Sorge in bella posizione a 2340 m. ed è incastonata fra le catene montuose della Val d’Albigna, una valle laterale della Bregaglia, e si trova poco sopra il lago dell’Albigna. Dal rifugio si gode di una vista travolgente sulle pareti di granito frastagliato del gruppo di Sciora e dello Spazzacaldeira, nonché sul “Lägh da l’Albigna” (lago dell’Albigna). Rifugio invernale sempre aperto.
DETTAGLI ITINERARIO
E – Itinerario escursionistico
Gruppo Montuoso: Masino – Bregaglia (Svizzera)
Valle: Vallespluga
Località di partenza: Stazione funivia di Albigna
Quota di partenza: 1170 m | Dislivello: 1100 m | Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti
Periodo di Apertura: Metà Giugno – Inizio Ottobre
Posti letto: 84 posti
Gestione: Annamaria Crameri e Martin Ruggli
Tel. +39 081 8221405
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Time: 03/08/2019, 14:13 |
Duration: 04:53:04 |
Ascent/Descent: | Distance: 8.51 km |
Scarica questo percorso da Wikiloc. Per accedere al rifugio, chiamato Chamanna in Svizzera, da l’Albigna partiamo da Chiavenna. Dobbiamo proseguire verso il confine Italia-Svizzera per raggiungere la dogana di Villa di Chiavenna. Inoltre, da qui proseguiamo lungo la Val Bregaglia per circa 10 km.
Arrivati a Vicopisano, terzo paese dopo Bondo e Stampa, proseguiamo circa due chilometri lungo la strada. La strada sale verso il passo del Maloja e quindi St. Moritz. Troviamo un primo tornante che svolta a destra e ci fermiamo nel parcheggio vicino a un secondo tornante. L’impianto di risalita si distingue di fronte a noi, portando i più temerari fino alla diga dell’Albigna senza sforzo. La funivia è in funzione nei mesi estivi e arriva ai piedi del muraglione della diga, a circa 2200 metri. Orari: 7.00 – 11.30 e 13.15 – 16.45, costo A/R Fra. 18, tempo: 11 minuti, dislivello: 900 m.
Questa località, anche se nessun cartello lo indica, è “Pranzaira”: lo capiamo meglio leggendo il nome dell’albergo che possiamo notare sulla sinistra appena dopo il tornante di cui parlavamo poc’anzi. Per chi avesse deciso di salire a piedi avviso subito con grande gioia che siamo qui a 1250 metri di dislivello e che ne mancano circa 1.100 !
Dalla funivia proseguiamo per circa 200 metri lungo la statale asfaltata, fino a trovare sulla destra una strada sterrata che si addentra nel bosco (un cartello indica chiaramente il divieto di circolazione ai mezzi a motore). Dopo circa 10 minuti di percorso pianeggiante, attraversiamo sopra una palancola il fiume Albigna, che discende dalla valle che noi cominciamo a salire appena di là di quest’ultimo. A m.1400 circa incontriamo un secondo sentiero (parte da Vico Soprano), che si congiunge al nostro, deviamo a sinistra e continuiamo a salire per il sentiero ben tracciato; non sarà raro però trovare spaventosi sfasciumi di alberi crollati in seguito a slavine, che ci faranno esibire in divertenti passaggi fuori programma!
Il bosco finirà solamente dopo circa 2 ore o poco più di cammino, quando sbuchiamo (siamo a circa 2000 metri) in una larga spianata, dove arrivava probabilmente una vecchia funivia che portava sin qui materiale per la costruzione della diga. Da qui, infatti, parte un’ampia strada sterrata che conduce sotto il muraglione della diga, ove incontriamo l’arrivo della funivia, e poi risale a destra e a sinistra, fino a raggiungere i 2200 metri del muraglione. Da qui il panorama che si apre agli occhi è veramente di rara bellezza.
Scorgiamo il rifugio adagiato su di uno sperone a sinistra del bacino, quasi protetto da un’imponente cima alle sue spalle: la maestosa Punta da l’Albigna. I restanti metri li percorriamo a mezza costa in circa 15 minuti, per un totale di 3 ore o poco più (ben 2 ore almeno ci serviranno per tornare alla macchina). Il vecchio rifugio fu costruito nel fondovalle nell’anno 1910, ove ora risiede il lago artificiale, poi evidentemente distrutto a causa della costruzione della diga nel 1956 e nello stesso anno rifatto nella posizione attuale.
Fonte: diska.it | R. Moiola
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