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	<title>regole | www.montagnenostre.net</title>
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	<description>Andare per sentieri e rifugi</description>
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	<item>
		<title>Faccia a faccia con l’orso: consigli per escursioni sicure</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/animali-a-tu-per-tu-con-lorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 15:36:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Animali di Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza in montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Imbattersi in un orso non è affatto frequente, ma ecco i consigli da seguire in caso di incontri ravvicinati col grande mammifero Incontrare un orso resta un evento straordinario, anche se negli ultimi giorni gli avvistamenti sono stati più frequenti, specialmente nella provincia di Vicenza, in particolare ad Enego sull&#8217;Altopiano di Asiago dove nella scorsa settimana un orso bruno ha&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="wp-block-heading">Imbattersi in un orso non è affatto frequente, ma ecco i consigli da seguire in caso di incontri ravvicinati col grande mammifero</h4>











<p class="wp-block-paragraph"><strong>Incontrare un orso resta un evento straordinario</strong>, anche se negli ultimi giorni gli avvistamenti sono stati più frequenti, specialmente nella provincia di Vicenza, in particolare ad Enego sull&#8217;Altopiano di Asiago dove nella scorsa settimana un orso bruno ha azzannato tre vacche al pascolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p></p><p>Le abitudini alimentari dell&#8217;orso sono abbastanza conosciute, al punto che viene definito un onnivoro opportunista, nel senso che mangia tutto ciò che trova, con grande predilezione per la carne (basti guardare la dentatura e lo stomaco che è molto diverso da quello degli erbivori). Questo non significa che non cerchi il cibo, lo fa per la maggior parte del tempo e soprattutto in orario crepuscolare-notturno in funzione di ciò che le varie stagioni dell&#8217;anno offrono. Capita perciò che in primavera la ricerca del cibo miri ad erbe ed insetti, e via via durante la stagione si sposti verso  frutta, ghiande, e bacche di cui è ghiotto.</p><p>Nel caso in cui dovesse accadere di avere un incontro con un orso, trattandosi in ogni caso di un animale selvatico, andrà trattato con rispetto ed attenzione, specialmente a causa della sua forza e rapidità di movimento sia a terra che in acqua, a dispetto della sua mole imponente.<br /><br />L&#8217;orso, animale per sua natura schivo e di indole poco aggressiva, viene studiato e monitorato dal Corpo forestale dello Stato, che tenta di arginare il rischio di estinzione e contribuisce alla sua sopravvivenza grazie al mantenimento dell&#8217;habitat naturale nel quale vive, principalmente l&#8217;Appennino e le Alpi Orientali.<br /><br />Di seguito alcuni consigli per non mettere a rischio la propria incolumità in caso di incontri fortuiti.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Prima di tutto va chiarito che l&#8217;orso potrebbe reagire ad un incontro con l&#8217;uomo alzandosi sulle due zampe posteriori. Questo atteggiamento serve solo per &#8220;ascoltare&#8221; meglio ciò che gli sta attorno, capire da dove arriva un odore o un rumore e regolarsi di conseguenza. È una posizione difensiva che serve a capire cosa accade e, dopo aver individuato la provenienza, scappare in direzione contraria. Nella maggioranza dei casi riconoscendo la presenza come umana tornerà alla posizione quadrupede e si allontanerà. L&#8217;uomo si porta dietro un sacco di odori che per l&#8217;animale sono sconosciuti e tutt&#8217;altro che piacevoli: saponi, dopobarba, deodoranti, detersivi ed ammorbidenti per gli indumenti. Ne deriva che quando uno di noi entra nel raggio d&#8217;azione di un orso l&#8217;animale tende ad allontanarsi molto velocemente perché, e questo è un altro assunto molto importante da rimarcare, l&#8217;uomo è un incontro sgradito;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>se si avvista un orso è sempre meglio farsi sentire, anche se un avvistamento ravvicinato potrebbe causare allarme nell&#8217;animale ed indurlo, per difendersi, a simulare un attacco, che di solito è un falso attacco;</li>
</ul>






<p class="wp-block-paragraph"><strong>SCELTI PER TE: ARTICOLI CHE TI POTREBBERO INTERESSARE</strong>:<br /><a href="https://amzn.to/3K903cI" data-type="link" data-id="https://amzn.to/3K903cI">KGDUYC Campanello Dell&#8217;Orso Rumoroso Fischietto di Emergenza</a><br /><a href="https://amzn.to/4nCrcmB" data-type="link" data-id="https://amzn.to/4nCrcmB">JEXOWIQ 2pcs Fischietto,fischietto ad alto decibel</a><br /><a href="https://amzn.to/4nciprZ" data-type="link" data-id="https://amzn.to/4nciprZ">Lewis-Plast Borsa per kit di pronto soccorso sopravvivenza da 160 pezzi</a></p>






<ul class="wp-block-list">
<li>qualora si avvisti un orso o i suoi cuccioli ad una distanza ragguardevole è fondamentale non avvicinarsi ma godere della fortuna dell&#8217;avvistamento dal luogo sicuro. Quando c&#8217;è l&#8217;occasione di vedere cuccioli, certamente è forte l&#8217;istinto e la voglia di avvicinarsi, ma è altamente sconsigliato specialmente perché la mamma orsa sarà nei dintorni e non gradirebbe l&#8217;avvicinamento ai suoi piccoli. L&#8217;orso non è un animale territoriale, anche se ogni animale ha un&#8217;area che frequenta con una certa assiduità. Vive da solo, a meno che non si tratti di una femmina con i cuccioli, che restano con essa in genere per 14-15 mesi circa. Quello della femmina con i cuccioli è l&#8217;unico caso in cui ci si può attendere un tentativo di aggressione, perché &#8211; come tutte le mamme &#8211; la femmina difende strenuamente i cuccioli. A questo va aggiunto che tra i sessi non c&#8217;è dimorfismo, cioè non è possibile dire se un orso sia maschio o femmina dalla semplice osservazione. Valutazioni più accurate si possono fare solo se ci sono due orsi in accoppiamento, in qual caso il maschio sarò riconoscibile per le maggiori dimensioni, e se c&#8217;è una femmina con i cuccioli;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>se si incontra un orso lungo un sentiero, fatto improbabile ma non impossibile, conviene alzare le braccia, fare rumore in modo da allontanare l&#8217;animale. Mai ovviamente correre dietro allo stesso. Se l&#8217;incontro dovesse avvenire invece a distanza ravvicinata è bene non scappare ma allontanarsi lentamente non ostruendo la via di fuga anche all&#8217;orso e nel male augurato e insolito caso di attacco, che giova sottolineare in Italia non si è mai verificato, si può tentare di porre tra sé e il mammifero borse, zaini o altri oggetti per proteggersi;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>se si avvista un orso che si sta alimentando su una carcassa o su altro materiale (arnie, alberi da frutto, ecc.) si può tentare semplicemente di fare dei rumori per allontanarlo se ci si trova nei pressi di un centro abitato. Se tutto ciò avviene in ambiente rurale e montano, è consigliabile permettere all&#8217;orso di finire il cibo e poi togliere ciò che resta, in modo da evitare che l&#8217;animale torni;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>tutti quelli che vivono in zone con presenza di orsi dovrebbero avere delle protezioni, come recinti elettrificati o porte robuste, per proteggere gli animali domestici.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: <a href="http://www.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9468" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.corpoforestale.it</a></p>






<p class="wp-block-paragraph"><strong>LEGGI ANCHE: </strong><br /><a href="https://www.montagnenostre.net/come-comportarsi-se-si-incontra-un-orso-durante-una-gita-in-montagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come comportarsi se si incontra un orso durante una gita in montagna</a><br /><a href="https://www.montagnenostre.net/come-tenere-lontani-gli-orsi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come tenere lontani gli orsi?</a></p><p>The post <a href="https://www.montagnenostre.net/animali-a-tu-per-tu-con-lorso/">Faccia a faccia con l’orso: consigli per escursioni sicure</a> first appeared on <a href="https://www.montagnenostre.net">www.montagnenostre.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rispetta la fauna, rispetta la montagna</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/norme-di-comportamento-in-montagna-rispetta-gli-animali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 13:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Animali di Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Estate in montagna]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli animali selvatici che popolano la montagna sono parte essenziale dell’equilibrio naturale. Osservali da lontano, non dar loro da mangiare, resta sui sentieri e mantieni il silenzio.Ogni comportamento responsabile aiuta a proteggere la biodiversità e a vivere la montagna in modo autentico e sostenibile. Non disturbare gli animali selvatici Gli animali selvatici hanno paura dell’uomo così come dei cani e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="wp-block-heading">Gli animali selvatici che popolano la montagna sono parte essenziale dell’equilibrio naturale. Osservali da lontano, non dar loro da mangiare, resta sui sentieri e mantieni il silenzio.<br />Ogni comportamento responsabile aiuta a proteggere la biodiversità e a vivere la montagna in modo autentico e sostenibile.</h4>











<h5 class="wp-block-heading"><strong>Non disturbare gli animali selvatici</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Gli animali selvatici hanno paura dell’uomo così come dei cani e la nostra presenza potrebbe terrorizzarli. Quindi non tentare di avvicinarti troppo, se avvisti un animale osservalo da lontano rimanendo sulla strada o sul sentiero che stai percorrendo. Evita rumori molesti, schiamazzi e musica ad alto volume, apprezza la tranquillità del Parco e dei suoi abitanti.<br /><br />E’ assolutamente vietato dare da mangiare agli animali; sanno reperirlo autonomamente e il nostro comportamento, anche se in buona fede, potrebbe risultare loro dannoso o addirittura fatale. E’ vietato il foraggiamento a fini fotografici.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Mantieni il tuo cane al guinzaglio</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se i nostri cani sono buoni e ubbidienti, spesso l’istinto può spingerli a rincorrere, e persino uccidere, gli animali selvatici. Inoltre il loro incontro con i selvatici può diventare veicolo di parassiti e malattie, talvolta pericolose anche per l’uomo.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Ritrovamento di animali feriti o in difficoltà</strong></h5>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ungulati:</strong><br />Soprattutto in tarda primavera-inizio estate può capitare di scorgere nell’erba o nel sottobosco, magari nei pressi del sentiero, dei piccoli di cervo o capriolo raggomitolati e praticamente immobili. Anche avvicinandoci, questi cuccioli restano fermi e non si danno alla fuga, ma attenzione, ciò non significa che siano feriti! Istintivamente e in maniera innata non si muovono per evitare di essere individuati da eventuali predatori, aiutati da uno spiccato mimetismo (colore del pelo, bruno chiaro e con le caratteristiche macchie bianche) e dall’assenza di odore. <br /><br /><strong>I PICCOLI NON VANNO TOCCATI!</strong> Se noi tocchiamo i cuccioli di questi come di altri animali, essi rischiano di venire abbandonati dalla madre, che avverte il nostro odore e non riconosce il piccolo. Se individuate un piccolo ungulato vicino al sentiero o un centro abitato, segnalatelo al Corpo Forestale Provinciale ma mantenetevi a distanza: la madre è sicuramente nelle vicinanze e, di tanto in tanto, torna dal cucciolo per l’allattamento e le cure.<br /><br />Può anche capitare di trovare animali adulti in difficoltà,feriti o morti. In genere, ciò che succede alla fauna selvatica in foresta fa parte del naturale ciclo della vita e non richiede l&#8217;intervento dell&#8217;uomo. In ogni caso, è importante evitare di toccarli, non solo perché potrebbero trasferire malattie e parassiti, ma anche perché avvicinandoci potremmo spaventarli, peggiorare la loro situazione o addirittura venire attaccati. Prendere nota di dove è stato avvistato l’esemplare e, nei casi rilevanti, avvisare il Corpo Forestale Provinciale tramite la centrale operativa dei Vigili del Fuoco (n. tel. 115) o gli uffici del Parco.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Uccelli:</strong><br />Al momento del primo involo gli uccelli fanno dei tentativi di volo sotto lo sguardo attento della madre. Queste prime prove difficilmente riescono in modo ottimale, quindi è facile trovare piccoli per terra, incapaci di “decollare”. Nella maggior parte dei casi, sorvegliati dalla madre, riescono a trovare una sporgenza o un salto dove effettuare un’altra prova. Noi possiamo contribuire tenendoci a distanza e scongiurando eventuali agguati di gatti/cani domestici. In alcune situazioni potremmo appoggiare gli uccellini su un davanzale o un muretto, dove possano spiccare più facilmente il volo. Si può notare la presenza della madre ascoltandone il richiamo e osservando attentamente la zona. Attenzione, alcuni uccelli, per proteggere i piccoli o il nido, compiono falsi attacchi a volo radente nei confronti del disturbatore.<br /><br />Se si dovesse trovare un uccello adulto ferito o in difficoltà chiamare il Corpo Forestale Provinciale (tel. 115 &#8211; la centrale operativa dei Vigili del Fuoco devia la chiamata alla guardia forestale reperibile in zona). Va bene sorvegliare l’uccello, ma mantenendo le distanze e facendo attenzione in quanto se allarmato potrebbe diventare pericoloso, soprattutto nel caso di rapaci, dotati di potenti artigli e becco acuminato.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Altri animali:</strong><br />In caso di ritrovamento di animali feriti non toccarli, ma contatta il Corpo Forestale Provinciale o gli uffici del Parco. Infatti in caso di ferimento gli animali possono diventare aggressivi, non è prudente avvicinarsi, nemmeno agli erbivori.</li>
</ul>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Incidenti stradali dovuti ad impatti con la fauna</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Se dovesse accadere un incidente stradale causato dall’impatto con un animale selvatico, innanzitutto mantenere la calma e chiamare il 112, riferendo dell’accaduto. La chiamata al 112 è obbligatoria per l&#8217;eventuale indennizzo assicurativo nel caso di investimento di orsi e ungulati e garantisce, se necessario, l&#8217;intervento del Corpo Forestale Provinciale o dei Vigili del Fuoco volontari. Osservando le prescrizioni del codice della strada, attendere sul posto le forze dell’ordine secondo le indicazioni ricevute.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte: parcostelviotrentino.it/it/natura-biodiversità</em></p>


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			</item>
		<item>
		<title>Montagna a misura di cuore: consigli per escursioni sicure</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/patologie-cardiovascolari-e-montagna-infranto-un-tabu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 09:26:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità di Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza in montagna]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le montagne seducono con il loro paesaggio, l’aria pura e le attività all’aria aperta: escursioni, ciaspolate, trekking e panorami indimenticabili. Tuttavia, chi convive con patologie cardiache potrebbe chiedersi: “È sicuro affrontare queste altitudini?” La risposta dipende da variabili individuali, ma con le giuste precauzioni, l’esperienza può rimanere entusiasmante e sicura. Come reagisce il corpo all’alta quota A quote elevate (come&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Le montagne seducono con il loro paesaggio, l’aria pura e le attività all’aria aperta: escursioni, ciaspolate, trekking e panorami indimenticabili. Tuttavia, chi convive con patologie cardiache potrebbe chiedersi: “È sicuro affrontare queste altitudini?” La risposta dipende da variabili individuali, ma con le giuste precauzioni, l’esperienza può rimanere entusiasmante e sicura.</p>











<h5 class="wp-block-heading">Come reagisce il corpo all’alta quota</h5>



<p class="wp-block-paragraph">A quote elevate (come sopra i 3 000 m), l’aria rarefatta contiene meno ossigeno, costringendo cuore e polmoni a lavorare di più. Questo può provocare vertigini, cefalea o affaticamento anche nei cuori sani. Per chi soffre di problemi cardiaci, gli effetti possono essere accentuati, con aumenti di pressione arteriosa e frequenza cardiaca, soprattutto durante la notte.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Quali condizioni richiedono maggiore attenzione?</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Le patologie cardiache che richiedono particolare cautela in alta quota includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Malattie coronariche</strong>: si consiglia di rimandare il viaggio per almeno sei mesi dopo un infarto o procedure come stent o bypass.</li>



<li><strong>Aritmie</strong>: l’altitudine può favorire contrazioni premature; utile confronto con il cardiologo prima di mettersi in cammino.</li>



<li><strong>Insufficienza cardiaca</strong>, <strong>ipertensione</strong>, <strong>difetti cardiaci congeniti</strong> e <strong>ipertensione polmonare</strong>: in alcuni casi è indicato non salire sopra i 1 800 m o valutare la disponibilità di ossigeno supplementare.</li>
</ul>






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<h5 class="wp-block-heading">I benefici di vivere in alta quota (per cuori sani)</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Per le persone senza problemi cardiaci, vivere in quota può portare benefici: l’adattamento all’ipossia migliora l’efficienza cardiovascolare, stimola la produzione di globuli rossi e valorizza il trasporto di ossigeno nel sangue. Tutti elementi che possono favorire una migliore resistenza fisica.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Consigli pratici per chi affronta la montagna con un cuore fragile</h5>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Acclimatamento graduale</strong>: dormi a quote intermedie prima di raggiungere livelli più elevati.</li>



<li><strong>Ritmo lento</strong>: cammina con moderazione, ascolta il tuo corpo, evita sforzi eccessivi.</li>



<li><strong>Idratazione e riposo</strong>: bevi spesso e riposa in modo adeguato.</li>



<li><strong>Evitare l’alcol</strong>: migliora la qualità del sonno e riduce il carico sul sistema cardiovascolare.</li>



<li><strong>Visita pre-vacanza</strong>: confrontati con il tuo cardiologo per valutare eventuali aggiustamenti terapeutici.</li>
</ol>



<h5 class="wp-block-heading">In conclusione</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Un soggiorno in montagna può essere un’occasione di benessere, ma per chi ha una condizione cardiaca è fondamentale un’attenta preparazione: visita specialistica, acclimatamento, ritmo graduale e ascolto dei propri segnali fisici. Con questi accorgimenti, anche le alte quote possono diventare un’esperienza positiva… con il cuore al sicuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: <em><a href="https://www.openai.com/chatgpt" data-type="link" data-id="https://www.openai.com/chatgpt">OpenAI. (2023). ChatGPT [Modello linguistico di grandi dimensioni].</a></em> | <a href="https://blogunisalute.it/montagna-cardiopatici/" data-type="link" data-id="https://blogunisalute.it/montagna-cardiopatici/">inSalute</a></p><p>The post <a href="https://www.montagnenostre.net/patologie-cardiovascolari-e-montagna-infranto-un-tabu/">Montagna a misura di cuore: consigli per escursioni sicure</a> first appeared on <a href="https://www.montagnenostre.net">www.montagnenostre.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Escursioni in montagna: cosa mangiare, cosa no, e quando</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/escursioni-in-montagna-cosa-mangiare-cosa-no-e-quando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 09:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><script type="mce-text/javascript">// < ![CDATA[
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<p>BERGAMO — In qualsiasi attività fisica alimentazione e rendimento vanno di pari passo e costituiscono due importantissimi fattori ai fini della prevenzione di disturbi organici e di infortuni vari. Lo diceva già Ippocrate, “Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento e di esercizio fisico, né in difetto, né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute (460 a.C. – 377 a.C.).</p>
<p>Fondamentale per l¹andare in montagna è una corretta impostazione di tipo alimentare al fine di ottenere la migliore risposta dell¹organismo a fronte di qualsiasi sollecitazione fisica. La montagna può essere, infatti, un¹importante e irripetibile occasione per attuare un cambiamento in meglio del proprio stile di vita, alimentare e fisico. Può trattarsi di una vera e propria riconquista di sane abitudini, premessa per il riappropriarsi dello stato di salute. Aiutati anche dal fatto che l¹aria salubre di montagna accelera il metabolismo, favorendo il consumo delle riserve energetiche e di grasso.</p>
<p>Anche il regime alimentare ha la sua funzione; si deve imparare a suddividere i pasti nell¹arco della giornata. Spesso il “fai da te” in campo alimentare o l¹applicazione ingenua di indicazioni nutrizionali incomplete o scorrette finiscono per prendere il sopravvento, quindi ecco il consiglio più importante: cibi giusti al momento giusto!</p>
<p>Fragole, fragoline, mirtilli, ribes, more e lamponi sono frutti ricchissimi di sostanze anti-ossidanti. Oltre a questi la montagna offre molti altri prodotti genuini come le mele (minor rischio di tumori del cavo orale, esofago, colon, retto, mammella, ovaie), gli ortaggi, la carne, il latte, i formaggi, le trote ricche di Omega3, ed il vino.</p>
<p>Il vino è un prodotto genuino se prodotto in un certo modo, ma non se ne può bere in quantità eccessiva. E’ comunque certamente da evitare durante l’attività in montagna. Meglio il rosso del bianco.</p>
<p>Vale la pena rammentare dieci regole quali consigli dietetici da rispettare in montagna: fare pasti brevi e piccoli, consumare quantità sufficienti di frutta e verdura, sostituire i carboidrati raffinati con i cereali integrali, preferire, se possibile, gli alimenti biologici, non eccedere nel consumo della carne, eliminare o ridurre le sostanze “tossiche” come tabacco, alcool, caffè o thé, mangiare solo se si ha fame, masticare accuratamente.</p>
<p>Rispettare poi le giuste proporzioni tra i vari tipi di alimenti secondo le seguenti percentuali: carboidrati 55-60%, proteine 12-15%, grassi 20-30%; assumere anche vitamine, oligoelementi o integratori, ma solo qualora sia ritenuto necessario, consultando gli esperti in materia Opportuna ed importante in montagna l¹attuazione di una corretta idrtatazione; è assolutamente necessario bere in abbondanza liquidi vari, tisane, succhi di frutta, centrifugati di frutta o verdura e the, quest’ultimo non in quantità eccessiva. Si consiglia di partire per un¹escursione già bene idratati; ricordarsi che non basta bere solo quando si ha sete: meglio farlo spesso.</p>
<p><em>Fonte: http://montagna.tv &#8211; Autore: Gege Agazzi</em></p>
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		<title>Come tenere lontani gli orsi?</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/come-tenere-lontani-gli-orsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 15:56:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Animali di Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli orsi sono tra gli animali più imponenti e pericolosi e incontrarli nel loro contesto naturale è un’esperienza indimenticabile che potrebbe anche diventare terrificante se ci si avvicina troppo. L’incontro tra un orso e un uomo può essere fatale, poiché l&#8217;animale cerca di difendere il suo territorio. In questa guida, in particolare, cercheremo di capire come fare per riuscire a tenere lontani gli orsi. Innanzitutto evitare di incontrare un&#8230;</p>
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<p>Gli <strong>orsi</strong> sono tra gli <strong>animali più imponenti</strong> e pericolosi e incontrarli nel loro <strong>contesto naturale </strong>è un’esperienza indimenticabile che potrebbe anche diventare terrificante se ci si avvicina troppo. L’incontro tra un orso e un uomo può essere fatale, poiché l&#8217;animale cerca di difendere il suo <strong>territorio</strong>. In questa guida, in particolare, cercheremo di capire come fare per riuscire a tenere lontani gli orsi.</p>
<p>Innanzitutto evitare di incontrare un orso è già un passo avanti: l’orso è <strong>un animale solitario</strong> e si terrà alla larga solo se evidenzia la presenza di umani nel suo territorio, parlando ad alta voce o cantando o altro. <strong>Seguiamo comunque le direttive sulla sicurezza per la singola località</strong>, cerchiamo di tenere il <strong>cibo</strong> in modo che non si veda o non si senta l’odore e cerchiamo di camminare sempre in luoghi aperti. Se troviamo le tracce di un orso lungo il nostro percorso, deviamo o allontaniamoci subito. Se poi vediamo un orso da lontano a <strong>una distanza maggiore di 100 metri</strong>, dobbiamo subito cercare di tornare indietro evitando assolutamente di avvicinarci ed evitando di fare rumore. Se invece l&#8217;orso ci ha visti, dovremo parlare a voce bassa e allontanarci piano senza perdere di vista l’orso, senza però fissarlo negli occhi. Mentre si sta avvicinando, cerchiamo di mantenere la calma e tentiamo di sembrare “molto più grande di quello che in realtà siamo”. Poi indietreggiamo lentamente e parliamo a voce bassa. Se lui si avvicina ancora mentre stiamo indietreggiando, dobbiamo fermarci e restare immobili. Non dobbiamo mai agire aggressivamente, non far finta di essere morto e non dimostrare vulnerabilità in nessun modo.</p>
<p>Una cosa importante è imparare a riconoscere i tipi di orsi. Per ogni tipo possono funzionare tattiche diverse. In America i tipi sono tre: l’orso bruno, tra cui il più noto è il <strong>“grizzly”</strong>, l’orso nero americano e l’orso polare. Quest’ultimo si riconosce dal colore e dal territorio. I grizzly e gli <strong>orsi neri americani</strong> sono ambedue bruni: un grizzly pesa sui 400 kg, con una gobba all’altezza delle spalle. Gli orsi neri sono più piccoli, fino a 200 kg, e hanno la groppa più in alto delle spalle. Il segno delle unghie nel terreno dei grizzly è più lontano da quello della zampa, rispetto agli orsi neri, indice di una zampa più lunga.</p>
<p>Non serve salvarsi da un orso montando su un albero poiché gli orsi neri sono ottimi arrampicatori. In ogni caso non sottovalutiamo mai l’orso, poiché è una creatura estremamente vitale. Non conserviamo il cibo nella tenda quando campeggiamo ma utilizziamo appositi contenitori ermetici da cui non esca odore, poiché gli orsi sono attratti da odori. Evitiamo di dare da mangiare agli orsi perché non solo è illegale in quasi tutti i paesi, ma insegna loro a pensare che gli uomini siano una fonte di cibo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://animalidalmondo.pianetadonna.it" target="_blank">animalidalmondo.pianetadonna.it</a></p>
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		<title>Lancio del bastone: gioco pericoloso per i cani</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/lancio-del-bastone-gioco-pericoloso-per-i-cani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 15:39:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione animali]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
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<p>Fra i <strong>giochi pericolosi per i cani</strong>, quello del <strong>lanciare il bastone</strong> è purtroppo amato da molti, ma nasconde delle vere e proprie insidie. È l’allarme sottolineato dalla British Veterinary Association, associazione dei medici veterinari del Regno Unito, che, dopo aver fatto una ricerca sull’argomento, ha rivelato che ogni anno molti <strong>animali</strong> rimangono vittime proprio dei bastoni in legno. Secondo i dati che sono emersi dallo studio, i cani possono riportare <strong>lesioni</strong> anche gravi o contrarre <strong>infezioni </strong>pericolose.</p>
<p>Gli esperti hanno messo in evidenza che si potrebbe evitare il pericolo di incorrere in <strong>ferite gravi</strong>, semplicemente ricorrendo a <strong>giocattoli sicuri</strong>, da utilizzare in alternativa ai bastoni. Sean Wensley, presidente della British Veterinary Association, è stato molto chiaro sull’argomento e ha spiegato quali sono le lesioni molto comuni che il cane può riportare giocando con il bastone di legno lanciato. In certi casi, correndo dietro il bastone, può riportare una lesione al midollo spinale. In altri casi si può ferire con <strong>frammenti di legno</strong> sia in bocca che in gola. La conseguenza più diretta consiste nella contrazione di infezioni, che si possono rivelare anche letali. Stando a quanto hanno riferito gli esperti britannici, le ferite più gravi si riscontrano anche al collo e al petto. Del fatto si è occupato anche il <em>Times</em>, citando ciò che è successo ad un cane di nome Maya in Scozia.<br />
L’animale si era ferito alla lingua e alla laringe a causa di un bastone di legno che era rimasto incastrato nella sua bocca.</p>
<h4><strong>Come rimediare</strong></h4>
<p>Secondo i veterinari britannici si potrebbero evitare questi <strong>rischi</strong> in maniera molto semplice. Proprio per questo invitano a non incoraggiare il cane a giocare con i bastoni, servendosi di palle o di altri oggetti, come, per esempio, una corda, in modo che i nostri amici a quattro zampe abbiano la possibilità di giocare durante una passeggiata. Gli esperti, inoltre, suggeriscono di fare molta attenzione al <strong>contesto ambientale</strong>. Alcuni pensano che non sia la scelta giusta quella di vietare in senso assoluto il bastone. Bisognerebbe, invece, secondo queste opinioni, essere consapevoli del senso di questo gioco, per prevenire eventuali conseguenze. Come ha fatto notare anche Raimondo Colangeli, vicepresidente dell’associazione nazionale dei medici veterinari italiani, il gioco del bastone non si dimostra particolarmente adatto a sviluppare in maniera concreta le <strong>potenzialità cognitive</strong> e relazionali dell’animale. Se si riduce il tutto ad un lancio per il riporto, nei cani ipercinetici subentra il rischio che giochino in modo <strong>irruento</strong>, aumentando il rischio di farsi male.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.ecoo.it" target="_blank">http://www.ecoo.it</a></em></p>
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		<title>Morso della vipera: ecco sintomi, fattori di rischio, cure e cosa fare per evitarlo</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/morso-della-vipera-ecco-sintomi-fattori-di-rischio-cure-e-cosa-fare-per-evitarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2016 21:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Incidente di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[pronto soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
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<p>The post <a href="https://www.montagnenostre.net/morso-della-vipera-ecco-sintomi-fattori-di-rischio-cure-e-cosa-fare-per-evitarlo/">Morso della vipera: ecco sintomi, fattori di rischio, cure e cosa fare per evitarlo</a> first appeared on <a href="https://www.montagnenostre.net">www.montagnenostre.net</a>.</p>]]></description>
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<h4><strong>Importante: le informazioni sotto riportate, non sostituiscono la consulenza di un medico, ma hanno semplicemente uno scopo orientativo su cosa fare nell&#8217;istante immediatamente successivo al morso di una Vipera.</strong></h4>
<p>[mks_list type=&#8221;ul&#8221; style=&#8221;ul_check&#8221;]<br />
In Italia le specie di serpenti sono 23, ma soltanto 4 di queste appartengono alla <strong>famiglia dei Viperini</strong>, sono cioè velenose e pericolose per la specie umana. La più diffusa è la<strong> <a title="Vipera Aspis" href="http://www.montagnenostre.net/vipera-aspis/" target="_blank">Vipera aspis o vipera comune</a></strong>, presente in tutte le regioni italiane ad esclusione della Sardegna; seguita dalla <strong><a title="Vipera Berus" href="http://www.montagnenostre.net/vipera-berus/" target="_blank">Vipera berus</a>,</strong> presente in tutte le regioni alpine ed appenniniche italiane (negli appennini c&#8217;erano solo vecchie segnalazioni per la parte Nord-Occidentale della catena) ad esclusione della Liguria, dalla<strong> <a title="Vipera Ammodytes" href="http://www.montagnenostre.net/vipera-ammodytes/" target="_blank">Vipera ammodytes</a></strong>, presente nelle regioni alpine e prealpine dell’Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia e dalla <strong><a title="Vipera Ursinii" href="http://www.montagnenostre.net/vipera-ursinii/" target="_blank">Vipera ursinii</a>,</strong> presente solo sull’Appennino abruzzese e umbro-marchigiano .</p>
<h4>Come riconoscere la vipera?</h4>
<p>È importante saper riconoscere bene una vipera in base alle sue caratteristiche morfologiche, in modo da non confonderla con altri rettili non velenosi. La lunghezza del rettile è compresa tra 70 e 80 cm (la misura vale solo per alcuni esemplari più grandi di Vipera berus e V. ammodytes, mentre in media siamo ben al di sotto dei 70 cm mentre invece la Vipera dell&#8217;Orsini raggiunge a malapena i 40 cm!); è caratterizzata da un corpo tozzo con una coda corta e tronca; la testa piuttosto appiattita, con una caratteristica forma triangolare oppure a losanga e a punta e l’estremità del viso rivolta verso l’alto. Tra occhio e bocca sono situate delle scaglie poste su più file; le pupille sono schiacciate e verticali, a fessura, anziché rotonde. In bocca si trovano 2 grossi denti veleniferi, molto appuntiti e dotati di scalanature, che permettono al veleno di uscire e penetrare nei tessuti della vittima. La vipera dal corno possiede la caratteristica protuberanza sopra al naso, ben visibile.</p>
<h4>Come avviene il morso?</h4>
<p>Il morso avviene in <strong>tre fasi: apertura della bocca con un angolo maggiore di 180°, estrazione delle zanne, morso</strong>. In media un morso può contenere dai 5 ai 40 mg di principio attivo, minore se la vipera ha da poco morso un altro animale e le sedi prevalentemente colpite sono gli arti inferiori e superiori, ma i siti di aggressione più pericolosi sono il collo o la testa. Circa il 20% dei morsi di serpente sono <strong>“morsi secchi”,</strong>ossia senza inoculazione di veleno che, ricordiamo, è essenziale per la vita del rettile, per cui la vipera tende a non sprecarlo mordendo l’uomo. Il veleno della vipera contiene acqua, protidi, nucleotidi, ioni, metalli; sostanze che consentono di immobilizzare, uccidere e digerire la preda. Il segno caratteristico del morso è la presenza di due piccoli fori distanziati di 0,5-1 cm, più profondi degli altri, corrispondenti ai segni lasciati dai denti veleniferi. Talvolta il morso, oltre a presentare i <strong>fori dei denti veleniferi</strong>, mostra il segno lasciato dagli altri denti, sebbene in modo meno evidente. Il morso di altri serpenti on velenosi non presenta i due fori maggiori, ma il segno dell’intera arcata dentaria a forma di V. Può però succedere che la vipera abbia perso un dente velenifero, oppure che il morso non sia andato completamente a segno e a fondo. In tal caso può essere presente un solo foro del dente velenifero.</p>
<h4>I sintomi del morso</h4>
<p>Sulla zona del morso compaiono dopo pochi minuti, i seguenti <strong>effetti locali</strong>: dolore, tumefazione imponente ed estesa, necrosi e chiazzatura emorragica (livido). Tra gli e<strong>ffetti generalizzati</strong>, che compaiono dopo circa 1 ora dal morso: mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali, febbre, difficoltà nei movimenti, alterazione dello stato di coscienza, inoltre possono comparire vomito di sangue, feci con sangue digerito e colorazione giallastra della pelle. Nei casi più gravi si ha la morte per grave insufficienza cardiocircolatoria o per gravi alterazioni della coagulazione del sangue.</p>
<h4>I fattori a rischio</h4>
<p>Alla gravità dell’avvelenamento concorrono numerosi fattori: età, peso corporeo, condizioni generali della persona, con bimbi, anziani e persone debilitate più a rischio; sede del morso (punti più critici sono testa e collo), profondità del morso (il grasso limita la diffusione del veleno), quantità del veleno (è più abbondante e denso subito dopo il letargo), movimento della persona dopo il morso (non muoversi per evitare che il veleno entri in circolo più velocemente).</p>
<h4>Cosa fare in caso di morso di vipera?</h4>
<p>Se si è morsi, occorre <strong>mantenere il più possibile la calma</strong>, dato che l’agitazione provoca l’attivazione incontrollata dei meccanismi da stress che provocano una più rapida diffusione del veleno; sfilando anelli, bracciali ecc. prima che il gonfiore lo impedisca. E’ opportuno<strong> lavare la ferita con acqua ossigenata con permanganato di potassio o con acqua semplice</strong> perché il veleno di vipera è idrosolubile; evitando disinfezioni con alcool o sostanze alcoliche perché il veleno della vipera, a contatto con l’alcool, forma composti tossici. <strong>Premete la ferita immediatamente dopo il morso, in modo da far uscire la maggior quantità possibile di veleno.</strong> Potete utilizzare il<strong> laccio emostatico solo per bloccare la circolazione linfatica e venosa, non quella arteriosa</strong>. Il laccio, abbastanza stretto, deve permettere però la fuoriuscita di sangue dalla morsicatura e un dito deve poter passare sotto di esso (le pulsazioni devono essere rilevabili nell’arto). Controllatelo periodicamente e, se necessario, allentatelo. Se il gonfiore raggiunge la fasciatura, legate 5-10 cm più in alto un’altra fasciatura e poi togliete quella effettuata prima. Se il morso è avvenuto su un braccio o una gamba, potete applicare una <strong>fasciatura molto stretta a monte della ferita, sino alla fine dell’arto</strong>. Inoltre, evitate procedure di aspirazione o rimozione meccanica del veleno (es. suzioni, incisioni); non succhiate il veleno della ferita con la bocca (è molto probabile avere nel cavo orale piccole ferite causate dallo spazzolino da denti); non somministrate alcolici (che hanno effetto depressivo sul SNC e vasodilatatore periferico, facilitando quindi l’assorbimento del veleno).</p>
<h4>Cosa non si deve fare in caso di morso di vipera?</h4>
<ul>
<li>iniettare il siero antivipera perché può essere pericoloso: in individui sensibili può infatti scatenare reazioni allergiche anche gravi (reazioni anafilattiche). In considerazione di questo e del fatto che solo in un numero limitato di casi è necessario utilizzare l&#8217;antidoto, il siero antivipera a partire dall&#8217;anno prossimo non sarà più disponibile nelle farmacie ma esclusivamente presso gli ospedali.</li>
<li>meglio evitare di praticare incisioni intorno al morso allo scopo di favorire la fuoriuscita di sangue infetto: questa pratica richiede infatti mani esperte e, se non effettuata in modo corretto, può facilitare invece la diffusione del veleno.</li>
<li>anche i dispositivi &#8221;aspira-veleno&#8221; richiedono una manualità e una precisione difficili da mantenere nelle emergenze e rischiano di ritardare il soccorso medico.</li>
</ul>
<h4>Come si cura?</h4>
<p>In ospedale, dopo la rimozione dell’eventuale bendaggio compressivo, si attribuisce la classe di gravità, verificando la copertura antitetanica e l’eventuale profilassi; effettuando prelievi per esami ematochimici (emocromo completo, coagulazione, enzimi muscolari, funzionalità renale, elettroliti inclusi calcio e magnesio) ed elettrocardiogramma, terapia sintomatica per il dolore, monitoraggio della progressione dell’edema peri-lesionale e dei segni e sintomi sistemici, con rivalutazione della classe di gravità e dei segni e sintomi sistemici, con rivalutazione della classe di gravità, inizialmente ogni 1-2 ore ; osservazione per almeno 8-12 ore in caso di morso senza sintomi di avvelenamento (grado 0), ricovero per i pazienti con avvelenamento di grado 1,2 o 3, considerando i criteri per la somministrazione di antidoto per il trattamento dei pazienti con avvelenamento di grado 2 e 3.</p>
<h4>Come prevenire di essere morsi?</h4>
<p>Per evitare di essere morsi da una vipera: non disturbate nessun serpente e non tentate di uccidere quelli incontrati; n<strong>on camminate tra la vegetazione a piedi nudi o con scarpe basse</strong> ma indossate calzettoni di lana pesante e calzoni lunghi di tessuto; non frugate tra la vegetazione a mani nude;<strong> camminate con passo pesante, battendo le erbe e le pietre con un bastone</strong> (le vipere hanno un udito poco sviluppato ma sono molto sensibili a movimenti e vibrazioni), non salite sui muretti o pendii appoggiando le mani dove non si vede perfettamente; sedetevi, sdraiatevi o fate picnic solo in luoghi aperti e distanti da ammassi vari, pietraie, muretti, legnaie; <strong>scuotete con decisione e più volte giubbotti e maglioni deposti a terra o appesi ai rami dei cespugli prima di reindossarli;</strong> controllate a vista i bimbi piccoli e fateli giocare solo in posti sicuri, facendo attenzione ai rustici abbandonati o ai casolari isolati. Se proprio siete costretti a colpire una vipera (possibilmente con un sasso o un bastone sul capo), mantenetevi ad almeno un metro da essa , distanza che consente di non correre rischi.<br />
[/mks_list]</p>
<p><em>Fonti: meteoweb.eu | saninforma.it</em></p>
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			</item>
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		<title>L&#8217;orientamento: Come orientarsi in natura?</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-in-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2016 14:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È possibile perdersi bel mezzo della foresta durante una gita. O semplicemente essere curiosi di sapere dov&#8217;è il sud. In ogni caso, esistono molti modi per orientarci, a disposizione di tutti. Senza la necessità di GPS o cellulari di ultima generazione (al massimo un orologio), impara in quali modi la natura ti fa da guida. [mks_list type=&#8221;ol&#8221; style=&#8221;ol_squared&#8221;] Mediante la stella&#8230;</p>
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<p>È possibile perdersi bel mezzo della foresta durante una gita. O semplicemente essere curiosi di sapere dov&#8217;è il sud. In ogni caso, esistono molti modi per orientarci, a disposizione di tutti. Senza la necessità di GPS o cellulari di ultima generazione (al massimo un orologio), impara in quali modi la natura ti fa da guida.</p>
<p>[mks_list type=&#8221;ol&#8221; style=&#8221;ol_squared&#8221;]</p>
<ol>
<li><strong>Mediante la stella polare nell&#8217;emisfero settentrionale</strong><br />
Siccome la terra ruota sul suo asse nord-sud, alle persone dell&#8217;emisfero settentrionale sembra che tutte le stelle ruotino uscendo da est e tramontando a ovest (compreso il Sole) ma più sono a nord e più hanno un&#8217;orbita che non tramonta all&#8217;orizzonte. Nel caso della <a title="Come trovare la stella polare in montagna?" href="http://www.montagnenostre.net/come-trovare-la-stella-polare-in-montagna/" target="_blank"><strong>stella polare</strong></a>, perfettamente sulla linea dell&#8217;asse terrestre, <strong>questa ruota apparentemente su sé stessa</strong>, e quindi appare ferma nel cielo. Bisogna saper riconoscerla (è molto brillante e non lampeggia), perché proprio sotto di essa c&#8217;è il <a title="Come trovare la stella polare in montagna?" href="http://www.montagnenostre.net/come-trovare-la-stella-polare-in-montagna/" target="_blank"><strong>Nord</strong></a>.</li>
<li><strong>Mediante l&#8217;osservazione del muschio sugli alberi</strong><br />
Come nell&#8217;emisfero settentrionale la traiettoria apparente del sole è inclinata verso il sud, <a title="L’orientamento: come orientarsi con il muschio?" href="http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-muschio/" target="_blank">si verifica una <strong>zona d&#8217;ombra</strong> sul lato nord degli alberi che ci indica il nord</a>. <strong>Accade anche nelle case</strong> e sul lato nord delle montagne, modificando la vegetazione e facendo rimanere la neve per più tempo. Questi sono elementi che possono aiutarci. I muschi alloggiano in gran parte nella zona che dà a sud, poiché si produce più ombra e l&#8217;umidità viene principalmente da sud (emisfero sud). Se si trovano in climi umidi tutto l&#8217;albero è pieno ma c&#8217;è una maggiore concentrazione su un lato.</li>
<li><strong>Mediante il fusto degli alberi tagliati</strong><br />
Se vediamo <strong>alberi tagliati</strong>, osservando gli <strong>anelli</strong> vedremo che non sono simmetrici, gli alberi crescono più verso il sud. Inoltre, vedremo che le distanze tra gli anelli del taglio sono maggiori sul lato sud dell&#8217;albero (emisfero settentrionale) mentre nell&#8217;emisfero sud avviene il contrario: crescono prevalentemente verso il nord poiché il sole è più indirizzato verso il nord e le piante &#8220;cercano&#8221; il Sole.</li>
<li><strong>Mediante la determinazione del meridiano con l&#8217;uso di un orologio</strong><br />
Per conoscere il meridiano (linea nord-sud) si mette orizzontalmente un orologio analogico e <a title="L’orientamento: come orientarsi con l’orologio?" href="http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-lorologio/" target="_blank"><strong>si fa coincidere la lancetta delle ore con la direzione in cui si trova il Sole</strong></a> in quel momento: la direzione sud (se siamo nella zona temperata dell&#8217;emisfero settentrionale) è nella bisettrice dell&#8217;angolo che forma la lancetta oraria con le 12 o, se punta le 12, verso il sole mentre la bisettrice tra l&#8217;orario e le dodici dà il nord (emisfero sud temperato).Va detto qui, anche se è ovvio, che se abbiamo un orologio digitale potremo comunque orientarci. È sufficiente disegnare nel suolo o su carta l&#8217;ora solare e applicare il metodo precedente.</li>
<li><strong><a href="http://www.montagnenostre.net/lorientamento-come-orientarsi-con-il-sole/" title="L’orientamento: Come orientarsi con il sole?" target="_blank">Mediante il sole</a></strong></li>
</ol>
<h4><strong>Consigli:</strong></h4>
<p>Benché queste forme di orientamento sono molto affidabili, in caso di volere un&#8217;ubicazione esatta è utile l&#8217;uso di metodi professionali (dalla bussola agli apparecchi digitali) per essere del tutto precisi.</p>
<p><em>Fonte: http://tempolibero.uncome.it</em></p>
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		<item>
		<title>Come comportarsi in caso di frana?</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/come-comportarsi-in-caso-di-frana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2016 12:15:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[calamità naturali]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il termine &#8220;frana&#8221; si riferisce ad un fenomeno che si può causare in ambienti montani, per cause naturali o artificiali. Una frana consiste nella caduta di materiale roccioso, o terreno, che dall&#8217;alto precipita verso il basso. In Italia tali fenomeni si verificano con una certa frequenza, tanto che le frane sono annoverate fra le calamità naturali più usuali nel nostro Paese. Una frana non può essere contrastata in alcun modo; ma se ci&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Il termine &#8220;frana&#8221; si riferisce ad un fenomeno che si può causare in <strong>ambienti montani</strong>, per <strong>cause naturali</strong> o artificiali. Una <strong>frana</strong> consiste nella <strong>caduta di materiale roccioso</strong>, o terreno, che dall&#8217;alto precipita verso il basso. In <strong>Italia tali fenomeni</strong> si verificano con una <strong>certa frequenza</strong>, tanto che le <strong>frane</strong> sono annoverate fra le <strong>calamità naturali più usuali</strong> nel nostro Paese. Una frana non può essere contrastata in alcun modo; ma se ci si trova a subire un <strong>simile evento</strong>, ci sono delle misure che si possono adottare per evitare di venirne travolti. La conoscenza di tali specifiche <strong>norme di comportamento</strong> è pertanto fondamentale, anzi, addirittura può rivelarsi determinante ai fini della sopravvivenza. Ecco come comportarsi in caso di frana.</p>











<p class="wp-block-paragraph">Istintivamente, quando si vede qualcosa che ci viene addosso, siamo portati a scappare correndo in direzione opposta al pericolo in questione, e a nasconderci dietro un qualche riparo. Questa tattica, nel caso delle&nbsp;<strong>frane</strong>, è assolutamente sbagliata. L&#8217;irruenza di una frana, infatti, solitamente è tale da travolgere tutto ciò che trova sul suo cammino: qualunque riparo sarebbe inutile perché verrebbe abbattuto. L&#8217;unico atteggiamento valido da adottare è muoversi in&nbsp;<strong>modo laterale rispetto alla frana</strong>, cercando di collocarsi in un punto che si trovi più in alto rispetto ad essa e alla sua furia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel guadagnare una posizione più elevata rispetto alla frana, si dovrà anche avere cura di evitare pali, alberi, o altre strutture dello stesso&nbsp;<strong>genere</strong>, perché sotto l&#8217;impeto della frana potrebbero crollare. Inoltre, si deve fare attenzione a rocce o detriti che potrebbero rimbalzare nella&nbsp;<strong>caduta</strong>&nbsp;della massa terrosa: essere colpiti da un sasso può essere anche letale. Inoltre, bisogna valutare bene il&nbsp;<strong>terreno</strong>&nbsp;su cui ci si muove, perché le zone ai margini di una frana possono essere molto instabili. Se la frana è una valanga di neve, e se ne resta travolti senza&nbsp;<strong>possibilità</strong>&nbsp;di fuga, si devono muovere le braccia in&nbsp;<strong>senso circolare</strong>, per evitare di rimanere del tutto intrappolati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nel caso di una frana, è importante attuare alcune misure preventive.  Se si ha <strong>intenzione</strong> di fare un&#8217;escursione in montagna, non ci si deve mai avventurare da soli, o quanto meno bisogna sempre informare qualcuno sul percorso che si ha intenzione di seguire, e sull&#8217;orario previsto di rientro.  Molte zone montuose non hanno copertura di rete per i cellulari, e potrebbe essere impossibile chiamare soccorsi in caso di bisogno.  Infine, se ci si accorge di una frana, pur non essendo coinvolti direttamente, si deve sempre allertare subito la protezione civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte: <a href="http://pianetagreen.liquida.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://pianetagreen.liquida.it</a> | Autore: <a href="http://www.o2o.it/userprofile/32488" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cristina Marziali</a></em></p>






<p class="wp-block-paragraph">Approfondimenti:<br /><a href="https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/in-caso-di-frana/" data-type="link" data-id="https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/in-caso-di-frana/">In caso di frana, consigli dalla protezione civile</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.montagnenostre.net/come-comportarsi-in-caso-di-frana/">Come comportarsi in caso di frana?</a> first appeared on <a href="https://www.montagnenostre.net">www.montagnenostre.net</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come orientarsi col metodo del bastoncino e dell&#8217;ombra?</title>
		<link>https://www.montagnenostre.net/come-orientarsi-col-metodo-del-bastoncino-e-dellombra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2016 15:59:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci capita di viaggiare e di poter visitare posti nuovi ed è sempre buona cosa sapersi orientare per evitare di perdersi nei meandri di qualche luogo a noi ancora del tutto sconosciuto. La soluzione migliore sarebbe quindi quella di avere un buon senso di orientamento che ci permette di capire dove ci troviamo in quel determinato momento. La bussola, per definizione, risulta essere l&#8217;oggetto più&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><script type="mce-mce-text/javascript">// < ![CDATA[
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<p>Ci capita di viaggiare e di poter visitare posti nuovi ed è sempre buona cosa sapersi orientare per evitare di perdersi nei meandri di qualche luogo a noi ancora del tutto sconosciuto. La <strong>soluzione migliore</strong> sarebbe quindi quella di avere un <strong>buon senso di orientamento</strong> che ci permette di capire dove ci troviamo in quel <strong>determinato momento</strong>. La bussola, per definizione, risulta essere l&#8217;oggetto più utile ed utilizzato in queste determinate occasioni ma se ne dovessimo essere momentaneamente sprovvisti è opportuno conoscere un <strong>sistema alternativo</strong>, come ad esempio l&#8217;orientarsi mediante il <strong>metodo del bastoncino</strong> e dell&#8217;ombra. Munitevi di pazienza e prestate attenzione facendo in modo da seguire la guida e capire bene questa tecnica.</p>
<p>[mks_list type=&#8221;ol&#8221; style=&#8221;ol_squared&#8221;]</p>
<ol>
<li>Il sistema precedentemente accennato nell&#8217;introduzione, può variare a secondo del posto in cui risediamo in quel preciso momento. I differenti metodi di esplorazione cambiano a seconda se ci dovessimo trovare nell&#8217;emisfero australe o in quello settentrionale, tenendo conto però che stando sempre più vicini all&#8217;equatore il metodo risulterà essere meno efficace.</li>
<li>Parlando dell&#8217;emisfero australe possiamo prendere come esempio un <strong>orologio</strong> ed andiamo a posizionarlo a terra, teniamo però conto che le 12.00 risultino essere parallele all&#8217;ombra che viene proiettata dal <strong>bastoncino</strong>, fatto ciò ricerchiamo il <strong>punto mediano</strong> tra la <strong>lancetta delle ore</strong> dodici. Il passo successivo sarà quello di tracciare una <strong>linea immaginaria</strong> che va dal punto mediano al <strong>centro del quadrante</strong>formando così l&#8217;asse nord-sud, dove il sole sarà nella direzione nord.</li>
<li>Considerando viceversa di trovarsi nell&#8217;emisfero settentrionale il bastoncino andrà fissato al meglio nel suolo ma stavolta in posizione verticale così la sua <strong>ombra</strong> sarà proiettata lungo in terreno dove noi posizioneremo l&#8217;orologio facendo sì che la lancetta delle ore risulti essere parallela all&#8217;ombra che viene proiettata dal bastoncino.  Il punto mediano che dovremo successivamente trovare dovrà essere tra le 12.00 e la lancetta delle ore, subito dopo la linea immaginaria che dobbiamo tracciare sarà tra il punto da noi trovato ed il centro del quadrante.  Questa linea formerà l&#8217;asse nord-sud ed il sole stavolta sarà posizionato verso il sud.  Concludo augurandomi di aver chiarito le idee a tutti i lettori di questa guida che spero sia stata e sarà utile a coloro che si troveranno a dover utilizzare questa determinata <strong>tecnica</strong>.[/mks_list]</li>
</ol>
<h4><strong>Assicurati di avere a portata di mano:</strong><br />
&#8211; Un orologio a lancette<br />
&#8211; Un bastoncino lungo circa 15cm</h4>
<p><em>Fonte: <a href="http://sportpower.liquida.it/" target="_blank">http://sportpower.liquida.it/</a> | Autore: <a title="Antonio Lanz" href="http://www.o2o.it/userprofile/80101" target="_blank">Antonio Lanz</a><br />
</em><br />
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