Sorge a 932 m. nell’antico abitato di Savogno, sul versante destro orografico della Val Bregaglia italiana. Lo storico nucleo abitato, di notevole interesse architettonico, unico nel suo genere, con la Valle dell’Acquafraggia, sono l’incantevole cornice del Rifugio Savogno.
DETTAGLI ITINERARIO
E – Itinerario escursionistico
Gruppo Montuoso: Valchiavenna (Italia)
Valle: Val Bregaglia Italiana
Località di partenza: Borgonovo di Piuro
Quota di partenza: 400 m | Dislivello: 530 m | Tempo di percorrenza: 1 ora e 15 minuti
Periodo di Apertura: Aperto tutto l’anno
Posti letto: 45 posti
Gestione: Stucchi Luigi Antonio
Tel. +39 0343 34699
MAPPA DEL PERCORSO
Time: 30/05/2025, 12:10 |
Duration: 52:40 |
Ascent/Descent: | Distance: 1.74 km |
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DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Passando per la statale del Maloja, poco dopo Chiavenna, rallentate per ammirare le cascate gemelle dell’Acquafraggia sulla sinistra. Questa tappa offre bellezza naturale e spunti per una breve sosta.
Non tutti notano però quel campanile e quel borgo abbarbicato lassù oltre le cascate: Rifugio Savogno. Inoltre, non ci sono strade per arrivarci ma diversi sentieri.
Ne descriveremo qui di seguito alcuni tra i più noti e frequentati. Dal Borgonovo di Piuro (m. 403) si impiega circa un’ora e dieci minuti lungo la mulattiera a gradini.
Dal parcheggio ai piedi delle cascate, seguiamo verso destra il sentiero che conduce a Sarlone. In seguito, sulla sinistra, troviamo l’imbocco della mulattiera per Savogno.
Si tratta di un percorso ampio, gradinato e a pendenza costante.
Circondati dapprima da ciliegi, che poi lasceranno il posto ai castagni. Iniziamo la salita.
Ora non voglio spaventarvi, ma i gradini sono 2886. Provate a contarli.
Giunti in località Stalle Ronchi una sosta s’impone. Osserviamo la caratteristica fontana a tre vasche scavate nella pietra e poi, con una piccola deviazione, raggiungiamo una casa interamente in pietra, diversa dalle altre. Qui è custodito un torchio per l’uva, risalente al 1706 e dotato di un braccio di legno lungo ben 12 metri. Ripreso il cammino, proseguiamo fino ad arrivare al muro antistante la chiesa di Savogno. Piegando a sinistra troviamo il rifugio.
Alle ore 1.10 prendiamo il sentiero B 31 verso S. Abbondio, piccola frazione vicino alle cascate. Qui possiamo visitare il museo che conserva i reperti dell’antica Piuro, sepolta sotto cumuli di sassi franati dalla montagna nel 1618.
Ripreso il percorso, dopo alcuni tornanti, arriviamo a uno spiazzo dove termina la stradina. Parcheggiamo l’auto nello spiazzo.
Qui inizia la mulattiera costeggiando il torrente e penetrando nella Val Crana, tra ippocastani. Dopo una svolta a destra arriviamo al crotto Canoa, dove si possono ammirare i 14 tavoli in pietra con relative panche. L’itinerario prosegue verso Rifugio Savogno, la meta prevista.
– da Villa di Chiavenna (m. 630): ore 1.20, si percorre il sentiero B 23.
Dopo aver oltrepassato la Casa Comunale nel centro di Villa, troviamo sulla sinistra una cappelletta.
Al fianco della cappelletta inizia la mulattiera per Savogno (segnavia manina con l’indice puntato).
La mulattiera, dopo un primo tratto, s’innesta su una sterrata che seguiamo verso sinistra. Proseguendo, raggiungiamo il campo sportivo e i crotti di Motta.
Da qui possiamo continuare per la stessa via o, in alternativa, riprendere la mulattiera che fiancheggia la sinistra, tra muretti a secco e vecchi cascinali. Più avanti i due itinerari si riuniscono e proseguono sulla sterrata fino a un bivio, dove prendiamo a destra.
Poco oltre ritroviamo il sentiero. Saliamo nel bosco di betulle e castagni, alternando tratti quasi in piano a alcuni strappi decisi.
Nei tratti più ripidi la mulattiera è ben gradinata e si può procedere senza difficoltà.
Più avanti passiamo in una zona con grossi massi caduti da tempo, attorniati dagli alberi. Sulla sinistra incontriamo il sentiero B 24 che sale da S. Croce.
Infine, passata una cappelletta votiva dedicata al Sacro Cuore, in leggera discesa, giungiamo a Rifugio Savogno.
Attraversato tutto l’abitato, proseguiamo. Giunti alla meta, dopo una sosta ristoratrice presso il rifugio, è opportuno vagare un po’ per quelle strette viuzze tra vecchie case ormai quasi tutte disabitate.
Potremo cominciare dalla chiesa, di fronte alla quale un busto bronzeo ci ricorda che qui fu curato don Luigi Guanella.
Dopo aver ammirato lo splendido panorama sulla sottostante Piuro e sulla valle Aurosina di fronte a noi, riprendiamo a camminare tra i vicoli rendendoci conto di quanto doveva essere genuina ma faticosa la vita quassù.
Il nostro viaggio indietro nel tempo può proseguire fino a Basile (m. 1032), venti minuti più a monte.
Qui le case sono più modeste ma tutto è così in ordine che sembra che il borgo sia stato abbandonato non dagli anni sessanta ma da pochi giorni.
Vale la pena di ricordare che i due paesi sono stati divisi, nei secoli, da una fiera rivalità, cui è legata anche una storia che rimanda al terribile periodo della peste nel secolo XVII.
TRAVERSATE
Bivacco Chiara e Walter