Il rifugio si trova a 2601 m. nella conca glaciale che precede il valico ed è stato ricavato dalla ristrutturazione nel 1983 di una casermetta difensiva costruita dal Genio Militare nel 1912. La costruzione massiccia conserva l’aspetto severo dell’opera militare fortificata e solo all’interno ha assunto l’aspetto accogliente del piccolo albergo di alta montagna.
DETTAGLI ITINERARIO
E – Itinerario escursionistico
Gruppo Montuoso: Alpi Retiche Occidentali (Italia)
Valle: Val di Livigno
Località di partenza: Ponte Calcheira
Quota di partenza: 2051 m. | Dislivello: 550 m. | Tempo di percorrenza: 2 ore
Periodo di Apertura: dal 15 giugno al 30 settembre (condizioni meteo permettendo)
Posti letto: 12 posti
Gestione: Giovanna Galli
Tel. +39 333 5942572
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Time: 20/08/2010, 10:50 |
Duration: 09:38:08 |
Ascent/Descent: | Distance: 23.25 km |
Da Livigno si prende la strada per la Val Federìa. Si percorre in auto per circa 10 minuti (3 km) fino a raggiungere Pont da la Calchéira.
Da qui si continua a piedi per circa 3 km. Inoltre si arriva alla località Plan da l’Isoléta, erroneamente segnata sulle carte come Piano dei Morti.
Poco oltre si trova l’inizio della mulattiera ben segnalata. Essa si stacca dalla strada di fondovalle e si inerpica a svolte sul fianco sinistro della valle. La mulattiera inizia alla quota di circa m. 2052. Dopo circa 150 metri di dislivello si arriva al primo pianoro delle Fontanelle. Dopo altri 250 metri di dislivello si arriva al Piano dei Morti, vero e proprio. Forse è chiamato così dai passaggi dei vari eserciti.
Ancora 100 metri di dislivello e si giunge al Piano dei Becchi, da dove si scorge il rifugio ormai vicino. La mulattiera che conduce al Rifugio ha una lunghezza di 2 km e 800 metri con un dislivello di 550 metri. Questo percorso conduce al Rifugio Cassana, e si percorre comodamente in un’ora o un’ora e mezza.


UN PO’ DI STORIA
Il Passo di Cassana, noto anche come Rifugio Cassana, è il valico più basso tra la valle dello Spol e l’Engadina. Nei secoli passati costituiva la via di comunicazione più agevole tra Livigno e S-chanf. Il Passo della Forcola, più basso di quota, portava infatti in Val Poschiavo. Tuttavia, raggiungere la bassa Engadina per il fondovalle era lungo e pericoloso a causa del burrone di Ova Spin. Per il valico passarono armate provenienti dal Tirolo, che incendiavano i villaggi di Zuoz e di S-chanf nel 1499. Poi da Cassana passarono i francesi del Duca di Rohan e i Grigioni dello Jenatsch, che batterono gli Austro-imperiali nelle battaglie del 1635, e Livigno fu campo di combattimento.
Ancor oggi solo i valichi di Cassana e del Muretto, in Valmalenco, possono essere legalmente utilizzati per attraversare la frontiera italo-svizzera fuori dai valichi controllati. Attraversare la frontiera in altri punti è tollerato, ma potrebbe essere perseguito come reato.
Il rifugio si trova nella conca glaciale che precede il valico. È stato ricavato dalla felice ristrutturazione di una casermetta difensiva costruita dal Genio Militare prima della Grande Guerra del 1914. La costruzione massiccia conserva l’aspetto severo dell’opera militare fortificata. All’interno ha assunto l’aspetto accogliente del piccolo albergo di alta montagna.
I mobili di stile engadinese, dipinti alla maniera tradizionale, ben si adattano agli ampi locali. Il caminetto con l’affresco ricorda il sopracitato passaggio dei Grigioni in armi.
Pascoli degradanti in dolci pendii occupano tutta la vasta zona circostante. All’appassionato della flora alpina presentano una ricca varietà di specie, tra le quali anche alcune rarissime come il Dianthus Glacialis.
Oltre i pascoli si ergono le rocce dolomitiche della Punta Cassana e le rocce scistose che formano il loro basamento e che si estendono per decine di chilometri. (…) I pascoli sono popolati da numerose famiglie di marmotte, anche proprio nelle immediate vicinanze del Rifugio. Al mattino presto e alla sera si vedono spesso passare stambecchi e camosci, mentre in pieno giorno si può scorgere l’aquila, alta nel cielo. Dal rifugio è visibile un’ampia cerchia di monti: dal Corno di Campo al Paradiso, dalla Cima Piazzi fino al Gran Zebrù e all’ Ortler. Ben visibili i campi di sci dello Stelvio.
Fonte: waltellina.com | Autore: Peretti G. – Alpinia Editrice
TRAVERSATE
Rifugio Varüsch Chamanna
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