Rifugio Alpe Lavorerio

Il rifugio sorge all’alpe Lavorerio, in val Piodella, sopra Gordona a quota 1862 metri. Il rifugio non è gestito. Occorre quindi ritirare le chiavi ed acquistare il permesso di transito (6 euro un giorno, 9 euro due giorni) presso il bar San Martino.

Gruppo Montuoso: Valchiavenna (Italia)
Valle: Val Bodengo



DIFFICOLTÀ

E

Itinerario Escursionistico 
Itinerario che si svolge su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppa a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Può avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi ne impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) che però non richiedono l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc). Richiede un certo senso d’orientamento, una certa conoscenza ed e esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati.
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ALTRE INFORMAZIONI
Località di partenza: Donadivo
Quota di partenza:  737 m  |  Dislivello: 1250 m  |  Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti
Periodo di Apertura: Previo accordi per il ritiro chiavi
Posti letto: 12 posti
Gestione:  Bar San Martino Gordona
Tel. +39 329 0857655 (Marco)

COME SI RAGGIUNGE


Fra le due più famose valli alle quali si accede da Gordona, la val Bodengo e la val Fontana, è posta la val Piodella, che si raccomanda come meta per quegli escursionisti che amino gli orizzonti della solitudine. Stupirà quindi sapere che proprio qui si trova l’unico rifugio della zona, che deve la sua esistenza alla disponibilità del comune di Gordona ed all’opera di un gruppo di volontari che ha lavorato per renderlo agibile per gli escursionisti che volessero farne la base di partenza per traversate di un certo respiro. Ma vediamo come arrivarci. Gordona è facilmente raggiungibile dalla SS 36 della Valchiavenna. Usciti dalla seconda galleria, a Novate Mezzola, percorriamo, in direzione di Chiavenna, circa 11 chilometri; dopo san Cassiano troveremo, sulla sinistra, la deviazione per Gordona. Raggiunto il paese, dobbiamo scegliere se percorrere la strada interamente a piedi (ed è una bella tirata), o se guadagnare circa trecento metri acquistando il permesso di transito sulla strada per la val Bodengo (estate 2002: 8 Euro, per un periodo compreso fra i mesi di aprile ed ottobre). In questo secondo caso, percorsi tre chilometri, ci ritroviamo alla località Donadivo (m. 737), dove lasciamo l’automobile per salire su una mulattiera (un piccolo gioiello) che parte in corrispondenza di una fontanella di legno e raggiunge l’Alpe Orlo, a 1165 metri (raggiungibile anche mediante una strada sterrata di recente costruzione). Qui, ad un bivio, prendiamo a sinistra, seguendo il cartello che indica la val Piodella. Dobbiamo ora effettuare una lunga traversata sul fianco sinistro idrografico della valle; nel primo tratto perdiamo un centinaio di metri di quota (ce ne accorgeremo al ritorno!), per poi ricominciare a salire, avvicinandoci al letto del torrente, fino ad attraversarlo su un ponte gettato su una bella marmitta dei giganti. Ci ritroviamo così all’Alpe Valle di Sotto (m. 1330), dalla quale, ignorato un secondo ponte, saliamo all’Alpe Valle di Sopra (m. 1486). I segnavia rosso-bianco-rossi sono abbastanza numerosi e ci permettono di procedere con tranquillità. Ora dobbiamo piegare decisamente a destra e risalire un ripido dosso erboso, per entrare poi in un bel bosco, aggirando sulla destra il gradino roccioso che ci separa dall’alta valle. Usciti dal bosco, percorriamo un breve tratto su un dosso erboso e raggiungiamo un terzo ponte. Ora dobbiamo ignorare i segnavia, che indicano il percorso per la superiore Alpe Piodella; attraversiamo il ponte e, sormontate alcune modeste formazioni rocciose, raggiungiamo le quattro baite dell’Alpe Lavorerio, la prima e più grande delle quali è stata (parzialmente) adattata a rifugio.
Fonte: paesidivaltellina.it | Autore: M. Dei Cas SEI PRONTO? SCARICA LA TRACCIA .GPX

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