Rifugio Carlo Emilio: tra le alte quote della Valle del Drogo

Il rifugio si trova a 2.150 m, sulle rive del piccolo Lago Nero, poco sopra il bacino del Truzzo, in un ambiente isolato e selvaggio. Costruito nel 1911, è un rifugio centenario dedicato a Carlo Piatti ed Emilio Castelli. Attualmente è chiuso e, per accedervi, è necessario contattare telefonicamente i gestori per procurarsi le chiavi.

DETTAGLI ITINERARIO

E – Itinerario escursionistico

Gruppo Montuoso: Valchiavenna (Italia)
Valle: Valle del Drogo
Località di partenza: S. Bernardo
Quota di partenza:  1242 m  |  Dislivello: 1000 m  |  Tempo di percorrenza: 3 ore
Periodo di Apertura: Richiedere chiavi ai gestori
Posti letto: 16 posti
Gestione:  Geronimi Ivo – Prosto di Piuro oppure Geronimi Pierino – Chiavenna
Tel. +39 0343 34540

MAPPA DEL PERCORSO

Ascent/Descent:
1964 m 902 m
Distance:
6.84 km

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DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Per raggiungere il Rifugio Carlo Emilio presso il bacino del Truzzo è necessario seguire il percorso. Questo costituisce la prima tappa del Trekking Valle Spluga.
La partenza a piedi è fissata appena oltrepassato Olmo. È prima di S. Bernardo, un piccolo abitato. È raggiungibile in automobile tramite una strada asfaltata che si stacca sulla sinistra. Nei pressi di S. Giacomo Filippo (m.522) si trova il punto d accesso. È a 3 km da Chiavenna, lungo la Strada Statale n.36 dello Spluga.

Dopo circa otto chilometri di salita ripida, troviamo sulla sinistra un ampio parcheggio. Si trova nei pressi dell’edificio di una centrale idroelettrica.
Qui lasciamo l’auto e cominciamo la nostra escursione. Per gli amanti dei numeri siamo a un’altezza di 1070 metri.

Lago del Truzzo e il promontorio del rifugio

Il sentiero costeggia il lato destro della centrale e sale ripidissimo. Quasi a spezzare il fiato all’escursionista, passa poi un ponte. Sotto il ponte corre il canale proveniente dalla diga. Dopo alcuni minuti diviene pianeggiante e ampia la mulattiera. Percorriamo questo dolce tratto di avvicinamento all’estremità della valle del Drogo.
Tenendoci sul versante sinistro orografico ascoltiamo il torrente.

Ad un certo punto la mulattiera si divide vicino a un bivio. Prendiamo a sinistra ed uscendo dal bosco incontriamo il piccolo abitato di S. Antonio (m.1250). Rientrati nel bosco saliamo per breve tratto e immetterci nel sentiero C25 proveniente da Scanabecco.

Subito dopo siamo nel bel mezzo di un secondo abitato noto come Caurga (m.1294), al limite del quale il nostro percorso cambia decisamente aspetto, perché la pendenza si fa estremamente ripida. Un bellissimo lastricato, infatti, seppur molto agevole, ci fa prendere presto quota grazie a numerosi tornanti, inizialmente nel bel mezzo del bosco e poi via via siamo sempre più esposti al sole, con il bosco che si riduce a pochi alberi isolati. Cominciamo ad incontrare enormi macigni a lato del nostro sentiero, successivamente incontriamo una baita sulla quale un cartello ci dà il benvenuto a “Cor De Lavaz”, località a circa 1750 metri, ove possiamo prendere un attimo fiato nell’ammirare da vicino la morfologia della valle del Drogo e la curiosa località di Lendine, sul versante opposto della valle.

Rifugio Carlo Emilio ed il lago del Truzzo

Più lontano, invece, cominciamo già a vedere l’abitato di Chiavenna e le maggiori cime della Val Codera e della Bassa Valtellina. Risalendo di nuovo la nostra mulattiera, incontriamo ad un certo punto il luogo destinato ad ospitare gli elicotteri e la struttura ove risiedono probabilmente i custodi della diga (che vengono erroneamente indicati come coloro che possiedono le chiavi del rifugio). Da qui, grazie wo interamente, fino a portarci sulla sponda sinistra; siamo a 2088 metri di dislivello. L’ultima fatica consiste nel percorrere a mezzacosta un sentiero che corre sulla sinistra del lago fino ad aggirare, con un tratto un po’ esposto, un promontorio, dietro al quale si nascondono un secondo piccolo laghetto (lago Nero m.2140) ed il rifugio (m.2150). Per accedere all’interno di esso occorre munirsi preventivamente delle chiavi. Il rifugio venne costruito nel 1911, come riporta un’incisione all’entrata principale. Recentemente (1997) è stato ristrutturato il reparto notte (vi sono, con disposizione letti a castello su 4 piani, con 4 materassi per ciascun piano), poi (1999) è stato rifatto il tetto.
Fonte: waltellina.com  |   Autore: R. Moiola

ESCURSIONI
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ALPINISMO
Motto Alto | Pizzo Quadro | Pizzo del Torto | Pizzo Pombi

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