Rifugio Rasega

Il Rifugio Rasega (m 1151) è situato in fondo alla Val di Mello, paradiso del granito, frequentata da aprile ad ottobre da una miriade di scalatori provenienti da tutto il mondo, da qualcuno con un certo azzardo accomunata alla ben più famosa Yosemite della California.

Gruppo Montuoso: Masino – Bregaglia (Italia)
Valle: Val di Mello

DIFFICOLTÀ

T

Itinerario Turistico 
Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

ALTRE INFORMAZIONI
Località di partenza: San Martino
Quota di partenza:  923 m  |  Dislivello: 200 m  |  Tempo di percorrenza: 45 minuti
Periodo di Apertura: dal 1 Maggio al 30 Settembre ed i weekend di Aprile ed Ottobre
Posti letto: 12 posti
Gestione:  Alma Quaini
Tel. +39 0342 611116 | +39 338 4467550



COME SI RAGGIUNGE


Il Rifugio Rasega è situato nella parte terminale della Val di Mello.
Questa splendida valle si raggiunge staccandosi dalla statale 38 che percorre il fondovalle valtellinese poco dopo il ponte sul torrente Mello, che precede l’abitato di Ardenno, per imboccare verso nord la provinciale 9 (ex statale 404).
Superati gli abitati di Cataeggio e Filorera, passiamo accanto al Sasso Remenno, un grande monolito roccioso, forse il più grande d’Europa, attrezzato con varie vie di risalita.
Accanto al torrente c’è un’area di sosta; vale la pena fermarsi un attimo per osservare gli arrampicatori o anche solo per ammirare lo splendido gruppo delle Cime del Cavalcorto (m. 2763) in fondo alla vallata.
Dopo San Martino, continuiamo verso Bagni di Masino e ben presto troviamo un bivio dove viene segnalata a destra la strada per la Val di Mello che percorriamo fino ad uno slargo dove parcheggiamo la macchina (m. 1051).

Durante il periodo estivo quando la valle è molto frequentata dai gitanti domenicali è obbligatorio lasciare l’auto a S. Martino e utilizzare un bus navetta (costo € 1).
Da fine ottobre a febbraio invece, la valle, stretta e posta in orizzontale da ovest ad est, non riceve alcun raggio di sole.
Va da se che i periodi migliori per apprezzarla sono le stagioni intermedie ed in particolare l’autunno quando i larici ingialliscono e i faggi abbarbicati alle cenge più alte si colorano di tinte fiammeggianti, contrastando col grigio chiaro delle pareti granitiche.
La Val di Mello è di origine glaciale come chiaramente indicato dal tipico profilo a U.
Alcune valli laterali vi confluiscono: da nord Val del Ferro, Val Qualido, Val di Zocca e Val Torrone e da sud Valle d’Arcanzolo, Valle Mezzola, Val Temola e Val Romilla.
Ad est la valle è chiusa dalle imponenti cime del Monte Pioda (m. 3431) e del Monte Disgrazia (m. 3678) mentre ad ovest la stretta piramide del Monte Boris (m. 2497) si erge quale sentinella all’imbocco della valle.

Lasciata la macchina ci incamminiamo sulla sterrata in piano.
Superato un ruscello con un piccolo ponte di legno, raggiungiamo il Gatto Rosso, il primo dei posti di ristoro che incontreremo lungo il cammino.
Ignoriamo un sentierino sulla destra e arriviamo all’imbocco della mulattiera. Un grande cartello spiega le glaciazioni della valle e mostra una cartina della zona.
Sulla sinistra, un po’ in dentro ci sono le baite Ca’ di Panser (m. 1061). La salita è assai lieve.
Sulla sinistra vediamo la grande roccia detta degli Asteroidi.
Tra pini e larici ci avviciniamo al torrente che d’ora in poi ci accompagnerà sul lato destro.
Superiamo un ruscello e continuiamo in piano.
Un cartello indica un larice/quercia; un’altro segnala sulla sinistra il sentiero per la baita Qualido.
Superiamo poi una piccola grotta chiusa da una porta di ferro di colore verde.

In località Ca’ di Carna (m. 1076), lasciamo a destra il ponticello con il quale è possibile attraversare il torrente e raggiungere l’Agriturismo Ca’ de Scuma (tel. 0342 653076).
Superato un altro cartello che indica un acero montano, il torrente si allarga formando una limpidissima pozza.
Da entrambe le pareti dei monti che ci circondano scendono alcune piccole cascate.
Superiamo un torrente in secca con un ponte in cemento e continuiamo accompagnati da una staccionata in legno, dapprima solo sul lato destro e poi da entrambi.

Raggiungiamo le baite di Cascina Piana (m. 1092) tra le quali ci sono due rifugi: il Rifugio Mello sulla destra e, poco più avanti, sull’altro lato il Rifugio Luna Nascente. Tra le ultime baite c’è una fontana.
Continuiamo seguendo un muretto di sassi, poi dopo un breve tratto in salita, ignoriamo un sentiero sulla sinistra.
Troviamo poi sulla destra un altro sentiero e un ponticello di legno. Un cartello indica in quella direzione il Sentiero Life delle Alpi Retiche.
Continuando in piano troviamo sulla sinistra l’imbocco del sentiero che risale la Val di Zocca verso il Rifugio Allievi Bonacossa (m. 2385) segnalato a 3 ore di cammino.
Altri cartelli indicano un ontano bianco, un abete rosso e un frassino maggiore. Proseguiamo in lieve salita ammirando una cascata sulla sinistra.

Entriamo in un bosco e, percorrendo tra i pini un tratto in salita, arriviamo ad un bivio dove un cartello indica Rasica a sinistra.
Lasciamo il percorso pianeggiante per salire verso sinistra a raggiungere il nuovo e solido ponte di legno con il quale superiamo il torrente che scende dalla Val di Zocca. Poi in discesa torniamo sul percorso principale.
Il nuovo ponte, costruito in posizione più sicura, elimina il problema dell’attraversamento di questo torrente che, quando è in piena, è assai impetuoso. Naturalmente, quando l’acqua che vi scorre è poca, possiamo evitare questa deviazione e superare il corso d’acqua con un ponticello più semplice e fragile fatto con alcuni tronchi di albero.

Oltrepassato un altro ruscello arriviamo nella splendida piana di Rasica dove la valle si allarga. Giungiamo così al Rifugio Rasega, ultimo posto di ristoro della valle, che precede un gruppo di baite.
Bellissima la vista sulle cime del Cameraccio e sulla vetta del Monte Pioda e del Disgrazia.

Fonte: diska.it

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