Rifugio Luigi Brasca: sinfonia di boschi, cascate e silenzi

All’Alpe Coeder, in val Codera a quota 1304 metri. Raggiungere il Rifugio Luigi Brasca richiede ben 4 ore di cammino e molta energia. Inoltre, questo itinerario è uno dei più entusiasmanti e gratificanti della zona.

DETTAGLI ITINERARIO

E – Itinerario escursionistico

Gruppo Montuoso: Valchiavenna (Italia)
Valle: Val Codera
Località di partenza:
 Frazione di Mezzolpiano
Quota di partenza:  316 m  |  Dislivello: 1024 m  |  Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti
Periodo di Apertura: da Giugno a Settembre; su richiesta apertura anche nei fine settimana
Posti letto: 48 posti
Gestione:  Luigi Biavaschi
Tel. +39 0343 63077

MAPPA DEL PERCORSO

Ascent/Descent:
894 m 168 m
Distance:
10.83 km

DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Guardando da Novate Mezzola lo stretto intaglio che delimita l’inizio della Val Codera sembra impossibile che nella sua estensione superiore ci possano essere degli alpeggi, alcuni abitati anche tutto l’anno. Invece questa bella vallata alpina contrappone all’aspro imbocco, uno sviluppo pianeggiante con ampi pascoli e una corona finale di bellissime vette granitiche. Si tratta anche del tratto iniziale del famoso sentiero Roma che prosegue poi in Val Masino.

L’accesso avviene dalla frazione di Mezzolpiano (316 metri), nella parte alta della Valchiavenna. È situato vicino a un ampio parcheggio. Il sentiero sale sulla destra idrografica molto rapidamente. Questo avviene grazie a tornanti e a centinaia di gradini in pietra.

L’ambiente è singolare per la vegetazione mediterranea, dovuto all’esposizione a sud. Inoltre è al riparo dalle gelide correnti invernali provenienti dal nord. Man mano che si guadagna quota, compare il lago di Novate verso meridione. Il monte Legnone fa la guardia all’imbocco della Valtellina. La traccia non presenta particolari difficoltà. Occorre prestare attenzione ai brevi tratti esposti. Sono protetti da solidi ripari.

La pista si fa meno dura quando raggiunge Avedee (790 metri, 1:00 ora). È il primo nucleo abitato della vallata, molto caratteristico, con costruzioni tutte in pietra. Sulla strada spicca la piccola chiesetta a lato del sentiero. Ora il percorso si abbassa e si sviluppa anche all’interno di tunnel artificiali. Questi lo proteggono dalle pietre e dalle slavine che cadono dai ripidi costoni superiori.

Tratto del sentiero per il rifugio Luigi Brasca scattato nel periodo autunnale

In lontananza, in mezzo al bosco di castagni, si intravede il paese di Codera, posto a 825 metri, che si raggiunge dopo un breve tragitto (ore 1:20). È il centro principale della vallata, una volta abitato tutto l’anno da diverse famiglie, tanto da giustificare la presenza di una scuola elementare, un oratorio, un’ampia chiesa e due strutture ricettive: La Locanda e l’Osteria Alpina. La prima si trova lungo il sentiero, all’inizio del paese, proprio di fronte alla chiesa. Nella stessa struttura è ospitato l’interessante museo etnografico che conserva numerose testimonianze del passato di questa vallata. Vi sono stati ricostruiti una cucina ed una camera da letto con tutti gli utensili e gli attrezzi da lavoro antichi. Inoltre vi è una sezione dedicata alla flora e alla fauna, una alla mineralogia ed un’altra ancora alla storia della Val Codera. L’Osteria Alpina si trova invece nella parte alta del maggengo ma si raggiunge facilmente attraverso gli stretti vicoli che si sviluppano tra le case in pietra. Oltre che con l’itinerario appena descritto, Codera può essere raggiunto anche con un’altra strada meno frequentata, ma allo stesso tempo molto bella. Dalla frazione di Mezzoalpiano si attraversa il torrente fino a giungere nei pressi di una cava oltre la quale inizia una mulattiera. Si sale sulla sinistra idrografica del torrente Codera, sempre grazie a gradini e tornati, fino a raggiungere l’abitato di San Giorgio (748 metri ore 1:00).

Esso è situato in una conca lungo il crinale che fa da spartiacque tra il Vallone di Ravellaso e la Val de Munt e presenta un’interessante caratteristica: l’avello celtico, un sepolcro completamente scavato in un blocco di granito a testimonianza dell’antichissima colonizzazione della valle. Ripreso il cammino, dopo una breve salita, si incontra il “tracciolino”(900 metri): antica pista pianeggiante, una volta percorsa da binari su cui scorrevano i carrelli di servizio della presa idrica in Val Codera. Si segue questo tracciato fino ad incrociare la deviazione per l’alpeggio di Cii (850 metri ore 1:30). Il tragitto si abbassa e nel fondovalle supera il torrente con un bellissimo ponte ad arco costruito in pietra e sospeso per quaranta metri. Con una breve risalita si raggiunge Codera (ore 1:45).

Inoltrandosi nella valle, si è costretti a camminare su una scomoda strada sterrata. Inoltre, non si conosce il motivo, poiché inizia improvvisamente a 800 metri e arriva a 1300.
Si incontrano i nuclei di Saline (1054 metri) e Piazzo. In seguito, il Piazzo, sovrastante e semi-nascosto, ospita abitazioni ristrutturate per villeggiatura. Passato il ridente torrente, il tracciato prosegue fino agli abitati di Stoppadura (1190 metri). Poi arriva Bresciadega (1210 metri ore 2:00), dove sorge l’omonimo rifugio. Circondata da ampissimi pascoli, l’alpe è disseminata da casette in granito locale. Inoltre, ospita numerosi capi di bestiame nel periodo estivo.
La conca si conclude con l’Alpe Coeder (1330 metri). L’alpeggio sorge alla confluenza delle valli Averta e Arnasco.

Qui si trova il rifugio Brasca, ottimo punto d’appoggio per scalatori e escursionisti. Chi punta alle pareti granitiche della Sfinge, del Pizzo Ligoncio e del Gavazzo può proseguire via Passo del Barbacan o Passo della Trubinasca.

Vista panoramica dal Rifugio Luigi Brasca

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