Malenco la si raggiunge superando i Corni Bruciati – monte Disgrazia e monte Sissone.** \[accordion\] \[toggle title=”DESCRIZIONE DELLA VALLE” state=”opened”\] La Val Masino ha i suoi confini tra le montagne: stretta verso sud si espande e si ramifica; verso est e nord est nelle Valli di Sasso Bisolo e Preda Rossa e nella Val di Mello, ad ovest e a nord nella Valle dei Bagni e del Porcellizzo. La Valchiavenna è subito oltre la dorsale monte Spluga – Cima Barbacane, mentre la Val Malenco la si raggiunge superando i Corni Bruciati – monte Disgrazia e monte Sissone. A Nord i confini nazionali delle alpi Retiche (dal Badile alla cima di Bondasca) dividono la Val Masino e l’Italia dalla Val Bregaglia – Svizzera. Dal fondo valle il punto di riferimento è l’abitato d’Ardenno anche se la Val Masino non è visibile nella sua globalità, al contrario, solo il torrente Masino dà la sensazione che a monte ci sia una grande vallata alpina. Essa nasce grazie alla glaciazione quaternaria che ha messo a nudo il terrazzo alpino e le bellissime valli granitiche che lo circondano. La Val Masino è la prima valle di sponda retica della Valtellina sulla destra orografica dell’Adda, appena oltre la Culmine di Dazio. **UNA LUSSURREGGIANTE VEGETAZIONE** La vegetazione è quella tipica del versante retico con ricco sottobosco di latifoglie, principalmente Castagno e Faggio. La zona umida della Valle dei Bagni ha permesso al Faggio di svilupparsi al meglio insieme all’Abete bianco. Salendo in quota ha il predominio l’Abete Rosso che verso le alte quote lascia il posto al pascolo alpino. Le vallate terminali, conformate ad anfiteatri dalle erosioni glaciali, sono esposte a forti escursioni termiche che favoriscono ampi cespugli di Rododendro e il diffondersi della prateria che lambisce le pietraie dei nevai in quota. La quota massima della vallata è rappresentata dal monte Disgrazia m. 3678. **UN PO’ DI GEOLOGIA** Geologicamente la valle si presenta suddivisa in due zone: a occidente con le strutture di ghiandone e diorite; ad oriente si trova invece il serpentino, non verde come quello della vicina Valmalenco ma ricoperto di una patina rossiccia per alterazione, che ha dato origine ai Corni Bruciati. **PAESI E FRAZIONI** La valle è collegata grazia alla strada statale 404 che si dirama dalla Strada Statale 38 all’altezza di Ardenno – Masino. Il tratto iniziale di strada è circondato dal selvaggio ambiente naturale modellato dal torrente Masino. Ponte del Baffo è il primo nucleo abitato che si incontra ma insieme a Cevo non fanno parte del territorio del Comune di Val Masino. Tocca a Cataeggio fare gli onori di casa. Qui dopo lo stretto passaggio tra le due ali di case, la vista spazia maggiormente. Il paese è oggi collegato, per sviluppo urbano, alla frazione di Filorera dalla quale si può deviare per la Valle di Sasso Bisolo e Preda Rossa. Superato Filorera ecco apparire con la sua immensa mole il Sasso di Remenno, meta classica per gli amanti dell’arrampicata. Proseguendo oltre si giunge all’abitato di San Martino. **TRA ALTE CIME E NEVAI** Qui la valle si mostra nella sua interezza mostrando insieme ai suoi verdi pascoli anche i suoi anfiteatri alpini e le vette granitiche che hanno segnato la storia dell’alpinismo moderno. Il piano della Zocca fa da viale all’abitato di S. Martino. Alle sue spalle verso E si apre la bellissima e pianeggiante Val di Mello, mentre verso N si raggiunge la Valle dei Bagni dove confluiscono le Valli di Merdarola, del Ligoncio e del Porcellizzo. La strada continua verso i Bagni. A bordo strada si possono osservare anche alcune cave di granito, mentre la carrozzabile si snoda tra tornanti avvolti prima dai boschi di abeti e larici e poi da quelli di faggio. Ormai si è giunti ai Bagni. Qui la strada carrozzabile termina ma appena superato il ponte, si incontra la strada che porta alla fonte d’acqua termale famosa fin dal XVI secolo. Da qui dipartono i sentieri che portano in quota verso il Rifugio Omio (2108 m.) e Rifugio Gianetti (2534 m.) e prende il via il Sentiero Roma, l’Alta Via della Val Masino. \[/toggle\] \[/accordion\] **TUTTI I RIFUGI DELLA VAL MASINO** [Rifugio Allievi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-allievi-bonacossa/ "Rifugio Allievi-Bonacossa") | [Rifugio Luigi Gianetti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-gianetti/ "Rifugio Luigi Gianetti") | [Rifugio Luna Nascente](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luna-nascente/ "Rifugio Luna Nascente") | [Rifugio Mello](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mello/ "Rifugio Mello") | [Rifugio Antonio Omio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-antonio-omio/ "Rifugio Antonio Omio") | [Rifugio Cesare Ponti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-ponti/ "Rifugio Cesare Ponti") | [Rifugio Rasega](http://www.montagnenostre.net/rifugio-rasega/ "Rifugio Rasega") | [Rifugio Scotti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-scotti/ "Rifugio Scotti") | [Rifugio Alpe Granda](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-granda/ "Rifugio Alpe Granda") | [Rifugio Albigna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-albigna/ "Rifugio Albigna") | [Rifugio Volta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-volta/ "Rifugio Volta") | [Rifugio Sasc Furà](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sasc-fura/ "Rifugio Sasc Furà") | [Rifugio Sciora](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sciora/ "Rifugio Sciora") | [Rifugio Bresciadega](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bresciadega/ "Rifugio Bresciadega") | [Rifugio Il Biondo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-il-biondo/ "Rifugio Il Biondo") | [Rifugio L. Brasca](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-brasca/ "Rifugio Luigi Brasca") | [Capanna del Forno](http://www.montagnenostre.net/capanna-del-forno-cas/ "Capanna del Forno") **TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL MASINO** [Bivacco Kima](http://www.montagnenostre.net/bivacco-kima/ "Bivacco Kima") | [Bivacco A. Manzi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-a-manzi/ "Bivacco A. Manzi") | [Bivacco Molteni-Valsecchi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-mario-molteni-giuseppe-valsecchi/ "Bivacco Mario Molteni – Giuseppe Valsecchi") | [Bivacco A. Redaelli](http://www.montagnenostre.net/bivacco-alfredo-redaelli/ "Bivacco Alfredo Redaelli") | [Bivacco Ronconi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-ronconi/ "Bivacco Ronconi") | [Bivacco Bottani-Cornaggia](http://www.montagnenostre.net/bivacco-bottani-cornaggia/ "Bivacco Bottani-Cornaggia") | [Bivacco Odello Grandori](http://www.montagnenostre.net/bivacco-odello-grandori/ "Bivacco Odello Grandori") | [Bivacco Rauzi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-rauzi/ "Bivacco Rauzi") | [Bivacco C. Sempione](http://www.montagnenostre.net/bivacco-casorate-sempione/ "Bivacco Casorate Sempione") | [Bivacco Carlo Pedroni](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-pedroni-gregorio-del-bra/ "Bivacco Carlo Pedroni – Gregorio del Brà") | [Bivacco Carlo Valli](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-valli/ "Bivacco Carlo Valli") | [Bivacco Primalpia](http://www.montagnenostre.net/bivacco-primalpia/ "Bivacco Primalpia") **Categorie:** Valli **Tag:** Alta Via della Val Masino, Sentiero Roma, Val di Mello --- ### [Bivacco Umberto Balestreri](https://www.montagnenostre.net/bivacco-umberto-balestreri/) **Published:** Gennaio 27, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **PD** *Salita Alpinistica poco difficile* Salita con alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Breuil Cervinia **Quota di partenza:** 2006 m | **Dislivello:** 1136 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** Club Alpino Accademico Italiano – Gruppo occidentale **Tel.** +39 011 546031 **COME SI RAGGIUNGE** [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=19/45.94770/7.60932) Da **Breuil-Cervinia** seguire il sentiero che percorre la conca in direzione SW fino alle baite di Les Morces 2015 m. Salire per pendii detritici in direzione NE fino alle baite di Montagne les Corse 2252 m. Il sentiero prosegue per pendio prativo fin sotto le rocce del crestone dei Cors. Salire lungo le rocce tra cenge erbose e risalti rocciosi attrezzati. Infine, per pendii erbosi e cresta rocciosa si giunge al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1748/bivacco-balestreri-umberto/)* **TRAVERSATE**[Bivacco Achille Ratti](http://www.montagnenostre.net/bivacco-achille-ratti/ "Bivacco Achille Ratti") | Col dei Cors **ASCENSIONI** Punta dei Cors | Punta Lioy [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) [BIVACCHI PIEMONTE](http://www.montagnenostre.net/?s=bivacchi+piemonte)[CERVINO](http://www.montagnenostre.net/?s=cervino) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Breuil Cervinia, Cervino --- ### [Bivacco Nebbia Franco](https://www.montagnenostre.net/bivacco-nebbia-franco/) **Published:** Gennaio 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Gimillan **Quota di partenza:** 1787 m | **Dislivello:** 933 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 5 posti **Gestione:** CAI Sezione GEAT di Torino **Tel.** +39 011 546031 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_NebbiaFranco.gpx"\] Lasciata l‘auto a Epinel, in comune di Cogne, attraversare il borgo ed imboccare il sentiero che dalle ultime case permette di guadagnare la sterrata a monte del paese da imboccare sulla sinistra. Dopo alcune centinaia di metri, il sentiero n. 2 si stacca sulla destra per raggiungere gli alpeggi di Teuvre, Chavanis (poco dopo l‘itinerario n.2 riceve sulla destra il sentiero n. 3A proveniente da Gimillan) ed infine Arpisson, in corrispondenza del quale si trova un crocevia. Tralasciato l‘itinerario di destra n. 3, imboccare quello di sinistra che si addentra nel vallone di Arpisson. Alcune centinaia di metri e si giunge ad un altro incrocio: proseguendo sempre sul n. 2 (quindi sulla destra) si sale e si guadagna il bivacco Nebbia che si trova appena prima dell’ultima ripida salita verso il colle Garin. *Fonte: [lovevda.it](http://www.lovevda.it/it/banca-dati/7/escursioni-di-un-giorno/cogne/epinel-bivacco-nebbia-col-garin/1196)* **ESCURSIONI** Lago Garin | Colle Garin **TRAVERSATE** [Bivacco Lago Tzan](http://www.montagnenostre.net/bivacco-lago-tzan/ "Bivacco Lago Tzan") | Colle Garin | Rifugio Arbolle **ASCENSIONI** Punta Valletta | Punta Garin | Punta Rossa | Monte Emilius | Punta Valletta | Monte Valaisan [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) [ALPI PENNINE](http://www.montagnenostre.net/?s=alpi+pennine)[CERVINO](http://www.montagnenostre.net/?s=cervino) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Lago Garin --- ### [Le straordinarie mete del mondo: Santuario Fushimi Inari-Taisha](https://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-santuario-fushimi-inari-taisha/) **Published:** Marzo 4, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Quali sono le mete più straordinarie del mondo? Il mondo è ricco di luoghi straordinari, ideali destinazioni di viaggio per visitare il lato più bello del pianeta. D'ora in poi vi segnaleremo una serie di posti più belli del pianeta!** Chi ama viaggiare e scoprire le **meraviglie del mondo** è sempre in cerca di luoghi affascinanti e sensazioni che solo alcuni panorami sanno suscitare. Sono molte le mete che hanno queste caratteristiche. Basta fare una breve ricerca in rete per scovare luoghi incantevoli e fare il biglietto! Ecco il terzo dei luoghi più belli del mondo da segnalare nelle vostre agende: **SANTUARIO FUSHIMI INARI-TAISHA - GIAPPONE** Torniamo in Asia, precisamente in Giappone, per ammirare un meraviglioso santuario, luogo di **culto shintoista** dedicato allo spirito Inari situato a Fushimi-ku, Kyoto. Il santuario è noto per le migliaia di "Torii", portali di accesso ai templi giapponesi, di colore rosso vermiglio, che delimitano il sentiero che giunge alla collina dove si trova il santuario. *Inari* è la divinità del riso e all'interno del santuario si possono ammirare diverse statue rappresentanti delle volpi che sono, secondo il culto, i **messaggeri della divinità**. Il sentiero che porta al tempio, lungo circa 4 chilometri, è assai faticoso da percorrere, ma sicuramente rappresenta un piccolo viaggio che avvicina i visitatori al tempio sia fisicamente che spiritualmente. E' di certo uno dei posti più evocativi del Giappone. *Fonte: travel365.it* **Articoli correlati:**[Valle del Juizhaigou](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-valle-del-jiuzhaigou/ "Le straordinarie mete del mondo: Valle del Jiuzhaigou") | [Uluru](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-uluru/ "Le straordinarie mete del mondo: Uluru") | [Antelopes Canyon](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-antelope-canyon/ "Le straordinarie mete del mondo: Antelope Canyon") | [Moraine Lake](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-moraine-lake/ "Le straordinarie mete del mondo: Moraine Lake") | [Trolltunga](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-trolltunga/ "Le straordinarie mete del mondo: Trolltunga") | [Golden Circle Route](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-golden-circle-route/ "Le straordinarie mete del mondo: Golden Circle Route") | [Kyaiktiyo Golden Rock](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-kyaiktiyo-golden-rock/ "Le straordinarie mete del mondo: Kyaiktiyo Golden Rock") [GIAPPONE](http://www.montagnenostre.net/?sgiappone)[MERAVIGLIE DEL MONDO](http://www.montagnenostre.net/?s=Meraviglie+Mondo)[LUOGHI INCANTEVOLI](http://www.montagnenostre.net/?s=Luoghi+incantevoli) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Giappone, Straordinarie mete del mondo --- ### [Bivacco Manenti Duccio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-manenti-duccio/) **Published:** Febbraio 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Valmartin o Rifugio Barmasse **Quota di partenza:** 1493 m | **Dislivello:** 1297 m da Valmartin m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e su richiesta **Posti letto:** 2 posti **Gestione:** CAI Sezione di Torino **Tel.** +39 011 539260 **COME SI RAGGIUNGE** Dal parcheggio di Valmartin, frazione che si raggiunge poco prima del paesello di Valtournanche, seguire il sentiero che sale per il pendio erboso e che raggiunge una centrale dell’Enel. Proseguire verso SW fino all’Alpe Falegnon 1912 m. Salire, ora verso NW, lungo il Vallone di Cignana, verso la diga. Salire per il sentiero fino alla base del muro della diga. Seguire il sentiero di sinistra che sale per il pendio fino al rifugio Barmasse. Seguire la strada sterrata della diga che costeggia il Lago di Cignana fino all’Alpeggio omonimo 2260 m. Seguire il sentiero di sinistra che sale verso NW, indicazioni per l’Alta via n°3, sotto le pendici del Mont Rous. Seguire il sentiero che sale fino al Lago del Piano Superiore 2550 m e, più ripido, fino al Lago Balanselmo. Da qui salire in breve al dosso del bivacco. **Annotazioni:** Il bivacco è molto piccolo ed esternamente è in cattico stato. Data la vicinanza con il rifugio Perucca, il bivacco ormai viene utilizzato poco. *Fonte: [lovevda.it](http://www.lovevda.it/it/banca-dati/7/bivacchi/valtournenche/bivacco-manenti/2528)* **ASCENSIONI** Punta di Fontanella | Punta di Balanselmo | Monte Dragone | Chateau des Dames **TRAVERSATE** Colle di Valcornera | Rifugio Prarayer **ESCURSIONI** Rifugio Perucca/Vuillermoz | Lago del Dragone [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALTOURNENCHE »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) [VALTOURNENCHE](http://www.montagnenostre.net/?s=Valtournenche)[BIVACCHI CERVINO](http://www.montagnenostre.net/?s=Bivacchi+Cernino) \[/uix\_button\] **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Lago Balanselmo --- ### [Bivacco Davanzo, Picciola e Vianello](https://www.montagnenostre.net/bivacco-davanzo-picciola-e-vianello/) **Published:** Ottobre 3, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **E’ posto nei pressi del Col delle Erbe a 1930 m., al margine dell’altipiano carsico settentrionale del M. Canin, in un area grande interesse speleologico. Bivacco Speleologico dedicato a Enrico Davanzo, Paolo Picciola, Marino VianelloGruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Canal del Ferro](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\] Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Sella Nevea (Funivia del M. Canin) **Quota di partenza:** 1150 m (1831 m) | **Dislivello:** 830 m (280 m) | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 40 minuti (1ora e 20 minuti) **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 10 posti letto **Gestione:** Commissione Grotte Eugenio Boegan - Società Alpina delle Giulie **Tel.** +39 040 630464 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Sella Nevea si segue il segnavia CAI 635 che sale al rifugio Gilberti fino alla base del Bila Pec 1680 m (si può anche raggiunge il medesimo punto dalla stazione superiore della Funivia del M. Canin percorrendo in discesa il sentiero CAI 635, che costeggia la base della parete del Bila Pec). Lasciato il sentiero principale si segue una traccia poco evidente (segnavia sbiadito arancione) che, costeggiando la base del versante N del Bila Pec, si porta nella conca posta sotto la parete NW del Bila Pec. La traccia rimonta la conca superando alcuni facili salti di roccia (I), poi piega a destra e prosegue in salita, tra affioramenti calcarei e mughi, fino al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/893/bivacco-davanzo-picciola-vianello/2/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Utilizzato come base operativa dai grupppi speleologici che operano in zona. [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Bivacchi Alpi Giulie, Monte Canin, Speleologia --- ### [Bivacco Colombo A. Bijelich](https://www.montagnenostre.net/bivacco-colombo-a-bijelich/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Bernina - Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **DIFFICOLTÀ** ## **EEA** *Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura* Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Rifugio Longoni **Quota di partenza:** 2450 m | **Dislivello:** 720 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** CAI Sezione Valtellinese di Sondrio **Tel.** +39 0342 214300 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_4 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_4", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.827008,46.355198\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 13 }) }); var style\_map\_ol3js\_4\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"../../../../wp-content/uploads/2019/04/GPX\_bivacco-colombo-a-bijelich.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_4\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_4.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_4,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_4, "map\_ol3js\_4"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_4); **Itinerario A** Dal **rifugio Longoni** si segue il sentiero dell’**Alta Via della Valmalenco** che percorre tutto il circo terminale della Val Fora. Dopo poche decine di metri, in corrispondenza di un ometto si prende a destra seguendo l’indicazione per il **Passo delle Tre Mogge**; si sale in direzione N per erbe e risalti rocciosi fino alle pietraie sottostanti il versante S del Pizzo delle Tre Mogge. Per un canalone detritico (neve) si supera sulla destra la bastionata rocciosa che dalla Sassa di Fora si allunga fin qui e si tocca la Cengia del Caval, larga rampa detritica compresa fra la bastionata e la base dello sperone. Con salita su traccia di sentiero verso NW si segue questo spalto fino alla conca morenica occupata da un laghetto di fusione; lambitolo sulla destra, per un piccolo glacionevato e un salto di sfasciumi si tocca il Passo delle Tre Mogge da dove, puntando verso N, si scavalcano gli affioramenti rocciosi 3043 m e 3145 m, posti sul ghiacciaio alla base del versante N del Pizzo delle Tre Mogge, per poi salire verso E fino al Passo Scerscen e al bivacco. **Itineario B** Dal **rifugio Longoni** scendere sulla strada sterrata proveniente da San Giuseppe e percorrerla verso E compiendo un lungo traverso quasi pianeggiante. Una serie di tornanti porta alla conca morenica dove termina la strada e si trova la baracca della teleferica dell’**ex rifugio Entova-Scerscen**. Proseguire lungo gli ultimi metri di strada che si portano sotto la ripida pendice che sale alla cresta E della **Sassa d’Entova**. Un sentiero sale con diversi tornanti il pendio giungendo in cresta, in corrispondenza dell'edificio dell’ex rifugio Entova-Scerscen 2957 m. Da qui traversare in diagonale il ghiacciaio di Scerscen inferiore salendo verso NW fino alle pendici meridionali del Pizzo Glüschaint e con un'ultima leggera deviazione a W raggiungere il **Passo Scerscen 3122 m**. Sulle rocce della sponda destra, ben visibile sorge il bivacco che in breve si raggiunge. **ESCURSIONI** [Rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/ "Rifugio Marinelli Bombardieri") | [Chamanna Coaz (SUI)](http://www.montagnenostre.net/chamanna-coaz/ "Chamanna Coaz") **ALPINISMO** Pizzo Glüschaint (3594 m.) **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/)** [MONTE DISGRAZIA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+disgrazia)[PIZZO BERNINA](http://www.montagnenostre.net/?s=pizzo+bernina)[MARINELLI](http://www.montagnenostre.net/?s=marinelli) **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Bernina-Disgrazia, Forcola Alta, Marinelli, Passo Scerscen --- ### [Bivacco A. Oggioni](https://www.montagnenostre.net/bivacco-a-oggioni/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **DIFFICOLTÀ** ## **A** *Salita Alpinistica Normale* Lungo il percorso si incontrano difficoltà per il cui superamento richiede l’uso di strumenti alpinistici come la corda, i ramponi, la piccozza. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Chiareggio **Quota di partenza:** 1612 m | **Dislivello:** 1558 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Monza **Tel.** +39 039 2840806 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_5 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_5", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.752445,46.296026\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 13 }) }); var style\_map\_ol3js\_5\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"../../../../wp-content/uploads/2019/04/GPX\_bivacco\_oggioni.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_5\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_5.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_5,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_5, "map\_ol3js\_5"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_5); Da Chiareggio portarsi all’Alpe Ventina ([rifugi Rifugio Gerli-Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/) e [Rifugio Ventina Alpe](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/); ore 1). Da qui si procede in direzione S raggiungendo la morena laterale destra (orografica) del ghiacciaio del Ventina. La traccia sale per l’ampia base morenica fra radi larici poi entra a destra costeggiando il torrente fin quasi sotto al fronte glaciale; procede poi ripidissima a sinistra, per sfasciumi, lisce roccette e detriti aggirando il fronte del ghiacciaio e portandosi al suo sommo. Si percorre il ghiacciaio dapprima verso S poi, all’altezza della grande seraccata che confluisce in esso da destra, si inizia a piegare in quella direzione. Si aggira la seraccata e la si sormonta entrando infine in un breve valloncello chiuso da una parete rocciosa. Salire circa 20 metri a destra di un canale erboso che porta alla cresta soprastante. Facilmente prima verso sinistra e poi tornando a destra si arriva al [bivacco Taveggia](http://www.montagnenostre.net/bivacco-angelo-taveggia/). Da qui si salgono gli ultimi metri di roccette raggiungendo facilmente la cresta rocciosa soprastante. Da questa si accede al bacino superiore del Canalone della Vergine. Traversando verso NW alla base della parete ENE della Punta Kennedy, si entra nella conca glaciale compresa fra il Pizzo Ventina e la Punta Kennedy. Al limite NW della conca, fra le rocce del Ventina e la cresta ENE del Disgrazia, si trova il Colletto del Disgrazia e il bivacco. **[SCARICA TRACCIA GPX](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2019/04/GPX_bivacco_oggioni.gpx)** **ALPINISMO** Monte Disgrazia per il versante Nord | Punta Kennedy | Pizzo Ventina **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/)** [MONTE DISGRAZIA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+disgrazia)[GHIACCIAIO VENTINA](http://www.montagnenostre.net/?s=ghiacciaio+ventina)[CORDA MOLLA](http://www.montagnenostre.net/?s=corda+molla) **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Bernina-Disgrazia, Canale della Vergine, Corda Molla, Ventina --- ### [Bivacco Amedeo Pansera](https://www.montagnenostre.net/bivacco-amedeo-pansera/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Bernina – Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **DIFFICOLTÀ** ## **A** *Salita Alpinistica Normale* Lungo il percorso si incontrano difficoltà per il cui superamento richiede l’uso di strumenti alpinistici come la corda, i ramponi, la piccozza. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Rifugio Marinelli Bombardieri **Quota di partenza:** 2813 m | **Dislivello:** 733 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 4 + 1 posti **Gestione:** n.d. **Tel.** n.d. **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_6 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_6", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.948738,46.354724\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_6\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"../../../../wp-content/uploads/2019/04/salita-alpinistica-al-bivacco-pansera.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_6\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_6.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_6,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_6, "map\_ol3js\_6"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_6); Dal **Rifugio Marinelli-Bombardieri**, percorrere il sentiero che dal lato orientale del piazzale sale per sfasciumi lambendo le pareti della Cresta del rifugio. Oltrepassato un torrentello di acqua di fusione si piega a sinistra (N) e per traccia e gradoni rocciosi si giunge alla conca detritica che precede il Passo Marinelli occidentale. Piegando ora a destra si sale un pendio nevoso che porta sul vicino dosso di neve che si stende fra la Quota 3333 e la Punta Marinelli, dove è situato il Passo Marinelli orientale 3120 m (ore 0,30). Procedere in direzione NE sulla pianeggiante Vedretta di Fellaria doppiando il piede della cresta SE del Pizzo Argent per poi portarsi appresso alle rocce dello sperone SE del Pizzo Zupò dove il pendio acquista pendenza. Aggirando ampi crepacci, si sale alla grande sella glaciale del Passo del Sasso Rosso 3510 m, che si apre più in alto, fra le rocce del Pizzo Zupò e la cresta NW del Sasso Rosso. **[SCARICA TRACCIA GPX](https://it.wikiloc.com/percorsi-alpinismo/salita-alpinistica-al-bivacco-pansera-34794011)** **TRAVERSATE**[Rifugio Marco e Rosa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marco-e-rosa/ "Rifugio Marco e Rosa") | [Rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/ "Rifugio Marinelli Bombardieri") | [Rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/ "Rifugio Bignami") | Chamanna Diavolezza **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/)** [SASSO ROSSO](http://www.montagnenostre.net/?s=sasso+rosso)[PIZZO BERNINA](http://www.montagnenostre.net/?s=pizzo+bernina)[MONTE DISGRAZIA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+disgrazia) **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Bernina-Disgrazia, Pizzo Bernina, Pizzo Palù, Sasso Rosso --- ### [Bivacco Parravicini](https://www.montagnenostre.net/bivacco-parravicini/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Bernina - Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **DIFFICOLTÀ** ## **A** *Salita Alpinistica Normale* Lungo il percorso si incontrano difficoltà per il cui superamento richiede l’uso di strumenti alpinistici come la corda, i ramponi, la piccozza. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** [Rifugio Marinelli Bombardieri](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/) **Quota di partenza:** 2813 m | **Dislivello:** 370 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** CAI Sezione Valtellinese di Sondrio **Tel.** +39 0342 214300 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_7 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_7", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.897436,46.356767\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_7\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"../../../../wp-content/uploads/2019/04/GPX\_Biv\_Parravicini.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_7\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_7.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_7,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_7, "map\_ol3js\_7"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_7); Il **Bivacco Parravicini** (m 3183) sorge sull’estremità meridionale della crestina che parte dalla parete S del **Pizzo Roseg** e taglia da N a S la vedretta di Scerscen Superiore. Il piccolo bivacco è dedicato ad Agostino Parravicini, giovane alpinista bergamasco scomparso nei primi anni ’30 sulla Cima di Zocca in Val Masino. Il pernottamento al **[Rifugio Marinelli](http://www.montagnenostre.net/rifugio-marinelli-bombardieri/)** ( m 2813 ) è senz’altro una scelta comoda, permette di partire più riposati e sfruttare le prime ore del giorno, quelle in cui le condizioni di neve e ghiaccio sono migliori. Lasciato il rifugio si segue il sentiero segnalato che fra le pietraie porta al **Passo Occidentale di Marinelli**, via d’accesso alla **Vedretta dello Scerscen Superiore** (m 3050). Una consistente copertura detritica ha spostato l’attacco vero e proprio del ghiacciaio mezz’ora oltre il passo. Seguendo senza dislivelli di rilievo gli ometti di pietra si arriva finalmente a calpestare vedretta (m 3000 ca., ore 1:20). Compiendo un ampio semicerchio verso sx fino a portarsi sotto le impressionanti bastionate rocciose del **Roseg**, si pianeggia per l’interminabile **ghiacciaio dello Scerscen Superiore**. Al cospetto del Roseg si punta decisamente a O verso la piccola finestra sulla crestina rocciosa che ospita il Bivacco Parravicini (m 3183). *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmalenco/bivacco_parravicini_scerscen/bivacco_parravicini_scerscen.html) | Autore: Beno* **[SCARICA TRACCIA GPX](https://it.wikiloc.com/percorsi-alpinismo/salita-al-bivacco-parravicini-34788391)** **TRAVERSATE**[Rifugio Chamanna Coaz](http://www.montagnenostre.net/chamanna-coaz/ "Chamanna Coaz")**ALPINISMO** Pizzo Roseg **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/)** [MONTE DISGRAZIA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+disgrazia)[SCERSCEN](http://www.montagnenostre.net/?s=ghiacciai+scerscen)[PIZZO BERNINA](http://www.montagnenostre.net/?s=Pizzo+Bernina) **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Bernina-Disgrazia, Pizzo Bernina, Roseg, Scerscen --- ### [Bivacco Odello Grandori](https://www.montagnenostre.net/bivacco-odello-grandori/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Masino – Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino - Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **DIFFICOLTÀ** ## **EE** *Itinerario Escursionistico per esperti* Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Predarossa **Quota di partenza:** 1944 m | **Dislivello:** 1000 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** C.A.A.I. (Club Alpino Accademico Italiano) **Tel.** +39 02 86463516 **Itinerario Sintetico:** 1. Val di Mello (m 1600) | 2. Casera di Pioda (m 1559) | 3. Val Cameraccio | 4. Bivacco Kima (m 2654) | 5. Bivacco Odello Grandori (m 2992) **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_8 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_8", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.6674,46.2555\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_8\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"../../../../wp-content/uploads/2019/03/GPX\_bivacco-odello-grandori.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_8\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_8.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_8,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_8, "map\_ol3js\_8"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_8); Il bivacco è situato sul **Passo di Mello**, che congiunge l’alta Val Cameraccio e l’alta Valmalenco. Si può salire dalla Val di Mello o dalla valle di Preda Rossa. **Partendo dal parcheggio Val di Mello** si percorre la vallata, superata la località di Cascina piana, si devia a sinistra per la valle di Zocca e attraversando il ponte sul torrente; oltrepassata anche la località di Rasica si devia a sinistra per la Val Torrone, incrociando, poco oltre, il torrentello che scende dalla val Torrone, che mostra da qui, sul suo fianco sinistro, uno scorcio della parete della Meridiana. Il sentiero comincia quindi a salire in una fitta pineta, uscendo di nuovo all’aperto, a quota 1559, presso le baite della **Casera di Pioda**. Non è facile trovare, qui, la ripartenza del sentiero: si deve evitare una traccia che corre, pianeggiante, verso il centro della valle, e risalire, invece, i prati alle spalle delle baite (sulla nostra sinistra): sul limite del bosco si ritrova il sentiero che, dopo una serie di rapidi tornantini, volge a sinistra e conduce, poco sopra i 1700 metri, ad una nuova radura, dove si trova una baita isolata, dominata dalla **Torre del Cameraccio meridionale**. Il sentiero, con traccia più incerta, si avvicina alla costiera del Cameraccio, che separa la valle dalla Val Torrone. Il primo tratto della costiera Remoluzza-Arcanzo la separa dalla valle di Preda Rossa. Occorre prestare molta attenzione ai segnavia, per non perdere un sentiero dalla traccia assai labile. Questo piega per due volte a destra, riprendendo altrettante volte a salire più direttamente; superiamo, così, un primo torrentello, per poi puntare verso un secondo corso d’acqua; troviamo anche, su un masso, le indicazioni per il **Rifugio Ponti**. Nel tratto fra i due torrentelli è già ben visibile la testata della valle, dominata dal Monte Pioda (m. 3431), e dietro la cima del Monte Disgrazia. Superato il secondo torrentello, la salita prosegue per dossi erbosi, tendendo leggermente a sinistra. Se intendiamo tornare per la medesima via di salita, ci conviene memorizzare bene il piccolo promontorio erboso raggiunto dopo l’attraversamento del secondo torrentello: da qui in avanti, infatti, la traccia si perde, per cui proseguiamo salendo, facilmente, a vista. Gli ultimi magri pascoli lasciano gradualmente il posto ad una fascia di massi, fra i quali si annida anche qualche nevaietto. Non esiste un percorso obbligato, prendiamo come punto di riferimento il nuovo **Bivacco Kima**, posto sul filo della morena centrale della valle: dovremo raggiungerlo, prima di salire al Bivacco Odello-Grandori. Proseguiamo salendo in verticale, Al termine della salita, fra quota 2600 e quota 2700, ci si ricongiunge con il**Sentiero Roma**, che scende dal passo di val Cameraccio, il ben visibile intaglio a sinistra del **Pizzo Torrone orientale** (m. 3333), caratterizzato dall’inconfondibile profilo a punta di lancia. Il sentiero è individuabile, più che per la traccia (che solo in alcuni tratti si vede), per i numerosi segnavia rosso-bianco-rossi. Prendiamo, ora, a destra, in direzione del ben visibile nuovo bivacco Kima, sulla cresta della morena centrale della Val Cameraccio. Raggiunto il bivacco, proseguiamo verso destra (est), scendendo per un po’ sul filo della morena e raggiungendo, alla fine, una fascia di grandi massi. Sul più grande troviamo una scritta in vernice rossa (“passo di Mello” e “Chiareggio”), che indica il punto nel quale ci stacca dal Sentiero Roma, sulla sinistra, e si comincia a salire al **Passo di Mello**. I segnavia diventano sempre più piuttosto radi, fino a scomparire, bisogna quindi proseguire a vista, risalendo un grande dosso morenico. Spostandoci gradualmente verso sinistra per evitare i grandi massi si procede su terreno scivoloso. Sormontato il dosso, scopriamo, con delusione, che c’è ancora un buon tratto di cammino, anche se ora la pendenza è meno impegnativa. E’ ora ben visibile la depressione su cui è collocato il passo ma il rifugio è difficilmente individuabile a causa del suo mimetismo con la roccia: osservando bene è possibile scorgerlo sulla parte destra della depressione. Saliamo facendo attenzione al fondo scivoloso, fino al gradino roccioso terminale, proprio sotto il passo. E’ ora ben visibile la meta (lo scatolone del bivacco è proprio lì, poco sopra il nostro naso), ma è meno evidente la via per arrivarci, essendo la parete sotto il bivacco piuttosto ripida. Dobbiamo quindi salire sui fianchi del gradino, quello di sinistra o quello di destra. Il primo mostra un canalino non troppo difficile che sale verso sinistra, e poi prosegue verso destra, pianeggiante, fino al bivacco. In quest’ultimo tratto, però, è stretto ed esposto, senza appigli di sicurezza, per cui, soprattutto se abbiamo uno zaino ingombrante, dobbiamo affrontarlo con molta cautela. Scegliendo il lato destro, al contrario, si affronta un primo tratto più delicato, per poi possiamo più agevolmente piegare a sinistra, in direzione del bivacco. Dal bivacco al passo non ci sono che pochi metri. Sotto di noi ed alla nostra destra, la **Vedretta nord del Disgrazia**, selvaggia e tormentata. Alla nostra sinistra, le ripide e strapiombanti pareti delle Cime di Chiareggio. Da qui non si scorge proprio quale possa essere la via che permette di scendere in val Sissone. Gettando lo sguardo verso nord, distinguiamo il **Pian del Lupo e Chiareggio**; oltre, la Valle del Muretto ed il passo omonimo. Attenzione: la discesa sulla vedretta del Disgrazia è sconsigliabile se non si è guidati. I circa 2.000 metri di dislivello richiedono circa 6/7 ore di cammino. **Salendo, invece, dalla valle di Preda Rossa** risparmiamo almeno un’ora di cammino. Lasciata la macchina all’ingresso della piana di Preda Rossa (m. 1980), raggiungiamo Rifugio Ponti e, di qui, seguendo gli abbondanti segnavia del Sentiero Roma, la bocchetta Roma. Scendiamo, quindi, sempre sul sentiero Roma, in alta Val Cameraccio (attenzione: le corde fisse ci aiutano, ma la prudenza ancor di più). Superato il nevaio ai piedi della costiera, proseguiamo con qualche saliscendoi, fino a raggiungere il masso già citato, al quale, dobbiamo lasciare il sentiero Roma, deviando verso destra e cominciando la salita al passo di mello, come sopra descritto. In questo caso il dislivello da superare scende a circa 1350 metri. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmalenco/bivacco_odello_grandori_montedisgrazia/bivacco_odello_grandori_montedisgrazia.html) | Autore: M. Dei Cas* **[SCARICA TRACCIA GPX](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/salita-al-bivacco-odello-grandori-33880025)** **ALPINISMO** Vedretta del Disgrazia (F – 3 ore) **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/)** [MONTE DISGRAZIA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+disgrazia)[PREDA ROSSA](http://www.montagnenostre.net/?s=preda+rossa) **Categorie:** Valmalenco, Valmasino **Tag:** Masino-Bregaglia, Monte Disgrazia, Passo Mello --- ### [Bivacco Anghileri Rusconi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-anghileri-rusconi/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Bernina - Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Diga di Alpe Gera **Quota di partenza:** 2000 m | **Dislivello:** 654 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** OSAV Valmadrera **Tel.** n.d. **Itinerario Sintetico:** 1. Diga di Alpe Gera (m. 2000) | 2. Alpe Gembrè (m. 2224) | 3. pianoro (m.2400) | 4. Passo Confinale (m.2628) | 5. Bivacco Anghileri Rusconi (m. 2654) **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_9 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_9", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.9598,46.3087\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 13 }) }); var style\_map\_ol3js\_9\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"../../../../wp-content/uploads/gpx/GPS\_biv\_Rusconi.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_9\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_9.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_9,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_9, "map\_ol3js\_9"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_9); La salita al bivacco ha come punto di partenza la **diga di Alpe Gera**, a 2000 metri di quota, facilmente raggiungibile salendo, oltre Lanzada, verso Campo Franscia e percorrendo una strada quasi interamente asfaltata che termina proprio nei pressi della diga. Raggiunto il poderoso sbarramento di questa seconda diga, lo risaliamo sfruttando una stradina e ci si trova di fronte ad un bivio. Se attraversiamo lo sbarramento, dirigendosi a sinistra, saliamo al **Rifugio Bignami**. Noi dobbiamo invece seguire le indicazioni per **Il giro del lago di Gera, L’Alpe Gembrè** e la **Val Poschiavina**. Percorriamo così una strada che, ad un certo punto, inizia a salire in val Poschiavina. La dobbiamo seguire solo per un tratto: non appena scorgiamo, alla nostra sinistra, un ponte sul torrente della valle, dobbiamo lasciarla e seguire un sentiero che, valicato il torrente, sale all’alpe Poschiavina per poi scendere bruscamente per diverse decine di metri, riavvicinandosi al bacino artificiale. Dopo essere passati sotto un impressionante artiglio roccioso, raggiungiamo, con un ultimo tratto pianeggiante, l’**alpe Gembrè** (m. 2224), dove, d’estate, troveremo sempre qualcuno disposto ad offrirci preziose indicazioni. Prima di giungere all’alpe, dobbiamo superare due croci, una di ferro ed una di legno; pochi metri oltre le croci, lasciamo il sentiero principale per seguirne uno meno marcato, che raggiunge due baite ed una piccola fontana, proseguendo verso nord-est. La traccia è ben marcata, ma le segnalazioni (bolli rossi) sono rare. Comunque non ci possiamo sbagliare: il sentiero risale il ripido gradino erboso e roccioso, dapprima verso sinistra, poi con alcuni tornanti. Raggiungiamo così un **bellissimo pianoro, a quota 2400**. Qui la traccia si fa molto debole, ma con un po’ di attenzione riusciamo a seguirla, anche perchè prosegue diritta verso il centro del pianoro, a sinistra della sommità di un dosso pratoso (sul lato opposto rimane nascosta al nostro sguardo una baita diroccata, mentre in alto a sinistra si vede già bene lo scatolone arancione del bivacco). Ci ritroviamo ai piedi di una formazione rocciosa arrotondata, presso un grande ometto. Possiamo aggirarla a destra o a sinistra. Scegliamo questa seconda soluzione e ci ritroviamo nei pressi di un torrentello che scende da un grande vallone. Seguiamolo, lasciandolo sempre alla nostra sinistra: in breve ritroviamo il sentiero, segnalato anche da evidenti ometti. Risalito il canalone, la traccia ci porta diritta al **Passo Confinale** (m. 2628), che immette in **Val Tempesta**, laterale di destra della Val Poschiavina, in Svizzera. Poco sotto il passo scorgiamo facilmente un piccolo specchio d’acqua. Per raggiungere il bivacco non dobbiamo però valicare il passo, ma piegare a sinistra e risalire un dosso erboso, fino alla quota di 2654 metri. Dal momento della partenza sono trascorse due ore – due ore e mezza, per un dislivello di circa 664 metri. A questo punto, se non possiamo scendere in val Poschiavina, non ci resta che tornare per la via di salita, senza mancare di osservare, verso nord-ovest, l’imponente mole dei **pizzi Argient e Zupò**(m. 3945 e 3995). *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmalenco/bivacco_anghileri_rusconi_confinale/bivacco_anghileri_rusconi_confinale.html) | Autore: M. Dei Cas* **[SCARICA TRACCIA GPX](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-in-valmalenco-al-bivacco-rusconi-33375646)** **ELEMENTI DI INTERESSE**[Rifugio Bignami](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bignami/ "Rifugio Bignami") | Albergo Alberghetti di Alp Grum | Rifugio Selva **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/)** [MONTE SCALINO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+scalino)[CAMPAGNEDA](http://www.montagnenostre.net/?s=campagneda)[PASSO CONFINALE](http://www.montagnenostre.net/?s=passo+confinale) **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Bernina-Disgrazia, Campagneda, Passo Confinale, Pizzo Scalino --- ### [Bivacco Alpini Lagazzuolo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpini/) **Published:** Aprile 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Bernina - Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/ "La Valmalenco") **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Chiareggio **Quota di partenza:** 1612 m | **Dislivello:** 550 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore da Chiareggio (1 ora dalla piana di San Giuseppe) **Periodo di Apertura:** Luglio/Agosto **Posti letto:** 8 cucette + 15 posti solo materasso **Gestione:** non gestito, per le chiavi chiamare al numero sotto indicato **Tel.** +39 0342 452135 (Schenatti Piero) **Itinerario Sintetico:** 1. Chiareggio (m 1612) | 2. Alpe Zocche ( m 1760 ) | 3. Alpe Pirolina | 4. Bivacco Alpini ( m 1974 ) **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_10 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_10", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.8249,46.2994\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 15 }) }); var style\_map\_ol3js\_10\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"../../../../wp-content/uploads/gpx/GPS\_biv\_AlpiniLagazzuolo.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_10\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_10.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_10,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_10, "map\_ol3js\_10"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_10); Il bivacco si trova alla quota di 1974 mt sul versante sud della vallata di Chiareggio, poco distante dal lago Laguazzolo, laghetto dall’intenso colore azzurro che senz’altro merita di essere visitato. Si tratta di un bivacco non custodito, adibito dall’Associazione Alpini della Valmalenco nell’anno 2008. Il nome della struttura è**Bivacco Alpini**. Per potervi accedere è necessario contattare preventivamente i gestori per ottenere le chiavi.Per raggiungere il rifugio dal fondo valle esistono 2 percorsi. L’itinerario più classico e diretto parte da **San Giuseppe**. Alla fine dell’abitato, dopo aver oltrepassato la deviazione per la località Barchi, notiamo sulla sinistra un cartello indicatore ed un parcheggio, proprio nei pressi di una curva (mt.1430). Da qui partiamo a piedi, con un inizio in netta discesa per andare a raggiungere le acque del torrente Mallero. Superato grazie ad un ottimo ponte, che ci inviterebbe ad un bel tuffo nella pozza sottostante, imbocchiamo il sentiero che si dirige verso destra, inizialmente in falsopiano ma ben presto in maniera decisa. Sempre all’ombra di un fitto bosco di conifere mettiamo in conto almeno un’ora e mezza di cammino per vincere i 600 metri di dislivello che dividono il parcheggio dal bivacco Alpini (mt.1974). In alternativa è possibile raggiungere il rifugio partendo da **Chiareggio**, percorrendo il sentiero di più recente apertura e che porta al bivacco attraverso un percorso più dolce rispetto alla via più diretta da San Giuseppe. Il percorso indicato nella mappa si riferisce appunto a questa seconda alternativa. Per questo itinerario si arriva all’imbocco del sentiero partendo dal centro dell’abitato di Chiareggio, attraversando il ponticello in legno sul Mallero. Da qui è indicato il sentiero che sale verso sinistra. Il percorso in questo caso è pi` lungo, e si sviluppa sulla costa della montagna boschiva per la sua interezza, attraversando di sovente terreni rocciosi creati da antiche frane. Non di rado il sentiero tende a scendere per poi riprendere a salire. Lungo il percorso si incontrano sulla strada l’Alpe Zocche ( m 1760 ) e l’Alpe Pirolina. Proseguendo oltre il sentiero è spesso caratterizzato dal fondo irregolare. Le indicazioni per il bivacco indicano una percorrenza di 3 ore, più che sufficienti per raggiungere la meta con una andatura turistica. Dal bivacco sono facilmente visibili, sul lato opposto della valle, il Rifugio Longoni e il l’Ex Rifugio Scerscen. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmalenco/bivacco_alpini_lagazzuolo/rifugio_lago_lagazzuolo.html) | Autore: C. De Bernardi* **[SCARICA TRACCIA GPX](https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-da-san-giuseppe-al-bivacco-alpini-lagazzuolo-33375361)** **ESCURSIONI** Lago Pirola | Lago Lagazzuolo | [Rifugio Gerli Porro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gerli-porro/ "Rifugio Gerli Porro") | [Rifugio Ventina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ventina/ "Rifugio Ventina") **[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALMALENCO »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmalenco-bivacchi/)** [MONTE DISGRAZIA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+disgrazia)[CHIAREGGIO](http://www.montagnenostre.net/?s=chiareggio) **Categorie:** Valmalenco **Tag:** Bernina-Disgrazia, Chiareggio, Lago Pirola, S. Giuseppe --- ### [Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2019: i film in programma](https://www.montagnenostre.net/banff-mountain-film-festival-world-tour-italy-2018-i-film-in-programma/) **Published:** Febbraio 6, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **6a edizione | Banff Mountain Film Festival World Tour Italy** (19 febbraio – 19 aprile 2018) I Film in programma** (I titoli sono riportati in ordine alfabetico) *\_\_\_\_\_\_\_***CHOICES** Un montain-biker ha sempre una vasta scelta di percorsi da esplorare a sua disposizione, ma quello che sceglierà in questo caso… ha un cuore! ***MTB*** */ Usa 2017 **REGIA:** Tim Dacosta **PRODUZIONE:** Lightbulb Media and Listen Up Media* **GUARDA IL VIDEO** \_\_\_\_\_\_\_ **IMAGINATION: TOM WALLISCH BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL: BEST FILM SNOW SPORT** Immaginate di tornare bambini, durante uno di quegli interminabili viaggi seduti in macchina sul sedile posteriore, mentre i vostri genitori discutono animatamente. Vorreste con tutte le forze essere altrove e iniziate a immaginare che uno sciatore vi affianchi, e che sia possibile disegnare le sue evoluzioni semplicemente muovendo le vostre dita… Ma se tutto questo diventasse improvvisamente realtà? E se lo sciatore fosse nientemeno che **Tom Wallisch**, campione mondiale di slopestyle nel 2013? ***FREERIDE*** */ Canada 2017 / 5' **REGIA:** David Mossop **PRODUTTORE:** Mitchell Scott **CASA DI PRODUZIONE:** Sherpas Cinema**\_\_\_\_\_\_\_* **JOHANNA BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL: BEST SHORT MOUNTAIN FILM** Per la freediver **Johanna Nordblad** tuffarsi nelle gelide acque sotto la superficie ghiacciata dei laghi è un’esperienza quasi surreale in un ambiente pieno di pace. Già campionessa finlandese di freediver, Johanna inizia a immergersi nelle acque gelide del Mare artico come terapia in seguito a un incidente ciclistico. ***FREE DIVING*** */ UK 2016 / 4' **REGIA:** Ian Derry **PRODUTTORE:** Ian Derry **CASA DI PRODUZIONE:** Archer's Mark \_\_\_\_\_\_\_* **LOVED BY ALL: THE STORY OF APA SHERPA** **Apa Sherpa** ha scalato il monte Everest per ben 21 volte, ma vorrebbe che nessuno fosse obbligato a fare la sua stessa vita. Essendo cresciuto nella remota regione del Khumbu (Nepal), Apa fu obbligato a lasciare la scuola e a lavorare come portatore dall’età di 12 anni, in seguito alla morte del padre. Per le persone che abitano il Nepal rurale, i guadagni provenienti dall’attività di portatori d’alta quota sono un elemento di conflitto con i loro veri sogni, realizzabili soltanto grazie a un livello di istruzione adeguato. ***ALPINISMO E MONTAGNA*** */ Canada 2017 / 14' **REGIA**: Eric Crosland **PRODUTTORE**: Malcolm Sangster **CASA DI PRODUZIONE**: Sherpas Cinema \_\_\_\_\_\_\_* **PLANET EARTH II (TOUR EDIT) BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL** **- AWARD FOR CREATIVE EXCELLENCE** Solo pochi animali pionieri hanno tutto ciò che serve per sopravvivere nell'ambiente severo delle più alte catene montuose e tendono a essere tra i più misteriosi e timidi animali sul pianeta. Un viaggio in un mondo fantastico ma pieno di pericoli, dove lo stambecco (Ibex Nubian) impara a muoversi su ripidissimi dirupi lottando ogni giorno per la vita; ce lo racconta il divulgatore scientifico e naturalista britannico **David Attenborough**. ***WILDLIFE E NATURA*** */ UK 2017 / 7' **REGIA**: Justin Anderson **PRODUTTORE**: Justin Anderson **CASA DI PRODUZIONE**: BBC Natural History Unit \_\_\_\_\_\_\_* **SAFETY THIRD** **Brad Gobright** – attuale detentore del record di velocità per la salita al Nose (El Capitan, Yosemite Valley, California, in 2h 19 min44 sec, il 21 ottobre 2017) – è un climber di molto coraggio e scarsa fama. Dalle sue arrampicate trad molto poco protette alle incredibili salite in free solo, il film mostra il recupero di questo incredibile atleta dopo un incidente alla schiena, compiendo alcune delle più difficili ascensioni della sua carriera. Dice di lui **Alex Honnold**: "Mi sudano le mani a guardarlo fare free solo!" ***CLIMBING*** */ USA 2017 / 29' **REGIA:** Cedar Wright e Taylor Keating **PRODUTTORE**: Cedar Wright **CASA DI PRODUZIONE:** Cedar Wright Productions \_\_\_\_\_\_\_* **SURF THE LINE** Per gli scatenati **Flying Frenchies**, pensare “out of the box” non è una decisione ma un vero e proprio stile di vita, un piccolo cortometraggio in bilico (è il caso di dirlo!) tra sogno e realtà! ***SLACKLINE*** */ Francia 2016 / 3' **REGIA:** Jérémy Frey**PRODUTTORE:** Arnauld Hiltzer**CASA DI PRODUZIONE:** Hello Emotion \_\_\_\_\_\_\_* **THE FROZEN ROAD BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL: SPECIAL JURY MENTION** **Ben Page** è un giovane inglese di 22 anni che, nel 2014, ha scelto di vivere un’avventura in totale solitudine, su due ruote, attraversando i cinque continenti. Il film documenta il suo viaggio negli spazi più remoti del Canada artico dove Ben scoprirà che scontrarsi con la dura realtà di un ambiente tanto straordinario quanto ostile è qualcosa di molto diverso dal romanticismo di un libro di Jack London… ***FAT BIKE SOLO*** */ UK 2017/ 24**'REGIA:** Ben Page **PRODUTTORE:** Ben Page \_\_\_\_\_\_\_* **TSIRKU (TOUR EDIT)** **Sam Anthamatten**, **Ralph Backstrom** e **Hadley Hummer** - l'unica donna del team - decidono di mettersi alla prova sulle leggendarie creste che si trovano nell’area del ghiacciaio Tsirku, nella remota catena del monte Sant’Elia, e precisamente nel punto di convergenza tra Alaska, Yukon e British Columbia. Un lungo viaggio tra crepacci, seracchi e valanghe, un’esperienza incredibile nell’ultima frontiera dello sci estremo con una serie di prime discese davvero indimenticabili. ***SKI** / Canada 2016 / 16'**REGIA:** Eric Crosland **PRODUTTORE**: Malcom Sangster **CASA DI PRODUZIONE:** Sherpas Cinema \_\_\_\_\_\_\_* **WHY** Islanda. Una terra fredda, aspra e ostile dove potenti fiumi scavano il loro corso in strette gole di roccia, per finire in fragorose cascate che si dirigono verso il mare. Un gruppo di kayaker francesi viaggia in questi ambienti proibitivi cercando la risposta a un’unica domanda: perché? Perché facciamo questo? ***KAYAK*** */ Francia 2016 / 7' **REGIA**: Hugo Clouzeau **PRODUTTORE:** We Are Hungry **CASA DI PRODUZIONE:** We Are Hungry \_\_\_\_\_\_\_* *Fonte: Ufficio Stampa Banff Mountain Film Festival | Foto: 2018 Banff Mountain Film Festival - Tsirku © credits Leo Hoorn* **Per informazioni:** Banff Mountain Film Festival World Tour - Italy Mobile: +39 339 3188769 | Email: simonetta.radice@banff.it Web: [www.banff.it](http://www.banff.it) | Facebook: | Twitter: @BanffItalia **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Eventi, Festival montagna, film montagna --- ### [Bivacco Forcola](https://www.montagnenostre.net/bivacco-forcola/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Valle della Forcola](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Voga di Menarola **Quota di partenza:** 1040 m | **Dislivello:** 800 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Pro Loco di Menarola **Tel.** +39 0343 32966 | +39 0343 42485 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_11 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_11", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.3273,46.3104\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 13 }) }); var style\_map\_ol3js\_11\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/12/GPS\_Bivacco\_Forcola.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_11\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_11.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_11,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_11, "map\_ol3js\_11"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_11); Con la s.s. 36 superiamo Verceia, Novate, Somaggia e S. Cassiano e poi prendiamo lo svincolo a sinistra per Gordona. Proseguiamo poi per Menarola imboccando la provinciale 3 sulla sinistra, dopo un ponte sul torrente Crezza. La strada collega le varie frazioni di Menarola e dopo Coloredo inizia a salire nel bosco. Superiamo l’isolato municipio del comune e successivamente le frazioni di Castanedi, Foppo di dentro e di fuori. Poco prima di arrivare a Voga troviamo un bivio: la strada prosegue sulla destra (Strada per Maggenghi) come pista silvo pastorale ma il traffico è consentito solo agli automezzi autorizzati. Possiamo percorrere un breve tratto sulla sinistra (Via Voga) e lasciare la macchina in uno dei due parcheggi (m. 1038). Tornati al bivio, iniziamo a salire lungo la stradina asfaltata. Procedendo con lieve pendenza superiamo un tavolone in legno con delle panche e alcune vecchie baite. Ignoriamo poi la stradina sulla sinistra per Cermine e il sentiero sulla destra per Cigolino. Presso un tornante troviamo un altro tavolo con panche e poco più avanti la costruzione dell’acquedotto. Dopo aver superato alcune case e un traliccio dell’alta tensione (m. 1150); un segnavia sulla sinistra indica l’inizio del sentiero D4 (Dardano a 0.30, Alpe Buglio a 0.50, Passo Forcola a 2.45). Potremmo anche continuare lungo la strada, che in seguito alterna tratti su fondo in cemento ad altri su sterrato, ed arriva fino a Dardano. Però allungheremmo il cammino a causa dei lunghi tornanti. Meglio prendere il sentiero; i due percorsi si riuniranno nei pressi di un altro traliccio, poco prima della fine della strada. Seguendo i segnavia a bandierina di colore rosso bianco rosso, iniziamo a salire nel bosco, dapprima in modo lieve e poi più ripidamente. Troviamo un bivio poco evidente (m. 1218) ove una palina segnavia indica: a sinistra il sentiero D4 per Dardano a 0.20, Buglio, il Passo Forcola a 2.35; e a destra il sentiero D1 per Cigolino a 1.30, Sommarovina a 2, Olmo a 2.30. Troviamo un rivolo d’acqua che si immette sul sentiero e lo bagna per alcuni metri. Ora il cammino si fa più ripido. Ad un bivio ignoriamo un sentiero che procede diritto verso alcune baite e giriamo a destra. Al bivio successivo andiamo a destra verso un traliccio passando sotto il quale ci riportiamo sulla stradina sterrata. Prendiamo a sinistra e in piano arriviamo alle baite di Dardano (m. 1334). Qui troviamo due sentieri: ignorato quello di sinistra che porta all’Alpe Scima (m. 1875), prendiamo quello che sale alla destra della fontana. Il sentiero, tra larici e betulle, si divide e riunisce alcune volte. Troviamo poi due cartelli in legno che indicano Forcola davanti a noi. All’uscita dal bosco ci troviamo all’Alpe Buglio (m. 1544). Passiamo poco più in basso rispetto a una croce in legno e alle baite (alcune abitate durante il periodo estivo), e raggiungiamo una fontana. Ci fermiamo un attimo per dissetarci e per ammirare il panorama sulla sottostante vallata e sulla cerchia dei monti circostanti. Riprendiamo il cammino verso i larici alla nostra sinistra. Dopo un tratto quasi in piano, ci abbassiamo di una diecina di metri. Oltrepassiamo un ruscelletto che scende dalla montagna e poi risalendo alcuni gradini raggiungiamo un cancello di legno (m. 1570). Apriamo e richiudiamo il cancello, come richiesto da un cartello, superiamo un altro ruscelletto e continuiamo a mezza costa in lieve salita verso la testata della valle. Sull’altro versante vediamo una cascata. Dopo alcuni ripidi tornantini iniziamo a vedere il passo Forcola davanti a noi mentre su un dosso alla nostra sinistra distinguiamo le baite dell’Alpe Forcola e tra esse sulla destra il bivacco. Superiamo un terrapieno che dovrebbe fare da letto ad un torrente che troviamo in secca e raggiungiamo un cancello in ferro (m. 1750). Un cartello ci da il benvenuto all’Alpe Forcola. Apriamo e richiudiamo anche questo cancello e continuiamo in piano passando tra parecchi cespugli di rododendri e di mirtilli. Alcune tane nel terreno ci rammentano la presenza delle marmotte che infatti, di tanto in tanto, sentiamo fischiare. Sull’altro versante vediamo una cascatella. Raggiungiamo un masso sul quale è dipinta una freccia verso sinistra e la scritta: Bivacco F. Guadiamo il Crezza, che in questo punto è un piccolo torrente; di solito è sufficiente camminare sui sassi che affiorano. Potremmo anche proseguire per alcuni metri e girare più avanti prendendo un altro sentiero parallelo. Sull’altro versante risaliamo un dosso oltrepassando in successione altri quattro rivoli che scendono e vanno a gettarsi nel torrente. Infine arriviamo all’alpeggio; il bivacco è la prima costruzione. *Fonte: *[diska.it](http://www.diska.it)** \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-bivacco-forcola-31042041" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **ESCURSIONI** Passo della Forcola | Alpe Scima [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [PASSO FORCOLA](http://www.montagnenostre.net/?s=passo+forcola)[VAL BREGAGLIA](http://www.montagnenostre.net/page/2/?s=val+bregaglia) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Alpe Buglio, Alpe Sciuma, Dardano, Passo Forcola --- ### [Bivacco Chiara e Walter](https://www.montagnenostre.net/bivacco-chiara-e-walter/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val di Lei](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Rifugio Baita del Capriolo **Quota di partenza:** 1961 m | **Dislivello:** 700 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Chiavenna **Tel.** n.d. **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_12 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_12", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.3972,46.3687\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 13 }) }); var style\_map\_ol3js\_12\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_biv\_chiaraewalter.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_12\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_12.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_12,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_12, "map\_ol3js\_12"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_12); Il **Bivacco Chiara Giuriani e Walter Borzi** è ubicato al Passo di Lei (m.2660) ed è un’ottima base per l’ascesa al **Pizzo Stella (m.3163)**. Lo si raggiunge principalmente dai tre seguenti itinerari. Dal **Rifugio baita del Capriolo**, immediatamente a Nord del Lago di Lei e a pochi passi dal territorio Svizzero, si segue la strada che fiancheggia tutta la sponda occidentale del lago fino a raggiungere il **bivacco Pian del Nido** nei pressi dell’omonimo Alpeggio. Da qui si prosegue in direzione Sud-Est lungo il tracciato del “Trekking Valle Spluga”, mantenendosi costantemente sulla destra del torrente (sinistra orografica della valle) che scende dalla Val di Cà, che percorriamo appunto sino a raggiungere un laghetto che si trova nei pressi del Passo di Lei. Il Bivacco sorge a pochi passi, sulla sinistra. Tempo di percorrenza: 3.30 ore. Da Piuro (fraz.Borgonuovo), abitato a pochi km da Chiavenna lungo la Statale del Maloja, saliamo fino a Savogno (a cui rimandiamo per l’itinerario), ove sorge l’omonimo rifugio e da qui lungo la **Valle dell’Acqua Fraggia**, seguendo il sentiero B25, che sale sulla destra del torrente. Attraversiamo poi il torrente e, più in alto, incontriamo il sentiero che porta all’**enorme lago dell’Acqua Fraggia**. Deviamo invece ad ovest fino ad incontrare la località Piangesca (m.2097) ed alcuni laghetti e di lì saliamo ripidi per detriti fino al Bivacco, il tutto in circa 5 ore di cammino e con un notevole dislivello. Un terzo itinerario, per esperti, parte dalla località Cimaganda (m.900), piccola frazione che si incontra lungo la Statale della Valle Spluga che conduce a Madesimo ed alla Svizzera. Prendiamo il sentiero B27 (fa parte del “Trekking Valle Spluga”) che sale a Sud del Motto di Bondeno (m.1786) fino a toccare le località Zoccane (m.1470) e Avero (m.1678) ed incontrare il sentiero B34 che sale dalla località Gualdera di Fraciscio – Campodolcino (altra possibile via di salita). Proseguiamo verso Est lungo il nostro sentiero fino a raggiungere il Passo d’Avero (m.2332) e da qui saliamo per cresta lungo la via Sud del Pizzo Somma Valle (m.2813), scendendo infine al nostro Bivacco; in totale impieghiamo circa 4 ore di cammino. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valchiavenna_vallespluga/bivacco_chiaraewalter_pizzostella/bivacco_chiaraewalter_pizzostella.html) | Autore: R. Moiola* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-bivacco-chiara-e-walter-30930098" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **TRAVERSATE**[Rifugio Chiavenna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-chiavenna/)**ALPINISMO** Pizzo Stella [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [VAL DI LEI](http://www.montagnenostre.net/?s=val+di+lei)[VAL BREGAGLIA](http://www.montagnenostre.net/page/2/?s=val+bregaglia) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Passo d'Avero, Pizzo Somma, Val Bregaglia, Val di Lei --- ### [Bivacco Val Loga Ex Cecchini](https://www.montagnenostre.net/bivacco-val-loga-ex-cecchini/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Valle Spluga](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Lago di Montespluga **Quota di partenza:** 1920 m | **Dislivello:** 850 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** in permanenza **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI -Sezione di Valle Spluga **Tel.** +39 333 4431373 **Itinerario sintetico:** 1. Montespluga (m 1906) | 2. Bivacco Cecchini (m 2770) **NOTA IMPORTANTE** Segnaliamo che all’interno del bivacco c’è un foglio che riporta le seguenti condizioni di pernottamento: **Costo pernottamento:** Soci cai 3€ | non soci 5€ **Utilizzo fornello gas:** Soci cai 1€ | non soci 2€ **Consumazione thè-bevande:** Soci cai 2€ | non soci 3€ E’ possibile versare in anticipo eventuali quote per il pernottamento nei seguenti punti: Hotel Posta di Montespluga Ufficio Turistico di Madesimo Ufficio Turistico di Campodolcino Il passaggio prima del pernottamento potrebbe anche evitare spiacevoli sovraffollamenti nelle strutture. **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_13 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_13", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.3086,46.4850\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_13\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_biv\_Valloga.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_13\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_13.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_13,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_13, "map\_ol3js\_13"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_13); Tra le classiche escursioni della Valle Spluga è d’obbligo annoverare la facile salita al **Bivacco Cecchini** in Val Loga. Punto di partenza è l’**abitato di Montespluga**, sito proprio al termine dell’omonimo lago artificiale. Giunti nei pressi dell’abitato, imbocchiamo la strada che si diparte sulla sinistra proprio di fronte agli esercizi commerciali. Oltrepassate le ultime case del villaggio possiamo lasciare la nostra auto ai bordi della sterrata, poco prima che un divieto ci impedisca di andare oltre. Ci troviamo ad un altezza già ragguardevole, con i suoi 1900 metri Montespluga regala già un ottimo panorama di cime e vallate. Proprio di fronte a noi si allunga la **Val Loga**, una bella spianata di origine glaciale che fa da culla ad alcune delle più famose vette della Valchiavenna, ora un poco nascoste ma che più tardi andremo ad ammirare veramente da vicino. Ci incamminiamo quindi lungo la strada che più avanti, dopo aver attraversato un ponticello, diventa un ampio sentiero. Fino a tarda estate le mucche ci faranno compagnia con la loro graziosa presenza. L’itinerario è, per una buona mezz’ora, pressoché pianeggiante e corre sul versante destro idrografico della vallata. Andiamo a superari numerosi rigagnoli sino a che, dopo aver attraversato il torrente principale, il sentiero comincia a salire in modo deciso tra gli ampi pratoni. Le ultime chiazze di erba lasciano il posto agli sfasciumi che caratterizzano spesso i terreni oltre i 2000 metri di quota. Sulla destra, in fondo alla valle, distinguiamo la **piramide sommitale del Tambò**, che ora comincia a mostrarsi dietro al **Motto del Belvedere**. Dalla parte opposta è ben visibile la sagoma del bivacco, adagiato su di un poggio e distinguibile per l’acceso color legno. Mentre all’inizio questa visione può rallegrarci, col passare dei minuti scopriamo che la vicinanza tra noi e la struttura è alquanto apparente, come in un miraggio desertico. Occorre infatti sudare, e parecchio, per raggiungerlo, forse perché la pendenza del sentiero non ci permette mai di riposare. I meglio allenati impiegheranno circa due ore per raggiungere “il Cecchini”, limando una mezz’ora alle tempistiche dettate dalla cartellonistica, difficile però stare al di sotto di questo minutaggio. Appena giunti noteremo che la struttura è ben altro rispetto a quanto si presentava prima del 2009: una perfetta struttura lignea, eretta dal CAI al posto del vecchio bivacco, con un interno signorile tanto da farci pensare più ad una baita privata che ad un ricovero di fortuna in ambiente ostile. L’alta montagna è sempre stata abituata a costruzioni differenti, in questo caso il lavoro dell’uomo si è soffermato anche sul rapporto tra struttura e paesaggio con un risultato davvero eccellente. Appollaiati a riposare all’esterno del bivacco non possiamo che ammirare lo splendido panorama a 360 gradi: di fronte a noi il maestoso **Pizzo Ferrè (mt.3103)**, con la sua ampia massa congelata che pare cadere a valle; appena ad Ovest ecco il solco della Valle Spluga, che poi diventa Valchiavenna prima di imbattersi con la mole del Pizzo Legnone, ormai alle porte di Valtellina e lago di Como. La ruota dello sguardo continua quindi con il Pizzo Stella (mt.3163) ed il Piz Groppera (mt.2948), quindi con gli Andossi che vi si adagiano in fronte. Via via, tra rocce e cielo, giungiamo al lago di Montespluga, in parte coperto dalla costiera del monte Cardine (mt.2467), dal cui nome ne scaturiscono le famose “gole del Cardinello”. Chiudiamo infine con la costiera che va dal Pizzo d’Emet (mt.3210) al Pizzo Suretta (mt.3027), prima di stringere lo sguardo ammirando di nuovo la maggiore delle vette dell’alta valle Spluga: il Pizzo Tambò (mt.3279). Per il ritorno possiamo seguire a ritroso l’itinerario dell’andata, oppure compiere un percorso ad anello che percorre in discesa la **Valle Schisarolo** sino a lambire il muraglione della diga. Da qui il cammino, incontratosi con il tracciato della Via Spluga, percorre il lato orientale della diga sino al nostro punto di partenza. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valchiavenna_vallespluga/bivacco_cecchini_valloga/bivacco_cecchini_valloga.html) | Autore: R. Moiola* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/itinerario-per-il-bivacco-val-loga-ex-cecchini-30883898" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **ELEMENTI DI INTERESSE** Ghiacciaio del Pizzo Ferrè | Panorama a 360° su tutta la valle Spluga **ALPINISMO** Cima di Val Loga | Pizzo Ferrè | Pizzo Tambò [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [LAGO BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=lago+bianco)[VAL LOGA](http://www.montagnenostre.net/page/2/?s=val+loga) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Pizzo Ferrè, Pizzo Tambò, Val Loga, Valle Schisarolo --- ### [Bivacco Cà Bianca](https://www.montagnenostre.net/bivacco-ca-bianca/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val San Giacomo – Val di Lei](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Rifugio Curti **Quota di partenza:** 1885 m | **Dislivello:** 700 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** In permanenza **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI - Sezione di Valle Spluga **Tel.** n.d. **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_14 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_14", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.2906,46.4043\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_14\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_Bivacco\_Ca\_Bianca.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_14\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_14.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_14,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_14, "map\_ol3js\_14"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_14); Questo bivacco sorge a pochi passi dal territorio svizzero, al passo di Barna; nei suoi pressi giungeva una teleferica che serviva ai lavoratori della cava qui presente. La struttura è utilizzata come appoggio per le ascensioni alle cime che si presentano ad ovest di esso, facendo da spartiacque tra Italia e Svizzera. Per raggiungerlo si può arrivare sia dal rifugio Curti, in Val Starleggia, che dal bivacco Passo del Servizio, ai quali rimandiamo per i rispettivi percorsi. Dal rifugio Curti si procede, salendo per vaghe tracce, in direzione sud, sino ad incontrare il sentiero C21 del “Trekking Valle Spluga”. Quindi lo si percorre verso destra (in direzione ovest) per pietraie e pascoli, il tutto in circa 2 ore e con 700 metri di dislivello. Dal bivacco Passo del Servizio, si deve scendere a valle, per poi seguire le indicazioni per il rifugio Curti (sentiero C21), entrando in Valle della Sancia, fino ad incontrare il bivio descritto sopra e, come già detto, continuare in direzione ovest, attraversando un torrente e poi salendo per pietraie e pascoli. Tempo di percorrenza: circa 2.30 ore. Un ultimo itinerario parte da Isola di Madesimo, seguendo inizialmente i segnavia del sentiero C30, quindi immettendosi nel C20 che passa per il Pian dei Cavalli e per il Lago Bianco, poi sale per traccia al rifugio. Tempo di percorrenza: circa 3 ore. *Fonte: [paesidivaltellina.it](http://www.paesidivaltellina.it) | Autore: M. Dei Cas* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-per-il-bivacco-ca-bianca-30861851" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **ESCURSIONI**[Rifugio Curti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-curti/) | [Bivacco Passo del Servizio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-passo-del-servizio/) [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [LAGO BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=lago+bianco)[VAL STARLEGGIA](http://www.montagnenostre.net/page/2/?s=val+starleggia) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Lago Bianco, Pizzo Montagna, Val di Lei, Val Starleggia --- ### [Bivacco Alpe Manco](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-manco/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Valchiavenna](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Da Monastero **Quota di partenza:** 410 m | **Dislivello:** 1320 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** n.d. **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Comune di Samolaco **Tel.** +39 0343 38003 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_15 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_15", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.3611,46.2506\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_15\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_Bivacco\_Alpe\_Manco.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_15\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_15.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_15,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_15, "map\_ol3js\_15"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_15); Chi ama gli aspetti umbratili, selvaggi e talora repulsivi della montagna, ricaverà dall’escursione al bivacco Alpe Manco un’indubbia soddisfazione, perché il percorso si svolge in un ambiente aspro, talvolta impressionante, anche se non presenta veri e propri pericoli, purché si segua sempre il sentiero e non ci si avventuri in problematici “fuori-sentiero”, che esporrebbero seriamente al rischio di perdersi. Se decidiamo di dedicare una giornata a questa esperienza, dobbiamo raggiungere S. Pietro, frazione di Samòlaco. Per farlo, lasciamo la statale 36 dello Spluga, percorsa da Nuova Olonio in direzione di Chiavenna, a Novate Mezzola: dopo l’indicazione della deviazione, sulla destra, per la Val Còdera, vedremo, sulla sinistra, una deviazione che scende subito ad un sottopasso ferroviario (indicazioni per Era, S. Pietro e Gordona). Imbocchiamo questa strada, e ci ritroviamo sulla strada provinciale “Trivulzia”, che percorre la bassa Valchiavenna fino a Chiavenna, mantenendosi, per un buon tratto, sul lato opposto della Mera, rispetto alla strada statale. Vale la pena di ricordare che la denominazione è un atto di omaggio al capitano Gian Giacomo Trivulzio, famoso personaggio storico, gran Maresciallo di Francia, conte di Mesolcina e Valchiavenna, che ebbe il merito di promuovere la bonifica dell’area compresa fra Era e S. Pietro, recuperando molti terreni all’attività agricola. Ignorata la deviazione a destra per Somaggia, attraversiamo la Mera sul Ponte Nave, e subito dopo il ponte ignoriamo anche una deviazione a sinistra per Casenda. Oltrepassata Era, frazione di Samòlaco, raggiungiamo, infine. S. Pietro (m. 255), a poco più di 3 km e mezzo dal ponte. Dirigiamoci verso il centro del paese, fino a raggiungere un ponticello, all’imbocco del quale due cartelli segnalano un bivio: oltrepassando il ponte si raggiunge Ronscione, mentre prendendo a sinistra si va verso Monastero. Svoltiamo a sinistra e, con una breve salita, di meno di un km e mezzo, giungiamo al termine della strada asfaltata, ai prati di **Monastero**, a 480 metri circa. Proprio al termine della strada asfaltata notiamo, sulla nostra destra, un prato con una pista poco marcata che lo risale, ma non c’è alcun cartello che indichi che si tratti del sentiero per il bivacco Alpe Manco. Per trovare il cartello, bisogna proseguire per un tratto, in leggera discesa, su una strada sterrata. Il cartello, che segnala il sentiero D16, dà il bivacco a 2 ore e 40 minuti. Il bivacco manco a 2 ore e 40 minuti? Manco per sogno…! Un camminatore medio ne impiegherà, minuto più, minuto meno, circa 4. Comunque nella direzione indicata dal cartello non si vede alcun sentiero. Il sentiero, infatti, è quello che parte dal prato sopra citato, posto a monte di un più ampio prato recintato. Infatti, risalito il prato, troviamo un bel sentiero, che piega a sinistra e comincia a salire sul versante di sinistra (per noi, cioè sul versante di sud-est) della **val Mengasca**. Alcuni segnavia rosso-bianco-rossi ci confermano che si tratta del sentiero per l’alpe. Dopo qualche tornante, in un bel bosco di castagni, raggiungiamo, a quota 600 metri circa, un tratto quasi pianeggiante (sempre nel bosco), al cui ingresso è posto un curioso castagno, con un tronco enorme, che però si interrompe a poca distanza da terra per lasciare spazio a numerosi rami. Lasciato alle spalle anche il rudere di una baita, riprendiamo a salire verso destra, passando a valle di altri ruderi di baite. A quota 700 metri circa dobbiamo ignorare un sentiero che si stacca sulla destra; il sentiero principale volge invece a sinistra e continua a salire, alla volta del **maggengo di Santa Teresa**. A quota 840 metri circa bisogna stare attenti ad un doppio breve tornantino, ed evitare di proseguire diritti. Il traverso in direzione sud-sud-est ci porta al limite inferiore dei prati del maggengo, che dobbiamo interamente risalire, da quota 940 a quota 1000 metri circa. Nel caso non avessimo provveduto, qui troveremo due fontane per rifornirci adeguatamente di acqua, anche perché al bivacco, in periodi di siccità, rischiamo di non trovarne. Sediamoci anche a riposare e diamo un’occhiata all’ottimo panorama che da qui si apre. A destra, defilate, vediamo innanzitutto alcune cime della Val dei Ratti, **i monti Brusada, Erbea e Spluga**. Poi, spostandoci verso sinistra, ecco alcune cime del crinale che separa questa valle dalla Val Codera, vale a dire il **Sasso Manduino**, la **punta Magnaghi** e le **cime di Caiazzo**. Ma la scena è dominata, ancora più a sinistra, dall’impressionante mole del **pizzo di Prata** (il “pizzun” o “pizzasc” dei valchiavennaschi), che mostra la sua imponente parete ovest con un impressionante cascame di contrafforti selvaggi. A destra, infine, un bel colpo d’occhio sulla punta Somma Valle e sulla cima del Lago. Quella che abbiamo percorso finora è detta anche “via dei crotti”, perché sono numerose le cantine naturali ricavate negli ammassi di pietre. \[expander\_maker id="1" more="LEGGI TUTTO" less="CHIUDI"\]Il panorama della fascia boschiva attraversata è assai variegato ed interessante: vi si trovano, infatti, faggi, abeti rossi, larici, castagni e betulle. Bene, è ora di rimettersi in cammino: il sentiero riparte a sinistra della baita più alta. Nel primo tratto è poco visibile (si biforca: prendiamo il ramo di destra), poi, entrati in un bel bosco di faggi, ritroviamo un sentiero largo e ben visibile. Questo nuovo tratto nel bosco ci fa raggiungere dapprima un prato con una baita, cintato da un muretto (che fiancheggiamo lasciandolo alla nostra destra; prestiamo attenzione ai segnavia, perché qui per un tratto il sentiero è meno evidente), poi ad un prato con un altro rudere di baita: è la località Sambusina, a 1180 metri. Nella parte più alta, sulla destra del sentiero, incontriamo anche un faggio di dimensioni veramente ragguardevoli. Poi, intorno a quota 1240, lo scenario comincia a cambiare e la montagna, bruscamente, smette di mostrarci il suo volto sorridente. Cominciamo, infatti, ad addentrarci nel cuore ombroso della valle, con un traverso in discesa, che ci fa perdere circa 60-80 metri, con qualche discesa anche ripida e scalinata. Siamo sul fianco scosceso e dirupato della valle, ed oltrepassiamo alcuni impressionanti massi, sempre all’ombra del bosco che continua a lottare per strappare alla montagna qualche lembo di terra. Ad ingentilire questo tratto, però, si presentano, inaspettati, alcuni scorci veramente belli su Chiavenna. La calata nel cuore selvaggio della valle termina, degnamente, con l’attraversamento dell’impressionante canalone della valle Sellina, ingombro di massi ciclopici. Prima di raggiungerlo, dobbiamo anche superare un tratto, di pochi, metri, esposto: attenzione, quindi! Ci immergiamo nel canalone, a quota 1160 circa, e, risalitolo per qualche metro, troviamo, sulla destra, il punto in cui il sentiero riparte, riprendendo anche a salire. Nel primo tratto passiamo proprio sotto un’enorme roccia, che sembra quasi piegarsi sopra di noi. Dopo averla oltrepassata, volgiamoci ad osservarne la parete liscia e repulsiva, in cima alla quale alcuni abeti sembrano proprio sospesi sul vuoto, incuranti della legge di gravità. Poco oltre, ecco un più modesto valloncello, e, a quota 1220 circa, il primo dei due rami del torrente Mengasco che dovremo attraversare. Qui, di nuovo, la nota gentile del fresco gioco delle acque con le rocce levigate. Segue un tratto non molto evidente, che porta all’altro ramo: attenzione a non perdere un doppio tornantino, andando diritti, ma, anche in questo caso, ci si ritrova al punto giusto, cioè al ramo principale del torrente, che indugia in una bella pozza dopo essere quasi sceso a scivolo su una grande roccia liscia. Oltrepassato questo secondo ramo, ci attende un breve traverso e l’inizio di una lunga salita, con numerosi tornanti, di un dosso coperto da un bel bosco. Questa è l’ultima parte dell’itinerario, perché la lunga salita ci porterà ai prati dell’alpe. Prima, però, intorno a 1400 metri, incontriamo una piccola radura con due baite, una a fianco del sentiero e una più a sinistra: si tratta dell’alpe Cascinola. Il sentiero taglia in verticale il prato e ricomincia a salire, inanellando tornante su tornante, finché, dopo essere passato sotto una modesta formazione rocciosa, ci porta verso una zona nella quale il bosco comincia a diradarsi. Compaiono i primi larici, ed a quota 1600 ci si apre il circo terminale della valle, selvaggio, aspro, dominato, sulla sinistra, dalla corrucciata mole del sasso Campedello (m. 2310). Nel tratto successivo la traccia non è evidente: cerchiamo di memorizzarla bene, soprattutto in vista del ritorno. A quota 1660 circa raggiungiamo il limite inferiore destro dei prati dell’alpe: già vediamo, sopra di noi, l’edificio del bivacco, contrassegnato da una bandiera tricolore. Manca ancora qualche decina di metri: passiamo così accanto alle numerose baite abbandonate dell’alpe, fino a raggiungere la quota del bivacco, vale a dire 1730 metri. Salendo, possiamo osservare, a monte del bivacco, sulla destra, l’evidente sella della bocchetta di campo (m. 1921), dalla quale si può scendere all’alpe omonima, nell’alta valle Garzelli, laterale meridionale della Val Bodengo. Per raggiungere la bocchetta basta seguire i segnavia, che, a sinistra del bivacco, cominciano a risalire alcune balze a monte dello stesso, tracciando una diagonale che porta facilmente, da sinistra, alla sella. Da Monastero al bivacco sono necessarie circa 4 ore, per superare circa 1320 metri di dislivello in salita. \[/expander\_maker\] *Fonte: *[paesidivaltellina.it](http://www.paesidivaltellina.it)* | Autore: M. Dei Cas* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/salendo-per-il-bivacco-alpe-manco-30560933" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **TRAVERSATE**[Bivacco Ledù](http://www.montagnenostre.net/bivacco-petazzi/)[VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [ALPE CASCINOLA](http://www.montagnenostre.net/?s=alpe+cascinola)[BOCCHETTA DEL CAMPO](http://www.montagnenostre.net/page/2/?s=bocchetta+campo) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Alpe Cascinola, Bocchetta del Campo, Valle Garzelli --- ### [Bivacco Passo del Servizio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-passo-del-servizio/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val San Giacomo – Val di Lei](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Starleggia **Quota di partenza:** 1565 m | **Dislivello:** 1065 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Vallespluga **Tel.** n.d. **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_16 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_16", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.3143,46.3961\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_16\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_bivacco\_passo\_del\_servizio.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_16\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_16.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_16,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_16, "map\_ol3js\_16"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_16); Da **Starleggia** (SS 36 fino a Campodolcino -133 km da Milano – poi deviazione a sinistra per Isola e dopo poche centinaia di metri, ancora a sinistra, per Starleggia) si segue il sentiero C 20 e passando a monte del paese si prosegue ripidamente raggiungendo la soglia della **conca di San Sisto** 1810 m, piccolo nucleo di case che si raggiunge in breve. Presso la fontana in centro al paese si prende a sinistra il sentiero C 21. Oltrepassata una cava si traversa il torrente su un ponte salendo poi alle baite dell’**Alpe Morone** 1860 m. Si piega a destra salendo in obliquo fino ad un ripiano prativo ove si trova una presa d’acqua. Da qui si volge a sinistra (E) seguendo la condotta dell’acqua e poi si sale verso destra raggiungendo l’ampia dorsale che delimita a S la **Val Sancia**. Si percorre detta dorsale fin verso i 2300 m per poi abbandonarla obliquando verso sinistra fino ad incrociare il tracciato che sale dall’**Alpe del Servizio**. Piegando ora a destra si sale a raggiungere la sella del valico. *Fonte: [diska.it](http://www.diska.it/rifpassoservizio.asp)* **TRAVERSATE**[Rifugio Carlo Emilio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-carlo-emilio/) | [Rifugio Curti Maria](http://www.montagnenostre.net/rifugio-curti/) | [Bivacco Cà Bianca](http://www.montagnenostre.net/bivacco-ca-bianca/) [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [VAL SAN GIACOMO](http://www.montagnenostre.net/?s=val+san+giacomo)[VALLE DEL DRAGO](http://www.montagnenostre.net/page/2/?s=valle+drago) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Conca S. Sisto, Val S. Giacomo, Valle del Drago --- ### [Bivacco Carlo Pedroni – Gregorio del Brà](https://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-pedroni-gregorio-del-bra/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val Codera](http://www.montagnenostre.net/val-masino/ "La Val Masino") **DIFFICOLTÀ** ## **EEA** *Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura* Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Frazione di Mezzolpiano **Quota di partenza:** 316 m | **Dislivello:** 2300 m | **Tempo di percorrenza:** 7 ore **Periodo di Apertura:** permanente **Posti letto:** 11 posti **Gestione:** CAI Sezione di Novate Mezzola **Tel.** n.d. **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_17 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_17", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.5337,46.2624\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 12 }) }); var style\_map\_ol3js\_17\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_Bivacco\_Pedroni\_DelPra.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_17\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_17.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_17,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_17, "map\_ol3js\_17"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_17); Raggiungere il **bivacco Pedroni-Dal Prà** richiede dalle 6 alle 8 ore di cammino a seconda dell’allenamento e sicuramente molta energia e volontà, ma questa gita è sicuramente una delle più entusiasmanti e gratificanti della zona. E’ comunque consigliata l’ascesa in due giornate, pernottando presso il **Rifugio Brasca** situato circa a metà tracciato. Con l’auto si raggiunge **Novate Mezzola** (m.208, 10 Km dal Trivio di Fuentes), dove si prende verso destra la strada asfaltata che conduce alla frazione di **Mezzolpiano** (m.316), proprio all’imbocco della **Val Codera**. Qui si abbandona l’auto e si prosegue a piedi lungo il sentiero che si fa subito molto ripido. Si giunge così in un’ora alla località di Avedè (m.791), da dove si possono ammirare, per l’ultima volta durante questo percorso, il lago di Como e il lago di Novate, nella fresca ombra di qualche castagno. Il tracciato permette ora di riprendere fiato grazie alla discesa che attraversa la valle, ma l’illusione dura poco, perchè è soltanto con una risalita che si accede alla località di **Codera (m.825)**, dove sorgono il **rifugio Locanda Risorgimento** e più avanti il **rifugio Osteria Alpina**. Qui il sentiero procede finalmente quasi in piano per attraversare la valle e condurci ai casolari di Tiune, Saline, Stoppadura e Bresciadega (dove si trova l’omonimo rifugio), da dove, seguendo un falsopiano in mezzo a prati e larici, si giunge al **rifugio Brasca**. Il rifugio Brasca sorge in mezzo a pascoli, al limite del boschetto che circonda l’alpe. Da questa pittoresca posizione si ha una vista interessante delle **Cime d’Averta** e soprattutto delle lisce pareti di granito della Sfinge e del Ligoncio. Da qui si prosegue lungo il sentiero che costeggia il fondovalle, si superano le **baite di Coeder** e si arriva, dopo un lungo falsopiano, al circo roccioso che chiude il fondovalle. Qui comincia una ripida salita che, con una serie di tornanti, conduce all’**Alpe Sivigia** (m.1939). Si continua a salire verso sinistra e, una volta superata la deviazione per la Bocchetta di Teggiola, si prende verso destra. Raggiunto lo sperone roccioso che appartiene alla cresta del **Pizzo Trubinasca**, lo si affronta fino a giungere al poggio dove sorge il bivacco. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valchiavenna_vallespluga/bivacco_pedroni_dalpra_valcodera/bivacco_pedroni_dalpra_valcodera.html) | Autore: R. Moiola* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-bivacco-pedroni-del-pra-30537573" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **ESCURSIONI**[Rifugio Sasc Furà](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sasc-fura/ "Rifugio Sasc Furà") | [Rifugio Gianetti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-luigi-gianetti/ "Rifugio Luigi Gianetti") | Passo della Trubinasca | Passo di Porcellizzo [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [VAL CODERA](http://www.montagnenostre.net/?s=val+codera) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Baite del Coder, Cime d'Averte, Val Codera --- ### [Bivacco Petazzi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-petazzi/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val Ledù](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **EEA** *Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura* Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Bivacco Alpe Manco **Quota di partenza:** 1730 m | **Dislivello:** 520 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Dongo **Tel.** +39 0344 81074 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_18 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_18", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.3241,46.2420\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_18\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_Bivacco\_Petazzi.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_18\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_18.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_18,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_18, "map\_ol3js\_18"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_18); Questo bivacco è una possibile meta per un’escursione che parte dal bivacco Alpe Manco, a cui rimandiamo per il tracciato. Dall’Alpe Manco proseguiamo in direzione Ovest per tratto ripido, fino ad arrivare alla bocchetta di Campo (m.1921). Qui il percorso comincia a perdere quota, fino ad incontrare il sentiero dell’Alta Via del Lario (D12) a pochi passi dall’Alpe Campo, in alta Val Garzelli. Prendiamo a sinistra e superiamo due torrenti, tenendoci sotto il versante orientale dell’imponente Pizzo Rabbi (o Monte Rotondo, m.2452). La nostra salita termina alla Bocchetta del Cannone (m.2260), da dove cominciamo a scendere verso il Lago Ledù: alla sua sinistra si trova il bivacco. Tempo di percorrenza dal Bivacco A.Manco: 2 – 2.30 ore. Un secondo itinerario sale da S.Giacomo di Livo, in Provincia di Como, in ore 5 circa. Il bivacco, sovente segnato come bivacco Lago di Ledù, è a metà della prima tappa dell’Alta Via del Lario. E’ dedicato all’alpinista Bruno Petazzi, perito in tragiche circostanze nel 1984, durante un’ascensione in Val Bondasca. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valchiavenna_vallespluga/bivacco_petazzi_valledu/bivacco_petazzi_valledu.html) | Autore: R. Moiola* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/dal-bivacco-alpe-manco-al-bivacco-petazzi-30535848" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [MONTE ROTONDO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rotondo)[BOCCHETTA DEL CAMPO](http://www.montagnenostre.net/?s=Bocchetta+Campo) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Bocchetta del Campo, Bocchetta del Cannone, Lago Ledu, Monte Rotondo --- ### [Bivacco Primalpia](https://www.montagnenostre.net/bivacco-primalpia/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Valle dei Ratti](http://www.montagnenostre.net/val-masino/ "La Val Masino") **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Località La Motta **Quota di partenza:** 468 m | **Dislivello:** 1500 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** A richiesta **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** Comune di Novate Mezzola **Tel.** +39 0343 63040 | +39 0343 44137 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_19 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_19", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.4862,46.2003\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 15 }) }); var style\_map\_ol3js\_19\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Bivacco\_Primalpia.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_19\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_19.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_19,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_19, "map\_ol3js\_19"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_19); Per raggiungere il bivacco si deve risalire buona parte della misteriosa e selvaggia **Valle dei Ratti**, lasciando l’auto alla località **La Motta a m.468** visto che la strada è ad uso esclusivamente agricolo. Si prosegue lungo la comoda mulattiera che si snoda sul versante destro orografico della valle, oltrepassando la **frazione di Càsten** ed il tracciolino, fino a Frasnedo (m. 1290), paese molto frequentato d’estate e posto in una bella posizione panoramica nella media valle. Dal paese il sentiero scende a Corveggia, poi riprende a salire. Si ignora una deviazione a destra per il passo del Culmine e ad una seconda deviazione, dopo la località Tabiate, si lascia a sinistra la traccia per il **rifugio Volta**, si scende ad un ponte per risalire nel bosco sul lato opposto della valle. Seguendo le bandierine rosso-bianco-rosse si sale fino all’alpe di Primalpia: dopo un primo prato al cui centro è collocato un grande larice solitario, si sale ancora all’alpe superiore, dove, percorsa una lunga diagonale verso sinistra, si raggiunge il ben visibile bivacco. La fatica è ripagata dalla superba panoramica sulla testata della Valle dei Ratti. 1- Salita al **passo di Primalpia**, m. 2476 (o a quello gemello e meno frequentato di Talamucca, m. 2522), discesa in valle di Spluga ed a Cevo, in Val Masino (il percorso compie una traversata verso sinistra, per poi piegare a destra e salire al passo; dal passo di Primalpia si scende poi tenendosi prima in quota sul lato destro della valle, fino ad intercettare le segnalazioni che conducono al più grande dei laghi e di qui, sul lato sinistro, fino a Cevo; dal passo di Talamucca si compie una breve traversata a quello di Primalpia). 2- Salita al **passo quotato IGM 2574**, discesa al bivacco Bottani Cornaggia e di qui a Poira ed a Morbegno (si sale in direzione sud-est, guadagnando l’evidente depressione del passo, sul lato destro, per chi sale, del canalone terminale, e scendendo poi verso destra su una traccia di sentiero segnalata). 3- Salita al **passo del Colino (m. 2630)**, da cui si scende in alta val Toate ed a Poira (vedi percorso sopra; imboccato il canalone terminale non si sale a destra, ma si punta ad est, verso l’evidente bocchetta del passo, per poi scendere facilmente al centro della valle -dir. est-, e di qui verso sud; dall’alta val Toate si può anche passare facilmente al sistema di laghi della valle di Spluga, salendo ad un passo quotato IGM 2412, a sinistra dell’elegante Torre di Bering). 4 – Alla **cima del Desenigo (m. 2845)** dal versante sud, che si raggiunge in prossimità del passo di Colino. *Fonte: [paesidivaltellina.it](http://www.paesidivaltellina.it) | Autore: M. dei Cas* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/trekking-per-il-bivacco-primalpia-30512947" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SEI PRONTO? SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **ESCURSIONI** Passo di Primalpia | [Bivacco Bottani Cornaggia](http://www.montagnenostre.net/bivacco-bottani-cornaggia/ "Bivacco Bottani-Cornaggia") | Passo di Colino | Passo di Talamucca **TRAVERSATE** [Rifugio Omio Antonio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-antonio-omio/ "Rifugio Antonio Omio") | [Bivacco Valli Carlo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-valli/ "Bivacco Carlo Valli") | [Bivacco Casorate Sempione](http://www.montagnenostre.net/bivacco-casorate-sempione/ "Bivacco Casorate Sempione") **ALPINISMO** Cima del Desenigo (m. 2845) dal versante sud, che si raggiunge in prossimità del passo di Colino [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [PASSO TALAMUCCA](http://www.montagnenostre.net/?s=passo+talamucca)[PIZZO BERNINA](http://www.montagnenostre.net/?s=Pizzo+Bernina)[VALLE DEI RATTI](http://www.montagnenostre.net/?s=valle+ratti)[CASTEN](http://www.montagnenostre.net/?s=casten) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Casten, Passo del Colino, Passo Talamucca, Valle dei Ratti --- ### [Bivacco Scarlonzoo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-scarlonzoo/) **Published:** Aprile 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Valchiavenna](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Località Uschione **Quota di partenza:** 760 m | **Dislivello:** 880 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** A richiesta **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** Comune di Piuro **Tel.** +39 034 332327 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_20 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_20", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.4303,46.3120\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_20\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_biv\_scarlonzoo.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_20\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_20.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_20,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_20, "map\_ol3js\_20"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_20); Raggiungere il bivacco non è semplicissimo, perchè il sentiero, segnalato con molta parsimonia, si sviluppa per buona parte del tracciato nel bosco e, soprattutto, va cercato con attenzione quando riparte dai prati degli alpeggi che si attraversano. L’escursione parte da **Uschione (m. 833)**, che si raggiunge a piedi da Chiavenna, sfruttando una bella mulattiera gradinata che parte dalla località Pratogiano (ma in tal caso si calcoli un’ora buona di cammino in più), oppure utilizzando l’automobile. In questo caso si sale alla chiesa di Prata Camportaccio e si prosegue sulla strada per Lòtteno ed Uschione. Giunti alla sbarra che impedisce l’accesso a chi non ha il permesso, si lascia l’automobile e, percorso un tratto pianeggiante, si raggiunge l’abitato di Uschione. Vale la pena di perdere qualche minuto per visitare il paese ed ammirare la bella chiesa. Mettiamoci dunque in cammino, partendo dalla frazione Nesossi e dai cartelli che indicano due possibili direzioni. Dobbiamo seguire quella per il **laghetto del Grillo**, che sale verso sud-est, tagliando una strada sterrata ed inerpicandosi in un fresco bosco. Nel primo tratto la traccia non è evidente, ma poi diviene ben visibile ed attraversa, verso sinistra, una valletta, per poi sbucare nel primo di una serie di prati che si dovranno superare. Attraversiamo questo ed i successivi prati con attenzione, badando alla traccia incerta ed ai pochi segnavia e tenendo presente che il sentiero riparte sempre dal limite superiore di sinistra. Salendo ancora, eccoci all’**alpe Quarantapan**, sul limite superiore della quale, a 1200 metri, troviamo una fontana. Il sentiero riparte a sinistra dell’ultima baita e, dopo un nuovo tratto nel bosco, raggiunge quota 1300, la **località Pesceda**, dalla quale si gode di un’ottima visuale sulla Val Bregaglia. Risaliti i lunghi prati, troviamo un nuovo tratto nel bosco, che sale sempre tendendo leggermente a sinistra, fino all’**alpe Prato del Conte (m. 1434)**. Qui bisogna stare attenti a non imboccare il sentiero che parte dal limite superiore destro dei prati e conduce alle alpi primalfieno e Tecciali. Tagliamo invece l’alpe verso sinistra: in prossimità dell’ultima baita di sinistra e di un grosso masso a forma di dente, un segnavia annuncia la ripresa del sentiero, che compie ora una lunga diagonale verso sud-est, attraversando un corso d’acqua e raggiungendo alla fine la radura dove, a quota 1703 metri, è posta la solitaria baita del bivacco, sempre aperta per ospitare eventuali escursionisti in difficoltà. La traccia del sentiero è sempre abbastanza visibile, ma non si trovano più segnavia fino al bivacco. Nella salita possiamo godere del panorama delle cime di **Val Bregaglia**. *Fonte: [paesidivaltellina.it](http://www.paesidivaltellina.it) | Autore: M. Dei Cas* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/tutti-al-bivacco-scarlonzoo-30511641" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SEI PRONTO? SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [ALPE QUARANTAPAN](http://www.montagnenostre.net/?s=alpe+quarantapan)[PIZZO BERNINA](http://www.montagnenostre.net/?s=Pizzo+Bernina)[USCHIONE](http://www.montagnenostre.net/?s=USchione) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Alpe Quarantapan, Pesceda, Prato del Conte, Uschione --- ### [Bivacco Pian del Nido](https://www.montagnenostre.net/bivacco-pian-del-nido/) **Published:** Aprile 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val di Lei](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Rifugio Chiavenna **Quota di partenza:** 2042 m | **Dislivello:** 333 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Non agibile **Posti letto:** n.d. **Gestione:** CAI Sezione di Valle Spluga **Tel.** n.d. **ATTENZIONE!** **Il Bivacco al Pian del Nido non è più agibile. La proprietà non è al momento disposta ad intervenire con lavori di manutenzione quindi non è prevista nuova apertura a breve.** **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_21 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_21", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.4257,46.4078\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_21\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Bivacco\_PiandelNido.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_21\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_21.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_21,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_21, "map\_ol3js\_21"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_21); Il bivacco si trova all’estremità meridionale del Lago di Lei, nei pressi dell’**Alpe del Nido**, e viene raggiunto principalmente mediante i seguenti itinerari. Dal **Passo dello Spluga** si scende nel cantone dei Grigioni fino a Splugen e poi ad Avers, poi si risale in **Val Ferrera**. Poco oltre l’abitato di Innerferrera c’è un bivio sulla destra che porta fino alla galleria oltre la quale si arriva alla dogana ed al piazzale antistante la diga, ove è opportuno parcheggiare. La galleria è aperta solo da maggio a novembre, dalle 5 del mattino alle 22. La diga, costruita negli anni 50, è lunga 700 metri e alta 173 e fa da sbarramento al Reno di Lei, uno dei corsi d’acqua che formano il fiume Reno. Passato lo sbarramento della diga, si svolta a sinistra (a destra in leggera salita è ben visibile il **Rifugio Baita del Capriolo**, raggiungibile in 15 minuti), e si percorre tutta la stradina, in parte asfaltata e in parte sterrata, in direzione Sud. Il percorso si mantiene all’incirca una ventina di metri sopra il bacino del lago. Davanti a noi il **Pizzo Stella (m. 3163)** si erge in tutta la sua maestosità, mentre sul lato destro innumerevoli cascate e cascatelle allietano e rinfrescano l’assolato cammino. Dopo circa sette chilometri, al termine di un tratto in lieve salita, incontriamo sulla destra il sentiero C3 che sale al **passo Angeloga** e scende poi al **Rifugio Chiavenna** (cartello indicatore: Angeloga h. 2.30). Arrivati alla fine del lago, dopo circa dieci chilometri di cammino, troviamo le baite dell’Alpe Pian del Nido. Il Bivacco è l’ultima costruzione ed è stato ricavato nel piano soprastante una stalla. Tutto quanto il percorso fa parte del Trekking della Valle Spluga. Tempo occorrente: due ore a piedi (meno di una in bicicletta). Dal **Rifugio Chiavenna** (al quale rimandiamo per l’itinerario) passando per il **Lago Nero** (m.2351, ore 1,00) e per il **Passo dell’Angeloga** (m.2391 ore 1,15 ) è possibile accedere al Bivacco in circa ore 2.30. Dal **Bivacco Chiara e Walter** (al quale rimandiamo per l’itinerario) è necessario scendere in direzione Nord-Est lungo il sentiero C4, che percorre tutta la **Val di Cà**, costeggiando costantemente l’omonimo fiume sulla sinistra (tempo di circa 1.30 – 2 ore). *Fonte: [paesidivaltellina.it](http://www.paesidivaltellina.it) | Autore: M. Dei Cas* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/dal-rifugio-chiavenna-al-bivacco-pian-del-nido-30510827" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SEI PRONTO? SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **ESCURSIONI** Lago Nero | Passo dell'Angeloga | [Bivacco Chiara e Walter](http://www.montagnenostre.net/bivacco-chiara-e-walter/) [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [VAL FERRERA](http://www.montagnenostre.net/?s=val+ferrera)[LAGO NERO](http://www.montagnenostre.net/?s=lago+nero) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Lago di Lei, Lago Nero, Val di Cà, Val Ferrera --- ### [Arctic Motion di Tor Even Mathisen](https://www.montagnenostre.net/arctic-motion-di-tor-even-mathisen/) **Published:** Novembre 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Tor Mathisen mostra una bella serie di scatti aurora messi in moto come un video musicale per la band “The American Dollar”. Turni di grande prospettiva con obiettivi grandangolari aggiungere timore reverenziale e l’emozione di una serie già di paesaggi. *Fonte: Vimeo.com – Pubblicato da projectyose.com* **VEDI ANCHE:**[Islanda: terra delle meraviglie geologiche](http://www.montagnenostre.net/islanda-terra-delle-meraviglie-geologiche/)[Luci celesti](http://www.montagnenostre.net/luci-celesti/)[Desert Ice](http://www.montagnenostre.net/desert-ice/) [ARTICO](http://www.montagnenostre.net/?s=artico)[VIDEO MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=video+montagna)[TIMELAPSE](http://www.montagnenostre.net/?s=timelapse) **Categorie:** Video **Tag:** artico, Aurora Boreale, Paesaggi, timelapse --- ### [Il puro nord-ovest del Pacifico](https://www.montagnenostre.net/il-puro-nord-ovest-del-pacifico/) **Published:** Novembre 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Il video di John Eklund è un documentario girato nei luoghi che fanno appello al modo in cui l’autore vuole interpretare la storia del tempo. E’ stato filmato nel nord-ovest del Pacifico ove ci sono infinite opportunità per documentare la magnificenza del mondo che ci circonda. Secondo John quando il tempo è il narratore, un particolare tipo di verità emerge. Questo video, inoltre, è stato girato nelle varie località quali: Mt. Shuksan, Crater Lake, Mt. Bachelor, Mount St. Helens, Oregon di Badlands, Painted Hills, Capo Kiwanda, mt. Hood, Lost lago, e Cannon Beach. Questo suo progetto è iniziato nel luglio 2011 e terminato nel mese di agosto 2012. *Purely Pacific Northwest from John Eklund on Vimeo. Fonte: Vimeo.com – Pubblicato da dynamicperception.com* **VEDI ANCHE:**[Islanda: terra delle meraviglie geologiche](http://www.montagnenostre.net/islanda-terra-delle-meraviglie-geologiche/)[Luci celesti](http://www.montagnenostre.net/luci-celesti/)[Desert Ice](http://www.montagnenostre.net/desert-ice/) [AMERICA](http://www.montagnenostre.net/?s=america)[VIDEO MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=video+montagna)[TIMELAPSE](http://www.montagnenostre.net/?s=timelapse) **Categorie:** Video **Tag:** America, Pacifico, Video --- ### [Bivacco Carlo Valli](https://www.montagnenostre.net/bivacco-carlo-valli/) **Published:** Aprile 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Masino-Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Codera](http://www.montagnenostre.net/val-masino/ "La Val Masino") **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Rifugio Brasca **Quota di partenza:** 1304 m | **Dislivello:** 600 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Como **Tel.** +39 031 264177 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_22 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_22", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.5464,46.2657\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_22\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/Bivacco\_Carlo\_Valli.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_22\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_22.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_22,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_22, "map\_ol3js\_22"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_22); Dal **Rif. Brasca (1304 m.)** ci si dirige verso la **Valle Arnasca** attraversando vasti prati delimitati da abeti. La vista della vallata è spettacolare. Il sentiero si approssima alle due più suggestive, gemellate in un salto verticale di una trentina di metri, per poi ascendere più a sx, si aggirare un grosso masso e ci si infila in un largo canale sulla sua dx idrografica. Qui si attraversa uno dei torrenti per risalire ripidamente l’opposta sponda, su terreno umido e scivoloso. Giunti al ripiano superiore ci si addentra fra macchie di arbusti giungendo in prossimità dell’'**alpe Spazzàa (1554 m.)** che si vede sopra un dosso erboso sull’opposta sponda della valle. Si continua a salire con alcuni tratti gradinati, dove inizia il rodoreto, per poi costeggiare una parete rocciosa – la Malogia – prima di immergersi di nuovo nella macchia arbustiva e quindi uscire in una pecceta, dal ricco sottobosco. La traccia lascia le piante d’alto fusto per sfociare al margine del pascolo d’'Arnasca. Da qui si taglia in diagonale verso dx, attraversando numerosi ruscelli ed una zona pietrosa in vista dell’**Alpe Arnasca (1854 m.)**, situata su di un terrazzamento naturale, ai piedi delle rocce che sostengono il pianoro superiore su cui è il Bivacco. La traccia prosegue svoltando a sx (prima di toccare le baite dell'’alpeggio), rimontando l'’erba e qualche roccetta, presto in vista del gigantesco ghiandone del Sass Carlasc, colosso erattico che già si nota dal Rifugio Brasca. Con un ultimo serpeggiare tra i prati e cespugli di rododendri il sentiero rimonta sulla dorsale fino al Bivacco Valli posto sotto il macigno. Il Bivacco è incastonato sotto il masso erratico, chiamato **Sass Carlasc**, che staziona al sommo dell'’ultimo gradino della vallata d’'Arnasca, in posizione centrale, sovrastante l’'omonimo alpe. Visto da Ovest il macigno sembra pericolosamente proteso a schiacciare il bivacco. La suggestione del luogo è sempre forte: panorama sull’alta valle e sulle cime della sua sponda dx idrografica: dal **Pizzo di Prata**, che da qui si erge come una scaglia, passando per il **Grüf** fino alla testata della **Val Codera**. Severa, la **costiera Ligoncio** – Cime della Porta, spezza ogni sguardo diretto a Sud, riserva sensazioni d'’estremo isolamento a quanti vogliano trascorrere la notte ai suoi piedi. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valchiavenna_vallespluga/bivacco_valli_valcodera/bivacco_valli_valcodera.html) | Autore: R. Moiola* \[button href="https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/verso-il-bivacco-carlo-valli-30491217" target="\_blank" style="emboss" size="medium" color="#ffdc00" hovercolor="#0c0c0c" textcolor="#0c0c0c" texthovercolor="#ffffff"\]SEI PRONTO? SCARICA LA TRACCIA .GPX\[/button\] **TRAVERSATE**[Bivacco Casorate Sempione](http://www.montagnenostre.net/bivacco-casorate-sempione/ "Bivacco Casorate Sempione") | [Rifugio non custodito Alessandro Volta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-volta/ "Rifugio Volta") | [Rifugio Omio Antonio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-antonio-omio/ "Rifugio Antonio Omio") [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [VAL CODERA](http://www.montagnenostre.net/?s=val+codera)[VALLE ARNASCA](http://www.montagnenostre.net/?s=Valle+arnasca) **Categorie:** Valchiavenna, Valmasino **Tag:** Masino-Bregaglia, Val Codera, Val Spassato, Valle Arnasca --- ### [Bivacco Suretta](https://www.montagnenostre.net/bivacco-suretta/) **Published:** Aprile 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Valchiavenna (Italia) **Valle:** [Val San Giacomo – Val di Lei](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Lago di Montespluga **Quota di partenza:** 1920 m | **Dislivello:** 850 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Valle Spluga **Tel.** n.d. **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_23 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_23", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[9.3693,46.4764\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 13 }) }); var style\_map\_ol3js\_23\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "orange", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/GPS\_biv\_Suretta.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_23\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_23.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_23,0,0,3,0,5,6,7,0,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_23, "map\_ol3js\_23"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_23); Il bivacco si trova in un’incantevole posizione panoramica, ai piedi del **ghiacciaio sud del Suretta**. E’ raggiungibile partendo dal **rifugio Bertacchi** (alla cui pagina si rimanda per la descrizione della prima parte dell’itinerario) oppure dal **Lago di Montespluga**. Dal rifugio Bertacchi, oltrepassato il **lago Emet**, saliamo con una buona mulattiera verso il **passo Emet (m. 2294)**. Però non lo raggiungiamo, in quanto deviamo prima verso sinistra in un valloncello e attraversiamo in piano, tra gli ultimi pascoli e sfasciumi, il versante nord del **Pizzo Spadolazzo (m. 2720)**, risalendo verso ovest la testata della **Val Ursagales**. Arriviamo così al **lago Ghiacciato (m. 2508)**, che lasciamo sulla sinistra. Da qui si deve risalire un valloncello che conduce al **passo di Suretta (m. 2580)**, ove troviamo una conca che attraversiamo tra sfasciumi, fino a giungere ai bordi del ghiacciaio. Non bisogna addentrarsi nel ghiacciaio, ma sfiorarlo e puntare ad un dosso roccioso posto all’incirca al centro della conca. Il bivacco Suretta è posto su questo dosso. Per raggiungere il bivacco dal lago di Montespluga l’itinerario è invece il seguente. Sulla statale 36, costeggiando il lago di Montespluga, troviamo sulla destra una sterrata che la fiancheggia per un tratto, per poi ricongiungersi, più avanti, al percorso principale. A metà circa di questa sterrata, presso un ponticello, parte il sentiero C14 (segnavia: bolli) che sale al bivacco. Lasciata l’auto iniziamo a salire tenendoci alla sinistra del torrente. Troviamo dapprima un tratto molto ripido, poi il sentiero prosegue in falso piano, dove il torrente si divide in due rami. Dopo aver attraversato il ramo di sinistra, si riprende a salire con alcuni ripidi tornanti. Ora proseguiamo verso est, tagliando in diagonale alcuni canalini detritici, fino ad arrivare ad uno spalto roccioso dal quale spicca il salto di una cascata. Sempre seguendo i bolli bianchi, saliamo tenendoci verso sinistra, costantemente alla base della cima. Aggirando un dosso e seguendo una traccia verso nord, giungiamo al bivacco, che notiamo ben prima di arrivarci. Il tempo necessario è di circa due ore. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valchiavenna_vallespluga/bivacco_suretta/bivacco_suretta.html) | Autore: D. Discacciati – R. Moiola* **ESCURSIONI**[Rifugio Bertacchi Giovanni](http://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bertacchi/)**ALPINISMO** Pizzo Suretta | Pizzo Spadolazzo [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALCHIAVENNA »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valchiavenna-bivacchi/) [PASSO EMET](http://www.montagnenostre.net/?s=passo+emet)[GHIACCIAIO SURETTA](http://www.montagnenostre.net/?s=ghiacciaio+suretta) **Categorie:** Valchiavenna **Tag:** Ghiacciaio Suretta, Lago Ghiacciato, Passo Emet, Val Ursagales --- ### [Bivacco Comino Gianni](https://www.montagnenostre.net/bivacco-comino-gianni/) **Published:** Febbraio 20, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Ferret](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **EE** *Itinerario Escursionistico per Esperti*\[/mks\_highlight\] Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Località Arp-nouva **Quota di partenza:** 1769 m | **Dislivello:** 661 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Mondovì **Tel.** +39 0174 46776 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_24 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_24", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[7.0226,45.8769\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 14 }) }); var style\_map\_ol3js\_24\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "blue", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "blue", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/biv\_CominoGianni.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_24\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_24.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_24,0,0,3,0,5,6,7,1,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_24, "map\_ol3js\_24"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_24); Dal parcheggio dell’Arp-nouva, attraversare il torrente e percorrere la strada sterrata che porta verso il fondo della Val Ferret. Dopo circa 100 m. abbandonare la strada e, dirigendosi verso sinistra, seguire le tracce di sentiero verso la Dora di Ferret che è possibile attraversare su di una passerella poco più a monte. Sulla riva opposta il percorso prosegue tra grandi massi ed è indicato solo da ometti e da frecce rosse. Raggiunta una piccola radura, piegare a sinistra e portarsi sulla morena destra orografica del vallone del Triolet. Continuare a salire sulla cresta della morena fino all’imbocco di una valletta, spesso innevata. Qui puntare verso sinistra salendo lungo la balza rocciosa e affrontando alcuni brevi passaggi su roccia. Il sentiero prosegue poi tra i cespugli per riportarsi su roccia poco più avanti sulla spalla Sud-Est del Monte Greuvetta. Piegare ancora verso sinistra e raggiungere il bivacco. NOTE: **E’ collocato in un ambiente roccioso puo’ essere raggiunto dagli escursionisti che se la cavano su tratti ripidi e con brevi passaggi di facile arrampicata.** *Fonte: [lovevda.it](www.lovevda.it/it/banca-dati/7/bivacchi/courmayeur/bivacco-gianni-comino/2480)* **ASCENSIONI** Mont Greuvetta | Mont Rouge | Mont Vert de Greuvetta [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[GHIACCIAIO TRIOLET](http://www.montagnenostre.net/?s=ghiacciaio+triolet) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Ghiacciaio Triolet, Monte Bianco --- ### [Bivacco Giusto Gervasutti al Fréboudze](https://www.montagnenostre.net/bivacco-giusto-gervasutti-al-freboudze/) **Published:** Marzo 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Ferret Italiana ](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **PD** *Salita Alpinistica poco difficile* Salita con alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Lavachey **Quota di partenza:** 1642 m | **Dislivello:** 1230 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** su richiesta **Posti letto:** 10 **Gestione:** CAI Sottosezione SUCAI di Torino **Tel./Fax** +39 011 539260 **COME SI RAGGIUNGE** [](#) var raster = getTileLayer("osm","NoKey"); var map\_ol3js\_25 = new ol.Map({ interactions: ol.interaction.defaults.defaults({mouseWheelZoom:false}), layers: \[raster\], target: "map\_ol3js\_25", view: new ol.View({ center: ol.proj.transform(\[7.0153,45.8740\], "EPSG:4326", "EPSG:3857"), zoom: 16 }) }); var style\_map\_ol3js\_25\_0 = { "Point": \[new ol.style.Style({ image: new ol.style.Icon({ anchor: \[0.5, 41\], anchorXUnits: "fraction", anchorYUnits: "pixels", opacity: 0.75, src: "https://www.montagnenostre.net/wp-content/plugins/osm/icons/mic\_blue\_pinother\_02.png" }) })\], "LineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "blue", width: 8 }) })\], "MultiLineString": \[new ol.style.Style({ stroke: new ol.style.Stroke({ color: "blue", width: 4 }) })\] }; var vectorL0 = new ol.layer.Vector({ source: new ol.source.Vector({ url:"http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/11/biv\_gervasutti.gpx", format: new ol.format.GPX({ extractStyles: false }) }), zIndex: 92, style: function(feature, resolution) {return style\_map\_ol3js\_25\_0\[feature.getGeometry().getType()\];} }); map\_ol3js\_25.addLayer(vectorL0);addControls2Map(map\_ol3js\_25,0,0,3,0,5,6,7,1,1); osm\_addPopupClickhandler(map\_ol3js\_25, "map\_ol3js\_25"); osm\_addMouseHover(map\_ol3js\_25); Il Bivacco Gervasutti si raggiunge proseguendo da Aosta in direzione Courmayeur. Giunti in localita’ Entrèves si imbocca la Val Ferret. Il Bivacco è situato sulla destra orografica di questa valle, a quota 2835 metri. Il percorso richiede attenzione nelle roccette della parte iniziale, ai piedi del canalone del Mont Greuvetta e sul ghiacciaio, che diventa ogni anno più tormentato. Da Lavachey (1642 m) si prosegue in direzione di Arnouva, si piega a sinistra e si traversa il ponte sulla Dora di Ferret. Subito dopo si piega a destra e si segue il sentiero indicato da rari bolli gialli che traversa un bosco di larici e prosegue sui pendii morenici dominati dal ghiacciaio del Fréboudze. Il sentiero sale sulla destra del pendio, raggiunge le rocce e traversa un torrente. Ci si alza per roccette, si supera un canalino di placche (II grado) e si prosegue su terreno ripido fino allo spiazzo dov'era il bivacco Fréboudze (2360 m). Qui inizia una traversata per pietrai e nevai verso il ghiacciaio del Fréboudze, che si raggiunge dopo essere passati sotto un ripido canalone battuto da frequenti scariche. Raggiunto il ghiacciaio lo si risale puntando a sinistra e tornando più in alto a destra (crepacci) in direzione delle rocce dove sorge il bivacco. Se la crepacciata terminale è molto aperta, occorre salire sulla destra e raggiungere il Bivacco dall’alto. *Fonte: [bivaccogervasutti.com](http://www.bivaccogervasutti.com)* **TRAVERSATE** Punto d'appoggio per le ascensioni alla parete E delle Grandes Jorasses, alle Petites Jorasses, alla Aiguille de Leschaux. [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[GRANDES JORASSES](http://www.montagnenostre.net/?s=grandes+jorasses) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Grandes Jorasses, Monte Bianco, Petites Jorasses --- ### [Bivacco Canzio Ettore](https://www.montagnenostre.net/bivacco-canzio-ettore/) **Published:** Febbraio 8, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Ferret](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **PD** *Salita Alpinistica poco difficile* Salita con alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Rifugio Gabriele Boccalatte **Quota di partenza:** 2803 m | **Dislivello:** 1007 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 8 posti **Gestione:** CAAI Gruppo Occidentale di Torino **Tel.** +39 011 546031 **COME SI RAGGIUNGE** [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=19/45.86735/6.97410)**Accesso diretto dalla Val Ferret** Dal rifugio Boccalatte seguire la via normale delle Jorassaes fin sotto il Reposoir; di qui attraversare al meglio il ghiacciaio di Planpincieux in direzione del gran canalone del Colle delle Grandes Jorasses. Valicata la crepaccia in corrispondenza delle roccette inferiori, sponda sinistra orografica, risalire il canalone, nel suo tratto inferiore uniforme e nevoso, continuando a sfruttare o costeggiare le rocce della sua sponda sinistra orografica. In alto giunti alla base di una muraglia abbandonare il canalone e raggiungere per una fascia di placche verticali molto fessurate una spalla di blocchi instabili sullo spigolo della costola rocciosa del canalone. Continuare per detto spigolo su massi accatastati, poi sottili cengie, caminetti e placche conducono obliquamente verso destra (Est), sotto il dominio di altri strapiombi , a un piccolo avvallamento ad Est del Colle. *Fonte: [montagneinvalledaosta.com](www.montagneinvalledaosta.com/SITO/pagina...bivacco_canzio/pagina_525.html)* **ESCURSIONI** Sentiero attrezzato Gatti al Monte della Brenva **ASCENSIONI** Cresta di Rochefort | Grandes Jorasses | Dome de Rochefort | Monte Mallet | Punta Young | Punta Croz | Punta Whymper | Punta Elena | Punta Margherita [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[GRANDES JORASSES](http://www.montagnenostre.net/?s=grandes+jorasses) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Grandes Jorasses, Monte Bianco --- ### [Apuane, le Montagne d'Acqua](https://www.montagnenostre.net/apuane-le-montagne-dacqua/) **Published:** Novembre 24, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Nate dal mare, ancora oggi le Alpi Apuane mantengono con l’acqua un rapporto privilegiato e inscindibile. Originate milioni di anni fa in seguito all’innalzamento di una barriera corallina, queste cime, che sfiorano i duemila metri di altezza, sono caratterizzate da numerosi microclimi, dovuti a una forte e costante umidità favorita dalla vicinanza del mare. In ogni stagione, infatti, l’acqua, nelle sue diverse forme, ricopre e avvolge la superficie e penetra le viscere di questi straordinari rilievi, spesso fuoriuscendone dai ripidi pendii con imponenti fiumi e impressionanti cascate. La presenza di una così elevata umidità, consente la vita di numerose specie animali e vegetali, che si sono adattate ad un ambiente particolarmente severo ma delicato, sempre più minacciato dall’ormai insostenibile attività di estrazione del marmo. Guardate questo video e condividete coi vostri amici! *Musiche di Matteo Cremolini**Fonte: Vimeo.com – Pubblicato da Valter Torri* **VEDI ANCHE:**[An Object at Rest: la storia di una pietra…](http://www.montagnenostre.net/an-object-at-rest-la-storia-di-una-pietra/)[Darklight: l’incredibile discesa notturna dei bikers!](http://www.montagnenostre.net/darklight-lincredibile-discesa-notturna-dei-bikers/)[Jumbo Wild](http://www.montagnenostre.net/jumbo-wild/) [DOCUMENTARIO](http://www.montagnenostre.net/?s=documentario)[VIDEO MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=video+montagna)[HIMALAYA](http://www.montagnenostre.net/?s=himalaya) **Categorie:** Video **Tag:** Alpi Apuane, Apuane, trailer --- ### [Bivacco Jachia Mario](https://www.montagnenostre.net/bivacco-jachia-mario/) **Published:** Febbraio 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Ferret](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **AD** *Salita Alpinistica abbastanza difficile* Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Località Tronchey **Quota di partenza:** 1600 m | **Dislivello:** 1664 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 8 posti **Gestione:** Società Guide di Courmayeur **Tel.** +39 0165 842064 **COME SI RAGGIUNGE** [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=17/45.86108/7.00059) Risalita la val Ferret si giunge al villaggio di Tronchey m.1630. Salire per un sentiero in direzione NW, lungo i pendii sul bordo di un bosco. Salire per pendio detritico verso N fino a delle bastionate rocciose. Attraversare a destra il torrente e raggiungere un dosso erboso. Salire il dosso, abbastanza ripido, poi più facilmente lungo le morene detritiche (in tarda primavera canale nevoso) che portano sotto una zona di placche rocciose. Salire per essa lungo una sorta di canale (tracce di cordini) da sinistra a destra fino a raggiungere un crinale. Seguire le tracce lungo il pendio detritico fin sotto le rocce sommitali delle Aig. de l’Eveque. Traversare a sinistra per cenge fino ad un canalone. Salire per esso, stando sulla destra, superando dei brevi risalti rocciosi. Si sale, infine, alla spalla fino al bivacco. **NOTE:** il bivacco serve principalmente per la difficile salita alle Grandes Jorasses per la cresta di Tronchey. *Fonte: [inquota.altervista.org](http://www.inquota.altervista.org/alp.html#Bivacco_JACHIA)* **ASCENSIONI** Aiguille de l’Eveque | Aiguille de Tronchey | Grandes Jorasses, via della cresta di Tronchey [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[GRANDES JORASSES](http://www.montagnenostre.net/?s=grandes+jorasses) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Grandes Jorasses, Monte Bianco --- ### [Bivacco du Dolent – La Maye](https://www.montagnenostre.net/bivacco-du-dolent-la-maye/) **Published:** Febbraio 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Svizzera) **Valle:** [ Val Ferret (Svizzera)](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **EE** *Itinerario Escursionistico per Esperti* Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Località La Fouly **Quota di partenza:** 1593 m | **Dislivello:** 1074 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 12 (12 posti nel periodo invernale) **Gestione:** Zanon Léonardo **Tel.** tramite canale radio SOS | +41 269131831 | +41 793122852 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_duDolent.gpx"\] ***ACCESSO ESTIVO*** Da La Fouly attraversare il ponte sulla Drance de Ferret e seguire la strada carrozzabile per L’A Neuve,da qui si segue il sentiero segnalato verso NW che va ad aggirare una parete rocciosa con largo giro risalendo poi ai margini di un bosco fino a 1880 metri.Si volta a SW e si segue il sentiero discontinuo ma segnalato che contorna la parete S de La Maye.Arrivati ad una pietraia le tracce del sentiero si perdono e si seguono i bolli di vernice sulle rocce che portano in direzione del Col de la Rosette e poco prima del colle al bivacco. ***ACCESSO INVERNALE*** Vedi accesso estivo. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/871/bivacco-dolent-la-maye/)* **TRAVERSATE**[Rif. Cabane De L’A Neuve (Svizzera)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-de-la-neuve/)**ASCENSIONI** Mont Dolent [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[RIFUGI SVIZZERA](http://www.montagnenostre.net/?s=rifugi+svizzera) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Col de la Rosette, Monte Bianco, Rifugi Svizzera, Svizzera --- ### [Bivacco Fiorio Cesare](https://www.montagnenostre.net/bivacco-fiorio-cesare/) **Published:** Febbraio 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Ferret](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **EE** *Itinerario Escursionistico per Esperti* Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Località Arp-nouva **Quota di partenza:** 1769 m | **Dislivello:** 1041 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto – Consigliato da Giugno a Settembre **Posti letto:** 26 (22 Nuovo + 4 Vecchio) **Gestione:** C.A.A.I. Gruppo occidentale **Tel.** +39 011 546031 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_FlorioCesare.gpx"\] Collocato ai piedi del Mont Dolent e ai margini del ghiacciaio Pré de Bard, il bivacco rappresenta una meta interessante per gli escursionisti. La ripida salita verso il Col du Petit Ferret rappresenta il tratto più duro del percorso, ben ripagato dalle splendide vedute sulla Val Ferret e sul lato nord-orientale del gruppo del Monte Bianco.Si parcheggia ad Arnouva 1.769 mt. Lasciata l’auto si supera subito un ponticello in legno che permette l’attraversamento del torrente proveniente dal Vallone di Bellecombe. Si procede su di una strada poderale pianeggiante, dopo pochi minuti si incontra una palina segnaletica che indica la direzione da percorrere. Si procede per un breve tratto in piano sino a raggiungere il bivio per il Bivacco Comino (1.785 mt.): si trascura il sentiero e si procede sempre lungo la strada che incomincia a salire. Lentamente si apre una splendida veduta sul ghiacciaio del Triolet. Si costeggia per un breve tratto un ramo della Doire de Ferret sino a raggiungere, all’altezza di un tornante,l’inizio del sentiero per il Rifugio Dalmazzi. Con un paio di tornanti si prende leggermente quota proseguendo a mezzacosta passando sotto un roccione inclinato. Si susseguono tratti con tornanti e tratti semi rettilinei sino a raggiungere l’ultima svolta, a destra, prima del rifugio: dopo pochi metri si nota un bollo giallo su di una pietra, è l’inizio del sentiero per il bivacco. *Fonte: [montagneinvalledaosta.com](www.montagneinvalledaosta.com/SITO/pagina...bivacco_fiorio/pagina_267.html)* **ESCURSIONI**[Rifugio Elena](http://www.montagnenostre.net/rifugio-elena/) | Col du Grand Ferret | Col du Petit Ferret **TRAVERSATE** Col du Petit Ferret – La Fouly (Svizzera) **ASCENSIONI** Mont Dolent | Aiguille des Angroniettes | Grand Golliaz | Monte Allobrogia [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[GRANDES JORASSES](http://www.montagnenostre.net/?s=grandes+jorasses) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Monte Bianco --- ### [Malga di Glorenza](https://www.montagnenostre.net/malga-di-glorenza/) **Published:** Febbraio 14, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Parcheggio di Glorenza **Quota di partenza:** 916 m | **Dislivello:** 1050 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore (andata) - 2 ore (ritorno) **Periodo di Apertura:** Da Giugno ad Ottobre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** N.D. **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Malga\_Glorenza.gpx"\] Strada da Sluderno a Glorenza. Si esce dalla porta sud della cittadina (908 m); attraversato l’Adige si prende la stradina che porta in mezz’ora attraverso i prati alla chiesetta di San Martino (1075 m). Quindi si seguono i segnavia 24 in parte sulla strada forestale ed in parte su scorciatoie, salendo lungamente, a tratti anche ripidamente, lungo i boschi fino alla malga Glurnser Alm (1978 m); dalla cittadina ore 3. Si ritorna in 2 ore sulla via dell’andata o restando sempre sulla strada forestale, più comoda ma più lunga. *Fonte: [sentres.com](https://www.sentres.com)* **ESCURSIONI** Malga Glurnser Alm [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL VENOSTA »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) [ALPI VENOSTE](http://www.montagnenostre.net/?s=alpi+venoste)[GLORENZA](http://www.montagnenostre.net/?s=glorenza) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** alpi venoste, Glorenza, val venosta --- ### [Rifugio Cabane de l’A Neuve](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-de-la-neuve/) **Published:** Febbraio 4, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Svizzera) **Valle:** [ Val Ferret svizzera](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **EE** *Itinerario Escursionistico per esperti* Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** località La Fouly **Quota di partenza:** 1593 m | **Dislivello:** 1142 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** sempre aperta Custode presente da metà marzo a metà maggio e da metà giugno a fine settembre **Posti letto:** 28 posti (20 posti letto nel periodo invernale) **Gestione:** Martine Gabioud **Tel.** +41 (0)27 783 24 24 **E-mail:** gm.gabioud@bluewin.ch **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Cabanedelaneuve.gpx"\] *ESTATE* Da La Fouly seguire la strada che attraversa il campeggio fino al suo termine a 1592 metri:qui si prende il sentiero che sale fra i torrenti Reuse de l`Amône e Reuse de l`A Neuve fino a un promontorio roccioso di forma triangolare a 2090 metri con un ultimo tratto attrezzato.Si supera poi grazie ad una passerella la Reuse de l`Amone e si sale per sentiero con numerosi zigzag fino a un camino attrezzato che conduce direttamente alla capanna. *INVERNO* Vedi itinerario estivo. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/868/a-neuve-cabane-de-l/)* **TRAVERSATE** Refuge d`Argentiere (Francia) | [Bivacco Du Dolent-La Maye (Svizzera)](http://www.montagnenostre.net/bivacco-du-dolent-la-maye/) **ASCENSIONI** Tour Noir [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[RIFUGI SVIZZERA](http://www.montagnenostre.net/?s=rifugi+svizzera) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Monte Bianco, Rifugi Svizzera, Svizzera --- ### [Bivacco de l'Envers des Dorees](https://www.montagnenostre.net/bivacco-de-lenvers-des-dorees/) **Published:** Marzo 5, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Svizzera) **Valle:** [ Valle di Entremont (Svizzera)](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **F+** *Salita Alpinistica Facile Sup.* Lungo il percorso si incontrano difficoltà per il cui superamento richiede l’uso di strumenti alpinistici come la corda, i ramponi, la piccozza. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Località Champex **Quota di partenza:** 1466 m | **Dislivello:** 1794 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** bivacco da 11 posti sempre aperto | rifugio 12 posti aperto solo su prenotazione **Posti letto:** 12 (12 posti nel periodo invernale) **Gestione:** CAS Dent-de-Lys | Custode: Gilbert Maillard **Tel./Fax** +41 219218550 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_delEnversdesDorées.gpx"\] ***Accesso estivo*** Da La Fouly attraversare il ponte sulla Drance de Ferret e seguire la strada carrozzabile per L’A Neuve,da qui si segue il sentiero segnalato verso NW che va ad aggirare una parete rocciosa con largo giro risalendo poi ai margini di un bosco fino a 1880 metriDa Champex andare alla riva S del Lac de Champex e seguire il sentiero che porta alla Combe d'Orny 1490 metri.Risalire il ripido sentiero sulla riva sinistra del Torrent du Darbellay e passare sull'altra riva a 1640 metri.Il sentiero si allontana dal torrente e sale a uno scoglio roccioso a 2114 metri,poi,passando dal Plan de l'Arche sale al Lac d'Orny Inferieur 2684 metri.Da qui si segue il sentiero che sale sul filo della morena e che porta al Lac d'Orny Superieur e alla Cabane d'Orny 2826 metri.Dalla capanna seguire il sentiero sulla morena laterale sinistra del Glacier d'Orny fino a che si può scendere sul ghiacciaio.Seguire la traccia solitamente battuta e facendo attenzione ai crepacci salire al Col d'Orny 3098 metri.Dal colle si scende sul Plateau du Trient e si sale in direzione del Col S des Plines 3260 metri.Scendere sul Glacier des Plines e verso S andare fino alle rocce dove sorge il bivacco .Si volta a SW e si segue il sentiero discontinuo ma segnalato che contorna la parete S de La Maye.Arrivati ad una pietraia le tracce del sentiero si perdono e si seguono i bolli di vernice sulle rocce che portano in direzione del Col de la Rosette e poco prima del colle al bivacco. ***Accesso invernale*** Da Champex si sale per strada carrozzabile a Arpette(se le condizioni di innevamento lo permettono fino qui si può arrivare in auto).Si prosegue sulla strada fino al suo termine a 1700 metri e poi si prende il sentiero segnalato che sale a La Barme 2100 metri e prosegue per la Combe des Ecandies 2364 metri.Si risale allora il ripido canale nevoso che porta alla Fênetre de Chamois 2985 metri.Scendere dalla parte opposta traversando la parete W della Petite Pointe d'Orny fino al Plateau du Trient e da qui si sale in direzione del Col S des Plines 3260 metri.Scendere sul Glacier des Plines e verso S andare fino alle rocce dove sorge il bivacco F - 6 ore e 30 minuti *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/872/bivacco-de-l-enverse-de-dorees/)* **TRAVERSATE**[Cabane de Saleina (Svizzera)](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-de-saleina-cas/)*Dal bivacco portarsi sul Glacier des Plines e scenderlo fino ad arrivare al Glacier de Saleina,portarsi sulla riva sinistra (N) e scendere sul ghiacciaio o sulla morena fino a 2700 metri e poi attraversare il ghiacciaio verso SE per portarsi alla Cabane de Saleina 2691 metri***ASCENSIONI** Pointe des Ravines Rousses *Dal bivacco scendere sul Glacier des Plines e salire per un ripido pendio nevoso al Col N des Plines 3246 metri.Salire alla cresta SSW per un canalino e alcune roccette e seguirla,scavalcando alcuni gendarmi,fino alla vetta* [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valferret-bivacchi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[BIVACCHI SVIZZERA](http://www.montagnenostre.net/?s=bivacchi+svizzera) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Anguilles Dorées, Bivacchi Svizzera, Monte Bianco, Svizzera --- ### [Rifugio Bertone Giorgio](https://www.montagnenostre.net/rifugio-bertone-giorgio/) **Published:** Gennaio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Val Ferret](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** località Planpiceux (Val Ferret) **Quota di partenza:** 1578 m | **Dislivello:** 402 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da giugno a tutto settembre. Nel mese di maggio su richiesta. **Posti letto:** 60 posti **Gestione:** Cosson Lorenzino **Tel.** +39 348 0056203 | +39 329 0603260 **COME SI RAGGIUNGE** [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=19/45.80885/6.97774) Dalla Val Ferret partendo poco più avanti di Plampicieux, dal ponte con cartello indicante il percorso per Rifugio Bertone sentiero n° 31 – 1,30 h di cammino. Suggestivo e panoramico, sulla grande balconata sempre guardando il Monte Bianco. Ideale per famiglie con bambini e per chi ha voglia di fare delle gran belle foto! Dalla Val Sapin partendo da Courmayeur, e più precisamente dalla località Villair Superiore dal sentiero n° 42 – 1,30 h di cammino su di un sentiero un po piu ripido, adatto ad escursionisti più allenati. *Fonte: [rifugiobertone.it](http://www.rifugiobertone.it)* **TRAVERSATE**[Rifugio Bonatti Walter](http://www.montagnenostre.net/rifugio-bonatti-walter/)**ASCENSIONI** Mont de la Saxe | Testa Bernarda | Testa della Tronche [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[COURMAYEUR](http://www.montagnenostre.net/?s=courmayeur) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Alpi Pennine, Courmayeur, Monte Bianco --- ### [Rifugio Elena](https://www.montagnenostre.net/rifugio-elena/) **Published:** Gennaio 26, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Ferret](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **T** *Itinerario Turistico* Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** località Arp-Nouva **Quota di partenza:** 1769 m | **Dislivello:** 293 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Dal 10 Giugno al 30 settembre **Posti letto:** 115 posti (15 posti letto nel periodo invernale) **Gestione:** Soc. Elena **Tel.** +39 0165 844688 | +39 328 9197941 **Avviso:** A causa della consistente presenza di neve ed al pericolo di frana del monte De la Saxe (Courmayeur) le autorità locali hanno interdetto l’accesso alla Valle Ferret a data da definirsi. Questa situazione determina il posticipo della data di apertura del Rifugio ELENA al 1 luglio p.v. **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Elena.gpx"\] Lasciata l‘auto in loc. Arp-Nouva, attraversare il ponte sul torrente e proseguire sulla strada sterrata fino ad incontrare un sentiero che si stacca sulla destra segnalato con il simbolo TMB. Lo stesso si porta, dopo diverse inversioni, alla Tsa de Jean. Proseguendo sullo stesso sentiero, si perviene alla località Pré-de-Bard in cui si trova il rifugio Elena. Proseguire sul sentiero che prende quota toccando l‘alpeggio di Pré-de-Bar Damon. Poco oltre tralasciare l‘itinerario di destra che si inoltra nel vallone di La Combette per volgere a sinistra e raggiungere il Col Grand-Ferret. *Fonte: [lovevda.it](http://www.lovevda.it/it/banca-dati/16/ristorante/courmayeur/rifugio-elena/2067)* **ESCURSIONI** Tete de Ferret | Col du Grand Ferret | Col du Petit Ferret | [Rifugio Dalmazzi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-dalmazzi-cesare/) | [Bivacco Comino](http://www.montagnenostre.net/bivacco-comino-gianni/) | [Bivacco Fiorio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-fiorio-cesare/) **TRAVERSATE** Col du Petit Ferret | La Fouly (Svizzera) **ASCENSIONI** Mont Dolent | Grand Golliaz | Aiguille des Angroinettes | Monte Allobrogia [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[TOUR DEL MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=tour+monte+bianco) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Monte Bianco, Tour del Monte Bianco --- ### [Rifugio Boccalatte Gabriele e Piolti Mario](https://www.montagnenostre.net/rifugio-boccalatte-gabriele-e-piolti-mario/) **Published:** Febbraio 3, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Ferret](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **EE** *Itinerario Escursionistico per esperti* Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** località Planpincieux **Quota di partenza:** 1579 m | **Dislivello:** 1224 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** DAL 1 Luglio al 30 Settembre **Posti letto:** 25 posti **Gestione:** Luciana Pandolfi **Tel.** +39 0165 844070 | +39 039 878067 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Boccalatte.gpx"\] Dal parcheggio si procede verso il suo angolo di sinistra, incontrando un cartello indicatore giallo (segnavia 21), per il rifugio. Dopo 40 m s’incontra un bivio a destra che porta in una piccola strada attraverso il borghetto (freccia gialla). La mulattiera s’inoltra nel bosco, oltrepassando la cappelletta di Planpincieux, diventando poi un sentiero a tornanti. La traccia continua verso le seraccate, raggiunge un canale detritico, lo supera sulla destra ed entra in un secondo canale, stando sulla sinistra e poi guadando il rio relativo. Si continua in direzione di un’evidente cascata con passi di I-II grado. Si prosegue sul costolone di destra sino ad incontrare una scala metallica che agevola la salita di un camino (comunque facile). All’uscita vi è una corda usurata. Si continua su una dorsale morenica sino alla sommità. Si procede poi a sinistra fra i detriti in direzione delle balze su cui è visibile il rifugio. Giunti contro le placche si risale una rampa detritica a destra incontrando canaponi fissi che traversano a sinistra. Si seguono le corde sino ad un pulpito. Si sale poi a zig zag su percorso aereo sino alla terrazza sospesa sul ghiacciaio dove è posto il rifugio. È possibile concludere la gita oltrepassando entrata e toilette e continuando dietro al rifugio sulle corde fisse che portano al ghiacciaio dov’è sita la bandiera italiana e da cui si parte per le grandi scalate alpine. *Fonte: [lovevda.it](http://www.lovevda.it/it/banca-dati/7/vie-ferrate/courmayeur/sentiero-attrezzato-bivacco-boccalatte/2612)* **ASCENSIONI** Punta Walker | Grandes Jorasses | [Bivacco Canzio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-canzio-ettore/) | Dome de Rochefort | Punta Margherita | Punta Whymper | Punta Elena | Punta Croz | Colle delle Grandes Jorasses [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) [MONTE BIANCO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+bianco)[GRANDES JORASSES](http://www.montagnenostre.net/?s=grandes+jorasses) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Grandes Jorasses, Monte Bianco --- ### [Rifugio Cabane d’Orny](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-dorny/) **Published:** Febbraio 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Svizzera) **Valle:** [ Vallé du Trient (Svizzera)](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **EE** *Itinerario Escursionistico per esperti* Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** località Champex **Quota di partenza:** 1466 m | **Dislivello:** 1360 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperta – Custode presente da metà giugno a metà settembre **Posti letto:** 86 posti (30 posti letto nel periodo invernale) **Gestione:** Angéloz Patricia – Angéloz Raymond **Tel.** +41 27 207 13 48 / +41 79 221 15 17 **COME SI RAGGIUNGE** [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=19/46.00192/7.06243)*ACCESSO ESTIVO* Da Champex andare alla riva S del Lac de Champex e seguire il sentiero che porta alla Combe d’Orny 1490 metri.Risalire il ripido sentiero sulla riva sinistra del Torrent du Darbellay e passare sull’altra riva a 1640 metri.Il sentiero si allontana dal torrente e sale a uno scoglio roccioso a 2114 metri,poi,passando dal Plan de l’Arche sale al Lac d’Orny Inferieur 2684 metri.Da qui si segue il sentiero che sale sul filo della morena e che porta al Lac d’Orny Superieur e al vicino rifugio. *ACCESSO INVERNALE* Da Champex si sale per strada carrozzabile a Arpette (se le condizioni di innevamento lo permettono fino qui si può arrivare in auto).Si prosegue sulla strada fino al suo termine a 1700 metri e poi si prende il sentiero segnalato che sale a La Barme 2100 metri e prosegue per la Combe des Ecandies 2364 metri.Si risale allora il ripido canale nevoso che porta alla Fênetre de Chamois 2985 metri. Scendere dalla parte opposta traversando la parete W della Petite Pointe d’Orny fino al Plateau du Trient e alla Cabane du Trient 3170 metri. Dalla capanna si scendono le roccette che portano al Col d’Orny 3098 metri,poi,si scende per il Glacier d’Orny e lo si attraversa per andare a prendere la morena laterale sinistra che in breve porta alla capanna PD – 6 ore e 30 minuti. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/879/orny-cabane-d/)* **TRAVERSATE**[Rifugio Cabane du Trient](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-du-trient/)**ASCENSIONI** Le Portalet | Tete Blanche | Petit Fourche | Chardonnet | Aiguilles Dorées | Aiguille d’Orny [Vedi tutti i rifugi della Val Ferret »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) [VALLE DU TRIENT](http://www.montagnenostre.net/?s=valle+trient)[RIFUGI SVIZZERA](http://www.montagnenostre.net/?s=rifugi+svizzera) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Monte Bianco, Rifugi Svizzera, Svizzera --- ### [Rifugio Cabane de Bovinette](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-de-bovinette/) **Published:** Febbraio 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Svizzera) **Valle:** [ Vallé du Trient (Svizzera)](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **T** *Itinerario Turistico* Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** località Les Assets **Quota di partenza:** 1300 m | **Dislivello:** 340 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Capanna chiusa – Su prenotazione e chiavi disponibili presso i custodi **Posti letto:** 15 posti **Gestione:** SC Martigny – Custode: M. Michel Minoia **Tel.** +41(0) 27 722 72 62 **COME SI RAGGIUNGE***ESTATE* Da Les Assets prendere il sentiero segnalato che sale a Assets d’en Haut 1480 metri e poi a Bovinette d’en Bas 1621 metri. Verso W in breve si giunge alla capanna. *INVERNO* Vedi stesso percorso del periodo estivo. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/892/rifugio-non-custodito-bovinette-cabane-de/)* **TRAVERSATE**[Rifugio Chalet des Grands](http://www.montagnenostre.net/rifugio-chalet-des-grands-2/)**ASCENSIONI** Pointe de Prosom [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) [RIFUGI SVIZZERA](http://www.montagnenostre.net/?s=rifugi+svizzera)[VALLE DU TRIENT](http://www.montagnenostre.net/?s=valle+trient) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Monte Bianco, Svizzera, Vallé du Trient --- ### [Rifugio Cabane du Trient](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cabane-du-trient/) **Published:** Febbraio 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Svizzera) **Valle:** [ Vallé du Trient (Svizzera)](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **AF** *Salita Alpinistica facile* Salita con nessuna difficoltà particolare, ma l’utilizzo di materiale d’alpinismo (casco, corda, cramponi, picozza) può essere necessario. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** località Champex **Quota di partenza:** 1466 m | **Dislivello:** 1704 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperta – Custode presente da metà marzo a metà maggio e da metà giugno a metà settembre **Posti letto:** 129 posti (40 posti letto nel periodo invernale) **Gestione:** Amaudruz Fatima – Amaudruz Thierry **Tel.** +41(0)27 783 14 38 | +41(0)27 746 26 44 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_CabaneduTrient.gpx"\] *ESTATE* Da Champex andare alla riva S del Lac de Champex e seguire il sentiero che porta alla Combe d’Orny 1490 metri.Risalire il ripido sentiero sulla riva sinistra del Torrent du Darbellay e passare sull’altra riva a 1640 metri.Il sentiero si allontana dal torrente e sale a uno scoglio roccioso a 2114 metri,poi,passando dal Plan de l’Arche sale al Lac d’Orny Inferieur 2684 metri.Da qui si segue il sentiero che sale sul filo della morena e che porta al Lac d’Orny Superieur e alla Cabane d’Rifugio Orny Cabane d’ 2826 metri.Dalla capanna seguire il sentiero sulla morena laterale sinistra del Glacier d’Orny fino a che si può scendere sul ghiacciaio.Seguire la traccia solitamente battuta e facendo attenzione ai crepacci salire al Col d’Orny 3098 metri.Da qui si possono risalire direttamente le rocce oppure prendere il sentierino che in breve porta alla capanna. *INVERNO* Da Champex si sale per strada carrozzabile a Arpette(se le condizioni di innevamento lo permettono fino qui si può arrivare in auto).Si prosegue sulla strada fino al suo termine a 1700 metri e poi si prende il sentiero segnalato che sale a La Barme 2100 metri e prosegue per la Combe des Ecandies 2364 metri.Si risale allora il ripido canale nevoso che porta alla Fênetre de Chamois 2985 metri.Scendere dalla parte opposta traversando la parete W della Petite Pointe d’Orny fino al Plateau du Trient e alla Cabane du Trient 3170 metri PD – 5 ore e 30 minuti *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/883/trient-cabane-du/)* **TRAVERSATE** Rifugio d’Argentière | Rifugio Alberto Primo | Cabane de Saleina **ASCENSIONI** Aiguille d’Argentière | Aiguilles Dorées | Aiguille du Tour | Aiguille Purscheller | Punta d’Orny [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VAL FERRET »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valledaosta-rifugi/valferret-rifugi/) [VALLE DU TRIENT](http://www.montagnenostre.net/?s=valle+trient)[RIFUGI SVIZZERA](http://www.montagnenostre.net/?s=rifugi+svizzera) **Categorie:** Val Ferret **Tag:** Monte Bianco, Vallé du Trient --- ### [Bivacco Crabun](https://www.montagnenostre.net/bivacco-crabun/) **Published:** Novembre 21, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Villaggio di Cresta **Quota di partenza:** 1380 m | **Dislivello:** 1300 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** in permanenza **Posti letto:** 21 posti **Gestione:** Comune di Perloz **Tel.** N.D. **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Crabun.gpx"\] Dal comune di Perloz bisogna seguire le indicazioni per la frazione Marine e da qui proseguire fino al villaggio di Cresta. Al primo tornante si prende la mulattiera che si addentra nel vallone e che lo risale fino al villaggio di Pessé. Da questo villaggio si prende un’altra mulattiera sulla destra che conduce attraverso pendii ripidi e franosi fino al villaggio di Pra. Vicino alla fontana si segue la mulattiera sulla sinistra fino al vallone del Nantay. Nel punto più stretto la mulattiera supera un torrente con una serie di tornanti fino alle case di Pian. Si lasciano le baite sulla sinistra e si prosegue sul piano, superando il dosso fino alla baita di Lers. Di qui il sentiero si trova nuovamente a sinistra e supera due piccoli ruscelli e continua sulla sinistra fino alle baite di Barmette. Si risale la dorsale cercando le tracce del sentiero che si trasforma poi in una pietraia e si raggiunge il bivacco e la cresta. *Fonte: *[lovevda.it](http://www.lovevda.it/it/banca-dati/7/bivacchi/perloz/bivacco-crabun/2500)** **ALPINISMO** Monte Crabun [VEDI TUTTI I BIVACCHI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valdigressoney-bivacchi/) [MONTE CRABUN](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+crabun)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa) **Categorie:** Val d'Ayas, Valle del Lys **Tag:** Monte Crabun, Monte Rosa --- ### [Rifugio Cap. Giovanni Gnifetti](https://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) **Published:** Novembre 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys - Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **AR** *Salita alpinistica su neve e ghiaccio con difficoltà fino al III grado* Salita alpinistica su neve e ghiaccio, affronta pendenze superiori ai 35°, creste e canali ghiacciati, richiede attrezzatura da arrampicata e da ghiaccio (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi da ghiaccio, piccozza, ramponi, caschetto da roccia), necessita di esperienza, capacità di valutazione ed allenamento. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Passo dei Salati, stazione arrivo funivia da Alagna Valsesia **Quota di partenza:** 2936 m | **Dislivello:** 675 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** da Pasqua a fine Settembre **Posti letto:** 239 posti (14 posti nel periodo invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 78015 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_guiglielmina-gnifetti.gpx"\] Dal Passo dei Salati si oltrepassa la stazione d’arrivo della telecabina che sale da Gressoney, proseguendo su ripido sentiero che poi procede con alcuni sali scendi (breve tratto con corde fisse)aggirando a sinistra la cimetta dello dello Stolenberg (corde fisse). Per cresta verso N alla visibile vecchia stazione di arrivo di Punta Indren da dove si attraversa il ghiacciaio di Indren per una evidente pista, superando gli impianti per lo sci estivo. Raggiunta la base delle rocce che separano il ghiacciaio di Indren da quello di Garstelet si segue il sentiero di sinistra, che costeggiando una bastionata rocciosa conduce al rifugio Città di Mantova (3498 m, 1,30 ore). Da questo si rimonta il ghiacciaio di Garstelet verso N fino allo sperone roccioso sulla sinistra, dove si trova il rif. Gnifetti. *Fonte: rifugiinpiemonte.it* **TRAVERSATE**[Rifugio Monte Rosa Hütte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-rosa-hutte/) | [Rifugio Sella Quintino](http://www.montagnenostre.net/rifugo-quintino-sella-al-felik/) **ALPINISMO** Punta Gnifetti e Capanna Osservatorio Regina Margherita | Bivacco Giordano Tutte le vette centrali del Monte Rosa dal Lyskamm alla Dufour: Punta Zumstein m. 4561 (ore 4) Punta Dufour m. 4633 (ore 6) Punta Parrot m. 4436 (ore 3, 30’) Ludwgshohe m. 4342 (ore 2,30’) Corno Nero m. 4322 (ore 2,30’) Balmenhorn m. 4167 (ore 2) Piramide Vincent m. 4215 (ore 2) Lyskamm Orientale m. 4527 (ore 4) [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) [GRESSONEY](http://www.montagnenostre.net/?s=Gressoney)[PASSO DEI SALATI](http://www.montagnenostre.net/?s=passo+salati)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Ghiacciaio di Indren, Gressoney, Monte Rosa, Passo dei Salati, Valle del Lys --- ### [Rifugo Quintino Sella al Felik](https://www.montagnenostre.net/rifugo-quintino-sella-al-felik/) **Published:** Novembre 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **EE** *Itinerario Escursionistico per esperti* Itinerario generalmente segnalato ma che richiedono capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervi e infido (pendii ripidi, scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, roccia, detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Restano esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci. Necessita di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbrago, ecc). **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Località Stafal (o Bettaforca, raggiungibile in seggiovia) **Quota di partenza:** 1825 m - 2672 m | **Dislivello:** 1760 m - 913 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore e 30 minuti - 30 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 142 posti (30 posti loc. invernale) **Gestione:** Adriano Favre – CAI Sezione di Biella **Tel.** +39 0125 366113 | +39 348 8107793 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_quintinosella.gpx"\] Da **Gressoney**, località Staffal, arriviamo al termine della Strada Statale, dove possiamo lasciare l’auto in uno dei due grandi parcheggi in prossimità della stazione di partenza degli impianti. Uno è composto da 2 tratti di telecabina che raggiungono, rispettivamente, l’Alpe Gabiet (a pochi minuti dal Lago omonimo) e il Passo dei Salati; l’altro, invece, sul lato opposto, raggiunge con una funivia l’Alpe Sant’Anna e poi con una seggiovia il Colle della Bettaforca. Possiamo comunque incamminarci a piedi e, in prossimità del ponte stradale (curva) tra il parcheggio a lato strada e quello antistante la biglietteria, imboccare sulla sinistra la larga strada che costeggia il torrente e che porta ad un albergo. Prima di arrivarvi, quindi dopo soltanto pochi metri, svoltiamo a sinistra e percorriamo una strada sterrata che inizia subito a risalire un bosco di conifere. Il percorso è contraddistinto e segnato con il segnavia n° 8 ed è ripido, ma i numerosi tornanti alleviano la fatica ed arriviamo in prossimità dell’Alpe S. Anna che vediamo sulla nostra sinistra, oltre la stazione di arrivo della funivia. Continuiamo per la strada sterrata che prosegue a destra oltrepassando delle costruzioni; segue ed interseca in diversi punti il tracciato della seggiovia. Iniziamo poi a vedere la stazione di arrivo, e dopo aver superato l’ultimo ripido tratto sulla nostra destra, siamo arrivati. Qui siamo a 2.672 metri, e proseguiamo la nostra salita verso il Rifugio Quintino Sella percorrendo l’evidente sentiero, contraddistinto dal n° 9 ed evidenziato con segnavia gialli. Seguendo il sentiero, che in questo primo tratto è agevole e di modesta pendenza, oltrepassiamo la Punta Bettolina, alla nostra sinistra, e raggiungiamo il Passo di Bettolina a 2.905 metri. Il percorso diventa a questo punto più ripido, e prosegue tra pietraie fino al raggiungimento dell’ometto di cresta. A questa quota, all’inizio della stagione estiva, il terreno è generalmente innevato. La traccia però rimane sempre ben battuta dal continuo transito di alpinisti che, numerosi, si dirigono al Rifugio Quintino Sella. Riprendiamo la nostra salita e percorriamo l’ultima parte del sentiero che, in questa fase, segue una crestina rocciosa un po’ aerea. Non abbiamo alcuna difficoltà comunque a superare i punti più esposti, in quanto questo tratto è completamente attrezzato e possiamo avvalerci delle corde fisse e perfino di un ponticello molto panoramico. Superata questa parte attrezzata, in breve raggiungiamo il Rifugio Quintino Sella. *Fonte: monterosa4000.it* **RIFUGI RAGGIUNGIBILI**[Capanna Regina Margherita](http://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) | [Rifugio C. Gnifetti](http://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) | [Rifugio Città di Mantova](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mantova/) | [Bivacco Giordano Felice](http://www.montagnenostre.net/bivacco-felice-giordano/) | [Rifugio Guide Val d’Ayas](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-val-dayas/) | [Rifugio Mezzalama](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mezzalama/) | [Bivacco Rossi e Volante](http://www.montagnenostre.net/bivacco-rossi-giorgio-e-volante-cesare/) | [Rifugio Ferraro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ferraro/) | [Rifugio Guide di Frachey](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-di-frachey/) | [Rifugio Casale Monferrato](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-casale/) | [Rifugio Teodulo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-teodulo/) | [Rifugio Guide del Cervino](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-del-cervino/) | Rifugio Monterosa Hutte | Rifugio Gandegg Hutte **TRAVERSATE** [Rifugio C. Gnifetti](http://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) | Naso del Lyskamm **ALPINISMO** Lyskamm orientale | Lyskamm occidentale | Punta Castore | Punta Polluce | Roccia Nera | Breithorn | Gobba di Rollin | Punta Perazzi [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) [GRESSONEY](http://www.montagnenostre.net/?s=Gressoney)[ALAGNA VALSESIA](http://www.montagnenostre.net/?s=alagna+valsesia)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Gressoney, Monte Rosa, Passo dei Salati, Valle del Lys --- ### [Rifugio Città di Vigevano](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-vigevano/) **Published:** Novembre 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys - Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Alagna Valsesia – Stazione arrivo funivia Funifor al Passo dei Salati. **Quota di partenza:** 2971 m | **Dislivello:** 100 m in discesa | **Tempo di percorrenza:** 15 minuti **Periodo di Apertura:** CHIUSO DEFINITIVAMENTE fino a prossima apertura. **Posti letto:** 112 posti (6 posti nel periodo invernale) **Gestione:** Masoni Giuliano - CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 91105 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_cittadivigevano.gpx"\] **ACCESSO ESTIVO** Da **Alagna Valsesia**possiamo salire a piedi seguendo il sentiero, oppure salire fino al Passo dei Salati prendendo gli impianti, la telecabina (primo tratto) fino a Pianalunga e poi la nuova funivia Funifor. Da qui raggiungiamo, con pochi metri di cammino, il Passo dei Salati e la stazione di arrivo degli impianti provenienti da Gressoney. Alla statua dello stambecco scendiamo a sinistra per pochi minuti e, oltrepassato l’Istituto Mosso (in fase di ristrutturazione), seguiamo la strada sterrata che si estende sul lato sinistro del Corno del Camoscio e raggiungiamo in breve il Rifugio Città di Vigevano.Da**Gressoney, località Staffal,** lasciamo l’ampio parcheggio che troviamo sulla sinistra della strada (quello prima di attraversare il ponte per raggiungere il parcheggio degli impianti) e tornando sulla statale verso valle per poche decine di metri, prendiamo a sinistra una strada che sale tra alcune abitazioni. Diventa ben presto in terra battuta e saliamo fino a che, in una curva, si stacca sulla destra una larga mulattiera che costeggia il torrente sul suo lato sinistro. La seguiamo fino a che un ponticello ci porta sul lato destro del corso d’acqua e da qui seguiamo il sentiero con i ben visibili segnavia. Procediamo in un bosco, poi in una radura erbosa che ci porta a un punto molto ripido del nostro percorso. Qui il sentiero, misto di terra e sassi, sale velocemente ad una baita diroccata; passiamo sulla sua destra e continuiamo. Terminato questo tratto molto ripido, la pendenza si attenua, ora camminiamo su terreno erboso e in breve vediamo l’Alpe Gabiet e la stazione intermedia della cabinovia. Sul suo lato sinistro sale, con la stessa traiettoria del secondo tratto di cabinovia, una larga mulattiera. Percorrendola, con curve e tornanti, arriviamo in vista del Passo dei Salati e quindi della stazione d’arrivo degli impianti. Guardando a monte con riferimento il Passo dei Salati, a destra vediamo il Corno del Camoscio e alla sua destra il Col d’Olen. Qui possiamo seguire la mulattiera a sinistra verso il Passo dei Salati, oppure il sentiero che si stacca a destra e raggiunge il Col d’Olen. Nel primo caso, giunti al Passo dei Salati, scendiamo leggermente a destra, passiamo dall’Istituto Mosso (in fase di ristrutturazione) e costeggiando il Corno del Camoscio sul versante valsesiano raggiungiamo il Rifugio Città di Vigevano. Nel secondo caso, invece, giunti al Col d’Olen, scendiamo leggermente a sinistra, arriviamo al Rifugio Guglielmina e in pochi passi raggiungiamo il Rifugio Città di Vigevano. Da **Gressoney, località Staffal**, possiamo anche scegliere una variante più comoda (larga strada in terra battuta) anche se molto ripida. Lasciamo l’ampio parcheggio che troviamo sulla sinistra della strada (quello prima di attraversare il ponte per raggiungere il parcheggio degli impianti) e tornando sulla statale verso valle per alcune decine di metri fino ad una curva, prendiamo a sinistra una strada che in breve diventa sterrata. La percorriamo in un bosco fino a che si dirada e ci troviamo in mezzo ai prati in vista di un piccolo gruppo di abitazioni. Poco prima di raggiungerle, sulla nostra sinistra in prossimità di una sbarra, un cartello ci indica la direzione Gabiet. Qui la strada è molto ripida ma poi, grazie a tante curve, diventa meno faticosa. Finalmente arriviamo al punto in cui questa strada diventa quasi piana: ancora poco e vediamo l’Alpe Gabiet e la stazione intermedia della cabinovia. Da qui seguiamo il percorso come sopra già descritto. Da **Gressoney, località Staffal**, possiamo anche prendere il primo tratto di cabinovia per l’Alpe Gabiet ed il secondo per il Passo dei Salati. Lasciamo alle nostre spalle la stazione d’arrivo e scendiamo leggermente a destra, passiamo dall’Istituto Mosso (in fase di ristrutturazione) e costeggiando il Corno del Camoscio sul versante valsesiano raggiungiamo il Rifugio Città di Vigevano. **ACCESSO INVERNALE** Tramite gli impianti di Alagna o di Gressoney del Comprensorio Sciistico Monterosa Ski. *Fonte: monterosa4000.it* **TRAVERSATE**[Rifugio G. Gnifetti](http://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) | [Rifugio Crespi Calderini Anna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-crespi-calderini-anna/) | [Rifugio Capanna Regina Margherita](http://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) | [Rifugio Città di Mantova](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mantova/) | [Bivacco Giordano Felice](http://www.montagnenostre.net/bivacco-felice-giordano/) | [Rifugio Gabiet](http://www.montagnenostre.net/rifugio-del-gabiet/) | [Ex-Rifugio Guglielmina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guglielmina/) | [Rifugio Città di Mortara](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mortara-grande-halte/) **ALPINISMO** Corno Rosso | Corno del Camoscio | Corno Nero | Punta Vittoria | Punta Giordani | Piramide Vincent | Balmenhorn | Punta Gnifetti | Parrot | Zumstein | Ludwigstohe [Vedi tutti i rifugi della Valle del Lys »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) [GRESSONEY](http://www.montagnenostre.net/?s=Gressoney)[ALAGNA VALSESIA](http://www.montagnenostre.net/?s=alagna+valsesia)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Alagna Valsesia, Alpe Gabiet, Gressoney, Monte Rosa, Valle del Lys, Valsesia --- ### [Rifugio Alpenzù](https://www.montagnenostre.net/rifugio-alpenzu/) **Published:** Novembre 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **T** *Itinerario Turistico* Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Gressoney-La-Trinité (AO) **Quota di partenza:** 1407 m | **Dislivello:** 372 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 24 posti **Gestione:** Famiglia Laurent **Tel.** +39 0125 355835 **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_alpenzu.gpx"\] Da Chemonal, circa 2 km a monte di Gressoney-St.- Jean, seguire una strada parallela alla statale che porta all`inizio di una mulattiera. Essa sale nel bosco fino al villaggio di Alpenzù Grande 1779 m, dove si trova il rifugio. **TRAVERSATE**[Bivacco Lateltin Ulrich](http://www.montagnenostre.net/bivacco-ulrich-lateltin/) | [Ex-Rifugio Guglielmina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guglielmina/) | [Rifugio Città di Vigevano](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-vigevano/) | [Rifugio Grand Tournalin](http://www.montagnenostre.net/rifugio-grand-tournalin/) | [Rifugio Ospizio Sottile](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ospizio-sottile/) | [Rifugio Arp](http://www.montagnenostre.net/rifugio-arp/) |[ Rifugio del Gabiet](http://www.montagnenostre.net/rifugio-del-gabiet/) | [Rifugio Ferraro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ferraro/) | [Rifugio Guide Frachey](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-di-frachey/) | [Rifugio Vieux Crest](http://www.montagnenostre.net/rifugio-vieux-crest/) **ALPINISMO** Testa Grigia [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) [GRESSONEY](http://www.montagnenostre.net/?s=Gressoney)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa)[ALPENZU'](http://www.montagnenostre.net/?s=alpenz%C3%B9) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Alpenzù Grande, Gressoney, Monte Rosa, Valle del Lys --- ### [Rifugio del Gabiet](https://www.montagnenostre.net/rifugio-del-gabiet/) **Published:** Novembre 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Gressoney-La-Trinité (AO) **Quota di partenza:** 1624 m | **Dislivello:** 733 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a fine Settembre ed il periodo tra Marzo e Aprile **Posti letto:** 70 posti **Gestione:** Sandro Junglair **Tel.** +39 0125 366258 **COME SI RAGGIUNGE** [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=17/45.85486/7.84823) Da **Gressoney**, località Staffal, lasciamo l’ampio parcheggio che troviamo sulla sinistra della strada (quello prima di attraversare il ponte per raggiungere il parcheggio degli impianti) e tornando sulla statale verso valle per poche decine di metri, prendiamo a sinistra una strada che sale tra alcune abitazioni. Diventa ben presto in terra battuta e saliamo fino a che, in una curva, si stacca sulla destra una larga mulattiera che costeggia il torrente sul suo lato sinistro. La seguiamo fino a che un ponticello ci porta sul lato destro del corso d’acqua e da qui seguiamo il sentiero con i ben visibili segnavia. Procediamo in un bosco, poi in una radura erbosa che ci porta a un punto molto ripido del nostro percorso. Qui il sentiero, misto di terra e sassi, sale velocemente ad una baita diroccata; passiamo sulla sua destra e continuiamo. Terminato questo tratto molto ripido, la pendenza si attenua, ora camminiamo su terreno erboso e in breve vediamo l’Alpe Gabiet e la stazione intermedia della cabinovia. Oltrepassiamola e leggermente a destra raggiungiamo il Rifugio Gabiet. Da qui in pochi minuti possiamo raggiungere il Lago del Gabiet. Da **Gressoney**, località Staffal, possiamo anche scegliere una variante più comoda (larga strada in terra battuta) anche se molto ripida. Lasciamo l’ampio parcheggio che troviamo sulla sinistra della strada (quello prima di attraversare il ponte per raggiungere il parcheggio degli impianti) e tornando sulla statale verso valle per alcune decine di metri fino ad una curva, prendiamo a sinistra una strada che in breve diventa sterrata. La percorriamo in un bosco fino a che si dirada e ci troviamo in mezzo ai prati in vista di un piccolo gruppo di abitazioni. Poco prima di raggiungerle, sulla nostra sinistra in prossimità di una sbarra, un cartello ci indica la direzione Gabiet. Qui la strada e’ molto ripida ma poi, grazie a tante curve, diventa meno faticosa. Finalmente arriviamo al punto in cui questa strada diventa quasi piana: ancora poco e vediamo l’Alpe Gabiet e la stazione intermedia della cabinovia. La oltrepassiamo a destra e raggiungiamo il Rifugio Gabiet. Da qui in pochi minuti possiamo raggiungere il Lago del Gabiet. Da Gressoney, località Staffal, possiamo anche prendere il primo tratto di cabinovia e raggiungere così in pochi minuti l’Alpe Gabiet. Altri pochissimi minuti di cammino ci permettono di arrivare al Rifugio Gabiet. *Fonte: monterosa4000.it* **TRAVERSATE**[Rifugio Città di Vigevano](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-vigevano/) | [Rifugio Capanna G.Gnifetti](http://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) |[ Ex-Rifugio Guglielmina](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guglielmina/) | [Rifugio Città di Mantova](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mantova/) **ALPINISMO** Piramide Vincent | Punta Giordani | Balmenhorn [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) [GRESSONEY](http://www.montagnenostre.net/?s=Gressoney)[ALPE GABIET](http://www.montagnenostre.net/?s=alpe+gabiet)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Alpe Gabiet, Gressoney, Monte Rosa, Valle del Lys --- ### [Ex-Rifugio del Lys](https://www.montagnenostre.net/rifugio-del-lys/) **Published:** Novembre 7, 2014 **Author:** Redazione **Content:** **Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Gressoney-La-Trinité (AO) **Quota di partenza:** 1624 m | **Dislivello:** 718 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 20 minuti **Periodo di Apertura:** da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 17 posti **Gestione:** CAI Sezione di Gallarate – Fritz Barrel **Tel.** +39 0125 366057 **COME SI RAGGIUNGE** [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=17/45.85626/7.84465) E’ possibile salire in seggiovia fino a Punta Jolanda 2240 m,e poi seguire un sentiero che, quasi in piano, tocca la parte occidentale della Punta Gabiet e prosegue lungo le piste da sci fino al rifugio. Altrimenti si può salire da Gressoney-La – Trinité: dal piazzale della seggiovia,si sale lungo il piano della vecchia ferrovia; spostandosi, poi, al fondo del vallone, verso destra, si sale senza difficoltà fino al Lago Gabiet 2371 m. Da qui si raggiunge il limite sinistro della diga e si imbocca un sentiero che, proseguendo lugo la riva occidentale del lago, supera il rifugio del Gabiet e, volgendo leggermente a sinistra, porta al rifugio. *Fonte: monterosa4000.it* **TRAVERSATE**[Rifugio Città di Vigevano](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-vigevano/)**ALPINISMO** Corno Rosso [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) [GRESSONEY](http://www.montagnenostre.net/?s=Gressoney)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa)[ALPE GABIET](http://www.montagnenostre.net/?s=alpe+gabiet) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Alpe Gabiet, Gressoney, Monte Rosa, Valle del Lys --- ### [Ex-Rifugio Guglielmina](https://www.montagnenostre.net/rifugio-guglielmina/) **Published:** Novembre 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valle del Lys - Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) **DIFFICOLTÀ** ## **E** *Itinerario Escursionistico* Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. **ALTRE INFORMAZIONILocalità di partenza:** Alagna Valsesia – Stazione arrivo funivia Funifor al Passo dei Salati. **Quota di partenza:** 2971 m | **Dislivello:** 100 m in discesa | **Tempo di percorrenza:** 15 minuti **Periodo di Apertura:** CHIUSO DEFINITIVAMENTE **Posti letto:** n.d. **Gestione:** n.d. **Tel.** n.d. **NOTA IMPORTANTE:***Il rifugio è stato distrutto dall’incendio il 23 Dicembre 2011 perciò è chiuso.* **COME SI RAGGIUNGE** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_cittadivigevano.gpx"\] Da **Alagna Valsesia** possiamo salire a piedi seguendo il sentiero, oppure salire fino al Passo dei Salati prendendo gli impianti, la telecabina (primo tratto) fino a Pianalunga e poi la nuova funivia Funifor. Da qui raggiungiamo, con pochi metri di cammino, il Passo dei Salati e la stazione di arrivo degli impianti provenienti da Gressoney. Alla statua dello stambecco scendiamo a sinistra per pochi minuti e, oltrepassato l’Istituto Mosso (in fase di ristrutturazione), seguiamo la strada sterrata che si estende sul lato sinistro del Corno del Camoscio ed in breve arriviamo al Rifugio Guglielmina. A piedi, invece, saliamo da Alagna fino a Pianalunga. Da qui proseguiamo alla sinistra della stazione di arrivo della telecabina e seguendo il sentiero, interrotto in alcuni punti dalla “spianata” della pista di sci, saliamo lungo il Vallone d’Olen. Sul lato destro ritroviamo il sentiero vero e proprio. Spesso abbiamo a vista il rifugio, esattamente sopra di noi, visibile anche grazie alla bandiera italiana posizionata nell’angolo della terrazza panoramica. Arrivati ad un bivio, la segnaletica ci indica la destra e proseguiamo. Al bivio successivo ci viene indicato il percorso di sinistra per il Rifugio Guglielmina e quello di destra per il Rifugio Città di Vigevano. Ricordiamo comunque che i due rifugi si trovano a pochi metri di distanza l’uno dall’altro. Seguiamo a sinistra il sentiero che con il suo ultimo tratto ci permette di arrivare proprio sotto al Rifugio Guglielmina. Da **Gressoney, località Staffal,** lasciamo l’ampio parcheggio che troviamo sulla sinistra della strada (quello prima di attraversare il ponte per raggiungere il parcheggio degli impianti) e tornando sulla statale verso valle per poche decine di metri, prendiamo a sinistra una strada che sale tra alcune abitazioni. Diventa ben presto in terra battuta e saliamo fino a che, in una curva, si stacca sulla destra una larga mulattiera che costeggia il torrente sul suo lato sinistro. La seguiamo fino a che un ponticello ci porta sul lato destro del corso d’acqua e da qui seguiamo il sentiero con i ben visibili segnavia. Procediamo in un bosco, poi in una radura erbosa che ci porta a un punto molto ripido del nostro percorso. Qui il sentiero, misto di terra e sassi, sale velocemente ad una baita diroccata; passiamo sulla sua destra e continuiamo. Terminato questo tratto molto ripido, la pendenza si attenua, ora camminiamo su terreno erboso e in breve vediamo l’Alpe Gabiet e la stazione intermedia della cabinovia. Sul suo lato sinistro sale, con la stessa traiettoria del secondo tratto di cabinovia, una larga mulattiera. Percorrendola, con curve e tornanti, arriviamo in vista del Passo dei Salati e quindi della stazione d’arrivo degli impianti. Guardando a monte con riferimento il Passo dei Salati, a destra vediamo il Corno del Camoscio e alla sua destra il Col d’Olen. Qui possiamo seguire la mulattiera a sinistra verso il Passo dei Salati, oppure il sentiero che si stacca a destra e raggiunge il Col d’Olen. Nel primo caso, giunti al Passo dei Salati, scendiamo leggermente a destra, passiamo dall’Istituto Mosso (in fase di ristrutturazione), costeggiamo il Corno del Camoscio sul versante valsesiano e arriviamo al Rifugio Guglielmina. Nel secondo caso, invece, giunti al Col d’Olen, scendiamo leggermente a sinistra ed in pochi minuti arriviamo al Rifugio Guglielmina. Da **Gressoney, località Staffal**, possiamo anche scegliere una variante più comoda (larga strada in terra battuta) anche se molto ripida. Lasciamo l’ampio parcheggio che troviamo sulla sinistra della strada (quello prima di attraversare il ponte per raggiungere il parcheggio degli impianti) e tornando sulla statale verso valle per alcune decine di metri fino ad una curva, prendiamo a sinistra una strada che in breve diventa sterrata. La percorriamo in un bosco fino a che si dirada e ci troviamo in mezzo ai prati in vista di un piccolo gruppo di abitazioni. Poco prima di raggiungerle, sulla nostra sinistra in prossimità di una sbarra, un cartello ci indica la direzione Gabiet. Qui la strada è molto ripida ma poi, grazie a tante curve, diventa meno faticosa. Finalmente arriviamo al punto in cui questa strada diventa quasi piana: ancora poco e vediamo l’Alpe Gabiet e la stazione intermedia della cabinovia. Da qui seguiamo il percorso come sopra già descritto. Da **Gressoney, località Staffal**, possiamo anche prendere il primo tratto di cabinovia per l’Alpe Gabiet ed il secondo per il Passo dei Salati. Lasciamo alle nostre spalle la stazione d’arrivo e scendiamo leggermente a destra, passiamo dall’Istituto Mosso (in fase di ristrutturazione), costeggiamo il Corno del Camoscio sul versante valsesiano e arriviamo al Rifugio Guglielmina. *Fonte: monterosa4000.it* **TRAVERSATE**[Rifugio Capanna Regina Margherita](http://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/) | [Rifugio Capanna Gnifetti Giovanni](http://www.montagnenostre.net/capanna-giovanni-gnifetti/) | [Rifugio Città di Mantova](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mantova/) | [Bivacco Giordano Felice](http://www.montagnenostre.net/bivacco-felice-giordano/) | [Rifugio Gabiet](http://www.montagnenostre.net/rifugio-del-gabiet/) | [Rifugio Città di Vigevano](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-vigevano/) | [Rifugio Città di Mortara](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-mortara-grande-halte/) **ALPINISMO** Piramide Vincent | Corno Nero | Ludwigshohe | Punta Giordani | Balmenhorn | Parrot | Gnifetti | Zumstein [VEDI TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE DEL LYS »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valdigressoney-rifugi/) [GRESSONEY](http://www.montagnenostre.net/?s=Gressoney)[MONTE ROSA](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+rosa) **Categorie:** Valle del Lys **Tag:** Gressoney, Monte Rosa, Valle del Lys, Valsesia --- ### [La nascita del Cervino](https://www.montagnenostre.net/la-nascita-del-cervino/) **Published:** Luglio 3, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Anticamente - dice la leggenda - i monti non erano merlati di vette e con i profondi solchi delle vallate. Al contrario erano una muraglia uniforme, alta come le più alte cime. Al di qua delle Alpi esisteva un paese felice. I giganti che lo abitavano erano gente pacifica, dedita più ai piaceri della tavola che ai rischi della guerra. Il loro re si chiamava Gargantua. Un giorno Gargantua organizzò un grande banchetto a cui invitò tutti i suoi sudditi. Mandrie intere furono macellate e cotte su spiedi di dimensioni mai viste e occorsero convogli di carri carichi di barili di vino per soddisfare la sete degli invitati. Fu una festa tale che l'eco è giunta fino ai giorni nostri. Alla fine del banchetto, mentre molti giganti russavano, vinti dal troppo cibo e vino, Gargantua venne colto da una curiosità: "Cosa si celava oltre i monti? Quali paesi, quali strane genti al di là di quell'immensa muraglia opprimente che erano le Alpi?". Decise allora di partire per andare a vedere. Inutilmente i suoi saggi consiglieri gli ricordarono che sulla cima dei monti i demoni avevano la loro dimora e aggredivano con terribili scariche di pietre chiunque vi si fosse avventurato. E che draghi mostruosi, con l'alito avvelenato, erano nascosti nei laghi ai piedi dei monti, messi a sentinella per impedire ai mortali di avvicinarsi. Gargantua fu irremovibile, sicuro della propria forza e reso imprudente dai vino partì verso quella che oggi chiamiamo Valtournanche. Fu un viaggio tranquillo, a dispetto dei consigli. I demoni, forse preoccupati della statura enorme di Gargantua, si presero un giorno di vacanza e il nostro buon re iniziò, in tutta tranquillità, la scalata. Con i suoi passi smisurati in poco tempo fu sulla sommità e li si piantò, a gambe divaricate, per ammirare il panorama d'oltrealpe. Ai suoi occhi di gigante tutto apparve minuscolo, gli chalets, le mucche al pascolo e gli uomini che lavoravano nei campi. Mentre guardava meravigliato quel mondo uguale al suo, ma in miniatura, i monti che lo reggevano cedettero al peso e, con grande boato di frana, si sbriciolarono. Quando il vento spazzò il polverone, Gargantua vide che le Alpi in quel tratto erano crollate e l'unico bastione rimasto intatto era quello che si trovava tra le sue gambe allargate. A questo il Cervino deve la sua forma a piramide. *Fonte: [permontagne.com](www.permontagne.com)* **LEGGI ANCHE:**[La leggenda dei “sempreverdi”](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-sempreverdi/)[La leggenda dei tre laghetti color turchese](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-tre-laghetti-color-turchese/)[La tana de l’urs](http://www.montagnenostre.net/la-tana-de-lurs/)[La leggenda di Re Laurino](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-di-re-laurino/) [MONTE CERVINO](http://www.montagnenostre.net/?s=monte+cervino)[RACCONTI E LEGGENDE](http://www.montagnenostre.net/?s=racconti+leggende) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Alpi, Cervino, Racconti e Leggende, Svizzera --- ### [Eriu: Come nacque il bitto](https://www.montagnenostre.net/eriu-come-nacque-il-bitto/) **Published:** Agosto 2, 2017 **Author:** Redazione **Content:** La leggenda del mitico formaggio dei pizzoccheri e la storia delle sue Valli. Ecco l’affascinante racconto di Patrizio Del Nero, che ha raccolto questa incredibile storia in una notte di novembre, da personaggi davvero "speciali". Ancor oggi nelle Valli del Bitto, nelle notti buie, dai boschi proviene la voce del vento che racconta questa storia. Ma solo in pochi possono capirla, solo quelli che hanno ancora un cuore selvatico. “Un giorno vi ricorderete di me”, con queste parole la vecchia vestita di stramaglie si dileguò nel bosco senza mai più farsi vedere. Il pastorello che udì quella sorta di monito corse all’impazzata verso la piccola baita di pietra che si trovava poco sotto, nell’alpeggio in cima alla Valle, per unirsi agli altri che accudivano le mucche. Al suo arrivo, bianco in volto dalla paura, un po’ balbettante, i pastori lo aiutarono a calmarsi, lo fecero sedere attorno al fuoco al centro della baita con il tetto di legno e di rami d’albero e gli diedero un po’ d’acqua. Per ben tre giorni il “càscin”(giovane pastore) non riuscì a parlare e i pastori non riuscivano a capire cosa potesse essergli successo. Infatti, per quattordici notti e quindici giorni il pastorello era rimasto con le poche capre nella parte più alta della vallata, a contatto con il cielo, per cogliere l’erba più pregiata che, facendola derivare dall’alpeggio chiamato nella lingua locale “mut”, era conosciuta come mutolina. Il sole estivo riscaldava le giornate dei pastori tra le Alpi e la notte, sebbene portasse con sé il fresco di quota, era sopportabile. Dalle cime della vallata si vedeva all’orizzonte una grande macchia d’acqua alimentata da un corso che divagava nella pianura del fondovalle. Pochissime erano le abitazioni di pietra e di legno che si potevano scorgere poiché il fondovalle era molto acquitrinoso e la gente preferiva abitare a ridosso delle montagne o, ancor meglio, sulle montagne stesse. La notte era illuminata solamente dal chiarore della luna e delle stelle, nessun’altra luce spezzava questo incanto, così che il buio sembrava protetto. Proprio per questo il paesaggio era magico. Nelle notti senza le stelle e la luna, la Valle era invisibile, imperscrutabile, ad un certo punto sembrava che non esistesse nemmeno. Il buio era impenetrabile e la vita si fermava, nemmeno il canto di un fringuello di quota o di qualche grillo notturno. Solo lo scorrere dell’acqua sui sassi ricordava che c’era qualcosa che non si era fermato, un po’ come il cuore, che anche mentre si dorme continua a pulsare. Il pastorello di nome Eriu viveva a contatto con questa solitudine, dormendo al riparo da una roccia sotto la quale aveva ricavato un giaciglio. Si coricava poco dopo il tramonto del sole che poteva ammirare da quella splendida postazione e si alzava alle prime luci dell’alba. La prima stella sorgeva proprio appena sopra il suo rifugio, e decise di chiamarla “la dì”, il giorno, o ancor meglio il buongiorno. Solo secoli dopo si scoprì questa curiosità linguistica, quasi a precedere il divino poeta della commedia. Eriu era il nome dato dal padre al pastorello. Nell’anno della sua nascita, avvenuta nel cuore dell’inverno nella baita riscaldata dalle mucche mentre nevicava, il padre aveva incontrato durante la stagione estiva in alpeggio, un cacciatore venuto da lontano che pronunciava due sole parole, e una di queste era appunto Eriu. Il Bambin Gesù doveva attendere ancora tre secoli prima di nascere nella stalla di Betlemme. I pastori e i cacciatori delle montagne regolavano la loro vita con il tempo della luna e del sole, e ad essi si rivolgevano per chiedere prosperità per i lavori della terra e abbondanti cacciagioni. Nabìr era il nome del fratello maggiore di Eriu. La curiosità di questa famiglia è costituita dai nomi dei loro figli, mentre di quelli dei genitori nulla si sa ancor oggi. Il padre attribuiva i nomi in relazione a particolari circostanze. Nell’anno del concepimento del primo figlio era stato accompagnato per lungo tempo da un terribile raffreddore, causato da un’estate non molto favorevole perché sempre piovosa. Il bambino nacque proprio sul finire dell’estate, con il raffreddore ancora in corso, e l’umore viscoso che usciva dal naso rendeva nervoso e irascibile il povero pastore. Quando dopo molte lune nacque il terzo figlio, la stagione estiva era agli inizi. Il sole era alto nel cielo, ma tutto d’un tratto si alzò un forte vento e le nuvole riempirono in men che si dica il cielo, cariche di acqua e illuminate da lampi e da tuoni fragorosi che rimbombavano nella vallata, e si scatenò un grande temporale. La madre nella baita cominciava ad avere le doglie, e così venne alla luce piangendo “sbèrlusc”. Ma la famiglia del pastore doveva ancora completarsi e diverse stagioni dopo, mentre stava accudendo la cascina delle castagne, soddisfatto per la buona stagione estiva e per l’abbondante raccolto, alla madre che sistemava il piccolo fuoco, impedendo che si ravvivassero le fiamme per essiccare così le castagne, nacque “puiàt”, il quarto e ultimo figlio. Erano passati tre notti e tre giorni dal monito della “strana figura”, venuta a trovarlo lassù tra le capre, quando Eriu riprese a parlare e raccontò ai pastori il suo incontro. *Fonte: [vallidelbitto.itm](http://www.vallidelbitto.it) - Foto: Credits [flavioturchet.com](http://www.flavioturchet.com/data-elefante-bianco/)* **LEGGI ANCHE:**[La leggenda dei “sempreverdi”](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-sempreverdi/)[La leggenda del Lago Subiolo](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-lago-subiolo/)[L’eterno tormento dei Cunfinàa](http://www.montagnenostre.net/leterno-tormento-dei-cunfinaa/)[La nascita del Cervino](http://www.montagnenostre.net/la-nascita-del-cervino/) [RACCONTI E LEGGENDE](http://www.montagnenostre.net/?s=racconti+leggende)[VALLI DEL BITTO](http://www.montagnenostre.net/?s=valli+bitto)[LEGGENDE DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=leggende+montagna) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende, Leggende di Montagna, Racconti e Leggende, Valli del Bitto --- ### [La leggenda del volo dell'Aquila](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-volo-dellaquila/) **Published:** Dicembre 20, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Il **Volo dell’Aquila** è una **leggenda popolare indiana**, che parla del rinnovamento, del cambiamento e dello spirito di adattamento, qualità indispensabili per affrontare nel migliore dei modi la vita quotidiana con le sue mille vicissitudini e con gli ostacoli che a volte ci si presentano dinnanzi. Si racconta che l’aquila viva fino a 70 anni, ma perché ciò accada, intorno ai 40 anni, deve prendere una decisione seria e difficile. A questa età i suoi artigli sono lunghi e flessibili, e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre. Il suo becco, allungato ed appuntito, si incurva. Le ali, invecchiate ed appesantite dalle penne assai ingrossate, puntano contro il petto. Volare è ormai difficile. Ora l’aquila ha solo due alternative: o si lascia morire, o affronta un doloroso processo di rinnovamento, lungo ben 150 giorni. Volerà allora in cima ad una montagna, si ritirerà su un nido inaccessibile, addossato ad una parete rocciosa, un luogo da cui potrà fare ritorno con un volo piano e sicuro. Trovato questo luogo, l’aquila comincerà a sbattere il becco sulla parete fino a staccarlo, affrontando con coraggio il dolore di tale operazione. Passate alcune settimane, le ricrescerà un nuovo becco. Con questo, strapperà uno ad uno, incurante del dolore, i vecchi artigli. Quando ricresceranno i nuovi artigli, con questi e con il becco, strapperà dal suo corpo tutte le penne, una ad una. Quando rinasceranno le nuove penne essa, nuova aquila rinata, si lancerà sicura nel volo di rinnovamento e ricomincerà a vivere per altri trent’anni. *Fonte: [paroledisaggezza.altervista.org](http://paroledisaggezza.altervista.org/volo-aquila-leggenda-indiana/)* **LEGGI ANCHE:**[La leggenda dei “sempreverdi”](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-sempreverdi/)[Dolasilla](http://www.montagnenostre.net/dolasilla/)[Eriu: Come nacque il bitto](http://www.montagnenostre.net/eriu-come-nacque-il-bitto/)[Becca, il vero nome del Cervino](http://www.montagnenostre.net/becca-il-vero-nome-del-cervino/) [ANIMALI DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=animali+montagna)[RACCONTI E LEGGENDE](http://www.montagnenostre.net/?s=racconti+leggende)[AQUILA](http://www.montagnenostre.net/?s=aquila) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende, Leggende di Montagna --- ### [L'aspide è il maschio della vipera?](https://www.montagnenostre.net/laspide-e-il-maschio-della-vipera/) **Published:** Giugno 29, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Secondo la tradizione popolare locale, l’aspide (in dialetto sangiovannese Asprosurd ) sarebbe il maschio della vipera, in alcune storie l’ultimo figlio maschio, il più velenoso e temuto da tutti, persino dalla madre che rischierebbe la morte in seguito ad un suo ipotetico morso, più corto ma molto più tozzo della femmina. Caratteristico e particolarmente agghiacciante, il cosiddetto **“fischio dell’aspide”**, così forte da essere udito a metri di distanza. Il fischio avrebbe la funzione di difesa del territorio da intrusi sgraditi al serpente. Attraverso di esso l’aspide avverte il nemico di allontanarsi dalla zona, in caso contrario sarà attaccato. Altra caratteristica che si evince anche dal nome locale sangiovannese, aspro-surd, sarebbe l’assenza completa di udito (surd sta per sordo). Per questo motivo l’aspide non scappa mai e affronta sempre chi passa dalle sue zone. In realtà, **l’aspide è l’altro nome con cui viene chiamata la vipera comune (Vipera Aspis)**. Esiste quindi l’aspide maschio e l’aspide femmina (con le femmine che raggiungono mediamente dimensioni maggiori dei maschi, 5-10 cm in più). Il fischio è un’arma usata non solo dalle vipere ma da molti serpenti quando si sentono minacciati. Più che di un fischio si dovrebbe parlare di soffio. Il serpente immagazzina aria e gonfia al massimo i polmoni, per poi espirare rumorosamente sollevando da terra il capo e la prima parte del corpo. Si tratta sicuramente di una strategia difensiva che non è indicativa di un attacco imminente del rettile, anzi ha lo scopo opposto: evitare di mordere. La vipera ricorre al suo veleno quasi esclusivamente per cibarsi, per questo cerca di ridurre al minimo il suo utilizzo per altri motivi. Quando caccia, non soffia mai, anzi da ottimo predatore passivo cerca di far avvicinare il più possibile la sua preda, rimanendo immobile e appiccicata al terreno. Il veleno per una vipera è estremamente prezioso: da esso dipende in gran parte la sua sopravvivenza, per questo evita di sprecarlo attaccando l’uomo. L’aspide, come gli altri rettili, ha un udito poco sviluppato ma è estremamente sensibile alle vibrazioni del terreno. Uno dei segreti se si vuole evitare di incontrarlo è quello di farsi sentire battendo costantemente con un bastone l’erba, le rocce, le pietre, la terra. Le vibrazioni allarmeranno il rettile che si trova nelle vicinanze, il quale cercherà una via per la fuga o una tana in cui nascondersi. *Fonte: lindifferenziato.com* **LEGGI ANCHE:**[La Vipera Aspis tra leggenda e realtà: Il pan delle vipere](http://www.montagnenostre.net/la-vipera-aspis-tra-leggenda-e-realta-il-pan-delle-vipere/)[La leggenda dei tre laghetti color turchese](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-tre-laghetti-color-turchese/)[La leggenda dei “sempreverdi”](http://www.montagnenostre.net/la-leggenda-dei-sempreverdi/)[Vipera Aspis tra leggenda e realtà: le vipere volanti](http://www.montagnenostre.net/vipera-aspis-tra-leggenda-e-realta-le-vipere-volanti/) [ANIMALI DI MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/?s=animali+montagna)[RACCONTI E LEGGENDE](http://www.montagnenostre.net/?s=racconti+leggende)[VIPERA](http://www.montagnenostre.net/?s=VIPERA) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Animali di Montagna, Leggende di Montagna, montagna, Racconti e Leggende --- ### [In montagna con i bambini, i 10 motivi per giocare all'aperto](https://www.montagnenostre.net/in-montagna-con-i-bambini-i-10-motivi-per-giocare-allaperto/) **Published:** Novembre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Dimenticate i giocattoli, i videogiochi e i cartoni animati. Il tempo speso all’aria aperta è in cima alla lista delle attività preferite di ogni bambino! L’aria fresca, le infinite possibilità di divertimento e di esplorare nuovi territori, scoprire tutto ciò che la natura ha da offrire: infinite cose da fare e imparare. È fuori che i bambini hanno bisogno di stare. Ecco qui 10 motivi per cui giocare all’aperto renderà i vostri bambini più intelligenti: 1. #### **Il tempo passato all’aperto rafforza il sistema immunitario** L’aria fresca e l’esercizio fisico che i bambini sperimentano giocando all’aperto aiuta a rafforzare le difese immunitarie. I bambini in salute sono anche migliori nell’apprendimento. Meno giorni di malattia portano più tempo per esplorare e apprendere. 2. #### **L’attività all’aperto stimola la creatività** Giocare fuori permette moltissimi giochi creativi per i bambini. Usare la loro immaginazione e inventiva per creare giochi o scenari all’aperto, usando materiali naturali – bastoni, rocce, fango, foglie, ecc… – permette ai bambini di esprimere se stessi in un modo che non può essere fatto in casa. 3. #### **Giocare all’aperto è senza limiti** Non ci sono regole prestabilite. Non esiste giusto o sbagliato. Quando si gioca fuori i bambini possono scoprire, espolorare e imparare a decifrare il mondo a loro modo, con i loro strumenti unici e speciali. **LEGGI ANCHE****[Bambini all’aria aperta quando fa freddo? E’ il miglior modo per non farli ammalare!](http://www.montagnenostre.net/bambini-allaria-aperta-quando-fa-freddo-e-il-miglior-modo-per-non-farli-ammalare/)** **[Io, mamma, scelgo la montagna e vi spiego perché](http://www.montagnenostre.net/io-mamma-scelgo-la-montagna-e-vi-spiego-perche/)** **[I bambini intelligenti? Non usano il tablet ma si sporcano nel fango e si arrampicano sugli alberi](http://www.montagnenostre.net/i-bambini-intelligenti-non-usano-il-tablet-ma-si-sporcano-nel-fango-e-si-arrampicano-sugli-alberi/)** 5. #### **Giocare all’aperto fa bene all’Anima** Giocare fuori riduce l’ansia, allevia lo stress e a un miglioramento generale della salute, sia fisica che mentale. Questo può portare a un approccio più rilassato in classe e a casa. 6. #### **Giocare fuori è un’esperienza multi sensoriale** Quando i bambini giocano all’aperto riescono a vedere, ascoltare, annusare e toccare le cose in un modo impossibile da fare a casa. Usano il loro cervello in una maniera unica quando imparano a comprendere queste esperienze. 7. #### **Il gioco all’aperto può accrescere il tempo di durata dell’attenzione** I bambini che in classe si affannano con le classiche “carta e penna” o restano seduti per ore e ore, possono trarre grandi benefici dallo stare più tempo all’aperto. Il gioco non strutturato e senza uno scopo preciso è un naturale costruttore di attenzione. 8. #### **Giocare fuori può rinforzare l’apprendimento in classe** Uscire fuori nel mondo reale per fare esperienza diretta e toccare con mano le lezioni studiate in classe permette ai bambini di sviluppare delle connessioni più significative con nuovi concetti e idee. Stanno studiando gli alberi o i differenti tipi di nuvole? Mettete le testa fuori e studiate insieme a loro sul campo! I bambini sono più capaci di comprendere e ricordare questo tipo di lezioni quando sono legate a delle esperienze di vita reale. 9. #### **Il gioco all’aperto promuove la risoluzione dei problemi (Problem Solving)** Esplorare il mondo esterno permette ai bambini di trovarsi faccia a faccia con moltissimi tipi di situazioni diverse, durante le quali hanno bisogno di usare la loro capacità di risolvere i problemi. Imparare cosa funziona e cosa no, quando continuare a provare e quando fermarsi e come fare delle scelte sicure, sono tutte capacità importanti nella vita che vengono introdotte con il gioco all’aria aperta. 10. #### **Giocare all’aperto aiuta i bambini a sviluppare il rispetto per gli altri essere viventi** Guardare degli scoiattoli correre velocemente tra i rami di un albero, osservare gli uccelli mentre cercano dei vermi in un campo o esaminare un bruco che cammina a lato della strada sono tutte esperienza che insegnano ai bambini l’empatia e il rispetto per gli altri essere viventi. Interagendo con altre creature in Natura comprendono che la Terra stessa è un essere vivente. 11. #### **Giocare fuori è divertente!** Arrampicarsi, saltare, correre all’aria aperta rende i bambini semplicemente felici. I bambini felici apprendono più in fretta e con facilità. La gioia che giocare all’aperto procura ai bambini viene portata in modo naturale anche negli altri ambiti della loro vita, in classe e a casa. *Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.Fonte: dionidream.com - Autore: Lucia Berdini* [BAMBINI IN MONTAGNA](http://www.montagnenostre.net/page/3/?s=bambini+in+montagna)[GIOCARE ALL'APERTO](http://www.montagnenostre.net/?s=giocare+aperto) **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, montagna, salute --- ### [La vipera partorisce sugli alberi?](https://www.montagnenostre.net/la-vipera-partorisce-sugli-alberi/) **Published:** Luglio 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** L’idea comune, molto diffusa non solo nelle nostre zone, è che la vipera partorisca sugli alberi, lasciando cadere i figli a terra, per paura di essere avvelenata dai loro morsi. I figli avrebbero un veleno ancora più potente di quello della madre. L’unica cosa reale di questa diceria è che i piccoli di vipera nascono già muniti di veleno. **Il parto avviene a terra e non sugli alberi**, in quanto questo rettile (a differenza dei Colubri) fa molta fatica a salire sugli alberi a causa della conformità della propria coda (corta e tozza non permette l’ arrampicata). Al massimo possiamo incontrarla su qualche piccolo arbusto o cespuglio, a qualche decina di centimetri da terra. Una vipera incinta poi, avrebbe ancora più difficoltà. Non è vero che ha paura di essere morsa dai propri figli, anzi è uno dei pochi serpenti che rimane insieme ai propri “cuccioli” per alcuni giorno dopo il parto. *Fonte: lindifferenziato.com* **Categorie:** Curiosità di Montagna, Le leggende di montagna **Tag:** Leggende di Montagna, Racconti e Leggende, vipera aspis --- ### [Bambini e...Montagna: il consiglio del pediatra.](https://www.montagnenostre.net/bambini-e-montagna-il-consiglio-del-pediatra/) **Published:** Ottobre 20, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Se per vacanze in montagna si intendono soggiorni a quote di **1500 – 2000 metri, anche bambini molto piccoli, purchè in buona salute, possono tranquillamente sostare** per periodi di tempo medio lunghi a tali altitudini. Entro tale limite, il problema si pone soprattutto in termini di velocità di salita o di discesa dove **le variazioni brusche di quota** possono dare problemi di compensazione della pressione fra l`orecchio medio e l`esterno, con conseguente trauma sul timpano e dolore. Gli adulti avvertono la senzazione di “ovattamento” di “orecchio tappato” e deglutiscono per compensare. I piccolissimi non lo sanno e segnalano il disagio piangendo. **Per prevenire** il disturbo è utile stimolare la deglutizione (tenendo il succhiotto durante il viaggio o fermandosi ogni tanto per una sorsata dal biberon); allattare in auto non è raccomandabile per ragioni di sicurezza. #### **Per le alte quote (oltre i 3000 metri) occorre fare alcune considerazioni:** Attualmente, la letteratura medica offre scarsi dati riguardo questo argomento. I comportamenti da adottare per i bambini in alta quota possono essere estrapolati dal "consensus statement" definito nel marzo 2001 dalla International Society of Mountain Medicine. È opportuno segnalare, che al di sotto dei tre anni di età un qualsiasi viaggio in ambiente diverso da quello abituale può creare altrazioni del sonno, dell’appetito, dell’alvo, dell’attività ed anche dell’umore. Risulta difficile distinguere le alterazioni provocate dal viaggio rispetto a quelle causate dalla quota (il cosidetto “mal di montagna”). I bambini rispondono all’altitudine in modo analogo ai soggetti adulti. Il processo di acclimatazione ad esempio, implica cambiamenti di tipo fisiologico del tutto identici a quelli degli adulti. Il rischio, nelle alte quote, di edema polmonare e cerebrale acuti, è uguale a quello riscontrato negli adulti ed avviene nelle medesime modalità. Unico problema è che il bambino, specie se molto piccolo, non può riferirne la sintomatologia. Nel neonato inoltre si deve tener conto dell’immaturità del meccanismo di controllo respiratorio e della diminuzione dello spessore della muscolatura dell’arteria polmonare. L’ipossia, infatti, deprime la ventilazione polmonare nel neonato e questo influisce soprattutto sul sonno. Ma stiamo sempre parlandop di alta quota. Ed è per questo che, in via precauzionale: Neonati e lattanti al di sotto dei 2 anni di età non dovrebbero sostare per lungo tempo oltre i 2000- 2500 metri di quota. (nessun problema alle quote normalmente abitate sulle nostra Alpi e sede delle “settimane bianche”). Per quanto riguarda l’alta quota, secondo le indicazioni della commissione medica UIAA, ([Union Internationale des Associations d`Alpinisme](https://it.wikipedia.org/wiki/Union_Internationale_des_Associations_d%60Alpinisme) - [International Mountaineering and Climbing Federation](http://www.theuiaa.org)) per brevi soggiorni non ci sono restrizioni specifiche, almeno fino a 3000 metri, sempre che il bambino sia in buona salute. Al di sopra dei 3000 metri è bene porre particolare attenzione al “mal di montagna acuto”. Come per gli adulti, anche per i bambini si raccomanda una salita lenta e graduale, non più di 300 metri al giorno al di sopra dei 3000 metri, cercando di limitare l’attività fisica all’arrivo in quota, anche se spesso è difficile farli star fermi, soprattutto i più piccoli. **Ripeto: è sconsigliabile portare lattanti, almeno fino all’anno di età, per lungi periodi a quote intorno o superiori ai 3000 metri.** #### **Alcuni suggerimenti per i bimbi in montagna:** L’osservazione della natura, la vita all’aria aperta, il gusto per l’avventura possono essere stimolanti e gratificanti per loro, purché si seguano i loro ritmi, nelle escursioni si ascolti e risponda alle loro domande e si tenga conto dei loro interessi Ricordare che **le motivazioni a camminare sono diverse da quelle degli adulti**, e che “la vetta” può non essere così importante; è bene offrire mete intermedie e rispettare i tempi dei bambini facendo soste frequenti per recuperare e giocare. Durante le escursioni, **farli bere a volontà**, abituandoli a portare la borraccia nello zainetto. **Il peso dello zaino deve essere limitato**, in base alla taglia del bambino. L’indicazione è non più di 1 Kg fino a 5 anni, meno di 3 Kg fino a 8 anni e meno di 5 Kg fino a 12 anni, per evitare danni alle articolazioni ed alla colonna vertebrale **I rapidi cambiamenti di quota e quindi di pressione barometrica**, come con la funivia, possono aumentare il rischio di dolori alle orecchie soprattutto nei più piccoli: in funivia farli succhiare (caramelle, succhiotto) e deglutire. Se sono raffreddati è meglio rinunciare all’escursione ed ai mezzi di risalita. **La pelle e gli occhi devono essere protetti** dai raggi solari con creme ad alta protezione e occhiali da sole di buona qualità. L’esposizione inappropriata ai raggi UV è dannosa. **I bambini sono molto sensibili al freddo.** Disperdono più calore degli adulti, soprattutto dalla testa e dal collo. Proteggere quindi sempre la testa e il collo dal freddo e sorvegliare l’abbigliamento. **I piccolissimi portati sulle spalle negli zainetti sono sensibilissimi al freddo**, sia perché stanno fermi, sia perché la posizione nello zaino rallenta la circolazione negli arti inferiori. Controllare che piedini e manine siano coperti adeguatamente e non siano freddi. #### Conclusioni: **Neonato e lattante (0 – 2 anni)** Nessun problema per quote al di sotto dei 2000 metri. **Le salite in altitudine a questa età sono da evitarsi.** Se la professione dei genitori richiede un soggiorno prolungato in altitudine, occorre procedere per fasi successive, evitando di intraprendere una salita con bimbi affetti da una malattia respiratoria anche apparentemente banale. Poiché il rischio di eventi anche gravi è alto al di sopra dei 3.000 m La prudenza impone di differire l`ascensione ad alta quota dopo il primo anno per i neonati. **Bambino da 2 – 5 anni** Possono salire in altitudine fino a 2500 - 3000 metri. Occorre comunque sempre essere molto cauti perche a queste età i bambini non descrivono i sintomi. Da evitare le salite in quota se affetti da malattia respiratoria anche banale. **Bambino da 5 – 10 anni** Generalmente tollerano molto bene soggiorni ad altitudine media ( fino a 3000 m.). Oltre i 3000 metri bisogna vigilare attentamente un’eventuale insorgenza di sintomatologia e comportarsi di conseguenza. **Bambino oltre 10 anni** A queste età il Il bambino è fisicamente idoneo a sopportare l`altitudine ed è capace di descrivere i propri sintomi. Non sembra sia più esposto alla patologia di altitudine rispetto all`adulto quindi: Nessuna restrizione per quindi per bambini con età superiore a 10 anni Sono sempre valide le raccomandazioni ed i principi di buon senso adottati anche per l’adulto. *Fonte: [http://pediatri.uppa.it](http://pediatri.uppa.it/davidebardella/dett-faq.php?id_faq=2464) - Autore articolo: Davide Bardella* **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, montagna, salute --- ### [In quota tra le Pale di San Martino fino a ottobre.. per un’estate senza fine](https://www.montagnenostre.net/in-quota-tra-le-pale-di-san-martino-fino-a-ottobre-per-unestate-senza-fine/) **Published:** Agosto 31, 2018 **Author:** Redazione **Content:** ### **Impianti e rifugi aperti, eventi a tema e appuntamenti all’insegna del gusto: ecco tutti i suggerimenti per scoprire le Dolomiti tra settembre e ottobre e godersi un primo assaggio d’autunno** Buone notizie per gli amanti delle escursioni in alta quota: gli **[impianti di risalita di San Martino di Castrozza](https://www.sanmartino.com/IT/elencoimpianti/)** quest’anno **prolungheranno la stagione estiva** e saranno in funzione in via continuativa fino al 23 settembre per poi aprire nuovamente il **29-30 settembre, il 6-7 e 13-14 ottobre.**In questi tre fine settimana **anche i rifugi alpini** Canali “Treviso”, Pradidali, Rosetta, Velo della Madonna e Mulaz resteranno **aperti per accogliere i trekker sull’Altopiano delle Pale** con una serie di **eventi speciali in cui la protagonista assoluta sarà la montagna**: dalla serata dedicata ai ghiacciai e ai cambiamenti climatici agli **incontri con esperti alpinisti,** fino all’appuntamento dedicato alle famiglie, la prima **[“Notte in Rifugio”](https://www.sanmartino.com/IT/notte-in-rifugio/)**, **per avvicinare alla montagna anche più piccoli** e le loro famiglie. Il periodo a cavallo tra settembre e ottobre regalerà agli amanti della natura lo spettacolo del **foliage**, un’esplosione di colori da ammirare **in sella a una mountain bike**, mentre si pratica **downhill** o semplicemente **a piedi**, immersi nel silenzio della natura. Nei tre weekend saranno fruibili anche delle navette gratuite per raggiungere due luoghi simbolo del **Parco Paneveggio Pale di San Martino**, la **Val Venegia** e la **Val Canali**, due paesaggi da cartolina incorniciati dalle dolomitiche Pale. Per avventurarsi alla scoperta del **gruppo più esteso delle Dolomiti** anche in questo periodo della stagione è sempre utile seguire i **preziosi consigli delle Guide Alpine di San Martino di Castrozza e Primiero**. La migliore occasione per conoscere meglio **le mitiche “Aquile”** sarà il weekend **dal 7 al 9 settembre**, quando a San Martino di Castrozza si celebrerà la prima [**Festa delle Dolomiti**,](https://www.sanmartino.com/IT/festa-delle-dolomiti/) un’imperdibile tre giorni tutta dedicata alle Pale di San Martino, con **arrampicate, escursioni, concerti, divertimento, fiaccolate, una spettacolare calata in corda dal campanile** della chiesa del paese e gli immancabili sapori della **tradizione gastronomica trentina.** Da settembre in poi prenderanno il via gli eventi legati al gusto, una **golosa tentazione per chi alla fatica preferisce la buona tavola.** Si inizierà l’1 – 2 settembre con la [**Festa del Canederlo**](http://festadelcanederlo.it/) a Imèr, il 7-9 settembre con la **Festa delle Brise** nella Valle del Vanoi per finire in bellezza con la **[Gran Festa del Desmontegar](https://granfestadeldesmontegar.it/), quattro giorni di festa dal 20 al 23 settembre**per celebrare il rientro degli animali dall’alpeggio con la **Desmontegada più lunga dell’intero arco alpino.** *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: Rifugio Velo della Madonna © credit ph GanzthornPer informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi** Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Eventi San Martino, gastronomia --- ### [In arrivo emozioni in alta quota: Rail zip line e ponte tibetano più alto d'Europa](https://www.montagnenostre.net/in-arrivo-emozioni-in-alta-quota-rail-zip-line-e-ponte-tibetano-piu-alto-deuropa/) **Published:** Luglio 27, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Due nuove ed emozionanti attrazioni in alta quota, e con lo sguardo rivolto verso il cielo, in arrivo in Bassa Valtellina e nelle sue valli: una rail zip line e il ponte tibetano più alto d'Europa. La zip line, unica nel suo genere, ma adatta a tutti, correrà nella Valle del Bitto di Albaredo, ad un’altezza da 5 a 50 metri dal suolo, scendendo lungo un pendio con i volatori agganciati in sicurezza a un carrello che scorre lungo un binario. Partendo dalla quota di 1.500 metri per raggiungere 950 metri ad Albaredo per San Marco: 700 metri di emozioni in un percorso a pendenza elevata, ma a velocità attenuata dall'andamento a zig-zag lungo vallette e boschi nel Parco delle Orobie, in un'incontaminata valle montana. L'attività innovativa, che avrà un minimo impatto dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, consentirà a bambini e adulti un’esperienza dalle sensazioni emozionanti, ma non adrenaliniche. In Val Tartano invece sono partiti i lavori per realizzare la passerella più alta d’Europa, sospesa a 140 metri di altezza: da Campo, a quota 1.034,88 metri, per arrivare agli 1038,77 metri di Frasnino. Il “Ponte nel Cielo”, posizionato sopra il torrente Tartano, permetterà scorci mozzafiato sulla Bassa Valtellina. Ben 234 metri di lunghezza, che varranno il primato nazionale per ponti tibetani che non necessitano di imbracatura, che potranno essere percorsi con l'unico accorgimento di indossare scarpe adatte. La struttura verrà inaugurata a settembre e sarà costituita da quattro grandi funi che sostengono l’impalcato in grigliato metallico, con camminamento in assi di larice provenienti dai boschi della Val Tartano. Ma già da luglio i turisti potranno ammirare lo spettacolare cantiere dei lavori, senza dimenticare che la struttura potrà contare a breve sull'apertura della tangenziale di Morbegno e sulla rotonda d’uscita proprio all’imbocco della valle. **Per ulteriori informazioni:**[www.portedivaltellina.it](http://www.portedivaltellina.it/)[www.facebook.com/valtellinamorbegno](http://www.facebook.com/valtellinamorbegno)[www.instagram.com/consorziovaltellinamorbegno](http://www.instagram.com/consorziovaltellinamorbegno) Fonte: Ufficio stampa [Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco](http://www.sondrioevalmalenco.it/) **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi Valtellina, valtellina, Zip Line --- ### [Rifugio Canziani Umberto](https://www.montagnenostre.net/rifugio-canziani-umberto/) **Published:** Aprile 9, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [Val d'Ultimo - Ultental](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Lana-Santa Valpurga-S.ta Gertrude d'Ultimo-Lago di Fontana Bianca. **Quota di partenza:** 1879 m | **Dislivello:** 682 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Da inizio Giugno a fine Ottobre **Posti letto:** 69 posti (4 posti rifugio invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Milano | **Custode:** Domenikus Bertagnolli **Tel.** +39 0473 798120 | **cell.** +39 333 4005323 (estate) - +39 388 8294446 (inverno) \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Lana per carrozzabile attraverso S.ta Valpurga e S.ta Gertrude d'ultimo fino al parcheggio presso il Lago di Fontana Bianca (33 km). Da qui seguendo il sentirro n°140 per pascoli e rado bosco si entra nella vallecola che porta al Lago Verde ed al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/534/rifugio-canziani-umberto-hochster-hutte/2/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Dorigoni Silvio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-silvio-dorigoni/) | [Albergo-rifugio Stella Alpina al Lago Corvo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-stella-alpina-al-lago-corvo/) **ASCENSIONI**Cima Sternai | Cima Lorchen | Cima Fontana Bianca \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Cicogna-Pogallo-Cicogna.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i rifugi della Val d'Ultimo - Ultental »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) **Categorie:** Val d'Ultimo - Ultental **Tag:** Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio --- ### [Malga Bagno dell'Orso](https://www.montagnenostre.net/malga-bagno-dellorso/) **Published:** Aprile 4, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Catena del Gioveretto (Italia) **Valle:** [Val d'Ultimo - Ultental](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Monte San Vigilio o Pavicolo **Quota di partenza:** 1486 m | **Dislivello:** 194 m | **Tempo di percorrenza:** 50 minuti **Periodo di Apertura:** Aperto da inizio Maggio fino a fine Ottobre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** Alexa e Stefan **Tel.** +39 338 9918224 | +39 333 3900197 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Iniziamo la nostra escursione alla stazione a monte della funivia di San Vigilio (1486 m) percorrendo il sentiero 13 denominato "Oberer Quellenweg" e successivamente la strada forestale con il numero 34B che ci conduce fino alla malga Bagno dell'Orso. *Fonte: [ultental-valdultimo.com](http://http://www.ultental-valdultimo.com)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Guardia Alta | Malga di Naturno **ESCURSIONI**Chiesetta di Monte San Vigilio | Pavicolo \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/MALGA\_dellorso.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i rifugi della Val d'Ultimo - Ultental »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) **Categorie:** Val d'Ultimo - Ultental **Tag:** bambini in montagna, Trentino Alto Adige --- ### [Malga Kühberg](https://www.montagnenostre.net/malga-kuhberg/) **Published:** Aprile 10, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Catena del Gioveretto (Italia) **Valle:** [Val d'Ultimo - Ultental](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Posto di ristoro Steinrast **Quota di partenza:** 1728 m | **Dislivello:** 284 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 10 minuti **Periodo di Apertura:** Da inizio Giugno fino a fine Ottobre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** +39 347 7498433 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il sentiero 4B conduce alla malga Kühberg ed inizia di fronte al parcheggio, nella direzione dei laghi del Covolo (2.20 ore) e della montagna Gran Ladro (3.20 ore). Il primo tratto di sentiero è abbastanza ripido. Saliamo nel bosco fino a che arriviamo vicino ad un prato. Saliamo ancora un po' e poi il sentiero diventa leggermente più pianeggiante e giriamo intorno alla montagna. Oltrepassiamo un ruscello e proseguiamo nel bosco senza fare molto dislivello. Ad un certo punto arriviamo ad un prato dove si trova una vecchia casetta in legno e una panchina con un tavolo in legno dove ci si può fermare a riposare. Poco dopo, all'incrocio, proseguiamo a sinistra lungo la strada forestale seguendo il sentiero 4A che sale verso i laghi del Covolo e la montagna del Gran Ladro. Dalla parte opposta il sentiero 4A scende a Larcherberger Säge (0.10 ore), Simian e Santa Valburga (1.40 ore). Dopo ca. 100 metri percorriamo nuovamente il sentiero, attraversiamo la strada forestale e arriviamo alla malga Kühberg. *Fonte: [ultental-valdultimo.com](http://www.ultental-valdultimo.com)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Laghi del Covolo | Monte Gran Ladro | malga Riemerbergl [Vedi tutti i rifugi della Val d'Ultimo - Ultental »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valdultimo_rifugi/) **Categorie:** Val d'Ultimo - Ultental **Tag:** Malghe, Trentino Alto Adige --- ### [La nuova alta via Karwendel-Höhenweg e il sentiero panoramico Starkenberger Panoramaweg.](https://www.montagnenostre.net/la-nuova-alta-via-karwendel-hohenweg-e-il-sentiero-panoramico-starkenberger-panoramaweg/) **Published:** Aprile 5, 2018 **Author:** Redazione **Content:** La solitudine della montagna, il cammino e le notti trascorse in baita: a partire dall’estate 2018 la nuova alta via Karwendel Höhenweg offre agli appassionati ambiziosi degli itinerari a lunga percorrenza tutto ciò che cercano. Nel corso di sei tappe giornaliere, infatti, potranno attraversare il parco naturale più esteso di tutta l’Austria per un totale di 60 chilometri, superando quasi 7.000 metri di dislivello e pernottando in cinque rifugi diversi. Con spettacolari scorci verso valle, l’itinerario parte da Seefeld e porta a toccare le baite Nördlingerhütte, Solsteinhaus, Pfeishütte, Bettelwurfhütte e Hallerangerhaus fino a raggiungere la località di arrivo di Scharnitz. Il punto di partenza e quello d’arrivo sono facilmente raggiungibili in treno da Innsbruck. Il nuovo sito internet www.karwendel-hoehenweg.at (ted.) riporta la descrizione degli itinerari da stampare e i dati GPX per navigatori. Nel corso del nuovo tour delle malghe di 3 giornate (ingl.) nella valle Alpbachtal, gli escursionisti scoprono in tre giorni i luoghi più suggestivi tra Reith, Alpbach e Inneralpbach. Le attrattive del tour sono senza dubbio le tante malghe che si trovano lungo il percorso e che conquistano con il loro tipico stile della Alpbachtal. In alcune di esse è anche possibile fare una sosta come, per esempio, presso la malga Holzalm. Per le famiglie con bambini consigliamo il tour di 3 giornate, per gli escursionisti più ambiziosi quello di 4 giornate (ingl.) che attraversa le Alpi di Brandenberg e il massiccio del Rofan. Sempre nell’estate 2018 è in programma l’apertura del nuovo Starkenberger Panoramaweg, un sentiero escursionistico a lunga percorrenza che parte dal valico del Fernpass e arriva al castello di Landeck. Questo percorso di 52 chilometri, adatto alle famiglie, si snoda senza particolari difficoltà ad un’altitudine tra gli 800 e i 1.200 metri e può essere affrontato in 4-5 tappe giornaliere. Conduce dal Fernpass a Landeck passando per Nassereith, Obtarrenz, Starkenberg, Hochimst, Imsterberg e Kronburg. Castelli, fortezze, laghetti, torrenti, ma anche località di interesse storico, contraddistinguono il percorso e trasmettono un interessante spaccato della storia e della cultura della regione. Maggiori informazioni su Imst Tourismus (ted.). Nella Tannheimer Tal sono stati installati 1.600 nuovi cartelli segnaletici che indicano il percorso agli escursionisti per un tratto di 350 chilometri. Grazie a questa iniziativa, la regione è stata insignita del sigillo di qualità tirolese dei sentieri di montagna. Numerazione e pittogrammi omogenei assicurano ancora maggior sicurezza e informano su lunghezza del percorso, grado di difficoltà, punti di ristoro, impianti di risalita e collegamenti. Ma c’è anche un’altra novità che arriva dalla Tannheimer Tal: il Drei-Seen-Tour, il tour dei tre laghi, è nuovamente e completamente accessibile a partire dal 2018. Questo tour, che anni fa fu eletto escursione preferita di tutta l’Austria, era stato bloccato a causa di una frana. Ora, la discesa al lago Vilsalpsee è nuovamente agibile senza problemi. Maggiori informazioni sulle escursioni su www.tirolo.com/escursionismo *Fonte: presse.tirol.at | Foto: La valle Tannheimertal riceve il sigillo internazionale di qualità per i sentieri montani tirolesi. ©TVB Tannheimer Tal, Achim Meurer* **Per maggiori informazioni:***Tirol Info*Maria-Theresien - Str. 55 A- 6020 Innsbruck, Austria Tel. +43 512.5320-664 **Web:** [www.tirolo.com](http://www.tirolo.com)**E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). **Categorie:** Eventi **Tag:** itinerari Tirolo, Tirolo austriaco --- ### [Bivacco Alpe Curgei](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-curgei/) **Published:** Aprile 4, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Miazzina-Alpe Pala **Quota di partenza:** 877 m | **Dislivello:** 500 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 27 posti **Gestione:** Pro Loco di Miazzina el. **Tel.** +39 0323 494101 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Verbania si raggiunge Miazzina per poi proseguire fino alla frazione di Alpe Pala dove si parcheggia. Si prende poi il sentiero segnalato che percorre sul lato E la dorsale S del Pizzo Pernice aggirandone la vetta. Poco dopo si scavalca la cresta per portarsi sul versante opposto e giungere al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/2498/bivacco-alpe-curgei/2/)* \[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutti i bivacchi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Val Grande --- ### [Bivacco Alpe in La Piana](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-in-la-piana/) **Published:** Marzo 30, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Fondo li Gabbi (Malesco) **Quota di partenza:** 1250 | **Dislivello:** 600 m in salita e poi 800 m in discesa | **Tempo di percorrenza:** 5/6 ore **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 15 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Malesco si entra in Val Loana e se ne percorre la carrozzabile fino a Fondo li Gabbi. Si prosegue su sentiero in direzione del bivacco Scaredi e dopo poco più d'un chilometro in località Le Fornaci 1344 m, Si continua sul fondovalle salendo lentamente verso SSW e per buon sentiero si raggiunge il bivacco Scaredi all'alpe omonima. Si prosdegue brevemente sul sentiero della Bocchetta di Scaredi per poi deviare a destra imboccando un sentierino che raggiunge le baite di La balma 1544 m e poi tenendo la destra del Rio Prataiola passa l'A. Boschelli e l'A. Prataiola. Scavalcata una dorsale boscosa in direzione W il sentiero prende poi a scender più deciso raggiungendo l'A. in la Plana ed il bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/823/bivacco-alpe-in-la-piana/2/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bivacco Val Gabbio | [Bivacco Alpe Colma di Premosello](http://www.montagnenostre.net/bivacco-colma/) **ASCENSIONI**Punta Marona | Monte Zeda [Vedi tutti i bivacchi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Valle d'Ossola --- ### [Tutti pazzi per la neve, il 4 Marzo torna il Dolomiti Winter Trail!](https://www.montagnenostre.net/tutti-pazzi-per-la-neve-il-4-marzo-torna-il-dolomiti-winter-trail/) **Published:** Febbraio 26, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Il Dolomiti Winter Fest si aprirà **venerdì 2 Marzo** con la **CiaspoLuna**, un'uscita al tramonto con rientro al chiarore della luna piena e con la **[Dolomiti Night Snow Run](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/appuntamento-night_snow_run%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37282ta1973tn2208tc497538&VTID=7FC66C8289C1A2DFD0631A9E1F4A2A97)**, corsa notturna su neve di **12km**. Per tutto il fine settimana **sleddog**, **escursioni sulla neve**, uscite in **fat bike**, un contest di [**Downhill in MTB**](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/appuntamento-dirty_downhill_extreme%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37283ta1973tn2208tc497538&VTID=D57248D24B5908B4A14C6193876FF345)**[,](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/appuntamento-dirty_downhill_extreme%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37284ta1973tn2208tc497538&VTID=2D99F003C5F093BB697D2FECAB8E66AF) [un workshop fotografico di 2 giorni con Paolo Codeluppi](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/appuntamento-photoworkshop%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37285ta1973tn2208tc497538&VTID=802D9687C3900CF0DA127FA77A88F501)**, **corsi di [yoga](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/appuntamento-hatha_yoga_enjoy_the_winter%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37286ta1973tn2208tc497538&VTID=B3551D72FC34E9581B092FCC6D3D5D0C)**, di [**meditazione zen**](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/appuntamento-meditazione_olistica_zen_sabato%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37287ta1973tn2208tc497538&VTID=AE7B66DC9DC15C4C2DBB3AC1411E5CDD), di[ **barefoot walking**](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/appuntamento-ilsilenziodeipassi_sab_matt%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37288ta1973tn2208tc497538&VTID=44C7E81AA36C2AA8053AC27925135ADB) e, per i più avventurosi, uno **Snow Camp** di tende Teepee riscaldate con stufa a legna.Nel giorno di **sabato** avrà luogo anche l'#InstameetWinterfest che prevede **un’escursione con le ciaspole** che si chiuderà con un aperitivo al tramonto, presso Malga Millegrobbe, cullati dai suoni magici di un duo musicale trentino di arpa e handpan: gli [**Yellow Atmospheres**.](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/appuntamento-concerto_al_tramonto%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37289ta1973tn2208tc497538&VTID=03E9568EF2B732C241016943F877026E) Il dopocena del sabato continuerà a Lavarone in[ **una serata dedicata all’avventura e alla corsa**](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/appuntamento-una_serata_di_corsa%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37290ta1973tn2208tc497538&VTID=0985F70D02F550B7EE470E32B2A8B090) con tanti ospiti, tra cui i "runner-scrittori" Dario Pedrotti, Andrea Pelo di Giorgio e Nicola Giovanelli e il Ferrino Women Team al completo: Katia Figini, Scilla Tonetti, Alice Modigliani e Luisa Balsamo. Vi aspettiamo dal **2 al 4 marzo** a **Malga** **Millegrobbe**: [www.dolomitifest.com](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=http://www.dolomitifest.com/%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37291ta1973tn2208tc497538&VTID=35DBFF1C110457E47AA401EC43CC3704) Fonte: Ufficio Stampa Alpe Cimbra | Foto: Dolomiti Winter Trail ©credits Ufficio Stampa Alpe Cimbra *Per informazioni:***Adventure Outdoor Italia**Tel. 346 3909224 Mail: [info@dolomitifest.com ](mailto:info@dolomitifest.com)[www.dolomitifest.com](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=www.dolomitifest.com%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37292ta1973tn2208tc497538&VTID=879A42919DEBA4568E337C13DFD04B1F)[www.dolomitiwintertrail.it](http://at1.crmpilot.it/rdmail.asp?Page=www.dolomitiwintertrail.it%5BQM%5Dutm_source%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it%5BAND%5Dutm_medium%5BEQ%5DNewsletter%5BAND%5Dutm_term%5BEQ%5DNL-23-2-2018%5BAND%5Dutm_campaign%5BEQ%5DNL-alpecimbra.it&CTID=tp37293ta1973tn2208tc497538&VTID=3F8667CEC6D2AEAC9304378292222F59) **APT Alpe Cimbra** Tel. 0464 724100 Mail: **Categorie:** Eventi **Tag:** Dolomiti, Eventi, Eventi sportivi --- ### [Anteprima italiana di Wildlife Photographer of the Year](https://www.montagnenostre.net/anteprima-italiana-di-wildlife-photographer-of-the-year/) **Published:** Febbraio 14, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **Wildlife Photographer of The Year - 53° Edizione al Forte di Bard Le immagini naturalistiche più spettacolari del 2017 in mostra dal 16 Febbraio al 10 Giugno 2018** Sarà il Forte di Bard, dal 16 febbraio al 10 giugno 2018, a presentare l’anteprima italiana della 53esima edizione del **Wildlife Photographer of the Year**, il più importante riconoscimento dedicato alla fotografia naturalistica promosso dal Natural History Museum di Londra. La spettacolare roccaforte all’ingresso della Valle d’Aosta ospita per il nono anno consecutivo, la prima tappa del tour italiano della mostra che ogni anno premia gli scatti più belli del mondo animale e vegetale. Cento foto realizzate nell’arco del 2017 racconteranno con sorprendente maestria la natura in tutti i suoi aspetti, catturando dettagli affascinanti e paesaggi mozzafiato che i visitatori potranno scoprire in anteprima assoluta come in un viaggio attraverso i luoghi più straordinari della terra. La mostra presenterà le foto vincitrici delle 16 categorie del premio che ritraggono l’incredibile biodiversità esistente sul nostro pianeta, dai comportamenti di animali quasi sconosciuti a mondi subacquei nascosti e misteriosi, selezionate fra le oltre 50mila immagini giunte da 92 diversi paesi del mondo e giudicate da esperti internazionali per la loro originalità e sulla base di criteri artistici e tecnici. Vincitore assoluto di quest’anno è il fotografo sudafricano **Brent Stirton** con lo scatto “Memorial to a species” (Monumento alla specie) che ritrae con grande forza documentaria un rinoceronte appena colpito e mutilato del suo corno all’interno del Parco Hluhluwe Imfolozi, la più antica riserva naturale africana. La foto, di forte impatto emotivo ma allo stesso tempo di grande profilo artistico, documenta con estrema crudeltà il dramma del bracconaggio a rinoceronte per privarli dei loro corni e poi rivenderli al mercato nero. Il fotografo ha dichiarato di aver visto almeno altre trenta scene di questo tipo durante il suo reportage all’interno della riserva. *“Riuscire a trasformare un’immagine così tragica in un capolavoro meritava il premio più importante”* ha commentato Roz Kidman Cox, membro della giuria. *"In questo gigante abbattuto traspaiono allo stesso tempo grande intensità emotiva ed estrema dignità. E’ il simbolo di uno dei crimini ambientali più crudeli e ingiustificati, che dovrebbe sdegnare profondamente l’opinione pubblica”.* Sir Michael Dixon, Direttore del Museo di Storia Naturale di Londra ha dichiarato: *“La foto di Brent Stirton sottolinea l’urgente bisogno di umanità che occorre per proteggere il nostro pianeta e le specie con cui viviamo”*. Il premio per il miglior scatto della categoria giovani, **Young Wildlife Photographer of the Year**, è andato invece all’olandese **Daniël Nelson** che è riuscito a ritrarre un gorilla felicemente sdraiato e intento a mangiare con gusto un frutto dell’albero del pane. Questa immagine, realizzata all’interno della foresta del Parco Nazionale di Odzala, nella Repubblica del Congo, rappresenta perfettamente l’innegabile somiglianza tra le scimmie selvatiche e l’essere umano, ma soprattutto l’importanza dell’ambiente da cui dipendono. Cinque gli italiani premiati: **Stefano Unterthiner**, che si è aggiudicato due premi come finalista nelle categorie The Wildlife Photojournalist Award: Story e Urban Wildlife, la giovanissima **Ekaterina Bee**, vincitrice nella categoria 10 Years and under, **Marco Urso**, finalista nella categoria Behaviour, **Hugo Wasserman**, finalista nella categoria Urban Wildlife e **Angiolo Manetti**, finalista nella categoria Earth’s Environments. #### #### **[Calendario eventi e dettagli](http://www.montagnenostre.net/wildlife-photographer-of-the-year-calendario-eventi/)** *Fonte: Ufficio Stampa Associazione Forte di Bard | Foto: Polar pas de deux © Eilo Elvinger - Wildlife Photographer of the Year***Per informazioni al pubblico:** Mobile: +39 0125 833811 | Web: [www.fortedibard.it](http://www.fortedibard.it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi fotografici, Festival montagna, natura, Valle d'Aosta --- ### [Wildlife Photographer of the Year: Calendario Eventi](https://www.montagnenostre.net/wildlife-photographer-of-the-year-calendario-eventi/) **Published:** Febbraio 14, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Sabato 14 aprile 2018 *ore 15.00* Incontro con due dei cinque fotografi italiani premiati in questa edizione del premio. A seguire visita alla mostra. **Master of Wildlife Photography** 5 e 6 Maggio 2018 Il Master con modalità residenziale offre un percorso formativo con professionisti del settore, dedicato all’approfondimento delle tecniche di fotografia naturalistica, alla lettura del portfolio dei partecipanti e all’utilizzo degli strumenti di fotoritocco. I docenti sono **Stefano Unterthiner,** fotografo, che si è aggiudicato in questa edizione due premi come finalista nelle categorie *The Wildlife Photojournalist Award: Story* e *Urban Wildlife* e **Emanuele Biggi**, biologo e fotografo, conduttore della trasmissione Geo su Raitre. Eventi su prenotazione: T. + 39 0125 833886 - eventi@fortedibard.it **Wildlife Photographer of the Year** Forte di Bard. Valle d’Aosta 16 febbraio – 10 giugno 2018 ***Orari*** martedì-venerdì 10.00 - 18.00 sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.00 chiuso il lunedì (aperta lunedì 2 aprile e lunedì 30 aprile) ***Tariffe*** Intero 8,00 euro Ridotto 7,00 euro *Cumulativo con la mostra Luci del Nord. Impressionismo in Normandia.* Intero 13,00 euro Ridotto 11,00 euro *Fonte: Ufficio Stampa Associazione Forte di Bard | Foto: Polar pas de deux © Eilo Elvinger - Wildlife Photographer of the Year* **Per informazioni al pubblico:** Mobile: +39 0125 833811 | Web: [www.fortedibard.it](http://www.fortedibard.it) **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Eventi fotografici, Festival montagna, natura, Valle d'Aosta --- ### [Engadin St. Moritz: Pasqua, feste e sci di primavera](https://www.montagnenostre.net/engadin-st-moritz-pasqua-feste-e-sci-di-primavera/) **Published:** Febbraio 8, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### Marzo e aprile sono mesi di eventi folli sulla neve, relax al sole e di nuove opportunità per gli sportivi: riaperta la pista sul ghiacciaio della Diavolezza, un nuovo anello per il fondo a Muottas Muragl (aperto anche a febbraio) e una nuova pista freestyle al Corvatsch Snowpark. Inoltre una Pasqua strepitosa attende gli sciatori al Corvatsch con la Snow Night, la ciaspolata notturna al chiaro di luna, la discesa alle prime luci del mattino e per finire la Glüna Plaina alla Diavolezza. **Pasqua sulle nevi del Corvatsch: un programma per amanti della montagna** Ogni giorno un’emozione nello scenario alpino da favola. Si comincia **venerdì 30 marzo** con la **sciata notturna** dalla vetta del Corvatsch (3303 metri) fino a valle, preceduta da un aperitivo e da una fonduta di formaggio al Panorama Restaurant. Il punto di ritrovo, per chi si prenota con anticipo, è alle ore 18.30 alla stazione a valle Surlej in compagnia della direzione della Corvatsch AG, che accompagna questa serata. Il costo per gli sciatori è di 65 CHF, per i non sciatori di 55 CHF. Sabato 31 marzo, con **ciaspole e racchette** si attraversano gli spettacolari paesaggi al chiaro di luna dell’area di **Furtschellas**, lungo un itinerario guidato di circa 2 ore e mezza. Tappa intermedia del percorso è l’accogliente **Ustaria Rabgiusa**, dove verrà servito al gruppo un fumante piatto di pizzoccheri valtellinesi. La partenza è alle ore 18.45 alla stazione a valle di Furtschellas, il rientro previsto alle ore 24.00. Il costo di questa esperienza è di CHF 89.00 e include la guida, il biglietto di andata e ritorno con la funivia Furtschellas, il noleggio dell’attrezzatura e la cena. La **domenica di Pasqua** dalle 20 alle 23.45 cade l’ultima notte di**Glüna Plaina** a**lla Diavolezza**: dopo aver cenato al ristorante di montagna Berghaus Diavolezza si scia fino a valle al chiaro di luna. L’esperienza costa 33 CHF (per gli adulti, 22 CHF per i ragazzi dai 13 ai 17 anni, e 11 CHF per i bambini dai 6 ai 12 anni. Il **lunedì di Pasquetta** 2 aprile, invece, ci si sveglia all’alba per salire alle ore 6 in vetta al Corvatsch (solo una salita) e ammirare lo spettacolo dell’Engadina alle prime luci del mattino. Seguono la colazione al ristorante panoramico e le **discese sulle piste appena battute** fino alle ore 8.30. Richiesto lo skipass giornaliero da acquistare presso la biglietteria dalle ore 05.45 alle 06.00 (si accettano gli abbonamenti plurigiornalieri e stagionali). **Feste di fine stagione, “discoteca” Corviglia**Sulla neve di St. Moritz, nelle ultime settimane di sci primaverile, prima dell’8 aprile (data di chiusura degli impianti) sono tante le occasioni di festa e divertimento. Il 17 marzo allo Sternbar, l’hot spot per gli apres-ski più celebre dell’area di Marguns, si tiene il “pazzo party” **Lösch-Zwerg Schneebeben**, dove da mezzogiorno fino a sera si balla in tuta da sci e scarponi, sotto il tiepido sole di marzo, mentre la musica dei dj vola sulla folla e un andirivieni di persone ordina da bere al bancone open air a forma di stella. Lo stesso giorno, a divertirsi e a sciare sulle piste di Corviglia, sono in arrivo anche 1000 studenti dell’Università Bicocca di Milano che aderiscono alle iniziative del CUS (Centro Universitario Sportivo). Ma ancora più fiammanti sono gli ultimi 4 giorni di sci sul Corviglia, dal 4 all’8 aprile, grazie all’esclusivo **festival di fine stagione** con musica live nelle migliori location in quota. I dettagli del programma saranno a breve disponibili. **Nuovo anello di fondo a Muottas Muragl** Per congratularsi e celebrare il 50 ° anniversario dell'Engadin Skimarathon, la panoramica cima di Muotta Muragl (2456 metri), ospita in esclusiva **una spettacolare pista da fondo dal 3 febbraio al 10 marzo 2018**. È lungo circa 2 km e piuttosto impegnativo. Ideale per gli sciatori di fondo che vogliono allenarsi in quota dinanzi a un panorama meraviglioso del raggio di circa 20 chilometri (fino a Sils e a Pontresina). Il circuito è accessibile con il biglietto giornaliero della funicolare di Muottas Muragl dalle ore 8 alle 17. **Riaperta dopo due anni la pista sul ghiacciaio della Diavolezza** La più lunga discesa su ghiacciaio della Svizzera (10 km), rimasta chiusa per due anni a causa di una carenza di neve, regala un’esperienza unica agli sciatori. La pista, segnalata ma non preparata, del grado di difficoltà di una pista rossa, ma con un tratto di 300 m da considerarsi pista nera, attraversa luoghi selvaggi coperti di neve e ghiaccio. A differenza di altre aree sciabili su ghiacciaio, la discesa sul Pers e Morteratsch non è “spianata” ma segue la lingua del ghiacciaio fino a terminare alla terrazza del ristorante Morteratsch, alla stazione della ferrovia retica. Condizioni neve permettendo resterà aperta fino a metà marzo. Importante: dalle 15.30 la discesa dal ghiacciaio è chiusa e non è più transitabile. **Nuova pista freestyler al Corvatsch** Si chiama Fun Ride “Pista dei divertimenti” la nuova attrazione del Corvatsch rivolta ai freestylers o agli sciatori che vogliono distrarsi un momento dalle perfette piste da sci. Si estende per 500 metri su onde, paraboliche, piccoli salti e tables, lungo il lato a sinistra del Corvatsch Snowpark, vicino alla seggiovia Mandra. **Date di chiusura della stagione invernale.**Nello scenario alpino da favola di Corvatsch e Diavolezza, con cime oltre i 3000 metri, l’inverno cede il passo alla primavera e si continua a sciare su piste ancora perfette fino al 6 maggio (neve permettendo), mentre la stazione di Lagalb anticipa la chiusura l’8 aprile come i comprensori di Corviglia e Muottas Muragl. *Fonte: pr-partner.it | Foto: Sciatore alla Snownight al Corvatsch © credit Gian Andri Giovanoli Kmu Fotografie* **Per maggiori informazioni:***Corvatsch AG*Via dal Corvatsch 73 CH-7513 Silvaplana tel. +41 (0)81 838 73 73 [www.corvatsch.ch/it](http://www.corvatsch.ch/it)[www.diavolezza.ch/it ](http://www.diavolezza.ch/it) *Engadin St. Moritz Mountains AG*Via San Gian 30 CH-7500 St. Moritz tel.+41 (0)81 830 00 00 [www.mountains.ch/it ](http://www.mountains.ch/it)[www.engadin.stmoritz.ch/montagne](http://www.engadin.stmoritz.ch/montagne) **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Eventi sportivi, Svizzera --- ### [Passione Skialp tra le Dolomiti](https://www.montagnenostre.net/passione-skialp-tra-le-dolomiti/) **Published:** Febbraio 8, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Lo **scialpinismo** è una disciplina **in forte crescita** e sono davvero tanti a rinunciare alla comodità dell’impianto di risalita per raggiungere la cima le proprie forze, gustando passo dopo passo il panorama circostante per poi apprezzare ancor di più la discesa in neve fresca. Le **Pale di San Martino,**gruppo più esteso delle **Dolomiti Patrimonio Unesco**, e la catena del **Lagorai** offrono panorami imperdibili per gli amanti dello skialp, con un numero elevatissimo di itinerari di tutti i livelli, dalle facili uscite per chi è alle prime armi, fino alle dure risalite per i più allenati. Tanti gli eventi in calendario dedicati proprio a chi fa di questo sport una vera passione: si inizierà con il **[Raduno Scialpinistico della Valle del Vanoi](http://www.sanmartino.com/IT/raduno-scialpinistico-vanoi/)**, che **domenica 11 febbraio**richiamerà tantissimi skialper pronti a raggiungere Malga Fossernica, per poi passare alla **[Biancavalli](http://www.sanmartino.com/IT/biancavalli-passeggiata-sulla-neve/)**, passeggiata sulla neve aperta a tutti con le ciaspole o con gli sci d’alpinismo, che si svolgerà il **18 febbraio a Ronco**, sempre nel Vanoi. Quella di **giovedì 22 febbraio** sarà invece una serata all’insegna dell’agonismo allo stato puro grazie al **[21°Memorial Maurizio Zagonel](http://www.sanmartino.com/IT/memorial-maurizio-zagonel/),** suggestiva **gara di sci alpinismo in notturna** che prenderà il via da una **San Martino di Castrozza** vestita a festa. Dal centro paese gli atleti partiranno alla volta del **Rifugio Colverde, a quota 2.000**, e si daranno battaglia per conquistare il primo posto di questa speciale competizione **al chiaro di luna,** valida per il **Trofeo Quattro Valli.** **Domenica 25 febbraio** sarà ancora l’incontaminata **Valle del Vanoi** a trasformarsi in arena di gara in occasione della 6° edizione della **[Folga Ski Race](http://www.sanmartino.com/IT/folga-ski-race-vertical/)**, competizione che vedrà tesserati FISI e amatori sfidarsi su un percorso ad anello **dal Rifugio Lozen fino alla Cima Folga**, per poi ridiscendere fino al **Lago di Calaita.** A un mese di distanza, **il 25 marzo**, a chiudere la stagione sarà il **[Raduno Scialpinistico Memorial Camillo Depaoli](http://www.sanmartino.com/IT/memorial-camillo-depaoli/)**, la **tradizionale traversata dell’Altopiano delle Pale,** paradiso bianco di 50 km2 a 2600 metri di quota, raggiungibile in pochi minuti con gli impianti di risalita. Lungo il percorso i partecipanti potranno godere di panorami unici come il Ghiacciaio della Fradusta e il Passo Pradidali, per poi giungere in **Val Canali** e concludere in bellezza una **giornata di sport e amicizia**. Per tutti questi appuntamenti serve certamente il **giusto mix di allenamento e resistenza.** Che fare se la voglia c’è ma il tempo manca? A **San Martino di Castrozza,** quando il sole tramonta e prima che i gatti delle nevi inizino a preparare i tracciati per il giorno seguente, ecco che gli instancabili scialpinisti trovano un’occasione in più per allenarsi. Nella zona degli **impianti Ces** sono stati creati **due percorsi tabellati ed aperti tre giorni a settimana, il [Ces Skialp Ring e il Ces Skialp Vertica](http://sanmartino.com/IT/smart-news-ces-trail-winter-challenge/)l.** Il primo è un anello di livello medio – facile **lungo la Valcigolera** mentre il secondo è una salita Vertical, più impegnativa, **lungo la pista Direttissima**. *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: San Martino di Castrozza Passo Rolle ©credits Marco Trovati* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi sportivi, Pale di San Martino --- ### [Ricovero Alpino Alpe Cavaione](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-cavaione/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Si trova all'Alpe Cavaione a 1631 m. Nel 2007 la Sezione ha inaugurato il nuovo Punto di Appoggio ricavato in una casera completamente ristrutturata con il concorso del Comune e delle Associazioni di Rossa. L’interno è un grande locale cucina con stufa e pentole per preparare del cibo caldo e dormitorio con letti a castello. Deposito legna, da raccogliere nei dintorni o lungo la salita, nel locale sottostante.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rossa **Quota di partenza:** 813 m | **Dislivello:** 818 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal centro di Rossa si attraversa tutto l’abitato in direzione W. Si passa la località Fò Grande 860 m e poi l’oratorio della Madonna delle Giavinelle 871 m. La mulattiera si inoltra nella Val Cavaione, attraversando numerose alpeggi, comprese Alpe Riale del Cavallo 950 m, Alpe Pianello 1030 m, Alpe Boccaricciolo 1050 m. Dopo quest’ultima la mulattiera entra nel bosco con pendii scoscesi e precipizi sul sottostante torrente Cavaione. Si passa sotto la chiesetta della Madonna del Sasso, poi si giunge all’Alpe sull’Oro 1263 m. Da qui la mulattiera diventa sentiero; prosegue nei pascoli e scende a guadare il torrente Cavaione, indi con una faticosa salita si porta all’Alpe Varmà 1359 m. Scendendo lungo il lato destro idrografico della valle, lambisce l’Alpe Casarolo, passa nuovamente il torrente e si porta all’Alpe Cavaione 1631 m. \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**I sentieri di accesso abbinati costituiscono delle traversate. Fra la Val Sermenza e la Val Mastallone per Bassa del Cavaione m 1748 o per Bassa della Cuvaa m 2054. **ALPINISMO**Massa della Sajunca | Punta Castello | Pizzo Tracciora | Dorsale della Massa dei Ratei [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Monte Rosa, Val Cavaione, Valsesia --- ### [Ricovero Alpino Sajunché](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-sajunche/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Situato in Alpe Sella Alta a 2047 m. L’interno è un locale cucina con pentole per preparare del cibo caldo e dormitorio con letti a castello. Deposito legna, da raccogliere nei dintorni o lungo la salita, nel locale.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Mollia (frazione Molino) **Quota di partenza:** 880 m | **Dislivello:** 1167 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="AVVISI IMPORTANTI"\] Percorso segnalato fino alla Sella Alta. All'Alpe Campo della Sella Alta è situato il Punto d'Appoggio del Cai, non custodita, baita attrezzata, con possibilità di pernottamento. Il sentiero è segnalato. Il tracciato è stato variato e differisce notevolmente da quello indicato sulla guida dei sentieri escursionistici della Valsesia. Inoltre si tratta di un percorso lungo e anche faticoso per la forte pendenza del versante. Ha caratteristiche escursionistiche ma richiede attenzione nei lunghi prati terminali dove le tracce sono meno evidenti. Sconsigliato in caso di innevamento. Oltre la Sella alta il percorso non è segnalato. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] *Il percorso consente di ammirare la bella frazione di Piana Fontana, i boschi che precedono gli alpeggi; infine la depressione della Sella Alta con il suo alpeggio dove è situato il Punto d'Appoggio del Cai e la vista sulle valli Sermenza e Sesia. In lontananza appare il Sacro Monte di Varallo.* L'itinerario ha inizio dalla frazione Molino di **Mollia** e prosegue su ottima mulattiera attraversando quasi subito il Croso della Piana; raggiunge poi una cappelletta e quindi la bella frazione di **Piana Fontana** m 962. Sempre guadagnando quota, si passa dalla cappelletta della Balmella, si supera una frana di grosse pietre e si perviene ad una biforcazione. II sentiero di destra porta al Colle del Finestrolo (it. 83a), quello di sinistra sale ripido, senza soluzione di continuità, con una discreta traccia nel bosco, fino a raggiungere gli alpeggi del Selletto m 1435, Bulei di Mezzo m 1580 e Pianello m 1620. Da quest'ultima alpe si esce dal bosco e si prosegue ancora con notevole pendenza sul pratone in direzione di uno sporto sulla sinistra. Da qui si punta alla cresta che si raggiunge con un traverso e qualche tornante a poche decine di metri dalla **Punta Massarei** (o di Valei) m 2021 su cui è stata eretta una croce in ferro che si può facilmente raggiungere volgendo a destra. Seguendo la cresta verso sinistra quasi in piano si perviene alla depressione della **Sella Alta** su cui poggia l'**Alpe Campo** m 2047 (ore 4,30 da Mollia). In questo alpeggio è posto il **Punto d'Appoggio** del Cai Varallo, sempre aperto. Da qui si può salire alla cima **Sajunchè** m 2344 su scarse tracce di sentiero che in alto tendono a sparire del tutto, seguendo la cresta che gradualmente si impenna fin nei pressi della targa in ricordo di Maurizio Maggioni. Si entra poi in un canale erboso che raggiunge le rocce della cima in circa un'ora (percorso per EE). Sul versante opposto il sentiero 380 scende verso Fervento. Il panorama dalla punta Massarei e dall'Alpe Sella Alta è notevole sulla Media Valsesia e sulla Val Sermenza. *Fonte: *[caivarallo.it](http://www.caivarallo.it/rifugi_cai_varallo/punto_appoggio_alpe_sella_alta.php)**\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**I due sentieri di accesso costituiscono una traversata tra la Valle Grande del Sesia e la Val Sermenza, per la Sella Alta del Sajounché. Superando il Monte Sajunché è possibile scendere a Rima San Giuseppe. **ALPINISMO**Cima del Sajunché | Punta Massarei \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/ric\_Sajunche.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alpe Campo, Monte Rosa, Valle Sermenza, Valsesia --- ### [Ricovero Alpino Alpe Campo](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-campo/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Il punto d’appoggio della Valle Artogna a 1889 m. L’interno è diviso in due locali: la prima con focolare e cucina con pentole per preparare del cibo caldo e la seconda a dormitorio con letti a castello.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Otra di Campertogno **Quota di partenza:** 872 m | **Dislivello:** 1017 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da **Otra** ha inizio la mulattiera che percorre la destra del torrente Artogna. Passa in mezzo ad un folto bosco di faggi e abeti, tocca l’**Alpe Cascine** e quello diroccato della **Giavinaccia** 1146 m, si porta subito dopo sulla sinistra idografica del torrente a mezzo di un ponte e raggiunge il piano dell’Oratorio del Campello dedicato alla Madonna della Neve. La via, fattasi più ripida, accosta le alpi Rosé 1265 m, Banchelle 1365 m e Cancaccia 1544 m. Si lascia poi a sinistra l’Alpe Casere di sopra 1706 m arrivando al pianoro dell’Alpe Campo 1889 m , dove è situato il punto d’appoggio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/580/baita-ricovero-alpino-alpe-campo/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Valle Sassolenda | Colle del Campo | Val Gronda | Passo della Rossa | Val Vogna | Colle della Meia | Bocchetta del Forno | Bocchetta del Forale | Bocchetta del Cortese | Bocchetta d’Ea | Colle del Laghetto **ALPINISMO**Punta Sivella | Becco di Cossarello | Beretta del Vescovo | Monte della Meia | Punta del Cortese | Punta del Tillio | Monte Palancà **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_ricAlpeCampo.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alpe Campo, Monte Rosa, Valle Artogna, Valsesia --- ### [Ricovero Alpino Axerio](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-axerio/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Situato sul Colle del Piccolo Altare a 2630 m.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Alagna Valsesia - Località Rima **Quota di partenza:** 1411 m | **Dislivello:** 1219 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura in permanenza al solo piano superiore **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo Sesia **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dalla frazione di Rima si segue fin fuori il paese l’itinerario per il Colle Mud. Al bivio si prosegue a destra in lieve salita sul lato destro del Croso Lanciale. Passato un ponticello (1505 m), la salita si fa subito erta e superata una baita d’alpeggio per stretti tornanti si arriva all’ampio Alpe Lanciale di Sotto 1710 m. Si lascia a sinistra il sentiero per il Colle del Piglimò e proseguendo su bel pascolo si devia a destra e si attraversa il Croso Lavazei salendo all’Alpe Lavazei 1943 m posta al confine del parco. Da qui inizia una faticosa salita su bella mulattiera gradinata e lastricata, giungendo al colle. Nei suoi pressi è situato l’incustodito ricovero Axerio. *Fonte: *[rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/585/baita-ricovero-alpino-axerio/)** \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**A Macugnaga: nella Val Quarazza, si scende all’Alpe Piana e poi alla frazione Borca di Macugnaga. Ad Alagna: in traversata dietro il Piglimò, per il Dosso dei Caproni si raggiunge il Colle del Turlo 2738 m e poi si scende ad Alagna. **ALPINISMO**Corno Piglimò [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Alagna Valsesia, Macugnaga, Monte Rosa, Valsesia --- ### [Bivacco Alpe Salei](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-salei/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Il punto d’appoggio della Val Gronda a 1710 m.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rassa **Quota di partenza:** 917 m | **Dislivello:** 793 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 15 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura in permanenza **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo Sesia **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal centro di **Rassa** si segue la valle a destra formata dal torrente Gronda, passando le varie frazioni di Rassa fra cui Rassetta, e Mezzanaccio (1 ora e 20 min.). Lasciato il bosco si sale decisamente sulla destra e si entra nel piano dell’A. Salei. *Fonte: *[rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/583/baita-ricovero-alpino-alpe-salei/)** \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**In Val Vogna per il Colle del Laghetto m. 2535 | Alta Valle Artogna per il passo della Rossa m 2518 o il Canal Rossone m 2420 e il Colle del Campo m. 2400 (Val Sassolenda) | In Val Sorba per il Passo della Gronda m 2383 **ALPINISMO**Becco di Cossarello | Beretta del Vescovo | Cimone della Gronda | Cima Morticci [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Monte Rosa, Rassa, Val Gronda, Valsesia --- ### [Ricovero Alpino Alpe Toso](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-toso/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Il punto d’appoggio della Val Sorba a 1649 m.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rassa **Quota di partenza:** 917 m | **Dislivello:** 732 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 20 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura in permanenza **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo Sesia **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Lasciata l’auto nel piazzale a monte del paese (917m), proseguire lungo uno sterrato al servizio degli alpigiani, imboccando la mulattiera presso l’alpe Crosetti alla Cottura (1055m): il sentiero è marcato \[51\]. In pochi minuti si raggiunge l’Alpe Campello (1093m, 0h35′), dalla quale, con percorso quasi pianeggiante, arriviamo all’Alpe Sorba e al Ponte della Prabella (1180m, 0h50′). Saliamo leggermente oltrepassando la Cascina Antaiù’a (1220m); poco oltre si può ancora vedere un antico forno per la calce. Dopo il forno, il torrente Sorba ci regala una bella cascata, la Gula Talheintha. Il percorso raggiunge quindi i bei pascoli dell’Alpe Dosso (1395m, 1h40′), poi sale leggermente, passa il rio Artorto, supera una bella sorgente e arriva all’Alpe Massucco dove a sinistra, oltre il pascolo, una lapide ricorda la fucilazione di un partigiano (1528m, 2h00′). Poco oltre l’Alpe Mazzucco, in alto a destra, salendo, si incominciano a vedere i bianchi affioramenti della cava di marmo. Le peonie crescono in questa zona, qualche metro sopra la mulattiera. Occorre guardare bene per vederle, e una volta individuate si può salire con cautela lungo la pietraia per ammirarle più facilmente. A questo punto ci sono due possibilità: o si torna sui propri passi, prestando moltissima attenzione, perché le rocce della pietraia sono piuttosto taglienti e non molto stabili, e si riprende la mulattiera che sale con qualche tornante fino all’alpe Toso (1649m, 2h40′), oppure si continua a salire per la pietraia fino ad incrociare il sentiero che dall’Alpe Toso sale all’Alpe Artorto, e lo si percorre in discesa fino all’alpe Toso. Se siete saliti un po’ troppo lungo la pietraia ammaliati dalle peonie, consiglio questa soluzione, senz’altro più sicura. Attenti a dove mettete le mani, la cautela in montagna è d’obbligo! Dall’alpe Toso si può proseguire fino alle alpi e al Lago della Lamaccia (1896m), distante una quarantina di minuti e d’estate circondato da eriofori, e dal lago, con un lungo traverso spesso invaso dalla vegetazione si arriva al colle della Ronda (2023m), che si affaccia sul vallone Biellese del Monte Bo. Nello stesso vallone si giunge anche salendo direttamente dall’alpe Toso in un’oretta fino alla Bocchetta del Croso (1940 m), valico che metteva in comunicazione la Valsesia con il Biellese, ancora oggi percorso dalla processione votiva che da Rassa raggiunge dopo tante ore di cammino il santuario d’Oropa. Dall’alpe Toso il percorso di rientro a Rassa è lo stesso dell’andata, e si effettua in un’ora e un quarto circa. *Fonte: *[inalto.org](http://www.inalto.org)** \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Lago Lamaccia | Talamone | Laghetti della Gronda | Conca dell’alpe Prato **TRAVERSATE**Colle di Loo | Colle della Mologna Grande | Bocchetta del Croso | Colle del Maccagno | Passo della Gronda **ALPINISMO**Bo Biellese | Monte Talamone | Punta Lozooney | Cima Morticci | Cimone della Gronda | Berretta del Vescovo [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Monte Rosa, Rassa, Val Sorba, Valsesia --- ### [Ricovero Alpino Alpe Helo](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-helo/) **Published:** Agosto 6, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Un punto d’appoggio nella valle del Landwasser a 1744 m.Gruppo Montuoso:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [Valsesia](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rimella, Frazione S. Antonio (anche da Fobello, Frazione Belvedere) **Quota di partenza:** 1151 m | **Dislivello:** 593 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Apertura in permanenza **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Varallo Sesia **Tel.** +39 0163 51530 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Varallo Sesia per carrozzabile raggiungere Cravagliana e quindi Rimella. Dopo aver passato il ponte sul rio Biserosso e prima di giungere a S. Antonio, si svolta a sinistra e su un ponticello ci si avvia in direzione di Riva, piccolo agglomerato di case posto sull’altra sponde del rio Bach. Il Bach ha raggiunto in questo punto della sua confluenza nel Biserosso, un ampio alveo a causa di una disastrosa alluvione che ha tra altro cancellato la parte iniziale del vecchio sentiero. Nel primo tratto di questo itinerario occorre inoltrarsi nel greto del torrente risalendolo, destreggiandosi tra ghiaie e grossi massi finché si individua la mulattiera che prosegue sul lato idrografico sinistro (cartello segnaletico). Superata una bella cascata il sentiero si porta nei pressi del rio Bach, lo guadagna e perviene all’Alpe Fardal 1424 m. Il sentiero prosegue ora sulla sponda destra in mezzo ad arbusti e fontanelle portandosi all’Alpe Bach o del Rio 1650 m, il più vasto del vallone. Dall’alpe si prosegue verso sinistra in direzione del sovrastante pianoro dove si incontra l’altro sentiero proveniente dalla Res di Fobello. Ancora pochi passi e siamo all’Alpe Helo 1744 m, la cui baita è stata ristrutturata ed adibita a Punto d’Appoggio. *Fonte: *[rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/582/ricovero-alpino-alpe-helo/)** \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**In Valle Anzasca per il Colle Dorchetta 1818 m. Dal punto d’appoggio attraversa un bel pascolo situato su dolci pendii; si lasciano a sinistra i ruderi di un ricovero-rifugio distrutto durante l’ultimo conflitto mondiale e perviene al colle (30 minuti) che permette, divallando, di raggiungere Bannio in Valle Anzasca. **ALPINISMO**Pizzo Nona (2251 m) | Sonnehorn (2064 m) | Monte Chastal (2242 m) [Vedi tutti i rifugi della Valsesia »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valsesia-bivacchi/) **Categorie:** Valsesia **Tag:** Monte Rosa, valle del Landwasser, Valsesia --- ### [Banff Mountain Film Festival: Avventura e emozione sul grande schermo](https://www.montagnenostre.net/banff-mountain-film-festival-avventura-e-emozione-sul-grande-schermo/) **Published:** Febbraio 6, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **29 tappe in 27 città italiane da febbraio ad aprile 2018 A Milano per la prima volta al Teatro Nazionale CheBanca!** **Milano, gennaio 2018** – Il Banff Mountain Film Festival World Tour Italy, che dal 2013 porta in Italia i migliori film del Festival del Cinema di Montagna di Banff (Canada), riparte da Milano per inaugurare la sua 6a edizione con una serata che, per la prima volta, si terrà presso il Teatro Nazionale CheBanca! Dedicato agli appassionati di montagna e di outdoor, un pubblico in continua crescita in Italia e non solo, il festival prevede quest’anno 28 tappe in 26 città, con un tour che attraversa tutto lo stivale da Nord a Sud. Nel corso di ogni serata sarà possibile assistere alla proiezione di una serie di **emozionanti e coinvolgenti corto e medio metraggi**, dove la natura incontaminata è protagonista, insieme alle imprese di atleti ed esploratori alla continua ricerca di emozioni e divertimento. Il festival vuole così stimolare le persone a risvegliare la propria voglia di avventura, a nutrire la propria creatività e a riscoprire gli ambienti più selvaggi del pianeta, siano essi dietro casa o nei luoghi più remoti. Tra i film in programma ricordiamo **The** **Frozen Road** – riconosciuto a Banff con una *“Special Jury Mention” –* che racconta un viaggio in bicicletta in solitaria, dal Nord del Canada fino al mar glaciale artico, un’avventura anche interiore tra temperature da brivido e enormi spazi vuoti. **Safety Third,** è invece un omaggio a Brad Godbright, climber di molto talento e poca fama, alle prese con il tipo di arrampicata più pericolosa e spettacolare: il free solo. L’area tra Alaska, British Columbia e Yukon è l’ultima frontiera dello sci e dello snowboard: **Tsirku** racconta il viaggio degli sciatori Sam Anthamatten e Hadley Hammer e lo snowboarder Ralph Backstrom alla ricerca delle linee più spettacolari, sfidando la forza di gravità. Il **programma** **completo** **dei** **film** che saranno proiettati nel corso di ogni serata sarà disponibile sul sito al link http://www.banff.it/video-category/film-2018/ I **biglietti** sono in **vendita** **online** [**sito ufficiale del Banff Mountain Film Festival World Tour Italy**](http://www.vivaticket.it/ita/opr/banff) al prezzo di 15€ (più diritti di prevendita), presso i **punti vendita Vivaticket** (elencati [a questo link](mailto:http://bit.ly/2j4Ur3c)) oppure telefonando al **call center 892234**. Nella realizzazione dell’edizione 2018, il BMFF WT Italy è affiancato dagli sponsor **Enervit, La Sportiva, Ferrino, Air Canada, Garmin e Buff®** e dai partner tecnici **Artech Digital Cinema** e **Vivaticket**. **[Il calendario eventi del Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2018](http://www.montagnenostre.net/il-calendario-del-banff-mountain-film-festival-world-tour-italy-2018/ "Il calendario del Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2018") [Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2018: I film in programma](http://www.montagnenostre.net/banff-mountain-film-festival-world-tour-italy-2018-i-film-in-programma/ "Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2016: Titoli dei film")***Fonte: Ufficio Stampa Banff Mountain Film Festival | Foto: 2018 Banff Mountain Film Festival* © credits John Price-MED **Per informazioni:** Banff Mountain Film Festival World Tour - Italy Mobile: +39 339 3188769 | Email: simonetta.radice@banff.it Web: [www.banff.it](http://www.banff.it) | Facebook: | Twitter: @BanffItalia **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Festival montagna, film montagna --- ### [Il calendario del Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2018](https://www.montagnenostre.net/il-calendario-del-banff-mountain-film-festival-world-tour-italy-2018/) **Published:** Febbraio 6, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Milano – Teatro Nazionale CheBanca! / Première **22 febbraio –** Bolzano – Cinema Teatro Rainerum **26 febbraio –** Brescia – Teatro Sociale **1 marzo –** Genova – The Space Porto Antico **2 marzo –** Varese – Cinema Teatro Nuovo **5 marzo –** Torino – Cinema Massimo **6 marzo** – Torino – Cinema Massimo **7 marzo –** Bologna – Teatro Cinema Antoniano **12 marzo –** Bergamo – Cinema Conca Verde **13 marzo –** Bergamo – Cinema Conca Verde **14 marzo –** Trieste – Cinema Teatro Miela **15 marzo –** Udine – Cinema Visionario **16 marzo –** Treviso – The Space Silea **19 marzo –** Padova – Cinema MPX - Pio X **20 marzo –** Vicenza – Cinema Patronato Leone XIII **21 marzo –** Verona – Cinema KappaDue **26 marzo –** Saronno (MI) – Cinema Silvio Pellico **27 marzo –** Lecco – Cinema Palladium **4 aprile –** Cuneo – Cinema Monviso **5 aprile** – Biella – Teatro Sociale Villani **6 aprile** – Aosta – Cinema Teatro Giacosa **8 aprile** – Terni – Cinema Cityplex **9 aprile –** L’Aquila – Ridotto Teatro Sociale **10 aprile –** Roma –The Space Moderno **11 aprile –** Napoli – Cinema Metropolitan **13 aprile** – Casatenovo (LC) – Cinema Auditorium **16 aprile** – Pisa – Cinema Isola Verde **17 aprile** – Firenze – Cinema La Compagnia **19 aprile** – Morbegno – Cinema Pedretti *Fonte: Ufficio Stampa Banff Mountain Film Festival | Foto: 2018 Banff Mountain Film Festival - Safety Third © credits Photo Cedar Wright* **Per informazioni:** Banff Mountain Film Festival World Tour - Italy Mobile: +39 339 3188769 | Email: simonetta.radice@banff.it Web: [www.banff.it](http://www.banff.it) | Facebook: | Twitter: @BanffItalia **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Eventi, Festival montagna, film montagna --- ### [Ces Trail Winter Challenge](https://www.montagnenostre.net/ces-trail-winter-challenge/) **Published:** Febbraio 5, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### **Due nuovi percorsi tabellati dedicati agli scialpinisti a San Martino di Castrozza** **Nasce a San Martino di Castrozza, nella zona degli impianti Ces, la prima rete sperimentale di percorsi dedicati allo Scialpinismo serale per gli amanti di questa disciplina in forte crescita. Due i percorsi aperti e tabellati, un anello di livello medio - facile lungo la Valcigolera e una salita Vertical lungo la pista “Direttissima”, dedicata agli amanti delle gare di Skialp.** Grazie alla collaborazione della società che gestisce gli impianti di risalita della zona, a partire dall’inverno in corso nasce un nuovo **progetto sperimentale** che prevede di lasciare la possibilità agli amanti delle **pelli di foca in notturna** di percorrere alcune **piste da sci dopo l’orario di chiusura degli impianti**, in giornate e orari ben definiti. Si tratta di una situazione già sperimentata e avviata in diverse zone delle Alpi, dove la convivenza tra Scialpinisti e mezzi battipista è già stata affrontata e regolamentata da tempo. Due i percorsi aperti e percorribili - da fine gennaio a fine marzo 2018 - nelle giornate di **lunedì, martedì e venerdì** esclusivamente dopo l’orario di chiusura degli impianti di risalita, **dalle 16.45 alle 20.30**. Entrambi i percorsi partono da **Malga Ces,** dove è presente un pannello informativo con la mappa dei due percorsi e alcuni suggerimenti su come comportarsi durante la percorrenza in salita e discesa. ![](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2018/02/Mappa-SkiAlp.png)Mappa percorso Ces Trail Winter Challenge Il primo tracciato, denominato **Ces Skialp Ring**, è un anello di difficoltà medio semplice lungo **5,4 km** e con un dislivello in salita di circa 400 metri che si sviluppa lungo la Valcigolera e la zona dello “Scavalco”, mentre il tracciato **Ces Skialp Vertical** sale dalla Malga lungo la pista Coston e Direttissima fino al bivio con la pista Sole, per una lunghezza di **1,51 km e un dislivello in salita di 440 metri**. Entrambi i percorsi sono disponibili con i rispettivi nomi ufficiali come segmento su **Strava**, la popolare applicazione per la registrazione delle proprie performance sportive già utilizzata la scorsa estate per la Vertical Ces Strava Challenge. A fine stagione invernale, in occasione della Cena Sociale del gruppo locale di Skialper “i Piazaroi” in programma a Malga Ces, saranno premiati gli Skialper che avranno percorso i due segmenti nel minor tempo possibile. (OF Project). *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: Malga Ces ©credits ApT San Martino* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) // \]\]> **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Notizie, sci alpinismo --- ### [Nepal, le nuove regole per gli 8000 sono realtà. Simone Moro: “Un colpo molto grave per l’alpinismo”](https://www.montagnenostre.net/nepal-le-nuove-regole-per-gli-8000-sono-realta-simone-moro-un-colpo-molto-grave-per-lalpinismo/) **Published:** Gennaio 25, 2018 **Author:** Redazione **Content:** In molti speravano che sarebbe finito nel nulla l’ennesimo proclamo del Governo nepalese di modificare il *Mountaineering Expedition Regulation*, ma questa volta così non è stato. E così le nuove regole che disciplinano l’alpinismo in Nepal (ve ne avevamo parlato [qui](http://www.montagna.tv/cms/116454/nepal-cambiano-le-regole-per-sherpa-e-alpinisti/)) sono entrate in vigore pochi giorni fa, pronte per essere applicate alla prossima stagione primaverile. Se alcune modifiche sono state accolte con entusiasmo, come il ripristino dei certificati di vetta per gli sherpa, altre hanno destato dure critiche dalla comunità alpinistica mondiale. Di certo quella che fa più riflettere è il divieto di solitarie ([ieri abbiamo ricordato proprio la prima invernale del Lhotse realizzata in solitaria da Krzysztof Wielecki](http://www.montagna.tv/cms/117253/31-dicembre-1988-wielicki-raggiunge-la-cima-del-lhotse-in-solitaria/)). A tal proposito, interpellato da Enrico Martinet su La Stampa montagna, Simone Moro si è espresso con parole molto forte a condanna della decisione del Governo nepalese, dettata dal desiderio di avere meno incidenti, soprattutto all’Everest. “Il divieto alle salite in solitaria – dice Simone – è un colpo molto grave per l’alpinismo, si va a proibire l’avventura, l’impresa di chi magari sceglie l’inverno” per poi aggiungere: “È il risultato dello scempio che si è fatto sull’Everest dell’alpinismo. Sarebbe come obbligare la salita con la guida sul Monte Bianco. Vuol dire annientare l’alpinismo. Che tristezza”. “Addio libertà”, sentenzia infine Moro. Fra i divieti più discussi, soprattutto dalla comunità alpinistica statunitense ed anglosassone, quelli che riguardano i non vedenti e i mutilati di entrambe le gambe. Disposizione definita discriminante. *Fonte: * **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Alpinismo, Nepal, regole di montagna --- ### [Golden Shadow! Oriane Bertone, a soli 12 anni, sale il primo blocco 8b+](https://www.montagnenostre.net/golden-shadow-oriane-bertone-a-soli-12-anni-sale-il-primo-blocco-8b/) **Published:** Gennaio 25, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Arrivare a quelle difficoltà a soli 12 anni non è da tutti. Il concentrato di forza e tecnica di Oriane Bertone è riuscita a chiudere il boulder “Golden Shadow” (8b+) nelle Rocklands. A soli 12 ha salito il suo primo blocco 8b+, un record che apparteneva prima a Ashima Shiraishi che aveva salito lo stesso blocco a 13 anni. Interessante notare come queste due campionesse siano arrivate prima, di un fuori classe come Adam Ondra, che arrivò a queste difficoltà a 15 anni. Come notato dal sito 8a.nu l’arrampicata sportiva è forse l’unico sport dove le differenze di sesso ed età vengono annullate. Dove potenza, agilità e tecnica possono essere sviluppate nello stesso modo sia che tu ti chiami Adam Ondra, sia che tu ti chiami, come in questo caso, Oriane Bertone. *Fonte: * **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Arrampicata sportiva, Bouldering, Notizie --- ### [Engadin St. Moritz, meritato ozio](https://www.montagnenostre.net/engadin-st-moritz-meritato-ozio/) **Published:** Gennaio 23, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### Terrazze soleggiate, baite e ristoranti. Nei comprensori di Corvatsch, Corviglia, Muottas Muragl e Diavolezza - Lagalb, in prossimità delle piste da sci o degli itinerari panoramici da fare con ciaspole e racchette, c’è sempre un “place to be” da raggiungere. In tutta la regione dell’Engadina si contano più di 40 baite, rifugi e ristoranti di montagna dallo stile tradizionale, moderno o “alpine chic”, impreziositi da panoramiche terrazze soleggiate. Destinazioni obbligate, auspicate e ben meritate da chi vive la montagna attivamente. Ecco di seguito una panoramica delle tante possibili combinazioni tra sport e relax, da optare per coronare al meglio una giornata sulla neve. **Muottas Muragl: per eccellenza la montagna del piacere.** La meta ideale per chi vuole godere dell’inverno attivo con charme, prima o dopo aver gustato un piatto squisito o un romantico “Mountain Dining” a lume di candela nel ristorante panoramico. L’esperienza comincia con il tratto sulla funicolare rossa di Muottas Muragl, già di per sé un’affascinante. Arrivati sulla cima, dove troneggia il Romantik Hotel Muottas Muragl, primo albergo energy plus dell’arco alpino, si può decidere se prendere il **Sentiero dei Filosofi**, per fare un’escursione invernale dai 45 minuti alle 3 ore di cammino, a seconda delle varianti che si prediligono; oppure se mettersi le **ciaspole ai piedi** e seguire il percorso lungo 3,5 chilometri, che inizialmente segue il Sentiero dei Filosofi, ma poi si dirige verso il crinale della Val Champagna e raggiunge la pianura del Plaun dals Müls, per ritrovarsi faccia a faccia con il gruppo del Bernina e lo sguardo che corre sui laghi gelati dell’Alta Engadina. Le ciaspolate a Muottas Muragl sono anche **notturne** nei giorni di luna piena, le prossime date sono il **31 gennaio, il 2 marzo e il 31 marzo 2018** (prezzo a persona 95 CHF, che include l’itinerario guidato di ca. 1 ora e mezza, il noleggio delle ciaspole, il tè durante il percorso e un piatto caldo al Panorama Restaurant del Romantik Hotel Muottas Muragl). Inoltre, il Romantik Hotel Muottas Muragl, quando c’è la luna piena, spegne tutte le luci esterne per permettere di apprezzare appieno il chiarore lunare. **Corvatsch: dopo la ciaspolata, la mangiata!**Nelle notti di **venerdì 2 febbraio e sabato 3 e 31 marzo 2018**, con ciaspole e racchette si attraversano spettacolari paesaggi di montagna al chiaro di luna piena, lungo un itinerario guidato di circa 2 ore e mezza (andata e ritorno). Tappa intermedia del percorso è l’accogliente **Ustaria Rabgiusa**, dove verrà servito al gruppo un fumante piatto di pizzocheri valtellinesi. La partenza è alle ore 18.45 alla stazione a valle di Furtschellas, il rientro previsto alle ore 24.00. Il costo di questa esperienza è di **CHF 89.00** e include la guida, il biglietto di andata e ritorno con la funivia Furtschellas, il noleggio di ciaspole, bastoni, lampada frontale, vino caldo o punsch e il piatto di pizzoccheri valtellinese (bevande escluse). Durante il giorno si possono seguire i percorsi panoramici **Lake Trail e Peak Trail**. Entrambi partono dalla stazione intermedia di Furtschellas (2.312 m) e arrivano alla baita Ustaria Rabgiusa. Il primo è più facile (3,6 km – 2/3 ore), il secondo più impegnativo (5,5 km – 2,5/3,5 ore). Con 37 CHF per il Lake Trail (ca. 30 euro) e 50 CHF (ca. 41 euro) per il Peak Trail, si noleggiano le ciaspole e si acquista il biglietto della funivia, e pagando 13 CHF in più si ha diritto anche al pranzo all’Ustaria Rabgiusa. Anche alla partenza gli escursionisti possono deliziarsi e fare il pieno di energie al ristorante di montagna **La Chüdera**, con terrazza esposta al sole e riparata dal vento. **"Places to be" per sciatori esperti**Al Corvatsch le pause tra una sciata e l’altra sono una vera delizia al **Panorama Restaurant**, il ristorante sulla vetta del Corvatsch a 3303 m, che si distingue per le prelibate specialità engadinesi e una vista imparagonabile sui ghiacciai e sul paesaggio lacustre dell’Alta Engadina. Nel comprensorio della Diavolezza durante una notte di Glüna Plaina o un'escursione di scialpinismo, il ristorante rifugio **Berghaus Diavolezza** accoglie gli sportivi con il suoi piatti à la carte o self service, da consumare fuori in terrazza al cospetto del Gruppo del Bernina. Sul versante di Lagalb, invece, al **Bergrestaurant Lagalb**, presso la stazione e monte, è possibile gustare piatti speciali in un ambiente rustico o sulla terrazza soleggiata dove una magnifica vista spazia sul Lago Bianco, sulla Valposchiavo e più a sud verso la Valtellina. **Corviglia: terrazza che scegli, piacere che trovi.**Un mix insuperabile di piste perfette, piatti squisiti e location di montagna mozzafiato li offre il comprensorio di Corviglia, sopra St. Moritz. Novità per gli sciatori da quest’anno sono il **White Marmot Restaurant & Bar e l’ Edy's Restaurant**, alla stazione intermedia. Gettonata è la terrazza del **rifugio Alpina**, con vista sui laghi e tutto l’altopiano, allestita con tavolini e sedie sdraio stile spiaggia, che si trasforma con la musica dei DJ in un perfetto hot spot per après ski e party. Un altro rifugio dalla vista irripetibile è la baita **el paradiso** a 2174 m sulle piste da sci, dove si organizzano anche feste serali e si servono ottime fondute di formaggio. Poco più in quota, a 2672 m, si trova **la Chamanna**, un rifugio in stile autentico dove degustare la tradizionale cucina grigionese. A 3057 m. invece,il ristorante a vetrate con terrazza **Piz Nair** offre una vista su tutto l’intero comprensorio sciistico di Corviglia e sull’altopiano engadinese. Marguns è la ski area sinonimo di atmosfera conviviale, con un grande parco giochi per bambini e un menu che mette d’accordo tutta la famiglia al ristorante pizzeria **Chadafö**; mentre in posizione più appartata si trova **la baita Glünetta**, con la popolare terrazza solarium, dove degustare al sole specialità come il rosti e la raclette. **Offerta 350 km di piste a 38 CHF**Con l’offerta «HOTEL + SKIPASS» chi prenota più di una notte nella regione Engadin St. Moritz, presso uno dei 100 alberghi di ogni categoria aderenti all’iniziativa, riceve lo skipass al costo di CHF 38 al giorno (ca. 35 euro). L’offerta è valida per l’intera durata del soggiorno e dà accesso a tutti i 57 impianti di risalita della regione, trasporti pubblici compresi. L’offerta è valida per l’intera stagione invernale, dal 21 ottobre 2017 al 6 maggio 2018. Gli amanti dello sport invernale hanno a disposizione 350 km di piste perfettamente preparate, quattro snowpark, 34 ristoranti di montagna e un paesaggio da ammirare di rara bellezza. Inoltre, anche numerose case vacanza in Engadin St.Moritz offrono vantaggiose offerte forfettarie, comprensive di skipass e trasporti pubblici. *Fonte: pr-partner.it | Foto: Terrazza di Lagalb, stazione a monte © credit Gian Andri Giovanoli* **Per maggiori informazioni:***Corvatsch AG*Via dal Corvatsch 73 CH-7513 Silvaplana tel. +41 (0)81 838 73 73 [www.corvatsch.ch/it](http://www.corvatsch.ch/it)[www.diavolezza.ch/it ](http://www.diavolezza.ch/it) *Engadin St. Moritz Mountains AG*Via San Gian 30 CH-7500 St. Moritz tel.+41 (0)81 830 00 00 [www.mountains.ch/it ](http://www.mountains.ch/it)[www.engadin.stmoritz.ch/montagne](http://www.engadin.stmoritz.ch/montagne) **Categorie:** Eventi **Tag:** Engadina, Eventi enogastronomici, Svizzera --- ### [Stubai a primavera, ultima neve](https://www.montagnenostre.net/stubai-a-primavera-ultima-neve/) **Published:** Gennaio 23, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### Novità di quest’anno sono la Notte di luna piena il 31 marzo e lo Splitboard Europe Camp dal 9 all’11 marzo sul ghiacciaio dello Stubai. Inoltre, tornano i consueti appuntamenti con la Stubai Cup dal 2 al 4 marzo sul monte Elfer, e a Pasqua la caccia alle uova sugli sci nella Schlick 2000. Si continua a sciare sul Ghiacciaio dello Stubai fino a metà giugno. Le temperature sono più miti, le giornate più lunghe, le condizioni nevose sempre ottimali, il calendario degli eventi ancora più ricco e interessante, ma soprattutto anche i prezzi sono invitanti. Ecco cosa offre e come cambia (in meglio) Stubai a primavera! **Offerte sci primaverile fino a maggio** Il pacchetto **Super Skipass Stubai**, fino all’8 aprile (ponte pasquale compreso), offre da 2 a 7 pernottamenti in appartamento o in albergo con prima colazione o mezza pensione, a partire da 165 euro a persona, incluso il super skipass per accedere a tutti e quattro i comprensori della valle, lo skibus e un ingresso di 4 ore al centro acquatico StuBay e alla piscina di Neustift. Sul Ghiacciaio dello Stubai si continua a sciare, condizioni neve permettendo, **fino a metà giugno**. E mentre le temperature salgono, i prezzi scendono! Chi prenota 5 giorni sugli sci ne riceve uno gratuito con l’offerta **1 giorno sugli sci gratis**, valida dall’8 aprile al 6 maggio. Prezzo a partire da 289 euro a persona in appartamento, da 459 euro in albergo con mezza pensione, con skipass incluso. Per info sulle offerte e prenotazioni [https://www.stubai.at/it/alloggi/pacchetti-vacanze/inverno/ ](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9399&L=45493&F=H) **Eventi Schlick 2000: le notti dei colori, le feste in baita e la caccia alle uova di Pasqua** I maestri delle scuole di sci e di freestyle della valle dello Stubai mettono in scena uno spettacolo notturno di luci, fuochi, salti, evoluzioni e coreografie sulle piste da sci nelle notti del **14 – 21 – 28 febbraio e del 7 e 14 marzo**. Si chiamano le “Notti dei colori”, in occasione delle quali, la pista illuminata da slittino dello Schlick 2000, lunga 3 km, resta aperta fino alle ore 22.00. **La stagione dello sci primaverile è la più divertente** nel secondo comprensorio più grande della valle dello Stubai: **dal 25 febbraio**, per sette settimane fino all’8 aprile (data di chiusura degli impianti), **tutte le domeniche si fa festa in una baita diversa**, con dj e musica live. Inoltre, la **Domenica di Pasqua**, 1° aprile, si svolge la **tradizionale caccia alle uova sugli sci**, tanto amata soprattutto dalle famiglie. Quante e dove sono nascoste le uova, sta ai partecipanti scoprirlo! Tutti i concorrenti ricevano una piccola sorpresa pasquale, ma chi indovina il numero esatto di uova sulle piste, partecipa all’estrazione per vincere uno dei 5 Family Skipass in palio per la stagione 18/19. **Festa di notte di luna piena sul Ghiacciaio dello Stubai – 31.03.2018**Aspettando la Pasqua nel regno delle nevi sotto un cielo stellato, ascoltando musica dal vivo e deliziandosi con drink e buffet dolci e salati. Questo è il programma della serata di sabato 31 marzo al **lounge bar Schneekristall Pavillon** (padiglione di cristallo), alla stazione di Gamsgarten a 2.900 metri sul Ghiacciaio dello Stubai. Nell’avveniristico locale a vetrate e con terrazza scoperchiabile, gli ospiti avranno sempre sotto gli occhi un panorama mozzafiato. L’evento inizia alle 17.30 e si conclude alle 00.30 con un memorabile ritorno a valle sul gatto delle nevi. Numero limitato di partecipanti, necessaria prenotazione: m.boehme@stubaier-gletscher.com. **27° STUBAI CUP - 02.03.04 marzo 2018**Un evento non solo per gli appassionati di parapendio ma per chiunque vuole ammirare uno spettacolo nei cieli della Valle dello Stubai o provare a lanciarsi con una guida esperta. Il monte Efer, 1800 metri, sopra Neustift, è un famoso trampolino di volo per parapendisti, soprattutto a primavera, quando, grazie alla termica perfetta della valle e alle temperature più calde, si hanno le condizioni ideali per volare. La competizione della 27° Stubai Cup, con il motto “Voliamo insieme”, offre al di fuori delle gare, anche un programma di intrattenimento, workshop, spettacoli acrobatici e lanci test gratuiti. **Febbre da splitboard e altri eventi sportivi sul ghiacciaio** Sciatori, snowboarder, freerider e scialpinisti. Sono loro i destinatari principali degli eventi di primavera nel comprensorio sciistico su ghiacciaio più grande dell’Austria. Si comincia con un evento novità: lo **Splitboard Europe Camp dal 9 all’11 marzo**. Occasione unica per testare, durante due giorni di teoria, pratica e ski touring, le emergenti tavole da snowboard perfettamente divise a metà in senso longitudinale, dei migliori produttori. Dedicato ai freerider è l’edizione primaverile del **SAAC Basic Camp**, **il 14 e 15** aprile, per imparare a muoversi sui tracciati fuori pista in sicurezza, riconoscere una valanga e utilizzare il kit di salvataggio (pale, sonde e ricetrasmittenti) con le guide esperte del Powder Department Stubaier Gletscher. Ma la primavera è soprattutto la stagione dei freestyler, che tutto il giorno possono vivere il park nelle migliori condizioni. Allo snowpark DC Stubai Zoo, uno dei più grandi e meglio attrezzati delle Alpi, si ritrovano per la **Spring Sessions**, tutti i giorni dall’8 aprile al 13 maggio. *Fonte: PR Partner | Foto: "Notti dei colori" nella Schlick 2000 © Schlick 2000* **Informazioni e prenotazioni**Tourismusverband Stubai Tirol Stubaitalhaus Dorf 3 A-6167 Neustift i.St. Tel. +43.501881.0, Fax +43.501881.199 [www.stubai.at](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9399&L=2693&F=H) **Categorie:** Eventi **Tag:** Primavera, stubai, Tirolo austriaco --- ### [Bivacco Biancadino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-biancadino/) **Published:** Agosto 29, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge a 2252 m. sul versante sinistro orografico della Val di Sacco, poco oltre il suo imbocco.Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Fusino - strada della Val di Sacco loc. Dròsa. **Quota di partenza:** 1203 m - 1366 m | **Dislivello:** 1280 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** mesi estivi previo contatto con la proprietà **Posti letto:** 30 posti **Gestione:** Pro Loco o Comune di Grosio **Tel.** +39 0342 847047 | +39 0342 845123 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il Rifugio Biancadino (m 2252) è situato presso l’omonima località situata a mezzacosta all’inizio della diramazione Occidentale della Valgrosina, sotto al Sasso Campana (m 2913), formata da un gruppo di baite e una piccola chiesetta. Qui viene celebrata la festa dell’Assunzione la domenica prima di Ferragosto. Viene gestito in estate da alcuni fabbriceri di Grosio (apertura a fine giugno, chiusura a fine settembre). Il bivacco è usufruibile tutto l’anno e presenta 7-8 posti letto con possibilità di utilizzo del gas. Biancadino è facilmente visibile già risalendo la Valgrosina verso Fusino ed è raggiungibile in circa tre d’ore, dalla diga sul bacino Roasco poco oltre Fusino, seguendo una strada carreggiabile. Dal bivacco è raggiungibile in un ora e un quarto il monte Alpisella (m 2756), dalla cui cima è possibile godere di una bella vista anche sulle altre vallate adiacenti. Il sentiero/traccia, che non è ben evidente lungo tutto il suo decorso, si imbocca verso sinistra al di sopra dell’alpeggio. Esso prosegue poi puntando verso la sella (m 2730), che si forma tra il Sasso Campana e il monte Alpisella. Raggiuntala si sale velocemente alla cima seguendo il crinale. La strada che porta in Valgrosina si prende nel centro di Grosio (seguire indicazione per Fusino) e risale la costa con alcuni ampi tornanti attraversando l’abitato di Ravoledo. Giunti a San Giacomo (5km) la strada piega verso NO e si addentra nella Valle fino a raggiungere la località Fusino (8km, m 1203). Sulla sinistra della carreggiata è presente una piccola chiesa con un ampio parcheggio. Proprio di fronte alla chiesa lungo la carreggiata è anche situata la Locanda Valgrosina, punto di ristoro della valle, dove è possibile gustare piatti tipici locali. Lasciata l’auto prendiamo la strada asfaltata che prosegue in discesa fino a giungere ad un piccolo ponte situato tra la diga nuova e la vecchia. Sempre seguendo la strada asfaltata proseguiamo fino ad un incrocio, per poi prendere verso destra la strada sterrata che ci porterà sopra alla diga nuova fino ad incrociare una strada. Qui seguiremo la strada che sale ripida a sinistra, con indicazione Biancadino. Proseguiamo su una strada carreggiabile che con pendenze quasi sempre attorno al 15% risale la costa tra la vegetazione. La parte iniziale del percorso risale lungo la costa Orientale alternando tratti nel bosco a tratti panoramici sulla parte iniziale della Valgrosina orientale. Guadagnata un pò di quota la strada inizia a tagliare la costa con pendenze minori, portandosi via via verso la sponda occidentale del monte. Lungo il percorso incrontreremo un paio di deviazioni, ma basterà seguire le indicazioni “Biancadino” per non sbagliare. Un pò alla volta guadagnamo la sponda Occidentale e ci addentriamo via via a mezza costa nella vallata su pendenze ridotte che permettono di ammirare in tranquillità il paesaggio della Valgrosina Occidentale. Raggiungiamo quindi, passandovi a monte, le baite di Masuncel (m 1980) dove giunge la strada che sale dal fondovalle della Valgrosina occidentale ( Dosà, m 1360) attraverando alcuni maggenghi (Zocà, Fop) e attraversando tratti prativi e boschi di abeti. Questa può essere una potenziale alternativa che però, oltre a essere più ripida di quella proposta, non permette di godere scorsi su entrambe le vallate Grosine. La strada, sempre carreggiabile, riprende a procedere con alcuni tornanti distanziati tra loro a guadagnar quota superando i 2000mt. Superato un ultimo tornante panoramico sinistrorso pieghiamo definitivamente verso Ovest e verso il Sasso Campana che domina il pendio. In poco meno di un km giungiamo al bivacco Biancadino (m 2252), oltrepassando le varie baite e la graziosa chiesetta bianca di Biancadin dedicata a S. Antonio Abate, protettore degli animali, ed costriuta nell’anno 1946, come ci ricorda un’inscrizione posta sopra il portale. Il panorama è ampio: alla nostra sinistra (E) svettano in distanza oltre la valle i monti Serottini ed il monte Varadega con a fianco le cime dell’Adamello che spuntano oltre il passo del Mortirolo. Mentre in primo piano le cime di Redasco, il monte Fò e il monte Storile delimitano a Est la Valgrosina. Di fronte a noi (S) è ben visibile la valle Piana, delimitata a sinistra dal dosso Cornin (m 2775), al centro dalle cime di Gande Rosse (m 2830) a destra dalla cima di Sassumer (m 2840). Volgendo lo sguardo via via più a destra sono visibili le altre valli laterali meridionali, valle di Guinzana e di Pedruna, e le cime che segnano il confine della Valgrosina occidentale con la Svizzera. Punti di appoggio : Agriturismo Locanda Val Grosina. Solitamente aperto tutto l’anno, chiusura settimanale il Martedì. Indirizzo: Località Fusino a fianco al parcheggio auto. Città, provincia e CAP: GROSIO (SO) – 23033 Telefono: 335 6502735 – 347 2547853 Contattare la Pro Loco o la Biblioteca del Comune di Grosio, telefonando al numero 0342 845047. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/bivacco_biancadin_val_grosina/bivacco_biancadin_val_grosina.html) | Autore: G. Meneghello* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Malghera](http://www.montagnenostre.net/rifugio-malghera/) | [Rifugio non custodito Eita](http://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-eita/) **ALPINISMO**Sasso Campana [Vedi tutti i bivacchi della Val Grosina »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) **Categorie:** Val di Livigno, Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Livigno, Val di Sacco, Val Grosina --- ### [Bivacco Capanna Dosdè](https://www.montagnenostre.net/bivacco-capanna-dosde/) **Published:** Agosto 29, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **È situato in una posizione solitaria a 2824 m. sul valico omonimo fra la Val d’Avedo (Val Grosina) a S e la Val Cantone di Dosdè (Val Viola bormina) a N.Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti* \[/mks\_highlight\] E’ un itinerario generalmente segnalato che però presuppone una capacità di muoversi su terreni particolari ( terreno impervio e infido, pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti, tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche, percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minore impegno). Per questo tipo di percorso sono necessarie: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbragatura, cordini). \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Arnoga - Parcheggio Val Viola **Quota di partenza:** 1880 m - 2070 m | **Dislivello:** 950 m - 780 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e su richiesta. **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** CAI Sezione di Bormio **Tel.** +39 0342 903300 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Raggiungere il bivacco **Capanna Dosdé** comporta una camminata abbastanza lunga (circa 4 ore) anche se priva di grandi difficoltá, ma la vista dei ghiacciai e delle vette circostanti ci ripagherá ampiamente della fatica e dell’impegno profuso. La Capanna fu costruita nel lontano **1890 dal Cai di Milano**, con un solo locale 4×4 e costò allora la cifra di Lire 2200. Nel tempo ebbe varie ristrutturazioni, le ultime nel **1982 a cura del CAI di Bormio** che, da allora, ne è il proprietario. Così recita una targa dentro il Bivacco: “Club Alpino Italiano – Sezione di MIlano. Il Dosdè, distrutto dalla guerra, oggi riprende degno posto fra i Nostri Rifugi delle Alpi…” – Settembre 1955. Di seguito diamo i due itinerari principali: il primo dalla valdidentro passando per la val Cantone ed il secondo dalla val Grosina passando per la val d’Avedo. **1° ITINERARIO**: Localitá di partenza è **Arnoga (m. 1850)** sulla ss 301 che da Bormio sale al passo del Foscagno. Dal tornante della statale si stacca sulla sinistra la strada per la val Viola. Poco dopo, ad un bivio, ignoriamo la strada per l’alpe Campo e prendiamo a sinistra. Proseguiamo sul fondo valle in vista del torrente Viola Bormina fino ad una radura dove troviamo a sinistra un sentiero che sale alle baite di Verva ed al successivo passo. Saliamo invece a destra, passiamo le **baite di Crapena (m. 1929)** e proseguiamo nel bosco fino ad un ponte dove parte il sentiero per le baite Orsa. Noi, invece, continuiamo lungo il torrente. Passato un altro ponte, superiamo il bivio per Caricci ed iniziamo a salire con vari tornanti fino ad un dosso, dove lo sguardo si apre sull’alpe Dosdé e sui ghiacciai della vedretta omonima. Volendo, parte di questo primo tratto, possiamo percorrerla in auto con una sterrata quasi parallela: da Arnoga si prende per l’alpe Campo, si passano i bivi per le baite di Stagimel prima e di Funera poi e giunti ad una radura si lascia l’auto. Proseguendo a piedi si passa per Caricci e Altumeira (m. 2116) e ci si ricongiunge al precedente percorso, sul quale avremo risparmiato circa un’ora di cammino. Va detto però che non sempre questa sterrata è aperta al traffico privato. Da qui, ignorato il sentiero di destra per il lago di val Viola (m. 2267) e il successivo rifugio (m. 2314) e seguendo il torrente Viola Bormina, ci avviamo verso la splendida catena formata dalla cima Viola (m. 3374), dalla cima di lago Spalmo (m. 3291) e dal Sasso di Conca (m. 3150). Poco oltre incontriamo l’indicazione per il **bivacco dedicato ad Angela e Secondo Caldarini (m. 2486)**, raggiungibile in breve sulla sinistra. Ora la vallata compie una svolta a destra: risaliamo fino ai ruderi della Baita del Pastore (m. 2368) e proseguiamo per pascoli fino alla testata della val Cantone, dove il sentiero termina. Passato il torrente, per tracce abbastanza ripide, raggiungiamo un dosso e, nelle vicinanze di un laghetto, voltiamo a sinistra verso la **cima Saoseo (m. 3265)**. Saliamo faticosamente tra sfasciumi fino all’insellatura del passo Dosdé e giungiamo alla meta. **2° ITINERARIO:**In questo caso partiamo da **Fusino (m. 1203)**, raggiungibile staccandosi verso nord dalla ss 38 a Grosio. Si prosegue fino ad Eita, ove troviamo un rifugio e la caratteristica chiesetta con il campanile staccato. Poco prima di entrare in paese, prendiamo a sinistra un tratturo che si inoltra in **val d’Avedo**. Passiamo sopra le baite di Avè (m. 1670) e ad un tornante, prendiamo la mulattiera per **Stabine (m. 1721)**, Attraversiamo il torrente e arriviamo alla **baite di Vermolera (m. 1927)**, poi in ripida salita giungiamo ai laghetti e alle **baite di Tres (m. 2194)**. L’ambiente qui è ancora dolce e contrasta con le creste rocciose e frastagliate dei monti circostanti. Risaliamo la vallata con una serie di gradinate rocciose, sempre in vista del Rio Avedo. Il pascolo a poco a poco lascia il posto alla pietraia ed il panorama si fa sempre piú aspro. Superato un costone morenico ai piedi del Dosso Sabione ed un successivo salto roccioso, giungiamo ad una conca ove troviamo lo splendido **Lago Negro (m. 2560)**. Siamo in un ambiente desolato e selvaggio, oltre che molto suggestivo. Aggiriamo il lago da est, vediamo le tracce sempre a est per il **bivacco Duilio Strambini (m. 2574)** e proseguendo saliamo tra sfasciumi. Infine, superate alcune pozze d’acqua, giungiamo per tracce alla nostra meta. Il rifugio è dedicato all’avvocato Italo Pianetta, valoroso alpino ed amante dei Monti della val Grosina. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/bivacco_passo_dosde_cima_viola/bivacco_passo_dosde_cima_viola.html) | Autore: D. Discacciati* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Federico in Dosdè](http://www.montagnenostre.net/rifugio-federico-in-dosde/) | [Rifugio Malghera](http://www.montagnenostre.net/rifugio-malghera/) **ALPINISMO**Cima Viola **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/ITI\_Capannadosde-cimasaoseo.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Val Grosina »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Arnoga, Val Grosina --- ### [Bivacco Caldarini Angelo e Seconda](https://www.montagnenostre.net/bivacco-caldarini-angelo-e-seconda/) **Published:** Agosto 29, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge a 2508 m. in Val Cantone di Dosdé, al piede della cresta N della Cima settentrionale di Lago Spalmo.Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina - Val Viola](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EEA** *- Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura* \[/mks\_highlight\] Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Arnoga - Parcheggio Val Viola **Quota di partenza:** 1880 m - 2070 m | **Dislivello:** 620 m - 450 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Desio **Tel.** +39 0362 621668 **Itinerario sintetico:** 1. Arnoga (m 1880) | 2. parcheggio val Viola (m 2070) | 3. Alpe Dosdè (m 2129) | 4. Baita del Pastore (m 2368) | 5. Bivacco Angelo Caldarini (m 2480) \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il bivacco Angelo e Seconda Caldarini fu eretto una prima volta nel 1970, ed è situato in val Cantone di Dosdè a quota 2480 metri, su di un pianoro roccioso ai piedi della cima Settentrionale di Lago Spalmo. Dal bivacco la vista spazia su tutta la val Cantone in Dosdè, dominata dall’imponente corno di Dosdè (3233 m) che si erge proprio davanti a noi, sul lato opposto della vallata. **Percorso**Percorriamo la statale 301 del passo del Foscagno fino ad arrivare alla località di Arnoga (1880 m), dove in concomitanza con un ampio tornante troviamo, verso l’esterno dello stesso, la strada che si addentra nella val Viola. Sulla sinistra del tornante vi sono due piccole strade, la prima procede alcune decine di metri in discesa e termina in un parcheggio, la seconda invece è quella che dovremo imboccare per entrare in val Viola. Nei week end di luglio e per quasi tutto agosto la strada è percorribile solo previo pagamento di un pedaggio poco più avanti. Va inoltre sottolineato che l’accesso viene limitato alle possibilità di parcheggio, quindi nelle giornate di forte afflusso sarà bene non tardare troppo la partenza per non rischiare di doversi fare l’intero tragitto a piedi. In tal caso, o se si volesse allungare volontariamente il tragitto, è possibile ovviare alla strada asfaltata percorrendo il sentiero sottostante che s’imbocca dal parcheggio inferiore sopra citato. Dall’imbocco al tornante dovremo seguire per poco più di 4km la strada principale ignorando le varie diramazioni fino ad un ampio parcheggio (2070 m), dove termina il tratto asfaltato e inizia il divieto di accesso agli autoveicoli. Qui lasciamo l’auto e proseguiamo dunque a piedi su una carrozzabile ben tenuta oltrepassando le baite di Altumeira e proseguendo fino a un bivio (2170 m) dove prenderemo la strada che scende a sinistra (sentiero 292), verso l’alpe Dosdè posta nella piana della valle, ben visibile alla nostra sinistra. A fugare ogni dubbio vi sono anche delle indicazioni, scritte in rosso su una coppia di piccoli massi, per il bivacco Caldarini. Procediamo in discesa lasciando alla sinistra una piccola pozza nella quale, soprattutto di primo mattino quando le acque sono più calme, si specchiano le cime circostanti e continuando fino all’alpe Dosdè (2129 m). Accanto a una delle baite troviamo un bivio il segnavia che indica diritto (sentiero 292/208): Bivacco Caldarini a ore 1 e passo e capanna Dosdè a ore 2.40; mentre a sinistra (sentiero 208): rifugio Federico a ore 0.10, alpe Verva a ore 2.40. Proseguiamo dunque dritti percorrendo un tratto in salita tra erba, arbusti di rododendro e alcuni sassi, lasciando alla nostra sinistra il torrente e il rifugio Federico, ben visibile sull’altro lato della vallata. Addentrandoci nella val Cantone in Dosdè il rosso vivo del bivacco diventa visibile in alto a destra, accanto a un ghiacciaio. Proseguiamo sempre in salita superando diversi piccoli rivoli fino a giungere a un ponticello di legno che consente di attraversare il torrente Viola Bormina (2225 m). All’inizio del ponte troveremo un’indicazione (un bollo rosso e bianco con la scritta BIV) che invita a proseguire lungo la stradina, sebbene sia anche possibile imboccare un sentiero che procede tenendosi sulla sinistra orografica della valle. Entrambi i percorsi si ricongiungeranno nei pressi della Baita del Pastore, un rudere di baita a 2368 metri. Ci siamo ormai addentrati nel ramo occidentale della valle e poco più avanti incontreremo un bivio dove prenderemo a sinistra seguendo le indicazioni e lasciando a destra il sentiero diretto al passo e capanna Dosdè. Il sentiero di qui a poco inizia a salire ripido tra ghiaioni e sfasciumi. Dovremo prestare attenzione a delle frecce sempre di colore rosso che indicheranno la via più agevole per compiere gli ultimi metri fino ad arrivare al bivacco. Qui infatti il tracciato originario è stato in parte cancellato da delle franate. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/bivacco_caldarini_val_cantone_di_dosde/bivacco_caldarini_val_cantone_di_dosde.html) | Autore: G. Meneghello - www.clickalps.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ELEMENTI DI INTERESSE**Ghiacciai della vedretta di Dosdè | Corno di Dosdè **ALPINISMO**Cima orientale di Lago Spalmo | Cima Viola | Cima Saoseo | Pizzo Dosdè [Vedi tutti i bivacchi della Val Grosina »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Arnoga, Val Grosina, Val Viola --- ### [Bivacco Cantoni Maurilio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-cantoni-maurilio/) **Published:** Agosto 29, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge a 2625 m. in cima al Dosso Penegaglia, crinale spartiacque fra la Val Lia e la Val Cardoné ormai ai piedi della Vedretta di Piazzi.Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina - Valdidentro](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EEA** *- Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura* \[/mks\_highlight\] Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Isolaccia **Quota di partenza:** 1345 m | **Dislivello:** 1350 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Bormio **Tel.** N.D. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il Bivacco Maurilio Cantoni si trova sull’ampio crinale del Mòt Penéglia, che divide la val Lia dalla val Cardone’, su un dosso di tipo morenico ai piedi della vedretta settentrionale della cima dei Piazzi, visibile dal bivacco. La struttura sorge in una posizione molto panoramica poiché domina tutta la Valdidentro e le due valli di accesso allo stesso, Lia e Cardonè. Oltre ad essere il punto di appoggio tuttora più utilizzato per raggiungere la cima dei Piazzi o la Rinalpi è già di per sé un’ottima e soddisfacente escursione consigliabile anche a chi non volesse avventurarsi con piccozze, corde e ramponi. **Storia**Il bivacco fu costruito nel 1956 come base d’appoggio per l’ascesa alla cima dei Piazzi. Fu poi sostituito in tempi più recenti, nel 1988, e attualmente è caduto un èò in disuso, a favore del non lontano bivacco Cantoni, meglio attrezzato e confortevole per chi volesse pernottarvi in vista della Piazzi. **Il percorso**Da Bormio proseguire per circa 10km lungo la statale 301 del Foscagno, fino ad incontrare un ponte sul torrente Viola, alle porte del paese di Isolaccia. Appena prima di attraversarlo si deve svoltare a sinistra verso il “campo sportivo”, dove potremo lasciare la nostra auto e proseguire a piedi o in MTB. La strada procede per alcuni km ancora asfaltata, per poi lasciare spazio allo sterrato. Passiamo località Pezzel e arriviamo a Pesedont (1750 m) dove, giunti a un bivio, prendiamo la strada a destra in leggera discesa. Lasciando a sinistra la strada che porta all’alpe Borron, in val Lia. Dopo alcune centinaia di metri la salita, che prosegue con alcuni tratti cementati, si fa più decisa per poi spianare nuovamente. Giungiamo quindi alle baite di Cardonè (1986m), dove il percorso diventa sentiero ed è possibile procedere solamente a piedi. Qui proseguiamo dapprima in piano poi di nuovo in salita lungo il Bosco del Conte, verso i suoi pianori sommitali. Giunti a quota 2200 m e lasciato a destra il sentiero che porta al colle delle Pecore, via di collegamento con la val Verva, pieghiamo verso sinistra verso “il Corno”, la cui mole rocciosa è ben visibile a Est. Dopo aver nuovamente superato un torrentello iniziamo un tratto a mezza costa che procede tra sfasciumi e ci porta rapidamente al dosso sopra il quale è ubicato il bivacco Ferrario. Oltre il bivacco vi è, sempre in direzione di marcia (E), una traccia di sentiero che ci porta velocemente a una conca dove troveremo un piccolo laghetto. Dopo averlo oltrepassato la traccia di sentiero prosegue in salita fino ad una sella, a quota 2460 m circa, che mette in comunicazione con l’adiacente val Lia. Qui il sentiero si congiunge con quello proveniente da tale valle e prosegue fino al bivacco Maurilio Cantoni (2625 m, 45’ dal biv. Ferrario), ai piedi della parete Nord della cima dei Piazzi. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/bivacco_cantoni_cima_piazzi/bivacco_cantoni_cima_piazzi.html) | Autore: G. Meneghello - www.clickalps.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ELEMENTI DI INTERESSE** Il panorama sulla Valdidentro | Elementi geomorfologici di natura glaciale lungo la vedretta dei Piazzi **TRAVERSATE**Bivacco Ferrario Paolo **ALPINISMO**Cima dei Piazzi **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Cantoni.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Val Grosina »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Isolaccia, Val Grosina, Valdidentro --- ### [Bivacco Ferrario Paolo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-ferrario-paolo/) **Published:** Agosto 29, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge a 2340 m. su un dosso roccioso posto nella conca morenica alle spalle (SSW) del Corno. Punto d’appoggio sotto il bivacco Cantoni.Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina - Valdidentro](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EEA** *- Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura* \[/mks\_highlight\] Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Isolaccia **Quota di partenza:** 1345 m | **Dislivello:** 1020 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** CAI Sezione di Dervio **Tel.** +39 0341 851013 **Itinerario Sintetico:** 1. Isolaccia (m 1345) | 2. Baite di Cardonè (m 1986) | 3. Bivacco Ferrario (m 2340) \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il Bivacco Paolo Ferrario è situato a 2340 metri su un dosso roccioso situato ai piedi della parte occidentale della vedretta dei Piazzi. Dal bivacco è velocemente raggiungibile “il Corno”, punto panoramico posto a quota 2378 m in direzione Nord. Allontanandosi leggermente dalla parete Nord della soprastante cima dei Piazzi (3439 m) è infatti possibile ammirarne meglio le morene e i ghiacciai, oltre che le possenti pareti Nord dei corni di Verva, che ne delimitano la lingua occidentale della vedretta. Da questo punto è inoltre possibile aprire lo sguardo verso la valle, fino ad ora in gran parte nascosta. **Il percorso**Da Bormio proseguire per circa 10km lungo la statale 301 del Foscagno, fino ad incontrare un ponte sul torrente Viola, alle porte del paese di Isolaccia. Appena prima di attraversarlo si deve svoltare a sinistra verso il “campo sportivo”, dove potremo lasciare la nostra auto e proseguire a piedi o in MTB. La strada procede per alcuni km ancora asfaltata, per poi lasciare spazio allo sterrato. Passiamo località Pezzel e arriviamo a Pesedont (1750 m) dove, giunti a un bivio, prendiamo la strada a destra in leggera discesa. Lasciando a sinistra la strada che porta all’alpe Borron, in val Lia. Dopo alcune centinaia di metri la salita, che prosegue con alcuni tratti cementati, si fa più decisa per poi spianare nuovamente. Giungiamo quindi alle baite di Cardonè (1986m), dove il percorso diventa sentiero ed è possibile procedere solamente a piedi. Qui proseguiamo dapprima in piano poi di nuovo in salita lungo il Bosco del Conte, verso i suoi pianori sommitali. Giunti a quota 2200 m e lasciato a destra il sentiero che porta al colle delle Pecore, via di collegamento con la val Verva, pieghiamo verso sinistra verso “il Corno”, la cui mole rocciosa è ben visibile a Est. Dopo aver nuovamente superato un torrentello iniziamo un tratto a mezza costa che procede tra sfasciumi e ci porta rapidamente al dosso sopra il quale è ubicato il bivacco Ferrario. Da qui come detto è consigliabile raggiungere il punto panoramico de “Il corno”, facilmente riconoscibile in direzione Nord. Per chi volesse procedere oltre il bivacco vi è, sempre in direzione di marcia (E), una traccia di sentiero che ci porta velocemente a una conca dove troveremo un piccolo laghetto. Dopo averlo oltrepassato la traccia di sentiero prosegue in salita fino ad una sella, a quota 2460 m circa, che mette in comunicazione con l’adiacente val Lia. Qui il sentiero si congiunge con quello proveniente da tale valle e prosegue fino al bivacco Maurilio Cantoni (2625 m, 45’ dal biv. Ferrario), ai piedi della parete Nord della cima dei Piazzi. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/bivacco_ferrario_cima_piazzi/bivacco_ferrario_cima_piazzi.html) | Autore: G. Meneghello - www.clickalps.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ELEMENTI DI INTERESSE** Il panorama sulla vallata sottostante | Elementi geomorfologici di natura glaciale | Le pareti del corno di Sinigaglia e dei corni di Verva **TRAVERSATE**[Bivacco Cantoni Maurilio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-cantoni-maurilio/) **ALPINISMO**Cima dei Piazzi [Vedi tutti i bivacchi della Val Grosina »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Isolaccia, Val Grosina, Valdidentro --- ### [Bivacco Strambini Duilio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-strambini-duilio/) **Published:** Agosto 29, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge a 2530 m. in alta Val di Sacco, a S del Passo di Sacco, poco a valle del lago Sapellaccio.Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Malghera **Quota di partenza:** 1937 m. | **Dislivello:** 630 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Grosio **Tel.** +39 0342 847223 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal nucleo rurale di Malghera (1937 m) si prosegue verso nord entrando in Val de Sach. Alla testata della valle, percorso il pianeggiante e paludoso pascolo del Pian di Baitìn, si risale tenendosi leggermente a sinistra un evidente risalto morfologico e si guadagna la conca dove è situato il bel Lach del Zapélàsc (Lago Sappellaccio, m 2579), poco prima del quale è posto il Bivacco, immediatamente a Sud del Pas de Sach, che conduce in Val Viola Poschiavina. L’escursione prevede 630 m di dislivello e 2 ore di cammino. Il Bivacco ricorda Duilio Strambini, forte e generoso alpinista grosino, Guida Alpina, caduto in Grigna nel 1978 per la beffa di un fulmine. Il suo Bivacco, posto nella meravigliosa conca del Zapélàsc, dove è incastonato l’omonimo laghetto di origine glaciale, ricorda appunto la sua figura di alpinista, pacato e sempre sorridente. \[...\] Ogni anno i suoi amici e la Pro Loco di Grosio organizzano una gara-camminata che lo raggiunge partendo da Fusìn. Quest’anno la gara-camminata è prevista per domenica 14 settembre, ed è organizzata dall’Org. Atl. Alta Valtellina (tel.: 0342 801894). Per raggiungere il Lach de Zapélasch partendo dal bivacco, si procede seguendo i segnavia bianco-rossi ed una traccia di sentiero che sormonta un canalino di sfasciumi e si affaccia sulla bella piana ai margini della quale è adagiato lo specchio d’acqua, che rimane un po’ più in basso rispetto al punto raggiunto dal sentiero. Per salire al passo di Sacco, infine, si prosegue sul lato opposto della conca, rispetto al laghetto; sempre guidati da alcuni segnavia, si lascia alla propria destra un versante un po’ ripido e, sfruttando un secondo canalino (che, per chi sale, dà l’impressione di terminare direttamente con il passo), si sale ad un’ultima conca, ai piedi del passo. Alcuni tornantini, infine, si fanno strada su un terreno di sassi mobili, fino alla sella, dalla quale ottima è la visuale sulla Valle di Campo laterale della valle di Poschiavo, in territorio svizzero, e sul suo grazioso laghetto. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_bormio_livigno/bivacco_strambini_val_grosina/bivacco_strambini_val_grosina.html) | Autore: Peretti G. – Alpinia Editrice* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**[Rifugio Saoseo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-saoseo/) | Lago Sapellaccio | Passo di Sacco **ALPINISMO**Cima Saoseo | Pizzo del Teo [Vedi tutti i bivacchi della Val Grosina »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Lago Sappellaccio, Val di Sacco, Val Grosina --- ### [Bivacco Salina](https://www.montagnenostre.net/bivacco-salina/) **Published:** Agosto 29, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge all’alpe Salina di Mazzo, a quota 2174 metri.Gruppo Montuoso:** Alpi Retiche Occidentali (Italia) **Valle:** [Val Grosina - Valdidentro](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Vione, frazione di Mazzo **Quota di partenza:** 580 m | **Dislivello:** 1600 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 2 posti (6 con sacco a pelo) **Gestione:** Comune di Mazzo in Valtellina (SO) **Tel.** +39 0342 861014 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il comune di Mazzo in Valtellina si trova sul versante orientale della valle (sulla destra, per chi sale verso Bormio), ma nel suo territorio ricade anche una parte del versante montuoso occidentale, che separa la Valtellina dalla Val Grosina. Proprio su questo versante è stato recentemente attrezzato un nuovo bivacco, all'’alpe Salina, a 2174 metri di quota. Si tratta di una struttura utilissima per chi voglia percorrere il Sentiero Italia, nella sezione che da Tirano passa in Val Grosina e la attraversa interamente, per poi congiungersi con l’'Alta Via della Magnifica Terra. Il bivacco Salina, infatti, si trova più o meno a metà strada fra l’alpe Schiazzera, dove si trova il rifugio omonimo, e Malghera, in Val Grosina, località nela quale, pure, si trova un rifugio. Chi fosse, dunque, sorpreso da maltempo nella traversata Schiazzera-Malghera, seconda tappa di questa sezione del Sentiero Italia, sa di poter contare su un ricovero prezioso. Si può, tuttavia, salire al bivacco direttamente dal fondovalle, per la via più breve, da Vione, frazione di Mazzo. Si tratta di una salita faticosa (4 ore, necessarie per superare 1600 metri di dislivello), ma molto interessante. Per raggiungere Vione, usciamo dalla ss. 38 dello Stelvio, nel tratto fra Tirano e Grosio, allo svincolo, sulla destra, per Mazzo, raggiungiamone il centro e proseguiamo fino ad imboccare l ponte che ci fa passare dal versante orientale (di destra, per noi che saliamo verso Grosio) a quello occidentale della Valtellina. Al termine del ponte, stacchiamoci subito dal tracciato della vecchia ss. 38, sulla sinistra, seguendo le indicazioni per Vione. Troviamo subito la trecentesca chiesa di S. Abbondio. A sinistra della chiesa si trova un piccolo parcheggio, dove possiamo lasciare l’automobile, a quota 580 metri circa. Dobbiamo proseguire a piedi, con una camminata di circa quattro ore, perché la strada che sale sul fianco del monte sopra Vione è chiusa al traffico. Si tratta però di una bella camminata, che si affronta volentieri, anche nel periodo invernale, se non c’è troppa neve. La strada risale lungo le case di Vione (ignoriamo una deviazione a sinistra) e, nella parte alta, piega a destra, diventando un ripido tratturo. Superato il cartello di divieto di transito, iniziamo la salita in una cornice tranquilla, silenziosa e luminosa (qui, anche d’inverno, la luce non manca, ed il sole, con il suo gradito tepore, accompagna i nostri passi). Boschi di castagni circondano la strada, il cui fondo in asfalto cede il posto ad un fondo sterrato. Si potrebbe anche pensare di effettuare la salita in mountain-bike, ma la pendenza è sempre piuttosto ripida, e gli sforzi sarebbero davvero considerevoli. La salita avviene lungo l’ampio dosso delimitato a nord (cioè alla nostra destra) dalla più modesta val Cornin ed a sud dalla profonda e cupa val Carogna (nome azzeccato, si direbbe, dal momento che la valle, nel suo tratto medio ed inferiore, è stretta, incassata, profonda ed oscura). Superiamo alcune baite ed un ponticello, guadagnando rapidamente quota. Più in alto comincia una serie regolare di tornanti. La strada, in questo tratto, tocca, nei tornanti destrorsi, il ciglio della profonda forra della val Carogna: attenzione a non sporgersi! Ad un tornante sinistrorso troviamo, in una nicchia scavata nella roccia, alla nostra destra, il crocifisso denominato “Signur de ‘l gos” e, al successivo tornante destrorso, ci ritroviamo sul ciglio del cosiddetto “crap de ‘l Sant”, sul luogo legato ad un’antica leggenda, che parla di una prodigiosa seconda venuta del Bambin Gesù. Si tratta di un vallone dirupato, che scende, con un salto di circa duecento metri, fino al cuore tenebroso della val Carogna. Di recente è stato costruito un muretto di protezione, perché scivolare giù dal ciglio sarebbe cosa da non augurare neanche al peggiore nemico. Dal cuore della forra sembra emergere un respiro gelido, e sale il rumore del torrente che ne percorre il fondo. Il fianco dirupato del versante opposto della valle è davvero impressionante. Narrano che su questo versante lavorasse, un giorno, un gruppo di boscaioli, che si misero a bestemmiare per la fatica connessa con il terreno ripido ed insidioso. Passava di lì il diavolo che volle cogliere l’occasione di portarsi via, all’inferno, quelle anime in peccato mortale, scagliando su di loro un enorme masso. Ma prima che potesse farlo Dio Padre, impietosito per quei poveri boscaioli, mandò ancora una volta il proprio Figlio, il Bambino Gesù, che, ponendo il proprio pugno sul masso, lo fermò prima che rotolasse sugli sventurati. Possiamo ancora vedere le impronte del pugno del Bambin Gesù e della mano del diavolo, ma dobbiamo guardare con un po’ di attenzione. Si trovano sulla roccia a destra del ciglio della strada, più o meno in corrispondenza del punto in cui si comincia ad impegnare il tornante. Non sono di grandi dimensioni: l’impronta del pugno corrisponde proprio a quella del pungo di un bambino. Sono poste a distanza di pochi centimetri l’una dall’altra, quella del pungo a sinistra rispetto all’altra. Si riconoscono perché sono concavità con bordi nettamente arrotondati, e si staccano dalle altre venature della roccia, che hanno contorni spigolosi. Siamo in prossimità della località “Zambèl”, oltrepassata la quale si raggiungono i “Mürèi” ed i prati della Motta. Proseguiamo, dunque, fino ai luminosi prati della Motta, disposti su una fascia che va dai 1350 ai 1500 metri circa. Di qui il panorama è davvero splendido, verso sud e verso est. Su una baita troveremo anche un grazioso dipinto, che raffigura Gesù Bambino fra le braccia della Madonna, circondato da S. Stefano, a sinistra, e da S. Antonio, a destra. Due sono le ore di cammino necessarie per raggiungerli partendo dalla chiesa di S. Abbondio. Proseguendo nella salita, sempre sulla strada sterrata, ne raggiungeremo il punto terminale ai prati superiori della località Campasc (m. 1701). Da qui parte un sentiero che sale deciso in una splendida pineta. Percorrendolo ed ignorando una deviazione a sinistra che punta pianeggiante al cuore della valle, usciamo dal bosco e risaliamo l’alto fianco settentrionale della val Carogna. Attraversato, verso sinistra, un valloncello laterale, che confluisce nel suo solco principale (che, a questa quota, è assai meno marcato ed impressionante), aggiriamo il fianco di un dosso ed affrontiamo l’ultimo tratto della salita. Alla fine, dopo circa 4 ore di cammino da Vione, raggiungiamo l’alpe Salina (m. 2174), dove si trova anche l’omonimo bivacco, che si presenta, improvviso, davanti ai nostri occhi. E’ la prima e più piccola delle due baite dell’alpe. Qui intercettiamo il Sentiero Italia, nel tratto che congiunge l’alpe Schiazzera, sopra Vervio, all’alpe Piana, in Val Grosina. Un cartello segnala che, proseguendo verso sinistra (sud), possiamo raggiungere in 2 ore di cammino il lago di Schiazzera, in 4 ore Pra’ Baruzzo ed in 6 Tirano. Proseguendo verso destra, invece, ci possiamo portare in 2 ore e 25 minuti di camino all’alpe Piana, in 4 ore all’alpe Guinzana ed in 5 ore e 15 minuti a Malghera. Un’ultima indicazione, per grandi camminatori: seguendo il sentiero Italia verso sud, cioè verso il lago di Schiazzera, possiamo affacciarci all’ampia conca dell’alpe e scendere direttamente, senza effettuare l’ampio giro che conduce al lago, al rifugio Schiazzera, dal quale, poi, su breve mulattiera e successiva pista sterrata, possiamo cominciare una lunga discesa che, passando per Susen, conduce a Vervio, sul fondovalle. Da Vervio possiamo, infine, salire a recuperare l’automobile a Vione, dopo circa 10 ore di cammino. *Fonte: [paesidivaltellina.com](http://www.paesidivaltellina.it/salinevartegna/index.htm) | Autore: M. Dei Cas* \[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutti i bivacchi della Val Grosina »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valgrosina-bivacchi/) **Categorie:** Val Grosina **Tag:** Alpi Retiche, Alta Via della Magnifica Terra, Sentiero Italia, Val Grosina, Valdidentro --- ### [Tirolo per scialpinisti, itinerari e offerte](https://www.montagnenostre.net/tirolo-per-scialpinisti-itinerari-e-offerte/) **Published:** Gennaio 11, 2018 **Author:** Redazione **Content:** #### Di rifugio in rifugi, sugli sci, lungo itinerari di più giorni, adatti anche a principianti, approfittando magari di una buona offerta! Importante: sicurezza e senso di responsabilità sul terreno alpino hanno sempre la massima priorità. **NOVITA', EVENTI E OFFERTE SPECIALI** [**Camp di sci alpinismo di due giorni**](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45455&F=H) , in lingua inglese, si tengono nel **Rofan a Maurach am Achensee,** nelle date **20-21 gennaio, 3-4 febbraio e 10-11 febbraio 2018**. Coaches esperti spiegano come ci si comporta in modo corretto in montagna e non solo nelle situazioni di soccorso. Dopo la teoria si passa alla parte pratica con l’attrezzatura delle principiali marche nel settore dello sci. Si accettano fino a 40 partecipanti per ogni data, iscrizioni presso l'Achensee Tourismus. Le guide alpine qualificate della regione organizzano anche tour individuali. Proposte per tour di sci alpinismo sono inoltre disponibili sulla mappa interattiva [maps.achensee.com](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45456&F=H) (informazioni in inglese). **Un esclusivo fine settimana di sci alpinismo nell'Osttirol**Ad oltre 1.800 metri d'altitudine, la baita Lesachalm è il punto di partenza ideale per un week-end di tre giorni di sci alpinismo e due notti tra gli incantevoli Tremila del gruppo Schober. Hochschober, Kalser Törl, Glödis Törl o Böses Weibele sono solo alcune delle possibilità che fanno battere il cuore allo sci alpinista. La malga apre esclusivamente per gli ospiti che prenotano l'offerta “[Lesach Alm exklusiv](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45474&F=H)” (informazioni in tedesco). A disposizione una guida alpina che parla italiano. **Una settimana, tre vette, tre paesi…** Il **[“DREILÄNDERskiRO“](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45458&F=H)** e la regione **Tiroler Oberland** offrono settimane di tour di sci alpinismo in quattro date diverse per principianti e sci alpinisti avanzati. Oltre a tre tour di sci alpinismo guidati nel triangolo tra Austria, Italia e Svizzera, il **pacchetto all-inclusive** prevede anche un programma molto vario con possibilità di provare l'arrampicata su ghiaccio e un'escursione con la racchette da neve. Le guide alpine parlano anche inglese. **L'Alpinschule Innsbruck (ASI)** offre numerosi tour di sci alpinismo e settimane di tour, tra cui per esempio il corso combinato di neve profonda e tour di sci alpinismo Silvretta “[Kombikurs Tiefschnee und Skitouren Silvretta](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45475&F=H)” (informazioni in tedesco). I partecipanti apprendono le abilità necessarie per compiere tour sicuri e piacevoli nella neve ed esplorano l'ampio territorio intorno al rifugio Heidelberger Hütte. **ITINERARI ALPINISTICI DI PIU' GIORNI Osttirol.** Il tour [Skiroute Hoch Tirol](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45460&F=H) è considerato tra i più impressionanti attraversamenti scialpinistici del Tirolo e delle Alpi Orientali. Supera **oltre 18.000 metri di dislivello e 140 chilometri**, da fare in soli **sei giorni**. Durante il tour gli sci alpinisti pernottano in rifugi in alta quota, come per esempio il rifugio Stüdlhütte a 2.801 metri d'altitudine. La Skiroute Hoch Tirol conduce **attraverso le vette del massiccio del Venediger fino al Großglockner**, che con i suoi 3.798 metri è la più alta montagna dell'Austria. Una piacevole discesa fino al paese di Kals am Großglockner è attesa l’ultimo giorno. L’itinerario[ Hoch Tirol Süd](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45461&F=H) (in tedesco) è il fratello minore del Tour Hoch Tirol. Un po' più corto, ma altrettanto spettacolare, conduce in **quattro giorni**, attraverso il selvaggio **gruppo Schobergruppe**, partendo da Lienz per arrivare fino al Großglockner. In totale si devono superare **4.028 metri di dislivello e 50 chilometri**. Le guide alpine di Kals parlano anche italiano. **Alpi di Kitzbühel.** Le dolci montagne ricoperte di prati delle valli laterali Kelchsau, Windau e Spertental sono ideali per un'[attraversamento di quattro giorni nelle Alpi di Kitzbühel](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45462&F=H). Il primo giorno inizia con un tour ad anello dalla Kelchsau sul Feldalphorn allo Schwaigerberghorn. Il secondo giorno si sale da Kelchsau allo Schafsiedel, e il terzo giorno si incontra una piccola sfida di resistenza: 1.325 metri di dislivello in salita e a seguire una lunga discesa dallo Steinbergstein alla valle Windautal. Da lì il quarto giorno si sale sul Gerstinger Joch e si conclude l'attraversamento delle Alpi di Kitzbühel con la traversata della valle Spertental. È possibile anche prolungare l’esperienza di due giorni, servendosi degli impianti di risalita: vedi L'[attraversamento delle Alpi di Kitzbühel in sei giorni](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45463&F=H) . Nelle Alpi di Kitzbühel è a disposizione degli sci alpinisti la mappa gratuita [Skitouren-Regionskarte](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45464&F=H) con oltre 20 proposte di tour. La mappa degli sci tour in scala 1:35000 è disponibile in tutti gli uffici turistici della regione Alpi di Kitzbühel e può essere ordinata gratuitamente anche online. **Da Kals nell'Osttirol fino alla valle Zillertal** Indicato per sci alpinisti ambiziosi accompagnati da guide alpine esperte. Il tour dura una settimana con partenza il primo giorno dalla baita **Lucknerhaus**, e conduce fino alla vallle Hochzillertal attraverso i Tauri di Kals, il Granatscharte, il Großvenediger, il Großer Geiger, il Roßkarscharte e il Riffkogel. Pernottamenti al Gradonna Mountain Resort Kals, al Matreier Tauernhaus e in diversi altri alberghi e rifugi del Club Alpino. Maggiori informazioni su www.zillertaler-bergfuehrer.at (informazioni in tedesco). **Alpi dell'Ötztal.** Il punto di partenza di questa impegnativa avventura sugli sci è la Gepatschhaus. La prima tappa è il Glockturm a 3.335 metri, si continua poi sul Nördergrat fino a raggiungere il più grande ghiacciaio delle Alpi orientali – il Gepatschferner – e proseguire poi per il Gepatschjoch. Pernottamento al rifugio Vernagthütte. Un highlight è la vetta della Hochvernagtspitze a 3.535 metri, mentre la conquista più bella è la vetta più alta del Tirolo del nord: la Wilspitze, 3.768 metri. Il tour termina con una salita sul Fluchtkogel e una discesa di 1.600 metri di dislivello per tornare alla Gepatschhaus. Un'ulteriore possibilità di esplorare il mondo alpino della valle Ötztal con guide alpine che parlano inglese o italiano è offerta dall'[Oase Alpincenter](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45465&F=H). Il sito web dell'[Ötztal Tourismus ](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45466&F=H) offre numerosi consigli di tour di sci alpinismo nella valle Ötztal, suddivisi secondo difficoltà, regione e lunghezza. Gli sci alpinisti trovano sul sito anche tutti i contatti delle guide alpine, hotel, malghe e rifugi nella valle Ötztal. **Altre regioni con offerte di tour di sci alpinismo.** Nel comprensorio sciistico **Venet** nella regione **TirolWest** gli sci alpinisti sono accolti cordialmente. Suggerimenti e ulteriori informazioni su [www.skitouren.tirolwest.at/home](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45467&F=H). Il sito web della regione **Wildschönau** offre una panoramica dei tour di sci alpinismo. Montagne popolari per i tour sono il Breitegg-Gern, il Große Beil, il Sonnjoch e il Lämpersberg. Per le persone che non conoscono la zona sono consigliate le guide per i tour individuali. Ulteriori informazioni sul sito web della [Wildschönau](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45468&F=H) (informazioni in inglese). Nella **valle Pitztal** innumerevoli possibilità di tour di sci alpinismo aspettano solo di essere scoperte. Rositzkogel (3.394m), Schluchtkogel (3.471m) o K2 (3.253m) sono solo alcune delle numerose mete di alta montagna con una scena glaciale mozzafiato che meritano veramente. Come servizio particolare in primavera, gli impianti **Bergbahnen am Pitztaler Gletscher e Rifflsee** offrono agli sci alpinisti salite al mattino presto. Un highlight per ogni sci alpinista è naturalmente la salita sulla montagna più alta del Tirolo del nord, la Wildspitze con 3.774m. La discesa fino al Mittelberg si compie sul Taschachferner. Le guide alpine che parlano inglese garantiscono un'esperienza alpina in sicurezza – inclusi i suggerimenti segreti per discese incontaminate. Questo sito web presenta una panoramica dei tour e delle offerte [www.pitztal.com/en/winter/activities/ski-tours](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45469&F=H). **Vademecum del corretto comportamento in montagna**Mai sopravvalutare le proprie capacità e la propria condizione fisica, perché può risultare fatale. Chi gira senza guida fuori dalle piste, deve essere responsabile di sé e degli altri. Importante portare sempre con sé un'attrezzatura da valanga (apparecchio ARVA, sonda e pala) e un cellulare; in alcuni casi anche uno zaino con airbag, che nel crollo della slavina mantiene lo sci alpinista in superficie. La preparazione migliore per ogni eventualità si ottiene gratuitamente in due giorni nei [corsi SAAC](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45470&F=H), gli “Snow and Avalanche Awareness Camps”. Con queste basi si può partire più preparati e senza pensieri per il prossimo tour di sci alpinismo. Per un ulteriore accorgimento si invita a prendere visione del rapporto aggiornato della situazione valanghe nel Tirolo austriaco su [lawine.tirol.gv.at/en/home/overview/ ](http://www.slot1.aaron.demserver.net/link.php?M=2525157&N=9386&L=45473&F=H)(in inglese). Più info su www.tirolo.com/scialpinismo *Fonte: presse.tirol.at | Foto: Sci alpinismo in Tirolo © Tirol Werbung / Mallaun Josef* **Per maggiori informazioni:***Tirol Info*Maria-Theresien - Str. 55 A- 6020 Innsbruck, Austria Tel. +43 512.5320-664 **Web:** [www.tirolo.com](http://www.tirolo.com)**E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). **Categorie:** Eventi **Tag:** regole di montagna, sci alpinismo, Tirolo, Tirolo austriaco, vademecum --- ### [Malga Stallwies](https://www.montagnenostre.net/malga-stallwies/) **Published:** Gennaio 9, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Parcheggio presso la trattoria Waldheim **Quota di partenza:** 1544 m | **Dislivello:** 380 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ore e 45 minuti **Periodo di Apertura:** Da Giugno fino a Ottobre **Posti letto:** 5 camere **Gestione:** Famiglia Stricker **Tel.** +39 340 8436985 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il sentiero conduce in numerose serpentine alla fattoria più elevata di Martello. Dalla trattoria Waldheim si attraversa prima il ponte e poi si segue il sentiero con la marcatura nr. 5. Attraverso i masi Löcher e Hochegg in salita fino al maso Stallwies (1931 m). Si ritorna sulla via dell'andata. *Fonte: sentres.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**[Malga Soy](http://www.montagnenostre.net/malga-soy-alm/) **ASCENSIONI**Punta Lasa **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Malga\_Stallwies.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** Val Martello **Tag:** bambini in montagna, Malghe, Val Martello --- ### [Il bellissimo lago Emet in uno splendido angolo dei monti dello Spluga](https://www.montagnenostre.net/il-bellissimo-lago-emet-in-uno-splendido-angolo-dei-monti-dello-spluga/) **Published:** Luglio 19, 2016 **Author:** Redazione **Content:** **Una classica passeggiata per famiglie, molto remunerativa per lo splendido paesaggio aperto sulle cime dell’alta Val San Giacomo, primi fra tutti il Pizzo Ferrè e il Tambò.**Gruppo Montuoso:**** Pizzo Ferrè – Tambò(Italia) **Valle:** Valchiavenna \[accordion\] \[toggle title=”DIFFICOLTÀ” state=”opened”\] \[mks\_highlight color=”#ffff66″\]**T** *– Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title=”ALTRE INFORMAZIONI”\] **Località di partenza:** Strada Statale 36 dello Spluga (Lago di Montespluga m 1906) **Località di arrivo:** Rifugio Bertacchi **Dislivello:** 290 m. **Tempo:** 1 ora e 45 minuti per la salita – 1 ora per la discesa **Ritorna al punto di partenza:** SI **Periodo consigliato:** Da giugno a ottobre. **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punto appoggio:** Rifugio Bertacchi **Per informazioni chiedere a:** Rifugio Bertacchi E-mail: \[/toggle\] \[toggle title=”ITINERARIO”\] Lungo la Strada Statale dello Spluga, poco dopo aver superato la diga del Lago di Montespluga, sulla destra si trovano alcune costruzioni e un piccolo parcheggio, dove si può lasciare l’auto (quota m 1906). Si imbocca una strada sterrata che sale gradatamente per i pascoli, dove è frequente incontrare le marmotte: i bambini si potranno divertire, oltre che a cercare gli animali “vivi”, anche a riconoscere nei sassi le forme di draghi, serpenti e altri esseri, che qualche mano d’artista ha anche a volte sottolineato… Dopo circa 150 metri di salita, si arriva alla sommità della lunga dorsale degli Andossi, un ampio dosso morenico che risale da Madesimo, dove il nostro sentiero si ricongiunge con quello che proviene dalla località Andossi: lasciato quindi il bivio a destra (cartelli), si prosegue entrando in un ampio circo vallivo con un percorso spettacolare, mai pericoloso, tra pascoli, sfasciumi e affioramenti rocciosi. Un ultimo tratto più esposto del sentiero, comunque molto largo, è stato attrezzato con catene e cavi metallici di sicurezza, utili in realtà solo in caso di ghiaccio, neve o molta pioggia. Si giunge infine ad affacciarsi alla conca dove si trova il bellissimo lago d’Emet: sulla sua sponda occidentale, in posizione magnificamente dominante sia il lago che la valle sottostante, si trova il [Rifugio Bertacchi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bertacchi/ "Rifugio Giovanni Bertacchi") (m 2196, 1.45 circa). *Fonte: rifugi.lombardia.it* \[/toggle\] \[/accordion\] \[mks\_separator style=”solid” height=”1″\] \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/ITI\_lagoemet.gpx”\] \[mks\_separator style=”solid” height=”1″\] **Categorie:** Escursioni **Tag:** Montespluga, trekking, Valchiavenna --- ### [Valmalenco: La cima del Sasso Nero](https://www.montagnenostre.net/valmalenco-la-cima-del-sasso-nero/) **Published:** Marzo 30, 2017 **Author:** Redazione **Content:** **Un itinerario su una delle cime con le migliori viste su tutto il gruppo del Bernina e sulla Valmalenco in generale.**Gruppo Montuoso:**** Pizzo Bernina (Italia) **Valle:** Valmalenco \[accordion\] \[toggle title=”DIFFICOLTÀ” state=”opened”\] \[mks\_highlight color=”#ffff66″\]**EE** *– Itinerario Escursionistico per Esperti*\[/mks\_highlight\] Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title=”ALTRE INFORMAZIONI”\] **Località di partenza:** Frazione San Giuseppe – Chiesa in Valmalenco (SO) **Località di arrivo:** Cima del Sasso Nero **Dislivello:** 1484 m. **Tempo:** 4 ore **Ritorna al punto di partenza:** SI **Periodo consigliato:** Da giugno a ottobre. **Particolarità:** naturalistiche – paesaggistiche **Punto appoggio:** Rifugio Lago Palù \[/toggle\] \[toggle title=”ITINERARIO”\] **ANDATA** Questo itineraio, anche se presenta un bel dislivello, si caratterizza per essere alla portata di tutti. Sicuramente si tratta di una delle cime con le migliori viste su tutto il gruppo del Bernina e sulla Valmalenco in generale. Da San Giuseppe, seguire uno degli itinerari che conducono al rifugio Lago Palù. Da qui si prosegue fino al Bocchel del Torno. Proprio alle spalle del rifugio, parte il sentiero, segnalato con i triangoli gialli dell’Alta Via, che, dopo un breve tratto in pineta, esce all’aperto sul limite dell’alpe Roggione (m. 2007). Davanti a noi, ad est, il Bocchel del Torno, separato dalla sella gemella del passo di Campolungo, alla sua destra, dal monte Roggione (m. 2361). Alla nostra sinistra, il fianco sud del complesso massiccio che culmina con le cime del Sasso Nero. Da qui si prosegue in direzione arrivo seggiovia del Sasso Nero e poi si continua su sentiero ben segnalato che in circa 2 ore raggiunge la nostra cima dalla quale si ved la testata della Valmalenco, che propone i pizzi Scerscen (m. 3971) e Bernina (m. 4050), la Cresta Güzza (m. 3869) e i pizzi Argient (m. 3945) e Zupò (m. 3995) mentre girandoci non faremo a meno di notare il Monte Disgrazia, le cime delle Orobie ed infine la piramide del Pizzo Scalino. **RITORNO** Dallo stesso itinerario di salita oppure scendendo dalla cima dallo stesso itinerario di salita, individuare la lieve traccia di discesa che conduce all’Alpe Sasso Nero. Da qui si può scendere fino all’Alpe Entova e poi fino a San Giuseppe per riprendere l’auto. Si raccomanda di non scendere “a caso” ma si raccomando massima cautela nell’individuare gli ometti che indicano la via per la discesa. *Fonte: [sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it/03_escursioni/04_impegnative/cimadelsassonero.html)* \[/toggle\] \[/accordion\] \[mks\_separator style=”solid” height=”1″\] \[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/Iti\_Sasso\_Nero.gpx”\] \[mks\_separator style=”solid” height=”1″\] #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it) **E-Mail:**[info@sondrioevalmalenco.it ](mailto:info@sondrioevalmalenco.it) #### **Una lista di articoli sulla Valmalenco:** **Categorie:** Escursioni **Tag:** escursione, Escursioni in montagna, Itinerari, Pizzo Bernina, trekking, Valmalenco --- ### [Il trekking delle Bregoline](https://www.montagnenostre.net/il-trekking-delle-bregoline/) **Published:** Maggio 22, 2017 **Author:** Redazione **Content:** **L’itinerario delle Bregoline può essere considerato un vero e proprio trekking in quanto offre all’escursionista la possibilità di attraversare ambienti estremamente diversi e caratteristici nell’arco di poche ore di effettivo cammino.**Gruppo Montuoso:**** Dolomiti Friulane (Italia) **Valle:** Val Cimoliana – Val Settimana \[accordion\] \[toggle title=”DIFFICOLTÀ” state=”opened”\] \[mks\_highlight color=”#ffff66″\]**E** *– Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title=”ALTRE INFORMAZIONI”\] **Località di partenza:** Val Cimoliana – Pian Melùth (1163 m) **Località di arrivo:** Val Settimana – Pont del Ciartèr (867 m) **Tempo:** 9/10 ore **Peculiarità panoramiche:** ampio panorama sul versante dolomitico del Parco **Peculiarità Botaniche:** presenza di endemici flogistici **Peculiarità faunistiche:** possibilità osservazione fauna alpina (Camosci, Marmotte e Gallo Cedrone) **Periodo consigliato:** Da Giugno a Settembre. **Segnavia:** CAI 370 **Punto d’appoggio:** Casera Roncada, Casera Bregolina Grande, Casera Bregolina Piccola **Punti di interesse:** Ghiaione di Sciol Mont, Forcella della lama (pozza d’acqua in forcella), Sciol de la stua (resti di una antica diga in pietra e legno), Forra di Cerosolin (forra naturale) \[/toggle\] \[toggle title=”ITINERARIO”\] Dalla località **Pian Melùth** (nei pressi del Rifugio Pordenone, raggiungibile dall’abitato di Cimolais lungo la strada della Val Cimoliana) l’itinerario ha inizio imboccando l’ampia e ghiaiosa **valle del Sciol de Mont**. Il tracciato risale i ghiaioni della valle fino a piegare a destra (attraversamento del rio con acqua) e penetrare nel caratteristico bosco di abeti e larici della Roncada, frequentato dal **gallo cedrone**. Con una breve e meritevole deviazione (indicazione) si può raggiungere il pascolo dell’omonima Roncada (ricovero in legno, aperto) e proseguire a raggiungere la **Forcella della Lama**, eccezionale punto di osservazione paesaggistico (panorama dolomitico verso gli Spalti di Toro Bregolina piccola ed i Monfalconi) e faunistico (finestra sulla prateria animata dalla presenza di marmotte e camosci). Superato un altipiano (Pian dela Casera Vescia) ed un’ultima forcella (Forcella Savalòns), dove è possibile osservare la fioritura tardo estiva dell’endemismo floristico genziana di Froelich, il sentiero scende in breve alla **Casera Bregolina Grande** (aperto vano ricovero). L’itinerario prosegue discendendo l’ampio pascolo ed il sottostante bosco d’abete fino a raggiungere ed attraversare un rio (Sciol dela Stua). Il sentiero, ora immerso nel bosco di faggio, oltrepassati altri rii, raggiunge il prato-pascolo di fondovalle (Pian Palàth) per riprendere poi a salire il versante opposto fino a raggiungere i pascoli e la **Casera Bregolina Piccola** (aperto vano ricovero). Un ultimo tratto in salita conduce alla soprastante Forcella del Dof e riprende decisamente a scendere lungo il versante opposto nel bosco ricco di abeti e larici fino ad uscire al pascolo della **Casera Col d’Aniei** (ricovero spartano, aperto). Da qui il sentiero imbocca la **valle del Rio Cerosolin**, caratterizzata da una profonda forra, attraversando con moderata pendenza i ripidi versanti su una traccia scavata in roccia ed agevolata dalla presenza di passaggi in legno e pietra fino a raggiungere la Val Settimana (località Pont del Ciarter, parcheggio; da qui è possibile raggiungere Claut lungo la strada della Val Settimana). *Fonte: [parcodolomitifriulane.it](http://www.parcodolomitifriulane.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] [SCARICA SCHEDA PERCORSO E MAPPA](http://www.parcodolomitifriulane.it/wp-content/uploads/2017/04/Bregoline_PNDF.pdf) #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.parcodolomitifriulane.it](http://www.parcodolomitifriulane.it) **E-Mail:**[info@parcodolomitifriulane.it ](mailto:info@parcodolomitifriulane.it) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Dolomiti Friulane, Itinerari, Parco Naturale Dolomiti Friulane, traversate, trekking --- ### [Escursione per il Monte Chiarescons](https://www.montagnenostre.net/escursione-per-il-monte-chiarescons/) **Published:** Maggio 22, 2017 **Author:** Redazione **Content:** **Escursione impegnativa su terreni selvaggi su sentiero segnato ma talvolta poco intuitivo; la zona è decisamente poco frequentata, priva di punti d’appoggio e richiede vera esperienza escursionistica e in parte alpinistica.**Gruppo Montuoso:**** Dolomiti Friulane (Italia) **Valle:** Val Cimoliana – Val Settimana \[accordion\] \[toggle title=”DIFFICOLTÀ” state=”opened”\] \[mks\_highlight color=”#ffff66″\]**EE** *– Itinerario Escursionistico per Esperti*\[/mks\_highlight\] Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title=”ALTRE INFORMAZIONI”\] **Località di partenza:** Forni di Sotto (UD) (777m) **Località di arrivo:** Forni di Sotto (UD) (777m) **Dislivello:** 1391 m. **Tempo:** 6/8 ore **Peculiarità geologiche:** pareti e paesaggi dolomitici **Peculiarità Botaniche:** antiche faggete, flora delle rupi e dei ghiaioni **Peculiarità faunistiche:** Abbondanza di cervi e camosci, galliformi, aquila. Zone sporadicamente frequentate da orso e lince. **Periodo consigliato:** Da Giugno a Ottobre. **Segnavia:** segnavia bianco rossi CAI 364, bollini rossi da fine sentiero fino in cima **Punto d’appoggio:** Nessuno **Punti di interesse:** Fiume Tagliamento, Teleferica Val Poschiadea, esperienza wilderness, panorami grandiosi \[/toggle\] \[toggle title=”ITINERARIO”\] Le difficoltà alpinistiche di questo sentiero sono basse e nel tratto finale (I° grado UIAA) ma bisogna avere il piede saldo: il canale-camino dopo la forcella Col Della Valle, sotto la cresta terminale, è ripido ed esposto. Dall’abitato di Forni di Sotto si scende fino alla frazione di Vico e poi, seguendo le indicazioni per la “Val Poschiadea” la strada asfaltata che scende al guado sul Tagliamento (690 m. s.l.m, di solito da fare in auto o in acqua). Attraversato il Tagliamento inizia la strada sterrata (segnavia 364) che seguiamo fino ai Fienili Covardins (952 m. s.l.m) e poi il sentiero fino alla stazione di partenza della vecchia teleferica per il legname.. Restando a sinistra del torrente fino in località Rubarai, al bivio si abbandona il segnavia 364 per proseguire diritti. Il sentiero è segnalato ma ora è decisamente più ripido e selvaggio con due attraversamenti del torrente (ultima risorsa idrica) non di immediata individuazione. Si continua così a salire in ambienti poco frequentati e selvatici arrivando ai piedi delle stupende pareti nord del Chiarescons, per percorrere poi tutta la fantastica valle dove è piuttosto difficile seguire il sentiero tracciato fino alla panoramica forcella Col della Valle (1820 m). s.l.m.). Dalla forcella si sale a destra seguendo i bollini segnavia rossi, per gli erti prati alti del Chiarescons fino ad una paretina di due o tre metri, che presenta difficoltà alpinistiche contenute; superata l’asperità per un canalino ghiaioso si raggiunge la prima cima ( I° UIAA) Proseguendo lungo la cresta e scendendo di un paio di metri sul versante sud fino alla cima contrassegnata dalla croce 40 minuti (2168 m. s.l.m.). Da qui si gode di un panorama mozzafiato che spazia dall’Amariana di Tolmezzo alla Croda di Toni e alle più famosissime tre cime. *Fonte: [parcodolomitifriulane.it](http://www.parcodolomitifriulane.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] [SCARICA SCHEDA PERCORSO E MAPPA](http://www.parcodolomitifriulane.it/wp-content/uploads/2017/04/Chiarescons_PNDF.pdf) #### **Per ulteriori informazioni:** **Web:** [www.parcodolomitifriulane.it](http://www.parcodolomitifriulane.it) **E-Mail:**[info@parcodolomitifriulane.it ](mailto:info@parcodolomitifriulane.it) **Categorie:** Escursioni **Tag:** Dolomiti Friulane, Itinerari, Parco Naturale Dolomiti Friulane, trekking --- ### [Rifugi Averau, Nuvolau, 5 Torri e lago di Limides: Escursione ad anello partendo dal passo Falzarego.](https://www.montagnenostre.net/rifugi-averau-nuvolau-5-torri-e-lago-di-limides-escursione-ad-anello-partendo-dal-passo-falzarego/) **Published:** Luglio 26, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Il giro del gruppo dell'**Averau**, **Nuvolau** e i monoliti delle **Cinque Torri** è senz'altro un'escursione tre le più appaganti nelle Dolomiti. I vari giri che si possono intraprendere in questo gruppo sono davvero innumerevoli, sia per i più esperti sia per i meno allenati, infatti i punti d'accesso sono molti: sia per auto raggiungendo il Passo Giau o Falzarego o il rifugio Cinque Torri, sia tramite seggiovia, dal Passo Giau al rifugio Averau o da Cortina al rifugio Scoiattoli. Di livelli di difficoltà ce ne sono diversi, si possono intraprendere vie ferrate salendo dal passo Giau alla Ra Gusela e successivamente alla ferrata dell'Averau, arrampicate varie, la classica palestra di roccia dei cortinesi alle Cinque Torri, varie escursioni che possono raggiungere anche i mille metri di dislivello oppure semplici passeggiate salendo appunto in seggiovia ai vari rifugi. La vicinanza a Cortina e la facilità di raggiungere questi rifugi rende questi posti molto affollati soprattutto d'estate ma il panorama a 360 gradi che offrono sicuramente farà valere la pena di essere visitati. L'escursione che vi propongo oggi parte dal **Passo Falzarego** a quota **2117 metri** e arriva al punto massimo al **rifugio Nuvolau** a quota **2575 metri** passando al ritorno per il **lago di Limides**. Il **dislivello** totale è di circa **700 metri** ben distribuiti considerando i vari saliscendi. La segnaletica dei vari sentieri vista la mole di turisti che richiama è ben segnata. Lasciamo la macchina al parcheggio del passo Falzarego e prendiamo il **sentiero CAI 441** che porta alla forcella Averau. Il primo tratto di sentiero offre un panorama stupendo su tutto il Lagazuoi e le Tofane. Dopo circa tre quarti d'ora di cammino arriviamo al primo bivio, tra il sentiero CAI 441 e il sentiero CAI 422, che portano entrambi alla forcella dell'Averau, solo che il 422 devia per Croda Negra, procediamo per il 441. Una volta arrivati alla **forcella Averau** a quota **2435 metri** il panorama si apre su tutti i principali gruppi Dolomitici tra cui la regina, La Marmolada. Arrivati alla forcella Averau il sentiero si fa a dir poco spettacolare, si apre a pieno il panorama sulla Marmolada, sul Civetta, Le Pale di san Martino, il Gruppo del Sella, il Catinaccio, e in lontananza anche il Sasso Lungo. Proseguiamo sempre per il fantastico sentiero CAI 441 che ci porta alla **forcella Nuvolau** a quota **2416 metri**. Qui comincia ad affollarsi di gitanti in quanto c'è l'arrivo della seggiovia dal passo Giau e più sotto l'arrivo della seggiovia da Cortina al rifugio Scoiattoli. Alla forcella del Nuvolau è situato il **rifugio Averau** a quota **2413 metri**. Da qui si può salire al **rifugio Nuvolau** a quota **2575 metri** per l'evidente sentiero. Una volta arrivati al rifugio Nuvolau si scende al rifugio Scoiattoli e Cinque Torri per ammirare da vicino le Cinque Torri. Per tornare al passo Falzarego invece di tornare per la classica strada consiglio di risalire fino alla forcella Averau, da qui seguire le indicazioni per il rifugio Col Gallina in modo da passare per il **lago di Limides** per ammirare i suoi giochi di luce e le Dolomiti che si specchiano nel bacino. < \\br> #### [Scopri tutto sulle mie escursioni](http://www.volpidelvajolet.it/p/escursioni.html) *Fonte: [volpidelvajolet.it](http://www.volpidelvajolet.it) - Autore: Luca Mattiello (Appassionato di Montagna)* **Categorie:** Diari di Montagna, Escursioni **Tag:** Cinque Torri, diari di montagna, Dolomiti, escursioni, Escursioni in montagna --- ### [Più impianti, più piste, più divertimento](https://www.montagnenostre.net/piu-impianti-piu-piste-piu-divertimento/) **Published:** Dicembre 11, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Il ponte dell’Immacolata è da sempre un banco di prova importante per l’avvio della stagione invernale e il comprensorio **San Martino di Castrozza-Passo Rolle** si presenta al cancelletto di partenza con [quasi 50 chilometri di piste aperte](http://www.sanmartino.com/IT/bollettino-neve-piste-impianti/), **collegamento Ces-Tognola compreso**. Ai molti impianti in funzione da oggi, si aggiungeranno **dall’8 dicembre** anche la cabinovia **Colverde** e la funivia **Rosetta**, che consentiranno di raggiungere in pochi minuti l’**Altopiano delle Pale**, paradiso per ciaspolatori e scialpinisti a **2700 metri di quota**. Gli amanti dello **sci nordico**troveranno a loro disposizione un anello di **tre chilometri a Passo Rolle** e uno di pari lunghezza a **Passo Cereda**. Attivo fino a domenica un **servizio skibus gratuito** che collegherà le aree sciabili e permetterà di raggiungere comodamente le piste anche da Primiero. Tanti gli spunti per concludere in bellezza queste prime giornate sulla neve: **San Martino di Castrozza** dall’8 al 10 dicembre saluterà l’inizio della stagione con [Benvenuto Inverno](http://www.sanmartino.com/IT/benvenuto-inverno/), mercatino del gusto dove assaporare le delizie della tradizione dolomitica allietati da musica folk e dall’arrivo dell’amato San Nicolò, pronto a dispensare doni ai bambini più buoni. Non mancheranno le spaventose incursioni dei **Krampus**, con tanto di campanacci, corni e forche, che daranno vita ad uno spettacolo davvero mostruoso. Da venerdì riaprirà i battenti anche il [Mercatino di Natale di Siror](http://www.sanmartino.com/IT/mercatini-di-natale/) e per tre giorni torneranno ad accendersi i riflettori sul **più antico Christkindlmarkt del Trentino**, in attesa del gran finale di domenica 17. Le atmosfere natalizie e le tradizionali casette in legno coloreranno a festa anche la contrada di Fiera di Primiero, che farà da sfondo ad un emozionante**presepe vivente** e ad una **spettacolare fiaccolata** che vedrà protagonista **Babbo Natale**, accompagnato da simpatici lama. **Venerdì 8 dicembre** verrà inaugurato anche l’[Angolo Artigianale Natalizio di Imèr](http://www.sanmartino.com/IT/mostra-artigianale-natalizia/), un’ulteriore occasione per trovare idee regalo fantasiose, partecipare a interessanti laboratori e assaggiare deliziosi dolcetti dell’avvento. *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: San Martino di Castrozza Passo Rolle ©credits Marco Trovati* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Mercatini di Natale, Pale di San Martino --- ### [Bivacco CAI Tarvisio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-cai-tarvisio/) **Published:** Dicembre 11, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **E' Situato a 2.149 m. ed è delimitato da un lato dalle alte e ripide pareti che sovrastano i ghiaioni dell’Alpe Vecchia e dall’altro dai massi detritici della parte terminale del vallone compreso fra le pareti sud del Mangart e quelle ovest dello Jalovec. Punto d’appoggio di chi arrampica lungo le pareti del Piccolo Mangart di Coritenza, per chi rientra dalle vie di salita al Mangart e per chi effettua la lunga traversata per cresta dal Mangart alla Ponza Grande. Gruppo Montuoso:** Gruppo del Mangart - Alpi Giulie Est (Italia) **Valle:** [Valle di Fusine](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per Esperti*\[/mks\_highlight\] Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Lago superiore di Fusine **Quota di partenza:** 941 m | **Dislivello:** 1219 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e incustodito **Posti letto:** 9 posti letto **Gestione:** Sezione CAI Tarvisio **Tel.** +39 0428 93000 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal parcheggio posto nei pressi del Lago superiore di Fusine salire al rifugio Zacchi 1380 m e seguire poi il sentiero CAI 513 in direzione S fino alla grande spianata dell’Alpe Vecchia dominata dalle pareti N della Veunza e del Piccolo Mangart di Coritenza. A un bivio prendere a sinistra il sentiero segnalato per la “Via della Vita” che dapprima sale in direzione della parete N del Piccolo Mangart di Coritenza e piega poi a sinistra entrando nel vallone della Sàgherza, compreso tra il Piccolo Mangart di Coritenza e la Veunza. Sulla sinistra del vallone a quota 1800 metri c’è l’attacco della Via della Vita un’ardita ferrata che effettua dapprima un ampio giro su cenge, sulla parete che fiancheggia a sinistra il vallone, e poi supera direttamente la parete verticale alla testata del vallone, raggiungendo il soprastante catino detritico. Per ghiaie e placche inclinate, superando mediante una scala di corda una breve fascia di rocce strapiombanti, si raggiunge un bivio posto pochi metri sotto la cresta di confine a E della Forcella Sàgherza. Seguendo le attrezzature verso destra, nei pressi della cresta, si raggiunge in una decina di minuti il bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1320/bivacco-cai-tarvisio/2/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**per cresta dalla Veunza alla Strugova e alla Ponza Grande (percorso alpinistico) **ASCENSIONI**Monte Mangart | Veunza [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie Orientali, Bivacchi Alpi Giulie --- ### [L'incanto del Natale in Alta Badia](https://www.montagnenostre.net/lincanto-del-natale-in-alta-badia/) **Published:** Dicembre 5, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### **Atmosfera e magia, aspettando il Natale nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO. Ritorna Paisc da Nadé, un villaggio natalizio, all’insegna delle tradizioni e dei valori autentici del Natale, nel centro di San Cassiano, aperto dal 1° dicembre 2017 al 7 gennaio 2018** **Alta Badia (Bolzano)** – Montagna e magia dell’Avvento precedono il Natale in Alta Badia [www.altabadia.org](http://www.altabadia.org). Nella località montana dell’Alto Adige, questo periodo è caratterizzato da tradizioni secolari e momenti intimi di raccoglimento da vivere in famiglia, nelle caratteristiche stuben, durante le corte giornate invernali, momenti che vogliono essere trasmessi anche ai numerosi ospiti della valle. **PAISC DA NADÉ: IL VILLAGGIO DI NATALE IN UN’ATMOSFERA TRADIZIONALE ED AUTENTICA** Dopo aver sciato sulle piste dell’Alta Badia, la cui apertura è prevista per sabato 2 dicembre, non c’è nulla di più meritato di un buon vin brûlé, bevuto in compagnia. Quest’anno lo si può degustare nuovamente, nella zona pedonale di San Cassiano in Alta Badia, all’interno di *Paisc da Nadé*, un villaggio natalizio, ricreato nel centro del paese, per trasmettere un’atmosfera tradizionale, propria delle valli altoatesine durante il periodo di Natale. Le casette in legno, con le loro luci e gli addobbi di Natale, faranno da cornice al ricco programma di attività e manifestazioni. Le piccole baite proporranno prodotti gastronomici di vario genere, prendendo i visitatori per la gola, e proponendo delizie tipiche della zona. Il *Paisc da Nadé* sarà un luogo autentico e fortemente legato alla tradizione natalizia, dove la gente potrà vivere in prima persona il legame intenso con la cultura ladina, in un’atmosfera, dove la tranquillità e la quiete del Natale faranno da padrone. All’interno del villaggio natalizio, si svolgerà un ricco programma collaterale, con i concerti dei cori locali, che proporranno le più belle melodie natalizie. Il presepe tradizionale in legno, creato da artisti locali e il recinto con gli animali contribuiranno a rendere l’atmosfera all’interno del villaggio ancora più intensa e ricca di emozioni, proprie del periodo dell’anno più atteso da grandi e piccini. Un’altra caratteristica del villaggio natalizio a San Cassiano è la presenza di lama ed alpaca durante alcune serate. Sia bambini come anche adulti hanno la possibilità di fare delle brevi passeggiate con un lama od un alpaca alla corda. Il villaggio di Natale sarà aperto dal 1° dicembre al 7 gennaio dalle ore 16.00 alle ore 19.00. **IL MERCATINO DI NATALE A CORVARA** Anche quest’anno verrà allestito l’ormai tradizionale mercatino di Natale nel centro di Corvara. Presso le casette di legno si possono acquistare decorazioni natalizie, articoli artigianali, ma anche prodotti e specialità locali. Di sicuro non mancano i dolci fatti in casa, diverse tipologie di tè e vin brûlé. Il presepe a grandezza naturale, posizionato sul padiglione della piazza comunale, farà da cornice al mercatino di Natale. Diversi concerti proposti da gruppi locali, allieteranno ulteriormente l’atmosfera natalizia e piccoli animali da accarezzare come anche pony disponibili per un giretto sono l’attrazione più amata dai bambini. Il mercatino è aperto dal 6 al 10, dal 15 al 17 dicembre e dal 22 dicembre al 7 gennaio. In occasione della festa di San Nicolò, mercoledì 6 dicembre, sarà San Micurá a fare visita al mercatino di Natale per salutare i bambini. Inoltre da non perdere l’arrivo di Babbo Natale il 25 dicembre che incontrerà i bambini con dolci soprese e il 6 gennaio arriverà la befana con dolci e tanto divertimento per i più piccini. **LA SFILATA DI ANGELI** Sabato 9 dicembre alle ore 16.00, si svolgerà presso lo stadio del ghiaccio un breve spettacolo del gruppo di pattinaggio artistico, “Ice Angels”. Dopodiché partirà la sfilata di angeli, che dallo stadio attraverserà la via principale di Corvara per raggiungere il mercatino di Natale. Ognuno ha la possibilità di partecipare alla sfilata e di essere in questo modo uno dei protagonisti della manifestazione. Per l’occasione verranno venduti dolci natalizi e piccoli souvenirs. Il ricavato andrà in beneficienza al centro sociale “La Spona” di Pederoa a La Val, che offre a persone con disabilità la possibilità di lavorare e svolgere delle attività in un ambito protetto. Per ulteriori informazioni: Ufficio Turistico Corvara 0471 836 176, . **L’AVVENTO AL MASO, UN’INIZIATIVA PER VIVERE L’AVVENTO IN MONTAGNA** Per conoscere da vicino la vita del maso e le sue magiche atmosfere pre-natalizie, si propone un’esclusiva iniziativa nel maso di Alfarëi, una struttura antica, del 13°-14° secolo, che si trova sopra l’abitato di Badia. Si parte a piedi con le fiaccole dal centro della frazione di San Leonardo, per raggiungere il maso Alfarëi, dove i partecipanti hanno la possibilità di assistere, ad una lezione di addobbi natalizi, usando principalmente materie prime naturali, per addobbare un albero di Natale originale e unico. Dopodiché, la signora Rosa Piccolruaz impartirà lezioni di preparazione del dolce tipico altoatesino, chiamato “zelten”, a base di frutta secca, mentre suo marito Antonio illustrerà le antiche tradizioni dell’Avvento e del Natale in montagna. L’evento viene proposto due volte, l’8 e il 22 dicembre 2017. **Per informazioni:**Consorzio Turistico Alta Badia – [www.altabadia.org](http://www.altabadia.org) – Tel.: 0471/836176-847037 – Email: Fonte: [Ufficio Stampa Alta Badia](http://www.altabadia.org) **Categorie:** Eventi **Tag:** Alta Badia, Mercatini di Natale, Natale --- ### [Sciare con gusto in Alta Badia](https://www.montagnenostre.net/sciare-con-gusto-in-alta-badia/) **Published:** Dicembre 4, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### **La nona edizione di Sciare con gusto, l’iniziativa culinaria più stellata delle Alpi, darà la possibilità di degustare alcuni piatti della tradizione, rimasti impressi dall’infanzia nella memoria degli chef gourmet partecipanti: Norbert Niederkofler, Matteo Metullio, Nicola Laera, Enrico e Roberto Cerea, Enrico Bartolini, Francesco Baldissarutti, Andrea Aprea, Giuseppe Biuso, Alberto Faccani, Giorgio Locatelli, Nino Graziano, Umberto Bombana e Paul Bartolotta. Il 2 dicembre l’Alta Badia riaprirà i battenti per i numerosi amanti dello sci alpino, mentre l’apertura del Sellaronda è prevista per il 6 dicembre.** **Alta Badia (Bolzano)** – Si possono ricordare persone, luoghi, emozioni o momenti. Nei ricordi di ognuno di noi sono inoltre custoditi gelosamente i profumi e i sapori della propria infanzia. Lo slogan della nona edizione, al via con l’ormai tradizionale Gourmet Skisafari di domenica 10 dicembre, è appunto *I sapori dell’infanzia.* Sciare con gusto 2017/18 sarà dunque caratterizzato dai piatti della tradizione che gli chef gourmet partecipanti amavano di più quando erano bambini. Questi creeranno, per alcune baite dell’Alta Badia, una ricetta rivisitata, ispirandosi ai ricordi di cosa mettevano in tavola i loro genitori o i loro nonni. Il concetto dell’iniziativa rimane invariato: 13 Chef gourmet saranno abbinati ognuno ad un rifugio sulle piste dell’Alta Badia, per il quale creeranno una ricetta che verrà proposta agli sciatori durante tutta la stagione invernale. I piatti racconteranno una storia, legata all’infanzia e alla famiglia degli chef e ai prodotti del territorio, nonché ai produttori stessi. Nelle loro ricette, gli chef punteranno alla genuinità degli ingredienti, utilizzando prodotti di altissima qualità. Ad ogni piatto verrà abbinato un vino altoatesino, scelto accuratamente da un esperto sommelier dell’Alto Adige, il quale creerà accostamenti speciali ed originali. **\#SkiTheItalianWay** L’Alta Badia, riconosciuta come una delle località più affascinanti ed ambite al mondo ha voluto invitare, per questa edizione, esclusivamente Chef italiani, che lavorano in Italia, oppure all’estero, per celebrare le eccellenze culinarie del nostro Paese e dare maggior rilievo al motto #skitheitalianway. In Alta Badia, la vacanza invernale è più di una semplice discesa sugli sci. Sciare con gusto valorizza il connubio vincente tra lo sport sulla neve e la gastronomia, i punti forti della località. In questo modo si vuole avvicinare sia gli sciatori che tutti i buongustai ad una cucina di alto livello e ai vini di qualità, elevando ancora di più l’offerta enogastronomica delle baite. Sciate in tutta tranquillità, all’insegna del relax, attendono gli appassionati sciatori e amanti dell’Alta Badia. L’Alta Badia, negli ultimi anni, è diventata la meta turistica per eccellenza per quanto riguarda la gastronomia. Questo anche grazie a “Sciare con gusto”, l’iniziativa più golosa della stagione invernale, che si presenta puntualmente a dicembre sulle piste della località nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO. **IL GOURMET SKISAFARI: L’EDIZIONE NUMERO SEI IN PROGRAMMA PER IL 10 DICEMBRE** La stagione culinaria con Sciare con gusto sulle piste dell’Alta Badia parte ufficialmente domenica 10 dicembre. In occasione del sesto appuntamento con il tanto atteso Gourmet Skisafari, la cucina stellata verrà portata a 2000m, nel cuore delle Dolomiti. Gli chef stellati dell’Alta Badia, insieme ai loro colleghi italiani che lavorano in Italia o all’estero, delizieranno gli sciatori presso alcune baite, presentando i loro piatti, che ricordano i sapori della loro infanzia e ideati con un occhio di riguardo per le tradizioni culinarie della loro terra. Per la realizzazione dei piatti, gli chef si sono infatti ispirati alle ricette dei piatti preparati dai loro genitori o nonni quando erano piccoli. Gli sciatori avranno dunque la possibilità di spostarsi sugli sci da una baita all’altra, dove degusteranno le creazioni degli chef. Verranno presentate vere e proprie opere d’arte, non solo per il palato, ma anche per la vista. Ci sarà naturalmente la possibilità di conoscere personalmente gli chef e di farsi raccontare la storia del loro piatto. Il tutto per una prima sciata stagionale all’insegna del gusto. **CARE’S – THE ETHICAL CHEF DAYS** Dal 14 al 17 gennaio 2018 ritorna Care’s, la terza edizione del progetto dello chef stellato Norbert Niederkofler e Paolo Ferretti. I protagonisti della ristorazione internazionale, con i più qualificati produttori di vino e gli esperti del settore dell’alimentazione si danno appuntamento in Alta Badia per discutere e condividere una visione comune, etica e responsabile sul tema della cultura enogastronomica. [www.care-s.it](http://www.care-s.it) **SOMMELIER IN PISTA** Degustare in tre baite diverse una selezione dei migliori vini dell’Alto Adige, ammirando le Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO: in Alta Badia si può. Dopo il successo delle scorse edizioni, l’Alta Badia ripropone anche nell’inverno 2017/18 “Sommelier in pista”, con lo scopo di valorizzare il connubio fra lo sci e i prodotti d’eccellenza del territorio. Sono sette quest’anno gli appuntamenti, in programma tra dicembre e marzo (21 dicembre, 18 e 25 gennaio, 22 febbraio, 1°, 15 e 22 marzo) e prevedono favolose sciate sulle piste dell’Alta Badia, abbinate alla degustazione di alcuni tra i più pregiati vini dell’Alto Adige. I partecipanti saranno accompagnati da un maestro di sci oltre che da un sommelier professionista. Il prezzo delle degustazioni, guida sciistica inclusa, è di 28,00€ a persona. Gli eventi sono organizzati in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige e l’Associazione Sommelier Alto Adige. **WINE SKISAFARI: IL VINO SAFARI SUGLI SCI A 2000 METRI** Domenica 25 marzo 2018, l’Alta Badia porta i migliori vini altoatesini in quota per una degustazione esclusiva, la quale si terrà dalle ore 10 alle ore 15.30, presso i rifugi Piz Arlara, Bioch, I Tablà e Pralongià. Si vuole così concludere in bellezza la stagione invernale, dedicata all’enogastronomia. L’evento è organizzato dal Consorzio Turistico Alta Badia, in collaborazione con IDM (Innovation Development Marketing) e con il sostegno del Consorzio Vini Alto Adige e del Consorzio Tutela Speck Alto Adige. **ALTRI APPUNTAMENTI ENOGASTRONOMICI** L’inverno all’insegna dell’enogastronomia in Alta Badia prosegue con la “*Leitner ropeways VIP Lounge*” in occasione delle due gare di Coppa del Mondo di Sci Alpino sulla pista Gran Risa, in programma per il 17 e 18 dicembre 2017. Chef stellati, prodotti d’eccellenza e i vini pregiati dell’Alto Adige delizieranno gli spettatori. Specialità natalizie possono essere degustate durante il periodo dell’Avvento, dal 1° dicembre al 7 gennaio 2018, a San Cassiano al Villaggio di Natale. Nella settimana dall’11 al 18 marzo torna “*Roda dles Saus*”, l’evento dedicato alla cucina ladina, presso le baite del comprensorio dello Skitour La Crusc. Inoltre, durante tutta la stagione invernale ci sarà la possibilità di partecipare alla “*Colazione tra le vette*”, presso il rifugio Las Vegas. Un’ottima occasione per essere i primi in pista al mattino, oltre che per fare una ricca colazione a base dei migliori prodotti dell’Alto Adige. E per chi volesse preparare i piatti della cucina ladina anche a casa, si propongono i corsi di cucina ladina tradizionale, al maso Alfarëi. La stagione terminerà con la quarta edizione dello “*Skicarousel Vintage Party*”, in programma per il 7 e 8 aprile 2018, durante il quale i rifugi proporranno piatti in voga negli anni ’70 e ’80. **Per informazioni:**Consorzio Turistico Alta Badia – [www.altabadia.org](http://www.altabadia.org) – Tel.: 0471/836176-847037 – Email: Fonte: [Ufficio Stampa Alta Badia](http://www.altabadia.org) **Categorie:** Eventi **Tag:** Alta Badia, Dolomiti, Eventi enogastronomici, Sciare in Italia --- ### [Da oggi in Alta Badia brillano due stelle in più](https://www.montagnenostre.net/da-oggi-in-alta-badia-brillano-due-stelle-in-piu/) **Published:** Dicembre 4, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### **In occasione della presentazione della Guida Michelin 2018, alle ore 11.40 di giovedì 16 novembre è stata assegnata la terza stella Michelin a Norbert Niederkofler, Ristorante St. Hubertus c/o Hotel Rosa Alpina. Matteo Metullio del Ristorante La Siriola c/o Hotel Ciasa Salares passa da una stella a due, mentre viene confermata la stella anche al Ristorante La Stüa de Michil c/o Hotel La Perla, con lo chef Nicola Laera.** **Alta Badia (Bolzano)** – L’Alta Badia accresce ulteriormente il proprio prestigio quale eccellenza della gastronomia italiana. Da oggi, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO, su un territorio di soli 15 km2, brillano ben sei stelle Michelin. È con grande emozione che Norbert Niederkofler indossa la sua casacca nuova, dove da oggi sono cuciti ben tre “macaron”, ed entra nell’olimpo dei nove ristoranti tristellati d’Italia. Lo Chef altoatesino, che nel 2000 ottenne la sua prima stella, sempre al ristorante St.Hubertus, vuole condividere questa grande soddisfazione con Hugo Pizzinini, patron dell’Hotel Rosa Alpina e del Ristorante St.Hubertus, ringraziando tutto lo staff di sala e cucina e la sua famiglia, da cui è sempre stato sostenuto. Grandi risultati anche per Matteo Metullio, classe 1989, che ottiene la sua seconda stella. Dalla primavera del 2013, lo Chef stellato originario di Trieste, è alla guida del ristorante stellato La Siriola c/o Hotel Ciasa Salares di Stefan Wieser. È stata confermata la stella anche al ristorante La Stüa de Michil c/o Hotel La Perla, guidato da Nicola Laera. “*La qualità della ristorazione rappresenta uno dei punti chiave della proposta turistica del nostro comprensorio. Le sei stelle Michelin da oggi presenti in Alta Badia sono un motivo di enorme orgoglio e vanto per tutti noi. Chi sceglierà l’Alta Badia quale meta delle proprie vacanze potrà provare esperienze culinarie uniche, ambite a livello internazionale. Un complimento vivissimo va ai tre ristoranti stellati per l’eccellente risultato raggiunto*”, ci confida il Direttore del Consorzio Turistico, Roberto Huber, conclusasi la presentazione della Guida Michelin 2018. I tre chef stellati fanno parte dell’iniziativa culinaria Sciare con gusto, che verrà presentata ufficialmente domenica 10 dicembre in occasione del Gourmet Skisafari. Gli amanti dello sci e della cucina gourmet avranno la possibilità di conoscere personalmente gli chef stellati dell’Alta Badia e di degustare le loro creazioni presso le baite a loro abbinate. Ha conquistato la seconda stella Michelin anche Alberto Faccani, Ristorante Magnolia di Cesenatico, che sarà ospite dell’evento culinario di inizio stagione, insieme a Francesco Baldissarutti (Ristorante Perbellini di Isola Rizza), Giuseppe Biuso (Ristorante Il Cappero c/o Therasia Resort, Isola di Vulcano) e Nino Graziano (Ristorante Semifreddo, Mosca). **Per informazioni:**Consorzio Turistico Alta Badia – [www.altabadia.org](http://www.altabadia.org) – Tel.: 0471/836176-847037 – Email: Fonte: [Ufficio Stampa Alta Badia](http://www.altabadia.org) **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Alta Badia, Guida Michelin --- ### [I sapori dell'infanzia al Gourmet SkiSafari 2017](https://www.montagnenostre.net/i-sapori-dellinfanzia-al-gourmet-skisafari-2017/) **Published:** Dicembre 4, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### **Sulle piste dell’Alta Badia ritorna l’evento più atteso dagli amanti della buona cucina. Il Gourmet Skisafari, evento di presentazione della campagna Sciare con Gusto, di domenica 10 dicembre, ospita ben sette chef stellati. Norbert Niederkofler, Matteo Metullio, Nicola Laera, Nino Graziano, Alberto Faccani, Francesco Baldissarutti e Giuseppe Biuso presenteranno i loro “Sapori dell’infanzia”. L’evento si svolge sulla neve dell’Alta Badia, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO, dove dal 2 dicembre si scia.** **Alta Badia (Bolzano)** – Si possono ricordare persone, luoghi, emozioni o momenti. Nei ricordi di ognuno di noi sono inoltre custoditi gelosamente i profumi e i sapori della propria infanzia. Lo slogan di questa edizione di Sciare con gusto, al via con l’ormai tradizionale Gourmet Skisafari di domenica 10 dicembre, è appunto “*I sapori dell’infanzia*”. La sesta edizione dell’evento culinario sarà dunque caratterizzata dai piatti, che gli chef gourmet partecipanti, amavano di più quando erano bambini. Questi hanno rivisitato le ricette, ispirandosi ai ricordi di cosa mettevano in tavola i loro genitori, i loro nonni o i loro zii. Ogni chef è stato abbinato ad una baita dell’Alta Badia, dove, in occasione del Gourmet Skisafari, evento ormai tradizionale di presentazione di Sciare con gusto, cucinerà il piatto dalle ore 11.00 alle ore 15.00. Gli sciatori si sposteranno sugli sci, da una baita all’altra, per degustare le creazioni degli chef, abbinate ad un vino altoatesino, selezionato dai migliori sommelier dell’Alto Adige. Ci sarà naturalmente la possibilità di conoscere personalmente gli chef e di farsi raccontare la storia del loro piatto. **GLI CHEF E LE LORO STORIE** Alla sesta edizione del Gourmet Skisafari parteciperanno sette chef, che porteranno in tavola le eccellenze della loro terra. “Avrò anche un accento tedesco, ma sono italiano al 100% e in questo campo la mamma è sempre la mamma. Il mix tra la cucina della mamma e la mia curiosità ribelle, che da ragazzo mi ha portato a girare il mondo, è l’origine del mio piatto «*C’era una volta una trota*»”, ci confida **Norbert Niederkofler** (St.Hubertus c/o Relais & Chateaux Hotel Rosa Alpina – Alta Badia, 3 stelle Michelin), abbinato al rifugio Club Moritzino. **Matteo Metullio** (La Siriola c/o Hotel Ciasa Salares – Alta Badia, 2 stelle Michelin), sarà ospite del rifugio Piz Arlara, dove insieme a sua madre preparerà una “*Trippa in sugo con patate*”. Mamma Roberta gli ha infatti trasmesso la forte passione per la cucina: già a dodici anni Matteo Metullio sapeva che la cucina avrebbe rappresentato il suo futuro. Il rifugio Bioch collaborerà con lo chef **Nicola Laera** (La Stüa de Michil c/o Hotel La Perla – Alta Badia, 1 stella Michelin), per la quale realizzerà una “*Guancetta di vitello in salsa di gremolata, radice di prezzemolo e geröstel di prugne*”. Il ricordo di nonno Lois e dei pomeriggi passati insieme, durante la sua infanzia, sono stati fonte di ispirazione nella creazione di questa ricetta. **Nino Graziano** è lo chef che intraprende il viaggio più lungo per raggiungere l’Alta Badia, arrivando direttamente da Mosca, dove ha aperto il suo ristorante Semifreddo (2 stelle Michelin). Il nome del ristorante rende omaggio a sua nonna, che da piccolo lo deliziava con uno squisito semifreddo. Per gli ospiti che si recheranno al rifugio Bamby, preparerà il suo piatto “*Carciofo, uovo e patate*”. La cucina è una passione che accompagna lo chef **Alberto Faccani** (Magnolia Ristorante – Cesenatico, 2 stelle Michelin) fin da bambino, quando trascorreva le domeniche e le feste a casa di nonna Ada o di nonna Filippina. Dalla loro ricetta dei *passatelli in brodo* lui ha tratto ispirazione per la creazione di questo suo piatto, che in occasione del Gourmet Skisafari presenterà presso il rifugio I Tablá. **Francesco Baldissarutti** (Ristorante Perbellini – Isola Rizza (VR), 1 stella Michelin) sarà ospite del rifugio Col Alt, per il quale ha ideato gli “*Spätzle alle alghe di lago, mantecati al brodo di gallina con trota affumicata e le sue uova*”. Per la creazione di questa ricetta lo chef ha preso spunto da un piatto preparato da una zia di suo padre, nonché cuoca di un convento di suore. Durante le sue visite la zia Rina amava cucinargli uno dei suoi piatti preferiti, la trota di lago cotta sulla piastra della stufa a legna. Al rifugio Las Vegas gli sciatori potranno incontrare **Giuseppe Biuso** (Il Cappero c/o Therasia Resort – Isola di Vulcano, 1 stella Michelin), che delizierà gli ospiti con il suo “*Polpo murato*”, un tipico piatto domenicale di sua mamma Grazia. Le tessere per la partecipazione al Gourmet Skisafari possono essere acquistate in prevendita presso gli uffici turistici dell’Alta Badia a partire da una settimana prima dell’evento, oppure il giorno dell’evento, direttamente presso i rifugi partecipanti. Il ticket a 50€ permette di degustare 4 piatti, vini inclusi. Per ulteriori informazioni e/o prenotazioni: , . **GLI ALTRI APPUNTAMENTI ENOGASTRONOMICI DA NON PERDERE** L’inverno all’insegna dell’enogastronomia in Alta Badia prosegue con la “*Leitner ropeways VIP Lounge*” in occasione delle due gare di Coppa del Mondo di Sci Alpino sulla pista Gran Risa, in programma per il 17 e 18 dicembre 2017. Sommelier in pista viene riproposto con sette appuntamenti tra dicembre e marzo (21 dicembre, 18 e 25 gennaio, 22 febbraio, 1°, 15 e 22 marzo), mentre la terza edizione di Care’s – The Ethical Chef Days è in programma dal 14 al 17 gennaio. Nella settimana dall’11 al 18 marzo torna “*Roda dles Saus*”, l’evento dedicato alla cucina ladina, nel comprensorio dello Skitour La Crusc, mentre per il 25 marzo è in programma il Wine Skisafari, una degustazione a 2000m dei migliori vini dell’Alto Adige. Inoltre, durante tutta la stagione invernale ci sarà la possibilità di partecipare alla “*Colazione tra le vette*”, presso il rifugio Las Vegas. La stagione terminerà con la quarta edizione dello “*Skicarousel Vintage Party*”, in programma per il 7 e 8 aprile 2018, durante il quale i rifugi proporranno piatti in voga negli anni ’70 e ’80. **Per informazioni:**Consorzio Turistico Alta Badia – [www.altabadia.org](http://www.altabadia.org) – Tel.: 0471/836176-847037 – Email: Fonte: [Ufficio Stampa Alta Badia](http://www.altabadia.org) **Categorie:** Eventi **Tag:** Alta Badia, Eventi enogastronomici --- ### [Un parco per tutti: il Parco dello Stelvio in realtà virtuale](https://www.montagnenostre.net/un-parco-per-tutti-il-parco-dello-stelvio-in-realta-virtuale/) **Published:** Dicembre 4, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ![](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2017/12/loghi_Stelvio.jpg) #### **Il Parco dello Stelvio in realtà virtuale sarà presente ad Artigianato in Fiera con Assorifugi ed ERSAF** Un “Virtual Reality Point” ad Artigiano in Fiera per far scoprire la magia del Parco dello Stelvio. Nell’ambito delle a!ività promozionali volte al coinvolgimento di potenziali visitatori e alla promozione turistica del territorio il **Parco Nazionale dello Stelvio in Lombardia**, in collaborazione con i **Rifugi di Lombardia**, propone un’iniziativa innovativa basata sulla tecnologia della Virtual Reality. In occasione de “L’artigiano in fiera” nei giorni del 2-3- 7-8- 9-10 dicembre sarà allestito presso l’infopoint di EXPLORA, un “desk” a!rezzato con visori tramite i quali gli utenti potranno effettuare un’esperienza immersiva, alla scoperta degli aspetti più rappresentativi del Parco Nazionale e dei sentieri che conducono ai meravigliosi rifugi che ospita. Indossando gli occhiali virtuali Samsung Gear VR, su una seduta girevole, sarà possibile navigare lungo i sentieri, incontrare la fauna del Parco e raggiungere i ghiacciai, semplicemente orientando lo sguardo a 360 gradi. Cosa potranno vedere gli utenti interessati? - Vedute aeree panoramiche 3D del Parco - itinerari rappresentativi - Habitat - Flora - Fauna dell’area protetta L’iniziativa consentirà di “teletrasportare virtualmente” il territorio del Parco e raggiungere così oltre a potenziali visitatori, anche categorie di pubblico svantaggiate, quali persone diversamente abili, con difficoltà motorie o anziani, che grazie alla realtà virtuale potranno vivere in modo emotivamente coinvolgente luoghi e ambienti naturali del Parco difficilmente accessibili. Il tutto presentato, naturalmente, grazie alle spettacolari modalità permesse dalle tecnologie innovative utilizzate. **Per ulteriori informazioni:**Parco Nazionale dello Stelvio | **[www.stelviopark.it](http://www.stelviopark.it)** - ****Associazione Gestori Rifugi di Lombardia | **[www.rifugi.lombardia.it](http://www.rifugi.lombardia.it)** | **** Fonte:[ Ufficio Stampa ERSAF](http://www.ersaf.lombardia.it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Artigiano in Fiera, Ersaf, Parco Nazionale dello Stelvio --- ### [Bivacco A. Manzi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-a-manzi/) **Published:** Maggio 9, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **La nuova costruzione sorge poco più a monte del vecchio luogo dove si trovava il Bivacco Manzi. Il bivacco è ottimo punto d’appoggio per le salite sulle pareti della Val Torrone.Gruppo Montuoso:** Masino-Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/val-masino/ "La Val Masino") \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti* \[/mks\_highlight\] Itinerari generalmente segnalati ma che richiedono capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervi e infido (pendii ripidi, scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, roccia, detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Restano esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci. Necessitano di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbrago, ecc). \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** S. Martino **Quota di partenza:** 923 m | **Dislivello:** 1450 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAAI di Milano **Tel.** +39 02 86463516 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Al **bivacco Manzi-Pirotta**, in **Val Torrone**, si accede in circa 5 ore di camminata. Si abbandona l’auto a **S. Martino (m.923)** e si procede lungo la strada per i Bagni di Masino fino al bivio che verso destra entra nella bellissima Val di Mello. Il tratto dal parcheggio di S.Martino all’'osteria del **“Gatto Rosso” (m.1040)** può essere anche percorso in bus (nel periodo estivo) usufruendo di un efficiente servizio navetta. Si prosegue a piedi addentrandosi nella **Val di Mello** tramite un comodo sentiero che costeggia il torrente Masino. La Val di Mello è sicuramente una delle più belle valli alpine per il felice connubio tra le impervie pareti granitiche, meta di numerosi arrampicatori, i suoi prati idilliaci e le acque limpidissime. Meravigliosa in estate, si arricchisce di fascino in autunno quando i colori degli alberi rendono la valle ancora più magica. Si percorre tutta la valle e si superano le **baite Rasica**, oltre le quali il sentiero si inoltra in un bosco e sale fino a sbucare nei pressi del ponte sul torrente Torrone. Si prende a sinistra poco prima del ponte e si attraversano fitti cespugli e un bosco costeggiando il torrente che rimane sulla destra. Si giunge così sotto le alte pareti rocciose che hanno reso tanto famosa la Valmasino e si prosegue fino ad alcuni pascoli di **Casera Torrone (m.1996)**. Da qui è possibile ammirare l’imponenza della suprema parete della Meridiana. D’ora in poi è necessario prestare particolare attenzione al tracciato che oltre ad essere poco agevole è anche poco segnalato. Si continua in direzione del centro della valle, si superano alcuni dossi erbosi e si incrocia il **Sentiero Roma** sotto la parete del Picco Luigi Amedeo. Si prende verso destra e in breve si raggiunge il bivacco che sorge sotto la **Punta Ferrario** e quasi all’inizio del piccolo **ghiacciaio del Cameraccio**.*Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmasino/bivacco_manzi_val_torrone/bivacco_manzi_val_torrone.html) | Autore: E. Fattarelli* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI** [Rifugio Allievi-Bonacossa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-allievi-bonacossa/ "Rifugio Allievi-Bonacossa") | [Rifugio Ponti Cesare](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cesare-ponti/ "Rifugio Cesare Ponti") | [Bivacco Kima](http://www.montagnenostre.net/bivacco-kima/ "Bivacco Kima") [Vedi tutti i bivacchi della Valmasino »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmasino-bivacchi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Masino-Bregaglia, Sentiero Roma, Val di Mello --- ### [Bivacco Kima](https://www.montagnenostre.net/bivacco-kima/) **Published:** Maggio 9, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge a 2654 m. in alta Val di Mello poco a valle del Passo di Mello. Gruppo Montuoso:** Masino-Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmasino-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti* \[/mks\_highlight\] Itinerari generalmente segnalati ma che richiedono capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervi e infido (pendii ripidi, scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, roccia, detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Restano esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci. Necessitano di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbrago, ecc). \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Preda Rossa - Val di Mello **Quota di partenza:** 1300 m - 1600 m | **Dislivello:** 1354 m - 1054 m | **Tempo di percorrenza:** da 4 ore e 20 minuti alle 6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 6 posti + 2 di emergenza **Gestione:** Associazione Kima **Tel.** +39 342 641154 **Itinerario sintetico:** 1. Filolera (m 780) | 2. Valbiore (m 1225) | 3. Rifugio Scotti ( m 1500 ) | 4. Rifugio Ponti (m 2559) | 5. Bocchetta Roma (m 2890) | 6. Bivacco Kima (m 2700) \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il bivacco si trova in alta Val Cameraccio, **sul Sentiero Roma a quota 2700 metri** nel tratto Allievi-Ponti e può essere raggiunto per due vie, entrambe piuttosto faticose : partendo da Preda Rossa, in Valle di Preda Rossa, oppure dal fondo della Val di Mello. Il bivacco Kima venne inaugurato nel 2004 dall’Associazione Kima, nata in Valmasino nel 1994, per onorare la memoria della **Guida Alpina Pierangelo Marchetti**, soprannominato, appunto, “Kima”, che perse la vita l’8 luglio 1994 durante una missione di soccorso. **PRIMO PERCORSO:** Per percorrere la prima via dobbiamo salire **da Filorera alla Valle di Preda Rossa**. Da Cataeggio, proprio al termine della via centrale, che oltrepassa la chiesa ed il municipio, si trova, in prossimitá del Centro Polifunzionale della Montagna, una deviazione a destra, per i rifugi Scotti e Ponti. Oltrepassato il torrente Masino su un largo ponte la strada prosegue con una carreggiata ampia e comoda e comincia a salire verso la valle, fino a raggiungere la **localitá Valbiore (m. 1225)**. La strada asfaltata è qui interrotta da una frana. È stata di recente costruita una pista alternativa sul fianco orientale della valle, con un breve tratto in galleria, ma l’accesso è vietato. Attraversata la galleria ci si porta sul versante opposto della valle ritrovando il fondo asfaltato. All’ingresso della piana di Sasso Bisolo è si incontra, sulla sinistra, il **rifugio Scotti (m. 1500)**; Dopo un lungo rettilineo la strada comincia ad inanellare i tornanti che le permettono di superare il gradino roccioso che separa la piana di Sasso Bisolo da quella di Preda Rossa, fino al piccolo pianoro che precede la piana di Preda Rossa. La piana (m. 1900 circa) si apre, gentile, nella cornice imponente del versante meridionale del monte Disgrazia. I segnavia ci guidano verso il **rifugio Ponti**, che si raggiunge dalla piana in un’ora e 45 minuti. Raggiunto il limite di sinistra della piana, il sentiero guadagna un secondo pianoro, prima di inerpicarsi, piegando leggermente a sinistra, su un gradino roccioso. È, questo, il tratto piú faticoso della salita. Poi il tracciato si fa via via meno ripido e, piegando di nuovo leggermente a destra, taglia gli ultimi magri pascoli che precedono il rifugio (m. 2559). Dal rifugio dobbiamo ora salire alla **bocchetta Roma (m. 2890)**, lungo il Sentiero Roma (che ci porterá poi, oltre la bocchetta, al bivacco). A poca distanza dal rifugio dobbiamo ignorare la deviazione, a destra, per il **monte Disgrazia** ed il **passo di Corna Rossa**, seguendo invece i segnavia rosso-bianco-rossi che ci guidano e descrivono, verso nord, un arco, il quale dapprima conduce nei pressi della costiera Remoluzza-Arcanzo (che separa la Valle di Preda Rossa dalla Val Cameraccio), volgendo, poi, gradualmente a destra, lungo una faticosa fascia di massi, fino al grande ometto della bocchetta. Il bivacco, a questo punto, è giá visibile. La **discesa dalla bocchetta Roma alla Val Cameraccio** richiede molta cautela, perchè, soprattutto nell’ultima parte, nella quale si tratta di superare una fascia di rocce, propone qualche passo di arrampicata **assistito da corde fisse** (alle quali, peraltro, è bene assicurarsi con cordino e moschettone, ed attenzione ai sassi mobili!). Alla fine, grazie anche ad alcune staffe, raggiungiamo un nevaietto ai piedi della fascia di rocce e scendiamo fino al limite inferiore. Sempre seguendo i numerosi segnavia, proseguiamo nella discesa fino a giungere al piccolo laghetto e oltrepassandolo a valle. Attraversata una nuova fascia di grandi massi, si ritorna a salire fino a raggiungere il filo di una evidente e lunga morena. Pieghiamo a destra, seguendolo, fino a trovarci improvvisamente quasi faccia a faccia con il bell’edificio del bivacco, a 2700 metri circa di quota. **SECONDO PERCORSO:** Per **salire al bivacco dalla Val di Mello** si percorre l’intera valle, fino alla località di **Cascina piana**, oltrepassata la quale si devia a sinistra, per la valle di Zocca; si prosegue fino a **Rasica** e si devia a sinistra per la val Torrone. Seguendo il sentiero si sale fino a quota 1559, presso le baite della Casera di Pioda. Non è facile trovare, qui, la ripartenza del sentiero: si deve evitare una traccia che corre, pianeggiante, verso il centro della valle, e risalire, invece, i prati alle spalle delle baite (sulla nostra sinistra): sul limite del bosco si ritrova il sentiero che, dopo una serie di rapidi tornantini, volge a sinistra e conduce, poco sopra i 1700 metri, ad una nuova radura, dove si trova una baita isolata, dominata dalla **Torre del Cameraccio meridionale**. Il sentiero, con traccia piú incerta, si avvicina alla costiera del Cameraccio, che separa la valle dalla val Torrone, mentre la boscaglia si fa sempre piú rada. Bisogna prestare molta attenzione ai segnavia, per non perdere un sentiero dalla traccia assai labile. Esso piega per due volte a destra, riprendendo altrettante volte a salire piú direttamente; superiamo, così, un primo torrentello, per poi puntare verso un secondo corso d’acqua; troviamo anche, su un masso, le indicazioni per il rifugio Ponti: tagliando la parte mediana della valle, infatti, si può puntare direttamente alla bocchetta Roma, e di qui scendere al rifugio, in valle di Preda Rossa. Superato il secondo torrentello, la salita prosegue per dossi erbosi, tendendo leggermente a sinistra. **Se intendiamo tornare per la medesima via di salita**, ci conviene memorizzare bene il piccolo promontorio erboso raggiunto dopo l’attraversamento del secondo torrentello: da qui in avanti, infatti, la traccia si perde, per cui proseguiamo salendo, facilmente, a vista. Gli ultimi magri pascoli lasciano gradualmente il posto ad una fascia di massi, fra i quali si annida anche qualche nevaietto. Non esiste un percorso obbligato, la scelta della direttrice dipende dalla meta.**Se vogliamo varcare il passo Cameraccio**, sul vertice di nord-ovest della valle, dobbiamo proseguire salendo in verticale, o piegando leggermente a destra. Al termine della salita, fra quota 2600 e quota 2700, ci si ricongiunge con il **sentiero Roma**, che scende dal passo di val Cameraccio, il ben visibile intaglio a sinistra del **pizzo Torrone orientale (m. 3333)**, caratterizzato dall’inconfondibile profilo a punta di lancia. Il sentiero è individuabile, piú che per la traccia (che solo in alcuni tratti si vede), per i numerosi segnavia rosso-bianco-rossi che ne costellano il percorso (in qualche tratto troviamo anche le piú vecchie croci color amaranto). Seguendo il sentiero verso destra, raggiungiamo, infine, il bivacco, dopo 6 ore di cammino (il dislivello in salita è di 1600 metri). *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmasino/bivacco_kima_val_cameraccio/bivacco_kima_val_cameraccio.html) | Autore: R. Moiola* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI** [Bivacco Manzi-Pirotta](http://www.montagnenostre.net/bivacco-a-manzi/) **ASCENSIONI** Monte Disgrazia [Vedi tutti i bivacchi della Valmasino »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmasino-bivacchi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Masino-Bregaglia, Preda Rossa, Sentiero Roma, Val Cameraccio, Val di Mello --- ### [Bivacco Ronconi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-ronconi/) **Published:** Maggio 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Il bivacco sorge a 3169 m. sotto il Passo di Bondo sul versante italiano. È punto d’appoggio nella traversata fra il rifugio Sciora e il Gianetti.Gruppo Montuoso:** Masino-Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/val-masino/ "La Val Masino") \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**A** *- Salita Alpinistica normale* \[/mks\_highlight\] Salita alpinistica normale, non richiede attrezzatura e non affronta passaggi di arrampicata, presenta zone ripide ed impervie, qualche passaggio un pò esposto, roccette non oltre il I/I+ grado. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Gianetti **Quota di partenza:** 2534 m | **Dislivello:** 650 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** G.E.M. di Morbegno **Tel.** n.d. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] La salita al **bivacco Titta Ronconi** richiede circa 3 ore partendo dal **rifugio Gianetti**, in **Val Porcellizzo**, ben 6-7 ore invece dai parcheggi auto presso i Bagni del Masino. Dalla **Gianetti** proseguiamo per il **Sentiero Roma** in direzione Nord-Est nel tratto per lo più pianeggiante che ci conduce verso il **Passo del Camerozzo (m.2765)** e di lì alla **Valle del Ferro**. Noi però dovremo cambiare sentiero ben prima, dopo circa 30 minuti di cammino, quando incontriamo ed oltrepassiamo la base della **cresta sud dei Pizzi Gemelli (m.3259 direzione Nord)**. Saliamo per questo sentiero lungo vaghe tracce alpinistiche per pascoli e massi fino a raggiungere il limitare inferiore del **ghiacciaio di Bondo** racchiuso tra le imperiose vette dei **Pizzi del Ferro (Occidentale m.3267)** a Nord-Est e la **Cima del Passo di Bondo (m.3221)** a Nord-Ovest. Procediamo lungo il nevaio tenendoci sulla sinistra e dopo aver vinto la crepaccia terminale del ghiacciaio siamo alle rocce dell’ormai imminente passo. Il rifugio è pochi metri sotto il passo, nel versante italiano, lo si raggiunge percorrendo la breve cengia. *Fonte: [waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/valmasino/bivacco_ronconi_passo_bondo/bivacco_ronconi_passo_bondo.html) | Autore: R. Moiola* \[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutti i bivacchi della Valmasino »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmasino-bivacchi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Masino-Bregaglia, Passo di Bondo, Sentiero Roma --- ### [Bivacco Bottani-Cornaggia](https://www.montagnenostre.net/bivacco-bottani-cornaggia/) **Published:** Maggio 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge a 2327 m. a monte dell'Alpe Visogno e ai piedi della Cima di Malvedello.Gruppo Montuoso:** Masino-Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/val-masino/ "La Val Masino") \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Poira **Quota di partenza:** 1077 m | **Dislivello:** 1260 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** A richiesta **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** G.A.M. - Gruppo Aquile Morbegno **Tel.** n.d. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Morbegno imboccare la strada per Dazio e Caspano che risale il versante aprico della Valtellina in questo punto noto come “**Costiera dei Cech**”. Seguire le indicazioni per **Poira** e raggiungere questo luogo di villeggiatura ove si lascia l’auto nei pressi della piccola chiesa. Seguendo le indicazioni imboccare un buon sentiero che attraverso il bosco sale sbucando alle **baite di Pra Sücc 1647 m.** Da qui si prosegue con direzione N, si traversa il torrente della valle soprastante Pra Sücc e si prosegue nella medesima direzione raggiungendo il terrazzo erboso dell’**Alpe Visogno 2003 m.** Si prosegue percorrendo il ripiano incontrando i cartelli che indicano la deviazione per il bivacco (sentiero n°3). Si piega allora un po’ verso NE e si sale per pendii assolati e riarsi andando a lambire un’ultima baita per poi proseguire fino al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/64/bivacco-bottani-cornaggia/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE[Rifugio non custodito Primalpia](http://www.montagnenostre.net/bivacco-primalpia/ "Bivacco Primalpia") | [Rifugio non custodito Alessandro Volta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-volta/ "Rifugio Volta") [Vedi tutti i bivacchi della Valmasino »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmasino-bivacchi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Alpe Visogno, Costiera dei Cech, Masino-Bregaglia --- ### [Bivacco Alfredo Redaelli](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alfredo-redaelli/) **Published:** Maggio 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge poco sotto la vetta del Pizzo Badile a 3308 m. ed è utile riparo per gli alpinisti colti lassù dal maltempo o dall’oscurità.Gruppo Montuoso:** Masino-Bregaglia (Italia) **Valle:** [Val Masino](http://www.montagnenostre.net/val-masino/ "La Val Masino") \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**A** *- Salita Alpinistica normale* \[/mks\_highlight\] Salita alpinistica normale, non richiede attrezzatura e non affronta passaggi di arrampicata, presenta zone ripide ed impervie, qualche passaggio un pò esposto, roccette non oltre il I/I+ grado. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Gianetti **Quota di partenza:** 2534 m | **Dislivello:** 800 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** CAI Sezione di Lecco **Tel.** +39 0341 363588 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal rifugio Rifugio Gianetti Luigi salire verso N per pietraie puntando alla base dell’evidente speroncino roccioso che si protende dalla cresta S del Badile. Si attacca sul suo lato occidentale un centinaio di metri sopra il suo piede, nel diedro che determina il suo punto d’unione col corpo della montagna. Per un sistema di cenge si obliqua a destra raggiungendo la cresta dello speroncino per poi percorrerla tornando a sin. Passati sotto uno strapiombo, si sale per il camino che lo incide sulla sin (15 m III) sbucando presso la croce metallica dedicata agli alpinisti Castelli e Piatti. Salire per canalini e cenge erbose per c. 80 m finché le tracce di passaggio raggiungono l’inizio di una evidente cengia che, in discesa obliqua a destra, porta alla base di un marcato canale. Risalire il canale per c. 60 m usando in parte anche la sua sponda destra poi uscire a sin. seguendo una rampa che porta sul filo della cresta S. Seguire il crinale per c. 40 m poi traversare a destra per facile cengia entrando nel canalone principale e risalendolo per c. 70 m. Uscirne a sin. sfruttando un canaletto-camino e tornare presso la cresta per abbandonarla subito rientrando a destra e arrampicando per una serie di facili canalini intervallati da placchette che adducono alla cengia terminale di blocchi che, in diagonale verso destra porta poco sotto la cresta sommitale che si raggiunge in breve. **ATTENZIONE! per evitare problematiche corde doppie, in discesa ricordarsi della cengia che, alla base del profondo canale, risale (salendo la si è discesa) verso destra avvicinandosi alla cresta S.** **NOTA:** la via di discesa è attrezzata con anelli fissi di calata utili in condizioni di tempo cattivo o con neve. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/61/bivacco-redaelli-alfredo/)* \[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutti i bivacchi della Valmasino »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valmasino-bivacchi/) **Categorie:** Valmasino **Tag:** Masino-Bregaglia, Pizzo Badile --- ### [Malga Manzara di Proves - Steinbergl Alm](https://www.montagnenostre.net/malga-manzara-di-proves-steinbergl-alm/) **Published:** Ottobre 30, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Ortles-Cevedale - Catena del Gioveretto (Italia) **Valle:** [ Val Venosta - Val d'Ultimo](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Santa Gertrude **Quota di partenza:** 1519 m | **Dislivello:** 516 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 20 minuti **Periodo di Apertura:** 10 giugno - 30 settembre **Posti letto:** 4 posti in bivacco **Gestione:** Alfred Weiss e famiglia **Tel.** +39 340 6513366 | 340 5691965 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Santa Gertrude seguire il sentiero 143, 146, 14A, 12 (2.20 ore) *Fonte: outdooractive.it* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Laghetti di Goldlahn | Monte Ometto | Passo di Brez | L'Orecchia di Lepre | Malga Kaserfeld [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** Catena del Gioveretto, Ortles-Cevedale, Val d'Ultimo --- ### [Allenamento per chi non hai mai camminato in montagna](https://www.montagnenostre.net/allenamento-per-chi-non-hai-mai-camminato-in-montagna/) **Published:** Febbraio 2, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Se non hai mai camminato in montagna e conduci una vita sedentaria devi sapere che anche una breve escursione di 400-500 mt di dislivello sarà sufficiente a stancarti per bene e causarti il giorno dopo più di qualche dolore muscolare alle gambe. Proprio per questo non ti devi assolutamente vergognare di iniziare con qualcosa di veramente soft che non superi i 300-400 mt di dislivello, equivalenti a circa 1 ora di camminata in salita a ritmo blando. Nell’ottica di lasciare il tempo al tuo fisico di abituarsi a questo nuovo tipo di sforzo, la cosa migliore è **iniziare molto gradualmente** badando a dosare bene lo sforzo in funzione del tipo di terreno (accidentato, scorrevole ecc…) e dei cambi pendenza che incontrerai durante il cammino. Se sei in compagnia di qualcuno un **metodo valido** per riconoscere quanto sei sotto sforzo è quello di **parlare**: se riesci a farlo abbastanza tranquillamente vorrà dire che sei sulla buona strada e che il passo che stai tenendo è quello giusto per te. Per **scegliere i percorsi adatti alle tue prime escursioni in montagna** ti consiglio di individuare, con l’ausilio di una cartina topografica, dei sentieri con una pendenza piuttosto “morbida”. Questo lo puoi fare abbastanza facilmente guardando le **isoipse** o curve di livello, ovvero quelle linee riportate sulla carta che uniscono tutti i punti sul terreno aventi la stessa altezza rispetto al livello del mare. **Più le isoipse sono vicine tra loro maggiore sarà la pendenza del terreno**. In genere, partendo da zero, per riuscire ad attenersi senza grosse fatiche ai tempi di un escursionista medio ti basteranno una decina di escursioni di almeno una mezza giornata da fare ogni week end badando bene di rispettare una certa progressività di lunghezza e dislivello nella scelta dei percorsi. Durante la settimana poi, una camminata in salita a ritmo spedito di almeno un’ ora è il minimo che ci vuole per non arrugginire troppo… Con il tempo e la dovuta costanza riuscirai a compiere i fatidici 1000 metri di dislivello in salita in poco più di due ore senza affaticarti troppo. Un obiettivo non impossibile che ti permetterà di spassartela bene ad ogni escursione. Altri articoli correlati: **[Allenamento per chi è già un camminatore](http://www.montagnenostre.net/allenamento-per-chi-e-gia-un-camminatore/ "Allenamento per chi è già un camminatore")****[Come verificare il proprio stato di forma nel corso del periodo di allenamento?](http://www.montagnenostre.net/come-verificare-il-proprio-stato-di-forma-nel-corso-del-periodo-di-allenamento/ "Come verificare il proprio stato di forma nel corso del periodo di allenamento?")****[Allenamento per il trekking: i consigli di un accompagnatore di montagna](http://www.montagnenostre.net/allenamento-per-il-trekking-i-consigli-di-un-accompagnatore-di-montagna/ "Allenamento per il trekking: i consigli di un accompagnatore di montagna")** *Fonte: | Autore: Fabrizio Vago* // \]\]> **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Allenamento, camminate, preparazione atletica, trekking --- ### [Allenamento per chi è già un camminatore](https://www.montagnenostre.net/allenamento-per-chi-e-gia-un-camminatore/) **Published:** Febbraio 2, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Se invece sei già un camminatore ed il tuo obbiettivo è il mantenimento la strada è sicuramente meno in salita. Senza stressarti troppo basterà che tu faccia ogni week end un’escursione in montagna non troppo al di sotto del livello raggiunto affiancandola magari durante la settimana ad una camminata di buon passo o ad una sgambata in bici in collina o al parco se abiti in città. Questa appena descritta è una mia indicazione di massima di cui ho avuto riscontro sulla mia pelle e su quella di qualche mio amico. Indicazione che può sicuramente variare in base all’età, alla predisposizione e alle condizioni fisiche di ciascuno. Una cosa però è certa: una completa inattività per più di un mese comporta il rischio di ripartire praticamente da zero. Se l’ obbiettivo del mantenimento non ti basta e vuoi far di meglio dovrai cercare di aumentare la quantità, l”intensità e la durata delle sedute di allenamento durante la settimana ed alzare il livello dell’escursione del week end sia in termini di lunghezza che di dislivello, ma soprattutto per alzare l’asticella delle tue prestazioni dovrai cercare di sottoporre il tuo organismo sempre a nuove e continue sollecitazioni. Questo lo potrai fare, ad esempio, cambiando spesso ritmo e alternando tratti a passo tranquillo, dove recuperi, a tratti a passo molto sostenuto vicino al tuo limite. Nel giro di poco tempo noterai dei miglioramenti perché il tuo corpo reagirà a questi continui stimoli con una migliore efficienza rispetto al livello iniziale (**sovracompensazione**). Una cosa è però molto importante: per ottenere il massimo dai tuoi allenamenti dovrai sempre rispettare i giusti **tempi di recupero** per permettere al tuo organismo di riposarsi in modo sufficiente dopo un’escursione o una seduta di allenamento particolarmente lunga e impegnativa. Tempi di recupero che non sono mai uguali per tutti e che variano anche in base all’età. Per verificare ad ogni escursione e ad ogni seduta di allenamento i progressi fatti può essere molto utile avere al polso un orologio specifico per l’outdoor di quelli multifunzione con altimetro, barometro e bussola incorporati. Personalmente per le mie innumerevoli uscite in montagna ho scelto il **Casio PRO TREK PRW-3000** un orologio solido, affidabile e leggero. Questo orologio, grazie soprattutto ad un altimetro molto preciso, mi permette di tenere sotto controllo durante ogni escursione il dislivello percorso e il tempo impiegato a percorrerlo. Altri articoli correlati: **[Come verificare il proprio stato di forma nel corso del periodo di allenamento?](http://www.montagnenostre.net/come-verificare-il-proprio-stato-di-forma-nel-corso-del-periodo-di-allenamento/ "Come verificare il proprio stato di forma nel corso del periodo di allenamento?")** **[Allenamento per il trekking: i consigli di un accompagnatore di montagna](http://www.montagnenostre.net/allenamento-per-il-trekking-i-consigli-di-un-accompagnatore-di-montagna/ "Allenamento per il trekking: i consigli di un accompagnatore di montagna")** **[Allenamento per chi non hai mai camminato in montagna](http://www.montagnenostre.net/allenamento-per-chi-non-hai-mai-camminato-in-montagna/ "Allenamento per chi non hai mai camminato in montagna")** *Fonte: | Autore: Fabrizio Vago* // \]\]> **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Allenamento, camminate, preparazione atletica, trekking --- ### [Il tesoro delle fate della Valle Aurina](https://www.montagnenostre.net/il-tesoro-delle-fate-della-valle-aurina/) **Published:** Novembre 19, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **A quei tempi la valle del Gerina era la più bella delle Alpi svizzere, con grassi pascoli e campi fertilissimi, tanto che la chiamavano «La verde». Nel mezzo c’era un grazioso laghetto, e sulle rive del lago un villaggio lindo e civettuolo. Il proprietario dei pascoli e dei campi si chiamava Aimone ed era un uomo di vecchio stampo, attaccatissimo alle tradizioni, cordiale, generoso, galantuomo sino allo scrupolo, e perciò benvoluto da tutti.** Si diceva che la prosperità del luogo fosse dovuta alla particolare protezione delle Fate, che abitavano in una caverna sulla roccia sovrastante la vallata. Certo è che Aimone faceva mettere ogni mattina un secchio di latte su una grossa pietra a forma di altare che era proprio sotto la rupe, e qualche minuto dopo il secchio era vuoto. Chi lo vuotava, e come? Nessuno era riuscito mai a saperlo: fin che qualcuno rimaneva lì vicino al secchio a spiare, il secchio restava pieno. Il padrone del resto aveva proferito terribili minacce contro coloro che si mostrassero in proposito troppo curiosi; e ognuno sapeva ch’egli era un uomo da mantenere ciò che prometteva. Ma un giorno Pietro, il figlio del padrone, un giovinetto di forse quindici anni, volle penetrare il segreto di quel latte che scompariva cosi misteriosamente; e, appena il secchio fu messo sulla pietra, egli si mise li di guardia e vi restò tutto il giorno. A sera, il secchio era ancora pieno; ma il latte s’era guastato e si dovette buttar via. Quello stesso giorno mori la più bella capretta del gregge, la preferita di Pietro. Quando questi tornò a casa, il padre lo chiamò nella sua camera e, chiusa la porta e la finestra perché nessuno udisse, gli parlò in tono grave: — Ascoltami bene, figlio mio. Tu non sei più un bambino ormai e certe cose le puoi capire. Per fartele capir meglio, ti svelerò un segreto che si è conservato per secoli nella nostra famiglia, trasmesso da padre in figlio. Tu conosci il Rubly, la roccia che domina la nostra vallata, e sai che circa alla metà di essa si apre una grotta: là dentro abitano da secoli due Fate che proteggono la nostra famiglia e la nostra alpe. In ricompensa di questa protezione, ogni mattina faccio portare sulla pietra che sai un secchio di latte. Sono le Fate che scendono a prenderlo e se lo bevono: è l’unico loro nutrimento. Ma guai a colui che volesse impedire alle Fate di prenderlo, guai al temerario che osasse esplorare la loro grotta! Tu oggi hai commesso appunto il primo di questi sacrilegi, e stasera la tua capretta favorita è morta. Ti consiglio perciò di non voler ripetere più il tuo atto insano. Pietro, stupito per le parole che udiva, passò tutto il giorno seguente a guardar di lontano la roccia e la caverna che vi si apriva a metà; e a furia di fissarvi lo sguardo, gli parve di vedere infatti due forme bianche e leggiere fluttuare nel sentiero verdeggiante che menava alla grotta. Da quel giorno credette fermamente alle Fate della Verde e si sarebbe guardato bene dal tentare ancora l’esperimento che gli era costato già la perdita della capretta favorita. Passarono gli anni, e Pietro divenne un bel giovane, laborioso e gagliardo. Tutte le ragazze del villaggio, si sa, lo avrebbero voluto per marito; ma egli pareva insensibile alle loro grazie e alle loro moine. Tuttavia venne il momento anche per lui d’innamorarsi. Era capitata in paese una bellissima fanciulla forestiera, a nome lolanda. Si diceva che venisse dalla città e che fosse figlia di un signore: certo i suoi modi erano assai più gentili di quelli delle valligiane, e anche la sua bellezza aveva qualcosa di più fine e delicato. Pietro avrebbe dato chi sa che per sposarla; ma la ragazza si mostrava restia alle nozze, e ogni volta che il giovane gliene aveva parlato, ella, severa, aveva deviato il discorso. Un giorno un pastore, sceso dai monti che sovrastano la valle, aveva regalato a Pietro uno strano ciottolo molto pesante, di tinta nerastra, con certe venature che, a guardarle da certi punti di vista, luccicavano come pagliuzze d’oro. Pietro aveva mostrato il ciottolo alla bella lolanda, che nel vederlo si era subito trasfigurata. — Senti, Pietro — gli aveva detto — se tu riesci a trovare la miniera d’oro che è certamente nel Rubly, io ti sposerò. Ma non tentar neppure di cercarla da solo: esporresti inutilmente la tua vita, e morresti come i tanti che ti hanno preceduto. Bisogna che nelle ricerche ti guidi una Fata. Sai tu se in questo paese ce ne siano? — Si — rispose impudemente il giovanotto — ne conosco due. — Ebbene, eccoti una preghiera magica che costringerà le due Fate che tu conosci ad indicarti la miniera. E, cosi dicendo, tirò fuori dal seno una pergamena coperta di caratteri rossi, e la porse a Pietro. Che lotta fu quella che sconvolse per i tre giorni successivi il cuore del povero ragazzo! Da una parte c’era il rispetto dovuto alle Fate protettrici della sua famiglia e della vallata (come avrebbe osato far loro violenza?); dall’altra parte c’era il suo amore per lolanda. Vinse, si sa, l’amore. E in una fosca notte d’estate (grossi nuvoloni si rincorrevano nel cielo) il giovane parti per la montagna. La pergamena gli bruciava le dita. Arrivato che fu sul sentiero che conduceva alla caverna delle Fate, dovette fermarsi, perché il cuore gli batteva forte forte. Poi riprese cautamente il cammino e arrivò all’ingresso della grotta che nessuno finora aveva mai violato. Accese una torcia a vento e si mise a leggere la formula magica scritta col sangue sulla pergamena. Ma, appena ebbe pronunziate le prime parole, tutta la montagna cominciò a tremare dalle fondamenta, un fragore terribile usci dal profondo dell’antro e si ripercosse per tutta la valle; lampi squarciavano il cielo, e la rupe, oscillando sulla sua base, precipitò con spaventoso fracasso sui prati sottostanti. Quando sorse l’alba, illuminò uno degli spettacoli più tragici di desolazione: i bei pascoli della Verde erano spariti e al loro posto era un terreno squallido seminato di macigni e di sassi di tutte le dimensioni. Di Pietro non si seppe più nulla: non si riusci nemmeno a ritrovare il suo corpo. *Fonte: http://www.tiziana1.it/* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Racconti e Leggende, Svizzera, Valle Aurina, valle del Gerina --- ### [Malga di Clusio](https://www.montagnenostre.net/malga-di-clusio/) **Published:** Giugno 22, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Clusio **Quota di partenza:** 1.062 m | **Dislivello:** 1014 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti/4 ore **Periodo di Apertura:** metà Giugno - inizio Settembre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** N.D. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Clusio si prende la strada per il maso di Polserhof, si prosegue sulla carreggiabile fino a poco prima della segheria del convento (oggi capanna di caccia) Da qui si prende prima il sentiero n. 11 a e poi il sentiero n. 11 per attraversare la valle d'Arunda fino alla malga di Cusio. *Fonte: alto-adige.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Malga di Laudes | [rifugio Sesvenna](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sesvenna/) | Gola d'Uina [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** val venosta, valle arunda --- ### [Apre i battenti “Rent Bike Palù”](https://www.montagnenostre.net/apre-i-battenti-rent-bike-palu/) **Published:** Maggio 31, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Dal 10 giugno negli uffici turistici di Sondrio e Chiesa in Valmalenco **Sondrio, 24 maggio 2017.** Neanche il tempo di assaporare, anche in Valtellina, il primo vero caldo che subito tra Sondrio e Valmalenco nasce una nuova opportunità per i sempre più numerosi turisti che amano pedalare nella natura, ammirando le bellezze del territorio. Dal 10 giugno apre i battenti “Rent Bike Palù”, il noleggio biciclette pensato per percorrere panorami mozzafiato attraverso i sentieri della Valmalenco, il sentiero Rusca, la Via dei Terrazzamenti, le piste ciclabili di Chiesa in Valmalenco e Lanzada, il pump track di Caspoggio e, sul fondovalle, il sentiero Valtellina. Iniziativa che avrà lo scopo di supportare“Train&Bike”, il nuovo progetto per il turismo sostenibile di Trenord che prevede offerte turistiche sostenibili per l’estate 2017 e che nasce sull’esperienza positiva dei“Treni della Neve". Dal 10 giugno al 1° ottobre Trenord propone a prezzi vantaggiosi biglietti che comprendono il viaggio di andata e ritorno in treno da tutta la Lombardia e il noleggio di bici a Sondrio e Chiesa in Valmalenco: nei weekend in giugno e settembre e ogni giorno in luglio e agosto, con l’aggiunta di sconti su strutture ricettive e punti di ristoro. Una soluzione comoda e conveniente. Comoda perché si lascia a casa il pensiero del traffico e del trasporto della bicicletta. Conveniente perché le nuove proposte partono da soli 14 € fino a un massimo di 56 € per una famiglia di quattro persone. Strade sterrate, asfaltate o single track? Nessun problema. Presso gli uffici turistici di [Sondrio](https://www.google.it/maps/@46.1660413,9.873094,3a,75y,350.29h,88.93t/data=!3m6!1e1!3m4!1scPsb69ByhnPZ3CIaSG2Tdg!2e0!7i13312!8i6656!6m1!1e1) e [Chiesa in Valmalenco ](https://www.google.it/maps/@46.2714822,9.8562628,3a,75y,319.21h,94.74t/data=!3m7!1e1!3m5!1syOCTY0ZMmqb_FVwVP4aUSg!2e0!6s//geo2.ggpht.com/cbk?panoid=yOCTY0ZMmqb_FVwVP4aUSg&output=thumbnail&cb_client=maps_sv.tactile.gps&thumb=2&w=203&h=100&yaw=263.32727&pitch=0&thumbfov=100!7i13312!8i6656!6m1!1e1)si potrà scegliere la MTB che meglio si adatta ai [percorsi esistenti](http://www.sondrioevalmalenco.it/03_escursioni/06_bike.html) in quota oppure nel fondovalle e la scelta potrà ricadere secondo le singole esigenze: freeride, crosscountry oppure all mountain, fino alle più recenti e-bike. Il campo base sarà posizionato ai piedi delle [Funivie al Bernina](http://www.sondrioevalmalenco.it/05_skiarea/01_presentazione.html), dove, oltre ai mezzi si potranno ricevere tutte le informazioni necessarie per le “giornate bike”. Ma non solo. Dai primi di luglio, a supporto dell’iniziativa, sarà attivo anche un bike shuttle (su prenotazione) che permetterà di raggiungere ulteriori luoghi tra Sondrio e Valmalenco per iniziare i propri tour e, volendo, organizzare il rientro. E proprio la Valmalenco, realtà territoriale di nota importanza e peculiarità geologica e mineraria, con un’antica tradizione di escavazione e lavorazione di pietre e minerali, ospiterà sabato 26 maggio, la Giornata Nazionale delle Miniere. Il [programma](http://www.sondrioevalmalenco.it/IXgiornatamondialedelleminiere.htm) prevede visite guidate presso cave e miniere e luoghi di lavorazione della pietra, centri storici e musei, degustazioni, laboratori d’arte e indagine su pietra per bambini. E si chiuderà alla grande con il concerto del coro alpino più celebre d’Italia e rinomato in tutto il mondo, il Coro della SAT, che presso la Miniera di talco Brusada Ponticelli di Lanzada, nella sua quasi centenaria e intramontabile carriera, si esibirà per la prima volta “nelle viscere” di una montagna. *Sondrio e Valmalenco, nel cuore della Valtellina, è un territorio caratterizzato da una natura selvaggia, ma generosa, incastonato tra le Alpi Orobiche e Retiche, tra cui svetta, con i suoi 4.050 metri, il pizzo Bernina. Regno della neve d'inverno con 50 km di piste da sci, uno snowpark e una sconfinata offerta di attività all'aria aperta, tra montagne bellissime e maestose, sa regalare una scenografia di colori, profumi e sapori che mutano ad ogni stagione. Non mancano bellezze naturali, artistiche, storiche e scenari unici, come i terrazzamenti vitati, sul versante retico dell'Adda, sui quali si producono pregiati vini che ben si accompagnano ai migliori prodotti della tradizione enogastronomica valtellinese **Per ulteriori informazioni:**Web: [www.sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it) Fonte: Ufficio stampa [Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco](http://www.sondrioevalmalenco.it/) **Categorie:** Eventi **Tag:** Bike, percorsi, Valmalenco, valtellina --- ### [Bivacco Colombo Giancarlo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-colombo-giancarlo/) **Published:** Gennaio 10, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Cedec](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AF** *- Salita Alpinistica Facile*\[/mks\_highlight\]Salita con nessuna difficoltà particolare, ma l’utilizzo di materiale d’alpinismo (casco, corda, cramponi, picozza) può essere necessario. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Albergo Ghiacciaio dei Forni raggiungibile per carrozzabile (6 km) da S. Caterina Valfurva. **Quota di partenza:** 2178 m | **Dislivello:** 1307 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** C.A.I. Sezione di Seregno **Tel.** +39 0362 638236 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal Branca Cesare-Martinelli Luigi 2493 m scendere brevemente sul valloncello compreso fra la morena destra orografica del ghiacciaio dei Forni e le pendici della montagna. Risalire portandosi da ultimo sul filo della morena fino al suo termine per poi deviare a sinistra e risalire una valletta detritica che porta all'inizio del ghiacciaio. Si percorre il ghiacciaio in direzione NE entrando nella conca sottostante il Palon de la Mare. Proseguendo nella medesima direzione si raggiunge, la parte inferiore del crestone W del Palon de la Mare che si risale facilmente fin verso i 3600 m dove é possibile tornare a traversare raggiungendo in breve la cresta fra il Monte Ròsole e il Palon de la Mare. Per facile dorsale ghiacciata si scende verso N all'ampia sella glaciale del Col de la Mare. Si continua per la dorsale di cresta in direzione N che risale a formare la cresta S del Monte Ròsole dove sorge il bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/125/bivacco-colombo-giancarlo/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Branca Cesare-Martinelli Luigi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-branca-cesare/ "Rifugio Branca Cesare") | Rifugio Larcher Guido **ASCENSIONI**Traversata delle Tredici Cime \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Nigritella.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i bivacchi della Val Cedec »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valcedec-bivacchi/) **Categorie:** Val Cedec **Tag:** Ghiacciaio dei Forni, Ortles-Cevedale --- ### [Bivacco Del Piero Giampaolo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-del-piero-giampaolo/) **Published:** Marzo 23, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Zebrù - Val Cedec](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\]Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni **Quota di partenza:** 2176 m | **Dislivello:** 1002 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Apertura in permanenza **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Bormio **Tel.** +39 0342 903300 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il Bivacco è situato nell'avvallamento tra la cima della Manzina e il monte Confinale. Il posizionamento proprio sul passo ne permette una facile localizzazione da entrambi i versanti, sebbene venga solitamente raggiunto dal versante meridionale, risalendo la valle della Manzina. Dal Bivacco la vista si apre sulla val Zebrù e sulle imponenti cime, Ortles e Gran Zebrù su tutte, che la sovrastano. Dal bivacco è inoltre facilmente raggiungibile la cima del monte Confinale (3370 mt) o in alternativa la cima della Manzina. Il Bivacco Del Piero (3180 mt) è raggiungibile direttamente da Santa Caterina Valfurva (4h, dislivello 1430 mt) oppure dalla valle dei Forni, partendo dal rifugio Stella Alpina (3h, dislivello mt) o più avanti dal Rifugio Albergo Ghiacciaio dei Forni (2h 30', dislivello 1000mt). Tutte le varianti si ricongiungono in prossimità dell'imbocco del sentiero che sale al lago della Manzina. Per chi volesse partire da Santa Caterina Valfurva bisogna imboccare, all'inizio dell'abitato, la strada che si dirige verso i Forni. Dopo alcune centinaia di metri troviamo un parcheggio dove lasciare la macchina. Quindi prendiamo una stradetta sulla sinistra, inizialmente asfaltata, che sale nel bosco (cartello indicatore "sentiero delle Cappellette"). Dopo poche centinaia di metri la strada diventa sterrata e con buone pendenze ci porta in alcuni km fino alle baite dell'Ables, dove è anche situato il ristoro Ables (1h). Per chi volesse variare il percorso tra andata e ritorno è possibile giungere alle baite dell'Ables anche da un altro sentiero che s'imbocca dalla piazza nel centro di Santa Caterina Valfurva, di fronte all'Hotel Compagnoni e arriva alle baite dell'Ables nei pressi di una fontana. Giunti alle baite dell'Ables il bosco lascia spazio ai prati ed al panorama dell'alta Valfurva, dominata dalla piramide del Tresero e dal monte Sobretta. Si prosegue sempre sull'ampia strada, ora in leggera salita, in direzione della valle dei Forni, con le vette congelate delle Tredici Cime e l'ancor imponente ghiacciaio. Ad un certo punto incrociamo una deviazione che in salita ci porta al bellissimo Lago della Manzina. Da qui il sentiero diventa di alta montagna e, risalendo tra gande e ghiaioni, raggiungiamo il bivacco, che già in anteprima diventerà visibile in cima ad una selletta. In caso di inverni nevosi la parte finale del tracciato può essere in parte innevata anche a luglio, rendendo più difficile l'individuazione del sentiero, senza tuttavia recare particolari problemi di percorrenza, se non dover prestare la dovuta attenzione. Per chi invece arrivasse dalla valle dei Forni è possibile salire dal sentiero che si diparte proprio di fronte al rifugio Stella Alpina. Da qui in meno di 1 ora ci si porta alle baite di Pradaccio. Ora, sbucati sulla strada principale, si prosegue in piano verso sinistra fino a incontrare il sentiero, precedentemente descritto, che sale al lago della Manzina. L'ultima ipotesi è la partenza direttamente dall'Albergo Ghiacciaio dei Forni. In questo caso ci affidiamo alla strada che, con indicazioni Ables-Confinale-Lago della Manzina, dapprima sale e poi si dirige verso sinistra, sino ad incontrare nuovamente il bivio già descritto, che dalla carrozzabile porta verso il lago della Manzina. *Fonte:[ waltellina.com](http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/rifugi_bivacchi/alta_valtellina_ortles_cevedale/bivacco_del_piero_monte_confinale_manzina/bivacco_del_piero_monte_confinale_manzina.html) | Autore: G. Meneghello* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Lago della Manzina | Campec | Pradaccio di Sopra **ASCENSIONI**Monte Confinale | Cima della Manzina [Vedi tutti i bivacchi della Val Cedec »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valcedec-bivacchi/) **Categorie:** Val Cedec **Tag:** Gruppo Ortles, Monte Confinale, Val Zebrù --- ### [Bivacco Meneghello Francesco](https://www.montagnenostre.net/bivacco-meneghello-francesco/) **Published:** Maggio 3, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Cedec](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AF** *- Salita Alpinistica Facile*\[/mks\_highlight\]Salita con nessuna difficoltà particolare, ma l’utilizzo di materiale d’alpinismo (casco, corda, cramponi, picozza) può essere necessario. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Albergo Ghiacciaio dei Forni raggiungibile per carrozzabile (6 km) da S. Caterina Valfurva. **Quota di partenza:** 2178 m | **Dislivello:** 1162 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** CAI Sezione di Vicenza **Tel.** +39 0444 545369 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal parcheggio auto presso l'Albergo Ghiacciaio dei Forni si imbocca verso destra (E) una stradetta sterrata che si abbassa lievemente a lambire un piccolo ma evidente bacino artificiale. Tralasciando la deviazione che scende alla diga, si risale traversando su un ponte la Val Cedèc entrando quindi nella piccola Valle dei Forni, occupata più in alto dalla fronte dell'omonimo ghiacciaio. Lasciata sulla sinistra la strada che sale alla vicina Malga dei Forni, si prosegue in direzione E con tracciato un po' più ripido che dopo alcuni tornanti si giunge presso il rifugio Branca 2493 m. Scendere brevemente nel valloncello compreso fra la morena destra orografica del ghiacciaio dei Forni e le pendici della montagna. Risalire portandosi da ultimo sul filo della morena fin quasi al suo termine per poi deviare a destra prendendo la traccia che scende sul ghiacciaio. Puntare in direzione S e traversare il bacino glaciale raggiungendone la parte superiore e sempre con direzione S, rimontando un ultimo breve e ripido pendio si mette piede sul Colle degli Orsi, massima depressione della cresta fra la Punta Cadini a E e la Punta San Matteo ad W. Percorrere la dorsale verso destra e in pochi minuti si raggiunge il bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/127/bivacco-Meneghello-Francesco)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Traversata delle 13 Cime **ASCENSIONI**Punta San Matteo [Vedi tutti i bivacchi della Val Cedec »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/lombardia_bivacchi/valcedec-bivacchi/) **Categorie:** Val Cedec **Tag:** Ghiacciaio dei Forni, Ortles-Cevedale --- ### [Se vedete questa “erbaccia” che cresce nel vostro giardino, non sradicatela! Ecco perché…](https://www.montagnenostre.net/se-vedete-questa-erbaccia-che-cresce-nel-vostro-giardino-non-sradicatela-ecco-perche/) **Published:** Marzo 21, 2017 **Author:** Redazione **Content:** La maggior parte di voi probabilmente vede la Portulaca (detta porcellana comune) comune come una pianta inutile, ma quest’articolo vi rivelerà alcuni fatti interessanti riguardo questa “erbaccia”. Le sue foglie producono fantastici effetti benefici, così la prossima volta che volete coglierla e buttarla via, dovrete tenerlo a mente. La Portulaca contiene una grande quantità di vitamine e minerali che aiuta il fabbisogno generale, e la grande quantità di calcio rinforza le nostre ossa. I suoi semi sono estremamente forti, e la pianta probabilmente sopravvive oltre i 25 anni, ciò significa che rinforza significativamente il sistema immunitario. Quest’erba include molta più vitamina A di tutti gli ortaggi verdeggianti, molto utile nel prevenire il cancro. Contiene inoltre Omega-3 e acidi grassi in abbondanza, fondamentali nel prevenire malattie cardiovascolari e ictus. In più è questa pianta è priva di OGM. Sapendo ciò, dovreste realmente considerare di includerla nella vostra dieta regolare. Le sue foglie hanno un delizioso gusto al limone e una consistenza croccante. Perciò, potete rimpiazzarla con gli spinaci, e includerla in varie ricette. Potete aggiungerla in insalate e sandwich, e visto che è anche ricca di proteine, rinforzerà il vostro fabbisogno energetico. La Portulaca riduce anche il rischio di disturbi dello sviluppo nei bambini, come autismo e l’ADHD. Grazie per aver impiegato un po’ del vostro tempo per leggere questo articolo. Se l’avete trovato interessante, per favore condividetelo con la vostra famiglia e gli amici. Il vostro supporto nel condividere la libera informazione sarebbe molto apprezzato. Fonte: https://dituttodalweb.blogspot.it **Categorie:** Notizie dalla montagna, Piante officinali di montagna **Tag:** piante commestibili, Piante officinali, portulaca --- ### [Bivacco CAI Cividale "Sandro e Mauro"](https://www.montagnenostre.net/bivacco-cai-cividale-sandro-e-mauro/) **Published:** Maggio 23, 2017 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Situato a 1414 m. su uno spallone erboso posto sulla Costa di Goliz a N del Monte Cimone.Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Dogna](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per Esperti*\[/mks\_highlight\] Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** rotabile della Val Dogna **Quota di partenza:** 634 m | **Dislivello:** 870 m in salita + 90 m in discesa | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e incustodito **Posti letto:** 12 posti letto **Gestione:** CAI Sezione di Cividale **Tel.** +39 0432 700096 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal tornante di q. 634 m sulla strada della Val Dogna (il primo tornante dopo la seconda galleria) un sentiero (segnavia CAI 640) scende a una passerella metallica che permette di attraversare il torrente Dogna. Il sentiero sale con strette svolte a incrociare il sentiero CAI 651, nei pressi dei resti degli stavoli Costa di Goliz, e prosegue in salita nel bosco seguendo l’andamento della Costa di Goliz. Il sentiero rimonta interamente il crinale, in alto ripido e parzialmente dirupato, e piegando da ultimo verso sinistra raggiunge il bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1209/bivacco-cai-cividale/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bivacco Del Dorso Sandro **ASCENSIONI**Tutte le vie della parete Nord del Monte Cimone. [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Alpi Giulie, Costa di Goliz, Monte Cimone, Val Dogna --- ### [La Val d'Ayas](https://www.montagnenostre.net/valle-dayas/) **Published:** Gennaio 24, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **La Val d’Ayas è una valle laterale di sinistra della valle d’Aosta. Confina a nord con il Vallese (Svizzera), ad est con la valle del Lys, a sud con la valle della Dora Baltea e ad ovest con la Valtournenche.** \[accordion\] \[toggle title=”DESCRIZIONE DELLA VALLE” state=”opened”\] La **Val d’Ayas** è una delle due valli sulle quali si affaccia il massiccio del **Monte Rosa**, le cui vette culminano, a più di **4000 metri**, con il Breithorn (4165 m), il Polluce (4090 m) ed il Castore (4225 m). E’ una valle di origine glaciale, caratterizzata da un imbocco stretto e impervio, ma che si apre in ampie conche verdeggianti dove i boschi di latifoglie, di larici e di abeti lasciano il posto alle praterie alpine. La presenza di grandi ghiacciai ha consentito la formazione di numerosi laghi, mete di molte escursioni. Vi scorre il torrente **Evançon**, che crea una meravigliosa conca nell’alta valle, nella quale sono situati i borghi più caratteristici della zona.Da **Verrés**, all’imbocco della valle, si susseguono numerosi abitati: Challand St. Victor, Challand St. Anselme, Brusson e Ayas, ognuno dei quali conta al suo interno diverse borgate.I primi insediamenti umani si fanno risalire all’epoca dei Salassi, gli antichi abitanti della Regione, mentre con la conquista romana del territorio, l’alta Val d’Ayas diventa un’importante via di passaggio per raggiungere il territorio degli Elvezi. Nel corso del XII secolo, Ayas e le sue terre diventano dominio dell’Abbazia di Saint-Maurice d’Agaune, nel Vallese, e questo portò ad un insediamento nel territorio di popolazioni di origine germanica, i Walser. Questi ultimi, con le loro tradizioni e la loro cultura, hanno influenzato architettura e costumi della zona. Solo nel secolo successivo le terre della valle vennero infeudate dalla potente casata degli Challant. Il capoluogo della valle è **Ayas** (1709 m), comune al cui nome non corrisponde un abitato specifico, bensì 35 villaggi diversi, che costituiscono l’attuale territorio comunale. Il villaggio più conosciuto e popolato è **Champoluc**, che si sviluppa lungo le rive dell’Evançon ed ha il suo centro intorno alla vecchia chiesa del XVII secolo, oggi sconsacrata. Nato come centro di villeggiatura estivo, negli anni ’60 è diventato una prestigiosa meta di soggiorno invernale e stazione alpina di livello turistico internazionale grazie all’esteso domaine skiable del **Monterosa Ski**, che collega la Val d’Ayas con laValle di Gressoney e la Valsesia. A pochi km da Champoluc, sul lato orografico sinistro della valle, e più in quota, si trova **Antagnod**, capoluogo di Ayas. Questo abitato è stato inserito tra i “borghi più belli d’Italia” e al suo interno le tradizioni locali e l’artigianato sopravvivono ancora oggi, in particolare la produzione e l’utilizzo dei famosi “**sabots**”, ovvero tipiche calzature in legno. Oltrepassando Champoluc, al fondo della valle, si incontrano ancora **Frachey** e **Saint-Jacques**, quest’ultimo chiamato anche “Canton des Allemands” in quanto è stato caratterizzato dalla presenza, a partire dal XII secolo, delle colonie **Walser** di origine tedesca. Questi ultimi edificarono anche i piccoli villaggi di **Resy**,**Soussun**, **Crest**, **Mascognaz**, **France** e **Cunéaz**, nei quali ancora oggi si possono ammirare i tipici “**rascards**”, case contadine in legno e pietra caratterizzanti l’architettura vallese. A 1338 metri troviamo l’abitato di **Brusson**, caratterizzato da un paesaggio dolce e soleggiato. Durante l’epoca salassa erano già utilizzate le miniere d’oro, localizzate vicino ai **laghi di Frudière**, ma l’origine del borgo sembra risalire all’epoca romana. In inverno, Brusson è il paradiso per gli amanti dello **sci nordico**, ma ospita anche gli impianti di risalita di **Estoul**, del comprensorio Palasinaz. D’estate offre una innumerevole varietà di passeggiate ed escursioni, durante le quali si possono raggiungere i numerosi laghi, tra i più belli della regione. Brusson è anche storia e cultura: si possono ammirare le importanti vestigia del passato come il **Castello di Graines** (X secolo), fatto edificare dai monaci dell’Abbazia di Saint-Maurice d’Agaune e la casa forte degli Challant. **Challand-Saint-Anselme** (1036 m) si trova sul versante orografico destro della valle e si estende tra boschi di latifoglie, conifere, prati e pascoli, comprendendo un territorio di circa 27 km quadrati. Storicamente, protagonista indiscussa di questa comunità è stata la nobile famiglia degli Challant, prestigosa casata valdostana. Per la sua posizione geografica, Challand-Saint-Anselme è un ottimo punto di partenza per escursioni e gite estive, nonché comoda base per raggiungere la zona dell’alta valle e il **Parco del Mont Avic** (Champdepraz, a 10 km i distanza). **Challand-Saint-Victor** (765 m) è un centro di mezza montagna e gode di un clima mite in ogni periodo dell’anno. Il suo territorio è strattamente legato alla nobile famiglia degli **Challant**, in quanto nel XIII secolo il Visconte di Aosta venne nominato signore del **Castello di Villa-Challant**. La famiglia abitò a lungo il Castello, i cui resti possono essere ammirati sulla collinetta sovrastante l’abitato. Challand-Saint-Victor ha conservato il suo carattere rurale, i prati, i boschi e gli antichi sentieri, è una località adatta ai soggiorni tranquilli, lontani dalle località mondane, ma sufficientemente vicina ai luoghi dove praticare sport e divertimenti. *Fonte: valdayas-monterosa.it* \[/toggle\] \[/accordion\] **TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE D’AYAS** [Rifugio Guide Val d’Ayas](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-val-dayas/ "Rifugio Guide Alpine Val d’Ayas") | [Rifugio Arp](http://www.montagnenostre.net/rifugio-arp/ "Rifugio Arp") | [Rifugio CAI Casale](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-casale/ "Rifugio CAI Casale") | [Rifugio Ferraro](http://www.montagnenostre.net/rifugio-ferraro/ "Rifugio Ferraro") | [Rifugio Grand Tournalin](http://www.montagnenostre.net/rifugio-grand-tournalin/ "Rifugio Grand Tournalin") | [Rifugio Guide di Frachey](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-di-frachey/ "Rifugio Guide di Frachey") | [Rifugio Quintino Sella](http://www.montagnenostre.net/rifugo-quintino-sella-al-felik/ "Rifugo Quintino Sella al Felik") | [Rifugio Mezzalama](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mezzalama/ "Rifugio Mezzalama") | [Rifugio Vieux Crest](http://www.montagnenostre.net/rifugio-vieux-crest/ "Rifugio Vieux Crest") **TUTTI I BIVACCHI DELLA VALLE D’AYAS** [Bivacco Crabun](http://www.montagnenostre.net/bivacco-crabun/ "Bivacco Crabun") | [Bivacco Città di Mariano](http://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-mariano/ "Bivacco Città di Mariano") | [Bivacco Ulrich Lateltin](http://www.montagnenostre.net/bivacco-ulrich-lateltin/ "Bivacco Ulrich Lateltin") | [Bivacco Rossi e Volante](http://www.montagnenostre.net/bivacco-rossi-giorgio-e-volante-cesare/ "Bivacco Rossi Giorgio e Volante Cesare") | [Bivacco Cravetto](http://www.montagnenostre.net/bivacco-cravetto/ "Bivacco Cravetto") **Categorie:** Valli **Tag:** Monte Rosa, Villaggi Walser --- ### [Valtournenche](https://www.montagnenostre.net/valtournenche/) **Published:** Febbraio 3, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **La Valtournenche è una valle laterale della Valle d’Aosta. Ha lo stesso nome del suo comune principale Valtournenche. La valle è orientata nella direzione sud-nord. A sud vi è la valle principale della Dora Baltea, con la quale la Valtournenche si congiunge a Châtillon. A nord vi è la catena delle Alpi Pennine e tra questi monti primeggia il Cervino. Oltre la cresta delle vette si trova la valle svizzera Mattertal di Zermatt. Il colle del Teodulo (Col de Saint-Théodule) collega queste due valli. Ad est la Valtournenche confina con la val d’Ayas. Ad ovest nella bassa valle confina con il Vallone di Saint-Barthélemy e nell’alta valle con la Valpelline. La valle è solcata dal torrente Marmore, affluente di sinistra della Dora Baltea.** \[accordion\] \[toggle title=”DESCRIZIONE DELLA VALLE” state=”opened”\] Valtournenche è il nome della valle, del paese, del comune e della stazione sciistica. Forse proprio per questo motivo molti fanno confusione non sapendo bene come riferirsi a Valtournenche, infatti è corretto dire “a Valtournenche” se ci riferiamo all’abitato, oppure “in Valtournenche” se stiamo parlando della valle. La Valtournenche è una valle laterale della Valle d’Aosta, si trova nella parte nord-orientale della regione quindi è una delle più vicine da raggiungere venendo dall’Italia. La valle è percorsa dalla Strada Statale 406 di Cervinia, imboccando la valle da Châtillon i centri abitati che si trovano sono Torgnon, Antey-Saint-André, La Magdeleine, Chamois, Valtournenche e Cervinia. Il paese di Valtournenche, a 1524 m.s.l.m, è piccolo e, come tutti i luoghi di montagna, percorribile da un’estremità all’altra in pochi minuti a piedi. Tutto è incentrato sul turismo, infatti il paese è un susseguirsi di alberghi, botteghe di prodotti tipici (soprattutto vini, ottimi formaggi, artigianato in legno) ma anche negozi di articoli sportivi, piccoli supermarket, una farmacia e tutto ciò che può servire. A Valtournenche tutto è incentrato sullo sci, infatti è una rinomata stazione sciistica e può vantare un comprensorio assolutamente invidiabile che offre 45km di piste e che è stato unificato, sci ai piedi, ai comprensori di Cervinia e Zermatt (Svizzera). In estate Valtournenche è un ottimo punto di partenza per escursioni di tutti i livelli **LE MONTAGNE** Il monte per eccellenza della valle è certamente il Cervino, che con i suoi 4.478 m domina la valle. Altre vette contornano la valle. Tra queste ricordiamo: **Dent d’Hérens** – 4.171 m lungo la frontiera con la Svizzera e lo spartiacque con la Valpelline **Punta Margherita** – 3.905 m lungo lo spartiacque con la Valpelline, costituisce il punto più elevato delle Grandes Murailles **Gobba di Rollin** – 3.902 m lungo lo spartiacque con la val d’Ayas e la frontiera con la Svizzera **Punta Budden** – 3.630 m – lungo lo spartiacque con la Valpelline **Becca di Luseney** – 3.504 m – lungo lo spartiacque con la Valpelline ed il Vallone di Saint-Barthélemy **Château des Dames** – 3.488 m – lungo lo spartiacque con la Valpelline **Testa Grigia** – 3.480 m – lungo la frontiera con la Svizzera **Punta di Fontanella** – 3.384 m – lungo lo spartiacque con la Valpelline **Grand Tournalin** – 3.379 m – lungo lo spartiacque con la val d’Ayas **Dôme de Cian** – 3.351 m – lungo lo spartiacque con la Valpelline **Monte Roisetta** – 3.334 m – lungo lo spartiacque con la val d’Ayas **Punta Cian** – 3.320 m – lungo lo spartiacque con la Valpelline **Becca di Nana** – 3.010 m – lungo lo spartiacque con la val d’Ayas **Monte Zerbion** – 2.722 m – lungo lo spartiacque con la val d’Ayas **Becca d’Aver** – 2.469 m – lungo lo spartiacque con il Vallone di Saint-Barthélemy. **I LAGHI** In Valtournenche sono presenti alcuni laghi artificiali per sfruttare l’energia idroelettrica. I principali sono: **Lago di Les Perrères** (artificiale) – 1.825 m **Lago di Cignana** (artificiale) – 2.158 m **Lago Goillet** (artificiale) – 2.515 m \[/toggle\] \[/accordion\] **TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE D’AYAS** [Rifugio Jean Antoine Carrell](http://www.montagnenostre.net/rifugio-jean-antoine-carrel/ "Rifugio Jean Antoine Carrel") | [Rifugio Guide Alpine del Cervino](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-del-cervino/ "Rifugio Guide Alpine del Cervino") | [Rifugio Teodulo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-teodulo/ "Rifugio Teodulo") | [Rifugio Perrucca-Vuillermoz](http://www.montagnenostre.net/rifugio-perucca-vuillermoz/ "Rifugio Perucca-Vuillermoz") | [Rifugio Duca degli Abruzzi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-duca-degli-abruzzi-allorionde/ "Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondé") | [Rifugio Giovanni Bobba](http://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bobba/ "Rifugio Giovanni Bobba") | [Rifugio Barmasse](http://www.montagnenostre.net/rifugio-barmasse/ "Rifugio Barmasse") | [Rifugio L’Ermitage](http://www.montagnenostre.net/rifugio-lermitage/ "Rifugio L’Ermitage") | [Rifugio Oratorio di Cuney](http://www.montagnenostre.net/rifugio-oratorio-di-cuney/ "Rifugio Oratorio di Cunéy") | [Rifugio Hörnlihütte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-hornlihutte/ "Rifugio Hörnlihütte") **TUTTI I BIVACCHI DELLA VALLE D’AYAS** [Bivacco Achille Ratti](http://www.montagnenostre.net/bivacco-achille-ratti/ "Bivacco Achille Ratti") | [Bivacco P. Perelli Cippo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-paolo-perelli-cippo/ "Bivacco Paolo Perelli Cippo") | [Bivacco Paoluccio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-paoluccio/ "Bivacco Paoluccio") | [Bivacco C. Pellissier](http://www.montagnenostre.net/bivacco-camillotto-pellissier/ "Bivacco Camillotto Pellissier") | [Bivacco G. e R. Novella](http://www.montagnenostre.net/bivacco-giorgio-e-renzo-novella/ "Bivacco Giorgio e Renzo Novella") | [Bivacco Oreste Bossi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-oreste-bossi/ "Bivacco Oreste Bossi") | [Bivacco Enzo e Nino Benedetti](http://www.montagnenostre.net/bivacco-enzo-e-nino-benedetti/ "Bivacco Enzo e Nino Benedetti") | [Bivacco Laura Florio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-laura-florio/ "Bivacco Laura Florio") | [Bivacco U. Balestreri](http://www.montagnenostre.net/bivacco-umberto-balestreri/ "Bivacco Umberto Balestreri") | [Bivacco Renzo Rivolta](http://www.montagnenostre.net/bivacco-renzo-rivolta/ "Bivacco Renzo Rivolta") | [Bivacco Lago Tzan](http://www.montagnenostre.net/bivacco-lago-tzan/ "Bivacco Lago Tzan") | [Bivacco Nebbia Franco](http://www.montagnenostre.net/bivacco-nebbia-franco/ "Bivacco Nebbia Franco") | [Bivacco Reboulaz Luca](http://www.montagnenostre.net/bivacco-reboulaz-luca/ "Bivacco Reboulaz Luca") | [Bivacco Manenti Duccio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-manenti-duccio/ "Bivacco Manenti Duccio") **Categorie:** Valli **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Valle d'Aosta --- ### [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/valle-anzasca/) **Published:** Febbraio 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **Valle Anzasca è una delle valli trasversali della Val d’Ossola, da cui si dirama presso la località di Piedimulera, e si sviluppa fino alle pendici della parete est del massiccio del Monte Rosa, secondo gruppo alpino per altezza.** \[accordion\] \[toggle title=”DESCRIZIONE DELLA VALLE” state=”opened”\] La Valle Anzasca é la valle attraverso la quale si raggiunge la parete est del Monte Rosa, la più ampia delle Alpi sia in larghezza che in altezza (4365 m.). La valle inizia a Piedimulera (248 m.) e proseguendo si giunge a Castiglione (519 m.), che per le proprie costruzioni caratteristiche è considerato uno degli angoli più belli dell’ “Ossola di pietra” . Si sale poi ad Antrogna (665m.) dove si può ammirare la parrocchiale del ’600, una delle più grandi della regione, conosciuta anche come “la Cattedrale trà i boschi” . Proseguendo si trova Pontegrande (526 m.) anticamente crocevia tra la valle Anzasca e la Valsesia. Si giunge quindi a Bannio Anzino (669 m.) una volta capitale della valle, con origini gallo-romane del primo secolo a.C., conserva antiche tradizioni tra cui la più caratteristica è senz’altro la Milizia, con le sue eleganti uniformi. Da Bannio si può raggiungere in auto Soi (999 m.) e da lì, a piedi, Colle Baranca (1818 m.). Al di là dell’Olocchia si trova Anzino (679 m.). Proseguendo si incontra Vanzone con S. Carlo (675 m.) e poi Ceppo Morelli (750 m.) e Campioli (863 m.) dal quale parte un sentiero che conduce fino all’Alpe Cortenero (2036 m.). A 1035 m. si trova Pestarena, detta il “paese dello’oro”, per le miniere che sono rimaste operative sino al 1961. Successivamente si incontra Borca (1195 m.) a sinistra della quale si apre la Valle Quarazza con l’incantevole Lago delle Fate; con circa mezz’ora di cammino si raggiunge la “città morta”, ciò che rimane di un villaggo di minatori, dalla quale si parte per raggiungere il Passo della Miniera. A Borca si possono visitare l’interessante Miniera d’oro della Guia, testimonianza delle numerose miniere aurifere che sino ad inizio secolo sono state operanti nella valle e la Casa-Museo Walser, presso la quale si raccolgono preziosi reperti dell’antica civiltà formatasi ai piedi del Monte Rosa La Valle Anzasca si chiude a Macugnaga, proprio a ridosso del Monte Rosa. Località tristica di grandissimo interesse, raccoglie nelle sue 4 principali frazioni, Pestarena, Borca, Staffa e Pecetto, un grande numero di strutture ricettive a disposizione dei visitatori, oltre a impianti di risalita che consentono di raggiungere agevolmente il Monte Rosa. Macugnaga è una delle più importanti zone di insediamento Walser dell’Ossola. Oltre alla funivia del Monte Moro che conduce fino a quota 2900 m. ed alla seggiovia che da Pecetto raggiunge il Belvedere a 1932 m., Macugnaga offre in inverno ai turisti un totale di 12 impianti di risalita che conducono a 38 km. di piste. Ci sono anche due piste per lo sci di fondo e due piste di pattinaggio. La scuola di sci è composta da 50 maestri di: discesa, fondo, surf, monosci, alpinsurf e telemark. Oltre agli sport invernali ed alle escursioni, scalate, arrampicate estive, Macugnaga offre altre grandi possibilità: il volo libero, praticato con parapendio (un volo con la vista mozzafiato del Rosa a tu per tu); per chi non avesse mai provato questo sport c’é la possibilità di effettuare dei battesimi di volo in parapendio biposto; le gite panoramiche in elicottero con il sorvolamento degli imponenti ghiacciai, delle quattro vette del rosa (Gnifetti, Zumstain, Dufour e Nordend) e di tutte le montagne della zona; le escursioni in montanbike per innumerevoli sentieri, adatti a tutte le categorie di sportivi, dai più semplici ai più difficoltosi; e il gioco del tennis praticato in moderne ed efficienti strutture. *Fonte: distrettolaghi.it* **Le montagne principali che contornano la valle sono:** – Punta Dufour – 4.637 m – nel massiccio del monte Rosa – Cima di Jazzi – 3.804 m – nel massiccio del monte Rosa – Schwarzberghorn – 3.609 m – nel massiccio del monte Rosa – Punta Grober – 3.497 m – nei Contrafforti valsesiani del Monte Rosa – Pizzo Bianco – 3.215 m – nei Contrafforti valsesiani del Monte Rosa – Punta Laugera – 2.995 m – nella Catena dell’Andolla – Pizzo San Martino – 2.733 m – nella Catena dell’Andolla – Pizzo del Ton – 2.675 m – nella Catena dell’Andolla La valle non ha collegamenti agevoli con le vallate vicine. **I passi più importanti sono:** – Passo del Monte Moro (2862 m) – verso la svizzera Saastal – Passo del Turlo (2736 m) – verso la Valsesia. \[/toggle\] \[/accordion\] **TUTTI I RIFUGI DELLA VALLE ANZASCA** [Rifugio Zamboni-Zappa](http://www.montagnenostre.net/rifugio-zamboni-zappa/ "Rifugio Zamboni-Zappa") | [Rifugio Sella Eugenio](http://www.montagnenostre.net/rifugio-sella-eugenio/ "Rifugio Sella Eugenio") | [Rifugio Damiano Marinelli](http://www.montagnenostre.net/rifugio-damiano-marinelli/ "Rifugio Damiano Marinelli") | [Rifugio Oberto Gaspare](http://www.montagnenostre.net/rifugio-oberto-gaspare/ "Rifugio Oberto Gaspare") | [Rifugio CAI di Saronno](http://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-di-saronno/ "Rifugio CAI di Saronno") **TUTTI I BIVACCHI DELLA VALLE ANZASCA** [Bivacco Emiliano Lanti](http://www.montagnenostre.net/bivacco-emiliano-lanti/ "Bivacco Emiliano Lanti") | [Bivacco Città di Gallarate](http://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-gallarate/ "Bivacco Città di Gallarate") | [Bivacco Città di Luino](http://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-luino/ "Bivacco Città di Luino") | [Bivacco Hinderbalmo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-hinderbalmo/ "Bivacco Hinderbalmo") | [Bivacco Lamè](http://www.montagnenostre.net/bivacco-lame/ "Bivacco Lamè") | [Ricovero Alpino Alpe Moriana](http://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-alpe-moriana/ "Ricovero Alpino Alpe Moriana") | [Bivacco Longa](http://www.montagnenostre.net/bivacco-longa-bartolomeo-alpe-cortenero/ "Bivacco Longa Bartolomeo – Alpe Cortenero") | [Bivacco Valentino Belloni](http://www.montagnenostre.net/bivacco-valentino-belloni/ "Bivacco Valentino Belloni") **Categorie:** Valli **Tag:** Monte Rosa, Val d'Ossola --- ### [Rifugio Jean Antoine Carrel](https://www.montagnenostre.net/rifugio-jean-antoine-carrel/) **Published:** Dicembre 16, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AR** *- Salita Alpinistica su roccia e neve/ghiaccio*\[/mks\_highlight\] Salita alpinistica su roccia e neve/ghiaccio, affronta passaggi di arrampicata dal II grado in sù, richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Duca degli Abruzzi **Quota di partenza:** 2802 m | **Dislivello:** 1033 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore (6 ore da Cervinia) **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e su richiesta **Posti letto:** 50 posti **Gestione:** Soc. Guide del Cervino **Tel.** +39 0166 948169 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal Rifugio Duca degli Abruzzi seguire il sentiero che sale in direzione N per pendio detritico. Salire per delle rocce tramite delle cenge trasversali fino alla Croce Carrel 2920m. Salire ad un nevaio e seguirlo fino ad un canale. Salire per esso e raggiungere la cresta della Testa del Leone. Proseguire lungo la cresta sommitale fin quasi alla cima della Testa. Seguire un sistema di cenge che portano al Colle del Leone 3581m. Proseguire ora lungo la cresta SW della montagna passando per risalti, placchette e diedro finale (tratti con corde fisse) fino a raggiungere il rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1753/rifugio-non-custodito-carrel-jean-antoine/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **RIFUGI NELLE VICINANZE**[Rifugio Duca degli Abruzzi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-duca-degli-abruzzi-allorionde/) **ALPINISMO**Monte Cervino **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Rif\_Carrel.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino --- ### [Rifugio Guide Alpine del Cervino](https://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-del-cervino/) **Published:** Dicembre 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Cervinia **Quota di partenza:** 2006 m | **Dislivello:** N.D. | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile con gli impianti di salita **Periodo di Apertura:** Aperto tutto l'anno **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** Soc. Guide del Cervino **Tel.** +39 0166 948369 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] L’accesso al rifugio è semplice: tramite gli impianti di risalita da Breuil Cervinia (Funivie del Cervino) oppure con gli impianti di risalita svizzeri dal villaggio di Zermatt. In alternativa è possibile raggiungere il rifugio a piedi da Breuil Cervinia in circa 3 ore di salita (1.480 metri di dislivello). *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](http://www.rifugi-bivacchi.com)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Teodulo](http://www.montagnenostre.net/rifugio-teodulo/) | [Bivacco Città di Mariano](http://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-mariano/) | Colle del Breithorn | [Rifugio Guide Val d’Ayas](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-val-dayas/) | [Bivacco Rossi e Volante](http://www.montagnenostre.net/bivacco-rossi-giorgio-e-volante-cesare/) | [Rifugio Ottorino Mezzalama](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mezzalama/) **ALPINISMO**Breithorn occidentale | Breithorn orientale | Cima Castore | Cima Polluce | Cima Furggen | Roccia Nera | Klein Matterhorn (o Piccolo Cervino) [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=19/45.93414/7.70774) [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Breuil Cervinia, Plateau Rosa --- ### [Rifugio Teodulo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-teodulo/) **Published:** Dicembre 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**A** *- Salita Alpinistica normale*\[/mks\_highlight\] Salita alpinistica normale, non richiede attrezzatura e non affronta passaggi di arrampicata, presenta zone ripide ed impervie, qualche passaggio un pò esposto, roccette non oltre il I/I+ grado. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Stazione di arrivo della funiva Cervinia- Plateau Rosa **Quota di partenza:** 3478 m | **Dislivello:** 179 m in discesa e 16 m in salita | **Tempo di percorrenza:** 30 minuti **Periodo di Apertura:** da metà novembre a inizio maggio e da metà giugno a metà settembre **Posti letto:** 86 posti (6 posti periodo invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Torino **Tel.** +39 0166 949400 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dall’arrivo della funivia Plateau Rosa si scende verso N lungo l’ampa dorsle ghiacciata che porta al Colle del Teodulo 3301 m e da qui in pochi minuti di cammino su nevaio e sfasciumi si giunge al già ben visibile rifugio. Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1759/rifugio-teodulo/)\[/toggle\] \[/accordion\] **RIFUGI NELLE VICINANZE**Schombiel Hutte | Monte Rosa Hutte | [Rifugio Guide Val d’Ayas](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-val-dayas/) | [Rifugio Ottorino Mezzalama](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mezzalama/) **ALPINISMO**Breithorn occidentale | Cima Castore | Cima Polluce | Roccia Nera | Cervino [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=15/45.9439/7.7051) [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Plateau Rosa, Valtournenche --- ### [Rifugio Perucca-Vuillermoz](https://www.montagnenostre.net/rifugio-perucca-vuillermoz/) **Published:** Dicembre 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Valmartin o Rifugio Barmasse **Quota di partenza:** 1493 m | **Dislivello:** 1427 m da Valmartin | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Dal 30 giugno al 15 settembre **Posti letto:** 38 posti (8 posti periodo invernale) **Gestione:** Soc. Guide del Cervino **Tel.** +39 338 4264705 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal parcheggio di Valmartin, frazione che si raggiunge poco prima del paesello di Valtournanche, seguire il sentiero che sale per il pendio erboso e che raggiunge una centrale dell’’Enel. Proseguire verso SW fino all’’Alpe Falegnon 1912 m. Salire, ora verso NW, lungo il Vallone di Cignana, verso la diga. Salire per il sentiero fino alla base del muro della diga. Seguire il sentiero di sinistra che sale per il pendio fino al rifugio Barmasse. Seguire la strada sterrata della diga che costeggia il Lago di Cignana fino all’’alpeggio omonimo 2260 m. Seguire il sentiero di sinistra che sale verso NW, indicazioni per l’’Alta via n°3, sotto le pendici del Mont Rous. Seguire il sentiero che sale fino al Lago del Piano Superiore 2550 m e, più ripido, fino al Lago Balanselmo. Da qui salire in breve al dosso dove sorge il Bivacco Manenti. Ora seguire un sentiero che sale in direzione NE lungo una zona di placche rocciose. Raggiungere così il Lago del Dragone 2845m e, in breve, il rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1745/rifugio-perucca-vuillermoz/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Lago Balanselmo | Lago del Piano Superiore | Lago del Dragone | [Bivacco Manenti](http://www.montagnenostre.net/bivacco-manenti-duccio/) | Gran Lago **TRAVERSATE**Colle di Valcomera | Colle di Vofréde | [Bivacco Florio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-laura-florio/) | Rifugio Prarayer **ASCENSIONI**Château des Dames | Mont Rous | Monte Dragone | Punta Fontanella | Cime Balanselmo **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Perrucca.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Lago del Dragone --- ### [Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondé](https://www.montagnenostre.net/rifugio-duca-degli-abruzzi-allorionde/) **Published:** Dicembre 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Breuil Cervinia **Quota di partenza:** 2006 m | **Dislivello:** 796 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Dai primi di Luglio a metà Settembre **Posti letto:** 22 posti **Gestione:** Famiglia Maquignaz – proprietà privata **Tel.** +39 0166 949145 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Breuil seguire la strada sterrata che sale in direzione N con numerosi tornanti. La strada piega a NE transitando dal Crot de Palet 2268m, poi prosegue verso N fino al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1751/rifugio-duca-degli-abruzzi-/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Giovanni Bobba](http://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bobba/) | [Bivacco Oreste Bossi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-oreste-bossi/) **ASCENSIONI**Cervino **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_ducadegliAbruzziOrionde.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Breuil Cervinia, Cervino --- ### [Rifugio Giovanni Bobba](https://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bobba/) **Published:** Dicembre 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\] Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Breuil Cervinia **Quota di partenza:** 2006 m | **Dislivello:** 764 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** CAI Sezione di Torino **Tel.** +39 011 539260 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Breuil-Cervinia seguire il sentiero che percorre la conca in direzione SW fino alle baite di Les Morces 2015 m. Salire ora per pendio detritico verso W e percorrere successivamente un dosso erboso fino alle baite di Maberge 2299 m. Da qui, proseguire verso W lungo pendii detritici fino alla costola che porta al Truc Tremetta e al rifugio. **ATTENZIONE: L’ultimo tratto di itinerario è attrezzato con corda fissa.**Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1747/rifugio-non-custodito-bobba-giovanni/)\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Ferrata Vofrède | [Rifugio Perucca](http://www.montagnenostre.net/rifugio-perucca-vuillermoz/) **ASCENSIONI**Punta Budden | Chateau des Dames **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_GiovanniBobba.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Breuil Cervinia, Cervino --- ### [Rifugio Barmasse](https://www.montagnenostre.net/rifugio-barmasse/) **Published:** Dicembre 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Valmartin **Quota di partenza:** 1493 m | **Dislivello:** 676 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Da metà Giugno a fine Settembre **Posti letto:** 25 posti **Gestione:** L. Barmasse **Tel.** +39 339 1083955 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Nei pressi delle prime case di Valtournenche, seguite a sinistra la strada che scende alla frazione Valmartin (1495 mt.). Poco oltre alla chiesetta, ove è possibile trovare qualche posto per parcheggiare l’auto, si giunge ad una scala dove si trovano i segnavia che indicano l’inizio dell’itinerario. Si percorre l’interno del villaggio e giunti quasi al suo fondo, sulla destra, si sale sulla destra prendendo quota nel bosco. Il sentiero ben lastricato supera diversi muretti a secco ed i bivi per Maen e per Barmasse. Segue un tratto più pianeggiante del sentiero sino a raggiungere la stazione di pompaggio dell’Enel (centrale di Promeron). Proseguite e attraversate su di un ponte i binari a servizio della centrale e risalite il sentiero raggiungendo in breve tempo i ruderi di Falegnon. Il sentiero di fa per un tratto pianeggiante e in pochi minuti si giunge al bivio dal quale si stacca sulla sinistra il sentiero per il lago di Cortina e il villaggio di Mont Perron. Ignorare tale deviazione, proseguire oltrepassando un ponticello in legno e svoltare verso destra, sul sentiero che riprende a salire lungo il costone di destra che immette nella radura sottostante il muro di sbarramento della diga di Cignana. Giunti ai suoi piedi, aggirare al casa dei custodi e risalire la strada sterrata che conduce al Rifugio Barmasse (2169 mt.). *Fonte: [theflintstones.it](http://www.theflintstones.it)*\[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Santuario di Gilliarey | Lago Balanselmo | Lago del Piano Superiore | Lago del Dragone | Lago di Cortina | [Bivacco Manenti](http://www.montagnenostre.net/bivacco-manenti-duccio/) | [Rifugio Perucca Vuillermoz](http://www.montagnenostre.net/rifugio-perucca-vuillermoz/) **TRAVERSATE**Finestra d’Ersa – [Bivacco Tzan](http://www.montagnenostre.net/bivacco-lago-tzan/) | Col de Fort – [Bivacco Tzan](http://www.montagnenostre.net/bivacco-lago-tzan/) | [Bivacco Rivolta](http://www.montagnenostre.net/bivacco-renzo-rivolta/) **ASCENSIONI**Punta Tzan | Dome di Tzan | Monte Pancherot **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Barmasse.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Lago di Cignana --- ### [Rifugio L’Ermitage](https://www.montagnenostre.net/rifugio-lermitage/) **Published:** Dicembre 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Chamois (dalla stazione della funivia) **Quota di partenza:** 1818 m | **Dislivello:** 109 m | **Tempo di percorrenza:** 15/20 minuti **Periodo di Apertura:** Da inizio Giugno a inizio Settembre. Periodo natalizio. Weekend invernali e altri periodi su richiesta min 20 persone. **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** Tartaglia Roberto e Moro Alessandro **Tel.** +39 338 4813254 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Chamois è collegata al fondovalle della Valtournenche mediante la funivia Buisson-Chamois, in partenza da Buisson (una frazione di Antey St. Andrè). L’arrivo della funivia nell’abitato di Chamois si trova a breve distanza da tutti i principali servizi e dalla partenza degli impianti di risalita. Chamois è raggiungibile anche a piedi percorrendo la mulattiera da Buisson in circa 2 ore. In alternativa, è raggiungibile a piedi anche da La Magdeleine in un’ora circa di cammino in piano, lungo una mulattiera non accessibile alle auto. Di fatto, è questa la via a piedi più facile, praticata e consigliabile. *Fonte: [rifugioermitage.it](http://www.rifugioermitage.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Santuario di Clavalitè | Lago di Lod **TRAVERSATE**Col di Nana | Colle Pillonet | Antagnod | Cheneil [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=16/45.8413/7.6174) [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Chamois --- ### [Rifugio Oratorio di Cunéy](https://www.montagnenostre.net/rifugio-oratorio-di-cuney/) **Published:** Gennaio 8, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Porliod **Quota di partenza:** 1700 m | **Dislivello:** 950 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da inizio Giugno a fine Settembre **Posti letto:** 27 posti **Gestione:** Parrocchia di Saint Barthélemy **Tel.** +39 0165 770049 – 0165 767901 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal parcheggio si imbocca una breve mulattiera nei pressi delle paline segnaletiche per il rifugio. Si raggiunge una strada poderale nei pressi dei casolari di Larset. Alcuni metri dopo i casolari si svolta a sinistra su sentiero 11B .Risalito il pascolo si entra in una breve fascia di larici. Si attraversa altri pascoli, passando a fianco l’alpeggio di Plaisance. Si rientra nel lariceto e si prosegue sino ad incrociare la strada poderale che conduce a Fontaney: la si attraversa e si prosegue la salita raggiungendo i pascoli sotto il Mont Morion. Si prosegue lungo il verdeggiante declivio che conduce alla Tza Fontaney. Dall’alpeggio si svolta a destra risalendo il sentiero erboso che, con una serie di svolte, raggiunge il Col Salvé. Raggiunto il colle si discende per un breve tratto sino a raggiunfere il bivio per il Col Chaleby, si prosegue diritto in leggera discesa sino ad incontrare il bivio per il rifugio seguendo il sentiero attrezzato. Qui si può scegliere se percorrere il sentiero attrezzato, più diretto con tratti esposti ove sono poste delle catene corrimano, oppure se proseguire ancora per un breve tratto in discesa e poi iniziare la risalita, con una serie di svolte, verso il rifugio Cunéy. A pochi minuti dal rifugio si possono ammirare i laghetti “Pisonet” e “Ermite”. *Fonte: [sulsentiero.it](http://www.sulsentiero.it)*\[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Col Chaleby | Lago de l’Eremite o Cuney basso | Lago Pisonet o Cuney alto | Mont Morion **TRAVERSATE**Col Chaleby - Oyace | Col Cuney - Bionaz | [Bivacco Reboulaz](http://www.montagnenostre.net/bivacco-reboulaz-luca/) | Finestra di Tzan | [Rifugio Barmasse](http://www.montagnenostre.net/rifugio-barmasse/) **ASCENSIONI**Becca del Merlo | Mont Pisonet | Becca di Fontaney | Punta di Montagnaya \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Cuney.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Laghi di Cuney --- ### [Rifugio Hörnlihütte](https://www.montagnenostre.net/rifugio-hornlihutte/) **Published:** Gennaio 8, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Svizzera) **Valle:** [ Vispertal e Mattertal](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\] Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Porliod **Quota di partenza:** 1614 m | **Dislivello:** 1646 m | **Tempo di percorrenza:** 5-6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperta Custode presente da inizio luglio a fine settembre **Posti letto:** 50 posti (20 posti letto nel periodo invernale)**Gestione:** SAC Monte Rosa – Custode Lauber Kurt **Tel.** +0041 279672769 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **Itinerario estivo**Da Zermatt seguire la stradina a fondo naturale e poi il sentiero che, passando dallo Zum See e da Hermettji, porta allo Schwarzsee 2583 m. Il sentiero prosegue al piede S dell’Hirli 2888,7 m, aggira la parete rocciosa, risale la cresta (Hirlischneide) e si alza con numerosi zigzag fino alla capanna. **Itinerario invernale**Da Zermatt prendere la funivia per lo Schwarzsee e da qui immettersi nell’itinerario estivo. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/977/rifugio-hornlihutte/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio Schönbielhütte **ASCENSIONI**Cervino (Matterhorn) **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_HornliHutte.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valtournenche-rifugi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Svizzera --- ### [Rifugio CAI Casale](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-casale/) **Published:** Dicembre 5, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Verrès **Quota di partenza:** 390 m | **Dislivello:** 1311 m | **Tempo di percorrenza:** Accesso stradale **Periodo di Apertura:** Il rifugio Casale attualmente è chiuso, ma è a disposizione dei soci Cai di qualsiasi sezione. **Posti letto:** 36 posti **Gestione:** CAI Sezione di Casale Monferrato (AL) **Tel.** +39 0142 454911 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Verrès si segue la strada per Antagnod 1699 metri, che prosegue toccando Champoluc 1568 metri, il maggior centro turistico della zona, e circa 30 km oltre si raggiunge Frachey 1614 metri. Poco dopo la seggiovia, al bivio girare a sinistra per arrivare al rifugio. \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Col di Nana | [Rifugio Mezzalama](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mezzalama/ "Rifugio Mezzalama") | [Rifugio Guide Val d’Ayas](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-val-dayas/ "Rifugio Guide Alpine Val d’Ayas") **ALPINISMO**Colle di Pinter | Cime Bianche | Testa Grigia | Piccolo e Gran Turnalin | Monte Croce | Palon di Resy | Monte Bettaforca [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=18/45.85779/7.73045) [Vedi tutti i rifugi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) **Categorie:** Valle d'Ayas **Tag:** Champoluc, Monte Rosa, Valle d'Ayas --- ### [Rifugio Guide di Frachey](https://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-di-frachey/) **Published:** Dicembre 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Saint-Jacques **Quota di partenza:** 1689 m | **Dislivello:** 391 m | **Tempo di percorrenza:** 40 minuti **Periodo di Apertura:** Da primi Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 36 posti **Gestione:** Rinaldo Frachey **Tel.** +39 0125 307468 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **Da St. Jaques**Partenza dall’ abitato di questa piccola frazione posta a quota 1689 m. raggiungibile dopo aver risalito da Verres (Casello Autostradale) tutta la Val D’Ayas. Dalla piazzetta principale di St. Jaques si prosegue a piedi oltre la chiesetta si segue la strada asfaltata sulla destra, fino all’inizio del bosco. Da qui parte il sentiero 9 ed in circa 45 minuti si raggiunge il rifugio. NB durante i mesi estivi la strada regionale tra Frachey e St. Jaques è a traffico limitato quindi sarà necessario raggiungere la piazzetta di St Jaques con il servizio navetta. **Dall’arrivo della funicolare Ciarcerio**Dall’arrivo della funicolare Frachey/Ciarcerio ci sono due alternative per raggiungere il Rifugio: Prima alternativa: all’arrivo della funicolare si scende verso valle sulla strada poderale, al primo bivio si prosegue sulla destra fino al raggiungimento di un sentiero nel bosco sempre sulla destra si arriva al Rifugio in circa 30 minuti. Seconda alternativa: all’arrivo della funicolare si va verso sinistra seguendo la pista da sci i “Larici” fino al raggiungimento del sentiero … e TMR sulla sinistra, si ridiscende la morena e si raggiunge il Rifugio in circa 1 ora passeggiata più lunga ma più panoramica. **Dal Pian di Verra Inferiore**Partendo dal Pian di Verra inferiore si segue la strada poderale sterrata verso valle, dopo circa 200 metri sulla destra parte il sentiero 8C che conduce al Rifugio in circa 40 minuti. **Dal Crest**All’uscita della telecabiana Champoluc – Crest si gira a sinistra seguendo l’alta via 1 e la strada poderale che porta a Sossun, oltrepassato l’abitato di Sossun si prosegue sempre sulla strada poderale raggiungendo località Ciarcerio e la funicolare da cui seguire le indicazioni sopra indicate e in circa 3 ore si arriva al Rifugio seguendo l’alternativa 1 o in circa 4 ore seguendo l’alternativa 2. *Fonte: [rifugioguidefrachey.com](http://www.rifugioguidefrachey.com)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Colle di Bettaforca | Lago Blu | Palon di Resy | Pian di Verra | [Rifugio Quintino Sella](http://www.montagnenostre.net/rifugo-quintino-sella-al-felik/ "Rifugo Quintino Sella al Felik") | [Rifugio Mezzalama](http://www.montagnenostre.net/rifugio-mezzalama/ "Rifugio Mezzalama") | [Rifugio delle Guide della Val d’Ayas](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guide-alpine-val-dayas/ "Rifugio Guide Alpine Val d’Ayas") | Laghi di Resy **ALPINISMO**Monte Rosso | [Bivacco Città di Mariano](http://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-mariano/ "Bivacco Città di Mariano") | Cime Bianche **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_GuidediFrachey.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) **Categorie:** Valle d'Ayas **Tag:** Monte Rosa, Villaggio di Resy --- ### [Rifugio Vieux Crest](https://www.montagnenostre.net/rifugio-vieux-crest/) **Published:** Dicembre 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Champoluc **Quota di partenza:** 1563 m | **Dislivello:** 422 m | **Tempo di percorrenza:** 45 minuti **Periodo di Apertura:** Da fine Giugno a metà Settembre - Da 1 Dicembre al 30 Aprile **Posti letto:** 40 posti **Gestione:** Sarah Alberto e Pietro **Tel.** +39 0125 307983 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Si può raggiungere il villaggio di Crest in funivia. In alternativa, si può scegliere di imboccare il sentiero che parte presso la chiesa di Champoluc e sale fino alla pista da sci. Dopo averla costeggiata per circa 200 metri, si svolta a destra e si prosegue fra torrente e pista fino alla frazione di Crest. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1842/vieux-crest/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Lateltin Ulrich](http://www.montagnenostre.net/bivacco-ulrich-lateltin/ "Bivacco Ulrich Lateltin") | Colle di Pinter | Laghi di Pinter e Perrin **ALPINISMO**Testa Grigia **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/alta-via-1-gressoney-saint-jean-rifugio-vieux-crest.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valledayas/) **Categorie:** Valle d'Ayas **Tag:** Champoluc, Monte Rosa, Villaggi Walser --- ### [Rifugio Monte Bianco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-bianco/) **Published:** Marzo 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Courmayeur strada della Val Veny. Località Ponte del Purtud **Quota di partenza:** 1450 m | **Dislivello:** 200 m | **Tempo di percorrenza:** 30 minuti **Periodo di Apertura:** Dicembre-Aprile e fine Giugno-metà Settembre **Posti letto:** 72 posti **Gestione:** Marco Champion (G.A.) **Tel.** +39 0165 869097 | 0165 778602 (quando il rifugio è chiuso) \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Aosta proseguire sull'autostrada in direzione Monte Bianco fino all'uscita di Courmayeur. Dopo poche centinaia di metri dall'uscita autostradale, svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Veny. Risalendo la Val Veny, in località Plan Ponquet, si incontra un bivio. Da qui, svoltando a sinistra, il Rifugio Monte Bianco è comodamente raggiungibile in auto oppure con 30' di cammino su strada asfaltata. In inverno, il Rifugio Monte Bianco è raggiungibile con gli impianti di risalita del comprensorio sciistico di Courmayeur. Il Rifugio Monte Bianco è praticamente un albergo, ottimo punto d'appoggio per attività escursionistiche o alpinistiche sulla catena del Monte Bianco. *Fonte: [theflintstones.it](http://www.theflintstones.it/montagna/escursionismo/rifugi.aspx?Cod=36)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Lago Checrouit | [Rifugio Maison Vieille](http://www.montagnenostre.net/rifugio-maison-veille/) | Col Checrouit **TRAVERSATE**Balconata della Val Veny | [Rifugio Elisabetta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-elisabetta-soldini-montanaro/) **ASCENSIONI**Mont Chetif [Vedi tutti i rifugi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Courmayeur, Monte Bianco --- ### [Rifugio Elisabetta Soldini Montanaro](https://www.montagnenostre.net/rifugio-elisabetta-soldini-montanaro/) **Published:** Marzo 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località La Visaille **Quota di partenza:** 1670 m | **Dislivello:** 530 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Dal 1 Giugno al 20 Settembre **Posti letto:** 77 posti **Gestione:** CAI Sezione di Milano - custode: Davide Gonella **Tel.** +39 0165 844080 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Courmayeur seguire la strada della Val Veny fino al parcheggio in località La Visaille. Proseguire a piedi sulla carrozzabile raggiungendo il Ponte di Combal che si traversa per pi percorrere il Piano di Combal alla cui estremità occidentale si inizia a salire aggirando un dossine e con alcuni tonanti si giunge all'Alpe inferiore della Lex Blanche 2158 m da dove in breve si arriva al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1684/Rifugio-Elisabetta--Soldini-Montanaro)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Col Chavannes | Colle della Seigne | [Bivacco Hess](http://www.montagnenostre.net/bivacco-adolfo-hess/) **TRAVERSATE**Refuge Croix de Bonhomme | Rifugio Des Mottetes **ASCENSIONI**Aiguille des Glaciers | [Bivacco Adolfo Hess](http://www.montagnenostre.net/bivacco-adolfo-hess/) | Aiguille de Lex Blanche | Pyramides Calcaires **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_elisabettasoldini.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Courmayeur, Monte Bianco --- ### [Rifugio non custodito Sella Quintino](https://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-sella-quintino/) **Published:** Marzo 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**PD** *- Salita Alpinistica poco difficile*\[/mks\_highlight\]Salita con alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Plan Lognan **Quota di partenza:** 1670 m | **Dislivello:** 1701 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** CAI Sezione di Torino **Tel.** +39 011 539260 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Plan Lognan e dal ponte sul torrente, seguire un sentiero che sale verso NW e raggiunge il piccolo Lago delle Marmotte. Il sentiero ora sale lungamente per il Ghiacciao del Miage in direzione NW. Giunti sotto il Ghiacciao del Monte Bianco, abbandonare il ghiacciaio del Miage, e salire in direzione NE. Aggirare a sinistra, per erto pendio di ghiaccio, una zona con grandi crepacci nella parte alta del ghiacciaio. Salire a sinistra fino a dei pendii detritici che portano sotto un canale. Salire per il canale e per la crestina finale fino al dosso del rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1686/rifugio-non-custodito-sella-quintino/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Rocher del Mont Blanc | Picco Luigi Amedeo | Cresta del Brouillard | Monte Bianco per le vie di sud-ovest [Vedi tutti i rifugi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Ghiacciaio del Miage, Monte Bianco --- ### [Rifugio Monzino Franco](https://www.montagnenostre.net/rifugio-monzino-franco/) **Published:** Marzo 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\]Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Plan Veny **Quota di partenza:** 1565 m | **Dislivello:** 1015 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Dal 15 Giugno al 20 Settembre **Posti letto:** 55 posti **Gestione:** Soc. Guide di Courmayeur **Tel.** +39 0165 809553 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **Avvicinamento in auto**dalla Strada Statale 26, in direzione Tunnel del Monte Bianco, oltrepassare la rotonda di Courmayeur, dopo 2 km svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Veny. Proseguire per 5 km circa fino all'Area Pic Nic situata nei pressi del Bar Pramotton. Il parcheggio si trova sulla destra poco oltre. **Il Sentiero**Dal parcheggio (1565m) si prosegue a piedi lungo la comoda strada pianeggiante che conduce ai casolari del Freney. Dopo aver attraversato i due ponti che permettono di attraversare la Dora di Veny e il torrente del Miage si devia a sinistra seguendo il sentiero 16 (cartello Rifugio Monzino). Ci si innalza nel bosco fino all'attraversamento del ponticello sul torrente di Freney. Poco oltre si abbandona il sentiero che conduce al Lago delle Marmotte svoltando a destra. Da qui il rifugio e ben visibile in cima alla seconda barra rocciosa. Il sentiero conduce in breve al primo facile tratto di via ferrata. **La Via Ferrata**Riattrezzata completamente nel 2008 con materiale in acciaio Inox, la via ferrata si può suddividere in tre sezioni: la prima parte supera alcuni corti risalti rocciosi, è molto semplice e permette di prendere confidenza con il terreno e l'attrezzatura. Dopodiché si riprende il sentiero per alcune centinaia di metri di dislivello, fino ad arrivara alla seconda parte di ferrata, quella più impegnativa. Questa sezione, ottimamente attrezzata, (foto) permette di superare una barra rocciosa alta un centinaio di metri. Il primo tratto offre due possibilità di salita, quella di sinistra (consigliata in discesa) ricalca il vecchio tracciato, mentre quella di destra (consigliata in salita) sale in modo più diretto. Una volta usciti da questo tratto di ferrata si riprende il comodo sentiero che aggira a sinistra la seconda barra rocciosa, superando i restanti corti tratti rocciosi che caratterizzano l'ultima parte della via ferrata. Da qui si prosegue per il sentiero lungo lo spallone dello Châtelet fino al Rifugio Monzino (2561m). *Fonte: [rifugiomonzino.com](http://www.rifugiomonzino.com)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Giuseppe Lampugnani](http://www.montagnenostre.net/bivacco-giuseppe-lampugnani/ "Bivacco Giuseppe Lampugnani") | [Bivacco Marco Crippa](http://www.montagnenostre.net/bivacco-marco-crippa/ "Bivacco Marco Crippa") | [Bivacco Piero Craveri](http://www.montagnenostre.net/bivacco-piero-craveri/ "Bivacco Piero Craveri") | Col des Chasseurs | [Bivacco Borelli](http://www.montagnenostre.net/bivacco-lorenzo-borelli-carlo-pivano/ "Bivacco Lorenzo Borelli – Carlo Pivano") **ASCENSIONI**Aiguille Noire de Peuterey | Aiguille Blanche de Peuterey | Aiguille Croux | Dames Anglaises | Monte Bianco | Punta Innominata **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_MonzinoFranco.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Courmayeur, Monte Bianco --- ### [Rifugio Maison Veille](https://www.montagnenostre.net/rifugio-maison-veille/) **Published:** Aprile 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Loc. La Fodze **Quota di partenza:** 1700 m | **Dislivello:** 256 m | **Tempo di percorrenza:** 30/45 minuti **Periodo di Apertura:** Dal 15 Giugno al 20 Settembre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** Calosi Giacomo **Tel.** +39 337 230979 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il rifugio si raggiunge a piedi da Dolonne in circa 2 ore, dal Pré de Pascal in Val Veny, in circa 45 minuti, e dal Rifugio Monte Bianco, anch'esso in Val Veny, in circa 30 minuti. Il rifugio si trova lungo l'alta via numero due e, venendo dal Lago Combal, si cammina su uno dei più importanti sentieri percorsi dai viandanti di un tempo per transitare dalla Francia all'Italia e viceversa. Lungo il percorso si incontrano marmotte, falconi e, con un po’ più di fortuna, cervi, camosci e aquile. Ci si trova davanti ad una delle viste più affascinanti e spettacolari del massiccio del Monte Bianco. Inaugurato nel 1976 dopo la ristrutturazione di una vecchia baita, oltre che a piedi, è raggiungibile anche servendosi della funivia Courmayeur e della seggiovia Maison Vieille, aperte durante i mesi di luglio e agosto. Chi desidera pernottare troverà accoglienti dormitori e rilassanti docce calde. A pranzo, oltre a dei formidabili antipasti e primi piatti, viene proposta la cucina sulla losa. Dai primi di dicembre alla fine di aprile il rifugio, che si trova sulle piste del comprensorio di Courmayeur, è aperto per la stagione invernale. *Fonte: [courmaison.it](http://www.courmaison.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Lago Checrouit | Balconata della Val Veny | Lago Combal | [Rifugio Monte Bianco](http://www.montagnenostre.net/rifugio-monte-bianco/) [Vedi tutti i rifugi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Lago Combal, Monte Bianco, Valle d'Aosta --- ### [Dal canyoning al rafting, viaggio avventura in Valtellina](https://www.montagnenostre.net/dal-canyoning-al-rafting-viaggio-avventura-in-valtellina/) **Published:** Luglio 31, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Tra rapide, scenari mozzafiato e discese spericolate Tuffarsi nell'acqua gelida di un fiume di montagna, sfidando le altezze di strettissime gole; pinneggiare sdraiati su galleggianti, lasciandosi trascinare dalla corrente; lanciarsi tra le rapide a bordo di un gommone o affittare una canoa e pagaiare tra scenari naturalistici indimenticabili: dal canyoning all’hydrospeed, dal rafting al kayak, in Valtellina c’è solo l’imbarazzo della scelta. Lungo il corso del fiume Adda, nel tratto che va da Villa di Tirano a Castione Andevenno, sono tantissimi gli sport acquatici che si possono praticare, per vivere una vacanza diversa, all’insegna dell’avventura e del divertimento. Per tutto il periodo estivo, le proposte della regione alpina a monte del lago di Como sapranno accontentare davvero tutti: i meno impavidi potranno spostarsi in canoa per il tratto dell’Adda che parte da Piateda, un percorso facile, adatto anche per i bambini. I più intrepidi avranno la possibilità di misurarsi con le emozionanti rapide di Boffetto o quelle del torrente Armisa, che scende dalle vette delle Orobie. E per non farsi mancare nulla, per i tipi avventurosi, ci sono incredibili gole da esplorare: con il canyoning, l’adrenalina è assicurata, tra i tuffi dagli speroni di roccia e i toboga con cui scivolare lungo il Boggia in Val Bodengo e il Cormor in Val Malenco. Tante idee per conoscere una Valtellina alternativa, e sempre con un occhio che guarda alla sicurezza. A mettere a disposizione dei turisti attrezzatura e personale esperto e qualificato, le organizzazioni locali, come Rafting Lombardia, Indomita Valtellina River e Valtellina Rafting a.s.d.. Queste realtà prevedono, per chi non si accontenta di una sola attività, pacchetti "multisport" che includono rafting, kayak e hydrospeed; o ancora, le cosiddette "idee weekend", che comprendono, oltre agli sport acquatici, anche fantastiche passeggiate a cavallo, pedalate lungo il Sentiero Valtellina e un’ulteriore scarica di adrenalina con l’imperdibile esperienza del volo assieme a Fly Emotion Valtellina. Infine, per i più golosi, c'è l'offerta "gourmet": con il “Rafting full wine”, dopo aver affrontato emozionanti discese tra le rapide, ci si potrà rilassare con un giro di degustazioni tra eccellenti cantine e ristorantini famosi per i deliziosi pizzoccheri. Per informazioni vedere su: [www.valtellina.it](http://www.valtellina.it)[www.valmalencoalpina.com](http://www.valmalencoalpina.com) *Fonte: viaggi.leggo.it - Autore: Sabrina Quarteri* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Canyoning, Rafting, Valmalenco, valtellina --- ### [Il brivido dello speleocanyoning](https://www.montagnenostre.net/il-brivido-dello-speleocanyoning-2/) **Published:** Aprile 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Pareti verticali, laghetti sotterranei, grotte misteriose, calate nel vuoto. Se volete scoprire l’altro lato della Valmalenco, entrare nelle viscere della terra, seguire il percorso che l’acqua ha scavato nei secoli per ritrovare la luce, non c’è niente di meglio dello speleocanyoning. Mai provato? Scopritelo con noi, anche in video. Sarà un’avventura a metà tra il canyoning, l’arrampicata e la speleologia. L’itinerario che vi proponiamo è lungo il canyon del Cormor, che si apre in Valmalenco tra il primo lago artificiale di Campo Moro e la piana di Campo Franscia in alta Val Lanterna. Il canyon è stato scoperto e disceso il 22 agosto 2001 da Massimo Sala, Luca Maspes, Jacopo Merizzi e Marino Tonni. Nel corso dei millenni il torrente Cormor, ora sbarrato dai bacini artificiali di Campo Moro e Gera, ha inciso profondamente il proprio letto nella tipica roccia verde della Valmalenco: la serpentinite. Una grande paleofrana ha successivamente invaso lunghi tratti d’alveo, seppellendolo completamente. Ma il corso d’acqua, con un lento ma incessante lavoro erosivo, ha poi ritrovato un passaggio verso la luce, creando un incredibile sistema di cunicoli sotterranei. Buona parte del canyon si trova quindi interamente al buio. L’ambiente è spettacolare e unico, per la roccia verde modellata come una vera e propria scultura naturale e per gli spiragli di luce che a tratti entrano dall’alto. La partenza è fissata a Campo Moro, quota 1900 metri. Dopo un percorso di oltre un chilometro di discesa tra i cunicoli del Cormor, si sbucherà a Franscia, quota 1540. In tutto, ci vogliono dalle 4 alle 6 ore. Si tratta davvero di un percorso di canyoning unico in tutte le Alpi, vivibile da aprile fino ad ottobre. Ma, ovviamente, è da provare solo accompagnati da guide alpine o esperti professionisti, poichè vi sono numerosi tratti di disarrampicata e di calata nel vuoto. Ci vuole inoltre un’attrezzatura completa da canyoning e illuminazione. Fonte: ***montagna.tv*** – Autore: ***Redazione*** **Volete informazioni dalle guide alpine della Valmalenco?** **Non esitate a contattare il Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco:** Tel. +39 0342 219246 (Sondrio) Tel. +39 0342 451150 (Chiesa in Valmalenco) E-mail: oppure su **UFFICIO GUIDE ALPINE** [www.guidealpinevalmalenco.it](http://www.guidealpinevalmalenco.it/) **ASSOCIAZIONE VALMALENCO ALPINA** [www.valmalencoalpina.com](http://www.valmalencoalpina.com/) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Arrampicata, Canyoning, Pizzo Bernina, Scerscen, Valmalenco --- ### [Rifugio Durier](https://www.montagnenostre.net/rifugio-durier/) **Published:** Aprile 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Francia) **Valle:** [ Val Montjoie](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AD** *- Salita Alpinistica abbastanza difficile*\[/mks\_highlight\]Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Plan Lognan **Quota di partenza:** 1670 m | **Dislivello:** 1688 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Dal 1 Luglio al 10 Settembre **Posti letto:** 18 posti **Gestione:** C.A.F. Section de Saint-Gervais **Tel.** +39 06 89532510 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Plan Lognan e dal ponte sul torrente, seguire un sentiero che sale verso NW e raggiunge il piccolo Lago delle Marmotte. Il sentiero ora sale lungamente per il Ghiacciao del Miage in direzione NW. Continuare fino allo sbocco del Ghiacciao del Bionassay e salire per esso fin sotto un breve risalto roccioso. Superarlo con facile arrampicata (20/30m c.ca) e salire per pendio nevoso fino al Col del Miage e al rifugio. In alternativa si può salire al rifugio partendo dal rifugio des Conscrits. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1688/durier/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio des Conscrits **ASCENSIONI**Aiguille de Bionassay per la Cresta S | Dômes de Miage | Monte Bianco [Vedi tutti i rifugi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Col di Miage, Ghiacciaio del Miage, Monte Bianco --- ### [Cabane du Combal](https://www.montagnenostre.net/cabane-du-combal/) **Published:** Gennaio 12, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Prà Lognan **Quota di partenza:** 1 208 m | **Dislivello:** 660 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Dal 01 Giugno al 30 Settembre **Posti letto:** 23 posti **Gestione:** Vacchina M. Rosa **Tel.** +39 339 6938817 (durante il periodo invernale) | +39 1651756421 (durante il periodo estivo) \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Courmayeur salire in Val Veny fino alla località Prà Lognan ( fermata del Bus) da li proseguire a piedi fino al ponte del Lago Combal e da li, seguendo le indicazioni, a 400 metri troverete la Cabane du Combal. Se venite dalla Francia scendete fino al Ponte del Combal e da li troverete le indicazioni. *Fonte: [lovevda.it](http://www.lovevda.it/it/banca-dati/22/posti-tappa-dortoir/courmayeur/cabane-du-combal/9005020)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Gonella](http://www.montagnenostre.net/rifugio-francesco-gonella/ "Rifugio Francesco Gonella") | [Rifugio Elisabetta](http://www.montagnenostre.net/rifugio-elisabetta-soldini-montanaro/ "Rifugio Elisabetta Soldini Montanaro") | [Bivacco Rainetto](http://www.montagnenostre.net/bivacco-gino-rainetto/ "Bivacco Gino Rainetto") [Vedi tutti i rifugi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/valdaosta_rifugi/valveny-rifugi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Col di Miage, Courmayeur, Lago di Combal, Monte Bianco --- ### [Tra le Ande c'è un gigantesco lago nascosto sotto un vulcano](https://www.montagnenostre.net/tra-le-ande-ce-un-gigantesco-lago-nascosto-sotto-un-vulcano/) **Published:** Dicembre 27, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Un team di ricercatori ha individuato un enorme lago sotterraneo, che potrebbe aiutarci a capire meglio alcuni aspetti dell'attività vulcanica In Bolivia un team internazionale di ricercatori ha scoperto un gigantesco serbatoio idrico nascosto sotto il vulcano dormiente Uturuncu. Il bacino contiene un volume d'acqua paragonabile a quello del Lago Superiore, uno dei Grandi Laghi del Nordamerica, nonché il secondo al mondo per superficie dopo il mar Caspio (la cui acqua è però salata). **LE COORDINATE GEOGRAFICHE**L'Uturuncu è un vulcano quasi del tutto spento, situato nella catena delle Ande. Alto poco più di 6mila metri, era al centro di un'indagine coordinata dall'Università di Bristol, che è giunta alla scoperta seguendo un'anomaliariscontrata all'interno della massa rocciosa. **C 'È ACQUA SOTTO IL VULCANO**Le ricerche e le verifiche in laboratorio hanno svelato la presenza di un lago a 15 chilometri di profondità, che secondo le stime accoglie 1,5 milioni di chilometri cubi d'acqua, quanto i più grandi bacini che si possono incontrare sulla superficie terrestre. Tuttavia, a differenza di questi, il corpo magmatico dell'Altiplano-Puna (questo il nome dell'anomalia) ha una temperatura di 1000 gradi centigradi e contiene anche roccia fusa. **LE FINALITÀ DELLO STUDIO** La presenza di acqua comporta un rallentamento delle onde sismiche e un aumento della conducibilità elettrica, fenomeni riscontrati anche nella zona vulcanica di Taupo, in Nuova Zelanda, e in corrispondenza del Monte Sant'Elena, un vulcano attivo nello Stato di Washington. I ricercatori vogliono ora verificare se anche lì si celano dei laghi sotterranei: l'obiettivo finale è comprendere in che modo i serbatoi d'acqua influenzano le eruzioni, e più in generale quale sia il loro ruolo esatto nella formazione della crosta terrestre. I risultati dello studio sono consultabili [sulla rivista Earth and Planetary Science Letters](http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0012821X16305805). Fonte: [quotidiano.net](http://www.quotidiano.net/magazine/tra-le-ande-c-%C3%A8-un-gigantesco-lago-nascosto-sotto-un-vulcano-1.2665852) **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Ande, Bolivia, Uturuncu --- ### [Rifugio Oberettes](https://www.montagnenostre.net/rifugio-oberettes/) **Published:** Giugno 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste - Passirie - Sesvenna (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Glieshof **Quota di partenza:** 1824 m | **Dislivello:** 853 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 30 giugno al 30 settembre **Posti letto:** 50 (senza locale invernale) **Gestione:** AVS. Sez. di Malles - Custode: Karin & Edwin Heinisch **Cell. Custode** +39 340 6119441 | **Tel. rifugio** +39 0473 830280 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal paesino di Mazia salire lungo la strada che si addentra nella valle fino a raggiungere l`albergo Glieshof 1807 m, alla fine della strada. Da qui seguire il sentiero che sale alla Malga Mazia di Dentro (2022 m; segnavia n.1). Salire all’arrivo della teleferica 2195 m, e proseguire per il sentiero ora più erto fino al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1248/oberettes/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Laghi Saldura | Lago al passo di Mazia **TRAVERSATE**Rifugio Bellavista - Schöne Aussicht Hütte **ASCENSIONI**Palla Bianca (Weisskugelhutte) | Punta Valbella | Cima dei Corvi | Punta Saldura (Saldurspitz) | Innerer und Äußerer Bärenbartkogel | Ramudla **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_oberettes.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** alpi venoste, escursioni per famiglie --- ### [Rifugio Serristori](https://www.montagnenostre.net/rifugio-serristori/) **Published:** Giugno 26, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta - Valle di Zai](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Loc. Solda **Quota di partenza:** 1880 m | **Dislivello:** 841 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** da metà Marzo a metà Aprile e da fine Giugno a fine Settembre **Posti letto:** 65 posti (6 posti nel rifugio invernale) **Gestione:** Fam. Walter Reinstadler **Tel.** +39 0473 613115 | **Cell.** +39 333 2859740 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il rifugio può essere raggiunto direttamente dal paese di **Solda** percorrendo il **sentiero n. 5**, che risale la valle di Zai, lungo il rio Zai, passando per i Prati di Zai (Zaywies) e il Piano dei Laghetti (Seeboden). Tempo di percorrenza: 2h30. Un itinerario alternativo passa dalla località Pulpito (Kanzel) (2348 m), raggiungibile a piedi con il sentiero n. 12 o per mezzo della seggiovia Pulpito (Kanzellift), da cui si dipartono tre sentieri che vanno ad immettersi nel sentiero n. 5 a diversi livelli altitudinali: il n. 14 a quota 2232 circa, il n. 12ª a quota 2350 circa, il n. 12 poco sotto il rifugio (attenzione: quest'ultimo sentiero è chiuso al transito dal 2004 per il pericolo di caduta sassi). Tempo di percorrenza dal Pulpito: 1h30 *Fonte: [it.wikipedia.org](https://it.wikipedia.org/wiki/Rifugio_Alfredo_Serristori)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio Corsi Nino - Zufall Hütte | Passo dell`Angelo | Passo Rosim | Passo dello Scudo **ASCENSIONI**Cima Vertana | Angelo Grande | Angelo Piccolo | Croda di Cengles | Dossobello di dentro | Dossobello di fuori **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Rif\_serristori.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** Gran Zebrù, Ortles-Cevedale --- ### [Rifugio J. Payer](https://www.montagnenostre.net/rifugio-j-payer/) **Published:** Giugno 29, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta - Valle di Trafoi](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Loc. Solda - Frazione S. Gertrude (St. Gertraud) **Quota di partenza:** 1849 m | **Dislivello:** 1180 m | **Tempo di percorrenza:** da 2 a 3 ore a seconda che si usi o meno la seggiovia dell'Orso che porta a quota 2330 **Periodo di Apertura:** da fine Giugno a fine Settembre **Posti letto:** 90 posti **Gestione:** Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige - Custode: Hermann Wöll **Tel.** +39 0473 613010 | 0473 666372 (custode) \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Solda fraz. St. Gertrude si imbocca il sentiero n° 4 che dopo un primo tratto nel bosco, risale la pendice inferiore del versante NE dell'Ortles. Deviando poi a destra si arriva alla stazione d'arrivo della funivia dell'Orso. Si prosegue ancora per sentiero a mezza costa tagliando il vallone di Marlet per poi risalire su pendii detritici fino al rif. Tabaretta da dove si prosegue a tagliare in diagonale verso N giungendo infine sul crestone di Tabaretta alla Forcella dell'Orso 2871 m portandosi sul versante opposto. Ora si volge decisamente a S e attenendosi al crestone si tocca il Passo di Tavaretta prosegiendo poi in breve fino al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/525/payer-julius/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Monte Ortles **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Tabaretta\_Payer.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** Solda, Valle di trafoi --- ### [Rifugio Coston](https://www.montagnenostre.net/rifugio-coston/) **Published:** Giugno 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val di Solda ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Loc. Solda (Sulden) frazione S. Gertrude (St. Gertraud) **Quota di partenza:** 1849 m | **Dislivello:** 812 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** dal 15 giugno al 10 ottobre e dal 30 marzo al primo maggio. **Posti letto:** 38 posti (8 posti letto rifugio invernale) **Gestione:** Società Guide Alpine Solda - Custode: Fam. Gutgsell **Tel.** +39 0473 613188 | **Cell** +39 348 7333807 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il principale sentiero di accesso, segnavia n. 2, sale da Solda, nei pressi della stazione di partenza della funivia (1916 m). All'altezza della Croda di Beltovo (Legerwand) (2200 m) e della stazione intermedia della funivia, si abbandona la carrareccia che prosegue, con segnavia n. 1, verso il rifugio Città di Milano (2581 m), si attraversa la vallata, caratterizzata dalle morene della Vedretta di Solda, e si risale a tornanti lungo i pascoli del versante opposto, raggiungendo il rifugio in circa 2h30. Per salire fino all'altezza della stazione intermedia della funivia, è possibile percorrere il sentiero n. 2a, che costeggia con modesta pendenza il rio Solda sul lato opposto al sentiero n. 1-2, ma costringe poi a risalire un breve tratto attrezzato con catene fisse per superare la bastionata rocciosa che chiude questo tratto di valle e raggiungere il terrazzo glaciale superiore su cui è posizionata la stazione. Un altro sentiero di accesso parte dal Rifugio K2 (2330 m), nei pressi della stazione superiore della Seggiovia Orso, raggiungibile anche a piedi con il sentiero n. 3, e percorre verso sud il Morosiniweg, attraversa il vallone morenico sottostante la vedretta Fine del Mondo (End der Welt Ferner), passa presso il monte del Bersaglio (Scheibenkofel) (2469 m), taglia le pendici orientali della punta del Coston (Hintergratkopf) (2813 m) e risale al rifugio. Tempo di percorrenza: 2h30 (1h20 con seggiovia). *Fonte: [it.wikipedia.org](https://it.wikipedia.org/wiki/Rifugio_del_Coston)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Città di Milano](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-milano/) | [Rifugio Tabaretta ](http://www.montagnenostre.net/rifugio-tabaretta/) **ASCENSIONI**Gran Zebrù | Monte Zegrù | Ortles **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Coston.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** Ortles-Cevedale, Solda --- ### [Rifugio Città di Milano](https://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-milano/) **Published:** Luglio 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Valle di Solda](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Loc. Solda di dentro (Inner Sulden) **Quota di partenza:** 1907 m | **Dislivello:** 674 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore o accesso mediante funivia **Periodo di Apertura:** aperto tutto l'anno **Posti letto:** 55 posti **Gestione:** Hotel Post a Solda **Tel.** +39 0473 613024 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Solda di dentro (Inner Sulden) mediante la funiva di Solda oppure a piedi per il sentiero n° 1 che inizia nei pressi del parcheggio della funivia e che più in alto s'immette nella stradina di servizio della funivia. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/528/citta-di-milano-schaubach-hutte/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Coston - Hintergrat Hütte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-coston/ "Rifugio Coston") | [Rifugio Casati-Guasti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-casati/) | [Rifugio Corsi Nino - Zufall Hütte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-nino-corsi/) **ASCENSIONI**Gran Zebrù per le vie del versante N | Gran Zebrù per la cresta E | Monte Cevedale | Punta del Lago Gelato | Punta Beltovo di Fuori | Punta Beltovo di Dentro | Corno di Solda | Cima Madriccio | Cima di Solda **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Rif\_cittadimilanoCimaSolda.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** Gran Zebrù, Ortles-Cevedale --- ### [Ufficiale il programma del Melloblocco 2017](https://www.montagnenostre.net/ufficiale-il-programma-del-melloblocco-2017/) **Published:** Aprile 26, 2017 **Author:** Redazione **Content:** . A poche settimane dal Melloblocco, che si svolgerà in Val Masino e Val di Mello dall'11 al 14 maggio, si comunicano le novità dell'edizione 2017. Oltre al [campionato italiano Boulder](https://www.melloblocco.it/notizie/il-campionato-italiano-boulder-2017-approda-al-melloblocco/), che porterà in Valtellina il 12 e 13 maggio i migliori atleti del panorama boulder italiano, ricordiamo le estrazioni premi tra i pre-iscritti, che hanno raggiunto ormai quota 1.500, e la maglietta ufficiale dell'evento realizzata da Marmot. Nelle date del 24 aprile, 2 e 8 maggio saranno estratti 3 pre-iscritti, che potranno richiedere il loro premio al ritiro del pacco gara. I nomi saranno pubblicati sulla [pagina facebook](https://www.facebook.com/melloblocco/) e sul [sito](https://www.melloblocco.it/notizie/estrazioni-premi-tra-i-pre-iscritti/). Questa edizione del Melloblocco sarà un po’ speciale. Per questo Marmot ha deciso di ideare e produrre per la manifestazione [magliette di altissima qualità, con grafica personalizzata](https://www.melloblocco.it/notizie/la-maglietta-ce/). Ma, soprattutto, è [online il programma ufficiale](https://www.melloblocco.it/programma-2017/) con gli ospiti d'onore delle serate, bouldering, blocchi con montepremi, spettacoli, concerti, esposizioni, eventi collaterali, Mellobaby e, come sempre nella magica cornice della Riserva Naturale della Val di Mello, molto altro ancora. Il programma potrebbe subire delle modifiche, si consiglia di [controllarlo sempre sul sito](https://www.melloblocco.it/programma-2017/). **Informazioni generali** La maglietta Melloblocco dà diritto a muoversi con le navette gratuite. Il Melloblocco è un raduno per tutti, anche per i principianti; per i “bravissimi” sono a disposizione una decina di blocchi molto difficili, per ciascuna categoria, che hanno un montepremi, che viene diviso tra chi riesce a salirli. È garantito lo spostamento nelle varie aree, dalle 9 alle 18, in navetta (gratuita per gli iscritti). Sono previsti trasporti da e per Morbegno nelle fasce orarie non coperte dal servizio pubblico. La manifestazione è riservata ai maggiorenni; gli atleti minorenni devono essere accompagnati dai genitori. La strada della Val di Mello è chiusa alle auto. È vietato il campeggio al di fuori delle strutture attrezzate. La manifestazione si terrà anche con condizioni meteo avverse (attrezzarsi di conseguenza). I partecipanti devono provvedere a portare i propri crash-pad. *Dal 2004 il Melloblocco trasforma l'incantevole paesaggio della Val Masino e della Val di Mello in un luogo di aggregazione senza precedenti, grazie all’unione con la natura della Lombardia, regione a grande vocazione alpina, ad una organizzazione snella e alla formula non agonistica che offre a tutti la possibilità di arrampicare vicino ai campioni mondiali della disciplina. Arrampicata, musica, natura, stimolo alla conoscenza dei luoghi e divertimento in Valtellina per il più grande raduno internazionale di bouldering al mondo.* *Fonte: Ufficio Stampa Melloblocco | Foto: Melloblocco, Val Masino* © credits Ufficio Stampa Melloblocco **Per informazioni:** [promo@melloblocco.it ](mailto:promo@melloblocco.it)[www.melloblocco.it ](http://www.melloblocco.it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Arrampicata, Bouldering, Melloblocco, Valmasino --- ### [Rifugio-Albergo Genziana (Enzian Alpengasthof)](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albergo-genziana-enzian-alpengasthof/) **Published:** Maggio 19, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AS-F** *- Itinerario di Accesso Facile*\[/mks\_highlight\]Accesso principale su strade carrozzabili asfaltate e/o sterrate praticabili con mezzi normali oppure mediante ferrovia. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Strada di Val Martello **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** Accesso stradale **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Fam. Hanny **Tel.** +39 0473 744755 | **Cell.** +39 335 7955610 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Lasciata la SS 38 presso Laces si raggiunge Coldrano dove si imbocca la strada della Val Martello che si percorre fino in località Paradiso del Cevedale. (52 km c da Merano; 14 km dall'imbocco della Val Martello). *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/538/albergo-rifugio-genziana-enzian-alpengasthof/)* \[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutti i rifugi della Val Martello »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) **Categorie:** Val Martello **Tag:** Ortles-Cevedale, Val Martello --- ### [Rifugio-Albergo Bellavista (Schönblick Alpengasthof)](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albergo-bellavista-schonblick-alpengasthof/) **Published:** Gennaio 15, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Termine strada della Val Martello in località Paradiso del Cevedale **Quota di partenza:** 2051 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile con mezzi di trasporto **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 53 posti **Gestione:** Famiglia Schwembacher **Tel.** +39 0473 744776 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Lasciata la SS 38 presso Laces si raggiunge Coldrano dove si imbocca la strada della Val Martello che si percorre fino in località Paradiso del Cevedale. (52 km da Merano; 14 km dall'imbocco della Val Martello). *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/536/albergo-rifugio-bellavista-schonblick-alpengasthof/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Città di Milano - Schaubach Hütte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-milano/ "Rifugio Città di Milano") | [Rifugio Casati-Guasti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-casati/ "Rifugio Casati") [Vedi tutti i rifugi della Val Martello »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) **Categorie:** Val Martello **Tag:** bambini in montagna, Ortles-Cevedale, Trentino Alto Adige --- ### [Il Melloblocco al Trento Film Festival](https://www.montagnenostre.net/il-melloblocco-al-trento-film-festival/) **Published:** Aprile 11, 2017 **Author:** Redazione **Content:** . Non si ferma l'eco, anche lontano dalla Val Masino, del più grande raduno internazionale di bouldering e arrampicata in calendario in Valtellina dall'11 al 14 maggio 2017. Nuovo riconoscimento per il Melloblocco, quello appena arrivato dal Trento Film Festival ([www.trentofestival.it](http://www.trentofestival.it)), che ha invitato gli organizzatori della manifestazione della Val di Mello, giunta alla 14ª edizione, a parlare nella città trentina di arrampicata sostenibile, possibilità di sviluppo e protezione del territorio. L'appuntamento, organizzato dal Comitato Trentino Uisp e da ASD Block and Wall, è per sabato 29 aprile, alle ore 17, presso la sala FBK in via Santa Croce a Trento, all'interno della più antica rassegna cinematografica internazionale dedicata ai film di montagna, esplorazione e avventura. “Dai massi e dalle pareti alpine alle falesie affacciate sul mare, l'arrampicata sportiva sta vivendo un boom. Una riflessione a più voci, tra opportunità di sviluppo territoriale e sostenibilità ambientale” il titolo della serata, che vedrà impegnati gli organizzatori del Melloblocco nel raccontare l'esperienza valtellinese e una valle straordinaria come la Val Masino. Il confronto, al quale parteciperanno anche San Vito Climbing Festival, Mountain Wilderness e docenti dell'Università di Trento, sarà moderato dal giornalista Renzo Moser, e consentirà di approfondire genesi e crescita della manifestazione di bouldering valtellinese, la sua affermazione a livello internazionale e il suo rapporto con territorio, comunità e istituzioni locali. Non si parlerà quindi solo di Melloblocco, ma anche di protezione e tutela del territorio, e di come favorire uno sviluppo sostenibile in accordo con gli enti territoriali. *Dal 2004 il Melloblocco trasforma l'incantevole paesaggio della Val Masino e della Val di Mello in un luogo di aggregazione senza precedenti, grazie all’unione con la natura della Lombardia, regione a grande vocazione alpina, ad una organizzazione snella e alla formula non agonistica che offre a tutti la possibilità di arrampicare vicino ai campioni mondiali della disciplina. Arrampicata, musica, natura, stimolo alla conoscenza dei luoghi e divertimento in Valtellina per il più grande raduno internazionale di bouldering al mondo.* *Fonte: Ufficio Stampa Melloblocco | Foto: Melloblocco, Val Masino* © credits Ufficio Stampa Melloblocco **Per informazioni:** [promo@melloblocco.it ](mailto:promo@melloblocco.it)[www.melloblocco.it ](http://www.melloblocco.it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Arrampicata, Arrampicata sportiva, Bouldering, Valmasino --- ### [Rifugio Tabaretta](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tabaretta/) **Published:** Luglio 7, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta - Valle di Trafoi](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Loc. Solda (Sulden) frazione S. Gertrude (St. Gertraud) **Quota di partenza:** 1846 m | **Dislivello:** 710 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** dal 20 giugno al 15 ottobre **Posti letto:** 44 posti **Gestione:** Società Guide Alpine Solda - Custode: Reinstadler Klaus **Tel.** +39 0473 2614872 | **Cell.** +39 347 2614872 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Solda fraz. St. Gertrude si imbocca il sentiero n° 4 che dopo un primo tratto nel bosco, risale la pendice inferiore del versante NE dell'Ortles. Deviando poi a destra si arriva alla stazione d'arrivo della funivia dell'Orso. Si prosegue ancora per sentiero a mezza costa tagliando il vallone di Marlet per poi risalire su pendii detritici fino al rif. Tabaretta. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/526/tabaretta-tabaretta-hutte/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Payer Julius ](http://www.montagnenostre.net/rifugio-j-payer/ "Rifugio J. Payer") **ASCENSIONI**Cima dell'Orso | Cima Tabaretta | Monte Ortles **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Tabaretta\_Payer.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** Ortles-Cevedale, Solda --- ### [Rifugio Borletti](https://www.montagnenostre.net/rifugio-borletti/) **Published:** Luglio 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta - Valle di Trafoi ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Trafoi-Località Tre Fontane (Drei Brunnen) **Quota di partenza:** 1594 m | **Dislivello:** 594 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 15 Giugno al 20 Settembre **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Bagamoro Peter **Tel.** +39 338 3877344 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Poco dopo l’abitato di Trafoi si imbocca sulla sinistra, una carozzabile asfaltata che conduce agli ampi parcheggi presso l’ex Centro Alpino della Polizia di Stato (m.1594). Da questo punto si prosegue a piedi. Attraversati il ponte sul Rio di Trafoi si perviene al Santuario delle Tre Fontane Sante (m.1605). Da qui parte il buon sentiero n.15 che supera nel bosco, con pendenza regolare e numerose svolte, il ripido pendio del Ponticello, formante la basa del Corno di Plaies. Il sentiero si snoda con bella vista sulla valle di Trafoi, sulle screpacciate vedrette di Trafoi e dell’Ortles nonché sul splendido tracciato della strada dello Stelvio che si svolge sull’opposto versante. L’ultimo larice segnala le rocce sulle quali sorge il rifugio a metri 2.188. (dislivello: mt. 600 circa – Tempo: 1 ora e 30 minuti) *Fonte: [berglhuette.it](http://www.berglhuette.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Lago d'Oro | Sentiero dei 4 ghiacciai | Sentiero delle cascate **TRAVERSATE**[Rifugio Payer Julius](http://www.montagnenostre.net/rifugio-j-payer/ "Rifugio J. Payer") | [Rifugio Tabaretta - Tabaretta Hütte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-tabaretta/ "Rifugio Tabaretta") | Rifugio Quinto Alpini-Genesio Bertarelli **ASCENSIONI**Monte Ortles attraverso la Cresta Ovest - la “Via dei Meranesi – Meranerweg” | Monte Ortles attraverso la via normale | Gran Cono di ghiaccio | Punta Thurwieser | Cima Trafoi **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Borletti.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** Ortles-Cevedale, Valle di trafoi --- ### [Malga Lyfi Alm](https://www.montagnenostre.net/malga-lyfi-alm/) **Published:** Gennaio 11, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Trattoria-Albergo Zufritt **Quota di partenza:** 1909 m | **Dislivello:** 360 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** da Giugno ad Ottobre **Posti letto:** 18 posti **Gestione:** Famiglia Eberhöfer **Tel.** +39 0473 744708 | **Cell.** +39 333 2770100 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Strada da Coldrano-Goldrain o Laces per Martello; dall’albergo «Zufritt» (Rifugio Gioveretto), sul lago alla testata della val Martello (1880 m, parcheggio, indicazione), si segue il sentiero col segnavia 10 salendo attraverso bosco e radure al sentiero 6/10 e giungendo in 45 minuti alla malga Lyfi (2165 m, posto di ristoro, vendita di formaggio). Variante per il ritorno: proseguire per mezz’ora sul sentiero 35, in gran parte in piano fra boschi radi, fino al Pederleger (2250 m), con di fronte stupenda vista sulle vette ghiacciate circostanti; là svoltare a sinistra (segnavia «Zufritt») scendendo con lieve pendenza sul sentiero 20 A al punto di partenza in un’ora. *Fonte: [sentres.com](https://www.sentres.com/it/escursioni/escursione-alla-malga-lyfi)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Lago artificiale del Gioveretto **ASCENSIONI**Punta di Lasa | Monte del Cevedale | Cima Gioveretto **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Malga\_Lyfi.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Martello »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) **Categorie:** Val Martello **Tag:** bambini in montagna, Malghe, Ortles-Cevedale --- ### [Malga Soy Alm](https://www.montagnenostre.net/malga-soy-alm/) **Published:** Gennaio 11, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Unterhöderle, trattoria Höderle **Quota di partenza:** 1474 m | **Dislivello:** 590 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** da Giugno ad Ottobre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** +39 338 9248294 **Specialità:** Formaggio fatto in casa, speck, canederli tirolesi, yogurt \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Strada da Coldrano - Goldrain o Laces per Martello; dal gruppo di masi «Unterhölderle» della media valle Martello (1457 m, 2 km oltre la frazione Gand) si segue il sentiero col segnavia 4, che s’inerpica a serpentine nel ripido lariceto; superato il dislivello ed attraversato il torrentello, si sale sul pendio opposto del fossato giungendo alla radura ed alla malga Soyalm (2073 m; posto di ristoro; ore 2 dalla partenza). Il ritorno si effettua sulla via dell’andata in ore 1.30. *Fonte: [sentres.com](https://www.sentres.com/it/trekking/alla-malga-soy-e-la-cima-elferspitz)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Lago artificiale del Gioveretto | Laghi Flim -Flimseen **ASCENSIONI**Punta di Lasa | Cima Gioveretto **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Malga\_Soy.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Martello »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) **Categorie:** Val Martello **Tag:** Malghe, Ortles-Cevedale, Trentino Alto Adige --- ### [Malga Marzon](https://www.montagnenostre.net/malga-marzon/) **Published:** Gennaio 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Borgo Montefranco - Freiberg **Quota di partenza:** 1503 m | **Dislivello:** 100 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Aperta dai primi di maggio a fine ottobre (nessun giorno di riposo) **Posti letto:** N.D. **Gestione:** Famiglia Gerstgrasser **Tel.** +39 335 5605862 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il percorso classico parte dal campo sportivo di Marein, frazione di Castelbello-Ciardes / Kastelbell-Tschars (577 m), e seguendo sempre su stradina e poi il sentiero 19 porta in 3 ore all’alpe. Chi vuol prendersela comoda giunge in macchina, sulla via di accesso ai masi di Freiberg, fino ad un piccolo parcheggio (1480 m, vecchia segheria). Da là su strada forestale chiusa al traffico (segnavia 7) si sale in lieve pendenza fra boschi e prati in poco più di mezz’ora alla malga della Marzoner Alm (1595 m; posto di ristoro). Si ritorna seguendo lo stesso percorso. *Fonte: [sentres.com](https://www.sentres.com/it/andare-in-malga/escursione-alla-malga-di-marzon)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Lago Zirmtalsee | Malga Zirmtaler Alm **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Malga\_Marzon.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Martello »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) **Categorie:** Val Martello **Tag:** bambini in montagna, Ortles-Cevedale, Trentino Alto Adige --- ### [Iscritti da quattro continenti per il Melloblocco 2017](https://www.montagnenostre.net/iscritti-da-quattro-continenti-per-il-melloblocco-2017/) **Published:** Marzo 31, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### **Senza sosta le prenotazioni in Val Masino al raduno di bouldering...** *Positivo il sopralluogo della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana* **Val Masino, 30 marzo 2017** . Prosegue la preparazione in vista della 14ª edizione del Melloblocco, che si terrà in Val Masino dall’11 al 14 maggio 2017. Quest'anno il più grande raduno internazionale di bouldering e arrampicata arricchisce il solito nutrito programma con la prima assoluta in valle di una gara federale: il Campionato Italiano Boulder (12-13 maggio). Nei giorni scorsi sono infatti arrivati in Valtellina i referenti tecnici e istituzionali, tra cui il presidente Matteo Pastori, della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, per un sopralluogo. Grazie alla collaborazione tra comitato organizzatore e FASI la Val Masino potrà quindi ospitare un appuntamento di rilevanza nazionale, atteso dai più forti atleti italiani. Melloblocco è stato infatti riconosciuto come spettacolare vetrina internazionale in grado di garantire all'evento un grande pubblico. Anche grazie all'avvicinamento tra diverse tipologie di manifestazione, l'edizione 2017, che si svolgerà come sempre nella magica cornice della Riserva Naturale della Val di Mello, si preannuncia come una grande festa dell'arrampicata mondiale in ambiente naturale, con i migliori atleti italiani e mondiali. Come l’edizione 2016, che ha registrato una colorata invasione di giovani da tutto il pianeta, con oltre 3mila iscritti e 8mila appassionati provenienti da 22 nazioni, attratti dall’arrampicata sui massi alti pochi metri, meglio nota come bouldering o sassismo. E intanto continuano a salire le [pre-iscrizioni](https://www.melloblocco.it/iscrizione-melloblocco/) con 1.200 “prenotati” da 4 continenti diversi. Ricordiamo che la pre-iscrizione non è impegnativa, ma aiuta gli organizzatori a preparare al meglio la manifestazione. Per preiscriversi bisogna compilare il [modulo online](https://www.melloblocco.it/iscrizione-melloblocco/), con tanti premi ad estrazione riservati ai pre-registrati. *Dal 2004 il Melloblocco trasforma l'incantevole paesaggio della Val Masino e della Val di Mello in un luogo di aggregazione senza precedenti, grazie all’unione con la natura della Lombardia, regione a grande vocazione alpina, ad una organizzazione snella e alla formula non agonistica che offre a tutti la possibilità di arrampicare vicino ai campioni mondiali della disciplina. Arrampicata, musica, natura, stimolo alla conoscenza dei luoghi e divertimento in Valtellina per il più grande raduno internazionale di bouldering al mondo.* *Fonte: Ufficio Stampa Melloblocco | Foto: Melloblocco, Val Masino* © credits Ufficio Stampa Melloblocco **Per informazioni:** [promo@melloblocco.it ](mailto:promo@melloblocco.it)[www.melloblocco.it ](http://www.melloblocco.it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Arrampicata, Bouldering, Melloblocco, Valmasino --- ### [Rifugio Forcola](https://www.montagnenostre.net/rifugio-forcola/) **Published:** Luglio 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste - Passirie - Sesvenna (Italia) **Valle:** [ Val Venosta - Valle di Trafoi ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Trafoi **Quota di partenza:** 1543 m | **Dislivello:** 610 m | **Tempo di percorrenza:** Il rifugio è raggiungibile in seggiovia. A piedi 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Tutto l'anno **Posti letto:** 120 posti **Gestione:** Privata **Tel.** +39 0473 611577 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **Percorso da Trafoi**Il rifugio è anche raggiungibile in seggiovia da Trafoi. Il percorso escursionistico è invece il seguente: salire a piedi per il comodo sentiero che si sviluppa nei pressi dei cavi della seggiovia, dapprima salendo dritti nei prati a destra del Furkelbach, poi traversare a destra fino ad incontrare una strada sterrata che sale al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1246/forcola/)* **Percorso dallo Stelvio**Dopo aver forse potuto osservare qualche animale all’interno del recinto dei cervi, iniziamo la nostra escursione percorrendo un piacevole sentiero nel bosco fino ad attraversare il Rio Platzbach vicino al limite della vegetazione arborea. Da questo punto in poi il sentiero diventa più ripido e faticoso, in compenso però migliora il panorama. Dopo ca. un’ora e mezza raggiungiamo la Malga di Prato (2051) che offre una splendida vista sull’Ortles (3905) e sulle cime circostanti. L’ultima parte del sentiero (ca. mezz’ora) è anch’essa piuttosto impegnativa, ma la fatica viene ripagata da un panorama unico. Al Rifugio Forcola abbiamo la possibilità di riprendere le forze e di contare ed ammirare in pace le cime di 3000 metri. La via del ritorno ripercorre il sentiero dell’andata. *Fonte: [sentres.com](https://www.sentres.com/it/escursioni/da-stelvio-al-rifugio-forcola)*\[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Passo Vallazza | Malga Prato | Malga Stelvio | Campo Piccolo | Piz Minschuns **TRAVERSATE**Passo dello Stelvio **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Rif\_Forcola.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** alpi venoste, escursioni per famiglie, Trentino Alto Adige --- ### [Rifugio Nino Corsi](https://www.montagnenostre.net/rifugio-nino-corsi/) **Published:** Luglio 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta - Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Termine strada della Val Martello in località Paradiso del Cevedale **Quota di partenza:** 2050 m | **Dislivello:** 215 m | **Tempo di percorrenza:** 30 minuti **Periodo di Apertura:** dai primi di Marzo a metà Maggio e da metà Giugno a metà Settembre **Posti letto:** 100 posti **Gestione:** Fam. Ulrich Müller **Tel.** +39 0473 744785 | **Cell.** +39 335 6306603 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Lasciata la SS 38 presso Laces si raggiunge Coldrano dove si imbocca la strada della Val Martello che si percorre fino in località Paradiso del Cevedale. Lasciata l'auto si prosegue su stradina sterrata e sentiero (segnavia n° 150) fino al rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/529/corsi-nino-zufall-hutte/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Città di Milano - Schaubach Hütte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-citta-di-milano/ "Rifugio Città di Milano") | [Rifugio Casati-Guasti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-casati/ "Rifugio Casati") **ASCENSIONI**Vedretta Lunga | Monte Cevedale **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_NinoCorsi\_Martello.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** Val Martello, VAL VENOSTA **Tag:** Ortles-Cevedale, Val Martello --- ### [Albergo-Rifugio Al Lago (Hotel Zum See)](https://www.montagnenostre.net/albergo-rifugio-al-lago-hotel-zum-see/) **Published:** Gennaio 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Strada della Val Martello **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** raggiungibile in auto **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 24 posti **Gestione:** Fam. Fleischmann **Tel.** +39 0473 744668 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Lasciata la SS 38 presso Laces si raggiunge Coldrano, dove si imbocca la strada della Val Martello che si percorre fino al Lago artificiale di Giavoretto in località Paradiso del Cevedale. (50 km circa da Merano; 12 km dall'imbocco della Val Martello). *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/539/albergo-rifugio-al-lago-zum-see/)*\[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutti i rifugi della Val Martello »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) **Categorie:** Val Martello, VAL VENOSTA **Tag:** bambini in montagna, Ortles-Cevedale, Trentino Alto Adige --- ### [Zecche, che paura! Cosa fare in caso di morso?](https://www.montagnenostre.net/zecche-che-paura-cosa-fare-in-caso-di-morso/) **Published:** Ottobre 28, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Campeggi estivi, zone collinose, di campagna o comunque zone di montagna ricche di prati e fitta vegetazione: questi i luoghi dove, specialmente d'estate, si corre il rischio di essere punti dal subdolo parassita. La **zecca** è un acaro ematofago parassita temporaneo di numerosi animali selvatici e domestici e occasionalmente anche dell’uomo. E’ facile ritrovarla nelle zone rupestri e di campagna. Non si parla di puntura ma propriamente di **“morso di zecca”**: nei bambini si attacca al cuoio capelluto, ai peli degli arti inferiori, o ai vestiti e aspetta, da alcune ore ad un giorno, fino a che “l’ospite” non sia a riposo. Solo allora raggiunge una zona di cute, si àncora e “morde”. Le zecche possono mordere ovunque ma preferiscono determinate aree del corpo: dietro le orecchie, la parte posteriore del collo, le ascelle, l’inguine, dietro le ginocchia. Di solito il bambino non si accorge di niente perché la puntura di zecca **non è dolorosa né causa prurito**. La presenza della zecca viene scoperta successivamente quando l’insetto succhia il sangue ed aumenta di dimensioni. Raramente ha conseguenze cliniche come reazioni di ipersensibilità, paralisi ascendente da tossine, febbricole e stanchezza (avvelenamento da zecche), quest’ultima legata all’aggressione di numerosi acari. In genere il morso della zecca comporta una **reazione infiammatoria locale papulosa o granulomatosa** con una piccola zona necrotica centrale; una volta che la zecca è stata staccata, **la zona della puntura si gonfia leggermente e presenta una zona centrale di solito più bassa**, infossata, che diventa una piccola crosta. Raramente compaiono sintomi generali quali febbre, eruzione cutanea ed ingrossamento dei linfonodi vicini alla zona della puntura. Nel caso specifico di una puntura vicina all'occhio, è normale il gonfiore, anche notevole, che può durare fino a due giorni. **LE ZECCHE E LA MALATTIA DI LYME**Le **zecche** possono inoltre trasmettere numerose **infezioni**. In Italia, in particolar modo in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia, è presente la **malattia di Lyme**. Questa condizione è causata da un microrganismo, la spirocheta Borrelia Burgdorferi, che causa infezione e viene trasmessa all’uomo con il morso della zecca (solitamente del genere Ixodes). L’incubazione va dai tre giorni alle due settimane ma a volte può arrivare ad 1 mese. Si tratta di una **malattia infettiva** che si sviluppa molto lentamente. Il sintomo iniziale è il cosiddetto **eritema migrante** e la **zona cutanea colpita dalla zecca diventa progressivamente rossastra**. Viene definito **eritema migrante** perché si allarga e prende la forma di un anello che spesso si schiarisce al centro. L’unica cosa che quindi deve fare il genitore è controllare giornalmente, per 30-40 giorni, la pelle sulla quale la zecca si era attaccata. Se compare un qualsiasi eritema bisogna rivolgersi subito al medico per l’eventuale prescrizione degli antibiotici. Se non riconosciuta e curata in tempo, la malattia di Lyme si può propagare anche ad altri organi quali cervello, nervi, occhi, cuore ed articolazioni. In questo caso le terapie sono più impegnative e non sempre efficaci al 100%. La SITIP ha creato il **Registro della malattia di Lyme in età pediatrica**, coordinato dalla Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente della SITIP e Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano che ha lo scopo di monitorare i casi che si verificano nel nostro Paese e di utilizzare criteri diagnostico-terapeutici uniformi. Se diagnosticata in modo rapido e trattata con antibiotici, la malattia di Lyme nei bambini è quasi sempre curabile. L’eruzione cutanea di solito scompare dopo qualche giorno dopo l’inizio del trattamento, ma altri segni e sintomi possono persistere per diverse settimane. \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] **COSA FARE?**2. Indossare vestiti chiari per rendere più facilmente identificabili le zecche con maniche lunghe e pantaloni dentro ai calzettoni o agli stivali, per rimuoverle prima che si attacchino alla pelle. 3. Non camminare dove l’erba è più alta e non sedersi sull’erba e in caso, al ritorno dalla gita, lavare i vestiti ad alte temperature. 4. Prima di fare la doccia o il bagno ispezionare il corpo alla ricerca della zecca. 5. [Rimuovere dalla cute la zecca con una pinzetta eventualmente dopo averla ricoperta di olio](https://www.amazon.it/gp/product/B00EB7O3Y2/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=B00EB7O3Y2&linkCode=as2&tag=montanostr-21)![](http://ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=montanostr-21&l=as2&o=29&a=B00EB7O3Y2), pomata grassa o etere, oppure con un filo avvolto intorno alla zecca, cercando di chiudere la presa più possibile vicino alla pelle, ruotando e tirando con costanza fino a quando l'insetto non mollerà la presa. Se la zecca è molto piccola può essere il caso di usare un coltellino. Buttatela nel water o schiacciatela. 6. Non toccarla con le mani nude; lavare con acqua e sapone le mani e la zona della puntura. 7. Se non si riesce a togliere la zecca per intero e la testa è rimasta attaccata, occorre toglierla con un ago sterile come se fosse una scheggia. 8. Contattare comunque il pediatra e osservare nei primi 2-3 mesi dopo la puntura della zecca l’eventuale comparsa di sintomi descritti in caso di veicolazione di agenti patogeni (malattia di Lyme): eritema migrante, febbricola, artromialgia, cefalea non abituale, parestesie, paralisi e linfoadenopatie. In tal caso andranno eseguiti gli esami sierologici del caso. 9. Non dubitare di ricorrere al medico o al pronto soccorso perché togliere una zecca non è affatto facile! 10. E’ bene ricordarsi che: la zecca per resti provocare danni deve rimanere attaccata alla pelle almeno 36-48 ore. Al di sotto di questo periodo di tempo le probabilità di infezione sono molto basse. Anche quando resta attaccata a lungo le infezioni sono comunque ancora abbastanza rare \[/mks\_list\] \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] **COSA NON FARE?**2. Evitare metodi impropri per la rimozione della zecca, tra cui applicazione di calore, spilli, aghi arroventati, sostanze come petrolio, benzina, etc 3. Evitare di togliere la zecca in modo brusco e rapido perché si rischia di staccare solo una parte della zecca, lasciando la testa 4. Non cercare di uccidere la zecca schiacciandola con le mani, né cercando di soffocarla togliendole l'ossigeno (come mettendoci sopra smalto per le unghie, olio, alcol o petrolio) perché la zecca respira solo poche volte in un'ora quindi non funzionerà 5. Non iniziare una terapia antibiotica per prevenirela malattia di Lyme, che raramente si verificae che si ha tutto il tempo eventualmente di trattare. Il risultato peggiorerebbe il male perché un’eventuale infezione sarebbe più subdola e più difficile da riconoscere. L’uso non appropriato degli antibiotici genera, inoltre, resistenze nei germi \[/mks\_list\] *Fonte: cheforte.it* #### **Una lista di efficaci prodotti per rimuovere le zecche:** **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, montagna, pronto soccorso, salute --- ### [Falesie del Mondo - Climbing Gardens of the World](https://www.montagnenostre.net/falesie-del-mondo-climbing-gardens-of-the-world/) **Published:** Marzo 21, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Esposizione all’interno di IGA 2017, Berlino (13/04–15/10/2017) LEITNER ropeways e Vertical-Life presentano per la prima volta una mostra sui luoghi dell’arrampicata in tutto il mondo All’interno di IGA 2017 (International Gardening Show) a Berlino, LEITNER, azienda costruttrice di impianti a fune, e VERTICAL-LIFE presentano la mostra “Falesie del Mondo - Climbing Gardens of the World”. Le falesie sono aree sportive naturali, situate lungo pareti di roccia, e circondate da panorami mozzafiato. Vengono scoperte, plasmate e mantenute con sconfinata creatività e passione da persone amanti della libertà. Esse costituiscono al contempo il collegamento tra le montagne, casa degli impianti di risalita, e i giardini del mondo. L’esposizione “Falesie del Mondo” si trova nel complesso della stazione di risalita “Gardens of the World” di Blumberger Damm. Qui i visitatori vengono sospesi in un altro tipo di giardino verticale. La mostra mette in luce località spettacolari e leggendarie dell’arrampicata, dislocate in tutto il mondo, tramite gigantografie, video emozionanti e campioni di vera roccia. I visitatori possono inoltre interagire con la mostra e farsi scattare una foto mentre arrampicano. Le falesie sono luoghi naturali che vengono coltivati con enorme rispetto. La roccia, con la sua specifica inclinazione e le diverse tipologie di prese, e lo scenario circostante rendono ogni falesia unica nel suo genere. Queste possono essere paragonate a un teatro di incontri, emozioni e passione. Gli scalatori provano sulla pelle la libertà, la lotta, gli abissi del fallimento e le vette del successo personale. I visitatori possono lasciarsi emozionare dalle loro storie e provare un assaggio dell’esperienza. **IGA Berlino** A Berlino è iniziato il countdown: dal 13 aprile 2017 si terrà la prima mostra internazionale di giardini della capitale, con un’estensione di 104 ettari. Fino al 15 ottobre 2017 l’IGA mostrerà il futuro del verde urbano. Si prevedono circa 8.000 eventi stimolanti e quasi 2,4 milioni di visitatori. A Marzahn-Hellersdorf – nel mezzo di uno dei più grandi complessi residenziali prefabbricati d’Europa – si tratterà per 186 giorni di spazi urbani verdi e di cultura ecologica in vari modi. L’IGA di Berlino 2017 prende spunto dagli affascinanti contrasti della capitale. In un terreno topograficamente ambizioso intorno ai giardini del mondo, il Kienberg e il Wuhletal, l’IGA terrà un festival dell’arte internazionale dei giardini da vivere e sperimentare in tutti i sensi. **La cabinovia “Giardini del Mondo”** La funivia sarà in grado di trasportare fino a 3000 visitatori all’ora. Le cabine saliranno dall’ingresso principale dell’esposizione, presso la stazione della metropolitana, fino in cima ai 102 m di altezza del Kienberg, dove è posizionata la piattaforma panoramica, Wolkenhain e l’omonima stazione intermedia della cabinovia. Si prosegue poi verso la stazione “Giardini del Mondo”. Il viaggio panoramico, lungo complessivamente 1,5 km, terminerà dopo circa cinque minuti. **Per ulteriori informazioni:**E-mail: Web: [www.vertical-life.info](http://www.vertical-life.info) Fonte: Press Stampa [Vertical-life](www.vertical-life.info)Video Teaser: Klettergärten der Welt Fotografia: Cueva Cabeza de la Vacca, Veñales/Kuba ©credits Bernhard Mock Route: The Vase Factory Copyright: Helmut Gargitter **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, falesie, Festival montagna --- ### [Nella Valle del Vanoi al via la seconda edizione della CraspaMagna Dolomitica ](https://www.montagnenostre.net/nella-valle-del-vanoi-al-via-la-seconda-edizione-della-craspamagna-dolomitica/) **Published:** Marzo 2, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Un intero weekend dedicato alla scoperta di paesaggi e antichi sapori Sabato 11 e domenica 12 marzo nella Valle del Vanoi torna la [**CraspaMagna Dolomitica**](http://www.sanmartino.com/IT/craspamagna-dolomitica/), occasione speciale per conoscere storia e tradizioni della **Valle del Vanoi**. Da non perdere la visita guidata del sabato al piccolo borgo di Zortea: per scoprire cultura e antichi saperi di questo caratteristico paesino di montagna, dove il tempo sembra essersi fermato. Interamente dedicata alla montagna ed alle sue meraviglie è la serata con la biologa, alpinista, scrittrice **Antonella Fornari** e con il suo "Diamanti di ghiaccio e zirconi di neve appena caduta", video commentato e presentato in dissolvenza sonorizzata dalla stessa autrice. La CraspaMagna raggiunge il momento più vivace e godereccio, la domenica con un’escursione naturalistica di ben 8 km che si snoda lungo un percorso ad anello; punto di partenza e arrivo il soleggiato paesino di Zortea. Lungo il percorso tante golose tappe dove assaporare i migliori prodotti a km0 del territorio: creando così un connubio perfetto tra natura ed enogastronomia. La CraspaMagna si rivela quindi ottima occasione per conoscere natura, gastronomia e tradizioni della Valle del Vanoi, camminando con le ciaspole tra i silenziosi e magici boschi al cospetto dell’imponente massiccio porfirico del Lagorai ammirando scorci pittoreschi, tra bianche distese di neve, caratteristici masi e baite di montagna. **Per info ed iscrizioni**: infovanoi@sanmartino.com T:0439 719041 (MC.B.) *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: CraspaMagna 2016 ©credits Alcamedia* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** antichi sapori, CraspaMagna, Paesaggi, Trentino Alto Adige, Valle del Vanoi --- ### [Come verificare il proprio stato di forma nel corso del periodo di allenamento?](https://www.montagnenostre.net/come-verificare-il-proprio-stato-di-forma-nel-corso-del-periodo-di-allenamento/) **Published:** Febbraio 2, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Niente di più facile. Misurando la frequenza delle pulsazioni a riposo prima di alzarti dal letto al mattino! Usando un frequenzimetro potrai infatti monitorare periodicamente il tuo stato di forma orientandoti con i seguenti valori: - 70 battiti al minuto è il valore normale - dai 75 agli 80 sei decisamente fuori forma - meno di 50 battiti al minuto sei forma strepitosa! Per motivarti all’allenamento e sollevarti dalla fatica puoi sempre leggere: [camminare in montagna fa bene alla salute](http://www.ilmountainrider.com/camminare/perche-camminare-in-montagna-fa-bene/ "allenamento per il trekking"), un ampio articolo dove ho voluto parlare nello specifico dei molteplici benefici di questa attività. Avere un motivo positivo per il quale si pratica una certa attività può essere di grande aiuto nei momenti difficili dove bisogna stringere i denti e mai mollare! Altri articoli correlati: **[Allenamento per il trekking: i consigli di un accompagnatore di montagna](http://www.montagnenostre.net/allenamento-per-il-trekking-i-consigli-di-un-accompagnatore-di-montagna/ "Allenamento per il trekking: i consigli di un accompagnatore di montagna")** **[Allenamento per chi non hai mai camminato in montagna](http://www.montagnenostre.net/allenamento-per-chi-non-hai-mai-camminato-in-montagna/ "Allenamento per chi non hai mai camminato in montagna")** **[Allenamento per chi è già un camminatore](http://www.montagnenostre.net/allenamento-per-chi-e-gia-un-camminatore/ "Allenamento per chi è già un camminatore")** *Fonte: | Autore: Fabrizio Vago* // \]\]> **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Allenamento, camminate, preparazione atletica, trekking --- ### [2016 da record per i cammini. Anche grazie agli italiani](https://www.montagnenostre.net/2016-da-record-per-i-cammini-anche-grazie-agli-italiani/) **Published:** Gennaio 26, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Sono gli italiani i camminatori più numerosi sul Cammino di Santiago: su un totale di quasi 300mila pellegrini che, nel 2016, hanno percorso l’itinerario, il 55% era costituito da turisti stranieri, il 28% dei quali era italiano. Giunti alla città, capitale della Comunità Autonoma della Galizia, i viandanti ricevono la Compostela, ossia la certificazione del pellegrinaggio che riporta tutti i timbri delle località visitate, ma solo se i viaggiatori hanno fatto almeno 100 km a piedi, o 200 km in bicicletta. Il 2016 è stato d’oro anche per la Via Francigena, che ha visto aumentare del 30% le presenze rispetto al 2015, e ci sono buone speranze anche per l’Italia meridionale: “Rappresenteranno le mete più ambite per il turismo in Italia” dice Marco Aguiari, presidente del Comitato Francigena Sud. La proclamazione dell’Anno Santo, nel 2015, da parte di Papa Francesco, e l’istituzione dell’Anno dei Cammini, su decisione del Ministro Franceschini, hanno di certo contribuito ad incrementare il numero dei pellegrini: oltre agli italiani, molti sono stati i tedeschi, gli americani, portoghesi, francesi, e c’è chi è arrivato persino dalla Corea, dall’Australia e dal Brasile. *Fonte: | Autore: Joanna Dema* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** camminate, trekking, Via Franchigena --- ### [La montagna senza sci: suggerimenti per scoprire l’incanto, l’arte e la gastronomia del Tirolo](https://www.montagnenostre.net/la-montagna-senza-sci-suggerimenti-per-scoprire-lincanto-larte-e-la-gastronomia-del-tirolo/) **Published:** Gennaio 16, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### L’inverno in Tirolo può soltanto essere vissuto sulle piste da sci? Assolutamente no! Al lontano dalle masse, i turisti più attivi, gli amanti del relax e i romantici trovano ricche alternative a contatto con la natura. Dall’escursionismo invernale agli spettacoli operistici, dai tour con le slitte trainate dai cani al triathlon: c’è molto da scoprire in Tirolo, anche lontano dalle piste. E non è soltanto il paesaggio pittoresco a generare piacere: nelle osterie tradizionali e presso i romantici mercatini dell’Avvento è possibile gustare specialità tirolesi e ammirare l’arte artigianale locale. **Escursioni invernali con gusto**La [*Lechtal*](http://www.tirolo.com/regioni-turistiche/a-lechtal) è una delle regioni tirolesi che ha deciso di dedicarsi esplicitamente a un turismo invernale concentrato sul piacere e sull’incanto di questa stagione. In questa regione, uno degli ultimi paesaggi fluviali naturali ancora intatti in Europa, è possibile scoprire pittoreschi paesaggi innevati costeggiando il fiume Lech, oppure camminando lungo i sentieri innevati battuti, sia con le ciaspole ai piedi che con gli sci da escursionismo. All’insegna del motto “Eppas Guats” (qualcosa di buono) trovano spazio 18 rifugi selezionati che invitano nelle loro caratteristiche *stube* a concedersi una deliziosa pausa dopo l’escursione. Merende sostanziose, specialità tradizionali della cucina austriaca e piatti tirolesi deliziano il palato degli ospiti con gli ingredienti della regione. **Belcanto e buongusto** Fondato nel 1997 dal direttore artistico *Gustav Kuhn* e dal suo partner Andreas Schett, il Festival del Tirolo Erl nella regione Kufsteinerland è diventato un appuntamento fisso del calendario delle manifestazioni in Tirolo. Il 2012 non ha soltanto visto l’inaugurazione di un nuovo teatro, ma anche la nascita dell’edizione invernale che quest’anno, giunta alla sua 5 ° edizione, in calendario tra il 26 dicembre 2016 e l’8 gennaio 2017 vede una nuova produzione dell’opera centrale del programma, l’opera buffa “L’italiana in Algeri” del maestro del belcanto Gioachino Rossini, portata in scena dal giovane newcomer Wolfgang Berthold. A completare l’offerta musicale ci sarà la messa in scena di una seconda opera, La Traviata, tre concerti, quattro sere di musica da camera e tre presentazioni speciali. A questo link tutti i dettagli [*http://www.tiroler-festspiele.at/it/inverno/programma/calendario-spettacoli-inverno/*](http://www.tiroler-festspiele.at/it/inverno/programma/calendario-spettacoli-inverno/). Di giorno sulle piste da sci o fare escursioni, la sera all’opera e, per concludere al meglio la giornata, un’ottima cena ad esempio presso il vicino [*Gasthof Blaue Quelle*](https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=http%3a%2f%2fwww.tirol.at%2furlaub-buchen%2fpensionen%2fa-gasthof-blaue-quelle&data=01%7c01%7canne.gabl%40TirolWerbung.at%7c529bc5e9dd1f466a132b08d3e2cc6261%7cbf45a60ddc48417e9b2fdebcc153d643%7c0&sdata=Z6rPE1Dlfj%2b2hDu%2fm1p%2fCwmFb2fJiuHSZlurYjr%2faJc%3d), un’osteria presente dal 1620 e famosa per le sue trote, pescate direttamente dal ruscello che scorre a fianco. L’osteria vanta diversi riconoscimenti tra cui il premio come migliore osteria austriaca e i recenti 14 punti Gault Millau ottenuti proprio quest’anno. [*www.blauequelle.at*](http://www.blauequelle.at/) **Tre discipline per gli amanti della dolce vita**Nella [Navistal](http://www.tirolo.com/regioni-turistiche/a-wipptal) , la valle laterale della Wipptal, incastonata tra le imponenti montagne si trovano ancora numerose fattorie tradizionali. Qui gli amanti della natura possono mettersi alla prova in un “triathlon” piuttosto particolare che prevede: un’escursione con le ciaspole, una discesa con lo slittino e una degustazione di prodotti tipici. Si parte con le ciaspole ai piedi dal parcheggio situato a Peer Alm insieme alla guida alpina Karl Peer e si percorre un bellissimo tratto lungo il ruscello Klammbach. Primo traguardo la Peer Alm, pronta ad accogliere i partecipanti con una ricca degustazione di specialità locali (seconda disciplina del triathlon), a seguire una discesa di 2 km sullo slittino per tornare al parcheggio. Ultima tappa, da affrontare tranquillamente in auto, la distilleria locale di Franz Hörtnagl dove è d’obbligo assaggiare un bicchierino di Schnaps (grappa) accompagnato da altre prelibatezze regionali come lo speck, il burro e il formaggio. **La felicità in sella a un cavallo, anche d’inverno**Non sono soltanto gli appassionati della natura a sentirsi particolarmente ad agio nell’Olympiaregion Seefeld: oltre ai 142 km di sentieri preparati per escursioni a piedi invernali e agli itinerari da percorrere con le ciaspole, la regione offre anche qualcosa di veramente speciale per gli amanti degli animali: il [*Dreher Ranch*](http://www.seefeld.com/it/attivita/equitazione/escursioni-a-cavallo-dreher-ranch-buchen) a Buchen offre tutte le settimane la possibilità di partecipare a uscite invernali a cavallo. Semplici passeggiate o escursioni di più giorni, permetto di scoprire gli spettacolari dintorni di Leutasch e Wettersteingebirge. Un’attività dedicata alla stagione invernale è la “Ride & Slide”, due giorni duranti i quali è possibile alternare una cavalcata a dorso di cavallo con una rilassante gita in slitta. Un’altra escursione da non perdere è sicuramente il “Sundown ride”, una passeggiata di circa 3 ore sulle Alpi per godere dei magnifici colori del tramonto. **In giro con il branco**Un’esperienza bestiale può essere vissuta nelle Kitzbüheler Alpen sul monte Angerberg, dove, nel cuore di un idilliaco paesaggio invernale, troviamo l’Husky Ranch. Qui i visitatori, durante un’escursione invernale, possono entrare in stretto contatto con i cani da slitta. Questi animali sprigionano una forza e un’energia particolare in grado di conquistare tutta la famiglia. Nella regione turistica [*Hohe Salve*](http://www.tirolo.com/regioni-turistiche/a-ferienregion-hohe-salve) si effettuano escursioni settimanali con i cani di 2-8 Km con slittini tandem o carts. Si può scegliere tra una semplice passeggiata oppure guidare attivamente la slitta. L’attività prevede una durata di 3-4 ore durante la quale si trascorrerà del tempo ad apprendere informazioni sui cani e prendere confidenza con loro, la gita vera e propria e una merenda. Il costo su richiesta. Sito (solo in tedesco) [*http://www.husky.co.at/*](http://www.husky.co.at/)*Fonte: presse.tirol.at | Foto: TirolWerbung ©Credits Martin Eigentler* *Tirol Info*Maria-Theresien Str. 55 6010 Innsbruck, Austria Tel. +43 512 7272-0 **E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). **Categorie:** Eventi **Tag:** Ciaspole, escursioni invernali, racchette --- ### [L’eterno tormento dei Cunfinàa](https://www.montagnenostre.net/leterno-tormento-dei-cunfinaa/) **Published:** Gennaio 16, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Non tutte le anime vanno in Paradiso, e nemmeno all’Inferno: alcune di queste, particolarmente odiose, rimangono sulla Terra per scontare in eterno la loro pena. Sono i Cunfinàa, anime in esilio che, nel corso della loro condanna, talvolta si manifestano per infastidire i viventi… La Valtellina non è solo popolata da diavoli e streghe, ma anche da anime tormentate (non ci facciamo mancare nulla!): nello specifico si parla di confinati (*cunfinàa* in dialetto), spiriti che sono stati respinti sia dal Paradiso che dall’Inferno perché condannati a trascorrere l’eternità sulla Terra. Ma trascorrerla come? Spesso svolgendo lavori faticosissimi e senza scopo, dal trasportare pietre enormi al muovere carichi di metalli preziosi, per poi lanciarli da un dirupo. A volte queste pene seguono una dantesca legge del contrappasso (chissà che orrore, per gli avari, gettare giù per un burrone l’oro guadagnato dopo notti e notti di duro lavoro!), ma per la maggior parte delle volte sono prive di senso, rendendo ancora più tormentosa la condanna. Ma i cunfinàa sono veramente costretti a rimanere sulla Terra *per sempre?* Ci sono diverse teorie: secondo alcuni, il mondo dei vivi non è altro che un purgatorio dove espiare le proprie colpe e continuare poi il proprio cammino verso l’Aldilà; secondo altri, invece, i confinati sono destinati a rimanere bloccati sulla Terra per sempre. Non dovremmo quindi stupirci del fatto che, per cercare un po’ di “intrattenimento” durante la loro faticosa quotidianità, queste anime si mettano a tormentare un po’ i vivi. Infatti spesso i cunfinàa turbano la quiete dei montanari terrorizzandoli con le loro urla, o anche peggio: può capitare che blocchino le vie di transito con i massi che sono costretti a trasportare da un luogo all’altro, o addirittura che mettano a soqquadro le case nelle vicinanze. A volte è possibile sentirli mentre lavorano e riuscire quindi a tenersi a distanza, ma può anche capitare che evitarli sia impossibile: in questo caso l’unica “arma” a disposizione dei vivi è farsi il segno della croce, capace di allontanare i confinati. Per esiliarli definitivamente dalle zone abitate, invece, è necessario un esorcismo. Ricordatevi, però: se vi capita di avvistare i cunfinàa (riconoscibili anche dal berretto verde che indossano), non parlatene con nessuno. Infatti, se racconterete a qualcuno di questo insolito incontro, verrete condannati anche voi, una volta morti, ad essere dei confinati! E non auguriamo a nessuno di trasportare dei massi pesantissimi per l’eternità… *Fonte: [pescegallovalgerola.it](http://www.pescegallovalgerola.it/fupes/leggende/tormento-dei-cunfinaa/) - Testi a cura di Varan Vanessa* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende di Montagna, Racconti e Leggende, valtellina --- ### [Inaugurato il Gallopark: un ponte tra il passato, il presente e un futuro sostenibile!](https://www.montagnenostre.net/inaugurato-il-gallopark-un-ponte-tra-il-passato-il-presente-e-un-futuro-sostenibile/) **Published:** Gennaio 13, 2017 **Author:** Redazione **Content:** #### Eccoci qui a Pescegallo, con un nuovo parco: il Gallopark! E' stato inaugurato, nonostante tutte le avversità metereologiche, il simbolo del futuro in valle: **3000 mq per bambini, ragazzi e ragazzini!**Alla presenza del Presidente degli Impianti Marilisa Paltrinieri, del Presidente della Comunità Montana Christian Borromini, nonché della **pro loco di Gerola** e di tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione di questo campetto giochi che, si è svolta una semplice ma efficace cerimonia di inaugurazione con tanto di taglio del nastro! Insieme a tanta speranza per la neve (che ancora deve venire), da oggi, qui a Pescegallo, abbiamo non solo il [Gallopark](http://www.pescegallovalgerola.it/fupes/gallopark/), ma anche un’opera importante ed emblematica atta a rappresentare questo momento di rinnovamento. L’opera in questione, realizzata e regalata alle Funivie dall’artista Raffaele Cornaggia, potrete vederla senza cercarla. Si tratta di 4 fiori molto particolari, realizzati con materiali di recupero (nella fattispecie sci, tavole e racchette), posizionati alla partenza degli impianti, tra l’arrivo della pista Rocca e lo sviluppo del parco. “Ri-fiorisci Pescegallo“, questo il nome dell’opera, è e resterà sempre un monito per tutti, per ricordarci che non tutto ciò che è stato usato è da buttare, ma soprattutto che tutto ciò che ha rappresentato tanto nella nostra vita deve essere custodito, protetto e portato a nuova vita! [...Continua a leggere](http://www.pescegallovalgerola.it/fupes/notizie/inaugurato-gallopark/) Fonte: [pescegallovalgerola.it](http://www.pescegallovalgerola.it) **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Parchi, Parchi divertimento, Val Gerola --- ### [Oasis PhotoContest: si riparte!](https://www.montagnenostre.net/oasis-photocontest-si-riparte/) **Published:** Gennaio 13, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Dopo i successi dell’ultima edizione (25.000 fotografie in gara, 62 nazioni rappresentate, 60 serate di proiezione delle immagini più belle presso musei e circoli di tutta Italia) riparte la nuova avventura dell’[Oasis Photocontest](http://oasisphotocontest.it). Con qualche importante novità. Innanzitutto, come avrete visto dall’implacabile conto alla rovescia, abbiamo posticipato la chiusura delle iscrizioni al 28 febbraio 2017. In secondo luogo, accanto alle tradizionali sezioni in cui è richiesto il file raw, quest’anno abbiamo aggiunto due sezioni “open”, in cui non sono richiesti i file originali, così da consentire la partecipazione anche alle foto scattate con compatte, smart-phonr r tablet. Infine, abbiamo modificato i premi di sezione, ancora più ricchi, che in quest’edizione saranno assegnati al vincitore e al suo sfidante al titolo (runner-up). Per il resto, fedeli al motto “formula che vince non si cambia”, abbiamo mantenuto tutti i punti delle passate edizioni. Adesso sta a voi mettervi in gioco… Per vincere un premio importante. Per finire nel catalogo o nella mostra itinerante. O per entrare nella prestigiosa “Top Mille” le 1.000 immagini che raggiungono la fase finale e potranno essere viste e votate in tutto il mondo per l’assegnazione del Premio Oasis Web Appuntamento per la premiazione che quest’anno sarà a settembre. *Fonte: [Oasis Photo Contest](http://oasisphotocontest.it/news/) | Foto: ©credits i vincitori della 12 edizione* *Per informazioni visitate il sito: * // \]\]> **Categorie:** Eventi **Tag:** concorso fotografico, Eventi, natura, Paesaggi naturali --- ### [A San Martino di Castrozza, un intero weekend dedicato al telemark](https://www.montagnenostre.net/a-san-martino-di-castrozza-un-intero-weekend-dedicato-al-telemark/) **Published:** Gennaio 12, 2017 **Author:** Redazione **Content:** Sarà un weekend all’insegna dello sci non convenzionale quello del 21 e 22 gennaio, dedicato ad una delle discipline della neve più affascinanti: il telemark. La ski area San Martino di Castrozza-Passo Rolle ospita sulle sue piste il [**San Martino Telemark Event**](http://www.sanmartino.com/IT/san-martino-telemark/), una due giorni interamente dedicata alla sciata dal tallone libero, la più antica ed elegante tra tutti i modi di sciare. Il telemark abbraccia sempre più una vera e propria filosofia di vita che si concentra nella ricerca di equilibrio, nella consapevolezza di eseguire gesti armoniosi che non hanno come fine ultimo la velocità ma il piacere di eseguirli. Chi pratica il telemark copie una vera danza sulla neve che viene resa ancora più originale dall’abbigliamento vintage indossato dallo sciatore. Con il #sanmartinotelemarkevent è possibile scoprire il mondo del telemark partecipando a corsi clinic per imparare a sciare con l’uso dell’alpenstock ed a divertenti sessioni di sci accompagnato. Per informazioni e prenotazioni contattare la scuola di Sci San Martino (). (MC.B.) *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: Telemark ©credits Pascal Lacroix* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) // \]\]> **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Pale di San Martino, Telemark --- ### [Bivacco Paoluccio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-paoluccio/) **Published:** Gennaio 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **Gruppo Montuoso:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Svizzera) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**PD** *- Salita Alpinistica poco difficile*\[/mks\_highlight\] Salita con alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Bivacco Tete des Roeses **Quota di partenza:** 3200 m | **Dislivello:** 372 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** Società Guide Alpine del Cervino **Tel.** +39 02 86463516 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal Bivacco Tete des Roeses scendere al Ghiacciaio des Grandes Murailles. Salire per il ghiacciaio in direzione SE, tenendosi sul suo fianco destro. Continuare lungamente per esso e salire fin sotto il canale che scende dal Col Budden. Salire per esso fino al passo. *Fonte: rifugi-bivacchi.com* **oppure** Si può raggiungere il bivacco partendo dalla località Avuil (1967 m. – Valtournenche) passando per il Rifugio Bobba (5h, AD), o partendo dal Lago di Place Moulin e passando per il Bivacco Accademici Valdostani e per il Ghiacciaio des Grandes Murailles (8h, PD). *Fonte: [wikipedia.org](https://it.wikipedia.org/wiki/Bivacco_Paoluccio)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Laura Florio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-laura-florio/ "Bivacco Laura Florio") | [Bivacco Paolo Perelli Cippo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-paolo-perelli-cippo/ "Bivacco Paolo Perelli Cippo") **ASCENSIONI**Punta Budden | Cime Jumeaux [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=19/45.93805/7.58963) [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Col Budden, Valpelline, Valtournenche --- ### [Bivacco Camillotto Pellissier](https://www.montagnenostre.net/bivacco-camillotto-pellissier/) **Published:** Gennaio 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Svizzera) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AD** *- Salita Alpinistica abbastanza difficile*\[/mks\_highlight\] Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Breuil Cervinia **Quota di partenza:** 2006 m | **Dislivello:** 1319 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** Società Guide Alpine del Cervino **Tel.** +39 0166 948169 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **Percorso di salita:** Da Breuil Cervinia si sale con il sentiero accanto alla palestra di roccia. Imboccare una mulattiera, poi sentiero che risale la morena che porta alla base dello sperone, h 1,5. Attaccare la via nei pressi di un conoide nevoso. Talvolta la spaccatura tra neve e parete è così ampia da rendere assai difficile l’attacco. Salire una rampa detritica verso sx (15 metri, 2 spit) che porta ad una cengia sotto una parete gialla e sporgente (m. 2.700) Risalire il cengione che porta alla cresta sotto la targa commemorativa, attraversare a sx arrampicando su un diedro con tratti di IV+ fino al punto di sosta (3 ch. + spit). Risalire in arrampicata la spalla fino ad un intaglio che interrompe la cresta. Affrontare una parete di 40 metri circa (IV, alcuni chiodi) poi piegare a sx verso uno spigolo, fino al punto di sosta (2 spit + catena). Continuare lungo il filo della cresta fino allo zoccolo di una torre che si evita verso dx per una facile cengia, che porta nuovamente alla cresta. Riprendere il suo filo con facile e divertente arrampicata fino ad arrivare ad un punto di sosta (spit + chiodo). Salire un muretto strapiombante (III+ chiodo) ed uscire su una cengia in vista del bivacco. Percorrerla fino ad arrivare alla base di un diedro di 20 metri (versante Cherillon). Risalirlo e uscire in cresta, che in breve porta al bivacco. 5-6 ore dall’attacco. **Percorso di discesa:**Lungo l’itinerario di salita. Soste (chiodi e spit) attrezzate con cordoni, moschettoni e maillon di calata, portare qualche cordino nel caso fossero deteriorate. *Fonte: [inquota.altervista.org](http://www.inquota.altervista.org/arra.html#Bivacco_Pelissier)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Paolo Perelli Cippo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-paolo-perelli-cippo/ "Bivacco Paolo Perelli Cippo") | [Bivacco Laura Florio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-laura-florio/ "Bivacco Laura Florio") **ASCENSIONI**Dent d’Herens | Cresta Albertini [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=18/45.95799/7.61230) [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Breuil Cervinia, Cervino, Dent d'Herens --- ### [Bivacco Achille Ratti](https://www.montagnenostre.net/bivacco-achille-ratti/) **Published:** Gennaio 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Svizzera) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**D** *- Salita Alpinistica difficile*\[/mks\_highlight\] Salita con difficoltà alpinistiche più sostenute sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 50° e 70°, arrampicata di grado 4c-5a-5b. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Bivacco Balestreri Umberto **Quota di partenza:** 3142 m | **Dislivello:** 598 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** Società Guide Alpine del Cervino **Tel.** +39 0166 948169 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal Bivacco Balestreri Umberto seguire la cresta verso NW aggirando i tratti difficili, fino ad una spalla nevosa. Attraversare il seguente canale nevoso e seguire le roccette alla sua sinistra. Proseguire per esse e continuare per canaletti nevosi fino al Col dei Cors e al soprastante bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1749/bivacco-ratti-achille/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Umberto Balestreri](http://www.montagnenostre.net/bivacco-umberto-balestreri/ "Bivacco Umberto Balestreri") | Bivacco Tête des Roéses. **ASCENSIONI**Punta dei Cors | Punta Ester | Punta Lioy | Cime Jumeaux [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=19/45.94874/7.60151) [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Col dei Cors --- ### [Bivacco Paolo Perelli Cippo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-paolo-perelli-cippo/) **Published:** Gennaio 13, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Svizzera) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AD** *- Salita Alpinistica abbastanza difficile*\[/mks\_highlight\] Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Breuil Cervinia **Quota di partenza:** 2012 m | **Dislivello:** 1819 m | **Tempo di percorrenza:** 8-10 ore **Periodo di Apertura:** Permanente e su richiesta **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Milano **Tel.** +39 02 86463516 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **Itinerario estivo**L’accesso al bivacco avviene normalmente partendo dal Lago di Place Moulin e passando per il Rifugio Aosta e il Ghiacciaio des Grandes Murailles in circa 8h (difficoltà AD). In alternativa si può raggiungere da Cervinia per il Ghiacciaio di Montabel e il Col des Grandes Murailles in circa 10h (difficoltà D+). *Fonte: [wikipedia.org](https://it.wikipedia.org/wiki/Bivacco_Paolo_Perelli_Cippo)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bivacco Tête des Roéses | Rifugio Aosta **ASCENSIONI**Dent d’Hérens | Punta Margherita | Punta Lioy | Cime Jumeaux [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Breuil Cervinia, Ghiacciaio des Grandes Murailles, Valpelline --- ### [Bivacco Oreste Bossi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-oreste-bossi/) **Published:** Gennaio 13, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Svizzera) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**PD** *- Salita Alpinistica poco difficile*\[/mks\_highlight\] Salita con alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Breuil Cervinia **Quota di partenza:** 2006 m | **Dislivello:** 1339 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Gallarate **Tel.** +39 0331 797564 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Breuil seguire un sentiero che sale in direzione NE fino alle baite di Prè du Veau 2285m. Salire sempre in direzione NE per pendii detritici fino alla morena del Ghiacciaio della Forca. Stare a sinistra e salire per pendii detritici, un poco più erti, fino al Col del Breuil 3331m. Salire in direzione NW per la facile cresta del Furggen fino al bivacco. *Fonte: [inquota.altervista.org](http://www.inquota.altervista.org)*\[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Monte Cervino **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Bossi.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Breuil Cervinia, Cervino, Ghiacciaio della Forca --- ### [Bivacco Giorgio e Renzo Novella](https://www.montagnenostre.net/bivacco-giorgio-e-renzo-novella/) **Published:** Gennaio 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AF** *- Salita Alpinistica facile*\[/mks\_highlight\] Salita con nessuna difficoltà particolare, ma l’utilizzo di materiale d’alpinismo (casco, corda, cramponi, picozza) può essere necessario. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Duca degli Abruzzi **Quota di partenza:** 2802 m | **Dislivello:** 454 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore dal Rifugio Duca degli Abruzzi | 6 ore da Breuil Cervinia **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** Società delle Guide del Cervino **Tel.** +39 0166 948169 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal **Rifugio Duca degli Abruzzi** seguire per un tratto il sentiero per il Colle del Leone, poi andare a sinistra, in direzione NW, superando la conca detritica sotto il Ghiacciaio del Leone. Salire poi verso N per un canalino, quello che di destra, e proseguire per una cengia inclinata che porta al pendio detritico, poi a sinistra lungo una rampa che porta alla cresta. Seguirla fino al Col Tournache e al soprastante bivacco Benedetti da dove si prosegue ancora per cresta fino al bivacco Novella. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1758/bivacco-novella-giorgio-e-renzo/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Paolo Perelli Cippo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-paolo-perelli-cippo/ "Bivacco Paolo Perelli Cippo") **ASCENSIONI**Dent d’Hérens | Punta Maria Cristina [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Breuil Cervinia, Cervino --- ### [Bivacco Enzo e Nino Benedetti ](https://www.montagnenostre.net/bivacco-enzo-e-nino-benedetti/) **Published:** Gennaio 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AD** *- Salita Alpinistica abbastanza difficile*\[/mks\_highlight\] Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Duca degli Abruzzi **Quota di partenza:** 2802 m | **Dislivello:** 708 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** Società delle Guide del Cervino **Tel.** +39 0166 948169 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal **Rifugio Hütte Duca degli Abruzzi** seguire per un tratto il sentiero per il Colle del Leone, poi andare a sinistra, in direzione NW, superando la conca detritica sotto il Ghiacciaio del Leone. Salire poi verso N per un canalino, quello che di destra, e proseguire per una cengia inclinata che porta al pendio detritico, poi a sinistra lungo una rampa che porta alla cresta. Seguirla fino al Col Tournache e al soprastante bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1752/bivacco-benedetti-enzo-e-nino/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI** Dent d’Hérens [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=19/45.97040/7.63371) [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Ghiacciaio del Leone --- ### [Bivacco Laura Florio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-laura-florio/) **Published:** Gennaio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AD** *- Salita Alpinistica abbastanza difficile*\[/mks\_highlight\] Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Avouil **Quota di partenza:** 1967 m | **Dislivello:** 1353 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore **Periodo di Apertura:** Su richiesta **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** Società delle Guide del Cervino **Tel.** +39 0166 948169 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da **Avouil**, raggiungibile in auto da Valtournenche verso Breuil, seguire il sentiero che sale in direzione SW per boschi di larici e pendii prativi fino alle baite di M. Bayettes 2288m. Proseguire per pendio detritico verso NW, poi a sinistra e salire nell’alto Vallone Vofrède. Il sentiero piega a sinistra e attraversa numerosi corsi d’acqua fino a giungere sotto delle roccette. Salire per esse fin sotto il canalone che scende dal Ghiacciaio del Creton. Salire per esso verso N fino alle rocce alla base del Col Crèton. Salire per un caminetto fino alla cresta, nei pressi del bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1746/bivacco-florio-laura/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Paoluccio](http://www.montagnenostre.net/bivacco-paoluccio/ "Bivacco Paoluccio") | [Bivacco Bobba](http://www.montagnenostre.net/rifugio-giovanni-bobba/ "Rifugio Giovanni Bobba") **ASCENSIONI**Tour du Créton | Mont Blanc du Créton | Château des Dames | Punta Budden [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=18/45.91970/7.58452) [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Breuil Cervinia, Cervino --- ### [Bivacco Lago Tzan](https://www.montagnenostre.net/bivacco-lago-tzan/) **Published:** Gennaio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Torgnon **Quota di partenza:** 1489 m | **Dislivello:** 933 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** Sci Club Torgnon **Tel.** n.d. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da **Torgnon**, raggiungibile in auto da Chatillon verso Valtournenche, seguire una stradina che sale nel bosco in direzione N. La strada prosegue nel bosco fino al piano prativo di Chantornè. La strada continua nel bosco passando nei pressi dell’Alpe Chatelard e nei pressi dell’Alpe Chantè de Guerre fino al suo termine. Seguire un sentiero in direzione NW passando per l’Alpe Grotte de Loup 2161m. Proseguire ancora per il sentiero che sale lungo il pendio di ganda e roccette fino al bivacco. *Fonte: [lovevda.it](http://www.lovevda.it/it/banca-dati/7/bivacchi/torgnon/bivacco-tzan/2520)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Grande Balconata del Cervino | [Bivacco Nebbia Franco](http://www.montagnenostre.net/bivacco-nebbia-franco/ "Bivacco Nebbia Franco") **ASCENSIONI**Parete sud della Punta Cian | Monte Redessau | Punte Chavacour | Dôme de Tzan | Finestra di Cignana | Col Chavacour | Cima Bianca. **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Tzan.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Cervino, Lago Tzan, Torgnon --- ### [Bivacco Renzo Rivolta](https://www.montagnenostre.net/bivacco-renzo-rivolta/) **Published:** Gennaio 27, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Torgnon **Quota di partenza:** 1489 m | **Dislivello:** 1411 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Non custodito **Posti letto:** 11 posti **Gestione:** Società Guide Alpine del Cervino **Tel.** +39 0166 948169 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Lasciata l‘auto in loc. Champtorné, in corrispondenza dell‘arrivo del primo degli impianti di risalita di Torgnon, imboccare la strada sterrata che conduce verso la diga di Cignana. Giunti in loc. Châtelard Damon, si continua sulla stessa poderale che da questo punto è inserita sul percorso dell‘itinerario n. 105. Seguendo lo stesso, si raggiunge la loc. Brusoney, nei pressi della quale si imbocca sulla sinistra l‘itinerario n.1 che conduce al Piano di Loditor. Seguire la poderale (n.1) fino a che non la si abbandona, sulla sinistra, per il sentiero che permette di guadagnare i ruderi dell’Hospice de Chavacour. Nei pressi dei ruderi, ad un crocevia, imboccare sulla destra l‘itinerario n. 5 che in breve tempo conduce all‘alpe Château. Attraversata la strada proseguire lungo l‘itinerario n. 5 fino ad incontrare nuovamente la strada sterrata. Dopo pochi metri sulla stessa in corrispondenza di un incrocio, proseguire sul ramo di sinistra che, immettendosi sul sentiero (sempre n. 5) raggiunge l‘alpe Grand Drayere, visibile da lontano per la caratteristica forma a volta, quindi proseguire per il bivacco Rivolta. Il sentiero è molto impegnativo nell’ultimo tratto. *Fonte: [lovevda.it](http://www.lovevda.it/it/banca-dati/7/bivacchi/torgnon/bivacco-rivolta/2531)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Da Torgnon a Valtournenche | [Rifugio Perucca-Vuillermoz](http://www.montagnenostre.net/rifugio-perucca-vuillermoz/ "Rifugio Perucca-Vuillermoz") **ASCENSIONI**Punta Tzan | Cresta Rey | Punta Cian | Dôme de Cian | Punta Balanselmo | Becca di Salé [Visualizza mappa ingrandita](http://www.openstreetmap.org/#map=19/45.87763/7.55923) [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino, Torgnon --- ### [Bivacco Reboulaz Luca](https://www.montagnenostre.net/bivacco-reboulaz-luca/) **Published:** Gennaio 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Pennine – Gran Combin – Cervino (Italia) **Valle:** [ Valtournenche](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Praz **Quota di partenza:** 1737 m | **Dislivello:** 823 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 24 posti **Gestione:** Proprietà privata: Famiglia Reboulaz **Tel.** +39 0165 770023 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dopo aver oltrepassato la loc. Les Fabriques, imboccare, in corrispondenza di un tornante che volge a sinistra, la strada che conduce a Praz. Da qui si continua a piedi, a tratti su sentiero e a tratti su strada sterrata, fino a raggiungere l‘alpeggio di Praterier. Continuando nel vallone sul sentiero n. 13, dopo aver tralasciato l‘itinerario n. 1 sulla destra per la Tsa de Pierrey, si giunge nuovamente ad un crocevia nei pressi dell‘alpe Les Crottes. Tralasciato il ramo di destra che conduce alla fenêtre de Tsan, si continua sulla sinistra fino a raggiungere il Bivacco Reboulaz. *Fonte: [lovevda.it](http://www.lovevda.it/it/banca-dati/7/escursioni-di-un-giorno/nus/praz-bivacco-reboulaz/2344)*\[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Becca di Luseney | Colle di ivournea | Fenetre de Tzan | Cima Livournea **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Reboulaz.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valtournenche »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/valtournenche-bivacchi/) **Categorie:** Valtournenche **Tag:** Alpi Pennine, Cervino --- ### [Bivacco Città di Mariano](https://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-mariano/) **Published:** Dicembre 16, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EEA** *- Itinerario Escursionistico per esperti con attrezzatura*\[/mks\_highlight\] Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione quali corda, ramponi e piccozza. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Saint Jacques **Quota di partenza:** 1700 m | **Dislivello:** 1136 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti/4 ore **Periodo di Apertura:** Luglio – Agosto – Settembre **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione di Mariano Comense **Tel.** +39 339 4392269 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da **Saint-Jaques**, raggiungibile risalendo tutta la Valle d’Ayas a partire da Verrès, prendere la strada che, affiancando il torrente, sale verso il villaggio di Blanchard. Qui, oltre l’Evançon, imboccare la mulattiera per il Colle Superiore delle Cime Bianche, che sale ripidamente fino al terrazzo di Fiery 1878 m. Superare l’abitato e proseguire in direzione dell’Alpe Ventina 2179 m. Il sentiero riprende poi a salire, più dolcemente, fino alle Baite di Varda 2336 m. A questo punto abbandonare il sentiero che porta al Colle Superiore delle Cime Bianche e volgere a destra per attraversare un valloncello. Il sentiero raggiunge poi il dosso erboso tra il vallone di Tzère e quello di Cortoz: percorrerlo in direzione NW fino ai ruderi dell’Alpe di Seure 2532 m; proseguire in direzione N fino a notare sulla sinistra un evidente canale ripido e pietroso: esso porta al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1817/bivacco-citta-di-mariano/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Rossi Giorgio e Volante Cesare](http://www.montagnenostre.net/bivacco-rossi-giorgio-e-volante-cesare/ "Bivacco Rossi Giorgio e Volante Cesare") **ALPINISMO**Testa Grigia | Gobba di Rollin | Colle superiore delle Cime Bianche | Rocca di Verra | Punta di Rollin | Gran Lac de Tzére **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_CittadiMariano.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valledayas/) **Categorie:** Val d'Ayas **Tag:** Ghiacciaio di Tzère, Gobba di Rollin, Monte Rosa --- ### [Bivacco Rossi Giorgio e Volante Cesare](https://www.montagnenostre.net/bivacco-rossi-giorgio-e-volante-cesare/) **Published:** Dicembre 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** Monte Rosa (Italia) **Valle:** [ Valle d'Ayas](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valledayas/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AR** *- Salita Alpinistica su roccia e neve/ghiaccio*\[/mks\_highlight\] Salita alpinistica su roccia e neve/ghiaccio, affronta passaggi di arrampicata dal II grado in sù, richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Mezzalama **Quota di partenza:** 3004 m | **Dislivello:** 846 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti/4 ore **Periodo di Apertura:** Su richiesta **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** CAI Sezione UGET di Torino **Tel.** +39 011 537983 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Lasciare il **Rifugio Mezzalama Ottorino** passando alla sinistra dei bastioni rocciosi che lo sovrastano, e immettersi nel ghiacciaio in direzione N. In seguito volgere a NE e proseguire fino a raggiungere l’altezza del plateau superiore del ghiacciaio di Verra. Piegare poi a sinistra, in direzione della Porta Nera: prima di giungervi, piegare di nuovo a sinistra e proseguire fino alla base della Roccia Nera; il bivacco si trova in cima a un ripido pendio ghiacciato. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1811/bivacco-rossi-giorgio-e-volante-cesare/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio Monte Rosa Hütte | Breithornzwillinge | Breithorn Orientale | Breithorn Centrale | Breithorn Occidentale **ALPINISMO**Roccia Nera | Polluce | Monte Breithorn **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_rossivolante.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi della Valle d'Ayas »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valdaosta_bivacchi/valledayas/) **Categorie:** Val d'Ayas **Tag:** Monte Rosa, Roccia Nera, Vallone di Verra --- ### [Bivacco Lorenzo Borelli - Carlo Pivano](https://www.montagnenostre.net/bivacco-lorenzo-borelli-carlo-pivano/) **Published:** Aprile 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AD** *- Salita Alpinistica abbastanza difficile*\[/mks\_highlight\]Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Casolari di Pueterey **Quota di partenza:** 1507 m | **Dislivello:** 803 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 30 posti **Gestione:** CAAI Gruppo occidentale **Tel.** +39 011 546031 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Molto ripido nella parte centrale, l'attuale itinerario per il bivacco include tratti attrezzati esposti e difficili. Da Courmayeur (1224 m) si segue la strada della Val Vény fino al ponte del Purtod (1489 m). Oltre il ponte, la strada traversa un bosco e raggiunge il prato sul quale si affacciano le case e il campeggio di Peutérey (1507 m). Si segue verso sinistra una sterrata, poi si inizia a salire accanto al torrente che scende dal Combalet. Il sentiero (segnavia n. 19) sale a destra del corso d'acqua, supera dei grossi massi, piega a sinistra e raggiunge la base delle rocce (1900 m, 1 ora). Si supera un primo tratto attrezzato con una catena metallica, poi si continua senza difficoltà fino ai piedi della zona più ripida. Il tratto più impegnativo inizia in un canalino, si sposta a sinistra, poi torna a destra a una prima scala, Si va ancora a destra, si supera una seconda scala, poi si continua su un percorso sempre più aereo. Da un intaglio si attraversa obliquamente un'impressionante placca attrezzata con una catena, Poi ci si affaccia sul Combalet e sul bivacco. Si continua sul facile sentiero che sale ancora brevemente, traversa a destra verso il torrente e poi risale verso il bivacco (2325, 1.30 ore) *Fonte: [wikipedia.org](https://it.wikipedia.org/wiki/Bivacco_Lorenzo_Borelli_-_Carlo_Pivano)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Colle des Chasseur | Colle Innominata | Rifugio Monzino **ASCENSIONI**Aiguille Noire de Pueterey per la Cresta S | Picco Gamba | Mount Rouge | Mont Noire [Vedi tutti i bivacchi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Courmayeur, Monte Bianco --- ### [Bivacco Adolfo Hess](https://www.montagnenostre.net/bivacco-adolfo-hess/) **Published:** Aprile 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per Esperti*\[/mks\_highlight\]Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località La Visaille **Quota di partenza:** 2200 m | **Dislivello:** 758 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** CAAI Gruppo occidentale **Tel.** +39 011 546031 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Courmayeur seguire la strada della Val Vewny fino al parcheggio in località La Visaille. Proseguire a piedi sulla carrozzabile raggiungendo il Ponte di Combal che si traversa per pi percorrere il Piano di Combal alla cui estremità occidentale si inizia a salire aggirando un dossine e con alcuni tonanti si giunge all'Alpe inferiore della Lex Blanche 2158 m da dove in breve si arriva al **Rifugio Elisabetta Soldini Montanaro**. Seguire ora il sentiero che sale in direzione W sotto la Pyramides Calcaires. Si raggiunge così la base della morena del ghiacciaietto d’Estellette. Il sentiero sale, ora, verso destra (direzione N) fin sotto le pendici delle Aig.d’Estellette e sale per esso fin sotto il canale detritico che scende dal colle. Salire per esso fino al colle e al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1685/bivacco-hess-adolfo/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Rifugio Elena | Col du Grand Ferret | Col du Petit Ferret **TRAVERSATE**Bivacco Rainetto | Rifugio dei Conscrits (FRA) **ASCENSIONI**Aiguille d'Estellette | Aiguille des Glaciers | Aiguille de la Lex Blanche | Col de la Scie | Aiguilles de Trélatête [Vedi tutti i bivacchi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Courmayeur, Monte Bianco --- ### [Bivacco Gino Rainetto](https://www.montagnenostre.net/bivacco-gino-rainetto/) **Published:** Aprile 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AF** *- Salita Alpinistica Facile*\[/mks\_highlight\]Salita con nessuna difficoltà particolare, ma l’utilizzo di materiale d’alpinismo (casco, corda, cramponi, picozza) può essere necessario. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località La Visaille **Quota di partenza:** 1670 m | **Dislivello:** 1360 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** Giovane Montagna - Sezione di Torino **Tel.** N.D. **Web:** www.giovanemontagna.org \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Courmayeur seguire la strada della Val Veny fino al parcheggio in località La Visaille. Proseguire a piedi sulla carrozzabile raggiungendo il Ponte di Combal 1950 m. Non traversare il ponte ma imboccare la sterrata sulla destra che porta verso il risotro-bar Combal. Poco prima di esso prendere a sinistra il sentiero con segnavia n°14. tagliare a mezza costa la morena Ghiacciaio del Miage, poi sempre più ripidamente e faticosamente su sentiero. Si prosegue seguendo i segni gialli lungo il vallone compreso tra l'Aiguille de Combal ed il Mont Suc lasciando a sinistra una variante per il bivacco. Si va quindi a destra incontrando facili passaggi su roccette. Si supera poi una barriera rocciosa verso sinistra e per sfasciumi si giunge al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1762/bivacco-rainetto-gino/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bivacco Hess **ASCENSIONI**Petit Mont Blanc | Aiguille de Trélatete | Aiguille de l'Aigle [Vedi tutti i bivacchi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Courmayeur, Ghiacciaio del Miage, Monte Bianco --- ### [Bivacco Brenva](https://www.montagnenostre.net/bivacco-brenva/) **Published:** Aprile 24, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**PD** *- Salita Alpinistica poco difficile*\[/mks\_highlight\]Salita con alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Località Entreves **Quota di partenza:** 1306 m | **Dislivello:** 1794 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** CAAI gruppo occidentale **Tel.** +39 011 546031 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Courmayeur ad Entreves. Di qui si segue la mulattiera che porta ai Chalets de la Brenva m. 1517, quindi si procede per un piccolo sentiero che si sviluppa mal tracciato nel lariceto e infine, per pascoli, ci si sposta bruscamente a destra e si sale alla Combe du Loei dove si ritrovano le tracce. Si risale a NO per zolle erbose in direzione di un primo torrente e, dopo averlo attraversato, si seguita per altri pascoli e pietraie verso la morena che fascia il Ghiacciaio della Brenva. Si percorre la cresta instabile della morena fino alla diramazione orientale del ghiacciaio poi la si attraversa al di sopra della seraccata e per la riva destra (E) del solco delle valanghe si riesce alla dorsale rocciosa di facile percorso fino al bivacco della Brenva. (S. Saglio Da rifugio a rifugio: Alpi Graie ed. TCI & CAI pag. 284) *Fonte: [clubalpinoaccademico.it](www.clubalpinoaccademico.it/index.php/bivacchi/item/141-bivacco-brenva)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Monte Bianco per lo sperone della Brenva | Aiguille Blanche de Peuterey | Aiguille Noire de Peuterey | Dames Anglaises | Tour Ronde | Colle del Peuterey [Vedi tutti i bivacchi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Ghiacciaio della Brenva, Monte Bianco, Val d'Aosta --- ### [Bivacco Piero Craveri](https://www.montagnenostre.net/bivacco-piero-craveri/) **Published:** Maggio 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AD** *- Salita Alpinistica abbastanza difficile*\[/mks\_highlight\]Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Monzino **Quota di partenza:** 2580 m | **Dislivello:** 910 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** CAAI gruppo occidentale **Tel.** +39 011 546031 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal rifugio Franco Monzino per il passaggio della “Brogliatta” o. a stagione più avanzata traversando il Colle dell’Innominata raggiungere ilghiacciaio di Freney appoggiando poi decisamente verso e sotto la parete ovest dell’Aiguille Noire e il canalone della Breche sud. Giunti in corrispondenza di quest’ultimo continuare, costeggiando le Dames Anglaises, fino alla base del canalone della Breche nord. Superata la crepaccia : a) se il canalone è di neve buona, conviene risalirlo direttamente fino alla biforcazione Breche nord – Breche centrale; b) se di ghiaccio vivo, conviene utilizzare le rocce della sponda destra orografica. Dalla biforcazione è necessario percorrere il fondo del canale della Breche nord, incassato e ripidissimo, normalmente roccioso a fine stagione, nell’ultimo tratto conviene utilizzare ancora una volta le rocce della sponda destra orografica perché il canale diventa sempre più ripido. (Da S. Saglio, R. Chabod, L. Grivel Il Monte Bianco vol. I) *Fonte: [clubalpinoaccademico.wordpress.com](www.clubalpinoaccademico.it/index.php/bivacchi/item/143-bivacco-piero-craveri)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Monte Bianco per la cresta S di Peutery | Aiguille blanche | Dames Anglaises [Vedi tutti i bivacchi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Dames Anglaises, Monte Bianco, Valle d'Aosta --- ### [Bivacco Marco Crippa](https://www.montagnenostre.net/bivacco-marco-crippa/) **Published:** Maggio 8, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AD** *- Salita Alpinistica abbastanza difficile*\[/mks\_highlight\]Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Monzino **Quota di partenza:** 2580 m | **Dislivello:** 1280 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** Società delle Guide Alpine di Courmayeur **Tel.** +39 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal Rifugio Monzino salire in direzione N lungo il dosso detritico. Salire per una morena fin sotto l’Anticima della Punta Innominata. Continuare a salire fino al Ghiacciaio del Brouillard. Salire per esso, stando a destra, e salire per erto pendio nevoso a destra fino al Col du Freney 3640m. Salire ora verso N, in direzione del Pic Eccles. Salire a sinistra per pendio nevoso fino al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1691/bivacco-crippa-marco/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Monte Bianco per la Cresta Innominata [Vedi tutti i bivacchi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Monte Bianco, Valle d'Aosta --- ### [Bivacco Alberico-Borgna alla Fourche](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alberico-borgna-alla-fourche/) **Published:** Maggio 11, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**AD** *- Salita Alpinistica abbastanza difficile*\[/mks\_highlight\]Salita con difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado. Richiede attrezzatura da arrampicata (corda, imbrago, rinvii, moschettoni, nuts e friends, eventuali chiodi, caschetto da roccia), necessita di esperienza ed allenamento. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Punta Helbronner **Quota di partenza:** 3437 m | **Dislivello:** 248 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** CAAI gruppo occidentale **Tel.** +39 011 546031 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dalla Punta Helbronner scendere sul ghiacciaio fino al Col Flambeaux 3407m. Scendere poi a sinistra per il pendio nevoso sotto il colle. Traversare stando sotto lo scivolo ghiacciato della parete N della Tour Ronde e salire fin sotto l’'erto pendio che scende dal Colle della Forche. Salire per esso fino al colle e al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1696/bivacco-borgna-alberico-alla-fourche/)* oppure Dal rifugio Torino al Colle del Gigante (m.3322) si risale alla Punta Helbronner e di qui al Colle del Gigante (m.3354); si raggiunge qiuindi il Col des Flambeaux m. 3354 aperto tra il Grand Flambeau e il Petit Flambeau (h.0.15-0.30). Da questa sella si discende sul ramo occidentale del ghiacciaio del Gigante lungo il quale si riprende la salita contornando l’Aiguille de Toula, l’Aiguille d’Entreves e la Tour Ronde onde giungere alla base del Col de la Fourche (h. 3). (v. S. Saglio da Rifugio a Rifugio Alpi graie ed. TCI &CAI pag. 283). *Fonte: clubalpinoaccademico.it* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Monte Bianco per lo sperone della Brenva | Pilier d’'Angle per la via Bonatti-Gobbi | Mont Maudit per la cresta Kuffner | Tutte le vie della Brenva e del Pilier d'Angle [Vedi tutti i bivacchi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Ghiacciaio della Forca, Monte Bianco, Valle d'Aosta --- ### [Bivacco Giuseppe Lampugnani](https://www.montagnenostre.net/bivacco-giuseppe-lampugnani/) **Published:** Maggio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Monte Bianco (Italia) **Valle:** [ Val Veny](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**PD** *- Salita Alpinistica poco difficile*\[/mks\_highlight\]Salita con alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rifugio Monzino Franco **Quota di partenza:** 2561 m | **Dislivello:** 1261 m | **Tempo di percorrenza:** 5/6 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** CAAI gruppo occidentale **Tel.** +39 011 546031 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal rifugio Monzino allo Chatelet (m.2663) si rimonta il piccolo ghiacciaio del Chatelet appoggiando a destra; si procede per una breve scarpata di placche liscie e umide e per sfasciumi verso la spalla inferiore della cresta sud dell’Innominata dalla quale si discende obliquando a sinistra su un pendio nevoso onde raggiungere un ripiano del ghiacciaio del Brouillard a nord di un isolotto roccioso contornato di seracchi. Si attraversa questo ripiano a sinistra in direzione di un contrrafforte roccioso della cresta sommitale dell’Innominata: si supera la crepaccia terminale a sinistra e ci si alza obliquamente per un grande pendio ghiacciato e si riesce a un minuscolo ripiano glaciale che mette alla più bassa depressione del Col du Freney (m.3600 circa; h. 4). Di qui si rimontano pendii ghiacciati, poi si appoggia a destra verso il margine superiore di una scarpata rocciosa che si alza diagonalmente al di sopra dei precipizi del Freney e si giunge a un canale dirupato, corto e strettissimo, che mette alle rocce terminali del Pic Eccles dove sorge il bivacco (h.3-7). *Fonte: [clubalpinoaccademico.it](www.clubalpinoaccademico.it/index.php/bivacchi/.../151-bivacco-lampugnani-grassi)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Punto d'appoggio per le più importanti salite del versante S del Monte Bianco **ASCENSIONI**Pilastri del Brouillard | Piloni del Freney | Cresta Innominata [Vedi tutti i bivacchi della Val Veny »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/valledaosta-bivacchi/bivacchi-valledaosta-bivacchi/) **Categorie:** Val Veny **Tag:** Monte Bianco, Valle d'Aosta --- ### [Bivacco Conti Ettore](https://www.montagnenostre.net/bivacco-conti/) **Published:** Giugno 10, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [Val di Devero](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valli-antigorio-formazza-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Alpe Vannino **Quota di partenza:** 2194 m | **Dislivello:** 405 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** In permanenza **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** S.E.O. CAI Domodossola **Tel.** +39 0324 240449 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dall’Alpe Vannino raggiunto il vicino rifugio Margaroli si contorna la riva occidentale del Lago del Vannino e si punta poi a SW alla volta dell’A. Curzalma. Prima dell’alpeggio si attraversa il Rio forno proseguendo a destra (segnali). Su tracciato più marcato si aggira lo sperone NE di Punta della Scatta salendo per detriti al valloncello che porta al valico di Scatta Minoia e al bivacco. *Fonte: [seocaidomo.it](http://www.seocaidomo.it/?page_id=789)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Itinerario della G.T.A. e dell’Alta via Alpi Ossolane | [Rifugio Margaroli](http://www.montagnenostre.net/rifugio-margaroli-eugenio/ "Rifugio Margaroli Eugenio") **ASCENSIONI**Monte Minoia | Punte della Satta | Punte di Curzalma | Monte Forno [Vedi tutti i bivacchi delle Valli Antigorio e Formazza »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valli-antigorio-formazza-bivacchi/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Alta Via delle Alpi Ossolane, Ossola Nord --- ### [Bivacco Leoni Giovanni](https://www.montagnenostre.net/bivacco-leoni-giovanni/) **Published:** Giugno 10, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [Val d'Ossola](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valli-antigorio-formazza-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Foppiano, Solcio o Ciamprino **Quota di partenza:** 1259 m | **Dislivello:** 1544 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** in permanenza **Posti letto:** 6 posti **Gestione:** CAI Sezione di Domodossola **Tel.** +39 0324 240449 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Foppiano si prosegue brevemente su sterrata e poi per sentiero che attraversa il torrente Alfenza e prosegue su prati fino a Premiana 1419 m. Si prosegue ripidamente fino a Viscardi da dove si obliqua a sinistra (W) raggingendo l'A. Gaiola 1820 m. Poco prima dell'alpeggio si attraversa la conca erbosa verso sinistra e si continua nel bosco uscendone sulla conca sottostante le pareti orientali della Testa dell'Orso. Risalito verso destra un canale di detriti, con un'ultima deviazione a sinistra si arriva alla Bocchetta di Balmafredda 2430 m che si apre fra la Costetta e la testa dell'Orso. Si segue ora il sentiero lungo la cresta, sotto la Costetta. Agevolmente superata, si esce sul primo gradino del Piano di Cistella Basso. Si prosegue sulle piatte balze erbose e detritiche e si percorre un canalino fin contro la bancata di sostegno dell'edificio sommitale (ore 0.30). Si gira a sinistra sugli sfasciumi fino ad uscire sul Piano di Cistella Alto. Lo si segue fino ad arrivare al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/657/bivacco-leoni-giovanni/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio Crosta Pietro **ASCENSIONI**Monte Costella | Corno Costella | Pizzo Diei \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Leoni.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i bivacchi delle Valli Antigorio e Formazza »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valli-antigorio-formazza-bivacchi/) **Categorie:** Valli Antigorio e Formazza **Tag:** Monte Cistella, Ossola Nord, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Alpe Caneto](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-caneto/) **Published:** Dicembre 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Craveggia **Quota di partenza:** 889 m | **Dislivello:** 931 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Ritiro chiave c/o Comune di Re **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** Comune di Re **Tel.** +39 0324 97012 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Craveggia si prosegue sulla strada asfaltata fino a loc. Blitz, dove inizia il sentiero che porta al ricovero. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/840/bivacco-alpe-caneto/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Pizzo Ruggia | Cima di Caneto | Cima del Sassone \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Nigritella.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i bivacchi della Valle Vigezzo »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Nord --- ### [Ricovero Alpino Regi](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-regi/) **Published:** Dicembre 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Arvogno **Quota di partenza:** 1247 m | **Dislivello:** 641 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Previo ritiro chiavi. In permanenza il piccolo ricovero nei pressi dell'edificio principale. **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** CAI Sezione Val Vigezzo **Tel.** +39 0324 94737 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Arvogno via Alpe Campo con sentiero. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/669/ricovero-alpino-regi/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Pizzo La Scheggia | Pizzo di Locciabella | Cima Casaletti [Vedi tutti i bivacchi della Valle Vigezzo »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Nord --- ### [Ricovero Alpino Sironi Adriano](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-sironi-adriano/) **Published:** Gennaio 18, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Altoggio (Alpe Agarina) **Quota di partenza:** 742 m | **Dislivello:** 1330 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** a Montecrestese in frazione Roldo, presso la 'Locanda delle Alpi' **Posti letto:** 12 posti (4 posti letto rifugio invernale) **Gestione:** N.D. **Tel.** +39 0324 232873 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] L'accesso al rifugio avviene da Agarina (m. 1226), un alpeggio situato al termine della strada consortile che parte da Altoggio (frazione di Montecrestese). Per percorrere in auto la strada è necessario munirsi di un'autorizzazione rilasciata esclusivamente dal Comune di Montecrestese (aperto anche il Sabato mattino; tel. 0324.35729).Tuttavia va precisato che tale autorizzazione (costo € 5,00), viene concessa solo a gruppi organizzati (CAI o altri enti sportivi e ricreativi) e non ai singoli escursionisti. Il regolamento sull'uso della strada ed il modulo per richiedere l'autorizzazione sono scaricabili dal sito web del Comune di Montecrestese. Da Agarina si segue il sentiero per il Lago Matogno, poco sotto il quale si trova l'Alpe Lago (2,30h da Agarina). Ci sono cartelli indicatori e segnavia; sull'ultima edizione della carta Kompass n. 89 (Domodossola) il percorso è individuato con discreta correttezza. *Fonte: [caidesio.net](http://www.caidesio.net)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Bonasson](http://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-bonasson/ "Rifugio non custodito Bonasson") | Passo della Fria | Pizzo del Forno | Lago Matogno **ASCENSIONI**Pizzo Ruggia | Schegge di Moino | Cima del Sassone | Pizzi del Lago Gelato [Vedi tutti i bivacchi della Valle Vigezzo »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Lago Matogno, Ossola Nord, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Alpe Cortechiuso](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-cortechiuso/) **Published:** Gennaio 28, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Malesco, loc. Fondo li Gabbi in Val Loana **Quota di partenza:** 1256 m | **Dislivello:** 627 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** Comune di Malesco **Tel.** +39 0324 92645 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Malesco si entra in Val Loana e se ne percorre la carrozzabile fino a Fondo li Gabbi. Si prosegue su sentiero in direzione del bivacco Scaredi e dopo poco più d'un chilometro in località Le Fornaci 1344 m, si devia a sinistra salendo il ripido pendio che porta alla Forcola 1683 m. Da questo valico si piega a destra treversando il versante W della Cima dei Fornaletti per arrivare infine all'A. Cortechiuso ed al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/841/bivacco-alpe-cortechiuso/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Sentiero Bove | [Bivacco Scaredi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-scaredi/ "Bivacco Alpe Scaredi") **ASCENSIONI**Cimone di Cortechiuso \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Cortechiuso.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i bivacchi della Valle Vigezzo »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Sud, Val Loana, Valle d'Ossola --- ### [Ricovero Alpino Baita Alpe L'Alpino](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-baita-alpe-lalpino/) **Published:** Febbraio 9, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Re in Val Vigezzo. Località Marioccio **Quota di partenza:** 600 m | **Dislivello:** 674 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Ritiro chiave al proprietario Bonzani Mauro **Posti letto:** 10 posti **Gestione:** Bonzani Mauro **Tel.** +39 0324 97419 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Re proseguire lungo la carrozzabile per Locarno e dopo il secondo attraversamento della ferrovia si giunge presso la località Marioccio che si trova un po' spostata sulla destra ripetto alla carrozzabile (poco oltre si trova la fermata ferroviaria d'Isella-Olgia). Si sale direttamente verso S lungo l'ampia dorsale che divide il vallone del Rio del Motto a W da quello del rio del Ferro a E. Il sentiero supera le baite sparse dei prati di Vaccherccio 907 m e rientra nel bosco. Poco dopo ad un bivio si devia decisamente a destra per traversare la gola del rio del Ferro e rimontare la dorsale che separa questo dal Rio Negro ad E. Dalla dorsale si sale obliquamente verso SE traversando un valletto affluente al Rio Negro e si raggiunge l'alpeggio dove sorge il rifugio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1386/ricovero-alpino-baita-alpe-l-alpino/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Alpe Pluni | Rocce dei Gridoni [Vedi tutti i bivacchi della Valle Vigezzo »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Sud, Valle d'Ossola --- ### [Ricovero Alpino Baitin Dul Peurat](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-baitin-dul-peurat/) **Published:** Maggio 11, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Arvogno **Quota di partenza:** 1247 m | **Dislivello:** 883 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** In permanenza (accordi con Sezione) **Posti letto:** 4 posti **Gestione:** CAI Sezione di Val Vigezzo **Tel.** +39 0324 94737 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Arvogno la strada asfaltata scende al ponte sul Melezzo orientale a 1209 m. Lo si valica e sulla destra parte la mulattiera che raggiunge il ponte sul Rio Verzasco. Si sale alle case di Verbasco fino alla radura dell'Alpe Villasco 1642 m, da dove si continua a sinistra nel rado bosco per l'Alpe i Motti 1815 m. Si sale su pietraie per raggiungere la Cappella di S. Pantaleone 1992 m. Si continua a sinistra del Passo di Fontanalba e si costeggia il Lago Panelatte 2057 m sulla destra, sotto le pendici dei Pizzo del Corno ad O fino alla Fórcola di Larecchio 2146 m. Il sentiero procede sul versante opposto sotto il fianco del Pizzo della Fórcola e del Pizzo di Campolatte fino al Passo di Campolatte 2134 m. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/636/baitin-dul-peurat/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Bonasson](http://www.montagnenostre.net/rifugio-non-custodito-bonasson/ "Rifugio non custodito Bonasson") | Altoggio | Crodo | Cimalmotto **ASCENSIONI**Pizzo del Lago Gelato | Pizzo Medaro | Pizzo del Fornale [Vedi tutti i bivacchi della Valle Vigezzo »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Campolatte, Ossola Nord, Valle d'Ossola --- ### [Ricovero Alpino Baitin Dul Saraca](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-baitin-dul-saraca/) **Published:** Maggio 17, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Spruga 1113 m in territorio elvetico **Quota di partenza:** 1113 m | **Dislivello:** 136 m in discesa | **Tempo di percorrenza:** 30 minuti **Periodo di Apertura:** In permanenza - Ritiro chiave c/o Sez. CAI Valle Vigezzo **Posti letto:** 8 posti **Gestione:** Sez. CAI Valle Vigezzo **Tel.** +39 0324 94737 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Spruga si raggiunge da Ascona (CH) o da Locarno (CH) percorrendo la carrozzabile della centovalli fino a Intragna e Cavigliano oppure da Domodossola percorrendo la carrozzabile della Val Vigezzo e poi quella delle centovalli fino a Intragna e Cavigliano. Da Cavigliano si imbocca la strada della Valle orsenone che termina a Spruga da dove si procede sulla stradetta che scende verso il Torrente Onsernone e porta al confine di stato a 977 m. Si attraversa il torrente per arrivare ai Bagni di Craveggia ed al ricovero alpino. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/637/baita-ricovero-alpino-baitin-dul-saraca/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Bocchetta di S. Antonio | Monte Castello | Pizzo Fontanella | Bocchetta di Arena [Vedi tutti i bivacchi della Valle Vigezzo »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) **Categorie:** Valle Vigezzo **Tag:** Ossola Nord, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Emilio Marigonda](https://www.montagnenostre.net/bivacco-emilio-marigonda/) **Published:** Febbraio 5, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Bognanco](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** alpe Gomba **Quota di partenza:** 1250 m | **Dislivello:** 580 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** dal 1 Maggio al 31 Ottobre **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Seo Cai Domodossola **Tel.** +39 0324 240449 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Alpe Gomba è un piccolo nucleo che si raggiunge dalle Fonti di Bognanco per carrozzabile passando le frazioni di S. Lorenzo di Bognanco e Graniga. Da qui per sentiero al bivacco/punto d'appoggio. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/662/baita-ricovero-alpino-marigonda/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Laghi di campo | [Rifugio Alpe Laghetto ](http://www.montagnenostre.net/rifugio-alpe-laghetto/ "Rifugio Alpe Laghetto") **TRAVERSATE**Passo della Preja | [Rifugio Andolla](http://www.montagnenostre.net/rifugio-andolla/ "Rifugio Andolla") | Itineriario GTA dell’Alta Via dell’Ossola **ASCENSIONI**Cima Straciugo | Cima Verosso | Cima d’Azoglio [Vedi tutti i bivacchi di Valle Bognanco »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallebognanco-bivacchi/) **Categorie:** Val Bognanco **Tag:** Alpe Gomba, Ossola Nord, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Cingino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-cingino/) **Published:** Novembre 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Antrona](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Diga di Campliccioli **Quota di partenza:** 1355 m | **Dislivello:** 880 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Sez. CAI Villadossola **Tel.** +39 0324 575245 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal lago per sentiero C34 lungo il vallone del torrente Troncone fino ai piedi della testata della valle da dove si piega a destra risalendo ripidamente fino al Lago Cingino ed al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/2495/bivacco-cingino/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bivacco Camposecco | Bivacco Antigene **ASCENSIONI**Stellihorn | Passo di Antrona o di Saas (Antronapass) [Vedi tutti i rifugi di Valle Antrona »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valleantrona-bivacchi/) **Categorie:** Valle Antrona **Tag:** Alta Via delle Alpi Ossolane, Ossola Sud, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Camposecco](https://www.montagnenostre.net/bivacco-camposecco/) **Published:** Novembre 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Antrona](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Lago di Campliccioli **Quota di partenza:** 1355 m | **Dislivello:** 995 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** In permanenza - Rivolgersi in Sezione **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Sez. CAI Villadossola **Tel.** N.D. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal Lago di Campliccioli si attraversa la diga verso N e poi dalla centrale ENEL parte il sentiero che prosegue sulla sponda occidentale del lago. Si valica il ponte sul Rio Banella e al bivio successivo si prende il sentiero a destra che s'innalza verso il ruscello; si gira a sinistra e con risvolti esce in alto sul ripiano dell'Alpe Curt sut d'sut a 1627 m (ore 1). Si prosegue tra i rododendri sulla riva destra del Rio Banella che lo attraversa nella vasta conca erbosa dell'Alpe Banella 1819 m (ore 0.30; ore 1.30). Si risale brevemente la riva sinistra del rio, poi si sale a destra la scalinata detta Lo Scalone. Quindi si segue la traccia che piega a sinistra su una costa e arriva all'Alpe Scarone 2031 m (ore 0.30; ore 2). Il sentiero sale a mezza costa e attraversa in alto una colata di sassi, poi su erba e sassi passa sotto la diga prima di arrivare alla casa dei custodi e subito dopo al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/642/bivacco-camposecco/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bivacco Antigene | Rifugio Angola | Bivacco Città di Varese **ASCENSIONI** Punta di Saas | Pizzo Scarone | Cima dello Spigolo | Cimone di Camposecco | Cima Turiggia [Vedi tutti i rifugi di Valle Antrona »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valleantrona-bivacchi/) **Categorie:** Valle Antrona **Tag:** Ossola Sud, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Città di Varese](https://www.montagnenostre.net/bivacco-citta-di-varese/) **Published:** Novembre 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Val Loranco | Valle Antrona](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Cheggio, Val Antrona **Quota di partenza:** 1497 m | **Dislivello:** 1153 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** In permanenza **Posti letto:** 9 posti **Gestione:** Sez. CAI Varese **Tel.** +39 0332 289267 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Chéggio si attraversa la diga a sinistra, poi si prosegue sulla sponda occidentale del Lago Alpe dei Cavalli. Si valica il ponte del Gabbio sul torrente Loranco, si segue in piano la riva sinistra orografica del torrente. Si passa l’Alpe Piana Ronchelli 1578 m e si sale raggiungendo un bivio a quota 1715 m, dove si devia a destra su ripido sentiero che porta ad una terrazza erbosa dove si vede il rifugio Andolla. Si prosegue a sinistra sul sentiero e dopo un lungo traverso tra i blocchi si arriva sul poggio dove è situato il rifugio (ore 2). Da qui ci si innalza sul sentiero erboso fino a raggiungere una balza con ometto a 2220 m. Si continua verso W a mezza costa passando due ruscelli (l’ultimo più marcato) poi si passa dalla baita dell'Alpe Corone c. 2360 m. Si sale nella stessa direzione e si attraversa diversi canali e ruscelli che scendono dalle pendici meridionali dei Pizzo d'Andolla e si piega senza perdere quota verso SW in direzione del visibile bivacco. Si attraversa un canale di solito innevato, tenendosi alti sotto il fianco N dello sperone E del Pizzo di Loranco, e per massi e roccette si giunge il bivacco (ore 4). *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/675/bivacco-citta-di-varese/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Si può raggiungere la Val Loranto e la Almagellertal per il Passo del Bottarello. **ASCENSIONI**Pizzo Bottarello | Mittelruk | Pizzo Angola \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/TourAndolla\_Tapp\_2.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i rifugi di Valle Antrona »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valleantrona-bivacchi/) **Categorie:** Valle Antrona **Tag:** Ossola Sud, Val Loranco, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Antigine](https://www.montagnenostre.net/bivacco-antigine/) **Published:** Novembre 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [ Valle Antrona](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\]Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Lago di Compliccioli **Quota di partenza:** 1355 m | **Dislivello:** 1500 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore e 45 minuti **Periodo di Apertura:** In permanenza **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Sez. CAI Villadossola **Tel.** +39 340 7370762 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dalla diga del Lago di Campliccioli 1355m si prosegue fino al Lago di Cingino 2255 m (ore 3.15). Da qui si procede sulla costa ed a 2265 m si prende il sentiero che scende verso valle a sinistra. Si scende fino a 2200 m per aggirare alla base la cresta E del Pizzo Cingino S e poi si risale il canale di gronda all'uscita dalla galleria. Si continua a salire questo canale fino al vallone dell’Alpe Laugera 2301m (ruderi; ore 0.45; ore 4). Si risale poi il desolato vallone a destra e più avanti si piega verso il centro, giungendo ai piedi del vallonetto conclusivo. Lo si risale infine sui detriti a sinistra e, seguendo le tracce e i segnali, si giunge al laghetto e pochi metri più avanti al bivacco. Si può anche raggiungere il bivacco dal rifugio Oberto per il Passo di M. Moro e l'Ofental; ore 4, F. Anche dalla diga di Mattmark; ore 2.30, E. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/630/bivacco-antigene/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Camposecco](http://www.montagnenostre.net/bivacco-camposecco/ "Bivacco Camposecco") | [Rifugio Oberto Gaspare](http://www.montagnenostre.net/rifugio-oberto-gaspare/ "Rifugio Oberto Gaspare") **ASCENSIONI**Pizzo Antigene | Pizzo Cingino Sud | Pizzo Cingine Nord | Stellihorn | Punta Laugera. \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Biv\_Antigine.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i rifugi di Valle Antrona »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/valleantrona-bivacchi/) **Categorie:** Valle Antrona **Tag:** Ossola Sud, Val Troncone, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Bocchetta di Campo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-bocchetta-di-campo/) **Published:** Maggio 23, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per Esperti*\[/mks\_highlight\]Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Malesco, loc. Fondo li Gabbi in Val Loana **Quota di partenza:** 1256 m | **Dislivello:** 738 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal piazzale della carrozzabile a Fondo Li Gabbi (1238m) si raggiunge la località Fornaci percorrendo la gippabile sul lato destro orografico della val Loana, oppure il sentiero sul lato opposto, che sfiora l’Alpe Cascine. Dalle Fornaci si inizia a salire lungo un bel sentiero a tratti lastricato fino a raggiungere l’Alpe Cortenuovo (1792m) e in breve l’Alpe Scaredi (1841m) dove una baita è stata adibita a bivacco, sempre aperto. Proseguire sul sentiero segnato in direzione N, a un bivio a quota 1980 ca. prendere a destra per la Bocchetta di Scaredi. Dopo un breve tratto attrezzato con catene lasciare a sinistra la deviazione per la Laurasca e continuare a mezzacosta fino alla Bocchetta di Scaredi (2095m). Il sentiero prosegue dapprima per cresta, poi aggira a destra la cima Binà (2181m – breve tratto attrezzato) quindi con susseguirsi di saliscendi ed altri due tratti attrezzati porta alla Bocchetta di Campo (1996m) dove sorge il bivacco (sempre aperto). *Fonte: [camptocamp.org](http://www.camptocamp.org)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Sentiero Bove (3 gg - EE) 1 giorno: da Cicogna al rifugio di Pian Cavallone (ore 2,30-3) 2 giorno: dal Pian Cavallone alla Marona e Zeda, quindi la cavalacata di cresta fino a Scaredi (ore 12) 3 giorno: da Scaredi alla Bocchetta di Campo, quindi la discesa delle Strette del Casè (itinerario impegnativo, non attrezzato, pericolosissimo in caso di pioggia), pratoni di Ghina e Pogallo, Cicogna (ore 8-9) **ASCENSIONI**Cima della Laurasca \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Bocchettadicampo.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i bivacchi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Parco Nazionale Val Grande --- ### [Bivacco Alpe Pian di Boit](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-pian-di-boit/) **Published:** Maggio 11, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Cicogna **Quota di partenza:** 732 m | **Dislivello:** 1200 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 4/6 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dalla piazzetta di Cicogna, si parcheggia accanto al monumento ai caduti, si attraversa la borgata scendendo leggermente fino ad imboccare la notevole mulattiera per Pogallo che si raggiunge in 1:30 circa costeggiando l'omonimo rio. Si passa sul ponte di pietra che sovrasta una profoda gola nei pressi della confluenza del rio Pogallo ed il rio Pianezzoli seguento quest' ultimo fino al bivacco Alpe Pian di Boit, su sentiero segnato con bolli bianco rossi. Ci sono cartelli che indicano possibili varianti che permettono di evitare i guadi del fiume in caso di acqua molto abbondante ma alcune di queste varianti passano su sentieri più lunghi ed impegnativi e non in ottimo stato, sul rio sono presenti numerosi ponticelli. Il bivacco si trova in una conca particolarmente suggestiva nella quale si possono ammirare le cime circostanti innevate nella stagione invernale. *Fonte: [gulliver.it/itinerario/12670/](http://www.gulliver.it/itinerario/12670/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Traversata della Val Pogallo [Vedi tutti i bivacchi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Nord, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Ragozzale](https://www.montagnenostre.net/bivacco-ragozzale/) **Published:** Marzo 10, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val d'Ossola](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\]Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Trotano **Quota di partenza:** 916 m | **Dislivello:** 1390 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 7 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 **NOTA: il bivacco è temporaneamente chiuso**\[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Sentiero lungo e molto difficile da Trontano *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/825/bivacco-alpe-ragozzale/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Punta Pozzolo | Testa del Parise | Pizzo Desen [Vedi tutti i bivacchi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Alpe Mottac](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-mottac/) **Published:** Marzo 10, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Alpe in la Piana **Quota di partenza:** 959 m | **Dislivello:** 731 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 8 posti **Gestione:** Corpo Forestale dello Stato **Tel.** +39 0324 87540 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Malesco si entra in Val Loana e se ne percorre la carrozzabile fino a Fondo li Gabbi. Si prosegue su sentiero in direzione del bivacco Scaredi e dopo poco più d'un chilometro in località Le Fornaci 1344 m, Si continua sul fondovalle salendo lentamente verso SSW e per buon sentiero si raggiunge il bivacco Scaredi all'alpe omonima. Si prosdegue brevemente sul sentiero della Bocchetta di Scaredi per poi deviare a destra imboccando un sentierino che raggiunge le baite di La balma 1544 m e poi tenendo la destra del Rio Prataiola passa l'A. Boschelli e l'A. Prataiola. Scavalcata una dorsale boscosa in direzione W il sentiero prende poi a scender più deciso raggiungendo l'A. in la Plana ed il bivacco omonimo. Da qui per ripidi pendii boscosi si sale all'A. Mottac e al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/845/bivacco-mottac/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Traversata Premosello - Malesco **ASCENSIONI**Cima Testa di Menta [Vedi tutti i bivacchi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Colma](https://www.montagnenostre.net/bivacco-colma/) **Published:** Febbraio 17, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Premosello Chivenda, loc.Alpe La Piana **Quota di partenza:** 999 m | **Dislivello:** 729 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 7 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Premosello Chiovenda salire in direzione di colloro e prima del paese prendere a destra la strada che termina all'A. la Piana. Al termine della sterrata si sale alle baite dell'alpeggio e poi si prosegue all’A. La Motta (1139 m). Il sentiero attraversa il rio Motto, poi risale e attraversa il rio Crot che scende al centro dell'anfiteatro, alla cui sommità si trova la Colma di Premosello. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/842/bivacco-alpe-colma-di-premosello-/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bivacco Val Gabbio **ASCENSIONI**Pizzo Proman \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_colma\_Valgrande.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i bivacchi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Alpe Straolgio](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-straolgio/) **Published:** Gennaio 25, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Fondighebi - Piana della Val Loana **Quota di partenza:** 1256 m | **Dislivello:** 547 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 2/3 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] L'Alpe Straolgio si raggiunge in circa 3 ore dalla Val Loana, passando da Scaredi e poi seguendo a destra una buona mulattiera che in falsopiano porta in breve alla cappelletta di Terza (1859 m). Dalla cappella un buon sentiero recentemente sistemato e segnalato sale diagonalmente e in ambiente aperto il versante meridionale del Cimone di Straolgio. A quota 1920 m inizia a scendere seguendo le rughe della montagna e porta all'alpe Straolgio. *Fonte: [parcovalgrande.it](http://www.parcovalgrande.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Alpe Scaredi](http://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-scaredi/ "Bivacco Alpe Scaredi") | Cimone di Straolgio [Vedi tutti i bivacchi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Val Loana --- ### [Bivacco Alpe Vald](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-vald/) **Published:** Gennaio 20, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\]Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Alpe Crotte **Quota di partenza:** 995 m | **Dislivello:** 389 m | **Tempo di percorrenza:** 5 ore **Periodo di Apertura:** incustodito sempre aperto **Posti letto:** 15 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Si raggiunge dal sentiero che da località Crotte in Comune di Malesco, sale alla Bocchetta di Vald; dal valico si scende in direzione dell'alpe omonima, ben visibile 500 m di dislivello più in basso. Il bivacco è una grande stalla contraddistinta da due imponenti scalinate d'accesso lungo i frontoni. *Fonte: parcovalgrande.it*Inoltre si può raggiungere anche partendo da dall'ampio parcheggio di Fondighebi. Si sale dalle Cascine, baite sulla sinistra orografica del rio Loana e si arriva all' alpe Cavalla, punto di rifornimento acqua. da qui si passa alla bocchetta omonima e si scende in Val Bondolo. Si risale verso l'evidente bocchetta di Vald sul lato opposto del vallone e si entra finalmente in Val Grande. L'evidente sentiero natura che si aggancia in fondo al vallone porta senza equivoci all'alpe Vald di Sopra che si raggiunge scendendo di 500 metri circa dalla bocchetta omonima. *Fonte: [gulliver.it/itinerario/13519/](http://www.gulliver.it/itinerario/13519/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bocchetta di Campo | Colma di Premosello | [Bivacco Alpe Bondolo](http://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-bondolo/ "Bivacco Alpe Bondolo") [Vedi tutti i bivacchi della Val Grande »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/val-grande-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande **Tag:** Ossola Sud, Parco Nazionale Val Grande, Valle d'Ossola --- ### [Bivacco Alpe Bondolo](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-bondolo/) **Published:** Gennaio 15, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola S. (Italia) **Valle:** [Valle Vigezzo](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per esperti*\[/mks\_highlight\]Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Malesco, località Crotte in Val Loana **Quota di partenza:** 990 m | **Dislivello:** 582 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** incustodito e sempre aperto **Posti letto:** 25 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dall' Alpe Crotte, passando dalla Val Basso, All'Erta, circa 3 ore e mezza. Da Le Cascine (dopo Fondighebi), passando dalla Bocchetta di Cavalla, circa 2 ore e mezza. *Fonte: [in-valgrande.it](http://www.in-valgrande.it)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Itinerari nel Parco della Val Grande **ASCENSIONI**Punta Marona | Monte Zeda | Punta Sergio [Vedi tutti i bivacchi della Valle Vigezzo »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande, Valle Vigezzo **Tag:** Parco Nazionale Val Grande, Val Loana --- ### [Bivacco Alpe Scaredi](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-scaredi/) **Published:** Gennaio 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Vigezzo - Val Grande](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Malesco, loc. Fondo li Gabbi in Val Loana **Quota di partenza:** 1256 m | **Dislivello:** 585 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Permanente **Posti letto:** 27 posti **Gestione:** Parco Nazionale della Valgrande **Tel.** +39 0324 87540 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Malesco si entra in Val Loana e se ne percorre la carrozzabile fino a Fondo li Gabbi. Si prosegue su sentiero in direzione del bivacco Scaredi e dopo poco più d'un chilometro in località Le Fornaci 1344 m, Si continua sul fondovalle salendo lentamente verso SSW e per buon sentiero si raggiunge il bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/848/bivacco-alpe-scaredi/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bocchetta di Campo \[mks\_separator style="solid" height="1"\] \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/rif\_Nigritella.gpx"\] \[mks\_separator style="solid" height="1"\] [Vedi tutti i bivacchi della Valle Vigezzo »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallevigezzo-bivacchi/) **Categorie:** Val Grande, Valle Vigezzo **Tag:** Parco Nazionale Val Grande, Val Loana --- ### [Rifugio Locanda al Convento](https://www.montagnenostre.net/rifugio-locanda-al-convento/) **Published:** Giugno 9, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Situato sul Monte Lussari m. 1790 direttamente sulla pista da sci nel posto più panoramico delle alpi Giulie nel Tarvisiano.Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Saisera](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Camporosso **Quota di partenza:** 860 m | **Dislivello:** 930 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Dal maggio a ottobre e da Natale a Pasqua. **Posti letto:** 25 posti letto **Gestione:** Parrocchia S. Egidio - Gestore: Preschern Giorgio **Tel.** +39 0428 63184 | +39 338 1781133 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Lo si raggiunge con al telecabina del Monte Lussari in 15 minuti, o da Camporosso percorrendo il sentiero del Pellegrino (2 h e 30 minuti). E' una buona base di partenza per le escursioni alla Cima del Cacciatore, al Rifugio Pellarini e per approcciare l'Alta Via Alpi Tarvisiane. *Fonte: [tarvisiano.org](http://www.tarvisiano.org)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio Luigi Pellarini **ASCENSIONI**Cima del Cacciatore **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Rif\_LocandaalConvento.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Monte Lussari, Val Saisera --- ### [Ricovero alpino Battaglione Alpini Gemona](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-battaglione-alpini-gemona/) **Published:** Giugno 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **E' stato ricavato restaurando i ruderi di un fabbricato della Grande Guerra ubicato sul versante S dello Jôf di Miezegnot a 1890 m.Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Dogna](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Sella di Sompdogna **Quota di partenza:** 1300 m | **Dislivello:** 590 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e incustodito **Posti letto:** 6 posti letto **Gestione:** Comune di Dogna **Tel.** +39 0428 93000 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dalla Sella Sompdogna, al termine della rotabile della Val Dogna, si sale in breve alla soprastante Casera Sompdogna e si segue poi il sentiero CAI 609 che rimonta con tornanti il versante S del Jôf di Miezegnot fino al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1317/baita-ricovero-alpino-battaglione-alpini-gemona/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Ricovero Alpino Bernardis Armando](http://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-bernardinis-armando/ "Ricovero Alpino Bernardinis Armando") **ASCENSIONI**Jôf di Miezegnot [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Ricovero Alpino, Val Dogna --- ### [Ricovero alpino Capanna Cinque Punte](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-capanna-cinque-punte/) **Published:** Giugno 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **È ubicato a 1520 m. su uno sperone roccioso, in posizione quasi appartata, attorniata da un bosco di altissimi abeti e larici, nell’anfiteatro ai margini del quale si elevano le scabre pareti delle Cinque Punte.Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Est (Italia) **Valle:** [Val Romana](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Rotabile per Ortigara **Quota di partenza:** 854 m | **Dislivello:** 666 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e incustodito **Posti letto:** 3 posti letto **Gestione:** Fondo Edifici di Culto – in gestione al Corpo Forestale dello Stato **Tel.** +39 0428 2786 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **Itinerario A (difficoltà EE):** da Tarvisio a Rutte Piccolo in Val Romana fino a quota m. 854, dove si lasciano le auto. Poi si risale la valle su strada sterrata fino a quota 1100 circa e si prosegue su sentiero a risalire la valle del torr. Rio Bianco fino a raggiungere Sella Ursic (m. 1736) dalla quale, passando sotto la cima Ursic, si giunge alla Portella. Il sentiero prosegue su comoda e panoramica dorsale verso il Monte Sciober Grande (m.1845), poi si scende alla Sella della Malga (m. 1616) per arrivare infine alla Capanna Cinque Punte (m.1520), dove incontreremo il gruppo B. Da qui, su sentiero a tratti esposto, si scende ripidamente alla strada e in breve alle auto. **Itinerario B (difficoltà E):** Come l’itinerario A fino a quota 915, dove inizia il sentiero n. 518 che risale al fianco del Rio Sciober che ci conduce alla Capanna Cinque Punte (m.1520) dove incontreremo il gruppo A e insieme scenderemo lungo il sentiero n. 520, che ci condurrà alle macchine. *Fonte: [caisanvito.it](http://www.caisanvito.it/)*\[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Ricovero Alpino, Val Romana --- ### [Ricovero Alpino Bernardinis Armando](https://www.montagnenostre.net/ricovero-alpino-bernardinis-armando/) **Published:** Giugno 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **È ubicato a 1970 m. sul versante SE della Cima Vildiver (o Pizzo Orientale) dei Due pizzi.Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Dogna](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** rotabile della Val Dogna **Quota di partenza:** 1268 m | **Dislivello:** 702 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e incustodito **Posti letto:** 12 posti letto **Gestione:** CAI Sezione di Pontebba **Tel.** +39 0428 63184 | +39 338 1781133 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dalla rotabile della Val Dogna, 500 m oltre l’ultimo di una serie di 10 tornanti, ha inizio il sentiero CAI 648 che risale il versante meridionale del M. Piper fino a un bivio a q. 1749 m. Si prosegue per il sentiero di sinistra che scende per un breve tratto e riprende poi a salire fino alla Forchja di Cjanalot 1830 m. Sulla sinistra della forcella seguendo il sentiero diretto ai Due Pizzi si sale in breve al ricovero. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1207/baita-ricovero-alpino-bernardinis-armando/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Ricovero Alpino Battaglione Alpini Gemona **ASCENSIONI**Cima Alta dei Due Pizzi [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Ricovero Alpino, Val Dogna --- ### [Rifugio-Albergo Gioveretto (Zufritt Alpengasthof)](https://www.montagnenostre.net/rifugio-albergo-gioveretto-zufritt-alpengasthof/) **Published:** Giugno 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Loc. Paradiso del Cevedale - Accesso stradale **Quota di partenza:** 0 m | **Dislivello:** 0 m | **Tempo di percorrenza:** Accesso stradale **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 20 posti **Gestione:** Fam. Stieger **Tel.** +39 0473 744772 - +39 0473 744772| **Fax** +39 0473 744775 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Lasciata la SS 38 presso Laces si raggiunge Coldrano dove si imbocca la strada della Val Martello che si percorre fino al Lago artificiale di Gioveretto in località Paradiso del Cevedale. (50 km da Merano; 12 km dall'imbocco della Val Martello). *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/537/albergo-rifugio-gioveretto-zufritt-alpengasthof/)* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Giro del Lago di Gioveretto [Vedi tutti i rifugi della Val Martello »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Lago di Gioveretto, Ortles-Cevedale --- ### [Bivacco Fratelli Nogara](https://www.montagnenostre.net/bivacco-fratelli-nogara/) **Published:** Luglio 25, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Si trova a 1850 m. ed è collocato nei pressi dell’attacco della ferrata “via italiana” al Mangart, sul piano inclinato a est del Monte Traunig, 300 metri sotto la forcella Mangart. Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Est (Italia) **Valle:** [Valle di Fusine](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Lago superiore di Fusine **Quota di partenza:** 941 m | **Dislivello:** 909 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e incustodito **Posti letto:** 9 posti letto **Gestione:** Sezione CAI Tarvisio **Tel.** +39 0428 93000 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal parcheggio posto nei pressi del Lago superiore di Fusine seguire la strada forestale per il rifugio Zacchi per circa 1 km e a un bivio proseguire per la strada di destra, raggiungendo la bella radura dell’Alpe Tamer. Sul margine S della radura ha inizio un sentiero segnalato (CAI 517a) che sale nel bosco fino a raggiungere i pendii detritico erbosi sottostanti la parete N del M. Mangart, dove si incrocia il sentiero CAI 517 proveniente dal rifugio Zacchi. Si sale ancora per un tratto verso S, poi si piega a destra rimontando il grande piano inclinato del versante E del M. Traunig (brevi tratti attrezzati) fino al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1319/bivacco-nogara-fratelli/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Forcella Mangart | Rifugio Zacchi | Rifugio Koca na Mangrtskem Sedlu | Bivacco A. Busettini **ASCENSIONI**Monte Mangart **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Biv\_Nogara.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Valle di Fusine --- ### [Bivacco Stuparich](https://www.montagnenostre.net/bivacco-stuparich/) **Published:** Agosto 3, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Sorge a 1587 m. ed è posto in posizione isolata su uno sperone che si protende verso la Carnizza. Assai confortevole e frequentato, il bivacco rappresenta un ideale punto di partenza per escursioni ed arrampicate sul versante nord del Montasio. Può essere raggiunto per sentiero dalla val Saisera o dal rifugio Grego.Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Saisera](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Val Saisera **Quota di partenza:** 1004 m | **Dislivello:** 580 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 18 posti letto **Gestione:** Società Alpina delle Giulie **Tel.** +39 0428 93000 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal parcheggio al termine della rotabile Val Saisera a q. 1004 m (7 km da Ugovizza), si segue la strada (divieto di transito) con segnavia CAI n. 616 che si snoda sul fondo della Val Saisera in direzione SSW. Dopo circa un chilometro si lascia la strada e si prende a destra il sentiero con segnavia CAI n. 639 che sale in direzione W nella faggeta e costeggia poi il greto della Fossa di Carnizza fino a incrociare, a q. 1400 m c., il sentiero CAI n. 611 proveniente dal rifugio Grego. Si segue tale sentiero verso sinistra, in salita, fino a un bivio dal quale si diparte a destra il sentiero CAI n. 652. Proseguendo a sinistra quasi in piano (segnavia CAI n. 611) si attraversa una zona franosa ingobra di massi e detriti e si perviene al dosso dove è posto bivacco, che si raggiunge in breve scendendo verso sinistra. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1214/bivacco-stuparich-carlo-e-gianni/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Mazzeni Dario](http://www.montagnenostre.net/bivacco-mazzeni-dario/ "Bivacco Mazzeni Dario") | [Rifugio Grego](http://www.montagnenostre.net/rifugio-fratelli-grego/ "Rifugio Fratelli Grego") | Malga Saisera | [Bivacco Suringar Adriano](http://www.montagnenostre.net/bivacco-suringar-adriano/ "Bivacco Suringar Adriano") **ASCENSIONI**Jof di Montasio | Torre Canizza | Jof di Sompdogna **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/biv\_Stuparich.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Altopiano di Montasio, Val Saisera --- ### [Bivacco Suringar Adriano](https://www.montagnenostre.net/bivacco-suringar-adriano/) **Published:** Agosto 5, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Ubicato a 2430 m. sulla Grande Cengia il caratteristico terrazzo detritico che attraversa il versante W del Jôf di Montasio.Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Dogna](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**EE** *- Itinerario Escursionistico per Esperti* \[/mks\_highlight\] Trattasi di sentiero o traccia su terreno sconnesso e/o scivoloso che può presentare anche tratti esposti; Percorsi con attraversamento di pietraia d’alta quota; Itinerari con tratti privi di segnalazioni e di punti di riferimento. Alcuni itinerari possono essere attrezzati con corde fisse o semplici tratte di ferrata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Piani del Montasio **Quota di partenza:** 1502 m | **Dislivello:** 930 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e incustodito **Posti letto:** 4 posti letto **Gestione:** Società Alpina delle Giulie **Tel.** +39 040 630464 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal parcheggio dei Piani del Montasio, al termine della rotabile proveniente da Sella Nevea, si sale al rifugio Di Brazzà seguendo la pista di servizio. A monte del rifugio inizia il sentiero della via normale del Jôf di Montasio che si segue in direzione NNW su pendii erbosi fino poco sotto la Forca Disteis 2201 m Si segue ancora per un breve tratto la via normale del Jôf di Montasio poi si prende a sinistra una traccia segnalata, che sale per ripidi detriti fino alla base della parete S del monte. La traccia prosegue verso W su terreno roccioso (tratti esposti e attrezzati) fino a raggiungere la base della Torre Disteis, caratteristico torrione addossato alla parete del Jôf di Montasio. Costeggiando la base della torre la traccia raggiunge la Grande Cengia che poi segue fino al bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1208/suringar-adriano/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Bivacco Stuparich](http://www.montagnenostre.net/bivacco-stuparich/ "Bivacco Stuparich") | [Rifugio Di Brazzà](http://www.montagnenostre.net/rifugio-giacomo-di-brazza/ "Rifugio Giacomo di Brazzà") | [Rifugio Fratelli Grego ](http://www.montagnenostre.net/rifugio-fratelli-grego/ "Rifugio Fratelli Grego") **ASCENSIONI**Jôf di Montasio [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Altopiano di Montasio, Val Dogna --- ### [Bivacco Mazzeni Dario](https://www.montagnenostre.net/bivacco-mazzeni-dario/) **Published:** Agosto 5, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **È ubicato a 1630 m. su uno sperone, ricoperto da mughi e radi larici, che limita sulla sinistra (W) lo sbocco inferiore dell’Alta Spragna.Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Saisera](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Val Saisera **Quota di partenza:** 1004 m | **Dislivello:** 626 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto e incustodito **Posti letto:** 9 posti letto **Gestione:** Società Alpina delle Giulie **Tel.** +39 0428 93000 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal parcheggio a q. 1004 m al termine della rotabile Val Saisera (7 km da Ugovizza), si segue la strada (divieto di transito) con segnavia CAI 616 che si snoda sul fondo della Val Saisera fino allo sbocco inferiore della Spragna. Si lascia la strada poco prima del ponte sul Rio Saisera e si prosegue a sinistra per un sentiero che si inoltra nella Spragna percorrendo il bosco sulla sinistra del torrente. Superata la prima strettoia dellaq valle si entra nella bassa Spragna e si raggiunge il bivio dal quale si stacca a destra il sentiero CAI 611 per il bivacco Stuparich. Il sentiero CAI 616 si porta alla base della fascia che chiude a S la bassa Spragna, supera la fascia rocciosa nei pressi di una profonda gola e sale poi verso E fino al dosso ricoperto di mughi sul quale è posto il bivacco. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/1212/bivacco-mazzeni-dario/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Guido Corsi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guido-corsi/ "Rifugio Guido Corsi") | [Rifugio Pellarini ](http://www.montagnenostre.net/rifugio-l-pellarini/ "Rifugio L. Pellarini")| Malga Saisera **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Biv\_Mazzeni.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Altopiano di Montasio, Jof Fuart, Val Saisera --- ### [Bivacco Modonutti Savoia](https://www.montagnenostre.net/bivacco-modonutti-savoia/) **Published:** Settembre 20, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **E’ ubicato a 1908 m. nel settore orientale del massiccio del Monte Canin, poco a N di di Sella Robon, in un area di notevole interesse speleologico. Bivacco Speleologico dedicato a Stefano Modonutti e Luigi SavoiaGruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Rio del Lago](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Sella Nevea **Quota di partenza:** 1190 m | **Dislivello:** 718 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Sempre aperto **Posti letto:** 6 posti letto **Gestione:** Società Alpina Friulana **Tel.** +39 0432 504290 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dalla rotabile che conduce a Cave del Predil, poco oltre il valico di Sella Nevea, ha inizio a destra, a q. 1190 m, una pista forestale. Si percorre per 300 m la pista e poi si prende a destra il sentiero CAI 637 che sale dapprima ripido nel bosco e conduce poi, con minor pendenza, all’ampio vallone dominata a E dalla parete del M. Robon. Il sentiero si porta sotto la parete e da qui prosegue in direzione S fino a un bivio di sentieri. Si lascia il sentiero CAI 637, che si dirige verso Sella Poviz, e seguendo verso E il segnavia CAI 654 si raggiunge Sella Robon 1865 m Il bivacco è posto poco a N della sella in direzione del M. Robon. *Fonte: [rifugi-bivacchi.com](https://www.rifugi-bivacchi.com/it/897/bivacco-modonutti-savoia/)*\[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**[Rifugio Celso Gilberti](http://www.montagnenostre.net/rifugio-gelso-gilberti/ "Rifugio Gelso Gilberti") **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Anello-del-monte-Robon-da-Sella-Nevea.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Sella Nevea, Val Rio del Lago --- ### [Aletsch: cosa succede al ghiacciaio più lungo d’Europa?](https://www.montagnenostre.net/aletsch-cosa-succede-al-ghiacciaio-piu-lungo-deuropa/) **Published:** Settembre 6, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Il ghiacciaio del Vallese si sta ritirando con un ritmo di scioglimento molto più rapido del previsto Il ghiacciaio più lungo d’Europa, l’Aletsch in Svizzera, si sta sciogliendo e questo è un fatto ormai da qualche anno. La novità è che gli studiosi avvertono che si sta sciogliendo a un ritmo sempre più rapido. La previsione degli esperti è che potrebbe scomparire entro la fine del secolo. **La contrazione del ghiacciaio** è uno dei cambiamenti più significativi dell’intera regione. Nel Canton Vallese alla cima del Moosfluh sopra il villaggio di Riederalp, la vista panoramica è eccezionale, si vede **un’enorme lingua grigia** segnata da lunghe crepe che corrono per tutta la lunghezza. Chi l’ha visto negli scorsi anni vede le differenza a occhio nudo. **Il ghiacciaio è più stretto e meno profondo**, ma la curva che disegna tra le montagne è sempre affascinante. Il **ghiacciaio dell’Aletsch** si estenderebbe per 23 chilometri per 1,5 km di larghezza. Oggi però **la parte terminale del ghiacciaio si è ridotta di 200 metri**. Anche la sua profondità si è ridotta della stessa misura, passando da 900 metri a 700. Quest’anno il centro per la conservazione dell’Aletsch festeggia il suo 40esimo compleanno con una mostra esplicativa sui cambiamenti della grande lingua di ghiaccio. La tendenza nei prossimi anni non può che peggiorare, se continua a sciogliersi a questo ritmo **entro la fine del secolo** il suo volume potrebbe corrispondere al 10% del volume attuale, a detta dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). Il ritiro del ghiacciaio comporta piccole frane nella valle sottostante dove due placche geologiche si incontrano. La funivia Moosfluh, che ha aperto nel dicembre 2015, è stata costruita con un design innovativo che prende in considerazione questi movimenti del terreno. Se il ghiacciaio dell’Aletsch dovesse fondersi e formare una serie di piccoli laghi alpini sarebbero necessarie dighe e opere di contenimento per mettere in sicurezza le comunità che vivono al di sotto. La temperatura media potrebbe salire in Svizzera di 3 gradi così che flora e fauna subirebbero importanti mutazioni. Fonte: siviaggia.it **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Aletsch, Ghiacciaio, Riederalp, Svizzera --- ### [Il Cervino in 3D grazie ai droni svizzeri](https://www.montagnenostre.net/il-cervino-in-3d-grazie-ai-droni-svizzeri/) **Published:** Agosto 4, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Due spin off di un ateneo di Losanna realizzano la mappatura tridimensionale del Cervino utilizzando uno stormo di droni volanti. Un team di ricercatori svizzeri ha recentemente realizzato un modello tridimensionale del monte Cervino utilizzando le immagini riprese da piccoli droni che hanno volato in assoluta autonomia per circa 6 ore. **Non chiamateli aeroplanini** I sofisticati aerei sono stati realizzati da senseFly, una spin off della Scuola Politecnica Federale di Losanna. Dotati di telecamere ad alta definizione ed opportunamente programmati per sorvolare la montagna a sciame, cioè in una formazione ben precisa, i droni sono stati lanciati a mano da un campo base installato a 3.000 metri di quota e dalla sommità della montagna, a 4.478 metri di altitudine. Le immagini così ottenute sono state poi assemblate in un modello 3D da 300 milioni di pixel grazie alle competenze e alle tecnologie messe a disposizione da Computer Vision Lab, un’altra start-up dell’ateneo elvetico. Questo modello è il più preciso realizzato fino ad oggi: gli occhi elettronici dei droni hanno infatti permesso di mappare dettagli di appena 20 centimetri di grandezza. Sono riusciti insomma a mappare la montagna sasso per sasso, a costi inferiori rispetto all'impiego di satelliti e con una definizione molto più alta rispetto alle tradizionali rilevazioni aeree. **Piccoli e inarrestabili**«L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di dimostrare la capacità dei nostri droni di lavorare in condizioni estreme, ad alte quote e sfidando le turbolenze che si formano nei pressi delle montagne» ha spiegato Henri Seydoux, CEO di Parrot. Non solo: fino od oggi i droni sono stati impiegati con successo per monitorare zone relativamente piccole e pianeggianti. Nessuno di loro si era mai confrontato con un “oggetto” delle dimensioni del Cervino. Fonte: focus.it | Foto: Immagine ricavata dal video di SenseFly **Ti potrebbero interessare:** [Sviluppati droni per le operazioni di soccorso nei boschi](http://www.montagnenostre.net/sviluppati-droni-per-le-operazioni-di-soccorso-nei-boschi/ "Sviluppati droni per le operazioni di soccorso nei boschi") **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** droni, Mappa 3D --- ### [Il Monte Chimborazo batte l’Everest: è la montagna più alta del mondo](https://www.montagnenostre.net/il-monte-chimborazo-batte-leverest-e-la-montagna-piu-alta-del-mondo/) **Published:** Agosto 3, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Il dubbio sul [primato dell’Everest ](http://www.montagnenostre.net/everest-morti-e-ancora-morti/ "Everest: morti e ancora morti!"), considerata [la montagna più alta del mondo](http://www.montagnenostre.net/il-percorso-sulleverest/ "Il percorso sull’Everest"), era nato qualche settimana fa, quando un gruppo di ricercatori francesi avevano messo in discussione la sua altezza reale. Il gruppo facente parte dell’Istituto Francese di Ricerca per lo Sviluppo ha misurato l’altezza del vulcano andino **Chimborazo** che si trova in **Ecuador**, attraverso l’utilizzo di un sistema GPS installato sulla vetta. La conferma è arrivata proprio in queste ore: **la montagna più alta del mondo è il Chimborazo**. La misurazione è stata effettuata non partendo dal livello del mare, bensì dal centro della Terra. Partendo dal livello del mare, l’**Everest svetta con i suoi 8.848 metri**, surclassando di oltre due chilometri e mezzo il Monte Chimborazo (6.248 metri). Ma se si misura dal centro della Terra le cose cambiano completamente e, a sorpresa, la montagna a 180 chilometri a Sud di **Quito** supera tutti gli Ottomila. La sua sommità dista dal centro della Terra 2,5 km in più della cima della montagna himalayana. Se si intende quindi come “montagna più alta” quella che si protende maggiormente nello spazio, il vulcano è in assoluto la più alta vetta terrestre. Infatti, poiché la Terra è schiacciata ai poli, con differenze nel raggio terrestre che possono superare i 20 km, avviene che il punto della superficie terrestre più lontano dal centro della Terra è proprio la cima del Chimborazo. Il tetto del mondo si trova dunque in Ecuador e non sull’[Himalaya](http://www.montagnenostre.net/lhimalaya-in-ultra-hd-cosi-non-lavete-mai-visto/ "L’Himalaya in Ultra HD: così non l’avete mai visto"). Fonte: siviaggia.it **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Chimborazo, Everest, Himalaya --- ### [Capanna Brunner](https://www.montagnenostre.net/capanna-brunner/) **Published:** Agosto 1, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Il ricovero Guido Brunner è una costruzione in legno situata a 1423 m. nel tratto intermedio della valle di Riobianco ed è stato recentemente ristrutturato.Gruppo Montuoso:** Alpi Giulie Ovest (Italia) **Valle:** [Val Rio del Lago](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico* \[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** ponte sul torrente Rio Bianco nella Val Rio del Lago / Predil (UD) **Quota di partenza:** 989 m | **Dislivello:** 434 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora **Periodo di Apertura:** Apertura estiva ed autunnale **Posti letto:** n.d. **Gestione:** CAI Tarvisio - Sez. Monte Lussari **Tel.** +39 329 7958435 **ATTENZIONE! Il sentiero CAI n.629, "Re di Sassonia", nel tratto tra la Capanna Brunner e il bivio con il sentiero CAI n.650 potrebbe essere inagibile per una frana che ha asportatoi cavi di sicurezza.**\[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Il punto di partenza per questa escursione è il ponte sul torrente Rio Bianco in Val Rio del Lago, nelle vicinanze del Lago di Predil (UD). Parcheggiata l'auto nelle vicinanze del torrente Rio Bianco (ampio parcheggio), sulla sinistra orografica del torrente stesso si trova l'accesso al sentiero nr. 625 (indicazioni per Rif.Brunner - Biv.Gorizia - Rif.Corsi, ecc...). Il sentiero è immerso in uno splendido bosco di faggi e, costeggiando il Rio Bianco con le sue magnifiche pozze di acqua chiarissima, ciò lo rende particolarmente bello. Si risale il vallone di Rio Bianco lungo tutta la sinistra del torrente. A circa metà vallone il bosco si dirada facendoci scorgere le magnificenze delle vette che ci circondano. Si attraversa il greto del torrente e ci si ritrova in una faggeta rigogliosa; dopo un paio di tornantoni in mezzo al bosco si giunge al Rifugio Brunner (1 ora dalla partenza). Il Rifugio Brunner, che sui cartelli è indicato come inagibile e pericolante, contrariamente è un ricovero molto ampio (non ci sono letti ma unicamente un tavolo con due panche, un paio di stanze vuote comunque pulite... ed un ghiro); è davvero un peccato lasciarlo andare a se stesso ma sicuramente sarebbe economicamente improponibile pensare ad una gestione. \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Bivacco Gorizia | [Rifugio Guido Corsi](http://www.montagnenostre.net/rifugio-guido-corsi/ "Rifugio Guido Corsi") | Sentiero del Re di Sassonia **ASCENSIONI**Cima alta di Riobianco | Vetta Bella **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/cap\_Brunner.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i bivacchi delle Alpi Giulie »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/friuli_bivacchi/alpigiulie_bivacchi/) **Categorie:** Alpi Giulie **Tag:** Sentiero Re di Sassonia, Val Rio del Lago --- ### [Valmalenco, si inaugura la nuova ferrata Torrione Porro](https://www.montagnenostre.net/valmalenco-si-inaugura-la-nuova-ferrata-torrione-porro/) **Published:** Luglio 27, 2016 **Author:** Redazione **Content:** SONDRIO – Sono terminati i lavori per la realizzazione della nuova ferrata al Torrione Porro, un vero e proprio percorso che si sviluppa su una parete rocciosa, attrezzato con cavi d’acciaio, scale e gradini, in modo da permettere agli escursionisti-alpinisti di camminare o arrampicare su di essa, facilitandone la salita. La via ferrata, quindi, si pone come un percorso tra l’escursionismo classico e l’alpinismo, tra il camminare e l’arrampicare e chi intende intraprendere la salita deve necessariamente munirsi di attrezzatura necessaria per la sicurezza quali kit da ferrata, imbrago e casco. Il nuovo “percorso” si trova nei pressi dell’Alpe Ventina, facilmente raggiungibile da Chiareggio in un’ora di cammino. La cima del Torrione Porro sovrasta la piana del Ventina ed è caratterizzata da superba vista a 360° sulle cime della Valmalenco; dal ghiaccio del Ventina con l’imponente Monte Disgrazia alle spalle, al gruppo dei giganti con il 4050 m del Pizzo Bernina fino all’inconfondibile sagoma triangolare del Pizzo Scalino. Per raggiungere l’attacco della ferrata è necessario arrivare al rifugio Gerli e dopo circa 100 metri, in corrispondenza della cappella dedicata ai caduti della montagna, si stacca un sentiero sulla sinistra che conduce oltre che all’attacco della ferrata, al larice millenario e al Lago Pirola. Dalla piana si raggiunge l’attacco in 40 minuti e la salita dura circa 50 minuti a cui bisogna aggiungere altri 20 minuti per raggiungere la cima del Torrione Porro. Presenta un dislivello di 195 m (2185 m- 2380 m) Per domenica 10 luglio è prevista l’inaugurazione con il ritrovo presso il rifugio Gerli alle ore 9.00 e la cerimonia di inaugurazione e ringraziamenti prevista per le ore 9.30. Per chi lo desidera, dalle ore 10.00 sarà possibile partecipare alla salita in compagnia del Cai Valmalenco che raccomanda di portare tutta l’attrezzatura necessaria per affrontare la salita. Per maggiori informazioni, [qui](http://montagna.tv/cms/wp-content/uploads/2016/07/locandina_inaugurazione.pdf). Il progetto è stato reso possibile grazie al CAI Valmalenco, che ringrazia la Famiglia Bonomi, la ditta ENGECO e le Guide della Valmalenco per avere contribuito alla realizzazione. *Fonte: [montagna.tv](http://www.montagna.tv)* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Alpe Ventina, Chiareggio, Valmalenco --- ### [Salomon Alpen X 100](https://www.montagnenostre.net/salomon-alpen-x-100/) **Published:** Luglio 25, 2016 **Author:** Redazione **Content:** La Salomon Alpen 100 X è una trail run estrema per partecipanti singoli con una vista spettacolare sulle Alpi. Il percorso comprende in parte passaggi di alta montagna che richiedono preparazione ed esperienza alpinistica da parte dei partecipanti. Ma il percorso stesso e la vista sullo straordinario paesaggio naturale sono la ricompensa di tutte le fatiche. I tre diversi percorsi di 160 chilometri, 97,3 chilometri e 65,6 chilometri attraverso le Alpi portano tutti al traguardo di Bressanone. Per ulteriori informazioni e prenotazioni [visitate qui](http://www.seefeld.com/it/calendario-delle-manifestazioni/e-salomon-alpen-x-100-trail-corsa-a-piedi-attraversando-le-alpi) *Fonte: presse.tirol.at | Foto: Salomon Alpen X 100 ©TVB Seeefeld* *Tirol Info*Maria-Theresien Str. 55 6010 Innsbruck, Austria Tel. +43 512 7272-0 **E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). **Categorie:** Eventi **Tag:** Estate in montagna, Eventi sportivi, natura, Outdoor --- ### [I suoni delle Dolomiti](https://www.montagnenostre.net/i-suoni-delle-dolomiti/) **Published:** Luglio 21, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **A San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi grande attesa per due imperdibili appuntamenti con la musica d’autore** I **[Suoni delle Dolomiti](http://www.sanmartino.com/IT/i-suoni-delle-dolomiti/)**, un evento che ormai non ha più bisogno di presentazioni e che porta i grandi nomi della musica d’autore ad incontrare tanti appassionati negli angoli più suggestivi del Trentino. Saranno due gli imperdibili appuntamenti che San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi ospiteranno durante l''estate 2016. Il primo concerto vedrà protagonista uno dei massimi violoncellisti viventi, **[Mischa Maisky](http://www.sanmartino.com/IT/mischa-maisky-suoni-delle-dolomiti/)**, che si esibirà **mercoledì 20 luglio alle ore 13.0**0 nei dintorni del **Rifugio Pedrotti alla Rosetta** sul panoramico Altopiano delle Pale. A risuonare tra le nude rocce dolomitiche delle Pale le note e le ispirazioni incredibili di questo maestro, per la prima volta ospite del festival. La terza e la quinta Suite per Violoncello di Johann Sebastian Bach saranno il cuore dello spettacolo, che non mancherà di emozionare gli intervenuti. La musica classica ha da sempre uno spazio di riguardo nel programma de “I Suoni delle Dolomiti”, ma tanti sono anche gli incontri con la musica d’autore dalle più varie ispirazioni. Il secondo evento sarà quindi dedicato ad un grande duo italiano e si svolgerà, invece, **martedì 2 agosto alle ore 13.00** in **Val Canali** nei pressi di Villa Welsperg, casa del **Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino**, dove [**Petra Magoni e Ferruccio Spinetti** ](http://www.sanmartino.com/IT/musica-nuda-suoni-delle-dolomiti/)porteranno il loro progetto voce-contrabbasso "**MUSICA NUDA**" che ha già conquistato tutta Europa. Ad arricchire questa esperienza anche la possibilità di partecipare ad uno speciale **[trekking](http://www.sanmartino.com/IT/trekking-i-suoni-delle-dolomiti/), dal 31 luglio al 2 agosto**, con una tre giorni in compagnia di Petra Magoni e Ilaria Fantin, tra camminate e magie sonore per voce e arciliuto nello scenario unico delle Pale di san Martino. *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: Archivio Trentino Sviluppo Pale S. Martino ©credits Giovanni Pedrotti* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Festival montagna, Pale di San Martino --- ### [Everest: morti e ancora morti!](https://www.montagnenostre.net/everest-morti-e-ancora-morti/) **Published:** Luglio 6, 2016 **Author:** Redazione **Content:** È un massacro a orologeria. Una specie di mattanza selettiva d’alta quota. E se qualcuno, stavolta, dice che c’entra la montagna, che il cielo lo fulmini. Due trentacinquenni schiattati in discesa verso colle Sud dopo essere stati in vetta. Cecità, perdita dell’orientamento, coma, morte. Fine! Scrissi tempo fa che se quel che accade su alcune montagne, nel caso l’Everest o il Lhotse, accadesse su una pista automobilistica, durante una maratona o una gara di corsa in montagna ci sarebbe una grande reazione emotiva nel mondo dello sport e degli appassionati, fino a interrompere la gara per farsi delle domande sulla possibilità di ridurre rischi e morti. Ma l’alpinismo non è sport, ce lo dicono autorevolissime voci di alpinisti, salvo poi paragonare la salita di un ottomila ad una medaglia olimpica. È libertà, è solo gioia di vivere e talvolta morire. Due anni fa quando sono morti 17 sherpa sotto una valanga di ghiaccio sull’ice fall, la cascata di ghiaccio sopra campo base all’Everest, venne fermato il gioco. Anche l’anno scorso accadde la stessa cosa dopo i morti, tanti, del massacro al campo base per il ghiacciaio franato a causa del terremoto. Quest’anno no. Hanno deciso di morire di mal di montagna. Per la verità uno sherpa pochi giorni fa è incappato in un incidente mortale “sul lavoro”, sopra campo due. Muoiono gli alpinisti di mal di montagna, di sfinimento, di ipossia. Due nepalesi inesperti al Makalu anche da intossicazione da monossido di carbonio. Quest’anno, per capirci, è come con gli incidenti stradali. Se in molti si mettono per strada per andare in vacanza, ma anche al lavoro, gli incidenti ci saranno: è una questione statistica. Ma se dei molti alcuni sono particolarmente imprudenti e vogliono a tutti i costi arrivare in fretta o non conoscono le insidie del sonno o della pioggia, allora la percentuale di incidenti gravi aumenta. Chi deve intervenire e come per limitare i rischi e i danni? Difficile dirlo. Ma certo 400 persone sulla via normale dell’Everest in poche ore sono un’enormità: statisticamente ci sta che qualcuno muoia. Bisogna capire se è moralmente accettabile, se possiamo prenderlo come dato di normalità. Come gli incidenti d’auto. Anche se per le auto esistono regole e campagne dissuasive e anche sanzioni. Mi sto incamminando su un sentiero pericoloso. Poi andrebbe capito se le agenzie che organizzano le spedizioni commerciali, Seven Summit pare particolarmente colpita quest’anno, hanno delle responsabilità. Probabilmente no. Loro forniscono servizi a richiesta, ma di certo non rispondono della capacità dei loro clienti. E i governi che rilasciano i permessi? Hanno qualche responsabilità o semplicemente adottano la politica dell’intanto incasso e poi si regolino loro assumendosene la responsabilità. “Avanti signori c’è posto”. Per tutti, anche per il business del recupero dei cadaveri con gli elicotteri. Lecito e sacrosanto, per carità. Anche per chi scrive (noi) l’argomento fa numeri e clic. Ancora una volta mi vien da considerare che le spedizioni commerciali non sono buona cosa. Sviliscono la montagna, l’alpinismo e anche la libertà degli alpinisti, che non è quella di andare in cima a tutti i costi, ma di tentare di salire su una vetta con i propri mezzi e capacità. *Fonte: [montagna.tv](http://www.montagna.tv) - Autore: Agostino Da Polenza* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Alpinismo, Everest --- ### [Monviso: cambia la storia dell’alpinismo](https://www.montagnenostre.net/monviso-cambia-la-storia-dellalpinismo/) **Published:** Luglio 6, 2016 **Author:** Redazione **Content:** TORINO – Mentre sul Nanga Parbat si cerca di scrivere la storia dell’alpinismo, sul più vicino Monviso, detto anche il Re di Pietra, la si riscrive. La prima ascesa del Monviso (3.842 metri), montagna simbolo del Piemonte e delle Alpi Cozie, è sempre stata attribuita agli inglesi. Una ricerca, presentata Vallouise, ha però messo in dubbio che che siano stati i britannici William Mathews e Frederick Jacob, il 30 agosto 1861, a salire per la prima volta la montagna, attribuendo l’impresa invece a dei geografi francesi incaricati di disegnare la mappa del territorio ben un secolo prima. Oliver Joseph e Paul Billon-Grand (storici di Vallouise), Eugenio Garoglio (collaboratore dell’Università di Torino e del Centro studi e ricerche storiche sull’architettura militare del Piemonte) e il cartografo Alexandre Nicolas, esaminando la cartografia del XVIII secolo, hanno infatti rinvenuto le prove di “ascensioni dimenticate”, ma che oggi possono essere dimostrate dal ritrovamento di quelle rilevazioni e misurazioni. “Abbiamo iniziato le ricerche all’Archivio storico della Difesa francese a Vincennes. Cercavamo materiale della seconda metà del XIX secolo e abbiamo trovato i disegni originali della Carta della frontiera delle Alpi del Delfinato, realizzata tra il 1749 e il 1754 dall’ingegnere militare Pierre-Joseph Bourcet – spiegano gli studiosi – Lì abbiamo intuito la possibilità di un’ascesa alla sommità del Viso nel 1751, se non addirittura nel 1750. Sulla mappa di metà ‘700 il Monviso e le altre vette usate per le misurazioni sono indicate con un palo e un’ellisse in cima. Un tronco di 10-15 metri, a cui veniva attaccato un drappo visibile da un’altra sommità, da cui si facevano i calcoli. Significa che la spedizione di Bourcet è salita in vetta al Viso per sistemare il palo e poi registrare i valori”. I ricercatori spiegano inoltre che “I topografi non conoscevano queste vallate, ma negli archivi del Delfinato abbiamo trovato contratti con cui Bourcet ordinava a persone del luogo di accompagnarli nell’ascensione, come sherpa, perché conoscevano già la strada. Dagli archivi è emerso che Bourcet e i suoi ingegneri si diressero verso il Queyras, dunque il Viso, nel luglio 1751”. La ricerca non è però ancora conclusa: il prossimo passo sarà infatti esaminare gli archivi di Casteldelfino, nel Cuneese, da dove si passava per salire sul Monviso, per cercare eventuali ordini di Bourcet e nomi dei primi scalatori italiani. *Fonte: [montagna.tv](http://www.montagna.tv) - Autore: Francesca Cortinovis* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** alpi cozie, monviso, prima ascensione --- ### [Ricette per biscotti natalizi: ZIMTSTERNE](https://www.montagnenostre.net/ricette-per-biscotti-natalizi-zimtsterne/) **Published:** Ottobre 14, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **ZIMTSTERNE – le stelle alla cannella** **Provenienza: Tirolo austriaco****Categoria: Dolci** **Ingredienti** 400 g di farina di mandorle 200 g di zucchero a velo 2 albumi medi (circa 70 g) 1 cucchiaio di succo di limone 3 cucchiaini rasi di cannella in polvere ½ cucchiaino di zenzero in polvere 1 punta di cucchiaino di chiodi di garofano in polvere 1 bacca di vaniglia 1 pizzico di sale Per la glassa reale: 1 albume (possibilmente pastorizzato) 200 g di zucchero a velo 1 cucchiaino di succo di limone **Preparazione**In una ciotola unire la farina di mandorle, le spezie e il sale. Montare gli albumi con le fruste, una volta diventati spumosi (non sodi) aggiungere il succo di limone e, un po’ alla volta, lo zucchero a velo; continuare a montare fino a quando il composto non sarà lucido e ben fermo. Unire la meringa agli ingredienti asciutti, un po’ per volta e quando l’impasto risulterà sufficientemente plastico avvolgere nella pellicola e lasciar riposare in frigo almeno 1 ora. Preriscaldare il forno a 150°C. Cospargere il piano di lavoro con poco zucchero a velo e stendervi l’impasto ad uno spessore di circa mezzo centimetro; con un tagliapasta a forma di stella ritagliare le stelle e sistemarle su teglie ricoperte di carta forno. Cuocere per circa 15 minuti, trasferire su una griglia e lasciar raffreddare completamente. Preparare la glassa: montare l’albume, unire il succo di limone e lo zucchero setacciato e continuare a montare fino a quando la glassa non diventa lucida; aggiungere zucchero se la glassa risulta troppo liquida o alcune gocce di limone se invece sembra troppo consistente. Con l’aiuto di un coltellino distribuire la glassa su ogni biscotto e lasciarla asciugare completamente. *Fonte: Ufficio Stampa Tirol Info - Foto: ©Tirol Werbung | Biscotti natalizi: Preparazione degli Zimsterne* **Categorie:** Ricette di montagna **Tag:** Avvento, Natale, Ricette, Usanze e Tradizioni --- ### [Ricette per biscotti natalizi: LINZERAUGEN](https://www.montagnenostre.net/ricette-per-biscotti-natalizi-linzeraugen/) **Published:** Ottobre 14, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **LINZERAUGEN – gli occhi della città di Linz/frollini di Linz****Provenienza: Tirolo austriaco****Categoria: Dolci** **Ingredienti** 130 gr di farina di riso 30 gr di fecola di patate 1 uovo 2 cucchiai di zucchero 1 cucchiaino di cannella 70 gr di burro marmellata a piacere **Preparazione**Mescolare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto soffice al quale unire l’uovo sbattuto e il cucchiaino di cannella. Stemperare la farina con la fecola e aggiungere al composto. Far riposare 15-20 minuti in frigo nella pellicola poi formate dei biscotti tondi con un affossamento al centro nel quale mettere la marmellata. Passare in forno caldo (175) per 15-20 minuti. *Fonte: Ufficio Stampa Tirol Info - Foto: ©Tirol Werbung | Biscotti natalizi: Linzeraugen* **Categorie:** Ricette di montagna **Tag:** Avvento, Natale, Ricette, Usanze e Tradizioni --- ### [Bimbi in montagna: i consigli per la vacanza perfetta](https://www.montagnenostre.net/bimbi-in-montagna-i-consigli-per-la-vacanza-perfetta/) **Published:** Giugno 29, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Partire per la montagna insieme ai bambini: tutto quello che c'è da sapere se si decide di trascorrere un periodo di vacanza in alta quota in compagnia di tutta la famiglia Siete in partenza per le **vacanze in montagna** con i **bambini** per la prima volta? Ecco tutti i consigli e tutte le dritte che servono per trascorrere un soggiorno in tranquillità, in alta quota, insieme agli amati pargoli. Per prima cosa bisogna fare **attenzione all’altitudine**: infatti, i neonati al di sotto dei 12 mesi non dovrebbero superare i 1200 metri di altezza. Oltre a ciò, è consigliabile abituare i bambini in maniera graduale alle alte quote, facendo una sosta a metà altezza, durante il viaggio, dando la possibilità all’organismo di abituarsi. Il soggiorno dovrebbe essere di almeno una settimana, per evitare ai bambini uno stress corporeo dovuto al continuo cambio di altitudine. Si possono risparmiare ai più piccoli i **fastidi all’orecchio** legati al cambio di quota, permettendo loro di succhiare il ciuccio o il biberon. Per i [bambini](http://www.montagnenostre.net/come-organizzare-unescursione-con-bambini/ "Come organizzare un’escursione con bambini") al di sotto dei tre anni **è sconsigliato prendere la seggiovia**, poiché questa effettua un cambio di altitudine repentino che potrebbe tappare l’orecchio e addirittura provocare una lesione al timpano. L’altitudine, inoltre, potrebbe acuire i problemi dei bambini che soffrono spesso di otite e per questo è fondamentale non partire sprovvisti di un piccolo **kit di farmaci**, tra cui gli analgesici, ma è bene avere sempre con sé anche un antipiretico, un antinfiammatorio, cerotti, bende disinfettanti, garze e una soluzione fisiologica da usare in caso di naso chiuso. Importante, durante le [vacanze in montagna](http://www.montagnenostre.net/perche-laria-di-montagna-fa-bene-in-tutte-le-stagioni/ "Perché l’aria di montagna fa bene in tutte le stagioni") coi propri bambini, è anche la **protezione dai raggi solari** che qui, pur celati da grigi nuvoloni, picchiano forte. È indispensabile spalmare i più piccoli con una crema solare ad altissima protezione, mentre i più grandi dovranno applicare una mascherina a protezione degli occhi. A seconda delle età e della stagione, i bambini in montagna avranno la possibilità di praticare lo sport più adatto a loro, ma anche di giocare liberamente, manipolare e curiosare, sempre però sotto la vostra attenta supervisione. Per affrontare la vacanza in montagna i bambini avranno bisogno di tante energie di cui potranno fare il pieno seguendo una **ricca e sana alimentazione**. Fondamentale è una buona colazione fatta con latte, cereali, marmellate, cioccolato e frutta fresca, così come un bel piatto di pasta a pranzo, una sostanziosa merenda a base di cioccolata calda e una cena completa e leggera. *Fonte: http://siviaggia.it* **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, escursioni per famiglie, trekking --- ### [Operatori a confronto per imparare a comunicare e vendere la sostenibilità](https://www.montagnenostre.net/operatori-a-confronto-per-imparare-a-comunicare-e-vendere-la-sostenibilita/) **Published:** Giugno 23, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **E per l'estate in arrivo la singolare iniziativa social #HaveaGWP** L’**ApT San Martino, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**, in collaborazione con l’**associazione Green Way Primiero**, ha dedicato agli operatori turistici un incontro formativo centrato su come il fattore green sia una leva da sfruttare per il marketing turistico e territoriale. In un momento in cui la parola sostenibilità è inflazionata in tutti i settori, il Primiero si contraddistingue anche dalle altre realtà trentine per la grande attenzione e sensibilità nei confronti dell’ambiente con iniziative concrete e risultati certificati, riconosciuti da soggetti autorevoli sul tema come Legambiente. L'incontro è stato organizzato con il supporto della società di consulenza per la comunicazione del turismo sostenibile **AD Solutions** di Milano, con il dott. Robert Kropfitsch che ha illustrato, alla cinquantina di operatori presenti all'incontro, come le iniziative green del territorio costituiscano non solo dei punti di forza ed un valore aggiunto per il turismo locale ma anche un veicolo fondamentale per il posizionamento strategico dell’ambito turistico. Attraverso numeri e casi concreti come quello della Catena Best Western sono stati snocciolati dati utili per comprendere la portata del fenomeno. Una recente indagine condotta da TripAdvisor testimonia come italiani ed i viaggiatori in generale siano pronti a scegliere destinazioni dove ci sia elevato rispetto e tutela dell’ambiente. A tal proposito, il mercato turistico degli ultimi anni ha premiato le località e gli operatori del settore che hanno optato per comportamenti sostenibili. Un elemento significativo per la promozione delle attività economiche di tutti i settori le cui attività risultano integrate e compatibili con la tutela dell’ambiente e con la valorizzazione delle risorse ambientali. ApT S.Mart nell'ambito delle iniziative volte a promuovere i progetti green a partire da luglio, ha messo in campo l'originale iniziativa **\#HAVE A GWP!**, un **concorso sui social** che permetterà agli ospiti di liberare la creatività raccontando la loro vacanza green al cospetto delle Pale di San Martino attraverso foto e video. Questa azione di comunicazione non coinvolge solo ApT ma anche gli operatori turistici che diventano così i principali promotori dell'iniziativa. (MC.B.) *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: ©credits A. Trovati* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** ambiente, natura, sostenibilità --- ### [Escursioni in montagna: cosa mangiare, cosa no, e quando](https://www.montagnenostre.net/escursioni-in-montagna-cosa-mangiare-cosa-no-e-quando/) **Published:** Giugno 16, 2016 **Author:** Redazione **Content:** BERGAMO — In qualsiasi attività fisica alimentazione e rendimento vanno di pari passo e costituiscono due importantissimi fattori ai fini della prevenzione di disturbi organici e di infortuni vari. Lo diceva già Ippocrate, “Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento e di esercizio fisico, né in difetto, né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute (460 a.C. – 377 a.C.). Fondamentale per l¹andare in montagna è una corretta impostazione di tipo alimentare al fine di ottenere la migliore risposta dell¹organismo a fronte di qualsiasi sollecitazione fisica. La montagna può essere, infatti, un¹importante e irripetibile occasione per attuare un cambiamento in meglio del proprio stile di vita, alimentare e fisico. Può trattarsi di una vera e propria riconquista di sane abitudini, premessa per il riappropriarsi dello stato di salute. Aiutati anche dal fatto che l¹aria salubre di montagna accelera il metabolismo, favorendo il consumo delle riserve energetiche e di grasso. Anche il regime alimentare ha la sua funzione; si deve imparare a suddividere i pasti nell¹arco della giornata. Spesso il “fai da te” in campo alimentare o l¹applicazione ingenua di indicazioni nutrizionali incomplete o scorrette finiscono per prendere il sopravvento, quindi ecco il consiglio più importante: cibi giusti al momento giusto! Fragole, fragoline, mirtilli, ribes, more e lamponi sono frutti ricchissimi di sostanze anti-ossidanti. Oltre a questi la montagna offre molti altri prodotti genuini come le mele (minor rischio di tumori del cavo orale, esofago, colon, retto, mammella, ovaie), gli ortaggi, la carne, il latte, i formaggi, le trote ricche di Omega3, ed il vino. Il vino è un prodotto genuino se prodotto in un certo modo, ma non se ne può bere in quantità eccessiva. E’ comunque certamente da evitare durante l’attività in montagna. Meglio il rosso del bianco. Vale la pena rammentare dieci regole quali consigli dietetici da rispettare in montagna: fare pasti brevi e piccoli, consumare quantità sufficienti di frutta e verdura, sostituire i carboidrati raffinati con i cereali integrali, preferire, se possibile, gli alimenti biologici, non eccedere nel consumo della carne, eliminare o ridurre le sostanze “tossiche” come tabacco, alcool, caffè o thé, mangiare solo se si ha fame, masticare accuratamente. Rispettare poi le giuste proporzioni tra i vari tipi di alimenti secondo le seguenti percentuali: carboidrati 55-60%, proteine 12-15%, grassi 20-30%; assumere anche vitamine, oligoelementi o integratori, ma solo qualora sia ritenuto necessario, consultando gli esperti in materia Opportuna ed importante in montagna l¹attuazione di una corretta idrtatazione; è assolutamente necessario bere in abbondanza liquidi vari, tisane, succhi di frutta, centrifugati di frutta o verdura e the, quest’ultimo non in quantità eccessiva. Si consiglia di partire per un¹escursione già bene idratati; ricordarsi che non basta bere solo quando si ha sete: meglio farlo spesso. *Fonte: http://montagna.tv - Autore: Gege Agazzi* **Categorie:** In Montagna **Tag:** alimentazione, escursioni, regole, trekking --- ### [Allarme clima: le montagne si scaldano più rapidamente](https://www.montagnenostre.net/allarme-clima-le-montagne-si-scaldano-piu-rapidamente/) **Published:** Giugno 16, 2016 **Author:** Redazione **Content:** ROMA — Le montagne si scaldano più rapidamente. Lo dice un team internazionale di scienziati, cui ha partecipato l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr, in un articolo pubblicato su Nature Climate Change. Sul Plateau Tibetano, per esempio, il maggior aumento è stato di 0.7 °C per decade al di sopra dei 4.000 metri negli ultimi venti anni. Ma studiare i cambiamenti in corso alle alte quote non è facile: i dati sono scarsi, la densità di stazioni meteorologiche al di sopra dei 4.500 metri è circa un decimo di quella nelle regioni sottostanti e al di sopra dei 5.000 m mancano serie storiche lunghe di dati Con aspetti che per certi versi ricordano l’ambiente artico, le regioni montane d’alta quota sono soggette a un riscaldamento spesso più intenso e più rapido di quello delle regioni circostanti, con possibili cambiamenti del ciclo idrologico e nella disponibilità di risorse idriche, perdita di biodiversità, possibile estinzione di alcune specie di flora e fauna. È quanto ha messo in luce, in un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, un team internazionale di scienziati che coinvolge l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Torino. “Studiare i cambiamenti in corso alle alte quote non è facile”, afferma Elisa Palazzi dell’Isac-Cnr e co-autrice dell’articolo. “Le montagne sono ambienti variegati, caratterizzati da una rapida alternanza di paesaggi e microclimi che rendono difficile acquisire una visione di insieme. I dati provenienti da queste regioni remote e di difficile accesso sono scarsi, talvolta inesistenti. Monitorarle in modo efficace è ancora molto dispendioso e costituisce una sfida scientifica e tecnologica importante”. La densità di stazioni meteorologiche al di sopra dei 4.500 m sopra il livello del mare è circa un decimo di quella nelle regioni sottostanti. Al di sopra dei 5.000 m non sono disponibili serie storiche lunghe di dati osservati, cruciali per rilevare le tendenze climatiche: la più lunga oggi disponibile, sulla vetta del Kilimanjaro, è relativa a circa 10 anni, periodo troppo breve per stimare i trend. “Nonostante queste difficoltà e le incertezze, le misure disponibili indicano che in molte regioni di alta quota si assiste davvero a un aumento delle temperature più rapido che nelle aree circostanti”, prosegue la ricercatrice Isac-Cnr. “L’esempio più significativo è costituito dal Plateau Tibetano, l’altopiano più alto al mondo, comprendente gran parte della catena himalayana. Tra il 1961 e il 2012 si è assistito a un aumento continuo di temperatura di 0.3-0.4 °C/decade, maggiore man mano che si sale di quota. Se valutato nel periodo più recente 1991-2012, il trend si attesta attorno a 0.7 °C/decade al di sopra dei 4.000 m e 0.3-0.4 sotto i 2500 m”. “Informazioni dettagliate sulle regioni montane permetterebbero di determinare con anticipo l’evoluzione prevedibile nei prossimi decenni e di preparare misure adeguate di prevenzione, adattamento e mitigazione. È quindi essenziale migliorare le capacità osservative sia con strumenti e reti di monitoraggio in quota sia da satellite, e affiancare alle misure simulazioni di modelli climatici ad alta risoluzione”, conclude Palazzi: “Un obiettivo irraggiungibile senza finanziamenti adeguati e accordi e collaborazioni a livello internazionale”. Il team che ha collaborato alla stesura dell’articolo comprende ricercatori provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera, Canada, Ecuador, Pakistan, Cina, Italia, Austria e Kazakistan, che hanno analizzato e interpretato dati di temperatura misurati negli ultimi 60-70 anni in diverse regioni di montagna del mondo. Il lavoro nasce nell’ambito di un’iniziativa internazionale chiamata ‘Mountain Research Initiative (Mri, http://mri.scnatweb.ch/)’ finanziata dall’Agenzia nazionale svizzera. *Fonte: Cnr* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Cambiamenti climatici, riscaldamento climatico --- ### [Grande carnevale in Tirolo: Schellerlaufen di Nassereith](https://www.montagnenostre.net/grande-carnevale-in-tirolo-schellerlaufen-di-nassereith/) **Published:** Dicembre 9, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Il 24 gennaio 2016 si svolgerà nuovamente il noto Schellerlaufen di Nassereith vicino al passo Fernpass nel Tirolo austriaco. Si tratta di una sfilata di carnevale insolita, un’usanza antica che coinvolge tutto il paese e che si svolge solo ogni tre anni. Il carnevale di Nassereith è una delle usanze più sofisticate e più colorate di tutto il Tirolo. Essa è conosciuta soprattutto per la “sfilata dei belli” (Schöne-Zug) con i suoi favolosi costumi, una sinfonia di colori realizzati con impegnativa arte manifatturiera. Gli insoliti vestiti del carnevale di Nassereith sono anche espressione della storia del luogo. Situata sull’antico percorso romano della **Via Claudia Augusta**, qui passarono molti artisti e commercianti con prodotti fini e costosi. Nell’antico castello di Fernstein che si trova a poca distanza da Nassereith, ebbero luogo molti balli in costumi e feste sfarzose. Di queste attività **si trovano tracce nei costumi odierni di chi sfila nel carnevale di Nassereith**. Le enormi maschere facciali vengono tutte costruite a mano dalla famiglia Kranewitter, una nota famiglia locale di artisti. La sfilata del carnevale ha una grande importanza nella vita sociale del paese. Tutti si uniscono per lo scopo comune di fare una sfilata eccezionale, indipendentemente del colore politico, delle differenze di età, dalle differenze sociali e professionali. Il carnevale le cancella tutte. Ogni mano serve e ognuno fa del suo meglio per far sì che lo Schellerlaufen si svolga al meglio. Solo gli uomini possono mascherarsi, mentre le donne creano a mano preziosi costumi e accessori. **Il “gruppo degli orsi“, il cuore della sfilata del carnevale di Nassereith**Fra le figure centrali del Schellerlaufen ci sono **l’orso e il suo domatore**. Quest’ultimo rappresenta l’inverno che tiene ancora forte nelle grinfie **la primavera, rappresentata dall’orso**. L’enorme maschera del domatore di orsi è la più preziosa della sfilata. I suoi tratti ricordano i gruppi slavi con gli orsi, che passavano da paese a paese per far divertire la gente. Il domatore porta in testa una parrucca con cappelli neri striati di grigio e un piccolo cappellino rosso mentre il costume dell’orso è realizzato interamente con pelli di pecora. I due vengono accompagnati da un fischiatore, che con un piffero suona sempre la stessa piccola melodia e dal “raccoglitore”, una figura che raccoglie monete sfilando con un piccolo sacco simile a quelli usati in chiesa. La lotta simbolica tra l’orso e il suo domatore è il centro della sfilata carnevalesca. **La sfilata dei belli: “Schöne-Zug“**Tra le maschere della sfilata spiccano anche “i belli”, ovvero “schöne”, che a buon diritto portano questo nome. Si tratta del gruppo più numeroso e colorato della sfilata. Ne fanno parte tre caratteri carnevaleschi: Scheller, Roller e Kehrer. Lo **Scheller** deve il suo nome alla Schelle che è un **enorme campanaccio che può pesare fino a 30 kg e che ha dato anche il nome alla sfilata**. Vestita di molti colori, la figura porta un’immensa maschera di legno con enormi baffi e un cerchio a forma di corona in testa. La sua controfigura è il Roller, caratterizzato da una cintura con mille piccole campane che suonano mentre si esibisce salterellando davanti allo Scheller in preciso rituale. Il suo viso è coperto dalla maschera di un uomo giovane con baffetti sottili. Il **Kehrer**, ovvero **“colui che spazza”** ha in mano una enorme scopa naturale riccamente ornata che precede le figure del Roller e dello Scheller. A differenza dalle altre, la sua maschera porta una barba sul mento. Queste tre figure vengono inoltre accompagnate dal **Ruaßler**, vestito con una camicia ed un pantalone allegro pieno di colori. Il suo nome significa fuliggine e lui deve il suo nome al fatto che ogni visitatore non attento riceve da lui un marchio di **fuliggine** in viso. Se gli riesce, lui esprime la sua gioia tenendo in orizzontale una scopa e facendo un enorme salto con tutti e due i piedi. La figura più incisiva del gruppo dei Scheller è il cosiddetto **Sackner**. La figura, **più alta delle altre**, porta la maschera di legno di una **brutta vecchia** e una gonnellina di ben 20 metri di stoffa che si chiama Wifling. Il suo compito è di **creare spazio per le altre maschere** e per farlo la figura danza in cerchio facendo così svolazzare l’enorme gonna. Il nome Sackner deriva da sacco, una sacca di pelle riccamente ornata e piena di turaccioli che batte contro gli spettatori per farli indietreggiare. Mentre le altre maschere sfilano in silenzio, lo Sackner si esprime con alte grida di gioia, il caratteristico grido del Sackner. *Fonte: presse.tirol.at | Foto: ©Tirol Werbung/Bernhard Aichner* *Tirol Info*Maria-Theresien Str. 55 6010 Innsbruck, Austria Tel. +43 512 7272-0 **E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). **Categorie:** Eventi **Tag:** Carnevale, Eventi, Tirolo, Trentino Alto Adige --- ### [Arte d´inverno - Sculture in neve: 26 anni di cultura fredda…](https://www.montagnenostre.net/arte-dinverno-sculture-in-neve-26-anni-di-cultura-fredda/) **Published:** Dicembre 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Gli attrezzi: filo spinato, seghe e palette. L’equipaggiamento: stivali di gomma, paraorecchie e guanti. Tutore, si spera clemente, il tempo. Nel gennaio 2016, nelle località altoatesine di San Candido e San Vigilio, 30 artisti provenienti da tutto il mondo daranno vita al 26o Festival Internazionale delle sculture in neve.** Imponenti nella gelida brezza invernale, bizzarre nelle penombre della sera; così si ripresenteranno nuovamente nel prossimo inverno, a dar lustro e sfoggio ai paesi ammantati di neve. Stiamo parlando delle fantasiose opere artistiche nel più freddo e originale dei materiali che vedranno la luce in occasione dell’ormai tradizionale festival delle sculture in neve di San Candido e San Vigilio. La forma rappresentativa è tanto semplice quanto attrattiva per gli spettatori: negli angoli più suggestivi di entrambe le località verranno approntati dei giganteschi cubi (3x3x3 m) di neve pressata e ghiacciata con acqua. Su questi cubi i 10 gruppi partecipanti daranno libero sfogo alla loro creatività e fantasia realizzando sculture uniche nel loro genere. L’acqua, che grazie alle rigide temperature invernali ghiaccia in un attimo, è l’unico elemento sul quale gli artisti potranno contare per plasmare le sculture con i loro attrezzi. Le opere d’arte dovranno essere completate entro i tre giorni previsti. Dopodichè toccherà ai turisti ospiti delle due località ed agli abitanti valutarne i pregi e scegliere le migliori. Il Festival si terrà dal 13 al 15 gennaio 2016 a San Candido e dal 18 al 20 gennaio 2016 a San Vigilio. Le sculture in ghiaccio, che potranno essere ammirate anche di sera grazie all’impianto d´illuminazione espressamente previsto, rimarranno al loro posto fino a quando, con l’approssimarsi della primavera, non si scioglieranno. *Fonte: [snow-festival.com](http://www.snow-festival.com) | Foto: ©janach\_com\_SNOWFESTIVAL2015* *Per ulteriori informazioni:*Associazione Turistica San Candido Piazza del Magistrato 1 - 39038 San Candido (BZ) **Tel.** 0474/913149 - **Fax** 0474/913677 e-Mail: [ info@sancandido.info](mailto:info@sancandido.info)[www.snow-festival.com](http://www.snow-festival.com) **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Festival montagna, sculture di neve, Trentino Alto Adige --- ### [Ascoltare il suono della neve in Val di Non](https://www.montagnenostre.net/ascoltare-il-suono-della-neve-in-val-di-non/) **Published:** Dicembre 14, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Hai mai ascoltato il suono della neve? Passo dopo passo, con le “ciaspole”, rilassando il corpo e la mente, potrai ascoltare questa dolce sinfonia tra suggestivi paesaggi innevati, cornici rocciose di vette innevate e chalet che profumano di legno e pan pepato. Dove? In Val di Non, le cose semplici sono le più straordinarie. \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] **ESCURSIONI GUIDATE CON LE CIASPOLE IN VAL DI NON**Le escursioni con le racchette da neve sono alla portata di tutti, adulti e ragazzi. La presenza di una guida alpina garantisce sicurezza e divertimento poiché ogni escursione viene eventualmente modificata per venire incontro alle esigenze dei partecipanti e in base alle condizioni neve e meteo. Ecco le escursioni guidate proposte in Val di Non: 2. **ANELLO SULL’ ALTIPIANO DELLA PREDAIA**Il percorso che presentiamo parte dal Rifugio Predaia ai Todes’ ci alla scoperta della Malga Rodeza e fra boschi e prati, godendo di ampi panorami fra la Val di Non e la Val d’ Adige raggiunge il punto panoramico di Roccia Larga (m. 1647). Ad anello poi di fa ritorno al punto di partenza passando per la malga di Coredo. L’ escursioni si conclude con la cena tipica in rifugio. Tempo: 4 ore Dislivello: m 250 Punto più alto: Roccia Larga (m. 1647) Date programmate per le escursioni guidate: 4 gennaio 2016, 27 febbraio 2016, sabato 26 marzo 2016. 3. **ANELLO DELLE MALGHE DELLE MADDALENE**Percorso ad anello fra il silenzio delle malghe della Maddalene. Dal parcheggio Hofmahd fra la Val di Non e Val d’ Ultimo si raggiunge prima la Malga di Lauregno (m 1763) e poi fra radure innevate, la malga Castrin (m. 1813). L’ anello si conclude alla Malga di Revò e Cloz poco distanti dal nostro punto di partenza. Tempo: 4 ore Dislivello: m 300 Punto più alto: m. 1894 Date programmate per le escursioni guidate: 20 dicembre 2015, 28 dicembre 2015, 17 gennaio 2016, 6 marzo 2016 4. **ALLE PENDICI DEL MONTE ROEN**Il monte Roen è il più alto della giogaia della Mendola, dalla sua cima il panorama spazia a 360 gradi, dal gruppo delle Dolomiti di Brenta orientali al gruppo Ortles-Cevedale. L’ escursione parte dalla località Campi di Golf (m. 1376) presso il Passo della Mendola. Si sale sulla seggiovia che porta nei pressi del Rifugio Mezzavia a quota m. 1594. L’ escursione inizia da qui seguendo il segnavia SAT 521 con una dolce salita nel bosco raggiunge la malga di Romeno (m. 1773). In base alle condizioni del tempo si deciderà se riprendere il cammino per raggiungere la cima del monte Roen (m. 2116). La discesa ripercorre le tracce di salita fino alla località Campi di Golf. Tempo: 4 ore Dislivello: m 400 Punto più alto: m. 2116 Date programmate per le escursioni guidate: 13 dicembre 2015, 31 dicembre 2015, 9 gennaio 2016 5. **ANELLO AL LAGO DI TRET**Partenza dalla località Plazze di Tret, seguendo le indicazioni per il Lago di Tret, attraverso boschi di larici fino alla radura del lago di Tret. Una volta arrivati al lago, si costeggia la riva destra e dopo averlo oltrepassato si segue la traccia del sentiero 57 che porta al Dosso di Solomp (m. 1733). Si prosegue lungo questo sentiero che scende fino al punto chiamato Croze (m. 1551) e con un giro ad anello, si ricongiunge al sentiero 512 che riporta alla località Plazze di Tret. Le escursioni in notturna si concludono con una cena tipica in agriturismo. Tempo: 4 ore Dislivello: m 400 Punto più alto: m. 1773 Date programmate per le escursioni guidate: 26 dicembre 2015, 1 gennaio 2016, 31 gennaio 2016, 20 marzo 2016 6. **ALLE PENDICI DEL MONTE PENEGAL**Dalla località Regole di Malosco si prende il segnavia SAT 508 che raggiunge in poco tempo la malga di Malosco (m. 1546). Da qui si prosegue sullo stesso sentiero fino a raggiungere il Monte Penegal (m. 1735) che rappresenta un ampio punto panoramico sulla Val di Non e sull’ alto Adige. Si scende dalla cime lungo lo stesso itinerario fino a raggiungere la località di partenza. Le uscite in notturna si concludono con la cena tipica preso i rifugi delle malghe di Malosco. Tempo: 4 ore Dislivello: m 400 Punto più alto: m. 1775 Date programmate per le escursioni guidate: 5 gennaio 2016, 23 gennaio 2016 e 12 marzo 2016 7. **ALLE PENDICI DEL MONTE LUCO**Dal passo Palade si imbocca la strada forestale che porta alla Malga Luco (m. 1853). Si prosegue poi lungo tutto la traccia che porta nel bosco a nord est della Malga Luco ino al promontorio di Knopfberg. Da qui si scende lungo il sentiero panoramico fino a ricongiungersi alla strada forestale imboccata ad inizio escursione e si fa ritorno al Passo Palade. Tempo: 4 ore Dislivello: m 490 Punto più alto: m. 2005 Date programmate per le escursioni guidate: 6 dicembre 2015, 27 dicembre 2015, 14 febbraio 2016 8. **CIASPOLATA CON NOTTE IN BAITA**Partenza dall’ abitato di Tuenno, escursione accompagnata da guida alpina fino al comodo e moderno bivacco presso il Malghetto di Tuenno. All’ arrivo ristoro e a seguire cena al caldo del fuoco. Al mattino colazione con latte caldo e partenza con le ciaspole per una nuova escursione. Data programmate 6-7 febbraio 2016 *Fonte: Ufficio Stampa Val di Non | Foto: ©Fotografia Apt Val di Non* \[/mks\_list\] *Per informazioni:***AZIENDA PER IL TURISMO VAL DI NON**Tel: +39 0463 830133 Fax: +39 0463 830161 [www.visitvaldinon.it](https://webmail.aruba.it/ext_aruba/classic/html/www.visitvaldinon.it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Ciaspole, Eventi sportivi, Trentino Alto Adige --- ### [Siamo tutti nella stessa...Arca! A Natale adotta una specie!](https://www.montagnenostre.net/siamo-tutti-nella-stessa-arca-a-natale-adotta-una-specie/) **Published:** Dicembre 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### “Noi tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile” *Papa Francesco - Lettera Enciclica “Laudato Si’” sulla cura della Casa comune* Adottare una specie è come fare una dichiarazione di amore al Pianeta! E quale periodo migliore se non il Natale? **Un unico gesto per proteggere una delle tre specie chiave della biodiversità alpina, simbolo delle più alte montagne d’Europa, che per noi custodiscono il delicato equilibrio di questi habitat oppure per regalare la libertà ad un animale ferito.** Che sia un Orso, un Lupo, uno Stambecco o che sia un ospite ferito del **Centro Recupero Animali Selvatici nel cuore del Parco Adamello** con il tuo contributo sosterrai in prima persona i progetti di conservazione promossi **dall’Associazione Uomo e Territorio Pro Natura**. Ma soprattutto ti prenderai cura di un piccolo preziosissimo angolo del nostro Pianeta! L’adozione digitale permette di destinare l’intero ammontare della donazione ai progetti di conservazione, senza spese e impatto ambientale per la produzione e la spedizione dei materiali cartacei. É possibile effettuare l’adozione mediante il versamento del **contributo di** **40 euro** sui conti intestati all’Associazione Uomo e Territorio PRO NATURA - Conto Corrente Bancario – Banca Credito Cooperativo Codice IBAN IT 92 M 08374 50520 000008802116 - Conto Corrente Postale n. 8240691 specificando nella causale di versamento “Adozione digitale ...” indicando l'animale che si intende adottare ed inviando una e-mail con lo stesso oggetto a **segreteria@uomoeterritoriopronatura.it**oppure puoi effettuare il versamento on line con carta di credito o un account Paypal sul sito **www.uomoeterritoriopronatura.it** Riceverai direttamente via e-mail il kit adozione digitale costituito da: - il Certificato di Adozione - un wallpaper tematico sulla specie adottata - la tessera digitale dell’Associazione Uomo e Territorio PRO NATURA - l’iscrizione alla newsletter dell'Associazione - nel caso dell’adozione di un animale ferito, l’invito all’evento del suo rilascio #### **Scopri i nostri progetti sulle Alpi! Vieni a trovarci su [www.uomoeterritoriopronatura.it](http://www.uomoeterritoriopronatura.it)** *Fonte: Associazione Uomo e Territorio PRONATURA | Foto: ©Fotografia di Mauro Speziari* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Aiuto, Associazioni, Donazioni --- ### [Lo stambecco dell'Adamello: vent'anni dopo il ritorno nel parco](https://www.montagnenostre.net/lo-stambecco-delladamello-ventanni-dopo-il-ritorno-nel-parco/) **Published:** Dicembre 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Primo bilancio vent'anni dopo il ritorno della specie nel parco. *Mappata per la prima volta la distribuzione e la consistenza della neo-popolazione adamellina* 170: è il numero degli esemplari di Stambecco che costituiscono la popolazione invernale ospitata nel Parco dell’Adamello. Questo il primo bilancio a venti anni dal ritorno della specie nell’area protetta lombarda reso possibile grazie all’impegno di oltre 60 rilevatori volontari, 30 mesi di lavoro, 5 sessioni di censimento, 10 incontri formativi e informativi, interviste ai turisti, collaborazioni con i conduttori delle malghe e dei rifugi. Il lavoro rientra nell’iniziativa promossa dall’Associazione Uomo e Territorio Pro Natura, presentata in occasione della chiusura del ventennale del ritorno della specie nel Parco - frutto di un ambizioso programma di reintroduzione avviato nel 1995 dall’Ente di gestione, con importanti obiettivi di carattere naturalistico ma anche culturale, economico, identitario e dunque sociale. **Oggi il Parco Adamello conta una popolazione invernale di Stambecco delle Alpi di meno di 200 animali, circa 170 individui, distribuiti in due nuclei: uno più corposo nel settore centrale, a cavallo tra la Val Malga e le Valli di Saviore (Salarno e Adamè), ed uno decisamente più ridotto sul Pizzo Badile camuno.** Prima che nella seconda metà del 2013 l’Associazione Uomo e Territorio Pro Natura avviasse il Progetto Stambecco Adamello non erano stati fatti censimenti mirati e dunque non si conosceva lo stato dell’arte del programma di rilascio che mirava nel tempo a ricostruire una popolazione coerente con le potenzialità definite per il territorio adamellino in circa 1400 animali. Il rilevamento degli animali ha previsto punti di osservazione e transetti, dapprima in tutte le valli del Parco ed in seguito solo nelle aree vocate. Qui due conteggi annuali in occasione delle concentrazioni invernali legati alla stagione riproduttiva hanno permesso per la prima volta di mappare la distribuzione e la consistenza della neo-popolazione adamellina. **TRA LE MINACCE BRACCONAGGIO E CAMBIAMENTI CLIMATICI**Il numero di animali è ancora molto modesto rispetto alle aspettative e le ragioni possono essere diverse: il bracconaggio sembra essere il principale fattore limitante, sebbene non ci siano riscontri oggettivi recenti. Le notevoli distanze di sicurezza alle quali si tengono gli animali – insolite per la specie dove viene rispettata – lasciano però supporre che i fenomeni di prelievo illegale riscontrati nelle prime fasi successive ai rilasci siano proseguiti nel tempo. Il progressivo indebolimento dei corpi di vigilanza (CFS e Polizia Provinciale) voluto dal governo certamente non migliorerà una situazione che sembra già fuori controllo. Altre minacce sono costituite dalla locale competizione con erbivori domestici (spesso abbandonati in montagna e dunque pericolosi nel caso di capre domestiche anche per l’ibridazione), i cambiamenti climatici (con uno sfasamento tra il periodo di nascita dei capretti e il i mutati calendari floristici) e la modesta variabilità genetica dei fondatori, essendo in generale tutti gli stambecchi presenti sulle Alpi la discendenza di meno di 100 animali sopravvissuti nel territorio dell’attuale Parco Nazionale del Gran Paradiso all’inizio dell’Ottocento. **IL PROGETTO STAMBECCO ADAMELLO**Cosa prevede il Progetto Stambecco Adamello: - il costante monitoraggio della neo-popolazione nonché la formazione permanente del gruppo di ricerca (volontario) - la rimozione delle capre abbandonate in quota - il coinvolgimento delle comunità locali nella raccolta di informazioni e nella tutela della specie - l’attivazione di interventi di rinforzo (ripopolamento) della popolazione presente nel Parco - la diffusione di corrette informazioni sulla specie, rivolte alle comunità locali, ai turisti/escursionisti ed alle scuole - la promozione di economie locali sostenibili coerenti con la conservazione dello stambecco **COSA PUOI FARE TU** Sostenere il Progetto Stambecco Adamello è semplice. È infatti possibile: - **[**versare una donazione**](http://www.uomoeterritoriopronatura.it/index.php?option=com_content&view=article&id=61&Itemid=68)** o aderire alla campagna di **[**adozione dedicata allo Stambecco**](http://www.uomoeterritoriopronatura.it/index.php?option=com_content&view=article&id=198&Itemid=125)** - segnalare le proprie osservazioni di Stambecco effettuate nel Parco dell'Adamello, compilando la cartolina che abbiamo diffuso nei rifugi dell'area protetta oppure mandando una e-mail con le informazioni dell'avvistamento - prendere parte ai corsi di formazione organizzati nell'ambito del Progetto Stambecco Adamello e ai censimenti della specie nel Parco - coinvolgere amici e parenti - anche attraverso i social network - nelle azioni sopra indicate a sostegno del progetto - segnalare eventuali atti di bracconaggio o il ritrovamento di carcasse (o parti di esse). Un doveroso ringraziamento è rivolto alle decine di volontari mobilitati in questi anni per il monitoraggio e la tutela dello Stambecco nel Parco dell’Adamello: senza di loro nessun approfondimento sulla specie sarebbe stato possibile. **Per informazioni:**Alessia Chiappini 392.92.76.538 - [a.chiappini@uomoeterritoriopronatura.it ](mailto:a.chiappini@uomoeterritoriopronatura.it)[www.uomoeterritoriopronatura.it ](http://www.uomoeterritoriopronatura.it)[www.nelleterredellorso.it](http://www.nelleterredellorso.it)[www.centrofaunisticoadamello.it](http://www.centrofaunisticoadamello.it) *Fonte: Associazione Uomo e Territorio PRONATURA | Foto: ©Fotografia di Mauro Speziari* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Aiuto, Animali di Montagna, Associazioni, Donazioni --- ### [Polizia di Stato: regole di comportamento da tenere in pista](https://www.montagnenostre.net/polizia-di-stato-regole-di-comportamento-da-tenere-in-pista/) **Published:** Dicembre 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Norme e segnaletica sulle piste da sci sono stabilite da un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 299 del 24 dicembre 2005) che integra le regole di comportamento contenute nella legge n. 363/2003. **La legge prevede l'obbligo di indossare il casco** per tutti i ragazzi fino a 14 anni. Il mancato utilizzo del caschetto farà scattare una multa da 30 a 150 euro (in base alle norme sulla depenalizzazione - legge 689/1981- si prevede una sanzione di 50 euro). In questo periodo di "settimane bianche" sono aumentati i controlli e quasi raddoppiate le multe nei confronti di chi mette in pericolo sè e gli altri. **Il sorpasso deve avvenire "a monte o a valle**, dalla destra o dalla sinistra, ma sempre a una distanza tale da evitare intralci a chi viene sorpassato", e la sosta "deve avvenire ai bordi della pista e mai, se non in caso di necessità, nei passaggi obbligati o senza visibilità". Le 10 regole da seguire sulle piste da sci, insieme alla legge 363 del 2003 e al buon senso dovrebbero diminuire gli incidenti e la voglia di commettere imprudenze degli amanti degli sport invernali. **Resta l'obbligo di precedenza di chi viene da destra**, proprio come in automobile, e al momento del sorpasso non si deve e non si può intralciare la persona superata. Nelle stazioni sciistiche più grandi - e cioè quelle dotate di almeno venti piste e servite da almeno 10 impianti di risalita - dovrebbero essere individuate aree (snowpark) dedicate alle "evoluzioni acrobatiche" separate per lo sci e per lo snowboard. **Prestare soccorso ad un infortunato** e dare l'allarme è un altro obbligo previsto dalla legge: l'omissione può essere perseguita penalmente. Ma chi cade da solo dovrebbe spostarsi a bordo pista per non creare problemi agli altri. Per quanto riguarda la velocità, gli sciatori devono adattarla "alle capacità personali e alle condizioni delle piste, del tempo e alla densità del traffico" e tenere una condotta che rispetti gli altri, quindi "non mettere in pericolo e non recare pregiudizio agli altri". Mentre coloro che si dedicano al fuoripista e allo sci-alpinismo sono obbligati a portare con sé, in caso di evidente pericolo di valanghe, gli strumenti elettronici (tipo ''Arwa'') per facilitare un'eventuale ricerca. I gestori delle aree sciabili devono garantire le condizioni di sicurezza delle piste con adeguate protezioni e segnalazioni. Sono anche tenuti a stipulare una polizza di assicurazione per responsabilità civile che copra i danni subiti dagli utenti. Per gli incidenti che si verificano fuori pista il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non siano responsabili. **I poliziotti specializzati dal Centro addestramento alpino di Moena** intervengono in caso di infortuni per il primo soccorso, per ricostruire l'accaduto e anche per individuare eventuali responsabilità civili e penali. Ma la loro presenza serve anche a garantire un maggiore rispetto delle regole. *Fonte: poliziadistato.it* **Articoli correlati:**[Montagne d’inverno: sulla neve in sicurezza](http://www.montagnenostre.net/montagne-dinverno-sulla-neve-in-sicurezza/)[Le 10 regole FIS per la sicurezza sulla neve](http://www.montagnenostre.net/le-10-regole-fis-per-la-sicurezza-sulla-neve/ "Le 10 regole FIS per la sicurezza sulla neve")[Montagne d’inverno: sulla neve in sicurezza](http://www.montagnenostre.net/montagne-dinverno-sulla-neve-in-sicurezza/)[Sicurezza in montagna: Che cos'è il Servizio Meteomont?](http://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-che-cose-il-servizio-meteomont/) **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, montagna, regole, sicurezza --- ### [Sicurezza in montagna: Che cos'è il Servizio Meteomont?](https://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-che-cose-il-servizio-meteomont/) **Published:** Dicembre 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** E' un servizio garantito dal **Corpo forestale dello Stato** e dal **Comando delle Truppe Alpine**, con la collaborazione del **Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare**. Nato nel **1978** per incrementare le condizioni di sicurezza della montagna innevata attraverso la **previsione del pericolo valanghe**, in 30 anni di attività ha esteso le sue competenze. Oggi copre tutto il territorio montano ed è finalizzato al **monitoraggio** e alla **previsione** dei pericoli e dei rischi naturali peculiari della montagna. **Che cos'è il bollettino meteo-nivologico "Meteomont"del Corpo forestale dello Stato?**Il Bollettino Meteomont rientra nel servizio nazionale di **previsione neve e valanghe**. Ha **validità di 24 h**. e viene emesso **tutti i giorni alle 14.00 festività incluse**. E' un fondamentale **strumento di prevenzione**, per conoscere lo stato della neve, il pericolo di valanghe ed ogni altra utile informazione. Il bollettino è rivolto a tutti gli operatori ed appassionati di montagna, ma in particolare agli amanti delle attività escursionistiche fuori pista. Esso viene elaborato sulla base delle previsioni meteorologiche fornite dal **Servizio Meteo dell'Aeronautica Militare** e sulla base dei parametri meteonivologici quotidianamente rilevati dalla **rete di monitoraggio Meteomont** costituita da stazioni automatiche, stazioni manuali e nuclei mobili di rilevamento distribuiti su tutto il territorio montano nazionale. Maggiori informazioni possono essere consultate on line al seguente indirizzo: *Fonte: corpoforestale.it* **Articoli correlati:**[Polizia di Stato: regole di comportamento da tenere in pista](http://www.montagnenostre.net/polizia-di-stato-regole-di-comportamento-da-tenere-in-pista/ "Polizia di Stato: regole di comportamento da tenere in pista")[Le 10 regole FIS per la sicurezza sulla neve](http://www.montagnenostre.net/le-10-regole-fis-per-la-sicurezza-sulla-neve/ "Le 10 regole FIS per la sicurezza sulla neve")[Montagne d’inverno: sulla neve in sicurezza](http://www.montagnenostre.net/montagne-dinverno-sulla-neve-in-sicurezza/)[Sicurezza in montagna: Se avvisti un incendio, cosa fare?](http://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna-se-avvisti-un-incendio-cosa-fare/ "Sicurezza in montagna: Se avvisti un incendio, cosa fare?") **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, montagna, regole, sicurezza --- ### [Quando la montagna è green anche d'inverno](https://www.montagnenostre.net/quando-la-montagna-e-green-anche-dinverno/) **Published:** Dicembre 22, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### In Trentino una testimonianza virtuosa della nuova rivoluzione sostenibile. **Un nuovo skipass per sciare senza confini nelle Dolomiti Trentine, interventi per il miglioramento dei sistemi di innevamento programmato e numerose iniziative legate alla sostenibilità ambientale: l’inverno è alle porte e la skiarea San Martino di Castrozza-Passo Rolle si prepara a far scendere in pista tante novità. Nei territori ai piedi delle Pale di San Martino, dichiarati 100% rinnovabili da Legambiente, la stagione invernale strizza l’occhio al green con impianti di risalita alimentati da energia rinnovabile, piste che si snodano all’interno di un parco naturale e sci dall'anima formidabile. Non solo: durante le lunghe giornate trascorse in pista, mentre spirito e corpo si rigenerano, anche l’auto si ricarica... gratis e senza inquinare.150 impianti** di risalita, **390 chilometri** di piste e 4 dei comprensori sciistici più spettacolari delle Dolomiti: sono questi i numeri di **“Valle Silver”**, il nuovo skipass che permetterà di sciare in libertà e con un unico abbonamento sulle piste di **San Martino di Castrozza - Passo Rolle, Val di Fassa - Carezza, Val di Fiemme – Obereggen e Alpe Lusia - San Pellegrino**. Due le tipologie di abbonamento disponibili, entrambe ad un prezzo particolarmente conveniente visto che in prestagione la formula **5 giorni** adulti partirà da **174,00 euro**, mentre quella **6 giorni da 200,00 euro**. Oltre a questa novità assoluta, il comprensorio si prepara ad accogliere al meglio gli appassionati della neve con la messa a punto di un sistema di **innevamento più efficiente**. La skiarea Tognola a San Martino di Castrozza metterà infatti in funzione una nuova sala pompe, mentre l'ampliamento del **bacino per l’innevamento programmato** passerà **dai 10.000 attuali a 45.000 m3**, consentendo un’apertura degli impianti più veloce, anche in caso di scarse precipitazioni. Anche la pista Rododendro si rinnoverà: attraverso nuovi generatori di neve artificiale su torre, il tracciato sarà più veloce da innevare e più facile e accessibile anche ai meno esperti. Si preannuncia quindi un inverno a tutto sprint per la skiarea, che con i suoi **60 chilometri fa parte del circuito Dolomiti Superski**. Il comprensorio comprende i 15 chilometri di piste del **Passo Rolle**, uno dei passi dolomitici più suggestivi delle Dolomiti, e i 45 chilometri del **Carosello delle Malghe a San Martino di Castrozza**, dove trascorrere divertenti giornate sugli sci, alternando panoramiche discese a gustose soste enogastronomiche. L'offerta è poi completata dalle piste illuminate del Colverde, a due passi dal centro paese, che permettono di assaporare l’emozione dello **sci in notturna** e ai più scatenati di cimentarsi in adrenaliniche evoluzioni fino a tarda sera grazie allo Snowpark Colverde. L'offerta dell’ambito è completata da altri due snowpark, uno a San Martino di Castrozza e un altro a Passo Rolle, da **30 chilometri di piste per lo sci da fondo** e da celebri vie scialpinistiche. Ma sono soprattutto gli amanti del **fuori pista** a trovare tra queste Dolomiti un vero e proprio paradiso, in cui avventurarsi alla ricerca di neve fresca e immacolata. Grazie alla campagna **\#weridesafe**, alla partenza dei principali impianti di risalita è presente una mappatura delle zone in cui è permesso spingersi fuori pista ed un riepilogo delle principali regole per praticare questa disciplina in tutta sicurezza. Discese ardite, panorami mozzafiato, natura estrema, ripidi canalini e tanta powder: queste caratteristiche non sono passate inosservate ai principali brand del settore, che nel cuore delle Pale di San Martino hanno deciso di organizzare anche nel 2016 due degli eventi freeride più importanti e noti a livello mondiale: il **King of Dolomites di Arc’teryx** e il **SALEWA get vertical base camp**. In un luogo così spettacolare, dove le **piste** si snodano **all'interno di un parco naturale** e il rapporto tra uomo e natura è estremamente bilanciato e rispettoso dell'ambiente, anche gli sci sono unici e caratterizzati da un'anima..formidabile: si chiamano **Formidable Ski** e sono **moderni stradivari delle piste**, realizzati su misura da Enrico Lazzari, artigiano padovano con le Dolomiti nel cuore. L'anima di queste curiose creazioni viene realizzata utilizzando **il pregiato legno di eccellenza della Foresta di Paneveggio**, mentre tutti i test tecnici avvengono rigorosamente sulle piste di San Martino di Castrozza Passo Rolle. L’impegno per un ambiente sostenibile in questo angolo di Trentino si traduce in fatti concreti: oltre agli hotel ed alle utenze private, anche gli **impianti di risalita della skiarea San Martino di Castrozza-Passo Rolle sono alimentati da energia pulita**, prodotta dalle sette centrali idroelettriche che ogni anno permettono un abbattimento nell’uso di petrolio e delle emissioni di CO2. Non finisce qui: grazie al progetto **Green Way Primiero** chi raggiunge questo angolo di Trentino con un veicolo elettrico o ibrido può fare il **pieno di energia gratuitamente**, usufruendo di una delle 16 colonnine di ricarica pubblicapresenti sul territorio. Per chi soggiorna nelle strutture che aderiscono all’iniziativa **“Le Dolomiti ti riCARicano”**, tutto diventa ancora più semplice: la ricarica infatti avviene direttamente in hotel o al ristorante, per non perdere nemmeno un minuto da dedicare alla propria vacanza ai piedi delle Pale di San Martino. *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 678867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) *Fonte: Ufficio Stampa ApT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi | Foto: ©Fotografia di Silvano Angelani* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** energia rinnovabile, Trentino Alto Adige --- ### [Riaperto lo storico Rifugio Torino!](https://www.montagnenostre.net/riaperto-lo-storico-rifugio-torino/) **Published:** Giugno 15, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ultimata l’opera di ristrutturazione, il [Rifugio “Torino Nuovo”](http://www.montagnenostre.net/rifugio-torino-nuovo/ "Rifugio Torino Nuovo") torna a vivere nella splendida location, a 3375 mt, di Colle del Gigante vicino a Punta Helbronner. L’opera, che ha riguardato soprattutto gli interni, ha migliorato il confort per gli alpinisti, gli ospiti ed i visitatori, in particolare gli interventi hanno riguardato: la sicurezza, adeguando la struttura alle vigenti normative sugli impianti elettrici, scarico fumi, acque reflue, antincendio; l’accoglienza con nuovi spazi interni, nuovo bar e nuova cucina adatta a fornire pasti nella tradizione valdostana e attenta alle nuove tendenze richieste dalla moderna utenza cosmopolita; una grande terrazza esterna consente agli ospiti di pranzare al cospetto del Monte Bianco; un locale invernale dedicato agli alpinisti sempre aperto dotato di un apposito spazio essiccatoio per asciugare e riporre l’attrezzatura alpinistica. Inoltre si è prestata anche attenzione ai diversamente abili, prevedendo accessi senza barriere architettoniche ed una camera nonché un locale igienico a loro dedicato. La struttura è stata affidata dalle Sezioni del CAI proprietarie alla famiglia Chanoine che gestisce ormai il rifugio da anni e garantisce con provata esperienza. *Fonte: http://montagna.tv* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Dente del Gigante, Grandes Jorasses, Monte Bianco --- ### [Come tenere lontani gli orsi?](https://www.montagnenostre.net/come-tenere-lontani-gli-orsi/) **Published:** Giugno 15, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Gli **orsi** sono tra gli **animali più imponenti** e pericolosi e incontrarli nel loro **contesto naturale** è un’esperienza indimenticabile che potrebbe anche diventare terrificante se ci si avvicina troppo. L’incontro tra un orso e un uomo può essere fatale, poiché l'animale cerca di difendere il suo **territorio**. In questa guida, in particolare, cercheremo di capire come fare per riuscire a tenere lontani gli orsi. Innanzitutto evitare di incontrare un orso è già un passo avanti: l’orso è **un animale solitario** e si terrà alla larga solo se evidenzia la presenza di umani nel suo territorio, parlando ad alta voce o cantando o altro. **Seguiamo comunque le direttive sulla sicurezza per la singola località**, cerchiamo di tenere il **cibo** in modo che non si veda o non si senta l’odore e cerchiamo di camminare sempre in luoghi aperti. Se troviamo le tracce di un orso lungo il nostro percorso, deviamo o allontaniamoci subito. Se poi vediamo un orso da lontano a **una distanza maggiore di 100 metri**, dobbiamo subito cercare di tornare indietro evitando assolutamente di avvicinarci ed evitando di fare rumore. Se invece l'orso ci ha visti, dovremo parlare a voce bassa e allontanarci piano senza perdere di vista l’orso, senza però fissarlo negli occhi. Mentre si sta avvicinando, cerchiamo di mantenere la calma e tentiamo di sembrare “molto più grande di quello che in realtà siamo”. Poi indietreggiamo lentamente e parliamo a voce bassa. Se lui si avvicina ancora mentre stiamo indietreggiando, dobbiamo fermarci e restare immobili. Non dobbiamo mai agire aggressivamente, non far finta di essere morto e non dimostrare vulnerabilità in nessun modo. Una cosa importante è imparare a riconoscere i tipi di orsi. Per ogni tipo possono funzionare tattiche diverse. In America i tipi sono tre: l’orso bruno, tra cui il più noto è il **“grizzly”**, l’orso nero americano e l’orso polare. Quest’ultimo si riconosce dal colore e dal territorio. I grizzly e gli **orsi neri americani** sono ambedue bruni: un grizzly pesa sui 400 kg, con una gobba all’altezza delle spalle. Gli orsi neri sono più piccoli, fino a 200 kg, e hanno la groppa più in alto delle spalle. Il segno delle unghie nel terreno dei grizzly è più lontano da quello della zampa, rispetto agli orsi neri, indice di una zampa più lunga. Non serve salvarsi da un orso montando su un albero poiché gli orsi neri sono ottimi arrampicatori. In ogni caso non sottovalutiamo mai l’orso, poiché è una creatura estremamente vitale. Non conserviamo il cibo nella tenda quando campeggiamo ma utilizziamo appositi contenitori ermetici da cui non esca odore, poiché gli orsi sono attratti da odori. Evitiamo di dare da mangiare agli orsi perché non solo è illegale in quasi tutti i paesi, ma insegna loro a pensare che gli uomini siano una fonte di cibo. Fonte: [animalidalmondo.pianetadonna.it](http://animalidalmondo.pianetadonna.it) #### **Potrebbe interessarti anche** [Come comportarsi se si incontra un orso durante una gita in montagna](http://www.montagnenostre.net/come-comportarsi-se-si-incontra-un-orso-durante-una-gita-in-montagna/ "Come comportarsi se si incontra un orso durante una gita in montagna") **Categorie:** In Montagna **Tag:** Animali di Montagna, orsi, regole --- ### [Tarassaco: le proprietà, usi e controindicazioni](https://www.montagnenostre.net/tarassaco-le-proprieta-usi-e-controindicazioni/) **Published:** Giugno 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Il **tarassaco** è una pianta dalle tante **proprietà**, vediamo gli **usi** e le **controindicazioni**. Si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia delle Asteraceae e che garantisce numerosi effetti benefici al nostro organismo, grazie alle proprietà depurative e antinfiammatorie. La **pianta** si presenta con un’altezza tra i 3 e i 9 centimetri ed ha una grossa radice dalla quale parte una rosetta di foglie con piccoli gambi. Le foglie di questa pianta sono oblunghe e molto semplici. E’ una pianta che si trova in tutta Italia, può svilupparsi in terreni pianeggianti, ma anche nelle zone alpine fino a più di 2000 metri di altezza. #### **Modalità d'uso** Il tarassaco si può assumere in diversi modi: come **estratto secco** (500-750 mg) si può prendere in compresse da prendere due volte al giorno lontano dai pasti, come **tintura madre** si può assumere nella misura di 50 gocce in acqua per tre volte al giorno, sempre lontano dai pasti. Si possono preparare anche delle **tisane** al tarassaco, versandone due cucchiaini per tazza da bere la mattina e la sera. #### **Stimola l'attività dei reni e della pelle** Il tarassaco ha delle spiccate **proprietà depurative**, perché stimola l’attività del fegato, dei reni e della pelle. Favorisce l’espulsione delle tossine dall’organismo nella forma più adatta alla loro eliminazione, tramite feci, urina o sudore. #### **Favorisce l'attività del fegato** Il **fegato** può beneficiare dell’azione positiva del tarassaco, grazie alle proprietà antinfiammatorie e disintossicanti. Questa pianta favorisce l’eliminazione delle **tossine** e degli elementi in eccesso, come zuccheri, colesterolo e acido urico. #### **Ha un effetto lassativo** Il tarassaco riesce a svolgere anche un’azione leggermente **lassativa**, perché stimola la secrezione delle ghiandole dell’apparato gastrointestinale. Viene favorita anche la stimolazione della muscolatura degli organi dell’apparato digerente. #### **E' utile contro la ritenzione idrica** La pianta ha delle spiccate **proprietà diuretiche**, grazie alla presenza dei **flavonoidi** e dei **sali di potassio**. Questi elementi favoriscono l’eliminazione dei liquidi e per questo il tarassaco è consigliato a chi ha problemi di ritenzione idrica e ipertensione.[](http://www.ecoo.it/articolo/10-diuretici-naturali-per-tornare-in-forma/34893/) #### **Stimola il sistema immunitario** Grazie all’**ossido nitrico**, il tarassaco è capace anche di stimolare i processi difensivi dell’organismo e di potenziare l’efficacia del **sistema linfatico**. #### **Le controindicazioni** Sono state registrate alcune **interazioni** del tarassaco con dei **farmaci**, come i diuretici. La pianta, infatti, potrebbe potenziare l’effetto di questi medicinali, provocando degli effetti di ipotensione nei soggetti predisposti. Inoltre l’uso di questa pianta è controindicato per chi soffre di ulcera, calcoli biliari o gastrite, a causa della possibile sollecitazione della motilità. Il tarassaco potrebbe avere delle interazioni anche con i farmaci **antinfiammatori non steroidei** (i cosiddetti FANS). Per questo motivo chi segue una **terapia** a base di questi medicinali dovrebbe consultare il medico di fiducia per dei consigli prima di procedere con l’assunzione di prodotti a base di tarassaco. *Fonte: * **Categorie:** Piante officinali di montagna **Tag:** Erbe medicinali, piante di montagna, rimedi naturali --- ### [Carnevale Schleicherlaufen a Telfs](https://www.montagnenostre.net/carnevale-schleicherlaufen-a-telfs/) **Published:** Dicembre 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Tradizioni secolari, preparativi che durano mesi e un entusiasmo che viene di volta in volta definito come la "febbre del carnevale": le usanze carnevalesche in Tirolo vengono coltivate e mantenute in vita con passione. L'apice della stagione carnevalesca ogni 5 anni è il corteo Schleicherlaufen di Telfs. Prossima puntata nel 2020. Quando gli Schleicher balleranno in cerchio, il sole attraverserà Telfs già nelle prime ore del mattino, orsi, scimmie, un elefante e addirittura un rospo si metteranno in cammino, allora, sarà il momento in cui in Tirolo si festeggerà una delle tradizioni più antiche del carnevale: il corteo Schleicherlaufen di Telfs. Più di 500 partecipanti (solo uomini) sono già da mesi alle prese con i preparativi di questo corteo. Il carnevale di Telfs, il corteo Schleicherlaufen, si tiene ogni cinque anni dal lontano 1890. Nel 2012 questa tradizione carnevalesca è stata dichiarata dall’UNESCO a bene immateriale del Patrimonio dell'Umanità. Oltre ai gruppi di orsi e alle figure tipiche dei Laninger una particolarità di questa manifestazione sono gli Schleicher: uomini con copricapi artisticamente decorati che possono arrivare a pesare anche più di otto chili. Inoltre gli Schleicher portano con sé anche una campana che può raggiungere i tre chili, ma che non deve suonare mentre camminano. È proprio da questa tradizione che deriva il nome del carnevale di Telfs: per non far suonare la campana il corteo avanza lentamente, in tedesco "schleichend". Un'eccezione è quella della danza degli Schleicher che prevede che tutte le campane suonino contemporaneamente ad ogni salto di danza. Il giorno del Schleicherlaufen il corteo è già in moto a partire dalle sette del mattino. È infatti a quell'ora che inizia l'adorazione del sole durante la quale un sole di cartone viene trasportato attraverso la località per scongiurare il brutto tempo. Soltanto 11 ore più tardi, con le invocazioni delle 18, termina il corteo Schleicherlaufen. Prossima puntata: Telfer Schleicherlaufen, 2020 Informazioni sul programma: [*www.schleicherlaufen.at*](http://www.schleicherlaufen.at/summary "Carnevale Schleicherlaufen a Telfs") (in inglese) *Fonte: presse.tirol.at | Foto: ©Tirol Werbung/Bernhard Aichner* *Tirol Info*Maria-Theresien Str. 55 6010 Innsbruck, Austria Tel. +43 512 7272-0 **E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). **Categorie:** Eventi **Tag:** Carnevale, Eventi, Tirolo, Trentino Alto Adige --- ### [L’area selvaggia più vasta d’Italia è a due passi dal Lago Maggiore.](https://www.montagnenostre.net/larea-selvaggia-piu-vasta-ditalia-e-a-due-passi-dal-lago-maggiore/) **Published:** Dicembre 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** A proteggere l’integrità ambientale della Val Grande sono da sempre le montagne aspre e rocciose che la circondano. Nel 1967 l’area del massiccio roccioso del Pedum viene destinata a Riserva naturale integrale, la prima delle Alpi italiane. La spinta decisiva alla creazione del Parco Nazionale arriva nella seconda metà degli anni Ottanta, grazie all’intervento degli Enti locali e all’interessamento della Regione Piemonte e dello stesso Ministero dell’Ambiente. Istituito ufficialmente nel 1992, il Parco si estende su un territorio di 15.000 ettari. **IL FASCINO DELLA STORIA**La Val Grande non cela solo aspetti misteriosi e selvaggi, ma anche frammenti della civiltà alpina, che testimoniano l’attività del passato quando era meta di un’intensa transumanza dalle valli contigue. Le incisioni rupestri dell’Alpe Prà di Cicogna e di Sassoledo, sopra Trontano, richiamano una presenza umana molto lontana. Le due principali attività erano quelle dell’alpeggio e del disboscamento, moduli di vita faticosi e poverissimi che suscitano interesse e ammirazione per la capacità di adattarsi a un territorio tanto difficile e pericoloso. Il legname veniva trasportato a valle con la “fluitazione” nei torrenti (utilizzando cioè la corrente dei corsi d’acqua), poi mediante teleferiche. L’osservazione analitica del territorio permette di cogliere la voce del passato nelle testimonianza legate soprattutto all’architettura popolare e agli interventi dell’uomo che ha saputo modellare anche questa terra aspra. Una altro motivo d’interesse è dato dalla “Linea Cadorna”: fortificazioni militari realizzate ai margini della valle durante la prima guerra mondiale nel timore di un attacco austro-tedesco attraverso la Svizzera. Le strade militari sono diventate itinerari escursionistici. Il rastrellamento del giugno ‘44 fu, per molti alpeggi, una delle cause dell’abbandono definitivo. E per la Val Grande il ritorno alla “wilderness” con la natura tornata padrona del parco nazionale. Nei paesi che circondano la valle sono ancora molto vive le tradizioni del passato, legate soprattutto alla religiosità popolare e ad antiche consuetudini attinenti al lavoro e al ciclo delle stagioni. **UN'EFFERVESCENZA DELLA NATURA**La ricchezza della vegetazione e la varietà delle fioriture sono una delle attrattive maggiori del Parco; a questo eccezionale patrimonio naturale contribuiscono anche le condizioni climatiche e l’influsso termico del Lago Maggiore. Nella bassa Val Grande predominano i boschi misti di latifoglie con prevalenza di castagni. Risalendo il torrente San Bernardino troviamo ontani, salici, e frassini; nelle zone più umide ed inaccessibili cresce il tasso, relitto botanico di antica origine terziaria. Tipiche dei mesi primaverili ed estivi sono le fioriture di ranuncoli, anemoni, primule, violette, narcisi, gigliacee e piccole orchidee Il faggio costituisce invece la specie arborea più diffusa dell’alta Val Grande, per lo più sui versanti umidi e meno assolati. Salendo di quota, rapida è la sostituzione del bosco con arbusti e prateria alpina. Per quanto riguarda la fauna, l’attributo di re della Val Grande spetta certamente al camoscio, con alcune centinaia di esemplari che trovano il loro habitat ideale nell’intricato tessuto delle boscaglie. Tra gli ungulati sono presenti anche caprioli, cinghiali e alcuni cervi. Molto frequente anche la volpe; presenti anche il tasso, la martora, la faina, il riccio, il ghiro e lo scoiattolo. Non bisogna dimenticare i piccoli mammiferi come i topi selvatici, le arvicole e i toporagni. Molto ricca è l’avifauna con specie montane e alpine che si incontrano nei diversi ambienti; degni di nota sono il gallo forcello, il merlo acquaiolo e la maestosa aquila reale. La trota gode di un habitat ideale grazie alla purezza delle acque. Non mancano gli anfibi tra cui la rana temporaria e la salamandra e, tra i rettili, le tanto temute vipere. Vi sono inoltre eccezionali peculiarità di interesse geologico come il filone di quarzo presso il Pizzo Nona, il marmo del laghetto della Laurasca e, a ridosso del parco, le cave di candoglia che da oltre sei secoli forniscono il marmo per il Duomo di Milano. *Fonte: Ufficio Promozione Ente Parco Nazionale Val Grande | Foto: ©credits Archivio Ente Parco Nazionale Val Grande – Giancarlo Parazzoli* **Categorie:** In Montagna **Tag:** Lago Maggiore, Parchi Nazionali, Parco Val Grande --- ### [Malga di Morter](https://www.montagnenostre.net/malga-di-morter/) **Published:** Gennaio 11, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Martello ](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Parcheggio di Burgaun **Quota di partenza:** 1098 m | **Dislivello:** 800 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore **Periodo di Apertura:** da Giugno ad Ottobre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** N.D. \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Strada da Coldrano - Goldrain o Laces per Martello; dal gruppo di case di Burgaun nella bassa val Martello (1082 m, al km 10 della strada, indicazione) si prende la stradina forestale chiusa al traffico (segnavia 14) che con lieve pendenza sale attraverso il bel bosco attraversando la scoscesa valle Brandnertal e superando il dislivello con alcuni tornanti per giungere al pascolo ed infine alle malghe della Morteralm (1908 m, posto di ristoro; ore 2.30 dalla partenza). Il ritorno si effettua sul percorso dell’andata (ore 1.30) oppure sul sentiero 13, stretto ed alquanto più lungo; si diparte dal sentiero 14 poco sotto la malga e vi rientra poco prima di Burgaun. *Fonte: sentres.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Laghi Flim -Flimseen | Rifugio Martello **ASCENSIONI**Orecchia di Lepre - Hasenöhrl **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/MalgadiMorter.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Martello »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valmartello-rifugi/) **Categorie:** Val Martello **Tag:** Malghe, Ortles-Cevedale --- ### [Dolomiti Bellunesi: un parco patrimonio dell'umanità](https://www.montagnenostre.net/dolomiti-bellunesi-un-parco-patrimonio-dellumanita/) **Published:** Gennaio 18, 2016 **Author:** Redazione **Content:** "Non c’è alcun paesaggio al mondo che muti in modo così sorprendente come quello dolomitico”: così scrivevano, nel 1864, gli inglesi Gilbert e Churchill, tra i primi “esploratori” delle Dolomiti. Oggi questi paesaggi, inseriti nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, sono noti a tutti, ma c’è un’area affascinante e selvaggia che riserva ancora le stesse sorprese ed emozioni provate dai primi viaggiatori ottocenteschi: è il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. 31.000 ettari di natura selvaggia a meno di 100 chilometri da Venezia, un mondo incantato di rocce e boschi, altopiani solari e profondi oscuri canyon, acque impetuose e aride pietraie, in una sequenza di ambienti compresa tra i 400 e gli oltre 2.500 metri di quota, che ospitano una flora ed una fauna ricchissime. **LA STORIA**I territori del Parco, oggi quasi completamente dominati dalla natura, sono stati frequentati per millenni e conservano preziose testimonianze dell’antica presenza umana. Tra queste ricordiamo molti siti archeologici preistorici; il centro minerario di Valle Imperina: un gioiello di archeologia industriale con una storia di oltre mezzo millennio, che fornì per secoli, alla Repubblica di Venezia, il rame di cui aveva bisogno per la zecca, l’arsenale e le coperture di chiese e palazzi; la Certosa di Vedana; le chiesette della fascia pedemontana, luoghi di culto e devozione popolare delle comunità locali; gli ospizi medievali della Val Cordevole; le strade e le opere militari; le malghe utilizzate per l’alpeggio estivo, oggi restaurate dal Parco e dotate di moderni caseifici; tutti i segni ‘’minori’’ dell’antico vivere dell’uomo in montagna: dalle calchere (fornaci per la produzione della calce), ai recinti pastorali costruiti con muri a secco, vecchi di secoli. **LA GEOLOGIA**Il Parco è inserito, dal 2009, nel bene Dolomiti Unesco, in virtù della bellezza unica dei suoi paesaggi e della rilevanza scientifica della sua storia geomorfologica. Una storia lunga oltre 250 milioni di anni, iniziata in mari tropicali nei quali i coralli costruivano quelle che oggi sono poderose pareti di Dolomia; proseguita in mari profondi, dove si sono depositati i sedimenti che hanno generato le rocce più “giovani” del Parco. A partire da circa 65 milioni di anni fa gli enormi strati di sedimenti depositati sul fondo marino hanno iniziato ad essere sollevati. Dopo l’emersione (circa 1,5 milioni di anni fa) la lenta azione di acque e ghiacciai ha scolpito nelle rocce i paesaggi unici al mondo che oggi ammiriamo. Anche le viscere di queste montagne ospitano ambienti straordinari. Il complesso carsico dei Piani Eterni, nel cuore del Parco, è il più vasto delle Dolomiti e uno dei più estesi e profondi d’Italia, con più di 35 chilometri di gallerie esplorate e oltre un chilometro di profondità. **LA FLORA**Una dei principali motivi dell’istituzione del Parco è la straordinaria ricchezza della sua flora, che trova spiegazione nella sua articolata orografia, con forti salti di quota in spazi ristretti; nelle dinamiche dei periodi dominati dalle glaciazioni; nella sua posizione geografica, grazie alla quale le Dolomiti Bellunesi ospitano sia specie termofile meridionali, sia specie di provenienza orientale o centro europea; nelle tradizionali attività agrosilvopastorali, che hanno favorito la creazione di habitat seminaturali tipici di pascoli e praterie alpine che ospitano una ricchissima flora. Nel Parco e nelle aree limitrofe vivono ben 1700 specie diverse: oltre un quarto della flora italiana. Questo patrimonio include specie endemiche, rare e di elevato valore fitogeografico come la Campanula morettiana (simbolo dell’area protetta). Quattro specie sono state qui descritte dalla scienza per la prima volta: Thlaspi minimum, Minuartia graminifolia, Rhizobotrya alpina e Alchemilla lasenii. Tra le mete imperdibili per gli appassionati di botanica ci sono: le fioriture della Busa delle Vette; le stazioni di Pinguicula poldinii in Val di Lamen; la foresta di abete bianco e faggio di Cajada; i boschi di aceri, frassini e tigli della Val Costa dei Nass; i boschi misti di abete bianco e latifoglie nobili della Val del Grisol, unici in Europa. **LA FAUNA**Il Parco occupa solo un millesimo della superficie dell’Italia, ma ospita la metà delle specie di uccelli nidificanti nel nostro Paese, un terzo delle specie di Pipistrelli, il 40% delle farfalle diurne. Qui vivono tutti i rappresentanti della fauna alpina (con l’unica eccezione dello stambecco). Visitando il Parco potrete osservare camosci, cervi e caprioli; volpi e marmotte; lepri e scoiattoli. Tra i carnivori sono segnalati nel Parco orso, lince, lupo e, dal 2014, anche il gatto selvatico. Gli appassionati di birdwatching potranno osservare aquile reali (presenti con 10 coppie nidificanti) e falchi pellegrini, galli cedroni e fagiani di monte, pernici bianche e picchi neri; ascoltare i rapaci notturni nel silenzio dell’oscurità, il raro Re di quaglie nascosto tra i fili d’erba di vaste praterie o osservare lo smergo maggiore nel lago del Mis. L’erpetofauna comprende 12 specie di Anfibi e 13 di Rettili tra cui salamandra nera, rospo smeraldino, lucertola di Horvath, vipera dal corno. La fauna invertebrata include molte specie endemiche esclusive, assieme a elementi oggi in forte rarefazione, come la Rosalia alpina: uno splendido coleottero nero e azzurro che vive nei vecchi boschi di faggio. **COME ARRIVARE**Il Parco è in Veneto, nella parte meridionale della provincia di Belluno, a meno di cento chilometri da Venezia. Le principali città d'ingresso al parco sono Belluno e Feltre, entrambe servite da linee ferroviarie (provenienti da Treviso, Padova e Venezia). Belluno è raggiungibile con l'autostrada A27; la Statale 51, le Regionali 50 e 203; Feltre con le Strade Regionali 50 e 348. Le uniche arterie stradali che attraversano il Parco sono: la Provinciale n. 2 della Valle del Mis e la Regionale Agordina n. 203. *Fonte: Fonte: Ufficio Promozione Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Foto1: Val Balanzola ©credits Enrico Vettorazzo Foto2: Campanula Morettiana ©credits Gianni Poloniato Foto3: Col di Luna delle Cavalade ©credits Enrico Vettorazzo* **Per informazioni:**Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Piazzale Zancanaro, 1 - 32032 Feltre (BL) **Tel.** +39 0439 3328 - **Fax** +39 0439 332999 **E-mail:** **Web:** [www.dolomitipark.it](http://www.dolomitipark.it) **Categorie:** In Montagna **Tag:** Dolomiti, Parchi, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi --- ### [Le migliori escursioni per le ciaspolate](https://www.montagnenostre.net/le-migliori-escursioni-per-le-ciaspolate/) **Published:** Gennaio 22, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Le **ciaspole** sono delle particolari **racchette da neve** che consentono di camminare a piedi sulla neve fresca. In passato esse rappresentavano l'unico modo per spostarsi in montagna in caso di nevicate abbondanti. Oggi invece costituiscono una valida alternativa per coloro che non sanno sciare, ma allo stesso tempo consentono di addentrarsi in splendidi paesaggi apprezzando il silenzio dei boschi e la bellezza della fauna, seguendo **percorsi tracciati** oppure attraverso escursioni organizzate. Vediamo insieme i luoghi in cui praticare le **migliori escursioni** per le ciaspolate. **VAL DI SOLE**La **Val di Sole** si trova nella zona nord-occidentale della **provincia di Trento**, in corrispondenza dei gruppi montuosi del Brenta, dell'Adamello-Presanella e dell'Ortles-Cevedale. In questa zona sono presenti numerose piste da sci e sentieri per **escursioni**, a piedi o con le **ciaspole**. Sono oltre 36 i **percorsi** da intraprendere con le **racchette da neve**, con difficoltà e distanze differenti, da scegliere a seconda della propria esperienza e alle proprie capacità tecniche ma soprattutto fisiche. Tutti gli itinerari sono percorribili in salita o in discesa, e possono essere scaricati e seguiti sullo smartphone attraverso QR Code. **VAL DI NON**La **Val di Non**, si trova nella provincia autonoma di Trento, a sud-est della Val di Sole, separata da essa dalla Catena delle Maddalene, ed è delimitata dai **Monti Anauni** a est, dalle **Dolomiti del Brenta** a ovest e dalla Val d'Ultimo e dall'Alto Adige a nord. Sono oltre 10 i percorsi che si possono intraprendere con le ciaspole, per avventurarsi fra i boschi innevati e apprezzare le bellezze naturali che offrono. Vi sono tre tipologie di percorsi, quelli facili che impegnano meno di 2 ore, quelli medi che non superano le 5 ore, e quelli difficili, molto impegnativi e consigliati soltanto a escursionisti esperti e capaci, in quanto la loro durata va oltre le 5 ore. Uno dei più noti percorsi è quello tra le Malghe della Maddalena. **ALTA PUSTERIA**L'Alta Pusteria è situata nella provincia di Bolzano, in Trentino, ed è il territorio posto al di là della Sella di Dobbiaco. In essa è possibile intraprendere affascinanti percorsi con le ciaspole alle Tre Cime, al Monte Specie, in **Val Fiscalina** e al **Rifugio Fondovalle**. Una delle ciaspolate più significative è quella di Monte Covolo, attraverso il Monte Croce. Anche in questo caso è possibile scegliere la difficoltà del percorso in base alle proprie capacità e alla propria esperienza. **MADONNA DI CAMPIGLIO****Madonna di Campiglio** si trova anch'essa in provincia di Trento, ed è divisa nei comuni di Pinzolo e Ragoli. È uno dei maggiori poli sciistici in Italia, grazie alle numerose piste da sci, ma anche per i numerosi sentieri per le escursioni con le ciaspole. Utilizzando le racchette da neve negli oltre 10 itinerari, è possibile fare escursioni o passeggiate nel **Parco Naturale Adamello Brenta**, ammirando panorami mozzafiato. **CORTINA D'AMPEZZO**Cortina d'Ampezzo si trova in Veneto, nella provincia di Belluno, ed è soprannominata la "Regina delle Dolomiti", ai piedi del **Gruppo Montuoso del Cristallo**. Anche qui sono numerosi i percorsi da intraprendere con le ciaspole per passeggiate e escursioni: i più importanti sono i sentieri fra Sant'Umberto e Malga Ra Stua, da **Passo Falzaregoal Rifugio Dibona**, da Guargnè/Col Tondo al Rifugio Mietres. Durante i percorsi è possibile ammirare il **Castello di Podestagno**, le 5 Torri e tante altre bellezze naturali e non, che renderanno l'escursione unica. Fonte: [sportpower.liquida.it](http://sportpower.liquida.it) | Autore: [Elena Leonardi](http://www.o2o.it/userprofile/106087 "Elena Leonardi") **Categorie:** In Montagna **Tag:** Ciaspolate, Ciaspole, escursioni per famiglie, Trentino Alto Adige --- ### [Bambini: come allenarli allo sci](https://www.montagnenostre.net/bambini-come-allenarli-allo-sci/) **Published:** Gennaio 22, 2016 **Author:** Redazione **Content:** è uno degli **sport invernali** più amati dai **bambini**. La magia della neve, affascina sia grandi che piccini ed è indiscutibile il fatto che incanti per la sua meravigliosa storia arcana ed infinita. Non è raro che una **semplice passeggiata su coltri** innevate, affascini talmente tanto i vostri **figli**. Tanto ché vi chiedono insistentemente di tornare in montagna. Per imparare a sciare, e non solo per trascorrere una **giornata diversa** dalle altre. Inoltre se i vostri bambini desiderano imparare. Il primo passo importante è l'impegno e la costanza. Ma soprattutto si deve scegliere istruttore un competente. Il fai da te in questo caso, non è consigliabile. In questa guida vi indico come iniziare ad allenarli allo **sci**. #### **Assicurati di avere a portata di mano:**Istruttore di sci Equipaggiamento completo da sci Le strade innevate, non sono tutte praticabili come apparentemente sembra. Pertanto durante l'allenamento possono sorgere insidie pericolosissime, anche nelle zone che sembrano innocue. Solo l’aiuto di un valido istruttore, può aiutare chi si accinge per la prima volta ad iniziare questa attività sportiva. Benché essendo un esperto in campo sciistico, conosce bene i percorsi sicuri. Se volete indirizzare i vostri **figli** a questa pratica sportiva, dovete rivolgervi a persone che con scrupolo, li alleneranno. Lo **sci** è uno di quegli **sport** che richiede un certo tipo di forza fisica. Il primo passo per iniziare comprende l’allenamento con delle lezioni di sci individuali. Queste servono ad imparare come si usano gli sci. In un secondo tempo si passa alle lezioni di apprendimento motorio. In questo caso vengono elencate ai **bambini**, le tattiche come affrontare un percorso di pista. Naturalmente verranno ampiamente elencate, tutte le insidie che la montagna nasconde. Allenare un bambino, futuro sciatore del domani, non è cosa facile. Ecco perché occorre un istruttore veramente scrupoloso che gli insegni tecniche precise su come cadere. O come mettere forza quando serve. La **normale irruenza** di un bambino di 5-7 anni, lo porterebbe sicuramente ad indossare immediatamente un paio di sci. Ma un allenatore serio, gli spiegherà che lo sci non va imparato con calma, senza fretta. Quindi un percorso che va fatto piano. Infatti, prima di ogni cosa, bisogna forgiare attraverso lo sforzo e la disciplina, il carattere dei ragazzi. Ciò verrà fatto anche con i vostri figli. Insegnando loro l’impegno ed il rispetto di regole precise. Il percorso è sicuramente tecnico e vostro figlio imparerà a muoversi con maestria sulle piste. Ma prima di tutto, l’allenamento vero, costituirà un aspetto umano e sociale. #### **Non dimenticare mai:**Affidarsi a un buon allenatore o maestro di sci Evitare il fai da te. **Alcuni link che potrebbero esserti utili:**[Lo sci per i bambini](http://www.fisi.org/federazione/news/coscuma/236-testi/4243-e-disponibile-il-testo-lo-sci-per-i-bambini) Fonte: [sportpower.liquida.it](http://sportpower.liquida.it) | Autore: [Bianca Bruni](http://www.o2o.it/userprofile/88421 "Bianca Bruni") **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, sci, sci in italia --- ### [Come difendersi dai fulmini in montagna?](https://www.montagnenostre.net/come-difendersi-dai-fulmini-in-montagna/) **Published:** Gennaio 25, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Fuga dalla **città**, **ritorno alla natura**, passione per le **sfide personali**: le **escursioni in montagna** possono rappresentare tutto questo; ma possono trasformarsi anche in **brutte disavventure** se non seguiamo delle **precise regole di sicurezza**. Ecco quindi una **breve guida** su come difendersi da uno dei più **temibili pericoli della montagna**: i **temporali improvvisi** ed il **conseguente pericolo** rappresentato dai **fulmini.** **Il giusto equipaggiamento e la programmazione dell'escursione** Prima di partire per un'escursione programmate il più possibile il percorso da intraprendere. Cercate di farvi un'idea della zona che andrete a visitare già sulla mappa, in modo da avere ben chiari gli eventuali punti critici ed i possibili ripari: può sembrare banale, ma una **buona programmazione** vi renderà più sicuri, anche nel caso in cui la **situazione** meteorologica cambi all'improvviso. L'importante infatti è non perdere mai la calma: questa è sempre un'ottima consigliera, anche nelle situazioni di **pericolo**, in cui occorre razionalità e tempestività. Informatevi quindi sulla situazione meteo della zona, evitando di partire nel caso in cui siano previsti **temporali**. Sarebbe buona norma inoltre, essere muniti di un **piccolo barometro** portatile che vi può avvisare tempestivamente nel caso in cui la situazione atmosferica cambi repentinamente. **Norme di comportamento** Alcuni piccoli accorgimenti possono salvarvi la vita, non dimenticatelo. Innanzitutto evitate di ripararvi e di passare sotto alberi, pali o pilastri isolati: la distanza minima di sicurezza da questi è di 50 metri. Liberatevi da tutti gli oggetti metallici (anelli, catenine, braccialetti, orologi, ecc...) che avete indosso ed allontanatevi il più in **fretta possibile** dalle strutture in metallo (come ad esempio le vie attrezzate con scale metalliche, pennoni, ecc.). Cercate un riparo, come rifugi o anche la vostra macchina, purché con portiere e finestrini ben chiusi. **Cose da non fare**Alcuni comportamenti invece, risultano particolarmente pericolosi, perciò evitateli accuratamente in caso di **temporale improvviso**. Sostare vicino a bacini o corsi d'acqua, o peggio farvi il bagno: ricordate che l'acqua è un ottimo conduttore, perciò allontanatevene il più in fretta possibile. Sostare su alture o all'ingresso di grotte: sono tutti posti molto pericolosi, da evitare accuratamente. Se trovate una grotta il posto più sicuro è all'interno, ma in profondità e mantenendo comunque la posizione rannicchiata di sicurezza. Camminare: le attività all'aria aperta vanno tutte evitate. Stare vicini ai vostri compagni: evitate di dare loro la mano (creereste un corpo solo, ma con due punti di appoggio) e di fare gruppo: l'aria calda da voi generata infatti, attirerebbe moltissimo i **fulmini**. Fonte: [pianetagreen.liquida.it](%22http://pianetagreen.liquida.it) | Autore: [Chiara De Matteo](http://www.o2o.it/userprofile/65023 "Chiara De Matteo") **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Winter Film, seconda edizione, Feltre e Pedavena insieme](https://www.montagnenostre.net/winter-film-seconda-edizione-feltre-e-pedavena-insieme/) **Published:** Gennaio 27, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Winter Film, seconda edizione, Feltre e Pedavena insieme. Appuntamento imperdibile per chi ha fame di neve e natura. dal 21 gennaio al 12 febbraio 2016** Dopo il grande interesse ottenuto lo scorso inverno a Pedavena con la prima edizione del Winter Film, quest’anno nasce una nuova edizione denominata **Feltre&Pedavena Winter Film** La rassegna cinematografica si arricchisce di contenuti e soprattutto vede la collaborazione del **Comune di Feltre** e del **Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi** che si affiancano al **Comune di Pedavena** e alla **Sezione CAI Feltre**. Le **serate di film con ospiti** passano da due a tre (ogni venerdì dal 22 gennaio al 12 febbraio), per un totale di **12 film**. Ad aprire la rassegna ci sarà un evento inedito e di grande interesse: “**Altitudini. Storie da condividere**” in cui cinque narratori, ognuno con una storia che parla di montagne, si confronteranno sul tema “meno è meglio”. In totale **quattro appuntamenti**, due a Feltre nella sala Officinema (ex cinema Astra) e due a Pedavena nella sala Guarnieri, e **una mostra** “**Aspettare**” allestita presso la biblioteca comunale di Pedavena dal 21 gennaio al 12 febbraio 2016. **Feltre&Pedavena Winter Film** è parte fondamentale della collaborazione con il **Brescia Winter Film**: rassegna itinerante di film, dedicati alla neve, all'acqua e alla terra, raccolti tra le migliori produzioni nazionali ed internazionali che, spesso, non arriverebbero altrimenti sui grandi schermi italiani. Ognuna delle serate proporrà film che presentano modi diversi di vivere la montagna: esplorazione, avventura, tematiche ambientali e sociali, vita e lavoro nelle terre altre. In particolare si segnala la proiezione del film **“Cesare, figlio del San Mauro”**, un cortometraggio prodotto da AKU che racconta di un viaggio, fisico e interiore, di Cesare Lasen (primo presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi) dalla sua abitazione fin sul selvaggio *cordin de le vette*. La rassegna **Winter Film** nasce, sei anni fa, a Brescia grazie all'**Associazione Gente di Montagna**, piccolo gruppo che si occupa di progetti di promozione sociale per e sulle terre alte, ma con una vocazione “diffusa” che lo ha portato a creare spin-off d'eccellenza anche in altri ambiti alpini. Per l'inverno 2015/16 il Winter Film si è svolto a **Brescia**, sua sede storica, ad **Alagna**, ai piedi del Monte Rosa ed ora a **Feltre e Pedavena** nelle Dolomiti Bellunesi. **Winter Film** non è un festival nel senso classico della parola: non ha premi, selezioni, concorsi ed ogni film è scelto attraverso un passaparola che batte tra i migliori registi e tra le produzioni indipendenti. E’ una aggiornata finestra su film eccellenti, spesso anteprime italiane se non assolute, provenienti da tutto il mondo. Una occasione per riflettere e scoprire nuovi modi di raccontare e vedere la montagna, la natura e la gente. In programma ci sono proiezioni di alta qualità per storia e immagini, anche di giovani filmmaker, e incontri con ospiti con cui dialogare sulle esperienze presentate sullo schermo. **Feltre&Pedavena Winter Film** è ideato dall'Associazione Gente di Montagna e altitudini.it, in collaborazione e con il sostegno di: Città di Feltre, Comune di Pedavena, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Sezione CAI Feltre, AKU trekking & outdoor footwear, Officinema Feltre, Birreria Pedavena, Lattebusche, Mountcity.it, Zafferano OLG, 3 parentesi, Adventure Awards Days, Arredamenti l’ambiente (Busche). *Segreteria organizzativa: Biblioteca Civica Pedavena Tel. 0439.301818* #### [Scarica il programma dell'evento](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2016/01/Programma.pdf) *Fonte: Ufficio Stampa Altitudini.it | Foto: Archivio Altitudini.it ©credits Winter Film***Per informazioni:**Info: [*www.facebook.com/feltrepedavenawinterfilm*](http://www.facebook.com/feltrepedavenawinterfilm)email: * **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Festival montagna, film montagna --- ### [Le migliori piste da sci per principianti in Val d’Aosta](https://www.montagnenostre.net/le-migliori-piste-da-sci-per-principianti-in-val-daosta/) **Published:** Gennaio 28, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Le mete sciistiche in Valle D'Aosta sono davvero tantissime e fantastiche, dei verie propri luoghi da vip, abbiamo quindi la possibilitá di trovare numerose piste diversificate in base alla preparazione ed alla categoria degli sciatori. Se proprio non sapete da dove iniziare per imparare a sciare, armatevi in primis di grande pazienza, perché di sicuro non si impara semplicemente, cercate quindi una buona struttura dove imparare a sciare e preparativi a seguire i corsi assiduamente e con abnegazione. Soltanto la costanza e la pratica vi daranno la possibilitá di imparare a praticare questa disciplina sportiva. Ovviamente se avete appena iniziato fate parte della categoria dei **principianti**, vediamo quindi quali sono le **migliori piste** per voi. Innanzi tutto bisogna distinguere i colori delle piste: il colore verde e blu è per i principianti, sono piste facili da poter affrontare dopo aver frequentato per una sola **settimana** la scuola **sci**. Le piste dal colore rosso sono intermedie e sono sconsigliate a coloro che muovono i primi passi in questa disciplina sportiva. Quelle dal colore nero sono assolutamente vietate a tutti i principianti, soltanto gli sciatori esperti possono accedervi. Cercate quindi di evitare di mettervi in pericolo, scegliete la pista più adatta al vostro livello di preparazione. Le migliori località dove troverete piste attrezzate per principianti sono: **Cervinia Breuil:** è un luogo dove è possibile sciare e che si trova a 2050 mt. Ai piedi del **Cervino**. Qui abbiamo a disposizione ben 150 km di piste e 24 impianti attrezzati. E’ una zona adattissima ai principianti perché ha a disposizione il 27% di piste verdi e il 65% di piste blu. Non sono si registra alcuna presenza di piste nere. E’ consigliata anche per chi pratica lo snowboard, infatti segnaliamo la presenza del parco Indianpark, luogo cool per gli amanti di questa disciplina sportiva. **Chamois:** è situata a 1800 metri di altitudine ai piedi del monte Cervino. Ci sono quattro impianti di risalita, sci di discesa e 15 Km di piste adatte a tutti i tipi di sciatore. In queste piste troviamo quasi sempre la neve, grazie alla cura ed una magnifica gestione della stazione sciistica. Da segnalare la presenza di piste per principianti nella misura del 17% di piste verdi e del 33 % di piste blu. **Cogne**, si trova all’entrata del **Parco Nazionale del Gran Paradiso**, è conosciuta per la pratica dello sci di fondo, molto spesso qui si effettuano gare e competizioni di rilievo. Qui abbiamo a disposizione circs 80 Km di piste che ruotano intorno al parco dove possiamo goderci un panorama mozzafiato in mezzo a boschi, sentieri, torrenti, strutture e ponti. Il 15% delle piste è adatta ai principianti e l’85% sono blu, Cogne quindi è il luogo ideale per chi vuole principalmente divertirsi. Poco lontano troviamo numerose località famose come Courmayeur, Morgex, Chatillon, ma se vi state avvicinando da poco a questo sport e siete dei principianti è inutile andare in questi posti senza avere ancora inglobato la giusta preparazione, a meno che non possiate davvero farne a meno, tanto è il vostro desiderio. Allora cosa state aspettando tutti in pista!!!. #### **Non dimenticare mai:** - Se siete principianti non lanciatevi in piste professionali, sentirete subito la stanchezza e potreste essere un pericolo per voi e per gli altri sciatori professionisti. - Procuratevi unguenti e pomate anti ematomi - Se potete portatevi gli sci da casa perchè affittarli vi costerà abbastanza caro **Alcuni link che potrebbero esserti utili:**[Dove sciare in Val D'Aosta ](http://www.skiinfo.it/italia/profilo.html "Vai al link")[Skipass valle D'Aosta](http://www.skivallee.it/ "Vai al link") Fonte: [sportpower.liquida.it](http://sportpower.liquida.it) | Autore: [Daniele Minucci](http://www.o2o.it/userprofile/102715 "Daniele Minucci") **Categorie:** In Montagna **Tag:** Cervinia Breuil, Chamois, Cogne, piste da sci, sci, Valle d'Aosta --- ### [Banff Mountain Film Festival: al via la quarta edizione del tour italiano](https://www.montagnenostre.net/banff-mountain-film-festival-al-via-la-quarta-edizione-del-tour-italiano/) **Published:** Febbraio 4, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **L’edizione 2016 aggiunge al calendario 8 nuove serate per un totale di 26 tappe** **Milano, 3 febbraio 2016** – Il [Banff Mountain Film Festival World Tour](http://www.banff.it/) (BMFF WT) torna in Italia per la sua **4a edizione**. Il tour italiano inizierà a Torino lunedì 22 febbraio 2016 al cinema Massimo. Il BMFF WT è **presente in Italia dal 2013**, raggiungendo un numero sempre maggiore di città e riscuotendo via via un successo di pubblico crescente. Dedicato agli appassionati di montagna e outdoor, offre agli spettatori italiani un’accurata selezione dei migliori filmati presentati alla 40ma edizione del festival canadese, svoltasi a Banff tra il 30 ottobre e l’8 novembre 2015. **Il tour italiano del Banff Mountain Film Festival prevede 26 tappe che, tra febbraio e agosto 2016, toccheranno [24 città italiane](http://www.banff.it/event-category/tour-2016/)** (di seguito il calendario completo). Sci, alpinismo, freeride, arrampicata ma anche mountain bike, parapendio e kayak: ogni serata del BMFF WT presenta una serie di corto e medio metraggi per circa due ore di proiezioni, che coinvolgeranno il pubblico nelle più grandi imprese alpinistiche e sportive tra spazi selvaggi e natura incontaminata. **Riscoprire il gusto dell’avventura e la dimensione ludica della montagna, trovare nuovi spunti creativi, scoprire nuove passioni e condividerle con i propri amici: questo è lo spirito che anima le serate del tour italiano del Banff Mountain Film Festival.** Se sciare alla luce della luna è un’esperienza che molte persone hanno fatto, lo stesso non si può dire di un’eclisse totale di sole, un evento quanto mai raro. ***Eclipse*,** per la regia di Anthony Bonello e premiato come Best Film Snow Sports, è tra i film in programma e racconta la realizzazione di una grande avventura alle Svalbard, alla caccia della foto perfetta. A questo si aggiunge ***Chasing Niagara***, che racconta il sogno ambizioso di scendere in kayak le cascate del Niagara, premiato a Banff come Best Film Mountain Sport: un’emozionante storia di amicizia tra un gruppo di kayaker con la voglia di alzare sempre l’asticella dei propri limiti… e un finale inaspettato. Non mancherà naturalmente l’arrampicata e, questa volta, la protagonista è una donna. In ***Golden Gate***, la climber americana Emily Harrington si misura con le difficoltà della salita in libera di una delle più famose vie di arrampicata su El Capitan, a Yosemite. **[Il programma completo dei film,](http://www.banff.it/video-category/film-2016/) pubblicato sul sito ufficiale del BMFF WT Italy, prevede una decina tra corto e medio metraggi**, è uguale per tutte le serate ma viene specificamente elaborato per l’Italia. Infatti, ognuno dei partner internazionali del Banff Mountain Film Festival struttura una selezione di film appositamente ideata per il suo pubblico di riferimento, privilegiando gli argomenti di maggior interesse locale. Il Banff Mountain Film Festival World Tour Italy sarà accompagnato nell’edizione 2016 dagli sponsor **[Salewa](http://www.salewa.it/it/)** e **[Enervit](http://www.enervit.com/it/home)** e dai partner tecnici **[Artech Digital Cinema](http://www.artech-dcinema.com/contatti-artech-digital-cinema/)** e **[Vivaticket](http://www.vivaticket.it/)**. È possibile acquistare i biglietti online all’indirizzo [www.banff.it](http://www.banff.it/) al prezzo di prevendita di 15 €, mentre la sera stessa dell’evento al botteghino il costo del biglietto sarà di 16€. **[Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2016 – Il Calendario](http://www.montagnenostre.net/banff-mountain-film-festival-world-tour-italy-2016-il-calendario/ "Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2016: Il Calendario")** [Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2016 - I Titoli del Film](http://www.montagnenostre.net/banff-mountain-film-festival-world-tour-italy-2016-titoli-dei-film/ "Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2016: Titoli dei film")** *Fonte: Ufficio Stampa Banff Mountain Film Festival | Foto: Les Drus, Chamonix, France* © credits Søren Rickards **Per informazioni:** Banff Mountain Film Festival World Tour - Italy Mobile: +39 339 3188769 | Email: simonetta.radice@banff.it Web: [www.banff.it](http://www.banff.it) | Facebook: | Twitter: @BanffItalia **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Festival montagna, film montagna --- ### [Come comportarsi se si incontra un orso durante una gita in montagna](https://www.montagnenostre.net/come-comportarsi-se-si-incontra-un-orso-durante-una-gita-in-montagna/) **Published:** Febbraio 8, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Le **gite in montagna** sono un toccasana per la propria **salute**. L'aria fresca e le**lunghe camminate** stimolano il corpo e la mente. Ma le gite in montagna, specialmente nei **luoghi isolati** e poco frequentati possono risultare pericolose. Infatti è probabile che vi troviate al cospetto di **animali selvatici** che non sono abituati al contatto con l'uomo. Alcuni di essi, anzi, possono risultare molto aggressivi. È il **caso degli orsi**,**evento raro** ma comunque molto pericoloso. Questa guida si propone appunto di spiegarvi come comportarsi se si incontra un **orso** durante una **gita in montagna**. La prima cosa da fare è quella di non risultare aggressivi. L'orso è un**animale selvatico** e voi state invadendo il suo ambiente, quindi occorre prestare rispetto. Non pensate che l'orso sia lì per mangiarvi vivi, lui è spaventato quanto voi e non sa cosa fare. Se siete faccia a faccia, l'orso vi guarderà con fare interrogativo e in genere si alzerà sulle due zampe posteriori. Fisserà e udirà ogni vostro movimento, quindi prestate attenzione a non fare scatti o movimenti bruschi. L'orso ha una **rapidità superiore all'uomo**, quindi non è una buona mossa cercare di anticiparlo. In genere un **attacco dell'orso** è un falso attacco ma consigliamo sempre di avere a portata di mano degli oggetti con cui difendersi. Nella malaugurata ipotesi, stendetevi a terra con le mani dietro la testa. Non è un'**animale aggressivo**, ma l'orso è comunque un animale selvatico, quindi se allarmato cercherà di difendersi. Stabilite un contatto, alzando le braccia. Questa è riconosciuta dall'orso come una posizione difensiva. C'è una **buona probabilità** che l'orso scappi, quindi fate in modo da lasciare libere delle **vie** di fuga. Piano piano, cercatevi di allontanare non facendo rumore e sopratutto senza correre. Se invece avvistate un orso a distanza, fate rumore in modo da allontanarlo. Certamente è sconsigliato avvicinarvi qualora troviate dei**cuccioli di orso**. Anche se sono molto carini, potrebbe avvicinarsi la madre infuriata. Evitate di scattare fotografie, sopratutto con il flash. In questo modo potreste attirare la sua attenzione su di voi. È importantissimo comunque avvisare il guardiacaccia di quello che avete visto, saprà come comportarsi. Se siete dei cacciatori, fate attenzione a dove buttate le carcasse degli animali. Sappiate infatti che l'orso preferisce mangiare animali già morti, quindi se trova delle carcasse si fermerà per sbranarle. Non sparate agli **orsi**, la legge vieta questo tipo di atti. Fonte: [pianetagreen.liquida.it](http://pianetagreen.liquida.it) | Autore: [Marco Rossomanno](http://www.o2o.it/userprofile/76694 "Marco Rossomanno") **Categorie:** In Montagna **Tag:** Animali di Montagna, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Come organizzare un'escursione con bambini](https://www.montagnenostre.net/come-organizzare-unescursione-con-bambini/) **Published:** Febbraio 8, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Iniziare i bambini all’**escursionismo** e al **trekking** può essere un’esperienza molto utile per i **piccoli,** perché impareranno migliaia di cose sulla natura e su questa pratica sportiva. Non dobbiamo sottovalutare la capacità dei **bambini** al momento di **andare in montagna e camminare**, perché se si abituano, di sicuro li incanterà. A tal fine, sarà fondamentale pianificare le **rotte** in anticipo e tenendo presenti alcuni fattori, per cui su unCome ti spieghiamo **come organizzare un’escursione con bambini.** \[mks\_list type=”ul” style=”ul\_check”\] #### Istruzioni: - In primo luogo, dovremo **tenere presente l’età dei bambini** per adeguare l’escursione a loro. Quindi, potremo valutare qual è il tragitto migliore, che durata deve avere, ecc. perché possano farla senza problemi e godersi l’escursione - Inoltre, per organizzare un’escursione con i bambini, ti raccomandiamo **di pianificare con loro dove andare**, cosa fare durante il giorno, cosa vedere, cosa potete trovare… Così sarà il modo migliore per motivarli e perché abbiano voglia di partecipare attivamente al percorso. - Sarà anche essenziale **preparare con i bambini il materiale di cui avrete bisogno nell’escursione**. Dovranno aiutare a preparare lo zaino e loro stessi potranno trasportare alcune cose come la mappa o una bussola giocattolo, oltre al cappello, borraccia con acqua, cibo, ecc. - **I vestiti e le scarpe dei bambini per effettuare un’escursione** devono essere un altro fattore da pianificare con consapevolezza. Non è opportuno usare scarpe appena comprate, poiché potrebbe procurare loro attrito nei piedi e sarà controproducente. Se compri loro delle scarpe esclusivamente per le escursioni, è importante che le usino prima del tragitto. - D’altro canto, è consigliato avere pronti alcuni **giochi da eseguire durante l’escursione o preparare alcune spiegazioni sul tragitto** o su ciò che si vedrà durante la camminata. Secondo l’età dei piccoli, potremo sfruttare ciò che imparano nelle materie scientifiche di scuola e vederlo *in loco* - **La motivazione dei piccoli, prima e durante l’escursione**, è uno dei punti fondamentali affinché l’uscita in montagna sia un successo. Mentre realizziamo l’escursione è fondamentale che non si annoino né stanchino, quindi dovremo renderla piacevole, ma adatta al loro ritmo - Come in ogni escursione, sarà essenziale adottare le misure di sicurezza necessarie, per cercare di evitare qualsiasi tipo di problema o imprevisto. \[/mks\_list\] *Fonti: http://tempolibero.uncome.it – Autore: [Chiara Perretti](http://www.uncome.it/autore/chiara-perretti-209.html)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, escursioni, montagna --- ### [Ecoturismo: i rifugi di montagna](https://www.montagnenostre.net/ecoturismo-i-rifugi-di-montagna/) **Published:** Febbraio 10, 2016 **Author:** Redazione **Content:** In questi ultimi anni l’attenzione delle persone verso l’ambiente è molto aumentata. Molti si impegnano nella sua protezione e salvaguardia anche nei periodi di vacanza, e per questo il turismo ha cercato di adeguarsi. È per questo motivo che è nato il **turismo ecosostenibile**. Secondo la definizione data dall’ **Organizzazione Mondiale del Turismo** in una conferenza del 1988, il turismo si può definire ecosostenibile se si sviluppa in modo tale da mantenere incontaminata una zona per un tempo illimitato, facendo attenzione a non alterare l’ambiente paesaggistico e culturale, senza ostacolare, nel contempo, lo **sviluppo economico** in alcun modo. I modi per fare questa tipologia di turismo sono molteplici. In questa guida sarà spiegato come poter fare un **ecoturismo nei rifugi** di montagna. Un primo itinerario ecosostenibile tra i **rifugi** è quello proposto dall’Altopiano del Castelluccio, detto anche il “Tetto dell’Umbria” o “il Piccolo Tibet”. Qui si possono visitare il Pian Grande, il **Pian Piccolo** e il **Pian Perduto**. In questa zona sono presenti numerosi itinerari molto interessanti che permettono all’escursionista di soffermarsi a visitare i campi dove viene coltivato uno tra i legumi più rinomati d’Italia: la lenticchia di Castelluccio. Questo legume è caratterizzato da dimensioni molto piccole ed è coltivata esclusivamente in modo biologico. Il miglior periodo dell'anno in cui intraprendere questa escursione è quello che va dalla fine della primavera agli inizi di luglio, quando c'è il massimo rigoglio dei fiori. Sembrerà proprio di camminare su di una tavolozza di colori intensi e quasi irreali. Per chi ama la montagna e le valli alpine, è possibile fare del **buon turismo ecosostenibile** in Valle d’Aosta. Grazie infatti alla collaborazione tra la Regione ed il Dipartimento di Scienze Merceologiche dell’Università di Torino, nei rifugi sono stati effettuati miglioramenti sia per quanto riguarda i servizi offerti ai turisti, sia per diminuire l’impatto ambientale degli stessi. Uno dei rifugi più famosi e più belli in cui queste azioni sono già state portate a compimento è la **[Capanna Regina Margherita](http://www.montagnenostre.net/rifugio-regina-margherita/ "Rifugio Regina Margherita")**, sul **Monte Rosa (vedi foto)**. Questo è uno dei più alti osservatori naturali al mondo ed è il più alto rifugio alpino d'Europa. In generale comunque esistono dei semplici metodi per capire se un rifugio è ecosostenibile. Bisogna ad esempio verificare che garantisca uno sviluppo rispettoso dell'ambiente, soprattutto nell'ecosistema montano. Tenendo poi conto che tutti i sistemi di gestione ambientale sono degli strumenti volontari che richiedono il rispetto di severe norme tecniche, visitare un rifugio che possa vantare una certificazione ambientale in questo ambito è una sicurezza di qualità e di professionalità dei gestori. Fonte: [pianetagreen.liquida.it](http://pianetagreen.liquida.it) | Autore: [Alessandro //](http://www.o2o.it/userprofile/51781 "Alessandro //") **Categorie:** In Montagna **Tag:** ambiente, ecoturismo, Rifugi --- ### [Come trovare la stella polare in montagna?](https://www.montagnenostre.net/come-trovare-la-stella-polare-in-montagna/) **Published:** Febbraio 12, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Prima del GPS, prima della bussola, il mezzo principale per orientarsi era farsi guidare dalle stelle. Anche se la tecnologia attuale rende più semplice orientarsi, è pur sempre divertente imparare a farlo con le stelle. Puoi trovare il nord, il sud, l'est e l'ovest imparando dove si trovano alcune stelle e costellazioni, oppure puoi semplicemente scegliere una stella e seguire i suoi movimenti. #### **Come trovare la Stella Polare (emisfero settentrionale)?** \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] ![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/8/84/Navigate-by-the-Stars-Step-1.jpg/900px-Navigate-by-the-Stars-Step-1.jpg)Fonte: Wikinow 1. **Cerca la Stella Polare, la stella del Nord.** La Stella Polare è la stella più luminosa della costellazione dell'Orsa Minore. Si può trovare nella coda dell'orso (gli antichi Greci e altri popoli credevano che gli orsi avessero lunghe code). La stella è detta Polare perché appare entro il grado del Polo Nord e quindi sembra che non si muova nel cielo notturno. *Oggi, poiché le sette stelle dell'Orsa Minore sembrano un piccolo carro, la maggior parte delle persone si riferisce ad esse chiamandole il Piccolo Carro, anziché l'Orsa Minore.* ![](http://pad2.whstatic.com/images/thumb/b/be/Navigate-by-the-Stars-Step-2.jpg/900px-Navigate-by-the-Stars-Step-2.jpg)Fonte: Wikinow 2. **Usa altre stelle di riferimento per aiutarti a trovare la Stella Polare.** Anche se la Stella Polare è visibile nel cielo del nord dalla maggior parte delle località a nord dell'equatore, può essere difficile da individuare se non sai cosa cercare. Puoi usare stelle in altre costellazioni per indicare la via verso la Stella Polare. *A - Le stelle di riferimento più spesso usate sono Merak e Dubhe, due stelle ai bordi del Grande Carro, dalla parte opposta del manico.\[3\] Seguendo queste due stelle nella direzione della bocca del Grande Carro, puoi trovare la Stella Polare.**B - Durante la notte, quando il Grande Carro è sotto l'orizzonte, per esempio nelle prime ore in autunno, puoi disegnare una linea attraverso le stelle al bordo orientale del Grande Quadrato di Pegaso, Algenib e Alpheratz (in realtà parte della costellazione Andromeda), e attraverso Caph, la stella all'estremità destra della forma a W di Cassiopea, per trovare la Stella Polare.* \[/mks\_list\] **CONSIGLI**1) La Stella Polare è una delle 58 stelle usate per la navigazione astronomica da aviatori e navigatori di tutto il mondo. Alcune versioni della lista escludono la Stella Polare perché la sua posizione quasi fissa aiuta i navigatori a trovare la latitudine senza sapere la posizione di altre stelle. 2) Il Grande Carro è parte della grande costellazione dell'Orsa Maggiore. Può essere usato per trovare altre stelle oltre a quella Polare. Disegnando una linea attraverso le stelle di riferimento Merak e Dubhe a partire dal Piccolo Carro si arriva a una stella luminosa, Regulus, nella costellazione del Leone. Disegnando un arco dalle stelle nel manico del Carro si arriva alla stella luminosa Arcurus nella costellazione Boote, il Bifolco, e poi alla stella Spica nella costellazione della Vergine. **AVVERTENZE**Le istruzioni per orientarsi usando le stelle saranno presto superate a causa della precessione dell'asse terrestre, che cambia la direzione in cui il polo nord e il polo sud puntano; questo farà spostare alcune stelle più vicine ai poli. La Stella Polare sarà la stella del nord solo per altri cento anni, perché il polo nord si sposta nella direzione della costellazione Cefeo. Le istruzioni per orientarsi seguendo la posizione di una stella funzioneranno ancora nel tempo finché la Terra continuerà a ruotare da ovest a est. *Fonte: [it.wikihow.com](http://it.wikihow.com/) | Autore: [Wikivisual](http://it.wikihow.com/index.php?title=Utente:Wikivisual&redlink=1 "Utente:Wikivisual (la pagina non esiste)")* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, regole --- ### [Orientamento: Come trovare la tua latitudine?](https://www.montagnenostre.net/orientamento-come-trovare-la-tua-latitudine/) **Published:** Febbraio 14, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Prima del GPS, prima della bussola, il mezzo principale per orientarsi era farsi guidare dalle stelle. Anche se la tecnologia attuale rende più semplice orientarsi, è pur sempre divertente imparare a farlo con le stelle. Puoi trovare il nord, il sud, l'est e l'ovest imparando dove si trovano alcune stelle e costellazioni, oppure puoi semplicemente scegliere una stella e seguire i suoi movimenti. #### **Come trovare la tua latitudine (emisfero settentrionale)?** \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] ![](http://pad3.whstatic.com/images/thumb/0/03/Navigate-by-the-Stars-Step-3.jpg/670px-Navigate-by-the-Stars-Step-3.jpg)Fonte: Wikinow 1. **Individua la Stella Polare.** Usa uno dei metodi delle stelle di riferimento per aiutarti. ![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/e/e3/Navigate-by-the-Stars-Step-4.jpg/670px-Navigate-by-the-Stars-Step-4.jpg)Fonte: Wikinow 1. Determina l'angolo in gradi tra la posizione della Stella Polare e l'orizzonte a nord. Il modo più accurato per farlo è con un quadrante o un sestante, che ti fa leggere gli angoli dalla sua sezione curva. Questo angolo corrisponde alla tua latitudine a nord dell'equatore. *Se non hai un quadrante o un sestante, puoi approssimare l'angolo estendendo il pugno all'orizzonte e posizionando un pugno sull'altro finché non raggiungi la Stella Polare. Il tuo pugno steso è di circa 10 gradi.* \[/mks\_list\] **CONSIGLI**1) La Stella Polare è una delle 58 stelle usate per la navigazione astronomica da aviatori e navigatori di tutto il mondo. Alcune versioni della lista escludono la Stella Polare perché la sua posizione quasi fissa aiuta i navigatori a trovare la latitudine senza sapere la posizione di altre stelle. 2) Il Grande Carro è parte della grande costellazione dell'Orsa Maggiore. Può essere usato per trovare altre stelle oltre a quella Polare. Disegnando una linea attraverso le stelle di riferimento Merak e Dubhe a partire dal Piccolo Carro si arriva a una stella luminosa, Regulus, nella costellazione del Leone. Disegnando un arco dalle stelle nel manico del Carro si arriva alla stella luminosa Arcurus nella costellazione Boote, il Bifolco, e poi alla stella Spica nella costellazione della Vergine. **AVVERTENZE**Le istruzioni per orientarsi usando le stelle saranno presto superate a causa della precessione dell'asse terrestre, che cambia la direzione in cui il polo nord e il polo sud puntano; questo farà spostare alcune stelle più vicine ai poli. La Stella Polare sarà la stella del nord solo per altri cento anni, perché il polo nord si sposta nella direzione della costellazione Cefeo. Le istruzioni per orientarsi seguendo la posizione di una stella funzioneranno ancora nel tempo finché la Terra continuerà a ruotare da ovest a est. *Fonte: [it.wikihow.com](http://it.wikihow.com/) | Autore: [Wikivisual](http://it.wikihow.com/index.php?title=Utente:Wikivisual&redlink=1 "Utente:Wikivisual (la pagina non esiste)")* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, regole --- ### [Sviluppati droni per le operazioni di soccorso nei boschi](https://www.montagnenostre.net/sviluppati-droni-per-le-operazioni-di-soccorso-nei-boschi/) **Published:** Febbraio 17, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Un gruppo di ricercatori svizzeri dell’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (USI-SUPSI) e dell’Università di Zurigo ha insegnato ad alcuni droni a riconoscere e seguire automaticamente sentieri nel bosco, allo scopo di coadiuvare operazioni di ricerca e soccorso. Il progetto è stato sviluppato principalmente nei laboratori del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI a Manno ed è stato pubblicato nella rivista IEEE Robotics and Automation Letters.** Ogni anno in tutto il mondo centinaia di migliaia di persone si perdono in aree alpine o boschive e hanno bisogno di operazioni di soccorso. Solo in Svizzera, circa 1000 chiamate di emergenza all’anno provengono da escursionisti che si sono smarriti o si trovano in difficoltà. I droni possono aiutare in modo efficace i soccorritori: sono economici, rapidi e possono essere dispiegati in gran numero con poco preavviso; questo minimizza il tempo di risposta e i rischi sia per i dispersi che per le squadre di soccorso. Una collaborazione tra ricercatori svizzeri, dell’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (IDSIA, USI-SUPSI) e dell’Università di Zurigo (UZH), ha portato allo sviluppo di un software di Intelligenza Artificiale in grado di insegnare a un piccolo quadricottero a riconoscere e seguire sentieri nel bosco senza bisogno di assistenza umana. Questo è un risultato mai ottenuto prima nel campo della robotica, e che potrebbe essere presto utilizzato per affiancare le tradizionali squadre di soccorso permettendo di trovare i dispersi in tempi più rapidi. “Droni che volano ad alta quota vengono già utilizzati commercialmente (si pensi ad Amazon o DHL), ma non sono ancora in grado di volare in modo autonomo in ambienti complessi come una foresta. In queste situazioni, ogni piccolo errore può portare a una collisione, e i robot hanno bisogno di un cervello molto potente in modo da poter interpretare l’ambiente che li circonda”, dice il Prof. Davide Scaramuzza dell’UZH. Il drone sviluppato dai ricercatori svizzeri osserva l’ambiente attraverso una coppia di piccole telecamere simili a quelle presenti negli smartphone che utilizziamo tutti i giorni, ed interpreta le immagini riconoscendo automaticamente i sentieri per mezzo di potenti algoritmi di Intelligenza Artificiale. Grazie a questo sviluppo nel software il drone non necessita di sensori sofisticati, pesanti e costosi. “Interpretare un’immagine ripresa in un ambiente complesso come una foresta è incredibilmente difficile per un computer; a volte anche il cervello umano ha difficoltà a riconoscere un sentiero!”, dice il Dr. Alessandro Giusti ricercatore IDSIA. Il gruppo di ricercatori ha risolto il problema con una rete neurale profonda, ovvero un algoritmo informatico che impara autonomamente a risolvere problemi complessi utilizzando una serie di esempi di addestramento, secondo un meccanismo analogo a quello con cui un cervello impara dall’esperienza. Per raccogliere dati sufficienti ad “addestrare” i loro algoritmi, i ricercatori hanno camminato per ore lungo diversi percorsi escursionistici sulle alpi svizzere, acquisendo, grazie a telecamere montate sui caschi, oltre 20000 immagini di sentieri. Lo sforzo ha dato i suoi frutti: quando i ricercatori hanno messo alla prova i loro algoritmi su immagini riprese su nuovi sentieri mai visti in precedenza, la rete neurale è stata in grado di trovare la direzione corretta nell’85% dei casi; le persone a cui è stato sottoposto lo stesso problema hanno scelto la risposta corretta solo nell’82% dei casi. [Continua a leggere l'articolo](http://www.supsi.ch/home/comunica/comunicati-stampa/2016/2016-10-0212.html) *Fonte: [supsi.ch](http://www.supsi.ch) - Autore: Ufficio stampa Supsi - Foto: ©credits Photo courtesy UCH* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** droni, ricerca, sentieri nel bosco, soccorso, tecnologie innovative --- ### [Che cosa fare se si incontra un cinghiale nel bosco](https://www.montagnenostre.net/che-cosa-fare-se-si-incontra-un-cinghiale-nel-bosco/) **Published:** Febbraio 19, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Il **cinghiale** è uno degli animali selvatici più comune nei nostri boschi, incontrarlo accidentalmente ormai non è più un fenomeno così raro. La loro densità e la costante ricerca di cibo spesso spinge questi **mammiferi** a risalire i fiumi fino a spingersi a ridosso delle case nei centri urbani dove trovano con molta facilità il sostentamento di cui hanno bisogno per affrontare i freddi e ghiacciati inverni. Il cinghiale è un animale molto forte e robusto dalla fisionomia tozza con un folto mantello e lunghe setole (giarra) sopratutto sulle spalle, non è territoriale e percorre moltissimi chilometri in un giorno alla ricerca di ghiande e castagne. Deve la sua fama agli ingenti danni all'agricoltura e alla pessima reputazione che la stampa con il tempo ha descritto negli articoli di cronaca interna creando una vera e propria "psicosi del cinghiale". Solitamente è un animale schivo e non costituisce un pericolo, è stato dipinto come animale estremamente aggressivo e pericoloso. In realtà esso tende sempre a fuggire all’uomo quando si trova nel suo habitat e diventa pericoloso solo se ferito o impossibilitato alla fuga: in questo caso, se l’animale tende a “caricare”, occorre adottare la strategia del “torero”, scansandosi repentinamente solo all’ultimo momento, senza mai mostrargli le spalle; difficilmente poi il cinghiale ripeterà la carica e proseguirà la sua fuga fino a scomparire nel **sottobosco**, o arrampicandosi su un albero che ne permetta la salita per almeno due metri di altezza. La femmina adulta con prole recentemente partorita può inoltre manifestare atteggiamenti minatori in difesa della prole, l'atteggiamento da adottare è quello di allontanarsi senza destare nell'animale il sospetto di voler infierire o ferire i suoi piccoli. Fate molta attenzione nel caso siate in compagnia di un cane, qualunque razza sia (**Rottweiler o Pitbull** compresi) trattenetelo a voi e calmatelo, evitate assolutamente che attacchi il cinghiale, le **lunghe zanne** affonderebbero nel suo addome come un coltello nel burro, se ostenta ad allontanarsi un rumore forte e deciso come il battito delle mani lo allontanerà infastidito. Il rispetto e il buon senso, la calma e la **lucidità** sono le più sensate strategie da seguire se occasionalmente ci si trova a contatto con un cinghiale. **Non dimenticare mai:**Non provare mai ad attaccare il cinghiale **Alcuni link che potrebbero esserti utili:**[Il Cinghiale](http://it.wikipedia.org/wiki/Sus_scrofa "Vai al link") Fonte: [sportpower.liquida.it/](http://sportpower.liquida.it/) | Autore: [Andrea Lacopo](http://www.o2o.it/userprofile/56528 "Andrea Lacopo") **Categorie:** In Montagna **Tag:** Animali di Montagna, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [L'orientamento: Come trovare il sud (Emisfero Settentrionale)?](https://www.montagnenostre.net/orientamento-come-trovare-il-sud/) **Published:** Febbraio 22, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Prima del GPS, prima della bussola, il mezzo principale per orientarsi era farsi guidare dalle stelle. Anche se la tecnologia attuale rende più semplice orientarsi, è pur sempre divertente imparare a farlo con le stelle. Puoi trovare il nord, il sud, l'est e l'ovest imparando dove si trovano alcune stelle e costellazioni, oppure puoi semplicemente scegliere una stella e seguire i suoi movimenti. #### **Come trovare il Sud (emisfero settentrionale)?** \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] ![](http://pad3.whstatic.com/images/thumb/0/01/Navigate-by-the-Stars-Step-5.jpg/900px-Navigate-by-the-Stars-Step-5.jpg)Fonte: Wikinow 1. **Cerca la costellazione di Orione.** La costellazione di Orione, il cacciatore, assomiglia a una clessidra piegata. Le stelle Betelgeuse e Bellatrix rappresentano le spalle; le stelle Saiph e Rigel rappresentano le ginocchia (o piedi). Le tre stelle nel mezzo, Alnitak, Alnilam e Mintaka, rappresentano la cintura di Orione. *Nell'emisfero settentrionale Orione è visibile principalmente d'inverno e all'inizio della primavera, ma può essere visto di notte tardi in autunno o prima del sorgere del sole d'estate.* ![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/9/9d/Navigate-by-the-Stars-Step-6.jpg/900px-Navigate-by-the-Stars-Step-6.jpg)Fonte: Wikinow 3. **Trova la spada di Orione, se riesci**. Cerca una stella moderatamente luminosa, una spenta e una sfocata che pendono da Alnilam, la stella centrale della cintura di Orione. Questa rappresenta la spada di Orione, che punta verso sud. *La “stella” sfocata è in realtà la Grande Nebulosa di Orione, un vivaio interstellare dove si formano le nuove stelle.* \[/mks\_list\] **CONSIGLI**1) La Stella Polare è una delle 58 stelle usate per la navigazione astronomica da aviatori e navigatori di tutto il mondo. Alcune versioni della lista escludono la Stella Polare perché la sua posizione quasi fissa aiuta i navigatori a trovare la latitudine senza sapere la posizione di altre stelle. 2) Il Grande Carro è parte della grande costellazione dell'Orsa Maggiore. Può essere usato per trovare altre stelle oltre a quella Polare. Disegnando una linea attraverso le stelle di riferimento Merak e Dubhe a partire dal Piccolo Carro si arriva a una stella luminosa, Regulus, nella costellazione del Leone. Disegnando un arco dalle stelle nel manico del Carro si arriva alla stella luminosa Arcurus nella costellazione Boote, il Bifolco, e poi alla stella Spica nella costellazione della Vergine. **AVVERTENZE**Le istruzioni per orientarsi usando le stelle saranno presto superate a causa della precessione dell'asse terrestre, che cambia la direzione in cui il polo nord e il polo sud puntano; questo farà spostare alcune stelle più vicine ai poli. La Stella Polare sarà la stella del nord solo per altri cento anni, perché il polo nord si sposta nella direzione della costellazione Cefeo. Le istruzioni per orientarsi seguendo la posizione di una stella funzioneranno ancora nel tempo finché la Terra continuerà a ruotare da ovest a est. *Fonte: [it.wikihow.com](http://it.wikihow.com/) | Autore: [Wikivisual](http://it.wikihow.com/index.php?title=Utente:Wikivisual&redlink=1 "Utente:Wikivisual (la pagina non esiste)")* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, regole --- ### [A spasso con le racchette da neve per i boschi del Vanoi](https://www.montagnenostre.net/a-spasso-con-le-racchette-da-neve-per-i-boschi-del-vanoi/) **Published:** Marzo 4, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Con la CraspaMagna Dolomitica, un fine settimana dedicato alla scoperta di luoghi incantati e golosi prodotti a Km0** Scoprire la Valle del Vanoi camminando con le racchette da neve (comunemente dette anche ciaspole o craspe) e assaporando i prodotti tipici del territorio, un sogno che si concretizza dall’ 11 al 13 marzo con la **[CraspaMagna Dolomitica](http://www.sanmartino.com/IT/craspamagna-dolomitica/)** una tre giorni interamente dedicata alle escursioni nei luoghi più affascinati e incontaminati di questa fantastica vallata trentina. La CraspaMagna è occasione unica per conoscere natura, gastronomia, e tradizioni della **Valle del Vanoi**, numerose le uscite in compagnia delle guide alpine tra i silenziosi e magici boschi al cospetto dell’imponente massiccio porfirico del Lagorai. Da non perdere la visita guidata del venerdì al piccolo borgo di Zortea: tra Stelle e Stalle per conoscere cultura e antichi saperi di questo caratteristico paesino di montagna, dove il tempo sembra essersi fermato. L’evento raggiunge il momento più vivace e godereccio, la domenica con un’escursione naturalistica di ben 8 km che si snoda lungo un percorso ad anello; punto di partenza e arrivo il soleggiato paesino di Zortea. La Craspamagna Dolomitica è quindi un’occasione unica per visitare luoghi suggestivi e ammirare scorci pittoreschi, tra bianche distese di neve, boschi silenziosi, caratteristici masi e baite di montagna. Lungo il percorso tante golose tappe dove assaporare i migliori prodotti a km0 del territorio: creando così un connubio perfetto tra natura ed enogastronomia. (MC.B) *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: ©credits Trovati* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 678867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** bambini in montagna, escursioni, Sciapolate, Trentino Alto Adige --- ### [Orientamento: Come trovare il sud (emisfero meridionale)?](https://www.montagnenostre.net/orientamento-come-trovare-il-sud-emisfero-meridionale/) **Published:** Marzo 10, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Prima del GPS, prima della bussola, il mezzo principale per orientarsi era farsi guidare dalle stelle. Anche se la tecnologia attuale rende più semplice orientarsi, è pur sempre divertente imparare a farlo con le stelle. Puoi trovare il nord, il sud, l'est e l'ovest imparando dove si trovano alcune stelle e costellazioni, oppure puoi semplicemente scegliere una stella e seguire i suoi movimenti. #### **Come trovare il Sud (emisfero meridionale)?** \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] ![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/f/f9/Navigate-by-the-Stars-Step-7.jpg/900px-Navigate-by-the-Stars-Step-7.jpg)Fonte: Wikinow 2. **Cerca Crux, la Croce del Sud.** Anche se c'è una stella vicino al Polo Sud, Sigma Octantis, è troppo debole per poterti aiutare a trovare il sud. Cerca invece la costellazione luminosa Crux, la Croce del Sud, che consiste di quattro stelle che formano le estremità della croce in verticale e in orizzontale.*La Croce del Sud è una costellazione così importante che è disegnata sulle bandiere dell'Australia e della Nuova Zelanda.* ![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/e/ed/Navigate-by-the-Stars-Step-8.jpg/900px-Navigate-by-the-Stars-Step-8.jpg)Fonte:Wikinow 4. **Tira una linea attraverso le stelle della linea verticale della croce.** Questa ti indicherà il sud. *Disegnando una linea attraverso le due stelle della croce vedrai la stella Alfa Centauri, la stella più vicina alla Terra dopo il sole (anche questa stella è disegnata sulla bandiera dell'Australia, ma non su quella della Nuova Zelanda).* \[/mks\_list\] **CONSIGLI**1) La Stella Polare è una delle 58 stelle usate per la navigazione astronomica da aviatori e navigatori di tutto il mondo. Alcune versioni della lista escludono la Stella Polare perché la sua posizione quasi fissa aiuta i navigatori a trovare la latitudine senza sapere la posizione di altre stelle. 2) Il Grande Carro è parte della grande costellazione dell'Orsa Maggiore. Può essere usato per trovare altre stelle oltre a quella Polare. Disegnando una linea attraverso le stelle di riferimento Merak e Dubhe a partire dal Piccolo Carro si arriva a una stella luminosa, Regulus, nella costellazione del Leone. Disegnando un arco dalle stelle nel manico del Carro si arriva alla stella luminosa Arcurus nella costellazione Boote, il Bifolco, e poi alla stella Spica nella costellazione della Vergine. **AVVERTENZE**Le istruzioni per orientarsi usando le stelle saranno presto superate a causa della precessione dell'asse terrestre, che cambia la direzione in cui il polo nord e il polo sud puntano; questo farà spostare alcune stelle più vicine ai poli. La Stella Polare sarà la stella del nord solo per altri cento anni, perché il polo nord si sposta nella direzione della costellazione Cefeo. Le istruzioni per orientarsi seguendo la posizione di una stella funzioneranno ancora nel tempo finché la Terra continuerà a ruotare da ovest a est. *Fonte: [it.wikihow.com](http://it.wikihow.com/) | Autore: [Wikivisual](http://it.wikihow.com/index.php?title=Utente:Wikivisual&redlink=1 "Utente:Wikivisual (la pagina non esiste)")* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, regole --- ### [“Giroparchi Nature Trail 2016”, sulle tracce del Tour du Grand Paradis imparando l’inglese](https://www.montagnenostre.net/giroparchi-nature-trail-2016-sulle-tracce-del-tour-du-grand-paradis-imparando-linglese/) **Published:** Aprile 4, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Per il quarto anno consecutivo ritorna l’appuntamento estivo con il trekking naturalistico “Giroparchi Nature Trail”. Anche l’edizione di quest’anno, organizzata da Fondation Grand Paradis, Parco Nazionale Gran Paradiso e Montura, è rivolta ai giovani tra gli 11 e i 14 anni. Dal 4 all’8 Luglio 2016, 20 ragazzi e ragazze esploreranno il territorio della Valsavarenche accompagnati da una guida escursionistica ambientale, da un insegnante madrelingua inglese e da un rappresentante dell’area comunicazione di Fondation Grand Paradis, che si occuperà della promozione dell’evento presso il grande pubblico attraverso diversi canali online. Durante la loro avventura in alta montagna, i giovani affronteranno quotidianamente sfide coinvolgenti e formative: toccheranno con mano temi di attualità quali sviluppo sostenibile e cambiamento climatico, metteranno alla prova il loro fisico con impegnative passeggiate e si confronteranno con le difficoltà legate all’uso esclusivo dell’inglese, l’unico idioma che verrà utilizzato nell’arco dei 5 giorni di escursioni. Palcoscenico di questa edizione sarà il primo Parco Nazionale italiano, che con le sue bellezze naturalistiche offrirà ai ragazzi la possibilità di imparare attraverso attività ludiche e divertenti. Il trekking rappresenterà un’occasione imperdibile per scoprire tutti i segreti del “Tour du Grand Paradis”, rinomata gara di sci alpinismo a coppie che si svolge in Valsavarenche ogni due anni nonché unica competizione di questo genere a svolgersi interamente nei confini di un Parco Nazionale. Il percorso che seguiranno i ragazzi, per lunghi tratti, ricalcherà quello seguito pochi mesi prima dai concorrenti del Tour 2016: un tracciato ricco di panorami mozzafiato ai piedi del Gran Paradiso. Le lunghe giornate di cammino porteranno gli adolescenti a riflettere su diverse tematiche: di fronte alla morena di un ghiacciaio in progressiva ritirata ci sarà modo di discutere riguardo agli effetti del riscaldamento globale, mentre l’importanza crescente dell’utilizzo di fonti rinnovabili verrà rimarcata attraverso l’osservazione delle politiche ecosostenibili messe in atto dai rifugi che i ragazzi visiteranno. Lo splendido pianoro del Nivolet, con le sue zone umide e la sua ricca biodiversità offrirà poi spunti interessanti riguardo alla fragilità dell’ecosistema alpino e alle azioni che ognuno di noi può quotidianamente mettere in pratica per salvaguardarlo. L’itinerario di “Giroparchi Nature Trail 2016” si snoderà lungo suggestivi sentieri di media e alta montagna, con pernottamenti in quota presso i rifugi Chabod, Vittorio Emanuele, Tétras-Lyre e Città di Chivasso. Questa avvincente esperienza porterà i ragazzi a confrontarsi, proprio nell’Anno Internazionale per la Comprensione Globale, riguardo all’impatto che le singole dimensioni locali possono avere sullo scenario mondiale: diverse attività didattiche permetteranno loro di capire quanto politiche locali lungimiranti siano necessarie per fronteggiare le sfide globali odierne. *“Obiettivo dell’iniziativa è far sì che si sedimenti, nei giovani partecipanti, la convinzione di vivere in un territorio ricco di fascino, storia e natura: - spiega David Follien, Presidente di Fondation Grand Paradis - un territorio che, in un futuro quanto mai prossimo, avrà bisogno delle loro competenze per affermarsi come realtà internazionalmente riconosciuta e di successo. Sempre più importante, in questo senso, appare la conoscenza della lingua inglese, strumento imprescindibile per valorizzare l’immagine delle aree protette a livello globale, nonché lingua universale di un turismo senza più confini geografici.”* “Il Parco è uno scrigno di biodiversità di importanza inestimabile che necessita, oggi più che mai, di tutta la passione delle nuove generazioni: proprio sui giovani e sulla loro inesauribile energia si baserà, nell’immediato futuro, la speranza di salvaguardare il nostro territorio in un’ottica di lungo termine - dice Italo Cerise, Presidente del Parco Nazionale Gran Paradiso – Per questa ragione sosteniamo con entusiasmo l’iniziativa “Giroparchi Nature Trail”, un’occasione di crescita per i ragazzi valdostani e un’opportunità preziosa per l’area protetta.” Dopo una visita guidata al Centro Visitatori del Parco Nazionale Gran Paradiso di Valsavarenche, l’iniziativa si concluderà presso la sala consiliare con la proiezione di alcune immagini, che permetteranno ai ragazzi, alle loro famiglie e alla comunità locale tutta, di rivivere le emozioni del “Tour du Grand Paradis 2016” e del “Giroparchi Nature Trail” appena concluso. I 20 posti disponibili sono riservati ai ragazzi residenti nei 7 comuni valdostani del Parco Nazionale Gran Paradiso: Aymavilles, Cogne, Introd, Rhêmes-Notre-Dames, Rhêmes-Saint-Georges, Valsavarenche, Villeneuve. Qualora le richieste di partecipazione provenienti dai comuni sopracitati non coprissero in toto la disponibilità, verranno prese in considerazione le domande di iscrizione provenienti dal resto d’Italia fino ad esaurimento posti. La quota di partecipazione è di 200 euro e comprende vitto, alloggio e attività didattiche. La scheda di iscrizione sarà scaricabile dal sito [www.grand-paradis.it](http://www.grand-paradis.it) e da [www.giroparchi.it](http://www.giroparchi.it) e dovrà essere inviata a Fondation Grand Paradis entro il 2 maggio 2016. **[SCARICA IL VOLANTINO](http://www.pngp.it/sites/default/files/allegati/giroparchi_nature_trail_2016_volantino_0.pdf)** | **[VUOI ISCRIVERTI?](http://www.pngp.it/iniziative/giroparchi-nature-trail-2016)** *Fonte: Ufficio Stampa - Fondation Grand Paradis* Per informazioni chiedere a: Fondation Grand Paradis - Cogne (AO) Tel. **0165-75301** - Fax **0165-749618** - [www.grand-paradis.it](http://www.grand-paradis.it) - [www.giroparchi.it](http://www.giroparchi.it) **Categorie:** Eventi **Tag:** giroparchi, Gran Paradiso, Valle d'Aosta --- ### [Reel Rock Film Tour, straordinaria apertura per il Melloblocco 2016](https://www.montagnenostre.net/reel-rock-film-tour-straordinaria-apertura-per-il-melloblocco-2016/) **Published:** Aprile 4, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### I migliori film di avventura e arrampicata per il più grande raduno di arrampicata del mondo **Straordinaria apertura per il Melloblocco 2016 con il Reel Rock Film Tour** *Superati nel frattempo i mille sassisti pre-iscritti in Val di Mello* **Val Masino, 31 marzo 2016** . Melloblocco 2016, il più grande raduno di bouldering e arrampicata del mondo, in programma in Val Masino dal 5 all’8 maggio, inizia a svelare il suo ricco programma. Partendo dal Reel Rock e dalla proiezione dei migliori film di avventura e arrampicata dell’anno: solo quattro gli appuntamenti in Italia e uno proprio in Val di Mello, giovedì 5 maggio alle ore 20:30, al Centro polifunzionale della montagna. Pareti immense, lavoro di precisione in montagna e storia dell’alpinismo: il Reel Rock Film Tour vi porta avventure entusiasmanti, piene di adrenalina e grandi momenti di arrampicata. Creato nel 2006 dai registi Josh Lowell (BIG UP Productions) e Peter Mortimer (Sender Films), tra i produttori più famosi al mondo, porta i migliori film di arrampicata a un pubblico live in tutto il pianeta. I FILM IN PROGRAMMA AL MELLOBLOCCO 2016 **A Line Across The Sky**. La traversata del Fitz Roy è uno tra i traguardi più ambiti dell’alpinismo moderno. Un viaggio mozzafiato lungo sette cime diverse e quasi 4000 metri di arrampicata. Alex Honnold e Tommy Caldwell hanno anche capito che il tempo in Patagonia non è proprio come in California. **Dawn Wall: First Look**. L’epico rush finale di Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson per liberare il Dawn Wall ha fatto storia. Ha segnato la conquista arrampicatoria di una generazione e ha stregato il mondo intero, Reel Rock 10 vi presenta immagini esclusive dei momenti salienti durante il passo chiave della via. **Dean Potter Tribute**. Dean Potter era l’avventuriero del verticale più iconico della sua generazione. Ha fatto parte delle famiglia del Reel Rock sin dal primo giorno, partecipando a film di culto come First Ascent, Fly or Die, The Nose e Valley Uprising. In seguito alla sua tragica morte lo scorso maggio, il tour gli renderà omaggio. **High and Mighty**. High Ball Bouldering, dove una caduta potrebbe avere gravissime conseguenze, non è per i deboli di cuore. Aggiungete al tutto un altissimo livello di difficoltà e le cose potrebbero sfuggire di mano. Seguite la battaglia epica di Daniel Woods alla conquista della paura, mentre scala il blocco simbolo dell’High Ball, The Process. **Showdown at Horseshoe Hell**. 24 ore di Horseshoe Hell (24HHH) è l’evento più selvaggio nel mondo dell’arrampicata, un mix di ultramaratona e Burning Man dove gli scalatori d’élite e novellini si sfidano sino all’ultimo in una lotta tra acido lattico e birra. Scherzi a parte, si tratta di una vera gara. Il team di Nic Berry e Mason Earle potrà reggere il confronto con il grandissimo Alex Honnold? Intanto si conferma la vocazione internazionale del raduno in Val Masino, con oltre il 15% dei pre-iscritti stranieri, con Germania, Svizzera e Regno Unito a farla da padrone, mentre tra gli italiani i più numerosi sono milanesi, seguiti da romani e genovesi. E per tutti loro il Reel Rock sarà eccezionalmente gratuito. L’organizzazione rinnova l’invito per chi avesse anche solo l’intenzione di partecipare alla manifestazione di prescriversi su melloblocco.it/preiscrizione per potere preparare al meglio la logistica. *Dal 2004 il Melloblocco trasforma l'incantevole paesaggio della Val Masino e della Val di Mello in un luogo di aggregazione senza precedenti, grazie all’unione con la natura della Lombardia, regione a grande vocazione alpina, ad una organizzazione snella e alla formula non agonistica che offre a tutti la possibilità di arrampicare vicino ai campioni mondiali della disciplina. Arrampicata, musica, natura, stimolo alla conoscenza dei luoghi e divertimento in Valtellina per il più grande raduno internazionale di bouldering al mondo.* *Fonte: Ufficio Stampa Melloblocco | Foto: Melloblocco, Val Masino* © credits Søren Rickards **Per informazioni:** [promo@melloblocco.it ](mailto:promo@melloblocco.it)[www.melloblocco.it ](http://www.melloblocco.it)[www.facebook.com/melloblocco ](http://www.facebook.com/melloblocco)[http://twitter.com/MelloBlocco1 ](http://twitter.com/MelloBlocco1)[www.youtube.com/user/mellobloc](http://www.youtube.com/user/mellobloc) **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Val di Mello, Val Masino, valtellina --- ### [Con Dolomiti Family Fun ed i grandi campioni dello sport divertirsi è naturale](https://www.montagnenostre.net/con-dolomiti-family-fun-ed-i-grandi-campioni-dello-sport-divertirsi-e-naturale/) **Published:** Aprile 29, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **San Martino di Castrozza e Primiero: mete ideali per una vacanza formato famiglia** Al cospetto delle Pale di San Martino sono davvero numerose le proposte formato famiglia che consentono ai bimbi momenti di puro divertimento e sport ed ai genitori piacevoli occasioni di relax. Tante sono le passeggiate da fare con i più piccoli, anche con il passeggino mentre le proposte bike faranno sentire quelli più grandicelli dei veri campioni! Ma in questa splendida cornice naturale non ci sono solo baby-bike e baby-trekking, gli sport a misura di bambino sono tantissimi, dai percorsi dedicati di orienteering all’arrampicata, dal canyoning al minigolf. Da non perdere sono anche le escursioni nel Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino, le attività con le guide alpine, l’Agility Forest, le fattorie didattiche, il trekking coi lama e le passeggiate a cavallo, i numerosi parco giochi e le tante iniziative ed eventi pensati per le famiglie. Dedicato ai bambini dai 4 ai 12 anni è il programma **[Dolomiti Family Fun](http://www.sanmartino.com/IT/dolomitifamilyfun/)**, con il quale dal 27 luglio al 3 settembre i piccoli ospiti delle strutture ricettive aderenti possono cimentarsi in tante divertenti attività per conoscere nuovi amici e vivere esperienze uniche tra natura, sport ed avventura. Divertimento assicurato anche con i Camp dedicati alle attività sportive più amate: il calcio, la bike e l’arrampicata! Il primo appuntamento è dal 2 al 5 giugno con il **[Primiero Training Bike Camp ](http://www.sanmartino.com/IT/primiero-training-camp-con-massimo-debertolis/)**con Massimo Debertolis (Campione del Mondo Marathon). Il Camp è rivolto ai ragazzi dai 16 anni in su e prevede uscite collettive di vario livello, unite a momenti di piacevole teoria e serate di divertimento. Dal 3 al 10 luglio toccherà all’**[FC Bayern Kids Club Junior Camp](http://www.sanmartino.com/IT/pacchettoFCbayern/)**, rivolto ai bambini dagli 8 ai 14 anni. In questa divertente settimana i piccoli partecipanti, provenienti da tutte le parti del mondo, possono indossare la divisa ufficiale del Bayer München ed essere allenati dal suo staff tecnico. Infine, dal 21 al 24 luglio, ecco il **[Manolo Climb Camp Adventure](http://www.sanmartino.com/IT/manolo-climb-camp-adventure/)**, per diventare grandi climbers in compagnia di Manolo, uno dei freeclimbers più noti a livello mondiale e non a caso definito il mago delle Dolomiti, e le Guide Alpine di San Martino di Castrozza e Primiero: le mitiche Aquile! (L.T.) *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: ©credits Alessandro Trovati* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 678867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Dolomiti, Dolomiti Family Fun, Pale di San Martino --- ### [Emozioni uniche con Vanoi Rapid Race e Granitomania](https://www.montagnenostre.net/emozioni-uniche-con-vanoi-rapid-race-e-granitomania/) **Published:** Aprile 29, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Nella Valle del Vanoi, acqua e roccia: gli elementi per un fine settimana adrenalinico** Energia pura **dal 20 al 22 maggio** con la **[Vanoi Rapid Race](http://www.sanmartino.com/IT/vanoi-rapid-race/)**, manifestazione che richiama nella Valle del Vanoi i migliori canoisti del panorama nazionale ed internazionale. Durante la tre giorni si alternano prove, allenamenti e gare riservate a canoisti esperti, lungo il torrente Vanoi, corso d’acqua impegnativo, dalle rapide complesse con difficoltà tecniche ideali per gli amanti del kayak. Vanoi Rapid Race non è solo gara ma anche un raduno che coinvolge tutti gli amanti dello sport della canoa e che vuole avvicinare giovani e meno giovani a questa disciplina approfittando dello straordinario ambiente naturale che offre la Valle del Vanoi. Durante la tre giorni si alternano prove, allenamenti e gare riservate a canoisti esperti, lungo il torrente Vanoi. Venerdì 22 è dedicato a “Prova la canoa”, attività per ragazzi e adulti che insieme ad Istruttori del Centro Outdoor Onda Selvaggia possono provare il brivido della discesa. I battiti cardiaci diventano più forti sabato e domenica con l’inizio delle competizioni Vanoi Rapid Race individuali ed a squadre. Non solo kayak nel Vanoi ma anche arrampicata sportiva con **[GranitoMania](http://www.sanmartino.com/IT/granitomania/)** che ritorna per il quinto anno consecutivo a Caoria; dove il **22 maggio** gli appassionati di roccia possono cimentarsi con prove di arrampicata sui nuovi monotiri alla falesia della Salina. (MC.B.) *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: ©credits Onda Selvaggia* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 678867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Pale di San Martino, Rafting, Vanoi --- ### [L'orientamento: come orientarsi con gli alberi?](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-gli-alberi/) **Published:** Maggio 10, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Un albero isolato è ideale per fornire indicazioni sull’orientamento, soprattutto se si trova in un’area esposta agli agenti atmosferici, come in una aiuola di una città. Se però ci troviamo in un bosco, dobbiamo scegliere un albero dominante, quello cioè che appare più in alto, più vecchio e più robusto, perché rivela con maggiore chiarezza l’impatto con gli agenti atmosferici. Scegliamo, se possibile, un albero che perde foglie piuttosto che sempreverde, perché su di esso gli adattamenti ambientali, che possono essere letti, saranno di solito più pronunciati. Giriamo tutto intorno all’albero e osserviamolo accuratamente per valutare quale lato sembra più pesante e la crescita più folta: con buona probabilità questo è il lato esposto a Sud, e più sarà pronunciata questa differenza più si potrà fare affidamento su tale metodo. Il fusto e i rami di un albero tendono a curvarsi verso la luce (nel nostro emisfero verso Sud). Prestare quindi attenzione ai rami che si trovanosui due lati di uno stesso albero: quelli che crescono sul lato più illuminato si svilupperanno orizzontalmente in direzione alla luce, mentre i rami che si trovano sul lato più buoi tenderanno a crescere verso l’alto. Per questo motivo, guardando da oriente o da occidente gli alberi del nostro emisfero sembra che disegnino una sorta di “V” tra i rami (effetto spunta) - fenomeno che è più evidente quando gli alberi sono senza foglie. Anche un albero abbattuto aiuta per l’orientamento attraverso l’osservazione degli anelli di accrescimento del ceppo (parte inferiore della pianta, da cui si alza il tronco e si diramano le radici). Sui ceppi di un albero abbattuto gli anelli di crescita sono più ampi nel lato Sud. In una zona dove spira spesso un certo vento, i rami e le cime degli alberi tendono a curvarsi in base alla direzione in cui esso soffia. Se in una zona tira spesso la Tramontana i rami e le cime degli alberi tendono a piegarsi verso Sud. Quindi il lato verso il quale risultato sono piegati gli alberi è il Sud. Se però non si conosce la direzione prevalente del vento, è possibile dedurla utilizzando inizialmente il Sole o le stelle **[\[vedi STELLE\]](http://www.montagnenostre.net/come-trovare-la-stella-polare-in-montagna/ "Come trovare la stella polare in montagna?")** o qualche altro indicatore e osservando poi l’effetto sull’albero. La corteccia degli alberi ad alto fusto che hanno la parte rivolta a Nord generalmente è coperta dal muschio per maggiore umidità **[\[vedi articolo MUSCHI\]](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-muschio/ "L’orientamento: come orientarsi con il muschio?")**. I tronchi hanno i corrugamenti della corteccia più evidenti e profondi nel lato Sud. *Fonte: Testo tratto dal vocabolario dell'orientamento naturale dell'opuscolo "Mi sono perso" di Frate Indovino* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, regole --- ### [Vipera Ammodytes](https://www.montagnenostre.net/vipera-ammodytes/) **Published:** Maggio 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Descrizione:** La Vipera ammodytes può raggiungere i 90 cm di lunghezza e in alcuni anche il metro. La sua colorazione può variare dal grigio al marrone o rossiccio. Sul dorso, solitamente, si può vedere un disegno a zigzag di colore più scuro o dei rombi uniti, anch’essi di colore più scuro. La caratteristica principale di questa vipera è la presenza di un corno sul muso che è un prolungamento dello stesso. #### **Habitat:** Questa particolare vipera è presente nella provincia di Bolzano in Venezia Giulia, e in diverse località delle Prealpi venete e in Carnia. Vive principalmente nei boschi e nei luoghi poco frequentati dall’uomo. #### **Velenosità:** La Vipera ammodytes produce un veleno emotossico, che per molti versi è simile alla Vipera aspis, dunque tende ad attaccare le cellule ed i vasi sanguigni provocando la morte della preda per emorragia. *Fonte: http://www.cani.it/magazine* [Ritorna all'articolo »](http://www.montagnenostre.net/morso-di-vipera-nel-cane-cosa-fare) **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Animali di Montagna, vipera --- ### [Vipera Aspis](https://www.montagnenostre.net/vipera-aspis/) **Published:** Maggio 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Descrizione:** La Vipera aspis è un viperide di piccole dimensioni, solitamente non supera i 90 cm. Ha la testa di forma triangolare, ben distinta dal corpo con la punta del muso rivolta leggermente verso l’alto. Presenta pupille verticali e la coda è anch’essa ben distinta dal resto del corpo. Esistono molte sottospecie della Vipera aspis, che variano per colore e dimensioni ma la colorazione di base solitamente è grigio chiaro o marrone con linee di colore più scuro che attraversano il dorso. #### **Habitat:** Questa è una delle vipere italiane maggiormente diffuse; si trova in tutta la penisola, tranne in Sardegna. Ha moltissime sottospecie, anche localizzate in territori specifici. #### **Velenosità:** Il veleno della Vipera aspis è emotossico, dunque agisce aggredendo i tessuti interni e i vasi sanguinei. Ma è composto anche da neurotossine che vanno ad attaccare il sistema nervoso paralizzando la preda. *Fonte: http://www.cani.it/magazine* [Ritorna all'articolo »](http://www.montagnenostre.net/morso-di-vipera-nel-cane-cosa-fare) **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Animali di Montagna, vipera --- ### [Vipera Ursinii](https://www.montagnenostre.net/vipera-ursinii/) **Published:** Maggio 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Descrizione:** La Vipera ursinii ha un corpo tozzo come la Vipera aspis e una testa abbastanza stretta, di forma triangolare. La sua colorazione varia dal grigio-crema al rossastro, con una lunga e continua striscia a zig-zag bruna o nera sul dorso. #### **Habitat:** La vipera dell'Orsini, è una delle vipere più piccole d’Italia. Vive solo in alcune zone dell'Appennino centrale, nei boschi e vicino ai corsi d’acqua. È considerata molto rara ed è dunque protetta dal CITES. #### **Velenosità:** Questa vipera produce un veleno principalmente emotossico formato da diverse proteine enzimatiche che vanno ad attaccare i tessuti, bloccando la coagulazione del sangue. Ma può attaccare anche il sistema nervoso paralizzando la preda. *Fonte: http://www.cani.it/magazine* [Ritorna all'articolo »](http://www.montagnenostre.net/morso-di-vipera-nel-cane-cosa-fare) **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Animali di Montagna, vipera --- ### [Morso di vipera nel cane: cosa fare?](https://www.montagnenostre.net/morso-di-vipera-nel-cane-cosa-fare/) **Published:** Maggio 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** L’Italia è uno dei paesi con il **minor numero di serpenti velenosi**, solo la **vipera** può causare danni seri agli uomini e ai cani. Spesso **i nostri amici a quattro zampe vanno a mettere il muso tra cespugli e arbusti**, rischiando di essere morsi. In questo articolo **impareremo a riconoscere le diverse specie di vipera presenti in Italia e a prestare il primo soccorso qualora il nostro cane venga morso da una di queste**. Ecco l'elenco delle vipere presenti in Italia, conoscendone l’aspetto fisico, l’habitat e la velenosità: **[VIPERA ASPIS](http://www.montagnenostre.net/vipera-aspis/ "Vipera Aspis")** | **[VIPERA URSINII](http://www.montagnenostre.net/vipera-ursinii/ "Vipera Ursinii")** | **[VIPERA BERUS](http://www.montagnenostre.net/vipera-berus/ "Vipera Berus")** | **[VIPERA AMMODYTES](http://www.montagnenostre.net/vipera-ammodytes/ "Vipera Ammodytes")** #### **Cosa fare o non fare quando una vipera morde il nostro cane?** **Qualora si sospetti un morso di vipera è importante:** - Mantenere la calma, potrebbe salvare la vita al nostro amico e ci permetterà di assisterlo nel migliore dei modi. - Allertare il veterinario così da permettergli di prepararsi al nostro arrivo in clinica e prestare tutte le cure del caso, nel minor tempo possibile - Riconoscere il morso, quello di vipera è facilmente riconoscibile rispetto ad altri morsi di serpenti innocui, per via dei due piccoli fori distanti circa un centimetro l'uno dall'altro. - Se il serpente è nelle vicinanze cercatelo, stando ben attenti a non essere morsi e provvedete a capire se tratti in effetti una vipera o meno, ciò è possibile farlo osservando la testa che dovrà essere di forma triangolare e gli occhi che presenteranno pupille verticali ed ellittiche. - Una volta individuato il tipo di serpente, sarà nostro compito fargli una foto che invieremo o mostreremo di persona al nostro veterinario per fargli capire precisamente di cosa si tratta. - Bisognerà in seguito cercare la sede del morso, che andremo a pulire accuratamente con acqua ossigenata. - Durante queste operazioni è importante tranquillizzare il cane, cercando di limitare al minimo i movimenti per evitare di accelerare la diffusione del veleno nell'organismo - Quando il morso è stato inflitto su un arto si dovrebbe applicare un laccio a monte del morso, per ridurre la diffusione del veleno. In tal caso è importante non stringere troppo il nodo rischiando di bloccare completamente la circolazione, per accertarci di ciò è bene verificare che si senta il battito al di sotto del nodo. **Mentre queste sono le cose da non fare:** - Mai succhiare il veleno con la bocca come spesso si vede fare nei film, (si rischia l'avvelenamento). Piuttosto è bene tenere sempre a portata di mano un "aspira veleno" che potete ordinare su internet o in farmacia. - Non praticare incisioni. - Non disinfettare con l'alcol. - Non alzare l'arto o la zona ferita con cuscini o supporti vari. - Non somministrare antidolorifici, antinfiammatori o qualsiasi altro medicinale se non espressamente indicato dal veterinario Solo il veterinario sarà in grado di decidere la terapia idonea per curare il morso di vipera, per questo è importante non perdere tempo e raggiungerlo nel minor tempo possibile. *Fonte: http://www.cani.it/magazine* **Categorie:** In Montagna **Tag:** cane, cane in montagna, regole, vipera --- ### [5 consigli per portare il cane in montagna](https://www.montagnenostre.net/5-consigli-per-portare-il-cane-in-montagna/) **Published:** Maggio 16, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Prima di partire** Considera che la montagna è una meta molto **più impegnativa**, rispetto al mare, dal punto di vista fisico per il tuo cane. Consulta quindi con il veterinario riguardo alla quota e ad eventuali pomate da portare con te per proteggere le zampe del tuo amico dalle rocce. Prepara lo zaino tenendo conto anche delle esigenze del tuo compagno, porta **acqua a volontà** per te e per lui e la ciotola per servirgliela (ce ne sono anche di pieghevoli in commercio), un asciugamano per nuotate impreviste, un kit del pronto soccorso che comprenda anche il necessario per il cane e soprattutto informati sui numeri di telefono di veterinari o di eventuali **soccorsi veterinari** nella zona dove farai le tue escursioni. #### **Infortuni** Le ferite più frequenti sono ai **cuscinetti plantari** e sono caratterizzate da intensa emorragia, ma **facilmente guaribili.** Nel caso succedesse al tuo amico, niente panico, valuta estensione e profondità della ferita, **lavala** con acqua fredda pulita e **controlla** la perdita di sangue tamponando e comprimendo la ferita con una garza sterile o un fazzoletto. Se la ferita è localizzata ad un arto puoi anche stringere un laccio a monte della ferita, ricordandoti di allentarlo ogni 3-4 minuti per consentire la circolazione del sangue. Le fratture invece sono sempre dolorose e puoi accorgertene perchè il tuo cane zoppica e fa fatica ad appoggiare la zampa ferita. L’arto interessato appare spesso **gonfio e deformato** e al movimento si avvertono rumori di scroscio. Prima di tutto devi **impedire al cane di muoversi**, e se la frattura è esposta proteggere la ferita con garze sterili o con panni puliti. Maneggia la zampina infortunata con **cautela** evitando movimenti di torsione o di trazione. Proteggi l’arto steccandolo e bendandolo con qualunque cosa a tua disposizione al fine di immobilizzarlo. In ogni caso dopo aver medicato fido **telefona subito al veterinario!** #### **Punture** Se il tuo amico è di taglia media, non è allergico e non riceve innumerevoli morsi, normalmente non subentrano problematiche sanitarie gravi, se invece è di piccola taglia e subisce molte punture, possono causare uno **stato di tossiemia** che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe portare anche alla morte. Osserva subito la parte colpita, le reazioni più evidenti sono: gonfiore, calore, arrossamento e dolore. Raschia delicatamente per **rimuovere il pungiglione** senza fare pressione per evitare di inoculare ulteriore veleno, applica poi del freddo sulla parte colpita per limitare il gonfiore. Le punture in bocca ed in gola sono le più pericolose in quanto il gonfiore prodotto dalle stesse può rendere **difficoltoso respirare** al tuo amico! Osservalo e se inizia a manifestare comportamenti anomali, non si regge in piedi, trema, ansima, o noti bava alla bocca, portalo **immediatamente dal veterinario**. Lo shock anafilattico da allergia a punture di insetti è un’evenienza piuttosto rara nei cani ed è indipendente dalla taglia. Qualora accada porta il cane più velocemente possibile dal veterinario. #### **Se si perde** Può accadere che il tuo cane inseguendo una farfalla o una delle mille piste olfattive che si trovano in natura si perda. Non devi andare nel panico ma affidarti all’**istinto**naturale del quadrupede. Deposita a terra un tuo **indumento** e, continuando a chiamare il cane con voce calma e rassicurante, comincia a perlustrare la zona intorno al punto in cui hai lasciato il segno camminando in cerchio. Di solito il cane, una volta realizzato di essersi allontanato troppo da te, cercherà una **pista olfattiva** che lo riporterà al punto in cui hai lasciato l’oggetto con il tuo odore. Se dopo un lasso di tempo sufficientemente lungo questo non dovesse succedere rivolgiti, come per i casi di smarrimento, a tutti coloro che possono venire coinvolti nel ritrovamento (autorità giudiziarie, canili, veterinari, soccorso sui sentieri, guide alpine etc.). #### **Il freddo** Si, il freddo, perché andare in montagna con fido può significare freddo, a seconda della quota, anche in estate. I cani a pelo folto e lungo sono le razze che meglio si adattano al freddo e che gradiscono maggiormente il clima invernale e di montagna. Se hai intenzione di portare il tuo amico in montagna, quando le temperature sono particolarmente fredde, **abitualo gradualmente** l’animale alle temperature e aumentare l’**apporto calorico**, prevedendo per esempio 30 grammi di lardo al giorno per cani di media taglia. Come riconoscere i **sintomi dell’ipotermia**? Il cane ha brividi, una temperatura rettale inferiore ai 37.5°C, stordimento, rigidità muscolare, respirazione lenta, battito cardiaco poco percettibile e infine il coma. Soccorrilo portandolo immediatamente in un luogo caldo, riscalda addome e torace con bottiglie di acqua calda avvolte in panni asciutti, non strofinare, non riscaldare le estremità, copri il cane con una coperta e portalo il più rapidamente possibile dal veterinario. *Fonte: [dottordog.com](http://www.dottordog.com/5-consigli-per-la-montagna-con-fido/)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** cane, cane in montagna, regole --- ### [L'orientamento: come orientarsi con l'orologio?](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-lorologio/) **Published:** Maggio 17, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Utilizzare un orologio con le lancette e disporlo orizzontalmente. Ruotare l’orologio fino a quando la lancetta delle ore punti verso il sole. La bisettrice dell’angolo formato dalla lancetta delle ore e le ore 12 indicherà la direzione del Sud: il Nord sarà dalla parte opposte. Fare sempre il calcolo considerando l’ora solare (quando è in vigore l’ora legale occorre togliere un’ora da quella segnata dall’orologio). **Secondo metodo con il Sole** Si mantenga un fiammifero o un filo d’erba verticalmente al centro dell’orologio che va tenuto in piano. Si orienti l’orologio fino a quando l’ombra proiettata dal fiammifero coincida con la lancetta delle ore. La direzione del Nord sarà individuata dalla bisettrice dell’angolo formato dalla lancetta delle ore con le ore 12. Fare sempre il calcolo considerando l’ora solare. **Uso dell’orologio con la Luna Piena:** orientare la lancetta delle ore verso la Luna; la bisettrice dell’angolo formato dalla lancetta delle ore con le ore 12 indicherà il Sud, con la Luna al primo quarto: puntare la lancetta delle ore verso la Luna; la bisettrice formata fra la direzione della Luna e le ore 12 indicherà l’Ovest. Ruotando di 90° in senso orario (cioè 3 ore dopo quella che segna l’Ovest) si otterrà la direzione del Nord. Uso dell’orologio con la Luna all’ultimo quarto: posizionare l’orologio come detto nell’esempio precedente; la bisettrice formata fra la direzione della Luna e le ore 12 indicherà la direzione Est. Ruotando di 90° (cioè di 3 ore) in senso antiorario si ottiene Nord. *Fonte: Testo tratto dal vocabolario dell'orientamento naturale dell'opuscolo "Mi sono perso" di Frate Indovino* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, orologio, regole --- ### [L'orientamento: Come orientarsi con il sole?](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-sole/) **Published:** Maggio 17, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Di giorno il Sole può facilmente orientarci. Basta ricordare che in modo approssimato alle ore 6 è in direzione Est; alle ore 9 è a Sud Est; alle 12 è a Sud; alle 15 è a Sud-Ovest; alle ore 18 è ad Ovest. Bisogna però tenere conto che ogni giorno il Sole sorge e tramonta ad orari diversi a seconda della stagione e che solo nei giorni degli equinozi di primavera e d’autunno sorge esattamente ad Est e tramonta esattamente ad Ovest. Durante la primavera e l’estate il Sole sorge a Nord-Est e tramonta a Nord-Ovest. Durante l’autunno e l’inverno sorge a Sud-Est e tramonta a Sud-Ovest. Ogni giorno dell’anno però quando una qualsiasi ombra proiettata dal Sole raggiungerà il minimo della lunghezza indicherà esattamente la direttrice Nord/Sud. Se disponiamo di un orologio analogico possiamo determinare le direzioni dei punti cardinali con un metodo più accurato e preciso [\[vedi OROLOGIO\]](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-lorologio/ "L’orientamento: come orientarsi con l’orologio?"). Anche quando il cielo è nuvoloso e il sole non è visibile, la sua luce raggiunge comunque la terra. Per orientarci usiamo questo metodo: prendiamo una lamina lunga e sottile (un coltello, un foglio di carta, una corteccia o una foglia). Facciamo ruotare la lamina in un luogo in cui arriva la luce, si formerà un’ombra a forma di ventaglio, che si restringerà via via che si farà ruotare la lamina. Quando l’ombra diventerà una linea significa che la lamina indicherà la direzione del Sole. Tenere presente che tale metodo indicherà la parte più luminosa del cielo e in linea massima dove si trova il Sole solo se il cielo è coperto in modo uniforme. *Fonte: Testo tratto dal vocabolario dell'orientamento naturale dell'opuscolo "Mi sono perso" di Frate Indovino* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, regole --- ### [Il bene più prezioso del Tirolo: cinque riserve naturali e un parco nazionale](https://www.montagnenostre.net/il-bene-piu-prezioso-del-tirolo-cinque-riserve-naturali-e-un-parco-nazionale/) **Published:** Maggio 17, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### Nella valle della Lechtal scorre uno degli ultimi corridoi fluviali morfologicamente intatti d'Europa, in Osttirol si può visitare uno dei più grandi parchi nazionali d'Europa e da nessun'altra parte delle Alpi la popolazione dell'aquila reale ha una densità tanto alta quanto nel Parco alpino del Karwendel. Questi sono i tesori che fanno della natura il bene più prezioso del Tirolo. Alberghi gestiti in modo sostenibile, pensioni e agriturismi costituiscono l'ideale punto di partenza per i visitatori delle cinque riserve naturali tirolesi e del Parco nazionale degli Alti Tauri. **A piedi attraverso le riserve naturali e il Parco nazionale degli Alti Tauri** Il sentiero dell’Aquila è il principale percorso escursionistico del Tirolo. Conduce, tra l'altro, attraverso il [Parco alpino del Karwendel](http://www.tirolo.com/parco-naturale-del-karwendel "www.tirolo.com/parco-naturale-del-karwendel"), che con i suoi 727 chilometri quadrati è la riserva naturale più grande dell'Austria. Con un po' di fortuna, nel Parco alpino del Karwendel, gli escursionisti potranno scovare il prestanome originario del sentiero dell'Aquila, visto e considerato che da nessun'altra parte delle Alpi la densità di coppie di aquila reale nidificanti è tanto alta quanto qui. Lungo il sentiero dell'Aquila vi sono sette tappe che attraversano l'area del Karwendel con le sue vette, tra cui, più di 120 al di sopra dei 2.000 metri. Inoltre, il percorso passa anche per il boschetto d'aceri, costeggia il fiume torrentizio dell'Isar e tocca anche l'incantevole capoluogo tirolese di Innsbruck. Gli escursionisti raggiungono la massima quota a 2.749 metri di altitudine, in cima alla Birkkarspitze. Una parte del parco più esteso (più di 1.800 km²) e più antico d'Austria, il [Parco nazionale degli Alti Tauri](http://www.tirolo.com/parco-nazionale-degli-alti-tauri "www.tirolo.com/parco-nazionale-degli-alti-tauri") si trova in Osttirol. Qui svetta anche il Großglockner, che con i suoi 3.798 metri è la montagna più alta dell'Austria. Ai suoi piedi si trova il più grande ghiacciaio singolo delle Alpi Orientali il cui spessore raggiunge i 250 metri. Di particolare interesse per i visitatori del parco nazionale, ricordiamo il punto informazioni del parco, la Nationalparkhaus a Matrei in Osttirol. Attraverso sentieri tematici, come il primo sentiero didattico sull'acqua di tutta Europa, gli escursionisti scoprono nozioni interessanti sulla natura, mentre gli appassionati di alpinismo potranno conquistare le vette tra Ströden e il rifugio Stüdlhütte lungo le *[tappe del sentiero dell'Aquila che attraversano l'Osttirol](http://www.tirolo.com/sentiero-dellaquila-osttirol "www.tirolo.com/sentiero-dellaquila-osttirol").* Un altro gioiello naturale attende gli escursionisti nella Zillertal: lì si snoda l'impegnativo percorso della *Berliner Höhenweg*, un'alta via che attraversa il [territorio di alta montagna della riserva naturale delle Zillertaler Alpen](http://www.tirolo.com/parco-naturale-della-zillertal "www.tirolo.com/parco-naturale-della-zillertal"). Esperti escursionisti di alta montagna impiegano circa una settimana per percorrere i quasi 70 chilometri che separano il rifugio Gamshütte dal Kasseler Hütte. Il dislivello complessivo da superare è pari a circa 6.700 metri. Numerosi rifugi lungo la Berliner Höhenweg risalgono ancora ai tempi in cui - più di 150 anni fa - ebbe inizio lo sviluppo economico delle Alpi. Uno di questi rifugi venne, addirittura, inaugurato nel 1879 ed è oggi sotto tutela dei beni culturali: il Berliner Hütte a 2.044 metri di quota è degno di una visita, fosse anche soltanto per la sua sala da pranzo rivestita di pannelli in legno. Meno impegnativo, ma altrettanto valente dal punto di vista paesaggistico è il sentiero *Lechweg*. Si snoda lungo il corso di uno degli ultimi fiumi morfologicamente intatti d'Europa. Gli escursionisti costeggiano il fiume Tiroler Lech dalla sua sorgente, vicina al lago Formarinsee, fino all'Algovia e attraversano la [Riserva naturale del Tiroler Lech](http://www.tirolo.com/parco-naturale-tiroler-lech "www.tirolo.com/parco-naturale-tiroler-lech"). Questa riserva è l'habitat di più di 1.100 specie vegetali, che corrisponde a un terzo di tutte le specie presenti in Tirolo. Qui vivono più di 150 specie di uccelli. Chi percorre il sentiero di 125 km del Lechweg, si troverà ad attraversare uno spettacolare ponte pedonale sospeso di 200 metri di lunghezza. Di altrettanto valore è il *bosco dei cembri di Obergurgl*, sottoposto a vincolo di tutela come monumento naturale che si trova nella [Riserva naturale della Ötztal](http://www.tirolo.com/parco-naturale-della-oetztal "www.tirolo.com/parco-naturale-della-oetztal"). Un facile percorso escursionistico conduce attraverso un bosco con esemplari di più di tre secoli di vita. Il sentiero è costellato di cespugli di mirtillo e moretta comune. Questo è anche l'habitat dell'uccello più piccolo d'Europa, il regolo comune. La Riserva naturale della Ötztal affascina con il suo paesaggio di alta montagna e con le sue vaste superfici ricoperte da ghiacciai che si estendono per oltre 100 chilometri quadrati. Gli appassionati delle scienze potranno visitare la Riserva della biosfera UNESCO della gola Gurgler Klamm e scoprire le tracce dello sviluppo dell'uomo e della natura. Gli escursionisti e gli alpinisti potranno fare tappa al paese degli alpinisti di Vent che si è dedicato completamente al concetto del turismo sostenibile. Da lì partono tour escursionistici e su ghiacciaio che portano a toccare le vette sopra i 3.000 metri dei dintorni, tra le quali anche la Wildspitze, che con i suoi 3.774 metri è la montagna più alta del Tirolo settentrionale: I visitatori della [Riserva naturale di Kaunergrat](http://www.tirolo.com/attivita/benessere-e-natura/parchi-naturali/parco-naturale-kaunergrat "http://www.tirolo.com/attivita/benessere-e-natura/parchi-naturali/parco-naturale-kaunergrat") scoprono una delle torbiere alte più affascinanti dell'Europa centrale nel corso di una facile escursione lungo il sentiero naturale didattico che attraversa la *torbiera Piller Moor*. Qui, fino agli anni '70, si estraeva la torba. Oggi la Piller Moor è sotto tutela ambientale e fa da habitat a piante carnivore come la drosera e l'utricularia, a insetti come le sputacchine o le libellule e ai ragni lupo, i più grandi ragni presenti in Austria. Con un po' di fortuna, i visitatori possono anche scovare un picchio tridattilo. Nella Riserva naturale di Kaunergrat, gli escursionisti possono accomodarsi in una cinquantina di malghe gestite. Molti sentieri e mete escursionistiche sono privi di barriere architettoniche, un grande vantaggio per i disabili su sedia a rotelle e le famiglie con i passeggini. **Alloggi sostenibili**Lungo il tratto del Sentiero dell'Aquila che attraversa l'Osttirol si trovano vari alberghi, locande, pensioni, appartamenti vacanze, affittacamere e agriturismi che sono [convenzionati con il Parco nazionale degli Alti Tauri](http://www.tirolo.com/parco-nazionale-degli-alti-tauri "www.tirolo.com/parco-nazionale-degli-alti-tauri"). Come, per esempio l'hotel Hinteregger in Osttirol, che un tempo fungeva da osteria, cinema e teatro di Matrei. Questa struttura, grazie al risanamento moderno attuato con materiali naturali quali la pietra, il legno e l'argilla, ha già ricevuto vari riconoscimenti nel campo dell'architettura e ricava l'energia da un impianto fotovoltaico ad esso annesso e da un riscaldamento a cippato. La verdura e gli aromi utilizzati nel ristorante dell'albergo sono del proprio orto. I crauti e le patate del proprio campo e la carne, in gran parte, del proprio allevamento. Persino il succo di mela viene spremuto dalla frutta di produzione propria e il pane viene sempre fatto in casa. All'utilizzo ecologico di natura, paesaggio e risorse si sono consacrate anche le [strutture convenzionate con la Riserva naturale di Kaunergrat](http://www.tirolo.com/attivita/benessere-e-natura/parchi-naturali/parco-naturale-kaunergrat "http://www.tirolo.com/attivita/benessere-e-natura/parchi-naturali/parco-naturale-kaunergrat"). L'Hotel Weisseespitze di 4 stelle nella Kaunertal, ad esempio, punta su un'offerta senza barriere per disabili su sedia a rotelle e informa i propri ospiti sulla flora e la fauna della riserva. La fattoria Schnadinger di Kaunerberg offre specialità di produzione propria, tipiche della regione della riserva naturale, come uova, burro, miele e yogurt. Nella Pitztal, invece, si sono riunite otto fattorie per specializzarsi nella ricezione delle famiglie. Una di queste appartiene alla famiglia dell'asso olimpico e campione del mondo di sci Benjamin Raich. **Osservare la flora e la fauna intatte presso i fotopoint** Presso i numerosi *[fotopoint](http://www.tirolo.com/attivita/benessere-e-natura/parchi-naturali/fotopoints-parchi-naturale-parco-nazionale "http://www.tirolo.com/attivita/benessere-e-natura/parchi-naturali/fotopoints-parchi-naturale-parco-nazionale")* i visitatori possono scoprire la biodiversità delle riserve naturali tirolesi e del Parco nazionale degli Alti Tauri. Nella Riserva naturale del Tiroler Lech, ad esempio, vivono rare specie animali come il rospo calamita, la specie di cavalletta Psofo stridulante e l'uccello corriere piccolo, mentre nella Riserva di Kaunergrat dimorano 1.200 stambecchi e 1.100 specie di farfalle. Il Parco nazionale degli Alti Tauri ospita i rari avvoltoi barbuti, nel Parco alpino del Karwendel, invece, la densità di coppie di aquile reali nidificanti è la più alta dell'intero arco alpino. Maggiori informazioni sui parchi naturali e sul Parco Nazionale degli Alti Tauri: ** *Fonte: presse.tirol.at | Foto: La riserva naturale di Kaunergrat ©TVB Pitztal* *Tirol Info*Maria-Theresien Str. 55 6010 Innsbruck, Austria Tel. +43 512 7272-0 **E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). **Categorie:** Itinerari **Tag:** natura, Parchi Nazionali, Parco naturale, Parco nazionale --- ### [L'orientamento: come orientarsi in montagna](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-in-montagna/) **Published:** Maggio 19, 2016 **Author:** Redazione **Content:** costituisce l’insieme delle tecniche che permettono ad una persona di orientarsi in un territorio sconosciuto e di trovare la direzione da intraprendere. In genere l’orientamento si fonda sull’individuazione del **nord**. In una situazione di sopravvivenza, avere sempre presente la direzione in cui si sta andando, è essenziale per evitare di girare in tondo o di perdersi intraprendendo una direzione errata. Se vi perdete in una zona sconosciuta a causa di un incidente con un mezzo, dovrete cercare di raggiungere un centro abitato per richiedere soccorso. Se non vedete centri abitati all’orizzonte, però sapete che a nord-ovest potreste trovare una cittadina allora dovrete servirvi di una bussola per trovare la direzione esatta o in assenza di quest’ultima usare di uno dei metodi descritti sotto. Per avere una visuale a 360° dell’ambiente dovrete raggiungere un **punto alto**. **I TIPI DI NORD:** - NORD GEOGRAFICO: si trova osservando il Sole e le stelle. Il nord geografico è la direzione verso il centro del Polo Nord (Artide). - NORD MAGNETICO: quello che si trova osservando l’ago della bussola. L’ago della bussola infatti punta verso il Nord Magnetico che dista di circa 3° dal nord geografico e che cambia ogni dieci anni. Stesso discorso vale per il sud geografico e il sud magnetico. **I PUNTI CARDINALI:**Si chiama punto cardinale ciascuna delle quattro direzioni principali verso le quali è possibile muoversi trovandosi su di una superficie (anche di un geoide, come la Terra); tali quattro punti cardinali sono il **nord o settentrione**, il **sud o meridione**, l'**est o oriente** e l'**ovest o occidente**. **LA ROSA DEI VENTI:**Avendo come punto di riferimento l'Italia, da ciascuno degli otto principali punti cardinali proviene una corrente d'aria (vento) diversa: - NORD: proviene la **tramontana** (vento freddo e secco) - NORDEST: proviene il **grecale** (vento forte in inverno) - EST: proviene l'oriente o **levante** (vento caldo e umido) - SUDEST: proviene lo **scirocco** (vento caldo proveniente dal Sahara) - SUD: proviene il mezzogiorno o **ostro** (venti caldi) - SUDOVEST: proviene il **libeccio** (vento caldo, porta spesso pioggia) - OVEST: proviene l'occidente o **ponente** (vento fresco) - NORDOVEST: proviene il **maestrale** o maestro (vento gelido - aria polare) **COME ORIENTARSI IN UN TERRITORIO** E’ utile in una situazione di sopravvivenza aver sempre presente dove si trovano i punti cardinali e per farlo esistono vari metodi sotto: - [Come orientarsi utilizzando il sole?](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-sole/ "L’orientamento: Come orientarsi con il sole?") - Come orientarsi senza bussola? - [Come orientarsi col metodo del bastoncino e dell'ombra?](http://www.montagnenostre.net/come-orientarsi-col-metodo-del-bastoncino-e-dellombra/ "Come orientarsi col metodo del bastoncino e dell’ombra?") - Come orientarsi con la bussola? - Come orientarsi con le stelle? - [Come orientarsi con il muschio?](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-muschio/ "L’orientamento: come orientarsi con il muschio?") - [Come orientarsi con gli alberi?](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-gli-alberi/ "L’orientamento: come orientarsi con gli alberi?") - Come orientarsi con la luna? - [Come orientarsi con l'orologio?](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-lorologio/ "L’orientamento: come orientarsi con l’orologio?") **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, regole --- ### [Come orientarsi col metodo del bastoncino e dell'ombra?](https://www.montagnenostre.net/come-orientarsi-col-metodo-del-bastoncino-e-dellombra/) **Published:** Maggio 19, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Ci capita di viaggiare e di poter visitare posti nuovi ed è sempre buona cosa sapersi orientare per evitare di perdersi nei meandri di qualche luogo a noi ancora del tutto sconosciuto. La **soluzione migliore** sarebbe quindi quella di avere un **buon senso di orientamento** che ci permette di capire dove ci troviamo in quel **determinato momento**. La bussola, per definizione, risulta essere l'oggetto più utile ed utilizzato in queste determinate occasioni ma se ne dovessimo essere momentaneamente sprovvisti è opportuno conoscere un **sistema alternativo**, come ad esempio l'orientarsi mediante il **metodo del bastoncino** e dell'ombra. Munitevi di pazienza e prestate attenzione facendo in modo da seguire la guida e capire bene questa tecnica. \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] 1. Il sistema precedentemente accennato nell'introduzione, può variare a secondo del posto in cui risediamo in quel preciso momento. I differenti metodi di esplorazione cambiano a seconda se ci dovessimo trovare nell'emisfero australe o in quello settentrionale, tenendo conto però che stando sempre più vicini all'equatore il metodo risulterà essere meno efficace. 2. Parlando dell'emisfero australe possiamo prendere come esempio un **orologio** ed andiamo a posizionarlo a terra, teniamo però conto che le 12.00 risultino essere parallele all'ombra che viene proiettata dal **bastoncino**, fatto ciò ricerchiamo il **punto mediano** tra la **lancetta delle ore** dodici. Il passo successivo sarà quello di tracciare una **linea immaginaria** che va dal punto mediano al **centro del quadrante**formando così l'asse nord-sud, dove il sole sarà nella direzione nord. 3. Considerando viceversa di trovarsi nell'emisfero settentrionale il bastoncino andrà fissato al meglio nel suolo ma stavolta in posizione verticale così la sua **ombra** sarà proiettata lungo in terreno dove noi posizioneremo l'orologio facendo sì che la lancetta delle ore risulti essere parallela all'ombra che viene proiettata dal bastoncino. Il punto mediano che dovremo successivamente trovare dovrà essere tra le 12.00 e la lancetta delle ore, subito dopo la linea immaginaria che dobbiamo tracciare sarà tra il punto da noi trovato ed il centro del quadrante. Questa linea formerà l'asse nord-sud ed il sole stavolta sarà posizionato verso il sud. Concludo augurandomi di aver chiarito le idee a tutti i lettori di questa guida che spero sia stata e sarà utile a coloro che si troveranno a dover utilizzare questa determinata **tecnica**.\[/mks\_list\] #### **Assicurati di avere a portata di mano:**- Un orologio a lancette - Un bastoncino lungo circa 15cm *Fonte: | Autore: [Antonio Lanz](http://www.o2o.it/userprofile/80101 "Antonio Lanz")* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, orientamento, regole --- ### [#Albeinmalga for family](https://www.montagnenostre.net/albeinmalga-for-family/) **Published:** Maggio 20, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **L’alpeggio, quello vero, a misura di bambino** Cari mamma e papà, senza che diventiate matti per trovare un regalo che mi farà felice, ve lo dico io cosa vorrei. Vorrei passare del tempo con voi, tra i monti, correre sui prati, sentire i **campanacci delle mucche**, provare a **mungerle** e imparare a **fare il formaggio**, un formaggio tutto mio. Vorrei fare **una colazione come si deve**, **con calma**, gustandomi un bicchiere di **latte fresco**, del pane e della marmellata come quelli che faceva la nonna, un pezzo di formaggio e magari anche un ovetto e un po’ di speck … ed il **succo di mela** che mi piace tanto! Vorrei, prima di dormire, ascoltare una storia, non una fiaba però … **una storia vera**, che parla di bambini di montagna, o al massimo una di quelle leggende delle Dolomiti che racconta di Re, fate e folletti. Vorrei **dormire in una malga,** o **in un rifugio** e **vedere sorgere il sole**, vorrei fare **una bella passeggiata** alla ricerca dei tesori del bosco per poi costruirmi un bastone con inciso il mio nome. E se per fare tutto questo, dovrò svegliarmi alle 5 del mattino, poco importa … la sera sarò più stanca e andrò a letto prima. Ah, dimenticavo. Non occorre che organizziate tutto voi, quello che chiedo esiste già, in Trentino tra le Dolomiti : si chiama **ALBEINMALGA FOR FAMILY** e sembra fatto apposta per noi! *(Gaia, 8 anni – Venezia)* *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: ©credits Trentino Marketing - D. Lira* **8-9 luglio Malga Sasso Piatto, Campitello di Fassa (Val di Fassa)** Info ApT Val di Fassa Tel. 0462 609620 [infocampitello@fassa.com ](mailto:infocampitello@fassa.com)Prenotazioni: [infobooking@fassa.com ](mailto:infobooking@fassa.com)*Pernottamento al Rifugio Sasso Piatto obbligatorio Si continua fino a domenica con Fassa HappyMilk* **22-23 luglio Malga Juribello, Passo Rolle** Info e prenotazioni Apt San Martino di Castrozza Passo Rolle Primiero e Vanoi Tel. 0439 768867 [segreteria@sanmartino.com ](mailto:segreteria@sanmartino.com)*Pernottamento in malga obbligatorio Si continua fino a domenica con Latte in Festa* **19-20 agosto Malga Sadole, Ziano di Fiemme (Val di Fiemme)** Info e prenotazioni ApT Val di Fiemme Tel. 0462 241111 [info@visitfiemme.it ](mailto:info@visitfiemme.it)*Pernottamento in malga dal venerdì Possibilità di partecipare anche alla sola attività del sabato Si continua fino a domenica con Latte in Festa* **Categorie:** Eventi **Tag:** bambini in montagna, Malghe, Pale di San Martino --- ### [Vertical-Life Climbing App 2.0](https://www.montagnenostre.net/vertical-life-climbing-app-2-0/) **Published:** Maggio 23, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **L’applicazione per trovare migliaia di luoghi per l’arrampicata sportiva e boulder in tutta Europa Totalmente aggiornata: nuovo design, nuove funzioni per Android e iOS** Vertical-Life Climbing è l’applicazione per trovare informazioni e topos di alta qualità su migliaia di luoghi per arrampicata sportiva e boulder. Il nuovo aggiornamento appena lanciato arriva con un design completamente nuovo e un utilizzo ottimizzato. Permette inoltre agli utenti di connettersi con i propri amici e di seguire i loro successi, aumentando il fattore sociale e di divertimento. **Vertical-Life 2.0** L’aggiornamento si presenta con un nuovo e coloratissimo design, un utilizzo migliorato e molte altre funzioni rivoluzionarie. Tra queste ci sono nuove funzioni social, come la possibilità di seguire i propri amici, la funzione avanzata di Zlag per registrare le proprie vie chiuse e gli Zlagfeeds per seguire gli Zlag di altri climber. Oltre a falesie per l’arrampicata sportiva la nuova applicazione contiene anche spot per fare boulder. **Guide digitali, contenuti professionali**Le guide dell’applicazione contengono informazioni e topos ricercate da professionisti e create in collaborazione con gli sviluppatori locali e autori di guide per l’arrampicata. Ciò garantisce l’alta qualità e accuratezza del contenuto. Significa inoltre che l’applicazione fornisce contenuti „fair“: con le vendite dei topos gli autori locali spesso finanziano lo sviluppo e mantenimento delle falesie. L’applicazione rappresenta per loro un’ulteriore fonte di sostentamento per poter continuare a creare nuove grandiose vie. **Libri e app combinati** Vertical-Life trasferisce intere guide per l’arrampicata in una libreria digitale. Tutti i libri, contrassegnati da „app guide inside“, contengono un codice che permette di sbloccare la guida corrispondente gratuitamente. Tra le molte altre destinazioni popolari, i climber possono già trovare online sull’app Vertical-Life le guide di Kalymnos, Finale Ligure, Arco e Magic Wood. Grazie a questo metodo innovativo di pubblicazione, Vertical-Life era tra i finalisti per l’ISPO Brandnew Award 2015. *Fonte: Ufficio Stampa Vertical Life* **Alcuni link che potrebbero essere utili:** [app.vertical-life.info](http://app.vertical-life.info)[www.vertical-life.info](http://www.vertical-life.info) Scaricate l'app **VERTICAL-LIFE CLIMBING** da qui: [![APPSTORE](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/APPSTORE-150x60.png)](https://itunes.apple.com/us/app/vertical-life-climbing/id710386774)[![GOOGLEPLAY](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/GOOGLEPLAY-150x60.png)](https://play.google.com/store/apps/details?id=info.verticallife) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** App, Climbing, Mappe --- ### [L'orientamento: Come orientarsi in natura?](https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-in-natura/) **Published:** Maggio 23, 2016 **Author:** Redazione **Content:** È possibile perdersi bel mezzo della foresta durante una gita. O semplicemente essere curiosi di sapere dov'è il sud. In ogni caso, esistono molti modi per orientarci, a disposizione di tutti. Senza la necessità di GPS o cellulari di ultima generazione (al massimo un orologio), impara in quali modi la natura ti fa da guida. \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] 1. **Mediante la stella polare nell'emisfero settentrionale**Siccome la terra ruota sul suo asse nord-sud, alle persone dell'emisfero settentrionale sembra che tutte le stelle ruotino uscendo da est e tramontando a ovest (compreso il Sole) ma più sono a nord e più hanno un'orbita che non tramonta all'orizzonte. Nel caso della [**stella polare**](http://www.montagnenostre.net/come-trovare-la-stella-polare-in-montagna/ "Come trovare la stella polare in montagna?"), perfettamente sulla linea dell'asse terrestre, **questa ruota apparentemente su sé stessa**, e quindi appare ferma nel cielo. Bisogna saper riconoscerla (è molto brillante e non lampeggia), perché proprio sotto di essa c'è il [**Nord**](http://www.montagnenostre.net/come-trovare-la-stella-polare-in-montagna/ "Come trovare la stella polare in montagna?"). 2. **Mediante l'osservazione del muschio sugli alberi**Come nell'emisfero settentrionale la traiettoria apparente del sole è inclinata verso il sud, [si verifica una **zona d'ombra** sul lato nord degli alberi che ci indica il nord](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-muschio/ "L’orientamento: come orientarsi con il muschio?"). **Accade anche nelle case** e sul lato nord delle montagne, modificando la vegetazione e facendo rimanere la neve per più tempo. Questi sono elementi che possono aiutarci. I muschi alloggiano in gran parte nella zona che dà a sud, poiché si produce più ombra e l'umidità viene principalmente da sud (emisfero sud). Se si trovano in climi umidi tutto l'albero è pieno ma c'è una maggiore concentrazione su un lato. 3. **Mediante il fusto degli alberi tagliati**Se vediamo **alberi tagliati**, osservando gli **anelli** vedremo che non sono simmetrici, gli alberi crescono più verso il sud. Inoltre, vedremo che le distanze tra gli anelli del taglio sono maggiori sul lato sud dell'albero (emisfero settentrionale) mentre nell'emisfero sud avviene il contrario: crescono prevalentemente verso il nord poiché il sole è più indirizzato verso il nord e le piante "cercano" il Sole. 4. **Mediante la determinazione del meridiano con l'uso di un orologio**Per conoscere il meridiano (linea nord-sud) si mette orizzontalmente un orologio analogico e [**si fa coincidere la lancetta delle ore con la direzione in cui si trova il Sole**](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-lorologio/ "L’orientamento: come orientarsi con l’orologio?") in quel momento: la direzione sud (se siamo nella zona temperata dell'emisfero settentrionale) è nella bisettrice dell'angolo che forma la lancetta oraria con le 12 o, se punta le 12, verso il sole mentre la bisettrice tra l'orario e le dodici dà il nord (emisfero sud temperato).Va detto qui, anche se è ovvio, che se abbiamo un orologio digitale potremo comunque orientarci. È sufficiente disegnare nel suolo o su carta l'ora solare e applicare il metodo precedente. 5. **[Mediante il sole](http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-sole/ "L’orientamento: Come orientarsi con il sole?")** #### **Consigli:** Benché queste forme di orientamento sono molto affidabili, in caso di volere un'ubicazione esatta è utile l'uso di metodi professionali (dalla bussola agli apparecchi digitali) per essere del tutto precisi. *Fonte: http://tempolibero.uncome.it* **Categorie:** In Montagna **Tag:** escursioni, montagna, natura, orientamento, regole --- ### [Il Palaronda Trek diventa ancora più grande](https://www.montagnenostre.net/il-palaronda-trek-diventa-ancora-piu-grande/) **Published:** Maggio 31, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il trekking per scoprire l’Altopiano delle Pale prepara una novità per l’estate** Non ha ormai più bisogno di presentazioni il **Palaronda Trek**, la proposta vacanza che conduce alla scoperta dell’**Altopiano delle Pale di San Martino**, tavoliere di nuda roccia sospeso ad oltre **2.600 metri** d’altezza, le sue bellezze e le sue emozioni. L’idea alla base del Palaronda è il voler far vivere le Dolomiti nella loro essenza e riscoprire l’austera bellezza che attirò a sé viaggiatori ed alpinisti stranieri fin dalla metà dell’ottocento. Per l’estate 2016 il Palaronda Trek riserva agli amanti delle rocce dolomitiche una grande novità: una nuova variante di questo imperdibile tour, nella sua versione dedicata alle ferrate, che aggiunge un’ulteriore tappa alla proposta precedente. Ecco quindi che alla versione **Soft** che prevede 4 giorni di solo trekking ed alla versione **Hard** da 5 giorni che ai sentieri alterna le vie ferrate si affianca il nuovo **Palaronda Hard Trek 6 Days**, per immergersi completamente negli scenari selvaggi delle Pale. Un’occasione da non perdere per vivere emozioni uniche e indelebili. Il pacchetto permette di scoprire la magia di dormire nei migliori rifugi alpini, addormentandosi e risvegliandosi nel silenzio e nei colori delle “montagne di corallo”. I rifugi che aderiscono al progetto e presso cui sono previste cene, pernotti e colazioni, sono 5: Pradidali, Velo della Madonna, Canali-Treviso, Rosetta e Mulaz. Il dettaglio della proposta vacanza è disponibile al seguente [link](http://www.sanmartino.com/IT/pacchettopalarondahard/). (L.T.) *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: ©credits A. Trovati* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Festival montagna, Pale di San Martino, trekking --- ### [Nella Valle del Vanoi e in Val Canali due weekend dedicati alle erbe ed ai fiori di montagna](https://www.montagnenostre.net/nella-valle-del-canoi-e-in-val-canali-due-weekend-dedicati-alle-erbe-ed-ai-fiori-di-montagna/) **Published:** Maggio 31, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Con L’Andar per Erbe si cercano, si scoprono e si gustano le ricchezze della natura** A giugno i prati di montagna si tingono dei mille colori dei fiori: inebrianti profumi caratterizzano lunghe e soleggiate giornate, ideali da trascorrere all’aperto a pieno contatto con la natura. A tutti gli appassionati di fiori ed erbe spontanee è dedicato **[Andar per Erbe](http://www.sanmartino.com/IT/andar-per-erbe/)**, un programma di passeggiate, visite, laboratori di cucina e gustosi assaggi di piatti “fioriti”. Il primo appuntamento con Andar per Erbe è fissato per l’**11 e 12 giugno**, nella verde **Valle del Vanoi**, con passeggiate tra i boschi in compagnia dei dolcissimi lama ed escursioni a piedi per scoprire piante ed erbe officinali. Il **18 e 19 giugno** è invece la splendida **Val Canali** a fare da cornice all’evento: qui dei simpatici asinelli attendono i partecipanti per un divertente trekking someggiato mentre gli allevatori sono disponibili ad aprire le porte delle loro stalle e far assistere alla mungitura. Non mancano le passeggiate guidate tra i colorati prati che permettono di conoscere erbe spontanee e fiori di montagna. Gli elementi semplici che la natura offre, con i loro sapori e profumi, sono anche la base di originalissimi piatti, golosi cocktail e sfiziosi finger food che si possono assaggiare partecipando sia alle attività in programma che nei locali della Valle del Vanoi e della Val Canali aderenti all’Andar per Erbe…dove l’appetito vien cercando! (MC.B) *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: ©credits A. Trovati* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** fiori di montagna, Val Canali, Valle del Vanoi --- ### [Morso della vipera: ecco sintomi, fattori di rischio, cure e cosa fare per evitarlo](https://www.montagnenostre.net/morso-della-vipera-ecco-sintomi-fattori-di-rischio-cure-e-cosa-fare-per-evitarlo/) **Published:** Maggio 31, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Importante: le informazioni sotto riportate, non sostituiscono la consulenza di un medico, ma hanno semplicemente uno scopo orientativo su cosa fare nell'istante immediatamente successivo al morso di una Vipera.** \[mks\_list type="ul" style="ul\_check"\] In Italia le specie di serpenti sono 23, ma soltanto 4 di queste appartengono alla **famiglia dei Viperini**, sono cioè velenose e pericolose per la specie umana. La più diffusa è la **[Vipera aspis o vipera comune](http://www.montagnenostre.net/vipera-aspis/ "Vipera Aspis")**, presente in tutte le regioni italiane ad esclusione della Sardegna; seguita dalla **[Vipera berus](http://www.montagnenostre.net/vipera-berus/ "Vipera Berus"),** presente in tutte le regioni alpine ed appenniniche italiane (negli appennini c'erano solo vecchie segnalazioni per la parte Nord-Occidentale della catena) ad esclusione della Liguria, dalla **[Vipera ammodytes](http://www.montagnenostre.net/vipera-ammodytes/ "Vipera Ammodytes")**, presente nelle regioni alpine e prealpine dell’Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia e dalla **[Vipera ursinii](http://www.montagnenostre.net/vipera-ursinii/ "Vipera Ursinii"),** presente solo sull’Appennino abruzzese e umbro-marchigiano . #### Come riconoscere la vipera? È importante saper riconoscere bene una vipera in base alle sue caratteristiche morfologiche, in modo da non confonderla con altri rettili non velenosi. La lunghezza del rettile è compresa tra 70 e 80 cm (la misura vale solo per alcuni esemplari più grandi di Vipera berus e V. ammodytes, mentre in media siamo ben al di sotto dei 70 cm mentre invece la Vipera dell'Orsini raggiunge a malapena i 40 cm!); è caratterizzata da un corpo tozzo con una coda corta e tronca; la testa piuttosto appiattita, con una caratteristica forma triangolare oppure a losanga e a punta e l’estremità del viso rivolta verso l’alto. Tra occhio e bocca sono situate delle scaglie poste su più file; le pupille sono schiacciate e verticali, a fessura, anziché rotonde. In bocca si trovano 2 grossi denti veleniferi, molto appuntiti e dotati di scalanature, che permettono al veleno di uscire e penetrare nei tessuti della vittima. La vipera dal corno possiede la caratteristica protuberanza sopra al naso, ben visibile. #### Come avviene il morso? Il morso avviene in **tre fasi: apertura della bocca con un angolo maggiore di 180°, estrazione delle zanne, morso**. In media un morso può contenere dai 5 ai 40 mg di principio attivo, minore se la vipera ha da poco morso un altro animale e le sedi prevalentemente colpite sono gli arti inferiori e superiori, ma i siti di aggressione più pericolosi sono il collo o la testa. Circa il 20% dei morsi di serpente sono **“morsi secchi”,**ossia senza inoculazione di veleno che, ricordiamo, è essenziale per la vita del rettile, per cui la vipera tende a non sprecarlo mordendo l’uomo. Il veleno della vipera contiene acqua, protidi, nucleotidi, ioni, metalli; sostanze che consentono di immobilizzare, uccidere e digerire la preda. Il segno caratteristico del morso è la presenza di due piccoli fori distanziati di 0,5-1 cm, più profondi degli altri, corrispondenti ai segni lasciati dai denti veleniferi. Talvolta il morso, oltre a presentare i **fori dei denti veleniferi**, mostra il segno lasciato dagli altri denti, sebbene in modo meno evidente. Il morso di altri serpenti on velenosi non presenta i due fori maggiori, ma il segno dell’intera arcata dentaria a forma di V. Può però succedere che la vipera abbia perso un dente velenifero, oppure che il morso non sia andato completamente a segno e a fondo. In tal caso può essere presente un solo foro del dente velenifero. #### I sintomi del morso Sulla zona del morso compaiono dopo pochi minuti, i seguenti **effetti locali**: dolore, tumefazione imponente ed estesa, necrosi e chiazzatura emorragica (livido). Tra gli e**ffetti generalizzati**, che compaiono dopo circa 1 ora dal morso: mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali, febbre, difficoltà nei movimenti, alterazione dello stato di coscienza, inoltre possono comparire vomito di sangue, feci con sangue digerito e colorazione giallastra della pelle. Nei casi più gravi si ha la morte per grave insufficienza cardiocircolatoria o per gravi alterazioni della coagulazione del sangue. #### I fattori a rischio Alla gravità dell’avvelenamento concorrono numerosi fattori: età, peso corporeo, condizioni generali della persona, con bimbi, anziani e persone debilitate più a rischio; sede del morso (punti più critici sono testa e collo), profondità del morso (il grasso limita la diffusione del veleno), quantità del veleno (è più abbondante e denso subito dopo il letargo), movimento della persona dopo il morso (non muoversi per evitare che il veleno entri in circolo più velocemente). #### Cosa fare in caso di morso di vipera? Se si è morsi, occorre **mantenere il più possibile la calma**, dato che l’agitazione provoca l’attivazione incontrollata dei meccanismi da stress che provocano una più rapida diffusione del veleno; sfilando anelli, bracciali ecc. prima che il gonfiore lo impedisca. E’ opportuno **lavare la ferita con acqua ossigenata con permanganato di potassio o con acqua semplice** perché il veleno di vipera è idrosolubile; evitando disinfezioni con alcool o sostanze alcoliche perché il veleno della vipera, a contatto con l’alcool, forma composti tossici. **Premete la ferita immediatamente dopo il morso, in modo da far uscire la maggior quantità possibile di veleno.** Potete utilizzare il **laccio emostatico solo per bloccare la circolazione linfatica e venosa, non quella arteriosa**. Il laccio, abbastanza stretto, deve permettere però la fuoriuscita di sangue dalla morsicatura e un dito deve poter passare sotto di esso (le pulsazioni devono essere rilevabili nell’arto). Controllatelo periodicamente e, se necessario, allentatelo. Se il gonfiore raggiunge la fasciatura, legate 5-10 cm più in alto un’altra fasciatura e poi togliete quella effettuata prima. Se il morso è avvenuto su un braccio o una gamba, potete applicare una **fasciatura molto stretta a monte della ferita, sino alla fine dell’arto**. Inoltre, evitate procedure di aspirazione o rimozione meccanica del veleno (es. suzioni, incisioni); non succhiate il veleno della ferita con la bocca (è molto probabile avere nel cavo orale piccole ferite causate dallo spazzolino da denti); non somministrate alcolici (che hanno effetto depressivo sul SNC e vasodilatatore periferico, facilitando quindi l’assorbimento del veleno). #### Cosa non si deve fare in caso di morso di vipera? - iniettare il siero antivipera perché può essere pericoloso: in individui sensibili può infatti scatenare reazioni allergiche anche gravi (reazioni anafilattiche). In considerazione di questo e del fatto che solo in un numero limitato di casi è necessario utilizzare l'antidoto, il siero antivipera a partire dall'anno prossimo non sarà più disponibile nelle farmacie ma esclusivamente presso gli ospedali. - meglio evitare di praticare incisioni intorno al morso allo scopo di favorire la fuoriuscita di sangue infetto: questa pratica richiede infatti mani esperte e, se non effettuata in modo corretto, può facilitare invece la diffusione del veleno. - anche i dispositivi ''aspira-veleno'' richiedono una manualità e una precisione difficili da mantenere nelle emergenze e rischiano di ritardare il soccorso medico. #### Come si cura? In ospedale, dopo la rimozione dell’eventuale bendaggio compressivo, si attribuisce la classe di gravità, verificando la copertura antitetanica e l’eventuale profilassi; effettuando prelievi per esami ematochimici (emocromo completo, coagulazione, enzimi muscolari, funzionalità renale, elettroliti inclusi calcio e magnesio) ed elettrocardiogramma, terapia sintomatica per il dolore, monitoraggio della progressione dell’edema peri-lesionale e dei segni e sintomi sistemici, con rivalutazione della classe di gravità e dei segni e sintomi sistemici, con rivalutazione della classe di gravità, inizialmente ogni 1-2 ore ; osservazione per almeno 8-12 ore in caso di morso senza sintomi di avvelenamento (grado 0), ricovero per i pazienti con avvelenamento di grado 1,2 o 3, considerando i criteri per la somministrazione di antidoto per il trattamento dei pazienti con avvelenamento di grado 2 e 3. #### Come prevenire di essere morsi? Per evitare di essere morsi da una vipera: non disturbate nessun serpente e non tentate di uccidere quelli incontrati; n**on camminate tra la vegetazione a piedi nudi o con scarpe basse** ma indossate calzettoni di lana pesante e calzoni lunghi di tessuto; non frugate tra la vegetazione a mani nude; **camminate con passo pesante, battendo le erbe e le pietre con un bastone** (le vipere hanno un udito poco sviluppato ma sono molto sensibili a movimenti e vibrazioni), non salite sui muretti o pendii appoggiando le mani dove non si vede perfettamente; sedetevi, sdraiatevi o fate picnic solo in luoghi aperti e distanti da ammassi vari, pietraie, muretti, legnaie; **scuotete con decisione e più volte giubbotti e maglioni deposti a terra o appesi ai rami dei cespugli prima di reindossarli;** controllate a vista i bimbi piccoli e fateli giocare solo in posti sicuri, facendo attenzione ai rustici abbandonati o ai casolari isolati. Se proprio siete costretti a colpire una vipera (possibilmente con un sasso o un bastone sul capo), mantenetevi ad almeno un metro da essa , distanza che consente di non correre rischi. \[/mks\_list\] *Fonti: meteoweb.eu | saninforma.it* ![](http://ad.zanox.com/ppv/?38151494C640632209)[Su Amicafarmacia oltre 100.000 prodotti al miglior prezzo. 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È tutto questo che ha conquistato i cuori dei primi alpinisti fin dagli anni Sessanta dell’Ottocento, emozioni che oggi si possono vivere con il programma del **Palaronda Trek**, che per questa estate si arricchisce di una **[nuova versione Hard](http://www.sanmartino.com/IT/pacchettopalarondahard/)**. Gli accoglienti rifugi dell’Altopiano delle Pale, che aderiscono a questo progetto, sono raggiungibili tramite sentieri di solo trekking (proposta Soft-Trek della durata di 4 giorni) e con vie ferrate (proposte Hard-Trek da 5 ed ora anche da 6 giorni). Il territorio è attraversato anche da due percorsi di trekking tematico spettacolari ed emozionanti: l’Alta Via n.2 delle Leggende ed il Sentiero della Pace. Le Vette Feltrine costituiscono lo snodo della parte terminale dell’**Alta Via n. 2 delle Leggende**, che congiunge Feltre a Bressanone, due città storiche nonché importanti sedi vescovili nei secoli passati, unendo virtualmente il Veneto e il Trentino Alto Adige attraversando le più belle valli dolomitiche. Il **Sentiero della Pace** è invece un percorso turistico-escursionistico di rilevante memoria storica che si snoda per oltre 450 chilometri lungo sentieri, strade forestali, trincee e camminamenti che congiungono lo Stelvio alla Marmolada, ripercorrendo la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale. Anche a quote più basse è possibile lasciarsi conquistare dal fascino della montagna, con trekking meno impegnativi ma altrettanto spettacolari nel cuore del Primiero: scenari fiabeschi, il profumo dei prati, il silenzio dei boschi e le golose tappe nei rifugi che si trovano lungo il cammino sono garanzia di benessere e relax. **BIKE**600 chilometri di tracciati e altrettanti buoni motivi fanno di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi un vero e proprio paradiso per i bikers. Le possibilità di divertimento sono infinite, dalla facile scampagnata lungo la pista ciclabile alle escursioni più impegnative, dalle adrenaliniche paraboliche del San Martino Bike Arena agli itinerari di più giorni nel cuore delle Dolomiti Patrimonio Unesco. A disposizione anche un servizio di **[bike sharing](http://www.sanmartino.com/IT/bike-sharing/)**, per scoprire il territorio in sella ad una **e-bike alimentata da energie completamente rinnovabili**. Tra le tante proposte, il [**Grand Tour Dolomiti Lagorai Bike** ](http://www.sanmartino.com/IT/grand-tour-dolomiti-lagorai-bike/)rappresenta un vero must per gli amanti delle ruote grasse: sei giorni di intense emozioni, toccando quattro territori e ben due parchi naturali, in un susseguirsi di boschi, pascoli e laghetti alpini. Qui la fatica viene ripagata da scenari mozzafiato e la presenza di hotel specializzati, bike shop con tanti servizi dedicati rende la vacanza in sella ancora più facile e divertente. Dedicati a coloro che amano le forti emozioni sono i tracciati di **downhill** ed **enduro** della **[San Martino Bike Are](http://www.sanmartino.com/IT/sanmartinobikearena/)na**: il DH UNO ed il nuovo DH DUE sono i tracciati che dotati di passerelle, trampolini e curve paraboliche fanno vivere ai biker delle spericolate avventure su due ruote. Da non perdere i percorsi Valsorda Enduro Trail ed Enduro XC Trail che dall’Alpe Tognola sconfinano verso la verde e selvaggia Valle del Vanoi. **CANYONING**C’è un luogo nel Primiero dove la natura regna sovrana e la sua bellezza è così prorompente da mettere quasi soggezione: una valle scavata dall’acqua e confinata tra rocce a strapiombo: è la **Val Noana**. I canyon creatisi dall’erosione provocata dall’acqua, con forre profonde che sembrano piccoli laghetti verdi e le cascate cristalline si prestano perfettamente per la pratica del **[canyoning](http://www.sanmartino.com/IT/canyoning/)**. In compagnia delle **Guide Alpine** sguazzare nell’acqua e scivolare con corde e toboga lungo le rocce bagnate è un divertimento assicurato sia per i piccoli che per i grandi. **DOLOMITI SUMMER CARD**Gli amanti della montagna non potranno rimanere indifferenti alla bellezza austera e senza tempo delle Pale di San Martino, dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. L’energia e la purezza di questi luoghi è racchiusa nella straordinaria varietà di paesaggi: dall’Altopiano delle Pale, un tavoliere di pura roccia sospeso a 2600 mt di altezza, alla massiccia Catena porfirica del Lagorai ideale per gli amanti del wilderness. Muoversi sul territorio è facile e comodo grazie alla [**Dolomiti Summer Card** ](http://www.sanmartino.com/IT/summercard/)che permette di usare mezzi di trasporto pubblico e impianti di risalita green a prezzi vantaggiosi e gratuità; tra le agevolazioni della Summer Card anche sconti per il servizio di Bike Sharing. (MC. B.) *Fonte: Ufficio Stampa S. Martino di Castrozza | Foto: ©credits Alessandro Trovati* *Per informazioni:***APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi**Tel: +39 0439 768867 Fax: +39 0439 768814 E-mail: [www.sanmartino.com](http://www.sanmartino.com/index.asp?l=it) **Categorie:** Eventi **Tag:** Bike, Canyoning, Dolomiti, Downhill, trekking --- ### [Lancio del bastone: gioco pericoloso per i cani](https://www.montagnenostre.net/lancio-del-bastone-gioco-pericoloso-per-i-cani/) **Published:** Giugno 8, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Fra i **giochi pericolosi per i cani**, quello del **lanciare il bastone** è purtroppo amato da molti, ma nasconde delle vere e proprie insidie. È l’allarme sottolineato dalla British Veterinary Association, associazione dei medici veterinari del Regno Unito, che, dopo aver fatto una ricerca sull’argomento, ha rivelato che ogni anno molti **animali** rimangono vittime proprio dei bastoni in legno. Secondo i dati che sono emersi dallo studio, i cani possono riportare **lesioni** anche gravi o contrarre **infezioni** pericolose. Gli esperti hanno messo in evidenza che si potrebbe evitare il pericolo di incorrere in **ferite gravi**, semplicemente ricorrendo a **giocattoli sicuri**, da utilizzare in alternativa ai bastoni. Sean Wensley, presidente della British Veterinary Association, è stato molto chiaro sull’argomento e ha spiegato quali sono le lesioni molto comuni che il cane può riportare giocando con il bastone di legno lanciato. In certi casi, correndo dietro il bastone, può riportare una lesione al midollo spinale. In altri casi si può ferire con **frammenti di legno** sia in bocca che in gola. La conseguenza più diretta consiste nella contrazione di infezioni, che si possono rivelare anche letali. Stando a quanto hanno riferito gli esperti britannici, le ferite più gravi si riscontrano anche al collo e al petto. Del fatto si è occupato anche il *Times*, citando ciò che è successo ad un cane di nome Maya in Scozia. L’animale si era ferito alla lingua e alla laringe a causa di un bastone di legno che era rimasto incastrato nella sua bocca. #### **Come rimediare** Secondo i veterinari britannici si potrebbero evitare questi **rischi** in maniera molto semplice. Proprio per questo invitano a non incoraggiare il cane a giocare con i bastoni, servendosi di palle o di altri oggetti, come, per esempio, una corda, in modo che i nostri amici a quattro zampe abbiano la possibilità di giocare durante una passeggiata. Gli esperti, inoltre, suggeriscono di fare molta attenzione al **contesto ambientale**. Alcuni pensano che non sia la scelta giusta quella di vietare in senso assoluto il bastone. Bisognerebbe, invece, secondo queste opinioni, essere consapevoli del senso di questo gioco, per prevenire eventuali conseguenze. Come ha fatto notare anche Raimondo Colangeli, vicepresidente dell’associazione nazionale dei medici veterinari italiani, il gioco del bastone non si dimostra particolarmente adatto a sviluppare in maniera concreta le **potenzialità cognitive** e relazionali dell’animale. Se si riduce il tutto ad un lancio per il riporto, nei cani ipercinetici subentra il rischio che giochino in modo **irruento**, aumentando il rischio di farsi male. *Fonte: * **Categorie:** In Montagna **Tag:** natura, Protezione animali, regole --- ### [Tisana all'ortica: le proprietà e come prepararla](https://www.montagnenostre.net/tisana-allortica-le-proprieta-e-come-prepararla/) **Published:** Giugno 8, 2016 **Author:** Redazione **Content:** Questa bevanda apporta molti **benefici**al nostro organismo, grazie alle caratteristiche della pianta. In questa tisana possiamo trovare, infatti, sali minerali, vitamina A, vitamina C e molte altre sostanze dalle **proprietà benefiche**, come flavonoidi, acidi fenolici, polisaccaridi e tannini. Per la preparazione dei **rimedi naturali** a base di questa pianta vengono solitamente utilizzate le foglie. I benefici sono innumerevoli, perché la tisana all’ortica permette di favorire il **benessere** della prostata, è consigliata in caso di anemia ed è un vero e proprio digestivo naturale. Vediamo tutte le proprietà e la **ricetta** per preparare questa tisana. #### **La ricetta** Abbiamo diverse possibilità per preparare la tisana all’ortica. Possiamo utilizzare le **foglie fresche** prese direttamente dalla pianta, possiamo farle **essiccare** per utilizzarle in seguito oppure possiamo acquistarle in erboristeria. Se decidiamo di raccoglierle, bisogna fare molta attenzione nella scelta di quelle più tenere. Utilizziamo un paio di guanti e procediamo con la raccolta nel periodo della fioritura, da giugno ad agosto. Utilizziamo tre foglie fresche, sulle quali versiamo una tazza di acqua calda. Facciamo riposare per pochi minuti e la tisana è pronta. Se utilizziamo le foglie secche, utilizziamo due cucchiaini di foglie per una tisana molto gustosa. In questo caso lasciamo in **infusione** in acqua calda per circa dieci minuti. #### **Ha proprietà vasocostrittive** La tisana all’ortica è utile perché ha proprietà **vasocostrittive** e **cicatrizzanti**, utili per trattare, ad esempio, le ulcere gastriche e gli episodi di perdita di sangue dal naso. Inoltre è consigliata per le persone con anemia, grazie al suo contenuto di ferro e di vitamina C. #### **E' utile per il benessere della prostata** Grazie alle sue proprietà benefiche, la tisana all’ortica può essere utilizzata anche per contrastare lo stress. E’ un ottimo ricostituente naturale, grazie alla grande quantità di vitamine e sali minerali. #### **E' un antinfiammatorio** Questa bevanda è utile anche per le sue proprietà antinfiammatorie. Per questo viene utilizzata spesso come rimedio naturale per trattare i dolori articolari causati proprio dall’infiammazione. #### **Contrasta l'invecchiamento** Il contenuto di antiossidanti della tisana all’ortica la rende perfetta anche come rimedio naturale contro l’invecchiamento cellulare. I flavonoidi, infatti, permettono di contrastare i processi che possono causare danni ai componenti cellulari. #### **Le controindicazioni** Ricordiamoci, però, che l’ortica presenta anche delle controindicazioni. L’attività di vasocostrizione, infatti, è pericolosa per le persone che soffrono di ipertensione. Inoltre la tisana è sconsigliata alle donne in gravidanza, per la proprietà di stimolazione della motilità uterina. E’ sempre meglio, quindi, non esagerare con l’assunzione di questa bevanda, anche per evitare problemi gastrointestinali. *Fonte: * **Categorie:** Piante officinali di montagna **Tag:** Erbe medicinali, piante di montagna, rimedi naturali --- ### [La battaglia di Barmasse: salviamo la valle dell’Everest dall’inondazione](https://www.montagnenostre.net/la-battaglia-di-barmasse-salviamo-la-valle-delleverest-dallinondazione/) **Published:** Giugno 9, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il lago Jmja Tsho sempre più gonfio per il riscaldamento climatico** Quasi 50 milioni di metri cubi d’acqua galleggiano su un ghiacciaio himalayano a 5000 metri. E minacciano l’intera vallata del Khumbu, quella dell’Everest. La diga naturale di detriti e ghiaccio è instabile, rischia di crollare sotto la spinta dell’acqua che per effetto del riscaldamento climatico è aumentata di parecchi metri negli ultimi anni. Il lago verde tagliato dal candido e finissimo limo glaciale è lo Jmja Tsho, non distante dal campo base dell’Island Peak, lo Jmja Tse, alto 6189 metri. Il primo a salire lassù, quando il lago glaciale non era che un decimo di quello attuale fu nel 1953 lo sherpa Tenzing Norgay, lo stesso che accompagnò in vetta all’Everest nella prima spedizione vincente della storia il neozelandese Edmund Hillary. Oggi in quelle valli glaciali che si biforcano alle spalle dell’Ama Dablam e di fronte all’Everest ci sono anche due alpinisti italiani, il valdostano Hervé Barmasse e il lombardo Daniele Bernasconi. Proprio in quei luoghi si stanno acclimatando in attesa di tentare la Sud del Nuptze, imponente quinta rocciosa davanti all’Everest. Barmasse: «Il governo nepalese intende far defluire l’acqua del lago per far scendere il livello di almeno tre metri. In realtà ne servirebbero cinque, per avere la sicurezza che l’acqua non abbatta morena e blocchi di ghiaccio». È una lotta contro il tempo, prima che a giugno arrivino le prime devastanti piogge per effetto del monsone. Un ulteriore aumento del livello del lago provocherebbe lo sfondamento della diga naturale e un inondazione della valle del Khumbu, costellata di piccoli villaggi. «Sono migliaia le persone in pericolo», dice Barmasse. Dopo il devastante terremoto di un anno fa, che colpì anche il campo base dell’Everest e tutta la vallata con morti e devastazioni, adesso il rischio inondazione. L’effetto del crollo delle dighe moreniche e glaciali è quello di un’esplosione. Come accadde nel 1985, in un’altra valle secondaria del Khumbu, quella che sale dalla parte opposta all’Everest, formando un’ampia «V» rispetto alla «scodella» verde centrale che accoglie il villaggio degli alpinisti, Namche Bazar, a 3440 metri. Thame, fra gli altri villaggi, venne devastato da acqua e fango con la fuoriuscita del lago Dig Tsho. «Era uno stagno rispetto allo Jmja», dice Apa Sherpa, il più famoso rappresentante dell’etnia arrivata dal Tibet mezzo millennio fa a popolare le alte terre del Nepal. Apa è salito in vetta all’Everest per 21 volte. Lui vive a Thame e si è salvato con la sua famiglia da quell’esplosione di acqua, morena e ghiaccio. Fra gli effetti dei cambiamenti climatici c’è un più rapido scioglimento dei ghiacciai che provoca l’aumento dei volumi d’acqua sui laghi a ridosso dei fronti glaciali. Temperature inconsuete sorprendono gli abitanti di questi villaggi (il più vicino al lago Jmja è Dingboche) anche per inconsueti ospiti. Lo stesso Apa Sherpa ricorda di aver visto «una mosca al campo base dell’Everest, a 5350 metri» e un nugolo di zanzare a Namche Bazar. *Fonte: lastampa.it | Autore: Enrico Martinet Foto: da Wikipedia Commons ©credits Daniel Alton Byers* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Everest, Notizie, riscaldamento climatico, tibet --- ### [Vipera Berus](https://www.montagnenostre.net/vipera-berus/) **Published:** Maggio 13, 2016 **Author:** Redazione **Content:** #### **Descrizione:** La Vipera berus detta anche marasso, ha un corpo piuttosto grosso, i maschi adulti possono arrivare a misurare 50–60 cm di lunghezza, le femmine invece, possono essere leggermente più lunghe, circa 60–80 cm. La lunghezza varia molto in base alla zona in cui si trova l’esemplare. Il marasso ha un colore di base che solitamente, può variare dal nero, marrone al verde con una striscia a zig-zag di colore più scuro che attraversa il corpo da testa a coda. #### **Habitat:** Questa particolare vipera è presente nel Nord Italia, nei boschi e vicino ai corsi d’acqua o ruscelli, dove può trovare facilmente cibo. #### **Velenosità:** Il marasso come le altre vipere italiane ha un veleno emotossico, che va ad attaccare i vasi sanguigni e le cellule, procurandone la morte. Spesso il suo veleno può causare anche danni neurotossici, come paralisi degli arti e arresti cardiaci. *Fonte: http://www.cani.it/magazine* [Ritorna all'articolo »](http://www.montagnenostre.net/morso-di-vipera-nel-cane-cosa-fare) **Categorie:** ALTRI ARTICOLI **Tag:** Animali di Montagna, vipera --- ### [Montagne mozzafiato: Huayna Picchu](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-huayna-picchu/) **Published:** Marzo 26, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **HUAYNA PICCHU - PERÙ** Il **Huayna Picchu o Wayna Pikchu** (quechua) è il monte che sovrasta **Machu Picchu**. Il suo nome significa Giovane Vetta. Picco molto ripido, poco distante dalla spianata del sito archeologico, ha un sentiero, che pur se stretto e molto ripido permette di raggiungere la vetta - anch'essa ricca di architetture Inca - in circa quaranta minuti senza grandi difficoltà. Dalla sua cima si può osservare l'**antica città inca**. Sempre dalla cima un sentiero, percorribile in circa un'ora, porta ai resti di un tempio cerimoniale Inca, il **tempio della Luna**. *Fonte: Wikipedia.org* Sotto trovate l'infografica scritta in spagnolo sulla montagna Huayna Picchu ed sul famoso insediamento Inca Machu Picchu. [![Infografia_machu_picchu](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/03/Infografia_machu_picchu.jpg)](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/03/Infografia_machu_picchu.jpg) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Montagne, Montagne mozzafiato, Perù --- ### [Scalare le montagne? Puo’ essere dannoso per il cervello](https://www.montagnenostre.net/scalare-le-montagne-puo-essere-dannoso-per-il-cervello/) **Published:** Novembre 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Scalare le montagne puo' danneggiare il cervello, a dimostrarlo una ricerca basata su osservazione diretta di sportivi disponibili all'esperimento** Scalare le montagne e’ certamente **un’attivita’ sportiva di pregio** e di merito, puo’ anche dare delle emozioni uniche ed eccezionali, ma prima di improvvisare un’arrampicata e’ bene verificare che il proprio stato di salute sia buono, perche’ ci sono delle situazioni in cui e’ meglio declinare e rinviare a miglior data. Lo studio effettuato sulle **attivita’ sportive in montagna parla di vari sport,** ma si concentra particolarmente sull’arrampicata sportiva e sulla scalata della roccia. Gli scalatori che si sono sottoposti ad osservazione sono stati valutati con una Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) prima della partenza, confrontata con la risonanza al rientro. Per dare una interpretazione dei risultati sono state collegate le diverse immagini della risonanza, con un confronto di **Voxel Based Morphometry**: una tecnica che consente di quantificare la sostanza presente nel cervello. Questa tecnica e’ quella che piu’ spesso si usa attualmente, a livello internazionale e nazionale, serve per valutare lo sviluppo delle patologie e per monitorare il cervello nell’ottica della prevenzione. Quando si usa questa tecnica, essa viene chiamata brevemente VBM, che si traduce in esame di regioni cerebrali specifiche, con possibilita’ di valutare anatomia e sviluppo del cervello, in quantita’, dimensioni, distribuzione etc.. per questo motivo essa viene usata in situazioni come: prima infanzia e sviluppo, trattamento farmacologico, traumi o lesioni, malattie progressive e problemi neurologici. Gli scalatori sono stati osservati in fasi diverse del loro percorso: ad esempio sono state tentate diverse prestazioni eccezionali, per misurare che cosa succedeva al loro cervello. Rimandando alla ricerca per l’analisi fredda dei dati segnaliamo invece le conclusioni a cui sono arrivati questi sperimentatori. Lo **scalare la montagna** comporta uno sforzo del cervello e causa dei mutamenti: in alcuni casi questo sport puo’ essere determinante per i danni sulla materia grigia, prima causa fra tutte la riduzione dell’apporto di ossigeno, nonche’ il variare della pressione atmosferica e la rarefazione della composizione dell’aria, con carenza percentuale di certi tipi di gas indispensabili all’equilibrio all’interno dell’organismo. **Non sarebbero esposti al rischio solo i neofiti**, anche gli esperti e gli allenati possono rischiare, specialmente se ci sono improvvisi sbalzi di pressione e cause atmosferiche che alterano l’equilibrio gassoso dell’aria. Sarebbe importante ora completare l’osservazione con le attivita’ del cervello in sottomarina, per capire quando la nostra materia grigia e’ piu’ portata alla prestazione e quando invece si rischia di piu’. *Fonte: [tantasalute.it](http://www.tantasalute.it) - Autore: Martina Cecco* **Categorie:** In Montagna **Tag:** benessere, regole, salute --- ### [Obbligo di pneumatici invernali, si parte il 15 novembre](https://www.montagnenostre.net/obbligo-di-pneumatici-invernali-si-parte-il-15-novembre/) **Published:** Novembre 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Scatta in gran parte d'Italia l'obbligo di montare le gomme da neve o di avere a bordo le catene** La chiusura ufficiale del passo dello Stelvio, avvenuta giovedì scorso, apre di fatto la **stagione invernale sulle strade d'Italia**, sebbene il clima mite possa far sembrare ancora remoto il rischio di incontrare neve o ghiaccio, anche in montagna. Peraltro, proprio il prossimo **sabato 15 novembre** costituisce la data a partire dalla quale su scala nazionale – estate di S. Martino sì o no – gli enti gestori di strade e autostrade possono imporre l'**obbligo di montare gomme invernali sui veicoli in circolazione**. O comunque richiedere di disporre di catene da neve a bordo del mezzo. [...Continua a leggere](http://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/obbligo-di-pneumatici-invernali-si-parte-il-15-novembre) *Fonte: [touringclub.it](http://www.touringclub.it) - Autore: Renato Scialpi* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, montagna, regole, sicurezza --- ### [Montagne d'inverno: sulla neve in sicurezza](https://www.montagnenostre.net/montagne-dinverno-sulla-neve-in-sicurezza/) **Published:** Novembre 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Siamo ormai **alle porte dell'inverno** e – forse anche perché il clima mite fa pensare a tutt'altro – molti non aspettano altro che trascorrere in montagna belle giornate al sole sulla neve. La montagna d'inverno ha il suo fascino e si possono praticare diverse discipline, ma occorre essere preparati **per affrontarla in piena sicurezza**. Le possibilità sono tante: oltre allo sci di discesa e allo sci di fondo, ci sono lo sci alpinismo, le ciaspolate e le più semplici passeggiate. #### **Consigli per chi va in giro con le ciaspole** Se si vogliono seguire **itinerari innevati con le ciaspole** occorre intanto cominciare a leggere i bollettini nivo-meteorologici almeno 3-4 giorni prima della gita e scegliere in base alle segnalazioni l’itinerario più sicuro. Se il bollettino indica pericolo di distacco di valanghe di grado 2 o 3, occorre essere molto prudenti; ma se il grado è **4 o 5, la gita deve essere assolutamente annullata**. Consigliabile poi prendere informazioni presso gli uffici delle Guide del posto e, se ci si muove da soli, occorre lasciar sempre detto dove si è diretti. Preparare adeguatamente lo zaino mettendo tra le dotazioni **l’ARTVA** (apparecchio per la ricerca travolti da valanga, **da avere sempre acceso e indossato** nel corso dell'escursione), la pala e la sonda [...Continua a leggere](http://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/montagne-dinverno-sulla-neve-in-sicurezza) *Fonte: [touringclub.it](http://www.touringclub.it) - Autore: Piero Carlesi* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Le 10 piste di fondo più belle delle Dolomiti](https://www.montagnenostre.net/le-10-piste-di-fondo-piu-belle-delle-dolomiti/) **Published:** Novembre 27, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Dieci (più uno) anelli da non perdere nel comprensorio più grande d'Europa** \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] È il **carosello sciistico più grande delle Alpi e d'Europa**. Ma forse anche il meno noto, nonostante proponga oltre 1.300 chilometri di piste distribuite in 12 differenti comprensori. Il motivo è presto detto: il **Dolomiti Nordicski** non comprende piste di sci alpino ma di anelli per lo sci di fondo (o nordico). Uno sport che attira, anche in Italia, molti più appassionati di quanto molti possano immaginare. Sportivi che scelgono il silenzio dei boschi e la pace delle aree di fondovalle all'affollamento degli impianti di risalita delle aree dove si pratica lo sci di discesa. Senza dimenticare l'opzione “verde”: piste e tracciati, spesso ricavati da strade forestali e spazi agricoli inutilizzati in inverno, hanno impatti ambientali estremamente contenuti. **A CAVALLO TRA ITALIA E AUSTRIA**Frutto del progetto comunitario Interreg IV Italia-Austria completato nel 2013, il carosello **Dolomiti Nordicski**, articolato in **12 Aree (numerate da 01 a 12)**, ha il grande merito di offrire agli sportivi, dal Tirolo al Comelico e dal Cadore alla Carnia, standard uniformi per la preparazione e gestione delle piste, oltre a mettere a disposizione un sito aggiornato in tempo reale su innevamento e percorribilità degli anelli. Il tutto coronato dalla praticità di skipass – sia comprensoriali sia trasversali tra tutte le zone – **dai costi più che ragionevoli**: una settimana di sci di fondo sull'intero carosello costa 30 euro, lo stagionale 80 euro. **LE 10+1 PISTE PIU' BELLE DOLOMITI**Detto che non si tratta di una graduatoria “scientifica” dei 1.300 chilometri di anelli di fondo che fanno parte del **comprensorio Dolomiti Nordicski**, la classifica che segue è del tutto personale e, di certo, arbitraria. È basata però sul fatto di aver “messo gli sci” almeno una volta sui percorsi segnalati. Itinerari che, in genere, sono percorribili sia in tecnica classica sia a passo pattinato. [...Continua a leggere](http://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/le-10-piste-di-fondo-piu-belle-delle-dolomiti) *Fonte: [touringclub.it](http://www.touringclub.it) - Autore articolo: Renato Scialpi* **Categorie:** In Montagna **Tag:** Dolomiti, Sci di fondo, sci nordico --- ### [Fare escursioni con le racchette da neve in Alto Adige](https://www.montagnenostre.net/fare-escursioni-con-le-racchette-da-neve-in-alto-adige/) **Published:** Dicembre 9, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Esplorare l’inverno alla grande** Dove in estate risuonano i campanacci delle mucche, durante la stagione fredda si passa direttamente dall’agriturismo ai divertimenti invernali. I masi nelle tranquille vallate altoatesine sono perfetti per ciaspolate. La maggior parte degli straordinari itinerari con panorami sulle maestose vette alpine iniziano proprio appena fuori dalla porta di casa. Le ciaspole in Alto Adige vantano una lunga tradizione. Da sempre i contadini utilizzano ampie racchette da calzare ai piedi per potersi spostare senza fatica durante l’inverno. Per i turisti rappresentano un’ottima alternativa allo **scialpinismo**, perché permettono di esplorare anche gli angoli più remoti dei paesaggi innevati. Dopo aver consumato una **sostanziosa prima colazione contadina** a base di pane fatto in casa, formaggio artigianale e marmellata della casa, si esce all’aperto nell'aria frizzante dell'inverno altoatesino. E per le escursioni, la padrona di casa vi preparerà uno spuntino al sacco con specialità contadine e un infuso con le erbe raccolte in giardino. **Occhi aperti! C’è molto da scoprire per grandi e piccoli appassionati della natura.** Il sole del mattino porta tutto alla luce: zoccoli, zampe e zampette di ogni sorta hanno lasciato **tracce nella neve scintillante**. Si stenta a credere quanto siano ancora selvagge alcune valli laterali. A piedi o con le ciaspole, nelle **escursioni di wild watching** gli ospiti, accompagnati dai padroni di casa, riescono ad avvicinarsi moltissimo a cervi, camosci, scoiattoli e volpi. Dopo il tramonto nell’agriturismo scende una calma rilassata, ottima ad esempio per fare lavori manuali o giochi con la famiglia nell‘accogliente tepore della Stube dell’appartamento per vacanze. O ci si può ritirare con una tazza di tè bollente e un buon libro vicino al camino crepitante. [Scopri i Masi che offrono escursioni con le racchette da neve](http://www.gallorosso.it/it/agriturismo-in-alto-adige/appartamenti-e-camere-in-alto-adige/risultati/ciaspole/#%5Bp=001%5D%7Cbez0=1%7Coption_559=1) *Fonte: [gallorosso.it](http://www.gallorosso.it) - Foto credit: Gallo Rosso/Frieder Blickle* **Categorie:** Eventi **Tag:** escursioni, Festività, racchette da neve, Trentino Alto Adige --- ### [Bivacco Alpe Fornalino](https://www.montagnenostre.net/bivacco-alpe-fornalino/) **Published:** Dicembre 9, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Lepontine - Ossola N. (Italia) **Valle:** [ Valle Bognanco](a%20href=) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Pizzanco di Bognanco **Quota di partenza:** 1142 m | **Dislivello:** 1000 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore (con le risalite) **Periodo di Apertura:** Su richiesta. **Posti letto:** 12 posti **Gestione:** Comune di Bognanco **Tel.** +39 0324 234116 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Da Pizzanco si prosegue su sentiero pianeggiante seguendo le indicazioni (Passo Fornalino) per 40-45' fino a raggiungere il fondovalle del torrente Bogna. Una volta superato il fiume si continua ancora in piano sul versante opposto del vallone per una decina di minuti fino ad arrivare agli alpeggi di Pezza Lunga (mt 1083)da dove parte il sentiero che sale diretto fino al Passo Fornalino. L'unico breve tratto pianeggiante in questa salita si ha a 2100 mt in prossimita dell'alpe Fornalino e si arriva al Bivacco Ambrogio Fogar. \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Passo del Fornetto | Passo del Fornalino [Vedi tutti i bivacchi di Valle Bognanco »](http://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/piemonte-bivacchi/vallebognanco-bivacchi/) **Categorie:** Val Bognanco **Tag:** Alpe Fornalino --- ### [Andare in slitta in Alto Adige](https://www.montagnenostre.net/andare-in-slitta-in-alto-adige/) **Published:** Dicembre 3, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Divertenti discese in slittino direttamente dal maso** Nel territorio del campione di slittino Armin Zöggeler ci si lancia sulla slitta anche senza velleità olimpiche, ma sempre con grande divertimento. **In Alto Adige lo slittino è uno sport popolare e molti lo praticano fin da bambini.** Generalmente sul retro del maso c’è un piccolo pendio dove i bambini possono scatenarsi sulla neve, scivolando su e giù e costruendo rampe di neve, mentre la mamma si gode tranquillamente il caldo sole invernale, rilassandosi con un buon libro e un infuso preparato con le erbe del giardino. Spesso i sentieri campestri che conducono alle malghe dei contadini vengono trasformati in **serpeggianti piste da slittino**. Dopo una salita di una-due ore, gli ospiti iniziano a viziarsi con una dose extra di aria fresca di montagna e con panorami sconfinati. Dopo una merenda in un tradizionale rifugio d’alpeggio, la discesa attraverso il bosco invernale è un vero divertimento. Per i piccoli e grandi appassionati di slittino sono state allestite **piste ben preparate e sicure**nei vari comprensori sciistici, raggiungibili comodamente in funivia. Gli slittini possono essere noleggiati direttamente in agriturismo o in un rifugio. Per rinvigorirsi, la padrona di casa al mattino serve [una sana prima colazione ](http://www.gallorosso.it/it/agriturismo-in-alto-adige/montagna/colazione-contadina/)contadina con molti prodotti del maso. **Pane appena sfornato, latte delle mucche della fattoria, yogurt fatto in casa e marmellate** vi attenderanno sulla tavola apparecchiata con amore nella tradizionale "Stube" del vostro alloggio. Ogni giornata dovrebbe iniziare così! #### **Scivolare sulla neve al chiaro di luna** Una proposta particolarmente invitante per i nottambuli sono le discese in slittino al chiaro di luna, sotto il cielo stellato. Dopo una buona tazza di vin brulé fatto in casa, sfrecciare fino a valle attraverso la tranquillità del bosco invernale è un’esperienza veramente particolare. Oltre alle discese notturne in slittino, molti agriturismi propongono anche suggestive fiaccolate. [**Scopri i masi vicino alle piste di slittino**](http://www.gallorosso.it/it/agriturismo-in-alto-adige/appartamenti-e-camere-in-alto-adige/risultati/piste-slittino/#%5Bp=001%5D%7Coption_1157=500%7Cbez0=1) *Fonte: [gallorosso.it](http://www.gallorosso.it) - Foto credit: Gallo Rosso/Frieder Blickle* **Categorie:** Eventi **Tag:** Festività, Piste di slittino, Trentino Alto Adige --- ### [L'Avvento alpino al maso](https://www.montagnenostre.net/lavvento-alpino-al-maso/) **Published:** Dicembre 3, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Mercatini di Natale segreti e avvento in Alto Adige** L’odore di cannella e di chiodi di garofano si unisce dolcemente con quello della vecchia legna nella Stube contadina. Nei masi in Alto Adige la **tradizione natalizia** è molto sentita: i preparativi delle decorazioni natalizie e delle prelibatezze dedicate a questo magico periodo dell’anno rappresentano l’inizio di una festa che culmina il 25 dicembre. È il periodo in cui la contadina vizia i suoi ospiti con **dolci natalizi, Zelten, panpepato e vino brulé**, fatti con prodotti agricoli del maso. **Vivere col "Gallo Rosso" l’Avvento più autentico della regione**I masi dell’Associazione "Gallo Rosso" sono il punto di partenza per un tour nella cultura altoatesina conservata e trasmessa negli infiniti mercatini di Natale della regione. Per ognuno di essi e per rendere l’esperienza ancora più autentica, entrando in contatto con uno stile di vita che dal risveglio al sopraggiungere del sonno è una vera e propria escursione nella dimensione tipica e tradizionale sottolineata dall’organizzazione familiare delle strutture stesse, esistono infinite possibilità di alloggio in uno dei tanti masi "Gallo Rosso". [**Vai alla ricerca del tuo agriturismo**](http://www.gallorosso.it/it/agriturismo-in-alto-adige/appartamenti-e-camere-in-alto-adige/ "ricerca agriturismo") **Mercatini di Natale segreti in Alto Adige**Sempre da favola è l’atmosfera dei **mercatini di Natale** e le manifestazioni che colorano i paesi dell'Alto Adige. Oltrepassando le sfavillanti luci e la giusta fama di quelli che fanno di Bolzano e Merano le capitali dell’Avvento, è possibile addentrarsi in un universo di realtà ancora più autentiche e nascoste, depositarie di rappresentazioni natalizie altoatesine che affondano le proprie radici in una tradizione, se possibile, ancora più antica e vera. [**Scopri i Mercatini di Natale e le manifestazioni d'Avvento**](http://www.gallorosso.it/it/agriturismo-in-alto-adige/montagna/avvento/) *Fonte: [gallorosso.it](http://www.gallorosso.it) - Foto credit: Gallo Rosso/Frieder Blickle* **Categorie:** Eventi **Tag:** Avvento, Festività, Trentino Alto Adige --- ### [Incantati dalla magia della neve](https://www.montagnenostre.net/incantati-dalla-magia-della-neve/) **Published:** Dicembre 1, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Miei cari lettori e lettrici ben ritrovati,quest’oggi vi parlerò di una zona montana a cavallo tra il confine campano e quello molisano incantato,da qualche mese a questa parte,da metri e metri di neve. **Bocca Della Selva**. Ci troviamo a pochi km dalla famosa località sciistica di **Campitello Matese**,ma anche quì le attrazioni non mancano! Dallo scii di fondo,snowboarding,slittino,ciaspolate e giri in moto slitta proprio non possiamo annoiarci godendoci a pieno ritmo la stagione invernale. Tra una sciata e un’altra possiamo goderci qualche minuto di relax bevendo un bel thè o una cioccolata al **Rifugio Tre Faggi** che,oltre che bar ,e anche ristorante ottimo per un pranzo ad alta quota circondati da un paesaggio invernale a dir poco incantevole. Accanto al Rifugio Tre Faggi,c’è una piccola bottega con un personale adetto davvero di buon cuore dove poter noleggiare slittini,ciaspole ecc e poter rifonirci di abbigliamente per la montagna come guanti,cappelli,passa montagna e quant’altro. Io personalmente ho comprato un bellissimo scaldacollo a un prezzo super conveniente! Per poter scrivere questo articolo dandovi più informazioni possibili,sono andata sul luogo più e più volte e devo dire che ne è sempre valsa la pena,ognuna era sempre più bella! Una delle prima volte ho scelto di fare una ciaspolata che da Bocca della Selva (quota 1450 m.s.l.m) arriva sulla cima del **Monte Mutria** (quota 1898 m.s.l.m.) seguendo il sentiero segnato dal CAI 19A. Ovviamente a causa della enorme quantità di neve i segnali del CAI non erano visibili ma,grazie a questa cartina,orientarsi non è stato per nulla difficile. [Leggi di più](http://blog.zingarate.com/breatheagain/incantati-dalla-magia-della-neve/) *Fonte: http://blog.zingarate.com/breatheagain - Autore: Chiara Parisi* **Categorie:** Diari di Montagna, Notizie dalla montagna **Tag:** Campania, Itinerari, meraviglie naturalistiche, trekking --- ### [Ortica, una pianta piena di proprietà](https://www.montagnenostre.net/ortica-una-pianta-piena-di-proprieta/) **Published:** Novembre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** I **benefici** dell’**ortica** – dalle molte **proprietà cosmetiche**, **curative**, **nutritive** e **controindicazioni** – sono davvero importanti per il **benessere** dell’**organismo**. Questa pianta – il cui nome originario è “*Urtica Dioica*” ed è appartenente alla famiglia delle *Urticaceae* – è diffusa sia in Occidente che in Oriente ed è famosa soprattutto per il potere irritante dei peli che ricoprono le sue **foglie**. Un po’ meno note sono le sue proprietà **benefiche**, **alimentari** e **terapeutiche**, che la contraddistinguono rendendola, di fatto, un’efficace pianta medicinale, che viene molto utilizzata in erboristeria e in cucina per la preparazione di alcuni piatti: una volta cotte ed essiccate, le foglie di ortica perdono, infatti, la loro capacità irritante e sono commestibili ed innocue al tatto. Scopriamo di più circa questa affascinante pianta. **I BENEFICI E PROPRIETÀ CURATIVE**Per merito dei numerosi principi attivi in essa contenuti, l’ortica vanta numerose proprietà **medicinali**. L’elevata presenza di **clorofilla**, **ferro** e **acido folico** conferisce all’ortica proprietà antianemiche: è, dunque, indicata nei casi di **anemia**, in quanto stimola la produzione di **globuli rossi**. Questa pianta combatte, poi, **cistiti** e **artriti** e possiede proprietà vasocostrittrici ed emostatiche, in grado di fermare **emorragie** nasali e uterine: queste caratteristiche la rendono, ad esempio, indicata in caso di mestruazioni abbondanti, per cui esistono diversi altri rimedi naturali. Per via dell’elevato contenuto di sali minerali, l’ortica stimola il **sistema immunitario** ed è consigliata nei casi di **esaurimento**, **convalescenza** e **denutrizione** per le sue caratteristiche ricostituenti. Oltre a tutto ciò, l’ortica vanta proprietà **depurative**, **disintossicanti** e **diuretiche**: è un valido aiuto per chi soffre di gotta, **calcoli renali** e **iperglicemia** – indicata, quindi, nella prevenzione del **diabete** – e ha la capacità di alcalinizzare il **sangue**, eliminando i residui acidi del metabolismo e contrastando l’insorgere di diverse **malattie**. Questa pianta aiuta, inoltre, la **digestione** e combatte **diarrea** e **colite** – le cui cause possono essere differenti - per le proprietà **astringenti** dovute alla presenza di **tannini**. Se consumata in seguito a una gravidanza, durante l’**allattamento**, ha la capacità di aumentare la secrezione del latte materno. **PROPRIETÀ COSMETICHE** L’ortica può essere utilizzata anche per uso esterno nel trattamento di malattie croniche della **pelle** – come **acne**, **eczemi** ed **eruzioni cutanee** – per merito delle sue proprietà **emollienti**. Efficace è il suo utilizzo anche contro l’**alopecia** e la caduta dei **capelli**: la presenza di **rame** e **zinco** aiuta, infatti, a rinforzarli efficacemente. **PROPRIETÀ NUTRITIVE**L’ortica contiene diversi **sali minerali** e **vitamine** utili per la **salute** dell’organismo: ferro, acido folico, **fosforo**, **magnesio**, silicio, rame, zinco, **calcio**, manganese, **potassio**, vitamina A, vitamina C e vitamina K sono solo alcune delle preziose sostanze nutritive in essa contenute. **CONTROINDICAZIONI**Infine, per via della capacità di provocare **irritazioni** e **allergie**, è bene prestare particolare attenzione nel raccogliere l’ortica – lontano dall’inquinamento cittadino, possibilmente o, in alternativa, acquistandola in erboristeria – e chiedere il parere del proprio medico curante. In ogni caso, il consumo di ortica è sconsigliato durante la **gravidanza** e in concomitanza con l’assunzione di **farmaci diuretici**. *Fonte: [tantasalute.it](http://WWW.tantasalute.it) – Autore: Elena Arrisico* **Categorie:** Piante officinali di montagna **Tag:** cure per il corpo, Erbe medicinali, Erbolario, piante di montagna --- ### [Conosci l'Arnica? Le proprietà ed i benefici](https://www.montagnenostre.net/conosci-larnica-le-proprieta-ed-i-benefici/) **Published:** Novembre 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** L’**arnica** vanta diverse **proprietà curative** e **cosmetiche**, ma anche delle **controindicazioni**. L’arnica montana è un’**erba medicinale** appartenente alla famiglia delle *Asteraceae* ed è originaria delle zone montuose della Russia meridionale e dell’Europa. Ad essere maggiormente utilizzati sono i suoi fiori, che vengono essiccati per poterne ricavare degli unguenti medicinali. L’arnica è stata ampiamente utilizzata in medicina in Europa, sin dai tempi più antichi: si preparavano, ad esempio, delle tinture per curare il mal di gola e combattere la febbre. Ma quali sono le i **benefici** di questa erba medicinale? Scopriamo di più in merito. **PROPRIETÀ CURATIVE**Le **preparazioni** di arnica hanno dimostrato, da tempo, di essere utili nella guarigione di piccole **ferite** e di vantare anche ottime proprietà **antisettiche**: l’arnica contiene, infatti, delle sostanze in grado di eliminare i **batteri** e rafforzare il **sistema immunitario**. **PROPRIETÀ ANTINFIAMMATORIE** L’arnica vanta, inoltre, ottime proprietà **antinfiammatorie** e **antidolorifiche**. Oggi, ad esempio, l’arnica viene utilizzata come agente omeopatico topico che dia sollievo dal **dolore**, ma anche per ridurre le **infiammazioni**: il merito sarebbe di due sostanze chimiche contenute in questa erba medicinale, in grado di modificare l’azione delle cellule immunitarie. L’arnica non ha bisogno di prescrizione medica ed è possibile trovarla in vendita, come **compresse** solubili, ma anche come **pomata**: ovviamente, per il suo utilizzo, vanno seguite le istruzioni riportate nel foglietto illustrativo e, in generale, le istruzioni fornite dall’erborista di fiducia. Per uso esterno, l’arnica va applicata solo su **pelle** integra per evitare **dermatiti**; mentre, per uso orale, l’arnica va diluita o potrebbe causare battito cardiaco accelerato, **mal di stomaco**, **arresto cardiaco**, cefalea e vomito. Infine, si sconsiglia l’uso di arnica durante la **gravidanza** e l’**allattamento** e in casi di **ipersensibilità** e **reazioni allergiche**; sono, inoltre, stati segnalati effetti collaterali, per uso interno, come **nausea**, **vomito**, vertigini, **gastrite** e **mal di testa**. **PROPRIETÀ COSMETICHE PER LA PELLE E PER I CAPELLI**L’arnica è, inoltre, un ottimo **rimedio naturale** per combattere foruncoli, acne – per cui esistono diversi rimedi - **eruzioni cutanee**, ma anche contusioni, **lividi**, distorsioni, **gonfiori** e dolori muscolari – in questo caso, sono di aiuto anche i massaggi - e articolari. L’arnica è un’ottima soluzione per chi non tollera il dolore e vuole evitare eventuali **effetti collaterali**causati dai comuni farmaci antidolorifici. **CONTROINDICAZIONI**L’arnica non ha bisogno di prescrizione medica ed è possibile trovarla in vendita, come **compresse** solubili, ma anche come **pomata**: ovviamente, per il suo utilizzo, vanno seguite le istruzioni riportate nel foglietto illustrativo e, in generale, le istruzioni fornite dall’erborista di fiducia. Per uso esterno, l’arnica va applicata solo su **pelle** integra per evitare **dermatiti**; mentre, per uso orale, l’arnica va diluita o potrebbe causare battito cardiaco accelerato, **mal di stomaco**, **arresto cardiaco**, cefalea e vomito. Infine, si sconsiglia l’uso di arnica durante la **gravidanza** e l’**allattamento** e in casi di **ipersensibilità** e **reazioni allergiche**; sono, inoltre, stati segnalati effetti collaterali, per uso interno, come **nausea**, **vomito**, vertigini, **gastrite** e **mal di testa**. *Fonte: [tantasalute.it](http://WWW.tantasalute.it) – Autore: Elena Arrisico* **Categorie:** Piante officinali di montagna **Tag:** cure per il corpo, Erbe medicinali, Erbolario, piante di montagna --- ### [Soccorso Alpino: l'intervento con l'elicottero](https://www.montagnenostre.net/soccorso-alpino-lintervento-con-lelicottero/) **Published:** Novembre 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] Quando esistono le condizioni metereologiche ed ambientali che ne permettono l'operatività e la gravità dell'infortunato ne giustifica l'utilizzo, l'intervento di soccorso è effettuato con l'impiego dell'elicottero. L'arrivo dell'elicottero sul luogo dell'evento pone dei problemi di comportamento e di comunicazioni che devono essere conosciuti da chi assiste l'infortunato . Di regola la possibilità di parlare via radio con l'equipè di volo è riservata ai tecnici specialistici. Si rende quindi particolarmente interessante l'adozione di semplici segnali visivi convenzionali ed internazionali, che permettono le comuncazioni essenziali. Una sola persona assume la funzione di comunicaotore, e si pone con le spalle al vento e rimane fermo durante l'avvicinamento dell'elicottero. Quando il pilota si appresta ad atterrare il segnalatore si accuccia a terra e rimane immobile. Tutti gli altri presenti si allontanano dal luogo dell soccorso. L'intervento dell' elicottero in montagna avviene in condizioni da considerarsi sempre ad elevata criticità, pertanto, è opportuno che tutti conoscano alcune semplici regole di comportamento per agevolare, o perlomeno non intralciare, le operazioni di soccorso. Se il terreno lo permette l'elicottero effettuerà una manovra di atterraggio: questa operazione può avvenire solo in zone lontano da teleferiche, linee elettriche, piante ed altri ostacoli. La zona di atterraggio deve altresì essere ben individuabile dall'alto. In tal caso le persone presenti sul luogo dell'evento devono: 1. sgombrare il luogo da zaini, indumenti e tutto ciò che può volare via; 2. allontanarsi dal luogo dell'atteraggio mettendosi in posizione di sicurezza; 3. tenere i bambini per mano ed i cani al guinzaglio; 4. rimanere fermi senza allontanarsi e tanto meno avvicinarsi all'elicottero durante e dopo la manovra; 5. per nessun motivo ci si avvicina all'elicottero dalla parte posteriore; **nonostante le indicazioni che vengono date sarà il pilota a decidere il luogo di atterraggio e la manovra da effettuare.** Quando il terreno non permette l'atterraggio, il pilota può decidere di avvicinarsi al luogo dell'incidente adottando una manovra di volo stazionario (Hovering); l'elicottero si mantiene fermo a poca distanza dal terreno, a volte appoggia un solo pattino. La manovra risulta particolarmente delicata ed impegnativa per il pilota che deve mantenere l'eliicottero in equilibrio precario; lo sbarco dei soccorritori e l'imbarco dell'infortunato devono avvenire con la massima delicatezza ed in perfetta sintonia sotto l'autorizzazione del personale di volo. Nessuno e per nessun motico deve avvicinarsi all'elicottero specialmente nella zona posteriore e nella parte alta del pendio dove le pale possono girare a pochissima distanza dal terreno. Su terreno verticale o in situazioni dove non è possibile adottare manovre di atterraggio o di hovering , viene impiegato il verricello. Dall'elicottero posto con volo stazionario sulla verticale del luogo dell'incidente, viene calato il tecnico del soccorso alpino che, valutata la situazione, sarà raggiunto con la stessa modalità dall'equipè sanitaria. Anche in questo caso nessuno deve avvicinarsi alla zona dove opera l'elicottero; sarà il tecnico di soccorso alpino a chiedere se e come collaborare per le operazioni di soccorso. **SEGNALI CON L'ELICOTTERO**[![SegnaliSoccorsoElicottero](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/SegnaliSoccorsoElicottero1.jpg)](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/11/SegnaliSoccorsoElicottero1.jpg) **SEGNALI INTERNAZIONALI**Quasi tutte le chiamate di soccorso ormai giungono attraverso i cellulari, ma spesso ci si può trovare in zone d'ombra, in questo caso è bene conoscere quali siano i segnali internazionali di soccorso: **CHIAMATA:** lanciare sei volte in un minuto (ogni dieci secondi) un segnale ottico o acustico (urlo, luce con pila, ecc.) Ripetere i segnali dopo un minuto. **RISPOSTA:** lanciare tre volte in un minuto (ogni venti secondi) un segnale ottico o acustico. **E' fatto obbligo a chiunque intercetti una chiamata di soccorso avvisare tempestivamente la Centrale operativa del Soccorso alpino e speleologico.** \[/mks\_list\] *Fonte: [cnsas.it](http://www.cnsas.it)* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Malga Slingia](https://www.montagnenostre.net/malga-slingia/) **Published:** Maggio 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Slingia **Quota di partenza:** 1736 m | **Dislivello:** 150 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Dal 14 Maggio al 1 Novembre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** Steffi Schlinig **Tel.** +39 338 5379733 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Iniziamo la nostra camminata partendo dal paese e seguendo la strada asfaltata affiancata da una via crucis. Ben presto la conca della valle si apre permettendoci di ammirare il paesaggio montano del Gruppo del Sesvenna: il Monpiccio (3162 m), la Punta della Vedretta (2878 m), il Piz Sesvenna (3205 m) ecc. Dopo un’ora di camminata agevole giungiamo alla Malga di Slingia (1886 m) dove abbiamo la possibilità di ristorarci e i bambini possono giocare. Chi ha voglia può anche proseguire con il passeggino fino alla malga interna (poco meno di un quarto d’ora). Al ritorno ripercorriamo inizialmente lo stesso sentiero da cui siamo arrivati tenendoci tuttavia a destra all’inizio della strada asfaltata, attraversando poi il torrente Metzbach e rimanendo su una strada forestale sterrata. Lungo il sentiero possiamo fermarci davanti a diverse stazioni di un Sentiero-Avventura. Dopo un’oretta scarsa giungiamo nuovamente a Slingia, il pittoresco paesino montano. *Fonte: sentres.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Rifugio Sesvenna | Gola Uina (Svizzera) **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Mountainbike\_MalgaSlingia.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** bambini in montagna, Trentino Alto Adige, Val Slingia --- ### [Malga Brugger](https://www.montagnenostre.net/malga-brugger/) **Published:** Maggio 29, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Burgusio **Quota di partenza:** 1224 m | **Dislivello:** 690 m | **Tempo di percorrenza:** 4 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da Giugno ad Ottobre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** Famiglia Patschedier **Tel.** +39 347 6289509 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] L’escursione parte da Burgusio, lungo la Via Claudia Augusta, fino Maso Fischgaderhof. Da qui scendete di poco fino al laghetto Faulensee. Imboccate il sentiero nr. 8 che porta alla chiesetta di San Martino e proseguite fino alla Malga Brugger. Da qui, attraverso il vasto sentiero forestale, raggiungete la Malga Oberdörfer. Al ritorno, dalla Malga Oberdörfer arrivate fino alla Malga Brugger e seguendo I sentieri 24 e 4 raggiungete nuovamente Burgusio. *Fonte: alto-adige.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Rifugio Chiusa | Rifugio Rungger | Malga Kühberg | Malga Oberdörfer [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** bambini in montagna, escursioni per famiglie --- ### [Malga Planol](https://www.montagnenostre.net/malga-planol/) **Published:** Giugno 8, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Planol - Planeil **Quota di partenza:** 1599 m | **Dislivello:** 600 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da metà Giugno fino all'inizio di Settembre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** +39 340 8436985 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal paese di Planol-Planeil (1599 m, strada da Malles) si segue il segnavia 6 su stradina lungo il fondovalle, che con lieve pendenza attraversa pendii prativi, toccando i muri in rovina dell’ex maso Petesetteshof. Poco oltre si svolta a sinistra e salendo moderatamente con crescente vista panoramica si raggiunge la malga Planeiler Alm (2069 m) dopo 2 ore scarse dal paese. Ritorno: dalla malga si scende sul vecchio sentiero che punta direttamente al paese attraverso il pascolo, prima in piano, poi con breve discesa, quindi ancora in piano fin sopra le case, donde cala ripidamente al punto di partenza; dalla malga ore 1.30. *Fonte: sentres.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ASCENSIONI**Costa Mezzana | Danzebell **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Malga\_Planol.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** alpi venoste, bambini in montagna, escursioni per famiglie --- ### [Malga Mazia](https://www.montagnenostre.net/malga-mazia/) **Published:** Giugno 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Parcheggio grande all'inizio del paese di Mazia - Matsch **Quota di partenza:** 1540 m | **Dislivello:** 480 m | **Tempo di percorrenza:** 3 ore e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Da Giugno ad Ottobre **Posti letto:** N.D. **Gestione:** N.D. **Tel.** +39 0473 918052 | **Cell.** +39 329 1410567 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal grande parcheggio all’inizio del paese di Mazia - Matsch (1540 m; strada da Tarces a nord di Sluderno) si segue sempre la strada in leggera salita ed a tratti pianeggiante addentrandosi nella valle fra vaste praterie. Attraversato il torrente si trascura l’albergo «Glieshof» (1807 m), proseguendo sulla sinistra (segnavia 2) fino ad un bivio; svoltando di nuovo a sinistra si prende il sentiero che giunge in breve alla malga Mazia (2045 m; posto di ristoro; ore 2 dal paese). Si ritorna al parcheggio sulla via dell’andata in ore 1.30 circa. *Fonte: sentres.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**[Rifugio Oberettes](http://www.montagnenostre.net/rifugio-oberettes/ "Rifugio Oberettes") | Laghi di Saldura **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Malga\_Mazia.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** alpi venoste, bambini in montagna, escursioni per famiglie --- ### [Rifugio Pio XI alla Palla Bianca](https://www.montagnenostre.net/rifugio-pio-xi-alla-palla-bianca/) **Published:** Giugno 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Alpi Venoste - Passirie - Sesvenna (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Melago **Quota di partenza:** 1919 m | **Dislivello:** 623 m | **Tempo di percorrenza:** 2 ore **Periodo di Apertura:** Dal 15 giugno al 30 settembre ed in primavera per lo scialpinismo **Posti letto:** 50 (senza locale invernale) **Gestione:** CAI Sezione di Desio - Custode: Christian Hohenegger **Tel. Custode** +39 0473 633434 | **Tel. rifugio** +39 0473 633191 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] **1° ITINERARIO**Dall'abitato di Melago, in fondo al paese, si prende un sentiero che porta alle spalle dell'abitato, da qui si procede per un buon tratto in piano lungo la sponda del Rio Carlino, che si mantiene larga fino ad un bivio con cartello che indica a sinistra il ramo che sale al rifugio.(La strada più grande, varca il fiume e, dopo aver toccato la malga di Melago, s'inerpica alla forcella di Planol). Seguendo la mulattiera, si costeggia il torrente e si arriva ad un secondo cartello. Di qui si sale seguendo il guado del torrente che scende dalla Valcuna, per innalzarsi con molte svolte su una costa erbosa e sassosa. cavalcato un dirupato costone formante uno sbarramento naturale, il sentiero si porta in vista della vedretta di Vallelunga, ci si avvicina ad una vecchia morena per percorrerne il dorso e guadagnare il rifugio PIO XI° che appare improvvisamente a breve distanza.Dall'abitato di Melago, in fondo al paese, si prende un sentiero che porta alle spalle dell'abitato, da qui si procede per un buon tratto in piano lungo la sponda del Rio Carlino, che si mantiene larga fino ad un bivio con cartello che indica a sinistra il ramo che sale al rifugio.(La strada più grande, varca il fiume e, dopo aver toccato la malga di Melago, s'inerpica alla forcella di Planol). Seguendo la mulattiera, si costeggia il torrente e si arriva ad un secondo cartello. Di qui si sale seguendo il guado del torrente che scende dalla Valcuna, per innalzarsi con molte svolte su una costa erbosa e sassosa. cavalcato un dirupato costone formante uno sbarramento naturale, il sentiero si porta in vista della vedretta di Vallelunga, ci si avvicina ad una vecchia morena per percorrerne il dorso e guadagnare il rifugio PIO XI° che appare improvvisamente a breve distanza (tempo: 2 ore). **2° ITINERARIO**Da Melago (per la malga delle Pecore di Dentro). dall'abitato di Melago, in fondo al paese, quando termina la strada carrozzabile, si segue per poche decine di metri il sentiero precedente e si abbandona l'ampio sentiero dopo aver scavalcato il Rio Melago, per seguire sulla sinistra un ripido sentiero che s'innalza a serpentina sul fianco meridionale di una dosso che ci porta a quota 2081 m. Da qui, si attraversa una valletta, si prosegue di mezza costa sui ripidi pendii erbosi dell'Alpe delle Pecore di Dentro e ci si porta all'impluvio della Valcuna dove, presso un crocefisso, sorge la grande malga delle Pecore di Dentro 2349 m., circondata dalle ferrigne creste del Fabbro e dalle Cime di Càrles. Varcato il Rio Valcuna, il sentiero s'innalza sulla ripida sponda opposta e si porta al disopra d'alcuni roccioni per raggiungere, con un lungo traverso su terrazzi e ripide coste, l'itinerario precedente quando esso attacca il dorso dell'antica morena seguendo la quale, si raggiunge il rifugio PIO XI° (Tempo: 2 ore e 30 minuti). **3° ITINERARIO (Sentiero didattico)**Dall'abitato di Melago, in fondo al paese, si prende un sentiero che porta alle spalle dell'abitato, da qui si procede per un buon tratto in piano lungo la sponda del Rio Carlino, che si mantiene larga fino ad un bivio con cartello che indica a sinistra il ramo che sale al rifugio (I° itinerario), e sulla destra un nuovo sentiero didattico con cartelli illustrativi lungo il percorso della flora e del ghiacciaio (Tempo: 3 ore). *Fonte: caidesio.net* \[/toggle\] \[/accordion\] **TRAVERSATE**Rifugio Gepatschhaus | Rifugio Bellavista | [Rifugio Oberetteshutte](http://www.montagnenostre.net/rifugio-oberettes/ "Rifugio Oberettes") | Hochjoch-Hospiz per la Bocchetta di Vallelunga | Brandeburger Haus | Raumenkopf-Hutte **ASCENSIONI**Palla Bianca (Weisskugelhutte) | Punta Vallelunga | Cima del Lago Bianco | **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Rif\_PioXI.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** alpi venoste, escursioni per famiglie, Palla Bianca --- ### [Malga Hofer Alpl](https://www.montagnenostre.net/malga-hofer-alpl/) **Published:** Maggio 28, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ortles - Cevedale (Italia) **Valle:** [ Val Venosta](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**T** *- Itinerario Turistico*\[/mks\_highlight\]Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Parcheggio di Umes-Ums **Quota di partenza:** 930 m | **Dislivello:** 410 m | **Tempo di percorrenza:** 1 ora e 30 minuti **Periodo di Apertura:** Dal 2 Aprile al 2 Novembre e dal 18 Dicembre al 21 Febbraio **Posti letto:** N.D. **Gestione:** Famiglia Hofer **Tel.** +39 0471 725288 \[/toggle\] \[toggle title="COME SI RAGGIUNGE"\] Dal parcheggio di Umes - Ums (930 m; strada da Fiè allo Sciliar - Völs am Schlern, a sua volta collegata al fondovalle con strada che si diparte da Prato all'Isarco - Blumau seguire il segna-via 3 prima sulla strada di accesso alle case e poi sul sentiero 3 per bosco fino alla malga Hofer Alpl (1340 m, con posto di ristoro; ore 1.30). *Fonte: sentres.com* \[/toggle\] \[/accordion\] **ESCURSIONI**Laghetti di Fié | Malga Tuffalm | Rovina di Castelvecchio | Sentiero dei Masi (Aica di Fiè) | Castel Presule **TRAVERSATE**Tschafon e Hammerwand | Sciliar **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]**\[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/Malghe\_HoferAlpleTuffalm.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** [Vedi tutti i rifugi della Val Venosta »](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/trentinoaltoadige_rifugi/valvenosta-rifugi/) **Categorie:** VAL VENOSTA **Tag:** bambini in montagna, fiè allo sciliar, Trentino Alto Adige --- ### [Perché iscriversi al Club Alpino Italiano?](https://www.montagnenostre.net/perche-iscriversi-al-club-alpino-italiano/) **Published:** Novembre 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **​Iscriversi al Club Alpino Italiano significa entrare a far parte di una grande famiglia, che ha in comune unʼ autentica passione per la montagna e la sua frequentazione, condividendone finalità e obiettivi istituzionali, etici, storici, e tecnici del sodalizio sentendo forte il senso di appartenenza.** Eʼ importante ricordare che il C.A.I. è una associazione senza fini di lucro, portata avanti dal volontariato e dallʼimpegno diretto di molte persone, che nel totale rispetto delle norme statutarie-nazionali e sezionali che regolano la vita dellʼassociazione, mirano a far conoscere e praticare la montagna nel rispetto della natura; promuovendone la tutela, favorendo lʼattivazione di un nuovo e qualificato turismo montano sostenibile, attraverso la pratica in sicurezza delle svariate attività. \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] Elenchiamo una serie di motivi che possono essere presi in considerazione a fronte di unʼeventuale iscrizione: 1. Una segreteria aperta durante la settimana per risolvere ogni esigenza dei Soci. 2. Contribuire attivamente allo sviluppo e alla salvaguardia della montagna. 3. Avere la possibilità di frequentare i corsi (alpinismo, sci alpinismo, sci, ecc.) organizzati dalle sezioni per far conoscere la montagna e per insegnare a frequentarla con la sicurezza necessaria. 4. Essere informato tempestivamente e gratuitamente attraverso le pubblicazioni CAI riservate ai soci. 5. Disporre di tariffe agevolate nei rifugi alpini del CAI e dei Club Alpini Esteri aderenti all'Unione Internazionale Associazione Alpinistiche 6. Avvalersi di sconti presso gli esercizi convenzionati (compresi alcuni impianti di risalita) e sull'acquisto di libri e pubblicazioni tecniche edite dal Club Alpino Italiano. 7. Avere la possibilità di partecipare alle numerose iniziative organizzate. 8. Usufruire della biblioteca sezionale e del materiale alpinistico di proprietà della sezione. 9. Copertura assicurativa per intervento del Soccorso Alpino, valida tutto l'anno nel territorio europeo, sia per attività organizzata dal CAI che per attività personale; dal 1° gennaio 2009 i Soci che rinnovano (o che si iscrivono per la prima volta) sono automaticamente coperti da un'assicurazione sugli infortuni eventualmente patiti durante lo svolgimento di attività organizzate dal CAI. La polizza prevede i seguenti massimali: caso morte € 55.000,00 ­ Invalidità permanente: € 80.000,00. Rimborso spese di cura: € 1.600,00. All'atto del rinnovo (o dell'iscrizione), versando € 3,50 in più oltre al costo associativo, il Socio può richiedere l'aumento dei massimali che in tal caso, a decorrere dal 01/04/2011, diventano: caso morte € 110.000,00.­ Invalidità permanente: € 160.000,00 ­ Rimborso spese di cura: € 2.000,00 10. Abbonamento alla rivista "Montagne 360°" (mensile) e al notiziario "Lo scarpone" (bimestrale): rivista di storia e cultura della montagna e dell'alpinismo 11. **Avere la possibilità di entrare nel vero spirito della Montagna!** \[/mks\_list\] *Fonte: cai.it* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Sicurezza in montagna](https://www.montagnenostre.net/sicurezza-in-montagna/) **Published:** Novembre 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **L'alpinismo non è che il livello superiore dell'escursionismo in montagna. L'escursionista si muove principalmente nella fascia “media” della montagna. Le escursioni in alta montagna richiedono un equipaggiamento migliore e maggiori conoscenze delle condizioni e dei rischi che si possono incontrare.** Ogni escursione richiede **un'accurata preparazione**. La scelta della meta va fatta a seconda della stagione, delle condizioni del tempo, del numero e del livello di allenamento e di preparazione tecnica dei partecipanti. Una buona carta e la descrizione dell'itinerario sono strumenti fondamentali, al pari delle informazioni meteorologiche e di quelle sull'apertura dei rifugi. In montagna il tempo può cambiare improvvisamente, ed è necessario **essere opportunamente equipaggiati** con robusti scarponi da montagna, con suola ben scolpita, parapioggia e abbigliamento resistente, in grado di proteggerci in ogni condizione climatica. Ogni zaino dovrebbe contenere anche un **kit di pronto soccorso**. L'**escursionismo in montagna** e l'alpinismo regalano soddisfazioni ed emozioni indimenticabili, purché praticati con un equipaggiamento adeguato, **con le necessarie conoscenze ed esperienza** oppure in compagnia di una guida alpina o escursionisti. \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] **Per pianificare ed effettuare un'escursione in montagna in tutta sicurezza bisogna:**2. Scegliere accuratamente la meta a seconda della stagione e dei partecipanti. 3. Pianificare l'itinerario con il dovuto anticipo (meteo, terreno, difficoltà, tempi). 4. Controllare l'equipaggiamento prima della partenza, e adeguarlo a seconda del tipo di escursione. 5. Partire al mattino presto per avere a disposizione più ore di luce (tempo di riserva). 6. Prevedere pause e tempi di sosta. 7. Procedere a seconda delle condizioni della montagna (mantenere distanze maggiori con pericolo di caduta sassi, distanze minori con scarsa visibilità). 8. Prudenza nell'attraversamento di nevai, da affrontare equipaggiati con bastoni da sci o piccozza. 9. Assicurare i bambini con corde di lunghezza ridotta. 10. Evitare rischiose scivolate sui nevai. 11. Riconoscere rapidamente i cambiamenti meteorologici. 12. Tornare sui propri passi in caso di maltempo: la nebbia e il cattivo tempo rendono più difficile orientarsi. 13. Prima della partenza comunicare al gestore o all'albergatore a valle la propria meta e l'orario di ritorno previsto. \[/mks\_list\] *Fonte: austria.info* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Le 10 regole FIS per la sicurezza sulla neve](https://www.montagnenostre.net/le-10-regole-fis-per-la-sicurezza-sulla-neve/) **Published:** Novembre 5, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Ecco le 10 facili regole della FIS (Federazione Internazionale di Sci) da osservare per prevenire gli incidenti sulla neve e godersi al meglio la propria vacanza invernale.** \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] 1. **Rispetto degli altri**Ogni sciatore o snowboarder deve comportarsi in modo da non mettere mai in pericolo l'incolumità degli altri. 2. **Padronanza della velocità e del proprio comportamento**Ogni sciatore o snowboarder deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alle proprie capacità nonché alle condizioni del terreno, della neve, del tempo e del traffico sulle piste. 3. **Scelta della direzione**Lo sciatore o lo snowboarder a monte, essendo in posizione dominante hanno possibilità di scelta del percorso. Sono quindi obbligati a tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore o lo snowboarder a valle. 4. **Sorpasso in pista**Il sorpasso può essere effettuato tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre a distanza tale da consentire le evoluzioni e i movimenti volontari e involontari dello sciatore o dello snowboarder sorpassato. 5. **Attraversamento incroci**Lo sciatore o snowboarder che si immette o attraversa una pista o un terreno di esercitazione o allenamento, deve assicurarsi, mediante controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per sé e per gli altri. Comportamento analogo lo sciatore deve osservare dopo ogni sosta. 6. **Sosta sulla pista**Fatte salve circostanze di assoluta necessità sciatore e snowboarder devono evitare di fermarsi in mezzo alla pista, nei passaggi obbligati o dove manca buona e ampia visibilità. In caso di caduta debbono sgomberare velocemente la pista, cercando di raggiungere un bordo della stessa nel più breve tempo possibile. 7. **Salita e discesa lungo una pista da sci**Sciatore o snowboarder che risalgono una pista debbono procedere rigorosamente lungo i bordi della stessa. 8. **Rispetto della segnaletica**Sciatori e snowboarders sono tenuti al massimo rispetto della segnaletica e delle indicazioni esposte sulle piste da sci. 9. **Assistenza**In caso di incidente chiunque deve prestarsi al soccorso. Prestare assistenza è un dovere morale che impegna ogni sportivo. 10. **Identificazione**Chiunque, sciatore o snowboarder, sia coinvolto in un incidente in pista, avendo o non avendo responsabilità oppure ne sia stato testimone, è tenuto a fornire le proprie generalità. \[/mks\_list\] *Fonte: austria.info* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [La tana de l'urs](https://www.montagnenostre.net/la-tana-de-lurs/) **Published:** Novembre 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Scorribande e triste fine dell'Urs de la Madona** Gli orsi hanno abitato le nostre montagne fino alla fine del secolo XIX. Una presenza un po’ scomoda ed anche temuta, perché, nonostante gli attacchi agli esseri umani fossero sporadici ed eccezionali, i danni al bestiame non erano di poco conto. Molte sono le storie legate ad alcuni di essi, i più grandi, quelli che diventavano, con la loro forza ed audacia, padroni di boschi e territori interi. Uno di questi, si racconta (e ci ha conservato questo racconto Renzo Passerini; lo possiamo trovare sul numero di ottobre 1994 de “’L Gazetin”), spadroneggiava nei boschi del versante orobico sopra Morbegno, e precisamente sopra il santuario dell’Assunta, su, fino al monte Pitalone, la prima elevazione significativa sul lungo crinale che separa la Valle del Bitto di Albaredo dalla bassa Valtellina. Faceva razzia di capre, uccideva anche vitelli, rubava, ovviamente, il miele, danneggiava gli orti, qualche volta assumeva atteggiamenti aggressivi perfino nei confronti dei contadini: compariva, improvviso, sul limite dei prati e dei maggenghi, rizzandosi sulle zampe posteriori, brandendo minaccioso quelle anteriori, corredate di certi artigli da far paura, ed emettendo, infine, versi a dir poco terrificanti. Se ne andava, poi, avresti detto soddisfatto di aver mostrato che il padrone di quei luoghi era lui. Non temendo gli uomini, si faceva vedere senza problemi anche al piano. In particolare, durante l’autunno scendeva a pescar trote all’Isoletto, presso il cimitero di San Martino, dove, un tempo, passava un ramo dell’Adda. Immergeva le zampacce nell’acqua del fiume, se ne stava immobile per un po’, quindi, fulmineo, artigliava qualcuna delle trote che, risalendo il fiume, gli passavano vicino. Poi veniva l’inverno, con i suoi rigori e la sua neve (sì, perché un tempo di neve ce n’era di più). Era il momento del letargo, il momento in cui anche il più terribile fra gli orsi deve consegnarsi a due-tre mesi di inazione e debolezza, cercando rifugio in una tana. Ed i contadini tiravano il fiato. Consigliandosi sul da farsi, alcuni decisero, uno di quegli inverni, di approfittare di questo momento di debolezza per dargli la caccia e farla finita con la sua ribalderia. Sicuramente una tana doveva pur avercela, anche se nessuno l’aveva mai scoperta. E sicuramente nel cuore dell’inverno non poteva accorgersi dei cacciatori. Rinchiuderlo per sempre nella sua tana e trasformare questa in una tomba, ecco il piano. Ma per farlo bisognava scoprire dove fosse. Furono così organizzate delle vere e proprie battute di caccia fuori stagione. Non fu difficile trovare le sue orme nella neve, e seguirle fin dove sembravano scomparire, in località Campugìn. La tana doveva essere da qualche parte in quella zona, ed alla fine fu scovata. Con molta cautela i contadini ne ostruirono l’ingresso con grandi massi. Alla fine se ne andarono via soddisfatti, a bere un calice di quello buono per festeggiare la definitiva sconfitta dell’orso: dalla tana la bestiaccia non sarebbe più uscita. Così pensavano, almeno. Passò così il Natale, passò il rigidissimo gennaio, vennero, infine, i primi di febbraio. In Valtellina si suol dire in quei giorni, motteggiando chi viene indotto, con un inganno, ad affacciarsi all’uscio: “L’è fö l’urs de la tana”, cioè è uscito l’orso dalla tana. E, proprio mentre gli allegri monelli, in tutta la valle, si ingegnavano a trovare i più plausibili pretesti per esporre i nasi della gente, sulla soglia di casa, alla morsa del gelo, nel cuore della sua tana il corpaccione dell’orso cominciò a scuotersi, a stirarsi, a riprendere vita. Gli ci volle un po’ prima di riacquistare la piena coscienza della veglia, ed un tempo ancora maggiore prima che si decidesse a tirarsi su, sulle zampe. Il pensiero di una lunga stagione di cacce e scorribande nel suo regno, alla fine, vinse l’ultimo indugio della pigrizia, e lo indusse ad affacciarsi anche lui al suo uscio. All’inizio non fece caso al buio innaturale che avvolgeva l’intera caverna. Poi realizzò la stranezza: dall’ingresso della caverna non filtrava un solo raggio di luce. Che fosse notte? Non gli era mai capitato di svegliarsi di notte. Gli orsi hanno un sesto senso per questo, si svegliano solo alla piena luce del primo sole di febbraio. Allungò la zampa e capì: l’ingresso era stato sbarrato da grandi massi. Cominciò a colpirli, dando sfogo alla sua ira improvvisa ed incontenibile, ed insieme lanciava urla terribili. Poi, passato il primo furore, si diede a spingere, facendo forza sulle zampe, con la poderosa schiena, e spinse, e spinse, finché i massi cominciarono a smuoversi. Raddoppiò, allora, lo sforzo, e con un’ultima spallata fece crollare il muro eretto per imprigionarlo nella sua stessa tana. Era libero! Libero e furente. L’avrebbe fatta pagare cara a quei miseri omuncoli che avevano vigliaccamente approfittato del suo lungo sonno per fargli fare, come si dice, la fine del sorcio. Quell’anno imperversò, nel suo regno, con particolare furia. Se prima i contadini lo temevano, ora ne erano terrorizzati. Mentre prima si aveva quasi l’impressione che, alla fin fine, ci si divertisse a spaventare la gente con quelle sue apparizioni improvvise e minacciose, ora sembrava incattivito, sembrava volesse davvero far male anche agli umani, e qualche volta veniva addirittura all’uscio delle baite, picchiava forte contro le robuste porte di legno, e forse si tratteneva dallo sfondarle solo perché, a sua volta, temeva di essere preso a fucilate. Non risparmiava, invece, le bestie, e numerosi furono i vitelli dilaniati quell’anno. Per la prima volta uccideva non solo per procurarsi il cibo, ma per il gusto di farlo. Passò, così, anche quella stagione, ed ancora una volta venne l’autunno, e dopo l’autunno l’inverno, con gran sollievo di tutti. L’orso, sazio di carne e cattiveria, si ritirò nella sua tana, convinto che nessuno avrebbe più osato ripetere lo scherzo dell’anno prima. Ma si ingannava. Ai primi di dicembre i contadini tennero consiglio: un altro anno così non lo si poteva passare. Avevano sbagliato una volta, sottovalutando le forze dell’orso, non avrebbero ripetuto lo sbaglio la seconda volta. Tornarono all’uscio della tana, lo ostruirono di nuovo con grandi massi, ma stavolta li puntellarono con grandi pali saldamente infissi nel terreno. Nessun essere vivente avrebbe mai potuto sfondare quella muraglia. Così, una bella mattina di inizio febbraio, quando il sole, ancora timido ed incerto, cercava di regalare i primi tepori ad un mondo ancora intirizzito, l’orso si svegliò e, sicuro e baldanzoso, si avviò all’uscio della sua tana. Lo trovò di nuovo chiuso, di nuovo si adirò per l’ardire degli omuncoli, di nuovo chiamò a raccolta tutte le sue forze, sicuro di poter facilmente aver ragione dei massi, come l’anno precedente. Stavolta, però, i massi non si mossero. Spinse ancora ed ancora, con più forza, con tutta la forza che aveva. Nulla. Allora, per la prima volta nella sua lunga vita di cacciatore e signore dei boschi sotto il Pitalone, si sentì perso. Cacciò fuori dei versi, alti e strani, che qualche animo poetico avrebbe potuto anche interpretare come un pianto. Fu sentito da grande distanza, fino al piano ed ai maggenghi di Grup, Ortesida e Cuulevolt. E continuò così, a lungo. I suoi versi, per la verità sempre più deboli, furono uditi per giorni. Poi, più nulla. Ma nessuno ebbe l’ardire di andare a vedere se fosse veramente morto, quell’anno, nessuno si fidava di quella bestiaccia. Solo la primavera successiva su smantellato il muro davanti alla tana dell’orso. Di quello che ormai era conosciuto da tutti come “l’urs de la Madòna” vennero trovati solo i miseri resti, che nessuno, peraltro, osò rimuovere. Passarono gli anni, e quella che era stata la tana de l’urs divenne, nel racconto dei nonni, la tana delle streghe, del diavolo, dell’orco, e di quanti spauracchi si possono tirare in ballo per far paura ai bambini. Poi anche questo luogo divenne nient’altro che una spelonca che nessuno più visita, neppure con la fantasia, un buco nel cuore della montagna, lungo una decina di metri, ed alto, sul fondo, circa tre. Un fenomeno di scarso interesse anche per i geologi. *Fonte: waltellina.com - Testi a cura di M. Dei Cas* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Bitto, Leggende di Montagna, Racconti e Leggende, valtellina --- ### [La storia di un albero](https://www.montagnenostre.net/la-storia-di-un-albero/) **Published:** Ottobre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Il centòn dei Piasci a Monsastero** Se potesse parlare. Se solo potesse parlare, ne avrebbe di cose da raccontare, quel grande castagno secolare che, per la sua mole e la singolare inclinazione di 45 gradi, attira lo sguardo di chi, salendo dalla Maroggia verso Monastero, passa per la contrada Piasci. In sei secoli di vita, di quante vicende è stato testimone, se non protagonista! Bisognerebbe dargli la parola. Ma non ci permetteremmo mai di parlare per lui. Al più, parlare di lui, questo sì, è possibile. Un castagno secolare, dunque, uno degli alberi monumentali di Valtellina, denominato, localmente, centòn. Già fin dal primo secolo di vita, nel Quattrocento, la sua storia si intreccia con quel santo, San Benigno de’ Medici, soprannominato, per l’armonia dell’aspetto, San Bello, che è una sorta di gloria locale, perché in questi luoghi dimorò e predicò per molti anni, fino alla morte, il 12 febbraio 1472. San Benigno, dunque, una grande tempra di predicatore. E anche di camminatore. Durante i suoi spostamenti da Monastero alla Maroggia, nei caldi pomeriggi estivi, sostava volentieri alle cantine dei Piasci, dove poteva gustare un vino eccellente, dal sapore “dulce et firmum”, cioè dolce e corposo. Il nostro castagno stava lì, a pochi passi, invitante, con le sue fronde invitanti, già grandi e generose, a proteggere con una frescura ristoratrice chi sostava alla sua ombra. E fra i viandanti che si riposavano a questa ombra benedetta ci fu anche lui, il futuro santo. Un debole vento si alzava, di tanto in tanto, come un sussurro. Ed era come se fra il grande predicatore ed il possente castagno intercorresse un dialogo di cui nessun altro poteva essere a parte. Cosa si dicevano? Il santo esprimeva, forse, la sua gratitudine, per quella creatura di Dio così preziosa. Ed il castagno ringraziava, e forse non si limitava a questo, ma avanzava una qualche sua segreta richiesta. Forse. Quel che è certo è che nel 1472 il predicatore Benigno lasciò, centenario, la scena terrena, ma il centòn, che centòn ancora non era, rimase, a guardia delle cantine nel quale era conservato un vino così pregiato. Quel che accadde nei decenni successivi ci può aiutare ad intuire cosa si fossero detti Benigno ed il castagno. Accaddero cose davvero singolari. Il castagno cresceva, la sua mole era davvero ragguardevole, e sembrava scoppiare di salute. Una pianta che pareva una sinfonia, un inno alla vita. Ma i contadini, più che a lui, prestavano attenzione alle loro cantine, perché fatti misteriosi si ripetevano, senza che nessuno sapesse scoprirne la causa. Sì, perché quel vino tanto prezioso che vi era conservato nelle botti antiche calava, durante l’inverno e la primavera. In qualche caso le botti, in tarda primavera, erano letteralmente prosciugate. Questo gettava nella costernazione i contadini, che non si capacitavano per il furto del vino. Ma a nulla valsero ronde, appostamenti, turni di sorveglianza: del misterioso ladro neppure l’ombra. E non c’erano neppure segni di forzatura sulle porte sprangate delle cantine. Che diavoleria era mai quella? Nessuno sapeva darne una spiegazione. Poi qualcuno, più attento, cominciò a notare altri fatti singolari. Nelle giornate ventose di marzo, sostando all’ombra del grande castagno, si aveva la netta impressione che cantasse. Era come se il vento, giocando con le sue fronte, ne cavasse melodie ilari e gioconde. Immaginiamo un dialogo fra due contadini, appoggiati al suo tronco possente. “Di’, ma non ti sembra che questo castagno stia cantando?” “Che dici, quando mai si è sentito di un castagno che canta?” “Ah, non so, ma questo pare proprio che canti”. “Non è lui, sciocco, è il vento”. “Ma che vento e vento, la voce del vento la conosco bene, è sempre stata quella. Ma, ascolta: quella che si sente non è la sua voce. È una voce che canta, è il castagno che canta.” “Beh, si vede che la vita gli va bene. Sarà allegro. E ne ha ben motivo: per vivere non ha bisogno di spaccarsi la schiena tutti i giorni”. Già, un castagno allegro: una bella novità. La storia del castagno allegro fece il giro del paese. E qualcuno cominciò a fare due più due. Quand’è che la gente canta? Quand’è che si sente su di giri? Non accade forse quando si è messa in corpo qualche bicchiere di buon vino? Vuoi vedere…vuoi vedere… E vollero vederci chiaro fino in fondo, i contadini. Fino al fondo delle botti: le prosciugarono e lo esaminarono con attenzione. Quel che scoprirono li lasciò esterrefatti. Il fondo di quelle botti che erano lì da secoli non era del tutto impermeabile, come sarebbe parso ad un primo sguardo frettoloso: il vino poteva colare. Rimossero, allora, con gran fatica alcune delle botti, e sotto scoprirono il colpevole dei furti. Con le sue radici lunghe e ramificate, il castagno, quatto quatto, era arrivato fino a lì, e succhiava, poco a poco, tutto il vino che filtrava dal fondo delle botti. Succhia oggi, succhia domani, non c’era da meravigliarsi se in qualche botte, all’inizio dell’estate, non rimanesse neanche una goccia del buon vino torchiato in autunno. E non c’era da meravigliarsi se quel castagno avesse da tempo l’aria della pianta più allegra di questa terra, ed intonasse qualche gioconda melodia, mentre intorno a lui i contadini, furibondi, volevano sbattezzarsi, come si suol dire, per il fatto di non riuscire a mettere le mani sul ladro di vino. Com’era potuto succedere? Beh, forse il buon santo, per ricambiare la cortesia della frescura, avrà voluto che la pianta potesse anch’essa, da creatura qual era del buon Dio, godere dell’eccellente nettare dell’uva della Maroggia, come ne godeva lui stesso, ritemprando corpo e spirito. E, si sa, i santi sono santi perché fanno i miracoli. Questo pensarono i contadini, ma pensarono anche che il castagno aveva alzato un po’ troppo non diremo il gomito, ma le fronde. Per cui tennero consulto e decisero per una via di mezzo: era giusto che a quel grande albero, così caro al santo, fosse concesso, per onorare la sua memoria, di attingere all’eccellente vino della Maroggia, ma con misura e parsimonia. Detto fatto: le botti furono risistemate in maniera tale che nessuna risultasse più prosciugata sul finire della primavera. E quel tanto di vino che risultava mancante, lo si considerava un’offerta al santo patrono di Monastero. Da allora tutti furono contenti: anche il castagno, sì, nonostante molti giurassero che, dopo la soluzione del mistero, non lo si era più udito intonare canzoni tanto ilari e gioconde quanto lo erano state quelle del passato. Qualche arietta spensierata, al più. Passarono i secoli. Le ariette si diradarono. Il tronco, piegato dal peso dei secoli, cominciò a piegarsi. Le fronte ad ammalarsi. Il centùn divenne l’albero più amato dai bambini nell’intera Valtellina. Sì, perché con quell’inclinazione a 45 gradi era uno spasso risalire il tronco per poi lasciarsi scivolare giù. Lui lasciava fare, borbottando un po’. Così è la vita, un intreccio di mattini e sere, di albe e tramonti. Gli davano un po’ fastidio quel vociare petulante dei ragazzi, quell’andirivieni intorno e sul suo tronco. Ma gli faceva anche piacere osservare quelle giovani vite spensierate, e così generazione dopo generazione. Come finisce questa storia? Non finisce. Il centòn è ancora lì, anche se i bambini oggi hanno giochi troppo tecnologici per passare il tempo salendo e scendendo dal suo vecchio tronco. Qual è il suo stato d’animo? Lo dipinge nel modo migliore una poesiola, davvero graziosa, di Silvio Mufatti (1981), che riportiamo integralmente: “Centon, / uecc com’e ‘l cucù, / piegàa dai agn, / mett uia ‘n mument i tö pensée de stracc, / e cuntüum su uergutt de la tua primavera luntana, / quan che ta serat fort e cien de uita / e cui rais te sügauat i but / de cüi por disgrazia de cuntadin. / Cüntun sü de San Bignin, / quand che ‘l sa fermaua a la tua umbria / a sculà ‘n ciapel de uin. / Car ul me scciatt, / go ciü la forsa gna da bef la camamela / fam compagnia sa ta ö, / ma lagum pusà.” Serve la traduzione? Diamola, ad ogni buon conto: “Centòn, / vecchio come il cucù, / piegato dagli anni, / metti via un momento i tuoi pensieri da stanco / e raccontami qualcosa della tua primavera lontana, / quando eri forte e pieno di vita / e con le radici asciugavi le botti / di quei poveri disgraziati di contadini. / Raccontami di San Benigno, / quando si fermava alla tua ombra / a scolarsi una ciotola di vino. / Caro il mio ragazzo, / non ho più la forza neppure di bere una camomilla, / fammi compagnia, se vuoi, / ma lasciami riposare”. Ricordiamoci di queste parole, salendo, da Ere (sulla provinciale Valeriana, fra Ardenno e San Pietro di Berbenno) verso Maroggia e Monastero: fermiamoci a far compagnia a questo grande rappresentante della vita nella nostra valle, ma facciamolo in silenzio. Oggi non quasi ha più rami, non ha quasi più fronde che ci permettano di sentire la sua voce. Ma la sentiremo lo stesso. Una voce fioca. Una voce antica. *Fonte: waltellina.com - Testi a cura di M. Dei Cas* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende di Montagna, Racconti e Leggende, valtellina --- ### [Le dolomiti perdono i pezzi](https://www.montagnenostre.net/le-dolomiti-perdono-i-pezzi/) **Published:** Ottobre 28, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Un fortissimo boato è stato udito nelle vallate vicine a Belluno Per i geologi è la normale evoluzione delle nostre montagne. Preoccupa, però, lo stato di salute delle **Dolomiti** che continuano a perdere pezzi. L’ultimo episodio è di pochi giorni fa, nell’**Agordino**, in provincia di Belluno. A cedere è stata una cresta del **gruppo della Moiazza**. Grossi pezzi di roccia sono caduti a valle invadendo un canalone e sollevando un polverone enorme. Fortissimo il boato che è stato udito anche nelle vallate vicine. Fortunatamente, sassi e detriti non hanno raggiunto le abitazioni della zona. Le Dolomiti hanno pareti verticali a strapiombo e sono molto friabili. Gli esperti spiegano che a volte basta una piccola frattura per farle crollare, a prescindere dalle condizioni del meteo. I precedenti episodi di frane hanno coinvolto il **Monte Pelmo**, il **Civetta**, il **Sorapis** e l’**Antelao**, fortunatamente lontano dai centri abitati. *Fonte: siviaggia.it* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Dolomiti, Notizie, Trentino Alto Adige --- ### [San Francesco: Il cantico delle creature.](https://www.montagnenostre.net/san-francesco-il-cantico-delle-creature/) **Published:** Ottobre 28, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Chi meglio di San Francesco puo’ magnificare, in maniera profonda e semplice, il Creato attraverso le lodi al Creatore? *Altissimu, onnipotente bon Signore, Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.* Ad Te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumeni noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significazione. Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle: in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sostentamento. Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si’, mi Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et erba. Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore et sostengono infirmitate et tribolazione. Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace, ka da Te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente po’ skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male. Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate..*Fonte: camoscibianchi.wordpress.com* **Categorie:** In Montagna **Tag:** montagna, Pensieri di Montagna --- ### [Stranieri in montagna, possibile risorsa contro l’abbandono del territorio](https://www.montagnenostre.net/stranieri-in-montagna-possibile-risorsa-contro-labbandono-del-territorio-2/) **Published:** Ottobre 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Quasi un quinto degli stranieri in Italia - 889.602 persone su un totale di 5.014.437 - vive e lavora nelle aree montane. Ma se si incentivasse l’integrazione con «azioni concrete», gli immigrati potrebbero aumentare e rivelarsi una «straordinaria risorsa» per questi territori che negli ultimi anni sono stati abbandonati dagli autoctoni. **Ad avanzare la proposta è l’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna** , che attraverso il presidente Enrico Borghi, chiede la «stesura di una risoluzione per individuare politiche specifiche, accompagnate da un corretto sistema di incentivi», per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti nei territori montani. Un’istanza che sarà fatta presente «anche al premier Matteo Renzi e al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, con una lettera». **Secondo uno studio della Fondazione Montagne Italia, tra i 1951 e il 2001, 2.283 comuni italiani hanno subito una perdita di potenziale insediativo. Di questi, 1.678 sono in montagna.** Al 31 dicembre 2014 gli stranieri nelle aree montane rappresentano il 6,23% della popolazione, con punte del 9,94% in Emilia Romagna e percentuali più basse in Campania (3,32%). Si tratta di una quota ridotta rispetto alla media nazionale, pari all’8,25%. Se la percentuale di stranieri in montagna crescesse in linea con la media nazionale, ci sarebbero circa 280 mila persone in più da poter impiegare nella cura dei luoghi, nell’ospitalità e nei lavori agricoli. [Continua a leggere su L'eco di Bergamo](http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/stranieri-in-montagna-possibile-risorsacontro-labbandono-del-territorio_1146021_11/ "Continua a leggere") *Fonte: ecodibergamo.it - Autore articolo: Valentina d'Angella* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** montagna, Profughi e rifugiati --- ### [Alpi francesi, volontari raccolgono 51 tonnellate di rifiuti](https://www.montagnenostre.net/alpi-francesi-volontari-raccolgono-51-tonnellate-di-rifiuti/) **Published:** Ottobre 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### La campagna ha interessato 104 luoghi e soprattutto le stazioni sciistiche. Raccolti in media 480 kg di rifiuti per ogni posto. Interessati ben 5.900 volontari Ormai da ben 10 anni i Mountain Riders organizzano sulle Alpi Giornate coi volontari sulle piste da sci (ma non solo) a fine della stagione. Operazione: pulizia. Ebbene, durante la campagna 2015, quasi 51 tonnellate di rifiuti sono state raccolte da ben 5900 volontari. Il materiale è stato trovato alle pendici sotto le seggiovie, sui percorsi, ma anche sugli argini dei fiumi. Ed è stato trovato di tutto: plastica, carta, metalli, vetro, mozziconi di sigarette. I numeri: la campgna ha interessato 104 luoghi delle Alpi. Il totale, come detto, ammonta a 51 tonnellate di rifiuti raccolti con una media di 480 kg di rifiuti per ogni posto. L’associazione ha potuto contare di nuovo su una buona mobilizzazione quest’anno anche grazie il coinvolgimento delle scuole. I bambini sono stati i più propensi a mobilitarsi, dicono gli organizzatori. *Fonte: [mountlive.com](http://www.mountlive.com/alpi-francesi-nel-2015-volontari-raccolgono-51-tonnellate-di-rifiuti/)* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Alpi, Notizie, rifiuti, Volontariato --- ### [Everest inviolato nel 2015. Non succedeva da 41 anni](https://www.montagnenostre.net/everest-inviolato-nel-2015-non-succedeva-da-41-anni/) **Published:** Ottobre 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### L’ultima volta che nel corso di un intero anno nessuno raggiunse la vetta dell’Everest fu ben 41 anni, nel 1974. Ha abbandonato la spedizione il giapponese Nobukazu Kuriki a causa del maltempo Everest inviolato nel 2015. Non succedeva da decenni che in un anno solare l’uomo non mettesse piede sulla vetta del Tetto della Terra. Nessun alpinista entro la fine dell’anno raggiungerà gli 8.848 metri della cima dell’Himalaya tra Cina e Nepal. L’ultima volta che nel corso di un intero anno nessuno raggiunse la vetta dell’Everest fu ben 41 anni, nel 1974. Ciò accade anche a causa del terremoto che ha colpito il Nepal la scorsa primavera. L’ultimo alpinista del 2015 impegnato nella scalata dell’Everest, il giapponese Nobukazu Kuriki ha abbandonato da alcuni giorni lasciando il campo base per ritornare a Kathmandu. Il 33enne nipponico originario di Tokyo ci ha provato per cinque volte senza pero’ mai riuscirci. Kuriki ha dovuto rinunciare causa le cattive condizioni meteo che imperversano in quella zona. L’abbandono, come Kuriki ha scritto sul suo twitter, a 700 metri dalla cima: “non sarei tornato vivo se avessi proseguito per i venti forti e la grande quantita’ di neve”. Il fascino dell’Everest, Chomolungma per le popolazioni locali, attira sempre ma nel 2015, tra il violento terremoto di aprile che ha reso il terremo molto instabile e la chiusura da parte delle autorita’ cinesi del versante nord della montagna (ghiacciaio Rongbuk), le vocazioni verso la montagna piu’ alta del mondo sono state molto basse. In vista della prossima stagione delle scalate, la primavera 2016, le autorità nepalesi, ai fini di diminuire l’affollamento sull’Everest, stanno studiando un provvedimento per impedire l’accesso alla montagna ad alpinisti inesperti, ai disabili, ai vecchi e ai giovani. Le autorita’ cinesi gia’ alcuni anni fa avevano deciso di impedire l’ascesa ad alpinisti sotto i 16 anni e sopra i 75. Staremo a vedere se è la volta buona… *Fonte: [mountlive.com](http://www.mountlive.com/everest-inviolato-nel-2015-non-succedeva-da-41-anni/)* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Everest, Himalaya, Notizie --- ### [Gigiàt, il mostro buono della Val Masino](https://www.montagnenostre.net/gigiat-il-mostro-buono-della-val-masino/) **Published:** Ottobre 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### **Tutti ne parlano, ma ben pochi l'han visto in quel di Val Masino.** Fra gli esseri mostruosi e leggendari di cui la fantasia contadina ha popolato selve, boschi ed alpi, il Gigiàt della Val Masino merita sicuramente un posto d’onore. La sua figura è abbastanza indeterminata, ed unisce in sé tratti comico-grotteschi ed orripilanti. Secondo le fonti più accreditate, che fanno capo ai due rifugi Gianetti ed Allievi, l’habitat dell’animale è rigorosamente circoscritto alle valli Porcellizzo, del Ferro, Qualido e di Zocca, ma la questione è controversa. Non è certissimo neppure di che animale si tratti: probabilmente è un incrocio fra un caprone ed un camoscio (o stambecco), dal pelo lunghissimo (che si fa tosare ogni primavera) e dalle dimensioni gigantesche, tanto da poter attraversare un’intera valle con pochi balzi. L’aspetto più enigmatico di tutta la faccenda, però, è che, nonostante le sue dimensioni, ben pochi riescono ad avvistarlo, fondamentalmente solo le guide alpine. I tratti dell’animale oscillano fra il comico-grottesco ed il terrificante. Comico è il suo aspetto tutto sommato goffo, ed anche il particolare del terribile puzzo che, sembra, emani; terrificante è la consuetudine di integrare la sua dieta, fondamentalmente vegetariana, con qualche pasto a base di escursionisti o alpinisti solitari, sorpresi ad addentrarsi nei suoi remoti territori. Comica è, anche, la sua natura inquieta e dispettosa: pare, infatti, che ami anche partecipare alle danze delle marmotte ed oscillare sui rami degli alberi con gli scoiattoli. Una sola volta, si racconta, ne venne catturato un esemplare, che tuttavia non sopravvisse molto alla cattività: portato a Morbegno per essere esibito alla cittadinanza incredula, non tollerò il clima del fondovalle e morì di raffreddore. Della sua figura si legge, sulla parete di una casa di San Martino, all’imbocco della Val di Mello: “El Gigiat, nume tutelare de esta splendida valle. Buono con lo homo che natura rispetta, mala sorte a chi lo trovasse non rispettoso. Onori et gloria a chi el vedesse e notizia ne desse…” Animale fantastico sì, dunque, ma non bestia, anzi, quasi espressione di un’arcaica saggezza e giustizia, che non fa male al buono, ma punisce il malvagio. Per questo è non solo temuto, ma anche rispettato: è ancor viva la consuetudine di lasciare, d’inverno, un po’ di fieno nei prati, perché possa sfamarsi. Il Gigiat di Val Masino è una variante di un più diffuso mito: di Gigiat, infatti, si parla anche nella Costiera dei Cech, in diversi altri luoghi della Valtellina ed in Valsassina. Uscita dai severi bastioni granitici della Val Masino, la sua figura assume tratti più vaghi, che rimandano all’antichissimo mito del dio Pan, connesso con l’inesauribile fecondità della natura ed il ciclo che sempre si rinnova della vita. Così, si dice, il Gigiat non è più grande di 40-60 cm., ama far udire il suono del suo zufolo senza farsi vedere, si nasconde anche dietro ricci e foglie di castagno d’autunno, è un essere a metà fra l’uomo ed il capro, o forse anche un folletto burlone e bizzarro, che ama il dono delle castagne più belle che i contadini lasciano esposte per lui. Insomma, è impresa vana farne un ritratto troppo preciso: ancora oggi, nell’epoca in cui la tecnologia ci permette di documentare ogni minimo aspetto del territorio montano, nessuno è riuscito a catturarne l’immagine. E allora, non possiamo non concludere dando conto, per onestà, anche delle versioni più scettiche della storia del Gigiàt, almeno per quel che riguarda la Val Masino. Raccolta dalla viva voce di Giuseppina Pedrola, morta alle soglie dei cent'anni e bisnonna acquisita di chi scrive, una di queste versioni suona più o meno così. All'origine della credenza del Giagiàt c'è una colossale burla, ai danni di un ricchissimo e stravagante conte morbegnese, che si vantava di aver raccolto nella sua dimora tutto quanto di più curioso e raro la terra di Valtellina potesse offrire. Autori della burla due abitanti di San Martino, che gli dissero di aver visto, nei pressi del pizzo Badile, un animale spaventoso, enorme, dal pelo caprino lunghissimo e nero e dalle narici vomitanti fiamme. Il conte arse allora dal desiderio di poter arricchire la sua raccolta di rarità catturando quell'animale prodigioso, ed anticipò una cospicua somma di denaro ai due, purché si impegnassero a catturarlo. E' facile intuire quel che accadde: del Gigiàt e dei due non si vide più neppure l'ombra, e da allora sono trascorsi due secoli buoni, senza che nessuno abbia saputo portare prove attendibili sull'esistenza del fantomatico animale. Questo dicono gli scettici. Lasciamo ai lettori la scelta di quale scuola di pensiero abbracciare. Ma qualunque sia la scelta, lasciarsi vincere dalla fantasia percorrendo un sentiero tappezzato di foglie di castagno o una mulattiera circondata da pareti di granito rallegra lo spirito e regala un'emozione che non costa nulla. *Fonte: waltellina.com - Testi a cura di M. Dei Cas* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende di Montagna, Racconti e Leggende, Val Masino --- ### [Progettoborca, un cantiere che fonde arte, architettura, paesaggio, montagna, valorizzazione e innovazione.](https://www.montagnenostre.net/progettoborca-un-cantiere-che-fonde-arte-architettura-paesaggio-montagna-valorizzazione-e-innovazione/) **Published:** Ottobre 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** è una piattaforma di valorizzazione culturale e funzionale, di quel sito straordinario che è l'[ex Villaggio Eni di Borca di Cadore](http://www.progettoborca.net/storia/). Esso fu costruito negli anni '50, grazie alla visione di Enrico Mattei (fondatore dell'ENI) e all’architetto Edoardo Gellner. Il grande sito (100.000 metri quadri su una superficie di 120 ettari), situato alle pendici del Monte Antelao, fu pensato come una Colonia montana, dove i dipendenti di ENI poterono trascorrere, per oltre un trentennio, le proprie vacanze, gratuitamente, nel contesto spettacolare delle Dolomiti. Qui una volontà accesa di relazionarsi a natura e paesaggio (Gellner) ed un'idea pionieristica di welfare aziendale (Mattei), si unirono in cordata, generando un sito che ha fatto storia. Ancora [oggi](https://webmaildomini.aruba.it/ext_aruba/classic/html/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20150923_1400?lang=it&flavour=orange&theme=ext_aruba/classic&useSprite=0), visitandolo, si può ammirare il rapporto eccezionale e profondo tra i volumi architettonici, le crode (il Pelmo è lì davanti), il bosco selvaggio. Ma il Villaggio, e alcune strutture in particolare (la Colonia, che ospitava -fino al 1991- quasi mille persone), da alcuni anni è fermo. La sua storia eccezionale è cosa passata, ed [oggi](https://webmaildomini.aruba.it/ext_aruba/classic/html/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20150923_1400?lang=it&flavour=orange&theme=ext_aruba/classic&useSprite=0) è necessario ripensare a nuove formule d'uso per alcune parti di questo complesso, che costituisce una risorsa per il territorio e per la montagna. Nel 2014, l’attuale proprietà (Gruppo Minoter), ha affidato a [Dolomiti Contemporanee ](http://www.dolomiticontemporanee.net/DCi2013/)un programma di rigenerazione di questo Bene prezioso. Dolomiti Contemporanee (DC) è un progetto nato nel 2011, che ha già riattivato diversi importanti inerti (il Nuovo Spazio di Casso nell'area del Vajont è uno di questi). Il primo obiettivo è quello di lavorare in modo rinnovativo sull'identità culturale della montagna, questo contesto così gravido di stimoli, del quale spesso però non si ha buona cura, nelle arti (letteratura, arti visive), come nella gestione del suo valore e potenziale. Lavorare sulla montagna con l'arte contemporanea e la cultura d'innovazione, vuol dire rifiutarne le letture banalizzanti e stereotipe, ridefinendone costantemente l'identità. Nel Villaggio di Borca è [oggi](https://webmaildomini.aruba.it/ext_aruba/classic/html/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20150923_1400?lang=it&flavour=orange&theme=ext_aruba/classic&useSprite=0) attiva una Residenza internazionale, per la quale sono già passati oltre 100 artisti da tutto il mondo. Decine i progetti già avviati sulla Colonia, e che mettono in linea i mondi d’arte e cultura con quelli d'impresa, economia, montagna. Nei websites di DC ([www.dolomiticontemporanee.net](http://www.dolomiticontemporanee.net/); [www.progettoborca.net](http://www.progettoborca.net/); [www.twocalls.net](http://www.twocalls.net/)), è possibile trovare Rassegne Stampa, archivi, foto e video, informazioni e programmi. E, per chi voglia sostenere Progettoborca, è possibile partecipare attivamente al programma di rilancio del Villaggio, votando il progetto nel Concorso nazionale Chefare ([qui il link diretto](https://bando.che-fare.com/progetti-approvati/progettoborca/) al voto). *Fonte: Ufficio Stampa Dolomiti Contemporanee - Foto: DC - Progetto Forca* **Categorie:** Eventi **Tag:** Architettura, Dolomiti, montagna, Paesaggi naturali --- ### [La magia dell'inverno negli Swarovski Kristallwelten](https://www.montagnenostre.net/la-magia-dellinverno-negli-swarovski-kristallwelten/) **Published:** Ottobre 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Quando le giornate si accorciano, negli Swarovski Kristallwelten (i Mondi di Cristallo Swarovski) e negli Store di Vienna e Innsbruck si accendono le luci. Con un ricco programma per l’inverno e il Natale rivolto a grandi e piccini, e con attrazioni, specialità gastronomiche e tutto per godersi al meglio l’inverno, le tre sedi, soprattutto il nuovo parco attrezzato attorno al gigante di Wattens, diventano nei gelidi mesi invernali un luogo affascinante, caldo e ricco di atmosfera. **Wattens ‟on ice”** Dalla scorsa primavera, il Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski si presenta sotto vesti nuove, e per la prima volta anche in versione invernale. Con lo slogan “Magic Winter Moments” offre su 7,5 ettari un paesaggio ancora più vasto tutto dedicato a esperienze, manifestazioni e incontri, e d’inverno si trasforma in un vero e proprio regno incantato. La magica Nuvola di Cristallo, con circa 800.000 cristalli, è imbiancata di neve e si annida nell’innevato paesaggio del Tirolo. Un’ampia pista di ghiaccio invita a romantiche pattinate o al tradizionale gioco del curling, ed è dunque perfetta per il primo appuntamento, per risvegliare ricordi d’infanzia o per festeggiare il Natale nel modo più suggestivo con colleghi, amici o clienti, poiché, se lo desiderate, potete abbinare le magiche serate “on ice” a un raffinato menù stagionale di diverse portate nel Daniels. Café & Restaurant. Stand di vin brulé e musica per tutte le generazioni riscaldano l’atmosfera e favoriscono gli incontri conviviali; la pista di ghiaccio diventa così una splendida cornice per piacevoli riunioni, dai compleanni dei bambini agli appuntamenti romantici. I pattini possono essere noleggiati. **Wattens nel periodo dell’Avvento**In Tirolo il Natale è già nell’aria prima dell’Avvento! È stato niente meno che il designer olandese Tord Boontje a progettare con Swarovski la festiva decorazione che dal 9 novembre 2015 al 2 febbraio 2016 risplenderà alta su di un albero di Natale proveniente dai locali boschi appartenenti alla ditta. Ma anche a terra non mancano le proposte, sia per gli appassionati d’arte sia per i più giovani ospiti del Gigante: dal 1° al 24 dicembre tutti insieme aspettano Gesù Bambino, e ogni giorno si apre una porticina del “Calendario dell’Avvento vivente” dei Mondi di Cristallo Swarovski. Dietro ogni porticina si nasconde una sorpresa ideata, progettata e realizzata da dipendenti, famiglie, associazioni e imprese nei Mondi di Cristallo Swarovski e nella regione circostante, che curano, in funzione di padrino, ciascuno un suo proprio evento in programma, come la preparazione dei tradizionali biscotti natalizi, visite a tema guidate o letture natalizie e concerti. Inoltre ogni domenica dell’Avvento è dedicata alle famiglie: il 29 novembre e il 6, 13 e 20 dicembre 2015, il Daniels. Café & Restaurant attende grandi e piccini con specialità gastronomiche e un programma dedicato specialmente ai bambini. Inoltre, anche lo Store dei Mondi di Cristallo Swarovski è immerso nella suggestiva atmosfera e offre innumerevoli articoli da regalo esclusivi in cristallo, bianco e oro! **Luccicante Natale nelle capitali**Niente panico: prima delle feste – e nel caso della sede di Innsbruck addirittura fino al 24 dicembre, per uno shopping last minute – gli Swarovski Kristallwelten Store Innsbruck e Wien sono destinazioni ideali per mettersi alla ricerca del regalo perfetto e allo stesso tempo godersi l’atmosfera festiva. A Innsbruck nella Maria-Theresien-Straße e sulla Marktplatz si trovano stand natalizi Swarovski per una breve pausa shopping, mentre lo Store di Vienna si inserisce nel festivo viavai dell’Avvento della Kärntner Straße con il suo stage decorato per le feste e magicamente luccicante. **Per maggiori informazioni:** [http://kristallwelten.swarovski.com](http://kristallwelten.swarovski.com/Content.Node/wattens/index.it.html)**E-mail:** oppure a *Tirol Info* Maria-Theresien Str. 55 6010 Innsbruck, Austria Tel. +43 512 7272-0 **E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). \[/mks\_list\] *Fonte: Ufficio Stampa Tirol Info - Foto: ©Swarovski Kristallwelten* **Categorie:** Eventi **Tag:** Design, Posto da visitare, Tirolo --- ### [Greenpeace: Allarme per la diffusione nell'ambiente dei Pfc in montagna](https://www.montagnenostre.net/greenpeace-allarme-per-la-diffusione-nellambiente-dei-pfc-in-montagna/) **Published:** Ottobre 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Greenpeace lancia l’allarme per la diffusione nell’ambiente dei Pfc, composti poli e per-florurati impiegati in numerosi processi industriali L’inquinamento dove meno te lo aspetti, in alta montagna, nelle zone più selvagge e meno antropizzate del pianeta. La contaminazione dei **Pfc**, composti poli e per-florurati impiegati in numerosi processi industriali, arriva anche in quelli che dovrebbero essere i luoghi più incontaminati del Pianeta. Lo ha scoperto **Greenpeace**, grazie a otto spedizioni compiute fra maggio e giugno per prelevare campioni di acqua e neve in altrettante aree montane e remote in tre diversi continenti. I risultati di questa indagine hanno dato vita al report [Impronte nella neve](http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Impronte-nella-neve/). Le maggiori concentrazioni di Pfc sono state rilevate proprio durante la spedizione italiana, sui **Monti Sibillini**, nel **lago Pilato** situato fra l’Umbria e le Marche. Le altre spedizioni si sono svolte sugli Alti Tatra (Slovacchia), sulle Alpi Svizzere, alle Torres del Paine (Cile), in Russia, Scandinavia, sulle montagne di Haba (Cina) e su quelle di Kaçkar (Turchia). #### Come hanno potuto i Pfc arrivare in quei luoghi sperduti? I “vettori” sono principalmente **i capi d’abbigliamento** per l’attività all’aria aperta: l’industria dell’outdoor utilizza i Pfc (**polifluorati** e **perfluorati**) per le finiture **impermeabilizzanti** e antimacchia. Una volta rilasciati nell’ambiente questi composti si degradano lentamente e si disperdono. I Pfc possono causare danni al **sistema riproduttivo e ormonale**, favorire la crescita di **cellule tumorali** e sono**sospetti agenti mutageni**. I **marchi leader** del settore outdoor continuano a produrre capi d’abbigliamento ed è per questo che Greenpeace ha lanciato, contestualmente alla pubblicazione del report, [la campagna Detox Outdoor ](http://detox-outdoor.org/it-IT/)che invita il settore dell’outdoor a *“intervenire immediatamente e smettere di contaminare l’ambiente con sostanze chimiche rischiose come i Pfc”.* Anche se **alcune aziende** più piccole, specializzate in outdoor producono già intere collezioni di abbigliamento idrorepellente Pfc-free: Fjällräven, Paramo, Pyua, Rotauf e R’ADYS. *Fonte: allnews24.eu - Autore articolo: Davide Mazzocco* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Greenpeace, Inquinamento --- ### [Dolasilla](https://www.montagnenostre.net/dolasilla/) **Published:** Ottobre 14, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Dolasilla è un personaggio della mitologia altoatesina, e più precisamente dell'epopea del Regno dei Fanes, leggenda popolare nazionale dei ladini delle Dolomiti. Dolasilla è la bellissima figlia del Re dei Fanes, re avido e assetato di potere, sempre alla ricerca di oro e di argento, metalli estratti dai nani silvani dalle miniere intorno [Canazei](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Canazei "Canazei"). Quando tenta di derubare i nani delle loro ricchezze, Dolasilla, per compassione e paura della loro vendetta, restituisce loro i tesori rubati. In segno di gratitudine questi le regalano una pelliccia bianca scintillante e le predicono che diventerà una guerriera imbattibile se trasformerà la pelliccia in una corazza. Inoltre i nani avvertono Dolasilla che se la pelliccia dovesse cambiare colore, la fanciulla dovrà tenersi lontana dal campo di battaglia, altrimenti morirà. Infine fanno un altro regalo a Dolasilla: una polvere d'argento che se buttata nel lago d'Argento, permetterà al Re di venire in possesso di un tesoro meraviglioso. Il Re, esaltato dal pensiero che sua figlia diventi una grande guerriera, fa sorvegliare giorno e notte il "lago d'Argento". Un giorno i suoi uomini vedono che il lago è ricoperto di canne d'argento e ne tagliano tredici per farne tredici frecce infallibili per Dolasilla. Dolasilla guida l'esercito dei Fanes lungo una serie di vittorie. In una di queste il Re la incorona guerriera sul [Plan de Corones](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Plan_de_Corones "Plan de Corones"). Una notte, in sogno, le appare un nemico ucciso, che le predice che la sua fortuna non durerà per sempre, a meno che smetta di usare la magia delle frecce. Nonostante la sua paura e le preoccupazioni della madre, il Re vuole però che la figlia rimanga al suo fianco nelle battaglie. E nella battaglia successiva, contro i Duranni guidati dall'alleanza nata tra il principe *Edl de net* e lo stregone *Spina de Mul*, il sogno prende forme reali: dall'arco di Spina de Mul scocca una freccia magica che ferisce Dolasilla. Ciononostante i Fanes vincono la battaglia. Ma Edl de Net è rimasto affascinato dalla bella principessa e decide che il suo destino è di rimanere accanto a lei, in vita ed in battaglia. A questo scopo si incammina verso i monti del [Latemar](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Latemar "Latemar"), con lo scopo di farsi costruire uno scudo magico per Dolasilla dai nani fabbri che abitano la montagna. I nani costruiscono un enorme scudo che solo lui può portare, così si assicura di poter entrare nell'esercito dei Fanes. Dolasilla guida l'esercito dei Fanes lungo una serie di vittorie. In una di queste il Re la incorona guerriera sul [Plan de Corones](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Plan_de_Corones "Plan de Corones"). Una notte, in sogno, le appare un nemico ucciso, che le predice che la sua fortuna non durerà per sempre, a meno che smetta di usare la magia delle frecce. Nonostante la sua paura e le preoccupazioni della madre, il Re vuole però che la figlia rimanga al suo fianco nelle battaglie. E nella battaglia successiva, contro i Duranni guidati dall'alleanza nata tra il principe *Edl de net* e lo stregone *Spina de Mul*, il sogno prende forme reali: dall'arco di Spina de Mul scocca una freccia magica che ferisce Dolasilla. Ciononostante i Fanes vincono la battaglia. Ma Edl de Net è rimasto affascinato dalla bella principessa e decide che il suo destino è di rimanere accanto a lei, in vita ed in battaglia. A questo scopo si incammina verso i monti del [Latemar](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Latemar "Latemar"), con lo scopo di farsi costruire uno scudo magico per Dolasilla dai nani fabbri che abitano la montagna. I nani costruiscono un enorme scudo che solo lui può portare, così si assicura di poter entrare nell'esercito dei Fanes. Edl de net si reca alla corte del re dei Fanes e chiede di essere arruolato. Il re è costretto ad arruolarlo, perché sa che la figlia è ormai in pericolo e che solo lui è in grado di proteggerla. Edl de Net diventa così la guardia del corpo in battaglia di Dolasilla. Dopo un'altra serie di vittorie, Edl de Net chiede la mano di Dolasilla, cosa che colpisce profondamente il re. Ciò gli fa tornare in mente le parole dei nani di Canazei: "Dolasilla avrà successo in battaglia solo fino a quando non si sposerà." Ma incurante del pericolo acconsente alle nozze, pretendendo però che Dolasilla continui a combattere. Mentre Dolasilla e Edl de Net coronano il loro sogno d'amore, il re tesse trame segrete con i popoli vicini. Dopo aver fatto combattere il suo popolo in così tante e sanguinose battaglie, alla fine il re decide di venderlo: raduna segretamente i popoli nemici (i Cajütes, i Cadubrenes, i Lastojeres, i Peleghetes, i Latrones e gli Ampezzani) e gli promette che Dolasilla non apparirà in battaglia. Per ottenere ciò caccia semplicemente Edl de Net dal regno, sperando che Dolasilla si metta alla sua ricerca. E lui intanto va a nascondersi sul [Lagazuoi](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lagazuoi "Lagazuoi"), per vedere la sua gente morire a causa del re traditore. Dolasilla intanto vaga per i prati dell'Armentarola alla ricerca di Edl de Net, viene circondata da tredici bambini brutti e sporchi, che le chiedono di regalare loro qualcosa. Dolasilla, impaurita, regala ai bambini, in realtà demoni mandati da Spina de Mul, le tredici frecce fatate. La corazza di pelliccia d'ermellino muta improvvisamente colore e diventa rossa come il tramonto sulle Dolomiti, presagio di morte. Ciononostante Dolasilla decide di guidare il suo popolo in quest'ultima battaglia, senza la protezione della corazza dei nani, senza la potenza delle frecce e senza l'aiuto di Edl de Net. Sui prati del Pralongià (lungo prato) infuria l'ultima battaglia per i Fanes. Tredici arcieri Cajütes sono equipaggiati con le frecce magiche ottenute con l'inganno da Spina de Mul. Come sempre, le frecce non mancano il loro bersaglio e trafiggono Dolasilla che cade a terra e, poco prima di morire, invoca Edl de Net. Con Dolasilla, muoiono le speranze di vittoria dei Fanes, che vengono sconfitti. Al re traditore non va meglio, perché l'alleanza con cui è in combutta lo ritiene anch'essa un traditore. Infatti Dolasilla aveva combattuto, tradendo così il patto. Il re, sbeffeggiato dai suoi alleati e consapevole di aver mandato alla morte il suo popolo e la sua famiglia, capisce di essere un "falso re" e si trasforma in pietra, come i traditori e i falsi. Ancora oggi lo si può vedere, sotto il Lagazuoi, al [Falzarego](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Falzarego "Falzarego")(fauza rego = falso re). *Fonte: it.m.wikipedia.org/wiki/Dolasilla - Immagine: Il luogo dove probabilmente Dolasilla incontra i tredici bambini* [Qui potete vedere le belle illustrazioni di Cristina Marsi sulle leggende di Dolasilla ed Il regno di Fanes](http://www.questedolomiti.com/articoli/arte/illustrazioni-fanes-cristina-marsi/) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende di Montagna, Racconti e Leggende --- ### [Bambini all’aria aperta quando fa freddo? E’ il miglior modo per non farli ammalare!](https://www.montagnenostre.net/bambini-allaria-aperta-quando-fa-freddo-e-il-miglior-modo-per-non-farli-ammalare/) **Published:** Ottobre 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Volete che il vostro bambino non si ammali? Fatelo giocare all’aria aperta, anche quando fa freddo! Chissà quante volte, nel vedere fuori brutto tempo e, in particolar modo, le temperature molto basse, avete evitato di uscire all’aria aperta con i vostri figli per timore di farli ammalare. In questi casi, infatti, meglio tenerli al calduccio no? Lontani da minacce esterne e da quel freddo micidiale che rischia di far venire un [malanno](https://clk.tradedoubler.com/click?p=259084&a=2397400&g=22411280) a chiunque, specie ai bambini. Meglio “proteggerli” e lasciarli al calduccio. Eh no, invece no. Nulla di più errato. Ovviamente non vi stiamo dicendo di fare l’esatto contrario in qualunque caso, ma sappiate che **i bambini, all’aria aperta, corrono molti meno rischi infettivi** di quando si trovano, invece, in locali chiusi. Inoltre respirano un’aria di sicuro migliore dell’aria che vi è negli ambienti chiusi! A sostenerlo è **Susanna Esposito, direttore della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione Policlinico di Milano** e **Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP)**, che nasce dalla volontà di un gruppo di medici esperti in infettivologia pediatrica con l’intento di perseguire e allargare gli interessi della **Società Italiana di Pediatria (SIP)** in quest’ambito. Se i bambini vengono ben coperti e portati fuori all’aria aperta, infatti, hanno minori possibilità di essere esposti agli agenti infettivi rispetto a luoghi chiusi, come per esempio le scuole o quant’altro, dove gli agenti infettivi di quanti ne hanno restano più a lungo. Dice infatti l’esperta: *“Con l’arrivo delle temperature fredde, i genitori hanno paura di lasciare i figli all’aria aperta, perché temono per la loro salute. In realtà, se ben coperti e portati fuori nelle ore centrali della giornata, hanno minori possibilità di essere esposti agli agenti infettivi di quante ne hanno se rimangono a lungo in luoghi poco areati. Infatti, i contatti ravvicinati con altri bambini o, più in generale, con i soggetti malati, sono una delle principali modalità di trasmissione delle malattie infettive…”* Il miglior modo di proteggere il bambino, dunque, non è quello di tenerlo in casa o in qualche luogo chiuso al calduccio, ma quello di farlo uscire a **patto che sia vestito adeguatamente**: mai dimenticare il cappello, una sciarpa e dei guanti se le temperature sono davvero molto molto basse. Questo è molto importante perchè **coprire orecchie e gola** può prevenire l’insorgere di **[otiti e bronchioliti](https://clk.tradedoubler.com/click?p=259084&a=2397400&g=22411280)**, molto frequenti nella stagione invernale. Per il resto, i bambini hanno solo bisogno di essere solo un po’ più coperti di quanto si veste, invece, una persona adulta. Questo perchè duranti i primi anni di vita, i bambini hanno una minore capacità di termoregolazione. #### L’importanza dello sport e dell’attività fisica nei bambini Un altra cosa da non sottovalutare, poi, è lo **sport**. Avvicinare i bambini alla sport già in tenera età, infatti, accresce e mantiene vivo l’interesse verso il movimento e l’attività fisica anche nelle età successive. Bisogna avvicinare il bambino all’attività fisica e sportiva con l’intento di farlo divertire, così che possa vederlo più come un “gioco”, facendogli allo stesso tempo acquisire le abilità necessarie per progredire nell’ambito sportivo e farla diventare una vera e propria abitudine anche quando diventa più grande. Non solo. L’attività fisica e sportiva, infatti, aiuta il bambino a tonificare il proprio corpo e a renderlo più resistente agli agenti esterni, specie se praticato all’esterno, dove il bambino è a contatto con la neve, con la terra, con l’erba, con il freddo, così come con il caldo. Per non parlare del fatto che, se il bambino è molto timido e introverso, praticare attività sportiva aiuterà la sua autostima e lo stimolerà a confrontarsi con i suoi coetanei. *Fonte: eticamente.net - Autore: Daniela Bella* **Categorie:** In Montagna **Tag:** bambini in montagna, montagna, salute --- ### [10 proposte emozionanti sui ghiacciai del Tirolo](https://www.montagnenostre.net/10-proposte-emozionanti-sui-ghiacciai-del-tirolo/) **Published:** Ottobre 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] #### La neve è sempre bianca ma l’offerta ricreativa dei cinque ghiacciai tirolesi è variegata e diversa. Numerose manifestazioni ad alta quota, come ski-opening, concerti, gare di sci, competizioni di snowboard, festival e testival, offrono divertimento e allegria. **Non manca, poi, la possibilità di vivere momenti di intima gioia nell’affascinante paesaggio naturale e lo spazio per emozioni profonde.** 2. **Café 3.440 sul ghiacciaio Pitztaler Gletscher**Per un buon caffè, a più di 3.000 metri di altitudine serve una maggiore pressione dell’acqua e più chicchi di caffè che a valle. Ma, in compenso, al Café 3.440 ci si può abbandonare alla dolce vita delle Alpi in modo del tutto speciale. Dalla terrazza panoramica sospesa del caffè più ad alta quota di tutto il Tirolo si gode di una magnifica vista, assaporando deliziosi dolci. E le vette dei ghiacciai sono sicuramente la ciliegina sulla torta! 3. **"Check your line" sul ghiacciaio Kaunertaler Gletscher**Gli appassionati della neve fresca e polverosa amano sollevarla al loro passaggio. Sul Kaunertaler Gletscher ci sono tante piste di "powder". Per garantire la sicurezza degli sciatori, la tavola informativa del Weißseejoch riporta tutte le magnifiche discese percorribili sulla neve immacolata. Qui c’è tutto ciò che bisogna sapere sul freeriding. Questo progetto, chiamato "Check your line", comprende anche gli workshop "Risk’n fun". 4. **La grotta di ghiaccio dello Stubaier Gletscher**Una "meraviglia blu" in prossimità della stazione superiore dell’Eisgrat: lunga 130 metri, larga 2 metri e alta 2,5 metri, la grotta di ghiaccio dello Stubaier Gletscher offre ai suoi visitatori un interessante scorcio sulle affascinanti formazioni glaciali. Pannelli informativi svelano, inoltre, fatti curiosi e interessanti sui ghiacciai e la loro formazione. 5. **Sci estivo sul ghiacciaio Hintertuxer Gletscher**Per gli appassionati dello sci, la stagione invernale non è mai abbastanza lunga. Sull’Hintertuxer Gletscher la stagione dura ben 365 giorni. Infatti, qui ci si può divertire sugli sci anche d’estate. Neve e sole: un mix talmente vitale che gli sci scendono quasi da soli dal ghiacciaio alla gelateria in valle. 6. **Ristorante "Ice Q", sopra i tetti di Sölden (Ghiacciaio Rettenbachferner)**A 3.048 metri sul livello del mare, con una magnifica vista sulle spettacolari vette innevate, l’"Alpine Cuisine" è ancora più gustosa. Questo innovativo ristorante degli impianti di risalita di Sölden sul Gaislachkogel è un capolavoro di architettura, realizzato per servire prelibatezze in una cornice incomparabile. Alcune scene del nuovo film di James Bond "Spectre" con Daniel Craig sono ambientate proprio qui. 7. **Anello da fondo ad alta quota sul Pitztaler Gletscher**Quando a valle i primi escursionisti passeggiano tra i verdi campi primaverili, l’anello per lo sci di fondo sul Pitztaler Gletscher (con centro per lo sci nordico) è ancora perfettamente praticabile. Ad un’altitudine di 2.740 metri si snoda, perfettamente tracciato, per una lunghezza di 3 e di 7 chilometri (+ 5 chilometri dell’anello ad alta quota di Rifflsee) ed è adatto sia alla tecnica classica che alla skating. 8. **Il palazzo di ghiaccio dell’Hintertuxer Gletscher**Un itinerario avventuroso, percorribile tutto l’anno, attraverso la cava di ghiaccio dell’Hintertuxer Gletscher: un sentiero sicuro conduce dall’altopiano panoramico della parete di ghiaccio fino a 3.250 metri, al palazzo di ghiaccio, da cui si gode uno dei panorami più suggestivi sulle montagne della Zillertal. Muniti di casco e imbracatura e accompagnati da una guida, i visitatori potranno vedere la camera di cristallo, la cappella di ghiaccio e il lago ghiacciato. 9. **Top of Tyrol: ristorante gourmet Schaufelspitz sullo Stubaier Gletscher**La piattaforma panoramica "Top of Tyrol" a 3.210 metri è un’attrazione con vista a 360° sulle Alpi dello Stubai, l’Ortles e le Dolomiti. Il ristorante Schaufelspitz corona questa esperienza a tutto tondo sul ghiacciaio Stubaier Gletscher. Qui si possono gustare ricette della cucina pluripremiata come la guancia di bue di malga stufata con purea di pastinache alla vaniglia o lo strudel di mele con spuma alla cannella. 10. **Piattaforma panoramica Drei-Länder-Blick sul Kaunertaler Gletscher**La piattaforma panoramica sul Kaunertaler Gletscher ha ben tre Paesi ai propri piedi: Austria, Italia e Svizzera. La cabinovia a 8 posti Karlesjoch conduce a questo summit internazionale, dove i visitatori possono assumere tranquillamente una posizione bilaterale: con un piede in Austria e l’altro in Italia. La piattaforma panoramica a più di 3.000 metri di altitudine è accessibile anche ai disabili, in quanto il personale degli impianti è preparato all’accoglienza di persone su sedia a rotelle. 11. **Deejay-Party e l’Adrenalincup di Sölden**Quanto tempo occorre per far sciogliere un cubetto di ghiaccio in cima a un ghiacciaio? Non molto ai roventi party dell’Electric Mountain Festival con mitici deejay sul Gaislachkogel. E le competizioni sportive sono altrettanto accese. L’Adrenalincup intrattiene con dieci discipline: da quelle classiche come lo slalom e il gigante al freeride, speed, mix race o gobbe. **Per maggiori informazioni:** [www.gletscher.tirol.at](http://www.gletscher.tirol.at) oppure a *Tirol Info* Maria-Theresien Str. 55 6010 Innsbruck, Austria Tel. +43 512 7272-0 **E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). \[/mks\_list\] *Fonte: Ufficio Stampa Tirol Info - Foto: Ghiacciaio dello Pitztal - ©Pitztaler Gletscherbahn, Daniel Zangerl* **Categorie:** Eventi **Tag:** Comprensorio sciistico, Ghiacciaio, Tirolo --- ### [Achillea millefolium, l’erba dei tagli](https://www.montagnenostre.net/achillea-millefolium-lerba-dei-tagli/) **Published:** Marzo 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Nativa dell’Asia settentrionale, dell’America settentrionale e dell’Europa, l’Achillea Millefolium è ormai diffusa in Italia e si trova comunemente dalla pianura alla montagna in prati, pascoli, luoghi incolti e terreni boscosi, fino ad un’altezza di circa 2.300 metri. Viene usata nella medicina alternativa e tradizionale per trattare febbre, ferite, epilessia, emorragia ed ipertensione. Le foglie e le infiorescenze hanno proprietà aromatiche e un gusto amaro ed astringente. Viene chiamata “erba dei tagli” per l’azione benefica sugli arrossamenti e le infezioni cutanee e per le sue proprietà cicatrizzanti, a cui deve l’origine del suo nome latino. I principi attivi responsabili delle sue proprietà colagoghe, digestive, stomachiche, antispasmodiche, espettoranti, antiseborroiche, astringenti sulle mucose e sedative sono contenuti nei metaboliti secondari (in particolare, i costituenti volatili ed i lattoni sesquiterpenici). L’Achillea è anche detta Millefoglio, Herba Achilleae, e Herba Achilleae albae. Con il nome comune italiano “Achillea” vengono spesso indicate le varie specie alpine nane di Achillea, che insieme ad alcune artemisie sono volgarmente dette “Achillea Moscata” e vengono usate nella preparazione dei liquori. In tedesco si chiama Schafgarbenkraut o Bauchwehkraut, in inglese Yarrow Nosebleed, in francese Herba de millefeuille o Herba au Charpentier. **Come riconoscerla?**Ecco qualche dritta. L’achillea è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae (Composite), rustica, con fusto piuttosto rigido e duro, eretto, di altezza compresa tra 50 e 100 centimetri e con radice strisciante sotterranea. I fusti, ramificati alla sommità, terminano con corimbi composti, più o meno grandi. I piccoli capolini sono lunghi 3-6 millimetri, larghi poco più della metà, compaiono in primavera e persistono fino all’inizio dell’autunno. Sono composti da 4-5 fiori ligulati bianchi o rosati (il che dà ai capolini l’aspetto di un fiore a cinque petali) e da 3-20 fiori tubulari gialli. Il ricettacolo è coperto di pagliette verdi, lunghe come le brattee dell’involucro. Le foglie sono verdi, alterne, lanceolate, lunghe da pochi a 20-30 centimetri, larghe 2-5 centimetri, 2-3 volte pennatosette, ricoperte di una leggera peluria e finemente divise in segmenti lineari acuti e stretti (lacinie) larghi 1 millimetro o più,caratteristica che ha fatto attribuire alla pianta il nome di “millefoglio”. Il frutto è un achenio di 2-3 centimetri. La pianta emana un odore caratteristico aromatico ma non intenso ed ha un sapore amarognolo e debolmente aromatico. **L’Achillea viene utilizzata in diversi modi. Di seguito trovate un elenco dei principali usi:** **Come amaro-tonico e antispasmodico delle vie digerenti:** bere l’infuso preparato con un cucchiaio di sommità fiorite in una tazza d’acqua. **In caso di nefrite e colite:** bere l’infuso delle foglie 2-3 volte al giorno per circa 15-30 giorni. **Per regolarizzare il ciclo mestruale ed attenuare i fastidi della menopausa:** assumere quotidianamente al mattino una tisana preparata con un cucchiaino di achillea in una tazza di acqua bollente. **Come depurativo, stimolante ed emostatico:** il succo fresco della pianta applicato sulle ferite agisce come disinfettante, antiemorragico e ne aiuta la cicatrizzazione. **Per le screpolatura:** fare degli impacchi con l’infuso preparato con 10 grammi di fiori secchi (o foglie) in 500 millilitri di acqua. **Per piccole ferite:** uso esterno. **Per le varici:** lasciare in infusione 15 grammi di fiori di achillea in 500 millilitri di acqua. Berne due tazze al giorno. Preparare un infuso lasciando riposare per 10 minuti 20 grammi di sommità fiorite in 1 litro di acqua bollente, filtrare e bere due tazze al giorno. **Per lo stomaco:** lasciare in infusione per 5 minuti in 500 millilitri di acqua bollente due cucchiai di sommità fiorite e berne 2 tazze al giorno prima dei pasti. **Per le emorroidi:** preparare un infuso con 50 grammi di sommità fiorite essiccate in 500 millilitri di acqua bollente. Lasciare raffreddare, filtrare e bere durante l’arco della giornata oppure fare un impacco con il decotto. **In cosmetica:** per pomate ed unguenti solari. **Avvertenze**Non sono descritti importanti effetti collaterali dopo la somministrazione di estratti di achillea, ma in seguito ad esposizione cutanea i soggetti sensibili possono sviluppare reazioni allergiche; sono frequenti le ipersensibilità crociate con altre piante che appartengono alla famiglia delle Compositae. Un uso eccessivo e protratto potrebbe provocare maggiore sensibilità cutanea ai raggi solari. Non sono note interazioni dell’achillea con farmaci somministrati contemporaneamente. Non deve essere somministrata durante la gravidanza, l’allattamento e nei bambini al di sotto dei due anni. *Fonte: Montagna.TV – Autore: Anna Giorgi* **Categorie:** Piante officinali di montagna **Tag:** cure per il corpo, Erbe medicinali, Erbolario, piante di montagna --- ### [Il potere terapeutico del vischio](https://www.montagnenostre.net/il-potere-terapeutico-del-vischio/) **Published:** Marzo 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Nei paesi nordici è considerata benaugurale e viene utilizzata come elemento decorativo durante le feste natalizie. Ma il vischio, pianta soffre di arteriosclerosi, malattia che porta pressione sanguigna alta, emicranie, vertigini, ronzio agli orecchi. Per le donne è utile per normalizzare il flusso mestruale, dato che la pianta ha un forte potere emostatico. **Come si consuma?** Il vino di vischio si prepara mettendo mezz’etto di foglie e di rametti in un litro di vino bianco e lasciando macerare per una decina di giorni. Poi si filtra con un panno e si consuma un bicchiere abbondante a pranzo e a cena. Il vino può essere però sostituito dal tè di vischio preparato facendo bollire mezz’etto di foglie e di rametti in un litro di acqua. Si cola e se ne bevono tre o quattro tazze al giorno. La pianta ha anche poteri calmanti. In questo caso si usa il vischi essiccato e ridotto in polvere. Tre grammi uniti a un grammo di valeriana si somministrano a chi non sta bene tre volte al giorno. *Fonte: Montagna.TV – Autore: Antonietta Balducci* **Categorie:** Piante officinali di montagna **Tag:** cure per il corpo, Erbe medicinali, Erbolario, piante di montagna --- ### [I benefici balsamici del pino](https://www.montagnenostre.net/i-benefici-balsamici-del-pino/) **Published:** Marzo 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** L’odore è classico e tutti lo riconoscono. Quando si passa vicino a una pineta il profumo è immancabile e quell’aria balsamica dà l’impressione di respirare meglio. In effetti è proprio così, per merito delle resine che, sotto forma di goccioline invisibili, vengono sparse tutt’intorno dalle piante, impregnando l’atmosfera. Il pino è un toccasana soprattutto per il nostro apparato respiratorio. Un decotto preparato con venti grammi di foglie di pino silvestre (ma anche mugo o abete) e un litro d’acqua, e bevuto nel corso della giornata, è una cura contro la tosse. Utile anche lasciando aperto sul comodino un vaso nel quale sia stata raccolta la resina del pino. Le gemme sono utili per i reumatici e i gottosi che devono bere un decotto preparato con trenta grammi di gemme per litro d’acqua. Per il benessere della vescica servono invece trenta grammi di gemme di pino sulle quali va versato un litro di acqua bollente, lasciando in infusione per circa mezz’ora. Si cola e si beve un bicchiere abbondante al giorno. E le pigne? Fanno bene alle corde vocali e alla voce. Si devono prendere tre pigne, frantumarle e bollirle in mezzo litro di acqua. Con questo decotto si fanno quattro gargarismi al giorno. L’importante è usare pigne fresche che si conservano, per l’inverno, in un vaso d’acqua, perché quelle secche non hanno alcuna azione medicamentosa. *Fonte: Montagna.TV – Autore: Antonietta Balducci* **Categorie:** Piante officinali di montagna **Tag:** cure per il corpo, Erbe medicinali, Erbolario, piante di montagna --- ### [La carica naturale del lichene islandico](https://www.montagnenostre.net/la-carica-naturale-del-lichene-islandico/) **Published:** Marzo 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** A prima vista ha un aspetto poco entusiasmante. Ma il lichene nasconde delle proprietà uniche. Cresce in montagna, sulle rocce e si sviluppa come le alghe, creando delle specie di foglie inodore, con sfumature dal rosso al bianco, che formano strani cespuglietti alti da terra sei o sette centimetri. Ma quando si è affetti da tosse secca e stizzosa la Cetraria islandica, questo il nome del lichene, porta un immediato sollievo, decongestionando le mucose e aiutando a liberarsi dal catarro. Si usa il decotto preparato con una mezza manciata di lichene che si fa bollire per mezz’ora in un litro di acqua. Quest’ultima di butta via e si fa ribollire per mezz’ora in un altro litro di acqua, si cola, si addolcisce con miele, si aggiunge un po’ di latte e si beve quattro o cinque volte al giorno molto caldo. Quando invece ci si sente affaticati e privi di energie o si soffre di cattiva digestione, di dissenteria cronica, di febbri intermittenti o di gastrite, il decotto si prepara senza buttare la prima acqua. Si ottiene così una bevanda amarissima ma molto efficace. Invece, se al decotto al quale si toglie la prima acqua di ebollizione si aggiunge mezzo cucchiaino di potassio, o calcio carbonato, e si lascia macerare il tutto per 24 ore, si ottiene una sostanza gelatinosa, che, mescolata con marmellata o dolcificata a piacere, è una sostanza nutritiva eccezionale. Va mangiata ed è un vero e proprio energizzante per le persone di costituzione debole o convalescenti, nelle infiammazioni intestinali, nei raffreddori virulenti e, in particolare, per i bambini sfiancati ed esauriti da eccessi di tosse o lunghe malattie debilitanti. *Fonte: Montagna.TV – Autore: Antonietta Balducci* **Categorie:** Piante officinali di montagna **Tag:** cure per il corpo, Erbe medicinali, Erbolario, piante di montagna --- ### [Le mille virtù del rabarbaro cinese](https://www.montagnenostre.net/le-mille-virtu-del-rabarbaro-cinese/) **Published:** Marzo 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Cresce in montagna, sulle rocce e si sviluppa come le alghe, creando delle specie di foglie inodore, con sfumature dal rosso al bianco, che formano strani cespuglietti alti da terra sei o sette centimetri. Il rabarbaro migliore come pianta officinale è sicuramente quello cinese, di cui si adopera la radice durissima, conosciuta da millenni dalla medicina tradizionale asiatica. Il rabarbaro cresce tradizionalmente sulle montagna del Tibet, oltre i 2mila metri di quota. Ha delle proprietà eccezionali, ma anche delle controindicazioni. E’ vietato l’utilizzo, per esempio, a chi soffre di renella ossalica (acido ossalico che si elimina con le urine), per chi ha problemi di circolazione sanguigna nelle vene superficiali e per le mamme che allattano i loro neonati. Se non si fa parte di queste categorie, invece, il rabarbaro è un toccasana. Stimola l’appetito, evita l’acidità di stomaco, favorisce le funzioni epatiche. E’ anche un leggero lassativo, in grado cioè di regolare le funzioni dell’intestino, senza ottenere effetti indesiderati. A questo scopo si assumono due o tre grammi di polvere. Ma questa pianta è anche molto adatta ai bambini, soprattutto se troppo magri o debilitati. Col rabarbaro, poi, si prepara il “vino della salute”, utile quando, dopo un’influenza, l’organismo stenta a riprendersi. Lo si prepara mettendo a macerare ottanta grammi di rabarbaro cinese, trenta grammi di corteccia d’arancio amaro e tre o quattro semi di cardamono in un litro di marsala. Si lascia il tutto in infusione per dieci giorni, scuotendo di tanto in tanto. Alla fine si filtra e si bevono quattro bicchierini al giorno. *Fonte: Montagna.TV – Autore: Antonietta Balducci* **Categorie:** Piante officinali di montagna **Tag:** cure per il corpo, Erbe medicinali, Erbolario, piante di montagna --- ### [Bloccati sulle Dolomiti, per essere salvati devono pagare un “conto” da 13mila euro al 118](https://www.montagnenostre.net/bloccati-sulle-dolomiti-per-essere-salvati-devono-pagare-un-conto-da-13mila-euro-al-118/) **Published:** Ottobre 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Due alpinisti tedeschi sono rimasti bloccati sulle Cime di Lavaredo. Il loro salvataggio gli è costato 13mila euro Mercoledì due alpinisti tedeschi sono rimasti bloccati sulla parete della Piccolissima Cima delle Tre Cime di Lavaredo, in Alto Adige, Il maltempo li ha colpiti mentre si trovavano a poco meno di trenta metri dalla vetta, a quota 2700 metri rendendo impossibile la discesa. I due – sprovvisti di attrezzature per il bivacco – sono rimasti intrappolati sulla montagna, incapaci di scendere e bloccati da una nevicata molto molle che ha trasformato le pareti della montagna in uno specchio di ghiaccio. Non riuscendo più a muoversi, con la notte che ormai incombeva – e una temperatura di -10 gradi – i due tedeschi hanno chiamato i soccosri. Le unità di pronto intervento del 118 sono prontamente partite per raggiungere al vetta ma l'elicottero di soccorso Pelikan 2 non è riuscito a raggiungere la vetta date le condizioni meteo particolarmente ostiche. Durante la notte un elicottero del quarto Corpo d’armata di Bolzano ha provato a raggiungere gli escursionisti ma anche quest'ultimo – sebbene attrezzato per volare al buio – ha dovuto desistere. Solo il giorno seguente, nel pomeriggio, il leggero diradarsi della nebbia ha consentito all'elisoccorso di recuperare i due alpinisti di 35 e 36 anni. Le loro condizioni sono apparse da subito buone nonostante il freddo e la notte trascorsa all'addiaccio. La disavventura dei due rocciatori però non è finita con il salvataggio ma è continuata quando si sono visti recapitare una fattura di 13.720 euro per 98 minuti di volo effettuati dall’elicottero Pelikan 2. La richiesta arriva dopo che la provincia di Bolzano ha stabilito le nuove tariffe per l’elisoccorso: un minuto di volo ora costa 140 euro e i costi sono interamente a carico dei fruitori nel caso di stranieri e non residenti della provincia di Bolzano mentre per gli altoatesini che non dispongono di un'assicurazione del Club Alpino Sudtirolese Avs o della Croce Bianca la franchigia è pari a 100 euro. Una decisione presa dopo l'acquisto, a marzo, dei due elicotteri Pelikan del 118 costati 8 milioni di euro l'uno. Una decisione presa anche a seguito dei flussi di soccorso del 2014, dei 2.576 pazienti trasportati, 1.475 erano altoatesini, 337 italiani di fuori provincia, 764 stranieri. *Fonte: fanpage.it* #### **Riflessione per tutti:**Sappiamo tutti che il 118 e' un numero di soccorso gratis, un numero di servizio pubblico, a carico dello Stato: non dovrebbe essere un servizio gratuito anche a Bolzano (o a Belluno)? Sembra una tattica "sporca" per gonfiare le loro casse, è vero o falso? **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Dolomiti, pronto soccorso, soccorso alpino --- ### [Cina, lo skywalk di vetro da brivido](https://www.montagnenostre.net/cina-lo-skywalk-di-vetro-da-brivido/) **Published:** Ottobre 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Un'esperienza mozzafiato, sconsigliata ai deboli di cuore e a chi soffre di vertigini Qualcuno l’ha chiamato, ironicamente, **“Sentiero della Fiducia”**. Un appellativo decisamente adatto a questa incredibile passeggiata, che si trova in Cina nel parco nazionale attorno al **monte Tianmen**. Meta per lo più sconosciuta agli occidentali, che preferiscono visitare la **Grande Muraglia**, i Guerrieri di Terracotta o le città di Pechino e Shangai, questa destinazione vale decisamente il viaggio. Ma solo per i più coraggiosi, che dovranno camminare su un percorso che comprende alcune pedane di vetro, costruite sul vuoto di un **precipizio alto 1.430 metri** a strapiombo accanto alla montagna. E non è tutto: per arrivare Monte Tianmen, noto anche come la Porta del Paradiso, bisogna percorrere una strada costellata di 99 ripidi tornanti (**Tongtian, “Viale verso il Cielo”**), dopodiché ci aspetta la **“Scala verso il Cielo” (Tianti)**, composta da 999 gradini, alla fine della quale finalmente si arriva a un antico tempio buddista e a un arco di roccia naturale, profondo 70 metri e largo 30, che, secondo i cinesi sarebbe appunto l’ingresso per il Paradiso. Chi non è in forma può optare per la più comoda funivia, sospesa a 1280 metri. *Fonte: siviaggia.it* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** cina, Notizie strane di montagna --- ### [Giovani in action: montagna e impresa](https://www.montagnenostre.net/giovani-in-action-montagna-e-impresa/) **Published:** Settembre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### **L'ingresso è libero** Gli studenti dei corsi di laurea e post-laurea di Unimont hanno deciso di **investire in modo creativo, sostenibile e professionale nella montagna** (www.unimont.unimi.it). I loro “sogni nel cassetto”, attraverso un opportuno cammino di formazione, stanno diventando progetti capaci di attivare imprese, vincere bandi, crescere e creare un cambiamento, prima di tutto culturale e di mentalità. In occasione di Milano Montagna, 12 giovani raccontano il loro desiderio e cammino, aspettative, difficoltà e soddisfazioni nell’affrontare la montagna con spirito imprenditoriale, le chiavi di successo per riuscire a posizionare sul mercato **aziende innovative, sostenibili e pensate per fare della “verticalità” il loro punto di forza**. Dalla collaborazione tra **Unimont e ERSAF - Ente per i servizi all’agricoltura e alle foreste di Regione Lombardia** - viene proposto un momento di confronto e di discussione in chiave propositiva sulle montagne, che coinvolgerà le principali istituzioni nazionali pubbliche e private coinvolte sui temi montani. Strategicamente posizionata ad Edolo (BS), l’Università della Montagna propone soluzioni concrete ed efficaci in **risposta alle necessità reali** di tutelare, valorizzare, utilizzare in modo innovativo ed efficace le risorse presenti nei territori montani e per questo rilegge attività e professioni legate all’altitudine in ottica nuova, moderna e maggiormente spendibile. Il corso di laurea e i corsi di perfezionamento e master, mirano a fornire agli studenti solide e specifiche competenze, utili allo sviluppo di progetti e di attività che portino a valorizzare le risorse del territorio trasformandole in potenziale per le giovani imprese. A seguire, **Kima, Melloblocco e Adamello Ultratrail** racconteranno attraverso filmati e interviste la loro esperienza imprenditoriale nel mondo dello sport. Idee innovative applicate all'arrampicata bouldering e alla corsa in montagna sono state la chiave di successo per queste realtà. **Programma completo degli eventi con orari sul sito** [www.milanomontagna.it](http://www.milanomontagna.it) *Fonte: Ufficio Stampa di Milano Montagna* **Categorie:** Eventi **Tag:** Adamello Ultratrail, Eventi, Kima, Melloblocco --- ### [Milano Mountain Film Festival - Terre Alte...emozioni dal mondo](https://www.montagnenostre.net/milano-mountain-film-festival-terre-alte-emozioni-dal-mondo/) **Published:** Settembre 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### La montagna a Milano #### Alpinismo, arrampicata, spedizioni, esplorazioni per tutti i gusti **In programma sabato 24 e dal 28 al 31 ottobre a Milano l’unico concorso cinematografico cittadino dedicato alle terre alte del mondo** “Milano Mountain Film Festival - Terre Alte...emozioni dal mondo”, organizzato dall’Associazione Montagna Italia e dall’Associazione Edelweiss, è un evento cinematografico internazionale dedicato al cinema e alla cultura di montagna. Il festival ha promosso un concorso cinematografico aperto a tutti i registi e produttori che abbiano realizzato film, documentari, film d’animazione, corto o lungometraggi dedicati alle terre alte del mondo. L’esplorazione, le escursioni, l’alpinismo, la verticalità sono dunque al centro delle tematiche affrontate dal festival. L’iniziativa ha promosso anche un concorso fotografico aperto a tutti colori che amano la fotografia di montagna, siano essi professionisti o amatori. Sono pervenuti oltre 100 film provenienti da 16 Stati del mondo tra cui Germania, Francia, Italia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Giappone, Israele, Portogallo. Grazie al lavoro di una Commissione di Selezione e, successivamente, della Giuria, sono state scelte 12 opere cinematografiche in concorso che concorreranno al primo premio e che verranno proiettate secondo il programma definitvo dall’organizzazione: quest’ultimo prevede un’anteprima sabato 24 ottobre e, a seguire, il festival dal 28 al 31 ottobre. Per quanto riguarda il concorso fotografico, sono pervenute oltre 50 iscrizioni provenienti da tutta Italia e sono state scelte 8 fotografie che verranno proiettate all’inizio di ogni serata. Milano, capoluogo della provincia omonima e della regione Lombardia, è il secondo comune italiano per popolazione, dopo Roma, e costitui- sce il centro della più popolata area metropolitana d'Italia nonché una delle più popolose d'Europa. Nell'ultimo secolo ha stabilizzato il proprio ruolo economico e produttivo, divenendo il maggiore mercato finanziario italiano, ed è una delle capitali mondiali della moda e del design industriale. E proprio a Milano mancava un appuntamento simile, esistendo soltanto rassegne di film di montagna e non concorsi internazionali veri e propri. Milano Mountain Film Festival è infatti l’unico concorso in città e provincia dedicato alle terre alte del mondo e questo lo distingue e lo valorizza. Dunque l’iniziativa va a coprire un segmento mancante all’interno della proposta culturale milanese: *“Un'esigenza sentita a Milano - **come spiega Vincenzo Acri, Presidente dell’Associa- zione Edelweiss** - una metropoli che vanta molti appassionati di montagna e in cui vengono proposte finora solo rassegne legate a mountain festival dal nome sicuramente molto conosciuto, ma pur sempre parziali e non sempre rappresen- tative dei festival di provenienza”*. Un programma ricco di tematiche legate a vario titolo alla montagna: alpinismo, arrampicata, speedriding, spedizioni, apertura di nuove vie, cambiamento climatico saranno le parole chiave del festival. *“Cinque serate di proiezioni con film inviati da tutto il mondo per coinvolgere gli appassionati della montagna e per avvicinare un nuovo pubblico a questo importante tema - **spiega Roberto Gualdi, Presidente del Festival** - Si tratta di uno sforzo incredibile da parte della nostra Associazione Montagna Italia e dalle diverse realtà milanesi che lavorano a vario titolo nella cinematografia.”*. ### **L'ingresso è libero!!** **Per maggiori informazioni andate sul sito** [www.montagnaitalia.com](http://www.montagnaitalia.com/TERRE%20ALTE%202015.html)*Fonte: Ufficio Stampa di Montagna Italia* **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Eventi sportivi, Festival montagna, film montagna --- ### [Atleti “da brivido” e le loro imprese estreme sulle montagne di tutto il mondo](https://www.montagnenostre.net/atleti-da-brivido-e-le-loro-imprese-estreme-sulle-montagne-di-tutto-il-mondo/) **Published:** Settembre 29, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Appuntamenti con atleti “da brivido” che raccontano le loro imprese estreme sulle montagne di tutto il mondo 8, 9 e 10 ottobre 2015 Aula Magna Università Statale – Via Festa del Perdono, 7 **Milano Montagna ci farà sognare con storie di sfide e visioni sino ad ora poco note al grande pubblico.** Nella serata di apertura, **giovedì 8 ottobre**, le guide Paolo Tassi e Giuliano Bordoni con il freerider Massimo Braconi, detto il “Brac”, racconteranno di nuove e affascinanti linee di discesa su montagne sinora inesplorate per lo sci, dall’Iran all’emisfero australe. A seguire l’austriaca Eva Walkner racconterà come, dopo un terribile incidente nel 2013, abbia dedicato due anni alla riabilitazione con lo scopo, raggiunto nello scorso aprile, di diventare campionessa del mondo di sci fuoripista sulle nevi dell’Alaska. Il regista Guido Perrini presenterà poi in anteprima assoluta il suo ultimo film di sci e snowboard estremo girato proprio su un selvaggio tratto di costa dell’Alaska finora mai “battuto” e raggiunto dopo una lunga navigazione in barca a vela. **Venerdì 9 ottobre** Emilio Previtali – sciatore, alpinista e divulgatore - racconterà la surreale visione che nel 1970 spinse Yuichiro Miura a scivolare con gli sci dal colle sud dell'Everest usando un paracadute. Giudicato allora alla stregua di un kamikaze e del tutto incompreso nella sua capacità di anticipare i tempi, Miura oltrepassava lo sci e sognava le imprese del parapendio e dello speed flying (sci con parapendio) che sarebbero state possibili solo molti anni dopo. Previtali ci parlerà del suo incontro con Miura e con Alessandro Gogna, altro grande visionario dell’arrampicata, introdurrà, in un passaggio ideale di consegne, Aaron Durogati, unico atleta italiano a partecipare alla X-Alps, la più impegnativa gara alpinistica con parapendio che si dipana da Innsbruck a Monte Carlo con passaggi obbligati tra le cime più maestose delle alpi. ‪ **Sabato 10 ottobre**, Nico Valsesia - atleta, runner, biker e autore del libro “La fatica non esiste” - ci parlerà in anteprima della sua ultima impresa in Cina, che sta portando a termine proprio in questi giorni. ### **L'ingresso è libero!!** **Programma completo degli eventi con orari sul sito** [www.milanomontagna.it](http://www.milanomontagna.it)*Fonte: Ufficio Stampa di Milano Montagna - Foto di Giuliano Bordoni* **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Eventi sportivi, Milano Montagna --- ### [Festival della Montagna: il più a Sud d'Europa.](https://www.montagnenostre.net/festival-della-montagna-il-piu-a-sud-deuropa/) **Published:** Settembre 29, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Dal 2 al 4 ottobre la seconda edizione del Festival della Montagna: il più a Sud d'Europa Torna all'Aquila il **Festival della Montagna**. Dopo il grande successo della prima edizione, con oltre 20mila presenze nel capoluogo abruzzese e sul **Gran Sasso d'Italia**, il festival di montagna più a Sud d'Europa sarà protagonista al Parco del Castello e sulle splendide montagne aquilane **dal 2 al 4 ottobre**. Il Festival, organizzato dal Comitato Promotore Festival della Montagna, è nato da un’idea dall'*associazione Gran Sasso Anno Zero* che ha trovato il supporto del Comune dell'Aquila, della Regione Abruzzo, della Fondazione Carispaq e dell'Unione Europea. Programma ricchissimo, con tre grandi ospiti e una novità: ogni giornata di festival avrà un tema diverso. La prima sarà dedicata ai **150 anni dalla prima del Cervino**, con l’intervento del leggendario alpinista **Patrick Gabarrou**. La seconda giornata avrà al centro **la solidarietà verso il Nepal**, colpito dal terremoto: insieme all'ospite d'onore **Simone Moro** si terrà una una raccolta fondi a favore delle popolazioni nepalesi. Clou della terza giornata sarà invece la gara d'arrampicata Boulder Open, 2° Master Festival della Montagna. Gran finale, domenica sera, con lo spettacolo di danza verticale di **Antoine Le Menestrel** in una location straordinaria: il Castello Cinquecentesco dell'Aquila. L'idea del Festival è, anche quest'anno, quella di avvicinare **la montagna al cuore della città**; non solo avvicinare grandi e piccini alle numerose attività di montagna, ma anche riflettere sui temi dello sviluppo sostenibile, della tutela e della valorizzazione del nostro straordinario patrimonio naturale. Dimostrare, con la tre giorni, il potenziale della montagna aquilana per lo sport, il turismo e l'economia di tutto il territorio. Nel Parco del Castello, l'rea villaggio ospiterà strutture di arrampicata, big air bag, circuito pump-track, area slack-line, uno spazio danza aerea e un percorso di orienteering. Sarà presente un mercato di produttori locali ed espositori di settore. Non mancheranno ovviamente punti ristoro. Dibattiti, mostre e angolo libri saranno ospitati all’interno dell'Auditorium del Parco. Tutti i giorni saranno inoltre previste attività outdoor di vario genere sulle montagne del Gran Sasso, da escursioni a prove di volo libero, sotto la supervisione di professionisti e con il coinvolgimento delle scuole di montagna. **Dal 2 al 4 ottobre, la montagna va in città!** [Scarica la piantina del'evento](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/09/render_FDM15.jpg) | [Scarica il programma](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/pdf/programma_FDM15.pdf) | [Scarica la locandina](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/pdf/locandina_FDM15.jpg) **Per ulteriori informazioni rivolgere al Comitato promotore Festival della Montagna 2015**[www.festivaldellamontagnalaquila.it](http://www.festivaldellamontagnalaquila.it)E-mail: *Fonte: Ufficio Stampa Festival della Montagna* **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Eventi sportivi, Gran Sasso, Parco Nazionale del Gran Sasso --- ### [Passeggiata da brivido sul sentiero più pericoloso di sempre](https://www.montagnenostre.net/passeggiata-da-brivido-sul-sentiero-piu-pericoloso-di-sempre/) **Published:** Settembre 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ### Un sentiero terrificante per raggiungere un tempio davvero particolare Vietato a chi soffre di **[vertigini](http://www.montagnenostre.net/cina-dove-si-trova-il-trekking-piu-pericolso-del-mondo/)**, e non solo: il **sentiero più pericoloso del mondo** è adatto solo a chi può contare su nervi (e naturalmente gambe) d’acciaio. Le assi di legno, dall’aspetto piuttosto precario, sono sospese nel vuoto a migliaia di metri di altezza dal suolo. Sotto, un **[precipizio da brivido](http://www.montagnenostre.net/cina-dove-si-trova-il-trekking-piu-pericolso-del-mondo/)**. Il sentiero, se così si può chiamare, si trova sul monte **Hua Shan**, in Cina, vicino a Huayin. Avventurarsi qui è molto rischioso, visto che in molti punti può passare solo una persona alla volta e spesso manca il corrimano, cosicché **non esiste alcuna protezione** per un’eventuale scivolone sullo strapiombo sottostante. La passeggiata è sì pericolosa, ma è anche una delle **più belle del pianeta**, con un panorama mozzafiato sulle montagne circostanti. *Fonte: siviaggia.it* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Montagne mozzafiato, natura, Notizie strane di montagna, Paesaggi naturali --- ### [Yanar Dag, la montagna sempre in fiamme](https://www.montagnenostre.net/yanar-dag-la-montagna-sempre-in-fiamme/) **Published:** Settembre 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Esiste un posto al mondo che ricorda molto la discarica dei pneumatici in fiamme di Springfield, ne **I Simpsons**: si tratta di **Yanar Dag**, una collina a 25 km da Baku, in Azerbaijan. Yanar Dag brucia da sempre, a memoria d’uomo, e non ci sono indizi che il fuoco si spegnerà presto: la collina è infatti vulcanica, ma a differenza della maggior parte delle strutture di questo tipo è completamente secca. Non ci sono dunque liquidi o umidità a spegnere le fiamme, e il fuoco così è sempre alimentato dal gas naturale che trasuda dalla collina. I geologi ritengono che **Yanar Dag** sia un vulcano di fango o di sedimenti e gas, in quanto questo tipo di vulcani è indicativo di riserve di petrolio e di metano, in gran parte nascosti sotto terra e nel mare, soprattutto nella regione del Caspio. Tuttavia, l'Azerbaijan ne presenta la più grande concentrazione a livello globale, sebbene ne esistano di simili in Turchia, in Turkmenistan ed altrove sul pianeta. I vulcani di fango, ad esempio, sono imprevedibili e la loro formazione non è ancora chiara agli studiosi. La vista è assolutamente spettacolare, **specialmente di notte**, con un muro di fiamme alto 10 metri che colora la collina, spesso guidato in curiose coreografie dal vento che spazza la collina. La zona è diventata meta turistica, e ci sono anche diverse leggende che raccontano le origini del fuoco: dal pastore che ha buttato via una sigaretta innescando l’incendio perenne, ad un branco di lupi intelligenti che nell’antichità avrebbe appiccato il fuoco. Gli abitanti della zona considerano la montagna sacra, e arrivano persone in pellegrinaggio da paesi come India e Iran: *“Molta gente vede la montagna nei sogni, e quando arrivano, vengono guariti. Però se vengono qua ubriachi, la loro salute peggiora”*, racconta uno di loro. *Fonte: notizie.delmondo.info* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Azerbaijan, Notizie, Notizie strane di montagna --- ### [Il rifugio di montagna più precario al mondo](https://www.montagnenostre.net/il-rifugio-di-montagna-piu-precario-al-mondo/) **Published:** Settembre 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Solvay è il rifugio più alto sul Cervino, a 4.003 metri di altezza. Si trova su uno strapiombo e questo lo rende decisamente **il più precario al mondo.** Il rifugio dovrebbe essere usato solo in caso di emergenza, ma **viene visitato da molti turisti** per la sua particolare posizione. Costruito nel 1915, prende il nome da Ernest Solvay, inventore e uomo d’affari belga appassionato di montagna, che ha finanziato la costruzione del rifugio in segno di gratitudine per le ore passate sulle montagne, e la scelta del luogo è dovuta al fatto che in quel tratto spesso scalatori venivano sorpresi da improvvisi temporali, e senza protezione erano vittime di incidenti anche mortali. Il rifugio, di proprietà del club alpino svizzero, dovrebbe essere usato solo in caso di emergenza, ma sono molti i turisti che lo visitano, per un breve riposo o per godere del panorama che si gode dalla sua posizione. *Fonte: notizie.delmondo.info* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Cervino, Notizie strane di montagna --- ### [Forteight2015: si corre la 8 km del Forte di Bard!](https://www.montagnenostre.net/forteight2015-si-corre-la-8-km-del-forte-di-bard/) **Published:** Settembre 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Torna FortEight, la gara di running organizzata dall’Associazione Forte di Bard e inclusa nel campionato podistico valdostano Avmap. La competizione, alla sua settima edizione, è promossa in collaborazione con i Comuni di Hône e di Bard, l'Associazione Sportiva Monterosa e la Fidal, e si terrà domenica 27 settembre. La competizione è valida anche per il titolo valdostano assoluto di categoria e per l’assegnazione del Trofeo Giuseppe e Mauro Fogu 2015. La partenza è prevista alle ore 11.00 dalla Piazza di Gola del Forte. L’itinerario proseguirà lungo un suggestivo itinerario nei comuni di Bard e di Hône con arrivo alla sommità del Forte dopo un rush finale in salita di oltre 1 km e il giro d’onore nella splendida Piazza d’Armi. Al termine si terranno le premiazioni. Nell’occasione saranno anche consegnati i premi assoluti della combinata con il Trofeo Baroli Sport. **Programma***ore 9.00* Ritrovo al Forte Deposito sacche, ritiro pacchi gara e iscrizioni in cima al Forte *ore 11.00* Partenza categorie assolute da Piazza di Gola In concomitanza partenza gara non competitiva. Al termine premiazioni. *ore 12.30* Pasta Party in Piazza d'Armi Iscrizioni online sul sito www.fortedibard.it aperte sino alle ore 24 del 24 settembre. Le iscrizioni si potranno comunque effettuare anche domenica 27 settembre sino ad un'ora prima dell'inizio della gara. Il costo di iscrizione è di 8 euro. **Infoline:** tel. 0125 833824 Regolamento completo su: [fortedibard.it](http://www.fortedibard.it) *Fonte: Ufficio Stampa di Forte di Bard* **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Sport, Valle d'Aosta --- ### [Festa dell'antico artigianato tirolese](https://www.montagnenostre.net/festa-dellantico-artigianato-tirolese/) **Published:** Settembre 9, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Il 12 settembre il centro di Seefeld ospita più di 100 dimostrazioni degli antichi lavori degli artigiani ormai quasi dimenticati. Ruotai e bottai, cestai e distillatori di grappa sono presenti accanto a saponai, coltellinai o ricamatori del rachide di penne di pavone per svelare i segreti delle proprie arti tradizionali a un ampio pubblico. Il grande corteo dei trattori il sabato e la sfilata in costume la domenica sono altri due momenti culminanti dell’evento. **L‘artigianato è il bene più prezioso dell‘uomo** Anche quest’anno, più di 1500 protagonisti (artigiani, musicisti, cori, associazioni folcloristiche, autisti di trattori ecc.) mostreranno le proprie abilità nell’antica arte tradizionale su più di 100 bancarelle e varie aree libere distribuite su tutta la zona pedonale. Gli artisti provengono dal Tirolo settentrionale e orientale, dall‘Alto Adige e dalle vicine regioni del Salisburghese, della Carinzia, del Vorarlberg e della Baviera e contribuiscono a dar vita a un evento che ricopre un ruolo fondamentale all‘interno del calendario delle manifestazioni turistiche di Seefeld. Gli organizzatori selezionano attentamente gli espositori, garantendo così una festa indimenticabile dal fascino unico e di alta levatura. **Categorie professionali di nicchia mostrano la propria arte nella zona pedonale di Seefeld**Cestai, sellai, liutai, feltrai, cappellai, fabbri, bottai, carrai, vasai, affilatori di forbici, pittori di insegne, tintori tessili, orafi, tessitori, intagliatori, scultori, produttori di coltelleria e posateria, ricamatori in oro e a vena di pavone, incisori di cuoio, ricamatori al tombolo, tornitori, vetrai, conciatori, incisori, intagliatori di maschere, costruttori di recinti, tosatori e distillatori di olio essenziale di pino mugo... solo per citarne alcuni. I panettieri altoatesini, al motto di „dal seme al pane“, mostrano il processo di lavorazione del seme di segale dal campo fino al forno. La pasta per il pane preparata sul posto viene lavorata per creare tipici panini come i Breatln e i Vinschgerlen. Il profumo del pane invita a soffermarsi e ad assaggiare. Naturalmente verranno anche presentate professioni artigianali molto rare e ormai quasi scomparse come la realizzazione di lavori conventuali e la e la professione dei “Lebzelter” che realizzavano prodotti con miele e cera d‘api, ma anche lavori che in passato venivano svolti presso i masi come la produzione del burro, la lavorazione della lana di pecora, delle fibre di lino, la perforazione di legno di acacia per realizzare tubature per l‘acqua. Si potrà addirittura osservare come si monta una sega a mano, come si affilano le falci o realizzano assi di legno per i recinti ecc. Anche la Sala del Capitolo con la sua mostra temporanea sul tema „Alles zur Tracht“ (tutto sui costumi tradizionali) apre da qualche anno sempre più scorci su questa arte quasi dimenticata, ma che qui può essere ancora rivissuta. Avete già progetti per questo fine settimana? **Musica folcloristica e per fiati, accompagnata dalle specialità della cucina della nonna**In questi due giorni non c’è spazio solo per l’antico artigianato: in nove stazioni della zona pedonale verrà presentata anche l’autentica musica folcloristica tirolese. I numerosi appassionati della musica per fiati potranno ascoltare, tra l’altro, la Banda cittadina di Seefeld presso il padiglione musicale; in entrambi i giorni, inoltre, gli ospiti saranno deliziati dalle prestazioni musicali dei „Sunnroan Musig“ di Reith. Non mancheranno neanche le prelibatezze della cucina della nonna che verranno offerte presso bancarelle speciali. UN CONSIGLIO: **assaggiate i "Kiachln“ e i Krapfen della Zillertal**. **Corteo storico di trattori**Il punto saliente del programma del sabato è rappresentato dal corteo storico dei trattori alle ore 13.00. I trattori più antichi risalgono al 1939. In parte verranno portati attraverso il corteo anche storici attrezzi di lavoro come la prima eccezionale barra da grano dell‘altopiano di Seefeld. Alcune rarità saranno il mulino per la macinazione del grano con motore stazionario, uno spandivoltafieno e una dissodatrice per patate. Sempre il sabato, i festeggiamenti saranno conclusi con l‘esibizioni del coro maschile "Puschtra Xong“ della Val Pusteria, Alto Adige, che accompagneranno musicalmente la messa serale nella Parrocchia di Sant‘Osvaldo a Seefeld. **Un‘eccezionale sfilata in costume tradizionale**L‘apice assoluto della domenica sarà la straordinaria sfilata dei costumi tradizionali con più di 800 partecipanti dal Tirolo e dall‘Alto Adige che sarà accompagnata dalle bande musicali di Seefeld, Ellbögen e Pettnau. A partire da mezzogiorno la banda „Sunnroan-Musig“ di Reith bei Seefeld si esibirà presso il Kurpark. Entrambi i cortei verranno chiusi dall‘associazione "Herr der Räder“ sulle loro biciclette storiche. *Fonte: seefeld.com/it* **Per maggiori informazioni:***Associazione dei Commercianti di Seefeld*Ernst Meler - **E-mail:** Günther Armbruster - **E-mail:** oppure a *Tirol Info* Maria-Theresien Str. 55 6010 Innsbruck, Austria Tel. +43 512 7272-0 **E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Tirolo, Trentino Alto Adige --- ### [Con la fine dell'estate arriva in Tirolo un grande clima di feste della transumanza](https://www.montagnenostre.net/con-la-fine-dellestate-arriva-in-tirolo-un-grande-clima-di-feste-della-transumanza/) **Published:** Settembre 9, 2015 **Author:** Redazione **Content:** In tutto il Tirolo si svolgono circa una cinquantina di feste per la transumanza del bestiame, le cosiddette **“Almabtriebe”** che segnano la fine del periodo del pascolo e l’inizio dello stallaggio d’inverno. Adornata magnificamente con campanelle, fiori, fiocchi e stemmi, la mandria ritorna nelle proprie stalle dietro la guida della **“Moarkuh”**, la mucca-capo. In fila seguono i vitelli, i tori, i vitelloni e il piccolo bestiame composto da pecore e capre. Gli animali non verranno adornati se durante i mesi di alpeggio c’è stato un lutto all’interno della mandria o della famiglia del contadino. Se gli abitanti del paese e i turisti vedranno scendere a valle il bestiame ricco di addobbi, significa che tutto è andato per il meglio. Più ricca è la decorazione, più grande sarà la festa. L’Almabtriebe è storicamente uno degli appuntamenti più importanti per le comunità dei villaggi tirolesi, nonché un’ottima occasione per ritrovarsi insieme e accogliere i turisti, affascinati da questa folkroristica tradizione. **Il significato originario di questa festa è un ringraziamento al creatore per aver protetto il bestiame da qualsiasi disgrazia.****Tutte le date a questo link:***Fonte: pr-partner.it* **Per maggiori informazioni:**Tirol Info Maria-Theresien Str. 55 6010 Innsbruck, Austria Tel. +43 512 7272-0 **E-mail:** e seguite sulla pagina Facebook ["Tirolo austriaco"](http://www.facebook.com/Tiroloaustriaco). **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Tirolo, Trentino Alto Adige --- ### [A settembre due eventi collaterali alle mostre fotografiche Salgado. Genesi e Bonatti: l'11 si proietta W di Walter, il 17 Il sale della Terra](https://www.montagnenostre.net/a-settembre-due-eventi-collaterali-alle-mostre-fotografiche-salgado-genesi-e-bonatti-l11-si-proietta-w-di-walter-il-17-il-sale-della-terra/) **Published:** Settembre 5, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Si concluderanno entrambe a settembre le due grandi mostre fotografiche della stagione espositiva estiva del Forte di Bard: Sebastião Salgado. Genesi sarà aperta sino al 30 settembre, e Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi sino al 27. *«Siamo sempre interessati a fornire agli appassionati dei nostri progetti espositivi spunti di riflessione e approfondimento complemetari alla visita* - spiega il Consigliere delegato del Forte di Bard, Gabriele Accornero -: *in questo caso sarà il mezzo espressivo del video a integrare l’esperienza fotografica in due eventi collaterali alle esposizioni, abbinati a visite in presenza dei curatori e ad un momento aperitivo».* **Venerdì 11 settembre**, alle ore 18.00, nell’Auditorium Mortai, verrà proiettato il film **W di Walter** realizzato da Rossana Podestà e Paola Nessi e prodotto da Contrasto . La pellicola è l'ultimo gesto d’amore che la moglie Rossana, scomparsa nel dicembre 2013, ha offerto al marito Walter Bonatti, raccontando con intensa dolcezza e semplicità la vita del grande alpinista. **Giovedì 17 settembre**, alle ore 18.00 nella sala Archi Candidi, sarà proiettato il film diretto da Juliano Salgado e Wim Wenders, **Il sale della Terra**, magnificamente ispirato dalla potenza lirica della fotografia di Sebastião Salgado. La prenotazione è obbligatoria al n. 0125 833816 o via mail all'indirizzo [prenotazioni@fortedibard.it.](mailto:prenotazioni@fortedibard.it.) L'ingresso ad ogni evento è di 10,00 euro comprensivo di biglietto di ingresso e visita assistita alla mostra e aperitivo. La proiezione è gratuita. **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Eventi, festival, Valle d'Aosta --- ### [‘Giroparchi Nature Trail’: conclusa con soddisfazione dei partecipanti la terza edizione del trekking in inglese alla scoperta dei parchi valdostani](https://www.montagnenostre.net/giroparchi-nature-trail-conclusa-con-soddisfazione-dei-partecipanti-la-terza-edizione-del-trekking-in-inglese-alla-scoperta-dei-parchi-valdostani/) **Published:** Agosto 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Da [oggi](https://webmail.aruba.it/ext_aruba/classic/html/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20150723_1400?lang=it&flavour=orange&theme=ext_aruba/classic&useSprite=0) disponibili sul sito [www.giroparchi.it](http://www.giroparchi.it/) i racconti, le immagini ed i video realizzati nell’ambito della terza edizione dell’iniziativa ideata da Fondation Grand Paradis “Giroparchi Nature Trail”, il trekking naturalistico nei parchi valdostani, abbinato ad un corso d’inglese. L’evento ha registrato quest’anno la partecipazione di 39 ragazzi che, nel corso dei due appuntamenti proposti, dal 6 al 10 e dal 13 al 17 luglio, hanno potuto esplorare il sentiero che si snoda tra il Parco Nazionale Gran Paradiso e il Parco Naturale Mont Avic attraverso il Col Fenêtre ed imparare a leggere il paesaggio, interpretandone le forme e gli elementi che lo costituiscono e lo condizionano: terra, acqua, fuoco, aria e uomo come parte integrante di esso, il tutto rigorosamente in inglese! Soddisfatti ragazzi e genitori che hanno riconosciuto nell’esperienza vissuta la possibilità di acquisire una nuova consapevolezza del patrimonio naturalistico che caratterizza la Valle d’Aosta e migliorare la propria competenza linguistica, concretamente e al di fuori delle aule scolastiche. La signora Federica Massa commenta con entusiasmo al rientro di suo figlio: “Stefano è tornato felice, arricchito dall’esperienza e pieno di curiosità e non vede l’ora di poter ripetere l’avventura l’anno prossimo!”, mentre Jacopo Gregori racconta così il suo viaggio: “E’ stata una bellissima esperienza. Ho imparato tante cose nuove che non sapevo sugli animali e sulle piante. Mi sono divertito molto anche perché ho potuto fare nuove amicizie e rafforzare quelle più vecchie. Mi piace molto imparare le lingue, perché senza non puoi andare da nessuna parte e durante questo trekking l’abbiamo fatto divertendoci, non come a scuola, seduti immobili, a testa bassa su un libro, ma fuori, imparando i nomi delle piante e degli animali. Questo è stato molto utile e mi ha dato uno stimolo per imparare!”. *L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto Giroparchi (PAR FAS Valle d’Aosta 2007/2013), che persegue l'obiettivo di valorizzare la vocazione al turismo naturalistico e culturale dell’area del Gran Paradiso e dell’area del Mont Avic, promuovendo l'integrazione e lo sviluppo delle attività economiche connesse al turismo sostenibile.* *Fonte: Ufficio Stampa - Fondation Grand Paradis* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** giroparchi, Gran Paradiso, Val d'Aosta --- ### [Si accendono i riflettori sulla 19° edizione del Gran Paradiso Film Festival](https://www.montagnenostre.net/si-accendono-i-riflettori-sulla-19-edizione-del-gran-paradiso-film-festival/) **Published:** Agosto 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** AOSTA - Giovedì 6 agosto 2015, nella Saletta conferenze di Palazzo regionale, ad Aosta, è stata presentata la 19a edizione del Gran Paradiso Film Festival; alla conferenza sono intervenuti Vittorio Stefano Anglesio, Presidente di Fondation Grand Paradis, Italo Cerise – Presidente del Parco Nazionale Gran Paradiso, Franco Allera – Sindaco del Comune di Cogne, Bruno Jocallaz – Sindaco del Comune di Villeneuve, Roberto Pagani – Assessore al Turismo del Comune di Champorcher, Marco Xausa – rappresentante di Montura, Ugo Curtaz – membro del Consiglio di Indirizzo di Fondazione CRT, Renzo Testolin – Assessore regionale all’agricoltura e risorse naturali, e Luisa Vuillermoz – Direttore artistico del Festival. Il Festival, che si terrà dal **24 al 29 agosto 2015** a Cogne, Champorcher, Ceresole Reale, Rhêmes- Saint-Georges e Villeneuve, si aprirà nei Prati di Sant’Orso di Cogne con “L’homme aux semelles de vent”, la vita di Arthur Rimbaud musicata dal gruppo L’Orage. L’esibizione precederà la firma della Carta delle Valli del Gran Paradiso, una proposta redatta e siglata da stakeholders, istituzioni e cittadini, finalizzata a incoraggiare le politiche di conservazione della biodiversità e la fruizione sostenibile e consapevole del fragile ambiente naturale. Il Festival di quest’anno offre, per i lungometraggi del Concorso Internazionale, una selezione di film pluripremiati nei più importanti festival di documentari di natura mondiali, con ben otto prime italiane ed una prima mondiale firmata Brando Quilici. La ricca programmazione si caratterizza per una grande varietà di soggetti, di ambientazioni, di tecniche di ripresa e di stili narrativi. Protagonista assoluto, come deve essere nella programmazione di un festival che da sempre si dedica al genere animalier, è l’animale che, al centro del suo mondo, è capace di insegnaci a vivere con noi stessi e con quanto di più oscuro e lontano dalla razionalità abbiamo in noi. Al Concorso Internazionale si affianca CortoNatura, la sezione più sperimentale dedicata ai cortometraggi dove disegni animati, fiction o mini-documentari esplorano il mondo degli animali. Ad assegnare i premi saranno la giuria del pubblico, che selezionerà il film vincitore del “Trofeo Stambecco d’Oro – Premio Fondazione CRT” , pari a euro 5.000, e la giuria tecnica, presieduta da Danilo Mainardi. La presenza in sala di alcuni registi delle opere in concorso offrirà al pubblico di Cogne l'occasione di scoprire quali motivazioni, difficoltà e passioni si celano dietro il complesso lavoro di produzione dei film selezionati. Tema dell’edizione di quest’anno è **“il Cammino”**, che sarà declinato durante tutta la settimana nel ciclo De Rerum Natura con conferenze, incontri, spettacoli ed eventi di approfondimento su temi legati all’ambiente e alla natura. Ospiti di rilievo nazionale e internazionale racconteranno il proprio percorso alla scoperta del loro cammino nella vita e del rapporto che li lega alla Natura; il programma prevede personalità del calibro di Mauro Berruto, Francesco Bonami, Marco Albino Ferrari, Monsignor Franco Lovignana, Nerio Nesi, Carlo Ratti, Alberto Sinigaglia, Luciano Valle, Luciano Violante, Franco Zagari e Flavio Caroli, che sarà il personaggio simbolo di questa edizione. “I due volti del cammino: il primo, un cammino fisico che vede un avvicinamento alla natura grazie alla realizzazione di percorsi e di sentieri nel cuore di ambienti unici come quelli valdostani e, il secondo cammino, quello più simbolico che rappresenta i percorsi di avvicinamento al rispetto per la natura, all'attenzione sempre maggiore per l'ambiente e soprattutto all'importanza dell'intervento dell'uomo nella salvaguardia e nella vita stessa delle aree ad alto contenuto naturalistico, la qualità di un cammino per un cammino di qualità”, ha dichiarato l’Assessore regionale all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin . “Il Gran Paradiso Film Festival cresce anno dopo anno – sottolinea Vittorio Anglesio, Presidente di Fondation Grand Paradis – e con esso l’orgoglio per una manifestazione, frutto dell’impegno corale di tutta Fondation Grand Paradis e dei numerosi enti ed istituzioni che la sostengono. Una rassegna unica, creata ad hoc per il Gran Paradiso, che ci parla di Natura, di bellezza e di responsabilità”. La cerimonia di premiazione del 19° Gran Paradiso Film Festival si terrà alla Maison de la Grivola di Cogne sabato 29 agosto, a partire dalle ore 21. Sarà una serata di forte suggestione, in cui Marco Albino Ferrari, giornalista e scrittore, fondatore della rivista “Meridiani Montagne”, accompagnerà il pubblico attraverso le tappe fondamentali della vita di Milena Bethaz, guardaparco coinvolta in un tragico incidente a 3000 m di quota. Una storia fatta di grande determinazione e di amore per la natura e la montagna. Il percorso del suo coraggioso riscatto dopo essere stata colpita da un fulmine. Quest’anno il Festival ha esteso il suo territorio, che da sempre interessa l’area del Gran Paradiso, anche all’area del Mont Avic, seguendo il cammino di Giroparchi, un progetto che negli ultimi cinque anni ha riportato all’antico splendore la storica rete di mulattiere e sentieri della riserva di caccia reale di Vittorio Emanuele. Un'opportunità per approfondire la conoscenza delle due aree protette valdostane è offerta anche dagli eventi organizzati nella nuova sezione del programma Aria di Festival. Un’ulteriore novità della diciannovesima edizione sarà la sezione Festival Off, con la proiezione fuori concorso dei film Alberi che camminano di Mattia Colombo e scritto da Erri De Luca e Il mio amico Nanuk di Brando Quilici. Tutti gli eventi del Festival sono gratuiti in tutte le sedi. Al fine di favorire e finanziare l’attività nel campo sociale della Fondazione Comunitaria della Valle, il Gran Paradiso Film Festival darà visibilità a questo importante ente che promuove la cultura del dono raccogliendo fondi a sostegno di un cammino tra cappelle, edicole ed oratori della valle di Cogne. Il Consorzio Operatori Turistici della Valle di Cogne, in collaborazione con Fondation Grand Paradis, propone al pubblico del Festival, per rivivere il Gran Paradiso in periodi di minore affluenza, il pacchetto GPFF: con un minimo 3 pernottamenti nel corso della settimana del Festival si potrà beneficiare di una notte omaggio nelle strutture convenzionate. Con l'acquisto del pacchetto, inoltre, si avrà diritto al posto riservato in sala nelle serate di proiezione e si riceverà in omaggio un Fondation Grand Paradis Pass. Il Festival è organizzato da Fondation Grand Paradis in collaborazione con Regione Autonoma Valle d'Aosta - Assessorato al Turismo, Commercio, Sport e Trasporti; Progetto Giroparchi – PAR FAS Valle d’Aosta 2007/2013; Compagnia di San Paolo; Fondazione CRT; Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Parco Nazionale Gran Paradiso e Comune di Cogne; Federparchi; Office Régional du Tourisme; Comune di Ceresole Reale; Comune di Champorcher; Comune di Rhêmes-Saint- Georges; Comune di Villeneuve e Convenzione delle Alpi e Montura. Per tutte le informazioni sul programma del Festival è possibile consultare il sito della manifestazione: [www.gpff.it](http://www.gpff.it) *Fonte: Ufficio Stampa - Fondation Grand Paradis* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** festival, Gran Paradiso, Val d'Aosta --- ### [Cervino: chiusa la via italiana!](https://www.montagnenostre.net/cervino-chiusa-la-via-italiana/) **Published:** Luglio 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** — Nessuno scalerà il Cervino dalla via italiana, almeno per il momento. La decisione è stata presa dal sindaco di Valtournenche sentito il parere delle guide alpine e del soccorso alpino che hanno valutato come troppo rischiosa la salita a causa delle frane. La situazione è dovuta alle “anomale temperature alte e fuori della norma che hanno provocato crolli pericolosi per l’incolumità degli alpinisti”. La via risulta chiusa dalla Croce Carrel sino alla vetta. L’ordinanza di divieto, sia in salita che in discesa, è stata emessa domenica scorsa dopo alcune frane nella zona della Chemine. In quel momento 25 alpinisti si trovavano sulla montagna, alla Capanna Carrel (3.830 metri): il loro rientro è avvenuto sotto stretto controllo della guardia di finanza di Cervinia, oppure dal versante svizzero. Gli ultimi due alpinisti sono scesi da soli fino a Cervinia questa mattina. “Non è la prima volta che viene chiuso il Cervino per motivi analoghi, penso al 2003 e al 2009. Ma sulla questione che debba essere un sindaco a chiudere una montagna bisognerebbe aprire un dibattito” ha detto il sindaco Deborah Camaschella a Rai news. *Fonte: montagna.tv* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Cervino, Notizie, Valle d'Aosta, Valtournenche --- ### [Le Guide Alpine Italiane avvertono: attenzione agli abusivi del canyoning. È in gioco la vostra sicurezza.](https://www.montagnenostre.net/le-guide-alpine-italiane-avvertono-attenzione-agli-abusivi-del-canyoning-e-in-gioco-la-vostra-sicurezza/) **Published:** Luglio 29, 2015 **Author:** Redazione **Content:** – Il Canyoning o torrentisimo consiste nella discesa di torrenti e di strette gole scavate da corsi d'acqua. Un’attività che si svolge in paradisi naturali ma non esente da rischi, che richiede un’ottima conoscenza dell’ambiente montano in cui ci si muove, delle tecniche e dell’attrezzatura alpinistica: corde, imbraghi, discensori, ecc. In Italia l’unico professionista abilitato ad accompagnare e ad insegnare la pratica del canyoning è la Guida Alpina specializzata in questa disciplina. Anche perché la legge n.6 del 02/01/1989 stabilisce che l’insegnamento e l’accompagnamento nelle attività che prevedono l’uso di tecniche e attrezzature alpinistiche siano riservate alle Guide Alpine. Tuttavia altre figure non riconosciute dalla legge offrono ai turisti escursioni e corsi di canyoning: da costoro è bene diffidare perché è in gioco la sicurezza delle persone. Tuffi o calate in fresche pozze d’acqua cristallina. Toboga, discese in strette gole di roccia scavate dal fiume. Come anni fa successe alla canoa e al rafting, oggi il canyoning vive anche in Italia un vero boom di praticanti: non solo sportivi e amanti della montagna, dove si pratica il canyoning, ma anche semplici turisti desiderosi di vivere un’avventura che combina un’attività acquatica con l’ambiente montano. Fare canyoning in sicurezza però significa saper utilizzare correttamente l’attrezzatura alpinistica ed essere preparati a gestire le situazioni di rischio: in sostanza significa avere la competenza di una Guida Alpina. “L’unica realtà che ha creato degli standard di specializzazione nell’ambito dell’attività di canyoning è quella delle Guide Alpine – spiega Marco Heltai, presidente della Commissione tecnica Canyoning del Collegio nazionale delle Guide Alpine e dell’UIAGM, l’Unione Internazionale delle Guide Alpine -, sia a livello nazionale sia a livello internazionale. La Guida Alpina ha le competenze necessarie a eseguire lavori con le corde e il resto dell’attrezzatura, ma deve ulteriormente specializzarsi: l’attività in acqua utilizza infatti, tecniche e problematiche differenti dai lavori in fune o dall’arrampicata in parete. Ci si muove in ambienti che comportano dei rischi, che la Guida Alpina è in grado di gestire perché viene formata per farlo”. Affidarsi a un professionista significa avere garanzia degli standard qualitativi. Non solo della sua competenza, ma anche nei dispositivi di sicurezza utilizzati. “I materiali usati nel canyoning sono di diverso tipo – spiega ancora Heltai -. Ci sono quelli che hanno a che vedere con l’acqua, come i calzari di neoprene e la muta che devono garantire la stabilità termica di chi li indossa: elementi fondamentali anche alla sopravvivenza, in caso di incidente, che quindi non possono essere sostituiti con materiali scadenti e di dubbia affidabilità. Poi c’è il casco, non uno qualsiasi ma omologato per la caduta dei sassi, perché siamo in montagna e può capitare. L’imbragatura specifica, che non può essere la stessa dell’arrampicata perché deve essere adeguata anche all’acqua. Poi discensori, corde che hanno una colorazione, una lunghezza e una tenuta particolare perché utilizzate in acqua. Dopo di che questi materiali bisogna saperli usare a dovere: si praticano cioè, procedure di sicurezza e manovre specifiche per l’ambiente acquatico. Le Guide Alpine adattano le loro competenze alle peculiarità del fiume, per questo esiste una specializzazione a livello internazionale, recepita anche a livello nazionale”. Sul territorio italiano tuttavia, proporzionalmente all’aumento dei praticanti, si vede crescere anche il numero di guide abusive che accompagnano nell’attività del canyoning turisti ignari del rischio che corrono affidandosi a chi non è qualificato a farlo. “È importante affidarsi a un professionista formato e preparato alla pratica del canyoning – spiega Heltai -, prima di tutto per una questione di sicurezza. Affidare la propria vita a una persona che non ha le competenze per gestirla è come affidarsi a un chirurgo che non è medico. Nelle mie mani, attaccate alla mia corda, passano decine e decine di vite ogni settimana. Pensiamo solo alle manovre di calata: se non ho le competenze necessarie metto a rischio non solo la persona che è legata a me, ma anche tutte le altre che sono con me in quel momento, nonché quelle dei soccorritori che poi devono venire a recuperare la persona che si è fatta male a causa mia”. “Come in ogni altro campo, il consumatore pretende che l’offerta, la proposta, il prodotto sul mercato siano verificati da qualcuno – conclude Heltai -, così come quando ci sottoponiamo a cure mediche abbiamo bisogno di avere la certezza che chi le somministra sia un medico abilitato a esercitare. In un ambiente però come quello del canyoning, in cui non ci sono controlli, non c’è cultura e conoscenze di quali figure siano abilitate e quali no, il rischio di finire nelle mani di un incompetente è alto. Per questo è bene accertarsi che chi ci accompagna a fare canyoning sia un professionista. Prima di tutto per una questione di sicurezza”. *Fonte: guidealpine.it - Comunicato Stampa* **Categorie:** In Montagna, Notizie dalla montagna **Tag:** Canyoning, istituzioni, sicurezza --- ### [Il Banff Mountain Film Festival ai piedi del Monte Rosa: si chiude ad Ayas il tour 2015](https://www.montagnenostre.net/il-banff-mountain-film-festival-ai-piedi-del-monte-rosa-si-chiude-ad-ayas-il-tour-2015/) **Published:** Luglio 19, 2015 **Author:** Redazione **Content:** La tappa estiva della 3a edizione italiana in Val d’Aosta sabato 8 agosto **Milano, 16 luglio 2015** – Una serata dedicata al cinema di montagna e allo spirito dell’avventura: il **Banff Mountain Film Festival World Tour (BMFF WT)** conclude come da tradizione il suo tour in Val d’Aosta, e precisamente ad Ayas, sabato 8 agosto 2015, alle ore 21, presso il Centro Congressi Monterosaterme. Dedicato agli **appassionati di montagna e di sport outdoor**, il BMFF World Tour Italy offre agli spettatori italiani un’accurata selezione dei **migliori filmati** presentati alla 39ma edizione del festival canadese (1-9 novembre 2014). La serata prevede **circa due ore di proiezione,** con una selezione di **emozionanti e coinvolgenti corto e medio metraggi: le sue immagini spettacolari** di imprese alpinistiche e sportive, tra grandi spazi selvaggi e natura incontaminata fanno del Banff Mountain Film Festival un appuntamento unico per festeggiare insieme lo spirito dell’avventura. **Arrampicata, canoa & kayak, freeride & freestyle, mountain bike, parapendio, sci & snowboard**: tra i diversi film in programma ricordiamo **The Stonemasters**, lo Special Tour Edit tratto da **Valley Uprising**, film vincitore del **Grand Prize a Banff,** che racconta l’epopea della Yosemite Valley, culla dell’arrampicata moderna e di una rivoluzione culturale che ha inaugurato un vero e proprio stile di vita. Un altro film che potremo vedere nel corso della serata è **Sufferfest 2-Desert Alpine**, vincitore del **People’s Choice Award-Radical Reels a Banff,** con i climber **Alex Honnold** e **Cedar Wright** alle prese con arrampicata e mountain bike tra le guglie dei deserti del Sud-Ovest americano. A questo si aggiunge **Happy Winter** in omaggio al freerider norvegese Andreas Fransson. In calce è disponibile l’**elenco completo dei film** in ordine alfabetico. **I biglietti sono acquistabili in prevendita al prezzo di 14€ presso il [Consorzio Turistico Val d'Ayas-Monterosa](http://www.ayasevents.com/blog/event/banff-mountain-film-festival-2/)**. Chi avesse già acquistato i voucher in precedenza potrà rivolgersi sempre al Consorzio Turistico per scambiare il voucher con il biglietto di ingresso. **Alcuni biglietti sono acquistabili – al prezzo di prevendita di 14€ – anche presso il [Salewa Store di Aosta](http://www.salewa.it/it/stores/store/view/id/9934)**, negli orari di apertura (Via de Tillier Jean Baptiste, 21; 0165 1825500). **Consorzio Turistico Val d’Ayas-Monterosa**Route Varasc 16 11020 Ayas-Champoluc (Aosta) Tel +39 (0)125 307392 Email: info@valdayas-monterosa.com [www.ayasevents.com/blog/event/banff-mountain-film-festival-2/](http://www.ayasevents.com/blog/event/banff-mountain-film-festival-2/) ***Per informazioni, orari e tariffe:*** Associazione Forte di Bard **Tel.** +39 0125 833811 **E-mail:** [info@fortedibard.it ](mailto:info@fortedibard.it)[www.fortedibard.it](http://www.fortedibard.it "Forte di Bard") **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Mostra, Valle d'Aosta --- ### [Le straordinarie mete del mondo: Kyaiktiyo Golden Rock](https://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-kyaiktiyo-golden-rock/) **Published:** Marzo 5, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Quali sono le mete più straordinarie del mondo? Il mondo è ricco di luoghi straordinari, ideali destinazioni di viaggio per visitare il lato più bello del pianeta. D'ora in poi vi segnaleremo una serie di posti più belli del pianeta! Chi ama viaggiare e scoprire le **meraviglie del mondo** è sempre in cerca di luoghi affascinanti e sensazioni che solo alcuni panorami sanno suscitare. Sono molte le mete che hanno queste caratteristiche. Basta fare una breve ricerca in rete per scovare luoghi incantevoli e fare il biglietto! Da segnalare nelle vostre agende di viaggio: **KYAIKTIYO GOLDEN ROCK - BIRMANIA**Restiamo in Asia, ma ci spostiamo a **Yangon**, in Birmania, per ammirare la "Golden Rock", situata sul **monte Kyaiktiyo**. E' un pezzo di roccia che si trova in bilico su una montagna per un pelo, anzi per "un capello di Buddha" come vuole la leggenda, probabilmente nata per il fatto che la roccia secondo i primi visitatori riuscisse a stare ferma in bilico per merito di qualcosa di miracoloso. Per questo motivo, circa duemila anni fa, sopra la roccia fu costruita una **pagoda**, dove migliaia di turisti ogni anno si recano per attaccare una **lamina d'oro puro** in cambio di un po' di fortuna da parte del Buddha: da qui il nome di Golden Rock. Oltre che alla particolare ubicazione, il posto è molto noto per le sensazioni mistiche che dona il santuario. *Fonte: travel365.it* **Articoli correlati:**[Valle del Juizhaigou](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-valle-del-jiuzhaigou/ "Le straordinarie mete del mondo: Valle del Jiuzhaigou") | [Uluru](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-uluru/ "Le straordinarie mete del mondo: Uluru") | [Moraine Lake](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-moraine-lake/ "Le straordinarie mete del mondo: Moraine Lake") | [Trolltunga](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-trolltunga/ "Le straordinarie mete del mondo: Trolltunga") | [Santuario Fushimi Inari-Taisha](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-santuario-fushimi-inari-taisha/ "Le straordinarie mete del mondo: Santuario Fushimi Inari-Taisha") | [Golden Circle Route](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-golden-circle-route/ "Le straordinarie mete del mondo: Golden Circle Route") **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Birmania, Straordinarie mete del mondo --- ### [Le straordinarie mete del mondo: Golden Circle Route](https://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-golden-circle-route/) **Published:** Marzo 5, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Quali sono le mete più straordinarie del mondo? Il mondo è ricco di luoghi straordinari, ideali destinazioni di viaggio per visitare il lato più bello del pianeta. D'ora in poi vi segnaleremo una serie di posti più belli del pianeta! Chi ama viaggiare e scoprire le **meraviglie del mondo** è sempre in cerca di luoghi affascinanti e sensazioni che solo alcuni panorami sanno suscitare. Sono molte le mete che hanno queste caratteristiche. Basta fare una breve ricerca in rete per scovare luoghi incantevoli e fare il biglietto! Da segnalare nelle vostre agende di viaggio: **GOLDEN CIRCLE ROUTE - ISLANDA**Andiamo in Europa, adesso, per ammirare il Golden Circle Route in Islanda. Si tratta di un itinerario turistico molto affascinante, con tre tappe principali: 1. il **Parco Nazionale di Pingvellir** è un territorio pieno di spaccature dovute a movimenti tettonici continui. Una di queste fessure è piena di monete, gettate dentro dai visitatori, come vuole la tradizione basata su leggende europee; 2. Toglie il fiato la **cascata Gullfoss**: larga 20 metri e lunga 2,5 chilometri, ha un percorso molto particolare, che di estende su tre livelli; 3. Infine la **valle geotermica Haukadalur** che ospita due geyser attivi: lo Strokkur che erutta circa ogni 5-10 minuti e il Geysir che erutta circa quattro volte al giorno. Oltre queste tre tappe, l'intera area offre un paesaggio ricco di **cascate**, e una valle geotermica attiva con geyser che scagliano l'acqua bollente in aria fino a 70 metri d'altezza: molto suggestivo, ma da visitare con cautela! *Fonte: travel365.it* **Articoli correlati:**[Valle del Juizhaigou](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-valle-del-jiuzhaigou/ "Le straordinarie mete del mondo: Valle del Jiuzhaigou") | [Uluru](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-uluru/ "Le straordinarie mete del mondo: Uluru") | [Antelopes Canyon](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-antelope-canyon/ "Le straordinarie mete del mondo: Antelope Canyon") | [Moraine Lake](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-moraine-lake/ "Le straordinarie mete del mondo: Moraine Lake") | [Trolltunga](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-trolltunga/ "Le straordinarie mete del mondo: Trolltunga") | [Santuario Fushimi Inari-Taisha](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-santuario-fushimi-inari-taisha/ "Le straordinarie mete del mondo: Santuario Fushimi Inari-Taisha") | [Kyaiktiyo Golden Rock](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-kyaiktiyo-golden-rock/ "Le straordinarie mete del mondo: Kyaiktiyo Golden Rock") **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Europa, Islanda, Straordinarie mete del mondo --- ### [Le straordinarie mete del mondo: Trolltunga](https://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-trolltunga/) **Published:** Marzo 4, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Quali sono le mete più straordinarie del mondo? Il mondo è ricco di luoghi straordinari, ideali destinazioni di viaggio per visitare il lato più bello del pianeta. D'ora in poi vi segnaleremo una serie di posti più belli del pianeta! Chi ama viaggiare e scoprire le **meraviglie del mondo** è sempre in cerca di luoghi affascinanti e sensazioni che solo alcuni panorami sanno suscitare. Sono molte le mete che hanno queste caratteristiche. Basta fare una breve ricerca in rete per scovare luoghi incantevoli e fare il biglietto! Da segnalare nelle vostre agende di viaggio: **TROLLTUNGA - NORVEGIA**Sempre in Europa, in Norvegia, ci rechiamo a Trolltunga, un pezzo di roccia che si estende orizzontale... nel nulla! Il nome vuol dire "lingua del troll", proprio per la sua forma che ricorda la lingua dei personaggi tipici della **mitologia del nord Europa**. Da essa si può ammirare il lago Ringedalsvanet sottostante e il meraviglioso gioco di cime dei **fiordi norvegesi** circostanti. E' il posto perfetto per sedersi a riflettere, o meglio per alzare le braccia al cielo e sentirsi padroni del mondo! *Fonte: travel365.it* **Articoli correlati:**[Valle del Juizhaigou](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-valle-del-jiuzhaigou/ "Le straordinarie mete del mondo: Valle del Jiuzhaigou") | [Uluru](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-uluru/ "Le straordinarie mete del mondo: Uluru") | [Antelopes Canyon](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-antelope-canyon/ "Le straordinarie mete del mondo: Antelope Canyon") | [Moraine Lake](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-moraine-lake/ "Le straordinarie mete del mondo: Moraine Lake") | [Santuario Fushimi Inari-Taisha](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-santuario-fushimi-inari-taisha/ "Le straordinarie mete del mondo: Santuario Fushimi Inari-Taisha") | [Golden Circle Route](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-golden-circle-route/ "Le straordinarie mete del mondo: Golden Circle Route") | [Kyaiktiyo Golden Rock](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-kyaiktiyo-golden-rock/ "Le straordinarie mete del mondo: Kyaiktiyo Golden Rock") **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Norvegia, Straordinarie mete del mondo, trolltunga --- ### [Le straordinarie mete del mondo: Moraine Lake](https://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-moraine-lake/) **Published:** Marzo 3, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Quali sono le mete più straordinarie del mondo? Il mondo è ricco di luoghi straordinari, ideali destinazioni di viaggio per visitare il lato più bello del pianeta. D'ora in poi vi segnaleremo una serie di posti più belli del pianeta! Chi ama viaggiare e scoprire le **meraviglie del mondo** è sempre in cerca di luoghi affascinanti e sensazioni che solo alcuni panorami sanno suscitare. Sono molte le mete che hanno queste caratteristiche. Basta fare una breve ricerca in rete per scovare luoghi incantevoli e fare il biglietto! Da segnalare nelle vostre agende di viaggio: **MORAINE LAKE - CANADA**Raggiungiamo il Canada, dove troviamo un lago molto particolare, il **Moraine Lake**, noto per il suo paesaggio pittoresco, ma anche per il colore delle sue acque blu-verde, dovuto alla presenza di particelle rocciose sul fondo. Il lago, di origine glaciale, si trova nella "Valley of the Ten Peaks", si estende per circa mezzo chilometro quadrato ed è circondato da diversi sentieri, che permettono di fare meravigliose **escursioni** ai piedi delle 10 montagne che circondano il lago e da cui prende il nome la vallata. Una meta perfetta per chi ama immergersi nella natura, e avvolgersi in un paesaggio mozzafiato. *Fonte: travel365.it* **Articoli correlati:**[Valle del Juizhaigou](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-valle-del-jiuzhaigou/ "Le straordinarie mete del mondo: Valle del Jiuzhaigou") | [Uluru](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-uluru/ "Le straordinarie mete del mondo: Uluru") | [Antelopes Canyon](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-antelope-canyon/ "Le straordinarie mete del mondo: Antelope Canyon") | [Trolltunga](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-trolltunga/ "Le straordinarie mete del mondo: Trolltunga") | [Santuario Fushimi Inari-Taisha](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-santuario-fushimi-inari-taisha/ "Le straordinarie mete del mondo: Santuario Fushimi Inari-Taisha") | [Golden Circle Route](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-golden-circle-route/ "Le straordinarie mete del mondo: Golden Circle Route") | [Kyaiktiyo Golden Rock](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-kyaiktiyo-golden-rock/ "Le straordinarie mete del mondo: Kyaiktiyo Golden Rock") **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** America, Canada, Straordinarie mete del mondo, Valley of the Ten Peaks --- ### [Le straordinarie mete del mondo: Antelope Canyon](https://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-antelope-canyon/) **Published:** Marzo 3, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Quali sono le mete più straordinarie del mondo? Il mondo è ricco di luoghi straordinari, ideali destinazioni di viaggio per visitare il lato più bello del pianeta. D'ora in poi vi segnaleremo una serie di posti più belli del pianeta! Chi ama viaggiare e scoprire le **meraviglie del mondo** è sempre in cerca di luoghi affascinanti e sensazioni che solo alcuni panorami sanno suscitare. Sono molte le mete che hanno queste caratteristiche. Basta fare una breve ricerca in rete per scovare luoghi incantevoli e fare il biglietto! Da segnalare nelle vostre agende di viaggio: **ANTELOPE CANYON - ARIZONA**Dobbiamo volare fino in Arizona, sulla terra dei Navajos, per rimanere senza fiato di fronte a questo spettacolo della natura: l'Antelope Canyon, che consiste in due formazioni separate, fatte di una **roccia arenaria rossastra**, che è stata modellata dall'acqua e dal vento, e ha creato una **fitta rete di grotte e tunnel** al cui interno entrano fasci di luce che creano un ambiente così perfetto e sinuoso che sembra essere disegnato. Un luogo magico, che gli amanti della fotografia non potranno evitare di catturare con i loro flash, per portarsi a casa un paesaggio pazzesco! E' ovvio che questa classifica accoglie solo parte delle meraviglie che ci offre la nostra Terra, ma sicuramente è un punto di partenza per scoprire, ammirare e riempirsi gli occhi di paesaggi e panorami che i popoli da sempre si invidiano a vicenda! *Fonte: travel365.it* **Articoli correlati:**[Valle del Juizhaigou](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-valle-del-jiuzhaigou/ "Le straordinarie mete del mondo: Valle del Jiuzhaigou") | [Uluru](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-uluru/ "Le straordinarie mete del mondo: Uluru") | [Moraine Lake](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-moraine-lake/ "Le straordinarie mete del mondo: Moraine Lake") | [Trolltunga](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-trolltunga/ "Le straordinarie mete del mondo: Trolltunga") | [Santuario Fushimi Inari-Taisha](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-santuario-fushimi-inari-taisha/ "Le straordinarie mete del mondo: Santuario Fushimi Inari-Taisha") | [Golden Circle Route](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-golden-circle-route/ "Le straordinarie mete del mondo: Golden Circle Route") | [Kyaiktiyo Golden Rock](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-kyaiktiyo-golden-rock/ "Le straordinarie mete del mondo: Kyaiktiyo Golden Rock") **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** America, Arizona, Straordinarie mete del mondo --- ### [Le straordinarie mete del mondo: Uluru](https://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-uluru/) **Published:** Marzo 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Quali sono le mete più straordinarie del mondo? Il mondo è ricco di luoghi straordinari, ideali destinazioni di viaggio per visitare il lato più bello del pianeta. D'ora in poi vi segnaleremo una serie di posti più belli del pianeta! Chi ama viaggiare e scoprire le **meraviglie del mondo** è sempre in cerca di luoghi affascinanti e sensazioni che solo alcuni panorami sanno suscitare. Sono molte le mete che hanno queste caratteristiche. Basta fare una breve ricerca in rete per scovare luoghi incantevoli e fare il biglietto! Da segnalare nelle vostre agende di viaggio: **ULURU - AUSTRALIA**Ci spostiamo in Australia dove troviamo Uluru, un fantastico massiccio roccioso situato nell'outback australiano, nel **Parco Nazionale Uluru-Kata Tjuta**, celebre per il suo intenso colore rosso che varia in maniera stupefacente durante le ore del giorno, specialmente all'alba e al tramonto, assumendo colori che vanno dall'oro, al bronzo, al viola. Questi **effetti ottici** e il cambiamento di colore così rapido sono dovuti alla presenza di minerali chiamati feldspati, che riflettono particolarmente la **luce rossa**. Inoltre, il massiccio è costituito in larga parte di ferro, e il colore rosso è quindi dovuto all'ossidazione di questo metallo, che genera ruggine con il classico colore bronzato. La sua superficie, in apparenza liscia, offre una versatilità unica, con pozze d'acqua, piccole sorgenti e **antichi dipinti rupestri**. Raggiungibile in pullman, offre dalla sua cima un panorama affascinante. *Fonte: travel365.it* **Articoli correlati:**[Valle del Juizhaigou](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-valle-del-jiuzhaigou/ "Le straordinarie mete del mondo: Valle del Jiuzhaigou") | [Antelopes Canyon](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-antelope-canyon/ "Le straordinarie mete del mondo: Antelope Canyon") | [Moraine Lake](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-moraine-lake/ "Le straordinarie mete del mondo: Moraine Lake") | [Trolltunga](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-trolltunga/ "Le straordinarie mete del mondo: Trolltunga") | [Santuario Fushimi Inari-Taisha](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-santuario-fushimi-inari-taisha/ "Le straordinarie mete del mondo: Santuario Fushimi Inari-Taisha") | [Golden Circle Route](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-golden-circle-route/ "Le straordinarie mete del mondo: Golden Circle Route") | [Kyaiktiyo Golden Rock](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-kyaiktiyo-golden-rock/ "Le straordinarie mete del mondo: Kyaiktiyo Golden Rock") **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** australia, Straordinarie mete del mondo --- ### [Le straordinarie mete del mondo: Valle del Jiuzhaigou](https://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-valle-del-jiuzhaigou/) **Published:** Marzo 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** #### Quali sono le mete più straordinarie del mondo? Il mondo è ricco di luoghi straordinari, ideali destinazioni di viaggio per visitare il lato più bello del pianeta. D'ora in poi vi segnaleremo una serie di posti più belli del pianeta! Chi ama viaggiare e scoprire le **meraviglie del mondo** è sempre in cerca di luoghi affascinanti e sensazioni che solo alcuni panorami sanno suscitare. Sono molte le mete che hanno queste caratteristiche. Basta fare una breve ricerca in rete per scovare luoghi incantevoli e fare il biglietto! Da segnalare nelle vostre agende di viaggio: **VALLE DEL JIUZHAIGOU - CINA**Letteralmente *"Valle dei Nove Villaggi"*, è un'incantevole riserva naturale nella provincia di Sichuan in Cina, **patrimonio dell'Unesco**, che vanta laghi dai colori turchesi, una vegetazione lussureggiante e un sistema di **cascate** che dona ai suoi visitatori un panorama mozzafiato, un paesaggio meraviglioso per chi ama le passeggiate nella natura. Dei piccoli villaggi resta poco, ma comunque si può ancora ammirare ciò che resta delle **tipiche abitazioni tibetane**. Ciò che attrae i turisti in questa valle rimane comunque la sua struttura geologica: un panorama costellato da montagne carsiche e **ghiacciai**, laghi di origine glaciale formati dalla caduta di massi e rocce che hanno chiuso questi bacini che contengono un'**acqua limpidissima** grazie alla presenza di carbonato di calcio. *Fonte: travel365.it* **Articoli correlati:**[Uluru](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-uluru/ "Le straordinarie mete del mondo: Uluru") | [Antelopes Canyon](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-antelope-canyon/ "Le straordinarie mete del mondo: Antelope Canyon") | [Moraine Lake](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-moraine-lake/ "Le straordinarie mete del mondo: Moraine Lake") | [Trolltunga](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-trolltunga/ "Le straordinarie mete del mondo: Trolltunga") | [Santuario Fushimi Inari-Taisha](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-santuario-fushimi-inari-taisha/ "Le straordinarie mete del mondo: Santuario Fushimi Inari-Taisha") | [Golden Circle Rock](http://www.montagnenostre.net/le-straordinarie-mete-del-mondo-kyaiktiyo-golden-rock/ "Le straordinarie mete del mondo: Kyaiktiyo Golden Rock") **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** cina, Straordinarie mete del mondo, Valle dei nove villaggi --- ### [Kezmarske Hut: lo chalet di montagna diventa un cubo avveniristico](https://www.montagnenostre.net/kezmarske-hut-lo-chalet-di-montagna-diventa-un-cubo-avveniristico/) **Published:** Febbraio 24, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); #### Sembra un giocattolo gettato sulla neve ma in realtà si tratta di un rifugio di montagna che sorgerà nella parte più alta dei Carpazi, per gli scalatori più avventurosi. "Kezmarske Hut" è un cubo di grandi dimensioni che sembra essere stato messo lì da una mano gigantesca, progettato dallo studio di architettura ceco Atelier 8000 in seguito ad un concorso internazionale per la progettazione di un rifugio situato nell'alta montagna Tatra della Slovacchia. Atelier 8000 ha proposto un volume cubico ruotato su uno dei suoi angoli. Noto come ‘capanna Kezmarske', la struttura è destinata ad essere una abitazione sostenibile per gli avventurieri d'alta quota durante tutte le stagioni dell'anno, in grado di gestirsi autonomamente per quanto riguarda il consumo di energia. **Questa struttura futuristica degna di "2001 Odissea nello spazio"** è stata progettata per il Tatra, una catena montuosa tra la Polonia e la Slovacchia, la più alta dei Carpazi. Apparentemente caduto dal cielo, l'edificio ricorda un masso del paesaggio, con i bordi spigolosi e un alto picco che riprende le montagne circostanti. Le facciate del cubo sono suddivise in pannelli quadrati di materiali riflettenti, prevalentemente in alluminio, vetro e materiale fotovoltaico. Da qualsiasi punto di vista, tre delle facce della forma sono visibili, fornendo così una lettura leggibile con toni di luce / ombra distinti. La strategia formale mira a produrre leggerezza visiva, inducendo una sensazione di disorientamento all'interno della struttura. **Progettata per integrarsi nello sfondo montuoso**, quasi come se una parte di un ghiacciaio si fosse staccato, la costruzione amplifica l'uso di luci e ombre, molto simile a quella che si può osservare sulle rocce vicine. La forma della capanna permette all'edificio di utilizzare l'energia solare nella massima misura possibile, con i pannelli che generano energia rivolti verso sud e verso est. Perfetto per gli escursionisti e i viaggiatori avventurosi, l'edificio di cinque piani dispone di ampio spazio deposito sci, due piani di camere, una sala di meditazione sulla mansarda, un ristorante e una terrazza. Nei mesi più caldi, gli ospiti potranno rilassarsi sulla terrazza dell'hotel, che avvolge due lati dell'edificio. Inoltre, il suo orientamento fornisce diversi angoli intimi dove i visitatori possono rilassarsi e godere di panorami mozzafiato. *Fonte: design.fanpage.it - Autore: Clara Salzano* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Carpazi, Kezmarske Hut, Polonia, Rifugi Montagna, Slovacchia --- ### [Le montagne chiamano PeakFinder Earth App](https://www.montagnenostre.net/le-montagne-chiamano-peakfinder-earth-app/) **Published:** Luglio 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Le montagne chiamano! Esplora più montagne di un alpinista! PeakFinder Earth lo rende possibile... e mostra i nomi di tutte le montagne e vette con una visualizzazione panoramica a 360°. Funziona completamente offline e in tutto il mondo! L'app conosce più di 250'000 vette, dal Monte Everest alla piccola collina dietro l'angolo. Sotto potete vedere un video DEMO per farvi avere un'idea di cosa potete fare. **Caratteristiche**Funziona completamente offline in tutto il mondo Include più di 250'000 nomi di vette Rendering rapido dei paesaggi circostanti in un raggio di 300 km Binocoli digitali per selezionare le vette meno prominenti La funzione 'Mostrami' per le vette visibili Usa il GPS per ottenere la tua posizione attuale Mappe (online) per la selezione del punto panoramico Finestra di dialogo per inserire le coordinate manualmente Usa la bussola e i sensori dell'accelerometro Supporta dispositivi iOS (iPhone, iPod Touch, iPad), Android (HTC, Samsung, Sony Ericsson...) e Nokia (Symbian^3) *Fonte: peakfinder.org/it/mobile/* Scaricate l'app TABACCO MAPP da qui: [![APPSTORE](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/APPSTORE-150x60.png)](https://itunes.apple.com/it/app/tabaccomapp/id540300575?mt=8)[](https://itunes.apple.com/it/app/peakfinder-alps/id357421934)[![GOOGLEPLAY](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/GOOGLEPLAY-150x60.png)](https://play.google.com/store/apps/details?id=org.peakfinder.area.alps&hl=it) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** App, escursioni, Mappe, Tecnologia --- ### [Tabacco Mapp, la community per chi ama la montagna](https://www.montagnenostre.net/tabacco-mapp-la-community-per-chi-ama-la-montagna/) **Published:** Luglio 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Finalmente le mappe TABACCO in versione digitale! L'applicazione è gratuita e si possono acquistare le mappe Tabacco suddivise in moduli cartografici. L'applicazione permette inoltre di condividere le proprie escursioni sulla community www.tabaccomapp-community.it dove potrete rivedere le vostre escursioni in 3D! Sotto potete vedere un video DEMO per farvi avere un'idea di cosa potete fare. L'applicazione è adatta sia agli escursionisti che amano il trekking ed il Nording Walking, ma anche per coloro che preferiscono andare in MTB o che durante l'inverno si cimentano con le sciaspole o lo sci alpinismo. *Fonte: testo ricavato dalla scheda della App su App Store e Google Play* Scaricate l'app TABACCO MAPP da qui: [![APPSTORE](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/APPSTORE-150x60.png)](https://itunes.apple.com/it/app/tabaccomapp/id540300575?mt=8)[![GOOGLEPLAY](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/07/GOOGLEPLAY-150x60.png)](https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tabaccoeditrice.tabaccomapp&hl=it) **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** App, escursioni, Mappe, Tecnologia --- ### [Montagne mozzafiato: Zhangye Danxia](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-zhangye-danxia/) **Published:** Marzo 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **PARCO GEOLOGICO NAZIONALE DI ZHANGYE DANXIA - CINA** Il **Parco geologico nazionale del Danxia cinese di Zhangye** (in lingua cinese: 张掖丹霞国家 地质公园) si trova nei pressi di Zhangye, nella provincia di Gansu, in Cina. Questa attrazione di 400 chilometri quadrati si trova tra le contee di Linze (临泽 县) e Sunan (肃南) lungo la catena montuosa del Danxia cinese. I **colori insoliti delle rocce scoscese**, che sono lisce, taglienti e alte diverse centinaia di metri, sono il risultato dei depositi di arenaria rossa e di minerali avvenuti oltre 24 milioni di anni fa. Il risultato, simile ad una "torta a strati", è collegato all’azione delle stesse placche tettoniche responsabili di parte delle montagne himalayane. Il vento e e la pioggia hanno completato l’opera, scolpendo forme strane e meravigliose, tra cui pilastri naturali, torri, anfratti, valli e cascate, che si differenziano per colore, consistenza, forma, dimensione e modello. L'area sta rapidamente diventando una popolare attrazione turistica per la cittadina di Zhangye. Una serie di passerelle e strade panoramiche sono state costruite per incoraggiare i visitatori ad esplorare le incredibili formazioni rocciose. Una formazione geologica simile, chiamata **Gamma Arcobaleno (Rainbow Range)** si trova nella Columbia Britannica, in Canada ed è formata da una miscela di roccia vulcanica e di vari minerali. *Fonte: Wikipedia.org* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** cina, Montagne, Montagne mozzafiato --- ### [Montagne mozzafiato: Alpamayo](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-alpamayo/) **Published:** Marzo 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **ALPAMAYO - PERÙ** L'**Alpamayo (5.947 m)**, che si presenta come una piramide di ghiaccio quasi perfetta ed è giudicata dall'UNESCO "the most beautiful mountain in the World", è una delle numerose montagne del massiccio montuoso chiamato **Macizo de Santa Cruz**, situato nella parte settentrionale della **Cordillera Blanca**. Nonostante sia più bassa di molte delle montagne vicine, la sua fama è dovuta essenzialmente alla sua inusuale simmetria e il suo aspetto unico. **L'origine del nome**Il suo nome viene dal quechua allpa (terra) e mayu (fiume): significa dunque “fiume fangoso”. Questo nome però designava in origine una fattoria alle pendici della montagna. Il nome che la popolazione di lingua quechua usa per essa è Shuyturahu, da shuytu (magro e lungo, a forma piramidale) e raju (montagna innevata). *Fonte: Wikipedia.org* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Ande, Montagne, Montagne mozzafiato, Perù --- ### [Montagne mozzafiato: Le tre Cime di Lavaredo](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-le-tre-cime-di-lavaredo/) **Published:** Marzo 13, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **LE TRE CIME DI LAVAREDO - DOLOMITI (ITALIA)** Le **Tre Cime di Lavaredo** (Drei Zinnen in tedesco; Tré Thìme in dialetto cadorino) sono tre delle cime più famose delle Alpi, nelle Dolomiti di Sesto. Sono considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell'alpinismo. Si possono raggiungere dal **lago di Misurina**, da Auronzo di Cadore e dalla Val di Sesto e permettono la vista panoramica delle cime circostanti e del **Parco Naturale Tre Cime**. Le Tre Cime di Lavaredo assomigliano vagamente a tre dita, che puntano verso il cielo compatte, armonicamente allineate, apprezzate dagli estimatori per forme e colori. Il gruppo è attraversato dall'Alta via n. 4, detta di **Grohmann**. I punti panoramici più conosciuti sono quelli che si possono ottenere dalla **Val di Landro**, presso il vecchio paese (ora al suo posto c'è un albergo) dove si ha un profilo laterale delle Tre Cime, oppure dal **Rifugio Auronzo** o ancora dal **Rifugio Antonio Locatelli**. Ma forse la vista migliore delle Tre Cime si ha dal **Monte Piana di Misurina** e dalla cima di alcune vette, che si ergono nelle sue vicinanze, come la **Torre di Toblin** o il **Monte Paterno**. *Fonte: Wikipedia.org* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Dolomiti, Montagne, Montagne mozzafiato --- ### [Montagne mozzafiato: Matterhorn](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-matterhorn/) **Published:** Marzo 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **MATTERHORN - SVIZZERA/ITALIA** Il **Cervino** (in francese, Cervin; in tedesco, Matterhorn) è una montagna delle Alpi alta 4478 m s.l.m., la quinta vetta dell'intera catena. È situato nelle Alpi Occidentali, sul confine tra Italia e Svizzera, lungo la sezione alpina delle Alpi Pennine. Il monte si erge isolato dal resto delle altre vette circostanti e sovrasta i paesi di **Breuil-Cervinia** in Italia e di **Zermatt** in Svizzera. È caratterizzato dalla particolare forma piramidale molto pronunciata ed ha segnato in modo significativo la storia dell'alpinismo. **Le sue caratteristiche**Presenta quattro pareti principali orientate secondo i **punti cardinali**: la parete nord guarda **Zermatt** in Svizzera, la parete est guarda il **ghiacciaio del Gorner**, la parete sud sovrasta **Breuil-Cervinia** in Italia e la parete ovest è rivolta verso la **Dent d'Hérens**. Queste pareti sono delimitate da altrettante creste: la cresta sud-ovest detta **Cresta del Leone** o Arête du lion; la cresta nord-ovest detta **Cresta di Zmutt**; la cresta nord-est detta **Cresta dell'Hörnli** e la cresta sud-est detta **Cresta di Furggen**. La vetta è costituita da due cime distinte collegate da un sottile filo di cresta. La cima più alta viene chiamata cima svizzera; quella più bassa (di soli due metri) cima italiana. La frontiera italo-svizzera segue invece la cresta stessa, coincidente con la linea di displuvio, sicché la frontiera passa su entrambe le cime, come sancito dalla Convenzione del 24 luglio 1941 tra la Confederazione Svizzera e il Regno d'Italia. Tale convenzione sancisce il principio della linea di displuvio come confine naturale e indica in maniera specifica in quali tratti si abbandona tale criterio. Il Cervino non ne fa parte. Le due cime sono quindi condivise tra i due stati. *Fonte: Wikipedia.org* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Alpi, Alpi Pennine, Montagne mozzafiato, Svizzera, Valle del Lys --- ### [Montagne mozzafiato: Ama Dablam](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-ama-dablam/) **Published:** Marzo 18, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **AMA DABLAM - NEPAL** L'Ama Dablam è una vetta di 6812 metri che si trova in **Nepal** nella valle del **Khumbu Himal**, nel **Parco Nazionale Sagarmatha** (regione dell'Everest) e domina la **valle del Dhud Koshi** ("fiume di latte") che porta verso i campi base del **Lhotse**, **Everest** ed altri picchi del **Mahalangur Himal** comunemente identificato come **Khumbu**. È definita per la sua forma slanciata il **Cervino dell'Himalaya**. La sua scalata presenta notevoli difficoltà. Si può ammirare lungo il trekking al campo base dell'Everest in particolare dal **Monastero buddista di Thyangpoche** (Tengboche, 3850 m) e le vallate del Dhud Koshi fino a Chukkung. *Fonte: Wikipedia.org* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Hilamaya, Montagne mozzafiato, Nepal --- ### [Montagne mozzafiato: Flaming Mountains](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-flaming-mountains/) **Published:** Marzo 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **FLAMING MOUNTAINS - TURFAN (CINA)** Le Montagne Fiammeggianti (cinese:火|焰|山, huǒ|yàn|shān; **montagne Gaochang**) sono colline sterili ed erose in arenaria rossa, situate nella **catena montuosa dello Tien Shan in Xinjiang, Cina**. Si trovano nei pressi del bordo settentrionale del **deserto di Taklamakan**, ad est della città di Turfan. Picchi e valli sono stati modellati da anni di attività vulcanica che ha fatto colare molta lava per i suoi pendii, facendoli sembrare in fiamme in alcuni momenti del giorno. Le montagne sono lunghe 98 chilometri e larghe 9, ed attraversano il **bacino del Tarim** da est ad ovest. La loro altezza media è di 500 metri. Il clima è duro, e la temperatura è estremamente alta in estate; è il punto più caldo della Cina e raggiunge i 50 °C o oltre. Uno dei più grandi termometri della Cina funge da attrazione turistica, e misura la temperatura locale. **Via della seta**In tempi antichi il deserto del Taklamakan veniva evitato dai mercanti che percorrevano la **via della seta** nel Sud-est asiatico, e le città-oasi come quella di **Gaochang**, fondate ai piedi delle Montagne fiammeggianti vicini ad un passo montano, divennero importanti soste. I missionari buddhisti spesso accompagnavano i mercanti su queste rotte internazionali, e nel periodo in cui ilm commercio fiorì sulla via della seta furono costruiti monasteri e templi buddhisti nei principali centri di commercio, e nei remoti avamposti montuosi. Le **grotte dei mille Buddha di Bezeklik** si trovano in una gola sotto i pendii delle Montagne fiammeggianti, vicino al passo di Gaochang. Si tratta di un complesso di settante grotte buddhiste datate tra il V ed il IX secolo, molte delle quali con migliaia di murales del Buddha. **Leggende**Secondo una vecchia leggenda **Han**, il Sun Wukong creò disturbi nei cieli e bussò ad un forno, facendo così cadere la brace dal cielo nel luogo dove oggi si trovano le Montagne fiammeggianti. In una leggenda uigura un drago abitava i monti Tien Shan. Dato che il drago odiava i bambini, un eroe Uiguro uccise il drago dividendolo in otto parti. Il suo sangue si trasformò in una montagna di sangue scarlatto, e gli otto pezzi divennero le otto valli delle Montagne fiammeggianti. *Fonte: Wikipedia.org* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** cina, Montagne, Montagne mozzafiato --- ### [Montagne mozzafiato: Kirkjufell](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-kirkjufell/) **Published:** Marzo 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **KIRKJUFELL - ISLANDA** E' una delle principali attrazioni dell'isola, specialmente quando si manifesta il fenomeno dell'**aurora boreale**. Inoltre è definita la “montagna più bella d’Islanda” per la sua affascinante forma spigolosa: grazie alla vista panoramica in un punto privilegiato situato poco dopo la fine di un abitato di **Grundarfjörður**, dove anche un cartello ci spiega che i danesi, primi europei continentali a raggiungere questo luogo, la appellarono **“cappello di zucchero”**. La parte inferiore del monte contiene milioni di fossili, reperto della sua genesi avvenuta all’epoca delle glaciazioni, mentre il conoide superiore è più giovane, e data poco meno di un milione di anni: molti arrampicatori si sono cimentati nella sua scalata, ma pochi ce l’hanno fatta, dal momento che è estremamente difficile riuscire a trovare appigli in un terreno che cambia rapidamente durezza, passando da una friabilità elevata ad impenetrabilità decisa. *Fonte: vcomeviaggiare.freehostia.com* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Islanda, Montagne, Montagne mozzafiato --- ### [Montagne mozzafiato: Aconcagua](https://www.montagnenostre.net/montagen-mozzafiato-aconcagua/) **Published:** Marzo 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **ACONCAGUA - ARGENTINA** L'**Aconcagua (6962 m s.l.m.)**, nelle **Ande argentine**, è la più alta montagna della **Cordigliera**, di tutto il continente americano e di tutto l'emisfero meridionale. È inoltre la più alta montagna della Terra al di fuori dell'Asia. Per queste sue caratteristiche è la seconda montagna dopo l'Everest per prominenza. La cima si trova nella provincia di Mendoza, in Argentina, vicino alla frontiera con il Cile, all'interno del **parco provinciale Aconcagua**. **Caratteristiche**La montagna è costituita da rocce appartenenti al periodo Permo-Triassico; la sua genesi è comunque di era terziaria, ed è dovuta alla subduzione della placca di Nazca sotto la placca sudamericana nel quadro dell'orogenesi andina. L'origine del nome è incerta. Il Coleti riporta l'esistenza, in Cile, del popolo Aconcagua, dal quale avrebbero preso il nome la valle da loro abitata e, di conseguenza, anche la montagna. Il **popolo Aconcagua** è citato anche da altri autori. Secondo quanto riportato dal Secor, il nome potrebbe derivare dal quechua Anco Cahuac, ovvero "**sentinella bianca**", oppure **Ackon Cahuak**, ovvero "**sentinella di pietra**". Lo stesso autore riferisce che in lingua Aymara il termine **kon kawa** significa "**montagna innevata**", mentre nella lingua mapudungun del popolo mapuche Aconca Hue significa "che viene dall'altra parte". Il sito Andes Argentinos riporta una probabile origine dal quechua accon cahua, col probabile significato di "la grande rocca che guarda intorno". Sulle falde della montagna vi sono diversi ghiacciai: i principali sono il ghiacciaio nordorientale (o polacco) ed il ghiacciaio orientale (o inglese). Il primo tentativo europeo di raggiungere la vetta dell'Aconcagua risale al 1883, quando una spedizione tedesca guidata dal geologo ed esploratore Paul Güssfeldt tentò di raggiungere la vetta dallo sperone nord-ovest, arrivando ad una quota di 6500 m. La spedizione seguì quella che oggi è la via normale. La vetta fu raggiunta per la prima volta nel 1897 da Matthias Zurbriggen, guida alpina svizzera che operava a Macugnaga, della spedizione guidata da Briton Edward Fitzgerald. La prima donna a raggiungerne la vetta fu la francese Adriana Bance, il 7 marzo 1940, accompagnata da diversi membri del Club Andinista de Mendoza. In molti atlanti figura ancora la vecchia misura dell'altitudine (6959 m s.l.m.) presa in quel frangente. Una spedizione italiana dell'Università di Padova, nel 2002, ha rilevato che l'esatta altitudine dell'Aconcagua è di 6.962 m s.l.m.. Il limite delle nevi permanenti si aggira intorno ai 5000 m. Da uno dei suoi versanti scende il fiume omonimo che raggiunge il Pacifico dopo un corso di 200 km. *Fonte: it.wikipedia.org* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Argentina, Montagne, Montagne mozzafiato --- ### [Montagne mozzafiato: Denali](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-denali/) **Published:** Marzo 26, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **MONTE DENALI - ALASKA (USA)** Il **Monte McKinley o Denali** è la vetta più elevata dell'America Settentrionale (6.194 m s.l.m.). Per le sue caratteristiche è la terza montagna del mondo secondo la prominenza. Fa parte della grande catena dell'**Alaska**, un arco montuoso di 960 km che si estende attraverso la parte sud-orientale dello Stato. Questa catena è una delle grandi catene occidentali del continente, che si estendono dall'Alaska fino alle coste della California, e alla depressione della **Valle della Morte**. **Aspetto**Il **monte McKinley** ha un'ascesa più larga e graduale di quella dell'Everest. Infatti il Monte Everest, benché molto più alto in termini assoluti (8848 m sopra il livello del mare), si eleva al di sopra dell'altopiano tibetano, posto a circa 5200 m, sicché il dislivello tra la base e la vetta della montagna risulta pari a circa 3600 m. La base del McKinley al contrario poggia su un altopiano elevato in media 700 m, conferendo alla montagna un dislivello effettivo di 5400 m. Tale caratteristica non deve però essere confusa con la prominenza topografica: la prominenza del McKinley è pari a 6138 m (quasi quanto la sua altezza), calcolata tra la vetta della montagna e l'istmo di Panamá (56 m). In base a questo criterio, la montagna è la terza vetta più prominente del pianeta, superata dall'Everest e dall'Aconcagua. **Toponimo**Il monte veniva chiamato dai nativi Denali, "**La grande montagna**". Questo è ancora il nome riconosciuto ufficialmente dallo Stato dell'Alaska. Fu poi in seguito ribattezzata dai colonizzatori come Monte McKinley nel 1896, in onore del presidente statunitense William McKinley, che era all'epoca però solo un candidato alla presidenza. *Fonte: it.wikipedia.org* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** alaska, Montagne, Montagne mozzafiato --- ### [La Vipera Aspis tra leggenda e realtà: Il pan delle vipere](https://www.montagnenostre.net/la-vipera-aspis-tra-leggenda-e-realta-il-pan-delle-vipere/) **Published:** Luglio 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Il Gigaro chiaro è una pianta che cresce spontaneamente nei nostri boschi e nei luoghi ombreggiati. Il frutto è costituito da una bacca rossa. Secondo la tradizione, i serpenti e in particolare la vipera, sarebbero ghiotti di queste bacche. Da qui deriva il nome “pan delle vipere o pan delle serpi” nelle cui vicinanze si troverebbe sempre qualche vipera. Ma **né le vipere, né gli altri serpenti mangiano bacche o altri vegetal**i. La dieta alimentare è costituita soprattutto da topi, uccelli e lucertole. Essi **svolgono un ruolo ecologico importantissimo** poiché contribuiscono al mantenimento demografico di specie infestanti come i roditori. Una vipera adulta, può mangiare anche 200 topi l’anno. Altre storie fantasiose sulla vipera, assolutamente false, diffuse nelle nostre zone sono: – avvelena l’acqua che beve; – succhia il latte delle mucche (nessun serpente beve il latte); – partorisce squarciandosi il ventre su di un sasso; – raggiunge dimensioni notevoli, anche 2 o 3 metri (in realtà raggiunge al massimo 1 metro); – rincorre le persone che la disturbano (la sua andatura è piuttosto lenta, non rincorre nemmeno le prede, figuriamoci le persone). Le numerose leggende nate intorno a questo rettile (che cercano di dipingerlo come un animale diabolico, nemico dell’uomo, aggressivo e dal veleno estremamente letale), sono state tutte sfatate dalla scienza. **Gli esperti sono concordi nel considerare la vipera, un serpente timido** (un minimo rumore la fa allontanare e fuggire), **che non attacca mai l’uomo se non per difesa** (se calpestata, catturata o messa alle strette). **“Se avvistate una vipera, restate calmi e non fate nulla: ci penserà lei ad allontanarsi”. Non è un animale cattivo, vive semplicemente secondo la sua Natura e come tale va rispettato! Non uccidetelo** quindi solo perché velenoso o solo perché serpente! Svolge un ruolo fondamentale nell’ecosistema ed ha già molti nemici per natura (riccio, cinghiale, biacco, rapaci,ecc.). Inoltre la Vipera e altri serpenti rientrano tra le specie protette dalla L.R. 5 Aprile 1988, n. 18 che ne vieta la cattura, la detenzione e l’uccisione. *Fonte: lindifferenziato.com* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende di Montagna, Racconti e Leggende, vipera aspis --- ### [Cosa fare in Montagna quando piove?](https://www.montagnenostre.net/cosa-fare-in-montagna-quando-piove/) **Published:** Luglio 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** In montagna più che in altre zone le condizioni meteo possono mutare rapidamente ed anche in piena estate le perturbazioni possono stazionare sulle vallate con pioggie continue e clima quasi autunnale. E’ forse uno degli aspetti meno piacevoli della montagna ma uno dei miti da sfatare è che nelle giornate di pioggia non si puo’ far nulla in montagna… Niente di più Falso. La montagna riserva ai suoi ospiti numerose attività e passatempi che permettono di far scivolar via anche la più grigia delle giornate di pioggia e tenere lontana la noia. \[mks\_list type="ul" style="ul\_check"\] **Abbiamo raccolto 7 suggerimenti utili sul cosa fare in montagna quando piove:** - **Centri Benessere**Il turismo in montagna è cambiato rispetto ad una volta e tutte le località turistiche possono vantare numerosi centri benessere, spesso già parte delle strutture ricettive dove si soggiorna. Che c’è di meglio che farsi coccolare con un dolce massaggio mentre fuori lampi e tuoni imperversano? Un bel massaggio, una sauna, percorso Kneipp, un bagno di fieno, camomilla grotta, paradiso dell’acqua, docce aromatizzate e tropicali e chi più ne ha più ne metta… I centri wellness permettono di passare una giornata dedicata al relax ed il benessere del proprio corpo. - **Sport Indoor**La montagna è la patria dello sport e se non si puo’ fare all’aperto perchè piove non c’è da preoccuparsi, sono tantissimi i centri sportivi di montagna dove praticare decine di sport al coperto. Dal tennis alla pallavolo, al basket, al calcio ed ancora le piscine coperte, corsi di fitness ed la classica immancabile arrampicata sportiva indoor (da provare!!!) - **Tour Enogastronomici**Quando il sole è alto, il cielo è limpido e l’aria fresca di montagna allieta la giornata è meglio approfittarne e salire in quota, se invece il meteo non è clemente e la pioggia blocca ogni desiderio escursionistico ci si puo’ concedere qualche peccato di gola… Quanti piatti di montagna non avete ancora provato? Quanti dolci tipici non vi siete ancora concessi? La pioggia puo’ essere l’occasione per intraprendere tour enogastronomici alla scoperta delle eccellenze culinarie di montagna, dal pranzo in rifugio alla cena nel ristorante in valle, magari intervallato da una visita in qualche cantina vitivinicola. Ma attenzione, quando ritornerà il bel tempo non ci saranno scuse per non salire in quota e riconquistare la forma fisica - **Shopping in centro**Se per voi la forma fisica è tutto e non siete disposti ad affrontare un tour de force enogastronico allora la soluzione alternativa potrebbe essere lo shopping o più in generale una camminata nel centro del paese dove state trascorrendo le vacanze. - **Musei e Mostre**Una giornata di pioggia puo’ essere l’occasione per spalancare le porte alla cultura ed immergersi nella storia, nelle tradizioni e nella natura della montagna. Sono tantissimi i musei di montagna sparsi su tutte le Alpi e gli Appennini, sono dedicati a tantissimi temi, dai musei di guerra ai musei della tradizione locale con gli oggetti che un tempo facevano parte della quotidianità in montagna, mostre d’arte della letteratura e dei racconti di montagna e gli spettacolari musei naturalistici dove conoscere a fondo questo magnifico mondo, le caratteristiche geologiche delle montagne, la flora e la fauna e tanto altro. - **Castelli e Grotte**Musei e mostre non sono gli unici luoghi dove scoprire la cultura della montagna, tutto il territorio montano è ricco di Castelli, grotte e miniere. Castelli più o meno grandi si trovano in tutto l’arco alpino e gran parte di questi sono ben tenuti ed aperti al pubblico per visite guidate. Anche le grotte sono interessanti da visitare, alcune sono accessibili a piedi altre con piccole barche, tutte diverse una dall’altra offrono la possibilità di scoprire un mondo nuovo ignoto ai più. Un tempo alcune zone di montagna si estraevano minerali vari e molti operai lavoravano nelle miniere, oggi quelli che un tempo erano luoghi di duro lavoro sono stati riconvertiti e trasformati in gradevoli mete turistiche da scoprire con le guide del posto. - **Relax totale**Una giornata di pioggia non deve essere necessariamente qualcosa di negativo, da un certo punto di vista permette di staccare la spina e lasciarsi andare nel relax più totale, se fa freddo una cioccolata oppure un the caldo accompagnato da un buon libro sono la soluzione migliore per distendersi un po’ e prepararsi alle prossime escursioni. \[/mks\_list\] *Fonti: montagnaestate.it* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Montagne mozzafiato: Cerro Torre](https://www.montagnenostre.net/montagne-mozzafiato-cerro-torre/) **Published:** Marzo 23, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ##### Se cercate su Internet quali sono le montagne più belle del mondo scoprite che ciascuno ha la propria classifica. Tutti, però, hanno alcuni nomi in comune, perché obiettivamente chi le ha viste non può non essersene innamorato. **CERRO TORRE - CILE E ARGENTINA** Il **Cerro Torre** è una delle più spettacolari cime del Campo de Hielo Sur, situato in una regione della **Patagonia Argentina** , a ovest del Cerro Chaltén (o Fitz Roy). Si trova a preso il Chalten argentina La vetta del Cerro Torre è considerata fra le più inaccessibili del mondo perché, qualunque via si scelga, bisogna affrontare almeno 900 metri di parete granitica, per arrivare ad una cima perennemente ricoperta da un "fungo" di ghiaccio. Inoltre le condizioni meteorologico-climatiche della regione sono particolarmente sfavorevoli. *Fonte: Wikipedia.org* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Argentina, Montagne, Montagne mozzafiato, Patagonia --- ### [Monterosa Walser Trail: Idee ed immagini in movimento](https://www.montagnenostre.net/monterosa-walser-trail-idee-ed-immagini-in-movimento/) **Published:** Luglio 7, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Lo straordinario livello delle bellezze ambientali e culturali del territorio attraversato dalla gara, nei Comuni di Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité, rappresenta senz’altro uno scenario ideale per appassionati di immagini e videomakers. Professionisti dell’audiovisivo ed appassionati di ogni genere, operanti da almeno un anno in Valle d’Aosta, dovranno cimentarsi nella realizzazione di un teaser di lunghezza non superiore ai 4 minuti da presentare nel formato full HD 1920x1080. Nel caso di inserimento di musiche, elemento considerato favorevolmente, le stesse dovranno essere libere da diritti, specifica che dovrà essere autocertificata dall’autore. I partecipanti al concorso verranno regolarmente accreditati all’evento e potranno liberamente accedere ai percorsi di gara e alle strutture di facility (Base logistica, Punti ristoro, Punti vita) godendo dei relativi benefit (open buffet, open beer bar). I video dovranno essere presentati non oltre il 15 settembre 2015. Tra i video presentati entro il termine del 30 settembre 2015, l’Associazione Forte di Bard e Film Commission Vallée d’Aoste, selezioneranno la coppia vincitrice cui verranno corrisposti i seguenti premi finanziati dall’Associazione Forte di Bard: 1° classificato: Drone Phantom2 Release V. 2 + Zenmuse H4-3D 2° classificato: Telecamera Gopro Hero 4 Black Adventure Edition Il Premio non prevede il conferimento d’incarichi professionali. Nessuna richiesta di compenso ulteriore potrà essere avanzata dai partecipanti in merito a presunti diritti. Con la partecipazione al concorso, i due vincitori cederanno all’Associazione Forte di Bard la piena ed esclusiva titolarità dei diritti di proprietà intellettuale in relazione ai video presentati che potranno pertanto essere usati a scopo promozionale, documentario e di presentazione della Gara. I video dovranno essere presentati privi di elementi di immagine coordinata (velina titoli di apertura, velina titoli di coda, testi). In relazione ai video vincitori tali elementi verranno curati dall’Associazione Forte di Bard con inclusione di credit degli autori. **Coloro che sono interessati a partecipare sono invitati ad inviare (entro e non oltre la data del 19 luglio 2015) un breve curriculum professionale ai seguenti contatti:****email:** **Indirizzo postale o per recapito a mano:** Via Parigi, 33 – Aosta **Film Commission Vallée d’Aoste renderà noto, entro la data del 26 luglio, l’elenco degli ammessi all’iniziativa.** *Fonte: Ufficio Stampa - Associazione Forte di Bard | Foto di Spataro Marco* **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Eventi sportivi, Monterosa, Valle d'Aosta --- ### [Walter Bonatti: Fotografie dai grandi spazi](https://www.montagnenostre.net/walter-bonatti-fotografie-dai-grandi-spazi/) **Published:** Luglio 1, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Dal 27 giugno al 27 settembre 2015, il Forte di Bard ospita la mostra **Walter Bonatti**. **Fotografie dai grandi spazi**, dedicata a uno dei più grandi alpinisti italiani, promossa e prodotta da Associazione Forte di Bard con Contrasto, Civita e Gamm Giunti a cura di Alessandra Mauro e Angelo Ponta ed in collaborazione con l’archivio Bonatti. Dopo l’esordio lombardo, doverosamente nella terra di nascita di Bonatti, il Forte di Bard ha deciso di proporre la mostra anche in ragione della concomitanza particolarmente significativa dell’apertura della nuova Funivia del Monte Bianco Skyway e del 150esimo anniversario della conquista del Cervino, due vette centrali nella storia umana e alpinistica di Walter Bonatti. L’esposizione con l’ausilio di video, di documenti inediti e di un allestimento particolarmente coinvolgente all'interno dell'Opera Mortai della fortezza, ripercorre il racconto visivo, le vicende esistenziali e le avventure dell’alpinista ed esploratore italiano. Le immagini testimoniano oltre trent'anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e più impervi della Terra e raccontano la passione travolgente di Bonatti per l’avventura insieme alla straordinaria professionalità di un grande reporter. In esposizione anche alcuni significativi cimeli appartenuti a Bonatti, tra cui la macchina da scrivere donatagli al ritorno dal K2, che userà per tutta la vita, modello Everest, ribattezzato Everest-K2. Inoltre, esposti anche i guanti e la macchina fotografica del Dru, una Ferrania Condoretta, gli scarponi usati sul Cervino e il casco e la giacca indossati sul Pilone centrale del Monte Bianco. È difficile separare il ricordo di Walter Bonatti da quello delle sue fotografie. Ed è sorprendente scoprire quanto la sua figura e le sue imprese siano radicate nella memoria di un pubblico tanto differenziato per età e interessi. La persistente popolarità di Bonatti ha più di una spiegazione. Imparò a fotografare e a scrivere le proprie avventure con la stessa dedizione con cui si impadronì dei segreti della montagna: alpinista estremo, spesso solitario, ha conquistato l’ammirazione degli uomini e il cuore delle donne, affascinando nello stesso tempo l’immaginario dei più giovani. Il mestiere di fotografo per grandi riviste italiane, soprattutto per Epoca, lo portò a cercare di trasmettere la conoscenza di luoghi estremi del nostro pianeta. Al tempo stesso, non smise mai di battersi con forza per tramandare la vera storia, troppe volte nascosta, della conquista del K2 e del tradimento dei compagni di spedizione. Molte tra le sue folgoranti immagini sono grandiosi “autoritratti ambientati” e i paesaggi in cui si muove sono insieme luoghi di contemplazione, di scoperta. Bonatti si pone davanti e dietro l’obiettivo: in un modo del tutto originale è in grado di rappresentare la sua fatica e la gioia per una scoperta, ma al tempo stesso sa cogliere le geometrie e le vastità degli orizzonti che va esplorando. Il talento per la narrazione, l’amore per le sfide estreme, l’interesse per la fotografia come possibilità di scoprire e testimoniare per sé e per gli altri. Una passione, e probabilmente anche un’esigenza, nata già negli anni dell'alpinismo (con i trionfi e le amarezze che li segnarono), con le foto scattate sulle pareti più difficili, e poi consolidata nel tempo, con i racconti d’imprese affascinanti e impossibili. **Walter Bonatti** nasce a Bergamo nel 1930. La sua grande passione per la montagna lo ha portato a condurre centinaia di imprese alpinistiche. Nel 1951 la sua prima grande impresa: con Luciano Chigo scala la parete est del GrandnCapucin nel gruppo del Monte Bianco. Nel 1954 Bonatti è il più giovane partecipante alla spedizione capitanata da Ardito Desio, che porterà Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla cima del K2. Nel 1955 scala in solitaria e per la prima volta assoluta il pilastro sud del Petit Dru, sempre nel massiccio del Monte Bianco. Fa parte delle guide di Courmayeur. Nell’inverno del 1965 scala in solitaria la parete nord del Cervino su una via fino ad allora inesplorata. È questa la sua ultima impresa di alpinismo estremo. Successivamente si dedicherà all’esplorazione e all’avventura come inviato del settimanale Epoca fino al 1979. A partire dagli anni ‘60 pubblica numerosi libri che narrano le sue imprese alpinistiche. Muore a Roma il 13 settembre 2011, all’età di 81 anni. *Fonte: Ufficio Stampa Spaini & Partners T. - Associazione Forte di Bard | Fotografia copertina: Gruppo dell’Illampu (6362 metri) nella Cordillera Real de Bolivia. Ottobre 1973 © Walter Bonatti/Contrasto* **Per informazioni, orari e tariffe:**Associazione Forte di Bard **Tel.** +39 0125 833811 **E-mail:** [www.fortedibard.it](http://www.fortedibard.it "Forte di Bard") **Categorie:** Eventi **Tag:** Eventi, Mostra, Valle d'Aosta --- ### [Il sentiero del Cervo in Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/il-sentiero-del-cervo-in-valmalenco/) **Published:** Novembre 24, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Gruppo Montuoso:** Bernina - Disgrazia (Italia) **Valle:** [Valmalenco](http://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia_rifugi/valmalenco-rifugi/) \[accordion\] \[toggle title="DIFFICOLTÀ" state="opened"\] \[mks\_highlight color="#ffff66"\]**E** *- Itinerario Escursionistico*\[/mks\_highlight\] Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d'orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Località di partenza:** Primolo **Quota di partenza:** 1274 m | **Dislivello:** 1000 m | **Tempo di percorrenza:** 6 ore e 30 minuti **Periodo consigliato:** da Giugno a Ottobre **Segnaletica:** discreta **Particolarità:** naturalistiche - paesaggistiche \[/toggle\] \[toggle title="ITINERARIO"\] Il sentiero ha inizio all'ingresso di Primolo. Da qui seguire per l'alpe Pradaccio raggiungibile in circa 1h e mezza di cammino. Dall'Alpe Pradaccio il sentiero piega tutto a destra e attraversa tutto il versante della valle tra Primolo e Chiareggio, a quote comprese tra il limite della vegetazione arborea e i pascoli. La denominazione del sentiero deriva dalla relativa abbondanza di cervi, che hanno trovato su questi ripidi versanti un rifugio sicuro, grazie anche alla condizione di riserva a cui è assoggettata buona parte dell'area. Il percorso presenta molti trati esposti, quindi consigliamo solo agli escursioni esperti di percorrerlo. Particolarmente pericoloso nel tratto di sentiero che arriva a Girosso superiore in quanto, in caso di pioggia, l'erba diventa molto scivolosa. Da Girosso superiore si perde quota per arrivare all'Alpe Lagazzuolo e da qui possiamo scendere a San Giuseppe oppure proseguire fino a Chiareggio dall'Alpe Pirolina. In certi punti il sentiero è leggermente nascosto dalle alte erbe ed è necessario un pò di esperienza per trovarlo. Ottima la vista sulla Valmalenco. *Fonte: sondrioevalmalenco.it* \[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutto sulla Valmalenco »](http://www.montagnenostre.net/valmalenco/) **Categorie:** Itinerari **Tag:** Lagazzuolo, Primolo, Valmalenco --- ### [Il percorso sull'Everest](https://www.montagnenostre.net/il-percorso-sulleverest/) **Published:** Novembre 25, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Vi mostriamo le rotte verso vetta dell'Everest e il pericolo in alta montagna. ![Everest Routes](http://thumbnails-visually.netdna-ssl.com/everest-routes_502928bd5a7ae_w906.jpg)by [adolfux](http://lasombra.blogs.com?utm_source=visually_embed). *Fonte: Visual.ly - Autore: Adolfux* **Categorie:** Itinerari **Tag:** Everest, Himalaya, infografica, montagna, percorso --- ### [Riserva Naturale Lago di Cornino](https://www.montagnenostre.net/riserva-naturale-lago-di-cornino/) **Published:** Aprile 12, 2015 **Author:** Redazione **Content:** La **Riserva naturale** si trova all’estremo margine sudorientale delle Prealpi Carniche, con l’ampio alveo del Fiume Tagliamento che la separa dalle Prealpi Giulie, dalle fasce collinari e dall’alta Pianura friulana. Ha una superficie di **487 ettari** ed è inclusa nei territori dei comuni di Forgaria nel Friuli e Trasaghis; occupa buona parte dell’alveo del Tagliamento compreso tra l’abitato di Peonis e il ponte in prossimità di Cornino, per una lunghezza complessiva di quasi sei chilometri. Include prati e coltivi limitrofi agli abitati e si estende verso ovest interessando l’ampio anfiteatro roccioso sopra Somp Cornino, il lago e le ripide pareti e i coni detritici che, a nord, separano il Tagliamento dai rilievi. Pur raggiungendo quote modeste, i dislivelli sono rilevanti e vanno dai 170 metri sul livello del mare del fiume agli oltre 700 metri dell’altopiano di Monte Prat. L’area è caratterizzata da un’elevata diversità ambientale e da rilevanti valori naturalistici. La morfologia e l’esposizione dei rilievi, la presenza del fiume, nonché l’importanza dal punto di vista biogeografico del settore prealpino orientale, determinano situazioni faunistiche e vegetazionali di estremo interesse, con specie animali e vegetali presenti spesso al limite del loro areale di distribuzione. Le specie termofile, legate agli ambienti caldi, sono favorite dalle peculiari condizioni climatiche, con grande sviluppo della vegetazione xerofila (amante degli ambienti aridi) delle rocce e dei ghiaioni, oltre a quella delle golene del Tagliamento, di cui uno degli aspetti più interessanti è legato alla presenza del Leccio (Quercus ilex) nelle zone rocciose. La morfologia carsica conferisce un aspetto aspro e selvaggio. La zona si caratterizza per il grande sviluppo delle pareti rocciose calcaree, per i conoidi detritici e le frane che raggiungono l’ampio greto del Tagliamento. Il fiume, elemento di notevole interessante dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, ha un corso lungo circa 170 Km protetto solo nella parte compresa nella Riserva. Il Tagliamento è definito, nel primo Rapporto sullo stato delle Alpi (CIPRA, 1998), il “re dei fiumi alpini”, poiché rappresenta una tipologia di paesaggio ormai quasi del tutto scomparsa dall’Europa centrale ed è l’unico fiume a poter disporre ancora del suo alveo naturale. In una vasta depressione, tra coni detritici e corpi di antiche frane, si è formato il Lago di Cornino, caratterizzato da una particolare trasparenza delle acque di colore verde-azzurro. Nella Riserva, negli anni Ottanta, è stato avviato un progetto di conservazione del Grifone (Gyps fulvus) che ha portato alla creazione di una colonia nidificante. Sono state inoltre promosse iniziative di sperimentazione e ricerca scientifica, volte anche all’ ottenimento di benefici dal punto di vista della divulgazione e della fruizione turistico-naturalistica. Il centro visite costituisce il punto di riferimento principale della Riserva; qui partono vari itinerari e vengono forniti strumenti di interpretazione ed informazioni relativi ai vari aspetti del territorio e alle attività in atto. La gran parte delle iniziative si collega al Progetto Grifone, che rappresenta uno dei fattori di maggior interesse dell’area protetta. *Fonte: riservacornino.it* \[accordion\] \[toggle title="DESCRIZIONE DEL LAGO"\] Il Lago di Cornino è un piccolo specchio d’acqua che ha avuto origine durante il ritiro dei ghiacci avvenuto circa 10000 anni fa. In tale periodo numerose ed imponenti franesi verificarono lungo i fianchi delle valli (fino a quel momento lisciate dall’ azione del ghiacciaio) che improvvisamente vengono private del sostegno rappresentato dalla stessa massa di ghiaccio. L’attuale morfologia è il frutto di una di queste frane con un cordone più esterno che racchiude una depressione a monte. Il fondo di questa depressione è più basso di quasi una decina di metri rispetto al greto del Tagliamento e le acque della falda freatica della Piana di Osoppo vi si riversano attraversando i sedimenti permeabili dell’antica frana. Queste acque sono facilmente distinguibili da quelle provenienti dalle Prealpi per una “traccia” chimica che le contraddistingue: provenendo dal bacino del Tagliamento esse si caricano di solfato di calcio ricavato dalla dissoluzione dei gessi che abbondano nel suo bacino, mentre sono assenti nei bacini prealpini. Al lago giungono pure acque di diversa origine che provengono dall’altipiano di Monte Prat. La pioggia che qui cade viene completamente assorbita dalle doline e dagli inghiottitoi e va ad alimentare una circolazione di natura carsica in grado di attraversare tutta la massa di rocce calcaree. Ma al di sotto dei calcari vi è un substrato di arenarie e marne che, non essendo calcaree, non presentano il fenomeno del carsismo e sono sostanzialmente impermeabili. La loro presenza impedisce quindi alle acque di proseguire verso il basso, provocandone un accumulo. Per tale motivo il contatto calcari-arenarie è sempre caratterizzato da una serie di sorgenti di varia portata. Anche se non visibili, queste sorgenti carsiche alimentano sicuramente anche il lago, diluendo così le acque provenienti dal Tagliamento. Ciò fa in modo che il livello del lago sia leggermente al di sopra della quota della falda freatica presente nella Piana di Osoppo. Questa situazione produce un flusso idrico superficiale che alimenta una serie di sorgenti perenni poste alla base delle colline che circondano il lago, sul lato rivolto verso il Tagliamento. Tali sorgenti danno origine a un corso d’acqua che lambisce l’abitato di Somp Cornino, arricchendolo con un ambiente naturale ancora ben conservato. Il lago supera appena i 140 metri di lunghezza e gli 8 m di profondità. Non possiede né immissari né emissari, ma la circolazione idrica sotterranea è tale da consentire comunque un rapido ricambio delle acque. Da qui la sua particolare trasparenza e le scarsissime variazioni di temperatura (che generalmente oscillano tra i 9-11 °C) nel corso dell’anno (omeotermia). Tali caratteristiche permettono di classificarlo come lago oligotrofico in quanto povero di sostanze nutritive. Il fondo è popolato da alghe verdi che formano fitte praterie subacquee, mentre le rocce sono colonizzate da alghe azzurre. La scarsità di nutrienti presenti e la bassa temperatura delle sue acque riducono notevolmente le possibilità di vita al suo interno. La fauna ittica presente è scarsa e legata ad immissioni di Ciprinidi e Salmonidi ma sicuramente interessante risulta la presenza del Gambero di fiume (Austrapotamobius pallipes). *Fonte: riservacornino.it*\[/toggle\] \[toggle title="ITINERARI"\] **SENTIERO DEL LAGO****Tempo di percorrenza:** 40-50 minuti (compreso il ritorno) **Inizio:** dal Centro Visite Il sentiero didattico del Lago di Cornino inizia in prossimità dell’entrata del centro visite, costeggia un muro di sostegno per raggiungere in breve un’area attrezzata con tavoli e panchine all’ombra di un boschetto di ornielli, roverelle e robinie. Il tracciato prosegue scendendo lungo una scala in legno scendendo poi nella conca del lago, che si può costeggiare sul lato a monte. Qui si può osservare una vegetazione a scotani, terebinti e lecci, tipica di questi antichi depositi di frana costituiti da caratteristici massi calcarei in cui abbondano i fossili (Ellipsactinia). Tempo di percorrenza (compreso il ritorno) circa 40-60 minuti. Superando la strada provinciale si può scendere nell’ampio alveo del Fiume Tagliamento, oppure salire sul promontorio appena a est della strada, dove c’è un punto di osservazione che offre un bellissimo panorama sui rilievi della Riserva e sull’ampio alveo del fiume. **SENTIERO SOMPCORNINO – LEDRANIA – PEONIS****Tempo di percorrenza:** 2 ore e mezza **Dislivello:** 450 m **Lunghezza:** 5 km circa Sentiero CAI 817, 818 **Inizio:** abitato di Sompcornino **Sbocco:** abitato di Peonis L’itinerario completo ha una lunghezza di circa 5 km e un dislivello di 450 m e si percorre in circa due ore e mezza. La salita si svolge in un ambiente selvaggio con vasti ghiaioni e zone rupestri. Il sentiero è ben segnalato (n. 817) e inizia nell’abitato di Somp Cornino (170 m s.l.m.). Si superano rapidamente le ultime case percorrendo tratti con boscaglie e macchie alberate. Bellissimi muretti a secco in pietra bordano il percorso, testimonianze delle pratiche agricole tradizionali. Più in alto si incontrano ampie radure, con macchie di vegetazione arborea costituita in prevalenza da carpino nero, roverella, orniello, corniolo e nocciolo. L’ambiente vario favorisce la presenza di numerose specie animali, quali il capriolo, il tasso e, tra gli uccelli, l’averla piccola, le cince e numerosi altri Passeriformi. Superati, dopo 15-20 minuti, due bivi, si giunge in breve su vasti pendii detritici. Il sentiero sale con numerosi tornanti, quasi sempre tra bellissimi muretti che ospitano una flora particolare e ricca di piante aromatiche quali Satureia variegata e Micrometria thymifolia. E’ l’ambiente preferito dalla vipera dal corno, dalla lucertola muraiola, dallo zigolo muciatto e dal succiacapre, oltre che da micromammiferi e Insetti come farfalle e cavallette. Il tracciato continua a salire, avvicinandosi ad ambienti rupestri utilizzati quali posatoi da rapaci e Corvidi. Tutto il percorso consente, infatti, di ammirare il maestoso volo dei grifoni, che, assieme ai corvi imperiali e a numerosi altri rapaci diurni, compiono spettacolari evoluzioni aeree. Nella parte terminale i versanti rocciosi sono più ripidi e rivestiti da una vegetazione arborea con caratteristiche macchie sempreverdi di leccio, particolarmente vistose durante l’inverno. Il percorso procede con lunghe gradinate in pietra fino a giungere, dopo circa un’ora, in prossimità di una croce in legno, sulla strada presso il Borgo Ledrania di Conino. Dopo aver disceso per un centinaio di metri la strada asfaltata, si imbocca a sinistra l’evidente sentiero che conduce agli Stavoli Pecol dai Zochs (segnavia n°818) attraversando radure erbose circondate da fitta boscaglia. Sui prati ormai abbandonati si possono ammirare splendide fioriture primaverili di narcisi e asfodeli o, in estate, le vistose peonie e le fragranti frassinelle. Questo tratto di sentiero offre pure ampi panorami sulla Piana di Osoppo, l’Anfiteatro Morenico e le Prealpi Giulie. Poco prima degli Stavoli, il sentiero percorre la sommità del cordone morenico che segna la massima espansione del ghiacciaio del Tagliamento avvenuta circa 20.000 anni fa. Frequenti sono qui i massi costituiti da rocce “esotiche” provenienti dalla Catena Carnica e ben riconoscibili per la vivace colorazione e la presenza di ciottoli arrotondati di selce. La discesa a Peonis si svolge lungo una comoda mulattiera ombreggiata da una fitta boscaglia termofila. Fonte: *riservacornino.it* \[/toggle\] \[toggle title="ALTRE INFORMAZIONI"\] **Per informazioni chiedere a:***Centro Visite “Progetto Grifone”*tel/fax 0427 808526 e-mail: *Comune di Forgaria nel Friuli*tel. 0427 808137 fax. 0427 808136 *Ufficio comunale IAT e Pro Loco Forgaria*tel. 0427 809091 fax. 0427 809610 \[/toggle\] \[/accordion\] [Vedi tutti gli itinerari »](http://www.montagnenostre.net/category/itinerari-2/) **Categorie:** Itinerari **Tag:** Friuli Venezia Giulia, Prealpi Carniche, Prealpi Giulie --- ### [Decalogo antivalanga, 10 consigli](https://www.montagnenostre.net/decalogo-antivalanga-10-consigli/) **Published:** Gennaio 8, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); ##### L’arco alpino ha la febbre. L’anomala situazione meteorologica che perdura con grandi oscillazioni di temperature da novembre obbliga alla massima attenzione gli appassionati del fuoripista. La criticità maggiore è legata a un manto nevoso che poggia su terreno non gelato: la scarsa aderenza provoca colate, slavine e valanghe. E’ bene seguire alcune regole. 1. Non avventurarsi da soli. Prima di intraprendere qualsiasi gita in alta montagna è bene affidarsi alle guide alpine. 2. Seguire il bollettino meteo e valanghe con il quale vengono indicate le aree a rischio e l’indice di pericolo di distacco spontaneo o provocato di masse nevose. 3. Evitare le zone sottovento e i canali che sono le vie naturali dove si scarica la neve in eccesso. 4. Attenzione alle aree più innevate che proprio in questo periodo di scarsità di innevamento sono le più pericolose perché di solito indicano un accumulo dovuto all’azione del vento. La neve trasportata dal vento è quella più soggetta a improvvisi crolli, anche spontanei. 5. Evitare i pendii dove è evidente lo sbalzo termico per la presenza di superfici molto più esposte all’azione solare. 6. Scegliere itinerari che consentano le discese prima che i raggi solari scaldino la superficie nevosa. 7. Attenzione particolare per le rocce affioranti che accumulano calore e possono provocare nelle vicinanze colate che provocano slavine o valanghe. Non scegliete zone che non conoscete. 8. Se si è in gruppo scendere uno alla volta per evitare di caricare in modo pericoloso le zone più a rischio del pendio. E’ comunque buona norma non affrontare mai gite in gruppi numerosi. 9. Per chi è in pista e vuole affrontare una discesa in neve fresca, attenzione al fondo che può nascondere insidie quali sassi o rocce. Il terreno non gelato aumenta il rischio. 10. Mettete nel vostro zaino l’Arva, una pala e la sonda per la ricerca sotto la neve. Ricordatevi che questi sono attrezzi che possono salvare la vostra vita e quella degli altri, ma non per questo dovete prendere dei rischi. *Fonte: lastampa.it - Autore: Enrico Martinet* **Categorie:** In Montagna **Tag:** Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza, Valanghe --- ### [Vipera Aspis tra leggenda e realtà: le vipere volanti](https://www.montagnenostre.net/vipera-aspis-tra-leggenda-e-realta-le-vipere-volanti/) **Published:** Giugno 30, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Tra le storie più bizzarre e diffuse vi è quella del **LANCIO DI VIPERE** da elicotteri o piccoli aerei. Più volte mi è capitato di ascoltare racconti di persone convinte: per motivi di ripopolamento la Guardia Forestale, le Associazioni Ambientaliste, il WWF o personaggi misteriosi, svolgerebbero periodicamente delle immissioni di vipere in questa o quella zona. I rettili verrebbero messi in appositi sacchetti o contenitori con apertura automatica al contatto con il suolo. Il lancio avverrebbe dall’elicottero. I racconti più audaci parlano anche del ritrovamento di contenitori rimasti chiusi e contenenti centinaia di vipere morte. Una variante, di questa che a tutti gli effetti è diventata ormai una leggenda metropolitana conosciuta in quasi tutta Italia, da la responsabilità dei lanci alle case farmaceutiche. Il loro scopo sarebbe quello di prelevare il veleno a fini medicinali. E’ inconcepibile da un punto di vista scientifico un ripopolamento effettuato in tale modo. I serpenti non sono animali di gomma e l’impatto con il suolo risulterebbe fatale per molti. Anche da un punto di vista realizzativo si tratterebbe di un metodo piuttosto insensato per costi e modalità, inoltre non è mai emersa alcuna prova obiettiva di nessun lancio di rettili. Trattasi di una **diceria FALSA**, la classica bufala. *Fonte: lindifferenziato.com* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende di Montagna, montagna, Racconti e Leggende --- ### [La Leggenda del Monte Disgrazia](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-monte-disgrazia/) **Published:** Maggio 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Lo chiamavano Pizzo Bello perché pascoli lussureggianti lo coprivano in perpetuo. I pastori non si stancavano mai di guardare la bella montagna e di ammirarla. Un giorno un mendicante stanco ed affamato chiese loro un po’ d’ospitalità ma essi lo cacciarono: intenti a rimirare lo splendore del monte non avevano altri occhi che per lui. Quel mendicante alzò allora una mano, una mano terribile, e maledisse la montagna tanto più cara al loro cuore che l’amore di Dio: le fiamme l’avvolsero bruciandola fino alla vetta e il grande bagliore accecò i pastori. Da allora è chiamato Disgrazia e le sue rocce sono rosse e l’erba più non vi cresce; i pastori però hanno dato l’antico nome ad una cima più modesta per consolarsene e per potere venerare di più la gloria del Signore. \[accordion\] \[toggle title="VEDI ITINERARIO DALLA VALMASINO" state="opened"\] **DISLIVELLO:**600 m fino al rifugio; 1100 m dal rifugio alla cima. **DURATA:**2 ore fino al rifugio; 4/4,30 ore dal rifugio alla cima; 2,30/3,30 ore la discesa fino al rifugio. **DIFFICOLTA’:** PD/PD+ **ANDATA**Dal parcheggio al termine della strada (1950 m circa), nei pressi dell’Alpe Preda Rossa, si prende (cartelli indicatori per il Rifugio Ponti) il largo tracciato che in pochi minuti porta allo splendido piano acquitrinoso di Preda Rossa (1955 m), cui fa da sfondo la bella mole del Monte Disgrazia. Si attraversa tutto il piano tenendosi sulla sua destra orografica e sfruttando alcune passerelle in legno. Quindi si raggiunge il pianoro superiore e, pressoché al suo inizio, si inizia a salire a sinistra con alcuni tornanti fino a raggiungere una sorta di grande terrazzo morenico lungo il quale, con un lungo traverso in direzione Nord-Nord-Est, si raggiunge il Rifugio Ponti (ore 2 dal parcheggio di Preda Rossa; lungo il percorso si trovano segnavia bianco-rossi). Dal Rifugio Ponti si segue un sentiero che, praticamente in piano e verso Ovest, raggiunge il filo della morena laterale destra del Ghiacciaio di Preda Rossa (lungo il sentiero ci sono molti segnavia bianchi e bianco-rossi, facilmente individuabili anche alla luce della pila frontale). Si segue il filo della morena (in alcuni tratti un po’ esposto a destra), percorso da un buon sentierino. Al termine della morena (ometto) si piega a sinistra e si risale una zona di massi (qualche ometto) puntando alla base della verticale fascia di rocce che delimita il lato destro orografico del ghiacciaio. Proseguendo ora lungo il ghiacciaio, se ne affronta il tratto più ripido tenendosi piuttosto a sinistra, verso la fascia di rocce, per evitare gli eventuali insidiosi crepacci che caratterizzano questo tratto. Quando la pendenza diminuisce, si arriva a una sorta di ripiano sotto l’ampia Sella di Monte Pioda (3387 m). Se le condizioni di innevamento lo permettono, non è necessario raggiungere la sella: è più conveniente spostarsi verso destra e risalire un evidente ripido canalino (40°) che porta sulla cresta O.N.O. del Monte Disgrazia a monte di una torre di roccia un po’ rotta (ore 2,30 dal Rifugio Ponti). Se invece si raggiunge la sella, la torre va aggirata sul versante di Preda Rossa. Una volta raggiunta la cresta, se ne percorre il filo che alterna tratti di roccia e tratti di neve a volte ripidi (quasi subito se ne affronta uno inclinato a 40° che in caso di ghiaccio può opporre qualche difficoltà) e a volte aerei ed esposti (attenzione alle eventuali cornici). Le rocce sono di un buon serpentino rossastro e incise dai segni delle punte dei ramponi; i passaggi sono brevi e non superano il II grado. Il percorso è evidente e intuitivo. Infine, superato un masso di 5 metri inciso da tacche artificiali (II/II+; è il cosiddetto Cavallo di bronzo), si affronta l’ultimo breve tratto di cresta affilata che conduce sull’esile cima dove si trova un segnale trigonometrico dell’IGM (ore 1,30/2 dall’inizio della cresta). **RITORNO**Si effettua lungo il medesimo itinerario in ore 2,30/3,30 fino al rifugio a seconda delle condizioni; in ore 1,30 dal rifugio al parcheggio di Preda Rossa. \[/toggle\] **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Monte Disgrazia, Racconti e Leggende, Rifugio Ponti, Valmalenco, Valmasino --- ### [La leggenda del Pizzo Scalino](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-pizzo-scalino/) **Published:** Maggio 19, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); A Caspoggio lo sanno bene che il Pizzo Scalino non è una montagna, lo sanno da sempre e conoscono quale è il momento esatto in cui si manifesta nella sua vera essenza. Alla mezzanotte, quando il plenilunio imbianca lo spettrale ghiacciaio, una campana nascosta sulla vetta suona pesanti rintocchi. In quel momento la montagna diventa un grande castello che sulla cima del suo torrione inalbera una croce sfolgorante di luce nella notte. Il maniero si illumina, si anima, mentre sul ghiacciaio corrono saettanti cavalli, montati da cavalieri, spettrali figure avvolti in neri mantelli svolazzanti. Soltanto quando la luna arriva a toccare il profilo del cupo castello tutto ritorna lentamente nell’ombra e nel silenzio. Ma gli abitanti di Caspoggio e i mandriani di Campascio, di Prabello, di Campagneda hanno visto ben di peggio. Nelle terribili notti in cui sulla montagna infuria la tempesta i cavalieri morti corrono sui loro scheletrici cavalli in corsa pazza sulle creste spazzate dal vento, urlando spaventosamente, scontrandosi tra loro in furibonde battaglie, illuminate dal bagliore dei fulmini. Meglio allora chiudere bene le porte della baita e ritirarsi nel letto pregando fervidamente Iddio. A testimonianza, a valle del ghiacciaio dello Scalino, sotto il Piz Cancan, esiste ancor oggi il Plan Tempesta. \[accordion\] \[toggle title="VEDI ITINERARIO PER IL PIZZO SCALINO" state="opened"\] **ANDATA****Si sale con l’auto da Franscia fino quasi a Campo Moro** (m.1900); dove parte il sentiero per l’alpe Campascio e Campagneda, si lascia l’auto in un piccolo parcheggio sulla destra e messi gli sci si sale per un primo tratto lungo la strada e poi lungo un largo sentiero che conduce tra i boschi fino all’alpe Campascio (m.2078), dove si possono ammirare delle bellissime baite in legno, e poi all’alpe Campagneda (m.2145); qui si può già vedere sulla destra la caratteristica ed imponente vetta del pizzo Scalino (m.3323); si procede sempre in direzione est fino a quando ci si trova sotto i ripidi **bastioni del Cornetto (m.2848)** da salire con prudenza se c’è troppa neve e sempre con larghe diagonali a zig zag. Giunti così ad una specie di bocchetta si apre davanti agli occhi il ghiacciaio ed oltre il pizzo Canciano che svetta all’orizzonte; ci si porta allora sulla destra e si sale in direzione sud-est con prudenza fino al crepaccio terminale, che spesso è chiuso dalla neve e si supera con facilità. **Abbandonati gli sci si può salire sulla cresta** con una breve arrampicata e poi sempre in cresta ci si porta sulla cima dominata da una grande croce. Si raccomanda prudenza soprattutto nell’ultimo tratto e la dotazione di piccozza, ramponi e corda. Strada alternativa di salita può essere quella che porta al Cornetto non per la via più ripida ma attraversando il passo di Campagneda (m.2626) da cui poi si sale a destra (dopo una breve discesa) lungo il ghiacciaio. Il passo di Campagneda può anche diventare la meta finale di un itinerario più tranquillo e riposante. Altra variante di salita per il Cornetto, o meta finale di una breve passeggiata può essere quella che dall’Alpe Campascio porta a Prabello e al rifugio Cristina, alpeggio che d’inverno sotto la neve diventa un luogo incantato e silenzioso dove ci si aspetta di veder comparire da un momento all’altro gnomi e folletti insieme ai loro amici animali dei boschi. **RITORNO**Per la via di salita oppure se si è provveduto in merito, posizionando un auto a Selva, si può anche scendere in direzione del passo di Canciano e poi in Svizzera. Altra possibilità è quella di scendere fino al passo di Campagneda e poi lungo la val Poschiavina fino al lago di Gera, dove però spesso è un po’ problematico per presenza di ghiaccio e accumuli di neve, l’accesso alla diga da cui si deve poi discendere fino a Campo Moro per riprendere l’auto. Fonte: *sondrioevalmalenco.it* \[/toggle\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/ITI\_pizzoscalino.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Itinerari, Pizzo Scalino, Racconti e Leggende --- ### [Leggenda del Lago di Sasso, dove il diavolo ci mise lo zampino](https://www.montagnenostre.net/leggenda-del-lago-di-sasso-dove-il-diavolo-ci-mise-lo-zampino/) **Published:** Maggio 19, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Il Lago di Sasso è un affascinante specchio d’acqua che sorge a 1990 metri di quota ai piedi del Pizzo Tre Signori, in Alta Val Biandino, nel cuore delle Orobie. Prende il nome da un grosso masso che sorge fra le sue acque, e che secondo la leggenda, sarebbe in realtà di un pastore tramutato in sasso dal demonio. Il pastore si chiamava “Ransciga”. Era un solitario. Amava starsene in montagna con le sue capre, senza essere disturbato da nessuno. Mentre si trovava sul Pizzo Tre Signori con il suo gregge, gli capitava di non vedere anima viva per intere settimane. Un giorno, però, un’altra creatura catturò la sua attenzione. Si trattava di un enorme uccello nero, che volava in cerchio proprio sopra la cima del Pizzo, senza nemmeno muovere le ali. Ransciga, che conosceva bene quelle montagne e gli animali che le abitavano, rimase a bocca aperta. Mentre lo osservava, l’uccellaccio parve notarlo. Arrestò il volo e si diresse in picchiata verso il pastore, che per un pelo non venne ghermito. Si rifugiò prima dietro un masso e poi nel suo “casotto”, da cui uscì poco dopo armato di fucile. Attese il ritorno del volatile e gli sparò senza esitazione. L’uccello, fu colpito al petto. Emise un urlo terribile, quasi umano, si infiammò, e la palla di fuoco si schiantò nella piana del torrente Troggia con un frastuono tremendo. Si levò una nebbia giallastra e un odor di zolfo invase l’intera Valle. Il pastore, incredulo, scese a controllare. Il fumo proveniva da un’enorme buca a cui Ransciga si affacciò. Dal fondo uscì una voce d’oltretomba che disse: “Io torno all’inferno, ma tu resterai per sempre dove ti trovi adesso”. “Il diavolo”. Questo pensiero fu l’ultimo a passare nella mente del povero pastore, che un secondo dopo fu trasformato in pietra. La buca, col tempo, si riempì d’acqua formando il lago, dal quale ancor oggi emerge il grande masso che un tempo fu Rasciga. Nella valle, da allora, regnò la pace. Qualcuno dice che il fragore e la buca provocati dalla caduta della palla di fuoco furono in realtà causati da una grossa frana scesa dal versante sinistro dell’alta val Biandino secoli addietro. La frana avrebbe sbarrato il corso del torrente Troggia creando il lago. *Fonte: montagna.tv* \[accordion\] \[toggle title="VEDI ITINERARIO PER IL PIZZO TRE SIGNORI" state="opened"\] Per gustare questa pace e questo silenzio dobbiamo salire fino ai 1992 metri del lago. L’itinerario più consueto parte dal rifugio Madonna della Neve di Val Biandino (m. 1595), che si raggiunge da Introbio, in Valsassina, ma ne esiste uno, più lungo ma di grande suggestione panoramica, che parte dalla Val Gerola. Percorsa, da Gerola Alta, la strada per Castello e Laveggiolo, portiamoci fino al parcheggio di Laveggiolo (m. 1471), e qui lasciamo l’automobile. Dirigiamoci, poi, verso il rifugio di Trona Soliva, segnalato da diversi cartelli: attraversata (seguendo una pista carrozzabile o un più breve sentiero) la bassa val Vedrano, dobbiamo lasciare, seguendo un cartello, la pista sterrata per imboccare un sentierino che sale per un tratto ripido, prima di iniziare, con qualche saliscendi, la traversata del fianco alto della valle della Pietra, fino ai 1907 metri del rifugio (che possiamo raggiungere anche salendo direttamente da Gerola per la valle della Pietra, ma questo renderebbe assai più faticosa l’escursione). Proseguiamo verso la bocchetta di Trona (in direzione sud-sud-ovest, seguendo il sentiero che, salendo gradualmente, aggira un dosso e ci porta ai piedi di un largo vallone, che culmina alla sella della bocchetta, posta a 2092 metri). Il sentiero ci permette di ammirare un ottimo panorama sulla valle di Pescegallo e sui pizzi di Trona e dei Tre Signori, a destra della diga di Trona. Il pizzo di Trona, in particolare, appare imponente e massiccio, mentre più defilato rimane, alla sua destra, il pizzo dei Tre Signori, che pure è più famoso e più alto. Raggiunta la bocchetta, a 2092 metri, soffermiamoci ad ammirare il panorama sul versante retico, dove si distinguono, da sinistra, il pizzo Cengalo, i pizzi Gemelli, i pizzi del Ferro, la cima di Zocca, le cime di Castello e Rasica, i pizzi Torrone, il monte Sissone ed il monte Disgrazia, che si distingue per la mole imponente. Oltre la bocchetta, siamo in alta val Varrone, dominata dal pizzo omonimo. Quella che in realtà è la vetta del pizzo sembra una cima secondaria di fronte all’inconfondibile dente. Seguendo le indicazioni per il rifugio S. Rita, scendiamo per un tratto verso sinistra, per poi proseguire, sempre verso sud-est, con una lunga traversata, a quota 2020-2040, fino alla bocchetta della Cazza, dove si trova, a 2000 metri, il rifugio S. Rita. Vale la pena di ricordare che il tratto dalla bocchetta di Trona al rifugio ha un rilevante interesse storico, poiché appartiene all’antichissima Via del Bitto che collegava la Valtellina al lecchese. Poco prima di raggiungere il rifugio, troviamo una deviazione, segnalata da cartelli, che ci fa imboccare un sentiero che taglia il fianco montuoso e scende gradualmente al Baitello del Lago (m. 1844). Seguendo le segnalazioni saliamo poi verso il ripiano terminale della val Biandino, dominato, in alto, dal Pizzo dei Tre Signori. Passiamo poi a valle del fianco montuoso che, alla nostra sinistra, mostra un imponente movimento franoso, di cui ora conosciamo l’origine. Alla fine appare, bellissima, la meta, che dal sentiero abbiamo solo intravisto per un breve tratto, e che ora invece si mostra in tutta la sua bellezza: il lago di Sasso (m. 1922). Lo spettacolo che si offre al nostro sguardo ripaga ampiamente le oltre tre ore e mezza di cammino necessarie per giungere fin qui, superando poco più di 700 metri di dislivello in salita. Una nota di tristezza vela però questa pura gioia per gli occhi: il destino del laghetto, anche se in tempi che superano di gran lunga quelli in cui si misura l’esistenza dell’uomo, è segnato, in quanto i depositi alluvionali che vi si raccolgono finiranno per interrarlo. Quando ciò accadrà, forse anche allo sventurato Ransciga sarà concesso di uscire dalla sua prigione di pietra. Nel frattempo possiamo trovare il racconto che della sua leggenda ha fatto Giulio Selva nel volume “Il pizzo dei Tre Signori”, di Angelo Sala (ed. Bellavite, 2002). *Fonte: waltellina.com | Autore: M. Dei Cas* \[/toggle\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** \[sgpx gpx="/wp-content/uploads/gpx/ITI\_PizzoTreSignoriCanalettoLagoDiSasso.gpx"\] **\[mks\_separator style="solid" height="1"\]** **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Orobie, Pizzo Tre Signori, Racconti e Leggende --- ### [La leggenda del Turriglion](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-del-turriglion/) **Published:** Maggio 19, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Tra le morene alla base della Vedretta di Cancian e del Pizzo Scalino, in versante svizzero, gli alpigiani grigioni dell’Alpe Cancian, di Quadrada, del Palù Grand sanno di non avvicinarsi soli nelle notti di maltempo al Turriglion, monolite roccioso di forme turrite. Potrebbero staccarsi delle pietre e colpirli mortalmente. All’epoca delle calate delle orde barbariche dei Lanzichenecchi un armigero disertore, fuggendo, risalì la valle di Cancian. Giunto all’alpe rapì una giovane pastora intenta ad accudire le pecore e la trascinò sul Turriglion. Sorpreso nel sonno il barbaro fu incatenato a lassù morì di stenti, mentre la pastora liberata tornò felice all’Alpe Cancian. Nelle cupe notti di maltempo l’inquieto spirito del barbaro, imprigionato sul monolite roccioso, si vendica facendo rotolare pietre su chi si avventura verso quello che ancor oggi è chiamato il Turriglion, guglia rocciosa in luogo dominante. *Fonte: http://leggendedellavaltellina.blogspot.it* [Vedi itinerario per il Pizzo Scalino »](http://www.montagnenostre.net/?p=611) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Pizzo Scalino, Racconti e Leggende, Valmalenco --- ### [Una storia d’amore all’ombra dei Monti Pallidi](https://www.montagnenostre.net/una-storia-damore-allombra-dei-monti-pallidi/) **Published:** Maggio 21, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **BERGAMO** — Le Dolomiti vengono anche chiamate Monti Pallidi, un nome che affonda le radici in una leggenda che parla di castelli, principi e regni ormai perduti. In un tempo ormai lontano le Dolomiti erano coperte di prati fioriti, boschi lussureggianti e laghi incantati. Tutti gli abitanti erano felici e appagati, l’unico luogo in cui si viveva male era il castello reale. Il figlio del re, infatti, aveva sposato la principessa della Luna, ma i due giovani innamorati erano costretti a vivere eternamente separati. Il principe non tollerava la forte luce della Luna che l’avrebbe reso cieco, la sua amata non sopportava la vista delle montagne e dei boschi che le causavano una tristezza tanto profonda da farla ammalare. L’amore tra i due giovani era più che altro una sofferenza e il principe vagava per i boschi disperato. Un giorno durante una passeggiata incontrò il re dei Salvani, un nano che stava cercando una terra dove far stabilire il suo popolo. In cambio del permesso di abitare con la propria nei boschi, il nano promise di rendere lucenti le montagne del regno in modo da cancellare la depressione della principessa della Luna. Il principe acconsentì e i nani ricoprirono tutte le rocce intessendo i fili della luce di Luna e resero possibile l’amore tra i due principi. *Fonte: montagna.tv – Autore: Antonietta Balducci* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Dolomiti, Monti Pallidi, Racconti e Leggende --- ### [Amori di Pizzo Scalino e Valmalenco](https://www.montagnenostre.net/amori-di-pizzo-scalino-e-valmalenco/) **Published:** Maggio 22, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Pizzo Scalino e Valmalenco erano prima due creature che si amavano e si sposarono e da loro nacque una bella fanciulla, Chiesa. Poi nacque un figlio, Caspoggio. Poi nacque un fanciullo, Lanzada. Chiesa sposò il Mallero e nacque Primolo, un bel ragazzo. Primolo volle metter su casa per conto suo. Fratello di Primolo fu Chiareggio che volle andare a vivere all’ombra dei nonni soprannominati Disgrazia e Ventina. Da questo ceppo nacquero altre creature, i cui nomi recano i paesi della Valmalenco. Quando Dio vide tanta perfezione di sentimenti e tanti affetti, pensò di rendere eterne le creature privilegiate e le trasformò in luoghi, paesi, monti, valli e poggi come a suggellare una fraternità, che il tempo non doveva distruggere. Questa leggenda di Valmalenco, dice come l’altezza e la poesia di amorosi vincoli umani possono restare intatti anche attraverso trasformazioni e trascendenze. *Fonte: http://leggendedellavaltellina.blogspot.it* [Vedi itinerario per il Pizzo Scalino »](http://www.montagnenostre.net/?p=611) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Pizzo Scalino, Racconti e Leggende, Valmalenco --- ### [Il Dente del Gigante](https://www.montagnenostre.net/il-dente-del-gigante/) **Published:** Maggio 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Cormayeur – Leggende** Il gigante, naturalmente, è Gargantua, che, dando disposizioni sulla distribuzione delle varie parti del suo corpo dopo la morte, lasciò un dente alla Valle d‘Aosta: da infiggere, appunto, tra i ghiacci del Monte Bianco. L‘ardita punta si staglia nel cielo e la sua caratteristica sagoma ne fa una delle vette più note. Meno noto, forse, il fatto che in quella possente fortezza si trovino rinchiusi innumerevoli spiriti maligni: tutti quelli che, nei tempi più antichi, imperversavano nella Valle d‘Aosta. A ripulirla dai geni cattivi provvide un mago, giunto da lontano, forse d‘Oriente. Commosso dal disagio della popolazione per i continui tiri di folletti d‘ogni specie, risalì tutta quanta la vallata, pronunciando misteriose parole. Attratti dall‘irresistibile richiamo, gli spiriti dei monti scesero a frotte dalle valli laterali, uscendo come nuvole di corvi dalle radure e dai boschi, dagli anfratti rocciosi e dalle gore dei torrenti, per unirsi ai folletti della piana in un tumultuoso volo che, gonfiandosi, man mano finì con l‘oscurare il cielo. Il mago salì verso l‘alta valle. Docile, con fragore più forte del tuono, la turba malvagia lo seguì passo passo fino alla gigantesca prigione che l‘attendeva, nel deserto di ghiacci del Bianco. Ad uno ad uno gli spiriti vi entrarono, spinti da un‘invincibile forza: e dietro l‘ultimo di essi si richiuse, per sempre, la porta di roccia. Da allora l‘ardita torre del Dente del Gigante regge all‘urto dei geni cattivi, che disperatamente, ma invano, tentano di spezzare l‘incantesimo del mago per poter uscire. *Tratto da:* *“Il fiore del leggendario valdostano” di Tersilla Gatto Chanu Edizioni Emme/Torino* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Cormayeur, Monte Bianco, Racconti e Leggende --- ### [La leggenda della Val Zebrù: la tomba fra i ghiacci](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-della-val-zebru-la-tomba-fra-i-ghiacci/) **Published:** Maggio 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **Zebrusius e il suo eterno sepolcro nel ghiaccio** Una valle tanto importante ed abitata da tempo immemorabile come la Val Zebrù non poteva non avere una propria leggenda locale, che nel suo caso è legata al nome di Johannes Zebrusius, nobile feudatario di Gera Lario, il quale, per scordare un amore non corrisposto, partì per le crociate verso la Terra Santa, restando in medio oriente per quattro lunghi anni. Al suo ritorno fece l’amara scoperta di sapere che la bella Armelinda, di cui era tanto innamorato, era nel frattempo andata in sposa a un castellano di pianura. Così, il giovane Zebrusius pensò bene di fuggire nuovamente per dimenticare, lasciandosi alle spalle il ricordo dell’amata e i luoghi che avevano visto nascere i suoi sentimenti. Forse stanco delle calure medio orientali, si rifugiò fra gli imponenti monti dell’alta Valtellina, nella valle che poi ereditò il suo nome, vivendovi in eremitaggio per trent’anni e un giorno, fino alla morte. In quegli anni Zebrusius aveva avuto tutto il tempo per prepararsi un degno sepolcro, erigendolo ai piedi della vedretta della Miniera, protetto dai ghiacci eterni che per sempre lo avrebbero conservato. Sentendo che l’ora era dunque giunta, l’ormai anziano nobile si sdraiò nell’avello e, grazie ad un ingegnoso meccanismo di tronchi e contappesi, fece calare sopra di sé una gigantesca pietra tombale fatta di bianco calcare dolomitico su cui era inciso il suo nome, tuttora visibile al termine della lingua glaciale della vedretta. *Fonte: http://leggendedellavaltellina.blogspot.it* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Racconti e Leggende, Val Zebrù, Zebrusius --- ### [Il Lago Blu](https://www.montagnenostre.net/il-lago-blu/) **Published:** Maggio 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); A poca distanza dal Giomein, a un paio d‘ore da Valtournenche, in una conca verdissima, tra pendici coperte d‘erica rosata e di rododendri vermigli , tra macchie d‘abeti bui, si stende un piccolo lago alpestre. E’ il “Lago Blu“, chiamato così per il colore delle sue acque , intensamente cerulee, di una tinta che ricorda quella della turchese e che deriva da un minerale presente sul fondo. La piramide del Cervino si riflette nel limpido specchio delle acque, con magico effetto; dalla riva, guardando nel fondo, si scorgono alcuni tronchi distesi, simili a travi d‘un tetto: essi richiamano alla mente la malinconica leggenda del lago. In un tempo lontano, dove ora è il lago sorgeva una bella casetta, dimora di una famiglia di pastori. Essi però non erano buoni né caritatevoli e anche la donna, la sposa, aveva un cuore duro e crudele. Un giorno alla porta della casa si presentò un misterioso pellegrino: aveva il volto pallido e stanco, le vesti lacere, a brandelli, e si appoggiava affranto a un grosso bastone nodoso. La donna , che era andata ad aprirgli, lo squadrò da capo a piedi con diffidenza palese. – Cosa vuoi? – gli chiese con voce dura. – Per amor di Dio, – mormorò il viandante – dammi un po’ di polenta e un po’ di siero di latte……. Quello che il poveretto chiedeva era ben poca cosa. Ma la pastora avara e spietata rispose in malo modo: – Vattene, non ho nulla per te. – e gli voltò le spalle. Il più piccino dei suoi bimbi aveva assistito alla scena e aveva provato una stretta al cuore, di dolore e di pietà. Entrò in casa, andò a prendere la scodella di latte destinata alla sua colazione e fece per porgerla al pellegrino. Ma i familiari si opposero e in atto di scherno diedero al viandante una ciotola piena d‘acqua sporca. Il poveretto si allontanò sconsolato, mormorando oscure parole… *Tratto da:* *“Il fiore del leggendario valdostano” di Tersilla Gatto Chanu Edizioni Emme/Torino* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Cervino, Racconti e Leggende, Valtournenche --- ### [Bianco, leggenda di un monte maledetto](https://www.montagnenostre.net/il-monte-bianco/) **Published:** Maggio 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Spiriti maligni, diavoli, geni nefasti. La leggenda che aleggia intorno alla cima regina delle Alpi vuole che nel ventre del Monte Bianco si annidino gironi di creature malefiche che nel corso dei secoli sono state confinate lì da celebri santi. Senza mai trovare pace, proverebbero di continuo a sfondare le pareti della montagna nel tentativo di tornare a dominarla. Valanghe mortali, crepacci immensi, temperature rigide e insidie d’ogni tipo gli avevano fatto guadagnare il nome di "Mont Maudit" (monte maledetto). Un monte che non si accontentava di mietere vittime, di riversare a valle rocce e ghiacci. Ma che ad un certo punto, stregato dagli spiriti che lo dominavano, aveva piano piano inghiottito tutto ciò che lo circondava – pascoli, abitati, boschi e creature – con un’immensa coltre di gelo. E questa non è una leggenda: dal 1300 in poi, colate di ghiaccio si estesero del Monte Bianco fino a valle per chilometri e chilometri. Era l’inizio della Piccola Età Glaciale. Gli abitanti dei villaggi che sorgevano all’ombra dei suoi versanti, terrorizzati, cercavano di sopravvivere e in ogni modo di placare le sue ire. Era gente di cuore, ospitale, generosa. Un popolo, insomma, che era tutto il contrario di quella montagna perfida e dall’aura oscura, che inghiottiva chiunque e qualunque cosa avesse intorno. Fu forse per questa bontà che la maledizione del Mont Maudit, un bel dì, ebbe fine. Si risolse per merito di buon’anime, di santi celebri, di spiriti benefici, che nei secoli si succedettero nell’abitare o soggiornare ai piedi della montagna. Personaggi che pian piano indebolirono le forze del male e spianarono la strada ad un potente mago che, sotto le spoglie di un semplice viandante, grazie ad un incantesimo rinchiuse tutte le creature sataniche nel possente torrione del Dente del Gigante, conosciuto storicamente anche con il nome di "Gargantua". San Francesco di Sales, vescovo della valle dell’Arve, nel XVII secolo prese ad indicarlo nei suoi scritti con il beneaugurante nome di "Mont Blanc". Un nome che venne adottato dai cartografi, e poi dagli scrittori, e infine dal sapere popolare. E che alla fine fece scendere davvero un’aura candida su questa maestosa montagna, vero emblema di tutto l’arco alpino. Ma attenzione. Gli spiriti del male, da lassù, non se ne sono andati per sempre. Sono solo sepolti tra le rocce e le nevi perenni del massiccio. E il loro disperato scalpitare continua a provocare l’aprirsi di gole o la caduta di valanghe sui versanti della montagna. *Fonte:* *montagna.tv - Autore: Sara Sottocornola* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Monte Bianco, Racconti e Leggende, Valanghe --- ### [La ninfa e i mille colori del lago di Carezza](https://www.montagnenostre.net/la-ninfa-e-i-mille-colori-del-lago-di-carezza/) **Published:** Maggio 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **NOVA LEVANTE, Bolzano** — I mille colori del lago di Carezza, con le sue sfumature dal verde al cobalto, dall’indaco al violetto, hanno ispirato una curiosa leggenda. La storia racconta che nell’antichità le acque del lago fossero la casa di una bella ninfa che spesso sedeva sulla riva cantando e pettinando i lunghi capelli. I lunghi boccoli biondi risplendevano al sole, ma appena un umano si avvicinava al lago la ninfa si rituffava nelle onde e scompariva. Sul massiccio del Latemar, però, viveva uno stregone, che dalla cima era riuscito a vedere la bella ninfa e se ne era perdutamente innamorato: decise di rapirla per farne la sua sposa, ma invano usò tutti gli stratagemmi per avvicinarla. Lei gli sfuggiva sempre e lui, disperato, si rivolse a una strega che abitava sul Catinaccio, un altro monte nelle vicinanze. La megera gli consigliò di fabbricare un arcobaleno, che unisse il lago alla vetta del Latemar in modo che la ninfa fosse spinta a uscire dalle acque, rosa dalla curiosità. A quel punto lo stregone, vestito da mercante, avrebbe dovuto offrirle dei gioielli talmente belli da riuscire ad attirarla nel bosco. Il mago fece quanto gli era stato consigliato. Il giorno dopo, un magnifico arcobaleno splendeva nel cielo terso come un ponte tra lago e montagna. La ninfa uscì per ammirarlo, ma lo stregone, dimenticando di travestirsi da mercante, le corse incontro per afferrarla, ancora una volta senza riuscirci. In preda all’ira, spaccò l’arcobaleno in mille scintillanti pezzi che finirono nel lago, donandogli i colori che oggi lo rendono così suggestivo. *Fonte: montagna.tv – Autore: Antonietta Balducci* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Lago di Carezza, Latemar, Racconti e Leggende --- ### [Il Ghiacciaio del Lys e la città di Felik](https://www.montagnenostre.net/il-ghiacciaio-del-lys-e-la-citta-di-felik/) **Published:** Maggio 28, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Non sempre, in passato, i ghiacciai hanno bloccato gli alti colli del Massiccio del Monte Rosa: numerose leggende raccontano di pascoli, campi coltivati, e città là dove ora tutto è ricoperto da nevi e ghiacci perenni. Fra di esse, c‘è la leggenda della città di Felik, che sarebbe sorta sulla destra delle morene dell‘attuale lingua terminale del Ghiacciaio del Lys, alla testata della Valle di Gressoney. La città, favorita dai traffici con il vicino Vallese, aveva un‘attività molto prosperosa, che aveva fatto dimenticare alla sua popolazione il rispetto per Dio: venne perciò punita dal cielo con un lunghissimo inverno che la seppellì per sempre. Ancora oggi, si narra, le anime dei suoi abitanti vagano alla ricerca della salvezza eterna fra i ghiacciai del Rosa. *Tratto da:* *lovevda.it* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Monte Rosa, Racconti e Leggende, Valle di Gressoney --- ### [Corda, zaino e scarponi: Rhémy de Noël, ecco chi porta i doni sul Monte Bianco](https://www.montagnenostre.net/corda-zaino-e-scarponi-rhemy-de-noel-ecco-chi-porta-i-doni-sul-monte-bianco/) **Published:** Novembre 11, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); ***COURMAYEUR, Aosta*** — Ha una grande barba bianca, è vestito di rosso e porta i regali ai bambini. Alcune caratteristiche sono simili a quelle di Santa Claus, ma a Courmayeur il simbolo del Natale è decisamente più alpinistico. Con scarponi pesanti, zaino, picca e corda, tra due notti scenderà dal Monte Bianco, carico di pacchetti, Rhémy de Noël. Ecco la sua storia. Era la una Vigilia di Natale di molti, molti anni fa. Sul Monte Bianco non era caduto nemmeno un fiocco di neve. L’atmosfera era triste, e Rhémy, un vecchio e coraggioso spazzacamino di Courmayeur, decise di salire sui ghiacciai della montagna per capirne la ragione. In vetta, scoprì che la neve era stata intrappolata da un terribile gigante. Rhémy decise di restare a fargli compagnia e il gigante, che era molto solo, si rasserenò e lasciò andare la neve che cominciò a cadere su Courmayeur. Da allora, Rhémy scende dalla montagna soltanto una volta l’anno: la Vigilia di Natale, per portare doni ai bambini che accenderanno una lanterna per indicargli la strada da percorrere verso il suo amato paese di Courmayeur. Ogni anno, ancor oggi, migliaia di lettere vengono inviate a Rhémy de Noël tramite una cassetta, posizionata strategicamente nel centro di Courmayeur. Lui risponde con cura a tutti e ogni 24 dicembre, Rhémy fa il suo ingresso trionfale in paese, regalando un ricordo speciale ai bambini e alle loro famiglie. Volete vederlo dal vivo? Recatevi il 24 dicembre in piazza Abbé Henry, dove si trova il gigantesco abete illuminato a festa con 20mila lucine. Rhémy arriverà, con la sua splendida divisa alpinistica rosso fuoco, e farà il classico girotondo “portafortuna” intorno all’albero con i bambini, che lo aiuteranno ad accendere la grande lanterna che simboleggia il Natale locale. La festa proseguirà con i balli dei Badochys, il gruppo folkloristico di Courmayeur. Musica e merende a base di cioccolata calda preparata dal Comité de Courmayeur completano il quadro. *Fonte: montagne.tv - Autore: Sara Sottocornola* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Babbo Natale, Courmayeur, Natale, Racconti e Leggende, Rhémy de Noël, Santa Claus --- ### [La leggenda di Re Laurino](https://www.montagnenostre.net/la-leggenda-di-re-laurino/) **Published:** Gennaio 13, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Re Laurino a sua volta regnava su un popolo di nani che scavava nelle viscere della montagna alla ricerca di cristalli, argento ed oro e possedeva altre sì due armi magiche: una cintura che gli forniva una forza pari a quella di 12 uomini ed una cappa che lo rendeva invisibile. Un giorno il re dell’Adige decise di sposare la bella fanciulla Similde. Per questo motivo invitò tutti i nobili del regno ad una gita di maggio, tutti tranne Re Laurino. Ma questo decise di partecipare comunque: come ospite invisibile. Quando Laurino sul campo del torneo cavalleresco vide Similde e, colpito dalla sua stupenda apparenza, se ne innamorò sperdutamente, la rapì e la portò con sé. Hartwig, il promesso sposo della principessa, chiese aiuto al re dei Goti ed assieme ai suoi guerrieri salì sul Catinaccio. Re Laurino allora indossò la cintura, che gli dava la forza di dodici uomini e si gettò nella lotta. Quando si rese conto che nonostante tutto stava per soccombere, indossò la cappa e si mise a saltellare qua e là nel giardino, convinto di non essere visto. Ma i cavalieri riuscirono ad individuarlo osservando il movimento delle rose sotto le quali Laurino cercava di nascondersi. Lo afferrarono, tagliarono la cintura magica e lo imprigionarono. Laurino irritato per il destino avverso, si girò verso il Rosengarten, che lo aveva tradito e gli lanciò una maledizione: ne di giorno, ne di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Laurino però dimenticò il tramonto e così da allora accade che il Catinaccio, sia al tramonto sia all’alba, si colori tingendosi di un magnifico rosa… *Fonte: suedtirolerland.it* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Catinaccio, Dolomiti, Racconti e Leggende --- ### [Transilvania, i segreti della Sfinge dei Carpazi](https://www.montagnenostre.net/transilvania-i-segreti-della-sfinge-dei-carpazi/) **Published:** Febbraio 2, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); ***POIANA BRASOV, Romania*** — La Transilvania è nota a tutti per le storie su Dracula. Ma in pochi sanno che i boschi dei Carpazi racchiudono molti altri segreti. Come quello della Sfinge di pietra, dai lineamenti vagamente simili ad un teschio, che si trova a 2.200 metri di quota, nei monti Bucegi. Scolpita dagli eventi atmosferici in una roccia, la Sfinge ha sempre incuriosito gli abitanti del posto, che vedono in lei mille misteri e pensano sia una fata, pietrificata da una regina maga di cui aveva rifiutato il figlio. Dal 2003, però, si è diffusa la voce che il Pentagono, con l’utilizzo della tecnologia statellitare, abbia trovato sotto la struttura una stanza segreta, costruita da una misteriosa civiltà sconosciuta, e tre tunnel che portano sotto terra. Fantasia? Probabilmente, ma come tutte le leggende forse anche quella della Sfinge racchiude un fondo di verità. Forse il gigante di pietra potrebbe essere collegato al culto del dio dacio Zamolxis, padrone del mondo sotterraneo, a cui erano dedicati sacrifici umani. Ogni cinque anni doveva essergli inviato almeno un messaggero, un giovane di valore, che veniva lanciato su tre lance appuntite: se moriva subito voleva dire che il dio era propizio, se invece l’agonia durava a lungo Zamolxis era adirato. Che la Sfinge sia legata in qualche modo a questi riti del passato? *Fonte: montagne.tv - Autore: Antonietta Balducci* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende, Racconti e Leggende, Romania, Sfinge di Bucegi, Transilvania --- ### [Stoanerne Mandln: gli omini di pietra](https://www.montagnenostre.net/stoanerne-mandln-gli-omini-di-pietra/) **Published:** Aprile 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Questi uomini di pietra sarebbero stati considerati un passatempo dei pastori, se su di essi,non fossero state trovate incisioni risalenti all'età della pietra e al medioevo. Un ritrovo per streghe del medioevo? Molte leggende narrano di questo luogo come un covo segreto di streghe, dove venivano praticati riti satanici e stregonerie. Ma i segni presenti sulle pietre sono un forte indizio di un luogo di culto pre-cristiano. Sono semplicemente degli antichi parafulmini oppure dietro ogni leggenda si nasconde sempre un fondo di verità? Di certo rimane che questo luogo è un magnifico posto per delle passeggiate autunnali, quando gli Stoanernen Mandln si vestono di nebbia, e si puó respirare un'atmosfera mistica e, chi lo sa, magari una strega si è anche attardata da queste parti. *Fonte: suedtirol.info* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** alto adige, Racconti e Leggende, Sud Tirolo --- ### [Notte di San Lorenzo, tra leggenda e speranze](https://www.montagnenostre.net/notte-di-san-lorenzo-tra-leggenda-e-speranze/) **Published:** Aprile 24, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Lorenzo era un giovane diacono della chiesa di Roma sotto papa Sisto II. Dopo la decapitazione del Pontefice, a seguito di un editto dell’imperatore Valeriano (258) che ordinava che tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi venissero messi a morte, il 10 agosto toccò anche a Lorenzo che, secondo la tradizione, sarebbe stato martirizzato su una graticola ardente divenuta poi simbolo del santo anche se il supplizio sui carboni ardenti non è storicamente certo. Ma nella tradizione popolare questa certezza è ben radicata. C’è infatti chi vede nella pioggia di stelle non le ‘lacrime’, ma i ‘fuochi’ di San Lorenzo, ovvero quelle scintille provenienti dalla graticola infuocata poi volate in cielo che, come canta la filastrocca veneta, nella notte del suo supplizio “casca dal ciel carboni ardenti". Le spoglie del santo sono sepolte nella cripta della confessione della Basilica di san Lorenzo insieme ai santi Stefano e Giustino. I resti furono rinvenuti nel corso dei restauri operati da papa Pelagio II. Diverse sono le manifestazioni legate al culto del Santo. Tra le più rinomate c'è "La notte magica di San Lorenzo" che si svolge sulla spiaggia di Cervia, in un tripudio di fuochi d'artificio, musica ed enogastronomia. C'è poi il classico bagno di mezzanotte che qui assume un significato del tutto particolare. Secondo la tradizione, infatti, in Emila Romagna, il giorno di San Lorenzo, ci si deve immergere sette volte in mare per purificarsi e per attirare a sé fortuna e felicità. Si tratta dei 'Sette bagni di San Lorenzo' che, fin dall'antichità, richiamavano sulla riviera romagnola un grande afflusso di bagnanti, provenienti dalla campagna, pronti a riversarsi sulla spiaggia con la speranza di guarire dalle eventuali malattie e di propiziarsi un anno migliore. In chiave cristiana le origini dell'usanza sono legate all'apparizione di San Lorenzo, avvenuta a Cervia, quando la cittadina venne colpita dalla febbre malarica. Si narra che il Santo apparve in sogno a una ragazza malata, indicandole la via della guarigione nelle acque salmastre, dispensatrici dei sette doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timore di Dio. Da allora, dunque, ebbe inizio la consuetudine del 'bagno purificatore, rito che ancora oggi conserva il suo fascino e che rivive nel bagno di mezzanotte, seppure con qualche differenza, a Cervia. Le stelle cadenti,si chiamano "Perseidi", e sono i frammenti della disintegrazione progressiva della cometa Swift-Tuttle, che, impattando di gran carriera con l’atmosfera terrestre, danno vita a scie luminose di altissimo effetto. Questa cometa ha un nucleo del diametro di circa 10 Km. Per alcuni di noi sono semplicemente "le stelle cadenti" della notte di San Lorenzo, alle quali affidare immancabilmente un desiderio che prima o poi, si spera, si realizzerà. Sono molteplici le iniziative organizzate in occasione del 10 agosto in tutta Italia, a caccia dei luoghi più idonei nei quali poter ammirare il cielo stellato. E poco importa se, come ricordano gli esperti, il picco massimo dello sciame meteoritico si è ormai spostato in avanti due giorni. Che condizioni ci aspettano per la notte di San Lorenzo? La Luna sarà meno invedente rispetto allo scorso anno, quando risultò piena proprio tra il 10 e il 15 Agosto; quest'anno invece sarà calante, nella fase dell'ultimo quarto. Dal punto di vista meteo le regioni dove si potrà meglio ammirare lo spettacolo saranno quelle meridionali, Lazio e Sardegna dove prevediamo cieli sereni o poco nuvolosi. Non andrà male neanche sul resto del Centro, Emilia Romagna e Liguria pur con qualche nube di passaggio, mentre maggiori addensamenti interesseranno il Triveneto, Alpi e Prealpi, con la nuvolosità che tenderà a sconfinare verso la Val padana. Per i meno fortunati del Nord non c'è da preoccuparsi, perchè lo spettacolo andrà avanti almeno fino al 20 Agosto, con picco della visibilità il 12 Agosto. *Fonte: amicidellamontagna.forumfree.it* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Leggende, Leggende di Montagna, Montagne, Notte San Lorenzo --- ### [Il folletto della Val Taleggio](https://www.montagnenostre.net/il-folletto-della-val-taleggio/) **Published:** Aprile 26, 2015 **Author:** Redazione **Content:** A Sottochiesa in Val Taleggio, c'era un uomo che andava poco in chiesa e molto all'osteria. Una sera tornando a casa, trova un uomo che stava male disteso inmezzo alla strada. Lo aiuta a rimettersi in piedi e poi se lo porta a casa e appena arrivato in casa, lo fa stendere sul letto della sua stanza; e intanto va in cucina e gli prepara un po' di caffe'; quando e' pronto lo versa in una scodella e lo porta all'uomo che stava nel suo letto. Entrato nella stanza vede che lo sconosciuto si e' addormentato profondamente; allora torna in cucina a bere un po' di caffe' anche lui si addormenta seduto sulla sedia con la testa sul tavolo. Passata forse una mezzoretta, sente che nella stanza dove stanno gli stracchini a maturare, gli assi e gli stracchini cadono a terra; come puo' accadere se gli assi sono appoggiati al soffitto con fili di ferro per evitare che i topi arrivino a rosicchiarli ? Di corsa va a vedere che cosa e' successo, e trova assi e stracchini a terra tutti a pezzi..!!! Corre nella stanza per chiamare quell'uomo, ma lui dormiva ancora. Ritorna in cucina senza rendersi ragione di quello che succede e si addormenta con la testa sul tavolo. Piu' tardi, nella cantina cadono con rumore le bottiglie, i fiaschi e le scatole messe sulle mensole; e sente che si spaccano le panche con sopra le damigiane di vino. Accorre rapido e vede le damigiane del vino spaccate, i bottiglioni dell'olio rotti, i vasi del miele a terra in pezzi e farina, riso, pasta da tutte le parti. Spaventato e pieno di paura, corre nella stanza a chiamare quell'uomo, ma l'uomo dormiva sempre; ritorna in cucina e di li a poco vede entrare dalla porta un grosso gatto di quelli soriani, tutto infarinato col pelo irto: il gatto salta sulla credenza butta giu' tutti i piatti dall'alzata per terra; salta sul camino e butta a terra i candelieri; e infine salta sulla finestra, la apre e scompare. Il poveretto torna nella stanza a chiamare quell'uomo che aveva raccolto, sperando nel suo aiuto, ma l'uomo non era piu' sul letto e il suo letto bruciava. Piangente e spaventato, finalmente capi' che cosa era successo e chi era quell'uomo che s'era portato in casa: era un folletto. *Fonte: amicidellamontagna.forumfree.it - Tratto dalla Storie antiche brembane* **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Fate e Folletti, Racconti e Leggende, Val Brembana, Val Taleggio --- ### [Come intervenire su un morso di vipera](https://www.montagnenostre.net/come-intervenire-su-un-morso-di-vipera/) **Published:** Giugno 25, 2015 **Author:** Redazione **Content:** I serpenti sono sicuramente per **moltissime persone** degli **animali affascinanti** ed in un certo senso anche un po' misteriosi. Numerose sono le specie di **serpente esistenti al mondo**, che spaziano dai **serpentelli più piccoli** fino ad arrivare ai **lunghissimi pitoni**. In **Italia** risultano essere presenti su tutta la penisola le **vipere**, che sono velenose ed alcune possono rivelarsi quando mordono mortali. C'è subito da dire che la vipera non attacca per cattiveria, ma semplicemente perché si sente in pericolo o vede comunque il suo **habitat invaso**. In questa guida vedremo come poter intervenire efficacemente e velocemente su un **morso di vipera**. Può capitare delle volte di sentire il dolore del morso ma di non accorgersi della presenza dell'animale, magari quando si sta lavorando in mezzo all'erba alta. Sulla pelle dopo il morso restano due piccoli buchi a circa un cm di distanza l'uno dall'altro ed eventualmente, le impronte degli altri **denti del serpente**, anche se in alcuni casi il morso può avvenire anche con un solo dente. I sintomi di questo morso nei primi momenti sono un dolore pungente e soprattutto prolungato, il **veleno** può rivelarsi letale in alcuni casi e i soggetti più a rischio, sono i bambini e gli anziani. Dopo circa 30 minuti dal morso si possono avvertire vertigini, calo della pressione, vomito, diarrea ed anche tachicardia. Vediamo ora come intervenire correttamente. Per prima cosa è importante **mantenere la calma**, l'agitazione peggiorerebbe le cose, dovremo far sdraiare la vittima e per impedire che il veleno si diffonda, possiamo spremere la ferita per farne uscire il più possibile. Se il morso è avvenuto su un braccio per esempio, bisognerà con un laccio da scarpa stringere con un po' di forza la parte a monte del morso circa 4-5cm più in alto. Ridurre al minimo i movimenti della parte colpita, all'occorrenza steccandola, per rimuovere il veleno possiamo acquistare in commercio delle apposite coppette aspiratrici che è opportuno portarsi sempre dietro quando andiamo in campagna. Nel caso non si abbiamo lavare la ferita con acqua e bendarla con uno straccio pulito. Se il morso avviene ad esempio sul collo, possiamo utilizzare un cerotto elastico per diminuire l'assorbimento di veleno. Portiamo poi immediatamente la vittima nel pronto- soccorso più vicino e se è stata uccisa, portiamo anche la vipera in modo possa essere identificata. *Fonte: http://animalidalmondo.pianetadonna.it* | *Foto: Immagine tratta dal sito **tox.it** sul dettaglio di una delle conseguenze dovute dal morso della vipera http://animalidalmondo.pianetadonna.it* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, pronto soccorso --- ### [Montagne Sciamane](https://www.montagnenostre.net/montagne-sciamane/) **Published:** Giugno 22, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Introdotto da Martino “Lo Scienziato” Colonna e accreditato da Carlo Gabasio (Istruttore UAIGM), Davide Barbi Foscale ha pubblicato il libro intitolato Montagne Sciamane. L’autore cresce in Piemonte ma appena maggiorenne, “per sfuggire a regole che ancora non comprende (...)”, lascia l’Italia. La sua precoce tendenza a schivare le regole della borghesia l’hanno convinto a migrare in luoghi appartati, dove la neve fresca o le onde tropicali sono l’unica ragione per fermarsi. Con il passare degli anni, la passione per l’esplorazione è cresciuta, anche più della sua barba, e dimenticandosi del rasoio, ha assecondato la naturale inclinazione per l’esplorazione dello Spirito. Dai fondamenti dello Yoga, dopo una lunga reclusione in un Ashram, si è spinto fino ad abbandonare i sentieri del “socialmente legittimo” fino a passare gran parte del proprio tempo in viaggio con lo zaino in spalla. [![IMG_3479](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/06/IMG_3479-300x200.jpeg)](http://www.montagnenostre.net/montagnenostre/wp-content/uploads/2015/06/IMG_3479.jpeg) Tra vagabondi d’ogni estrazione, Guru e Sciamani ha esplorato i segreti del Subcontinente Indiano. Dopo aver ingerito qualsiasi psichedelico naturale e essersi privato del superfluo, ha avuto un epifania su un tetto puzzolente, in un quartieraccio di Calcutta. Pochi giorni dopo, ha definitivamente abbandonato la dubbia carriera con un agenzia stampa Australiana e si è ritirato a Panchase; un leggendario balcone appollaiato sulle nuvole dell’Annapurna, nelle Himalaya Nepalesi. Nel pieno fluire degli insegnamenti dei saggi incontrati per il cammino, durante una meditazione, si è profondamente confrontato con il lato mistico della montagna. Quello dell’Esperienza Sciamanica, dove remote vette diventano un portale che accompagna il viaggiatore, da una dimensione ordinaria a quella che per l’uomo occidentale diventa il tabù che mette tutto in discussione. I racconti si mostrano ben radicati nel realismo della vita in montagna, fino a germogliare dove l’immaginazione e le più antiche tradizioni mistiche trasportano il lettore di fronte alle grandi domande esistenziali. Come nelle favole (ormai esiliate da un mondo di social networks), i protagonisti sono personaggi divertenti che non hanno chiesto di scoprire i misteri del cuore, o dell’Universo che portiamo dentro. Semplicemente imparano a volare quando sono già in aria, proiettati in ambienti surreali, aiutati da Spiriti Guida, creature zoomorfe e suggerimenti percettibili solo nell’aria sottile. I grandi insegnamenti spirituali in qualche modo diventano pane per i denti di uno skibum come i cristalli di neve fresca raccontano di una Lumaca che Fuma la Pipa del Tempo. Ricontrollate l’imbragatura e allacciate il casco, non avete mai letto niente di simile. *L’autore sta presentando il libro vagabondando per l’Italia, incluso a Biella, Torino, Milano, Bardonecchia, Courmayeur, Bologna e Canazei. Le informazioni relative alla pubblicazione e gli appuntamenti sono disponibili sul profilo Facebook “Montagne Sciamane - Libro D.Barbi” o all’indirizzo * **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** avventura, libri di montagna --- ### [Le grotte idrotermali dello Scerscen](https://www.montagnenostre.net/le-grotte-idrotermali-dello-scerscen/) **Published:** Aprile 6, 2015 **Author:** Redazione **Content:** **Sotto le maestose ed impervie montagne del Gruppo del Bernina si apre una valle selvaggia ed affascinante, delimitata dai ghiacciai dello Scerscen, dalla vedretta di Caspoggio, dal Sasso Nero e dal Monte delle Forbici.** Sotto le maestose ed impervie montagne del Gruppo del Bernina si apre una valle selvaggia ed affascinante, delimitata dai ghiacciai dello Scerscen, dalla vedretta di Caspoggio, dal Sasso Nero e dal Monte delle Forbici. La Valle dello Scerscen è la via più diretta per entrare nel cuore del Gruppo del Bernina. Nella sua selvaggi bellezza offre agli escursionisti che la percorrono paesaggi mozzafiato e la vista delle montagne più alte dell’Italia centro-orientale, unitamente ad un’incredibile varietà di flora. Nel cuore della valle vi è un luogo denso di significati e di ricordi: il cimitero degli Alpini. Una semplice lapide ricorda quei giovanissimi militari, che morirono travolti da una devastante valanga mentre attraversavano il ghiacciaio diretti al Rifugio Marinelli. Sulla sponda orografica sinistra del vallone vi è un lungo e candido banco di dolomia che presenta alcune profonde cavità naturali: le grotte dello Scerscen. Scoperte di recente, si sviluppano all’interno di affascinanti complessi carsici e negli ambienti scientifici sono considerate di grande interesse geologico e mineralogico perchè hanno, quasi certamente , un origine idrotermale. Per questa loro intrigante origine sono ancora oggetto di studio ed è in corso, a cura dell’Università di Milano, un’esplorazione tesa a verificare, attraverso una verifica dettagliata delle morfologie e delle mineralizzazioni, ulteriori evidenze dell’ipotesi idrotermale che, unitamente alla quota rilevante, assegnano alle grotte dello Scerscen un primato continentale. Le grotte scoperte e rilevate fino ad oggi sono tre: la grotta del Veronica, scoperta da Gianni Bardea di Lanzada, detto il “Veronica”, si sviluppa nel ramo principale per circa 150 metri; la “Tana dei Marsool”, scoperta dai fratelli Mario e Carlo Salvetti, anch’essi di Lanzada, si sviluppa per ca 80 metri; la “Grotta Morgana”, scoperta da un gruppo di speleologi guidati da Mauro Inglese e Paola Tognini, si sviluppa per ca 350 metri. L’unica grotta facilmente accessibile è la Grotta del Veronica. Le altre due sono accessibili solo con l’ausilio di adeguata attrezzatura speleo-alpinistica e richiedono, per la pericolosità del loro sviluppo in discesa, la perizia e le capacità di speleologi esperti. **Per informazioni contattare il Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco:** Tel. +39 0342 219246 (Sondrio) Tel. +39 0342 451150 (Chiesain Valmalenco) E-mail: Fonte: *[sondrioevalmalenco.it](http://www.sondrioevalmalenco.it/)* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Bernina, Ghiacciai dello Scerscen, Valmalenco --- ### [I 10 sentieri più lunghi e spettacolari del mondo](https://www.montagnenostre.net/i-10-sentieri-piu-lunghi-e-spettacolari-del-mondo/) **Published:** Aprile 17, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Il sito della *Cnn* ha **selezionato** i sentieri più lunghi e spettacolari **per chi ama fare trekking o anche solo camminare. Percorsi avventurosi da fare a piedi, attraversando boschi e foreste**, guadando fiumi e scalando **montagne** e **dune del deserto**.In ordine di lunghezza, **ecco la top 10 dei sentieri più lunghi del mondo**. \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] 1. **TRANS PANAMA, PANAMA****LUNGHEZZA: 800 Km** Il sentiero Trans Panama parte dai confini della Colombia e arriva fino al Costa Rica. E’ il più breve della **top 10** e misura ‘solo’ 800 chilometri. Si cammina **attraverso la giungla**, incontrando cascate e corsi d’acqua. Se un trekker con un minimo di allenamento può percorrere un massimo di 20-25 km al giorno, senza calcolare eventuali ostacoli e salite, per percorrerlo interamente **ci vuole un mese**. 2. **BAKER TRAIL, TRA SUDAN E UGANDA** **LUNGHEZZA: 805 Km**Questo percorso prende il nome da **Sir Samuel Lady Florence Baker**, tra i primi europei a esplorare la zona 150 anni fa. Il sentiero parte da Juba, nel Sud Sudan, tocca il Lago Alberta, le cascate Murchison, sul Nilo. Una meraviglia naturalistica e geologica. 3. **SOUTH WEST COAST TRAIL – GRAN BRETAGNA****LUNGHEZZA: 1.016 Km**Si cammina da Minehead, nel **Somerset**, fino a Poole Harbour, nel **Dorset**. Il percorso è un continuo saliscendi sul mare, attraversando scogliere e prati verdissimi. Le guide che sono pratiche di questo itinerario sostengono che calcolando tutti i dislivelli il totale del percorso è**quattro volte l'altezza dell'Everest**. 4. **OREGON HIGH DESERT TRAIL, OREGON, STATI UNITI****LUNGHEZZA: 1.287 Km**Questo percorso si snoda nel cuore del Nord-Ovest statunitense e attraversa **canyon**, **deserti**, **cascate** e **praterie**. Non è semplice ed è adatto solo a veri esperti. Da fare assolutamente **in primavera** quando i fiori del deserto fioriscono tra la sabbia e la roccia. 5. **GREAT HIMALAYAN TRAIL, NEPAL** **LUNGHEZZA: 1.700 Km**E’[ ](http://viaggi.virgilio.it/curiosita/gli-aeroporti-piu-pericolosi-mondo.html?pmk=via_cross)il sogno di ogni escursionista, a quello di arrivare sul tetto del mondo. Il sito di Cnn ha scelto il tratto più celebre, quello nepalese, di un sistema di sentieri che dal **Kashmir** al **Buthan** conta 4.500 chilometri. Si può scegliere la via bassa, con un’altezza media di 2.000 metri e molte soste in sperduti villaggi indigeni oppure la via alta, che **tocca i 6.146 metri**. 6. **TE ARAROA, NUOVA ZELANDA** **LUNGHEZZA: 3.000 Km**La saga del *Signore degli Anelli* è stata in gran parte girata qua, tra pascoli, ghiacciai e burroni. Parte da Cape Regina, a Nord di **Bluff**, e si va verso Sud attraversando luoghi magici come la Baia della regina Carlotta e il vulcano di Mount Tongariro. Non è difficile, ma è molto lungo. 7. **APPALACHIAN TRAIL, STATI UNITI** **LUNGHEZZA: 3.510 Km**E’ il paradiso dei trekker, nel Nord-Est degli Stati Uniti. Ci vogliono dai cinque ai sei mesi per percorrere l'intero sentiero lungo la **catena degli Appalachi**, da Mount Springer, in Georgia, a Mount Katahdin, nel Maine. 8. **HOKKAIDO NATURE TRAIL, GIAPPONE LUNGHEZZA: 4.585 Km**Anche il Giappone ha il suo super sentiero che si trova nell’isola di **Hokkaido**. I giapponesi sono fan delle montagne, per loro salire in alto significa mettersi alla prova e raggiungere un obiettivo, ecco perché sono famosi per essere grandi e instancabili camminatori. Per percorrere tutto il Natural Trail, che attraversa in lungo l’isola e che è grande come l’Austria, **servono circa sette mesi**. Il periodo migliore è l'autunno, quando[ ](http://viaggi.virgilio.it/curiosita/giappone-tappeto-di-800mila-fiori-rosa-all-ombra-monte-fuji.html?pmk=via_cross)i colori sono mozzafiato. 9. **CONTINENTAL DIVIDE TRAIL, STATI UNITI LUNGHEZZA: 4.990 Km**Quasi 5mila chilometri di sentiero che parte dal **Messico** e arriva fino in **Canada** passando sopra l’intera catena delle **Montagne Rocciose**. Pare che ogni anno solo 150 persone riescano nell’impresa. E’ il percorso che fece anche **Forrest Gump** nel periodo in cui era runner. 10. **GRANDE SENTIERO ITALIA LUNGHEZZA: 6.166 Km****Il sentiero più lungo del mondo lo abbiamo noi**. Infatti, nonostante l’Italia sia un Paese piccolo rispetto ai grandi spazi citati finora, secondo la *Cnn* è un unico grande sentiero che attraversa l'intero Arco Alpino, partendo da Trieste fino alla Liguria e che prosegue lungo gli Appennini fino alla Calabria per poi toccare le cime della **Sicilia e la **Sardegna**. Suddiviso in 368 tappe, il Sentiero Italia parte dalla Grotta Gigante a Sgonico, nei pressi di Trieste, e termina a Santa Teresa di Gallura. Incredibile la varietà di paesaggi, di climi, ambienti e culture che si attraversano. Si calcola che **il percorso completo richiederebbe circa nove mesi**. \[/mks\_list\] *Fonte: siviaggia.it* **Categorie:** Curiosità di Montagna **Tag:** Alpi, montagna, Sentieri più lunghi, Sentiero Italia --- ### [Cosa fare durante la collisione con un alce od un cervo](https://www.montagnenostre.net/cosa-fare-durante-la-collisione-con-un-alce-od-un-cervo/) **Published:** Giugno 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Un incidente con questi animali, soprattutto con gli alci, è potenzialmente fatale per i passeggeri ed è causa di grossi danni per la tua auto oltre che per gli animali. Nel caso di collisione con un alce od un cervo invitiamo gli utenti a leggere questo vademecum contenente i punti sul come comportarsi nel modo corretto. #### Cosa fare durante la collisione \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] [![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/6/6a/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-11.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-11.jpg)](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/6/6a/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-11.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-11.jpg)Fonte: WikiHow 2. **Riduci la violenza dell’impatto se non puoi evitarlo.** Ecco alcuni consigli per farlo: \[mks\_list type="ul" style="ul\_check"\] - Cerca di andare verso la direzione da cui proviene l’alce. Questo potrebbe distanziarvi perché è più probabile che l’animale continui a muoversi in avanti invece che tornare indietro. Fallo solo se c’è un solo alce. Questa tecnica non funziona con i cervi. - Sposta lo sguardo da un’altra parte, non guardare l’animale o sterzerai verso di lui. - Cerca di prenderlo di striscio invece che in pieno. Frena con decisione, gira l’auto e togli il piede dal freno mentre vai ad impattare. In questo modo l’auto si solleverà un po’ e scoraggerà l’animale a saltare sul cofano. - Se stai per avere un incidente con un alce, cerca di andare a sbattere con il montante della portiera. Si è notato che negli incidenti con un alce il muso delle auto veniva completamente distrutto mentre rimaneva intatto il triangolo montante della portiera. Non c’è comunque garanzia di sicurezza in questa tecnica, sei ben lontano dall’evitare una collisione. [![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/9/9d/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-12.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-12.jpg)](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/9/9d/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-12.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-12.jpg)Fonte: WikiHow 4. **Fai attenzione dopo un incidente con un cervo o un alce.** Ci sono alcuni passi da seguire dopo esserti accertato che nessuno si sia ferito: \[mks\_list type="ul" style="ul\_check"\] - Accosta, se puoi. Accendi le quattro frecce e se riesci punta i fari verso l’animale o il più vicino possibile. - Verifica che i passeggeri non siano feriti ed eventualmente presta il primo soccorso. Anche se non ci sono feriti, lo shock potrebbe sopraggiungere velocemente. Cercate di rassicurarvi l’un l’altro e se fa freddo copritevi immediatamente dato che lo shock da spavento aumenta l’incapacità di proteggersi dal freddo. Se è inverno state in auto. - Non avvicinarti all’animale; potrebbe calciarti o incornarti per paura o dolore. Se blocca la strada, usa le quattro frecce e gli abbaglianti e lascia ferma l’auto. Cerca di muovere l’animale solo se sei sicuro al 100% che sia morto. - Usa i razzi di segnalazione se li hai o il triangolo. - Chiama la polizia immediatamente o fai fermare un altro automobilista per chiedere aiuto. Ricorda che molte compagnie assicurative non pagheranno i danni se non hai un verbale della polizia. \[/mks\_list\] #### I nostri consigli \[mks\_list type="ul" style="ul\_check"\] - Il miglior consiglio è quello di viaggiare ad una velocità costante senza rapidi spostamenti o cambiamenti di velocità e lasciare che l’istinto del cervo si occupi della situazione. Ovviamente è d’aiuto moderare la velocità nelle circostanze in cui questo può verificarsi. - Usa i fari delle altre auto per aiutarti ad individuare un cervo o un alce. Controlla se vedi delle ombre che si muovono all’interno del cono di luce delle altre auto. - Prendi una stanza in un motel o accosta e riposa dove sei se pensi che guidare con intorno dei cervi o degli alci sia troppo pericoloso. E’ meglio arrivare in ritardo ma sani e salvi piuttosto che ferirsi o morire in nome della puntualità. - Stai ancora più attento se c’è un incendio. I cervi e gli altri animali si spostano dal luogo dell’incendio e attraversano le strade che si trovano sul loro territorio. Anche se l’incendio è a chilometri di distanza, stai attento agli animali in fuga. - Guarda se c’è dell’acqua vicino alla strada: ruscelli, paludi e zone umide attraggono gli alci e i cervi. La strada è un percorso facile per raggiungere questi corsi d’acqua, quindi c’è un'alta possibilità che gli animali siano in zona. - Pensa in anticipo a come dovresti reagire nel caso un cervo o un alce ti appaia davanti. Questa preparazione mentale ti aiuterà a reagire al meglio e a mantenere la calma. - Un cervo significa più cervi. Questi animali si muovono in branchi e se ne vedi uno, rallenta perché potrebbero essercene di più. Gli alci sono meno sociali, quindi un alce solitario non necessariamente implica un branco anche se possono esserci altri esemplari nella zona, così come le mucche spesso sono accompagnate da un vitello. - Alcune volte i cervi si bloccano alle luci delle auto e anche se non sono sulla strada, man mano che ti avvicini questi saltano in mezzo alla via. In alcuni casi il cervo colpisce il lato della macchina. Questo comportamento è difficile da gestire perché se rallenti potresti ottenere un effetto contrario aumentando le probabilità che il cervo ti colpisca. - Un’altra opzione sarebbe quella di accelerare improvvisamente e superare l’animale. E’ difficile scegliere questa soluzione abbastanza in fretta da raggiungere una buona velocità e uscire con successo dalla situazione poiché è una reazione del tutto istintiva. Comunque, nelle giuste circostanze, potrebbe essere la cosa migliore da fare per evitare una collisione. \[/mks\_list\] #### Avvertenze: \[mks\_list type="ul" style="ul\_check"\] - Gli alci sono di colore scuro, rendendo più difficile individuarli di notte. Guida sempre con cautela se credi che ce ne siano nei paraggi. - Non accendere le luci dell’abitacolo. Fanno dei riflessi sul parabrezza e riducono la visibilità rendendo più difficile vedere un animale. - Non suonare il clacson ad un alce come faresti con un cervo. L’alce è un animale aggressivo e potrebbe caricarti, ferendo te e danneggiando l’auto mentre l’alce non si ferisce perché usa le corna. Cerca invece di superarlo senza cambiare velocità. - Gli occhi dell’alce riflettono la luce come quelli del cervo. Il problema è che l’alce è molto alto e gli occhi spesso sono al di sopra dei fari, in questo modo è impossibile colpirli con la luce e vederne il riflesso. - Se sterzi improvvisamente davanti ad un cervo o ad un alce e vai a colpire qualcosa come un albero o un guard rail, e non hai un’assicurazione kasko, i danni sono a carico tuo; se colpisci l’animale puoi aprire una controversia con il Comune, la Regione oppure il proprietario dell’animale. Verifica sempre le clausole della tua polizza. - I richiami per i cervi sono un espediente, non aspettarti che funzionino. - Non guidare se hai sonno o hai bevuto alcolici. Essere sobri non è solo un requisito della guida sicura ma è anche essenziale per evitare collisioni con gli animali. - E’ risaputo che un alce può uccidere anche un orso pur di proteggere i suoi cuccioli. Anche se tu non sei una minaccia per i piccoli il cervo o l’alce potrebbero non avere la stessa percezione. - Questi consigli NON funzionano con altri quadrupedi come cavalli e renne, sono da considerare validi solo con alci e cervi. - Le staccionate lungo la strada non sono da considerare una sicurezza. I cervi e gli alci possono aggirarle, scavalcarle o sfondarle. Non fare affidamento su di loro; per la tua sicurezza guida con attenzione. \[/mks\_list\] *Fonte: http://it.m.wikihow.com* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Come evitare una collisione con un alce o un cervo](https://www.montagnenostre.net/come-evitare-una-collisione-con-un-alce-o-un-cervo/) **Published:** Giugno 16, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Ogni anno, le collisioni con un alce o con un cervo causano centinaia di migliaia di incidenti automobilistici sulle strade del Nord America, dell’Europa del Nord ed anche in Italia coi cervi. Un incidente con questi animali, soprattutto con gli alci, è potenzialmente fatale per i passeggeri ed è causa di grossi danni per la tua auto oltre che per gli animali. Se vuoi evitare di andare a sbattere contro un alce o un cervo devi essere vigile e sapere cosa fare quando ti trovi faccia a faccia con questi animali. Ecco le regole sul come evitarli: \[mks\_list type="ol" style="ol\_squared"\] [![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/2/28/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-1.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-1.jpg)](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/2/28/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-1.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-1.jpg)Fonte: WikiHow 2. **Segui i segnali stradali di pericolo.**Gli incidenti avvengono principalmente negli habitat degli alci e dei cervi come le zone forestali e i corsi d’acqua. Se vedi un segnale stradale che avverte della presenza di animali selvatici, rallenta e fai ancora più attenzione. Gli alci e i cervi attraversano le strade per molte ragioni e in vari periodi dell’anno. Spesso vogliono solo raggiungere un’altra zona del loro territorio. Le stagioni degli amori e della caccia sono anch’esse causa di spostamenti. Stai attento. [![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/f/f3/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-2.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-2.jpg)](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/f/f3/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-2.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-2.jpg)Fonte: WikiHow 4. **Vai ad una velocità di sicurezza.** Non accelerare quando percorri strade che attraversano i territori dei cervi e degli alci. Giungerai a destinazione anche se vai adagio e una velocità ridotta ti permette di avere più tempo per evitare l’animale quando lo individui. Gli esperti di fauna selvatica raccomandano una velocità massima di 90 km/h quando le condizioni metereologiche sono buone poiché permette dei tempi di reazione corretti. Ecco alcune cose che possono succedere quando viaggi a velocità troppo elevata: \[mks\_list type="ul" style="ul\_check"\] - Non puoi fermarti abbastanza velocemente per evitare l’impatto. - La violenza dell’impatto è molto più alta man mano che la velocità aumenta. - Le tue capacità di impostare una manovra evasiva sono enormemente ridotte e ci sono molte più probabilità che andrai a sbandare invece che frenare con dolcezza fino a fermarti. [![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/2/21/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-3.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-3.jpg)](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/2/21/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-3.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-3.jpg)Fonte: WikiHow 6. **Stai sulla difensiva.** Sii pronto ad una manovra elusiva che significa essere in grado di rallentare velocemente, frenare improvvisamente ed abbassare gli abbaglianti. Guida ad una velocità che ti consenta di fermarti nello spazio illuminato dai fari; allenati in questa tecnica in uno spazio sicuro se non sai esattamente come risponde la tua auto. Assicurati di allacciare le cinture e di verificare che l’abbiano fatto tutti i tuoi passeggeri. Uno sbilanciamento improvviso potrebbe catapultare le persone fuori dall’auto. [![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/4/44/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-4.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-4.jpg)](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/4/44/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-4.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-4.jpg)Fonte: WikiHow 8. **Osserva l’ambiente circostante.** Controlla attentamente i lati della strada se vedi dei segni di fauna selvatica. Se hai dei passeggeri coinvolgili in questa operazione chiedendo loro però di non gridare perché potrebbero spaventarti e farti reagire in maniera sbagliata. Dì loro di riferirti con calma se vedono un alce o un cervo nascosti nei dintorni. Guarda ai lati e sui cigli della strada, nei fossati (amano l’erba che si trova lì), le righe di mezzeria, agli incroci e sulla strada stessa per individuare ogni movimento, luccichio degli occhi o forme del corpo. *Controlla entrambi i lati della strada; c’è la prova che alcuni automobilisti tendono a guardare più il lato della strada vicino al passeggero che il proprio, facendosi la falsa idea che solo quel lato sia un problema. Controlla entrambi i lati!* [![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/3/36/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-5.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-5.jpg)](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/3/36/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-5.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-5.jpg)Fonte: WikiHow 10. **Stai particolarmente attento al tramonto e all’alba.** I cervi e gli alci sembrano più attivi verso il tramonto fino a mezzanotte e poi ancora verso l’alba. Queste oltretutto sono le ore più difficili per l’adattamento dei tuoi occhi perché non è completamente buio ma non fa ancora luce, quindi hai più difficoltà a vedere bene. Se non ti senti abbastanza vigile o non vedi bene in questi momenti, rimanda il viaggio ad un altro momento. *Continua a cercare, se vedi un cervo o un alce è molto probabile che ce ne siano altri nei paraggi. Se vedi un animale è probabile che ti imbatterai in altri.* [![](http://pad3.whstatic.com/images/thumb/5/5d/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-6.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-6.jpg)](http://pad3.whstatic.com/images/thumb/5/5d/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-6.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-6.jpg)Fonte: WikiHow 12. **Guida con attenzione di notte.** Usa gli abbaglianti dove è possibile e quando non incroci altre auto; questi fari illuminano un’area maggiore. Ecco alcune precauzioni che vanno prese quando si viaggia al buio: \[mks\_list type="ul" style="ul\_check"\] - Stai nella corsia centrale se percorri una strada a tre corsie oppure stai più in mezzo possibile se la strada è a due corsie. - Assicurati che il parabrezza sia pulito e che non rifletta della sporcizia che ti impedisce di vedere bene. - Viaggia al di sotto del limite di velocità che apporta benefici al consumo di benzina e non solo alla sicurezza. - Controlla i lati della strada alla ricerca di riflessi degli occhi degli animali, spesso sono visibili a grandi distanze. A volte gli occhi sono l’unica parte visibile dell’animale finché vai a sbatterci contro. Nota che gli occhi degli alci non riflettono la luce. [![](http://pad3.whstatic.com/images/thumb/0/0b/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-7.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-7.jpg)](http://pad3.whstatic.com/images/thumb/0/0b/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-7.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-7.jpg)Fonte: WikiHow 14. **Rallenta quando le altre auto si comportano in modo anomalo.**Se vedi dei flash di luce (le quattro frecce o gli abbaglianti), senti suonare i clacson, vedi delle persone che si agitano, rallenta e preparati a fermarti! Ovviamente se un’auto si ferma improvvisamente davanti a te, dovresti fermarti o almeno rallentare. In queste situazioni le altre auto potrebbero essersi fermate perché degli animali stanno attraversando la strada davanti a te. [![](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/0/04/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-8.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-8.jpg)](http://pad1.whstatic.com/images/thumb/0/04/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-8.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-8.jpg)Fonte: WikiHow 16. **Resta vigile, anche quando ti stai avvicinando alla città.** Hai appena attraversato la periferia della città quindi ora sei al sicuro, giusto? Sbagliato! Gli alci e i cervi entrano in città e nei sobborghi alla ricerca di cibo. Potrebbero essere lì a ruminare vicino alla riga di mezzeria o saltare fuori dal giardino di qualcuno. Continua a guidare con attenzione. Quando incroci un cervo o un alce non aspettarti che reagisca razionalmente. *Un clacson strombazzante, le luci lampeggianti e una macchina di metallo che si muove possono tutti spaventare l’animale e ci saranno più probabilità che si metta sulla rotta di collisione invece che allontanarsi. I grossi maschi spesso caricano le auto ferme o in movimento di qualunque dimensione.* [![](http://pad2.whstatic.com/images/thumb/4/4b/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-9.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-9.jpg)](http://pad2.whstatic.com/images/thumb/4/4b/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-9.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-9.jpg)Fonte: WikiHow 18. **Sappi quando non sterzare.**Se improvvisamente ti trovi un cervo davanti all’auto, frena con decisione. Non sterzare e non lasciare la tua corsia; molti incidenti sono dovuti non tanto alla collisione con l’animale quanto a quella con un altro veicolo che sopraggiunge nella direzione opposta mentre si cerca di evitare il cervo. La cosa migliore da fare prima di tutto è guidare sulla difensiva e mantenere una velocità abbastanza bassa da non andare a sbattere contro un alce e riuscire a frenare. [![](http://pad2.whstatic.com/images/thumb/1/14/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-10.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-10.jpg)](http://pad2.whstatic.com/images/thumb/1/14/Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-10.jpg/760px-Avoid-a-Moose-or-Deer-Collision-Step-10.jpg)Fonte: WikiHow 20. **Suona il clacson all’animale con brevi colpi.**Fallo solo se è abbastanza distante e non ci sono altre auto nelle vicinanze che possono essere tratte in inganno dal suono. Questo potrebbe spaventare l’animale e farlo scappare ma non c’è garanzia che funzioni. Se sei vicino al cervo evita di suonare il clacson perché potresti confondere l’animale e farlo avvicinare. \[/mks\_list\] *Fonte: http://it.m.wikihow.com* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Pericoli oggettivi in montagna: impara a conoscerli!](https://www.montagnenostre.net/pericoli-oggettivi-in-montagna-impara-a-conoscerli/) **Published:** Giugno 10, 2015 **Author:** Redazione **Content:** \[mks\_list type="ul" style="ul\_check"\] La loro origine risiede esclusivamente nei fenomeni naturali legati in modo particolare alla montagna senza alcun intervento da parte dell'uomo: essi sono quindi da ricondursi alle pure leggi della natura. Elementi determinanti sono le condizioni meteo-ambientali (ghiaccio, neve, roccia) e i loro mutamenti in cause di pericolo come: bufera, tormenta, nebbia, valanghe, caduta massi. Le difese contro i pericoli oggettivi sono: la preparazione alla osservazione e alla identificazione dei fenomeni naturali, la continua attenzione rivolta all'ambiente in cui si opera, la scrupolosa osservanza delle norme di sicurezza ed un adeguato equipaggiamento. Possono esistere pericoli oggettivi con partecipazione di colpa. Infatti la maggior parte degli incidenti è causata dall'effetto combinato di pericoli oggettivi e pericoli soggettivi come si può dedurre dalla tabella riportata in testa alla pagina. Passiamo ora ad analizzare i principali pericoli oggettivi: **Il freddo**Il freddo influisce negativamente sull'organismo causando, dopo una prolungata esposizione, l'assideramento. In particolare colpisce le parti più esposte e periferiche provocando i congelamenti. La protezione contro il freddo si realizza nei seguenti modi: - Equipaggiamento adeguato, abbigliamento asciutto e capace di mantenere il calore corporeo (gli indumenti bagnati non funzionano da coibente). - Moto (a seconda del terreno in cui si opera, muoversi cercando di mantenersi attivi, senza tuttavia trascurare le norme di prudenza e sicurezza) - Alimentazione idonea - Ricerca di ripari naturali o costruzione di ripari artificiali - Ambientamento, efficienza fisica e buon allenamento **Il vento** Il vento normalmente aumenta l'azione del freddo, togliendo calore dall'organismo e ostacolando talvolta la respirazione: i movimenti diventano più faticosi e l'equilibrio incerto. Il vento, inoltre, modifica il manto nevoso e con il formarsi di accumuli di neve aumenta anche il pericolo di valanghe. La protezione si realizza come nel caso di difesa dal freddo. **La tormenta**Si forma per la presenza contemporanea di freddo, vento bufera di neve e nebbia. L'orientamento risulta molto difficile data la scarsissima visibilità: l'affaticamento è molto elevato, in questo caso viene fuori la preparazione fisica e morale dell'escursionista o alpinista che deve lottare con tutte le sue forze, mai lasciarsi prendere dalla paura e dallo scoraggiamento; egli deve cercare di trovare un riparo o di costruirselo in un breve arco di tempo. Naturalmente è fondamentale possedere un buon equipaggiamento. **Il sole**Anche il sole può costituire un pericolo. Infatti, l'aumento della temperatura può modificare il manto nevo favorendo la caduta di slavine e cornici; l'effetto del disgelo quindi può essere la causa della caduta di massi e blocchi di ghiaccio. Il sole, inoltre, può causare direttamente danni all'organismo procurando oftalmie, scottature, insolazioni. Contro una lunga esposizione ai raggi solari ci si può proteggere ancora una volta con un equipaggiamento adeguato: occhiali, creme, copricapo, foulard. **La caduta dei massi**L'alternarsi, nel corso di tutto l'anno, di gelo e disgelo, a volte di elementi naturali quali vento e pioggia, o di interventi di animali e uomini, è la causa di caduta di massi. Normalmente queste scariche di pietrisco avvengono lungo colatoi, canali, gole, camini. Sono questi i luoghi da evitare, specialmente nelle ore più calde del giorno; evitare anche di sostare al riparo del sole sotto una parete. **Il fulmine**Il pericolo più serio di un temporale è rappresentato dal fulmine: una scarica elettrica fra le nuvole e la terra o fra una nuvola e l'altra. Il pericolo della caduta di un fulmine è maggiore sulla roccia che sulla neve o sul ghiaccio. Il pericolo si preannuncia nei seguenti modi: - Le aree di epidermide scoperte sono soggette a una sensazione di solletico - Pizzicorio al cuoio capelluto e capelli che si rizzano - Ronzio e leggero suono degli oggetti metallici In caso di pericolo ci si comporta nel modo seguente: - Evitare creste, guglie, vette mantenendosi a una buona distanza da esse (almeno 15 metri) - Le parti metalliche dell'equipaggiamento (ramponi, piccozza, moschettoni, ecc.) vanno depositate lontano - Evitare canaloni, fessure, camini e ripari quali cavità, grotte, grossi massi isolati e alberi - Evitare le vie attrezzate con funi e scale in ferro o allontanarsene il più rapidamente possibile - Allontanarsi dalle pareti verticali e assumere un posizione rannicchiata con i piedi uniti e ginocchia raccolte contro il corpo - Evitare gli assembramenti di animali o persone **Il vetrato** Il vetrato è un sottile strato di ghiacci che ricopre la roccia e la rende particolarmente viscida e pericolosa. Si forma per il gelo dell'acqua o anche dell'umidità dell'aria. E' frequente nei pressi di corsi d'acqua. Per muoversi sul vetrato è necessario un buon uso dei ramponi. **Le valanghe**Abbondanti nevicate provocano un pericolo generale di valanghe a tutte le altezze e a tutte le esposizioni. Se poi durante o subito dopo la nevicata, anche di soli 20 cm, soffia il vento, il pericolo si accentua di molto a causa della formazione di lastroni. Il pericolo diminuisce solo quando la neve fresca si assesta, facendo corpo con il sottostante appoggio. Quanto più mite è la temperatura, tanto più rapidamente avviene il consolidamento mentre il freddo persistente lo ritarda. Oltre alle condizioni atmosferiche, è principalmente la struttura del manto nevoso, e assai meno il suo spessore o la configurazione e pendenza del terreno, che condiziona il pericolo di valanghe. Nel 90% dei casi le valanghe vengono staccate dagli infortunati stessi o dai loro compagni che, tagliando il pendio fanno partire gli strati di neve instabili e ne vengono poi travolti. E importante ascoltare (alla radio, televisione, o al telefono) il bollettino delle valanghe e tenere conto dei suoi avvertimenti, come pure dei consigli di esperti o guide locali. **Il mal di montagna**È un pericolo che si verifica prevalentemente a quote superiori ai 3000 m, ma vi sono stati anche casi a quote inferiori. Il mal di montagna è causato dalla diminuzione della pressione barometrica e alla conseguente diminuzione della pressione parziale dell'ossigeno nel sangue e colpisce gli escursionisti soggetti a un forte e veloce sbalzo di quota (vedi teleferica). È importante quindi seguire un graduale acclimatamento alle varie quote. **Il morso di vipera**Soprattutto in questi ultimi anni è diventato possibile imbattersi anche su sentiero con una vipera. L'incontro con la vipera avviene in particolare nelle zone più solitarie o abbandonate della montagna e non più soggette al transito di uomini o animali. L'eventualità di essere morsi durante il cammino è minima perché le vibrazioni del terreno prodotte dai passi mettono in fuga le vipere che di norma non attaccano mai l'uomo se non sono disturbate. Il pericolo diventa più grave durante le soste: non bisogna sdraiarsi sull'erba, non sedersi sui gradini di pietra di una baita specie se diroccata o sui sassi senza preventivamente esaminare il terreno. Non bisogna infilare le mani fra sassi o fessure di muri a secco per raccogliere more o lamponi. E' in questi momenti che è possibile l'attacco della vipera involontariamente calpesta o molestata. \[/mks\_list\] *Fonti: rifugioscoiattolo.com | scoutsanbenedetto.it* **Categorie:** In Montagna **Tag:** consigli, Incidente di montagna, montagna, regole, sicurezza --- ### [Il Santo Graal in Val Codera? Ecco la storia](https://www.montagnenostre.net/il-santo-graal-in-val-codera-ecco-la-storia/) **Published:** Maggio 28, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **SONDRIO** — Altro che Britannia, Scozia o Valencia. Il Santo Graal, la reliquia più cercata della storia, potrebbe essere nascosto fra i massi della Val Codera. A portarcelo, nel VI secolo dopo Cristo, sarebbe stato un sacerdote che, durante durante un viaggio dalla Britannia a Roma per portare il Graal nelle mani del Papa, fu costretto a fermarsi sul Lario per l’invasione dei Longobardi. Secondo la leggenda, di cui si trova traccia in diverse scritture tra cui il romanzo “L’isola. L’enigmatica storia del Santo Graal sul Lario” di Giovanni Galli, il Santo Graal sarebbe stato custodito per cinque secoli nella chiesa di Aquae Sulis in Britannia, dove sarebbe stato portato da Giuseppe d’Arimatea. Attorno all’anno 500, sotto la minaccia dell’avanzata degli eserciti pagani, i suoi custodi decisero di metterlo al sicuro e di portarlo a Roma nelle mani del Papa. Il sacerdote che trasportava la reliquia, però, fu costretto a interrompere il viaggio sul Lario a causa dell’invasione dei Longobardi. Il Graal sarebbe rimasto al sicuro sull’isola Comacina – che anticamente portava il nome di Cristopolis – insieme ai Bizantini che resistettero per sei mesi all’assedio. Quando i Longobardi ebbero la meglio e l’Isola Comacina venne ceduta con tutti i suoi tesori, però, il Graal finì nell’Alto Lario. La leggenda narra che il Santo Graal venne portato a Piona nel 589 e vi rimase fino al 603, adorato in una cappella appositamente eretta per la reliquia. Poi sarebbe stato spostato ancora verso le montagne per sottrarlo alla regina Longobarda Teodolinda che lo voleva alla sua corte. A farlo sarebbe stato uno dei custodi, che Galli nel romanzo chiama Codèro facendo risalire a lui il nome della valle. Il Graal sarebbe quindi stato portato a Colico e poi all’interno dell’impervia valle che si apre di fronte al lago, la Val Codèra appunto. Giovanni Galli racconta così il luogo in cui il frate avrebbe scelto di nascondere il calice: “Mentre mangiava lasciò vagare distrattamente lo sguardo sulla corona di cime che lo circondava e notò, alto sulla valle, un enorme cubo di roccia posto proprio al termine di una ripida costa oltre la quale pareva stendersi una conca, invisibile dal basso. Il masso, probabilmente staccatosi dalla parete retrostante, appariva ben squadrato come se uno scalpellino sovrumano l’avesse cavato dalla roccia e appoggiato lì in bella vista in attesa di trasportarlo a valle. Era isolato e inconfondibile, facile da riconoscere solo che si fosse arrivati fino al prato dove ora si trovava. Più lo guardava, più Còdero si convinceva che quello era il luogo ideale per nascondere il Sacro Calice senza proseguire oltre”. E’ la descrizione del Saas Carlasch, uno dei luoghi più suggestivi e panoramici della Valle. Il Graal sarebbe stato nascosto lì, ma quando i frati, su ordine del Papa, tornarono per recuperarlo, trovarono una distesa di massi. Una frana aveva reso irriconoscibile il paesaggio e introvabile il Sacro Graal. Qui, molti, credono sia ancora disperso il Graal. *Tratto da: montagna.tv – Autore: Sara Sottocornola* [Vedi itinerario per il Bivacco Carlo Valli »](http://www.montagnenostre.net/?p=507) **Categorie:** Le leggende di montagna **Tag:** Racconti e Leggende, Saas Carlasch, Val Codera --- ### [Fuggire dal mondo, rimanendo vicino casa.](https://www.montagnenostre.net/fuggire-dal-mondo-rimanendo-vicino-casa/) **Published:** Febbraio 20, 2015 **Author:** Redazione **Content:** Eccoci di nuovo qui! Sapete,generalmente c’è la tendenza ad allontanarsi molto da casa,per andare alla ricerca di un posto magico,caratteristico,un posto che per un po’ ci porti lontano da quella che è la realtà quotidiana,a volte però non c’è il tempo per motivi di lavoro o studio,famiglia e quindi siamo obbligati a dover posticipare ,organizzando poi un vero e proprio viaggio a distanza di molti mesi e spendendo molto di più. Ma c’è una soluzione! Spesso abbiamo posti magnifici proprio dietro l’angolo,a differenza di quanto noi stessi possiamo pensare. Io vivo in una cittadina che mi è sempre stata un po’ stretta e nella quale non vedevo mai niente di bello o di divertente,ogni volta che avevo bisogno di “fuggire dal mondo” non avevo alcun posto vicino che mi potesse accogliere. Dovevo aspettare i mesi estivi per poter andare in vacanza. Un giorno però scoprii un posto per me meraviglioso,e subito dopo molti altri,nella zona e zone vicine. A 50 km da Benevento ci sono i paesini di **Cerreto Sannita,Cusano Mutri e Pietrarojia** e proprio tra questi paesi ci sono delle meraviglie naturalistiche che ,ahimè,sono un po’ trascurate e lasciate nell’anonimato ma nonostante ciò sono luoghi che vale davvero la pena vedere; e se uno è della zona arrivarci è davvero semplice,non solo da Benevento ma anche da Caserta. [Leggi di più](http://blog.zingarate.com/breatheagain/fuggire-dal-mondorimanendo-vicino-casa/) *Fonte: http://blog.zingarate.com/breatheagain – Autore: Chiara Parisi* **Categorie:** Diari di Montagna, Notizie dalla montagna **Tag:** Campania, Itinerari, meraviglie naturalistiche, trekking --- ### [Solitarie invernali, Lonnie Dupre in cima al McKinely](https://www.montagnenostre.net/solitarie-invernali-lonnie-dupre-in-cima-al-mckinely/) **Published:** Gennaio 15, 2015 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **ANCHORAGE, Alaska** — È andato in cima al McKinley da solo e nel mese più freddo dell’anno. Lonnie Dupre ha toccato i 6194 metri della vetta più alta dell’America Settentrionale ieri, 11 gennaio alle 16:08 ora locale. Stando alle statistiche riportate sul sito dello stesso alpinista ed esploratore del Minnesota, prima di lui solo una spedizione di alpinisti russi aveva scalato con successo la montagna nel mese di gennaio. Dupre ha centrato l’obiettivo che inseguiva ormai da 4 spedizioni. La sua non è la prima invernale della storia, né la prima solitaria invernale. Secondo le statistiche riportate dal suo stesso sito, prima di lui 16 persone sono andate in vetta in inverno: 4 in solitaria e 5 team. Dei 16 “summitter” 6 sono morti: tra questi anche il primo a compiere la solitaria d’inverno, il giapponese Naomi Uemura, deceduto nella discesa il 13 febbraio del 1984. Solo una spedizione russa è riuscita a raggiungere la cima, alta 6.194 metri, nel mese di gennaio, il più freddo dell’anno. Ed era questo precisamente l’intento di Dupre, scalare la montagna da solo e a gennaio. L’annuncio della vetta, raggiunta ieri alle ore 16:08, arriva dal sito dell’alpinista del Minnesota. Non si conoscono al momento informazioni sulle condizioni meteo trovate in quota, sebbene nei giorni scorsi dava notizie di temperature superiori alla media in questo periodo dell’anno. Dupre sarebbe ora in discesa verso il campo base, situato 4000 metri più sotto della cima, a circa 2200 metri di quota. *Fonte: montagna.tv - Autore: Valentina d'Angella - Foto: Lonnie Dupre da www.oneworldendeavors.com* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Lonnie Dupre, McKinely, Solitarie invernali --- ### [Vista aerea sulle Dolomiti](https://www.montagnenostre.net/vista-aerea-sulle-dolomiti/) **Published:** Luglio 1, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); In volo tra le magnifiche Dolomiti (patrimonio dell’Unesco), considerate le montagne più belle al mondo. Qui, tra le Dolomiti Venete (nordest italiano – alta provincia di Belluno) in veste tardo invernale. **Categorie:** Video **Tag:** Dolomiti, Inverno, Montagne --- ### [Sfida verticale: Le montagne più alte del mondo](https://www.montagnenostre.net/sfida-verticale-le-montagne-piu-alte-del-mondo/) **Published:** Luglio 1, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Video documentario sulle 14 montagne più alte del mondo. Nel video, dedicato al mondo dell Alpinismo, sono mostrate in ordine di altezza: Shishapangma 8027 m, Gasherbrum II 8035 m, Broad Peak 8047 m, Gasherbrum I 8068 m, Annapurna 8091 m, Nanga Parbat 8125 m, Manaslu 8163 m, Dhaulagiri 8167 m, Cho Oyu 8201 m, Makalu 8463, Lhotse 8516 m, Kangchenjunga 8586 m, K2 8611 m, Everest 8848 m tutte della catena asiatica dell Himalaya. **Categorie:** Video **Tag:** Annapurna, Everest, Himalaya, Montagne --- ### [Montagne in movimento: le Montagne Rocciose del Canada](https://www.montagnenostre.net/montagne-in-movimento-le-montagne-rocciose-del-canada/) **Published:** Luglio 1, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Questo video è un documentario breve focalizzato sul mutevole paesaggio alpino delle Montagne Rocciose canadesi e le esperienze delle persone che si sono trasferite attraverso il paesaggio nei secoli passati. La Dynamic Perception è orgogliosa di essere sponsor ufficiale del progetto. [Mountains in Motion: The Canadian Rockies | Official Trailer](http://vimeo.com/31265264) from [The Upthink Lab](http://vimeo.com/upthink) on [Vimeo](http://vimeo.com/). Fonte: *Vimeo.com* – Pubblicato da [dynamicperception.com](http://dynamicperception.com/) **Categorie:** Video **Tag:** Canada, Montagne, Montagne Rocciose --- ### [Lago di Braies – Dolomiti – Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies](https://www.montagnenostre.net/lago-di-braies-dolomiti-parco-naturale-fanes-sennes-braies/) **Published:** Ottobre 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Uno dei luoghi più affascinanti delle Dolomiti è il Lago di Braies, nel Parco Naturale Fanes Sennes Braies. Situato ad una altitudine di 1469 m., il lago di Braies ha una estensione di 31 ettari ed è tra i laghi più profondi della provincia, la profondità massima è di 36 m. mentre la profondità media è di 17 m. La sua origine si deve allo sbarramento per frana. Il giro del lago si può compiere solo a piedi o con barca a remi. Per il colore blu intenso che contraddistingue le sue acque limpide e profonde e per la incantevole cornice dei monti che lo circondano, è considerato uno dei laghi più belli delle Dolomiti. **Categorie:** Video **Tag:** Dolomiti, Lago di Braies, Parco Naturale Fanes --- ### [Fosso di Nerito: il percorso di trekking fluviale.](https://www.montagnenostre.net/fosso-di-nerito-il-percorso-di-trekking-fluviale/) **Published:** Ottobre 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Alle pendici del Monte Corvo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in Abruzzo, il percorso di trekking fluviale nel Fosso di Nerito, a pochi chilometri dall’omonimo paese in provincia di Teramo, offre una valida e suggestiva alternativa al trekking convenzionale per immergersi integralmente nella natura. *Fonte: youtube.com – Pubblicato da http://winterseason.it* **Categorie:** Video **Tag:** Fosso di Nerito, Parco Nazionale del Gran Sasso, Trekking fluviale --- ### [Le Ande in HD da BBC MOTION GALLERY](https://www.montagnenostre.net/le-ande-in-hd-da-bbc-motion-gallery/) **Published:** Ottobre 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Relativamente inesplorato, il Sud America è un continente degli estremi naturali e immensi ecosistemi. L'Ande HD Amazon ad alta definizione filmati presenta Paesaggi esilaranti, una ricchezza di fauna selvatica e la maggior parte delle aree remote del Sud America. L'immagine è a mozzafiato, rara e notevolmente dettagliata. Visitate www.bbcmotiongallery.com per le immagini del movimento incredibile come questo. *Fonte: youtube.com - bbcmotiongallery.com* **Categorie:** Video **Tag:** Ande, Paesaggi, Paesaggi naturali, Sud america --- ### [Paesaggi: volume tre](https://www.montagnenostre.net/paesaggi-volume-tre/) **Published:** Ottobre 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); "Paesaggi: Volume 3" è il video timelapse finale di questa serie. Speriamo che abbiate apprezzato il suo lavoro su questa serie nel corso degli ultimi tre anni. E 'stato un suo giro fantastico pieno di esperienze incredibili. Inoltre ha intenzione di continuare a scattare i paesaggi timelapses ma lavorando sui video mettendoli insieme. La buona notizia è che da questo fotografo straordinario è nato un suo nuovo sito: www.stockvideovault.com nel quale verrnno mostrati i suoi lavori in maniera regolare. *Fonte: vimeo.com – Pubblicato da www.crewwestinc.com – Video di Dustin Farrell* **Categorie:** Video **Tag:** America, Arizona, Paesaggi, Paesaggi naturali, timelapse --- ### [Paesaggi: Volume uno](https://www.montagnenostre.net/paesaggi-volume-uno/) **Published:** Ottobre 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Spettacolare lavoro Tine Lapse di Dustin Farrell, “Paesaggi: Volume uno”. La maggior parte dei colpi sono nel suo paese d'origine dell'Arizona negli USA. Sono presenti anche degli scatti di Goblin Valley State Park e Natural Bridges National Monument situate nello Utah, Mettetevi comodi e godetevi questo viaggio epico con www.crewwestinc.com! *Fonte: vimeo.com – Pubblicato da www.crewwestinc.com - Video di Dustin Farrell* **Categorie:** Video **Tag:** Arizona, Paesaggi, Paesaggi naturali, Utah --- ### [Google sale in quota: Street View arriva su Etna e Monte Rosa](https://www.montagnenostre.net/google-sale-in-quota-street-view-arriva-su-etna-e-monte-rosa/) **Published:** Ottobre 27, 2014 **Author:** Redazione **Content:** (function(i,s,o,g,r,a,m){i\[‘GoogleAnalyticsObject’\]=r;i\[r\]=i\[r\]||function(){ (i\[r\].q=i\[r\].q||\[\]).push(arguments)},i\[r\].l=1\*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)\[0\];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,’script’,’//www.google-analytics.com/analytics.js’,’ga’); ga(‘create’, ‘UA-56121339-1’, ‘auto’); ga(‘send’, ‘pageview’); *ALAGNA VALSESIA, Vercelli* — Google Street View è di nuovo in alta quota, questa volta sulle montagne italiane. Dopo Everest, Aconcagua, Elbrus e Kilimanjaro, il colosso del web è infatti salito su Monte Rosa ed Etna per le sue caratteristiche esplorazioni a 360 gradi. La notizia ufficiale della “spedizione” di cinque giorni sul Monte Rosa é apparsa pochi giorni fa su Google Blog Italia, il blog ufficiale in lingua italiana. Secondo quanto riportato un operatore con la passione per la montagna, accompagnato da due guide alpine, è partito dalla stazione a monte della funivia di Indren (3250 metri) ad Alagna Valsesia per mappare e fotografare il percorso che porta ai 4554 metri di Punta Gnifetti e capanna Regina Margherita. L’interno della Capanna Regina Margherita (Photo courtesy of Google Blog Italia) L’interno della Capanna Regina Margherita (Photo courtesy of Google Blog Italia) Con il trekker sulle spalle, lo zaino tecnologico da 18kg che monta 15 fotocamere per le panoramiche da 360 gradi, l’operatore di Street View ha affrontato in 8 ore la salita sulla vetta del massiccio del Monte Rosa. Il Club Alpino Italiano (Cai), a fini divulgativi, ha inoltre concesso a Google di filmare l’interno della Capanna. Attivando quindi la funzione Street View su Google Maps è possibile non solo salire fino a Punta Gnifetti, ma scoprire l’interno del rifugio alpino più alto d’Europa. Anche per la salita sull’Etna, il colosso del web sta realizzando una visita virtuale la quale, però, secondo l’Ansa, dovrà attendere l’inizio del 2015 per essere accessibile sul sito. *Fonte: Montagne.tv* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Etna, Google, Google Street View, Monte Rosa --- ### [Usa, aumento prezzi per entrare nei parchi Yosemite e Rocky Mountain](https://www.montagnenostre.net/usa-aumento-prezzi-per-entrare-nei-parchi-yosemite-e-rocky-mountain/) **Published:** Ottobre 28, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); *WASHINGTON, Stati Uniti d’America* — Due dei più noti Parchi Nazionali Statunitensi stanno valutando l’aumento del prezzo del biglietto. Si tratta dello Yosemite e del Rocky Mountain che negli ultimi anni stanno affrontando un aumento dei visitatori a cui entrambe le aree protette vorrebbero garantire un soggiorno più che adeguato. Entrambe le notizie sono state pubblicate sul sito ufficiale dei parchi nazionali statunitensi, il National Park Service. Lunedì è stata la volta dello Yosemite National Park che ha proposto un aumento della tariffa per l’ingresso nell’Area Protetta. I prezzi attuali risalgono al 1997 e, a causa dell’inflazione e dell’aumento di visitatori, secondo l’Ente necessitano di una modifica. Martedì è stato invece pubblicato il comunicato stampa del Rocky Mountain National Park, il cui cambiamento di prezzo è invece dovuto alle modalità di ingresso nell’area. La maggior parte delle persone, infatti, entra per un’escursione di un solo giorno, senza la possibilità di comprare un biglietto che duri solo per una giornata. L’Ente ha quindi proposto di creare un Day Use Pass e aumentare i prezzi degli ingressi per più giorni. Sia la proposta dello Yosemite che quella del Rocky Mountain saranno però sottoposte ad un periodo di public engagement. Si tratta di “consultazioni” che permettano a chiunque voglia esprimere la propria opinione di farlo tramite email, posta o incontri prefissati. I Parchi cercano in questo modo un dialogo al fine di scegliere una soluzione che possa soddisfare il più possibile entrambe le parti. *Fonte: montagne.tv - Autore: Pamela Calufetti* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** America, Rocky Mountain, Usa, Yosemite Park --- ### [Adamello, furto a 2500 metri del Rifugio Garibaldi](https://www.montagnenostre.net/adamello-furto-a-2500-metri-del-rifugio-garibaldi/) **Published:** Ottobre 30, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); ***TEMÙ, Brescia*** — Attrezzatura, sacchi a pelo, indumenti. Questa la refurtiva rubata domenica scorsa al bivacco invernale del rifugio Garibaldi, posto a circa 2550 metri di quota i piedi dell’imponente parete Nord dell’Adamello. Diverse cordate di rientro dalla scalata hanno trovato l’amara sorpresa. Il rifugio Garibaldi si trova nella conca del Venerocolo davanti al lago del Pantano, a quota 2548 metri. In autunno, a rifugio chiuso, gli alpinisti si appoggiano al vicino bivacco invernale da cui partono per le salite all’Adamello e sulle cime della Val D’Avio. Domenica scorsa, complice il bel tempo, c’erano diverse cordate sulla montagna, pertanto al bivacco non erano pochi i materiali rimasti incustoditi. Secondo quanto riferito dai giornali bresciani, i ladri avrebbero portato via materassini, sacchi a pelo, frontali e radio, vestiti di ricambio, fornelli e macchine fotografiche per un valore complessivo di oltre un migliaio di euro. Le vittime del furto hanno poi sporto denuncia ai carabinieri. “L’eco che sta avendo la notizia è dato dal fatto che in decenni di vita dei rifugi bresciani non si ha memoria di un altro episodio simile – commentano sulla pagina Facebook del rifugio i gestori del Garibaldi -. Speriamo resti davvero un caso isolato”. *Fonte: Montagna.tv - Autore: Valentina d'Angella* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Adamello, Furto, Rifugio Garibaldi --- ### [Val di Mello, scivola e si ferisce sul “Precipizio degli asteroidi”](https://www.montagnenostre.net/val-di-mello-scivola-e-si-ferisce-sul-precipizio-degli-asteroidi/) **Published:** Novembre 4, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); ***VAL MASINO, Sondrio*** — Incidente in parete sabato su “Oceano Irrazionale”, nota via d’arrampicata che si sviluppa lungo il “Precipizio degli asteroidi” della Val di Mello: Paolo Masa, guida alpina e “sassista”, è infatti scivolato battendo il capo sulla roccia. L’eliambulanza e il soccorso alpino lo hanno recuperato con il verricello e trasportato in ospedale. Secondo quanto riporta il comunicato stampa del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo, nella mattinata di sabato due cordate si trovavano sul “Precipizio degli asteroidi”, celebre parete di roccia della Val di Mello. I rocciatori avevano deciso di affrontare “Oceano Irrazionale”, via non attrezzata tra le più famose della Valle, aperta da Ivan Guerini e Mario Villa nel 1977. Giunti nel tratto denominato “Tiro della tromba”, a circa metà della via, uno di loro è improvvisamente scivolato, battendo la testa e perdendo temporaneamente i sensi. Si tratta di Paolo Masa, uno degli alpinisti protagonisti della grande stagione arrampicatoria della Val di Mello, guida alpina di Chiesa in Valmalenco nonchè “sassista” e autore della guida “Val di Mello – 9000 metri sopra i prati.” I compagni di cordata hanno dato l’allarme e mentre attendevano l’arrivo dei soccorsi, sono riusciti a calare l’amico fino alla sosta sulla parete. Il tecnico dell’elisoccorso a bordo dell’eliambulanza, una volta giunto sul luogo dell’incidente, è riuscito a recuperare l’infortunato con il verricello e ad issarlo sul mezzo aereo per trasportarlo all’ospedale di Sondalo. *Fonte: Montagna.tv - Autore: Pamela Calufetti* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** Incidente di montagna, Notizie, Val di Mello, Valmasino --- ### [Sentieri nel Parco del K2: è online la trekking map](https://www.montagnenostre.net/sentieri-nel-parco-del-k2-e-online-la-trekking-map/) **Published:** Novembre 13, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **BERGAMO** — Percorsi culturali, esplorativi, grandi classici ed escursioni avventurose. Più una serie di brevi trekking che conducono a punti panoramici da cui ammirare la maestosità del K2. Una precisa e completa mappa di tutti i sentieri di trekking che attraversano il Central Karakorum National Park, alias il Parco del K2, situato nel nord del Pakistan, è da pochi giorni scaricabile dal sito del Parco, **www.cknp.org**. La cartina è frutto di un lungo lavoro di “ricerca” condotto dal team dell’Associazione EvK2Cnr, nell’ambito dell’implementazione del Central Karakorum National Park. “La mappa del Cknp è il risultato di 5 anni di lavoro da parte di un team variegato e molto numeroso – commenta Maurizio Gallo, responsabile dei progetti in Pakistan dell’Associazione EvK2Cnr -. Alcuni hanno lavorato sulle cartografie ricavate da immagini satellitari, altri hanno effettuato sopralluoghi per verificarne la validità, altri, muniti di GPS hanno percorso gran parte degli itinerari di trekking, altri ancora hanno partecipato agli incontri con le 150 comunità dei villaggi che circondano il Parco per raccogliere informazioni. E’ stata una collaborazione anche con molti ricercatori della Karakorum International University e operatori del parco stesso che hanno dato la massima disponibilità a condividere le informazioni”. I sentieri sono suddivisi in diverse tipologie: classic, discovery, adventure, cultural treks e gli interessanti “K2 view points”, brevi percorsi che portano a luoghi panoramici da cui ammirare il K2. Questa cartina fa parte del materiale presentato da Evk2Cnr e dal Direttorato del Cknp al congresso “IUCN World Parks Congress” che si sta svolgendo a Sydney questa settimana, durante il quale EvK2Cnr e la Fao presenteranno la Federation of Mountain Protected Areas durante un side event calendarizzato per giovedì 13 novembre. *Fonte: montagna.tv - Autore: Sara Sottocornola* Qui potete trovare diverse mappe disponibili in formato jpg e la versione PDF. Inoltre la mappa turistica con tutte le informazioni è disponibile, divisa in 3 file, in formato A0. **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** escursioni, k2, Mappe, sentieri, trekking, Trekking map --- ### [Orsi polari in Alaska, popolazione del mare di Beaufort quasi dimezzata](https://www.montagnenostre.net/orsi-polari-in-alaska-popolazione-del-mare-di-beaufort-quasi-dimezzata/) **Published:** Novembre 23, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); **ANCHORAGE, Alaska** — É allarme per la popolazione degli orsi polari della zona meridionale del mare di Beaufort, a nord delle coste dell’Alaska. Un recente studio pubblicato su Ecological Applications ha infatti evidenziato che nel primo decennio del 21esimo secolo è sopravvissuto solo il 60 percento dei plantigradi. Lo studio è stato condotto da un un gruppo di ricercatori statunitensi e canadesi dal 2001 al 2010 su una specifica popolazione di orsi polari, quella che abita la zona meridionale del mare di Beaufort, nell’Alaska settentrionale, per valutare l’impatto dei cambiamenti climatici su questa specie. I dati raccolti hanno mostrato che nell’arco del decennio c’è stata una diminuzione del 40 percento, arrivando nel 2010 ad un totale di circa 900 esemplari. Un’analisi più approfondita ha evidenziato che a subire le conseguenze più gravi sono stati i cuccioli. “Degli 80 piccoli di orso osservati in Alaska tra il 2004 e il 2007, solo 2 sono certamente sopravvissuti” ha dichiarato Jeff Bromaghin, ricercatore statunitense a capo dello studio. Si tratta di un dato allarmante se si pensa che normalmente la sopravvivenza dei cuccioli è del 50 percento. Il periodo tra il 2004 e il 2007 ha infatti visto una bassissima sopravvivenza nella popolazione, mentre negli anni successivi si è alzata fino a stabilizzarsi attorno ai 900 esemplari. I ricercatori hanno ipotizzato che a causare il brusco calo sia stato l’assottigliamento del ghiaccio che non ha permesso di cacciare prede a sufficienza per sfamare tutti i piccoli, morti conseguentemente di fame. “Il basso livello di sopravvivenza – ha tenuto a precisare Bromaghin – potrebbe essere stato causato da una combinazione di fattori che potrebbe essere difficile da scoprire, e il motivo per cui la sopravvivenza è migliorata alla fine dello studio è sconosciuto. La ricerca e il monitoraggio continueranno in modo da capire quali fattori influenzano questa popolazione”. Delle 19 popolazioni di orsi polari sparse per il mondo, al momento quattro, inclusa quella del mare di Beaufort, sono considerate in diminuzione, cinque stabili e una in crescita. Per le rimanenti non esistono dati sufficienti per stabilire una tendenza. *Fonte: Montagne.tv - Autore: Pamela Calufetti* **Categorie:** Notizie dalla montagna **Tag:** alaska, orsi polari, Polo Nord --- ### [Luci celesti](https://www.montagnenostre.net/luci-celesti/) **Published:** Novembre 10, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); Il video di Ole Salomonsen è un documentario girato nelle regioni settentrionali della Norvegia, Finlandia e Svezia durante l’autunno 2011, inverno e la primavera 2012. Con l’aumento di attività solare il display è stata intenso nel corso della primavera del 2012. Godetevi la sua ultima collezione di sequenze timelapse spettacolari catturate sul sistema Zero stage. Se ti piace il video, non esitare a condividere con i tuoi amici! Grazie. *Celestial Lights from Ole C. Salomonsen on Vimeo**Fonte: Vimeo.com – Pubblicato da dynamicperception.com* **Categorie:** Video **Tag:** aurore boreali, Finlandia, Norvegia, Ole Salomonsen, Svezia --- ### [Planet Earth: Natura, splendido scenario in HD](https://www.montagnenostre.net/planet-earth-natura-splendido-scenario-in-hd/) **Published:** Ottobre 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); "Planet Earth" è una serie televisiva 2006 prodotta dalla BBC Natural History Unit. Dopo aver guardato tutti gli undici episodi, ho cercato di comprimere tutte le belle immagini in un video. È così che mi è venuta in mente questa meravigliosa 13 minuti. *Fonte: youtube.com - Video di Robert Revol* **Categorie:** Video **Tag:** natura, Paesaggi naturali --- ### [Paesaggi: volume due](https://www.montagnenostre.net/paesaggi-volume-due/) **Published:** Ottobre 26, 2014 **Author:** Redazione **Content:** ga('create', 'UA-56121339-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); “Paesaggi: Volume due”: il secondo video spettacolare Time lapse sui paesaggi creato da Dustin Farrell. La maggior parte dei colpi sono nel suo paese d’origine dell’Arizona ed in alcune zone dell'Utah negli USA. Mettetevi comodi e godetevi questo video dai paesaggi straordinari grazie a www.crewwestinc.com! *Fonte: vimeo.com – Pubblicato da www.crewwestinc.com – Video di Dustin Farrell* **Categorie:** Video **Tag:** America, Arizona, Paesaggi naturali, Utah --- ## Pagine ### [Montagne Nostre: Andare per sentieri e rifugi](https://www.montagnenostre.net/) **Published:** Novembre 22, 2024 **Author:** Redazione **Content:** Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-premassone-base-ideale-per-ladamello/ "Rifugio Premassone, base ideale per l’Adamello") [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-premassone-base-ideale-per-ladamello/)### [Rifugio Premassone, base ideale per l’Adamello](https://www.montagnenostre.net/rifugio-premassone-base-ideale-per-ladamello/ "Rifugio Premassone, base ideale per l’Adamello") 19 Dicembre 2025 Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tita-secchi-trekking-spettacolare-in-valle-camonica/ "Rifugio Tita Secchi: trekking spettacolare in Valle Camonica") [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tita-secchi-trekking-spettacolare-in-valle-camonica/)### [Rifugio Tita Secchi: trekking spettacolare in Valle Camonica](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tita-secchi-trekking-spettacolare-in-valle-camonica/ "Rifugio Tita Secchi: trekking spettacolare in Valle Camonica") 12 Novembre 2025 Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fondomonfracchio/ "Alla Scoperta del Rifugio Fondomonfracchio in Valle Vigezzo") [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fondomonfracchio/)### [Alla Scoperta del Rifugio Fondomonfracchio in Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fondomonfracchio/ "Alla Scoperta del Rifugio Fondomonfracchio in Valle Vigezzo") 27 Ottobre 2025 Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regi/ "Rifugio Regi: il Bivacco CAI della Valle Vigezzo") [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regi/)### [Rifugio Regi: il Bivacco CAI della Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regi/ "Rifugio Regi: il Bivacco CAI della Valle Vigezzo") 24 Ottobre 2025 Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/bivacco-fanton/ "Bivacco Fanton: salita alla Forcella Marmarole nelle Dolomiti") [](https://www.montagnenostre.net/bivacco-fanton/)### [Bivacco Fanton: salita alla Forcella Marmarole nelle Dolomiti](https://www.montagnenostre.net/bivacco-fanton/ "Bivacco Fanton: salita alla Forcella Marmarole nelle Dolomiti") 15 Ottobre 2025 Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-alpe-cortevecchio/ "Rifugio CAI Alpe Cortevecchio | Natura e panorami unici della Valle Anzasca") [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-alpe-cortevecchio/)### [Rifugio CAI Alpe Cortevecchio | Natura e panorami unici della Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-alpe-cortevecchio/ "Rifugio CAI Alpe Cortevecchio | Natura e panorami unici della Valle Anzasca") 25 Settembre 2025 Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/i-gnocchetti-della-valchiavenna/ "Piatti che raccontano: Gnocchetti della Valchiavenna") [](https://www.montagnenostre.net/i-gnocchetti-della-valchiavenna/ "Piatti che raccontano: Gnocchetti della Valchiavenna") [](https://www.montagnenostre.net/i-gnocchetti-della-valchiavenna/ "Piatti che raccontano: Gnocchetti della Valchiavenna") [Ricette di montagna](https://www.montagnenostre.net/category/ricette-di-montagna/) ### [ Piatti che raccontano: Gnocchetti della Valchiavenna ](https://www.montagnenostre.net/i-gnocchetti-della-valchiavenna/) [Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte-rifugi/valle-vigezzo-rifugi/) [Alla Scoperta del Rifugio Fondomonfracchio in Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-fondomonfracchio/) [Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte-rifugi/valle-vigezzo-rifugi/) [Rifugio Regi: il Bivacco CAI della Valle Vigezzo](https://www.montagnenostre.net/rifugio-regi/) [Val d'Ansiei](https://www.montagnenostre.net/category/bivacchi/veneto-bivacchi/val-dansiei/) [Bivacco Fanton: salita alla Forcella Marmarole nelle Dolomiti](https://www.montagnenostre.net/bivacco-fanton/) Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tita-secchi-trekking-spettacolare-in-valle-camonica/ "Rifugio Tita Secchi: trekking spettacolare in Valle Camonica") [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tita-secchi-trekking-spettacolare-in-valle-camonica/ "Rifugio Tita Secchi: trekking spettacolare in Valle Camonica") [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tita-secchi-trekking-spettacolare-in-valle-camonica/ "Rifugio Tita Secchi: trekking spettacolare in Valle Camonica") [Val Camonica](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/lombardia/valcamonica-rifugi/) ### [ Rifugio Tita Secchi: trekking spettacolare in Valle Camonica ](https://www.montagnenostre.net/rifugio-tita-secchi-trekking-spettacolare-in-valle-camonica/) Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-alpe-cortevecchio/ "Rifugio CAI Alpe Cortevecchio | Natura e panorami unici della Valle Anzasca") [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-alpe-cortevecchio/ "Rifugio CAI Alpe Cortevecchio | Natura e panorami unici della Valle Anzasca") [](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-alpe-cortevecchio/ "Rifugio CAI Alpe Cortevecchio | Natura e panorami unici della Valle Anzasca") [Valle Anzasca](https://www.montagnenostre.net/category/rifugi/piemonte-rifugi/valle-anzasca-rifugi/) ### [ Rifugio CAI Alpe Cortevecchio | Natura e panorami unici della Valle Anzasca ](https://www.montagnenostre.net/rifugio-cai-alpe-cortevecchio/) Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/dalla-val-grosina-al-passo-di-verva-itinerario-mtb-ad-anello-tra-natura-e-storia/ "Pedalando in Val Grosina | Anello MTB selvaggio al Passo di Verva") [](https://www.montagnenostre.net/dalla-val-grosina-al-passo-di-verva-itinerario-mtb-ad-anello-tra-natura-e-storia/ "Pedalando in Val Grosina | Anello MTB selvaggio al Passo di Verva") [](https://www.montagnenostre.net/dalla-val-grosina-al-passo-di-verva-itinerario-mtb-ad-anello-tra-natura-e-storia/ "Pedalando in Val Grosina | Anello MTB selvaggio al Passo di Verva") [Mtb](https://www.montagnenostre.net/category/itinerari/mtb/) ### [ Pedalando in Val Grosina | Anello MTB selvaggio al Passo di Verva ](https://www.montagnenostre.net/dalla-val-grosina-al-passo-di-verva-itinerario-mtb-ad-anello-tra-natura-e-storia/) Bookmark [](https://www.montagnenostre.net/boschi-funghi-e-pericoli-come-restare-al-sicuro-secondo-il-soccorso-alpino/ "Boschi e funghi: le regole vitali del Soccorso Alpino") [](https://www.montagnenostre.net/boschi-funghi-e-pericoli-come-restare-al-sicuro-secondo-il-soccorso-alpino/ "Boschi e funghi: le regole vitali del Soccorso Alpino") [](https://www.montagnenostre.net/boschi-funghi-e-pericoli-come-restare-al-sicuro-secondo-il-soccorso-alpino/ "Boschi e funghi: le regole vitali del Soccorso Alpino") [In Montagna](https://www.montagnenostre.net/category/in-montagna/) ### [ Boschi e funghi: le regole vitali del Soccorso Alpino ](https://www.montagnenostre.net/boschi-funghi-e-pericoli-come-restare-al-sicuro-secondo-il-soccorso-alpino/) Bookmark [ ![](data:image/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http://www.w3.org/2000/svg'%20viewBox='0%200%201170%20878'%3E%3C/svg%3E "passodelmuretto") ](https://www.montagnenostre.net/passo-del-muretto-il-passaggio-tra-la-valmalenco-ed-engadina/) [Escursioni](https://www.montagnenostre.net/category/itinerari/escursioni/) ## [Passo del Muretto: un valico storico tra due mondi](https://www.montagnenostre.net/passo-del-muretto-il-passaggio-tra-la-valmalenco-ed-engadina/) di [Redazione](https://www.montagnenostre.net/author/admin/) Bookmark [ ![](data:image/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http://www.w3.org/2000/svg'%20viewBox='0%200%20730%20438'%3E%3C/svg%3E "Rifugio_allagodiMortirolo") ](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-rifugio-al-lago-del-mortirolo/) [Ciaspolate](https://www.montagnenostre.net/category/itinerari/ciaspolate/) ## [Immersione nella natura: ciaspolata al Lago del Mortirolo](https://www.montagnenostre.net/ciaspolata-al-rifugio-al-lago-del-mortirolo/) di [Redazione](https://www.montagnenostre.net/author/admin/) Bookmark [ ![](data:image/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http://www.w3.org/2000/svg'%20viewBox='0%200%20730%20486'%3E%3C/svg%3E "Laghi_di_Torena_Nero") ](https://www.montagnenostre.net/i-laghi-di-torena-e-i-segni-della-preistoria/) [Escursioni](https://www.montagnenostre.net/category/itinerari/escursioni/) ## [Laghi di Torena: sulle tracce della preistoria alpina](https://www.montagnenostre.net/i-laghi-di-torena-e-i-segni-della-preistoria/) di [Redazione](https://www.montagnenostre.net/author/admin/) L’escursione ai Laghi di Torena è un’esperienza affascinante che combina la bellezza naturale e la storia antica in un percorso immerso nel cuore delle Alpi. … [Continua a 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affiancata alla montagna con vista panoramica mozzafiato!")### [Hotel-capsula affiancata alla montagna con vista panoramica mozzafiato!](https://www.montagnenostre.net/hotel-capsula-affiancata-alla-montagna-con-vista-panoramica-mozzafiato/ "Hotel-capsula affiancata alla montagna con vista panoramica mozzafiato!") 15 Febbraio 2018 Bookmark [ ](https://www.montagnenostre.net/il-vero-yu-gong-scava-i-canali-dacqua-tra-le-montagne/ "Il vero “Yu Gong”: scava i canali d’acqua tra le montagne")### [Il vero “Yu Gong”: scava i canali d’acqua tra le...](https://www.montagnenostre.net/il-vero-yu-gong-scava-i-canali-dacqua-tra-le-montagne/ "Il vero “Yu Gong”: scava i canali d’acqua tra le montagne") 6 Dicembre 2017 Bookmark [ ](https://www.montagnenostre.net/le-rocce-musicali-della-pennsylvania/ "Le rocce musicali della Pennsylvania: la sinfonia nascosta della natura")### [Le rocce musicali della Pennsylvania: la sinfonia nascosta della 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[Redazione](https://www.montagnenostre.net/author/admin/) Un’idea per chi non ha ancora deciso come trascorrere le vacanze estive: l’Alta Via … - Bookmark [ ](https://www.montagnenostre.net/il-trekking-delle-bregoline/ "Il trekking delle Bregoline") [Escursioni](https://www.montagnenostre.net/category/itinerari/escursioni/)## [Il trekking delle Bregoline](https://www.montagnenostre.net/il-trekking-delle-bregoline/) di [Redazione](https://www.montagnenostre.net/author/admin/) L’itinerario delle Bregoline può essere considerato un vero e proprio trekking in quanto offre … - Bookmark [ ](https://www.montagnenostre.net/il-bellissimo-lago-emet-in-uno-splendido-angolo-dei-monti-dello-spluga/ "Il bellissimo lago Emet in uno splendido angolo dei monti dello Spluga") [Escursioni](https://www.montagnenostre.net/category/itinerari/escursioni/)## [Il bellissimo lago Emet in uno splendido angolo dei 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scoperto ](https://www.montagnenostre.net/armillaria-ostoyae-gigante-il-piu-grande-organismo-mai-scoperto/) 20 Febbraio 2018 Indietro Avanti --- ### [Cookie Policy](https://www.montagnenostre.net/cookie-policy/) **Published:** Settembre 2, 2026 **Author:** Redazione **Content:** **Ultimo aggiornamento: 1 settembre 2026** La presente Cookie Policy descrive l’utilizzo di cookie e altri strumenti di tracciamento da parte del sito **[MontagneNostre.net](https://www.montagnenostre.net/)**. ## 1. 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Contatti Per informazioni relative alla presente Privacy Policy o al trattamento dei dati personali: MontagneNostre.net Titolare: Alessandro R. E-mail: **Ultimo aggiornamento: 1 settembre 2026** --- ### [Disclaimer](https://www.montagnenostre.net/disclaimer/) **Published:** Giugno 24, 2014 **Author:** Redazione **Content:** **Disclaimer** Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. 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Allora collabora con noi! **Montagnenostre.net** offre un ampio panorama su: eventi, rifugi, itinerari, escursioni, appuntamenti sportivi. ##### **Come collaborare?** Puoi collaborare con **Montagnenostre.net** inviandoci testi, articoli, racconti di viaggio da te redatti e/o tue fotografie che rientrino nelle sezioni tematiche da lei indicata. ##### **Il rapporto di collaborazione** La collaborazione è spontanea e gratuita. L’invio dei contributi comporta il tacito consenso all’eventuale modifica degli stessi, senza alternarne i contenuti, da parte della redazione Montagnenostre.net ed ammette la piena adesione alle presenti condizioni di collaborazione. Con l’invio del contributo si afferma l’autore e di fatto si cedono tutti i diritti a Montagnenostre.net, fermo restando il rispetto della proprietà intellettuale dell’opera. ##### **Gli articoli** Gli articoli dovranno essere inviati in allegato tramite posta elettronica all’indirizzo . 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[ Read Destinations ](https://soledaddemo.pencidesign.net/soledad-travel-magazine2/category/lifestyle/tip-planning/https://example.com/) ![](https://soledaddemo.pencidesign.net/soledad-travel-magazine2/wp-content/uploads/sites/47/2024/03/neom-4AADxUsnufQ-unsplash.jpg) ![](https://soledaddemo.pencidesign.net/soledad-travel-magazine2/wp-content/uploads/sites/47/2024/03/steven-wilcox-abHQF00VMkk-unsplash.jpg) ### Uncover Travel Secrets and Tips Planning your next adventure? Our expert writers and seasoned travelers share insider tips, practical advice, and must-visit destinations to help you craft your dream itinerary. Whether you’re seeking a relaxing beach retreat, a thrilling urban escapade, or an off-the-beaten-path adventure, we’ve got you covered. [ Read Tip & Planning ](https://soledaddemo.pencidesign.net/soledad-travel-magazine2/category/lifestyle/tip-planning/https://example.com/) ### Connect with a Global Community Join a community of passionate travelers who share your love for exploration and discovery. Share your travel stories, exchange tips, and connect with fellow wanderers from around the globe. Let’s inspire each other to wander, explore, and create unforgettable memories. [ Read Tip & Planning ](https://soledaddemo.pencidesign.net/soledad-travel-magazine2/category/lifestyle/tip-planning/https://example.com/) ![](https://soledaddemo.pencidesign.net/soledad-travel-magazine2/wp-content/uploads/sites/47/2024/03/group-friends-having-fun-beach-sunny-summer-day.jpg) ### Top most popular authors ##### Emily Chang Emily's insightful articles transport readers to far-off lands, immersing them in the traditions, art, and local flavors that make each destination unique. [](#) [](#) [](#) [](#) ##### Alexandre Duval From trekking through rugged mountains to diving into pristine oceans, Alexandre's thrilling adventures inspire readers to step out of their comfort zones. [](#) [](#) [](#) ##### Lina Patel Lina's expertise in luxurious accommodations, gourmet dining, and exclusive destinations elevates travel to a whole new level of opulence. 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It’s different from a blog post because it will stay in one place and will show up in your site navigation (in most themes). Most people start with an About page that introduces them to potential site visitors. It might say something like this: > Hi there! I’m a bike messenger by day, aspiring actor by night, and this is my website. I live in Los Angeles, have a great dog named Jack, and I like piña coladas. (And gettin’ caught in the rain.) …or something like this: > The XYZ Doohickey Company was founded in 1971, and has been providing quality doohickeys to the public ever since. Located in Gotham City, XYZ employs over 2,000 people and does all kinds of awesome things for the Gotham community. As a new WordPress user, you should go to your dashboard to delete this page and create new pages for your content. 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Satis est ad hoc responsum. Quamquam haec quidem praeposita recte et reiecta dicere licebit. Quam nemo umquam voluptatem appellavit, appellat erat enim polemonis duo reges constructio. interrete. Nihil opus est exemplis hoc facere longius. #### Bonum integritas corporis: misera debilitas. Sed quanta sit alias, nunc tantum possitne esse tanta. Num igitur eum postea censes anxio animo aut sollicito fuisse? Traditur, inquit, ab Epicuro ratio neglegendi doloris. Restinguet citius, si ardentem acceperit. Et quidem illud ipsum non nimium probo et tantum patior, philosophum loqui de cupiditatibus finiendis. **Quamquam tu hanc copiosiorem etiam soles dicere.** - Ut placet, inquit, etsi enim illud erat aptius, aequum cuique concedere. - Modo etiam paulum ad dexteram de via declinavi, ut ad Pericli sepulcrum accederem. - Quamquam tu hanc copiosiorem etiam soles dicere. #### Atqui reperies, inquit, in hoc quidem pertinacem; Quis istud, quaeso, nesciebat? An tu me de L. Hoc Hieronymus summum bonum esse dixit. Duo enim genera quae erant, fecit tria. Sint modo partes vitae beatae. Quod autem ratione actum est, id officium appellamus. *Nec vero alia sunt quaerenda contra Carneadeam illam sententiam.* Nos commodius agimus. Id *\[redacted\]*tilius factum negabat. Stoici scilicet. Honesta oratio, Socratica, Platonis etiam. Diodorus, eius auditor, adiungit ad honestatem vacuitatem doloris. Iam contemni non poteris. > Sed si duo honesta proposita sint, alterum cum valitudine, alterum cum morbo, non esse dubium, ad utrum eorum natura nos ipsa deductura sit. Falli igitur possumus. Bonum integritas corporis: misera debilitas. Hoc est non dividere, sed frangere. Hanc quoque iucunditatem, si vis, transfer in animum; Immo alio genere; Praeclarae mortes sunt imperatoriae; Negare non possum. Illa argumenta propria videamus, cur omnia sint paria peccata. --- ### [Default Page](https://www.montagnenostre.net/default-page/) **Published:** Febbraio 7, 2018 **Author:** Redazione **Content:** Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Satis est ad hoc responsum. Quamquam haec quidem praeposita recte et reiecta dicere licebit. Quam nemo umquam voluptatem appellavit, appellat erat enim polemonis duo reges constructio. interrete. Nihil opus est exemplis hoc facere longius. #### Bonum integritas corporis: misera debilitas. Sed quanta sit alias, nunc tantum possitne esse tanta. Num igitur eum postea censes anxio animo aut sollicito fuisse? Traditur, inquit, ab Epicuro ratio neglegendi doloris. Restinguet citius, si ardentem acceperit. Et quidem illud ipsum non nimium probo et tantum patior, philosophum loqui de cupiditatibus finiendis. **Quamquam tu hanc copiosiorem etiam soles dicere.** - Ut placet, inquit, etsi enim illud erat aptius, aequum cuique concedere. - Modo etiam paulum ad dexteram de via declinavi, ut ad Pericli sepulcrum accederem. - Quamquam tu hanc copiosiorem etiam soles dicere. #### Atqui reperies, inquit, in hoc quidem pertinacem; Quis istud, quaeso, nesciebat? An tu me de L. Hoc Hieronymus summum bonum esse dixit. Duo enim genera quae erant, fecit tria. Sint modo partes vitae beatae. Quod autem ratione actum est, id officium appellamus. *Nec vero alia sunt quaerenda contra Carneadeam illam sententiam.* Nos commodius agimus. Id *\[redacted\]*tilius factum negabat. Stoici scilicet. Honesta oratio, Socratica, Platonis etiam. Diodorus, eius auditor, adiungit ad honestatem vacuitatem doloris. Iam contemni non poteris. > Sed si duo honesta proposita sint, alterum cum valitudine, alterum cum morbo, non esse dubium, ad utrum eorum natura nos ipsa deductura sit. Falli igitur possumus. Bonum integritas corporis: misera debilitas. Hoc est non dividere, sed frangere. Hanc quoque iucunditatem, si vis, transfer in animum; Immo alio genere; Praeclarae mortes sunt imperatoriae; Negare non possum. 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