Il Rifugio Chianova è situato tra le case di Foppaccia a 1045 m., frazione di Verceia, sul versante sinistro idrografico della Valle dei Ratti, con bella vista panoramica sul sottostante Lago di Mezzola e sulla piana di Chiavenna. Sulla destra si distinguono nettamente, a mezza costa, i borghi di Codera e Frasnedo, sormontati dalle montagne delle rispettive vallate, tra le quali spicca il Sasso Manduino (m. 2888). Dietro al rifugio si elevano i Monti Bassetta (m. 1746) e Culmine (m. 1818).
DETTAGLI ITINERARIO
E – Itinerario escursionistico
Gruppo Montuoso: Valchiavenna (Italia)
Valle: Val dei Ratti
Località di partenza: Predello
Quota di partenza: 520 m | Dislivello: 525 m | Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti
Periodo di Apertura: Apertura su richiesta
Posti letto: 12 posti
Gestione: Bruno Benaglio
Tel. +39 0343 44342
MAPPA DEL PERCORSO
Time: 08/11/2018, 18:32 |
Duration: 01:36:00 |
Ascent/Descent: | Distance: 5.95 km |
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DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Con la Strada Statale 36 dello Spluga arriviamo fino a Verceia. Superata la galleria che precede il paese, al km 102,2 prendiamo sulla destra la strada che conduce alla chiesa di S. Fedele e prosegue verso il cimitero. Dopo il cimitero giriamo a destra e iniziamo a salire. Prima di arrivare all’inizio del tratto sterrato troviamo sulla destra dapprima una fontana e poi una rientranza dove c’è spazio per parcheggiare tre autovetture (m 655). Poco dopo incontriamo un tornante destrorso, all’esterno del quale è possibile lasciare altre due autovetture. Poi la strada diventa sterrata e, da questo punto, il transito non è più consentito (m 670).
Lasciata la macchina, ci incamminiamo lungo la sterrata, che sale con poca pendenza, attorniata da castagni, faggi e betulle. Alcune canaline per lo scolo dell’acqua attraversano la strada. Sulla sinistra vediamo una colonnina antincendio e alcune case tra gli alberi. Percorriamo un ampio tornante sinistrorso, all’inizio del quale, sulla destra, c’è un terreno recintato dove pascolano alcune mucche, e passiamo sotto i cavi dell’alta tensione (m 720). Presso una curva a destra notiamo una strada che prosegue diritto e conduce verso alcuni ruderi. Di fronte ai ruderi ci sono una madonnina degli Alpini e una fontana (m 750). Più avanti superiamo un tornante sinistrorso, all’esterno del quale ci sono un muro a secco e i massi di una vecchia frana (m 765). Troviamo poi altri massi franati alla destra della strada. Poco prima di arrivare a un tornante destrorso, un sentiero sale sulla destra. Su un masso, una freccia bianca e una scritta indicano Foppaccia (m 790).
Lasciamo pertanto la strada e prendiamo il sentiero. D’ora in avanti seguiamo i segnavia bianco-rossi e i bolli rotondi bianchi oppure rossi. Un cavo di teleferica parte sulla destra e sale verso l’alto. Un cartello appeso a un albero recita: «Alla località Foppaccia per il sentiero della Motta». Iniziamo a salire in modo abbastanza ripido, con alcuni zigzag. Poi la pendenza diminuisce un poco e arriviamo a un bivio (m 830), dove altri cartelli indicano a sinistra, quasi in piano, la prosecuzione verso Foppaccia e a destra, in salita, verso Motta. Andiamo a sinistra e, tra gli alberi, riusciamo a intravedere il sottostante Lago di Mezzola. Dopo un tratto in salita proseguiamo quasi in piano. In basso, sulla sinistra, vediamo ancora la sterrata. Proseguiamo con poca pendenza e torniamo a vedere il lago (m 865). Ignoriamo una traccia che sale a destra e, seguendo un bollo bianco, continuiamo diritto, quasi in piano. Dopo due passi in discesa riprendiamo a salire e poi proseguiamo quasi in piano. Più in basso vediamo la sterrata compiere un tornante destrorso. Dopo altri due passi in discesa assecondiamo una curva della montagna, piegando a sinistra, e riprendiamo a salire (m 880). Poco dopo, a un bivio, ignoriamo il sentiero che a sinistra scende alla sterrata e andiamo a destra, tornando a salire zigzagando in modo abbastanza ripido. Di tanto in tanto alcuni rudimentali gradini agevolano il cammino. Un breve tratto in leggera salita spezza l’ascesa, ma subito riprendiamo a salire (m 905). Percorriamo un tornante sinistrorso, poi la pendenza diminuisce un poco. Sulla sinistra vediamo i pali che fanno da sostegno alla teleferica, il cui cavo passa sopra il sentiero. Sotto un masso vediamo un quadretto raffigurante una Madonna (m 940). Percorriamo alcuni passi in piano e passiamo sotto i cavi dell’alta tensione. In questo punto l’assenza di alberi consente un’ampia vista sul lago. Dopo una breve salita proseguiamo quasi in piano.
Risalendo alcuni gradini di pietra sbuchiamo sulla sterrata (m 975). La attraversiamo e riprendiamo a salire lungo altri gradini. In alto, sulla destra, cominciamo a vedere parte del campanile della chiesa di S. Anna. Percorriamo pochi passi in piano, ignorando un piccolo sentiero che scende a sinistra. Dopo una curva a destra saliamo in modo abbastanza ripido e passiamo sotto un cavo. Superata un’altra curva, la pendenza aumenta ancora. Giunti in cima alla salita, sulla destra vediamo anche la chiesa (m 1010). Poco dopo raggiungiamo un altro sentiero, di fronte a una recinzione. Sulla sinistra c’è una piccola croce. Andiamo a destra. Con un ultimo tratto gradinato raggiungiamo la chiesa dedicata a S. Anna (m 1025), davanti alla quale ci sono delle panche in pietra. Sulla destra c’è il campanile, staccato dal resto della costruzione. È un bel punto panoramico sulla vallata e sui monti circostanti.
Pieghiamo poi a sinistra e, lungo una stradina inerbita e rinforzata da un bordo di cemento sulla sinistra, ci avviamo verso le case. Sulla destra c’è una bacheca con una cartina della zona e alcuni avvisi. Il rifugio si trova nel centro dell’abitato, sulla destra, ed è riconoscibile dalla bandiera e da una fontana con vasca collocata davanti all’ingresso.
ESCURSIONI
Rifugio Volta | Bivacco Primalpia | Monte Culmine | Monte Brusada
ALPINISMO
Monte Bassetta